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e il signor Loplop mi teneva per mano


Natura morta
Il grappolo d’uva ha l’aspetto
d’un grosso rettile, qualche spaventosa
lucertola della nuova Oceania.
E sono le pesche corpi di donna
e il piatto un lago.
E vedi questo ammasso immobile
di bestie,
e “Io sarò l’Africa”
canta la radio.
Incontriamoci,
uno di questi giorni.

Avec Mr. Loplop
Un giorno andando con Max Ernst
su per le strade dell’intiera città
vidi la Luna, gialla come una ciambella,
e con un buco in mezzo, e avevo
voglia di mangiarne una fetta, come una ciambella.
E pensavo: “Oh, dolce Max,
dal cuore a forma di gatto in gabbia,
dalla testa d’uccello, dai passi
felpati, oh, tenero Max”,
e il signor Loplop mi teneva per mano.

Oppure, viceversa
I futuristi crearono poemi aeroplano, poemi luce elettrica,
poemi a scaglie e a nodi,
e così furono balzi, artigli ed improvvisi voli
con un mare obliquo e color ventre di luna
(un azzurro molle, caldo e freddo, duro)
su cui rimbalzavano le ruote, i revolver, gli ice-creams,
i cappelli. Il viaggio fu maestoso; d’un rumore incessante
e frangente. «Io scrivo poemi col cartone e con le piume».
«Io con stelle di mare e trasparenti mani».

Marco Innocenti, La passeggiata avventurosa (esercizi di scrittura automatica e altre cose similari), lepómene editore, Sanremo, 2025

#avventurosa #esercizi #MarcoInnocenti #passeggiata #poesia #scrittura



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Calibre 9.0: la vista scaffale e l’opzione per chi non sopporta l’intelligenza artificiale


Calibre 9.0 introduce la vista scaffale per sfogliare i libri come in una libreria fisica e un'opzione per nascondere completamente le funzionalità di intelligenza artificiale.

Chi gestisce una collezione di ebook probabilmente già conosce Calibre, il software gratuito e open source che da anni rappresenta il punto di riferimento per organizzare, convertire e sincronizzare libri digitali. La versione 9.0, rilasciata il 30 gennaio, porta alcune novità concrete.

La più visibile è la vista “scaffale”: i libri vengono disposti su ripiani virtuali mostrando il dorso, proprio come in una libreria fisica. Passando il mouse sopra un volume si visualizza la copertina completa, e si possono raggruppare i libri per autore, serie o altri criteri. Lo spessore di ogni libro viene calcolato in base al numero di pagine stimato, ma come da tradizione Calibre si può personalizzare praticamente tutto. Per attivarla basta cliccare sul pulsante Layout nell’angolo in basso a destra.

Modifiche al volo dal visualizzatore


Il visualizzatore integrato guadagna un pulsante per aprire direttamente l’editor nel punto esatto in cui si sta leggendo: comodo per correggere refusi o sistemare la formattazione nei formati modificabili come EPUB, AZW3 e KEPUB. Su Linux arriva invece lo scorrimento con inerzia nella lista dei libri quando si usa un touchpad.

Per chi l’AI proprio non la vuole


Con la 9.0 arriva una nuova opzione nelle impostazioni che permette di nascondere completamente tutte le funzionalità AI dall’interfaccia. Chi non vuole nemmeno vedere i pulsanti relativi all’intelligenza artificiale ora può eliminarli senza ricorrere a fork esterni.

Calibre è disponibile gratuitamente per Windows, macOS e Linux dal sito ufficiale.


FONTE calibre-ebook.com


Calibre 8.16 aggiunge l’intelligenza artificiale, ma non tutti sono contenti e nasce il fork senza AI (clbre, ovviamente)


Il popolare gestore di ebook Calibre continua il suo percorso verso l’integrazione dell’intelligenza artificiale con la versione 8.16. Tra le novità più significative c’è la possibilità di discutere (metto virtualmente un centinaio di virgolette) di un libro con un modello AI direttamente dall’applicazione, oltre a ricevere suggerimenti su cosa leggere successivamente. Arriva anche il supporto per LM Studio, che permette di eseguire modelli linguistici in locale senza dipendere da servizi cloud.

L’AI in Calibre non è una novità assoluta: già dalla 8.11 il visualizzatore integrato permetteva di interrogare modelli linguistici sul testo selezionato, sfruttando provider come Google, OpenRouter, GitHub o soluzioni locali come Ollama.

La 8.16 estende però queste funzionalità all’intera libreria.

Un fork senza AI: nasce clbre


Non tutti però hanno apprezzato questa direzione. A poche ore dal rilascio è comparso su GitHub un progetto chiamato clbre, il nome gioca proprio sull’assenza delle lettere “AI”, creato dallo sviluppatore grimthorpe con l’obiettivo dichiarato di rimuovere ogni componente legato all’intelligenza artificiale.

Il progetto nasce come iniziativa personale e l’autore tiene a precisare che chi vuole contribuire al codice dovrebbe farlo direttamente su Calibre, a meno che le modifiche non riguardino specificamente la rimozione dell’AI. Un altro aspetto interessante: grimthorpe invita esplicitamente a supportare economicamente il progetto originale, riconoscendo il lavoro che c’è dietro un software così complesso e longevo.

Calibre resta comunque completamente gratuito, multipiattaforma e ricco di funzionalità che vanno ben oltre l’AI: conversione tra formati, gestione dei metadati, sincronizzazione con ebook reader e molto altro. L’intelligenza artificiale rimane inoltre opzionale.


FONTE calibre-ebook.com


FONTE github.com



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Festa di Sant’Agata, liturgia della polis


Delle “Santuzze” siciliane, Lucia, Rosalia e Agata, si è occupata l’ultima puntata de “Le vie dei Santi, viaggio tra le devozioni popolari del nostro paese”, un ciclo dedicato alle tradizioni religiose e folkloristiche dell’Italia, condotto dall’antropologo Marino Niola all’interno della trasmissione radiofonica Uomini e Profeti, in onda domenica mattina su Radio 3.

Niola […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/02/04/fest…

#RadioTre #SantAgata


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Il manuale di sicurezza digitale di Guerre di Rete è ora disponibile per tutti


Guerre di Rete pubblica gratuitamente il Manualetto di sicurezza digitale per giornalisti e attivisti, guida pratica alla protezione online scritta da esperti italiani.

Da oggi è scaricabile liberamente il Manualetto di sicurezza digitale per giornalisti e attivisti, la nuova pubblicazione di Guerre di Rete che fino a ieri era riservata solo a chi aveva partecipato al crowdfunding del progetto.

Il manuale, disponibile gratuitamente sul sito di Guerre di Rete, si rivolge a due categorie particolarmente esposte ad attacchi informatici e sorveglianza online. Scritto in modo accessibile ma con indicazioni pratiche concrete, passa in rassegna le basi della cybersicurezza e affronta anche aspetti specifici legati al lavoro di chi fa informazione o attivismo.

Il progetto è curato da Carola Frediani, giornalista specializzata in cybersecurity e autrice della newsletter omonima che conta oltre 15mila iscritti, insieme a Sonia Montegiove e Patrizio Tufarolo. Hanno collaborato giornalisti come Raffaele Angius e Rosita Rijtano, gli attivisti CRP, Matteo Spinelli e Taylor, con la grafica di Federico Nejrotti.

Come precisano gli autori, il manualetto non è una soluzione totale ma rappresenta un punto di partenza solido per sistemare la propria vita digitale. Le indicazioni sono utili anche a chi non rientra nelle categorie target, visto che i principi base di sicurezza valgono per chiunque voglia proteggere i propri dati e comunicazioni.


FONTE guerredirete.substack.com


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San Valentino 2026: chi compra, quanto spende e cosa regala secondo i nuovi trend digitali


Chi compra a San Valentino, quanto spende e cosa regala nel 2026: dati, trend digitali e il ruolo sempre più centrale della tecnologia negli acquisti

Mancano poco più di 10 giorni a San Valentino e la caccia al regalo perfetto incombe. Mentre le vetrine dei negozi fisici si tingono di rosso e si riempiono di palloncini a cuore e peluche, nel mondo dell’online e della personalizzazione dei regali sta prendendo piede una piccola rivoluzione negli acquisti che si allontana da quelli più classici e sdoganati. Rose rosse che appassiscono in pochi giorni e scatole di cioccolatini consumate in una sera, simboli tradizionali di San Valentino, stanno lasciando spazio a regali che durano nel tempo e che raccontano qualcosa.

LG Zero Labor Home al CES 2026: debutta il robot CLOiD
Al CES 2026 LG ha presentato la visione “Zero Labor Home” e il nuovo robot domestico CLOiD, pensato per ridurre le attività quotidiane grazie a intelligenza artificiale e automazione avanzata
TechpertuttiGuglielmo Sbano

San Valentino 2026: chi acquista e perché


Secondo i dati raccolti Bottle-Up, il profilo di chi acquista per il 14 febbraio è ben chiaro: sono prevalentemente donne giovani con un’età tra i 25 e i 45 anni. Per stupire l’anima gemella, si muovono con largo anticipo nei loro acquisti puntando su un oggetto originale che riesca a raccontare un’intimità condivisa e che resti nel tempo. Esse non cercano il simbolo universale che va bene per tutti ma qualcosa di specifico e speciale, costruito a partire dalla loro storia, dal vissuto condiviso e dai dettagli che solo la coppia può davvero comprendere. Una scelta che in fondo riflette il modo in cui questa generazione vive e si approccia a ogni aspetto della vita, personalizzando esperienze, curando i dettagli, rifiutando gli standard e in cliché a favore dell'autenticità.

I regali più scelti


Tra le categorie più scelte spiccano le bottiglie personalizzate. Vini pregiati, bollicine per brindare insieme, gin artigianali, liquori selezionati, tutti trasformati attraverso etichette che riportano nomi, date, messaggi, foto o immagini significative. Ma la vera chicca sta nell'abbinamento con cassette in legno artistiche a tema romantico che trasformano il regalo in una vera e propria opera d'arte. Le confezioni che vanno per la maggiore riprendono i dipinti d'amore più iconici della storia dell'arte: si va dal Bacio di Klimt con i suoi ori e le sue geometrie preziose al Il Bacio di Hayez che cattura l'intensità di un abbraccio appassionato, fino a Paolo e Francesca immortalati nel loro amore eterno. Il risultato è un regalo a più livelli. La bottiglia con l'etichetta personalizzata racconta la storia della coppia mentre la cassetta in legno diventa un oggetto decorativo da conservare o un contenitore che acquisisce una seconda vita grazie al suo riutilizzo.

“San Valentino è diventato un osservatorio privilegiato per capire come sta cambiando il nostro modo di comunicare gli affetti - osserva Francesco Farnetani di Bottle-Up - oggi non si cerca il gesto formale, ma l'intenzione. Il valore non sta solo nel contenuto, ma nel tempo dedicato a pensare a una frase, a scegliere una foto o a selezionare un messaggio che solo due persone possono davvero capire. È un modo per rendere un momento di consumo un’esperienza unica e duratura.”



Mijia Smart Audio Glasses: gli occhiali smart Xiaomi
I Mijia Smart Audio Glasses rappresentano l’approccio di Xiaomi agli occhiali smart, combinando audio integrato, design tradizionale e funzioni pensate per l’uso quotidiano
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Dalle frasi delle canzoni ai "messaggi in codice": i 6 regali personalizzati più scelti


Se la bottiglia personalizzata è il dono più scelto, le donne italiane cosa scrivono sulle etichette e come le personalizzano? Nonostante ogni storia sia a sé, emergono comunque dei filoni creativi che vanno ben oltre il banale “Ti amo” o “Sei la mia vita”.

La fotografia come protagonista. Molte persone scelgono di inserire una foto che ritrae la coppia in un momento felice e spontaneo. Non il classico scatto in posa, ma l'immagine rubata durante l'ultima vacanza insieme, quella foto scattata al tramonto, lo scatto del primo viaggio o l'istantanea di un abbraccio inaspettato.

Le citazioni musicali. C'è chi sceglie il verso di quella canzone che ha accompagnato il primo viaggio in macchina insieme, magari un pezzo che nessun altro conosce ma che per la coppia significa tutto.

I messaggi geografici. Chi stampa le coordinate geografiche del luogo del primo bacio, trasformando numeri apparentemente freddi in un codice emotivo che solo in due possono decifrare. Oppure il nome della città dove si sono conosciuti, la via del primo appuntamento, il luogo dove è scattata la scintilla.

L'ironia che unisce. E poi c'è chi preferisce puntare sull'ironia, stampando sull'etichetta un “inside joke” che fa sorridere. Quella frase assurda detta in un momento particolare, quel nomignolo ridicolo che caratterizza la vita quotidiana della coppia, quella battuta che nessun altro troverebbe romantica ma che per loro lo è infinitamente.

Date e anniversari reinventati. C'è chi opta per la data del primo appuntamento incisa con eleganza, chi sceglie il giorno in cui hanno deciso di andare a convivere, chi celebra un anniversario particolare. Ma non solo date classiche, c'è anche chi inserisce “365 giorni insieme” o “il giorno più bello della mia vita” accompagnato dalla data precisa.

Le dediche personali. Poi ci sono le dediche più elaborate, scritte di proprio pugno. Piccole poesie create appositamente, progetti futuri trasformati in parole.

Anche se non mancano le dediche più classiche e romantiche o le date significative, la vera tendenza è il mix tra estetica e sentimento: una grafica curata, colori scelti con attenzione “in match” con la cassetta artistica, font che rispecchiano la personalità della coppia.

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Quanto si spende: una spesa non eccessiva ma significativa


Con una spesa media che si attesta tra i 40 e i 50 euro, il regalo di San Valentino si conferma un acquisto ponderato e consapevole. Non si tratta di una corsa al lusso sfrenato o di cifre esorbitanti spese per impressionare, quanto della ricerca di una qualità che sia prima di tutto qualità di significato, capacità di raccontare davvero qualcosa. È una fascia di prezzo che permette di scegliere prodotti di valore senza eccessi né sprechi. Una soglia studiata nei giorni precedenti, pensata con attenzione, che riflette un consumo evoluto che si identifica nel claim meno quantità e più intenzione.


LG al CES 2026 presenta “Zero Labor Home”: il nuovo robot domestico LG CLOiD rivoluziona la smart home


LG Electronics (LG) ha svelato, per la prima volta al pubblico del CES 2026 di Las Vegas, il nuovo robot domestico CLOiD con Intelligenza Artificiale (IA). LG CLOiD è progettato per svolgere e coordinare le faccende domestiche quotidiane attraverso l’interazione con gli elettrodomestici connessi. Questo dispositivo, che sfrutta l’ecosistema ThinQ e la tecnologia già integrata sul “Self-Driving AI Home Hub” (LG Q9) presentato lo scorso anno, rappresenta l’ultimo passo di LG nel campo della robotica domestica basata su IA e delle piattaforme per la casa intelligente.

