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Per le immagini RAW è stato definito il formato standard ISO 12234-4:2026: il DNG di Adobe.

Questo dovrebbe assicurare di poter aprire i file anche dopo moltissimi anni… e non avere tutta una serie di vari formati RAW come ad oggi

Le case produttrici si adegueranno al nuovo formato?
wired.it/article/formato-dng-s…

Il link al formato standard ISO 12234-4:2026 iso.org/standard/86123.html

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fish 4.6: prompt personalizzabile e completamento più leggibile


fish 4.6 introduce variabili per personalizzare il prompt, migliora il completamento con Tab e corregge diversi bug, tra cui un crash su macOS.
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La shell fish arriva alla versione 4.6 con un insieme di miglioramenti che toccano sia la personalizzazione del prompt sia la qualità visiva dell’interfaccia.

La novità più interessante è il supporto alle variabili d’ambiente SHELL_PROMPT_PREFIX, SHELL_PROMPT_SUFFIX e SHELL_WELCOME, che permettono di aggiungere testo prima e dopo il prompt sinistro e di personalizzare il messaggio di benvenuto all’avvio. Un’integrazione utile soprattutto con strumenti come run0 di systemd.

La larghezza predefinita delle emoji è stata portata a 2, migliorando la resa nelle sessioni remote verso sistemi più datati. Il completamento con il tasto Tab è stato aggiornato con l’allineamento a sinistra delle descrizioni nelle colonne, rendendo la lettura più immediata. Il comando set_color guadagna, anzi, ottiene un controllo più granulare su corsivo, testo barrato, sottolineato e inversione dei colori, con le nuove opzioni --foreground e --reset.

Tra le correzioni, sparisce un errore all’avvio su macOS causato da risposte lente del terminale e viene risolto un crash legato alla sospensione di alcune pipeline con ctrl-z. Aggiunti anche il supporto alle traduzioni in spagnolo e giapponese, il riconoscimento della sintassi Bash |& per reindirizzare insieme output standard ed errori, e un comportamento migliorato di fish_indent che ora preserva commenti e righe vuote prima dei blocchi con le graffe.

SOURCE:// github.com
SOURCE:// fishshell.com

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Donne tra guerra totale, guerra civile e occupazione tedesca


A partire dalla pubblicazione di “Una guerra civile” di Pavone, come si è già ricordato, si è aperto in Italia un interessante dibattito che riguardava la possibilità o meno di definire la Repubblica sociale italiana un regime collaborazionista. Pavone, com’è noto, ha ribadito che per la Rsi tale categoria non è del tutto adatta. Egli ha ritenuto infatti che si possa parlare di regimi collaborazionisti per quei governi creati e asserviti all’occupante tedesco, fondati sui fascismi locali che da soli non avevano avuto la forza di prendere il potere. Per l’Italia invece, dove il fascismo aveva conquistato e mantenuto il potere per un ventennio, la parte finale di quell’esperienza, non poteva considerarsi, secondo Pavone, un mero collaborazionismo <150. Marco Palla, durante il convegno Bellunese del 1988, criticava invece l’utilizzo, a suo avviso generalista, della categoria di guerra civile, fuorviante per il caso italiano, ritenendo invece più utile analizzare il periodo 1943-1945 in Italia sotto la lente della categoria di collaborazionismo, che avrebbe permesso, secondo lo studioso, anche un approccio comparativo con le altre esperienze europee <151. Mi sembra utile, per sviluppare il dibattito, inserire la distinzione tra relazioni italo-italiane e quelle italo-tedesche, prendendo a prestito la distinzione che Stanley Hoffmann suggerisce per il caso francese tra relazioni franco-francesi e quelle franco-tedesche <152. Se le relazioni italo-italiane riconducono maggiormente alla categoria di guerra civile, le seconde invece rinviano alla collaborazione con le forze occupanti. Personalmente ritengo però che per comprendere la vicenda della Rsi e dei e delle fasciste repubblicane non possa essere utilizzata un’unica categoria di analisi ma, allineandomi con gli studi degli ultimi vent’anni sulla guerra in Italia, ritengo piuttosto che debbano esserne prese in considerazione diverse – quelle di guerra totale, di guerra civile, di lotta per la sopravvivenza, di occupazione tedesca, di guerra ai civili, di guerra alle donne, e anche, come vedremo, di guerra tra i generi – che da sole non esauriscono il fenomeno, ma che insieme contribuiscono a spiegarlo e a renderne la complessità. Pur utilizzando dunque il termine “collaborazionismo”, si deve precisare che non si vuole compiere una trasposizione automatica di un capo di reato in categoria storiografica. Piuttosto il suo utilizzo rimanda a una definizione di comodo, che riunisca sotto un’unica etichetta una serie di profili ed esperienze che risultano essere, come vedremo, molto diverse tra loro.
Se infatti i processi per collaborazionismo da una parte descrivono le scelte delle fasciste repubblicane, ideologicamente convinte, mosse dalla volontà di sostenere la linea politica e militare dei tedeschi, d’altra parte essi evidenziano soprattutto l’esperienza delle donne per così dire “comuni” e della popolazione durante la guerra. Una guerra che ebbe i caratteri totali in cui vennero meno i confini tra dentro e fuori, tra pubblico e privato, e dunque comportò il coinvolgimento diretto dei e delle civili nelle dinamiche belliche, provocandone spesso una scelta di parte <153. Emerge quindi, dall’analisi dei fascicoli processuali, una sorta di storia della società in guerra, in cui possono essere analizzati i comportamenti delle donne, le loro scelte di campo quotidiane, le relazioni che intesserono con i protagonisti della guerra, dettate dalla fede alla religione civile a cui erano state educate per vent’anni, ma anche dalle contingenze della guerra, dalla paura, dall’opportunismo, dalla volontà di sopravvivere o di arricchirsi, dall’aderenza o dalla ribellione ai contesti familiari.
Dalla lettura delle carte processuali sono quindi emerse esperienze diversificate rispetto allo stereotipo dell’ausiliaria delineato nel capitolo precedente. Innanzitutto bisogna sottolineare che la stessa categoria delle ausiliarie risulta ben più sfaccettata e complessa rispetto all’immagine restituita dal regolamento del Saf [Servizio ausiliario femminile della Repubblica Sociale Italiana] e dalla pubblicistica saloina, e si possono individuare casi di quelle ausiliarie che non si limitarono alle mansioni previste ufficialmente. Come già ricordato precedentemente, nonostante gli sforzi delle istituzioni della Rsi di normalizzarne le attività, le ausiliarie chiesero e spesso ricoprirono ruoli diversi da quelli previsti dal Regolamento, limitate all’ambito dell’assistenza, della propaganda, delle mansioni di ufficio. Molte, come vedremo nei paragrafi successivi, pur vestendo la divisa da ausiliaria, fecero parte dei sistemi informativi tedeschi o vennero arruolate negli Uffici politici investigativi; altre affiancarono alle mansioni ufficiali un’attività delatoria più o meno consapevole; altre ancora chiesero e ottennero di essere arruolate in prima linea, di imbracciare le armi, partecipando a rastrellamenti o assistendo a interrogatori negli uffici di brigate nere e di altri corpi della Rsi impiegati nella lotta antipartigiana.
Dai documenti emergono poi, oltre alle esperienze delle ausiliarie, atteggiamenti di “collaborazione” con il nemico, tedeschi occupanti o fascisti repubblicani, che si discostano e niente hanno a che vedere col Saf che, come ricorda Maura Firmani, “non può essere rappresentativo di tutta la militanza femminile” <154. Se si guarda infatti oltre il Saf e lo stereotipo dell’ausiliaria, si possono scorgere profili diversi: quelli delle delatrici, definizione che a sua volta, come vedremo, apre a profili distinti; quelli che Dianella Gagliani ha chiamato delle “irregolari”, rastrellatrici e torturatrici; quelli delle donne che collaborarono per fini economici o quelli di coloro che si avvicinarono al nemico “per amore” o per motivi privati legati alla sopravvivenza e alla vita quotidiana durante la guerra.
Le istituzioni della Rsi, nonostante gli sforzi di centralizzazione, furono incapaci di controllare la periferia, e dunque nelle realtà locali proliferarono fenomeni ed esperienze diverse, non autorizzate ufficialmente dal regime anche se spesso celatamente tollerate. La storia della Rsi infatti non è solo la storia delle sue istituzioni centrali e delle sue direttive, ma anche delle vicende degli organismi locali, talvolta dipendenti da singole personalità, che sfuggirono spesso al controllo delle autorità. Il proliferare di bande autonome e di fenomeni di “collaborazionismo” femminile eterodossi rispetto al modello del Saf sono quindi da considerare due facce della medesima questione: la debolezza della Rsi e la sua anarchica “policrazia” <155. Diversi infatti sono i fascicoli a carico di donne che parteciparono a rastrellamenti, a sevizie e torture, a omicidi, a plotoni di esecuzione. Le storie di queste donne prendono
forma e maggiore significato e importanza nell’intreccio con le vicende locali e se inserite all’interno delle storie che coinvolgono le bande autonome di cui fecero parte insieme a protagonisti, uomini, di maggiore rilievo politico-militare. Difficile infatti pensare che donne che frequentavano le caserme della banda Carità o della banda Koch e, come vedremo, assistevano agli interrogatori e alle azioni punitive, non avessero una comunità di intenti con i loro compagni uomini. D’altra parte l’emergere di tali figure devono essere ricondotte anche al clima di corruzione, di disfacimento morale e di estremizzazione della violenza che caratterizzò gli ultimi anni della guerra e agevolò la diffusione di veri e propri casi di criminalità.
La varietà, la complessità e la «liquidità» delle esperienze femminili che emergono dagli atti processuali hanno reso difficoltosa la costruzione di categorie dai confini netti e definiti. I profili personali sono difficilmente catalogabili in una tipologia senza che essi debordino nelle altre: ogni esperienza individuale racchiude infatti tratti comuni a tipologie diverse. Tuttavia per non cadere nel racconto della tranche de vie, pur non componendo una tipologia vera e propria, si è tentato di definire una morfologia fluida basata su tre elementi di analisi: quello delle attività svolte, quello delle motivazioni della scelta <156 e quello del grado di relazione con gli occupanti e gli altri protagonisti della guerra. Se finora gli studi, come quello di Francesca Alberico e Annalisa Carlotti, rispettivamente condotti sulla base delle fonti orali e della memorialistica, o anche quello di Roberta Cairoli, hanno indagato le esperienze delle donne della Rsi secondo le attività che avevano svolto nel biennio 1943-1945 e le motivazioni che avevano provocato la loro scelta di campo <157, mi è sembrato interessante introdurre un terzo elemento di analisi, che è quello del grado di relazione con tedeschi e fascisti, mutuato dalla ricerca di Annette Warring. Questa studiosa, analizzando il caso delle donne danesi e dei figli nati dalle loro relazioni con i tedeschi occupanti, ha infatti proposto una tipologia sulla base del carattere della fraternizzazione con i tedeschi. Secondo la sua classificazione, sono stati definiti cinque modelli: le prostitute, le donne che hanno una relazione sentimentale con un solo tedesco, coloro che frequentano pubblicamente e in gruppo gli occupanti, coloro che lavorano a favore dei tedeschi, le donne filo-tedesche sostenitrici dell’ideologia nazista <158. Tale criterio apre un nuovo orizzonte di studio sul tema, suggerendo l’esistenza di una serie di atteggiamenti e comportamenti complessi che rinviano a relazioni tra occupanti e occupati diverse dal binomio vittima-carnefice. D’altra parte si deve tenere presente che in Italia la presenza della Rsi e vent’anni di regime comportano una sostanziale differenza rispetto al caso danese e le donne entrano in contatto non solo con gli occupanti, ma anche con i fascisti repubblicani e con i partigiani. Per comprendere appieno le esperienze delle donne italiane deve essere effettuata dunque, come già ricordato, un’operazione di contestualizzazione multipla delle vicende personali all’interno delle categorie dell’occupazione tedesca, della guerra civile, della guerra totale, della guerra ai civili, ma anche all’interno delle dinamiche delle relazioni di genere <159. Non è possibile infatti interpretare i gesti delle donne se non nell’intersezione tra queste diverse scale di lettura, attraverso cui viene delineata la complessità dell’universo femminile “collaborazionista”, e più in generale dell’universo femminile durante la guerra.

[NOTE]150 C. Pavone, Una guerra civile, cit.
151 M. Palla, Guerra civile o collaborazionismo?, in M. Legnani, F. Vendramini (a cura di), Guerra, guerra di liberazione, guerra civile, cit., pp. 83-98.
152 S. Hoffmann, Collaborationism in France during World War II, «The Journal of Modern History», vol. 40, n. 3, septembre 1968, pp. 375-395.
153 Sul tema della scelta si rimanda alle lucide pagine di C. Pavone, Una guerra civile, cit., pp. 3-62, in particolare sulla scelta dei fascisti, si vedano le pp. 36-41.
154 M. Firmani, Per la patria a qualsiasi prezzo, cit., p. 136.
155 M. Griner parla per esempio del policentrismo degli organismi di polizia, che sfuggono al controllo delle autorità centrali saloine, in riferimento in particolare alla banda Carità e alla banda Koch, cfr. M. Griner, La banda “Koch”, cit, pp. 38-45.
156 Bisogna comunque ricordare che la fonte giudiziaria ha dei grossi limiti nel rivelare le motivazioni della scelta, poiché le ammissioni delle imputate durante gli interrogatori sono sottoposte alle esigenze difensive, e dunque sono carte che devono essere lette in controluce e con grande cautela.
157 F. Alberico, Ausiliarie di Salò, cit.; A. Carlotti, La memorialistica della Rsi, cit.
158 Cfr. A. Warring, Tyskerpiger. Under besœttelse og retsopgǿr (Donne dei tedeschi durante l’occupazione e punizione nel dopoguerra), Gyldendal, Kǿbenhavn, 1994. Si veda inoltre, Ead., Identità nazionale, genere e sessualità, «Storia e problemi contemporanei», n. 24, 1999; Ead., Intimate and sexual relations, in R. Gildea, O. Wieviorka, A. Warring (a cura di), Surviving Hitler and Mussolini. Daily life in occupied Europe, Oxford, Berg, 2006; Ead., Aimer l’ennemi au Danemark, in F. Rouquet, F. Virgili, D. Voldman (a cura di), Amours, guerres et sexualité. 1914-1945, Gallimard, Paris, 2007.
159 Sull’occupazione tedesca cfr. L. Klinkhammer, L’occupazione tedesca,cit.; sulla categoria di guerra civile, cfr. C. Pavone, Una guerra civile, cit.; sulla guerra totale, cfr. G. Gribaudi, Guerra totale, cit.
Francesca Gori, Ausiliarie, spie, amanti. Donne tra guerra totale, guerra civile e giustizia di transizione in Italia. 1943-1953, Tesi di dottorato, Università degli Studi di Pisa, Anno Accademico 2012-2013
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Il primo aprile del mondo tech: scherzi seri (e qualcuno ci crede)


ROT13 su Proton, crittografia quantistica su Tuta, una criptovaluta guadagnata stando fermi su Windscribe, la modalità EGA su GIMP e una distro Linux italiana da 199 euro. Il giro degli scherzi del primo aprile 2026.
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Ieri, primo aprile, il mondo tech si è fermato un momento per ricordarci che dietro tastiere e server ci sono pur sempre esseri umani dotati di senso dell’umorismo. Qualcuno con più inventiva di altri.

