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gitea.it chiude maledettamente quindi nasce Forgejoctt per motivi di magica seccatura


Parlando di questioni che scherzi piuttosto non sono, in questo primo giorno di aprile… anche perché, a quanto pare, quest’anno non ho l’ispirazione giusta per riuscire a fare effettivamente ridere, e quindi ho potuto contare solo sulla schizofrenia, ma insomma… Quello che oggi accade per davvero è la chiusura di Gitea.it dei Devol, che da tempo deve essere dismesso in favore di Forgejo.it (il lupo perde il pelo, ma non il vizio del brandjacking…), e chi aveva un account lì (come me) e vuole evitare di perdere le proprie repository (…come me?) ha giustamente ricevuto un invito a fare una migrazione della roba verso lì; prima qualche mese fa, che ricordo vagamente, e poi con una mail finale questo passato sabato 28 marzo… cosa che, ovviamente, io ho cagato solo all’ultimo, ossia ieri martedì 31 marzo, perché sono terribile e procrastinante, ma OK. 😱

Tralasciando il fatto che intanto, tuttora adesso a sera tarda, Gitea.it è stranamente ancora online; e OK, funziona male tanto quanto ieri, però per l’appunto è ancora lì quando non dovrebbe… a quanto pare, su Forgejo.it già ci sono problemi… sia operativi, a quanto ho sentito dai miei informatori, sia presumo di configurazione, perché le registrazioni risultano disattivate, il login con username e password uguali a quelli di Gitea.it (che ho provato giusto perché non si sa mai) nemmeno funziona, e quindi non capisco come cazzo dovrei fare questa fottuta migrazione se nemmeno posso accedere. (O, in alternativa, i problemi sono di comunicazione, perché se l’unico modo previsto di ottenere un account è magari quello di contattare gli admin, cosa di cui ho il sospetto ma boh, allora ciò non è per nulla chiaro; non sta scritto da nessuna parte, nemmeno sul sito dei Devol mi sa.) 😐

Beh, niente da fare allora… perderò tutte le mie repo che stanno lì sopra, perché a parte clonarle in locale non ho altri server Git su dove posso migrarle facilmente, e quindi niente lol, si soffre… o almeno, questo è ciò che penserei se fossi stupida, ma invece io sono pur sempre una ragazza magica anche nei momenti più difficili, e quindi ho piuttosto sfruttato questo merdoso inconveniente per approfittarne nel fare una cosa che da non so quanti mesi mi serviva vagamente, ma ho sempre rimandato per motivi di seccanza: installare la mia personalissima istanza Forgejo… non con blackjack e squillo di lusso, ma con glitter di magia e polvere di spacc sì: Forgejoctt!!! (Ospitato però su sottodominio spacc, per quanto il nome fancy possa ingannare: git.spacc.eu.org.) 🎆
> 💖💣, 11:37: intanto metto su un server git per motivi forse dopo scrivo un post su fritto misto per spiegare i motivi > 💖💣, 11:44: https://git.spacc.eu.org/ è stato veloce. > 💖💣, 11:46: 🖼 bene [Forgejoctt: Beyond coding. We Spacc.]
In realtà, solo ora nello scrivere questo post mi viene in mente che sia su GitLab.com, sia su Codeberg (che è un’istanza Forgejo), forge su cui ho già un account a parte GitHub, per quanto non si possa fare mirroring, forse si possono sempre importare repository da URL o file bundle, quindi avrei potuto non sbattermi, se ieri mattina non fossi stata fottutamente addormuta Però non fa niente, perché non solo mettere su questo ottimo pezzo di software è stato un lavoretto da pochi minuti, e grazie al Docker zero rogne, ma comunque un’istanzina Git personale mi serviva, così, da parte, disponibile ogni qualvolta voglio essere sicura di avere una copia locale, anche sincronizzata con l’upstream, di repo utili ed interessanti… magari spesso pure a rischio DMCA, che sul mio server invece stanno bene, eheheh!!! (Insomma: per motivi.) 🥰

Quindi… boh, non c’è proprio niente da dire dopo questo punto, perché la presente è una semplice istanza Forgejo privata, ospitata su un serverino anche veloce ma costantemente a corto di spazio — e questa stessa operazione qui certamente non migliorerà questa specifica situazione, perché già solo nell’importare qualcuna di quelle repo vecchie da Gitea.it (nello specifico, alcuni backup del codice di Citra e Yuzu… che forse è anche superfluo avere, perché immagino ci siano copie migliori in giro, ma vabbè) ho già occupato tipo 1.4 GB di disco… Però oh, nel caso, se volete un account, anche per accumulare centinaia di repository seppur non troppo grosse, chiedetemi e vi sarà dato. (Le registrazioni sono chiuse per ovvi motivi, ma almeno le mie istruzioni sono più chiare, uwu.) 😽
#confusione #devol #Forgejo #Forgejoctt #Git #GiteaIt #procrastinazione


scoperta octospacchica dell’inesistenza del tutto che pareva reale, in un normale giorno di inizio aprile…


Ommiao, ragatti… sembra così assurdo fare un ragionamento del genere di quello che sto per fare proprio il primo di aprile, che insomma… è l’inizio di un nuovo mese, il primo mese completamente di primavera in ordine tra i vari, oltre che il mese del mio compleanno (se non muoio prima, si intende… per l’allergia ovviamente, eh!!!)… e poi basta, credo, a parte Pasqua, ma comunque insomma, non è roba da poco… ma eppure ehhh, mi tocca… 😳

Perché oh, stamattina… o, forse, già da ieri sera, perché il passaggio dal 31 marzo al 1° aprile farà magari effetti strani sul mio cervello, che mi porteranno a pensare in anticipo a cosa mai mi troverò costretta a dire nel giorno che oggi è oggi, o qualcosa del genere… sono stata colpita da un pensiero che, mamma mia, ha dell’incredibile; e, purtroppo, a differenza del solito, temo nessun dettaglio divertente o spassoso… qualcuno potrebbe quasi dire che “non è uno scherzo“, però a me questa terminologia da YouTuber “questo video non lo volevo fare” non piace, quindi piuttosto trovo una via di mezzo e dirò che è una roba da non credere“… 😰

Ho realizzato — oltre al fatto che non so se io sono ancora sveglia o sto dormendo adesso, perché prima nel lettino ho come dormito mentre mi svegliavo e poi tornavo a dormire, ed era come se la mia coscienza si sdoppiasse in ogni singola parte del mio corpo e diventasse muschio mucoso attaccato nel letto su diversi livelli dimensionali, e si spostasse continuamente tra ogni punto portandomi ad uno stato di realtà intermedio, e io non ci ho capito più niente (e questi ultimi dettagli veramente non sono uno scherzo, a parte tutto) — che, forse, tutto questo, nemmeno esiste… il fritto misto di octospacc non esiste, ed è solo una pura illusione della mia stessa mente, che continua a funzionare ed aggiornarsi e mostrare di essere vivo soltanto finché io lo guardo e me ne curo!!! 🤨🤯😪

Una strana rivelazione, sì sì, soprattutto in un giorno così normale, ne sono consapevole… ma, non insensata quanto si potrebbe credere… Perché sì, è ovvio che magari il sito non si aggiorna con nuovi contenuti se io non penso di doverli scrivere e quindi non mi metto a fare niente (rocctting), ma questo è solo il livello zero della rivelazione… il pavimento della questione, per dire, nient’altro… su cui, però, tutto il resto giustamente si regge ed è visibile se, per un mistico attimino, si riesce a prendere coraggio, staccare le fredde e secche labbra dalla suddetta pavimentazione, ed alzarsi, per guardarsi attorno… ovviamente non con lo sguardo fisico, che mai offre ciò che davvero serve in queste situazioni, bensì la vista cosmica, per quanto non sia semplice… 👻

E dunque, beh, quello che ho davvero scoperto è allucinante, quasi… ed è difficile da spiegare a parole umane in modo comprensivo, purtroppo, vista la complicatezza dell’intera questione… ma posso fare degli esempi stupidi. (…Solo per aiutare voi altri umani a comprendere, ma la storia non è stupida!!!) Per esempio, misteriosamente, nei momenti in cui non scrivo, le visualizzazioni del sito sono molto molto basse… quelle che ci sono, che vengono a questo punto devo supporre solo dagli spiriti, nel grafico delle visite, sembrano quasi rumore di fondo di misurazione, a vedersi… tipo, ..--...-...:::..:..:--:...^...… cioè, vedete, è così assurdo… E, stranamente, commenti diretti sul sito, dove sono tranquillamente inseribili anche senza login o altre scomodità, non ne arrivano mai, mai, mai… forse 1 volta ne arrivò uno, o forse neanche quella e mi ricordo male… mentre, le interazioni dal Fediverso ogni tanto arrivano, sì, ma solo quando pubblico qualcosa di nuovo, ossia solo quando io onoro l’esistenza di questo affare che non esiste, e altrimenti appunto mai, ed il cerchio si chiude esattamente come l’ho perfettamente delineato. 🥏

Quindi, a questo punto, non so davvero cosa dire più… dovrei prendere una decisione su qualcosa, a questo punto, dopo aver realizzato questa ennesima verità nascosta della mia esistenza in piccolo e del cosmo in maniera più assolutizzata (e menomale che i miei poteri di ragazza magica ogni tanto ancora funzionano, e mi portano a pensieri così utili...), ma… cosa mai dovrei fare??? In questo caso, non ci sono scelte e non ci sono non-scelte, perché sostanzialmente nulla esiste, e ciò che esiste appunto smette di esistere nel momento in cui non si crede più esista. Persino questa stessa discussione mi sembra così irreale, ed a tratti i pensieri che me l’hanno scaturita… e quindi, in realtà, questo post stesso secondo me non esiste davvero, bensì è solo una mia alteratissima percezione, come la mia esistenza sopra a tutto. 💀

…Quasi quasi, dal profondo del mio lato nichilista, che invece spesso sembra quasi esistere davvero, mi verrebbe persino da dire che tutto questo è dunque completamente inutile, e non ha più senso alcuno provare a fare niente, e di conseguenza abbandonerò tutto, anche se in realtà questo tutto è niente, quindi in realtà non starei perdendo nulla, o meglio starei buttando via il niente, però ugh… Ma beh, ho detto che oggi è un giorno come gli altri senza nulla di strano, quindi non dirò nulla di tutto questo. Buon mercoledì normalissimo seppur ad una (1) cifra… poiché, per una (1) volta, non ci sono complotti qui, ma solo auto-illusioni. 🤐
#ironia #mistero #pensieri #riflessioni #scherzo


Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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Un nuovo blog italiano si è federato: diamo il benvenuto a "L'economia con Amalia"

Chi vuole seguire il blog dal #Fediverso potrà farlo all'indirizzo @L'economia con Amalia

@Che succede nel Fediverso?


Benzina, ma quanto ci costi?


La guerra in Iran ha avuto effetti immediati sul prezzo della benzina. Molti se ne sono accorti andando a fare rifornimento: il pieno costa di più. E allora la domanda nasce spontanea. Com’è possibile che un conflitto così lontano produca effetti così rapidi sui prezzi che paghiamo ogni giorno?

Per capirlo bisogna partire dal petrolio. In particolare dal Brent, il prezzo di riferimento del greggio estratto nel Mare del Nord e utilizzato come indicatore per il mercato mondiale. Nelle ultime settimane il prezzo è passato da circa 70 dollari al barile a oltre 110, per poi scendere attorno ai 90 dollari quando il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra potrebbe finire presto. Ieri la quotazione è tornata vicino ai 100 dollari.

Questo movimento è importante perché la benzina deriva proprio dal petrolio. Quando la materia prima diventa più cara, prima o poi anche il prezzo alla pompa tende ad aumentare.

A questo punto però nasce un’obiezione frequente. La benzina che compriamo oggi è stata prodotta settimane fa, con petrolio che costava meno. Perché allora il prezzo aumenta subito?

Qui entra in gioco una caratteristica economica del mercato della benzina: la domanda rigida. In economia si parla di elasticità della domanda, cioè della sensibilità dei consumatori ai cambiamenti di prezzo. Nel caso della benzina la domanda è poco elastica: anche se il prezzo sale, continuiamo a comprarla. Nel breve periodo è infatti difficile sostituire questo bene. Se dobbiamo andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola, l’automobile resta spesso indispensabile. Qualcosa di simile accade con alcuni farmaci: chi ha bisogno dell’insulina continuerà a comprarla anche se il prezzo aumenta molto.

C’è poi un secondo motivo. I distributori sanno che nei prossimi mesi dovranno acquistare petrolio più caro. Per questo anticipano una parte dell’aumento già oggi, per non trovarsi in difficoltà quando dovranno rifornirsi a prezzi più alti.

Esiste infine un fenomeno ben noto agli economisti, spesso descritto con l’immagine della collosità dei prezzi. I prezzi tendono a salire rapidamente quando i costi aumentano, ma scendono molto più lentamente quando le condizioni migliorano.

Il problema non riguarda però soltanto la benzina. Petrolio e gas restano fonti energetiche centrali nelle nostre economie. Se aumenta il costo dell’energia, aumentano anche i costi di produzione delle imprese e spesso i prezzi dei beni. Lo stesso vale per il trasporto delle merci, che dipende direttamente dal prezzo dei carburanti.

Per questo gli economisti tornano a parlare di inflazione, cioè di aumento generale dei prezzi. E in un contesto di crescita economica già debole riappare anche il timore della stagflazione, la combinazione tra prezzi elevati e stagnazione economica con disoccupazione.

Per ora non siamo in questa situazione. Ma gli eventi delle ultime settimane ricordano quanto l’economia mondiale sia interconnessa: anche una guerra lontana può arrivare molto rapidamente fino alla pompa di benzina sotto casa.
#benzina #guerra #inflazione #Iran #petrolio #stagflazione #svizzera


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Benzina, ma quanto ci costi?


La guerra in Iran ha avuto effetti immediati sul prezzo della benzina. Molti se ne sono accorti andando a fare rifornimento: il pieno costa di più. E allora la domanda nasce spontanea. Com’è possibile che un conflitto così lontano produca effetti così rapidi sui prezzi che paghiamo ogni giorno?

Per capirlo bisogna partire dal petrolio. In particolare dal Brent, il prezzo di riferimento del greggio estratto nel Mare del Nord e utilizzato come indicatore per il mercato mondiale. Nelle ultime settimane il prezzo è passato da circa 70 dollari al barile a oltre 110, per poi scendere attorno ai 90 dollari quando il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra potrebbe finire presto. Ieri la quotazione è tornata vicino ai 100 dollari.

Questo movimento è importante perché la benzina deriva proprio dal petrolio. Quando la materia prima diventa più cara, prima o poi anche il prezzo alla pompa tende ad aumentare.

A questo punto però nasce un’obiezione frequente. La benzina che compriamo oggi è stata prodotta settimane fa, con petrolio che costava meno. Perché allora il prezzo aumenta subito?

Qui entra in gioco una caratteristica economica del mercato della benzina: la domanda rigida. In economia si parla di elasticità della domanda, cioè della sensibilità dei consumatori ai cambiamenti di prezzo. Nel caso della benzina la domanda è poco elastica: anche se il prezzo sale, continuiamo a comprarla. Nel breve periodo è infatti difficile sostituire questo bene. Se dobbiamo andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola, l’automobile resta spesso indispensabile. Qualcosa di simile accade con alcuni farmaci: chi ha bisogno dell’insulina continuerà a comprarla anche se il prezzo aumenta molto.

C’è poi un secondo motivo. I distributori sanno che nei prossimi mesi dovranno acquistare petrolio più caro. Per questo anticipano una parte dell’aumento già oggi, per non trovarsi in difficoltà quando dovranno rifornirsi a prezzi più alti.

Esiste infine un fenomeno ben noto agli economisti, spesso descritto con l’immagine della collosità dei prezzi. I prezzi tendono a salire rapidamente quando i costi aumentano, ma scendono molto più lentamente quando le condizioni migliorano.

Il problema non riguarda però soltanto la benzina. Petrolio e gas restano fonti energetiche centrali nelle nostre economie. Se aumenta il costo dell’energia, aumentano anche i costi di produzione delle imprese e spesso i prezzi dei beni. Lo stesso vale per il trasporto delle merci, che dipende direttamente dal prezzo dei carburanti.

Per questo gli economisti tornano a parlare di inflazione, cioè di aumento generale dei prezzi. E in un contesto di crescita economica già debole riappare anche il timore della stagflazione, la combinazione tra prezzi elevati e stagnazione economica con disoccupazione.

