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Agent AI e Malware Nascosto: come i Coding Agent vengono Ingannati da Repository GitHub Apparentemente Puliti
#tech
spcnet.it/agent-ai-e-malware-n…
@informatica


Agent AI e Malware Nascosto: come i Coding Agent vengono Ingannati da Repository GitHub Apparentemente Puliti


I moderni strumenti di coding assistito da AI stanno diventando parte integrante del flusso di lavoro di milioni di sviluppatori. Ma questa automazione introduce una nuova superficie di attacco che i ricercatori di sicurezza hanno appena dimostrato in modo preoccupante: un repository GitHub apparentemente pulito può indurre un agente AI a eseguire malware, senza che nessun codice malevolo sia visibile né agli scanner statici né agli occhi umani.

La ricerca di Mozilla 0DIN


I ricercatori della Mozilla Zero Day Investigative Network (0DIN), la piattaforma di sicurezza AI di Mozilla, hanno pubblicato un proof-of-concept che dimostra come un agente di coding autonomo possa essere indotto a installare una reverse shell sul sistema dello sviluppatore. Il test è stato condotto specificamente con Claude Code, ma la vulnerabilità concettuale riguarda qualsiasi agente AI che abbia accesso al filesystem e al terminale.

La parte più inquietante della ricerca è questa frase dei ricercatori: “No exploit code, no warning, no suspicious command anyone had to approve.” Nessun codice exploit, nessun avvertimento, nessun comando sospetto da approvare.

Come funziona l’attacco: tre componenti innocui


L’attacco si basa su tre elementi che, considerati singolarmente, non destano alcun sospetto:

  1. Un repository GitHub pulito — Il repo contiene istruzioni di setup standard: installazione dipendenze (pip3 install -r requirements.txt) e inizializzazione del progetto (python3 -m axiom init). Nessun codice malevolo, nessun flag da scanner.
  2. Un pacchetto Python progettato per fallire — Il package è volutamente configurato per rifiutare l’esecuzione finché non viene inizializzato. Genera un errore che istruisce l’utente (o l’agente) a eseguire python3 -m axiom init. L’agente AI, tentando di risolvere autonomamente l’errore di setup, lancia questo comando.
  3. Un record DNS TXT controllato dall’attaccante — Il comando di inizializzazione chiama uno script shell che recupera un valore di configurazione da un record DNS TXT controllato dall’attaccante. Quel valore viene eseguito come comando.

Il risultato è una reverse shell con i privilegi del developer. L’agente AI ha eseguito tre livelli di indirection — un messaggio di errore fidato, uno script che ha recuperato un valore, e un record DNS che non ha mai esaminato — senza mai “vedere” il payload malevolo.

Perché è invisibile ai controlli tradizionali


Questa tecnica bypassa tutti i meccanismi di difesa convenzionali:

  • Scanner statici: non trovano nulla perché il repository è genuinamente pulito
  • Code review umana: anche un revisore attento non vedrebbe codice malevolo
  • AI review: l’agente AI valuta solo il codice che vede, non il payload DNS
  • Audit log limitati: l’agente potrebbe non registrare l’intera catena di esecuzione, incluse le risorse recuperate dinamicamente a runtime

Ciò che rende l’attacco efficace è il comportamento goal-oriented degli agenti AI: quando incontrano un errore, il loro obiettivo è risolverlo. E lo risolvono eseguendo esattamente ciò che viene suggerito — anche se quel suggerimento porta a recuperare ed eseguire un payload da un record DNS remoto.

Cosa ottiene l’attaccante


Se l’attacco va a segno, l’attaccante ottiene una shell interattiva con i privilegi dello sviluppatore. Questo significa accesso a:

  • Variabili d’ambiente (incluse credenziali e API key)
  • File di configurazione locali (chiavi SSH, certificati, config di cloud provider)
  • Possibilità di stabilire persistenza sul sistema
  • Accesso ai repository locali e ai segreti in essi contenuti

I ricercatori 0DIN avvertono che questa tecnica potrebbe essere distribuita facilmente attraverso fake job posting, tutorial, post su blog tecnici o messaggi diretti su piattaforme come Discord o LinkedIn.

Come mitigare il rischio


0DIN ha proposto alcune contromisure concrete per chi sviluppa o utilizza strumenti di coding AI agentico:

  1. Execution chain disclosure: gli agenti AI dovrebbero mostrare esplicitamente l’intera catena di esecuzione dei comandi di setup, inclusi script e codice recuperato dinamicamente a runtime, prima di eseguirlo.
  2. Sandboxing più rigido: gli agenti autonomi che interagiscono con repository esterni dovrebbero operare in ambienti isolati (container, VM, namespace separati) con privilegi minimi.
  3. Permission scoping: limitare le azioni che un agente AI può compiere autonomamente — specialmente l’esecuzione di comandi shell — richiedendo conferma esplicita dell’utente per operazioni ad alto rischio.
  4. Monitoraggio DNS in uscita: implementare logging e alerting su query DNS anomale durante le operazioni di build e setup.
  5. Analisi comportamentale: non fidarsi solo degli scanner statici, ma adottare strumenti di analisi comportamentale che monitorino le azioni effettive a runtime.