LG CLOiD: come funziona il nuovo robot domestico


Durante l'evento fieristico svoltosi agli inizi di questo mese, LG CLOiD ha mostrato alcune applicazioni concrete delle proprie capacità in diversi scenari d’uso domestici. In uno di questi, il robot ha preso il latte dal frigorifero e ha messo un croissant nel forno per preparare la colazione. Quando gli occupanti della casa escono, LG CLOiD è in grado di avviare i cicli di lavanderia e piegare i vestiti una volta asciutti.
Le braccia di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggettiLe braccia di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggetti

Intelligenza artificiale e automazione nella smart home LG


LG CLOiD è composto da testa, torso con due braccia articolate e una base con ruote dotata di navigazione autonoma. Il torso può inclinarsi per consentire al robot di raccogliere oggetti da diversi livelli di altezza. Proprio come le braccia umane, i bracci di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggetti e di eseguire diverse operazioni in cucina, lavanderia e aree living.

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CLOiD, inoltre, è provvisto di un processore che, combinato con il display, l’altoparlante, telecamere, sensori e IA generativa permette al robot di comunicare con gli utenti tramite linguaggio naturale, di imparare la struttura dell’ambiente domestico e di controllare gli elettrodomestici. Il design e la tecnologia che permettono alla base su ruote di muoversi agilmente all’interno dello spazio abitativo derivano dall’esperienza di successo maturata con i robot aspirapolvere ed LG Q9. Il design della base è stato infatti scelto per la sua stabilità, sicurezza che riduce il rischio di ribaltamento se il robot viene a contatto con un bambino o un animale domestico.

La strategia LG tra AI, robotica e casa connessa


LG CLOiD utilizza la tecnologia “Physical AI” che combina il Vision Language Model (VLM), che comprende immagini e video, e il Vision Language Action (VLA), che traduce input visivi e verbali in azioni. Questi modelli sono stati addestrati su decine di migliaia di dati su faccende domestiche così da permettere a CLOiD di riconoscere gli elettrodomestici, interpretare l’intento dell’utente ed eseguire azioni contestuali come aprire porte o spostare oggetti.
Lg vuole porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligentiLg vuole porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligenti
Le funzionalità di LG CLOiD si espandono grazie all’integrazione con l’ecosistema di casa intelligente ThinQ e l’hub ThinQ ON. Il CES 2026 è stata l'occasione per LG di introdurre nuovo brand di componenti per robot, Actuator AXIU; l'azienda, infatti, punta a proseguire nello sviluppo di robot domestici con l’obiettivo di porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligenti, permettendo alle persone di riposare e godersi il tempo libero.

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Cos’è la visione “Zero Labor Home”


Con la visione “Zero Labor Home”, LG ha ribadito, dunque, il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni che integrano intelligenza artificiale, robotica e smart home in modo sempre più naturale nella vita quotidiana. Il robot domestico CLOiD rappresenta un tassello strategico di questa evoluzione, delineando un futuro in cui l’automazione non sostituisce l’utente, ma lo supporta nella gestione della casa e del tempo.



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Shotcut 26.1 introduce la decodifica video hardware


Shotcut 26.1 introduce la decodifica video hardware su tutte le piattaforme, riducendo il carico sulla CPU. Supporto anche per video 8K VR180.

Shotcut, l’editor video open source e multipiattaforma, arriva alla versione 26.1 con una novità attesa da tempo: la decodifica video accelerata via hardware. Funziona su Linux, Windows e macOS, ed è attiva di default su tutte le piattaforme tranne che con schede NVIDIA su Linux.

In pratica, come spiega il blog ufficiale, il software ora sfrutta le API native di ciascun sistema operativo (VA-API, Media Foundation, Video Toolbox) per alleggerire il carico sulla CPU durante l’anteprima. Se un codec non è supportato dall’hardware, Shotcut torna automaticamente alla decodifica software senza che l’utente debba fare nulla.

Il team ammette che la funzione non fa miracoli, ma chi lavora con CPU poco potenti o chi vuole evitare che il portatile diventi una piastra per waffle noterà la differenza.

Le altre novità


Tra le aggiunte minori c’è un sistema di aiuto che permette di cliccare su qualsiasi elemento dell’interfaccia per aprire la documentazione relativa. La risoluzione massima per l’esportazione sale a 8640 pixel, aprendo così le porte ai video 8K VR180, e arriva anche il supporto per il cinese semplificato.

Shotcut è gratuito e disponibile per Windows, macOS e Linux.


FONTE shotcut.org


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OsmAnd porta le mappe libere anche sulle piste da sci


OsmAnd porta le mappe libere di OpenStreetMap sulle piste da sci con navigazione offline, percorsi ottimizzati e visualizzazione 3D del terreno senza tracciamento.

Per alcune persone quando si parla di navigazione su smartphone, Google Maps sembra l’unica opzione possibile. Eppure esistono alternative valide che puntano su mappe libere, funzionamento offline e zero tracciamento, come l’ottima OsmAnd!

OsmAnd è un’app di navigazione basata su OpenStreetMap, il progetto collaborativo che permette a chiunque di contribuire alla mappatura del territorio. A differenza delle mappe proprietarie, qui i dati sono aperti, verificabili e aggiornati costantemente dalla community. L’app funziona completamente offline una volta scaricate le mappe, aspetto fondamentale quando ci si trova in zone con copertura assente o quando si vuole evitare il consumo di dati (e il tracciamento delle proprie posizioni).

Navigazione sulle piste


Con l’arrivo dell’inverno, OsmAnd ha messo in evidenza il suo profilo dedicato allo sci. La modalità specifica mostra piste, impianti di risalita e percorsi di fondo con una visualizzazione pensata per chi si muove in montagna. Toccare una pista sulla mappa mostra difficoltà, profilo altimetrico e permette di avviare la navigazione lungo quel tracciato specifico.

La funzione più interessante è la possibilità di pianificare percorsi complessi che combinano discese e impianti di risalita. OsmAnd calcola il tragitto considerando seggiovie e funivie come parte del viaggio, utile quando si esplorano comprensori nuovi o si cerca di ottimizzare gli spostamenti tra zone diverse.

Per chi cerca informazioni aggiuntive sul terreno, l’app supporta la visualizzazione 3D del rilievo e la colorazione delle pendenze per valutare il rischio valanghe. Alcune piste mostrano anche se sono illuminate per lo sci notturno, dettaglio che si trova raramente su altre mappe.

Alternative che funzionano davvero


OsmAnd dimostra che le mappe libere non sono solo un esperimento per appassionati, ma strumenti concreti per chi cerca alternative ai servizi mainstream. L’app è disponibile sia per Android che iOS, con versione gratuita e abbonamenti per funzioni avanzate.

Se la privacy è una priorità nei propri spostamenti, abbinare OsmAnd a una VPN come Proton VPN o Adguard VPN completa la protezione anche quando si usa la connessione dati per aggiornare le mappe!


FONTE osmand.net


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[Video] La tarantola un po’ rincoglionita (e non mi ha beccato) #ACNH #animalcrossing…


La tarantola un po' rincoglionita (e non mi ha beccato)#ACNH #animalcrossing Continua su Telegram ➡️ Vai al post https://news.creeperiano99.it/2026/02/video-la-tarantola-un-po-rincoglionita.html

La tarantola un po’ rincoglionita (e non mi ha beccato)

#ACNH #animalcrossing

Continua su Telegram ➡️ Vai al post

news.creeperiano99.it/2026/02/…

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Campagna EFF per portare crittografia end-to-end ovunque


EFF lancia "Encrypt It Already" per spingere Meta, Google, Apple, Telegram, WhatsApp, Ring e Bluesky ad implementare la crittografia end-to-end.

La Electronic Frontier Foundation ha lanciato una nuova campagna chiamata “Encrypt It Already” per spingere le grandi aziende tecnologiche a implementare finalmente la crittografia end-to-end dove manca o a renderla predefinita dove esiste ma è nascosta nelle impostazioni.

La campagna prende di mira sei aziende: Meta, Apple, Google, Telegram, WhatsApp, Ring (Amazon) e Bluesky. L’obiettivo è semplice, proteggere conversazioni e dati degli utenti in modo che nemmeno le aziende stesse possano accedervi. La crittografia end-to-end funziona così: solo mittente e destinatario hanno le chiavi per decifrare i messaggi, il servizio che li trasporta non può leggerli. Servizi come Signal, Proton e Tuta la usano già da anni, dimostrando che è possibile farlo su larga scala.

Le richieste di EFF


EFF ha diviso le richieste in tre categorie. La prima, “Mantieni le promesse”, riguarda funzioni che le aziende hanno già annunciato ma non hanno ancora lanciato: Facebook dovrebbe attivare la crittografia end-to-end per i messaggi di gruppo, Apple e Google dovrebbero mantenere la promessa di crittografare RCS in modo interoperabile, e Bluesky dovrebbe finalmente implementare la protezione per i messaggi diretti che aveva promesso.

La seconda categoria, “Le impostazioni predefinite contano”, tocca funzioni che esistono ma sono nascoste. Telegram dovrebbe attivare la crittografia end-to-end per impostazione predefinita nei messaggi privati invece di lasciarla come opzione nascosta ed esclusiva delle “chat segrete”. WhatsApp dovrebbe proteggere i backup delle conversazioni senza che l’utente debba andare a cercare l’opzione nelle impostazioni. Ring dovrebbe abilitare la crittografia per le telecamere di sicurezza senza costringere gli utenti a scoprire che esiste.

L’ultima categoria, “Proteggi i nostri dati”, chiede nuove funzioni che la concorrenza già offre. Google dovrebbe crittografare i backup di Google Authenticator e i dati di backup di Android. Sia Apple che Google dovrebbero permettere agli utenti di bloccare l’accesso dell’AI alle app di messaggistica sicura, evitando che i nuovi assistenti virtuali possano leggere conversazioni protette.

Cosa possono fare gli utenti


EFF suggerisce di attivare le funzioni di crittografia dove già disponibili, anche se nascoste, e di contattare direttamente le aziende per chiedere queste funzionalità. Sul sito della campagna ci sono messaggi pronti da condividere sui social e link ai moduli di feedback di Apple, Bluesky e Facebook. Per Telegram e Ring, EFF ha già aperto richieste ufficiali che gli utenti possono supportare con un voto.

La crittografia end-to-end dovrebbe essere lo standard per qualsiasi servizio che gestisce dati personali, dalle app di fitness ai programmi per prendere note. Invece è ancora una rarità limitata a pochi servizi, principalmente messaggistica e qualche opzione di archiviazione file. I dettagli completi della campagna sono disponibili sul blog di EFF.


FONTE encryptitalready.org


FONTE eff.org


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Treno Regionale Veloce 4048 con doppia di Pop ETR104 in arrivo a Livorno Centrale – 04/10/2025


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Google porta gli agenti AI in Chrome con Auto Browse


Google lancia Auto Browse in Chrome: Gemini 3 può navigare, cliccare e compilare form al posto dell'utente. Disponibile solo per abbonati AI Pro e Ultra.

Google ha lanciato Auto Browse, una funzione che permette a Gemini di navigare e interagire con i siti web al posto dell’utente direttamente dentro Chrome. L’idea è quella degli “AI browser agents” che abbiamo visto arrivare di recente con OpenAI Atlas, Perplexity Comet o Dia Browser: l’intelligenza artificiale fa cose al posto tuo.

Per ora la funzione è riservata a chi ha un abbonamento Google AI Pro o Ultra, quindi a pagamento. Gemini appare in una barra laterale fissa a destra del browser e può cliccare, scorrere pagine, compilare campi e portare a termine operazioni che gli vengono richieste a voce o per iscritto.

Google fa l’esempio dello shopping online: l’utente chiede di cercare un regalo su Etsy con un budget specifico, e Gemini cerca prodotti, li aggiunge al carrello, applica eventuali codici sconto e prepara il checkout. Tutto in automatico. Se autorizzato, può anche accedere ai siti usando le credenziali salvate in Google Password Manager, cosa che potrebbe non entusiasmare chi ha un minimo di prudenza sulla sicurezza. Per chi preferisce tenere le password lontane dall’ecosistema Google, alternative come Proton Pass offrono gestione crittografata end-to-end senza legarsi a un singolo browser o servizio cloud.

C’è comunque un pulsante “Prendi il controllo” per interrompere l’agente e tornare alla navigazione manuale quando serve. Google ha anche anticipato una funzione chiamata Personal Intelligence che permetterebbe a Chrome di ricordare conversazioni passate per offrire aiuto più contestualizzato, ma per ora non ci sono tempistiche.

La direzione è chiara: l’AI che naviga per te diventa parte dei browser mainstream. Resta da vedere quanti saranno disposti a fidarsi abbastanza da lasciare un’intelligenza artificiale armeggiare con password e acquisti online.


FONTE blog.google


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pod al popolo, #088: labyrinthine writing, celle aperte, 2008/2026


Autoannotazione, piuttosto incerta e zoppicante, su labirinti e scrittura asemica. Con Mesa e Garroni. Verbigerazione di mg in Pod al popolo. Podcast irregolareed ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

#asemic #asemicWriting #audio #Garroni #labyrinthineWriting #Mesa #PAP #pap088Pap088 #podcast #scritturaAsemica

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francesco muzzioli: un ricordo di carla vasio


Come ebbe a dirle una volta un editore: “Signora, non possiamo pubblicarla, Lei scrive troppo bene!” Al netto di tanta cecità cinica, la seconda parte della frase era giustissima


Qui il testo di Francesco Muzzioli:
francescomuzzioli.com/2026/01/…

#CarlaVasio #FrancescoMuzzioli #Gruppo63

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Vivaldi 7.8 ripensa le schede del browser


Vivaldi 7.8 introduce schede affiancabili in modo flessibile, schede fisse per dominio e immagini giornaliere nella pagina iniziale per migliorare produttività e personalizzazione!

Vivaldi ha rilasciato la versione 7.8 con novità che puntano a migliorare la gestione delle schede, da sempre uno dei punti di forza di questo browser alternativo a Chrome e Edge.

La funzione principale riguarda l’affiancamento flessibile delle schede. Invece di passare continuamente da una scheda all’altra, ora è possibile trascinarle direttamente nella finestra principale per creare layout personalizzati, sopra, sotto, affiancati o in griglia. Una volta impostato il layout, si può ridimensionare, riorganizzare o aggiungere altre schede al volo. I link si possono aprire direttamente nella vista affiancata, mantenendo visibile sia il contenuto originale che quello nuovo.

Schede fisse più intelligenti


Le schede fissate ora possono essere bloccate su un dominio specifico. Quando attivi questa opzione, se clicchi su un link che porterebbe fuori dal sito, invece di sostituire il contenuto della scheda fissata si apre una nuova scheda. Utile per tenere sempre aperta la webmail o strumenti di lavoro senza perderli navigando.