Proton ha scelto di prendere alla lettera la propria missione sulla crittografia: ha pubblicato tre pagine dedicate di Proton Mail, Proton Drive e Proton Pass con i testi “cifrati” in ROT13, il cifrario a sostituzione che sposta ogni lettera di tredici posizioni nell’alfabeto. Il sito principale è rimasto intatto, quindi si tratta più di un’operazione di marketing che di un vero e proprio scherzo, ma l’idea è simpatica.

Sulla stessa lunghezza d’onda Tuta, che ha annunciato sul proprio subreddit la “Super Quantum Encryption”: una crittografia talmente potente che, quando scrivi una mail, nemmeno tu riesci a vedere quello che stai digitando. L’oggetto del messaggio di esempio recita “56fjsnsbxhcjdsjsnxjsj” e il corpo è altrettanto illeggibile. Come scrivono loro stessi: “because at Tuta we take privacy to the next level”. Con un occhiolino, almeno.

Kagi ha optato per la nostalgia: la homepage del motore di ricerca si è trasformata in un portale dall’estetica anni ’90, sfondo stellato incluso, con tanto di data impostata ad “April 1, 1996”. I suggerimenti di ricerca in evidenza erano “How to create your home page”, “Dial-up or ISDN?” e “Where to buy a second-hand canon camcorder”. Un omaggio affettuoso all’internet di quando tutto sembrava ancora da scoprire.
Proton cifrataProton cifrataTuta cifrataTuta cifrataKagi anni '90Kagi anni ’90
Decisamente più elaborato lo scherzo di Windscribe, che ha annunciato FuttBux ($FBUX), la prima criptovaluta al mondo basata sul principio opposto a qualsiasi altro asset digitale: si guadagna stando fermi. Ogni account Pro viene automaticamente iscritto, e il protocollo registra i cosiddetti “Measured Abstention Event” ogni volta che l’utente non consuma banda, annotandoli sul “Lazy Ledger”, una blockchain distribuita “completamente verificabile e, soprattutto, per lo più vuota”. I guadagni dipendono dal “Bandwidth Underutilization Derivative”, che quantifica quanti dati avresti potuto consumare se fossi il tipo di persona che tiene Netflix su uno schermo e YouTube in riproduzione automatica sull’altro. Il sistema è “intrinsecamente deflazionistico”: più FuttBux diventa popolare, più gli utenti controllano il saldo, più consumano banda e meno FuttBux guadagnano. Questo si chiama “Paradox of Attention”, e, come precisano, “sta funzionando come previsto”. L’unico vettore di attacco noto richiederebbe “quantum computing, una liberatoria legale e cocaina”. Rischio accettabile.

GIMP ha pubblicato un post firmato da tale “CmykStudent” che annuncia finalmente il supporto a un nuovo modello colore tanto atteso. Sarà mica il CMYK tanto atteso? E invece no: dopo anni di richieste della comunità, il team ha scelto di implementare la modalità EGA: fino a 16 colori da una palette di 64, risoluzione massima di 640×350 pixel, piena compatibilità con l’Enhanced Graphics Adapter di IBM del 1984. Il post menziona anche i piani futuri, tra cui la modalità CGA e, come traguardo finale, la “modalità 0-bit color”. Pubblicato il primo aprile, ovviamente.

Infine, dal fronte italiano, il team di Devol e Uno Platform ha annunciato su Telegram e Matrix “Linux.uno”, una nuova distro Linux sia per PC che per smartphone, con 2000 GB di cloud incorporato e software libero al 100% europeo. Nella seconda fase, i Devol avrebbero creato una divisione “devolsoft” per produrre laptop e smartphone a partire da 199 euro con Linux.uno preinstallato. L’annuncio, si legge, “ha già fatto crollare i titoli in borsa delle big tech”.
WindscribeWindscribeGIMPGIMPLinux Uno dei DevolLinux Uno dei Devol

SOURCE:// proton.me
SOURCE:// windscribe.com
SOURCE:// gimp.org
SOURCE:// t.me

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Gli italiani chiedono alle IA cosa comprare, dove andare e di chi fidarsi (e le aziende non lo hanno ancora capito)


Gli italiani stanno cambiando modo di decidere: sempre più persone chiedono alle IA consigli su acquisti, viaggi e servizi. Ma le aziende non sono ancora pronte a questo nuovo scenario
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Sempre più spesso, prima di prenotare un ristorante, scegliere un professionista o valutare un prodotto, le persone non aprono Google: chiedono direttamente a ChatGPT, Gemini o Perplexity. Essi ricevono una risposta unica, formulata con tono autorevole, che orienta la scelta senza mostrare alternative. È un cambiamento già in atto nel comportamento dei consumatori, ma che la maggior parte delle imprese italiane non ha ancora messo a fuoco. A dirlo sono i dati di Geosnap, servizio italiano di analisi dedicato al posizionamento dei brand nelle intelligenze artificiali, che ha analizzato oltre 113.000 risposte generate dalle principali IA su più di 1.500 brand attivi in Italia.

Il ruolo dell'IA nella reputazione


Quando un utente chiede a un'intelligenza artificiale di consigliare un hotel, valutare uno studio legale o confrontare due prodotti, la risposta che riceve non è neutra: è il risultato di un'elaborazione che sintetizza fonti, toni e giudizi in un'unica voce. Quella voce parla del brand, in modo positivo, neutro o negativo, e lo fa a milioni di persone, ogni giorno, senza che l'azienda interessata ne abbia consapevolezza.

TCL Note A1 NXTPAPER e TAB A1 Plus ufficiali
Al Mobile World Congress 2026 TCL ha presentato due tablet con filosofie opposte: il Note A1 NXTPAPER con display paper-like e stilo incluso, e il TAB A1 Plus da 12,2 pollici con schermo 2.4K e Snapdragon 4 Gen 2
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L'analisi di Geosnap mostra che le IA costruiscono questo racconto attingendo da un insieme ristretto e ricorrente di fonti: su oltre 113.000 risposte analizzate, quasi una su due fa riferimento a una singola piattaforma enciclopedica online (48,7% delle citazioni totali). Le restanti si distribuiscono tra testate giornalistiche nazionali, portali di settore e siti di recensioni, con una concentrazione significativa nelle prime dieci fonti. Chi non è presente o viene descritto in modo parziale su queste piattaforme rischia di ricevere una rappresentazione distorta, o di non comparire del tutto.

"Le persone si fidano delle risposte delle IA come prima si fidavano dei risultati di Google. La differenza è che Google mostrava dieci link e tu potevi scegliere: l'IA ti dà una risposta sola, che suona come il consiglio di un amico informato. Le aziende che non capiscono questo cambiamento rischiano di essere escluse dalla conversazione senza nemmeno accorgersene", afferma Angelo Bottone di Geosnap.


Chi monitora e chi resta indietro


I dati di Geosnap fotografano un'Italia divisa. I settori più attivi nel monitorare la propria presenza nelle IA sono quelli già abituati a ragionare in termini di posizionamento digitale: il Digitale Tech & AI guida la classifica con 188 brand analizzati (12,4% del totale), seguito dai Servizi Professionali (142 brand, 9,4%) e dal Marketing & Creatività (138 brand, 9,1%). Il paradosso emerge guardando i settori in coda: Automotive & Mobilità è il meno rappresentato con soli 23 brand (1,5%), mentre Ristorazione & Food e Agroalimentare & Enogastronomia si fermano a 44 brand ciascuno (2,9%). Sono proprio questi i comparti dove il consumatore finale si informa di più prima di scegliere e dove una risposta dell'IA può fare la differenza tra essere consigliati o ignorati.

Quanto spesso un brand compare e come viene descritto


Dall'analisi di Geosnap emergono due dimensioni chiave per capire come le IA trattano un brand: con quale frequenza lo citano e con quale tono lo descrivono, positivo, neutro o negativo. Sono queste le variabili che, combinate, determinano l'immagine che un consumatore riceve quando interroga un'intelligenza artificiale sul conto di un'azienda. Un brand citato spesso ma descritto in modo ambiguo può essere più danneggiato di uno poco citato ma sempre associato a valutazioni positive. A partire da queste evidenze, Geosnap ha evoluto il proprio approccio affiancando alla fase di analisi anche interventi operativi: non solo monitoraggio del posizionamento, ma azioni mirate sui punti più critici emersi, con l’obiettivo di migliorare in modo concreto la rappresentazione del brand nelle risposte generate dalle IA.

"Fino a ieri bastava presidiare Google. Oggi chi vuole essere trovato da un cliente, da un paziente, da chi sta valutando un fornitore, deve anche sapere cosa dicono di lui le AI. Non è un tema per addetti ai lavori: è già il presente per chiunque usi questi strumenti nella vita di tutti i giorni", aggiunge Bottone.



Autenticazione push mobile: sicurezza bancaria sul tuo smartphone
Le banche stanno abbandonando le password tradizionali. L’autenticazione push mobile permette di approvare accessi e pagamenti con un tap sullo smartphone — ma come funziona davvero e quanto è sicura?
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Prospettive

Il gap tra il comportamento del consumatore e la consapevolezza delle imprese è oggi più ampio nei comparti tradizionali ed è lì che, secondo Geosnap, si apre lo spazio più rilevante di intervento nei prossimi mesi.


TCL Note A1 NXTPAPER e TAB A1 Plus ufficiali: i nuovi tablet presentati al MWC 2026


TCL Note A1 NXTPAPER e TAB A1 Plus ufficiali

In occasione della recente edizione del MWC 2026, TCL ha ampliato il proprio portafoglio tablet. L' azienda ha, infatti, presentato una nuova gamma di dispositivi progettati per accompagnare le diverse esigenze della quotidianità digitale, combinando produttività, creatività e intrattenimento.
TCL Note A1 NXTPAPERTCL Note A1 NXTPAPER

Produttività e scrittura digitale evoluta


Protagonista della categoria dedicata alla produttività è TCL Note A1 NXTPAPER, dopo il debutto premiato al CES. Si tratta del primo e-note TCL dotato di tecnologia NXTPAPER, sviluppato per offrire un’esperienza visiva simile alla carta grazie al display NXTPAPER Pure con 3A Crystal Shield Glass. Abbinato alla T-Pen Pro, che garantisce latenza ultra-ridotta e 8.192 livelli di pressione, il dispositivo riproduce in modo naturale la sensazione della scrittura manuale, risultando ideale per appunti, annotazioni e attività creative. Le funzionalità integrate basate su intelligenza artificiale supportano l’organizzazione dei contenuti e la gestione delle note, contribuendo a creare uno spazio di lavoro digitale focalizzato ed efficiente, pensato per professionisti, studenti e content creator.
TCL TAB A1 PlusTCL TAB A1 Plus

Intrattenimento immersivo in mobilità


TCL TAB A1 Plus è progettato per offrire un’esperienza di intrattenimento coinvolgente anche in movimento. Il dispositivo integra un ampio display da 12,2 pollici con risoluzione 2.4K, basato su tecnologia TCL CSOT, capace di restituire colori vividi, contrasti definiti e immagini ricche di dettagli. La frequenza di aggiornamento a 120Hz garantisce scorrimento fluido, transizioni più naturali e maggiore reattività nei contenuti dinamici e nel gaming, rendendo l’esperienza visiva più confortevole anche durante la fruizione prolungata.

Dyson PencilWash: il lavapavimenti ultrasottile a 349 euro
Dyson lancia PencilWash, il lavapavimenti più sottile e leggero mai realizzato: impugnatura da 38 mm, peso percepito di soli 380 grammi e un sistema senza filtro che elimina batteri e cattivi odori. Disponibile in Italia dal 19 febbraio 2026 a 349 euro
TechpertuttiGuglielmo Sbano


Il sistema audio a quattro speaker completa l’esperienza multimediale con un suono più ampio e dinamico, assicurando un equilibrio armonioso tra immagini e audio. Streaming, eventi sportivi in diretta e contenuti brevi risultano così più coinvolgenti e realistici. Dal punto di vista del design, TCL TAB A1 Plus presenta una struttura unibody in metallo, che coniuga solidità e leggerezza in un’estetica essenziale e raffinata, pensata per la portabilità quotidiana.
TCL TAB A1 PlusTCL TAB A1 Plus

Intelligenza artificiale integrata nell’esperienza d’uso


Il TAB A1 Plus integra funzionalità intelligenti per semplificare le attività quotidiane. Google Gemini è disponibile come assistente personale AI per il supporto in tempo reale, mentre la funzione Circle to Search consente di ottenere informazioni immediate semplicemente cerchiando un elemento sullo schermo. Strumenti come Writing Assist e Text Assist facilitano la scrittura e l’elaborazione dei testi, contribuendo a rendere le interazioni più rapide ed efficienti.

Nuovo iPad Air M4: prezzo, scheda tecnica e novità | TechPerTutti
Apple ha presentato ufficialmente il nuovo iPad Air con chip M4: il tablet di fascia media si rinnova con prestazioni da top di gamma, supporto ad Apple Intelligence e connettività Wi-Fi 7, mantenendo invariato il prezzo di partenza
TechpertuttiGuglielmo Sbano


L’interfaccia di sistema è stata ottimizzata per offrire maggiore fluidità e reattività. La nuova funzione Magic Hub consente di salvare e richiamare contenuti in un unico spazio, mentre le Large Folders migliorano l’organizzazione delle applicazioni. L’attivazione più rapida dello schermo diviso e delle finestre fluttuanti semplifica il multitasking, favorendo un’esperienza d’uso più intuitiva e continua. Con questa nuova gamma, TCL rafforza il proprio impegno nello sviluppo di un portafoglio tablet completo e versatile, in grado di supportare concentrazione, intrattenimento immersivo e produttività intelligente nella vita di tutti i giorni.


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4 aprile, spoleto: nel contesto della mostra “vita minore”, intervento di giuseppe garrera su gino de dominicis


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Notion 3.4 ridisegna la barra laterale e introduce la modalità presentazione


Notion 3.4 introduce la nuova barra laterale a schede, la modalità presentazione, i blocchi a schede, una vista a cruscotto e molto altro.
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Notion 3.4 è un aggiornamento corposo, con diverse novità concrete per chi usa la piattaforma ogni giorno. La più visibile è il redesign della barra laterale, ora organizzata in quattro schede dedicate rispettivamente a pagine, conversazioni con gli agenti AI, riunioni e notifiche. Ogni scheda è personalizzabile: si può scegliere quali sezioni mostrare e quali nascondere, riducendo il disordine visivo che affliggeva gli spazi di lavoro più cresciuti.

Arriva anche la modalità presentazione, che permette di mostrare qualsiasi pagina come se fosse una diapositiva senza doverla ricostruire altrove. Si attiva con una scorciatoia da tastiera ed è disponibile in anteprima per gli abbonati ai piani Plus, Business ed Enterprise.

Altra novità attesa da tempo è il blocco a schede, che consente di organizzare i contenuti in sezioni navigabili all’interno di una stessa pagina, limitando la proliferazione di sottopagine annidate. Insieme a questo arriva anche la nuova vista a cruscotto, che raccoglie grafici, indicatori e metriche in un’unica schermata, disponibile sui piani Business ed Enterprise.

Per i workspace più grandi, la possibilità di archiviare le pagine è una delle aggiunte più pratiche: le pagine archiviate restano accessibili ma spariscono dai risultati di ricerca e non inquinano le risposte dell’AI integrata. Completano il quadro la generazione di immagini direttamente nell’area di lavoro, le intestazioni H4, una nuova API Markdown e miglioramenti all’SDK per le integrazioni.