Un segnale di allarme per il settore


Questa ricerca evidenzia un problema strutturale nell’adozione degli agenti AI nel ciclo di sviluppo: l’automazione che ci fa risparmiare tempo è la stessa che può diventare un vettore di attacco. Man mano che strumenti come Claude Code, GitHub Copilot Workspace e altri agenti simili vengono integrati nelle pipeline CI/CD e nei workflow quotidiani, la superficie di attacco si espande in modi che i modelli di minaccia tradizionali non contemplano.

La buona notizia è che, per ora, si tratta di un proof-of-concept. La cattiva è che chiunque abbia letto questa ricerca sa come replicarlo — e il costo per un attaccante è praticamente zero: basta pubblicare un repository GitHub e registrare un dominio per il record DNS TXT.

Per i team di sicurezza, questo è il momento di rivedere le policy di utilizzo degli agenti AI, in particolare per quanto riguarda le operazioni autonome su repository di terze parti.


Fonte originale: 4sysops.com — ricerca originale di Mozilla 0DIN via BleepingComputer


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📰🇺🇸 "Legt man die Einschätzung von Noyb so konsequent wie möglich aus, würde das heißen: Es gibt keine ohne zusätzliche Prüfung gültige Rechtsgrundlage mehr, die es Firmen erlaubt, Daten in die #USA zu übertragen. In einem Kommentar fordert #Schrems jetzt, das DPF aufzukündigen."

Weiterlesen 👉 t3n.de/news/supreme-court-ftc-… @t3n@flipboard.com @t3n@t3n.social

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Ich habe mir genau angeschaut, was die Expert*innen des Familienministeriums über #Alterskontrollen geschrieben haben. Fazit: Sie verstricken sich in Widersprüche. Der drohenden Massenüberwachung setzen sie wenig entgegen. Lest hier meine Analyse für @netzpolitik_feed

netzpolitik.org/2026/gefahren-…

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Müssen Menschen im Netz künftig ihr Alter nachweisen oder nicht? Bei dieser Frage verstricken sich die vom Familienministerium einberufenen Expert*innen in Widersprüche. Der drohenden Massenüberwachung setzen sie wenig entgegen, analysiert @sebmeineck

netzpolitik.org/2026/gefahren-…

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1/3 🧑‍⚖️ Today, the Court of Justice of the EU has upheld a € 4.1 billion antitrust fine against Google for abusing the dominant position of its Android mobile operating system to thwart rivals.

💰 The judgment confirms the European Commission's finding that Google abused Android to strengthen the market position of Google Search, the Chrome browser and other Google products.

in reply to EDRi

2/3 While this ruling is powerful validation of the European Commission’s antitrust efforts set to break Big Tech’s monopolistic practices, it is also a stark reminder of how important the #DMA is: this ruling settles a one and half decades-old complaint originally lodged by FairSearch, a lobby group of Google competitors.

The DMA is supposed to make those decade-long legal battles unnecessary by prohibiting gatekeepers such as Google to deploy known abusive practices.

#dma
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📰 "#Schrems considera que los 27 Estados miembros de la #UE deberían volver a alojar en Europa sus servicios digitales esenciales, que, a su juicio, ya no están protegidos frente al poder de la Casa Blanca."

Sigue leyendo 👉 france24.com/es/minuto-a-minut… @FRANCE24

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🇺🇸 "In the #US, the independence of the Federal Trade Commission (FTC) has been declared unconstitutional. What appears to be a purely domestic debate about the extent of #Trump’s powers is turning out to be a threat to the #European digital economy. […] As there are now no longer any independent authorities in the US, noyb argues that it is time to initiate a coordinated withdrawal of the European economy from US cloud infrastructure." (from German)

Read more 🔗 heise.de/news/Kartenhaus-Wie-e…

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KI im Asylverfahren? Das BMI bereitet dazu einen Gesetzentwurf vor. Und der soll noch viel mehr als "nur" BAMF und Ausländerbehörden das KI-Training mit Daten von Antragstellenden erlauben. Darunter würden auch Polizeien und andere fallen.

Diskriminierung soll verhindert werden, indem Behörden sicherstellen, dass es nicht zu Diskriminierung kommt.

netzpolitik.org/2026/gesetzent…

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LINUX NEWS ITALIA

Ricordo con piacere che il punto di riferimento italiano all'#opensource, #Linux e #Freesoftware, è parte del Feriverso.

  • Potete seguirlo da qui
  • Commentare sia nel sito che da un'istanza qualsiasi.