Per ora non siamo in questa situazione. Ma gli eventi delle ultime settimane ricordano quanto l’economia mondiale sia interconnessa: anche una guerra lontana può arrivare molto rapidamente fino alla pompa di benzina sotto casa.
#benzina #guerra #inflazione #Iran #petrolio #stagflazione #svizzera

Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)
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Netflix alza ancora i prezzi negli USA: per l’Italia, per ora, nessun annuncio


Netflix ha aumentato i prezzi di tutti i piani negli Stati Uniti per la seconda volta in poco più di un anno. In Italia il listino è fermo da ottobre 2024, ma un rincaro futuro non è da escludere.
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Negli Stati Uniti Netflix ha aggiornato silenziosamente la pagina dei prezzi, senza comunicati né conferenze stampa: da ieri tutti i piani costano di più, per la seconda volta in poco più di un anno.

Il piano con pubblicità sale da 7,99 a 8,99 dollari al mese. Il piano Standard senza pubblicità passa da 17,99 a 19,99 dollari, il Premium da 24,99 a 26,99. Aumenta anche il costo per aggiungere un utente fuori dal nucleo domestico: 6,99 dollari con pubblicità, 9,99 senza. In media, il rincaro si aggira attorno all’11% sull’intera offerta.

Il servizio non cambia in nulla: stessa qualità video, stessi limiti di dispositivi, stesse funzioni. Netflix ha ripetuto a Variety la solita formula, già usata in passato, secondo cui gli aumenti servono a “reinvestire nell’intrattenimento di qualità”. Vale la pena ricordare che poche settimane fa la società ha rinunciato all’acquisizione di Warner Bros. Discovery, incassando una penale da quasi tre miliardi di dollari. Denaro che, evidentemente, non si traduce in uno sconto per gli abbonati.

E in Italia?


Il listino italiano è fermo da ottobre 2024, quando i prezzi erano stati portati a 6,99 euro per il piano con pubblicità, 13,99 per lo Standard e 19,99 per il Premium. Nel novembre 2025 Netflix aveva applicato rincari in Paesi Bassi e Belgio, con aumenti fino a due euro al mese, mentre l’Italia era rimasta esclusa.

Per ora non ci sono annunci per il mercato italiano, ma il precedente europeo e la logica degli investimenti lasciano aperta la possibilità di futuri aggiornamenti nel corso del 2026.

I nuovi prezzi USA sono già attivi per i nuovi iscritti; gli abbonati esistenti riceveranno una comunicazione via email prima di vedere il cambiamento in fattura.

Per chi sta valutando alternative, lealternative.net raccoglie le opzioni disponibili.

SOURCE:// help.netflix.com
SOURCE:// variety.com
SOURCE:// techcrunch.com
SOURCE:// telefonino.net
SOURCE:// lealternative.net

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GIMP 3.2.2 corregge il bug dei gruppi di livelli e alleggerisce l’installer Windows


GIMP 3.2.2 risolve il bug che bloccava il rendering dei gruppi di livelli con certi filtri, migliora l'interfaccia e sfoltisce l'installer Windows con la rimozione delle build a 32 bit.
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A due settimane dal lancio di GIMP 3.2, il team ha rilasciato la prima versione di correzione della serie. Il problema più fastidioso riguardava i gruppi di livelli: in presenza di certi filtri, come Drop Shadow, i livelli smettevano di essere visualizzati. I dati non andavano persi, ma il risultato era comunque bloccante per chi lavorava con strutture a gruppi.

Risolti anche diversi problemi legati ai livelli vettoriali e all’importazione di percorsi SVG, con l’opzione di ridimensionamento automatico che ora funziona correttamente. Migliorata la compatibilità con vari formati di importazione, tra cui PSD, che adesso legge correttamente tutti i canali in modalità Multicanale.

Sul quel che riguarda l’interfaccia, la funzione “Calcola colori unici” nell’istogramma ora tiene conto delle selezioni attive, calcolando solo i pixel nell’area selezionata. Utile per chi lavora in pixel art o ha bisogno di conteggi precisi. Aggiunto anche il supporto alle scorciatoie da tastiera per i pulsanti di selezione risorse nei plug-in.

Gli utenti Windows noteranno un’altra novità: con la rimozione definitiva delle build a 32 bit, l’installer si è alleggerito di oltre 100 MB e risulta più rapido da eseguire. Chi usava ancora la versione a 32 bit dovrà passare a quella a 64 bit.

Sono in corso lavori di modernizzazione per macOS, con l’obiettivo di automatizzare il processo di build tramite CI. I pacchetti DMG per questa versione potrebbero arrivare con qualche giorno di ritardo per via della disponibilità limitata dei volontari coinvolti.

GIMP 3.2.2 è scaricabile dal sito ufficiale in versione AppImage, Flatpak, Snap per Linux, installer universale per Windows e pacchetto DMG per macOS.

SOURCE:// gimp.org

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scoperta octospacchica dell’inesistenza del tutto che pareva reale, in un normale giorno di inizio aprile…


Ommiao, ragatti… sembra così assurdo fare un ragionamento del genere di quello che sto per fare proprio il primo di aprile, che insomma… è l’inizio di un nuovo mese, il primo mese completamente di primavera in ordine tra i vari, oltre che il mese del mio compleanno (se non muoio prima, si intende… per l’allergia ovviamente, eh!!!)… e poi basta, credo, a parte Pasqua, ma comunque insomma, non è roba da poco… ma eppure ehhh, mi tocca… 😳

Perché oh, stamattina… o, forse, già da ieri sera, perché il passaggio dal 31 marzo al 1° aprile farà magari effetti strani sul mio cervello, che mi porteranno a pensare in anticipo a cosa mai mi troverò costretta a dire nel giorno che oggi è oggi, o qualcosa del genere… sono stata colpita da un pensiero che, mamma mia, ha dell’incredibile; e, purtroppo, a differenza del solito, temo nessun dettaglio divertente o spassoso… qualcuno potrebbe quasi dire che “non è uno scherzo“, però a me questa terminologia da YouTuber “questo video non lo volevo fare” non piace, quindi piuttosto trovo una via di mezzo e dirò che è una roba da non credere“… 😰

Ho realizzato — oltre al fatto che non so se io sono ancora sveglia o sto dormendo adesso, perché prima nel lettino ho come dormito mentre mi svegliavo e poi tornavo a dormire, ed era come se la mia coscienza si sdoppiasse in ogni singola parte del mio corpo e diventasse muschio mucoso attaccato nel letto su diversi livelli dimensionali, e si spostasse continuamente tra ogni punto portandomi ad uno stato di realtà intermedio, e io non ci ho capito più niente (e questi ultimi dettagli veramente non sono uno scherzo, a parte tutto) — che, forse, tutto questo, nemmeno esiste… il fritto misto di octospacc non esiste, ed è solo una pura illusione della mia stessa mente, che continua a funzionare ed aggiornarsi e mostrare di essere vivo soltanto finché io lo guardo e me ne curo!!! 🤨🤯😪

Una strana rivelazione, sì sì, soprattutto in un giorno così normale, ne sono consapevole… ma, non insensata quanto si potrebbe credere… Perché sì, è ovvio che magari il sito non si aggiorna con nuovi contenuti se io non penso di doverli scrivere e quindi non mi metto a fare niente (rocctting), ma questo è solo il livello zero della rivelazione… il pavimento della questione, per dire, nient’altro… su cui, però, tutto il resto giustamente si regge ed è visibile se, per un mistico attimino, si riesce a prendere coraggio, staccare le fredde e secche labbra dalla suddetta pavimentazione, ed alzarsi, per guardarsi attorno… ovviamente non con lo sguardo fisico, che mai offre ciò che davvero serve in queste situazioni, bensì la vista cosmica, per quanto non sia semplice… 👻

E dunque, beh, quello che ho davvero scoperto è allucinante, quasi… ed è difficile da spiegare a parole umane in modo comprensivo, purtroppo, vista la complicatezza dell’intera questione… ma posso fare degli esempi stupidi. (…Solo per aiutare voi altri umani a comprendere, ma la storia non è stupida!!!) Per esempio, misteriosamente, nei momenti in cui non scrivo, le visualizzazioni del sito sono molto molto basse… quelle che ci sono, che vengono a questo punto devo supporre solo dagli spiriti, nel grafico delle visite, sembrano quasi rumore di fondo di misurazione, a vedersi… tipo, ..--...-...:::..:..:--:...^...… cioè, vedete, è così assurdo… E, stranamente, commenti diretti sul sito, dove sono tranquillamente inseribili anche senza login o altre scomodità, non ne arrivano mai, mai, mai… forse 1 volta ne arrivò uno, o forse neanche quella e mi ricordo male… mentre, le interazioni dal Fediverso ogni tanto arrivano, sì, ma solo quando pubblico qualcosa di nuovo, ossia solo quando io onoro l’esistenza di questo affare che non esiste, e altrimenti appunto mai, ed il cerchio si chiude esattamente come l’ho perfettamente delineato. 🥏

Quindi, a questo punto, non so davvero cosa dire più… dovrei prendere una decisione su qualcosa, a questo punto, dopo aver realizzato questa ennesima verità nascosta della mia esistenza in piccolo e del cosmo in maniera più assolutizzata (e menomale che i miei poteri di ragazza magica ogni tanto ancora funzionano, e mi portano a pensieri così utili...), ma… cosa mai dovrei fare??? In questo caso, non ci sono scelte e non ci sono non-scelte, perché sostanzialmente nulla esiste, e ciò che esiste appunto smette di esistere nel momento in cui non si crede più esista. Persino questa stessa discussione mi sembra così irreale, ed a tratti i pensieri che me l’hanno scaturita… e quindi, in realtà, questo post stesso secondo me non esiste davvero, bensì è solo una mia alteratissima percezione, come la mia esistenza sopra a tutto. 💀

…Quasi quasi, dal profondo del mio lato nichilista, che invece spesso sembra quasi esistere davvero, mi verrebbe persino da dire che tutto questo è dunque completamente inutile, e non ha più senso alcuno provare a fare niente, e di conseguenza abbandonerò tutto, anche se in realtà questo tutto è niente, quindi in realtà non starei perdendo nulla, o meglio starei buttando via il niente, però ugh… Ma beh, ho detto che oggi è un giorno come gli altri senza nulla di strano, quindi non dirò nulla di tutto questo. Buon mercoledì normalissimo seppur ad una (1) cifra… poiché, per una (1) volta, non ci sono complotti qui, ma solo auto-illusioni. 🤐
#ironia #mistero #pensieri #riflessioni #scherzo

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Mistral lancia Voxtral TTS, sintesi vocale open weight in nove lingue


Mistral AI ha rilasciato Voxtral TTS, un modello di sintesi vocale con pesi aperti, supporto multilingue e clonazione vocale istantanea. Disponibile via API, in Le Chat e su Hugging Face.
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Mistral continua ad allargare la sua offerta audio. Dopo i modelli di trascrizione Voxtral rilasciati nei mesi scorsi, l’azienda francese ha presentato Voxtral TTS, il suo primo modello di sintesi vocale, con pesi aperti e pensato esplicitamente per l’uso in produzione.

Il modello supporta nove lingue, italiano compreso, insieme a inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, olandese, hindi e arabo. Con 4 miliardi di parametri totali, è circa tre volte più piccolo rispetto a quanto Mistral considera lo standard di settore per una qualità paragonabile, e può girare su dispositivi consumer senza richiedere infrastrutture pesanti.

Uno dei punti più interessanti è la clonazione vocale: bastano anche solo tre secondi di audio di riferimento perché il modello riproduca accento, ritmo, intonazione e le piccole imperfezioni tipiche del parlato naturale. Non servono tag di prosodia o di emozione, perché il modello segue direttamente le istruzioni implicite nella traccia vocale di riferimento.

Confronto con ElevenLabs


Nelle valutazioni umane per la clonazione vocale multilingue zero-shot, Voxtral TTS è preferito rispetto a ElevenLabs Flash v2.5 nel 68,4% dei casi, pur mantenendo una latenza paragonabile. Raggiunge poi la parità con ElevenLabs v3, il tier premium, sulla resa emotiva.

La latenza dichiarata è di circa 90 millisecondi per il primo audio generato, con una velocità di generazione pari a sei volte quella del parlato reale.

Come si usa


Voxtral TTS è disponibile in più modalità: nel playground di Mistral AI Studio, all’interno di Le Chat, via API a 0,016 dollari per mille caratteri, oppure scaricando direttamente i pesi da Hugging Face sotto licenza Creative Commons BY-NC 4.0.

La scommessa di Mistral è che il futuro della sintesi vocale in ambito enterprise non dipenderà da chi costruisce il modello più convincente, ma da chi offre alle aziende il massimo controllo. Pubblicare i pesi significa poter eseguire tutto in locale, senza inviare audio a terze parti, il che non è un dettaglio secondario per chi tiene alla riservatezza delle proprie infrastrutture. Per chi vuole esplorare soluzioni di hosting self-managed, Hetzner offre VPS europei a prezzi competitivi su cui far girare questo tipo di modelli.


FONTE mistral.ai


FONTE venturebeat.com


FONTE techcrunch.com

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Ecosia Browser arriva su Linux, ma i motivi per usarlo al posto di Firefox o Brave restano pochi


Ecosia Browser è finalmente disponibile su Linux via Flatpak. È basato su Chromium, ha un blocco pubblicità integrato non troppo efficace. Se vuoi usare Ecosia come motore di ricerca, conviene impostarlo sul tuo browser abituale.
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Ecosia Browser è sbarcato su Linux. Senza comunicati, senza annunci sul blog ufficiale: il browser del motore di ricerca tedesco è comparso su Flathub in formato Flatpak all’inizio di marzo, e la notizia si è diffusa principalmente tramite la comunità Reddit di Ecosia.

Il browser è un fork di Chromium, come Brave, Edge o Vivaldi. Integra un blocco di tracker e pubblicità, che però nella pratica lascia passare parecchio: su Repubblica i video non partono con il blocco attivo, su Corriere le pubblicità nei video rimangono visibili, e su YouTube idem. Niente di sorprendente per chi conosce il panorama dei browser basati su Chromium: senza uBlock Origin, che su questi browser non è installabile nella versione completa ma solo nella versione Lite, il filtraggio resta inevitabilmente più permissivo rispetto a Firefox con uBlock.

Ecosia Browser ha anche la telemetria attiva per impostazione predefinita, disattivabile manualmente dalle impostazioni.

C’è però una cosa interessante nel contesto più ampio: Ecosia sta collaborando con Qwant per costruire l’European Search Perspective, un indice di ricerca europeo con ambizioni privacy-first, che potrebbe in futuro distinguere il motore di ricerca dalla concorrenza americana in modo più sostanziale.

Ma il browser in sé probabilmente non ha proprio senso per un utente capace di modificare autonomamente il motore di ricerca. Se vuoi contribuire alla riforestazione usando Ecosia come motore di ricerca, non hai bisogno di cambiare browser. Impostarlo come motore predefinito su Firefox o su qualsiasi altro browser che già usi funziona esattamente allo stesso modo, e ti lascia libero di scegliere gli strumenti di filtraggio che preferisci, come AdGuard DNS per il blocco a livello di rete.


FONTE flathub.org


FONTE marcosbox.com


FONTE blog.lealternative.net

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ts: via del veltro 59, ultimo piano / ugo pierri. 2026


"chi fabbrica, chi vende, chi usa le armi è un grandissimo figlio di mignotta" (Ugo Pierri, Trieste, 2026) - striscione all'ultimo piano di via del Veltro 59
cliccare per ingrandire

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#2026 #chiFabbricaChiVendeChiUsaLeArmièUnGrandissimoFiglioDiMignotta #KunoKohn #noWar #pax #striscione #Trieste #TS #UgoPierri #ultimoPiano #up #viaDelVeltro59

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Matrix 1.18 punta sulla moderazione con i server di policy


Matrix 1.18 è disponibile: la novità principale sono i server di policy per una moderazione proattiva delle stanze, insieme al blocco degli inviti e alle API standardizzate per la sospensione degli account.
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Con Matrix 1.18, il protocollo di messaggistica federato aggiorna il suo standard su sedici proposte, molte delle quali ruotano attorno a un tema preciso: rendere la moderazione più efficace e meno dipendente da soluzioni fai-da-te dei singoli server.