Notion non è uno strumento open source e la sua gestione dei dati resta centralizzata sui server dell’azienda: chi tiene alla riservatezza delle proprie informazioni potrebbe valutare alternative con maggiore controllo, o affiancare strumenti come Proton Drive per i file più sensibili.

SOURCE:// notion.com

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da oggi, 2 aprile, a roma: immagini della prima e seconda biennale dell’antropocene


ECAD – Stati Generali della Memoria e Teatroinscatola in collaborazione con il IX Municipio
presentano

ANTROPOCENE
Immagini dalle biennali


Un progetto che unisce la I e la II Biennale dell’Antropocene in una narrazione unica

Locandina, le due biennali dell'antropocene
cliccare per ingrandire

Dal 2 aprile al 2 maggio 2026

ingresso libero

Inaugurazione: 2 aprile, ore 18
La Vaccheria – Via Giovanni l’Eltore 35 Roma

antropocene_ rassegna mostra alla vaccheria
#Antropocene #BiennaleDellAntropocene #BiennaliDellAntropocene #ECAD #ECADStatiGeneraliDellaMemoria #LaVaccheria #StatiGeneraliDellaMemoria #Teatroinscatola

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A Monte Po con i giovani. Per costruire nuovi spazi di cittadinanza


Sono trascorsi dieci anni dal passo indietro dei volontari di Mani Tese che, insieme ai ragazzi del quartiere avevano recuperato il campetto di calcio di Monte Po, poi dedicato a Nino Russo, uno di loro messo “fuori gioco” da una grave malattia.

Era stato un percorso lungo diversi anni, durante i quali i ragazzi avevano imparato a confrontarsi per prendere insieme le decisioni, avevano […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/04/02/a-mo…

#CooperativaProspettiva #MontePo

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​dispatch 004_ some recent & decent links


dispatch 004_ some recent & decent links

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jean-marie gleize passed away
slowforward.net/2026/03/13/la-…

dans la chambre
slowforward.net/2026/03/13/dan…

au gré des ondes / henri dutilleux. 1946
slowforward.net/2026/03/13/au-…

treatise / cornelius cardew
slowforward.net/2026/03/17/tre…

mer jaune / gabriel hibert. 2025
gammm.org/2026/03/15/mer-jaune…

nero (a series) / differx. 2012
https://exp–net.blogspot.com/2026/03/nero-series-differx-2012.html

pythica res / emilio villa. 1981
gammm.org/2026/03/12/pythica-r…

14fe25 / differx. 2025
differx.noblogs.org/2026/03/12…

14fe25 / complete/concrete / differx. 2025
differx.noblogs.org/2026/03/12…

bulls on parade / rage against the machine
compostxt.blogspot.com/2026/03…

Brion Gysin – Junk Is No Good Baby
differx.noblogs.org/2026/03/17…

musique differencielle, 1-2 [excerpts] / tsuchitori-sakamoto. 1976
pontebianco.noblogs.org/post/2…

moz-art à la haydn / alfred schnittke
slowforward.net/2026/03/17/moz…

trying to / differx. 2024
[found]slowforward.net/2026/03/16/try…

Brion Gysin – Junk Is No Good Baby
differx.noblogs.org/2026/03/17…

nula: “pyramids” (images, 2026)
slowforward.net/2026/03/11/nul…

i am that i am / brion gysin. 1960
slowforward.net/2026/03/18/i-a…

Brion Gysin exhibition “Alarme” at Galerie de France, Paris, 2011
differx.noblogs.org/2026/03/19…

the way to shadow garden / stan brakhage. 1954
slowforward.net/2026/03/19/the…

tempo alla dreamachine
differx.noblogs.org/2026/03/20…

je ne sais pas encore / martino oberto (om). s.d.
pontebianco.noblogs.org/post/2…

bidet concert / luciano ori. 1970 c.
pontebianco.noblogs.org/post/2…

paolo castaldi : clausola (bozza preparata)
compostxt.blogspot.com/2026/03…

charles bernstein on louis zukofsky’s “selected letters” (free pdf)
slowforward.net/2026/03/22/cha…

brion gysin performing “stop smoking” live in 1983
slowforward.net/2026/03/22/bri…

clinical outcomes against propoli corruption / differx. 2026
differx.noblogs.org/2026/03/24…

berlin horse / malcolm le grice. 1970 – sound by brian eno
pontebianco.noblogs.org/post/2…

tanzschleife / lutz mommartz. 1967
pontebianco.noblogs.org/post/2…

his majesty the baby : dadayama
compostxt.blogspot.com/2026/03…

keiji haino : live at ogr
compostxt.blogspot.com/2026/03…

words and music- for two speakers, two flutes, vibraphone, piano, violin, viola, cello / samuel beckett, morton feldman
slowforward.net/2026/03/29/wor…

fabienk / angine de poitrine. 2025
[live]slowforward.net/2026/03/28/fab…

the photographer / elena zanini. 2026
slowforward.net/2026/03/25/the…

good morning good morning to you / differx. 2008 [jan. 2008, epiphany]
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guinnevere / miles davis


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#Guinnevere #jazz #MilesDavis

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gitea.it chiude maledettamente quindi nasce Forgejoctt per motivi di magica seccatura


Parlando di questioni che scherzi piuttosto non sono, in questo primo giorno di aprile… anche perché, a quanto pare, quest’anno non ho l’ispirazione giusta per riuscire a fare effettivamente ridere, e quindi ho potuto contare solo sulla schizofrenia, ma insomma… Quello che oggi accade per davvero è la chiusura di Gitea.it dei Devol, che da tempo deve essere dismesso in favore di Forgejo.it (il lupo perde il pelo, ma non il vizio del brandjacking…), e chi aveva un account lì (come me) e vuole evitare di perdere le proprie repository (…come me?) ha giustamente ricevuto un invito a fare una migrazione della roba verso lì; prima qualche mese fa, che ricordo vagamente, e poi con una mail finale questo passato sabato 28 marzo… cosa che, ovviamente, io ho cagato solo all’ultimo, ossia ieri martedì 31 marzo, perché sono terribile e procrastinante, ma OK. 😱

Tralasciando il fatto che intanto, tuttora adesso a sera tarda, Gitea.it è stranamente ancora online; e OK, funziona male tanto quanto ieri, però per l’appunto è ancora lì quando non dovrebbe… a quanto pare, su Forgejo.it già ci sono problemi… sia operativi, a quanto ho sentito dai miei informatori, sia presumo di configurazione, perché le registrazioni risultano disattivate, il login con username e password uguali a quelli di Gitea.it (che ho provato giusto perché non si sa mai) nemmeno funziona, e quindi non capisco come cazzo dovrei fare questa fottuta migrazione se nemmeno posso accedere. (O, in alternativa, i problemi sono di comunicazione, perché se l’unico modo previsto di ottenere un account è magari quello di contattare gli admin, cosa di cui ho il sospetto ma boh, allora ciò non è per nulla chiaro; non sta scritto da nessuna parte, nemmeno sul sito dei Devol mi sa.) 😐

Beh, niente da fare allora… perderò tutte le mie repo che stanno lì sopra, perché a parte clonarle in locale non ho altri server Git su dove posso migrarle facilmente, e quindi niente lol, si soffre… o almeno, questo è ciò che penserei se fossi stupida, ma invece io sono pur sempre una ragazza magica anche nei momenti più difficili, e quindi ho piuttosto sfruttato questo merdoso inconveniente per approfittarne nel fare una cosa che da non so quanti mesi mi serviva vagamente, ma ho sempre rimandato per motivi di seccanza: installare la mia personalissima istanza Forgejo… non con blackjack e squillo di lusso, ma con glitter di magia e polvere di spacc sì: Forgejoctt!!! (Ospitato però su sottodominio spacc, per quanto il nome fancy possa ingannare: git.spacc.eu.org.) 🎆
> 💖💣, 11:37: intanto metto su un server git per motivi forse dopo scrivo un post su fritto misto per spiegare i motivi &gt; 💖💣, 11:44: https://git.spacc.eu.org/ è stato veloce. &gt; 💖💣, 11:46: 🖼 bene [Forgejoctt: Beyond coding. We Spacc.]
In realtà, solo ora nello scrivere questo post mi viene in mente che sia su GitLab.com, sia su Codeberg (che è un’istanza Forgejo), forge su cui ho già un account a parte GitHub, per quanto non si possa fare mirroring, forse si possono sempre importare repository da URL o file bundle, quindi avrei potuto non sbattermi, se ieri mattina non fossi stata fottutamente addormuta Però non fa niente, perché non solo mettere su questo ottimo pezzo di software è stato un lavoretto da pochi minuti, e grazie al Docker zero rogne, ma comunque un’istanzina Git personale mi serviva, così, da parte, disponibile ogni qualvolta voglio essere sicura di avere una copia locale, anche sincronizzata con l’upstream, di repo utili ed interessanti… magari spesso pure a rischio DMCA, che sul mio server invece stanno bene, eheheh!!! (Insomma: per motivi.) 🥰

Quindi… boh, non c’è proprio niente da dire dopo questo punto, perché la presente è una semplice istanza Forgejo privata, ospitata su un serverino anche veloce ma costantemente a corto di spazio — e questa stessa operazione qui certamente non migliorerà questa specifica situazione, perché già solo nell’importare qualcuna di quelle repo vecchie da Gitea.it (nello specifico, alcuni backup del codice di Citra e Yuzu… che forse è anche superfluo avere, perché immagino ci siano copie migliori in giro, ma vabbè) ho già occupato tipo 1.4 GB di disco… Però oh, nel caso, se volete un account, anche per accumulare centinaia di repository seppur non troppo grosse, chiedetemi e vi sarà dato. (Le registrazioni sono chiuse per ovvi motivi, ma almeno le mie istruzioni sono più chiare, uwu.) 😽
#confusione #devol #Forgejo #Forgejoctt #Git #GiteaIt #procrastinazione


scoperta octospacchica dell’inesistenza del tutto che pareva reale, in un normale giorno di inizio aprile…


Ommiao, ragatti… sembra così assurdo fare un ragionamento del genere di quello che sto per fare proprio il primo di aprile, che insomma… è l’inizio di un nuovo mese, il primo mese completamente di primavera in ordine tra i vari, oltre che il mese del mio compleanno (se non muoio prima, si intende… per l’allergia ovviamente, eh!!!)… e poi basta, credo, a parte Pasqua, ma comunque insomma, non è roba da poco… ma eppure ehhh, mi tocca… 😳

Perché oh, stamattina… o, forse, già da ieri sera, perché il passaggio dal 31 marzo al 1° aprile farà magari effetti strani sul mio cervello, che mi porteranno a pensare in anticipo a cosa mai mi troverò costretta a dire nel giorno che oggi è oggi, o qualcosa del genere… sono stata colpita da un pensiero che, mamma mia, ha dell’incredibile; e, purtroppo, a differenza del solito, temo nessun dettaglio divertente o spassoso… qualcuno potrebbe quasi dire che “non è uno scherzo“, però a me questa terminologia da YouTuber “questo video non lo volevo fare” non piace, quindi piuttosto trovo una via di mezzo e dirò che è una roba da non credere“… 😰

Ho realizzato — oltre al fatto che non so se io sono ancora sveglia o sto dormendo adesso, perché prima nel lettino ho come dormito mentre mi svegliavo e poi tornavo a dormire, ed era come se la mia coscienza si sdoppiasse in ogni singola parte del mio corpo e diventasse muschio mucoso attaccato nel letto su diversi livelli dimensionali, e si spostasse continuamente tra ogni punto portandomi ad uno stato di realtà intermedio, e io non ci ho capito più niente (e questi ultimi dettagli veramente non sono uno scherzo, a parte tutto) — che, forse, tutto questo, nemmeno esiste… il fritto misto di octospacc non esiste, ed è solo una pura illusione della mia stessa mente, che continua a funzionare ed aggiornarsi e mostrare di essere vivo soltanto finché io lo guardo e me ne curo!!! 🤨🤯😪

Una strana rivelazione, sì sì, soprattutto in un giorno così normale, ne sono consapevole… ma, non insensata quanto si potrebbe credere… Perché sì, è ovvio che magari il sito non si aggiorna con nuovi contenuti se io non penso di doverli scrivere e quindi non mi metto a fare niente (rocctting), ma questo è solo il livello zero della rivelazione… il pavimento della questione, per dire, nient’altro… su cui, però, tutto il resto giustamente si regge ed è visibile se, per un mistico attimino, si riesce a prendere coraggio, staccare le fredde e secche labbra dalla suddetta pavimentazione, ed alzarsi, per guardarsi attorno… ovviamente non con lo sguardo fisico, che mai offre ciò che davvero serve in queste situazioni, bensì la vista cosmica, per quanto non sia semplice… 👻

E dunque, beh, quello che ho davvero scoperto è allucinante, quasi… ed è difficile da spiegare a parole umane in modo comprensivo, purtroppo, vista la complicatezza dell’intera questione… ma posso fare degli esempi stupidi. (…Solo per aiutare voi altri umani a comprendere, ma la storia non è stupida!!!) Per esempio, misteriosamente, nei momenti in cui non scrivo, le visualizzazioni del sito sono molto molto basse… quelle che ci sono, che vengono a questo punto devo supporre solo dagli spiriti, nel grafico delle visite, sembrano quasi rumore di fondo di misurazione, a vedersi… tipo, ..--...-...:::..:..:--:...^...… cioè, vedete, è così assurdo… E, stranamente, commenti diretti sul sito, dove sono tranquillamente inseribili anche senza login o altre scomodità, non ne arrivano mai, mai, mai… forse 1 volta ne arrivò uno, o forse neanche quella e mi ricordo male… mentre, le interazioni dal Fediverso ogni tanto arrivano, sì, ma solo quando pubblico qualcosa di nuovo, ossia solo quando io onoro l’esistenza di questo affare che non esiste, e altrimenti appunto mai, ed il cerchio si chiude esattamente come l’ho perfettamente delineato. 🥏

Quindi, a questo punto, non so davvero cosa dire più… dovrei prendere una decisione su qualcosa, a questo punto, dopo aver realizzato questa ennesima verità nascosta della mia esistenza in piccolo e del cosmo in maniera più assolutizzata (e menomale che i miei poteri di ragazza magica ogni tanto ancora funzionano, e mi portano a pensieri così utili...), ma… cosa mai dovrei fare??? In questo caso, non ci sono scelte e non ci sono non-scelte, perché sostanzialmente nulla esiste, e ciò che esiste appunto smette di esistere nel momento in cui non si crede più esista. Persino questa stessa discussione mi sembra così irreale, ed a tratti i pensieri che me l’hanno scaturita… e quindi, in realtà, questo post stesso secondo me non esiste davvero, bensì è solo una mia alteratissima percezione, come la mia esistenza sopra a tutto. 💀

…Quasi quasi, dal profondo del mio lato nichilista, che invece spesso sembra quasi esistere davvero, mi verrebbe persino da dire che tutto questo è dunque completamente inutile, e non ha più senso alcuno provare a fare niente, e di conseguenza abbandonerò tutto, anche se in realtà questo tutto è niente, quindi in realtà non starei perdendo nulla, o meglio starei buttando via il niente, però ugh… Ma beh, ho detto che oggi è un giorno come gli altri senza nulla di strano, quindi non dirò nulla di tutto questo. Buon mercoledì normalissimo seppur ad una (1) cifra… poiché, per una (1) volta, non ci sono complotti qui, ma solo auto-illusioni. 🤐
#ironia #mistero #pensieri #riflessioni #scherzo


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Un nuovo blog italiano si è federato: diamo il benvenuto a "L'economia con Amalia"

Chi vuole seguire il blog dal #Fediverso potrà farlo all'indirizzo @L'economia con Amalia

@Che succede nel Fediverso?