Ma c'è anche il Forum community (anch'esso open source) proprio come era Internet un tempo.

ziobudda.org
@news

@informatica
@gnulinuxitalia

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La loi RIPOST a pris un sacré coup dans l'aile lors de son passage en commission des lois de l'Assemblée nationale. Mardi dernier, alors que la droite était démobilisée, les partis de gauche ont supprimé de nombreuses mesures de surveillance, que nous dénoncions récemment. S’il est très probable que celles-ci reviennent par le biais d’amendements lors des débats en hémicycle à partir du 6 juillet, il s’agit néanmoins d’un camouflet pour Laurent Nuñez.

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in reply to La Quadrature du Net

Parmi les dispositions supprimées, on retrouve l’article 15 qui élargit considérablement l’usage des lecteurs automatiques de plaques d’immatriculation (ou LAPI). Ces dispositifs permettent une surveillance très large des déplacements de véhicules sur les routes de France. La loi RIPOST compte démultiplier les capteurs et allonger considérablement la durée de conservation des photos de plaques. Nous vous en parlions dans un article sur notre site
laquadrature.net/2026/06/17/lo…
in reply to La Quadrature du Net

Exit aussi l’extension de la vidéosurveillance algorithmique (VSA) prévue à l’article 19. Celui-ci vise à rallonger la fameuse « expérimentation » – qui n’en est plus vraiment une – jusqu’en 2030 et à élargir les endroits où elle est susceptible d’être utilisée. Au-delà des évènements sportifs et festifs, le gouvernement voulait ainsi pouvoir mettre en place de la surveillance automatisée des comportements aux abords de nombreux bâtiments.

laquadrature.net/vsa/

in reply to La Quadrature du Net

D'autres articles ont été supprimés : caméras piétons pour les douanes et les agents de sécurité privée, caméras frontales sur les trains tandis que des mesures plus protectrices ont été adoptées comme l'interdiction d'utiliser les drones en manifestation. La loi sera de nouveau débattue en hémicycle le 6 juillet. Nous appelons donc tou·tes les député·es à se mobiliser pour que ces mesures de surveillance ne soient pas réintégrées au projet et à rejeter cette énième loi autoritaire.
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DevConf Italia 2026


Il 7 e l'8 luglio, a Pavia è DevConf Italia 2026, evento dedicato a open source, sviluppo e infrastrutture moderne. 
La conferenza riunisce community, developer e ricercatori per discutere tecnologie emergenti, cloud, security e tooling.Maggiori informazioni e registrazione: devconf.it/2026/

🔗 Leggi il post completo

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Das Innenministerium will Behörden erlauben, automatisierte Systeme mit Daten aus Asyl- und Aufenthaltsverfahren zu trainieren. Dabei geht es nicht nur um das BAMF oder Ausländerbehörden, sondern auch um die Polizei. Wir veröffentlichen den Gesetzentwurf.

netzpolitik.org/2026/gesetzent…

in reply to netzpolitik.org

"Personenbezogene Daten, deren Verarbeitung nach Artikel 9 Absatz 1 der Verordnung (EU)2016/679 (Datenschutz-Grundverordnung) untersagt ist, dürfen verarbeitet werden, soweit dies im Einzelfall zur Aufgabenerfüllung erforderlich ist; § 22 Absatz 2 des Bundesdatenschutzgesetzes gilt entsprechend.“
Der Verstoss gegen 1 EU-Verordnung wird im Gesetz (unfassbar) schriftl. festgehalten!

Fadenscheinige Begründungen für den Einsatz von KI, angebl. keine weiteren Kosten. Wer's glaubt.

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📰 "Noyb hat die EU-Kommission aufgefordert, aus dem Datenschutzabkommen mit den USA auszutreten. Der Oberste Gerichtshof der USA habe die rechtliche Grundlage für das Abkommen „zerstört“, indem er die Unabhängigkeit der US-Aufsichtsbehörde FTC aufgehoben habe."

Weiterlesen 👉 orf.at/#/stories/3434867/

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Ein deutscher Ex-Bankmanager wurde mit dem Staatstrojaner NSO Pegasus gehackt. Das hatte das Handelsblatt berichtet. Das war falsch. Die Staatsanwaltschaft hat "keine Schadsoftware auf dem Mobiltelefon festgestellt" und die Ermittlungen eingestellt. Das Handelsblatt hat die Berichterstattung korrigiert. web.archive.org/web/2024053115… handelsblatt.com/finanzen/bank…
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CVE-2026-8037: Critical Pre-Auth RCE in Progress Kemp LoadMaster Puts Enterprise Networks at Risk
#CyberSecurity
securebulletin.com/cve-2026-80…
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Critical wolfSSL Vulnerabilities Expose Billions of Servers and IoT Devices to Certificate Forgery and RCE
#CyberSecurity
securebulletin.com/critical-wo…
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PoC Published for CVE-2026-24294: NTLM Reflection Bypass Grants SYSTEM Access on Windows Server 2025
#CyberSecurity
securebulletin.com/poc-publish…
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SEO-Poisoned Bing Search Delivers BumbleBee Loader and Akira Ransomware to Enterprise Network
#CyberSecurity
securebulletin.com/seo-poisone…