Server di policy


La novità più rilevante riguarda i server di policy, arrivati nello standard stabile dopo circa un anno di sviluppo. Si tratta di componenti opzionali che possono essere aggiunti a una stanza per applicare moderazione proattiva, prima che un messaggio venga distribuito agli altri server della rete.

Il funzionamento è questo: quando un server di policy è attivo in una stanza, tutti i server partecipanti gli sottopongono i messaggi prima di inoltrarli. Se il server di policy rifiuta di validare un messaggio perché viola le regole impostate, quel contenuto non arriva a nessun altro utente. Le politiche dipendono dall’implementazione: si può limitare il numero di menzioni in un messaggio, filtrare certi contenuti o applicare regole più complesse. La Matrix Foundation ha già pubblicato la propria versione di riferimento, chiamata policyserv.

Blocco degli inviti e gestione degli account


Arriva anche un controllo atteso da molti utenti: la possibilità di bloccare completamente gli inviti alle stanze da parte di sconosciuti. Per ora è un semplice interruttore on/off, ma la strada è aperta per estensioni future che permetteranno di filtrare per server, per singolo utente o per appartenenza a determinati spazi.

Sul versante dell’amministrazione, la 1.18 standardizza le procedure per la sospensione e il blocco degli account. Le funzionalità erano già presenti da Matrix 1.13, ma ogni implementazione le gestiva a modo suo. Ora i gestori di server hanno riferimenti comuni su cui appoggiarsi. Completano il quadro alcune uniformazioni alle procedure di segnalazione, che preparano il terreno per un sistema più avanzato su cui il team della Foundation sta già lavorando.

Per chi volesse mettere su un proprio server Matrix, Webdock e Hetzner sono due opzioni valide su cui appoggiarsi.

I dettagli completi della versione 1.18 sono su spec.matrix.org/v1.18.


FONTE matrix.org

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vivo lancia la nuova serie V70 in Italia: caratteristiche, novità e prezzi


vivo porta in Italia la nuova serie vivo V70, puntando su design curato, comparto fotografico evoluto e prestazioni solide. Ecco tutto quello che c’è da sapere su caratteristiche, prezzo e disponibilità
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Vivo ha annunciato il lancio in Italia della nuova serie V70, composta da due modelli inediti: vivo V70 e V70 FE. Si tratta di due dispositivi progettati per offrire un’esperienza fotografica avanzata, un design distintivo e prestazioni affidabili. Dalla fotografia ritrattistica professionale sviluppata con ZEISS alle funzionalità AI per la creazione quotidiana di contenuti, la serie V70 è progettata per accompagnare una nuova generazione di fotografi rendendo l’esperienza imaging più accessibile, intuitiva e potente.
Per il lancio della serie V70, vivo ha previsto numerose promozioniPer il lancio della serie V70, vivo ha previsto numerose promozioni

vivo V70: la partenrship con ZEISS


Sviluppato in collaborazione con ZEISS, vivo V70 si posiziona come modello di riferimento per la fotografia ritrattistica: il suo teleobiettivo ZEISS da 50 MP integra un sensore ultrasensibile da 1/1.95 pollici e stabilizzazione ottica OIS che garantisce scatti più nitidi anche in condizioni di scarsa luminosità. Il comparto fotografico posteriore è completato da una fotocamera principale ZEISS OIS da 50 MP con sensore flagship da 1/1.56" e da una fotocamera ultra grandangolare ZEISS da 8 MP, per una maggiore versatilità. Frontalmente troviamo una ZEISS Selfie Camera Group da 50 MP con Auto Focus, ideale sia per selfie individuali sia per foto di gruppo. Per la prima volta nella serie V, inoltre, V70 introduce la registrazione video 4K a 60 fps, per riprese cinematografiche fluide e di altissima qualità.

tado° in utile: 5,5 milioni di termostati smart connessi
tado° diventa profittevole superando i 5,5 milioni di termostati smart connessi: un traguardo importante che conferma la crescita del mercato smart home e la solidità della strategia aziendale
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Affidabilità e stile


vivo V70 adotta un'estetica che unisce eleganza e resistenza, grazie a un raffinato telaio in lega di alluminio di origine aerospaziale, angoli arrotondati e un display flat con cornici ultrasottili, che conferiscono al dispositivo una silhouette slanciata e sofisticata. Sul retro, il comparto fotografico dal profilo ribassato mantiene un aspetto essenziale e discreto. Sulla parte anteriore, cornici ultrasottili di soli 1,25 mm incorniciano il display OLED Ultra Clear da 6,59 pollici con risoluzione 1.5K che funziona a 120 Hz con 459 PPI. Sotto il display, è stato aggiunto il sistema di sblocco 3D Ultrasonic Fingerprint che offre uno sblocco rapido e sicuro, anche con le dita bagnate. Il pannello posteriore, infine, è realizzato con vetro AG inciso, ed è progettato per resistere a impronte e graffi. La batteria BlueVolt da 6500 mAh garantisce una ricarica duratura per tutto il giorno, anche in condizioni di caldo o freddo estremo (dati vivo), mentre il caricabatterie FlashCharge da 90W permette di ricaricare il dispositivo in pochi minuti. Oltre alla potenza, V70 è progettato per durare nel tempo grazie alla certificazione IP68 e IP696 e alla certificazione 10-Facet Drop Resistance, che protegge il dispositivo da cadute accidentali fino a 1,8 metri, garantendo una protezione completa contro getti d'acqua ad alta pressione, immersioni e cadute accidentali. L'affidabilità si estende anche alla connettività di rete grazie alla tecnologia Dual-Bridge Signal Concurrency e a ottimizzazioni mirate per ambienti altamente congestionati.

vivo V70 FE: imaging ad alta risoluzione


Pensato per un pubblico giovane, dinamico e attento allo stile, vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzate per la creazione di contenuti. Il cuore di V70 FE è la modalità High Resolution da 200 MP, progettata per garantire immagini nitide e stabili sia durante i viaggi sia nella vita quotidiana. Grazie al sensore da 1/1,56 pollici, alla stabilizzazione ottica certificata CIPA 4.0 e a uno zoom fino a 30x il dispositivo è in grado di catturare panorami ampi e dettagli distanti preservando precisione in ogni scatto. La funzione Ultra-Clear Photo Crop, inoltre, consente di ritagliare più scene da una singola fotografia, mantenendo inalterata la nitidezza. A supporto delle capacità fotografiche, V70 FE integra la batteria BlueVolt da 7000 mAh, il sistema di ricarica rapida FlashCharge da 90W e la certificazione IP68 e IP69 contro acqua e polvere. Dai dati vivo, con una singola ricarica completa V70 FE può garantire fino a 43,8 ore di riproduzione continua su YouTube 12 e fino a 16 ore 13 di utilizzo combinato tra le app principali 14 come navigatore, fotocamera, TikTok, Spotify e Instagram, mantenendo comunque una riserva del 14% di batteria.
Pensato per un pubblico giovane vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzatePensato per un pubblico giovane vivo V70 FE combina un design raffinato con funzionalità avanzate
Il dispositivo è alimentato dal MediaTek Dimensity 7360-Turbo, che assicura prestazioni fluide per le attività quotidiane, il gaming e il multitasking. Il display AMOLED Ultra Clear da 1,5K e il sistema dual stereo speaker simmetrico completano l’esperienza, offrendo audio e video ultra-immersivi per godersi l’intrattenimento.

Strumenti AI avanzati


La serie vivo V70 punta fortemente sull’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza fotografica, adattandosi a diversi contesti d’uso. Tra le novità spicca la Modalità Palco AI, pensata per catturare performance dal vivo anche in condizioni difficili, sfruttando la fotocamera ZEISS Super Telephoto da 50 MP e algoritmi avanzati per garantire scatti nitidi e dettagliati fino a 10x di zoom. A completare il comparto fotografico troviamo le opzioni ZEISS Multifocal Portrait, che permettono di personalizzare lunghezze focali e bokeh per ritratti più professionali, insieme a una suite di strumenti AI come Cambia Cielo, Cambia Scenario e Ritocco AI, disponibili anche su V70 FE, per modifiche rapide e creative con un solo tocco.
Il pannello posteriore della serie vivo V70 è realizzato con vetro AG inciso, progettato per resistere a impronte e graffiIl pannello posteriore della serie vivo V70 è realizzato con vetro AG inciso, progettato per resistere a impronte e graffi

OriginOS 6: intelligente, intuitivo e sicuro


La serie vivo V70 integra il nuovo OriginOS 6, che garantisce fino a cinque anni di aggiornamenti software e di sicurezza, assicurando longevità e affidabilità. Il sistema, completamente rinnovato offre prestazioni fluide nel tempo e un’esperienza ottimizzata grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale. Tra le novità spicca Origin Island, una finestra dinamica che semplifica l’accesso alle informazioni. Sul fronte produttività, gli strumenti AI permettono di migliorare scrittura, traduzioni e gestione delle riunioni, affiancati dall’assistente Google Gemini. Non manca un ecosistema orientato alla condivisione e alla continuità tra dispositivi, con soluzioni per il trasferimento rapido dei file e la collaborazione tra smartphone e computer.

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Disponibilità


La serie vivo V70 arriva in Italia dal domani, con vivo V70 disponibile a partire da 699 euro nei colori Alpine Gray e Authentic Black, mentre la variante Sandalwood Brown sarà esclusiva online. Il modello vivo V70 FE parte invece da 459 euro e sarà proposto in diverse configurazioni e colorazioni, tra cui Muse Purple e Ocean Blue. Per il lancio, vivo ha previsto numerose promozioni: sconti dedicati sullo store ufficiale, offerte bundle con caricatore da 90W e auricolari, oltre a finanziamenti a tasso zero. Sono previste anche offerte speciali su piattaforme come Amazon e presso retailer come Unieuro, Euronics e MediaWorld, con sconti per gli iscritti ai programmi fedeltà. Non manca infine la collaborazione con WINDTRE, che propone piani rateizzati con canone mensile e servizi inclusi, rendendo l’acquisto più accessibile e flessibile.


tado° raggiunge la redditività: oltre 5,5 milioni di termostati smart connessi


tado° ha annunciato oggi di aver collegato più di 5,5 milioni di termostati smart e di aver raggiunto la redditività operativa, segnando un traguardo chiave nella sua crescita.

Johannes Schwarz di tado° ha dichiarato: “la forte crescita degli ultimi anni e la nostra posizione di leadership nel mercato europeo ci hanno permesso di raggiungere la redditività come azienda. Questo traguardo rafforza la nostra indipendenza e ci consente di accelerare l’espansione della nostra piattaforma di gestione energetica domestica”


Tutto è cominciato dai termostati smart


Inizialmente nota per i suoi termostati smart, tado° si è evoluta in una piattaforma più ampia di gestione dell’energia domestica, spinta dalla crescente domanda di tecnologie che aiutano le famiglie a gestire l’aumento dei costi energetici. In particolare, l'azienda combina prodotti per il riscaldamento smart e tariffe elettriche dinamiche che mirano a ridurre significativamente sia i costi energetici per le famiglie sia le emissioni di carbonio. Per venire incontro alla complessità delle abitazioni europee, tado° funziona con una vasta gamma di sistemi di riscaldamento – inclusi caldaie a gas, riscaldamento a gasolio, pompe di calore, teleriscaldamento e condizionatori – indipendentemente dal produttore, e grazie al controllo in ogni singola stanza tramite termostati smart per riscaldamento a pavimento e radiatori, tado° dichiara un risparmio medio per i suoi clienti del 22%.

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Efficienza energetica: una priorità


Poiché i prezzi dell’energia restano instabili e l’Europa accelera la transizione verso le energie rinnovabili, l’efficienza energetica torna a essere una priorità per famiglie.

Christian Deilmann ditado° ha dichiarato: “i prezzi dell’energia e la sicurezza energetica sono nuovamente al centro del dibattito in Europa. Il kilowattora più economico è quello che non consumi mai. Con sempre più energia solare ed eolica nel sistema elettrico, la gestione intelligente dell’energia diventerà sempre più importante per aiutare le famiglie a controllare i costi.”



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Guardando al futuro


tado° raggiunge la redditività riducendo la dipendenza da investimenti esterni, abbassando il costo del capitale e rafforzando la propria indipendenza. L’azienda punta anche su una cultura interna orientata alla crescita, coinvolgendo i dipendenti attraverso un programma di azionariato virtuale. Guardando al futuro, tado° continuerà a sviluppare la propria piattaforma puntando su ottimizzazione basata su IA, maggiore integrazione delle energie rinnovabili e gestione intelligente delle tariffe energetiche, in linea con l’evoluzione della transizione energetica.

Deilmann ha concluso: “le abitazioni stanno diventando veri e propri hub energetici. Il nostro obiettivo è integrare riscaldamento, energia solare, veicoli elettrici e tariffe energetiche in un unico sistema intelligente che aiuti le famiglie a risparmiare denaro, supportando al contempo la transizione verso l’energia rinnovabile.”



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Proton Pass, ora si possono nascondere le cassaforti


Proton Pass permette ora di nascondere i vault dalla barra laterale tramite il menu "Organize vaults". Piccola novità, molto attesa dalla community.
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Piccola ma sentita: Proton Pass ha aggiunto la possibilità di nascondere i vault dalla barra laterale dell’app. Basta aprire il menu “Organize vaults”, disponibile tramite i tre puntini accanto alla lista dei vault, e scegliere quali tenere visibili e quali mettere da parte.

La funzione è particolarmente utile per chi condivide vault con familiari o colleghi, oppure per chi ne ha accumulati tanti nel tempo, tra archivi, account di lavoro e cassetti digitali vari. Fino a oggi tutto appariva insieme, con il risultato che la sidebar diventava una lista infinita che rallentava più che aiutare.

Non si tratta di cancellare né di revocare accessi: i vault nascosti rimangono intatti, semplicemente spariscono dalla vista quotidiana. Un po’ come mettere in ordine un cassetto senza buttare niente.

La richiesta circolava da tempo nel forum della community Proton: il thread dedicato raccoglieva richieste sin dalla fine del 2024, con casi d’uso molto concreti, dai genitori che gestiscono le password degli anziani ai professionisti con decine di account cliente. Proton ha ascoltato, anche se con qualche mese di ritardo.

Per chi non usa ancora un gestore di password dedicato, Proton offre un piano gratuito già abbastanza completo, con password illimitate su tutti i dispositivi e dieci alias email inclusi.


FONTE reddit.com


FONTE protonmail.uservoice.com

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“everyday in gaza” (2025), di omar rammal e sulaiman hejji


[youtube=youtube.com/watch?v=KaGmqM344w…]

Everyday in Gaza è un documentario prodotto da noi – WeWorld – e girato nella primavera del 2025, nel cuore della Striscia di Gaza. Diretto da Omar Rammal e con le riprese di Sulaiman Hejji, il film offre uno sguardo intimo e diretto sulla quotidianità a Gaza, dove anche i gesti più semplici – studiare, lavorare, prendersi cura della propria famiglia – si trasformano in atti di resistenza.

Il cortometraggio racconta storie quotidiane di resistenza e umanità: un barbiere che continua ad accogliere i suoi clienti tra le macerie, restituendo dignità e bellezza; e Wafa, una donna che dedica la propria vita a bambine e bambini con disabilità o rimasti orfani, offrendo loro cure, istruzione, gioco e normalità.

Un racconto intimo sulla forza delle comunità in uno dei contesti più fragili e martoriati del mondo, come quello di Gaza, dove – nonostante il cessate il fuoco – la popolazione vive sotto attacco da due anni e sotto blocco da oltre 18.

Scopri di più: weworld.it/news-e-storie/news/…

Everyday in Gaza è stato prodotto da WeWorld con il cofinanziamento dell’Unione Europea nell’ambito del progetto Gaza Green.

WeWorld

#documentario #EverydayInGaza #film #Gaza #GazaGreen #genocide #genocidio #OmarRammal #Palestina #SulaimanHejji #unioneEuropea #vitaQuotidiana #Wafa #WeWorld

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le cinéma muet italien @ libreria stendhal (rome)


MERCREDI 1er Avril, 2026

Céline Gailleurd et Olivier Bohler

Projection du film Italia, Il Fuoco, La Cenere, enVF (Voix off Fanny Ardant)
suivie d’une discussion autour des livres Le Cinéma muet italien, à la croisée des arts (Les presses du réel) et L’oro di Atlantide. Il cinema muto italiano e le arti (Edizioni Kaplan).

