The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Corte Taza Estudio, sábado, 1 de agosto, 13:30 GMT-3 Noticias noticias noticias Inscripción abierta para seminario intensivo de 2 días. Para conectar con nuestro principal instrumento : el cuerpo. Un cuerpo que muchas veces olvidamos, pero que necesita atención para que nos juegue a favor. Necesitamos traernos al presente y ponernos vulnerables a la hora de encontrar el material creativo. Se llevarán herramientas poderosas que sirven para teatro y para tu día a día, hagas lo que hagas. .
Ago 1
Seminario intensivo de teatro
Sab 18:30 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Noticias noticias noticias

Inscripción abierta para seminario intensivo de 2 días.

Para conectar con nuestro principal instrumento : el cuerpo.

Un cuerpo que muchas veces olvidamos, pero que necesita atención para que nos juegue a favor. Necesitamos traernos al presente y ponernos vulnerables a la hora de encontrar el material creativo.

Se llevarán herramientas poderosas que sirven para teatro y para tu día a día, hagas lo que hagas.

.

Los cupos son limitados, así que ojo con dudar mucho. Si te llama la atención y andas con ganas de reconectar con vos, acá te espero con dos clases alucinantes.

Fechas : sábado 1 y sábado 8 de AGOSTO (no se requiere experiencia previa)

Nos vemos 💘

The Privacy Post reshared this.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

wp2shell: The WordPress Core Bug That Lets Anyone Take Over 500 Million Sites Without Logging In
#CyberSecurity
securebulletin.com/wp2shell-th…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

HollowByte: How 11 Bytes Can Quietly Starve an OpenSSL Server to Death
#CyberSecurity
securebulletin.com/hollowbyte-…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

SQL Server su VM Azure: la migrazione via Azure Arc è ora GA, ecco come funziona
#tech
spcnet.it/sql-server-su-vm-azu…
@informatica


SQL Server su VM Azure: la migrazione via Azure Arc è ora GA, ecco come funziona


Chi gestisce ambienti SQL Server on-premises conosce bene il problema: la migrazione verso il cloud richiede quasi sempre di mettere insieme tool diversi per la valutazione, il trasferimento dei dati, il monitoraggio e infine il cutover. Ogni fase ha strumenti propri, competenze diverse e margini di errore che si sommano. Con l’annuncio della disponibilità generale (GA) della migrazione a SQL Server su macchine virtuali Azure tramite Azure Arc, Microsoft porta l’intero ciclo di vita della migrazione dentro un’unica esperienza guidata nel portale Azure, lo stesso modello già usato per le migrazioni verso Azure SQL Managed Instance.

Per chi amministra data center misti, con carichi legacy e SQL Server sparsi su fisico e virtuale, questa novità merita attenzione: non è solo un annuncio di marketing, ma un cambio concreto di flusso di lavoro operativo.

Cos’è cambiato con la GA


Fino a poco tempo fa, chi voleva spostare un’istanza SQL Server su una VM Azure doveva combinare Azure Migrate, Database Migration Service e strumenti di backup/restore manuali, gestendo ciascuno con logiche e dashboard separate. Con la funzionalità di migrazione integrata in Azure Arc, il processo si consolida in quattro fasi accessibili da un singolo pannello, il Database Migration, associato all’istanza SQL Server abilitata da Arc:

  • Assess source instance — valutazione di leggibilità e readiness dell’istanza sorgente
  • Select target — scelta o creazione della VM SQL Server di destinazione
  • Migrate data — trasferimento effettivo dei database
  • Monitor and cutover — monitoraggio della sincronizzazione e passaggio finale in produzione

La discovery delle istanze e la generazione dei report di readiness avvengono automaticamente ogni fine settimana, ma possono essere lanciate anche manualmente, senza configurazioni aggiuntive: la funzione è disponibile di default per tutte le istanze SQL Server abilitate da Arc a partire da SQL Server 2012 (11.x).

Pannello di riepilogo della migrazione database nel portale Azure

Copilot integrato nel flusso di migrazione


Una parte interessante della nuova esperienza è l’integrazione di Microsoft Copilot direttamente nel pannello di migrazione. Non si tratta di un chatbot generico: interroga la knowledge base Microsoft nel contesto specifico della vostra migrazione e risponde a richieste operative come:

Come vengono eseguite le valutazioni?
Aiutami a confrontare le opzioni di destinazione
Avvia la migrazione
Aiutami a scegliere il metodo di migrazione corretto
Monitora la migrazione in corso
Completa la migrazione

Per un DBA che gestisce decine di istanze, questo significa poter chiedere direttamente nel pannello “quale VM SKU è consigliata per questo carico?” invece di andare a cercare tabelle di sizing nella documentazione.

Come funziona la migrazione via backup e restore


Il meccanismo sotto il cofano non è nuovo per chi ha familiarità con le migrazioni SQL Server classiche: si basa su backup e restore con log shipping continuo, pensato per supportare scenari di migrazione online con downtime minimo.

  1. Viene eseguito un backup completo del database sorgente
  2. Il backup viene caricato su un account di Azure Blob Storage intermedio
  3. Il backup viene ripristinato sull’istanza SQL Server target sulla VM Azure
  4. I backup dei log delle transazioni vengono caricati in continuo sullo stesso storage e applicati automaticamente al database target, mantenendolo sincronizzato
  5. Al momento del cutover, Azure Arc applica l’ultimo backup caricato e porta online il database target

Un vincolo operativo da tenere a mente in fase di progettazione: l’account di Azure Blob Storage e la VM SQL Server target devono trovarsi nella stessa region Azure. È un dettaglio facile da trascurare se si pianifica la migrazione partendo dalla region “storica” dell’organizzazione invece che da quella scelta per il nuovo carico.

Prerequisiti pratici


  • Una subscription Azure attiva
  • L’istanza SQL Server deve essere abilitata da Azure Arc con l’estensione più recente installata (l’estensione si aggiorna indipendentemente da SQL Server, quindi va controllata separatamente)
  • L’ambiente sorgente preparato secondo le linee guida ufficiali, incluso l’upload iniziale dei backup nello storage account

Per verificare rapidamente la versione dell’istanza sorgente prima di avviare l’assessment, un semplice controllo T-SQL è sempre un buon punto di partenza:

SELECT SERVERPROPERTY('ProductVersion') AS Versione,
       SERVERPROPERTY('Edition') AS Edizione,
       SERVERPROPERTY('EngineEdition') AS TipoMotore;

Cosa considerare prima di partire


Il pannello di monitoraggio e cutover mostra in tempo reale quali database sono migrati con successo, quali sono ancora in corso, il metodo di migrazione scelto, la durata della sincronizzazione e i log dettagliati. Quando lo stato passa a “Ready for cutover”, si può decidere il momento esatto del passaggio in produzione selezionando Cutover, con opzioni diverse in base al metodo di migrazione utilizzato.

Va detto che, come per ogni migrazione basata su backup/restore, restano da valutare a parte gli aspetti di sizing della VM di destinazione (storage, IOPS, memoria per il buffer pool), la licenza SQL Server (Hybrid Benefit se applicabile) e la strategia di alta disponibilità post-migrazione, che questo strumento non copre direttamente ma per cui l’assessment fornisce indicazioni.

Conclusione


Portare discovery, assessment, migrazione e monitoraggio in un’unica dashboard riduce sensibilmente l’attrito operativo delle migrazioni SQL Server verso Azure, soprattutto per i team che gestiscono ambienti ibridi complessi con decine o centinaia di istanze. Non elimina la necessità di pianificazione — region, sizing e licensing restano decisioni da prendere a monte — ma consolida in un solo posto ciò che prima richiedeva più tool scollegati tra loro. Per chi ha già istanze abilitate da Azure Arc, vale la pena aggiornare l’estensione e lanciare un primo assessment anche solo per farsi un’idea della readiness del proprio parco macchine.

Fonte: Petri IT Knowledgebase e documentazione Microsoft Learn.


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Decade-Old NGINX Bug Finally Exposed: A Single Regex Quirk Enables Remote Code Execution
#CyberSecurity
securebulletin.com/decade-old-…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

HollowByte: come 11 byte possono esaurire la memoria dei server OpenSSL
#tech
spcnet.it/hollowbyte-come-11-b…
@informatica


HollowByte: come 11 byte possono esaurire la memoria dei server OpenSSL


Ogni tanto una vulnerabilità ricorda quanto la nostra infrastruttura digitale dipenda da librerie fondamentali che diamo per scontate. È il caso di HollowByte, una falla di tipo Denial of Service scoperta dal team di ricerca di Okta in OpenSSL: con un payload malevolo di appena 11 byte, un attaccante remoto e non autenticato può costringere un server ad allocare quantità di memoria completamente sproporzionate, prima ancora che l’handshake di sicurezza abbia inizio.

Per chi gestisce server web, database o qualsiasi servizio che parla TLS — quindi, in pratica, quasi tutti i sistemisti — vale la pena capire come funziona e, soprattutto, cosa fare subito.

Fidarsi ciecamente dell’header


L’handshake TLS comincia con un messaggio ClientHello incapsulato in un record. Ogni messaggio di handshake porta un header di 4 byte che dichiara quanto sarà grande il corpo del messaggio in arrivo.

