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tre operazioni fascistissime del governo


1 e 2

In un solo giorno, il Governo Meloni ha impugnato due leggi regionali. Due leggi diverse, ma con lo stesso obiettivo: difendere i diritti. E per questo, inaccettabili agli occhi della destra.

La Toscana aveva approvato una norma che premia, nei bandi pubblici, le aziende che pagano almeno 9 euro lordi all’ora.

La Sicilia, una delle regioni dove è più difficile abortire (con l’81,5% di medici obiettori e intere strutture con il 100%), aveva deciso una cosa semplice: assumere nei concorsi pubblici medici non obiettori.

Ma il Governo le ha impugnate entrambe.

Perché in Italia puoi pagare un lavoratore 3 euro l’ora.

Puoi costringerlo a turni infiniti, appalti al massimo ribasso, contratti spezzettati.

Puoi costringere una donna ad attraversare tre province per abortire, a trovare ospedali senza medici non obiettori, a dover supplicare il permesso per un diritto.

Ma l’unica cosa che non puoi fare, secondo Giorgia Meloni, è provare a cambiare le cose.

Perché se una Regione decide di premiare le aziende che danno stipendi dignitosi, come ha fatto la Toscana, il Governo impugna la legge.

Perché se una Regione decide di garantire l’aborto assumendo solo medici non obiettori, come ha provato a fare la Sicilia, il Governo blocca tutto.

Non difendono la Costituzione. Difendono un’idea di società dove i diritti si elemosinano.

È una guerra contro la dignità, contro la libertà. E la stanno combattendo ogni santo giorno.

Non hanno limiti alla barbarie.

da facebook.com/share/19KMpgGUqF/

*

3

Alessandro Zan:

Con il disegno di legge sulla disforia di genere, il Governo Meloni si spinge oltre ogni limite: vuole schedare i minori che intraprendono un percorso di affermazione di genere consegnando dati ultrasensibili all’Agenzia Italiana del Farmaco.

E’ un atto gravissimo, un attacco politico e idoleologico contro le persone trans che alimenta stigma e discriminazione. Il diritto all’identità di genere è un diritto fondamentale riconosciuto dalla Corte Costituzionale dal 2015 e ribadito anche recentemente da due sentenze della Corte dei giustizia dell’Unione Europea.

Le persone trans non smetteranno di esistere solo perché il Governo renderà più difficile il loro percorso di transizione. Contrasteremo con tutte le nostre forze questa violenza istituzionale: questo disegno di legge va ritirato immediatamente.

da facebook.com/share/p/19rW51aAr…

#aborto #fascismo #governo #lavoro #LGBTQ #paga #pagaMinima #salario #salarioMinimo

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a ciccio! ma chíttese! adesso faccio una legge che se donald truzzo vuole passare per Monteverde naa strada dov'abbito je mollo 15mila carcinculo

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distruzione delle condizioni di vita: un’analisi sanitaria del genocidio di gaza


youtu.be/TLSIiIgoL6I?si=i7Debe…

Alberto Barbieri di Medici per i Diritti Umani, organizzazione umanitaria indipendente e senza fini di lucro, presenta il rapporto
DISTRUZIONE DELLE CONDIZIONI DI VITA: UN’ANALISI SANITARIA DEL GENOCIDIO DI GAZA
(destructions of conditions of life: a health analysis of the Gaza genocide)
di PHRI – Physicians for Human Rights Israel

tuttascena1.wordpress.com/2025… (intervista a cura di Federico Raponi)

IL RAPPORTO SI PUÒ SCARICARE (in italiano e in inglese) QUI: https://mediciperidirittiumani.org/unanalisi-sanitaria-del-genocidio-di-gaza/

#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

#AlbertoBarbieri #bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #famearmadiguerra #FedericoRaponi #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #MediciPerIDirittiUmani #Palestina #Palestine #PHRI #PHRIPhysiciansForHumanRightsIsrael #PhysiciansForHumanRightsIsrael #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

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8 agosto, milano: no allo sfratto del leoncavallo


Venerdì 8 agosto ore 19
Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa
Viale Monza 255
Milano

#cinema #circoloAnarchicoPonteDellaGhisolfa #csLeoncavallo #film #Leoncavallo #proiezione

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schieratevi, poeti


poeti, schieratevi! voi siete MACULATI o INGINOCCHIATI? non fate gli gnorri.

aspè, c’è una terza categoria, giusto, la più importante: gli INFUOCATI.

fonte: Davide Brullo qui: facebook.com/share/p/1Gmfm56b4…

#PoesiaPoesiaPoesiaPoesia

#Crocetti #DavideBrullo #EternitàInPoesia #infuocati #inginocchiati #maculati #poesia #PoesiaEterna #poesiaPoesia #PoesiaPoesiaPoesiaPoesiaPoesia #PoesiaPoesiaPoesiaPoesia #video