Altra novità per chi usa la mail integrata di Vivaldi: le schede di Vivaldi Mail fissate rimangono tali in tutti gli spazi di lavoro, e il client email è ora accessibile da ogni finestra del browser invece che solo dalla principale.

Tra le altre modifiche, la pagina iniziale può mostrare un’immagine diversa ogni giorno presa da Unsplash, ci sono miglioramenti alla stabilità generale e la navigazione tramite cursore testuale è ora un’opzione dedicata per chi preferisce usare la tastiera.

Vivaldi resta uno dei browser più personalizzabili in circolazione, alternativa concreta per chi cerca qualcosa di diverso dai soliti nomi. Per chi usa il browser anche su reti pubbliche o vuole proteggere la navigazione, Vivaldi include Proton VPN integrato nell’interfaccia.


FONTE vivaldi.com

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Vivaldi 7.8 introduce schede affiancabili in modo flessibile, schede fisse per dominio e immagini giornaliere nella pagina iniziale per migliorare produttività e personalizzazione!

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DJ K.K. invece direttamente rifiuterà l’invito a soggiornare nella camera VIP, se c’è lo spettacolo sull’isola di Happy Home Paradise


DJ K.K. invece direttamente rifiuterà l'invito a soggiornare nella camera VIP, se c'è lo spettacolo sull'isola di Happy Home ParadiseOvviamente anche K.K., dicendo che ha il concerto in programma#ACNH #animalcrossing Continua su Telegram ➡️ Vai al post Mo

DJ K.K. invece direttamente rifiuterà l’invito a soggiornare nella camera VIP, se c’è lo spettacolo sull’isola di Happy Home Paradise
Ovviamente anche K.K., dicendo che ha il concerto in programma

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Loops arriva sull’App Store: l’alternativa a TikTok del Fediverso esce dalla beta


Loops, l'alternativa open source a TikTok basata sul Fediverso, è ora disponibile sull'App Store. L'app esce dalla beta dopo mesi di sviluppo.

L’app per video brevi creata dallo sviluppatore di Pixelfed è ora scaricabile ufficialmente su iPhone.

Loops, la piattaforma video pensata come alternativa decentralizzata a TikTok, ha lasciato la fase di test su TestFlight ed è finalmente disponibile sull’App Store di Apple. Lo ha annunciato il team attraverso un aggiornamento sulla campagna Kickstarter che nel 2025 aveva raccolto oltre 86.000 euro.

Per chi non la conoscesse, Loops è il progetto di Daniel Supernault, lo stesso sviluppatore canadese dietro Pixelfed. L’idea è quella di offrire una piattaforma per video brevi che non ti profili, non ti bombardi di pubblicità e non usi algoritmi progettati per tenerti incollato allo schermo. Il tutto basato su ActivityPub, lo stesso protocollo che fa funzionare, tra gli altri, Mastodon.

Cosa c’è di nuovo


Negli ultimi mesi il team ha lavorato parecchio: supporto OAuth, feed personalizzato, video più lunghi, segnalibri e compatibilità con Mastodon per i quote post. Lato server si è arrivati alla versione 1.0.0-beta.9, ormai vicina al rilascio stabile.

L’app per Android esiste già ma è ancora in fase beta e scaricabile tramite .APK, non è ancora approdata sul Play Store.

Servono volontari


Supernault non ha nascosto di essere in difficoltà con il carico di lavoro. Il progetto cerca sviluppatori disposti a prendersi responsabilità concrete, sia su Loops che su Pixelfed. Chi fosse interessato può contattarlo direttamente su Mastodon.

Il piano per il 2026? Consolidare Loops e concentrarsi finalmente su Pixelfed, che dovrebbe ricevere una nuova interfaccia utente. Quando? Letteralmente “sarà pronto quando sarà pronto”.


FONTE


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Moto G77 e Moto G67 ufficiali: fotocamere potenziate dall’AI e display più luminosi per la fascia media


I nuovi Moto G77 e Moto G67 puntano su fotocamere migliorate dall’intelligenza artificiale e su display più luminosi, confermando la strategia Motorola nella fascia media.

Motorola amplia la famiglia moto g con due nuovi dispositivi: moto g77 e moto g67. Progettati per soddisfare gli stili di vita più dinamici, questi dispositivi sono costruiti con display vividi, sistemi di fotocamera intelligenti e una durata di grado militare, per un mix di prestazioni e stile.

Motorola Signature: raffinatezza e innovazione globale | Techpertutti
Con Motorola Signature il brand ridefinisce il concetto di raffinatezza tecnologica, puntando su design, materiali premium e innovazione mirata
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Fotocamere AI: scatti migliori in ogni situazione


moto g77 e moto g67 integrano sistemi fotografici di primo livello, pensati per portare la fotografia mobile a un livello superiore. In particolare, moto g77 introduce la prima fotocamera da 108MP con zoom lossless 3x in un moto g, offrendo chiarezza e dettagli elevati, mentre moto g67 è dotato di un sensore Sony Lytia 600 da 50MP con tecnologia Quad Pixel, che offre risultati vibranti in qualsiasi condizione di luce.



Motorola Moto G77 colore Black Olive

A completare l'hardware di entrambi i dispositivi, le funzionalità di intelligenza artificiale di moto ai come la Modalità Ritratto (Portrait Mode) per una profondità realistica e la Cattura Automatica del Sorriso (Auto Smile Capture) che agevola lo scatto della foto perfetta. L'editing è altrettanto semplice grazie a strumenti di Google Foto come Gomma Magica (Magic Eraser), Eliminazione Sfocatura Foto (Photo Unblur) e Inquadratura Automatica (Auto Frame), che consentono di perfezionare i propri scatti con pochi passaggi.



Display più luminosi e leggibili


Le immagini prendono vita sul display Extreme Amoled da 6.78" più luminoso mai visto in un moto g (dati Motorola), presente in entrambi i dispositivi. Con una risoluzione più nitida del 17% rispetto al suo predecessore e 5 volte più luminosa, è possibile godere di colori vividi e dettagli nitidi sia negli scatti all'interno sia all'esterno. La frequenza di aggiornamento di 120Hz assicura uno scorrimento fluido e transizioni fluide tra le app, mentre la tecnologia a bassa emissione di luce blu certificata Sgs aiuta a ridurre l'affaticamento degli occhi durante l'uso prolungato.
Moto g77 e g67 sono supportati da chipset ad alte prestazioni e con RAM fino a 12GBMoto g77 e g67 sono supportati da chipset ad alte prestazioni e con RAM fino a 12GB

Differenze tra Moto G77 e Moto G67


Entrambi i dispositivi sono progettati per durare, con una resistenza di livello militare, vetro Corning Gorilla Glass 7i e resistenza all'acqua IP64, offrendo il massimo livello di protezione dalla polvere, prestazioni 2 volte superiori contro cadute e graffi. La loro finitura curata e lussuosa conferisce una sensazione premium, mentre i colori selezionati da Pantone, tra cui Shaded Spruce, Black Olive, Arctic Seal e Nile, si adattano perfettamente a ogni esigenza di stile.
Motorola Moto G67: resistenza di grado militareMotorola Moto G67: resistenza di grado militare
moto g77 e moto g67 sono progettati per prestazioni impeccabili, sia che si utilizzino simultaneamente più app, riproducendo contenuti in streaming o giocando in movimento. Supportati da chipset ad alte prestazioni e con RAM fino a 12GB, questi dispositivi offrono esperienze veloci e reattive senza lag. Inoltre, grazie a una memoria fino a 512GB, è possibile tenere a portata di mano le loro foto, video e app preferite senza preoccuparsi dello spazio.

Per sostenere tali prestazioni, una batteria da 5200mAh mantiene connessi per tutto il giorno, alimentando ogni attività, dalle videochiamate alle playlist. Quando è il momento di ricaricare, la tecnologia TurboPower 30 offre una rapida ricarica in pochi minuti. E una volta tornati in azione, è possibile godere di un audio fino al 300% più potente rispetto alla generazione precedente, grazie ai doppi altoparlanti stereo potenziati da Dolby Atmos e al suono certificato Hi-Res.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano


Presente poi in tutto il portfolio, motorola offre una suite ponderata di funzionalità progettate per semplificare e arricchire l'esperienza utente. Hello UX e Moto Secure forniscono gli strumenti necessari per personalizzare il proprio dispositivo, proteggere i propri dati e creare ambienti digitali sicuri. L'integrazione con Chat with Gemini di Google aggiunge un nuovo livello di produttività, aiutando a fare brainstorming, scrivere messaggi o pianificare eventi utilizzando voce, testo o persino la fotocamera.

Prezzi e Disponibilità


Moto g77 è disponibile nella versione 8/512GB su motorola.it a 419.90 euro, mentre la versione 8/256 GB è disponibile in retailer selezionati a 379 euro. Moto g67, invece, è disponibile in Italia nella versione 4/256G su motorola.it a 299.90 euro.


Motorola presenta Motorola Signature: nuovi standard di raffinatezza e innovazione tecnologica


Al CES 2026 Motorola ha presentato Motorola signature, un dispositivo che si distingue per il design audace e le specifiche di alto livello. Creata per coloro che esigono il meglio in termini di tecnologia, la famiglia motorola signature vanta finiture realizzate con maestria, colorazioni curate, fino a sette anni di aggiornamenti del sistema operativo Android e di sicurezza, accesso e servizi esclusivi, oltre alle funzionalità più innovative di Motorola. Riconosciuto da DXOMARK per i più alti standard di eccellenza fotografica e progettato con sensori Sony LYTIA, capacità di acquisizione Dolby Vision e la potente piattaforma mobile Snapdragon 8 Gen 5, il Motorola signature ha un fascino duraturo e distintivo.
Motorola Signature: design sofisticato e sagomato con una cornice in alluminio spazzolato aeronautico, texture di lusso ispirate al twill e al lino, e colori curati da PantoneMotorola Signature: design sofisticato e sagomato con una cornice in alluminio spazzolato aeronautico, texture di lusso ispirate al twill e al lino, e colori curati da Pantone

Il telefono con curvatura quadrupla più sottile della sua categoria


motorola signature è ultrasottile (6,99 mm), costruito con precisione e sapientemente sagomato. Il dispositivo combina una moderna cornice in alluminio di grado aeronautico con una finitura lussuosa ispirata al twill o al lino, per offrire un'esperienza sensoriale al tatto. Disponibile in due opzioni cromatiche appositamente curate: PANTONE Martini Olive con finitura ispirata al twill, una tonalità verde dorato che incarna una forza discreta, e PANTONE Carbon con finitura premium ispirata al lino, un distinto blu navy dal minimalismo classico.

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TechpertuttiGuglielmo Sbano

Il primo smartphone ultrasottile con quattro fotocamere da 50MP, premiato da DXOMARK


Reinventando ciò che è possibile con la fotografia mobile, il Motorola signature è il primo smartphone ultrasottile della sua categoria con quattro fotocamere da 50MP ed è stato insignito del DXOMARK Gold Label per i più alti standard di eccellenza fotografica. Il Motorola signature contiene un'impressionante suite di funzionalità hardware e software per la fotocamera, tra cui:

  • sensore principale da 50 MP con sensore Sony LYTIA 828, il sensore da 50 MP più grande di Motorola fino ad oggi, che produce video 4K Dolby Vision per riprese di livello cinematografico. È possibile, inoltre, la registrazione video in 8K, che offre maggiore flessibilità in post-produzione, e lo slow motion in 4K;
  • teleobiettivo periscopico da 50 MP con zoom ottico 3x, che mette in risalto ciò che l'occhio non può percepire. Dotato del sensore Sony LYTIA 600 da 50 MP, esso offre un'alta risoluzione anche a distanza. Questo vale anche per la capacità Super Zoom Pro 100x, potenziata da moto ai, che cattura monumenti lontani o edifici intricati con precisione. La lunghezza focale equivalente di 71 mm dell'obiettivo è ideale per scattare ritratti belli ed espressivi con un'angolazione che mette in risalto il soggetto;
  • obiettivo ultragrandangolare da 50 MP con un campo visivo di 122° per catturare paesaggi pittoreschi. L'obiettivo funge anche da fotocamera macro per catturare i dettagli più minuti e i primi piani artistici;
  • fotocamera selfie da 50 MP dotata del sensore Sony LYTIA 500 da 50 MP, che crea immagini ricche di contrasto grazie alla tecnologia Quad Pixel.


Rafforzato da Corning Gorill Glass Victus 2, il Motorola Signature offre una classificazione IP68 e IP69 per la protezione contro polvere, sporco e acqua ad alta pressioneRafforzato da Corning Gorill Glass Victus 2, il Motorola Signature offre una classificazione IP68 e IP69 per la protezione contro polvere, sporco e acqua ad alta pressione

Prestazioni Snapdragon e capacità AI superiori


La potente piattaforma mobile Snapdragon 8 Gen 5 da 3nm, basata su un motore di elaborazione AI dedicato, consente velocità fino a 3.8GHz con la CPU personalizzata e GPU, oltre a prestazioni NPU superiori. Sarà possibile sperimentare prestazioni rapide, un gaming fluido e un'intelligenza artificiale sul dispositivo più smart, che migliora ogni aspetto, dalla velocità all'efficienza energetica. Il processore, inoltre, potenzia le prestazioni della fotocamera offrendo un'elaborazione delle immagini superiore e un'acquisizione video ad alta definizione. L'elaborazione AI on-device aggiuntiva include miglioramenti nel riconoscimento delle immagini, nell'assistenza vocale e nell'efficienza energetica complessiva. Il Motorola signature è anche il primo smartphone con un sistema di raffreddamento a metallo liquido con maglia in rame, che mantiene basse le temperature e alte le prestazioni.
Motorola Signature: il primo smartphone ultrasottile nella sua categoria con quattro fotocamere da 50MP insignito del prestigioso riconoscimento DXOMARK Gold Label per l'eccellenza fotograficaMotorola Signature: il primo smartphone ultrasottile nella sua categoria con quattro fotocamere da 50MP insignito del prestigioso riconoscimento DXOMARK Gold Label per l'eccellenza fotografica

Smartphone con durabilità di grado militare


Grazie alla sua struttura leggera, il motorola signature combina eleganza e robustezza. Rafforzato da Corning Gorill Glass Victus 2, il dispositivo offre una classificazione IP68 e IP69 per la protezione contro polvere, sporco e acqua ad alta pressione, resistendo all'immersione fino a 1,5 metri in acqua dolce per un massimo di 30 minuti. Spingendo al limite i confini del design degli smartphone ultrasottili, motorola signature è l'unico dispositivo della sua categoria a soddisfare gli standard di durabilità di grado militare; queste caratteristiche consentono al dispositivo di operare efficacemente in temperature estreme e ad alte altitudini.