Nelle versioni vulnerabili di OpenSSL, il buffer di ricezione viene allocato sulla base di quella lunghezza dichiarata dall’attaccante, prima ancora che i dati siano effettivamente arrivati. La catena di chiamate è semplice quanto pericolosa:

Lettura header (4 byte)
  → grow_init_buf()
    → OPENSSL_clear_realloc()
      → malloc(dimensione_dichiarata_dall_attaccante)

Poiché a questo stadio non esiste alcuna validazione del payload, un header che dichiara una lunghezza di 3 byte può far allocare fino a 131 KB basandosi solo sulla dichiarazione del pacchetto, che nessuno verifica. Il worker thread resta poi bloccato ad attendere dati che non arriveranno mai.

L’effetto moltiplicatore: la frammentazione della memoria


Tenere connessioni aperte per esaurire i thread è un trucco vecchio quanto Slowloris. Quello che rende HollowByte più insidioso è l’interazione con la gestione della memoria di glibc (GNU C Library).

Quando una connessione dell’attaccante si chiude, OpenSSL libera il buffer — ma glibc non restituisce immediatamente al sistema operativo le allocazioni di dimensione piccola o media: le trattiene per un possibile riutilizzo. Lanciando ondate di connessioni con dimensioni dichiarate casuali, un attaccante impedisce all’allocatore di riutilizzare in modo efficiente quei blocchi liberati. L’heap si frammenta pesantemente e la Resident Set Size (RSS) del processo cresce in modo continuo.

Il punto critico è questo: anche dopo che l’attaccante si è disconnesso, il processo resta con un footprint di memoria permanentemente gonfiato. L’unico modo per recuperarla davvero è riavviare il servizio.

I numeri dei test


Il team di Okta ha testato istanze OpenSSL patchate e non patchate dietro NGINX, sotto diverse condizioni di carico:

  • In un ambiente con 1 GB di RAM, il server non patchato è stato terminato dall’OOM killer dopo aver accumulato 547 MB di memoria frammentata e inutilizzabile
  • In un ambiente con 16 GB di RAM, l’attacco ha bloccato il 25% della memoria totale del sistema, restando sotto la soglia massima di connessioni consentite — il che significa che le classiche difese basate su rate limiting delle connessioni non fermano questo attacco

Dato che OpenSSL è incorporato ovunque, l’impatto potenziale copre web server (Apache, NGINX), runtime di linguaggi (Node.js, Python, Ruby, PHP) e database (MySQL, PostgreSQL) che si appoggiano alla libreria per TLS.

La correzione: crescita incrementale del buffer


Il team OpenSSL ha risolto il problema passando a una crescita incrementale del buffer (merge delle pull request #30792, #30793 e #30794): invece di fidarsi della lunghezza dichiarata nell’header, il buffer cresce solo quando i byte arrivano effettivamente sulla connessione. Una dichiarazione senza seguito ora non costa più nulla al server.

Il fix è stato incluso silenziosamente nella release OpenSSL 4.0.1, con backport altrettanto silenziosi sulle versioni:

3.6.3
3.5.7
3.4.6
3.0.21

Un dettaglio non trascurabile: OpenSSL ha trattato la correzione come un semplice hardening fix, senza assegnare un CVE ufficiale, nonostante la gravità dell’impatto. Questo significa che molti scanner di vulnerabilità basati solo su database CVE potrebbero non segnalare l’esposizione: va verificata manualmente la versione installata.

Cosa fare subito


Alcune azioni concrete da mettere in pratica sui vostri sistemi:

  • Verificate la versione di OpenSSL su tutti i server esposti:


openssl version -a

  • Aggiornate i pacchetti di sistema alla versione patchata più recente disponibile per la vostra distribuzione:


# Debian/Ubuntu
apt update && apt list --upgradable | grep -i openssl
apt install --only-upgrade openssl libssl3

# RHEL/Fedora/Alma
dnf check-update openssl
dnf update openssl

  • Non fermatevi al pacchetto di sistema: controllate anche runtime e linguaggi che incorporano una propria build di OpenSSL (build statiche di Node.js, alcune distribuzioni Python, container con immagini “slim” che a volte portano versioni di OpenSSL più vecchie di quelle dell’host)
  • Monitorate la RSS dei processi che terminano connessioni TLS, non solo il numero di connessioni attive: un aumento di memoria residente senza corrispondente crescita del traffico è un segnale d’allarme
  • Irrigidite i timeout di handshake lato reverse proxy, ad esempio su NGINX:


ssl_handshake_timeout 10s;
client_header_timeout 10s;

  • Valutate regole di rate limiting sulle nuove connessioni TLS per IP a livello di firewall o WAF, anche se — come mostrato dai test — da sole non bastano contro questa specifica tecnica


Conclusione


HollowByte è un buon esempio di come un bug apparentemente piccolo — la fiducia cieca in un header di pochi byte — possa diventare un vettore di Denial of Service difficile da rilevare con le metriche di monitoraggio standard, perché resta sotto le soglie di allarme sulla banda e sulle connessioni. La buona notizia è che la correzione è già disponibile e il percorso di mitigazione è chiaro: aggiornare OpenSSL su tutta la superficie esposta, non fidarsi solo dei database CVE per capire se si è vulnerabili, e aggiungere il monitoraggio della memoria residente ai controlli già in essere sui vostri servizi TLS.

Fonte: BleepingComputer e Okta Security.


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

This Week’s Threat Landscape: Patch Tuesday’s 570 Fixes, an Active Directory Zero-Day, and AI Tools Under Fire
#CyberSecurity
securebulletin.com/this-weeks-…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Die Entscheidung des ZDF, einen Auftritt des Rappers #DangerDan und des Pianisten Igor Levit aus dem Programm zu nehmen, schlägt hohe Wellen. In einem offenen Brief kritisieren mehrere Fernsehräte, dass der Sender damit die Chance vergeben habe, eine Debatte über den Umgang mit Rechtsextremismus anzustoßen. #DieAnstalt

netzpolitik.org/2026/wir-halte…

in reply to netzpolitik.org

Ich würde behaupten, es war ein ziemlich cleverer Schachzug vom ZDF. Ein Rückgratloser Schachzug, aber clever. Sie müssen sich keinerlei Vorwürfen von Rechts aussetzen, haben es aber dank Streisand-Effekt hinbekommen, dass jetzt alle darüber diskutieren. Wenn man so will, maximale Ausbeute, bei geringstem Widerstand. Es hätte natürlich mehr Rückgrat gehabt, sich dem Widerstand zu stellen und Haltung zu zeigen. Aber offenbar, geht man beim ZDF lieber die einfachen Wege.
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Forse sul caso #Roggero è meglio non scavare troppo. Perché più si scava e più si scoprono scheletri del tutto speciali!

Beh dai non mi dite che un conticino in Tunisia non lo avete già aperto?

in reply to N_{Dario Fadda}

Ed ecco crollare un altro dei tasselli della retorica "potrebbe succedere a chiunque domani mattina".

Non ho un'arma da fuoco, né legalmente, né illegalmente detenuta; non ho 50mila euro su un conto in Tunisia, né una gioielleria. Eppoi non tutti sono maschi bianchi violenti. Cioè, forse chi l'ha detto si riconosce in quest'ultima descrizione, io no.

Del resto il ministro dei trasporti, durante l'alta stagione turistica, non ha altro di cui occuparsi.

O forse ci vuole distrarre.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

New Survey: Privacy Concerns Are A Top Barrier to AgeTech Adoption Among Older Adults
fpf.org/press-releases/new-sur…
@privacy
Rapidly growing agetech industry has a significant opportunity to close trust gap, increase product adoption with increased transparency WASHINGTON, D.C. — (July 20, 2026) — The Future of Privacy Forum (FPF) — a global non-profit focused on data protection, AI, and emerging

The Privacy Post reshared this.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Sentenza di Cassazione 22791/26 sui termini sanzionatori del Garante – “Un’altra vittoria così e sarò rovinato”
istitutoitalianoprivacy.it/202…
@informatica
Sentenza di Cassazione 22791/26 sui termini sanzionatori del Garante – “Un’altra vittoria così e sarò rovinato” – L’analisi del Direttore Scientifico

The Privacy Post reshared this.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

1/4 🚨 The EU is set to sell our most sensitive data to the US for visa-free travel 🚨

🛫 The European Commission is finalising talks with the Trump administration on the 'Enhanced Border Security Partnership' (EBSP) Framework Agreement to keep visa exemptions for EU citizens travelling to the US.

Read our analysis of the leaked EBSP framework agreement, and our call to EU leaders to resist US pressure and protect our safeguards ➡️ edri.org/our-work/the-eu-is-ab…

in reply to EDRi

Visa-free access is valuable only for places people want to visit. The EU could negotiate much more strongly by placing travel advisories on the USA (entirely reasonable for a place where people are shot by government employees with no due process and no consequences). Most travel insurance is invalid if there was a travel advisory in place when you left. And you really don’t want to visit the USA without travel insurance because a brief trip to the doctor without it can bankrupt you.

