Lo stupro come arma di annientamento di un popolo


Renata Girardi su fb:

ANCHE SUI BAMBINI. NON VE LO DIMENTICATE

Lo stupro come arma di annientamento di un popolo. Lo stanno facendo sotto i nostri occhi.
Rivendicano un crimine come diritto.

Il cortocircuito morale.

Dopo l' uscita dell' inchiesta del NYT sugli stupri sistemici nelle prigioni israeliane, stiamo assistendo a qualcosa che, per sommi capi, avevamo già sperimentato al tempo di Wikileaks e la persecuzione di Julian Assange.

Il sit in organizzato dai comitati ebraico sionisti davanti alla sede del NYT per rivendicare un vittimismo utile a seppellire la verità denunciato dal premio Pulitzer Kristof mentre Trump dall' aereo presidenziale promette "di fare pulizia nel NYT" e contemporaneamente Netanyahu minaccia azioni legali contro la testata per aver diffamato l' IDF, mostra senza dubbio alcuno, l' esistenza di una struttura di potere che lavora in sincrono per uccidere la vera Informazione.

Di fatto avviene un cortocircuito senza precedenti: gli israeliani denunciano ancora
senza prove gli stupri del 7 ottobre mentre reclamano senza mezzi termini il diritto a praticare questo crimine (un ossimoro senza precedenti) sui palestinesi detenuti.

Ne ha parlato e scritto ampiamente lo storico ebreo Ilan Pappe'.

Pappe' affronta il tema degli stupri e delle violenze sessuali ai danni della popolazione palestinese, in particolare nel suo celebre saggio del 2006, "La pulizia etnica della Palestina" (The Ethnic Cleansing of Palestine).

Nel descrivere l'attuazione del Piano Dalet (il piano d'azione militare per l'espulsione dei palestinesi), Nakba 1948, Pappé evidenzia come le violenze di massa, inclusi gli stupri e i massacri, non fossero semplicemente atti isolati di soldati indisciplinati, ma facessero parte di una precisa strategia psicologica e militare.

Pappé cita documenti d'archivio e diari in cui si fa esplicito riferimento ad abusi sessuali commessi dalle milizie sioniste (come l'Haganah o l'Irgun) e, successivamente, dall'esercito israeliano appena formato.

Secondo l'analisi di Pappé e di altri studiosi (come la criminologa Nadera Shalhoub-Kevorkian), la violenza di genere e l'abuso sessuale – o la costante minaccia di essi – sono stati integrati in quella che viene definita una "politica dell'umiliazione".

Questa non si limita al 1948, ma si estende alle dinamiche dell'occupazione successiva (es. durante la Prima Intifada o all'interno delle carceri israeliane), dove la vulnerabilità del corpo femminile e maschile viene utilizzata per spezzare il tessuto sociale e la resistenza politica palestinese.
Non solo storia, si tratta di pratica brutale sistematica odierna.

I report come quelli in mano all' ONU di Human Rights Watch e di Save the Children, poiché in Israele anche minori e bambini subiscono questo Immondo crimine, le testimonianze, le riunioni dei vertici militari israeliani "per regolamentare e legalizzare" tale pratica , le risultanze anatomopatoligiche sui corpi dei palestinesi restituiti non ammettono dubbi in materia.

I report di Francesca Albanese documentano e denunciano con prove granitiche.

Che cosa vogliano negare e al contempo rivendicare dimostra come la menzogna sia
il solo campo fertile su cui i crimini contro l'Umanita' si consumino sotto gli occhi di un Occidente svuotato di principi e fondamenti che un tempo gli garantivano il primato mondiale di giusto e giudicante.

Ma se il criminale è un piccolo stato tuo alleato per sensi di colpa indotti e che ti tiene in pugno con segreti orrendi, che esercita un controllo tecnologico spionistico di primo livello, che detiene 400 testate nucleari la musica cambia.

(In questo mentre va ricordato che l' Europa di Ursula sta allestendo un tribunale speciale per processare Putin, siamo in piena distopia orwelliana ).

Per quanto i sionisti davanti alla redazione del NYT con cartelli e urla " GLI EBREI MINACCIATI" tentino di trasformare con il consueto logoro vittimismo i reati commessi dagli israeliani come un diritto e la denuncia giornalistica una minaccia, siamo ad un punto di svolta da non sottovalutare .

Il tentativo di affermare lo stupro come arma legittima se praticata da israeliani e come crimine passibile di pena di morte se ad attuarla è Hamas, sta di fatto avvenendo.

Le prove prodotte dal NYT, i video cancellati in Rete, i report e ora l' attacco della propaganda sionista controllata da editor ebrei contro la vera Informazione che smantella negazione, bugie, pressioni politiche e lobby di potere attive su questo fronte, diventa il campo di battaglia sul quale scopriremo se Diritto Internazionale e Democrazia ancora esistono.

In fondo , se i criminali del club Epstein ancora sono liberi e in posti di potere che non hanno mai lasciato, quale Giustizia possiamo attenderci per le vittime palestinesi ?

Renata Girardi

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