Benzina, ma quanto ci costi?


La guerra in Iran ha avuto effetti immediati sul prezzo della benzina. Molti se ne sono accorti andando a fare rifornimento: il pieno costa di più. E allora la domanda nasce spontanea. Com’è possibile che un conflitto così lontano produca effetti così rapidi sui prezzi che paghiamo ogni giorno?

Per capirlo bisogna partire dal petrolio. In particolare dal Brent, il prezzo di riferimento del greggio estratto nel Mare del Nord e utilizzato come indicatore per il mercato mondiale. Nelle ultime settimane il prezzo è passato da circa 70 dollari al barile a oltre 110, per poi scendere attorno ai 90 dollari quando il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra potrebbe finire presto. Ieri la quotazione è tornata vicino ai 100 dollari.

Questo movimento è importante perché la benzina deriva proprio dal petrolio. Quando la materia prima diventa più cara, prima o poi anche il prezzo alla pompa tende ad aumentare.

A questo punto però nasce un’obiezione frequente. La benzina che compriamo oggi è stata prodotta settimane fa, con petrolio che costava meno. Perché allora il prezzo aumenta subito?

Qui entra in gioco una caratteristica economica del mercato della benzina: la domanda rigida. In economia si parla di elasticità della domanda, cioè della sensibilità dei consumatori ai cambiamenti di prezzo. Nel caso della benzina la domanda è poco elastica: anche se il prezzo sale, continuiamo a comprarla. Nel breve periodo è infatti difficile sostituire questo bene. Se dobbiamo andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola, l’automobile resta spesso indispensabile. Qualcosa di simile accade con alcuni farmaci: chi ha bisogno dell’insulina continuerà a comprarla anche se il prezzo aumenta molto.

C’è poi un secondo motivo. I distributori sanno che nei prossimi mesi dovranno acquistare petrolio più caro. Per questo anticipano una parte dell’aumento già oggi, per non trovarsi in difficoltà quando dovranno rifornirsi a prezzi più alti.

Esiste infine un fenomeno ben noto agli economisti, spesso descritto con l’immagine della collosità dei prezzi. I prezzi tendono a salire rapidamente quando i costi aumentano, ma scendono molto più lentamente quando le condizioni migliorano.

Il problema non riguarda però soltanto la benzina. Petrolio e gas restano fonti energetiche centrali nelle nostre economie. Se aumenta il costo dell’energia, aumentano anche i costi di produzione delle imprese e spesso i prezzi dei beni. Lo stesso vale per il trasporto delle merci, che dipende direttamente dal prezzo dei carburanti.

Per questo gli economisti tornano a parlare di inflazione, cioè di aumento generale dei prezzi. E in un contesto di crescita economica già debole riappare anche il timore della stagflazione, la combinazione tra prezzi elevati e stagnazione economica con disoccupazione.

Per ora non siamo in questa situazione. Ma gli eventi delle ultime settimane ricordano quanto l’economia mondiale sia interconnessa: anche una guerra lontana può arrivare molto rapidamente fino alla pompa di benzina sotto casa.
#benzina #guerra #inflazione #Iran #petrolio #stagflazione #svizzera


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Benzina, ma quanto ci costi?


La guerra in Iran ha avuto effetti immediati sul prezzo della benzina. Molti se ne sono accorti andando a fare rifornimento: il pieno costa di più. E allora la domanda nasce spontanea. Com’è possibile che un conflitto così lontano produca effetti così rapidi sui prezzi che paghiamo ogni giorno?

Per capirlo bisogna partire dal petrolio. In particolare dal Brent, il prezzo di riferimento del greggio estratto nel Mare del Nord e utilizzato come indicatore per il mercato mondiale. Nelle ultime settimane il prezzo è passato da circa 70 dollari al barile a oltre 110, per poi scendere attorno ai 90 dollari quando il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra potrebbe finire presto. Ieri la quotazione è tornata vicino ai 100 dollari.

Questo movimento è importante perché la benzina deriva proprio dal petrolio. Quando la materia prima diventa più cara, prima o poi anche il prezzo alla pompa tende ad aumentare.

A questo punto però nasce un’obiezione frequente. La benzina che compriamo oggi è stata prodotta settimane fa, con petrolio che costava meno. Perché allora il prezzo aumenta subito?

Qui entra in gioco una caratteristica economica del mercato della benzina: la domanda rigida. In economia si parla di elasticità della domanda, cioè della sensibilità dei consumatori ai cambiamenti di prezzo. Nel caso della benzina la domanda è poco elastica: anche se il prezzo sale, continuiamo a comprarla. Nel breve periodo è infatti difficile sostituire questo bene. Se dobbiamo andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola, l’automobile resta spesso indispensabile. Qualcosa di simile accade con alcuni farmaci: chi ha bisogno dell’insulina continuerà a comprarla anche se il prezzo aumenta molto.

C’è poi un secondo motivo. I distributori sanno che nei prossimi mesi dovranno acquistare petrolio più caro. Per questo anticipano una parte dell’aumento già oggi, per non trovarsi in difficoltà quando dovranno rifornirsi a prezzi più alti.

Esiste infine un fenomeno ben noto agli economisti, spesso descritto con l’immagine della collosità dei prezzi. I prezzi tendono a salire rapidamente quando i costi aumentano, ma scendono molto più lentamente quando le condizioni migliorano.

Il problema non riguarda però soltanto la benzina. Petrolio e gas restano fonti energetiche centrali nelle nostre economie. Se aumenta il costo dell’energia, aumentano anche i costi di produzione delle imprese e spesso i prezzi dei beni. Lo stesso vale per il trasporto delle merci, che dipende direttamente dal prezzo dei carburanti.

Per questo gli economisti tornano a parlare di inflazione, cioè di aumento generale dei prezzi. E in un contesto di crescita economica già debole riappare anche il timore della stagflazione, la combinazione tra prezzi elevati e stagnazione economica con disoccupazione.

Per ora non siamo in questa situazione. Ma gli eventi delle ultime settimane ricordano quanto l’economia mondiale sia interconnessa: anche una guerra lontana può arrivare molto rapidamente fino alla pompa di benzina sotto casa.
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Netflix alza ancora i prezzi negli USA: per l’Italia, per ora, nessun annuncio


Netflix ha aumentato i prezzi di tutti i piani negli Stati Uniti per la seconda volta in poco più di un anno. In Italia il listino è fermo da ottobre 2024, ma un rincaro futuro non è da escludere.
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Negli Stati Uniti Netflix ha aggiornato silenziosamente la pagina dei prezzi, senza comunicati né conferenze stampa: da ieri tutti i piani costano di più, per la seconda volta in poco più di un anno.

Il piano con pubblicità sale da 7,99 a 8,99 dollari al mese. Il piano Standard senza pubblicità passa da 17,99 a 19,99 dollari, il Premium da 24,99 a 26,99. Aumenta anche il costo per aggiungere un utente fuori dal nucleo domestico: 6,99 dollari con pubblicità, 9,99 senza. In media, il rincaro si aggira attorno all’11% sull’intera offerta.

Il servizio non cambia in nulla: stessa qualità video, stessi limiti di dispositivi, stesse funzioni. Netflix ha ripetuto a Variety la solita formula, già usata in passato, secondo cui gli aumenti servono a “reinvestire nell’intrattenimento di qualità”. Vale la pena ricordare che poche settimane fa la società ha rinunciato all’acquisizione di Warner Bros. Discovery, incassando una penale da quasi tre miliardi di dollari. Denaro che, evidentemente, non si traduce in uno sconto per gli abbonati.

E in Italia?


Il listino italiano è fermo da ottobre 2024, quando i prezzi erano stati portati a 6,99 euro per il piano con pubblicità, 13,99 per lo Standard e 19,99 per il Premium. Nel novembre 2025 Netflix aveva applicato rincari in Paesi Bassi e Belgio, con aumenti fino a due euro al mese, mentre l’Italia era rimasta esclusa.

Per ora non ci sono annunci per il mercato italiano, ma il precedente europeo e la logica degli investimenti lasciano aperta la possibilità di futuri aggiornamenti nel corso del 2026.

I nuovi prezzi USA sono già attivi per i nuovi iscritti; gli abbonati esistenti riceveranno una comunicazione via email prima di vedere il cambiamento in fattura.

Per chi sta valutando alternative, lealternative.net raccoglie le opzioni disponibili.

SOURCE:// help.netflix.com
SOURCE:// variety.com
SOURCE:// techcrunch.com
SOURCE:// telefonino.net
SOURCE:// lealternative.net

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GIMP 3.2.2 corregge il bug dei gruppi di livelli e alleggerisce l’installer Windows


GIMP 3.2.2 risolve il bug che bloccava il rendering dei gruppi di livelli con certi filtri, migliora l'interfaccia e sfoltisce l'installer Windows con la rimozione delle build a 32 bit.
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A due settimane dal lancio di GIMP 3.2, il team ha rilasciato la prima versione di correzione della serie. Il problema più fastidioso riguardava i gruppi di livelli: in presenza di certi filtri, come Drop Shadow, i livelli smettevano di essere visualizzati. I dati non andavano persi, ma il risultato era comunque bloccante per chi lavorava con strutture a gruppi.

Risolti anche diversi problemi legati ai livelli vettoriali e all’importazione di percorsi SVG, con l’opzione di ridimensionamento automatico che ora funziona correttamente. Migliorata la compatibilità con vari formati di importazione, tra cui PSD, che adesso legge correttamente tutti i canali in modalità Multicanale.

Sul quel che riguarda l’interfaccia, la funzione “Calcola colori unici” nell’istogramma ora tiene conto delle selezioni attive, calcolando solo i pixel nell’area selezionata. Utile per chi lavora in pixel art o ha bisogno di conteggi precisi. Aggiunto anche il supporto alle scorciatoie da tastiera per i pulsanti di selezione risorse nei plug-in.

Gli utenti Windows noteranno un’altra novità: con la rimozione definitiva delle build a 32 bit, l’installer si è alleggerito di oltre 100 MB e risulta più rapido da eseguire. Chi usava ancora la versione a 32 bit dovrà passare a quella a 64 bit.

Sono in corso lavori di modernizzazione per macOS, con l’obiettivo di automatizzare il processo di build tramite CI. I pacchetti DMG per questa versione potrebbero arrivare con qualche giorno di ritardo per via della disponibilità limitata dei volontari coinvolti.

GIMP 3.2.2 è scaricabile dal sito ufficiale in versione AppImage, Flatpak, Snap per Linux, installer universale per Windows e pacchetto DMG per macOS.

SOURCE:// gimp.org

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scoperta octospacchica dell’inesistenza del tutto che pareva reale, in un normale giorno di inizio aprile…


Ommiao, ragatti… sembra così assurdo fare un ragionamento del genere di quello che sto per fare proprio il primo di aprile, che insomma… è l’inizio di un nuovo mese, il primo mese completamente di primavera in ordine tra i vari, oltre che il mese del mio compleanno (se non muoio prima, si intende… per l’allergia ovviamente, eh!!!)… e poi basta, credo, a parte Pasqua, ma comunque insomma, non è roba da poco… ma eppure ehhh, mi tocca… 😳

Perché oh, stamattina… o, forse, già da ieri sera, perché il passaggio dal 31 marzo al 1° aprile farà magari effetti strani sul mio cervello, che mi porteranno a pensare in anticipo a cosa mai mi troverò costretta a dire nel giorno che oggi è oggi, o qualcosa del genere… sono stata colpita da un pensiero che, mamma mia, ha dell’incredibile; e, purtroppo, a differenza del solito, temo nessun dettaglio divertente o spassoso… qualcuno potrebbe quasi dire che “non è uno scherzo“, però a me questa terminologia da YouTuber “questo video non lo volevo fare” non piace, quindi piuttosto trovo una via di mezzo e dirò che è una roba da non credere“… 😰

Ho realizzato — oltre al fatto che non so se io sono ancora sveglia o sto dormendo adesso, perché prima nel lettino ho come dormito mentre mi svegliavo e poi tornavo a dormire, ed era come se la mia coscienza si sdoppiasse in ogni singola parte del mio corpo e diventasse muschio mucoso attaccato nel letto su diversi livelli dimensionali, e si spostasse continuamente tra ogni punto portandomi ad uno stato di realtà intermedio, e io non ci ho capito più niente (e questi ultimi dettagli veramente non sono uno scherzo, a parte tutto) — che, forse, tutto questo, nemmeno esiste… il fritto misto di octospacc non esiste, ed è solo una pura illusione della mia stessa mente, che continua a funzionare ed aggiornarsi e mostrare di essere vivo soltanto finché io lo guardo e me ne curo!!! 🤨🤯😪

Una strana rivelazione, sì sì, soprattutto in un giorno così normale, ne sono consapevole… ma, non insensata quanto si potrebbe credere… Perché sì, è ovvio che magari il sito non si aggiorna con nuovi contenuti se io non penso di doverli scrivere e quindi non mi metto a fare niente (rocctting), ma questo è solo il livello zero della rivelazione… il pavimento della questione, per dire, nient’altro… su cui, però, tutto il resto giustamente si regge ed è visibile se, per un mistico attimino, si riesce a prendere coraggio, staccare le fredde e secche labbra dalla suddetta pavimentazione, ed alzarsi, per guardarsi attorno… ovviamente non con lo sguardo fisico, che mai offre ciò che davvero serve in queste situazioni, bensì la vista cosmica, per quanto non sia semplice… 👻

E dunque, beh, quello che ho davvero scoperto è allucinante, quasi… ed è difficile da spiegare a parole umane in modo comprensivo, purtroppo, vista la complicatezza dell’intera questione… ma posso fare degli esempi stupidi. (…Solo per aiutare voi altri umani a comprendere, ma la storia non è stupida!!!) Per esempio, misteriosamente, nei momenti in cui non scrivo, le visualizzazioni del sito sono molto molto basse… quelle che ci sono, che vengono a questo punto devo supporre solo dagli spiriti, nel grafico delle visite, sembrano quasi rumore di fondo di misurazione, a vedersi… tipo, ..--...-...:::..:..:--:...^...… cioè, vedete, è così assurdo… E, stranamente, commenti diretti sul sito, dove sono tranquillamente inseribili anche senza login o altre scomodità, non ne arrivano mai, mai, mai… forse 1 volta ne arrivò uno, o forse neanche quella e mi ricordo male… mentre, le interazioni dal Fediverso ogni tanto arrivano, sì, ma solo quando pubblico qualcosa di nuovo, ossia solo quando io onoro l’esistenza di questo affare che non esiste, e altrimenti appunto mai, ed il cerchio si chiude esattamente come l’ho perfettamente delineato. 🥏

Quindi, a questo punto, non so davvero cosa dire più… dovrei prendere una decisione su qualcosa, a questo punto, dopo aver realizzato questa ennesima verità nascosta della mia esistenza in piccolo e del cosmo in maniera più assolutizzata (e menomale che i miei poteri di ragazza magica ogni tanto ancora funzionano, e mi portano a pensieri così utili...), ma… cosa mai dovrei fare??? In questo caso, non ci sono scelte e non ci sono non-scelte, perché sostanzialmente nulla esiste, e ciò che esiste appunto smette di esistere nel momento in cui non si crede più esista. Persino questa stessa discussione mi sembra così irreale, ed a tratti i pensieri che me l’hanno scaturita… e quindi, in realtà, questo post stesso secondo me non esiste davvero, bensì è solo una mia alteratissima percezione, come la mia esistenza sopra a tutto. 💀

…Quasi quasi, dal profondo del mio lato nichilista, che invece spesso sembra quasi esistere davvero, mi verrebbe persino da dire che tutto questo è dunque completamente inutile, e non ha più senso alcuno provare a fare niente, e di conseguenza abbandonerò tutto, anche se in realtà questo tutto è niente, quindi in realtà non starei perdendo nulla, o meglio starei buttando via il niente, però ugh… Ma beh, ho detto che oggi è un giorno come gli altri senza nulla di strano, quindi non dirò nulla di tutto questo. Buon mercoledì normalissimo seppur ad una (1) cifra… poiché, per una (1) volta, non ci sono complotti qui, ma solo auto-illusioni. 🤐
#ironia #mistero #pensieri #riflessioni #scherzo

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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Mistral lancia Voxtral TTS, sintesi vocale open weight in nove lingue


Mistral AI ha rilasciato Voxtral TTS, un modello di sintesi vocale con pesi aperti, supporto multilingue e clonazione vocale istantanea. Disponibile via API, in Le Chat e su Hugging Face.
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Mistral continua ad allargare la sua offerta audio. Dopo i modelli di trascrizione Voxtral rilasciati nei mesi scorsi, l’azienda francese ha presentato Voxtral TTS, il suo primo modello di sintesi vocale, con pesi aperti e pensato esplicitamente per l’uso in produzione.