US tourism is already taking a big hit because people who read the news are avoiding it. Put more pressure on.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Il mio fitness tracker sapeva che ero incinta prima di me

"Il suo anello Oura segnalava che il suo punteggio di salute era scarso. La sua frequenza cardiaca era aumentata, la sua temperatura corporea era elevata e la sua variabilità della frequenza cardiaca (HRV) era diminuita. Eppure Ravika si sentiva completamente bene."

bbc.com/news/articles/cr474z1q…

@privacypride@feddit.it

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

☕ CYBERBRIEFING — Lunedì 20 luglio 2026

👉 Leggi tutti gli aggiornamenti delle ultime 24 ore:
ilpuntocyber.rfeed.it/article.…

#newsletter #cybersecurity
@informatica

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Buenos aires, lunes, 3 de agosto, 00:00 GMT-3 Existe esta lista de peliculas en letterboxed que un el usuario Ciro Retamal actualiza semana a semana (Gracias Ciro, quien quiera que seas!) este evento es un recordatorio para volver a mirar la lista y ver cual van a ser las pelis que se esten dando las proximas semanas :) [url=https://letterboxd.com/lamateroric/list/funciones-en-buenos-aires/detail/]https://letterboxd.com/lamateroric/list/funciones-en-buenos-aires/detail/[/url]
Ago 3
Funciones de cine en Buenos Aires
Lun 5:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Existe esta lista de peliculas en letterboxed que un el usuario Ciro Retamal actualiza semana a semana (Gracias Ciro, quien quiera que seas!)

este evento es un recordatorio para volver a mirar la lista y ver cual van a ser las pelis que se esten dando las proximas semanas 😀

letterboxd.com/lamateroric/lis…

The Privacy Post reshared this.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Testare le skill degli agenti AI senza colpire API reali: Dev Proxy e Promptfoo in pipeline CI/CD
#tech
spcnet.it/testare-le-skill-deg…
@informatica


Testare le skill degli agenti AI senza colpire API reali: Dev Proxy e Promptfoo in pipeline CI/CD


Chi sta integrando agenti AI in pipeline CI/CD si scontra presto con un problema pratico: come si testano in modo affidabile le “skill” di un agente (le istruzioni locali che gli insegnano quando e come usare una capacità) senza colpire API reali, senza costi imprevedibili e senza risultati non deterministici? La risposta che sta emergendo nella comunità DevOps combina due strumenti complementari: Dev Proxy di Microsoft per simulare le API a livello di rete, e Promptfoo per valutare in modo strutturato se una skill funziona meglio di un’altra.

Vale la pena approfondire entrambi gli approcci, perché il problema che risolvono — testare comportamento non deterministico in modo ripetibile — è ormai centrale per chiunque gestisca agenti AI in produzione, non solo per chi scrive skill per Claude o Codex.

Perché i mock server tradizionali falliscono con gli agenti AI


L’approccio classico al test di un’integrazione API è il mock server: si sostituisce l’endpoint reale con uno fittizio, spesso puntando l’applicazione a localhost. Con gli agenti AI questo approccio introduce un problema sottile ma serio: cambiare l’URL di una skill per puntare a un server di test altera il contesto di token visto dal modello. Il modello che si sta testando non è più identico, a livello di token, a quello che verrà effettivamente distribuito in produzione. Questa discrepanza introduce una variabile nascosta che può invalidare i risultati della valutazione e produrre comportamenti inattesi una volta in produzione, quando la skill torna a puntare agli URL reali.

Un approccio più efficace consiste nell’usare un proxy leggero che intercetta il traffico HTTP e restituisce dati predefiniti letti da file JSON locali, senza mai modificare gli URL che l’agente chiama. È esattamente il compito per cui è nato Dev Proxy: l’agente continua a chiamare gli URL di produzione, ma riceve risposte deterministiche senza che avvenga alcuna chiamata di rete reale né alcuna gestione di server. I dati si azzerano a ogni esecuzione, il contesto di token resta identico a quello di produzione, e diventa possibile eseguire test di regressione rigorosi all’interno di pipeline CI/CD.

Dev Proxy: simulare le API senza toccare il codice


Dev Proxy è uno strumento a riga di comando, open source e gratuito, che funziona su qualsiasi piattaforma e con qualsiasi stack tecnologico, perché intercetta le richieste di rete invece di agganciarsi al codice dell’applicazione. Le funzionalità principali coprono scenari che vanno ben oltre il semplice mocking:

  • Simulare errori delle API senza modificare una riga di codice, per verificare che l’app non perda dati dei clienti quando una dipendenza esterna fallisce
  • Simulare rate limiting per verificare che l’applicazione gestisca correttamente il throttling
  • Simulare latenza e risposte lente per validare le protezioni lato UX
  • Generare rapidamente mock API CRUD senza scrivere codice destinato a non essere mai distribuito
  • Fornire guida contestuale su permessi e best practice, in particolare per chi integra Microsoft Graph

Per il caso specifico degli agenti AI, Dev Proxy include funzionalità dedicate ai language model che permettono di simulare scenari realistici e tracciare l’uso delle risorse, oltre a un tool integrato nel proprio server MCP che fornisce agli agenti di coding raccomandazioni su come costruire le configurazioni. In pratica, un team che sviluppa una skill che chiama un’API esterna può configurare Dev Proxy per intercettare quelle chiamate specifiche e restituire fixture JSON versionate insieme al codice, garantendo che ogni esecuzione della pipeline CI/CD parta da uno stato pulito e riproducibile.

Promptfoo: valutare quale versione di una skill funziona meglio


Simulare le API risolve solo metà del problema. L’altra metà è capire, in modo misurabile, se una skill fa il proprio lavoro correttamente e se una nuova versione è effettivamente migliore della precedente. È qui che entra in gioco Promptfoo, un framework di valutazione che permette di confrontare due versioni della stessa skill eseguendo gli stessi task fianco a fianco.

Il pattern di base è semplice: si mantengono identici il modello, i file di task e i permessi, cambiando solo il file SKILL.md tra una versione e l’altra. Una struttura tipica per confrontare due versioni di una skill review-standards è organizzata così:

skill-eval/
├── promptfooconfig.yaml
└── fixtures/
    ├── v1/
    │   ├── .claude/skills/review-standards/SKILL.md
    │   └── src/auth.ts
    └── v2/
        ├── .claude/skills/review-standards/SKILL.md
        └── src/auth.ts

Nel file di configurazione si definiscono due provider basati sul Claude Agent SDK, identici tranne che per la working_dir, che punta alla fixture v1 o v2:
providers:
  - id: anthropic:claude-agent-sdk
    label: review-standards-v1
    config:
      model: claude-sonnet-4-6
      working_dir: ./fixtures/v1
      setting_sources: ['project']
      skills: ['review-standards']
      append_allowed_tools: ['Read', 'Grep', 'Glob']
  - id: anthropic:claude-agent-sdk
    label: review-standards-v2
    config:
      model: claude-sonnet-4-6
      working_dir: ./fixtures/v2
      setting_sources: ['project']
      skills: ['review-standards']
      append_allowed_tools: ['Read', 'Grep', 'Glob']

Il parametro setting_sources: ['project'] fa scoprire a Promptfoo i file SKILL.md sotto .claude/skills/, mentre il filtro skills: restringe la sessione a una singola skill e ne abilita automaticamente il tool associato. Per Codex o OpenCode la struttura equivalente usa .agents/skills/ al posto di .claude/skills/, ma la logica di confronto resta identica.

Tre livelli di asserzioni per un confronto solido


Una valutazione utile si costruisce a strati. Il primo verifica semplicemente che la skill sia stata invocata:

defaultTest:
  assert:
    - type: skill-used
      value: review-standards

Claude espone le chiamate al tool Skill direttamente, e Promptfoo le normalizza nell’asserzione skill-used: questo distingue una risposta corretta ottenuta senza passare dalla skill da una prodotta effettivamente attraverso il workflow che si vuole testare, una distinzione che spesso sfugge a chi valuta solo la qualità della risposta finale.

Il secondo livello valuta la qualità del lavoro svolto, per esempio calcolando quanti problemi attesi sono stati effettivamente individuati in una revisione di codice, con una soglia di recall minima. Il terzo livello aggiunge segnali secondari come costo e latenza, utili quando due versioni sono entrambe corrette ma una è molto più lenta o costosa dell’altra:

defaultTest:
  assert:
    - type: cost
      threshold: 0.50
    - type: latency
      threshold: 120000

Per chi gestisce bundle di skill correlate, un errore comune è testare solo il percorso “felice” di ciascuna skill. Vale la pena aggiungere anche prompt limite che dovrebbero instradare verso una skill vicina, asserendo sia la skill desiderata sia quella che non deve attivarsi, con il costrutto not-skill-used. Questo cattura i casi in cui una skill risolve correttamente il task ma si attiva anche quando non dovrebbe, un problema di “routing” difficile da individuare guardando solo l’output finale.

Mettere insieme i due strumenti in CI/CD


La combinazione pratica è: Dev Proxy intercetta le chiamate API reali fatte durante l’esecuzione della skill e restituisce fixture deterministiche, mentre Promptfoo esegue lo stesso set di task contro versioni diverse della skill e assegna un punteggio ai risultati. L’eval si lancia con un semplice comando:

npx promptfoo@latest eval -c promptfooconfig.yaml

Aggiungendo --repeat 3 si ottiene un campione più robusto del comportamento non deterministico dell’agente, mentre --no-cache è utile durante l’iterazione sul testo della skill per garantire risultati sempre freschi. Il comando npx promptfoo@latest view apre una vista web che affianca i risultati delle due versioni, rendendo immediato individuare dove una skill supera l’altra.