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La batteria più grande della categoria tra i telefoni ultrasottili


Anche all'interno della cornice sottile del motorola signature, è possibile godere di un'ampia autonomia, promette Motorola. La batteria al silicio-carbonio da 5200 mAh, garantisce fino a 52 ore di autonomia e quando la batteria si sta scaricando, la ricarica TurboPower da 90W offre ricarica per un intero giorno in soli 7 minuti. È possibile anche optare per la ricarica wireless da 50W per un'esperienza senza cavi.

Un display luminoso con Pantone SkinTone


La brillantezza assume una nuova forma con il display Extreme AMOLED da 6,8 pollici e una frequenza di aggiornamento ultraveloce di 165 Hz. La sua risoluzione Super HD contiene il 14% di pixel in più rispetto al Full HD standard e la luminosità di picco (fino a 6200 nits) assicura una migliore visibilità pur rimanendo confortevole per gli occhi. Motorola precisa che si tratta del display per smartphone più luminoso della sua categoria con Pantone SkinTone.
Motorola signature è inoltre dotato di Dolby Vision, che attira con una luminosità sorprendente e colori accattivanti per trasformare i contenuti con dettagli ricchi e cinematograficiMotorola signature è inoltre dotato di Dolby Vision, che attira con una luminosità sorprendente e colori accattivanti per trasformare i contenuti con dettagli ricchi e cinematografici
Motorola signature è dotato di tecnologia Sound by Bose oltre a Dolby Atmos, che rivelano maggiore profondità, chiarezza e dettagli per un'esperienza audio immersiva. I doppi altoparlanti stereo contribuiscono a trasmettere un audio di alta qualità in movimento, mentre l'esperienza unica di Bose nella sintonizzazione dell'equalizzazione crea un'avventura sonora. È possibile anche accedere a un audio di livello professionale grazie al sistema audio certificato Hi-Res e scoprire la Snapdragon Sound Technology Suite per chiamate di lavoro nitide.

Disponibilità e offerte pre-ordine


Motorola signature sarà presto disponibile in Italia a un prezzo di partenza di 1099 euro.



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Mentre Casimira è obbligata a tornare in ufficio sull’isola di Happy Home Paradise e non godersi la camera VIP, Volpolo direttamente si assenta dal c…


Mentre Casimira è obbligata a tornare in ufficio sull'isola di Happy Home Paradise e non godersi la camera VIP, Volpolo direttamente si assenta dal campeggio, chiudendo il suo mercatino e se ne frega!#ACNH #animalcrossing Continua su Telegram ➡️ Vai al po

Mentre Casimira è obbligata a tornare in ufficio sull’isola di Happy Home Paradise e non godersi la camera VIP, Volpolo direttamente si assenta dal campeggio, chiudendo il suo mercatino e se ne frega!
#ACNH #animalcrossing

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Kagi chiede accesso aperto agli indici di ricerca


Kagi chiede accesso aperto agli indici di ricerca e aggiorna il servizio con Academic lens migliorato, posizione manuale per ricerche locali e Assistant più affidabile.

Kagi, il motore di ricerca a pagamento che punta su privacy e personalizzazione, ha pubblicato un post sul proprio blog in cui chiede cambiamenti strutturali nel settore della ricerca online. L’azienda sostiene che serve un accesso aperto agli indici dei motori di ricerca per creare un web più sano e centrato sugli utenti.

Il tema non è nuovo: Kagi da tempo critica il monopolio dei big tech sulla ricerca, proponendosi come alternativa che fa pagare gli utenti invece di monetizzare i loro dati. Il modello è semplice, da 5 dollari al mese si ottiene un motore senza pubblicità e con la possibilità di bloccare o dare priorità a determinati siti nei risultati.

Insieme al post, Kagi ha rilasciato alcuni aggiornamenti al servizio. La lente Academic è stata migliorata per restituire risultati più pertinenti quando si cercano informazioni su medicina, ricerca scientifica o altri ambiti specialistici. Ora è anche possibile impostare manualmente la propria posizione geografica per ottenere risultati locali più precisi, senza dipendere dalla geolocalizzazione automatica.

Per quanto riguarda l’assistente AI integrato, Kagi ha reso più chiare le raccomandazioni sui modelli da usare: viene specificato quale è il più veloce, quale offre il miglior equilibrio tra velocità e profondità, e quale garantisce la massima qualità. Sono stati anche risolti problemi di connessione che interrompevano le risposte in corso.

Per chi cerca alternative a Google che rispettino la privacy, Kagi rimane una delle opzioni più interessanti, anche se a pagamento.


FONTE kagifeedback.org



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online oggi, 2 febbraio, per ‘la finestra di antonio syxty’, l’audio dell’incontro su “dnr. do not resuscitate”, di luigi severi


open.spotify.com/embed/episode…

podcast sul canale open.spotify.com/show/7onZatZD…

il libro: biblionedizioni.it/prodotto/dn…

#audio #Biblion #ChiaraSerani #DNR #DoNotResuscitate #LaFinestraDiAntonioSyxty #LuigiSeveri #ManufattiPoetici #MarcoGiovenale #MTM #MTMLaFinestraDiAntonioSyxty #podcast #poesia #Zacinto

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Transmission 4.1: download più veloci e supporto IPv6


Transmission 4.1 migliora le prestazioni dei download torrent con supporto IPv6, protocollo µTP ottimizzato e download sequenziale. Disponibile per macOS, Windows e Linux.

Transmission, uno dei client torrent più apprezzati in ambito open source, si aggiorna alla versione 4.1 portando miglioramenti concreti per chi scarica file tramite BitTorrent. L’update è disponibile per macOS, Windows e Linux.

La novità principale riguarda le prestazioni: il protocollo µTP (Micro Transport Protocol) è stato ottimizzato e ora garantisce download più rapidi e stabili. In pratica, i trasferimenti dovrebbero completarsi più velocemente rispetto alle versioni precedenti.

Altra aggiunta importante è il supporto completo per IPv6, che amplia la compatibilità con le reti moderne. Transmission ora funziona anche con tracker che supportano sia IPv4 che IPv6 in modalità dual-stack, un dettaglio tecnico che si traduce in maggiore affidabilità nel trovare peer da cui scaricare.

Per chi gestisce torrent con molti file, arriva il download sequenziale: invece di scaricare pezzi casuali da tutti i file, è possibile dare priorità a specifici contenuti.

L’interfaccia usa ora icone native del sistema operativo (SF Symbols su macOS, Segoe su Windows) ed è stato risolto anche un bug della versione 4.0.6 che causava annunci ripetuti ai tracker HTTP.

Chi usa torrent regolarmente può valutare di abbinare Proton VPN o Adguard VPN per una maggiore privacy durante i download.


FONTE github.com


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Proton Drive accelera: il nuovo SDK migliora prestazioni su tutte le piattaforme


Proton Drive diventa più veloce grazie al nuovo SDK condiviso: upload fino al 60% più rapidi su iOS e download accelerati del 70% su web. In arrivo (finalmente) anche il client Linux.

Chi usa Proton Drive avrà probabilmente notato che negli ultimi mesi le cose vanno un po’ più lisce e con meno intoppi. Il merito è del nuovo SDK su cui Proton lavora da tempo e che ora, a quanto pare, sta iniziando a fare davvero la differenza.

Questo kit di sviluppo condiviso è diventato la base comune per tutte le app di Drive, che si tratti di desktop, mobile o web. Secondo Proton i caricamenti sono più veloci del 60% su iOS, mentre su web si arriva al 30% in più per l’upload e al 70% per i download.

Cosa funziona già e cosa arriverà


Al momento l’SDK gestisce le operazioni fondamentali: caricare e scaricare file, creare cartelle, rinominare, spostare ed eliminare elementi. Le librerie sono già disponibili per JavaScript, C# e con supporto per Swift e Kotlin, tutte consultabili nel repository pubblico su GitHub.

Manca però ancora qualcosa: l’autenticazione e i moduli necessari per integrazioni di terze parti non sono ancora pronti. Per ora l’SDK serve principalmente a chi vuole contribuire o sperimentare, non a sviluppatori esterni che vogliono integrare Proton Drive nei propri prodotti.

Tra le novità più attese c’è anche un client da riga di comando previsto per il secondo trimestre del 2026, pensato per chi preferisce lavorare da terminale. E a proposito di Linux, Proton conferma che il client nativo per il pinguino arriverà proprio grazie a questo nuovo SDK condiviso.

Il piano per il 2026


Nel corso dell’anno Proton punta a migrare tutte le funzionalità esistenti sulla nuova architettura, aggiungendo anche il supporto per le foto, la condivisione file e la gestione delle revisioni. Altra novità interessante: l’introduzione di algoritmi crittografici con accelerazione hardware, che dovrebbero alleggerire il carico sulla CPU mantenendo la stessa sicurezza.

Per chi ancora non lo conoscesse, Proton Drive fa parte dell’ecosistema Proton che include anche email crittografata, VPN, calendario e il gestore password Proton Pass. Il vantaggio di avere tutto sotto lo stesso tetto è che i vari servizi condividono la stessa filosofia sulla privacy e si integrano tra loro senza troppi grattacapi.


FONTE proton.me


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Accuse Pesantissime ad Andre Galvao. Esodo dall’Atos


Scusate il gioco di parole su un tema così importante. Cercherò di descrivere tutto quello che è successo negli ultimi giorni, cercherò di scrivere senza insultare nessuno. Ovviamente ci sono indagini in corso e non è corretto essere colpevolisti... PERO'

Scusate il gioco di parole su un tema così importante. Cercherò di descrivere tutto quello che è successo negli ultimi giorni, cercherò di scrivere senza insultare nessuno.

Ovviamente ci sono indagini in corso e non è corretto essere colpevolisti…

PERO’…

Sembra che Andre Galvao abbia avuto per anni atteggiamenti impropri con le proprie studentesse, molto giovani.

La moglie Angelika, quando informata, ha sempre minimizzato. La cosa è montata durante l’Europeo (probabilmente il fatto che molte persone si sono potute incontrare fuori dall’accademia) e in pochi giorni c’è stato un esodo di massa tanto da parte dei pro che degli amatori, oltre che molti coach di accademie affiliate

Chi è già andato via?


Andy Murasaki si è già visto alla Kings’way, oltre a lui: Rafaela Guedes , Emily e Rafael Vasconcelos, Josh Hinger, Nisar Loynab, Rosie Rolls, Joao Mendes, Rafael Silveira, Gabi Macomb, persino Bruno Frazatto – amico di lunga data di Galvao – ha lasciato l’affiliazione Atos e sta facendo Rebranding in questo istante

Alexa Herse denuncia senza mezzi termini.


Con un coraggio davvero esemplare Alexa Herse denuncia quello che gli è successo. Ecco cosa scrive:

Andando avanti, non sono più associata ad Atos Jiu Jitsu.

È qualcosa che non avrei mai immaginato di dover dire, dato che ho trascorso gran parte della mia infanzia e adolescenza dedicandomi a questo team. Ma ora, purtroppo, non ho altra scelta se non quella di farmi da parte e parlare.

Negli ultimi sei mesi mi sono sentita profondamente a disagio in molte occasioni a causa di André Galvão. Mi ha toccata in modo inappropriato durante le sessioni di allenamento. Ha commentato ripetutamente il mio corpo e il mio aspetto. Durante gli allenamenti mi allontanava dal partner che avevo scelto io, mandava il mio compagno ad allenarsi con qualcun altro e mi faceva allenare con lui. Faceva versi e gemiti a sfondo sessuale nel mio orecchio mentre mi stava sopra. In un’altra occasione, quando la sua testa era molto vicina alla mia, mi ha leccato l’orecchio.

Mi sono rivolta ad Angelica Galvão, una persona che ho sempre considerato come una seconda madre e che mi conosce e mi segue come mentore fin da quando ero bambina. Non solo non ha fatto nulla, ma mi ha detto di non dire niente e che “se è sbagliato, devi almeno far finta che sia giusto” e “non mordere la mano che ti dà da mangiare”. Ha scelto di ignorarmi, di mettermi a tacere e di proteggere suo marito. Ma si sentirebbe allo stesso modo se si trattasse di sua figlia? Ora ha scelto di screditarmi e di tentare di coprire tutto questo, il che, a mio parere, la rende altrettanto responsabile.

Sono cresciuta allenandomi ad Atos, ed è stato André Galvão a promuovermi alla cintura grigia quando ero una bambina. Sono distrutta oltre ogni limite. Un tempo lo guardavo non solo come il mio maestro, ma come un eroe e una figura paterna, e sapere che avrebbe fatto questo non solo a me, ma anche a molte altre persone, è devastante.

Non ho mai voluto che tutto questo accadesse. Non ho nulla da guadagnare rendendo pubblica questa storia. Sto scegliendo di lasciare alle spalle tutti i miei amici e la mia famiglia. Questa è la mia verità. E so con certezza di non essere l’unica vittima. Alle altre ragazze: spero che questo vi dia il coraggio di farvi avanti.

Per quanto faccia male, sto facendo la mia parte per rendere questo sport un posto più sicuro. Mi rifiuto di portare una vergogna che non mi appartiene. Il silenzio protegge solo gli abusatori, e io mi rifiuto di restare in silenzio ancora.

Ho sporto denuncia presso le autorità locali.”

Adele Fornarino


Adele Fornarino, doppia medaglia d’oro all’ADCC che si è allenata con Andre Galvao durante il suo percorso verso il titolo, ha affrontato pubblicamente la situazione dopo la sua vittoria al secondo round contro Selma Vik a Polaris 35. Dopo aver chiuso l’incontro con una RNC, Fornarino ha usato la sua visibilità per fare dichiarazioni sui fallimenti sistemici.

«C’è una crisi nel jiu-jitsu in questo momento. C’è un problema enorme, enorme, e nasce dalla struttura gerarchica del nostro sport. Ci sono persone in posizioni di potere su persone vulnerabili. E queste persone in posizioni di potere hanno il compito di proteggere, di prendersi cura e di insegnare alle persone a proteggersi. Eppure sono proprio queste le persone che stanno approfittando dei più vulnerabili nel nostro sport. E questo deve finire.»


Ha poi invocato una responsabilità collettiva all’interno della comunità del jiu-jitsu.

Cornelius ha affrontato la situazione attraverso un commento video dettagliato.

«Ciao ragazzi, è da un po’ che non ci sentiamo. Volevo solo dare la mia opinione e commentare le accuse di cattiva condotta s**uale emerse da Atos nei confronti di Andre Galvao.»


Ha osservato che spesso le persone aspettano prove definitive prima di formarsi un’opinione, anche se questo tipo di materiale raramente diventa pubblico nel modo in cui molti si aspettano.

«La realtà di queste situazioni è che, se è stato commesso un reato, le prove o le evidenze vengono presentate a una giuria, e poi la giuria emette il suo verdetto, giusto? C’è tutto il processo giudiziario.»


La risposta di Galvao.