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ma è vero che h_mas accoglie un piano di disarmo?


ma è vera questa cosa?

facebook.com/share/p/16vx9ZEpK…

il passaggio sarebbe dunque dal colonialismo militare israeliano a quello economico della "World Bank"? i soldati del genocidio si ritirerebbero da Gaza? siamo sicuri?? e i coloni dalla Cisgiordania??? e poi, se capisco bene... quello palestinese dovrebbe essere l'unico stato al mondo a non avere nemmeno una cerbottana. no? e dovrebbe stare allegro e sereno e fidarsi di un confinante genocida che gli ha mutilato 100mila persone e uccise tra le 60mila e le oltre 300mila? e poi dovrebbe affidare il governo ai collaborazionisti di israele?

scusate lo scetticismo. forse sbaglio io. mi sforzo di capire. la notizia è fondata?

in generale, che ne pensate?

___

#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

Unknown parent

friendica (DFRN) - Collegamento all'originale
differx
@emama 🦉 Non so se si tratta dello stesso articolo che avevo visto io un paio di giorni fa in rete, se si tratta di quello avevo letto che addirittura si parlava di una ricostruzione di Gaza messa in mano alla banca mondiale, quindi sostanzialmente di un passaggio dal colonialismo militare a quello economico


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aggiornamenti dal genocidio, 4 ago. 2025


dormono insieme per vivere o morire insieme
facebook.com/share/1CjuEfBRta/

Gustavo Petro, presidente della Colombia, sul piano distruttivo del nord super-ricco ai danni del sud, esemplato/testato su Gaza
threads.com/@bekimimeroski/pos…

Soumaila Diawara, in risposta a Liliana Segre
facebook.com/share/p/1JsAUEvVq…

Yuli Novak: il nostro paese sta commettendo un genocidio
slowforward.net/2025/08/03/yul…

Eliana Riva: israele scagiona sé stesso + aggiornamenti dal genocidio (il manifesto, 3 ago. 2025)
facebook.com/share/1BjQsSxDez/

#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento #famearmadiguerra

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yuli novak: il nostro paese sta commettendo un genocidio


Yuli Novak, 30 luglio 2025

Dirigo un importante gruppo israeliano per i diritti umani. La mia generazione è cresciuta chiedendosi come la gente comune potesse tollerare un’atrocità. In un grottesco colpo di scena, la domanda è tornata a noi.