Conclusione


Il punto centrale di entrambi gli strumenti è lo stesso: eliminare le variabili nascoste che rendono inaffidabile il test di un comportamento non deterministico. Dev Proxy garantisce che il contesto visto dal modello in test sia identico a quello di produzione, eliminando la variabile del cambio di URL. Promptfoo garantisce che il confronto tra due versioni di una skill sia equo, isolando l’unica variabile che conta — il testo della skill stessa — e fornendo asserzioni misurabili su invocazione, qualità, costo e latenza.

Per un team che già gestisce pipeline CI/CD tradizionali, l’investimento per aggiungere questo livello di test alle proprie skill AI è relativamente contenuto: entrambi gli strumenti sono open source, si integrano con gli SDK di Claude, Codex e OpenCode, e restituiscono risultati confrontabili senza richiedere infrastruttura dedicata oltre a quella già in uso per il testing tradizionale.

Fonti: 4sysops.com, Microsoft Learn – Dev Proxy, Promptfoo – Test Agent Skills


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

club social 911, sábado, 1 de agosto, 20:00 GMT-3 ⚡️𝟛° 𝔼𝕕𝕚𝕔𝕚𝕠𝕟 𝕕𝕖 𝕝𝕒 𝔼𝕤𝕔𝕒𝕝𝕒 𝕃𝕦𝕕𝕚𝕔𝕒 💥 Juegancia única e irrepetible de la mano de @ludoneta y @laisla.queer 📐 Juegos gigantes a 𝙚𝙨𝙘𝙖𝙡𝙖 𝙝𝙪𝙢𝙖𝙣𝙖 ♟️ Gran tablón con más de 𝟭𝟬𝟬 𝙟𝙪𝙚𝙜𝙤𝙨 𝙙𝙚 𝙢𝙚𝙨𝙖 🏓 Mini ping pong 🎯 Micro desafíos con premios durante toda la noche 📅 Sábado 1 de agosto ~ 20 hs en @clubsocial911 (Julián Alvarez 1272 - CABA) 🎊Si te quedaste con las ganas de vivir esta experiencia lúdica inmersiva o si ya viniste y no podés más de la manija
Ago 2
Escala Lúdica 3: juegos de mesa en escala humana
Dom 1:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

⚡️𝟛° 𝔼𝕕𝕚𝕔𝕚𝕠𝕟 𝕕𝕖 𝕝𝕒 𝔼𝕤𝕔𝕒𝕝𝕒 𝕃𝕦𝕕𝕚𝕔𝕒 💥
Juegancia única e irrepetible de la mano de @ludoneta y @laisla.queer

📐 Juegos gigantes a 𝙚𝙨𝙘𝙖𝙡𝙖 𝙝𝙪𝙢𝙖𝙣𝙖
♟️ Gran tablón con más de 𝟭𝟬𝟬 𝙟𝙪𝙚𝙜𝙤𝙨 𝙙𝙚 𝙢𝙚𝙨𝙖
🏓 Mini ping pong
🎯 Micro desafíos con premios durante toda la noche

📅 Sábado 1 de agosto ~ 20 hs en @clubsocial911 (Julián Alvarez 1272 - CABA)

🎊Si te quedaste con las ganas de vivir esta experiencia lúdica inmersiva o si ya viniste y no podés más de la manija, invitá a tus amigues que tenemos nuevas escalas y magias para probar.

🎫 Anticipadas: primera tanda a $8000.-

The Privacy Post reshared this.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

wp2shell: la RCE non autenticata in WordPress e come proteggersi (con o senza Cloudflare)
#tech
spcnet.it/wp2shell-la-rce-non-…
@informatica


wp2shell: la RCE non autenticata in WordPress e come proteggersi (con o senza Cloudflare)


Nessun login richiesto


Il 17 luglio 2026 il team di sicurezza di WordPress ha rilasciato in silenzio, e con qualche ora di anticipo condiviso solo con i principali fornitori di infrastruttura, la patch per due vulnerabilità che insieme formano una catena di attacco particolarmente pericolosa: una SQL injection e una remote code execution non autenticata. Nessuna delle due richiede che l’attaccante possieda credenziali o interagisca con un utente reale: basta una richiesta HTTP costruita ad arte contro l’endpoint batch della REST API.

Se gestisci anche un solo sito WordPress — e in Italia sono milioni, molti dei quali proprio su blog tecnici o aziendali come questo — questa è una di quelle vulnerabilità da trattare come priorità operativa immediata, non come lettura per il weekend.

Le due CVE, in breve


Le vulnerabilità colpiscono punti diversi della catena di elaborazione di una richiesta:

  • CVE-2026-60137 — SQL injection. Presente da WordPress 6.8 in poi. Un input malformato riesce ad alterare una query verso il database. Severità: Alta.
  • CVE-2026-63030 — Remote Code Execution non autenticata. Presente da WordPress 6.9 in poi, e collegata direttamente alla SQL injection precedente. Sfrutta l’endpoint batch della REST API quando il sito non utilizza una cache a oggetti persistente (persistent object cache). Severità: Critica.

La combinazione delle due — nella comunità di sicurezza già ribattezzata informalmente “wp2shell” — permette a un attaccante di passare da un parametro malformato a esecuzione di codice arbitrario sul server, senza autenticazione e senza alcuna interazione da parte di amministratori o utenti.

Perché la object cache fa la differenza


Il dettaglio tecnico più interessante per chi amministra WordPress è che la RCE si manifesta specificamente quando manca una cache a oggetti persistente (tipicamente basata su Redis o Memcached). Molte installazioni WordPress “di default” — senza un livello di caching applicativo esterno a PHP — si affidano a una cache in memoria che vive solo per la durata della singola richiesta: è proprio l’assenza di persistenza a lasciare aperta la finestra che l’endpoint batch della REST API sfrutta per concatenare SQL injection ed esecuzione di codice. In altre parole, i siti più “semplici”, senza uno stack di caching avanzato, sono paradossalmente più esposti di quelli con un’infrastruttura più sofisticata.

La risposta di WordPress


Trattandosi della classe di severità più alta prevista dal team di sicurezza di WordPress, il rilascio della patch è stato accompagnato da aggiornamento automatico forzato per la maggior parte dei siti, un meccanismo che WordPress riserva solo alle emergenze più critiche. Le versioni corrette sono:

  • 7.0.2 — release principale, corregge entrambe le vulnerabilità
  • 6.9.5 — backport, corregge entrambe le vulnerabilità
  • 6.8.6 — backport, corregge solo la SQL injection (la RCE non è presente su questo ramo)
  • 7.1 Beta 2 — corregge entrambe

Le versioni precedenti alla 6.8 non risultano affette. Anche con l’aggiornamento automatico attivo, è buona norma verificare manualmente la versione installata:

# Da riga di comando, con WP-CLI
wp core version

# Oppure dalla dashboard: Bacheca → Aggiornamenti

Il ruolo del WAF: difesa in profondità, non sostituto della patch


Cloudflare, informata in anticipo dal team WordPress, ha distribuito due regole WAF dedicate alle 17:03 UTC del 17 luglio, attive automaticamente per tutti i clienti — inclusi quelli su piano gratuito — il cui traffico passa attraverso il proxy Cloudflare:

RegolaCVEAzione predefinita
WordPress – SQL InjectionCVE-2026-60137Block
WordPress – Remote Code ExecutionCVE-2026-63030Block

La prima regola intercetta i valori dei parametri malformati prima che raggiungano WordPress; la seconda blocca le richieste dirette verso il percorso di esecuzione del codice. Insieme coprono due punti distinti della catena di attacco. Cloudflare è però esplicita su un punto che vale la pena ribadire: le regole WAF riducono l’esposizione, non sostituiscono la patch. Chi utilizza Cloudflare su piano Pro, Business o Enterprise dovrebbe verificare che il Managed Ruleset sia attivo e che non vi siano override che trasformano l’azione da “Block” a “Log” — una configurazione non rara in ambienti dove si è voluto in passato ridurre i falsi positivi.

Checklist operativa


Per chi amministra siti WordPress, indipendentemente dal fatto che si usi o meno Cloudflare, questi sono i passi concreti da seguire subito:

  • Verificare la versione di WordPress su tutte le installazioni gestite (non solo quella principale — anche i sotto-siti, gli ambienti di staging e i multisite dimenticati).
  • Forzare l’aggiornamento a 7.0.2, 6.9.5 o 6.8.6 se l’auto-update non è ancora scattato:
    wp core update --version=7.0.2
    wp core update-db
  • Se dietro Cloudflare: controllare in dashboard che le due regole (ID gestito 7dfb2bd4708d4b88b9911dc0550664b6 per la RCE e 1c060d3a371549219ee290d7ed933fcc per la SQLi) siano impostate su Block, e monitorare i Security Events per richieste bloccate su questi ID.
  • Se non si usa un WAF: valutare regole custom su ModSecurity con OWASP CRS mirate all’endpoint /wp-json/*/batch, oppure disabilitare temporaneamente il batch endpoint tramite un mu-plugin, in attesa che l’aggiornamento venga completato su tutta la flotta:
    <?php
    // mu-plugins/disable-rest-batch.php
    add_filter('rest_pre_dispatch', function ($result, $server, $request) {
        if (strpos($request->get_route(), '/batch') !== false) {
            return new WP_Error('batch_disabled', 'Endpoint batch temporaneamente disabilitato', ['status' => 403]);
        }
        return $result;
    }, 10, 3);
  • Abilitare una object cache persistente (Redis o Memcached) come mitigazione indiretta aggiuntiva, oltre ai benefici di performance che porta comunque.
  • Controllare i log delle ultime settimane per richieste sospette verso gli endpoint REST batch, prima di considerare l’incidente chiuso.