Now or never: why the Digital Euro must not fail on privacy


Europe is developing a Digital Euro to reduce its reliance on US-controlled payment systems and give citizens a privacy-friendly digital payment option. Epicenter.works and other civil society groups support the project but argue that strong privacy protections must be built into its technology, not just promised on paper, to ensure public trust and protect fundamental rights. The vote of the ECON Committee signals a move in the right direction, which must not be weakened in the remainder of the legislative process.

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Slovenia’s democracy under siege: An urgent update


Following the March 2026 elections, Slovenia's newly appointed right-wing coalition government – led by Janez Janša in his fourth term – has launched an aggressive crackdown on independent civil society. Janša’s return follows a turbulent campaign marred by the Black Cube scandal involving an Israeli intelligence firm. Now, his administration is moving fast to radicalise politics, using tactics that also threaten broader EU democratic standards. This poses danger to civil society, fundamental rights and freedoms of citizens, and will also have a significant impact on the protection of digital rights in Slovenia.

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The EU spends billions on AI, but can anyone track the money?


The European Union has pledged billions to establish itself as a global leader in artificial intelligence (AI). However, there is a significant transparency gap between the political announcements and the actual flow of money. ‘From Frameworks to Factories’, a new report by Open Future , maps the EU's AI investment architecture and asks a simple question: Can the money be followed?

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Die Europäische Politik verspricht, im Paket mit dem Digitalen Euro das Bargeld zu stärken. Was das genau heißt? Lest Ihr in meinem neuen Artikel für @netzpolitik_feed 👇

netzpolitik.org/2026/bargeld-v…

in reply to Leonhard Pitz

Richtig geil wäre ja, wenn die #EU den #Banken auch noch vorschreiben würde, dass sie die Einzahlung von #Bargeld gebührenfrei ermöglichen müssen... Das ist nämlich eine der Achillesfersen für die Nutzung von Bargeld, wovon ich als Geschäftsführer ein Lied singen kann. Auch dass Banken überhaupt grundsätzlich genügend Infrastruktur zum Einzahlen von Bargeld zur Verfügung stellen.
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Gefilmt, bestraft, zum Schweigen gebracht: Wie russische Überwachungssoftware die georgische Zivilgesellschaft unterdrückt - @netzpolitik_feed
netzpolitik.org/2026/gefilmt-b…

#Georgien #LandOfGeorgia #Sakartwelo #Tbilissi #Tiflis #Kaukasus #Russland #Russia

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Cyber-Sklaverei in Scam-Fabriken: Kambodscha meldet, Hunderte davon geschlossen zu haben. Berichte von Amnesty International, der UN und Interpol widersprechen dieser Darstellung: Razzia nur nach Absprache, Behörden behandeln Befreite wie Kriminelle netzpolitik.org/2026/cyber-skl…
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⚖️ Looking for an exciting path into litigation, #IT #law and digital rights? We’ve got you covered! We are seeking bright new people to support our work for #privacy and #GDPR enforcement from November 2026 onwards. 📆

❗ You are interested and hold a law degree from an EEA university? 🇪🇺 Apply now! noyb.eu/en/traineeship

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📰 "Monday’s development looks to have potentially opened a legal pathway for #Schrems III. […] Max Schrems' non-profit will file a legal challenge to the EU-US Data Privacy Framework in the coming weeks, urging the Commission to exit the deal immediately."

euractiv.com/news/schrems-prep… #EU #US

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Die Regierung in Österreich will Menschen mit illegalen Daten orten können - und zwar mit dem Werkzeug #Webloc, das auf Handy-Standortdaten aus der Werbe-Industrie basieren soll.

Zwei Jahre nach unseren ersten Recherchen zu den #DatabrokerFiles zeigt sich: Statt Nutzer*innen vor den Gefahren des Datenhandels zu schützen, greifen EU-Staaten lieber selbst zu den gefährlichen Werkzeugen.

netzpolitik.org/2026/millionen…

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Das Werkzeug Webloc soll Menschen anhand ihrer Handy-Standorte ausspionieren können. Zu den bislang bekannten Kunden gehören die US-Abschiebemiliz ICE und die abgewählte Orbán-Regierung in Ungarn. Jetzt ist klar: Auch Österreich hat zugegriffen. netzpolitik.org/2026/millionen…
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.NET 8 e .NET 9: fine del supporto il 10 novembre 2026 — come migrare a .NET 10 LTS
#tech
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@informatica


.NET 8 e .NET 9: fine del supporto il 10 novembre 2026 — come migrare a .NET 10 LTS


La scadenza che riguarda milioni di applicazioni


Il 10 novembre 2026 è una data che ogni sviluppatore .NET dovrebbe segnare in calendario. In quel giorno, coincidente con il Patch Tuesday di novembre, sia .NET 8 che .NET 9 raggiungeranno la fine del supporto ufficiale Microsoft. Nessun aggiornamento di sicurezza, nessuna correzione di bug, nessun supporto tecnico. Le applicazioni continueranno a funzionare, ma rimarranno permanentemente esposte a qualsiasi vulnerabilità scoperta dopo quella data.