L’ouvrage Le Cinéma muet italien, à la croisée des arts plonge au coeur de ce qui fonde l’esthétique du cinéma muet italien dans le rapport intrinsèque qu’il entretient avec les autres arts. Danse, théâtre, opéra, littérature, arts figuratifs : le cinéma s’invente aussi bien à partir des grandes oeuvres classiques que celles les plus en vogue circulant à travers des médias alors en pleine expansion.

Céline Gailleurd est scénariste, réalisatrice et maîtresse de conférences en histoire du cinéma à l’université Paris 8.

Olivier Bohler est scénariste, réalisateur et producteur de documentaires français.

*

Libreria Stendhal, Rome, San Luigi dei Francesi
#CélineGailleurd #EdizioniKaplan #FannyArdantLeCinémaMuetItalienàLaCroiséeDesArts #IlFuoco #italia #LaCenere #LOroDiAtlantideIlCinemaMutoItalianoELeArti #lesPressesDuRéel #LibreriaStendhal #OlivierBohler

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Israele: guerra sì, Pasqua no


Leggi il resto: argocatania.it/2026/04/01/isra…

#Israele #Palestina #resurrezione #Vauro

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unico giorno universitarico e solo giorno di gran maltempo, ancora una volta la combutta e il complottoctt


Oggi, nonostante io sia comunque viva ed esistente, la parte giornosa della giornata è passata, ma non mi sono successe grandi cose strane… che forse è anche normale così, perché è martedì, e quindi… non lo so, ma il martedì è semplicemente giorno di più standardizzata routine per me anche in questo semestre, quindi non infama e non esplode direi. Tuttavia, oggi era casualmente anche l’unico giorno di questa settimana in cui dovevo andare all’università, perché domani non ho nulla da seguire, e già da giovedì invece le lezioni sono sospese, e quindi bono… ma allora, esattamente per questo, come prevedibile, l’universo ha deciso di smuovere un po’ il suo zampino invisibile ma marcio e, visto che in questo contesto l’unico possibile realistico punto di spaccamento era il meteo, esattamente su quello ha rotto le scatole… 😑

Già ieri le previsioni, o meglio gli avvisi di maltempo ineluttabile, erano state assolutamente apocalittiche: allerta meteo grevissima (ma di non ricordo che colore) per buona parte della regione, con rischio di grandine e fulmini!!! Cioè, proprio, certezza di schifezza con pericolo di proiettili e saette!!! Ohmmmiao, che disastro, che seccatura… e, come sempre per l’appunto, che crudele complotto ai miei danni, di cui io e mio padre abbiamo anche stavolta riso pur di non piangere nel vedere questa comunicazione al TG di Stato (Fichistan, alias ex-Deluchistan) durante il pranzo; perché appunto solo oggi in tutta la settimana dovevo uscire di casa presto e tornare non subito, e solo per oggi lo scenario meterologico è stato previsto così oscuro (…letteralmente, per giunta, visto che le nuvole). 🤥

Beh, questi più particolari rischi terribili alla fine non ci sono stati, o almeno non da me… e, per quanto sono contenta di non aver preso la grandine, perché i sassi addosso non mi piacciono, quasi quasi sono delusa che non ci fossero fulmini a colpirmi, perché in tal caso invece aaah, finalmente, oltre che mentalmente cucinata lo diventerei anche fisicamente, e se va bene tutte le mie paturnie sparirebbero così quindi per sempre… e questo di conseguenza perché, comunque, il maltempo c’è chiaramente stato, e non è stato particolarmente piacevole. Soprattutto perché, beh, sta (a me e non solo) veramente rompendo l’anima (e non solo) questo falso inizio di primavera, che ormai domani è il primo di aprile eppure fa ancora un cazzo di freddissimo e di tempaccio che pare seriamente inverno, basta, basta, BASTA… 👹

Già quando sono andata a prendere il mio autobus dell’andata stamattinache ha fatto come al solito tardino, arrivando esattamente assieme al successivo, ma che ne parliamo a fareho dovuto curarmi di prendere in mano l’ombrello prima di scendere, perché piovigginava… non una grande precipitazione lì, insomma, ma comunque abbastanza da rompere le scatole, al giusto punto che è abbastanza necessario usare l’ombrello per non implodere… Però, poi, col tempo di arrivare all’università, avevo ormai internalizzato la cosa (o, forse, lì non pioveva in quel momento… stranamente, giuro, non mi ricordo, e più provo a tentare di fare mente locale più mi sembra che i miei pensieri siano auto-alteranti!!!), e non ci avevo proprio più pensato. 😴

…Questo, almeno, finché le mie lezioni non sono poi finite, dopo altre ore invece infinite, e io ho dovuto dunque pensare a prendere il bus per il mio ritorno… e già mi è seccato lievemente dover prendere di nuovo l’ombrello prima di uscire, perché ho visto che pioverellava di nuovo come stamattina, ma… io non potevo minimamente immaginare cos’altro stava accadendo in quel momento, finché appunto non ho affrontato l’esterno, evidentemente con fin troppo sprezzo della sopracitata allerta meteo: tirava un vento allucinante, terribile, violento, scombinante, che uzzio… un altro poco e volavo via per sempre!!! (…E a questo punto però, ancora, quasi rosico che non sia stato abbastanza forte da farlo effettivamente, perché quasi quasi vorrei davvero ascendere al cielo, così da non rimanere ancora inutilmente ancorata a questa Terra per chissà quanto tempo, e trovare finalmente la pace… ma niente da fare.) 😵‍💫

Persino l’ombrellino — e giustamente proprio oggi che stavo con quello nuovo, giusto perché l’universo deve farmi stare con la paura che già dopo 3 giorni effettivi di utilizzo pure si possa malauguratamente già romperemi si piegava in fuori, e veniva costantemente tirato dal vento (e io appresso), a questo punto, e fare quelle poche solite centinaia di metri è stato un lieve incubo… forse, a dirla tutta, meno peggio di altri giorni in cui magari il tempo è buono, ma io sono filo filo con il tempo e devo correre e stancarmi e soffrire, tuttavia, perché almeno stavolta non avevo fretta; però oh, che razza di sorpresa schifosa, ancora, puramente per il gusto del fastidio. 😤

Il vento era davvero così sfrenato che la pioggia cadeva costantemente ad una diagonale strettissima, ad occhio 30 gradi se non peggio (cambiando direzione ogni tanto, giusto per dare ancora più fastidio, ma mai tornando perpendicolare al suolo)… e ho dovuto tenere l’ombrello aperto in modi assurdi che nemmeno credevo possibili prima, tipo a coprire per buona parte del tragitto l’angolo sud-ovest del mio corpo, per cercare di non bagnarmi troppo, e soprattutto di non far piegare il merdone. 😭

Una volta arrivata alla fermata però, giustamente, ho preso forse anche più acqua rispetto a tutta la strada, perché quel terminal di merda praticamente tutto scoperto alle intemperie fa schifo alla minchia, e l’unico modo pratico che avevo per ripararmi era mettermi in mezzo ad altre persone che ugualmente erano lì a bagnarsi (anziché dietro o davanti), ma comunque il vento stava lavorando decisamente alla grande, e quindi poco da fare. 😩

Sorprendentemente, mi pare però di aver preso poca acqua addosso mentre poi salivo sul bus, 20 o 30 secondi buoni lì davanti alla porta in fila con l’ombrello logicamente non aperto, proprio perché ero un pochino riparata dagli NPC… ma l’acqua è liquida, come si suol dire (…nessuno lo ha mai detto, in realtà, credo, ma facciamo finta), e quindi trova sempre un modo per infilarsi nelle scatole e romperle; e quindi, proprio pochi decimetri prima di salire sul bus, ho messo il piede in una pozza, che lì si trovava perché qui in Italia non possiamo avere strade non scassate (e perché il bus si è dovuto piazzare proprio nel punto per me peggiore, chiaramente), e mi è dunque finita pure umidità nel piede, evviva (no). 🕳️
Foto a parte delle mie gambe con pantalone e giubbino, su cui si intravedono poche gocce leggere, e zaino viola invece molto più bagnato accanto…Insomma, sul bus sono salita un po’ sconfitta; anche perché, stranamente, qui al ritorno come stamattina all’andata, ho trovato subito un posto libero solo ai sedili dietro a tutto, che io in genere non preferisco… e quindi è particolarmente strano che io abbia dovuto ricorrervi persino due volte nello stesso giorno (è un fottuto complotto!!!). Però, OK, sarò onesta: se non altro, mi sono bagnatactt poco, e addosso ho accumulato solo qualche goccia sottile che si è comunque asciugata subito, e anche l’umidità nel piede (sì, uno in particolare più dell’altro, stranamente, per giunta) l’ho percepita sparire bene o male subito… è più lo zaino che fa impressione, in questo caso, quindi non mi lamenterò oltre… per il momento. 💥#meteo

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Calibre 9.5: progresso di lettura in colonna e un fix di sicurezza


Calibre 9.5 aggiunge una colonna per tracciare l'avanzamento nella lettura dei libri e risolve una vulnerabilità nel driver RB. Ecco cosa cambia.
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Calibre arriva alla versione 9.5 con un aggiornamento compatto ma con qualche novità utile per chi gestisce librerie digitali di una certa dimensione.

La novità più visibile è la possibilità di creare una colonna dedicata al progresso di lettura, alimentata dai dati del visore interno di Calibre. Si configura da Preferenze, aggiungendo una nuova colonna tramite il pulsante “+” e selezionando la voce “Progresso di lettura”. Niente di rivoluzionario, ma per chi usa Calibre come archivio attivo, avere quella percentuale sempre in vista nella lista libri è comodissimo.

Per quel che riguarda l’editor, il browser delle annotazioni ora permette di filtrare per stile di evidenziazione, e il visore offre una nuova opzione per mostrare contemporaneamente la numerazione delle pagine dell’edizione cartacea (quando disponibile) e l’ultima pagina del file digitale. Utile per chi legge testi accademici o edizioni di riferimento con numeri di pagina standardizzati.
CalibreCalibre

Sicurezza


Vale la pena segnalare il fix al CVE-2026-30853: un problema nel driver RB che poteva permettere l’estrazione di file al di fuori della cartella contenitore prevista. Non è una vulnerabilità ad alto rischio per l’utente tipico, ma chi usa Calibre con formati provenienti da fonti non verificate dovrebbe aggiornare senza indugi.

Completano il rilascio una correzione al bug che impediva alle icone personalizzate di adattarsi correttamente al cambio tra tema chiaro e scuro, alcune migliorie al driver Tolino e vari miglioramenti alle fonti di notizie scaricabili.

Chi gestisce una libreria digitale estesa e cerca un servizio di archiviazione affidabile può valutare Infomaniak kDrive, soluzione europea con attenzione alla privacy dei dati.

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finalisti dell’xi edizione (2026) del premio nazionale di poesia elio pagliarani _ testi editi e testi inediti

logo del premio di poesia Pagliarani XI EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE ELIO PAGLIARANI – 2026


Cerimonia di premiazione a Roma, Palazzo Esposizioni, lunedì 25 maggio 2026

Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, giunto nel 2026 alla sua undecima edizione, è lieto di comunicare l’elenco delle raccolte finaliste. Il Premio alla carriera è stato attribuito, su proposta della Presidente, a Giulio Ferroni che sarà premiato con un’opera dell’artista Marzia Migliora.
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Raccolte edite finaliste


Tiziana Colusso, Corpo conduttore – XXXIII variazioni (Edizioni Progetto Cultura),

Antonella Antonia Paolini, Il macello moderno (Nino Aragno),

Ivan Schiavone, Didascalie venatorie (La Vita Felice)
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Raccolte inedite finaliste


Cinzia Colazzo, Sperimentale sarai tu / soda caustica,

Lidia Popolano, De vacuum natura,

Roberto Ranieri, Il ratto di Schrödinger
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tutti i comunicati e gli aggiornamenti sono disponibili all’indirizzo
tinyurl.com/pagliarani2026

Il premio è una delle attività dell’Associazione letteraria Elio Pagliarani dedicata allo studio della poesia contemporanea. Il Premio Nazionale Elio Pagliarani, nato nel 2015, ha per scopo il promuovere e valorizzare, nello spirito sperimentale del poeta, la scrittura poetica e la ricerca letteraria che dimostrino qualità creative ed espressive originali nell’innovazione linguistica.

*

Promozione e Ufficio Stampa: Gisella Blanco, Marco Giovenale, Irma Serra, uffstampapremioeliopagliarani@gmail.com
Premio Nazionale Elio Pagliarani: premioeliopagliarani@gmail.com

premionazionaleeliopagliarani.…

#AntonellaAntoniaPaolini #AssociazionePremioPagliarani #CettaPetrollo #CinziaColazzo #EdizioniProgettoCultura #ElioPagliarani #GiulioFerroni #IvanSchiavone #LaVitaFelice #LiaPagliarani #LidiaPopolano #MarziaMigliora #NinoAragno #PremioDiPoesiaElioPagliarani #PremioNazionaleDiPoesiaElioPagliarani #PremioPagliarani #RobertoRanieri #TizianaColusso

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Tripsy 3.8 integra il calendario e gestisce i fusi orari in automatico


Tripsy, l'app per organizzare i viaggi su iPhone e Mac, si aggiorna alla versione 3.8 con l'integrazione del calendario di sistema e la conversione automatica dei fusi orari.
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Tripsy è un’app per iPhone, iPad, Mac e Apple Watch che raccoglie in un unico posto tutto quello che serve per organizzare un viaggio: voli, alloggi, attività, documenti, spese e previsioni meteo. Disponibile gratuitamente con abbonamento opzionale, è da anni un punto di riferimento per chi vive nell’ecosistema Apple e vuole qualcosa di più strutturato di un foglio note.

Con la versione 3.8, il cambiamento più rilevante riguarda il calendario. Tripsy ora accede direttamente ai calendari personali e professionali del dispositivo, mostrando gli eventi già in agenda all’interno dell’itinerario di viaggio. L’utente sceglie quali calendari includere, e i dati rimangono sul dispositivo senza essere sincronizzati con i server dell’app. Gli eventi vengono convertiti automaticamente nel fuso orario locale della destinazione, con la possibilità di confrontare in ogni momento l’orario originale e quello adattato, accompagnato da un’indicazione visiva su dove è giorno e dove è notte.

Quando Tripsy riconosce che un evento del calendario corrisponde a un volo, recupera le informazioni del volo, consente di seguirne lo stato in tempo reale ed evita duplicati se il viaggio include già quel segmento.

Tra le altre novità: la duplicazione dei viaggi diventa più granulare, con la possibilità di scegliere esattamente quali elementi copiare, una vista itinerario più compatta, marcatori delle città sulla mappa, assegnazione di più attività a un ospite in una sola operazione e un nuovo widget per la schermata di blocco.

Tripsy è scaricabile gratuitamente dall’App Store.


FONTE tripsy.blog


FONTE apps.apple.com

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storia del sionismo

Gideon Levy sul massacro della famiglia Bani Odeh


differx.noblogs.org/2026/03/22…

new report on israeli genocidal behavior: “torture and genocide”

slowforward.net/2026/03/25/new…

mosab abu toha on threads
slowforward.net/2026/03/22/mos…

UNHCR: 700mila sfollati in una settimana in tutto il Libano


differx.noblogs.org/2026/03/13…

#storiadelsionismo #Gaza #Libano #WestBank #Cisgiordania #genocidio #israhell



new report on israeli genocidal behavior: “torture and genocide”


Francesca Albanese published a new report on the Palestinian situation: Torture and Genocide.

The report finds that the use of physical and psychological torture against Palestinians has been a defining feature of Israels ongoing settler-colonial genocide, both in custodial and non-custodial settings, creating a “torturous environment” aimed at tormenting Palestinians into annihilation, and expel them off of their land.

The testimonies of Palestinian survivors are harrowing, carrying a pain that shall stain our collective conscience forever.

The findings raise urgent legal and political responsibilities for Israel and other Member States. Silence and inaction are complicity.

Read the full report via these links:


#annihilation #bambini #children #colonialism #FrancescaAlbanese #Gaza #genocide #genocidio #IDF #inactionIsComplicity #invasion #IOF #Israel #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #Palestinians #politicalResponsibilities #prison #report #settlerColonialGenocide #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #survivors #torture #TortureAndGenocide #torturousEnvironment #warcrimes #zionism


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Firefox senza fronzoli: cos’è Betterfox e perché esiste


Betterfox è un file user.js per Firefox che migliora privacy, sicurezza e prestazioni senza la radicalità di arkenfox. La versione 149.0 risolve un bug grafico su macOS e Linux.
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Firefox ha un file di configurazione nascosto, user.js, che permette di modificare centinaia di impostazioni interne prima che il browser si avvii. Usarlo a mano è noioso e rischioso; per questo esistono raccolte preconfezionate come arkenfox e, appunto, Betterfox.