In conclusione


Questa vicenda è un promemoria utile su due fronti. Il primo è tecnico: un endpoint REST pensato per efficienza (il batching di più operazioni in un’unica chiamata) può diventare superficie di attacco se la validazione dei parametri non è sufficientemente rigorosa lungo tutta la catena. Il secondo è organizzativo: la differenza tra un incidente e un mancato incidente, in casi come questo, si misura in ore — quelle tra la disclosure coordinata e la disponibilità pubblica dei dettagli, durante le quali chi ha automatizzato patching e monitoraggio dorme sonni più tranquilli di chi deve intervenire manualmente su decine di installazioni.

Fonte: The Cloudflare Blog.


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

MCP 2026-07-28: il Model Context Protocol diventa stateless, ecco cosa cambia per chi sviluppa agenti AI
#tech
spcnet.it/mcp-2026-07-28-il-mo…
@informatica


MCP 2026-07-28: il Model Context Protocol diventa stateless, ecco cosa cambia per chi sviluppa agenti AI


Il 28 luglio 2026 entra in vigore la nuova revisione della specifica Model Context Protocol (MCP), lo standard aperto introdotto da Anthropic che permette ai modelli AI di collegarsi in modo sicuro a strumenti e sorgenti dati esterne. Non si tratta di un aggiornamento cosmetico: la revisione 2026-07-28 ridisegna il nucleo del protocollo, passando da un modello con stato a uno completamente stateless, e introduce cambiamenti che toccano direttamente chi progetta, ospita o consuma server MCP in produzione.

Per chi lavora con agenti AI e integrazioni enterprise, questa è una di quelle revisioni che vale la pena capire in dettaglio prima che arrivi la versione finale, perché tocca scalabilità, autenticazione e compatibilità con le versioni precedenti.

Dal protocollo con stato al core stateless


Nelle versioni precedenti di MCP, un client doveva eseguire un handshake initialize prima di poter fare qualsiasi cosa: il server rispondeva con un identificatore di sessione da includere in ogni richiesta successiva. Chi ha provato a mettere in produzione un server MCP dietro un load balancer conosce il problema: il client restava “incollato” a una specifica istanza, e scalare orizzontalmente richiedeva sticky session o uno store di sessione condiviso.

La revisione 2026-07-28 elimina sia l’handshake initialize sia il concetto stesso di sessione a livello di protocollo. Ogni richiesta è ora autosufficiente: versione del protocollo, informazioni sul client e capability dichiarate viaggiano in ogni singola chiamata invece di essere negoziate una volta sola all’apertura della connessione. Un nuovo metodo, server/discover, permette al client di recuperare le capability del server solo quando gli servono davvero.

La conseguenza pratica è che, non esistendo più un identificatore di sessione, qualsiasi richiesta può essere instradata verso qualunque istanza del server. Diventa possibile piazzare un server MCP dietro un banale load balancer round-robin, senza sticky session né store condiviso. Se un’applicazione ha comunque bisogno di mantenere uno stato tra una chiamata e l’altra, la soluzione prevista è restituire un handle esplicito (ad esempio un ID di un “carrello” o di una sessione applicativa) da uno strumento, e far sì che il client lo passi indietro come un normale argomento nelle chiamate successive. È lo stesso pattern usato da anni nelle API REST stateless: lo stato non sparisce, si sposta semplicemente dal trasporto al payload applicativo.

Multi Round-Trip Requests: confermare senza tenere aperta una connessione


Un protocollo stateless ha comunque bisogno di un modo per gestire i casi in cui un server deve chiedere qualcosa al client a metà di una chiamata, per esempio una conferma dell’utente prima di eseguire un’operazione sensibile. Nelle versioni precedenti questo richiedeva tenere aperto uno stream Server-Sent Events per tutta la durata dell’interazione. La nuova revisione sostituisce questo meccanismo con le Multi Round-Trip Requests (MRTR).

Quando un server ha bisogno di input dall’utente durante l’esecuzione di uno strumento, restituisce un oggetto InputRequiredResult contenente le domande da porre e un blob requestState. Il client raccoglie le risposte e riemette la chiamata originale includendo sia le risposte sia lo stato “echoed” ricevuto in precedenza. Poiché tutto ciò che serve al server è contenuto nel payload, qualunque istanza del server può gestire il retry, anche se è diversa da quella che ha generato la richiesta iniziale. È un dettaglio che semplifica enormemente il deployment di server MCP dietro infrastrutture di bilanciamento del carico stateless.

Header instradabili e caching esplicito


Due modifiche più contenute a livello di trasporto rendono il traffico MCP molto più facile da osservare e instradare in produzione. Il trasporto Streamable HTTP richiede ora un header Mcp-Method su ogni richiesta, mentre l’header Mcp-Name è obbligatorio solo per tipi di richiesta specifici, come tools/call, resources/read e prompts/get. Un gateway o un load balancer può leggere questi header per instradare il traffico senza dover analizzare il corpo della richiesta, un vantaggio non trascurabile per chi gestisce infrastrutture MCP a scala aziendale. I server rifiutano le richieste in cui header e corpo non sono coerenti tra loro.

In secondo luogo, i risultati di liste e letture di risorse ora includono i campi ttlMs e cacheScope, modellati sul comportamento dell’header HTTP Cache-Control. I client sanno esattamente per quanto tempo una risposta a tools/list resta valida e se può essere condivisa tra utenti diversi. Non è più necessario mantenere uno stream a lungo termine solo per scoprire che una lista è cambiata: un pattern di polling con cache esplicita è sufficiente.

Autenticazione più rigorosa, allineata a OAuth 2.0


La revisione stringe le regole di autorizzazione per allinearle più da vicino a OAuth 2.0 e OpenID Connect. I client devono ora validare il parametro iss nelle risposte di autorizzazione secondo la RFC 9207, una mitigazione contro i “mix-up attack”, una classe di attacchi più rilevante nel pattern tipico di MCP in cui un singolo client dialoga con molti server diversi.

I client devono inoltre dichiarare il proprio application_type durante la Dynamic Client Registration, così gli authorization server non assumono più di default che i client desktop o CLI siano applicazioni “web”, evitando il rifiuto ingiustificato dei redirect URI su localhost. Le credenziali vengono vincolate all’authorization server che le ha emesse, e la specifica chiarisce come richiedere i refresh token durante l’autenticazione step-up.

Funzionalità deprecate: cosa cambia per chi ha già integrato MCP


Tre funzionalità core vengono formalmente deprecate: Roots, Sampling e Logging. Roots permetteva a un client di dichiarare i confini del filesystem a un server; Sampling permetteva a un server di chiedere al modello del client di generare testo per suo conto; Logging forniva notifiche a livello di protocollo dal server al client.

La deprecazione non significa rimozione immediata: questi metodi, tipi e capability flag continuano a funzionare in questa release e in ogni versione della specifica pubblicata entro un anno da essa. Da qui in poi, però, sono su un orologio di rimozione. Le alternative consigliate sono parametri degli strumenti o URI di risorse al posto di Roots, integrazione diretta con le API dei provider LLM al posto di Sampling, e OpenTelemetry per l’osservabilità strutturata al posto del Logging di protocollo. Chi mantiene librerie o server MCP dovrebbe iniziare a pianificare la migrazione già da ora.

Schema degli strumenti, codici di errore ed estensioni


Gli schema di input e output degli strumenti utilizzano ora JSON Schema 2020-12 completo. Gli schema di input mantengono il vincolo della radice type: "object" ma ora permettono composizione con oneOf, anyOf e allOf, oltre a condizionali e riferimenti. Gli schema di output non hanno più restrizioni, e structuredContent può essere qualsiasi valore JSON, non solo un oggetto.

Il codice di errore per una risorsa mancante cambia dal valore custom MCP -32002 allo standard JSON-RPC -32602 (Invalid Params). Chi ha client che fanno pattern matching sul valore letterale -32002 deve aggiornare quel codice prima del 28 luglio.

Le estensioni, già presenti nella release precedente ma senza un processo formale, ricevono ora una struttura definita: sono identificate da ID reverse-DNS, negoziate tramite una mappa extensions, e vivono in repository indipendenti con maintainer dedicati, versionando separatamente dalla specifica principale. Due estensioni ufficiali arrivano con questa release: MCP Apps, che permette ai server di fornire interfacce HTML interattive renderizzate dagli host in un iframe sandboxed, e Tasks, promossa da funzionalità sperimentale a estensione ufficiale, che fornisce un modello stateless per lavori a lunga esecuzione: un server può rispondere a tools/call con un task handle, e il client lo gestisce con tasks/get, tasks/update e tasks/cancel.