La domanda continua a tormentarmi: è davvero così? Stiamo forse vivendo un Genocidio?
Fuori da Israele, milioni di persone conoscono già la risposta. Ma molti di noi qui non possono, o non vogliono, dirla ad alta voce. Forse perché la verità minaccia di distruggere tutto ciò in cui credevamo su chi siamo e chi volevamo essere. Nominarla significa ammettere che il futuro richiederà una resa dei conti, non solo con i nostri leader, ma anche con noi stessi. Ma il prezzo da pagare per rifiutarsi di vedere è ancora più alto.
Per gli israeliani della mia generazione, la parola “Genocidio” avrebbe dovuto rimanere un incubo proveniente da un altro pianeta. Una parola legata alle fotografie dei nostri nonni e ai fantasmi dei ghetti europei, non ai nostri quartieri. Eravamo noi a chiederci, da lontano, degli altri: come poteva la gente comune andare avanti con la propria vita mentre accadeva una cosa del genere? Come hanno potuto permettere che accadesse? Cosa avrei fatto io al loro posto?
In un grottesco colpo di scena della storia, quella domanda ora torna a noi.
Per quasi due anni, abbiamo sentito funzionari israeliani, politici e generali, dire ad alta voce cosa intendono fare: affamare, radere al suolo e Cancellare Gaza. “Li elimineremo”. “La renderemo inabitabile”. “Tagliamo cibo, acqua, elettricità”. Non erano solo parole altisonanti; erano il Piano. E poi, l’esercito israeliano lo ha messo in atto. Secondo la definizione dei manuali, questo è Genocidio: il deliberato attacco a una popolazione non per ciò che è come individuo, ma perché appartiene a un gruppo, un attacco progettato per distruggere il gruppo stesso.
Ci raccontavamo altre storie per sopravvivere all’orrore, storie che tenevano a bada il senso di colpa e il dolore. Ci convincevamo che ogni bambino a Gaza fosse Hamas, ogni appartamento un covo terroristico. Diventavamo, senza accorgercene, quelle “persone comuni” che continuano a vivere la loro vita mentre “tutto” accade.
Ricordo ancora la prima volta che la realtà si è spalancata davanti a me. Due mesi dopo quella che ancora chiamavo una “guerra”, tre dei miei colleghi di B’Tselem, attivisti palestinesi per i diritti umani con cui avevamo lavorato per anni, erano rimasti intrappolati a Gaza con le loro famiglie. Mi raccontavano di parenti sepolti sotto le macerie, di non essere in grado di proteggere i propri figli, della paura paralizzante.
Negli sforzi frenetici per tirarli fuori da Gaza, ho imparato qualcosa che mi è rimasto impresso nella mente: in quel momento, un palestinese vivo a Gaza poteva essere “riscattato” per circa 20.000 Shekel (5.000 euro). I bambini costavano meno. La vita valutata in contanti, pro capite. Non si trattava di statistiche astratte; si trattava di persone che conoscevo. Ed è stato allora che ho capito: le regole erano cambiate.
Da allora, il surreale è diventato normale. Città ridotte in cenere. Interi quartieri rasi al suolo. Famiglie sfollate, poi di nuovo sfollate. Decine di migliaia di persone uccise. Fame di Massa pianificata, con camion di aiuti respinti o bombardati. Genitori che danno da mangiare foraggio ai figli, alcuni dei quali muoiono aspettando la farina. Altri vengono fucilati, civili disarmati, uccisi a colpi d’arma da fuoco per essersi avvicinati ai convogli di cibo.
Il Genocidio non avviene senza la Partecipazione di Massa: una popolazione che lo sostiene, lo consente o distoglie lo sguardo. Questo fa parte della sua tragedia. Quasi nessuna nazione che ha commesso un Genocidio ha capito, in tempo reale, cosa stava facendo. La storia è sempre la stessa: autodifesa, inevitabilità, i bersagli se l’erano cercata da soli.
In Israele, la narrazione prevalente insiste sul fatto che tutto sia iniziato il 7 Ottobre, un trauma nazionale concentrato che ha suscitato, in molti israeliani, un profondo senso di minaccia esistenziale.
Ma il 7 Ottobre, pur essendo un catalizzatore, non è stato sufficiente da solo. Il Genocidio richiede condizioni: decenni di Apartheid e Occupazione, di separazione e Disumanizzazione, di politiche progettate per recidere la nostra capacità di empatia. Gaza, isolata dal mondo, è diventata l’apice di questa architettura. La sua gente è diventata astrazione, ostaggi perpetui nella nostra immaginazione, soggetti da bombardare ogni pochi anni, da uccidere a centinaia o migliaia, senza alcuna responsabilità. Sapevamo che più di 2 milioni di persone vivevano sotto assedio. Sapevamo di Hamas. Sapevamo dei tunnel. Col senno di poi, sapevamo tutto. Eppure, in qualche modo, eravamo incapaci di comprendere che alcuni di loro avrebbero potuto trovare un modo per evadere.
Quello che è successo il 7 Ottobre non è stato solo un fallimento militare. È stato un crollo del nostro immaginario sociale: l’illusione di poter racchiudere tutta la violenza e la disperazione dietro una recinzione e vivere in pace dalla nostra parte. Questa rottura è avvenuta sotto il governo di estrema destra più radicale della storia di Israele, una coalizione i cui ministri fantasticano apertamente sulla Cancellazione di Gaza. E così, nell’ottobre 2023, tutte le stelle del nostro incubo più oscuro si sono allineate.
Questa settimana, B’Tselem ha pubblicato un rapporto, “Il Nostro Genocidio”, redatto congiuntamente da ricercatori palestinesi ed ebrei-israeliani. È diviso in due parti. La prima documenta come viene perpetrato questo Genocidio: Uccisioni di Massa, distruzione delle condizioni di vita, collasso sociale e Fame orchestrata, il tutto alimentato dall’incitamento dei dirigenti israeliani e amplificato dai media. La seconda parte del rapporto ripercorre il percorso che ha portato a questo: decenni di disuguaglianza sistemica, governo militare e politiche di separazione che hanno normalizzato l’immobilismo palestinese.
Per affrontare il genocidio, dobbiamo prima comprenderlo. E per farlo, noi, ebrei-israeliani e palestinesi, abbiamo dovuto guardare la realtà insieme, attraverso la prospettiva degli esseri umani che vivono su questa terra. Il nostro obbligo morale e umano è quello di amplificare le voci delle vittime. La nostra responsabilità politica e storica è anche quella di rivolgere lo sguardo ai colpevoli e di testimoniare, in tempo reale, come una società si trasforma in una società capace di commettere un Genocidio.
Riconoscere questa verità non è facile. Anche per noi, persone che abbiamo trascorso anni a documentare la violenza di stato contro i palestinesi, la mente resiste. Rifiuta i fatti come veleno, cerca di sputarli fuori. Ma il veleno è qui. Inonda i corpi di coloro che vivono tra il fiume e il mare, palestinesi e israeliani allo stesso modo, di paura e di una perdita insondabile.
Lo Stato israeliano sta commettendo un Genocidio.
E una volta accettato questo, la domanda che ci siamo posti per tutta la vita si ripresenta con urgenza: cosa avrei fatto io, allora, su quell’altro pianeta?
Ma la risposta non è retorica. È ora. Siamo noi. E c’è una sola risposta giusta:
Dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per fermarlo.