La differenza tra i due non è di poco conto. Arkenfox punta al massimo dell’irrigidimento: ottimo per chi accetta qualche rottura occasionale dei siti pur di ridurre la superficie di attacco. Betterfox segue una logica diversa, quella della dose minima efficace: toccare solo quello che vale la pena toccare, senza stravolgere la navigazione quotidiana.

Il progetto si articola in quattro componenti modulari: Fastfox per le prestazioni, Securefox per privacy e sicurezza, Peskyfox per ripulire l’interfaccia da elementi superflui e Smoothfox per lo scorrimento fluido. Il file user.js finale integra le impostazioni ritenute essenziali da tutte e quattro le sezioni.

L’installazione richiede pochi minuti. Si scarica il file user.js dalla pagina del progetto, si apre Firefox, si digita about:profiles nella barra degli indirizzi e si fa clic su Apri cartella nella sezione della directory radice del profilo attivo. Il file va copiato lì dentro. Al riavvio del browser le impostazioni sono già attive. Prima di procedere conviene creare un profilo di backup, come suggerisce la documentazione, nel caso si voglia tornare sui propri passi.

La release 149.0, uscita in questi giorni, è un aggiornamento di manutenzione: corregge un bug grafico che su macOS e Linux poteva causare problemi visivi dopo l’aggiornamento a Firefox 149. Chi usa queste piattaforme deve resettare manualmente il parametro gfx.webrender.layer-compositor su false tramite about:config dopo l’aggiornamento.

Il progetto è attivo, conta oltre 10.000 stelle su GitHub ed è già integrato, in varie forme, in diversi fork di Firefox come Zen Browser, Waterfox e Floorp.

Per chi vuole navigare con un Firefox un po’ meno sciatto del default, senza impazzire con configurazioni da ricercatore di sicurezza, Betterfox è un buon punto di partenza. Per la navigazione privata, abbinarci un DNS cifrato come NextDNS completa il quadro senza sforzo aggiuntivo.


FONTE github.com


FONTE github.com

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Vivaldi mobile 7.9: i tab a due livelli sbarcano su iOS, e non solo


Vivaldi 7.9 per Android e iOS introduce i Tab Stack a due livelli sulla versione Apple, l'importazione da Safari, l'immagine quotidiana su entrambe le piattaforme e una modalità desktop migliorata per Android.
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Quattro anni dopo il debutto su Android, i Tab Stack a due livelli di Vivaldi arrivano anche su iOS. È la novità più attesa della versione 7.9 del browser mobile, rilasciata ieri.

La funzione permette di organizzare le schede in gruppi: il primo livello mostra gli stack nella barra in alto, il secondo visualizza le schede contenute nello stack selezionato, e scompare non appena si esce dal gruppo. Il risultato è un’interfaccia che resta ordinata anche con decine di schede aperte. Due stili disponibili: a due livelli o a fisarmonica, configurabili dalle impostazioni. Per creare uno stack basta tenere premuto il pulsante nuova scheda.

Su iOS arriva anche l’importazione diretta da Safari: segnalibri, password, cronologia e carte di credito salvate possono essere trasferiti in Vivaldi in pochi secondi, senza reinstallare niente o esportare file. Una mossa che abbassa il costo del cambio browser per chi finora è rimasto su Safari per inerzia più che per convinzione.

Immagine quotidiana su entrambe le piattaforme

Sia iOS che Android ricevono la funzione Daily Image: ogni giorno una nuova fotografia compare nella schermata iniziale del browser. Su iOS c’è anche la possibilità di usarla come sfondo del telefono, sincronizzata automaticamente con quella della schermata iniziale. Piccolo dettaglio, ma contribuisce all’impressione che Vivaldi curi ogni angolo dell’interfaccia più di quanto facciano i browser di default.

Modalità desktop su Android

Vivaldi continua a raffinare il supporto alla modalità desktop su Android. La funzione, già disponibile in forma stabile sui dispositivi Samsung tramite DeX, è ancora in beta per Android in generale. L’obiettivo dichiarato è trasformare il telefono in un computer vero e proprio quando collegato a schermo, tastiera e mouse, con gestione completa delle schede, pannelli laterali per segnalibri, note, download e cronologia. La versione 7.9 porta ulteriori miglioramenti, senza dettagli specifici nel comunicato ufficiale.

Vivaldi 7.9 mobile è disponibile su Google Play e App Store. Per chi cerca un browser che non raccoglie dati e non è legato a un ecosistema proprietario, rimane una delle poche alternative davvero complete, sia su Android che su iOS. Abbinarlo a un DNS filtrante come NextDNS completa il quadro lato navigazione privata.


Post by @jon@vivaldi.net
View on Mastodon


FONTE vivaldi.com


New @Vivaldi release on mobile. Finally we have 2 level tab stacks on iOS and we are putting significant efforts into desktop mode on Android. I am very excited about that. The idea that you can just connect your phone to a dock with keyboard, screen and mouse and have a fully working computer is great! Not just a mirror, but a full desktop environment. This has been around for a while on Samsung phones through DEX, but is now coming to Android in general and we see this as an interesting challenge to bring a true desktop experience to this environment. Obviously having things like tabs, tab stacks and panels gives us a head start, but we will continue to work on this.

#Android #ios #Technology #Computing

vivaldi.com/blog/vivaldi-on-mo…


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“L’EUROPA CI CONTROLLA E CI SPIA? Cosa sta succedendo davvero.” (umammamij!!!)

Ieri sera, grazie all’algoritmo di YouTube che mi aiuta a non perdere quello che invece tramite i miei disordinatissimi feed aggregati perdo, ho beccato questo video, che… alla vista, sul colpo, mi ha fatta zompare, vista l’assurdità di tutto il contesto: Jakidale, tra tutti, che è sempre stato e continua ad essere un assurdo tech-entusiasta, che pubblica un video con titolo pseudo-complottista e miniatura minimale ma impressionante a riguardo dell'”aaah signora mia, questa Europa che ci controlla e ci spia, ma come dobbiamo fare, siamo proprio in dittatura sanitaria“… cioè, cosa?!?!?! Non ci avrei potuto credere nemmeno se davvero il contenuto avesse rispettato questa premessa!!! 🙀

…E beh, contrariamente alle mie paure (ma non ai miei sospetti), questo era infatti tutto un assurdo trollaggio senza precedente alcuno (…che io sappia, almeno, ma in realtà non lo seguo abbastanza da poterci giurare): Jakidale non è misticamente passato al lato boomer, e io qui dunque condivido il suo videino non perché sono indigniata, ma perché in verità è più interessante del previsto; e, sorpresa inimmaginabile, dentro ci è finito pure Matteo Flora, come ospite preso apposta per affrontare le questioni del caso che, per l’appunto, non sono strani complottismi, ma discorsi sensati e non estremizzati sulle nuove questioni di privacy degli ultimi tempi sia in Europa, sia più in generale. 😆

Niente di ipermagico, tutto sommato, ma diversi piccoli temi di questo tipo, e ogni tanto Flora ha cacciato fuori qualche chicca… Del tipo, a parte cose che da lui e non solo avevo già sentito, hanno parlato per esempio del blocco dei contenuti a livello ISP, e quindi pure AGCOM e Piracy Shield (caspita…) e tutte le robe affini, e lui ha raccontato vagamente di come il tutto è partito anche in Italia tanto tempo fa (inizialmente per pedopornografia e gambling illegale), e la china scivolosa che ecco che puntualmente avviene per queste cose, e… ha persino accennato a più riprese al suo passato lavorativo in questo settore, credo come consulente tecnico per i legislatori su queste cose o non so bene che robaccia, che è una parte della sua lore che prima ignoravo e ora comunque non so granché, figo!!! 🔥

Ad ogni modo, un punto bello quanto ovvio che appare nella discussione è che: con l’Unione Europea in particolare le cose vanno un po’ bene e un po’ male, perché da un lato l’ente fa quello che è giusto fare (anche per il bene dei cittadini, non solo dei regnanti), e dall’altro ovviamente ci sono le schifezze, ma è normale, perché la burocrazia è complicata, specialmente con organi legislativi così grossi, e… le cose più in generale però vanno molto male, perché purtroppo questo è quello che succede quando chi si occupa di fare leggi non capisce una mazza di tecnologia, e contemporaneamente chi mastica la tecnologia è spesso per la totale anarchia. (E poi c’è pure una sezione tanto giusta quanto piazzata un po’ a caso sul revenge porn, dove si parla anche dell’associazione benefica di Flora; che però in fondo è in-topic, perché si finisce per parlare anche della moderazione di questi contenuti illeciti sulle piattaforme, e le segnalazioni, e le sfide sempre più complicate per la privacy, e vabbè.) 💥

Insomma, se avete un’oretta consiglio la visione, perché non è ragebait, e anzi: il video mi è piaciuto proprio a livello cosmico… così chill, secondo me, tenuto sul secondo schermo mentre tentavo di fare altro, ed eppure si è fatto seguire perfettamente… che proprio ahhh, questa chiacchierata tra Jakidale che sta in verità piuttosto zittino, ed il Matteo che oh, non andrò a mentire, ma per qualche motivo mi sta sempre simpatico, ed anche a parlare di cose serie sa sempre essere così tanto divertente ad un livello che io posso solo sognarmi, e dietro poi lo schermone professionale che mostra immagini relative all’argomento per fare scena, come al TG… grazie caro, per lo yapping offerto stavolta pure più del solito. 🙏
#Europa #IT #Jakidale #MatteoFlora #privacy #tech #Techdale #ue

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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Ghost aggiunge i podcast riservati agli abbonati con l’integrazione ufficiale Transistor.fm


Ghost e Transistor.fm hanno stretto una partnership per sincronizzare automaticamente gli abbonati tra le due piattaforme, rendendo molto più semplice offrire podcast privati come beneficio in abbonamento.
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Finora, chi voleva affiancare un podcast riservato agli abbonati alla propria pubblicazione su Ghost doveva arrangiarsi: automazioni su Zapier, liste di iscritti da aggiornare a mano, e la speranza che tutto restasse sincronizzato. Funzionava, ma con parecchia fatica.

Da qualche giorno Ghost e Transistor.fm hanno annunciato un’integrazione ufficiale che collega direttamente le due piattaforme. Una volta attivata, gli abbonati di Ghost vengono sincronizzati su Transistor in automatico: nuovi iscritti, upgrade, downgrade e cancellazioni si riflettono in tempo reale senza intervento manuale.

Per ogni podcast si può scegliere chi ha accesso: tutti i membri, solo chi ha un abbonamento attivo, oppure livelli specifici. Più podcast sullo stesso sito possono avere regole di accesso diverse. Ogni abbonato con accesso riceve un feed RSS privato e univoco, da aggiungere a qualsiasi app di ascolto.

Ghost integra l’accesso in due punti: nel pannello account dell’utente (Portal) e in un nuovo blocco Transistor nell’editor, usabile su pagine, articoli e nelle email di benvenuto. L’integrazione è disponibile subito per Ghost(Pro); chi gestisce un’installazione autonoma deve aggiornare all’ultima versione.

Per chi costruisce una pubblicazione indipendente sostenuta dagli abbonamenti, vale la pena valutare anche Steady, alternativa europea a Substack con commissioni più contenute e senza l’ecosistema opaco della controparte americana.


FONTE ghost.org


FONTE transistor.fm

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da morti gli artisti hanno più possibilità di sopravvivere con il loro lavoro / lorenzo ciccarelli. 2026


youtube.com/shorts/GaFu6vzdUlc

da morti gli artisti hanno più possibilità di sopravvivere con il loro lavoro

(Lorenzo Ciccarelli)
#AmeliaRosselli #poesia #scaffale #scaffaleDiPoesia #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #vetrina #vetrinaDiPoesia

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Locomotore Isolato (LIS) TRAXX E494.054 in transito a Livorno Centrale – 27/11/2025


👍 Se il video ti è piaciuto lascia un bel mi piace!➕ Iscriviti per seguirmi e ricevere notizie sugli ultimi video!Grazie mille! 😄✅ Unisciti al canale telegram, in cui si potranno trovare foto e piccoli extra che non sono sul canale youtube! ➡️ https://treni.creeperiano99.it/u/telegram----------------------------------------------------------------------------👥 Il gruppo telegram discussione del canale telegram con possibilità di parlare di ferrovia in generale, nel rispetto […]
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youtube.com/embed/irtEzNfuthk?…

👍 Se il video ti è piaciuto lascia un bel mi piace!
➕ Iscriviti per seguirmi e ricevere notizie sugli ultimi video!
Grazie mille! 😄
✅ Unisciti al canale telegram, in cui si potranno trovare foto e piccoli extra che non sono sul canale youtube! ➡️ treni.creeperiano99.it/u/teleg…
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👥 Il gruppo telegram discussione del canale telegram con possibilità di parlare di ferrovia in generale, nel rispetto degli altri utenti
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✅ Sito Web ➡️ treni.creeperiano99.it
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👥 Canale telegram con le notizie della mobilità ferroviaria Toscana in tempo reale
treni.creeperiano99.it/u/treni…
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👥 Gruppi telegram dedicati alle stazioni con anche le notizie della mobilità ferroviaria Toscana
✅ Castagneto Carducci-Donoratico Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/casta…
✅ Cecina Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/cecin…
✅ Empoli Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/empol…
✅ Campiglia Marittima Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/campi…
✅ Livorno Centrale Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/livor…
✅ Firenze Santa Maria Novella Stazione FS: treni.creeperiano99.it/u/firen…
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tado° raggiunge la redditività: oltre 5,5 milioni di termostati smart connessi


tado° diventa profittevole superando i 5,5 milioni di termostati smart connessi: un traguardo importante che conferma la crescita del mercato smart home e la solidità della strategia aziendale
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tado° ha annunciato oggi di aver collegato più di 5,5 milioni di termostati smart e di aver raggiunto la redditività operativa, segnando un traguardo chiave nella sua crescita.

Johannes Schwarz di tado° ha dichiarato: “la forte crescita degli ultimi anni e la nostra posizione di leadership nel mercato europeo ci hanno permesso di raggiungere la redditività come azienda. Questo traguardo rafforza la nostra indipendenza e ci consente di accelerare l’espansione della nostra piattaforma di gestione energetica domestica”


Tutto è cominciato dai termostati smart


Inizialmente nota per i suoi termostati smart, tado° si è evoluta in una piattaforma più ampia di gestione dell’energia domestica, spinta dalla crescente domanda di tecnologie che aiutano le famiglie a gestire l’aumento dei costi energetici. In particolare, l'azienda combina prodotti per il riscaldamento smart e tariffe elettriche dinamiche che mirano a ridurre significativamente sia i costi energetici per le famiglie sia le emissioni di carbonio. Per venire incontro alla complessità delle abitazioni europee, tado° funziona con una vasta gamma di sistemi di riscaldamento – inclusi caldaie a gas, riscaldamento a gasolio, pompe di calore, teleriscaldamento e condizionatori – indipendentemente dal produttore, e grazie al controllo in ogni singola stanza tramite termostati smart per riscaldamento a pavimento e radiatori, tado° dichiara un risparmio medio per i suoi clienti del 22%.

Autenticazione push mobile: sicurezza bancaria sul tuo smartphone
Le banche stanno abbandonando le password tradizionali. L’autenticazione push mobile permette di approvare accessi e pagamenti con un tap sullo smartphone — ma come funziona davvero e quanto è sicura?
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Efficienza energetica: una priorità


Poiché i prezzi dell’energia restano instabili e l’Europa accelera la transizione verso le energie rinnovabili, l’efficienza energetica torna a essere una priorità per famiglie.

Christian Deilmann ditado° ha dichiarato: “i prezzi dell’energia e la sicurezza energetica sono nuovamente al centro del dibattito in Europa. Il kilowattora più economico è quello che non consumi mai. Con sempre più energia solare ed eolica nel sistema elettrico, la gestione intelligente dell’energia diventerà sempre più importante per aiutare le famiglie a controllare i costi.”