SDK beta disponibili da subito


Sono già disponibili release beta degli SDK Python, TypeScript, Go e C#. Python v2 rinomina FastMCP in MCPServer ma mantiene l’API a decoratori. TypeScript v2 divide l’SDK monolitico in pacchetti focalizzati come @modelcontextprotocol/server e @modelcontextprotocol/client, ed è ora ESM-only. Go integra il supporto alla revisione 2026-07-28 in v1.7.0-pre.1 sullo stesso module path. C# rilascia la versione 2.0.0-preview.1 dei pacchetti ModelContextProtocol.

Per chi ha già server e client in produzione, la buona notizia è che nulla si rompe automaticamente il giorno del rilascio: i nuovi client che parlano la revisione 2026-07-28 tornano automaticamente all’handshake initialize quando raggiungono un server che implementa una versione precedente o uguale al 2025-11-25. Chi però pubblica librerie che dipendono dal pacchetto Python mcp dovrebbe aggiungere un limite superiore esplicito, per esempio mcp>=1.27,<2, in modo che il passaggio alla v2 stabile non colga di sorpresa gli utenti del proprio pacchetto.

Conclusione


La revisione 2026-07-28 di MCP è un cambiamento strutturale, non un semplice aggiornamento incrementale. Il core stateless elimina la necessità di session affinity e semplifica scaling orizzontale e load balancing di server MCP in produzione. I nuovi pattern come le MRTR e gli header instradabili rendono il protocollo più facile da operare su larga scala. L’irrigidimento delle regole di autorizzazione allinea MCP alle pratiche standard di OAuth e OpenID Connect, riducendo la superficie di attacco tipica delle integrazioni multi-server. Le funzionalità deprecate restano funzionanti per ora, ma vanno sostituite secondo un piano preciso prima che scada la finestra di un anno.

Chi sviluppa o ospita server MCP dovrebbe testare gli SDK beta contro i propri carichi di lavoro prima della data finale del 28 luglio, verificando in particolare la gestione dei codici di errore, la compatibilità dei client con l’handshake legacy e l’impatto delle nuove regole di autorizzazione sulle integrazioni desktop e CLI esistenti.

Fonte: 4sysops.com


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Las Deudas, sábado, 25 de julio, 23:00 GMT-3 Sábado 25 de Julio en @las_deudas . FIESTA 🃏 Parodi Octavio Discosaurio . 23hs en adelante Barra popular y música 🥂🎷 Nos vemos!
Lug 26
Fiesta en Las Deudas
Dom 4:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato
Sábado 25 de Julio en @las_deudas
.
FIESTA 🃏
Parodi
Octavio
Discosaurio
.
23hs en adelante
Barra popular y música 🥂🎷
Nos vemos!

The Privacy Post reshared this.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Club Cultural Matienzo, jueves, 30 de julio, 15:00 GMT-3 30.7 MATIENZO @kllflora y @nometoques____ 🫀🫀🫀🫀🫀 La velada estará completamente acompañada x poetas , ellas son :🫀🫀🫀 ❤️@skelectricaa ❤️@rxnlnd ❤️@tatipawlowicz ❤️@sua.aingeru Y al mismo tiempo feria de fanzines y amuletos 🫀x @fulanarevista 🫀 @mamarracho____ 🫀@danaaap 🫀 @unchispero y varias de las poetas ya nombradas Y ropa x @neon.witches ❤️❤️❤️❤️ quedan poquitas entradas , a precio mega amiguero❤️❤️❤️❤️ Ya que nos hablaron muc
Lug 30
poetas y fanzines: no me toques + kill flora
Gio 20:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

30.7 MATIENZO @kllflora y @nometoques____ 🫀🫀🫀🫀🫀
La velada estará completamente acompañada x poetas , ellas son :🫀🫀🫀
❤️@skelectricaa
❤️@rxnlnd
❤️@tatipawlowicz
❤️@sua.aingeru

Y al mismo tiempo feria de fanzines y amuletos
🫀x @fulanarevista
🫀 @mamarracho____
🫀@danaaap
🫀 @unchispero y varias de las poetas ya nombradas
Y ropa x @neon.witches

❤️❤️❤️❤️ quedan poquitas entradas , a precio mega amiguero❤️❤️❤️❤️

Ya que nos hablaron muchísimas fanzineras decidimos preparar unas mesas largas semi eternas para hacer feria de fanzine y que cada una lleve el suyo y tengo la posibilidad de feriarlo , venderlo , regalarlo, exponerlo o intercambiarlo 🫀
Así que si tenes tu fanzine tráelo y te hacemos un lugar
O háblanos
X orden de llegada el lugar será más cómodo claramente

Saludos , besos y amores , las no me toques y kill flora , vengan a vernos 👩‍❤️‍💋‍👩🫀❤️

The Privacy Post reshared this.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Deseo Coop, martes, 28 de julio, 18:00 GMT-3 **taller de marionetas en porcelana fria** en bs aires capital este 28 de julio dare este taller de: *** marionetas en porcelana fria*** teñiremos la masa con pigmentos naturales caseros, modelaremos criaturas magicas y le daremos movimiento con articulaciones de alambre.. el taller durara tres horas y tendra un valor de: 20 mil con materiales incluidos (porcelana fria y alambre) se abriran solo 8 cupos, si quieres reservar el tuyo escribeme el t
Lug 28
taller de marionetas en porcelana fria
Mar 23:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

**taller de marionetas en porcelana fria** en bs aires capital

este 28 de julio dare este taller de: *** marionetas en porcelana fria*** teñiremos la masa con pigmentos naturales caseros, modelaremos criaturas magicas y le daremos movimiento con articulaciones de alambre..

el taller durara tres horas y tendra un valor de: 20 mil con materiales incluidos (porcelana fria y alambre) se abriran solo 8 cupos, si quieres reservar el tuyo escribeme

el taller lo impartira: casi casi desde $hile.. y sera un taller de una sola secion

si quieres venir trae una cajita o taper pequeño para luego llevarte tu figurita (tarda en secar un par de dias)

aprovechen y compartan!

The Privacy Post reshared this.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

ClassicImageViewer combina visualizzazione rapida e strumenti di editing su Linux


ClassicImageViewer 2.0 è un visualizzatore immagini open source con editing, effetti, slideshow, macro e strumenti avanzati.
Stai leggendo ClassicImageViewer combina visualizzazione rapida e strumenti di editing su Linux, un articolo del blog Linux Easy. Non riprodurlo altrove senza permesso.

🔗 Leggi il post completo

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

There is no birthday party without a cake 🍰🎂! And no party without all those great friends who joined us this weekend in Krakow.
Thank you for celebrating these 25 years with us!
As they say here, "Sto lat"! 🎉🎊

🥂 Here's to more years of hard work, fun, and #softwarefreedom!

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Nice summery of the two Apple cases the @Free Software Foundation Europe is fighting at the moment at court at the 25th birthday summit

fsfe.org/news/2026/news-202607…

#apple #FSFE #fsfe25

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

There is no FSFE :fsfe: meeting without our group picture!

💞 Thank you for everyone who made it into our #FSFE25 weekend, our outstanding vounters, our amazing supporters, and our great donors!

We missed some of you here but you were present in spirit!

For more 25 years! 🚀

#SoftwareFreedom #FreeSoftware

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

✨ Coca-Cola ferma la produzione di Fairlife dopo un attacco ransomware: quando il cybercrime arriva in tavola
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/coca-c…

@informatica


Coca-Cola ferma la produzione di Fairlife dopo un attacco ransomware: quando il cybercrime arriva in tavola


Non serve colpire una centrale elettrica per mettere in ginocchio una filiera critica: basta un ransomware ben piazzato nei sistemi produttivi di un’azienda che imbottiglia latte. Il 16 luglio 2026 Coca-Cola ha comunicato alla SEC che la sua controllata Fairlife ha sospeso la produzione negli Stati Uniti dopo un attacco ransomware che ha colpito i sistemi legati alla produzione stessa. Un episodio che, al netto delle dimensioni del marchio coinvolto, racconta molto sullo stato di sicurezza dell’OT nel settore alimentare.

Cosa è successo


Fairlife, con sede a Chicago, è il marchio di latte ultrafiltrato di proprietà di Coca-Cola, noto anche per le linee Core Power Protein Shakes e Nutrition Plan. Nel filing 8-K depositato presso la Securities and Exchange Commission, Coca-Cola ha dichiarato che soggetti non autorizzati hanno avuto accesso a una parte dei sistemi di Fairlife, inclusi quelli legati alla produzione, in un attacco che l’azienda descrive esplicitamente come ransomware. Le operazioni negli stabilimenti statunitensi sono state temporaneamente sospese; la produzione in Canada, gestita separatamente, non risulta invece impattata.

Coca-Cola ha attivato i protocolli di incident response e business continuity, coinvolto consulenti esterni e notificato le forze dell’ordine, precisando che qualità e sicurezza del prodotto non sono state compromesse. Al momento della scrittura, la società non ha reso noto quale gruppo ransomware sia responsabile, se siano stati sottratti dati né se sia stata ricevuta una richiesta di riscatto. Nessuna gang ransomware nota ha ancora rivendicato l’attacco, un silenzio che nel settore viene letto come tipico delle prime fasi di un negoziato, prima che gli estorsori tornino a farsi vivi minacciando la pubblicazione di eventuali dati sottratti.