L’unica cosa che poteva fare Galvao: andare da un avvocato prima di scappare in messico

ecco cosa scrive:

febbraio 2026

Negli ultimi giorni hanno circolato online voci false che mi attribuiscono presunti comportamenti inappropriati con studentesse. Queste affermazioni sono false e stiamo intraprendendo le opportune azioni legali per tutelare l’integrità di ATOS.

Ho dedicato la mia vita al Brazilian Jiu-Jitsu e alla costruzione di accademie in cui le persone possano allenarsi in modo sicuro, con fiducia e dignità. Sono orgoglioso della nostra cultura: rispetto, disciplina e professionalità, dentro e fuori dal tatami. La nostra area di allenamento è costantemente presidiata da staff e studenti, dotata di telecamere, e abbiamo sempre lavorato per mantenere un ambiente di allenamento sicuro, rispettoso e trasparente.

Non entrerò in dispute sui social media; tuttavia, adotterò tutte le misure necessarie per proteggere la nostra comunità e il nome della mia famiglia. Posso assicurarvi che presto tutto verrà chiarito, in particolare i fatti che spiegano perché alcuni membri dello staff se ne sono andati a seguito di recenti cambiamenti amministrativi e finanziari.

Tutto è iniziato da una persona che ha lasciato ATOS recentemente, prima che accadesse tutto questo, e che non viene nemmeno citata nelle voci diffuse, ma che evidentemente nutre un rancore personale a causa di tagli finanziari e decisioni amministrative.

Ci addolora profondamente vedere metodi così subdoli da parte di qualcuno che negli anni ha beneficiato molto e che avrebbe dovuto dimostrare almeno un minimo di gratitudine e rispetto verso il team.

Se sei uno studente attuale o un genitore e hai qualsiasi preoccupazione o domanda, ti invito a contattarci direttamente. Prenderemo sul serio ogni reale segnalazione e la affronteremo attraverso i canali appropriati, non tramite accuse vaghe sui social media.

A tutti coloro che hanno sostenuto la nostra accademia e il nostro team: grazie. Continueremo a concentrarci su ciò che conta, offrendo un’istruzione di livello mondiale in un ambiente rispettoso e mantenendo la nostra accademia un luogo in cui tutti gli studenti possano crescere.

Alla fine, ho fiducia che la verità prevarrà. Rimango al fianco della mia famiglia, di Sarah e di Angelica, attraverso tutte le prove.

Dio vi benedica tutti.

André Galvão

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Il reato di “freezing” e il congelamento della lingua italiana


Di Antonio Zoppetti

La settimana scorsa, in Parlamento, ci sono stati duri scontri sul cosiddetto “Ddl stupri” per riformare la legge sui reati sessuali, anche se alla fine non è stato raggiunto alcun accordo e tutto si è per il momento arenato.

Dal punto di vista legislativo la questione spinosa era legata alle modalità di esprimere il consenso all’atto sessuale: deve essere “esplicito” (dunque senza un “sì” ci può essere la punibilità) o più semplicemente “riconoscibile” (dunque un’accettazione manifestata in altre modalità rispetto a quelle verbali)? Oppure è violenza solo in caso di manifesto “dissenso”?

Mentre infuriava la polemica su questo passaggio, dal punto di vista linguistico è emerso un anglicismo che ha tutte le caratteristiche per attecchire, se il dibattito tornerà in primo piano, e cioè il concetto di “freezing” che moltissimi giornali si sono immediatamente affannati a divulgare. E, come al solito, ci hanno martellato con il “nuovo reato di freezing” in modo improprio, visto che non è il “congelamento” (mentale) a essere un reato, e soprattutto questa parola non è affatto inclusa nella proposta di legge, ma ricorre solo nel dibattito in proposito.

Nel sommario della discussione avvenuta in Senato, per esempio, il freezing è stato esplicitamente utilizzato due volte, come fosse un tecnicismo ricorrente, per indicare il “blocco emotivo” davanti a un approccio sessuale inaspettato, dunque il rimanere paralizzati, impietriti, pietrificati, sbigottiti, incapaci di reagire… in altre parole un concetto antico e vecchio come il mondo – congelamento in senso letterale o lato – che però oggi si vuole esprimere in inglese come fosse una novità, in una più ampia ri-concettualizzazione delle cose in questa lingua (il “lessico del nuovismo”).

Colpisce che nella discussione sia proprio il presidente Giulia Bongiorno (lo riporto la maschile come piace a lei) a citare il “cosiddetto freezing” per indicare il “congelamento mentale” e l’impossibilità di esprimere il proprio dissenso/consenso davanti a un approccio a sorpresa. Nel 2018, infatti, quando la Bongiorno era ministro della Pubblica Amministrazione, si era espressa esplicitamente (dissenso esplicito?) contro l’eccesso di inglese nel settore su cui si riproponeva di intervenire. Ma si sa che tra il dire e il “parlare” c’è di mezzo la lingua d’oltremare… dunque da dove viene questo “freezing” che sgorga proprio dalla sua bocca?

Freezing: dalla lingua di settore a quella comune

L’espressione circola già da qualche anno in ambito legislativo, e proviene da quello psicologico. Il fatto è che se l’inglese si configura come la lingua internazionale della scienza, poi anche tutta la concettualizzazione terminologica finisce per essere importata in inglese, e dunque la paralisi o il congelamento della mente diventa freezing, ma in questo modo è la lingua italiana a essere congelata.

Come andrà a finire?

La questione degli anglicismi incipienti è molto complessa, perché quotidianamente siamo bombardati da centinaia e centinaia di parole inglesi che vengono “virgolettate” senza alcuna traduzione in ogni settore, in una sorta di gara in cui ogni addetto ai lavori privilegia le parole d’oltreoceano (vedi il “board of peace” che impazza solo in italiano, visto che francesi, spagnoli portoghesi, tedeschi… traducono il concetto nella propria lingua). Ho paragonato questo fenomeno a quello della “panspermia”, che è il modo di riprodursi delle ostriche e di molti animali che spargono migliaia e migliaia di larve nell’ambiente. La maggior parte è destinata a morire o a diventare cibo per altri animali, ma la conservazione della specie è garantita dai pochi sopravvissuti che riescono a crescere e a riprodursi. Se la strategia di riproduzione dei mammiferi si basa perlopiù su una prole dal numero molto ridotto che però viene educata e protetta dai genitori sino all’età adulta, quella delle tartarughe consiste in un gran numero di esemplari che vengono invece abbandonati, tanto qualcuno in qualche modo si salverà e potrà a sua volta riprodursi. Gli anglicismi si moltiplicano nell’italiano con questo stesso schema: vengono sparsi in tutto il mondo dall’espansione dell’inglese globale e la maggior parte è destinata a non attecchire, a rappresentare delle espressioni usa e getta che passata la contingenza svaniscono, ma un piccolo numero al contrario attecchisce, si radica e quel punto tende alla moltiplicazione: se un congelatore è freezer e la pratica di congelare gli ovuli per una maternità futura è chiamata “social freezing”, poi freezing entra nel linguaggio degli psicologi al posto di paralisi mentale, e viene ripreso da chi legifera, mentre a livello più popolare si comincia a parlare di freezare (o frizare) in sempre più ambiti e contesti anche in senso lato.

Davanti a questo fenomeno, molti linguisti ritengono che gli anglicismi siano una moda passeggera destinata a svanire o parole usa e getta dalla vita breve – dunque non rappresenterebbero un problema – ma questo punto di vista non tiene conto del fattore “panspermia” che regola con successo la riproduzione di molte specie da milioni di anni, e soprattutto l’obsolescenza è un fenomeno che non riguarda solo gli anglicismi incipienti, ma un po’ tutti i neologismi, anche quelli in italiano. Dunque tra i neologismi – inglesi e italiani – registrati della Treccani la maggior parte svaniranno (il che non significa che “tutti” i neologismi siano obsolescenti), ma tra quegli elenchi ci saranno anche le parole che attecchiranno ed entreranno nei dizionari del futuro.

Se tra queste ci sarà anche “freezing” è difficile dirlo, di sicuro la parola sta facendo il salto da tecnicismo alla lingua comune, visto che i giornali lo stanno divulgando e affermando. E tutto lascia presagire che se il dibattito politico sulla legge sulla violenza sessuale prossimamente si riaprirà con le stesse polemiche della settimana scorsa – amplificate dai titoli e dalle sintesi mediatiche – si radicherà come è avvenuto nel caso di mobbing, stalking e simili, altrimenti rimarrà una parola “congelata” nel proprio ambito psicologico da cui proviene e forse regredirà.

Certo, se davanti all’italiano smettessimo di fare le ostriche e ci comportassimo da mammiferi – come auspicava la Bongiorno quando era ministro – la nostra lingua si arricchirebbe, invece di regredire. Ma a questo punto poco importa che freezing si radichi o svanisca: in fondo è solo uno degli oltre 4000 anglicismi già radicati e registrati dai dizionari, e un anglicismo in più o in meno non fa differenza. La battaglia per la tutela del nostro patrimonio linguistico non sta nelle singole scelte lessicali – che studiano i linguisti – bensì nella nostra attuale anglomania, un terreno che andrebbe studiato da un punto di vista sociologico e in qualche caso anche psicologico.

Per evitare di frizare l’italiano occorre un cambio di paradigma: dovremmo smettere di considerare l’inglese e gli anglicismi come qualcosa di più solenne e prestigioso, dovremmo in fin dei conti smetterla di vergognarci della nostra lingua e riappropriarcene con orgogliosa gioia. Solo così, le parole inglesi, a poco a poco, regredirebbero spontaneamente e potremmo ritornare a parlare di tesserino invece di badge, di luogo invece di location, di tavola da sci invece di snowboard, di scarpe sportive invece di sneakers e via dicendo.

Purtroppo, le attuali contingenze storiche, politiche, culturali e sociali indicano che la direzione che abbiamo preso è un’altra, e anche se freezing dovesse svanire ci sarebbero altri 100 anglicismi pronti a prenderne il posto. E invece di ragionare sull’obsolescenza degli anglicismi, certi linguisti farebbero meglio a occuparsi di quella dell’italiano che davanti alla moltiplicazione dissennata delle nuove parole a base inglese, non fa altro che perdere terreno.

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Il “board” di Trump e l’inglese che straborda nell’italiano


di Antonio Zoppetti

In questi giorni, i consueti picchi di stereotipia giornalistici che – in gregge – si affannano a ripetere e diffondere l’inglese ci martellano con il “board” di Trump, decurtazione di “Board of Peace” (scritto preferibilmente con le maiuscole all’americana).

Questo “tavolo”, “consiglio” o “comitato” per la pace è stato inizialmente concepito per gestire la ricostruzione della Striscia di Gaza, ma subito dopo è sparito ogni riferimento a quella situazione contingente e si sta configurando come un ben più ampio organo che mira al controllo, alla gestione e alla risoluzione dei conflitti internazionali. In poche parole è un progetto per delegittimare e cancellare l’Onu – inizialmente voluto e controllato dagli Usa, ma poi sfuggito loro di mano – e sostituirlo con un comitato sotto la guida dell’imperatore Trump, in cui si può entrare pagando un miliardo di dollari.

Tutto l’apparato mediatico è fortemente critico nel riportare la notizia, dal punto di visto politico, ma non da quello linguistico. E così, se il presidente statunitense è presentato come un nuovo tiranno che con il suo “club” punta a gestire il “racket” della “governance” mondiale – per usare la lingua dei giornali invece di quella dei cittadini – la scelta di riportare le sue parole in inglese non è altrettanto “tirannica” per i suprematisti dell’angloamericano che compongono la nostra classe dirigente.

Mentre nell’italietta colonizzata circola solo la notizia del board (“of peace” si può anche omettere, c’est plus facile) e l’idea che per essere “internazionali” è opportuno ostentare la lingua dei padroni, i giornalisti francesi e spagnoli hanno un approccio diverso nel dare la stessa notizia: quello di riportarla nella propria lingua madre.
Dunque, sui giornali come El Paìs o El Mundo si ricorre allo spagnolo (“Junta de paz”), su Le Figaro o Le Monde si ricorre al francese (“conseil de la paix”) e anche in Portogallo si parla di “Conselho de Paz”, sia sulle testate conservatrici come il Diário de Notícias sia su quelle progressiste come l’Expresso.

La storia di “board” in italiano

Il Devoto Oli registra l’anglicismo board come una parola comparsa nel 1977 nel suo significato di collegio, comitato (letteralmente tavolo del consiglio), ma questa prima sporadica attestazione si è diffusa e radicata solo in seguito.

Nello stesso anno, Roberto Vacca (sotto lo pseudonimo di Giacomo Elliot) aveva dato alla luce il libro Parliamo itangl’iano in cui ragionava con toni molto ironici sulle espressioni in inglese che si stavano diffondendo. Il sottotitolo era infatti “Le 400 parole inglesi che deve sapere chi vuol fare carriera”. Erano voci legate soprattutto al linguaggio aziendale e lavorativo, e tra queste c’era anche “boardroom” cioè “la sala in cui si riunisce il consiglio d’amministrazione di una società per azioni. (…) Per brevità si dice spesso semplicemente board” come se sedersi a un board – chiosava l’autore – fosse qualcosa di più influente rispetto a essere un semplice “consigliere di amministrazione”.

Da allora le cose sono molto cambiate, e oggi gli anglicismi che servono per “sopravvivere” non sono più 400, ma 4.000, stando ai dizionari.

Ricordo che da giovane, a metà degli anni Novanta, lavoravo in una società che sperimentava l’editoria elettronica, e da semplice redattore ero poi stato ammesso nel comitato editoriale. Dieci anni dopo, quando invece collaboravo per una televisione dedicata ai libri, facevo parte del “board editoriale”, un’espressione nel frattempo non solo normalizzata, ma connotata di una maggiore solennità ed efficienza, per tornare alle pungenti riflessioni di Roberto Vacca, che ormai, invece di farci ridere, dovrebbero farci riflettere sul nostro attuale suicido linguistico.

Intanto, l’espansione incontenibile dell’inglese ha prodotto una miriade di nuove parole composte da board, che letteralmente indica semplicemente una tavola, e così si sono diffusi gli skateboard ed è arrivato lo snowboard, hanno preso piede gli storyboard, in informatica si è introdotta la dashboard per indicare un pannello di controllo, e tra tantissimi altri composti del genere c’è chi preferisce parlare di keyboard invece che di una semplice tastiera. L’importazione dell’inglese non è insomma il mero ricorso a singoli anglicismi isolati, si salda in una rete di parole tra loro interconnesse, e in una serie di espressioni che si rafforzano a vicenda e si espandono nel nostro lessico a scapito dell’italiano.

Questo allargamento avvenuto nel caso di board non è perciò un esempio stravagante e isolato, è un po’ tutto così nel nuovo “italiano” borderline (che però non deriva da board) sempre più incapace di evolversi con le proprie risorse. Le nostre parole storiche vengono così dismesse per sfoggiare l’inglese, e in questo nuovo contesto in cui prende corpo l’itanglese, talvolta vengono abbandonate, oppure regrediscono a scelte lessicali inferiori, popolari, meno solenni o poco appropriate. Come se la lingua del bel paese dove il sì suona appartenesse al passato e dovessimo vergognarcene di fronte alla supremazia e alla solennità dell’angloamericano.