AirPods Max 2 ufficiali: tutte le novità | TechPerTutti
Apple ha lanciato a sorpresa le AirPods Max 2, le cuffie over-ear top di gamma aggiornate dopo cinque anni. Chip H2, ANC notevolmente migliorato, traduzione live e un design affinato: ecco tutto quello che c’è da sapere sul nuovo modello
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Guardando al futuro


tado° raggiunge la redditività riducendo la dipendenza da investimenti esterni, abbassando il costo del capitale e rafforzando la propria indipendenza. L’azienda punta anche su una cultura interna orientata alla crescita, coinvolgendo i dipendenti attraverso un programma di azionariato virtuale. Guardando al futuro, tado° continuerà a sviluppare la propria piattaforma puntando su ottimizzazione basata su IA, maggiore integrazione delle energie rinnovabili e gestione intelligente delle tariffe energetiche, in linea con l’evoluzione della transizione energetica.

Deilmann ha concluso: “le abitazioni stanno diventando veri e propri hub energetici. Il nostro obiettivo è integrare riscaldamento, energia solare, veicoli elettrici e tariffe energetiche in un unico sistema intelligente che aiuti le famiglie a risparmiare denaro, supportando al contempo la transizione verso l’energia rinnovabile.”



Autenticazione push: come funziona e perché le banche la stanno adottando al posto delle password


Nel settore bancario, la protezione delle identità digitali è diventata una priorità strategica. L’aumento delle transazioni digitali, insieme a quello delle potenziali vulnerabilità e all’inasprimento dei requisiti normativi, sta spingendo le istituzioni finanziarie a ripensare i propri sistemi di verifica. In questo scenario, l’autenticazione tramite notifiche push mobile mobile si sta affermando come una soluzione capace di coniugare sicurezza, rapidità e semplicità. Infobip osserva come le banche stiano gradualmente abbandonando l’utilizzo degli OTP inviati via SMS o email per adottare modelli più sicuri e più resilienti alle frodi. L’autenticazione push consente infatti di verificare identità e operazioni direttamente all’interno dell’app bancaria, riducendo drasticamente il rischio di intercettazioni, SIM swapping o tentativi di phishing.

Autenticazione push mobile: come funziona e perché le banche la stanno adottando


L’autenticazione push nasce dalla necessità di creare un meccanismo di verifica più robusto e adatto ai modelli di rischio attuali. L’associazione univoca tra app, dispositivo e identità garantisce che ogni richiesta non possa essere replicata o manipolata da attori malevoli. Parallelamente, la possibilità di approvare un’operazione con un solo tocco elimina passaggi ridondanti e migliora la customer experience, un fattore sempre più decisivo nell'ambito dei servizi finanziari digitali.

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Apple ha presentato ufficialmente il nuovo iPad Air con chip M4: il tablet di fascia media si rinnova con prestazioni da top di gamma, supporto ad Apple Intelligence e connettività Wi-Fi 7, mantenendo invariato il prezzo di partenza
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La spinta normativa conferma l’urgenza del cambiamento. In Europa, PSD2 e gli standard di Strong Customer Authentication impongono l’utilizzo di sistemi multifattore basati su app; in India cresce l’adozione della biometria; negli Stati Uniti e in America Latina sono in corso test su passkey e notifiche push per contrastare il phishing. Anche la Central Bank of the UAE ha stabilito l’eliminazione degli OTP su canali non sicuri entro marzo 2026, accelerando una trasformazione già in atto.

Perché le banche stanno adottando questa tecnologia


L’applicazione delle notifiche push nel settore bancario è ampia e supporta una vasta gamma di esigenze operative. Le banche possono verificare in tempo reale la legittimità di un login effettuato da un nuovo dispositivo o da una posizione insolita, riducendo il rischio di accessi non autorizzati. I clienti possono inoltre autorizzare pagamenti e altre operazioni sensibili direttamente all’interno dell’app, visualizzando in modo chiaro tutti i dettagli della transazione—un approccio che migliora i tassi di completamento del 3D Secure e riduce le opportunità di frode.

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Le frodi telefoniche costano agli italiani oltre 559 milioni di euro in tre anni. Per arginare il fenomeno nasce Devia, l’app che combina intelligenza artificiale e operatori umani reali per filtrare chiamate sospette, spam e tentativi di truffa prima che raggiungano il telefono
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Quando viene rilevata un’attività potenzialmente fraudolenta, una notifica push consente ai clienti di confermare o bloccare immediatamente l’azione sospetta, contribuendo a ridurre i falsi positivi e a limitare eventuali perdite. Anche la registrazione di un nuovo dispositivo avviene in modo sicuro: l’attivazione viene confermata tramite un dispositivo già registrato, proteggendo le credenziali da utilizzi fraudolenti. Il risultato è un modello che rafforza la fiducia nelle interazioni digitali senza compromettere un’esperienza utente fluida.

“L’adozione dell’autenticazione push non è soltanto una scelta tecnologica: rappresenta un’evoluzione culturale, in cui sicurezza e semplicità devono procedere insieme per garantire continuità operativa, protezione e centralità delle persone", ha dichiarato Vittorio D’Alessio di Infobip.



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Il browser di DuckDuckGo aggiunge temi, importazione multipla e presto il TOTP


Il browser di DuckDuckGo riceve qualche aggiornamento degno di nota: temi personalizzati, importazione da più browser in un colpo solo e, in arrivo, il supporto TOTP nel gestore di password integrato.
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Qualche aggiornamento recente per il browser di DuckDuckGo: temi personalizzati già disponibili, importazione multipla da più browser in un colpo solo, e in lavorazione il supporto ai codici TOTP nel gestore di password integrato.

La novità più visibile è la personalizzazione dell’interfaccia con temi a colori, già disponibile. Si può scegliere tra diverse tinte e abbinare anche l’icona dell’app. In lavorazione anche una modalità scura forzata per i siti che non la supportano nativamente, già in distribuzione su Android.

Per quanto riguarda l’importazione, invece, DDG ha introdotto la possibilità di importare password e segnalibri da più browser contemporaneamente, in pochi clic. Comodo per chi cambia browser e non vuole ripetere l’operazione più volte.

La novità più interessante, però, deve ancora arrivare: il supporto ai codici TOTP direttamente nel gestore di password integrato. I browser raramente offrono questa funzione, di solito delegata ad app dedicate come Aegis o a gestori come Bitwarden Proton Pass.


FONTE insideduckduckgo.substack.com

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Saluto a David Riondino


Era dieci anni fa, debuttammo con lo spettacolo Il Milione, il libro delle meraviglie - leggeva David Riondino, laReverdie con due musiciste esperte nelle musiche dell'oriente accompagnavano la narrazione - David aveva già collaborato con la Reverdie, ma questo progetto fu un bel percorso insieme: il video che pubblico presenta il progetto e le immagini della prima, allo Squero di Venezia sull'isola di San Giorgio. Ora David ci ha lasciato, ma tutto il suo lavoro sul racconto e la parola […]
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Era dieci anni fa, debuttammo con lo spettacolo Il Milione, il libro delle meraviglie – leggeva David Riondino, laReverdie con due musiciste esperte nelle musiche dell’oriente accompagnavano la narrazione – David aveva già collaborato con la Reverdie, ma questo progetto fu un bel percorso insieme: il video che pubblico presenta il progetto e le immagini della prima, allo Squero di Venezia sull’isola di San Giorgio.

Ora David ci ha lasciato, ma tutto il suo lavoro sul racconto e la parola resta e occorre farne tesoro, anche se sarà insostituibile la sua maniera leggera, divertita e coltissima.

Mi permise di lavorare con lui attorno alle ottave di Ludovico Ariosto, e fu una calda sera a San Mauro Pascoli 🙂

E aveva ancora in serbo moltissimi progetti, spero non verranno interrotti da chi collaborava con lui.

Resti vivo il ricordo.

youtube.com/watch?v=O194uH6AQn…

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World Backup Day 2026: perché gli over 70 sono i più vulnerabili online e come proteggere password e dati personali


In occasione del World Backup Day 2026, emporia rivela che oltre 1 over 70 su 3 ha difficoltà a gestire password, codici e informazioni personali. Ecco i consigli pratici per mettere al sicuro i propri dati digitali e aiutare chi è più vulnerabile
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Dalle foto ai numeri salvati in rubrica, fino a password, codici e informazioni personali: oggi una parte importante della nostra vita passa dallo smartphone. Per molti utenti senior, però, gestire questi dati non è così immediato. Una difficoltà che emerge anche dall’ultima ricerca di emporia, dove un over 70 su tre dichiara di aver difficoltà a gestire password, codici e dati sensibili. Per evitare di perdere, in alcuni casi anche in modo irreversibile, i propri dati, in occasione del World Backup Day, emporia – brand europeo di smartphone, smartwatch, app e telefoni cellulari di alta qualità, progettati con particolare attenzione alla sicurezza e alla semplicità d’uso – ha raccolto 5 consigli pratici per proteggere i propri dati e prevenire perdite accidentali.

AirPods Max 2 ufficiali: tutte le novità | TechPerTutti
Apple ha lanciato a sorpresa le AirPods Max 2, le cuffie over-ear top di gamma aggiornate dopo cinque anni. Chip H2, ANC notevolmente migliorato, traduzione live e un design affinato: ecco tutto quello che c’è da sapere sul nuovo modello
TechpertuttiGuglielmo Sbano


1. Effettuare backup regolari

Il primo passo è creare copie di sicurezza dei propri dati. Utilizzare servizi cloud oppure salvare periodicamente file e foto su un computer o su un hard disk esterno permette di recuperarli facilmente in caso di smarrimento o guasto del dispositivo.

2. Attivare il backup automatico

Molti smartphone consentono di impostare il backup automatico di foto, contatti e app. Questa funzione riduce il rischio di dimenticare il salvataggio manuale e garantisce una protezione costante delle informazioni più importanti.

3. Proteggere lo smartphone con password o biometria

Bloccare l’accesso al dispositivo con PIN, password o impronta digitale è fondamentale per impedire accessi non autorizzati e proteggere dati personali e account.

4. Aggiornare sempre il sistema operativo

Gli aggiornamenti software non introducono solo nuove funzionalità, ma includono anche patch di sicurezza che proteggono il dispositivo da vulnerabilità e attacchi informatici.

5. Diffidare di link e messaggi sospetti

E-mail, SMS o messaggi sui social possono nascondere tentativi di phishing. Evitare di aprire link o allegati provenienti da fonti sconosciute è una delle regole principali per proteggere i propri dati.

Huawei Watch GT Runner 2 recensione: lo sportwatch che sfida i Big
Il Huawei Watch GT Runner 2 è un orologio sportivo solido, preciso e intuitivo, che sfida i big del settore con un design premium, un’autonomia eccezionale e un prezzo competitivo
TechpertuttiGuglielmo Sbano


“Proteggere i propri dati oggi significa proteggere una parte importante della propria vita quotidiana: foto, contatti, ricordi, documenti personali. Se per molti utenti queste operazioni possono sembrare semplici, per altri rappresentano ancora una difficoltà concreta – ha dichiarato Mauro Invernizzi di emporia Italia - in emporia crediamo che la tecnologia debba essere prima di tutto semplice e accessibile: per questo motivo, in occasione del World Backup Day, vogliamo sensibilizzare gli utenti sull’importanza di proteggere i propri dati con piccoli gesti quotidiani, ma che possono fare una grande differenza.”



AirPods Max 2 ufficiali: chip H2, ANC 1,5x più potente e Live Translation. Tutto quello che c'è da sapere


Apple ha presentato le AirPods Max 2, con cancellazione attiva del rumore ancora più efficace, qualità audio superiore e funzioni intelligenti nell’inconfondibile design over-ear. Il potente chip H2 porta per la prima volta funzioni come l’audio adattivo, “Rilevamento conversazione”, “Isolamento vocale” e “Traduzione in tempo reale”. Inoltre le nuove AirPods Max offrono più possibilità a chi crea podcast, musica e contenuti grazie a funzioni utili come il controllo da remoto della fotocamera. Sarà possibile ordinare le AirPods Max 2 nei colori mezzanotte, galassia, arancione, viola e blu a partire dal 25 marzo, con disponibilità all’inizio del mese prossimo. Prezzo 579 euro.
Apple AirPods Max 2: la gamma di colori disponibiliApple AirPods Max 2: la gamma di colori disponibili

Cancellazione del rumore: fino a 1,5x più efficace


Grazie al chip H2 e ai nuovi algoritmi audio computazionali, le AirPods Max 2 offrono una cancellazione attiva del rumore fino a 1,5 volte più efficace rispetto alla generazione precedente. In questo modo, esse possono cancellare ancora più rumori esterni, come quelli degli aerei o dei treni, permettendo all persone che le indossano di immergersi completamente nella musica, nel lavoro o nelle telefonate. Parimenti, la modalità Trasparenza ha un effetto ancora più naturale, così si può rimanere in contatto con il mondo circostante e le persone nelle vicinanze.
La cancellazione attiva del rumore delle nuove Apple AirPods max 2 è fino a 1,5 volte più efficace rispetto alla generazione precedenteLa cancellazione attiva del rumore delle nuove Apple AirPods max 2 è fino a 1,5 volte più efficace rispetto alla generazione precedente

Qualità audio: lossless, audio spaziale e nuovo amplificatore


Le nuove cuffie Apple hanno un nuovo amplificatore ad ampia gamma dinamica che regala un audio ancora più cristallino. I contenuti in audio spaziale hanno una resa migliore, con un posizionamento più preciso degli strumenti, una risposta dei bassi più accurata e omogenea, oltre a medi e acuti più naturali. Per garantire la massima qualità audio per musica, film e giochi, le nuove AirPods Max supportano l’audio lossless a 24 bit e 48kHz quando collegate con il cavo USB‑C in dotazione. L’audio lossless e l’audio a bassissima latenza permettono a chi fa musica di sfruttare al meglio le cuffie nell’intero flusso di lavoro professionale con Logic Pro e altre app per la creazione musicale. La latenza ridotta dell’audio wireless, inoltre, rende le cuffie perfette anche per il gaming.

Le funzioni smart: Apple Intelligence a bordo


Il chip H2 apre le porte a un ecosistema di funzionalità smart che rendono le AirPods Max 2 molto più di un semplice paio di cuffie. L'audio adattivo regola in automatico i livelli di cancellazione del rumore e modalità Trasparenza in base all'ambiente circostante, mentre il Rilevamento conversazione abbassa il volume non appena l'utente inizia a parlare con qualcuno nelle vicinanze. Tra le novità più interessanti spicca la Traduzione in tempo reale, alimentata da Apple Intelligence, che consente di comunicare faccia a faccia con persone che parlano una lingua diversa senza estrarre il telefono. L'Isolamento vocale, invece, sfrutta l'audio computazionale dell'H2 per isolare la voce durante le chiamate, eliminando i rumori di fondo in modo preciso ed efficace.

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Non mancano funzioni pensate per la salute uditiva e la personalizzazione: la Riduzione suoni intensi limita l'esposizione ai rumori ambientali più forti senza alterare la qualità audio, mentre il Volume personalizzato impara nel tempo le preferenze d'ascolto dell'utente e si adatta di conseguenza. Con il Controllo da remoto della fotocamera è possibile scattare foto o avviare video sull'iPhone semplicemente premendo la Digital Crown, comodo per chi si riprende a distanza. Infine, le interazioni con Siri raggiungono un nuovo livello di naturalezza: basta annuire o scuotere la testa per rispondere sì o no, senza dire una parola.

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Conclusioni


Le AirPods Max 2 rappresentano un aggiornamento atteso e sostanziale rispetto alla prima generazione, con il chip H2. Il miglioramento della cancellazione del rumore, l'introduzione di Apple Intelligence e il supporto all'audio lossless via USB-C colmano alcune lacune di queste cuffie, mentre il design rimane invariato. A 579 euro si posizionano nella fascia alta del mercato delle cuffie over-ear, un prezzo giustificato per chi è già nell'ecosistema Apple e cerca un'esperienza audio completa.


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Diaspora: l’espatriato in Indonesia Lü Kuntu – 呂坤土, torna regolarmente a Kinmen per onorare gli antenati.


Durante il periodo del Qingming 清明节, i cinesi d’oltremare provano un forte sentimento di nostalgia per la propria terra natale.
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呂氏宗祠 - tempio degli antenati del clan Lu - Lu family ancestral hall
呂氏宗祠 – tempio degli antenati del clan Lu – Lu family ancestral hall

In un lungo articolo su questo sito, è stata raccontata la storia della diaspora di Kinmen, avvenuta in più fasi. A testimonianza del legame degli espatriati con la terra d’origine, c’è la vicenda di un uomo che ha fatto fortuna in Indonesia.