La cosa insolita di questa scadenza è che riguarda contemporaneamente due versioni: .NET 8 (LTS) e .NET 9 (STS). Normalmente un release LTS ha un ciclo di vita più lungo, ma in questo caso il calendario ha fatto sì che le loro finestre di supporto si chiudano lo stesso giorno. Chi è su .NET 9 sperando di guadagnare tempo rispetto a .NET 8 rimarrà deluso: la scadenza è identica.

Cosa succede dopo la fine del supporto


Le applicazioni basate su .NET 8 o .NET 9 continueranno a girare normalmente il giorno dopo la scadenza. Il problema non è l’esecuzione, è il rischio accumulato nel tempo:

  • Nessuna patch di sicurezza per vulnerabilità future nel runtime o nelle librerie base.
  • Visual Studio 2022 inizierà a segnalare i componenti .NET 8 e .NET 9 come “fuori supporto” in un aggiornamento futuro.
  • Problemi di compliance per applicazioni in ambienti regolamentati (finanziario, sanitario, PA) che richiedono software aggiornato.
  • Dipendenze di terze parti che smettono di supportare le versioni EOL, creando colli di bottiglia nelle pipeline di aggiornamento.

Il rischio non è immediato ma cresce nel tempo. Ogni mese trascorso su un runtime non supportato è un mese in cui una CVE critica potrebbe restare irrisolta.

Perché migrare direttamente a .NET 10 LTS


.NET 10 è il target di migrazione raccomandato. È la versione LTS corrente, rilasciata a novembre 2025 e supportata fino al novembre 2028: tre anni di aggiornamenti garantiti. Non ha senso fermarsi a .NET 9, che ha la stessa data di scadenza di .NET 8: sarebbe aggiungere lavoro di migrazione senza estendere la finestra di supporto.

.NET 10 porta miglioramenti significativi in diverse aree:

  • Performance: ulteriori ottimizzazioni al JIT, riduzione delle allocazioni in Span e Memory, miglioramenti a LINQ e collezioni.
  • ASP.NET Core: nuove API per minimal API, miglioramenti a Blazor, OpenAPI nativo senza dipendenze esterne.
  • C# 14: field keyword per le proprietà auto, extension members, parametri params su ReadOnlySpan.
  • Tooling: .NET Aspire 9 integrato, nuove funzionalità in dotnet publish per container nativi.


Come migrare: i passi pratici

1. Aggiornare il TargetFramework


Il primo passo è aggiornare il file di progetto .csproj. La modifica è minimale:

<!-- Prima -->
<TargetFramework>net8.0</TargetFramework>

<!-- Dopo -->
<TargetFramework>net10.0</TargetFramework>

Per progetti multi-target:
<TargetFrameworks>net10.0;net8.0</TargetFrameworks>

2. Aggiornare i pacchetti NuGet


Verificare che tutti i pacchetti Microsoft.* siano aggiornati alla versione compatibile con .NET 10. Usare dotnet outdated (strumento separato) o il Package Manager di Visual Studio per identificare i pacchetti da aggiornare.

dotnet list package --outdated

3. Usare il .NET Upgrade Assistant


Per progetti complessi o soluzioni con più progetti, Microsoft fornisce il .NET Upgrade Assistant, disponibile come tool CLI e come estensione Visual Studio:

dotnet tool install -g upgrade-assistant
upgrade-assistant upgrade MyProject.csproj

L’Upgrade Assistant analizza il progetto, identifica API deprecate, suggerisce sostituzioni e può applicare alcune modifiche automaticamente. Non risolve tutto, ma riduce significativamente il lavoro manuale.

4. Verificare le dipendenze di terze parti


Questo è spesso il collo di bottiglia più sottovalutato. Librerie NuGet che non hanno ancora rilasciato una versione compatibile con .NET 10 possono bloccare la migrazione. Controllare GitHub e NuGet Gallery per verificare lo stato di supporto di ogni dipendenza critica. Se un vendor non ha ancora aggiornato, contattarlo subito: con cinque mesi alla scadenza, i tempi di risposta si stringeranno progressivamente.