Se nel Medioevo la lingua alta della scrittura e della cultura internazionale era il latino mentre le masse e il popolino parlavano e capivano solo il volgare, questa stessa diglossia – cioè la presenza di due lingue gerarchizzate che non possiedono la medesima autorevolezza – in seguito ha riguardato il toscano che si è affermato nel Paese come lingua nazionale a scapito dei dialetti, lingue inferiori, rozze, da epurare e toscanizzare. E proprio quando, nel Novecento, l’italiano ha smesso di essere una lingua un po’ artificiale e libresca il cui apprendimento richiedeva assidui studi (soprattutto per chi non era toscafono di nascita) per diventare patrimonio di tutti e lingua naturale, ecco che sta prendendo piede una nuova diglossia in cui è l’inglese a essere la lingua alta della cultura, della scienza e delle élite. La conseguenza e l’effetto collaterale di questa visione è un’analoga “diglossia lessicale” – come l’ho chiamata – che porta a preferire l’inglese anche sul piano interno, e dunque ad anglicizzare la nostra lingua in modo selvaggio. L’inglese “internazionale” e delle multinazionali, cioè il globish o globalese, e l’itanglese – passando al piano interno – sono dunque le due facce della stessa medaglia.

L’inglese internazionale nel nuovo scenario geopolitico

Mentre noi continuiamo a essere un Paese satellite degli Usa dal punto di vista politico, economico, militare, culturale, sociale e dunque linguistico, dovremmo invece prendere atto della svolta trumpiana che ha deciso di “divorziare” dall’Europa, e a quanto pare anche dalla Nato e dall’Onu.

Nel nuovo scenario geopolitico il Golfo del Messico è stato ribattezzato da Trump “Golfo d’America” (e Google Map ha subito provveduto ad aggiungere nelle sue mappe la nuova denominazione), e tra minacce al Canada e alla Groenlandia, dazi, retromarcia sul fronte della guerra in Ucrania, bombardamenti dell’Iran e rapimenti di Maduro in Venezuela, board of peace per trasformare Gaza in un villaggio turistico e per ridisegnare l’ordine mondiale e accaparrarsi petrolio e terre rare… all’Europa, e all’Italia, non resterà che prendere atto di tutto ciò e darsi una svegliata: il “siamo tutti americani” con cui si è aperto il nuovo millennio sullo sfondo della tragedia delle Torri gemelle è finito; gli americani non ci vogliono più, dunque o l’Ue si compatta e si affranca come qualcosa di autonomo o farà una brutta fine.

Dal punto di vista linguistico, nel nuovo scenario sarebbe anche ora di chiedersi perché l’Ue dovrebbe continuare nella sua politica linguistica di diffondere l’inglese e di perseguire l’obiettivo di farne una lingua “franca”, anche se di “franco” c’è ben poco: si tratta di ufficializzare la lingua naturale di Trump e degli anglofoni, la lingua dei padroni che vogliono imporre ed esportare a tutti. Dietro questo disegno ci sono interessi economici incalcolabili, per gli anglofoni che invece di studiare altre lingue preferiscono che siano gli altri a parlare la loro, e soprattutto ci sono altrettante devastanti conseguenze, per noi, che coinvolgono problemi etici e cognitivi, oltre che di identità linguistica e culturale. Trump lo sa benissimo e non è un caso che abbia per la prima volta reso l’inglese la lingua ufficiale d’America. Da noi, al contrario, le proposte di varare dei provvedimenti per la tutela dell’italiano davanti all’inglese che le forze oggi al governo presentavano ciclicamente quando erano all’opposizione, sono naufragate e sono state abbandonate, come l’idea di inserire l’italiano in Costituzione. Il che mostra come fossero soltanto delle sparate propagandistiche ed elettorali, visto che in Parlamento i numeri per realizzarle non mancano di certo.

Passando dall’anglicizzazione selvaggia dell’italiano all’inglese come lingua “internazionale”, possibile che in Europa nessuno metta in discussione anche il globish spacciato come lingua franca e come la soluzione comunicativa per ricostruire la torre di Babele con le fattezze di un grattacelo a stelle e strisce?

Possibile che l’Ue non prenda atto che l’angloamericano è entrato in crisi nello scenario globale? E che non ci conviene affatto spendere milioni di euro e investire nell’inglese come se fosse la nostra seconda lingua anche se non è così, visto che stando alle statistiche è conosciuto da una minoranza degli italiani, degli europei e anche della popolazione mondiale?

Smettere di investire sul globish per promuovere il plurilinguismo sarebbe un bel contro-dazio per reagire al bullismo trumpiano e contribuirebbe al nostro affrancamento e alla costruzione di una nuova identità. Ma in Europa tutto ciò sembra fantascienza.

In Cina l’hanno invece capito benissimo, e si stanno distaccando dall’inglese per promuovere la propria lingua che è quella più parlata nel mondo. Qualche tempo fa, anche Putin ha avuto un’uscita altrettanto chiara e significativa davanti al globish, e quando il portavoce tedesco gli si è rivolto in inglese gli ha ribattuto, piccato, per quale motivo un rappresentante della Germania dovesse rivolgersi in inglese a un russo (grazie a Carla Crivello che me l’ha segnalato).

Vuoi vedere che, davanti a questi esempi, invece di prendere atto della realtà, qualche suprematista anglomane che fino a ieri dava del “fascista” a chi si lamentava per gli anglicismi comincerà a dargli anche del putiniano o del cinese? Non mi stupirebbe. La propaganda anglomane interiorizzata nella mente della nostra classe dirigente è diventata una religione e una fede che non sente ragioni. Anche quando ci distrugge. Per cui va bene parlar male di Trump, che è cattivo, ma meglio farlo virgolettando le sue parole e la sua lingua, che nessuno pare voglia mettere in discussione. Nessun “board of european language” in vista, insomma, davanti alla dittatura dell’inglese che regna sovrana persino tra chi si proclama “sovranista”.

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Notepad++ nel mirino: hacker di Stato hanno dirottato gli aggiornamenti per mesi


Notepad++ è stato vittima di un attacco hacker durato mesi: aggiornamenti dirottati verso server malevoli. Ecco cosa è successo e le contromisure adottate.

La notizia arriva direttamente dallo sviluppatore di Notepad++, Don Ho, che in un comunicato pubblicato il 2 febbraio ha rivelato i dettagli di un attacco informatico piuttosto sofisticato ai danni del celebre editor di testo.

Secondo le indagini condotte insieme a esperti di sicurezza esterni, il problema non riguardava il codice di Notepad++ in sé, ma l’infrastruttura del provider di hosting. Gli attaccanti sono riusciti a intercettare e reindirizzare il traffico degli aggiornamenti automatici verso server malevoli, distribuendo così versioni compromesse del programma ad alcuni utenti mirati.

Chi c’è dietro e quanto è durato


Diversi ricercatori indipendenti ritengono che l’attacco sia opera di un gruppo sponsorizzato dal governo cinese. Non un attacco a tappeto quindi, ma qualcosa di molto più chirurgico.

La finestra temporale è piuttosto ampia: si parla di un periodo compreso tra giugno e i primi giorni di dicembre 2025. In particolare, il server compromesso è stato “bonificato” a settembre durante una manutenzione programmata, ma gli attaccanti avevano nel frattempo ottenuto credenziali di servizi interni che hanno continuato a sfruttare fino a dicembre per reindirizzare parte del traffico.

Il provider ha confermato che l’obiettivo era esclusivamente Notepad++, probabilmente perché gli aggressori conoscevano alcune debolezze nei controlli di verifica degli aggiornamenti presenti nelle versioni precedenti del software.

Cosa è stato fatto


Don Ho si è scusato con gli utenti colpiti e ha elencato le contromisure adottate. Il sito è stato migrato su un nuovo provider con standard di sicurezza più elevati. L’aggiornatore interno (WinGup) è stato potenziato già dalla versione 8.8.9 per verificare sia il certificato che la firma digitale degli installer scaricati. A partire dalla prossima versione 8.9.2, prevista tra circa un mese, sarà inoltre obbligatoria la verifica della firma XML restituita dal server.

Per chi usa Notepad++ regolarmente, il consiglio è quello di assicurarsi di avere installato almeno la versione 8.8.9 o successive. Il caso è da considerarsi risolto, ma resta un promemoria importante su quanto possa essere vulnerabile anche software diffusissimo quando l’anello debole è l’infrastruttura su cui si appoggia.


FONTE notepad-plus-plus.org


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oggi, 2 febbraio, a roma, libreria tomo: “la lezione di manganelli”, a cura di andrea cortellessa e giovanni sampaolo


La lezione di Manganelli_Roma, libreria Tomo a San Lorenzo_lunedì 2 febbraio
cliccare per ingrandire

nell’ambito di “Fiori freschi. Incontri di critica e poesia
contemporanea”
alla Libreria Tomo a San Lorenzo, Via degli Etruschi 34, Roma,
oggi, lunedì 2 febbraio, ore 19:15

LA LEZIONE DI MANGANELLI
a cura di
Andrea Cortellessa
e Giovanni Sampaolo
(Prospero, 2025)

intervengono Emiliano Ceresi, Viola Papetti e Graziella Pulce
saranno presenti i curatori

#AndreaCortellessa #EmilianoCeresi #FioriFreschi #GiorgioManganelli #GiovanniSampaolo #GraziellaPulce #incontri #Manganelli #presentazione #presentazioni #Prospero #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #ViolaPapetti

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Immich 2.5: finalmente si può liberare spazio sullo smartphone


Immich 2.5 introduce la funzione "Libera spazio" per recuperare memoria sullo smartphone, editing reversibile delle foto e backup direttamente da interfaccia web.

Immich, la popolare alternativa open source e self-hosted a Google Foto, raggiunge la versione 2.5 con novità piuttosto attese dalla community.

La più richiesta era “Libera spazio”, che permette di eliminare dal telefono foto e video già salvati sul proprio server Immich, recuperando memoria senza perdere nulla. Prima della cancellazione, l’app mostra un riepilogo di cosa verrà rimosso e quanto spazio si guadagnerà, con la possibilità di escludere album specifici o i preferiti.

Modifiche reversibili e backup semplificato


Le modifiche alle foto (ritaglio, rotazione, specchiatura) sono ora reversibili: Immich le salva separatamente senza toccare l’originale.

Per chi gestisce un’istanza Immich arriva anche il backup e ripristino integrato nell’interfaccia web. Fino a ieri serviva mettere mano al terminale, ora si fa tutto dalla pagina di amministrazione. Una comodità non da poco per chi è alle prime armi con il self-hosting.

Altre novità


Il team ha rinnovato l’interfaccia con un nuovo font più leggibile e componenti più uniformi tra web e app. L’app mobile guadagna la valutazione con le stelle e l’upload diventa più affidabile. Tra le altre aggiunte: JPEG progressivi, presentazioni che ripartono in automatico e nuovi permessi granulari per le chiavi API.

Come riporta il changelog ufficiale, l’aggiornamento dell’app mobile è stato temporaneamente sospeso per alcuni problemi di migrazione.


FONTE github.com


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7 febbraio, ostia (roma): “erotica del potere”, art-talk su ‘petrolio’, di ppp


Pasolini censurato in frammenti di voci e visioni

Pittori, poeti e pubblico a confronto sull’ultimo romanzo di Pier Paolo Pasolini, rimasto incompiuto a causa del suo assassinio a Ostia nel lontano 1975.

Con: Altòber, Canilcola, Caterpillar, Chemutai, Er Lem, Laila, Liroi, SMK

Sabato 7 febbraio, h.18.00, The Act Studio – Circolo Arci, Via degli Acilii 22, Ostia
maps.app.goo.gl/UouowEcJgmZ6jK…

Petrolio racconta la vicenda di Carlo, ingegnere dell’ENI, la cui identità si scinde in due figure opposte, una luminosa e razionale, l’altra oscura e dominata da istinti incontrollabili. Attraverso questa frattura, Pasolini costruisce un viaggio dentro il corpo e dentro il potere, narrando la storia di una metamorfosi che investe l’Italia a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 e in cui inserisce tutto ciò che il Paese non voleva vedere: la corruzione, le trame oscure, le alleanze indicibili tra politica, industria, criminalità e servizi segreti. Il romanzo, considerato da diversi studiosi il più complesso della letteratura italiana del ‘900, procede come una sorta di dossier incendiario in forma di sperimentazione letteraria, un testo che scava dove non si dovrebbe scavare, che nomina ciò che non si dovrebbe nominare.

#Altòber #Arci #Canicola #CanicolaVolcanal #Caterpillar #Chemutai #ErLem #eroticaDelPotere #Laila #Liroi #Ostia #Petrolio #PierPaoloPasolini #SMK #TheActStudio

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Non solo Niscemi, franano anche i beni culturali


La frana di Niscemi ed i gravi danni che l’uragano Harry ha prodotto sulle coste orientali di Sicilia, Calabria e Sardegna, non sono certo immaginari. Essi sono, tuttavia, anche espressione metaforica della frana che coinvolge politica e istituzioni, incapaci di adottare strategie di prevenzione dei danni idrogeologici che coinvolgono gran parte dell’Italia. Sono danni strutturali, che […]

Leggi il resto: argocatania.it/2026/02/02/non-…

#archeologia #BeniCulturali #Kamarina #prevenzioneIdrogeologica #UnioneEuropea

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“pagina non trovata”? falso


avviso ai naviganti

da un po’ di tempo, saltuariamente / non regolarmente, se si posta su fb del materiale relativo al genocidio in Palestina (specie se video instagram), in calce al post compare l’indicazione “pagina non trovata“.

nuova escogitazione del sempiterno filosionista fb per scoraggiare i lettori dall’approfondire la verità dei fatti? probabile.

che le pagine linkate siano “non trovate” e non trovabili è in genere cosa assolutamente FALSA: i link funzionano eccome. se a fb non piacciono certe pagine è un conto, che non sia possibile – cliccando – raggiungerle è tutt’altra storia.

quando trovate indicazioni del genere, ignoratele senza problema. se postate link sotto i quali compare l’indicazione fake, avvisate (come – vedete – spesso capita a me di fare) i lettori con un commento sotto il link (qui, chiedo venia, m’è saltato l’accento sopra la E, ma la sostanza è chiara):

facebook s'inventa un nuovo modo per scoraggiare i lettori di post relativi alla Palestina: sotto i link scrive "pagina non trovata"

#avvisiAiNaviganti #avvisoAiNaviganti #ban #banning #censura #facebook #fake #FB #Instagram #link #paginaNonTrovata


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WhatsApp introduce una modalità “blindata” per proteggersi dagli attacchi informatici


WhatsApp introduce le Strict Account Settings, una modalità blindata per proteggersi da attacchi sofisticati. Pensata per giornalisti e figure pubbliche.

