governo pericoloso


da un post di Rosa Rinaldi che cita Vincenzo Costa: facebook.com/share/1DUYFQF2U7/

Saremo anche un popolo di incolti, di finti furbi, di qualunquisti, ma una poveraccia così non ce la meritavamo.

Spero che chi l'ha votata faccia un passo indietro e capisca il pericolo di tenere al Governo, in questo momento, questa manica di incompetenti e cortigiani.
Tra lei, Crosetto bloccato a Dubai che minaccia querele su X verso chiunque chiede dimissioni, Tajani che pensa che basti non affacciarsi alla finestra per proteggersi dai droni... è uno sconforto totale.

E Meloni è riuscita a dare a Putin la colpa della polveriera in Medio Oriente. Come se le azioni di Israele, da 80 anni a questa parte, dipendessero da Putin.

Non si sa come commentare la sua intervista (concordata) che ha rilasciato al TG5. Lo faccio con le parole di Vincenzo Costa (e di Paolo Di Mizio nel primo commento).

Vincenzo Costa:

"Credo che la Meloni non sia più accettabile. Non ha più neanche il senso del ridicolo. Ripete a pappagallo, ha asservito il paese ad Israele e rischia di metterlo in pericolo.

A Niscemi c'è un enorme centro di raccolta dati, verso Catania c'è Sigonella. Sono parafulmini.

A me non interessa che cosa Crosetto va a fare a Dubai, anche se ho i miei sospetti. Mi preoccupa il fatto che questo governo, asservendo il paese ad interessi di altri, lo espone al rischio di ritorsioni.

Se da Sigonella partono aerei che bombardano o contribuiscono a bombardare l'Iran, gli iraniani hanno in linea di principio il diritto di difendersi.

Peraltro non credo abbiano missili con una tale gittata. Ma questa è una guerra in evoluzione, e bisogna proteggere il paese, che si trova al centro del mediterraneo. La Spagna ha vietato l'uso delle sue basi a Trump, per non essere coinvolta in un conflitto sbagliato e che non li riguarda.

Questo governo non ha niente di patriottico. Non protegge gli interessi del paese: semplicemente cerca di legittimarsi davanti al padrone. Meloni e Crosetto proteggono se stessi e le loro poltrone. Proseguono sulla scia del PD, e del resto Draghi lo aveva predetto, riassicurando i padroni Esterni.

E' vero che siamo un paese occupato, che ha perso la guerra, ma persino la DC, e in anni in cui l'occupazione era più reale, riusciva a mantenere una certa autonomia, per esempio nel rapporto coi paesi arabi, coi palestinesi.

Ora siamo diventati degli scendiletti. E non è un problema morale o di orgoglio: è un problema di sicurezza nazionale.

Se veniamo coinvolti, se questa guerra si allarga in una maniera per ora imprevedibile, gli americani non ci difenderanno come difendono Israele. Non ci sono abbastanza sistemi di difesa per tutti.

La Meloni pensi un poco anche a questo paese oltre che alla sua poltrona. E se ha paura di essere fatta fuori dagli americani, se non ha coraggio, se è pavida, se è la prosecuzione di tutti i governi piddini, vada a fare altro, senza mettere in pericolo le vite degli italiani"

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matteo salvini citato quasi cento volte negli epstein files (da un post di Andrea Scanzi)


Nell’indifferenza generale, è accaduto che Salvini sia stato citato 96 volte negli Epstein files. Perché quel criminale era interessato al successo di Salvini in Italia? Ed è vero che Steve Bannon finanziò la Lega nel periodo di massimo consenso?

Sono domande importanti, ma tanto ormai in questo paese è saltato tutto. Condivido interamente le seguenti parole della deputata AVS Elisabetta Piccolotti.

“Chiediamo oggi un’informativa urgente al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. Non per i ritardi dei treni né per le procedure opache sul Ponte sullo Stretto, ma per un fatto che lo riguarda come segretario di un importante partito di maggioranza. Il nome di Salvini ricorre per ben 96 volte negli Epstein files.
Questi messaggi si concentrano nel periodo in cui la Lega, non a caso, raggiunge il suo massimo storico di consenso elettorale anche grazie alla cosiddetta 'Bestia', un sistema pervasivo e altamente efficace di comunicazione sui social network”. “Chiediamo dunque che il ministro Salvini venga a spiegare in Parlamento se abbia mai avuto Steve Bannon come consulente politico; se risponde al vero che Bannon abbia svolto attività di fundraising e ricerca di finanziatori, diretti o indiretti, anche sotto forma di servizi digitali, a favore della Lega; se sia mai venuto a conoscenza di iniziative promosse da Bannon per condizionare l’opinione pubblica italiana o europea anche dopo l’esplosione dello scandalo di Cambridge Analytica; se gli incontri citati nelle mail si siano realmente svolti e se Salvini fosse a conoscenza dei legami tra Steve Bannon e Jeffrey Epstein.
Queste domande non sono un attacco personale. Riguardano la sovranità democratica, la trasparenza del finanziamento della politica e il rischio di interferenze occulte nei processi elettorali nazionali ed europei. Questioni cruciali per la qualità della nostra democrazia”.

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