Il Totocalcio è nato nel 1946 per "salvare lo sport italiano".
Dopo la guerra, il giornalista Massimo Della Pergola ebbe un'intuizione geniale: la schedina con 12 partite e i simboli 1, X, 2. Obiettivo riorganizzare lo sport e raccogliere fondi per il CONI e la Federcalcio.
Il primo tentativo fu domenica 5 maggio 1946. Stampate 5 milioni di schedine, ne vennero giocate solo 34.000. Un flop! Ma la svolta avvenne nel 1948: il gioco divenne una "mania" nazionale e (in seguito ad un’accesa battaglia legale) fu nazionalizzato dal CONI, cambiando nome in Totocalcio.
I fondi raccolti permisero di organizzare le Olimpiadi di Cortina '56 e Roma '60.
I 4 fondatori originali (tra cui Della Pergola) non ricevettero nulla dopo la nazionalizzazione, ma la loro idea ha fatto sognare milioni di italiani per decenni, passando dal "12" al famoso "13".
Un documentario di Rai Storia "1963, Caccia al tredici", parte dal giorno della prima schedina, ricostruendone la storia attraverso una lunga intervista a Massimo Della Pergola
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@storiaweb Un modulo di scommesse sportive d'epoca "Totocalcio", datato 27-10-68, con una colorazione verde. L'intestazione riporta il numero "8", il logo "COMITATO OLIMPICO NAZIONALE ITALIANO", il titolo "Totocalcio", il sottotitolo "«AL SERVIZIO DELLO SPORT»" e la frase "OVOMALTINA dà forza!". Una tabella centrale elenca 13 partite di calcio, tra cui "Fiorentina - Milan", "Inter - Cagliari" e "Juventus - Bologna", con colonne contenenti segni scritti a mano in viola come "1" e "X". Il piè di pagina presenta le scritte "la Birra PERONI augura un bel 13!" e "Sportivi! Brindate alla fortuna con Birra PERONI". Sul lato destro è presente la scritta verticale "SCHEDA PER 2+4 COLONNE".
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