Meta ha annunciato l’arrivo su WhatsApp delle “Strict Account Settings”, una sorta di modalità lockdown che blocca automaticamente allegati e media da mittenti sconosciuti, silenzia le chiamate da numeri non in rubrica e applica restrizioni aggiuntive che limitano alcune funzionalità dell’app.

La funzione è pensata soprattutto per giornalisti e personaggi pubblici, ovvero chi potrebbe essere bersaglio di attacchi mirati. Si attiva dalle impostazioni, nella sezione Privacy > Avanzate, e arriverà nelle prossime settimane.

Fa piacere vedere che Meta si preoccupa della sicurezza dei suoi utenti, anche se viene da chiedersi quanto senso abbia affidarsi a un’app che resta comunque parte di un ecosistema con un certo appetito per i dati personali e un’influenza non indifferente su come comunichiamo. Chi cerca protezione seria potrebbe valutare alternative come Signal, che offre crittografia end-to-end senza dover passare da uno dei colossi più potenti del pianeta.


FONTE about.fb.com


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giacimento & archivio blob @ archive.org

Blob di tutto di più


immagine della sigla del programma televisivo blob
raiplay.it/programmi/blob

archive.org/search?query=creat…

eg + ES & il Novecento come
secolo del montaggio (e dell’)eccetera

al momento non possiamo offrire una descrizione di questa pagina

senza cervello e con 720 sessi
“altri studi hanno suggerito che il Blob è in grado di risolvere problemi, come per esempio riuscire a trovare il modo per uscire da un labirinto, evitando di tornare su tratti già percorsi”

#AlbertoPiccinini #AngeloGuglielmi #AntonellaFamà #AntonellaRucci #ArchiveOrg #Blob #CiroGiorgini #collage #CristianaTurchetti #DanielFranchina #DanielePecorelli #DeboraBucci #eccetera #EdoardoSanguineti #ElenaVecchia #EnricoGhezzi #FabioMasi #FedericaPastori #FilippoPorcelli #FrancescaLari #FrancoRoselli #FulvioBaglivi #FulvioToffoli #FuoriOrario #fuoriorario #GaetanoCaprio #GianfrancoFiore #GianlucaSpinuso #GiovannaZappi #GuiaCroce #IAInternetArchive #ilSecoloDelMontaggio #IlariaMecarelli #InternetArchive #LinoSciorilli #MarcoForti #MarcoGiusti #MarcoMelani #MarcoTTrivelli #MarioVerger #MicheleDelFa #MicheleVentrone #montaggio #PaoloLuciani #PaoloPapo #PeterFreeman #PhysarumPolycephalum #PinoRoggero #Rai #Rai3 #RaiTre #RaiTre #SabrinaBarletta #SaraCipriani #schegge #SimonaBuonaiuto #StefaniaCelletti #StefanoCarpagnano #StefanoFranciaDiCelle #SusannaVallorani #VittorioManigrasso #YaelLeibel

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Apple Data Privacy Day: 10 funzioni e impostazioni per proteggere i dati su iPhone e Mac


L’Apple Data Privacy Day è l’occasione per approfondire le principali funzioni di iOS e macOS pensate per tutelare la privacy e la sicurezza dei dati personali

La tutela della privacy digitale è diventata uno dei temi centrali dell’ecosistema tecnologico. In occasione del Data Privacy Day, Apple ha ribadito il proprio approccio alla protezione dei dati personali, mettendo a disposizione delle persone numerose funzioni integrate in iOS e macOS.

Privacy e sicurezza nell’ecosistema Apple


Per l’occasione la BigTech di Cupertino ha stilato un elenco delle 10 funzioni Apple più importanti in questo ambito, dalla limitazione del tracciamento, al rafforzamento del controllo sui dati personali o l'innalzamento della trasparenza nell’uso delle informazioni digitali:

📱 Navigare sul web in privato in Safari: la navigazione privata aggiunge ancora più protezioni mentre si naviga su Safari. Quando è attiva, Safari non aggiunge i siti visitati alla cronologia né ricorda le ricerche. Inoltre, i siti visitati non vengono condivisi sugli altri dispositivi Apple, anche se si è effettuato l’accesso con lo stesso Apple Account. Safari aiuta a evitare il tracciamento delle attività sui siti web e impedisce che l’indirizzo IP venga visualizzato; inoltre, se si è impostato un codice su iPhone, la navigazione privata viene bloccata quando non è in uso;

LG Zero Labor Home al CES 2026: debutta il robot CLOiD
Al CES 2026 LG ha presentato la visione “Zero Labor Home” e il nuovo robot domestico CLOiD, pensato per ridurre le attività quotidiane grazie a intelligenza artificiale e automazione avanzata
TechpertuttiGuglielmo Sbano


🛑 Anti-tracciamento intelligente in Safari: spesso accade che, dopo aver cercato un prodotto online, annunci pubblicitari correlati compaiano su numerosi siti e servizi. Questo succede perché i provider di terze parti sono in grado di tracciare l'attività dell’utente su vari siti web, per poter pubblicizzare prodotti e servizi. L’anti-tracciamento intelligente protegge da tracciamenti indesiderati utilizzando l’apprendimento automatico sul dispositivo per fermare i tracker, consentendo al contempo ai siti web di funzionare normalmente, ma proteggendo la privacy di default senza dover cambiare alcuna impostazione;

🔒 Bloccare o nascondere un’app: se si vuole mostrare qualcosa a qualcuno su iPhone, ma anche avere la tranquillità che l’altra persona non possa accedere a determinate app, è possibile bloccarle o nasconderle. Per aprire un’app bloccata è necessario utilizzare Face ID, Touch ID o il codice. È possibile nascondere alcune app, così che non risulti visibile che sono installate: queste finiscono in una speciale cartella Nascoste che è a sua volta protetta;
blue and white logo guessing gamePhoto by Brett Jordan / Unsplash
📧 “Nascondi la mia email”: disponibile con l’abbonamento ad iCloud+, “Nascondi la mia email” consente di generare indirizzi email casuali unici che inoltrano i messaggi al proprio account di posta personale, in modo da non dover condividere l’indirizzo reale quando si compilano moduli, ci si iscrive alle newsletter sul web, si effettua un pagamento con Apple Pay o si invia un’email;

Private Cloud Compute: per elaborare richieste complesse, che richiedono più capacità computazionale, Apple Intelligence può usare Private Cloud Compute, che estende la privacy e la sicurezza dei prodotti Apple, come iPhone, al cloud, per rendere possibile una capacità di intelligenza persino maggiore. I dati degli utenti non vengono mai salvati e vengono utilizzati unicamente per rispondere alle richieste;

🏷️ Etichette nutrizionali della privacy: prima di scaricare un’app da App Store, si può controllare come chi ha sviluppato la app utilizzerà i dati. Le informazioni sulla privacy nelle pagine delle app sull’App Store, una sorta di etichetta nutrizionale della privacy, spiegano in modo dettagliato come i dati personali verranno gestiti dalle singole app, incluse quelle sviluppate da Apple, mostrando come vengono tracciati dati come posizione, contatti o informazioni sull’utilizzo. Basta scorrere verso il basso nella pagina di qualsiasi app disponibile su App Store fino alla sezione “Privacy dell’app”;
turned on space gray iPhone 6Photo by Jordan Andrews / Unsplash
🔑 App Password: l’app Password consente di accedere alle password e alle passkey dell’account, così come alle password del Wi-Fi e ai codici di verifica da un’unica ubicazione. L'app Password avvisa anche dei punti deboli più comuni delle password, come una password che può essere facilmente indovinata, che è stata usata più volte per account diversi o che è apparsa in fughe di dati note;

📍 Posizione approssimativa: grazie alle opzioni di localizzazione, si può scegliere quali app vedranno la propria posizione approssimativa, entro un raggio di circa 25 chilometri quadrati, anziché quella esatta. In questo modo, si potranno usare le app per trovare i ristoranti nelle vicinanze o controllare le previsioni meteo locali senza dare più informazioni di quelle strettamente necessarie;

Nuovo Apple AirTag: connettività migliorata e tracciamento più preciso
Il nuovo AirTag di Apple offre una connettività più estesa e un tracciamento più preciso, rendendo ancora più semplice ritrovare oggetti smarriti.
TechpertuttiGuglielmo Sbano


📣 Notifiche di tracciamento in background: quando si consente ad un’app di utilizzare sempre la propria posizione in background, il dispositivo ricorderà periodicamente che la posizione viene condivisa, offrendo la possibilità di modificare il consenso, se lo si desidera. Queste notifiche includono una mappa che mostra i luoghi in cui l’app ha tracciato la posizione in background;

📵 Informazioni sugli indicatori di registrazione: quando un’app sta usando il microfono o la fotocamera di iPhone, appare un indicatore di registrazione. Visualizzato come un punto arancione per il microfono e un punto verde per la fotocamera (o fotocamera e microfono insieme), l’indicatore tiene sempre informato l'utente su quali strumenti di registrazione sta usando l’app in uso.


LG al CES 2026 presenta “Zero Labor Home”: il nuovo robot domestico LG CLOiD rivoluziona la smart home


LG Electronics (LG) ha svelato, per la prima volta al pubblico del CES 2026 di Las Vegas, il nuovo robot domestico CLOiD con Intelligenza Artificiale (IA). LG CLOiD è progettato per svolgere e coordinare le faccende domestiche quotidiane attraverso l’interazione con gli elettrodomestici connessi. Questo dispositivo, che sfrutta l’ecosistema ThinQ e la tecnologia già integrata sul “Self-Driving AI Home Hub” (LG Q9) presentato lo scorso anno, rappresenta l’ultimo passo di LG nel campo della robotica domestica basata su IA e delle piattaforme per la casa intelligente.

LG CLOiD: come funziona il nuovo robot domestico


Durante l'evento fieristico svoltosi agli inizi di questo mese, LG CLOiD ha mostrato alcune applicazioni concrete delle proprie capacità in diversi scenari d’uso domestici. In uno di questi, il robot ha preso il latte dal frigorifero e ha messo un croissant nel forno per preparare la colazione. Quando gli occupanti della casa escono, LG CLOiD è in grado di avviare i cicli di lavanderia e piegare i vestiti una volta asciutti.
Le braccia di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggettiLe braccia di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggetti

Intelligenza artificiale e automazione nella smart home LG


LG CLOiD è composto da testa, torso con due braccia articolate e una base con ruote dotata di navigazione autonoma. Il torso può inclinarsi per consentire al robot di raccogliere oggetti da diversi livelli di altezza. Proprio come le braccia umane, i bracci di CLOiD possono eseguire numerosi movimenti e le mani sono provviste di 5 dita che lo rendono in grado di gestire una vasta gamma di oggetti e di eseguire diverse operazioni in cucina, lavanderia e aree living.

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CLOiD, inoltre, è provvisto di un processore che, combinato con il display, l’altoparlante, telecamere, sensori e IA generativa permette al robot di comunicare con gli utenti tramite linguaggio naturale, di imparare la struttura dell’ambiente domestico e di controllare gli elettrodomestici. Il design e la tecnologia che permettono alla base su ruote di muoversi agilmente all’interno dello spazio abitativo derivano dall’esperienza di successo maturata con i robot aspirapolvere ed LG Q9. Il design della base è stato infatti scelto per la sua stabilità, sicurezza che riduce il rischio di ribaltamento se il robot viene a contatto con un bambino o un animale domestico.

La strategia LG tra AI, robotica e casa connessa


LG CLOiD utilizza la tecnologia “Physical AI” che combina il Vision Language Model (VLM), che comprende immagini e video, e il Vision Language Action (VLA), che traduce input visivi e verbali in azioni. Questi modelli sono stati addestrati su decine di migliaia di dati su faccende domestiche così da permettere a CLOiD di riconoscere gli elettrodomestici, interpretare l’intento dell’utente ed eseguire azioni contestuali come aprire porte o spostare oggetti.
Lg vuole porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligentiLg vuole porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligenti
Le funzionalità di LG CLOiD si espandono grazie all’integrazione con l’ecosistema di casa intelligente ThinQ e l’hub ThinQ ON. Il CES 2026 è stata l'occasione per LG di introdurre nuovo brand di componenti per robot, Actuator AXIU; l'azienda, infatti, punta a proseguire nello sviluppo di robot domestici con l’obiettivo di porre le basi per una casa dove le faccende domestiche siano affidate a robot e dispositivi intelligenti, permettendo alle persone di riposare e godersi il tempo libero.

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Cos’è la visione “Zero Labor Home”


Con la visione “Zero Labor Home”, LG ha ribadito, dunque, il proprio impegno nello sviluppo di soluzioni che integrano intelligenza artificiale, robotica e smart home in modo sempre più naturale nella vita quotidiana. Il robot domestico CLOiD rappresenta un tassello strategico di questa evoluzione, delineando un futuro in cui l’automazione non sostituisce l’utente, ma lo supporta nella gestione della casa e del tempo.



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Flow: il client YouTube con un algoritmo di raccomandazioni che rispetta la privacy


Flow è un client YouTube per Android con un algoritmo di raccomandazioni locale che funziona senza tracciamento. Open source e basato su NewPipe.

Chi usa NewPipe lo sa bene: funziona alla grande per guardare video senza pubblicità e senza dare i propri dati a Google, ma dopo un po’ si rischia di vedere sempre a vedere gli stessi canali e non scoprire realtà nuove.

Flow nasce proprio per colmare questo vuoto. Si tratta di un client YouTube per Android che utilizza la stessa libreria di NewPipe per estrarre i dati, ma aggiunge qualcosa di interessante: un motore di raccomandazioni chiamato FlowNeuro che gira interamente in locale sul telefono. In pratica analizza cosa guardate, cosa saltate e cosa vi fa perdere ore di sonno, poi confronta i titoli e i contenuti per suggerirvi video simili a quelli che vi sono piaciuti. Tutta l’elaborazione avviene sul dispositivo, i dati restano in un file JSON nella memoria del telefono e non c’è nessun account Google di mezzo.

L’app include anche una dashboard per vedere cosa l’algoritmo ha capito dei vostri gusti, con tanto di “profili” tipo “nottambulo” o “appassionato di tech”. Se volete ricominciare da zero, c’è un pulsante per cancellare tutto.

Flow è open source con licenza GPLv3, richiede Android 8.0 o superiore e l’APK si scarica direttamente da GitHub.


FONTE github.com


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Cybersecurity, boom di attacchi hacker: la domanda di Cybersecurity Analyst crescerà del 29% nel prossimo decennio


L’aumento degli attacchi informatici sta trasformando la cybersecurity in una delle professioni più richieste al mondo: secondo le stime, la domanda di Cybersecurity Analyst crescerà del 29% nei prossimi dieci anni

Nel mondo digitale odierno, la criminalità informatica non è più un fenomeno sporadico, ma una minaccia operativa costante: a livello globale si registra in media un attacco cyber ogni 39 secondi, per un totale di circa 2.200 incidenti al giorno.

