Il rapporto INVALSI 2026 offre una fotografia complessa e a due velocità del nostro sistema scolastico, fornendo un quadro aggiornato sullo stato di salute degli apprendimenti dalle elementari alle superiori.
Tra le notizie più confortanti spicca la storica riduzione della dispersione scolastica, sia nell'abbandono precoce sia in quella forma invisibile di studenti che arrivano al diploma senza competenze adeguate, unita a un incoraggiante segnale di ripresa del Mezzogiorno che accorcia le distanze con il Nord.
L'altro lato della medaglia mostra come la scuola primaria continui a portare i segni della cappa pandemica, registrando forti fragilità nelle competenze logico-matematiche di base e nella comprensione della lettura tra i più piccoli.
E il Liceo Classico come se la passa?
Mettendo a confronto i diversi percorsi delle superiori, il Liceo Classico si conferma un'eccellenza assoluta nella padronanza dell'italiano e delle lingue straniere, ma soffre un ritardo strutturale in matematica rispetto allo Scientifico e ai migliori Tecnici, pur posizionandosi nettamente al di sopra degli "altri licei" come Scienze Umane o Artistico; resta purtroppo profondo e inalterato il baratro con gli Istituti Professionali, dove le carenze nelle materie base riflettono un marcato divario sociale prima ancora che educativo.
In generale, i dati #INVALSI2026 dimostrano che se da un lato gli investimenti mirati stanno finalmente funzionando per arginare l'abbandono e risollevare le aree più fragili del Paese, dall'altro la scuola italiana fa ancora fatica a essere un vero ascensore sociale, continuando a premiare chi parte da contesti avvantaggiati e lasciando indietro chi avrebbe più bisogno di competenze solide fin dai primi anni di studio.
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Andre123
in reply to contributopia • • •Lettera dura eh... ha ragione. Ma qui si parla di un gioco. Va considerato anche questo. Che poi dia fastidio che per un gioco girino miliardi e che per un gioco si appassionino in tantissimi, mentre per cose più serie no, son d'accordo.
Ma rimane un gioco. E un gioco è costruito per divertire (divertere) appunto ... e proprio per quello unisce tanti.
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contributopia
in reply to Andre123 • • •Sì è vero, il calcio è un gioco costruto per divertire e i due scrittori si divertono e ci divertono nel commentarlo, da lettore mi è proprio piaciuto questo scambio epistolare.
Ecco come comincia l'articolo di Caparrós:
" Purtroppo, Granjuán, a volte la giustizia è giusta. Proprio oggi lo è stata, capricciosa com’è, e la squadra che ha cercato di giocare per tutta la partita ha finito, curiosamente, per vincerla. E l’altra, quella che non ha tirato nemmeno una volta — nemmeno una volta — in porta, l’ha persa: capricci del destino." 😃
Ma il suo giudizio sul tifo nazionalistico rimane severo, qui il testo nell'immagine e la traduzione poi nell'ALT
#letture #Argentina #nazionalismi #fútbol
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Andre123
in reply to contributopia • • •Diciamo che nello scritto in foto più o meno arrivano alle mie conclusioni. Proprio perchè avulso da ogni scelta importante, proprio perché tutti possono esultare (dal carnefice alla vittima), proprio perché è un gioco... per quello funziona.
Inutile aggiungere che qualsivoglia scelta impegnativa : (a) richiede impegno da parte di chi ,per scegliere , deve decidere , magari su cose molto delicate (b) divide, il più delle volte : anche quando pare ovvio che a tutti o quasi convenga star dalla stessa parte.
Di qui il fatto che schierarsi contro un regime è infinitamente meno popolare che tifare per la nazionale .
Da una parte impegno e lotta, dall'altro svago senza nessun impegno.
Indoviniamo che cosa fra le due opzioni stravince facile facile sempre (salvo fortuite eccezioni storiche ) ?
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