Il modello supporta nove lingue, italiano compreso, insieme a inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, olandese, hindi e arabo. Con 4 miliardi di parametri totali, è circa tre volte più piccolo rispetto a quanto Mistral considera lo standard di settore per una qualità paragonabile, e può girare su dispositivi consumer senza richiedere infrastrutture pesanti.

Uno dei punti più interessanti è la clonazione vocale: bastano anche solo tre secondi di audio di riferimento perché il modello riproduca accento, ritmo, intonazione e le piccole imperfezioni tipiche del parlato naturale. Non servono tag di prosodia o di emozione, perché il modello segue direttamente le istruzioni implicite nella traccia vocale di riferimento.

Confronto con ElevenLabs


Nelle valutazioni umane per la clonazione vocale multilingue zero-shot, Voxtral TTS è preferito rispetto a ElevenLabs Flash v2.5 nel 68,4% dei casi, pur mantenendo una latenza paragonabile. Raggiunge poi la parità con ElevenLabs v3, il tier premium, sulla resa emotiva.

La latenza dichiarata è di circa 90 millisecondi per il primo audio generato, con una velocità di generazione pari a sei volte quella del parlato reale.

Come si usa


Voxtral TTS è disponibile in più modalità: nel playground di Mistral AI Studio, all’interno di Le Chat, via API a 0,016 dollari per mille caratteri, oppure scaricando direttamente i pesi da Hugging Face sotto licenza Creative Commons BY-NC 4.0.

La scommessa di Mistral è che il futuro della sintesi vocale in ambito enterprise non dipenderà da chi costruisce il modello più convincente, ma da chi offre alle aziende il massimo controllo. Pubblicare i pesi significa poter eseguire tutto in locale, senza inviare audio a terze parti, il che non è un dettaglio secondario per chi tiene alla riservatezza delle proprie infrastrutture. Per chi vuole esplorare soluzioni di hosting self-managed, Hetzner offre VPS europei a prezzi competitivi su cui far girare questo tipo di modelli.


FONTE mistral.ai


FONTE venturebeat.com


FONTE techcrunch.com

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Ecosia Browser arriva su Linux, ma i motivi per usarlo al posto di Firefox o Brave restano pochi


Ecosia Browser è finalmente disponibile su Linux via Flatpak. È basato su Chromium, ha un blocco pubblicità integrato non troppo efficace. Se vuoi usare Ecosia come motore di ricerca, conviene impostarlo sul tuo browser abituale.
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Ecosia Browser è sbarcato su Linux. Senza comunicati, senza annunci sul blog ufficiale: il browser del motore di ricerca tedesco è comparso su Flathub in formato Flatpak all’inizio di marzo, e la notizia si è diffusa principalmente tramite la comunità Reddit di Ecosia.

Il browser è un fork di Chromium, come Brave, Edge o Vivaldi. Integra un blocco di tracker e pubblicità, che però nella pratica lascia passare parecchio: su Repubblica i video non partono con il blocco attivo, su Corriere le pubblicità nei video rimangono visibili, e su YouTube idem. Niente di sorprendente per chi conosce il panorama dei browser basati su Chromium: senza uBlock Origin, che su questi browser non è installabile nella versione completa ma solo nella versione Lite, il filtraggio resta inevitabilmente più permissivo rispetto a Firefox con uBlock.

Ecosia Browser ha anche la telemetria attiva per impostazione predefinita, disattivabile manualmente dalle impostazioni.

C’è però una cosa interessante nel contesto più ampio: Ecosia sta collaborando con Qwant per costruire l’European Search Perspective, un indice di ricerca europeo con ambizioni privacy-first, che potrebbe in futuro distinguere il motore di ricerca dalla concorrenza americana in modo più sostanziale.

Ma il browser in sé probabilmente non ha proprio senso per un utente capace di modificare autonomamente il motore di ricerca. Se vuoi contribuire alla riforestazione usando Ecosia come motore di ricerca, non hai bisogno di cambiare browser. Impostarlo come motore predefinito su Firefox o su qualsiasi altro browser che già usi funziona esattamente allo stesso modo, e ti lascia libero di scegliere gli strumenti di filtraggio che preferisci, come AdGuard DNS per il blocco a livello di rete.


FONTE flathub.org


FONTE marcosbox.com


FONTE blog.lealternative.net

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ts: via del veltro 59, ultimo piano / ugo pierri. 2026


"chi fabbrica, chi vende, chi usa le armi è un grandissimo figlio di mignotta" (Ugo Pierri, Trieste, 2026) - striscione all'ultimo piano di via del Veltro 59
cliccare per ingrandire

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#2026 #chiFabbricaChiVendeChiUsaLeArmièUnGrandissimoFiglioDiMignotta #KunoKohn #noWar #pax #striscione #Trieste #TS #UgoPierri #ultimoPiano #up #viaDelVeltro59

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Matrix 1.18 punta sulla moderazione con i server di policy


Matrix 1.18 è disponibile: la novità principale sono i server di policy per una moderazione proattiva delle stanze, insieme al blocco degli inviti e alle API standardizzate per la sospensione degli account.
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Con Matrix 1.18, il protocollo di messaggistica federato aggiorna il suo standard su sedici proposte, molte delle quali ruotano attorno a un tema preciso: rendere la moderazione più efficace e meno dipendente da soluzioni fai-da-te dei singoli server.

Server di policy


La novità più rilevante riguarda i server di policy, arrivati nello standard stabile dopo circa un anno di sviluppo. Si tratta di componenti opzionali che possono essere aggiunti a una stanza per applicare moderazione proattiva, prima che un messaggio venga distribuito agli altri server della rete.

Il funzionamento è questo: quando un server di policy è attivo in una stanza, tutti i server partecipanti gli sottopongono i messaggi prima di inoltrarli. Se il server di policy rifiuta di validare un messaggio perché viola le regole impostate, quel contenuto non arriva a nessun altro utente. Le politiche dipendono dall’implementazione: si può limitare il numero di menzioni in un messaggio, filtrare certi contenuti o applicare regole più complesse. La Matrix Foundation ha già pubblicato la propria versione di riferimento, chiamata policyserv.

Blocco degli inviti e gestione degli account


Arriva anche un controllo atteso da molti utenti: la possibilità di bloccare completamente gli inviti alle stanze da parte di sconosciuti. Per ora è un semplice interruttore on/off, ma la strada è aperta per estensioni future che permetteranno di filtrare per server, per singolo utente o per appartenenza a determinati spazi.

Sul versante dell’amministrazione, la 1.18 standardizza le procedure per la sospensione e il blocco degli account. Le funzionalità erano già presenti da Matrix 1.13, ma ogni implementazione le gestiva a modo suo. Ora i gestori di server hanno riferimenti comuni su cui appoggiarsi. Completano il quadro alcune uniformazioni alle procedure di segnalazione, che preparano il terreno per un sistema più avanzato su cui il team della Foundation sta già lavorando.

Per chi volesse mettere su un proprio server Matrix, Webdock e Hetzner sono due opzioni valide su cui appoggiarsi.

I dettagli completi della versione 1.18 sono su spec.matrix.org/v1.18.


FONTE matrix.org

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vivo lancia la nuova serie V70 in Italia: caratteristiche, novità e prezzi


vivo porta in Italia la nuova serie vivo V70, puntando su design curato, comparto fotografico evoluto e prestazioni solide. Ecco tutto quello che c’è da sapere su caratteristiche, prezzo e disponibilità
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Vivo ha annunciato il lancio in Italia della nuova serie V70, composta da due modelli inediti: vivo V70 e V70 FE. Si tratta di due dispositivi progettati per offrire un’esperienza fotografica avanzata, un design distintivo e prestazioni affidabili. Dalla fotografia ritrattistica professionale sviluppata con ZEISS alle funzionalità AI per la creazione quotidiana di contenuti, la serie V70 è progettata per accompagnare una nuova generazione di fotografi rendendo l’esperienza imaging più accessibile, intuitiva e potente.
Per il lancio della serie V70, vivo ha previsto numerose promozioniPer il lancio della serie V70, vivo ha previsto numerose promozioni

vivo V70: la partenrship con ZEISS


Sviluppato in collaborazione con ZEISS, vivo V70 si posiziona come modello di riferimento per la fotografia ritrattistica: il suo teleobiettivo ZEISS da 50 MP integra un sensore ultrasensibile da 1/1.95 pollici e stabilizzazione ottica OIS che garantisce scatti più nitidi anche in condizioni di scarsa luminosità. Il comparto fotografico posteriore è completato da una fotocamera principale ZEISS OIS da 50 MP con sensore flagship da 1/1.56" e da una fotocamera ultra grandangolare ZEISS da 8 MP, per una maggiore versatilità. Frontalmente troviamo una ZEISS Selfie Camera Group da 50 MP con Auto Focus, ideale sia per selfie individuali sia per foto di gruppo. Per la prima volta nella serie V, inoltre, V70 introduce la registrazione video 4K a 60 fps, per riprese cinematografiche fluide e di altissima qualità.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Affidabilità e stile


vivo V70 adotta un'estetica che unisce eleganza e resistenza, grazie a un raffinato telaio in lega di alluminio di origine aerospaziale, angoli arrotondati e un display flat con cornici ultrasottili, che conferiscono al dispositivo una silhouette slanciata e sofisticata. Sul retro, il comparto fotografico dal profilo ribassato mantiene un aspetto essenziale e discreto. Sulla parte anteriore, cornici ultrasottili di soli 1,25 mm incorniciano il display OLED Ultra Clear da 6,59 pollici con risoluzione 1.5K che funziona a 120 Hz con 459 PPI. Sotto il display, è stato aggiunto il sistema di sblocco 3D Ultrasonic Fingerprint che offre uno sblocco rapido e sicuro, anche con le dita bagnate. Il pannello posteriore, infine, è realizzato con vetro AG inciso, ed è progettato per resistere a impronte e graffi. La batteria BlueVolt da 6500 mAh garantisce una ricarica duratura per tutto il giorno, anche in condizioni di caldo o freddo estremo (dati vivo), mentre il caricabatterie FlashCharge da 90W permette di ricaricare il dispositivo in pochi minuti. Oltre alla potenza, V70 è progettato per durare nel tempo grazie alla certificazione IP68 e IP696 e alla certificazione 10-Facet Drop Resistance, che protegge il dispositivo da cadute accidentali fino a 1,8 metri, garantendo una protezione completa contro getti d'acqua ad alta pressione, immersioni e cadute accidentali. L'affidabilità si estende anche alla connettività di rete grazie alla tecnologia Dual-Bridge Signal Concurrency e a ottimizzazioni mirate per ambienti altamente congestionati.

vivo V70 FE: imaging ad alta risoluzione


Pensato per un pubblico giovane, dinamico e attento allo stile, vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzate per la creazione di contenuti. Il cuore di V70 FE è la modalità High Resolution da 200 MP, progettata per garantire immagini nitide e stabili sia durante i viaggi sia nella vita quotidiana. Grazie al sensore da 1/1,56 pollici, alla stabilizzazione ottica certificata CIPA 4.0 e a uno zoom fino a 30x il dispositivo è in grado di catturare panorami ampi e dettagli distanti preservando precisione in ogni scatto. La funzione Ultra-Clear Photo Crop, inoltre, consente di ritagliare più scene da una singola fotografia, mantenendo inalterata la nitidezza. A supporto delle capacità fotografiche, V70 FE integra la batteria BlueVolt da 7000 mAh, il sistema di ricarica rapida FlashCharge da 90W e la certificazione IP68 e IP69 contro acqua e polvere. Dai dati vivo, con una singola ricarica completa V70 FE può garantire fino a 43,8 ore di riproduzione continua su YouTube 12 e fino a 16 ore 13 di utilizzo combinato tra le app principali 14 come navigatore, fotocamera, TikTok, Spotify e Instagram, mantenendo comunque una riserva del 14% di batteria.
Pensato per un pubblico giovane vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzatePensato per un pubblico giovane vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzate
Il dispositivo è alimentato dal MediaTek Dimensity 7360-Turbo, che assicura prestazioni fluide per le attività quotidiane, il gaming e il multitasking. Il display AMOLED Ultra Clear da 1,5K e il sistema dual stereo speaker simmetrico completano l’esperienza, offrendo audio e video ultra-immersivi per godersi l’intrattenimento.

Strumenti AI avanzati


La serie vivo V70 punta fortemente sull’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza fotografica, adattandosi a diversi contesti d’uso. Tra le novità spicca la Modalità Palco AI, pensata per catturare performance dal vivo anche in condizioni difficili, sfruttando la fotocamera ZEISS Super Telephoto da 50 MP e algoritmi avanzati per garantire scatti nitidi e dettagliati fino a 10x di zoom. A completare il comparto fotografico troviamo le opzioni ZEISS Multifocal Portrait, che permettono di personalizzare lunghezze focali e bokeh per ritratti più professionali, insieme a una suite di strumenti AI come Cambia Cielo, Cambia Scenario e Ritocco AI, disponibili anche su V70 FE, per modifiche rapide e creative con un solo tocco.
Il pannello posteriore della serie vivo V70 è realizzato con vetro AG inciso, progettato per resistere a impronte e graffiIl pannello posteriore della serie vivo V70 è realizzato con vetro AG inciso, progettato per resistere a impronte e graffi

OriginOS 6: intelligente, intuitivo e sicuro


La serie vivo V70 integra il nuovo OriginOS 6, che garantisce fino a cinque anni di aggiornamenti software e di sicurezza, assicurando longevità e affidabilità. Il sistema, completamente rinnovato offre prestazioni fluide nel tempo e un’esperienza ottimizzata grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale. Tra le novità spicca Origin Island, una finestra dinamica che semplifica l’accesso alle informazioni. Sul fronte produttività, gli strumenti AI permettono di migliorare scrittura, traduzioni e gestione delle riunioni, affiancati dall’assistente Google Gemini. Non manca un ecosistema orientato alla condivisione e alla continuità tra dispositivi, con soluzioni per il trasferimento rapido dei file e la collaborazione tra smartphone e computer.