*
Yuli Novak dirige B’Tselem, il Centro d’Informazione Israeliano per i Diritti Umani nei Territori Occupati.

Traduzione e sintesi: La Zona Grigia, post all’indirizzo facebook.com/100066712961629/p…

Fonte:
theguardian.com/commentisfree/…

*
#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento

#BTselem #bambini #CentroDInformazioneIsraelianoPerIDirittiUmaniNeiTerritoriOccupati #children #colonialism #concentramento #deportazione #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #LaZonaGrigia #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #YuliNovak #zionism


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[r] _ mariangela guatteri legge da “figurina enigmistica”, 2012


youtube.com/embed/M4zqQ6yPUq8?…

Mariangela Guatteri legge da Figurina enigmistica, testo scritto tra il 2011 e il 2012 (inedito poi pubblicato nella collana SYN).

Verona, Libreria Bocù, sabato 28 Aprile 2012
[nell’ambito del progetto “Letteratura Necessaria – Esistenze e resistenze”, Azione n. 12]

#collanaSyn #EdizioniIkonaLíber #lettura #LibreriaBocù #MariangelaGuatteri #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SYN_ScrittureDiRicerca #Verona #video

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chiariamo una cosa: non è che i sionisti devono “difendersi” dalla parola genocidio. il genocidio è un fatto.

Chiariamo una cosa: non è che i sionisti devono “difendersi” dalla parola genocidio. Il genocidio è un fatto. Non si scappa. Quello che il mondo chiede (e la legge internazionale impone) loro è di smetterla di attuarlo.
Piantatela di perdere tempo con la parola che vi definisce e semmai impegnatevi a cessare le azioni che la rendono pertinente.


Smettete di bombardare ambulanze, famiglie, tende e carri, di fare cecchinaggio su donne e bambini, bruciare persone, lanciare droni, sganciare ordigni che disintegrano quartieri interi; fate entrare gli aiuti e non attraverso la GHF, disarmate i coloni in Cisgiordania, smettete di rubare terreni e case, incendiare raccolti, tagliare olivi, distruggere scuole, chiese, moschee, ospedali, ambulanze, depositi di medicinali, tende, condomini, archivi, biblioteche, smettetela di arare e rendere impraticabili le strade, di separare la Cisgiordania in mille checkpoint, parificate i diritti di percorrenza delle arterie stradali tra ebrei e arabi, piantatela col vostro apartheid di merda, col vostro razzismo teocratico o laico che sia, rilasciate i 10mila prigionieri anzi ostaggi che state detenendo spesso senza imputazione né difesa legale né assistenza medica, e che torturate e stuprate e uccidete regolarmente, in alcuni casi senza restituirne i corpi o facendolo dopo averne espiantato gli organi.

Sanzionate politici, militari, giornalisti, opinionisti, intervistatori, direttori di reti tv e radio, influencer, associazioni e altre entità che incitano da sempre all’annichilimento fisico totale di tutti i Palestinesi, donne e bambini in primis. Ah, una nota: le 100mila tonnellate di esplosivi sganciati sulla Striscia tra ottobre 2023 e maggio 2025 sono un numero sensibile, ora è forse il caso di chiudere il rubinetto della morte.

Fate entrare i giornalisti stranieri e basta ammazzare quelli palestinesi. Basta bombardare e osteggiare ONU e UNHCR, anche. Ridate elettricità, internet stabile, carburante, cibo e acqua a Gaza. Lasciate che si ricostruiscano quei reparti ospedalieri da voi disintegrati che si occupano di cure anticancro, dialisi, neonatologia. Fate entrare le sacche di sangue, i vaccini, il latte per i neonati e gli antidolorifici. Rilasciate i medici detenuti (sperando siano ancora vivi). Ritirate carri armati, droni e altre macchine di guerra. Ripristinate il diritto di balneazione e pesca. Evitate di far esplodere le barche e mitragliare i pescatori.

Tenete giù le mani dal giacimento di gas naturale che appartiene ai Gazawi. Parificate i diritti civili reali tra arabi ed ebrei in israele. Consentite agli esiliati da oltre 70 anni di tornare alle loro case. Smantellate le colonie, prese col sangue o con l’inganno giuridico sia a Gerusalemme che in Cisgiordania. Ritiratevi da Gaza. Riconoscete lo Stato di Palestina e favorite lo stabilirsi lì di 147 sedi diplomatiche estere. Lasciate che si ripristini un archivio di Stato palestinese (anche se non si sa con quali documenti, visto che avete distrutto tutto).