Non è un caso isolato: la filiera alimentare nel mirino


L’attacco a Fairlife arriva in un contesto in cui il comparto food & beverage è bersaglio ricorrente del ransomware, spesso proprio perché la convergenza IT/OT nelle linee di produzione rende gli impianti fragili: basta bloccare i sistemi SCADA o MES che orchestrano il confezionamento per fermare intere linee, anche senza toccare la sicurezza alimentare in senso stretto. Il precedente più noto resta l’attacco del 2021 a JBS, il colosso mondiale della carne, costretto a fermare impianti in Nord America e Australia e a pagare 11 milioni di dollari di riscatto al gruppo REvil. Nella sola finestra delle ultime 48 ore, la stessa dinamica si è ripetuta altrove: in Giappone, un attacco informatico a un operatore logistico ha svuotato le cucine di migliaia di ristoranti per un blocco nelle consegne di prodotti alimentari, mentre il colosso giapponese dei surgelati Nichirei ha segnalato la disruzione delle proprie operazioni per un incidente informatico separato.

Il filo comune è la dipendenza di filiere alimentari globalizzate da sistemi IT centralizzati per pianificazione della produzione, gestione ordini e logistica: quando quei sistemi vengono cifrati o resi inaccessibili, l’impatto si propaga rapidamente dagli scaffali dei supermercati alle cucine dei ristoranti, ben oltre il perimetro aziendale colpito.

Perché conta anche per chi non produce latte


Il caso Fairlife è interessante per i difensori non tanto per i dettagli tecnici, che Coca-Cola non ha ancora reso pubblici, quanto per la dinamica di disclosure e per l’esposizione di un brand multimiliardario a un rischio operativo concreto tramite una controllata. Il filing SEC evidenzia un punto spesso sottovalutato nei risk assessment: la segmentazione tra rete IT aziendale e rete OT di produzione, quando esiste, va verificata regolarmente, perché un attacco che compromette “solo” i sistemi IT può comunque paralizzare la produzione se i due domini condividono directory service, credenziali o piattaforme di orchestrazione.

Per le aziende manifatturiere, specialmente nel food & beverage dove i margini di tolleranza su tempi di fermo sono minimi per ragioni di deperibilità delle materie prime, le priorità restano quelle già emerse dai casi JBS e Nichirei: backup offline testati e realmente isolati (non solo replicati su un secondo datacenter raggiungibile dalla stessa rete), piani di failover manuale per le linee di produzione critiche, segmentazione rigorosa tra reti corporate e reti OT/ICS, e accordi di incident response pre-negoziati con forze dell’ordine e consulenti forensi, in modo da non partire da zero quando il tempo conta più di ogni altra cosa.

  • Verificare che i backup dei sistemi MES/SCADA siano realmente air-gapped e non solo “logicamente separati”
  • Testare periodicamente scenari di failover manuale per le linee di produzione più critiche
  • Mappare le dipendenze condivise (Active Directory, VPN, orchestrazione cloud) tra rete IT e rete OT
  • Predisporre in anticipo contatti con FBI/law enforcement locale e retainer di incident response per ridurre i tempi di reazione


Cosa manca ancora al quadro


Al momento della pubblicazione, mancano ancora elementi chiave per una piena attribuzione: nome della gang ransomware, vettore di accesso iniziale, eventuale esfiltrazione di dati e ammontare della richiesta di riscatto. Continueremo a seguire l’evoluzione del caso Fairlife, aggiornando l’articolo qualora emergano rivendicazioni o dettagli tecnici da fonti di threat intelligence.

Stato indicatori al 18/07/2026:
- Gruppo ransomware responsabile: non identificato pubblicamente
- Vettore di accesso iniziale: non divulgato
- Esfiltrazione dati: non confermata
- Richiesta di riscatto: non divulgata
- Sistemi impattati: infrastrutture di produzione Fairlife (solo USA)
- Sistemi non impattati: produzione Fairlife Canada, qualita/sicurezza prodotto

Riferimento normativo: SEC Form 8-K depositato da The Coca-Cola Company il 16/07/2026

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

✨ Scattered Spider smascherata: 5 anni e mezzo di carcere per l’attacco da 29 milioni di sterline a Transport for London
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/scatte…

@informatica


Scattered Spider smascherata: 5 anni e mezzo di carcere per l’attacco da 29 milioni di sterline a Transport for London


Cinque anni e mezzo di carcere ciascuno. È questa la cifra con cui la giustizia britannica ha chiuso, almeno sul fronte penale, uno degli attacchi informatici più dirompenti mai subiti da un’infrastruttura critica del Regno Unito: l’intrusione del 2024 in Transport for London, l’authority che gestisce la mobilità dell’intera Londra. Owen Flowers, 18 anni, e Thalha Jubair, 20, sono stati condannati il 16 luglio 2026 dalla Woolwich Crown Court. Sono, secondo l’accusa, i primi ad essere condannati per la Section 3ZA del Computer Misuse Act — la fattispecie più grave della legge britannica sui crimini informatici — e la National Crime Agency (NCA) definisce il loro caso il più grande procedimento per cybercrime mai affrontato dai tribunali del Paese.

Chi sono Flowers e Jubair, e cosa hanno fatto


I due sono descritti dalla NCA come membri di primo piano di Scattered Spider, il collettivo criminale tracciato anche come Octo Tempest, UNC3944 e 0ktapus, responsabile secondo gli inquirenti di centinaia di attacchi tra il 2022 e il 2025. La Crown Prosecution Service (CPS) è più cauta nell’attribuzione diretta, notando che gli imputati hanno rivendicato in vari momenti l’appartenenza al gruppo senza che questo costituisse, di per sé, la base dell’accusa.

L’intrusione in TfL è avvenuta tra il 31 agosto e il 3 settembre 2024. L’attacco ha reso inutilizzabili 148 sistemi dell’authority, costringendo tutti i 27.000 dipendenti a recarsi fisicamente in un ufficio per il reset delle credenziali — non essendo più possibile farlo da remoto in sicurezza. Sono stati compromessi anche il sistema di rimborsi Oyster (inclusi, per circa 5.000 persone, numeri di conto bancario e codici sort code), il servizio Dial-a-Ride per i cittadini con disabilità, il canale dei pagamenti digitali e le domande per le Oyster photocard agevolate per bambini e giovani. NCA e CPS stimano il danno complessivo, tra perdite e costi di ripristino, in 29 milioni di sterline.

Un rischio sistemico da 56 miliardi di sterline


Il dato più inquietante emerso dal processo riguarda ciò che sarebbe potuto succedere e non è successo. Secondo la ricostruzione dell’accusa, le conversazioni tra i due imputati suggerivano l’intenzione di cancellare l’accesso al termine dell’operazione, ma nessuno può dire con certezza cosa avessero realmente pianificato. La NCA stima che uno shutdown riuscito della rete di TfL — che gestisce in media 9 milioni di spostamenti al giorno — avrebbe potuto costare all’economia britannica fino a 56 miliardi di sterline. Uno scenario rimasto ipotetico solo perché TfL, rendendosi conto della compromissione, ha scelto di disattivare preventivamente la propria rete per contenere gli attaccanti.

I due si sono dichiarati colpevoli il 22 giugno 2026, il primo giorno del processo, evitando così il dibattimento. Hanno ammesso il reato sulla base di aver agito in modo “reckless” — sconsiderato — rispetto al rischio di causare o creare un pericolo significativo per il benessere umano, elemento costitutivo della Section 3ZA.

Come sono stati identificati


Flowers è stato arrestato per la prima volta il 6 settembre 2024, tre giorni dopo la fine dell’intrusione in TfL, nella sua abitazione a Walsall. Al momento dell’arresto, gli agenti NCA lo hanno sorpreso mentre era ancora attivo su due ulteriori obiettivi: le reti delle organizzazioni sanitarie statunitensi SSM Health Care Corporation e Sutter Health. Tra i dispositivi sequestrati — laptop, computer desktop, hard disk e chiavette USB — un portatile Acer conteneva uno screenshot della connettività di rete verso l’infrastruttura TfL e diversi video, registrati dallo stesso Flowers, che mostravano Jubair muoversi all’interno dei sistemi dell’authority londinese durante l’attacco. I due comunicavano in tempo reale su Telegram e condividevano uno spazio di lavoro online.

L’accusa ha dimostrato che Flowers era collegato al server remoto usato per lanciare tutte e tre le intrusioni, con prove ricavate dai suoi stessi dispositivi. Le informazioni che collegano Jubair all’attacco TfL sono state invece ottenute all’estero, con la collaborazione di autorità giudiziarie di altri Paesi — un dettaglio che la CPS non ha specificato ulteriormente. Jubair, arrestato il 16 settembre 2025, ha un secondo procedimento ancora aperto negli Stati Uniti: un atto d’accusa depositato nel New Jersey lo collega a circa 120 intrusioni di rete e almeno 47 vittime statunitensi tra maggio 2022 e settembre 2025, per oltre 115 milioni di dollari in riscatti pagati, incluse violazioni ai danni di un’infrastruttura critica USA e dei tribunali federali. Su questo fronte rischia fino a 95 anni di carcere; nessuna delle comunicazioni ufficiali diffuse finora affronta il tema dell’estradizione.

Scattered Spider è davvero finita?