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Disponibilità


La serie vivo V70 arriva in Italia dal domani, con vivo V70 disponibile a partire da 699 euro nei colori Alpine Gray e Authentic Black, mentre la variante Sandalwood Brown sarà esclusiva online. Il modello vivo V70 FE parte invece da 459 euro e sarà proposto in diverse configurazioni e colorazioni, tra cui Muse Purple e Ocean Blue. Per il lancio, vivo ha previsto numerose promozioni: sconti dedicati sullo store ufficiale, offerte bundle con caricatore da 90W e auricolari, oltre a finanziamenti a tasso zero. Sono previste anche offerte speciali su piattaforme come Amazon e presso retailer come Unieuro, Euronics e MediaWorld, con sconti per gli iscritti ai programmi fedeltà. Non manca infine la collaborazione con WINDTRE, che propone piani rateizzati con canone mensile e servizi inclusi, rendendo l’acquisto più accessibile e flessibile.


tado° raggiunge la redditività: oltre 5,5 milioni di termostati smart connessi


tado° ha annunciato oggi di aver collegato più di 5,5 milioni di termostati smart e di aver raggiunto la redditività operativa, segnando un traguardo chiave nella sua crescita.

Johannes Schwarz di tado° ha dichiarato: “la forte crescita degli ultimi anni e la nostra posizione di leadership nel mercato europeo ci hanno permesso di raggiungere la redditività come azienda. Questo traguardo rafforza la nostra indipendenza e ci consente di accelerare l’espansione della nostra piattaforma di gestione energetica domestica”


Tutto è cominciato dai termostati smart


Inizialmente nota per i suoi termostati smart, tado° si è evoluta in una piattaforma più ampia di gestione dell’energia domestica, spinta dalla crescente domanda di tecnologie che aiutano le famiglie a gestire l’aumento dei costi energetici. In particolare, l'azienda combina prodotti per il riscaldamento smart e tariffe elettriche dinamiche che mirano a ridurre significativamente sia i costi energetici per le famiglie sia le emissioni di carbonio. Per venire incontro alla complessità delle abitazioni europee, tado° funziona con una vasta gamma di sistemi di riscaldamento – inclusi caldaie a gas, riscaldamento a gasolio, pompe di calore, teleriscaldamento e condizionatori – indipendentemente dal produttore, e grazie al controllo in ogni singola stanza tramite termostati smart per riscaldamento a pavimento e radiatori, tado° dichiara un risparmio medio per i suoi clienti del 22%.

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Efficienza energetica: una priorità


Poiché i prezzi dell’energia restano instabili e l’Europa accelera la transizione verso le energie rinnovabili, l’efficienza energetica torna a essere una priorità per famiglie.

Christian Deilmann ditado° ha dichiarato: “i prezzi dell’energia e la sicurezza energetica sono nuovamente al centro del dibattito in Europa. Il kilowattora più economico è quello che non consumi mai. Con sempre più energia solare ed eolica nel sistema elettrico, la gestione intelligente dell’energia diventerà sempre più importante per aiutare le famiglie a controllare i costi.”



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Guardando al futuro


tado° raggiunge la redditività riducendo la dipendenza da investimenti esterni, abbassando il costo del capitale e rafforzando la propria indipendenza. L’azienda punta anche su una cultura interna orientata alla crescita, coinvolgendo i dipendenti attraverso un programma di azionariato virtuale. Guardando al futuro, tado° continuerà a sviluppare la propria piattaforma puntando su ottimizzazione basata su IA, maggiore integrazione delle energie rinnovabili e gestione intelligente delle tariffe energetiche, in linea con l’evoluzione della transizione energetica.

Deilmann ha concluso: “le abitazioni stanno diventando veri e propri hub energetici. Il nostro obiettivo è integrare riscaldamento, energia solare, veicoli elettrici e tariffe energetiche in un unico sistema intelligente che aiuti le famiglie a risparmiare denaro, supportando al contempo la transizione verso l’energia rinnovabile.”



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Proton Pass, ora si possono nascondere le cassaforti


Proton Pass permette ora di nascondere i vault dalla barra laterale tramite il menu "Organize vaults". Piccola novità, molto attesa dalla community.
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Piccola ma sentita: Proton Pass ha aggiunto la possibilità di nascondere i vault dalla barra laterale dell’app. Basta aprire il menu “Organize vaults”, disponibile tramite i tre puntini accanto alla lista dei vault, e scegliere quali tenere visibili e quali mettere da parte.

La funzione è particolarmente utile per chi condivide vault con familiari o colleghi, oppure per chi ne ha accumulati tanti nel tempo, tra archivi, account di lavoro e cassetti digitali vari. Fino a oggi tutto appariva insieme, con il risultato che la sidebar diventava una lista infinita che rallentava più che aiutare.

Non si tratta di cancellare né di revocare accessi: i vault nascosti rimangono intatti, semplicemente spariscono dalla vista quotidiana. Un po’ come mettere in ordine un cassetto senza buttare niente.

La richiesta circolava da tempo nel forum della community Proton: il thread dedicato raccoglieva richieste sin dalla fine del 2024, con casi d’uso molto concreti, dai genitori che gestiscono le password degli anziani ai professionisti con decine di account cliente. Proton ha ascoltato, anche se con qualche mese di ritardo.

Per chi non usa ancora un gestore di password dedicato, Proton offre un piano gratuito già abbastanza completo, con password illimitate su tutti i dispositivi e dieci alias email inclusi.


FONTE reddit.com


FONTE protonmail.uservoice.com

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“everyday in gaza” (2025), di omar rammal e sulaiman hejji


[youtube=youtube.com/watch?v=KaGmqM344w…]

Everyday in Gaza è un documentario prodotto da noi – WeWorld – e girato nella primavera del 2025, nel cuore della Striscia di Gaza. Diretto da Omar Rammal e con le riprese di Sulaiman Hejji, il film offre uno sguardo intimo e diretto sulla quotidianità a Gaza, dove anche i gesti più semplici – studiare, lavorare, prendersi cura della propria famiglia – si trasformano in atti di resistenza.

Il cortometraggio racconta storie quotidiane di resistenza e umanità: un barbiere che continua ad accogliere i suoi clienti tra le macerie, restituendo dignità e bellezza; e Wafa, una donna che dedica la propria vita a bambine e bambini con disabilità o rimasti orfani, offrendo loro cure, istruzione, gioco e normalità.

Un racconto intimo sulla forza delle comunità in uno dei contesti più fragili e martoriati del mondo, come quello di Gaza, dove – nonostante il cessate il fuoco – la popolazione vive sotto attacco da due anni e sotto blocco da oltre 18.

Scopri di più: weworld.it/news-e-storie/news/…

Everyday in Gaza è stato prodotto da WeWorld con il cofinanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del progetto Gaza Green.

WeWorld

#documentario #EverydayInGaza #film #Gaza #GazaGreen #genocide #genocidio #OmarRammal #Palestina #SulaimanHejji #unioneEuropea #vitaQuotidiana #Wafa #WeWorld

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le cinéma muet italien @ libreria stendhal (rome)


MERCREDI 1er Avril, 2026

Céline Gailleurd et Olivier Bohler

Projection du film Italia, Il Fuoco, La Cenere, enVF (Voix off Fanny Ardant)
suivie d’une discussion autour des livres Le Cinéma muet italien, à la croisée des arts (Les presses du réel) et L’oro di Atlantide. Il cinema muto italiano e le arti (Edizioni Kaplan).

L’ouvrage Le Cinéma muet italien, à la croisée des arts plonge au coeur de ce qui fonde l’esthétique du cinéma muet italien dans le rapport intrinsèque qu’il entretient avec les autres arts. Danse, théâtre, opéra, littérature, arts figuratifs : le cinéma s’invente aussi bien à partir des grandes oeuvres classiques que celles les plus en vogue circulant à travers des médias alors en pleine expansion.

Céline Gailleurd est scénariste, réalisatrice et maîtresse de conférences en histoire du cinéma à l’université Paris 8.

Olivier Bohler est scénariste, réalisateur et producteur de documentaires français.

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Libreria Stendhal, Rome, San Luigi dei Francesi
#CélineGailleurd #EdizioniKaplan #FannyArdantLeCinémaMuetItalienàLaCroiséeDesArts #IlFuoco #italia #LaCenere #LOroDiAtlantideIlCinemaMutoItalianoELeArti #lesPressesDuRéel #LibreriaStendhal #OlivierBohler

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Israele: guerra sì, Pasqua no


Leggi il resto: argocatania.it/2026/04/01/isra…

#Israele #Palestina #resurrezione #Vauro

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unico giorno universitarico e solo giorno di gran maltempo, ancora una volta la combutta e il complottoctt


Oggi, nonostante io sia comunque viva ed esistente, la parte giornosa della giornata è passata, ma non mi sono successe grandi cose strane… che forse è anche normale così, perché è martedì, e quindi… non lo so, ma il martedì è semplicemente giorno di più standardizzata routine per me anche in questo semestre, quindi non infama e non esplode direi. Tuttavia, oggi era casualmente anche l’unico giorno di questa settimana in cui dovevo andare all’università, perché domani non ho nulla da seguire, e già da giovedì invece le lezioni sono sospese, e quindi bono… ma allora, esattamente per questo, come prevedibile, l’universo ha deciso di smuovere un po’ il suo zampino invisibile ma marcio e, visto che in questo contesto l’unico possibile realistico punto di spaccamento era il meteo, esattamente su quello ha rotto le scatole… 😑

Già ieri le previsioni, o meglio gli avvisi di maltempo ineluttabile, erano state assolutamente apocalittiche: allerta meteo grevissima (ma di non ricordo che colore) per buona parte della regione, con rischio di grandine e fulmini!!! Cioè, proprio, certezza di schifezza con pericolo di proiettili e saette!!! Ohmmmiao, che disastro, che seccatura… e, come sempre per l’appunto, che crudele complotto ai miei danni, di cui io e mio padre abbiamo anche stavolta riso pur di non piangere nel vedere questa comunicazione al TG di Stato (Fichistan, alias ex-Deluchistan) durante il pranzo; perché appunto solo oggi in tutta la settimana dovevo uscire di casa presto e tornare non subito, e solo per oggi lo scenario meterologico è stato previsto così oscuro (…letteralmente, per giunta, visto che le nuvole). 🤥

Beh, questi più particolari rischi terribili alla fine non ci sono stati, o almeno non da me… e, per quanto sono contenta di non aver preso la grandine, perché i sassi addosso non mi piacciono, quasi quasi sono delusa che non ci fossero fulmini a colpirmi, perché in tal caso invece aaah, finalmente, oltre che mentalmente cucinata lo diventerei anche fisicamente, e se va bene tutte le mie paturnie sparirebbero così quindi per sempre… e questo di conseguenza perché, comunque, il maltempo c’è chiaramente stato, e non è stato particolarmente piacevole. Soprattutto perché, beh, sta (a me e non solo) veramente rompendo l’anima (e non solo) questo falso inizio di primavera, che ormai domani è il primo di aprile eppure fa ancora un cazzo di freddissimo e di tempaccio che pare seriamente inverno, basta, basta, BASTA… 👹

Già quando sono andata a prendere il mio autobus dell’andata stamattinache ha fatto come al solito tardino, arrivando esattamente assieme al successivo, ma che ne parliamo a fareho dovuto curarmi di prendere in mano l’ombrello prima di scendere, perché piovigginava… non una grande precipitazione lì, insomma, ma comunque abbastanza da rompere le scatole, al giusto punto che è abbastanza necessario usare l’ombrello per non implodere… Però, poi, col tempo di arrivare all’università, avevo ormai internalizzato la cosa (o, forse, lì non pioveva in quel momento… stranamente, giuro, non mi ricordo, e più provo a tentare di fare mente locale più mi sembra che i miei pensieri siano auto-alteranti!!!), e non ci avevo proprio più pensato. 😴

…Questo, almeno, finché le mie lezioni non sono poi finite, dopo altre ore invece infinite, e io ho dovuto dunque pensare a prendere il bus per il mio ritorno… e già mi è seccato lievemente dover prendere di nuovo l’ombrello prima di uscire, perché ho visto che pioverellava di nuovo come stamattina, ma… io non potevo minimamente immaginare cos’altro stava accadendo in quel momento, finché appunto non ho affrontato l’esterno, evidentemente con fin troppo sprezzo della sopracitata allerta meteo: tirava un vento allucinante, terribile, violento, scombinante, che uzzio… un altro poco e volavo via per sempre!!! (…E a questo punto però, ancora, quasi rosico che non sia stato abbastanza forte da farlo effettivamente, perché quasi quasi vorrei davvero ascendere al cielo, così da non rimanere ancora inutilmente ancorata a questa Terra per chissà quanto tempo, e trovare finalmente la pace… ma niente da fare.) 😵‍💫

Persino l’ombrellino — e giustamente proprio oggi che stavo con quello nuovo, giusto perché l’universo deve farmi stare con la paura che già dopo 3 giorni effettivi di utilizzo pure si possa malauguratamente già romperemi si piegava in fuori, e veniva costantemente tirato dal vento (e io appresso), a questo punto, e fare quelle poche solite centinaia di metri è stato un lieve incubo… forse, a dirla tutta, meno peggio di altri giorni in cui magari il tempo è buono, ma io sono filo filo con il tempo e devo correre e stancarmi e soffrire, tuttavia, perché almeno stavolta non avevo fretta; però oh, che razza di sorpresa schifosa, ancora, puramente per il gusto del fastidio. 😤

Il vento era davvero così sfrenato che la pioggia cadeva costantemente ad una diagonale strettissima, ad occhio 30 gradi se non peggio (cambiando direzione ogni tanto, giusto per dare ancora più fastidio, ma mai tornando perpendicolare al suolo)… e ho dovuto tenere l’ombrello aperto in modi assurdi che nemmeno credevo possibili prima, tipo a coprire per buona parte del tragitto l’angolo sud-ovest del mio corpo, per cercare di non bagnarmi troppo, e soprattutto di non far piegare il merdone. 😭

Una volta arrivata alla fermata però, giustamente, ho preso forse anche più acqua rispetto a tutta la strada, perché quel terminal di merda praticamente tutto scoperto alle intemperie fa schifo alla minchia, e l’unico modo pratico che avevo per ripararmi era mettermi in mezzo ad altre persone che ugualmente erano lì a bagnarsi (anziché dietro o davanti), ma comunque il vento stava lavorando decisamente alla grande, e quindi poco da fare. 😩

Sorprendentemente, mi pare però di aver preso poca acqua addosso mentre poi salivo sul bus, 20 o 30 secondi buoni lì davanti alla porta in fila con l’ombrello logicamente non aperto, proprio perché ero un pochino riparata dagli NPC… ma l’acqua è liquida, come si suol dire (…nessuno lo ha mai detto, in realtà, credo, ma facciamo finta), e quindi trova sempre un modo per infilarsi nelle scatole e romperle; e quindi, proprio pochi decimetri prima di salire sul bus, ho messo il piede in una pozza, che lì si trovava perché qui in Italia non possiamo avere strade non scassate (e perché il bus si è dovuto piazzare proprio nel punto per me peggiore, chiaramente), e mi è dunque finita pure umidità nel piede, evviva (no). 🕳️
Foto a parte delle mie gambe con pantalone e giubbino, su cui si intravedono poche gocce leggere, e zaino viola invece molto più bagnato accanto…Insomma, sul bus sono salita un po’ sconfitta; anche perché, stranamente, qui al ritorno come stamattina all’andata, ho trovato subito un posto libero solo ai sedili dietro a tutto, che io in genere non preferisco… e quindi è particolarmente strano che io abbia dovuto ricorrervi persino due volte nello stesso giorno (è un fottuto complotto!!!). Però, OK, sarò onesta: se non altro, mi sono bagnatactt poco, e addosso ho accumulato solo qualche goccia sottile che si è comunque asciugata subito, e anche l’umidità nel piede (sì, uno in particolare più dell’altro, stranamente, per giunta) l’ho percepita sparire bene o male subito… è più lo zaino che fa impressione, in questo caso, quindi non mi lamenterò oltre… per il momento. 💥#meteo

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Calibre 9.5: progresso di lettura in colonna e un fix di sicurezza


Calibre 9.5 aggiunge una colonna per tracciare l'avanzamento nella lettura dei libri e risolve una vulnerabilità nel driver RB. Ecco cosa cambia.
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Calibre arriva alla versione 9.5 con un aggiornamento compatto ma con qualche novità utile per chi gestisce librerie digitali di una certa dimensione.