Restituite i territori rubati nel 1967.


#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento

*

aggiungo ora, 3 agosto, ore 20:40, un aggiornamento dall’account instagram di Hossam Shbat: instagram.com/p/DM5wtL2oMAi/

martyrs and wounded in the massacre near the Zikim crossing in northern Gaza_ 3 aug 2025

Dozens of martyrs and wounded were crammed into a single ambulance as emergency crews struggled to respond to the massacre near the Zikim crossing in northern Gaza. The victims had gone to the al-Sudaniyya area in search of aid when Israeli forces opened fire. With too few ambulances and no proper medical infrastructure left, paramedics were forced to stack bodies and injured civilians together just to evacuate them. The scene reflects the collapse of Gaza’s rescue capabilities under siege and fire.

بسبب نقص الإمكانيات وسيارات الإسعاف، اضطر المسعفون إلى تكديس عشرات الشهداء والجرحى في سيارة إسعاف واحدة أثناء إنقاذ المصابين في منطقة السودانية شمال غزة. الضحايا كانوا قد توجهوا إلى هناك في محاولة للحصول على مساعدات من معبر زيكيم، قبل أن تفتح قوات الاحتلال النار عليهم. ومع تدمير البنية الصحية بالكامل، لم يجد المسعفون خيارًا سوى تحميل الشهداء والجرحى فوق بعضهم البعض لإخلائهم. مشهد يُجسد انهيار القدرة على الإنقاذ في غزة المحاصرة والمستهدفة.

#bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

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yuli novak: il nostro paese sta commettendo un genocidio


Yuli Novak, 30 luglio 2025

Dirigo un importante gruppo israeliano per i diritti umani. La mia generazione è cresciuta chiedendosi come la gente comune potesse tollerare un’atrocità. In un grottesco colpo di scena, la domanda è tornata a noi.