Durante il periodo del Qingming – 清明节 (festività tradizionale cinese, conosciuta anche come Festa della Pulizia delle Tombe), i cinesi d’oltremare provano un forte sentimento di nostalgia per la propria terra natale. Fra di essi, Il signor Lü Kuntu – 呂坤土, che vive in Indonesia, ha dimostrato per anni un commovente attaccamento alla propria famiglia d’origine ed alla terra che gli diede i natali. Infatti egli ogni anno torna alla patria natia per visitare le tombe e rendere omaggio agli antenati. Come la gran parte di coloro che fecero fortuna oltremare, anche il signore in questione rende omaggio alla propria terra con generose donazioni. Secondo quanto riportato da media locali, si tratta di una cifra complessiva di 600.000 NT$, spalmati su due anni.

Infatti, nonostante sia impegnato profondamente nei suoi affari in Indonesia, il signor Lü Kuntu – 呂坤土 non ha mai dimenticato le proprie radici. Già lo scorso anno, durante il Qingming, quando tornò Kinmen per onorare gli antenati, regalò 200.000 NT$ all’ Associazione clan Lü di Xīcūn – 西村 (uno dei villaggi dove tradizionalmente si insediò il clan) e altri 200.000 NT$ al luogo di culto Baolian Dian – 保蓮殿 del villaggio di Xīcūn – 西村 come offerta rituale. Anche quest’anno, durante il periodo del Qingming, il signor Lü Kuntu – 呂坤土 è tornato nuovamente a Kinmen, con un’altra donazione di 200.000 NT$ per l’associazione del clan Lü.

Il presidente dell’Associazione clan Lü – 呂 del villaggio Xīcūn – 西村, Lü Junfu, ha confermato il grande attaccamento del signor Lü Kuntu – 呂坤土 alle proprie radici: ogni anno egli affronta un lungo viaggio per tornare a Kinmen, lasciando da parte per un momento gli affari, e dimostra con azioni concrete la sua attenzione verso il clan e le tradizioni religiose locali che beneficeranno di tali nuovi fondi.

Come da tradizione cinese, la sua generosità e il suo altruismo suscitano grande ammirazione ed apprezzamento, e spronano i suoi pari a fare altrettanto…

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Passbolt 5.10 arriva su Safari (in beta) e aggiunge l’autofill dei codici TOTP


Passbolt 5.10 debutta su Safari in versione beta tramite TestFlight, aggiunge il completamento automatico dei codici TOTP e rende i tag visibili nella griglia delle risorse.
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Passbolt 5.10, soprannominata “You’ve Got the Love”, segna un passo atteso per il gestore di password open source: per la prima volta l’estensione per browser è disponibile anche su Safari, seppur ancora in versione beta.

La distribuzione avviene tramite TestFlight ed è aperta a chiunque voglia provarla in anticipo. Il team è esplicito sulle limitazioni: l’estensione non è ancora stata sottoposta ad audit di terze parti e non è consigliata in ambienti di produzione. Alcune funzionalità risultano ridotte o temporaneamente assenti, come gli avatar e certe operazioni massive che procedono più lentamente rispetto agli altri browser. La strada verso una versione stabile sull’App Store è comunque aperta.

La novità più pratica di questa versione è il completamento automatico dei codici TOTP: rilevato un campo per la verifica in due passaggi, Passbolt propone direttamente il codice corrente senza bisogno di copiarlo a mano. Funziona sia dal menu contestuale nella pagina che dall’accesso rapido.

Per chi usa la versione Pro, i tag compaiono ora nella griglia delle risorse, in ordine alfabetico e cliccabili per filtrare al volo. Comodo per chi gestisce librerie di credenziali estese.

Febbraio e marzo hanno portato anche un ciclo di aggiornamenti ai client mobili e desktop. Android è arrivato alla 2.8.0 con risoluzione dei conflitti nell’autofill e input TOTP personalizzato; iOS alla 2.7.0 con gestione della scadenza delle password; Windows 2.8.0 aggiunge i tag in griglia e rafforza la sicurezza dell’interfaccia.


FONTE passbolt.com


FONTE passbolt.com


FONTE github.com

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oggi, 31 marzo, a roma: giuseppe garrera, lettura di un’opera di luca vitone


sottoforma: giuseppe garrera sull'opera di luca vitone
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#AgatheJaubourg #art #arte #DonatellaGiordano #finissage #GiuseppeGarrera #IlGladioloFulminatoOmaggioAFilippoDePisis #IpogeoNecci #LucaVitone #Sottoforma

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due date per la mostra “caleidoscopie”, di francesca vitale, in camera verde


giovedì 2 aprile dalle 18 alle 20 in Camera Verde (via G. Miani 20): proiezione di Visage Village, con Agnes Varda e Jr (2017).

venerdì 3 aprile dalle 17:30 alle 20:30 finissage della mostra.

slowforward.net/2026/03/01/5-m…
#AgnèsVarda #art #arte #Caleidoscopie #CameraVerde #finissage #FrancescaVitale #laCameraVerde


5 marzo, roma, la camera verde: “il gioco delle caleidoscopie”, libro e mostra di francesca vitale


Centro Culturale LA CAMERA VERDE
Via Giovanni Miani 20, Roma

Giovedì 5 marzo 2026
dalle 17 alle 20:30

inaugurazione della mostra e presentazione del libro

Il gioco delle Caleidoscopie
di
Francesca Vitale


Alle 18:30 circa, performance dal vivo
di Gianpaolo G. Mastropasqua al clarinetto
#AndreaSemerano #Caleidoscopie #caleidoscopio #FrancescaVitale #GianpaoloGMastropasqua #Gians #GiovanniAndreaSemerano #IlGiocoDelleCaleidoscopie #laCameraVerde #performance


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déclic chiude


le brutte notizie che non vorrei dare. ma ricevo da Carlo Sperduti e pubblico:

❑ Care lettrici e cari lettori, è giunto il momento di annunciarvi, con disallineato dispiacere, la prossima 𝗰𝗵𝗶𝘂𝘀𝘂𝗿𝗮 della nostra casa editrice.

C’è bisogno di spiegare perché si chiude? 𝗡𝗼, non c’è bisogno.
Ci sarebbe piaciuto continuare ma ci sono 𝟮𝟭𝟯 𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶, per limitarci alle principali, che lo rendono impossibile (la numero 192 vi lascerebbe a bocca aperta).
𝗖’𝗲̀ 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 in prima persona plurale? 𝗡𝗼, lo facciamo.
In sintesi: 𝗱𝗲́𝗰𝗹𝗶𝗰 esisterà ancora, in assenza di pubblicazioni e attività, per qualche mese. Subito dopo l’estate prenderà a non esistere per vie burocratiche, in vista di una 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘁𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 entro l’autunno.

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗼𝘁𝗲𝘁𝗲 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗳𝗿𝗮𝘁𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼? Una cosa piuttosto semplice e altrettanto ovvia: 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶 𝗱𝗲́𝗰𝗹𝗶𝗰 che non avete, acquistarli tutti se non ne avete nemmeno uno, acquistare copie dei vostri libri 𝗱𝗲́𝗰𝗹𝗶𝗰 preferiti da donare ad altre lettrici e altri lettori, acquistare copie dei libri 𝗱𝗲́𝗰𝗹𝗶𝗰 che odiate da donare a lettrici e lettori per cui nutrite una 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗽𝗮𝘁𝗶𝗮.

𝗟𝗲 𝗽𝗮𝗴𝗶𝗻𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹 𝗱𝗶 𝗱𝗲́𝗰𝗹𝗶𝗰 𝘀𝗶 𝘃𝗮𝗽𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗲𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 a breve, dunque per acquisti potete rivolgervi al nostro 𝘀𝗶𝘁𝗼, declicedizioni.it/, mentre per qualsiasi informazione (comprese quelle sulle 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝘀𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗹𝗲𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗲 che saranno applicate in vista della chiusura) potete scriverci a 𝗶𝗻𝗳𝗼@𝗱𝗲𝗰𝗹𝗶𝗰𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶.𝗶𝘁.

Non crucciatevi troppo, 𝘀𝘂𝘃𝘃𝗶𝗮.
Grazie e grazie!

𝘊𝘢𝘳𝘭𝘰 𝘚𝘱𝘦𝘳𝘥𝘶𝘵𝘪
#déclic #déclicChiude #editoriaIndipendente #prosa #prosaBreve

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la rinascenza tentata del fritto misto da ora a seguire da disperanza a risperanza octosa?!?!?!


…Miao? Uhm, ciao, forse, ma… cos’è questo coso sitiaco che sta qui a marcire e boh… Eh??? Fritto misto di OctoSpacc?!?!?! Esiste ancora??? E io che pensavo fosse stato fritto e mangiato dall’entropia dell’universo, a questo punto!!! Ma… c’è ancora qualcuno qui, tipo, o sono rimaste solo le pareti a far rimbalzare le mie parole, dandomi un falso senso di bene che però nella pratica non risulta in nulla…? Ahh, che assoluto dillema ininquadrabile, e persino quasi inscrivibile, temo di dover confessare… 😳

…Questioni di filosofia cosmica a parte, però — almeno per il momento attuale di stavolta, che altrimenti ho paura di risultare già troppo pesante fin da subito anche per i puri spiriti, e a quel punto poi non ci stanno miao che tengonoio sono sempre io (e, sempre meno magica e più altamente sfaldata, temo…), e questo fino a prova contraria è effettivamente sempre il mio blog del fritto misto… su cui, a questo punto, non scrivevo nulla da ufficialmente 2 mesi buoni, e già da ben prima il postaggio si era sostanzialmente pesantemente annichilito, come è facile confermare… e però, stranamente oggi, per questa fine di marzo, imprevedibilmente eccomi di nuovo qui; octospacc nel suo fritto misto contro ogni scommessa, insomma. 🤯

E come mai questa grande sorpresa, però, a questo punto, e in un giorno così casuale??? (Sarebbe infatti ormai stato più divertente rimandare al primo di aprile, così da fare un bel po’ di gustoso trolling… ma il mio cervello oggi si è scetato, e quindi oggi è il giorno buono.) Beh… non lo so neanche io, a dire il vero, mi è semplicemente venuto lo sghiribizzo… ma, una cosa almeno so e posso rivelare, e cioè che sono a quanto pare in un nuovo periodo di crisi per quanto riguarda la mia (non) infinita scrittura, e la disperazione infinita (questa sì) che da questa tremenda questione deriva… (oltre che da tutte le altre minuzie della mia esistenza, a riguardo delle quali però, beh, c’è poco da fare se non copare)… e quindi, evidentemente, avendo bisogno di cambiare variabili per non rimanere arenata, eccomi qui, suppongo. 🥺

Questi ultimi 3 giorni, infatti, non ho fatto assolutamente niente di epico nel mio tempo, che caspita… eccezion fatta per l’aver migrato il sito della stuffoctt a WordPress in seguito ad un’impulso ancora non ben inquadrabile di buone intenzioni magiche (ed il fritto misto invece ovviamente no… perché è sempre stato WordPress), a parte quello, proprio niente di che; sia in generale (gnammy, rotting infinito…), che per quanto riguarda lo scrivere assurdità (a parte questa manciata di articoli nuovi proprio lì sull’altro sitino)… niente di niente, nemmeno su Sharkey, dove da ormai credo già 72 ore vige il temendo silenzio, la mortalità, la fine più assoluta, e io così annichilita appresso. 😰

Tutto questo gran nulla ovviamente non è per mia scelta, e nemmeno per qualche motivo da me non deciso ma logicamente comprensibile… bensì boh, semplicemente proprio non ce la sto facendo e non so dove girarmi; come se fossi stavolta seriamente drenata di energie, la mia concentrazione spaccata in infiniti frammenti irrecuperabili, e anche il solo pensare di dovermi mettere lì a fare il “buongiorno miao” e tutta la caterva di roba a seguire ogni giorno mi fa dire non so se aaa, zzz, o quale assurda combinazione… e, mentre per questo paio di giorni ho semplicemente accettato il vuoto, perché stranamente non ho sentito troppo stress a riguardo (e anzi, come ho scritto sul mio diario di carta mi sono sentita proprio sedata…), ora è per forza arrivato il momento di pensare, sperando di smettere di rottare, e tornare magari anche più magica di prima… 🎋

Quindi, se non altro, stare per un po’ in questo ennesimo buco nero (e per fortuna non grigio, a questo punto, perché almeno nel nero si può riposare, perché non si vede niente, ma nel grigio ci si finisce fortissimo per disperare, perché si notano le ombre, e le figure, e le entità…) mi ha dato una minima occasione per fare proprio questo, e… non ho tuttavia la minima idea di cosa succederà nei giorni di poco e di molto a seguire, perché la mia entropia neurologica è a questo punto davvero pure più che incomprensibile, ma: visto che ancora qui a notine non si va avanti, e stare con le mani in mano non è buono, allora ho pensato che farei bene a fare piuttosto almeno qualche tentativo di ricominciare a scrivere qui sopra… anche perché, caspita se non solo mi mancano le vibe del fritto misto, ma mi dispiace aver involontariamente abbandonato chi lo seguiva (avendo fallito anche col mio piano di riciclo delle note nel canale Telegram). 🤥

E allora, beh… per ora, e fino ad ulteriori “[em]allora“, è davvero nulla, ma forse anche la fine del nulla[/em]; non lo so eh, ma speriamo davvero… perché, per questa via, almeno il fritto misto potrebbe ripartire davvero col botto, o anzi lo schizzo d’olio bollente, se riesco un attimo a ricompormi. Poi, c’è in verità comunque da dire che, anche se davvero non mi venisse da scrivere più niente su Sharkey, non è detto che qui mi tornino le idee per scrivere ogni giorno, perché non lo so (storicamente ho sempre avuto difficoltà, quando a corto di memini e video o notizie da commentare)… ma, per il momento, questa è una (1) cosa che posso comunque tentare, mentre altre non ce ne sono, quindi buon miao così oggi!!! 💥

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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Waterfox compie 15 anni e si prepara a bloccare le pubblicità senza estensioni (come Brave)


Il browser indipendente basato su Firefox festeggia il suo anniversario con una novità concreta: un blocco pubblicità nativo integrato nel processo principale, costruito sulla libreria open source di Brave. E ancora niente intelligenza artificiale.
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Quindici anni fa, Alex Kontos aveva sedici anni, un portatile HP Compaq e la frustrazione di non trovare una versione a 64 bit di Firefox. Compilò il browser da solo, lo chiamò Waterfox, lo caricò su SourceForge e tornò ai suoi esami. In una settimana aveva 50.000 download. Da lì è nata una storia piuttosto lunga, ancora in corso.

L’anniversario è l’occasione per guardare a cosa diventerà Waterfox nel corso del 2026, e la novità più rilevante riguarda il blocco delle pubblicità. Il browser adotterà un sistema di filtraggio nativo, costruito sulla libreria adblock di Brave, che funziona nel processo principale del browser anziché come estensione separata. La differenza non è banale: le estensioni come uBlock Origin sono soggette ai limiti imposti dalle API del browser, Manifest V3 di Google in testa, mentre un blocco integrato non lo è. Risultato: filtraggio più rapido, nessuna dipendenza da aggiornamenti esterni, nessun processo separato da gestire.

La scelta di appoggiarsi alla libreria di Brave è motivata anche da ragioni di licenza: è distribuita sotto MPL2, la stessa di Waterfox, il che evita i problemi di compatibilità che avrebbe creato la licenza GPLv3 di uBlock Origin.

Sul fronte della trasparenza economica, Kontos spiega che le pubblicità testuali resteranno visibili sulle pagine del motore di ricerca predefinito, Startpage, esattamente come fa Brave con il proprio partner. È il meccanismo che tiene in piedi il progetto. Chi vuole disabilitarlo completamente può farlo con un’opzione nelle impostazioni.

Una precisazione utile: chi usa già un’estensione per bloccare le pubblicità può continuare a farlo, la funzione nativa è pensata principalmente per i nuovi utenti o per chi non ha mai configurato nulla.

L’altra posizione che Waterfox ribadisce con chiarezza è l’assenza di funzioni di intelligenza artificiale integrate, in netta controtendenza rispetto a Firefox, Chrome e praticamente tutti i browser mainstream. Kontos lo dice senza giri di parole: il compito di un browser è caricare pagine web, proteggere i dati degli utenti e non mettersi in mezzo.

Per chi cerca un browser basato su Firefox senza le scelte discutibili di Mozilla degli ultimi anni, vale la pena tenerlo d’occhio, magari affiancando al browser una protezione DNS come NextDNS per un filtraggio più capillare anche fuori dal browser.