5. Testare prima del rollout


Per applicazioni con buona copertura di test, la migrazione da .NET 8 a .NET 10 è generalmente lineare. Breaking changes tra versioni LTS sono limitati e ben documentati nelle note di rilascio. Microsoft pubblica la lista completa su GitHub nel repository dotnet/core. Il time-to-complete dipende dalla complessità: da una a tre settimane per un singolo servizio con buon test coverage, quattro-otto settimane per piattaforme multi-servizio con audit delle dipendenze e rollout graduale.

Timeline consigliata


Con la scadenza al 10 novembre 2026, luglio e agosto sono il momento ideale per avviare la pianificazione. Aspettare settembre o ottobre significa sovrapporsi con i freeze di fine anno e ridurre drasticamente il margine di sicurezza per gestire problemi imprevisti.

Un approccio ragionevole:

  • Luglio 2026: inventario delle applicazioni su .NET 8/9, audit delle dipendenze NuGet, verifica compatibilità vendor.
  • Agosto 2026: migrazione dei progetti interni meno critici, test in ambiente staging.
  • Settembre-Ottobre 2026: migrazione dei sistemi critici, test di regressione, formazione del team sulle novità .NET 10.
  • Novembre 2026: deploy in produzione con ampio margine prima della scadenza.


Conclusione


La doppia scadenza di .NET 8 e .NET 9 il 10 novembre 2026 è un’opportunità per consolidare il proprio stack su .NET 10 LTS, garantendo tre anni di supporto garantito e beneficiando delle ottimizzazioni di performance dell’ultimo runtime. La migrazione è tecnicamente accessibile, ma richiede pianificazione anticipata, soprattutto per gestire le dipendenze di terze parti. Iniziare ora, prima che la finestra si restringa, è la mossa giusta.

Fonti: Microsoft aligns .NET 8 and .NET 9 end of support for November 2026 – 4sysops · Official .NET Support Policy – Microsoft


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Agent AI e malware nascosto: come i Coding Agent vengono ingannati da repository GitHub apparentemente puliti
#tech
spcnet.it/agent-ai-e-malware-n…
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Agent AI e malware nascosto: come i Coding Agent vengono ingannati da repository GitHub apparentemente puliti


I moderni strumenti di coding assistito da AI stanno diventando parte integrante del flusso di lavoro di milioni di sviluppatori. Ma questa automazione introduce una nuova superficie di attacco che i ricercatori di sicurezza hanno appena dimostrato in modo preoccupante: un repository GitHub apparentemente pulito può indurre un agente AI a eseguire malware, senza che nessun codice malevolo sia visibile né agli scanner statici né agli occhi umani.

La ricerca di Mozilla 0DIN


I ricercatori della Mozilla Zero Day Investigative Network (0DIN), la piattaforma di sicurezza AI di Mozilla, hanno pubblicato un proof-of-concept che dimostra come un agente di coding autonomo possa essere indotto a installare una reverse shell sul sistema dello sviluppatore. Il test è stato condotto specificamente con Claude Code, ma la vulnerabilità concettuale riguarda qualsiasi agente AI che abbia accesso al filesystem e al terminale.

La parte più inquietante della ricerca è questa frase dei ricercatori: “No exploit code, no warning, no suspicious command anyone had to approve.” Nessun codice exploit, nessun avvertimento, nessun comando sospetto da approvare.

Come funziona l’attacco: tre componenti innocui


L’attacco si basa su tre elementi che, considerati singolarmente, non destano alcun sospetto:

  1. Un repository GitHub pulito — Il repo contiene istruzioni di setup standard: installazione dipendenze (pip3 install -r requirements.txt) e inizializzazione del progetto (python3 -m axiom init). Nessun codice malevolo, nessun flag da scanner.
  2. Un pacchetto Python progettato per fallire — Il package è volutamente configurato per rifiutare l’esecuzione finché non viene inizializzato. Genera un errore che istruisce l’utente (o l’agente) a eseguire python3 -m axiom init. L’agente AI, tentando di risolvere autonomamente l’errore di setup, lancia questo comando.
  3. Un record DNS TXT controllato dall’attaccante — Il comando di inizializzazione chiama uno script shell che recupera un valore di configurazione da un record DNS TXT controllato dall’attaccante. Quel valore viene eseguito come comando.

Il risultato è una reverse shell con i privilegi del developer. L’agente AI ha eseguito tre livelli di indirection — un messaggio di errore fidato, uno script che ha recuperato un valore, e un record DNS che non ha mai esaminato — senza mai “vedere” il payload malevolo.