La domanda continua a tormentarmi: è davvero così? Stiamo forse vivendo un Genocidio?
Fuori da Israele, milioni di persone conoscono già la risposta. Ma molti di noi qui non possono, o non vogliono, dirla ad alta voce. Forse perché la verità minaccia di distruggere tutto ciò in cui credevamo su chi siamo e chi volevamo essere. Nominarla significa ammettere che il futuro richiederà una resa dei conti, non solo con i nostri leader, ma anche con noi stessi. Ma il prezzo da pagare per rifiutarsi di vedere è ancora più alto.
Per gli israeliani della mia generazione, la parola “Genocidio” avrebbe dovuto rimanere un incubo proveniente da un altro pianeta. Una parola legata alle fotografie dei nostri nonni e ai fantasmi dei ghetti europei, non ai nostri quartieri. Eravamo noi a chiederci, da lontano, degli altri: come poteva la gente comune andare avanti con la propria vita mentre accadeva una cosa del genere? Come hanno potuto permettere che accadesse? Cosa avrei fatto io al loro posto?
In un grottesco colpo di scena della storia, quella domanda ora torna a noi.
Per quasi due anni, abbiamo sentito funzionari israeliani, politici e generali, dire ad alta voce cosa intendono fare: affamare, radere al suolo e Cancellare Gaza. “Li elimineremo”. “La renderemo inabitabile”. “Tagliamo cibo, acqua, elettricità”. Non erano solo parole altisonanti; erano il Piano. E poi, l’esercito israeliano lo ha messo in atto. Secondo la definizione dei manuali, questo è Genocidio: il deliberato attacco a una popolazione non per ciò che è come individuo, ma perché appartiene a un gruppo, un attacco progettato per distruggere il gruppo stesso.
Ci raccontavamo altre storie per sopravvivere all’orrore, storie che tenevano a bada il senso di colpa e il dolore. Ci convincevamo che ogni bambino a Gaza fosse Hamas, ogni appartamento un covo terroristico. Diventavamo, senza accorgercene, quelle “persone comuni” che continuano a vivere la loro vita mentre “tutto” accade.
Ricordo ancora la prima volta che la realtà si è spalancata davanti a me. Due mesi dopo quella che ancora chiamavo una “guerra”, tre dei miei colleghi di B’Tselem, attivisti palestinesi per i diritti umani con cui avevamo lavorato per anni, erano rimasti intrappolati a Gaza con le loro famiglie. Mi raccontavano di parenti sepolti sotto le macerie, di non essere in grado di proteggere i propri figli, della paura paralizzante.
Negli sforzi frenetici per tirarli fuori da Gaza, ho imparato qualcosa che mi è rimasto impresso nella mente: in quel momento, un palestinese vivo a Gaza poteva essere “riscattato” per circa 20.000 Shekel (5.000 euro). I bambini costavano meno. La vita valutata in contanti, pro capite. Non si trattava di statistiche astratte; si trattava di persone che conoscevo. Ed è stato allora che ho capito: le regole erano cambiate.
Da allora, il surreale è diventato normale. Città ridotte in cenere. Interi quartieri rasi al suolo. Famiglie sfollate, poi di nuovo sfollate. Decine di migliaia di persone uccise. Fame di Massa pianificata, con camion di aiuti respinti o bombardati. Genitori che danno da mangiare foraggio ai figli, alcuni dei quali muoiono aspettando la farina. Altri vengono fucilati, civili disarmati, uccisi a colpi d’arma da fuoco per essersi avvicinati ai convogli di cibo.
Il Genocidio non avviene senza la Partecipazione di Massa: una popolazione che lo sostiene, lo consente o distoglie lo sguardo. Questo fa parte della sua tragedia. Quasi nessuna nazione che ha commesso un Genocidio ha capito, in tempo reale, cosa stava facendo. La storia è sempre la stessa: autodifesa, inevitabilità, i bersagli se l’erano cercata da soli.
In Israele, la narrazione prevalente insiste sul fatto che tutto sia iniziato il 7 Ottobre, un trauma nazionale concentrato che ha suscitato, in molti israeliani, un profondo senso di minaccia esistenziale.
Ma il 7 Ottobre, pur essendo un catalizzatore, non è stato sufficiente da solo. Il Genocidio richiede condizioni: decenni di Apartheid e Occupazione, di separazione e Disumanizzazione, di politiche progettate per recidere la nostra capacità di empatia. Gaza, isolata dal mondo, è diventata l’apice di questa architettura. La sua gente è diventata astrazione, ostaggi perpetui nella nostra immaginazione, soggetti da bombardare ogni pochi anni, da uccidere a centinaia o migliaia, senza alcuna responsabilità. Sapevamo che più di 2 milioni di persone vivevano sotto assedio. Sapevamo di Hamas. Sapevamo dei tunnel. Col senno di poi, sapevamo tutto. Eppure, in qualche modo, eravamo incapaci di comprendere che alcuni di loro avrebbero potuto trovare un modo per evadere.
Quello che è successo il 7 Ottobre non è stato solo un fallimento militare. È stato un crollo del nostro immaginario sociale: l’illusione di poter racchiudere tutta la violenza e la disperazione dietro una recinzione e vivere in pace dalla nostra parte. Questa rottura è avvenuta sotto il governo di estrema destra più radicale della storia di Israele, una coalizione i cui ministri fantasticano apertamente sulla Cancellazione di Gaza. E così, nell’ottobre 2023, tutte le stelle del nostro incubo più oscuro si sono allineate.
Questa settimana, B’Tselem ha pubblicato un rapporto, “Il Nostro Genocidio”, redatto congiuntamente da ricercatori palestinesi ed ebrei-israeliani. È diviso in due parti. La prima documenta come viene perpetrato questo Genocidio: Uccisioni di Massa, distruzione delle condizioni di vita, collasso sociale e Fame orchestrata, il tutto alimentato dall’incitamento dei dirigenti israeliani e amplificato dai media. La seconda parte del rapporto ripercorre il percorso che ha portato a questo: decenni di disuguaglianza sistemica, governo militare e politiche di separazione che hanno normalizzato l’immobilismo palestinese.
Per affrontare il genocidio, dobbiamo prima comprenderlo. E per farlo, noi, ebrei-israeliani e palestinesi, abbiamo dovuto guardare la realtà insieme, attraverso la prospettiva degli esseri umani che vivono su questa terra. Il nostro obbligo morale e umano è quello di amplificare le voci delle vittime. La nostra responsabilità politica e storica è anche quella di rivolgere lo sguardo ai colpevoli e di testimoniare, in tempo reale, come una società si trasforma in una società capace di commettere un Genocidio.
Riconoscere questa verità non è facile. Anche per noi, persone che abbiamo trascorso anni a documentare la violenza di stato contro i palestinesi, la mente resiste. Rifiuta i fatti come veleno, cerca di sputarli fuori. Ma il veleno è qui. Inonda i corpi di coloro che vivono tra il fiume e il mare, palestinesi e israeliani allo stesso modo, di paura e di una perdita insondabile.
Lo Stato israeliano sta commettendo un Genocidio.
E una volta accettato questo, la domanda che ci siamo posti per tutta la vita si ripresenta con urgenza: cosa avrei fatto io, allora, su quell’altro pianeta?
Ma la risposta non è retorica. È ora. Siamo noi. E c’è una sola risposta giusta:
Dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per fermarlo.


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Yuli Novak dirige B’Tselem, il Centro d’Informazione Israeliano per i Diritti Umani nei Territori Occupati.