FONTE waterfox.com

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I profili Mastodon cambiano faccia: cosa c’è di nuovo


Mastodon ridisegna i profili utente: filtri più granulari sui post, modifica del profilo semplificata, ritaglio delle immagini e non solo. In anteprima su mastodon.social, poi con la versione 4.6.
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Mastodon ha annunciato un redesign completo dei profili utente, frutto di un lavoro che ha coinvolto oltre 500 persone su più di 300 server. Le modifiche riguardano sia la visualizzazione del profilo altrui, sia la gestione del proprio. Disponibili da oggi su mastodon.social e sui server che usano le build notturne, arriveranno su tutti gli altri con il rilascio di Mastodon 4.6, previsto tra qualche settimana.

Cosa cambia nella visualizzazione


Il cambiamento più pratico riguarda i tab dei post. Il vecchio sistema con “Post” e “Post e risposte” era confuso perché il tab “Post” includeva anche i boost. Al suo posto arriva un unico tab “Attività” con un menu a tendina che permette di filtrare liberamente tra post, boost e risposte, in qualsiasi combinazione.

Gli hashtag in evidenza diventano più utili: compaiono direttamente nel tab Attività e permettono di filtrare i post di quell’account per argomento con un clic.

I post fissati non stanno più in un carosello: vengono mostrati in forma compatta, con la possibilità di espandere tutto in un clic. L’handle completo (@utente@server) appare ora sempre sotto il nome visualizzato, accompagnato da un piccolo pannello esplicativo pensato per chi arriva da altri social e non conosce la logica federata. I campi personalizzati, infine, si dispongono affiancati dove possibile, risparmiando spazio verticale.

Cosa cambia nella modifica


La modifica del profilo esce dalle impostazioni e diventa accessibile direttamente dalla pagina del profilo, raccogliendo in un’unica schermata foto, bio, campi personalizzati, hashtag in evidenza e impostazioni dei tab. Novità concreta: si possono finalmente ritagliare le immagini del profilo e della copertina, e aggiungere il testo alternativo a entrambe.

La verifica dei link, che prima era nascosta nelle impostazioni, si trova ora accanto ai campi personalizzati. Gli hashtag in evidenza e i campi personalizzati sono ora gestibili anche dalle app iOS e Android, dove prima non era possibile.

È anche possibile nascondere i tab Media e In evidenza, e escludere le risposte dalla galleria multimediale, utile per chi usa il profilo in modo più editoriale.


Post by @Mastodon@mastodon.social
View on Mastodon


FONTE blog.joinmastodon.org


Coming soon in Mastodon 4.6 - a redesigned profile page. We've used community feedback and surveys to inform these updates. In our latest blog post, @imanijoy explains our design thinking and choices. Here are a few highlights 🧵

blog.joinmastodon.org/2026/03/…


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Fedimedia firma la lettera aperta per Mantenere Android Libero, unisciti alla battaglia “keep android open” per liberare lo smartphone


Oggi il controllo degli smartphone è sempre più concentrato nelle mani di poche grandi aziende. Anche un sistema che nasce libero come Android rischia di essere progressivamente chiuso, regolato e trasformato in uno strumento sotto controllo centralizzato, ma qualcosa si sta muovendo. Fedimedia Italia APS è parte attiva del movimento internazionale keep android open che non si limita a denunciare, ma lavora concretamente insieme ad alcune delle più importanti realtà del mondo open […]
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Oggi il controllo degli smartphone è sempre più concentrato nelle mani di poche grandi aziende. Anche un sistema che nasce libero come Android rischia di essere progressivamente chiuso, regolato e trasformato in uno strumento sotto controllo centralizzato, ma qualcosa si sta muovendo.

Fedimedia Italia APS è parte attiva del movimento internazionale keep android open che non si limita a denunciare, ma lavora concretamente insieme ad alcune delle più importanti realtà del mondo open source e del free software per difendere un futuro digitale libero, aperto e decentralizzato ed è fra i firmatari della lettera aperta a google per mantenere l’ecosistema android aperto.

Per questa campagna abbiamo attivato un banner in alto con un conto alla rovescia: il tempo che resta a un Android davvero libero. Un segnale chiaro per sensibilizzare tutte le persone su quanto sta accadendo e sull’urgenza di non restare a guardare.

👉 Se credi anche tu che la tecnologia debba essere al servizio delle persone e non il contrario puoi fare un passo concreto:

Sostieni Fedimedia e partecipa al movimento per la liberazione della tecnologia. Bastano pochi secondi per lasciare il tuo interesse tramite il modulo di contatto. e venire aggiornato sulle azioni intraprese da fedimedia e dal movimento Keep Android Open.

La lettera che abbiamo indirizzato al movimento Keep Android Open


Gentili promotori della campagna KeepAndroidOpen,

con grande interesse e condivisione dei valori espressi nella vostra lettera aperta a Google, scriviamo per aderire ufficialmente alla vostra iniziativa in difesa di un Android libero, aperto e indipendente da controlli centralizzati.

Fedimedia Italia APS nasce per promuovere unecosistema digitale basato su principi di libertà, decentralizzazione e sovranità tecnologica. Come associazione che si batte per un web etico e indipendente dalle Big Tech, non possiamo che sostenere con forza la vostra opposizione alla registrazione obbligatoria degli sviluppatori.

Perchè non dovrebbero vincolare lo sviluppo di app su qualsiasi dispositivo ?

Ci piace pensare ad Android come a una tela di pittore, ai dispositivi come a pennelli e alle app come a colori: chi produce gli strumenti non può pretendere di controllare l’arte che ne scaturisce, né tantomeno imporre agli artisti di registrarsi presso un unico fornitore per poter creare.

La libertà di espressione digitale, proprio come quella artistica, non può essere soggetta a permessi o a gatekeeper. Imporre una registrazione centralizzata significa trasformare una piattaforma aperta in un sistema chiuso a chi non autorizzato da voi, dove la creatività e l’innovazione sono ostaggi di regole arbitrarie e di interessi commerciali.

Per noi, la decentralizzazione e l’apertura non sono solo scelte tecniche, ma valori fondanti: ogni sviluppatore, ogni utente, ogni comunità deve poter operare senza dover chiedere il permesso a un’unica autorità. La vostra battaglia è anche la nostra, perché difendere Android significa difendere il diritto di tutti a un futuro digitale pluralista, trasparente e rispettoso dei diritti fondamentali.

Con questa email, vi comunichiamo quindi la nostra piena adesione alla campagna KeepAndroidOpen. Siamo pronti a sostenervi nella diffusione dei vostri obiettivi, a partecipare attivamente alle iniziative promosse e a collaborare per costruire alternative concrete che preservino la libertà e l’apertura di Android, valori che condividiamo profondamente.

Rimaniamo a disposizione per qualsiasi ulteriore passo o azione collettiva.

Cordiali saluti,
Fedimedia Italia APS

Qui di seguito la lettera aperta indirizzata ai vertici di Google


Questa è la traduzione della lettera aperta a Google indirizzata ai fondatori, CEO e dirigenti Google

Dat</code><code>a</code><code>:</code><code> </code><code>24 febbraio</code><code> 2026</code><code>A</code><code>:</code><code> </code><code>Sundar Pichai, Chief Executive Officer, Google</code><code>A</code><code>:</code><code> </code><code>Sergey Brin, Founder and Board Member, Google</code><code>A</code><code>:</code><code> </code><code>Larry Page, Founder and Board Member, Google</code><code>A</code><code>: Vijaya Kaza, General Manager for App & Ecosystem Trust, Google</code><code>CC:</code><code> </code><code>Regulatory authorities, policymakers, and the Android developer community</code><code>Re:</code><code> </code><code>Mandatory Developer Registration for Android App Distribution

Noi, le organizzazioni sottoscritte che rappresentano la società civile, le istituzioni no-profit e le aziende tecnologiche, scriviamo per esprimere la nostra ferma opposizione alla politica annunciata da Google, che richiede a tutti gli sviluppatori di app Android di registrarsi in maniera centralizzata presso Google per poter distribuire applicazioni al di fuori del Google Play Store e che entrerà in vigore in tutto il mondo nei prossimi mesi.

Pur riconoscendo l’importanza della sicurezza della piattaforma e della sicurezza degli utenti, la piattaforma Android include già diversi meccanismi di sicurezza che non richiedono una registrazione centralizzata. Iniettare forzatamente un modello di sicurezza estraneo, in contrasto con la storica natura aperta di Android, minaccia l’innovazione, la concorrenza, la privacy e la libertà degli utenti. Esortiamo Google a ritirare questa policy e a collaborare con le comunità open source e della sicurezza per trovare alternative meno restrittive.

Le nostre preoccupazioni


1. Controllo oltre lo Store di Google

Android è storicamente caratterizzato come una piattaforma aperta in cui utenti e sviluppatori possono operare indipendentemente dai servizi di Google. La politica di registrazione degli sviluppatori proposta modifica radicalmente tale rapporto, richiedendo agli sviluppatori che desiderano distribuire app tramite canali alternativi (i propri siti web, app store di terze parti, sistemi di distribuzione aziendali o trasferimenti diretti) di richiedere prima l’autorizzazione a Google attraverso una procedura di verifica obbligatoria, che prevede l’accettazione dei termini e delle condizioni di Google, il pagamento di una quota e il caricamento di un documento di identità rilasciato dal governo.

Ciò estende l’autorità di controllo di Google oltre il proprio marketplace, estendendola a canali di distribuzione in cui non ha alcun ruolo operativo legittimo. Gli sviluppatori che scelgono di non utilizzare i servizi di Google non dovrebbero essere costretti a registrarsi e a sottoporsi al giudizio di Google. Centralizzare la registrazione di tutte le applicazioni a livello mondiale conferisce inoltre a Google nuovi poteri per disattivare completamente qualsiasi app desideri, per qualsiasi motivo, per l’intero ecosistema Android.

2. Barriera all’ingresso e ostacolo all’innovazione

La registrazione obbligatoria crea ostacoli e barriere all’ingresso, in particolare per:

  • Gli sviluppatori individuali e i piccoli team con risorse limitate
  • I progetti open source che si basano su collaboratori volontari
  • Gli sviluppatori in aree geografiche con accesso limitato all’infrastruttura di registrazione di Google
  • Gli sviluppatori focalizzati sulla privacy che evitano gli ecosistemi di sorveglianza
  • La risposta alle emergenze e le organizzazioni umanitarie che richiedono un rapido intervento
  • Gli attivisti che lavorano per la libertà di Internet in paesi che criminalizzano ingiustamente tale lavoro
  • Gli sviluppatori in paesi o aree in cui Google non può consentire loro di registrarsi a causa di sanzioni
  • I ricercatori e gli accademici che sviluppano applicazioni sperimentali
  • Le applicazioni aziendali e governative interne che non sono mai state pensate per un’ampia distribuzione pubblica

Ogni ulteriore ostacolo burocratico riduce la diversità nell’ecosistema software e concentra il potere nelle mani di grandi attori affermati che possono assorbire più facilmente tali costi di conformità.

3. Problemi di privacy e sorveglianza

Richiedere la registrazione a Google crea un database completo di tutti gli sviluppatori Android, indipendentemente dal fatto che utilizzino o meno i servizi Google. Ciò solleva seri interrogativi su:

  • Quali informazioni personali devono fornire gli sviluppatori
  • Come queste informazioni saranno archiviate, protette e utilizzate
  • La possibilità che questi dati possano essere soggetti a richieste governative o procedimenti legali
  • La modalità con cui l’attività degli sviluppatori possa essere monitorata nell’intero ecosistema
  • L’impatto che comporta per gli sviluppatori che lavorano su applicazioni che tutelano la privacy o che sono politicamente sensibili

Gli sviluppatori dovrebbero avere il diritto di creare e distribuire software senza sottoporsi a inutili controlli o sorveglianza.

4. Rischi di applicazione arbitraria e chiusura dell’account

Gli attuali processi di revisione delle app di Google sono stati criticati per la scarsa trasparenza del processo decisionale, l’applicazione incoerente delle norme e i meccanismi di ricorso limitati. L’estensione di questo sistema a tutti i dispositivi certificati Android comporta i seguenti rischi:

  • Rifiuto arbitrario o sospensione senza chiara giustificazione
  • Sistemi automatizzati che prendono decisioni consequenziali con una supervisione umana insufficiente
  • Sviluppatori che perdono la possibilità di distribuire app su tutti i canali a causa di una singola decisione aziendale non verificabile
  • Considerazioni politiche o competitive che influenzano l’approvazione della registrazione
  • Impatto sproporzionato sulle comunità emarginate e applicazioni controverse ma legali

Un singolo punto di vulnerabilità controllato da una sola azienda è l’antitesi di un ecosistema software sano e competitivo.

5. Implicazioni anticoncorrenziali

Questo requisito consente a Google di raccogliere informazioni su tutte le attività di sviluppo Android, tra cui:

  • Quali app vengono sviluppate e da chi
  • Le strategie di distribuzione e modelli di business alternativi
  • Le minacce competitive ai servizi di Google
  • Le tendenze di mercato e preferenze degli utenti al di fuori dell’ecosistema di Google

Questa asimmetria informativa fornisce a Google notevoli vantaggi competitivi, le consente di anticipare, copiare e indebolire prodotti e servizi concorrenti e potrebbe sollevare numerose questioni in materia di antitrust.

6. Problemi normativi

Le autorità di regolamentazione di tutto il mondo, tra cui la Commissione Europea, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e le autorità garanti della concorrenza in diverse giurisdizioni, hanno esaminato con sempre maggiore attenzione la capacità delle piattaforme dominanti di privilegiare i propri servizi e limitare la concorrenza, richiedendo maggiore apertura e interoperabilità. Notiamo inoltre crescenti preoccupazioni circa l’intervento normativo che aumenta la sorveglianza di massa, ostacolando la libertà del software, l’apertura di Internet e la neutralità dei dispositivi.

Invitiamo Google a trovare modi alternativi per conformarsi agli obblighi normativi, promuovendo modelli che rispettino la natura aperta di Android senza aumentare il controllo dei gatekeeper sulla piattaforma.

Le misure esistenti sono sufficienti


La piattaforma Android include già diversi meccanismi di sicurezza che non richiedono la registrazione centrale:

  • Funzionalità di sicurezza a livello di sistema operativo, sandbox delle applicazioni e sistemi di autorizzazione
  • Avvisi utente per le applicazioni installate direttamente (o “sideloaded”)
  • Google Play Protect (che gli utenti possono scegliere di abilitare o disabilitare)
  • Certificati di firma dello sviluppatore che stabiliscono la provenienza del software

Non è stata presentata alcuna prova che queste misure di sicurezza siano insufficienti a continuare a proteggere gli utenti Android come hanno fatto per tutti i diciassette anni di esistenza di Android. Se la preoccupazione di Google è realmente la sicurezza piuttosto che il controllo, dovrebbe investire nel miglioramento di questi meccanismi esistenti anziché creare nuovi colli di bottiglia e centralizzare il controllo.

La nostra petizione


Invitiamo Google a:

  1. Abrogare immediatamenteil requisito obbligatorio di registrazione dello sviluppatore per la distribuzione a terze parti.
  2. Avviare un dialogo trasparentecon la società civile, gli sviluppatori e gli enti regolatori sui miglioramenti della sicurezza Android, nel rispetto dell’apertura e della concorrenza.
  3. Impegnarsi a favore della neutralità della piattaformaassicurando che Android rimanga una piattaforma realmente aperta in cui il ruolo di Google come fornitore della piattaforma non sia in conflitto con i suoi interessi commerciali.

Nel corso degli anni, Android si è evoluto in un’infrastruttura tecnologica fondamentale al servizio di centinaia di governi, milioni di aziende e miliardi di cittadini in tutto il mondo. Consolidare e centralizzare unilateralmente il potere di approvare il software nelle mani di un’unica azienda che può esimersi da una reale responsabilità e rendicontabilità è antitetico ai principi della libertà di pensiero, è un affronto al software libero, è una barriera insormontabile alla concorrenza ed è una minaccia universale alla sovranità digitale.

Imploriamo Google di invertire la rotta, porre fine al programma di verifica degli sviluppatori e iniziare a collaborare con la più ampia comunità degli sviluppatori per promuovere gli obiettivi di sicurezza senza sacrificare i principi di massima apertura in base ai quali è stato realizzato Android. La forza dell’ecosistema Android è storicamente basata sulla sua architettura aperta e Google deve impegnarsi per ripristinare il suo ruolo di fedele custode di tale fiducia.

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