Perché è invisibile ai controlli tradizionali


Questa tecnica bypassa tutti i meccanismi di difesa convenzionali:

  • Scanner statici: non trovano nulla perché il repository è genuinamente pulito
  • Code review umana: anche un revisore attento non vedrebbe codice malevolo
  • AI review: l’agente AI valuta solo il codice che vede, non il payload DNS
  • Audit log limitati: l’agente potrebbe non registrare l’intera catena di esecuzione, incluse le risorse recuperate dinamicamente a runtime

Ciò che rende l’attacco efficace è il comportamento goal-oriented degli agenti AI: quando incontrano un errore, il loro obiettivo è risolverlo. E lo risolvono eseguendo esattamente ciò che viene suggerito — anche se quel suggerimento porta a recuperare ed eseguire un payload da un record DNS remoto.

Cosa ottiene l’attaccante


Se l’attacco va a segno, l’attaccante ottiene una shell interattiva con i privilegi dello sviluppatore. Questo significa accesso a:

  • Variabili d’ambiente (incluse credenziali e API key)
  • File di configurazione locali (chiavi SSH, certificati, config di cloud provider)
  • Possibilità di stabilire persistenza sul sistema
  • Accesso ai repository locali e ai segreti in essi contenuti

I ricercatori 0DIN avvertono che questa tecnica potrebbe essere distribuita facilmente attraverso fake job posting, tutorial, post su blog tecnici o messaggi diretti su piattaforme come Discord o LinkedIn.

Come mitigare il rischio


0DIN ha proposto alcune contromisure concrete per chi sviluppa o utilizza strumenti di coding AI agentico:

  1. Execution chain disclosure: gli agenti AI dovrebbero mostrare esplicitamente l’intera catena di esecuzione dei comandi di setup, inclusi script e codice recuperato dinamicamente a runtime, prima di eseguirlo.
  2. Sandboxing più rigido: gli agenti autonomi che interagiscono con repository esterni dovrebbero operare in ambienti isolati (container, VM, namespace separati) con privilegi minimi.
  3. Permission scoping: limitare le azioni che un agente AI può compiere autonomamente — specialmente l’esecuzione di comandi shell — richiedendo conferma esplicita dell’utente per operazioni ad alto rischio.
  4. Monitoraggio DNS in uscita: implementare logging e alerting su query DNS anomale durante le operazioni di build e setup.
  5. Analisi comportamentale: non fidarsi solo degli scanner statici, ma adottare strumenti di analisi comportamentale che monitorino le azioni effettive a runtime.


Un segnale di allarme per il settore


Questa ricerca evidenzia un problema strutturale nell’adozione degli agenti AI nel ciclo di sviluppo: l’automazione che ci fa risparmiare tempo è la stessa che può diventare un vettore di attacco. Man mano che strumenti come Claude Code, GitHub Copilot Workspace e altri agenti simili vengono integrati nelle pipeline CI/CD e nei workflow quotidiani, la superficie di attacco si espande in modi che i modelli di minaccia tradizionali non contemplano.

La buona notizia è che, per ora, si tratta di un proof-of-concept. La cattiva è che chiunque abbia letto questa ricerca sa come replicarlo — e il costo per un attaccante è praticamente zero: basta pubblicare un repository GitHub e registrare un dominio per il record DNS TXT.

Per i team di sicurezza, questo è il momento di rivedere le policy di utilizzo degli agenti AI, in particolare per quanto riguarda le operazioni autonome su repository di terze parti.


Fonte originale: 4sysops.com — ricerca originale di Mozilla 0DIN via BleepingComputer


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Podman su Linux: alternativa sicura e rootless a Docker
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@informatica


Podman su Linux: alternativa sicura e rootless a Docker


Cos’è Podman e perché considerarlo


Docker è stato per anni il punto di riferimento per la containerizzazione su Linux. Funziona, è ben documentato e ha un ecosistema enorme. Eppure, man mano che i requisiti di sicurezza sono aumentati e l’integrazione con systemd è diventata più importante, le sue limitazioni strutturali hanno iniziato a pesare. Podman nasce per affrontare esattamente questi problemi.

Podman (Pod Manager) è un container engine open source, daemonless: a differenza di Docker, non ha un demone centralizzato (dockerd) che gira in background con privilegi root. I container vengono avviati direttamente come processi figli dell’utente, il che significa che è possibile eseguirli in modalità rootless, senza mai richiedere sudo. Supporta gli stessi formati OCI di Docker (le immagini Docker funzionano senza modifiche), parla la stessa sintassi CLI e comprende nativamente il concetto di pod, gruppo di container che condividono rete e storage, esattamente come in Kubernetes.

Installazione su Linux


Podman è disponibile nei repository ufficiali di tutte le principali distribuzioni. Non servono PPA esterni o script di terze parti.

Debian / Ubuntu (20.10+) e Linux Mint:

sudo apt-get update
sudo apt-get install -y podman

Fedora / CentOS Stream / RHEL 8+:
sudo dnf install -y podman

openSUSE:
sudo zypper install podman

Arch / Manjaro:
sudo pacman -S podman

Dopo l’installazione, verificare con:
podman --version
podman info

Un rapido smoke test per assicurarsi che tutto funzioni:
podman run hello-world

Se si ottiene il messaggio di conferma, Podman è operativo.