Traduzione e sintesi: La Zona Grigia, post all’indirizzo facebook.com/100066712961629/p…

Fonte:
theguardian.com/commentisfree/…

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#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento

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in questo che nessuno capisce / paola silvia dolci e francesco calcagnini. 2024


in questo che nessuno capisce _ 2024 _ paola silvia dolci e francesco calcagnini
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#disegni #disegno #FrancescoCalcagnini #PaolaSilviaDolci #testi #testo

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lorenzo guadagnucci racconta (e riflette sulle conseguenze del)la notte alla diaz, genova 2001


youtu.be/xRQT6JYby5E?si=4b9w4Z…

“Alla Diaz ci hanno massacrati, è stata una sospensione della democrazia”.
Il giornalista Lorenzo Guadagnucci racconta la notte del G8 di Genova del 2001 e la “macelleria messicana” della Scuola Diaz. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per le violazioni dei diritti umani durante l’irruzione della polizia e stabilito che le azioni delle forze dell’ordine hanno costituito tortura e trattamenti inumani e degradanti.

#2001 #Diaz #fascismo #fattiDiGenova #G8 #Genova #LorenzoGuadagnucci #neofascismo #polizia #ScuolaDiaz

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fabrizio mugnaini: un’annotazione su “maniera nera” (2015)


grazie a Fabrizio per il suo lusinghiero pezzo dedicato a Maniera nera, leggibile qui:
facebook.com/100009071819205/p…

oppure qui o qui.

il libro:
ninoaragnoeditore.it/opera/man…

#manieranera #aragno #idomani #collanaidomani #versi #recensione

#Aragno #collanaidomani #FabrizioMugnaini #iDomani #idomani #ManieraNera #manieranera #poesia #recensione #versi

Questa voce è stata modificata (5 mesi fa)

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la newsletter di ‘ahida’


logo ahidachi desidera ricevere la newsletter di ahida può comunicare il proprio indirizzo scrivendomi qui: slowforward.net/contact/

oppure inserire la propria mail direttamente nel form del sito stesso.

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maggiori informazioni sulla rivista online qui: slowforward.net/2025/06/09/ahi…

#ahida #ahidaonline #iscrizione #newsletter


‘ahida’ online: più informazioni


ahida

«… che quando non
si vede più

torna»

ahida è uno spazio comune dove si riconoscono delle intelligenze unite nella differenza.

La sua ricchezza è lo squilibrio delle esperienze di tali intelligenze.
Tutto quanto sapranno esprimere potrà quindi essere diluito, frantumato e ricomposto dal confronto soggettivo.

Progetto grafico: Andrea Wöhr e H.Peter Vogel
Webmaster progettazione sito: Jelena Hadzi-Nicolic
Segreteria redazionale: Alessia Pontoriero
Partecipazione redazionale: officinamultimediale
Coordinamento editoriale: Sergio Bianchi
Iconografia: Sergio Bianchi e Roberto Gelini

La rivista è strutturata in tre macroaree tematiche: «forme del dominio»; «nuovi calendari»; «remember».
Da ogni macroarea discendono dei «comparti» che ne sono le articolazioni.
Ogni «comparto» ha un proprio curatore che organizza attorno a sé una miniredazione della quale è responsabile. I comparti fin qui strutturati sono solo alcuni di quelli in progettazione. Una segreteria redazionale e un coordinamento editoriale garantiranno la programmazione delle pubblicazioni, che si prevedono almeno una al giorno dal lunedì al venerdì di ogni settimana.

La segreteria redazionale gestisce i «social» della rivista e la newsletter settimanale.

Partecipano, per ora:

Anania ● Behind Bars ● Berra ● Bianchi ● Bocca Gelsi ● Brass ● Caizzi ● Cillo ● Collettiva Interzona ● Corleone ● Costa ● Erba ● D’Amico ● De Simone ● Farina ● Galasso ● Gandini ● Gelini ● Gibertini ● Giovenale ● Manganelli ● Milieu edizioni ● Molho ● Monteleone ● Moroni ● Pancino ● Pasquini ● Pontoriero ● Prieto del Campo ● Quadruppani ● Rinalduzzi ● Silvestri ● Sommariva ● Spagnul ● Steccanella ● Tripodi ● Trotta ● Vanerio ● Varzi ● Violante ● Zenoni

Potete iscrivervi alla newsletter nell’apposito form del sito www.ahidaonline.com e
mandare le vostre osservazioni a: redazioneahida@gmail.com

#ahida #AlessiaPontoriero #AndreaWöhr #HPeterVogel #info #informazioni #JelenaHadziNicolic #officinamultimediale #RobertoGelini #SergioBianchi


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domenico gallo svela che la cosiddetta “separazione delle carriere” mira a cancellare l’indipendenza del potere giudiziario e risponde perfettamente al piano di gelli


https://www.domenicogallo.it/2025/07/giustizia-la-riforma-truffa

DOMENICO GALLO DIMOSTRA CHE QUELLA DI NORDIO-MELONI È UNA RIFORMA CHE CANCELLA L’INDIPENDENZA DEL POTERE GIUDIZIARIO

<< Non era mai accaduto nella storia parlamentare che una riforma della Costituzione venisse approvata nel testo proposto dal Governo senza che venisse consentito al Parlamento di approvare un solo emendamento.