La novità più visibile è la possibilità di creare una colonna dedicata al progresso di lettura, alimentata dai dati del visore interno di Calibre. Si configura da Preferenze, aggiungendo una nuova colonna tramite il pulsante “+” e selezionando la voce “Progresso di lettura”. Niente di rivoluzionario, ma per chi usa Calibre come archivio attivo, avere quella percentuale sempre in vista nella lista libri è comodissimo.

Per quel che riguarda l’editor, il browser delle annotazioni ora permette di filtrare per stile di evidenziazione, e il visore offre una nuova opzione per mostrare contemporaneamente la numerazione delle pagine dell’edizione cartacea (quando disponibile) e l’ultima pagina del file digitale. Utile per chi legge testi accademici o edizioni di riferimento con numeri di pagina standardizzati.
CalibreCalibre

Sicurezza


Vale la pena segnalare il fix al CVE-2026-30853: un problema nel driver RB che poteva permettere l’estrazione di file al di fuori della cartella contenitore prevista. Non è una vulnerabilità ad alto rischio per l’utente tipico, ma chi usa Calibre con formati provenienti da fonti non verificate dovrebbe aggiornare senza indugi.

Completano il rilascio una correzione al bug che impediva alle icone personalizzate di adattarsi correttamente al cambio tra tema chiaro e scuro, alcune migliorie al driver Tolino e vari miglioramenti alle fonti di notizie scaricabili.

Chi gestisce una libreria digitale estesa e cerca un servizio di archiviazione affidabile può valutare Infomaniak kDrive, soluzione europea con attenzione alla privacy dei dati.

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finalisti dell’xi edizione (2026) del premio nazionale di poesia elio pagliarani _ testi editi e testi inediti

logo del premio di poesia Pagliarani XI EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE ELIO PAGLIARANI – 2026


Cerimonia di premiazione a Roma, Palazzo Esposizioni, lunedì 25 maggio 2026

Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, giunto nel 2026 alla sua undecima edizione, è lieto di comunicare l’elenco delle raccolte finaliste. Il Premio alla carriera è stato attribuito, su proposta della Presidente, a Giulio Ferroni che sarà premiato con un’opera dell’artista Marzia Migliora.
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Raccolte edite finaliste


Tiziana Colusso, Corpo conduttore – XXXIII variazioni (Edizioni Progetto Cultura),

Antonella Antonia Paolini, Il macello moderno (Nino Aragno),

Ivan Schiavone, Didascalie venatorie (La Vita Felice)
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Raccolte inedite finaliste


Cinzia Colazzo, Sperimentale sarai tu / soda caustica,

Lidia Popolano, De vacuum natura,

Roberto Ranieri, Il ratto di Schrödinger
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tutti i comunicati e gli aggiornamenti sono disponibili all’indirizzo
tinyurl.com/pagliarani2026

Il premio è una delle attività dell’Associazione letteraria Elio Pagliarani dedicata allo studio della poesia contemporanea. Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, nato nel 2015, ha per scopo il promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale del poeta, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell’innovazione linguistica.

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Promozione e Ufficio Stampa: Gisella Blanco, Marco Giovenale, Irma Serra, uffstampapremioeliopagliarani@gmail.com
Premio Nazionale Elio Pagliarani: premioeliopagliarani@gmail.com

premionazionaleeliopagliarani.…

#AntonellaAntoniaPaolini #AssociazionePremioPagliarani #CettaPetrollo #CinziaColazzo #EdizioniProgettoCultura #ElioPagliarani #GiulioFerroni #IvanSchiavone #LaVitaFelice #LiaPagliarani #LidiaPopolano #MarziaMigliora #NinoAragno #PremioDiPoesiaElioPagliarani #PremioNazionaleDiPoesiaElioPagliarani #PremioPagliarani #RobertoRanieri #TizianaColusso

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Tripsy 3.8 integra il calendario e gestisce i fusi orari in automatico


Tripsy, l'app per organizzare i viaggi su iPhone e Mac, si aggiorna alla versione 3.8 con l'integrazione del calendario di sistema e la conversione automatica dei fusi orari.
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Tripsy è un’app per iPhone, iPad, Mac e Apple Watch che raccoglie in un unico posto tutto quello che serve per organizzare un viaggio: voli, alloggi, attività, documenti, spese e previsioni meteo. Disponibile gratuitamente con abbonamento opzionale, è da anni un punto di riferimento per chi vive nell’ecosistema Apple e vuole qualcosa di più strutturato di un foglio note.

Con la versione 3.8, il cambiamento più rilevante riguarda il calendario. Tripsy ora accede direttamente ai calendari personali e professionali del dispositivo, mostrando gli eventi già in agenda all’interno dell’itinerario di viaggio. L’utente sceglie quali calendari includere, e i dati rimangono sul dispositivo senza essere sincronizzati con i server dell’app. Gli eventi vengono convertiti automaticamente nel fuso orario locale della destinazione, con la possibilità di confrontare in ogni momento l’orario originale e quello adattato, accompagnato da un’indicazione visiva su dove è giorno e dove è notte.

Quando Tripsy riconosce che un evento del calendario corrisponde a un volo, recupera le informazioni del volo, consente di seguirne lo stato in tempo reale ed evita duplicati se il viaggio include già quel segmento.

Tra le altre novità: la duplicazione dei viaggi diventa più granulare, con la possibilità di scegliere esattamente quali elementi copiare, una vista itinerario più compatta, marcatori delle città sulla mappa, assegnazione di più attività a un ospite in una sola operazione e un nuovo widget per la schermata di blocco.

Tripsy è scaricabile gratuitamente dall’App Store.


FONTE tripsy.blog


FONTE apps.apple.com

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storia del sionismo

Gideon Levy sul massacro della famiglia Bani Odeh


differx.noblogs.org/2026/03/22…

new report on israeli genocidal behavior: “torture and genocide”

slowforward.net/2026/03/25/new…

mosab abu toha on threads
slowforward.net/2026/03/22/mos…

UNHCR: 700mila sfollati in una settimana in tutto il Libano


differx.noblogs.org/2026/03/13…

#storiadelsionismo #Gaza #Libano #WestBank #Cisgiordania #genocidio #israhell



new report on israeli genocidal behavior: “torture and genocide”


Francesca Albanese published a new report on the Palestinian situation: Torture and Genocide.

The report finds that the use of physical and psychological torture against Palestinians has been a defining feature of Israels ongoing settler-colonial genocide, both in custodial and non-custodial settings, creating a “torturous environment” aimed at tormenting Palestinians into annihilation, and expel them off of their land.

The testimonies of Palestinian survivors are harrowing, carrying a pain that shall stain our collective conscience forever.

The findings raise urgent legal and political responsibilities for Israel and other Member States. Silence and inaction are complicity.

Read the full report via these links:


#annihilation #bambini #children #colonialism #FrancescaAlbanese #Gaza #genocide #genocidio #IDF #inactionIsComplicity #invasion #IOF #Israel #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #Palestinians #politicalResponsibilities #prison #report #settlerColonialGenocide #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #survivors #torture #TortureAndGenocide #torturousEnvironment #warcrimes #zionism


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Firefox senza fronzoli: cos’è Betterfox e perché esiste


Betterfox è un file user.js per Firefox che migliora privacy, sicurezza e prestazioni senza la radicalità di arkenfox. La versione 149.0 risolve un bug grafico su macOS e Linux.
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Firefox ha un file di configurazione nascosto, user.js, che permette di modificare centinaia di impostazioni interne prima che il browser si avvii. Usarlo a mano è noioso e rischioso; per questo esistono raccolte preconfezionate come arkenfox e, appunto, Betterfox.

La differenza tra i due non è di poco conto. Arkenfox punta al massimo dell’irrigidimento: ottimo per chi accetta qualche rottura occasionale dei siti pur di ridurre la superficie di attacco. Betterfox segue una logica diversa, quella della dose minima efficace: toccare solo quello che vale la pena toccare, senza stravolgere la navigazione quotidiana.

Il progetto si articola in quattro componenti modulari: Fastfox per le prestazioni, Securefox per privacy e sicurezza, Peskyfox per ripulire l’interfaccia da elementi superflui e Smoothfox per lo scorrimento fluido. Il file user.js finale integra le impostazioni ritenute essenziali da tutte e quattro le sezioni.

L’installazione richiede pochi minuti. Si scarica il file user.js dalla pagina del progetto, si apre Firefox, si digita about:profiles nella barra degli indirizzi e si fa clic su Apri cartella nella sezione della directory radice del profilo attivo. Il file va copiato lì dentro. Al riavvio del browser le impostazioni sono già attive. Prima di procedere conviene creare un profilo di backup, come suggerisce la documentazione, nel caso si voglia tornare sui propri passi.

La release 149.0, uscita in questi giorni, è un aggiornamento di manutenzione: corregge un bug grafico che su macOS e Linux poteva causare problemi visivi dopo l’aggiornamento a Firefox 149. Chi usa queste piattaforme deve resettare manualmente il parametro gfx.webrender.layer-compositor su false tramite about:config dopo l’aggiornamento.

Il progetto è attivo, conta oltre 10.000 stelle su GitHub ed è già integrato, in varie forme, in diversi fork di Firefox come Zen Browser, Waterfox e Floorp.

Per chi vuole navigare con un Firefox un po’ meno sciatto del default, senza impazzire con configurazioni da ricercatore di sicurezza, Betterfox è un buon punto di partenza. Per la navigazione privata, abbinarci un DNS cifrato come NextDNS completa il quadro senza sforzo aggiuntivo.


FONTE github.com


FONTE github.com

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Vivaldi mobile 7.9: i tab a due livelli sbarcano su iOS, e non solo


Vivaldi 7.9 per Android e iOS introduce i Tab Stack a due livelli sulla versione Apple, l'importazione da Safari, l'immagine quotidiana su entrambe le piattaforme e una modalità desktop migliorata per Android.
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Quattro anni dopo il debutto su Android, i Tab Stack a due livelli di Vivaldi arrivano anche su iOS. È la novità più attesa della versione 7.9 del browser mobile, rilasciata ieri.

La funzione permette di organizzare le schede in gruppi: il primo livello mostra gli stack nella barra in alto, il secondo visualizza le schede contenute nello stack selezionato, e scompare non appena si esce dal gruppo. Il risultato è un’interfaccia che resta ordinata anche con decine di schede aperte. Due stili disponibili: a due livelli o a fisarmonica, configurabili dalle impostazioni. Per creare uno stack basta tenere premuto il pulsante nuova scheda.

Su iOS arriva anche l’importazione diretta da Safari: segnalibri, password, cronologia e carte di credito salvate possono essere trasferiti in Vivaldi in pochi secondi, senza reinstallare niente o esportare file. Una mossa che abbassa il costo del cambio browser per chi finora è rimasto su Safari per inerzia più che per convinzione.

Immagine quotidiana su entrambe le piattaforme

Sia iOS che Android ricevono la funzione Daily Image: ogni giorno una nuova fotografia compare nella schermata iniziale del browser. Su iOS c’è anche la possibilità di usarla come sfondo del telefono, sincronizzata automaticamente con quella della schermata iniziale. Piccolo dettaglio, ma contribuisce all’impressione che Vivaldi curi ogni angolo dell’interfaccia più di quanto facciano i browser di default.

Modalità desktop su Android

Vivaldi continua a raffinare il supporto alla modalità desktop su Android. La funzione, già disponibile in forma stabile sui dispositivi Samsung tramite DeX, è ancora in beta per Android in generale. L’obiettivo dichiarato è trasformare il telefono in un computer vero e proprio quando collegato a schermo, tastiera e mouse, con gestione completa delle schede, pannelli laterali per segnalibri, note, download e cronologia. La versione 7.9 porta ulteriori miglioramenti, senza dettagli specifici nel comunicato ufficiale.

Vivaldi 7.9 mobile è disponibile su Google Play e App Store. Per chi cerca un browser che non raccoglie dati e non è legato a un ecosistema proprietario, rimane una delle poche alternative davvero complete, sia su Android che su iOS. Abbinarlo a un DNS filtrante come NextDNS completa il quadro lato navigazione privata.


Post by @jon@vivaldi.net
View on Mastodon


FONTE vivaldi.com


New @Vivaldi release on mobile. Finally we have 2 level tab stacks on iOS and we are putting significant efforts into desktop mode on Android. I am very excited about that. The idea that you can just connect your phone to a dock with keyboard, screen and mouse and have a fully working computer is great! Not just a mirror, but a full desktop environment. This has been around for a while on Samsung phones through DEX, but is now coming to Android in general and we see this as an interesting challenge to bring a true desktop experience to this environment. Obviously having things like tabs, tab stacks and panels gives us a head start, but we will continue to work on this.

#Android #ios #Technology #Computing

vivaldi.com/blog/vivaldi-on-mo…


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“L’EUROPA CI CONTROLLA E CI SPIA? Cosa sta succedendo davvero.” (umammamij!!!)