Un’escalation senza precedenti degli attacchi informatici


Un dato stabile dal 2023 che, tuttavia, si accompagna a un impatto sempre più rilevante: secondo il Cybersecurity Statistics 2025, nel primo trimestre del 2025 il numero di record violati è aumentato del 186%. A rendere il quadro ancora più complesso contribuisce l’evoluzione delle tecniche di attacco: il Verizon Data Breach Investigations Report 2025 evidenzia che il 44% delle violazioni coinvolge ransomware, in crescita rispetto al 32% dell’anno precedente, mentre il 30% degli incidenti è riconducibile a compromissioni attraverso terze parti, un dato raddoppiato in un solo anno. Centrale resta infine il fattore umano, responsabile del 60% delle violazioni, confermandosi al tempo stesso la vulnerabilità più sfruttata e la prima linea di difesa per le organizzazioni.

PizzAut Monza miglior ristorante 2025 secondo TheFork
PizzAut Monza è stato eletto miglior ristorante del 2025 nella classifica TheFork Top 100. Un risultato che premia non solo la cucina, ma anche un modello di inclusione e innovazione sociale
TechpertuttiGuglielmo Sbano

+29% di domanda: cosa dicono le stime sul futuro del lavoro


In questo contesto aumenta la domanda di competenze specializzate: secondo la University of Phoenix, la richiesta di analisti di cybersecurity crescerà del +29% nei prossimi dieci anni, con un tasso di crescita superiore alla media delle altre professioni. Si tratta di figure fondamentali per affrontare qualsiasi imprevisto con preparazione, assicurando la continuità dei sistemi informatici anche nelle situazioni più critiche.

Perché la figura del Cybersecurity Analyst è sempre più centrale


La conoscenza è fondamentale, dunque, anche in ambito cybersecurity: infatti, la prima linea di difesa contro un attacco informatico passa dalla padronanza dei sistemi utilizzati e dall’individuazione delle loro vulnerabilità, in un contesto reso sempre più complesso dall’espansione di cloud e dell’Internet of Things (IoT). A questo scenario si affiancano normative sempre più stringenti e modalità sempre diverse di protezione dei dati e di gestione del rischio, rendendo indispensabile una rapida capacità di adattamento. Temi affrontati anche da Jelena Zelenovic Matone in apertura di Richmond Cyber resilience forum, recentemente svoltosi a Rimini e promosso da Richmond Italia, realtà specializzata nell’organizzazione di forum e iniziative B2B. Rivolgendosi a una platea di CISO e professionisti del settore, l’esperta di cybersecurity e tecnologie digitali ha utilizzato un’immagine semplice eppure straordinariamente efficace:

la tecnologia è come la dinamite alla fine dell’Ottocento: uno strumento incredibilmente potente. Se usata bene, permette di costruire gallerie, strade e addirittura collegare i continenti; se usata male, può invece distruggere interi mondi. Il futuro dipenderà dalle decisioni che prendiamo oggi e da come scegliamo di governare questa potenza. Non è quindi la tecnologia in sé a determinare la sicurezza, ma la rapidità con cui chi la usa con intenti malevoli impara a sfruttarla e di converso la rapidità con cui dobbiamo imparare a reagire”.



Caro energia: bollette in aumento per 7 italiani su 10
Il caro energia continua a pesare sulle famiglie: negli ultimi 12 mesi il 70% dei consumatori ha riscontrato un aumento delle bollette domestiche
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Cybersecurity: un settore chiave per aziende e istituzioni


L’evento ha rappresentato un momento di riflessione sul significato più ampio della resilienza in ambito cyber, intesa come capacità delle organizzazioni di affrontare scenari di rischio sempre più complessi e in continua evoluzione. Dal confronto è emersa l’importanza di adottare un approccio strutturato e condiviso, che consenta non solo di rafforzare le difese tecnologiche, ma anche di sviluppare modelli organizzativi e culturali in grado di garantire continuità, adattamento e solidità nel tempo. In questa prospettiva, la resilienza diventa un fattore strategico per la sostenibilità e la competitività delle imprese, come evidenziato nel corso della plenaria di apertura da Marina Carnevale di Richmond Italia:

“Oggi parlare di cyber resilience significa accettare che le violazioni della cybersicurezza non siano più un’eventualità remota, ma uno scenario concreto con cui le organizzazioni devono fare i conti. La resilienza non è solo prevenzione: è la capacità di anticipare il rischio, assorbire l’impatto di un attacco, reagire in modo rapido e ripristinare operatività, dati e fiducia. Richmond Cyber resilience forumnasce proprio per supportare CISO, CIO e decision maker in questo cambio di paradigma, offrendo un luogo di confronto qualificato su strategie, tecnologie e governance necessarie a garantire continuità e solidità al business anche in contesti di crisi digitale”.


Il contesto a cui si riferisce il forum dà segnali di forte vitalità. Incrociando i pareri di esperti e partecipanti, è stato possibile evidenziare 5 fattori destinati a fare tendenza nei prossimi mesi:

1. Intelligenza artificiale nella cybersecurity: l’IA sarà sempre più centrale sia nelle strategie di attacco, attraverso automazione e tecniche adattive, sia nelle difese aziendali, dove verrà impiegata per migliorare prevenzione, rilevamento e capacità di risposta agli incidenti;

2. Zero Trust e identità digitale: proseguirà l’adozione di architetture basate su verifiche continue dell’identità e dei privilegi di accesso, con l’obiettivo di ridurre la superficie di attacco e aumentare il controllo sugli ambienti IT distribuiti.

3. Crittografia e minacce quantistiche: le organizzazioni inizieranno a prepararsi agli effetti del calcolo quantistico, valutando l’evoluzione degli attuali sistemi di cifratura e rafforzando la propria capacità di adattamento tecnologico.

4. Sicurezza della supply chain e governance: la protezione dell’ecosistema di fornitori diventerà sempre più strategica, attraverso una maggiore visibilità sulle dipendenze software, l’adozione di Software Bill of Materials (SBOM) e controlli più strutturati lungo la catena di approvvigionamento.

5. Normative e compliance: l’evoluzione del quadro regolatorio renderà la cybersecurity un elemento strutturale dei modelli di governance, spingendo le imprese a integrare la gestione del rischio cyber nelle strategie di business e continuità operativa.

L’evoluzione delle minacce informatiche sta ridefinendo le priorità di aziende e governi, rendendo la cybersecurity un pilastro imprescindibile dell’economia digitale. In questo scenario, la figura del Cybersecurity Analyst emerge come una delle più strategiche e richieste del prossimo decennio, confermando come la sicurezza informatica non sia più un’opzione, ma una necessità strutturale per il futuro del lavoro e dell’innovazione tecnologica.


TheFork Top 100 2025: PizzAut Monza è il miglior ristorante dell’anno


È PizzAut Monza, già terzo classificato lo scorso anno e oggi salito dal gradino di bronzo al primo posto, il ristorante più amato del 2025 dagli utenti di TheFork. La nota piattaforma per la prenotazione online di ristoranti ha annunciato oggi la Top 100 2025. La classifica è stilata tenendo conto di diversi fattori, tra cui il punteggio, le recensioni, le prenotazioni e le visite sulla scheda del ristorante, valutandone le performance sui dodici mesi appena trascorsi.

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La Top 100 di TheFork si conferma uno strumento di ispirazione fondamentale per aiutare gli utenti a scegliere il ristorante perfetto, che si tratti di un’occasione speciale, di un viaggio o della voglia di scoprire nuove eccellenze gastronomiche sul territorio”, ha commentato Carlo Carollo, di TheFork.


La Top 100 2025: la fotografia della ristorazione italiana


La Top 100 2025 racconta una scena gastronomica italiana ricca, inclusiva e in continua evoluzione. La classifica premia ristoranti capaci di distinguersi non solo per la qualità della cucina, ma anche per l’esperienza complessiva offerta agli ospiti, valorizzando realtà iconiche, indirizzi contemporanei e progetti ad alto impatto sociale.
a white plate topped with pasta and greensPhoto by Stefan Schauberger / Unsplash
Dal punto di vista geografico, la selezione comprende ristoranti distribuiti su tutto il territorio nazionale: 51 al Nord, 31 al Centro e 18 tra Sud e isole. A livello regionale, in rapporto al totale dei ristoranti presenti sul territorio, la Toscana guida la classifica con la maggiore rappresentanza nella selezione, seguita da Lombardia e Lazio, confermandosi tra le aree più dinamiche e apprezzate dagli utenti TheFork. Significativa anche la presenza del Piemonte, che con 13 ristoranti si afferma come una regione centrale nel panorama culinario italiano, grazie a una proposta che unisce cucina territoriale ed esperienze più ricercate. Chiudono Campania e Sicilia, entrambe con 8 ristoranti nella Top 100, simbolo di un Sud capace di interpretare tradizione, identità e creatività contemporanea.

I primi 10 ristoranti della Top 100 2025:


1. PizzAut Monza – Monza (MB);

2. Locanda Marchesani – Pomezia (RM);

3. Salotto Portinari Bar & Bistrot – Firenze (FI);

4. IO Osteria Personale – Firenze (FI);

5. PizzAut – Cassina de’ Pecchi – Cassina de’ Pecchi (MI);

6. Altavela Ristorante– Fiumicino (RM);

7. La Vacaria – Venezia;

8. Chiaroscuro Roma – Roma;

9. Minta – Milano;

10. La FilandaMacherio(MB).

"Accogliamo con profonda gratitudine la notizia che PizzAut Monza, e anche la nostra sede di Cassina de' Pecchi, siano tra i ristoranti più amati dagli utenti TheFork nel 2025. Questo riconoscimento è la dimostrazione tangibile che il nostro sogno di inclusione, dignità e autonomia attraverso il lavoro può tradursi in eccellenza professionale e generare un impatto positivo nella vita delle persone. Ringraziamo di cuore tutti gli utenti TheFork che hanno saputo guardare oltre, scegliendo di sostenere un progetto che unisce qualità gastronomica e un profondo valore sociale. Questo successo ci riempie di orgoglio e ci spinge a continuare con ancora più energia la nostra missione, dimostrando che l'inclusione non è solo possibile, ma può essere vincente e ispirare un futuro migliore per tutti", Nico Acampora - fondatore del progetto PizzAut.

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Apple Watch può aiutarti a restare attivo nel nuovo anno grazie a monitoraggio dell’attività, motivazione quotidiana e maggiore consapevolezza del benessere
TechpertuttiGuglielmo Sbano

Inclusività, territorio e varietà di cucina


La Top 100 2025 conferma l’attenzione degli utenti verso una ristorazione sempre più orientata a inclusività, sostenibilità e autenticità. Emblematico in questo senso è PizzAut, progetto ad alto valore sociale che conquista il primo e il quinto posto in classifica, distinguendosi per l’eccellenza del servizio e il forte apprezzamento della community.
a close up of a piece of foodPhoto by Joshua Glass / Unsplash
Quanto alle tipologie di cucina, la classifica restituisce un quadro ampio e rappresentativo della scena gastronomica italiana, con una presenza ampia di insegne legate alle cucine regionali e pizzerie, rappresentative del 90% della classifica. A completare il panorama ci sono proposte asiatiche (5%) e cucina internazionale non asiatica (3%), a conferma di una selezione saldamente ancorata alla tradizione italiana, con aperture mirate verso format e cucine globali. Spazio anche all’alta ristorazione e ai format contemporanei: nell’edizione 2025 figurano infatti 55 ristoranti della selezione Insider di TheFork, oltre a 17 realtà insignite del riconoscimento MICHELIN.

Il primo posto di PizzAut Monza nella classifica TheFork Top 100 2025 dimostra come innovazione, tecnologia e impatto sociale possano convivere nello stesso progetto. Un riconoscimento che va oltre il settore della ristorazione e racconta un cambiamento più ampio nel modo in cui valore, inclusione e qualità vengono percepiti anche nel mondo digitale.



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Claude integra app di terze parti direttamente nella chat


Claude integra Asana, Slack, Figma e altre app direttamente nella chat. Disponibile per utenti Pro, Team ed Enterprise su web e desktop.

Anthropic ha aggiornato Claude permettendo di aprire e usare strumenti esterni come Asana, Slack, Canva e Figma senza uscire dalla conversazione. Come riporta l’azienda, l’obiettivo è rendere possibile gestire progetti, modificare contenuti e collaborare direttamente dall’interfaccia della chat.

In pratica significa che puoi creare una timeline su Asana, scrivere e formattare un messaggio su Slack o visualizzare un’idea su Figma mentre si sta utilizzando Claude, vedendo le modifiche in tempo reale senza dover aprire schede o applicazioni diverse.

Come funziona


Le app non vengono solo collegate a Claude: vengono incorporate nella conversazione. Quando chiedi di fare qualcosa su Asana o Slack, l’interfaccia di quell’app compare direttamente nella chat e puoi vedere e modificare tutto in diretta. Oltre ai servizi già citati, ci sono integrazioni con Amplitude, Box, Clay, Hex e monday.com, con altre previste in arrivo.

Questa funzione si basa sul Model Context Protocol (MCP), uno standard aperto pensato per far comunicare intelligenze artificiali e applicazioni esterne. Le MCP Apps, in teoria, potrebbero funzionare anche con altri prodotti che supportano questo protocollo, non solo con Claude.

Disponibilità


L’integrazione è attiva sulla versione web e desktop di Claude, ma solo per chi ha un abbonamento Pro, Max, Team o Enterprise. Gli utenti della versione gratuita al momento non possono utilizzarla. È previsto il supporto anche per Claude Cowork nelle prossime settimane.

È in programma anche un’integrazione con Salesforce tramite Agentforce 360, pensata per team aziendali che vogliono gestire informazioni e attività in un unico posto.


FONTE claude.com


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schemi / stelio maria martini. 1962


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Schemi (1962) rappresenta l’incunabolo delle sperimentazioni editoriali di Stelio Maria Martini, tanto da essere considerato il primo libro d’artista verbovisuale pubblicato in Italia. Attraverso la tecnica del collage, Schemi propone un nuovo linguaggio totalizzante, che rielabora materiali preesistenti, a iniziare da testi e immagini estrapolate da quotidiani e rotocalchi. Alcuni dei collage di Schemi sono conservati nelle collezioni del Mart (donazione Archivio di Nuova Scrittura). Una ristampa di Schemi è stata pubblicata nel 1989 dalle edizioni Morra di Napoli.

*
Per un approfondimento sull’opera: Colucci, D. (2020). Stelio Maria Martini, ‘Schemi’, and the Po(i)etics of Collage. Piano B. Arti E Culture Visive, 5(1), 23–50. doi.org/10.6092/issn.2531-9876…

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