Comandi di base: la compatibilità con Docker è quasi totale


La CLI di Podman rispecchia quella di Docker comando per comando. Chi conosce Docker si trova subito a proprio agio. Ecco i comandi più usati:

# Shell interattiva in un container Ubuntu
podman run -it ubuntu bash

# Container in background (Nginx su porta 8080)
podman run -d --name web -p 8080:80 nginx

# Elenco container in esecuzione
podman ps

# Elenco di tutte le immagini locali
podman images

# Stop e rimozione
podman stop web
podman rm web

Per chi vuole una transizione trasparente, è possibile creare un alias:
alias docker=podman

Oppure installare il pacchetto podman-docker, che fornisce uno shim che reindirizza automaticamente i comandi docker a Podman.

Le differenze che contano davvero


La maggior parte dei comandi funziona identica, ma ci sono differenze che emergono quando si lavora con volumi e SELinux. La più comune riguarda i bind mount in modalità rootless: i namespace utente e il mapping subuid/subgid possono causare problemi di ownership. Sui sistemi con SELinux attivo è necessario aggiungere il suffisso :Z ai volumi:

podman run -v /host/path:/container/path:Z myimage

La z minuscola condivide il volume tra più container; la Z maiuscola lo etichetta come privato per un singolo container. Altre differenze da tenere a mente:
  • L’accesso GPU rootless per NVIDIA richiede nvidia-container-toolkit e la configurazione CDI.
  • Docker Secrets e alcune configurazioni di rete non hanno un mapping diretto.
  • I container rootless usano porte superiori a 1024 per default (limite del kernel per utenti non root).

Nessuna di queste differenze è un blocco, ma richiedono un test esplicito prima di assumere che la migrazione sia trasparente.

Integrazione con systemd: i Quadlet


Questo è forse il punto di forza più significativo di Podman per un amministratore di sistema. Invece di lasciare un demone attivo, è possibile affidare i container a systemd tramite i Quadlet: file dichiarativi con estensione .container che Podman trasforma automaticamente in unit systemd.

Per un servizio utente rootless, creare il file in ~/.config/containers/systemd/. Esempio minimale per Nginx:

[Container]
ContainerName=web
Image=docker.io/library/nginx:latest
PublishPort=8080:80

[Install]
WantedBy=default.target

Ricaricare systemd e avviare il servizio:
systemctl --user daemon-reload
systemctl --user start web

Aggiungendo l’etichetta AutoUpdate=registry, Podman scaricherà automaticamente le immagini aggiornate e riavvierà il servizio tramite timer, senza alcun tool esterno:
podman auto-update

Migrazione da Docker Compose


Chi ha ambienti basati su Docker Compose ha due strade. La prima è continuare a usare Compose puntando al socket di Podman, abilitandolo con:

systemctl --user enable --now podman.socket

I file docker-compose.yml esistenti funzionano senza modifiche. La seconda opzione è convertire i Compose in Quadlet usando podlet, uno strumento che legge un docker-compose.yml e genera i corrispondenti file Quadlet. La curva di apprendimento c’è, ma il risultato è un’integrazione più pulita con il sistema.

Quando Docker rimane la scelta migliore


Podman offre sicurezza migliore e un’integrazione più nativa con Linux. Ma Docker ha un ecosistema più maturo: Docker Swarm, strumenti CI/CD che assumono la presenza del comando docker, e team già standardizzati su determinati workflow. Se si parte da zero su un server Linux, Podman è la scelta più pulita. Se si ha già un’infrastruttura Docker consolidata, la migrazione va pianificata e testata con attenzione.

Podman è un’alternativa concreta e matura a Docker, non un esperimento di nicchia. L’assenza del demone root, l’integrazione nativa con systemd tramite Quadlet e la compatibilità quasi totale con la CLI Docker lo rendono una scelta solida per chiunque gestisca container su Linux. L’installazione richiede un singolo comando, i comandi quotidiani sono identici a Docker, e i vantaggi in termini di sicurezza arrivano senza configurazioni complesse. Vale la pena provarlo.

Fonte: Docker Alternative: Podman on Linux – LinuxBlog.io


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‼️⚖️ The #US Supreme Court has declared all independent authorities unconsitutional – effectively blowing up the EU-US deal on data transfers.

👉Click the link below for noyb's full assessment of the situation, and prepare for a #Schrems III case!
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🇪🇺 The #European Commission says it is now 'analysing' the #EU-#US data transfer decision, given the end of the #FTC's independence. They seem to be struggling to answer journalists' questions. We hope the #Commission will take the appropriate steps to repeal the EU-US data deal in an orderly way.

👉 Read more: noyb.eu/en/us-supreme-court-ju…

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