Ieri sera, grazie all’algoritmo di YouTube che mi aiuta a non perdere quello che invece tramite i miei disordinatissimi feed aggregati perdo, ho beccato questo video, che… alla vista, sul colpo, mi ha fatta zompare, vista l’assurdità di tutto il contesto: Jakidale, tra tutti, che è sempre stato e continua ad essere un assurdo tech-entusiasta, che pubblica un video con titolo pseudo-complottista e miniatura minimale ma impressionante a riguardo dell'”aaah signora mia, questa Europa che ci controlla e ci spia, ma come dobbiamo fare, siamo proprio in dittatura sanitaria“… cioè, cosa?!?!?! Non ci avrei potuto credere nemmeno se davvero il contenuto avesse rispettato questa premessa!!! 🙀

…E beh, contrariamente alle mie paure (ma non ai miei sospetti), questo era infatti tutto un assurdo trollaggio senza precedente alcuno (…che io sappia, almeno, ma in realtà non lo seguo abbastanza da poterci giurare): Jakidale non è misticamente passato al lato boomer, e io qui dunque condivido il suo videino non perché sono indigniata, ma perché in verità è più interessante del previsto; e, sorpresa inimmaginabile, dentro ci è finito pure Matteo Flora, come ospite preso apposta per affrontare le questioni del caso che, per l’appunto, non sono strani complottismi, ma discorsi sensati e non estremizzati sulle nuove questioni di privacy degli ultimi tempi sia in Europa, sia più in generale. 😆

Niente di ipermagico, tutto sommato, ma diversi piccoli temi di questo tipo, e ogni tanto Flora ha cacciato fuori qualche chicca… Del tipo, a parte cose che da lui e non solo avevo già sentito, hanno parlato per esempio del blocco dei contenuti a livello ISP, e quindi pure AGCOM e Piracy Shield (caspita…) e tutte le robe affini, e lui ha raccontato vagamente di come il tutto è partito anche in Italia tanto tempo fa (inizialmente per pedopornografia e gambling illegale), e la china scivolosa che ecco che puntualmente avviene per queste cose, e… ha persino accennato a più riprese al suo passato lavorativo in questo settore, credo come consulente tecnico per i legislatori su queste cose o non so bene che robaccia, che è una parte della sua lore che prima ignoravo e ora comunque non so granché, figo!!! 🔥

Ad ogni modo, un punto bello quanto ovvio che appare nella discussione è che: con l’Unione Europea in particolare le cose vanno un po’ bene e un po’ male, perché da un lato l’ente fa quello che è giusto fare (anche per il bene dei cittadini, non solo dei regnanti), e dall’altro ovviamente ci sono le schifezze, ma è normale, perché la burocrazia è complicata, specialmente con organi legislativi così grossi, e… le cose più in generale però vanno molto male, perché purtroppo questo è quello che succede quando chi si occupa di fare leggi non capisce una mazza di tecnologia, e contemporaneamente chi mastica la tecnologia è spesso per la totale anarchia. (E poi c’è pure una sezione tanto giusta quanto piazzata un po’ a caso sul revenge porn, dove si parla anche dell’associazione benefica di Flora; che però in fondo è in-topic, perché si finisce per parlare anche della moderazione di questi contenuti illeciti sulle piattaforme, e le segnalazioni, e le sfide sempre più complicate per la privacy, e vabbè.) 💥

Insomma, se avete un’oretta consiglio la visione, perché non è ragebait, e anzi: il video mi è piaciuto proprio a livello cosmico… così chill, secondo me, tenuto sul secondo schermo mentre tentavo di fare altro, ed eppure si è fatto seguire perfettamente… che proprio ahhh, questa chiacchierata tra Jakidale che sta in verità piuttosto zittino, ed il Matteo che oh, non andrò a mentire, ma per qualche motivo mi sta sempre simpatico, ed anche a parlare di cose serie sa sempre essere così tanto divertente ad un livello che io posso solo sognarmi, e dietro poi lo schermone professionale che mostra immagini relative all’argomento per fare scena, come al TG… grazie caro, per lo yapping offerto stavolta pure più del solito. 🙏
#Europa #IT #Jakidale #MatteoFlora #privacy #tech #Techdale #ue

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Ghost aggiunge i podcast riservati agli abbonati con l’integrazione ufficiale Transistor.fm


Ghost e Transistor.fm hanno stretto una partnership per sincronizzare automaticamente gli abbonati tra le due piattaforme, rendendo molto più semplice offrire podcast privati come beneficio in abbonamento.
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Finora, chi voleva affiancare un podcast riservato agli abbonati alla propria pubblicazione su Ghost doveva arrangiarsi: automazioni su Zapier, liste di iscritti da aggiornare a mano, e la speranza che tutto restasse sincronizzato. Funzionava, ma con parecchia fatica.

Da qualche giorno Ghost e Transistor.fm hanno annunciato un’integrazione ufficiale che collega direttamente le due piattaforme. Una volta attivata, gli abbonati di Ghost vengono sincronizzati su Transistor in automatico: nuovi iscritti, upgrade, downgrade e cancellazioni si riflettono in tempo reale senza intervento manuale.

Per ogni podcast si può scegliere chi ha accesso: tutti i membri, solo chi ha un abbonamento attivo, oppure livelli specifici. Più podcast sullo stesso sito possono avere regole di accesso diverse. Ogni abbonato con accesso riceve un feed RSS privato e univoco, da aggiungere a qualsiasi app di ascolto.

Ghost integra l’accesso in due punti: nel pannello account dell’utente (Portal) e in un nuovo blocco Transistor nell’editor, usabile su pagine, articoli e nelle email di benvenuto. L’integrazione è disponibile subito per Ghost(Pro); chi gestisce un’installazione autonoma deve aggiornare all’ultima versione.

Per chi costruisce una pubblicazione indipendente sostenuta dagli abbonamenti, vale la pena valutare anche Steady, alternativa europea a Substack con commissioni più contenute e senza l’ecosistema opaco della controparte americana.


FONTE ghost.org


FONTE transistor.fm

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da morti gli artisti hanno più possibilità di sopravvivere con il loro lavoro / lorenzo ciccarelli. 2026


youtube.com/shorts/GaFu6vzdUlc

da morti gli artisti hanno più possibilità di sopravvivere con il loro lavoro

(Lorenzo Ciccarelli)
#AmeliaRosselli #poesia #scaffale #scaffaleDiPoesia #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #vetrina #vetrinaDiPoesia

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Locomotore Isolato (LIS) TRAXX E494.054 in transito a Livorno Centrale – 27/11/2025


👍 Se il video ti è piaciuto lascia un bel mi piace!➕ Iscriviti per seguirmi e ricevere notizie sugli ultimi video!Grazie mille! 😄✅ Unisciti al canale telegram, in cui si potranno trovare foto e piccoli extra che non sono sul canale youtube! ➡️ https://treni.creeperiano99.it/u/telegram----------------------------------------------------------------------------👥 Il gruppo telegram discussione del canale telegram con possibilità di parlare di ferrovia in generale, nel rispetto […]
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youtube.com/embed/irtEzNfuthk?…

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Grazie mille! 😄
✅ Unisciti al canale telegram, in cui si potranno trovare foto e piccoli extra che non sono sul canale youtube! ➡️ treni.creeperiano99.it/u/teleg…
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👥 Il gruppo telegram discussione del canale telegram con possibilità di parlare di ferrovia in generale, nel rispetto degli altri utenti
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✅ Sito Web ➡️ treni.creeperiano99.it
✅ Odysee ➡️ treni.creeperiano99.it/u/odyse…
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👥 Canale telegram con le notizie della mobilità ferroviaria Toscana in tempo reale
treni.creeperiano99.it/u/treni…
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👥 Gruppi telegram dedicati alle stazioni con anche le notizie della mobilità ferroviaria Toscana
✅ Castagneto Carducci-Donoratico Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/casta…
✅ Cecina Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/cecin…
✅ Empoli Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/empol…
✅ Campiglia Marittima Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/campi…
✅ Livorno Centrale Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/livor…
✅ Firenze Santa Maria Novella Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/firen…
💰🎁 Donazioni
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treni.creeperiano99.it/2026/03…

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tado° raggiunge la redditività: oltre 5,5 milioni di termostati smart connessi


tado° diventa profittevole superando i 5,5 milioni di termostati smart connessi: un traguardo importante che conferma la crescita del mercato smart home e la solidità della strategia aziendale
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tado° ha annunciato oggi di aver collegato più di 5,5 milioni di termostati smart e di aver raggiunto la redditività operativa, segnando un traguardo chiave nella sua crescita.

Johannes Schwarz di tado° ha dichiarato: “la forte crescita degli ultimi anni e la nostra posizione di leadership nel mercato europeo ci hanno permesso di raggiungere la redditività come azienda. Questo traguardo rafforza la nostra indipendenza e ci consente di accelerare l’espansione della nostra piattaforma di gestione energetica domestica”


Tutto è cominciato dai termostati smart


Inizialmente nota per i suoi termostati smart, tado° si è evoluta in una piattaforma più ampia di gestione dell’energia domestica, spinta dalla crescente domanda di tecnologie che aiutano le famiglie a gestire l’aumento dei costi energetici. In particolare, l'azienda combina prodotti per il riscaldamento smart e tariffe elettriche dinamiche che mirano a ridurre significativamente sia i costi energetici per le famiglie sia le emissioni di carbonio. Per venire incontro alla complessità delle abitazioni europee, tado° funziona con una vasta gamma di sistemi di riscaldamento – inclusi caldaie a gas, riscaldamento a gasolio, pompe di calore, teleriscaldamento e condizionatori – indipendentemente dal produttore, e grazie al controllo in ogni singola stanza tramite termostati smart per riscaldamento a pavimento e radiatori, tado° dichiara un risparmio medio per i suoi clienti del 22%.

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Efficienza energetica: una priorità


Poiché i prezzi dell’energia restano instabili e l’Europa accelera la transizione verso le energie rinnovabili, l’efficienza energetica torna a essere una priorità per famiglie.

Christian Deilmann ditado° ha dichiarato: “i prezzi dell’energia e la sicurezza energetica sono nuovamente al centro del dibattito in Europa. Il kilowattora più economico è quello che non consumi mai. Con sempre più energia solare ed eolica nel sistema elettrico, la gestione intelligente dell’energia diventerà sempre più importante per aiutare le famiglie a controllare i costi.”



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Guardando al futuro


tado° raggiunge la redditività riducendo la dipendenza da investimenti esterni, abbassando il costo del capitale e rafforzando la propria indipendenza. L’azienda punta anche su una cultura interna orientata alla crescita, coinvolgendo i dipendenti attraverso un programma di azionariato virtuale. Guardando al futuro, tado° continuerà a sviluppare la propria piattaforma puntando su ottimizzazione basata su IA, maggiore integrazione delle energie rinnovabili e gestione intelligente delle tariffe energetiche, in linea con l’evoluzione della transizione energetica.

Deilmann ha concluso: “le abitazioni stanno diventando veri e propri hub energetici. Il nostro obiettivo è integrare riscaldamento, energia solare, veicoli elettrici e tariffe energetiche in un unico sistema intelligente che aiuti le famiglie a risparmiare denaro, supportando al contempo la transizione verso l’energia rinnovabile.”



Autenticazione push: come funziona e perché le banche la stanno adottando al posto delle password


Nel settore bancario, la protezione delle identità digitali è diventata una priorità strategica. L’aumento delle transazioni digitali, insieme a quello delle potenziali vulnerabilità e all’inasprimento dei requisiti normativi, sta spingendo le istituzioni finanziarie a ripensare i propri sistemi di verifica. In questo scenario, l’autenticazione tramite notifiche push mobile mobile si sta affermando come una soluzione capace di coniugare sicurezza, rapidità e semplicità. Infobip osserva come le banche stiano gradualmente abbandonando l’utilizzo degli OTP inviati via SMS o email per adottare modelli più sicuri e più resilienti alle frodi. L’autenticazione push consente infatti di verificare identità e operazioni direttamente all’interno dell’app bancaria, riducendo drasticamente il rischio di intercettazioni, SIM swapping o tentativi di phishing.

Autenticazione push mobile: come funziona e perché le banche la stanno adottando


L’autenticazione push nasce dalla necessità di creare un meccanismo di verifica più robusto e adatto ai modelli di rischio attuali. L’associazione univoca tra app, dispositivo e identità garantisce che ogni richiesta non possa essere replicata o manipolata da attori malevoli. Parallelamente, la possibilità di approvare un’operazione con un solo tocco elimina passaggi ridondanti e migliora la customer experience, un fattore sempre più decisivo nell'ambito dei servizi finanziari digitali.

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La spinta normativa conferma l’urgenza del cambiamento. In Europa, PSD2 e gli standard di Strong Customer Authentication impongono l’utilizzo di sistemi multifattore basati su app; in India cresce l’adozione della biometria; negli Stati Uniti e in America Latina sono in corso test su passkey e notifiche push per contrastare il phishing. Anche la Central Bank of the UAE ha stabilito l’eliminazione degli OTP su canali non sicuri entro marzo 2026, accelerando una trasformazione già in atto.

Perché le banche stanno adottando questa tecnologia


L’applicazione delle notifiche push nel settore bancario è ampia e supporta una vasta gamma di esigenze operative. Le banche possono verificare in tempo reale la legittimità di un login effettuato da un nuovo dispositivo o da una posizione insolita, riducendo il rischio di accessi non autorizzati. I clienti possono inoltre autorizzare pagamenti e altre operazioni sensibili direttamente all’interno dell’app, visualizzando in modo chiaro tutti i dettagli della transazione—un approccio che migliora i tassi di completamento del 3D Secure e riduce le opportunità di frode.

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Quando viene rilevata un’attività potenzialmente fraudolenta, una notifica push consente ai clienti di confermare o bloccare immediatamente l’azione sospetta, contribuendo a ridurre i falsi positivi e a limitare eventuali perdite. Anche la registrazione di un nuovo dispositivo avviene in modo sicuro: l’attivazione viene confermata tramite un dispositivo già registrato, proteggendo le credenziali da utilizzi fraudolenti. Il risultato è un modello che rafforza la fiducia nelle interazioni digitali senza compromettere un’esperienza utente fluida.

“L’adozione dell’autenticazione push non è soltanto una scelta tecnologica: rappresenta un’evoluzione culturale, in cui sicurezza e semplicità devono procedere insieme per garantire continuità operativa, protezione e centralità delle persone", ha dichiarato Vittorio D’Alessio di Infobip.



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Il browser di DuckDuckGo aggiunge temi, importazione multipla e presto il TOTP


Il browser di DuckDuckGo riceve qualche aggiornamento degno di nota: temi personalizzati, importazione da più browser in un colpo solo e, in arrivo, il supporto TOTP nel gestore di password integrato.
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Qualche aggiornamento recente per il browser di DuckDuckGo: temi personalizzati già disponibili, importazione multipla da più browser in un colpo solo, e in lavorazione il supporto ai codici TOTP nel gestore di password integrato.

La novità più visibile è la personalizzazione dell’interfaccia con temi a colori, già disponibile. Si può scegliere tra diverse tinte e abbinare anche l’icona dell’app. In lavorazione anche una modalità scura forzata per i siti che non la supportano nativamente, già in distribuzione su Android.

Per quanto riguarda l’importazione, invece, DDG ha introdotto la possibilità di importare password e segnalibri da più browser contemporaneamente, in pochi clic. Comodo per chi cambia browser e non vuole ripetere l’operazione più volte.

La novità più interessante, però, deve ancora arrivare: il supporto ai codici TOTP direttamente nel gestore di password integrato. I browser raramente offrono questa funzione, di solito delegata ad app dedicate come Aegis o a gestori come Bitwarden Proton Pass.


FONTE insideduckduckgo.substack.com

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Saluto a David Riondino


Era dieci anni fa, debuttammo con lo spettacolo Il Milione, il libro delle meraviglie - leggeva David Riondino, laReverdie con due musiciste esperte nelle musiche dell'oriente accompagnavano la narrazione - David aveva già collaborato con la Reverdie, ma questo progetto fu un bel percorso insieme: il video che pubblico presenta il progetto e le immagini della prima, allo Squero di Venezia sull'isola di San Giorgio. Ora David ci ha lasciato, ma tutto il suo lavoro sul racconto e la parola […]
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Era dieci anni fa, debuttammo con lo spettacolo Il Milione, il libro delle meraviglie – leggeva David Riondino, laReverdie con due musiciste esperte nelle musiche dell’oriente accompagnavano la narrazione – David aveva già collaborato con la Reverdie, ma questo progetto fu un bel percorso insieme: il video che pubblico presenta il progetto e le immagini della prima, allo Squero di Venezia sull’isola di San Giorgio.

Ora David ci ha lasciato, ma tutto il suo lavoro sul racconto e la parola resta e occorre farne tesoro, anche se sarà insostituibile la sua maniera leggera, divertita e coltissima.

Mi permise di lavorare con lui attorno alle ottave di Ludovico Ariosto, e fu una calda sera a San Mauro Pascoli 🙂

E aveva ancora in serbo moltissimi progetti, spero non verranno interrotti da chi collaborava con lui.

Resti vivo il ricordo.

youtube.com/watch?v=O194uH6AQn…

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)