La NCA sostiene che l’azione contro i due abbia “sostanzialmente fermato” il gruppo, citando una valutazione di Microsoft secondo cui gli arresti ne avrebbero degradato in modo significativo la capacità operativa. Ma la stessa agenzia ammette che altri criminali potrebbero continuare a usare il marchio “Scattered Spider” per rivendicare nuovi attacchi. Non è un’ipotesi remota: a gennaio 2026 Mandiant ha documentato l’espansione di un’operazione di estorsione a marchio ShinyHunters che replica lo stesso modello — vishing verso i dipendenti, pagine di phishing per rubare credenziali SSO e codici MFA, enrollment di un dispositivo dell’attaccante per bypassare l’autenticazione multifattore.

È proprio questo il punto debole che accomuna la maggior parte dei casi riconducibili a Scattered Spider: non un exploit tecnico sofisticato, ma la manipolazione dei processi di help desk — reset password, gestione dei dispositivi MFA — con tecniche di social engineering telefonico mirate e ben documentate.

Due righe per i difensori


Il caso TfL resta un caso di scuola su come un’infrastruttura critica possa essere messa in ginocchio non da uno zero-day, ma da processi organizzativi vulnerabili al fattore umano. Alcune indicazioni pratiche per ridurre l’esposizione a gruppi con TTP simili a Scattered Spider:

  • Verificare sempre l’identità con procedure fuori banda (callback su numero verificato, verifica video) prima di eseguire reset password, modifiche MFA o enrollment di nuovi dispositivi richiesti telefonicamente all’help desk.
  • Limitare la possibilità per il personale di help desk di eseguire reset critici senza approvazione di un secondo operatore (four-eyes principle).
  • Monitorare enrollment MFA anomali, specialmente se avvengono subito dopo un reset password.
  • Coinvolgere le forze dell’ordine tempestivamente in caso di incidente: secondo la NCA, la collaborazione precoce di TfL è stata determinante per l’esito del procedimento.
  • Segmentare le reti operative critiche (biglietteria, pagamenti, servizi per l’utenza vulnerabile) da quelle amministrative, per limitare l’impatto di una compromissione laterale.

Fonti: The Hacker News, National Crime Agency.


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

☕ CYBERBRIEFING — Domenica 19 luglio 2026

👉 Leggi tutti gli aggiornamenti delle ultime 24 ore:
ilpuntocyber.rfeed.it/article.…

#newsletter #cybersecurity
@informatica

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Der Einsatz sogenannter künstlicher Intelligenz im Kreativbereich ist schambehaftet und wird in der Regel argwöhnisch beäugt. Dabei zählt am Ende die Qualität eines Werkes – und die müssen wir erst einmal erkennen, schreibt @vincefoerst in seiner Kolumne:

netzpolitik.org/2026/trugbild-…

in reply to netzpolitik.org

Meinetwegen soll es KI-Kunst sowohl in der geschilderten "Qualitätsversion" geben, wo die KI nur kleine Anteile hat, als auch in der "Schrottversion" 100% KI erzeugt (die immerhin total unbegabten vielleicht auch hilft, sich irgendwie auszudrücken oder schnell ein Aufmacherbild für irgendwas zu erzeugen).

Das Problem entsteht aber meiner Ansicht nach dann, wenn diese "Kunst" ohne Kennzeichnung und ohne Trennung von 100% menschlicher Kunst existiert.

Eine no-AI Künstlerin, die sich jahrzehntelang fortgebildet und einen eigenen Stil entwickelt hat sollte beim Kampf um die für die Vermarktung notwendige Aufmerksamkeit nicht gegen eine Flut von KI-generierten Werken ankämpfen müssen. 1/2

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Spirals Ransomware: From First Foothold to Full Encryption in Under 24 Hours
#CyberSecurity
securebulletin.com/spirals-ran…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Citrix Patches Privilege Escalation Flaw That Hands Standard Users Full SYSTEM Control
#CyberSecurity
securebulletin.com/citrix-patc…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Hugging Face Breach Reveals a New Front: AI Agents Attacking, AI Agents Defending
#CyberSecurity
securebulletin.com/hugging-fac…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Inside NadMesh: The Shodan-Powered Botnet Hunting Exposed AI Servers
#CyberSecurity
securebulletin.com/inside-nadm…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Here some pictures from today's #fsfe25 including @floriansnow @ber @Tobias & @martandr and others.

So many great moments and did not have that much time to take many pictures.

There will be more from others, including the @fsfe 's great photographer @nicorikken .

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The great Italian @fsfe band at #FSFE25 on the way to the evening get-together posing in front of the technology museum in Kroków.
Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Plaza Primero de Mayo, sábado, 25 de julio, 14:00 GMT-3 Nos encontramos en una nueva Asamblea de vivienda porque este ajuste NO SE AGUANTA MÁS!! Y sabemos que la unica salida es colectiva. [strong]NI UNX PIBX SIN TECHO[/strong] Basta de discriminar a las infancias en los alquileres [strong] Ni UNX MENOS SIN VIVIENDA[/strong] Solución habitacional por violencia de género YA! [strong]NI UNX LABURANTE EN LA CALLE[/strong] Solidaridad con lxs despedidxs. Podemos ayudarles! ✊🏽 [strong]¡NO A LOS
Lug 25
Asamblea de vivienda
Sab 19:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Nos encontramos en una nueva Asamblea de vivienda porque este ajuste NO SE AGUANTA MÁS!! Y sabemos que la unica salida es colectiva.

NI UNX PIBX SIN TECHO
Basta de discriminar a las infancias en los alquileres

Ni UNX MENOS SIN VIVIENDA
Solución habitacional por violencia de género YA!

NI UNX LABURANTE EN LA CALLE
Solidaridad con lxs despedidxs. Podemos ayudarles!

✊🏽 ¡NO A LOS DESALOJOS! Si estás atravesando una situación de desalojo, vení para que te hagamos entre todxs el aguante, y llevarte herramientas para zafar la urgencia, mientras se organiza la resistencia.

🙋🏿‍♂️🙋🏽Acordate que por urgencias o comentarnos tu situación podés contactarnos al 11.2532.6567, pero la posta pasa acá en la Asambleas de vivienda. Te esperamos!

Si no tenés problemas de vivienda pero querés venir a dar una mano, más que bienvenidx!

Fuente: instagram.com/p/DI0y7orui3h/

The Privacy Post reshared this.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

La Urpila, Villa de Las Rosas, San Javier, Córdoba (Traslasierra), sábado, 1 de agosto, 14:00 GMT-3 ## ¿Cuándo y dónde? - Son 3 sábados de encuentros de 4 hs: 9/5, 23/5 y 6/6 - En el horario de 14 a 18 - En La Urpila (Villa de las Rosas) - Inscripciones: pedí el enlace a traslahack@proton.me o accedé directamente a [url=https://framaforms.org/inscripcion-al-taller-instensivo-de-seguridad-digital-de-traslahack-mayo-y-junio-1777247753]https://framaforms.org/inscripcion-al-taller-instensivo-
Ago 1
Taller de Cuidados Digitales de Traslahack
Sab 19:00 - 23:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

## ¿Cuándo y dónde?

- Son 3 sábados de encuentros de 4 hs: 9/5, 23/5 y 6/6

- En el horario de 14 a 18

- En La Urpila (Villa de las Rosas)

- Inscripciones: pedí el enlace a traslahack@proton.me

o accedé directamente a framaforms.org/inscripcion-al-…

- Más info o preguntas frecuentes: traslahack.sutty.nl/2026/05/04…

- Otras dudas? Podés escribirnos a traslahack@proton.me o al 3544 307339

The Privacy Post reshared this.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Parque Saavedra, sábado, 25 de julio, 16:00 GMT-3 [h2]Ocurre todos los sabados a las 16hs. En caso de lluvia se mueve al bar Atilano[/h2][h1] Somos la Asamblea Interbarrial Pqe Saavedra[/h1] La asamblea vuelve a surgir en diciembre del 2020 con la asuncion de este gobierno, pero se origino en el 2001 y resurgio en otros momentos importantes del barrio, por ejemplo en 2018 cuando se intento hacer un falso entubamiento del arroyo maldonado, conflicto que ganaron lxs vecinxs via asamblea y moviliz
Lug 25
Asamblea Parque Saavedra
Sab 21:00 - 23:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Ocurre todos los sabados a las 16hs. En caso de lluvia se mueve al bar Atilano


Somos la Asamblea Interbarrial Pqe Saavedra

La asamblea vuelve a surgir en diciembre del 2020 con la asuncion de este gobierno, pero se origino en el 2001 y resurgio en otros momentos importantes del barrio, por ejemplo en 2018 cuando se intento hacer un falso entubamiento del arroyo maldonado, conflicto que ganaron lxs vecinxs via asamblea y movilizacion .

Nos juntamos todos los domingos a hablar y resolver cuestiones de coyuntura nacional, internacional y especificos del barrio. Tambien hacemos ciclos de cine debate en el parque, futbol y un monton de actividades mas. Una vez por mes tenemos asamblea debate.

Te esperamos con tus manos e ideas

podes encontrarnos por instagram en instagram.com/asamblea.parques…
o entrar a nuestro grupo de whatsapp: chat.whatsapp.com/C3esxV0WGSDH…

The Privacy Post reshared this.