Un testo governativo immodificabile dal Parlamento per una riforma da approvare a passo di carica, che – evidentemente – costituisce una priorità politica assoluta per questa maggioranza.

La prima operazione da compiere è fare pulizia delle parole e dei concetti falsi e ingannevoli. Innanzitutto bisogna spiegare che quella in discussione non è una riforma della giustizia. La riforma Nordio non ha nulla a che vedere con le questioni attinenti al funzionamento del servizio giustizia, non interviene sulla durata dei processi, sulle dotazioni amministrative degli uffici giudiziari, sull’edilizia, sul potenziamento dei riti alternativi, sulle carenze di personale. Non è insomma una riforma volta a migliorare la qualità del servizio giustizia a tutela dei diritti dei cittadini.

Ugualmente falsa e ingannevole è la denominazione della riforma come “separazione delle carriere”. In questo caso si tratta di una vera e propria truffa delle etichette.

La separazione delle carriere è stata portata a termine, a Costituzione invariata, con la riforma #Cartabia (art. 12 della legge n. 71/2022), che ha definitivamente separato i percorsi professionali dei magistrati inquirenti e giudicanti.

L’oggetto della riforma non è la separazione delle carriere ma la riscrittura del titolo IV della Costituzione all’unico scopo di restringere o abbattere le garanzie di indipendenza dell’esercizio della giurisdizione. In sostanza, quella di Nordio-Meloni è una riforma dell’indipendenza del potere giudiziario.

Il titolo IV della Costituzione sull’ordinamento giurisdizionale definisce in modo molto più organico e completo che in altre costituzioni moderne il principio della separazione dei poteri, creando uno zoccolo duro di pluralismo istituzionale che non può essere superato.

Nel disegno costituzionale, l’indipendenza della magistratura da ogni altro potere, viene assicurata dall’autogoverno, attribuito a un organo di rilievo costituzionale, il Consiglio superiore della magistratura, al quale spettano: «le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati» (art. 107). «Il Consiglio superiore è presieduto dal Presidente della Repubblica, ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune» (art. 104).

Il titolo IV cella Carta ha operato una netta cesura rispetto al vecchio ordinamento monarchico-liberale nel quale le scarse garanzie di indipendenza dei giudici e la soggezione dei pubblici ministeri al potere politico avevano impedito che la magistratura potesse esercitare resistenza all’avvento della dittatura fascista.

Le norme che garantiscono l’indipendenza del giudiziario (titolo IV) e quelle che assoggettano l’esercizio dei poteri al controllo di costituzionalità (titolo VI) incarnano le garanzie antitotalitarie della Costituzione. Non a caso ci furono delle resistenze a dare attuazione alla disciplina costituzionale della magistratura: il Consiglio Superiore fu istituito solo dieci anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione, in virtù della legge 24 marzo 1958 n. 195, e cominciò a operare nel 1959 (entro una camicia di forza che ne pregiudicava fortemente le funzioni).

Nel corso del tempo, con la crescita dell’indipendenza reale della magistratura, favorita dal dibattito culturale in seno all’associazionismo di giudici e pubblici ministeri, è aumentata la capacità di controllo giudiziario dei fenomeni degenerativi.

Ciò ha consentito di sventare le varie minacce che hanno attraversato le istituzioni dagli anni Sessanta agli anni Ottanta del secolo scorso. A cominciare da quel “tintinnar di sciabole” cui fece cenno il leader socialista Pietro Nenni in occasione della formazione del secondo governo Moro del 23 luglio 1964, per passare poi alla stagione della strategia della tensione dove, con grande difficoltà, le indagini della magistratura hanno scoperchiato il vaso di Pandora delle deviazioni istituzionali dei servizi segreti, fino alle parole finali dell’ultima sentenza della Corte d’assise di Bologna (6 aprile 2022) che ha fatto luce sui mandanti, annidati anche nelle istituzioni, della strage del 2 agosto 1980. La stagione di “mani pulite” ha confermato la capacità dell’autorità giudiziaria di estendere il controllo di legalità anche in quei santuari del potere politico rimasti per lungo tempo inviolabili.

Il ruolo del Consiglio Superiore, in quanto garante dell’indipendenza della magistratura, è stato oggetto di violenti conflitti politici.

Clamoroso fu il conflitto con il presidente della Repubblica Francesco #Cossiga, che arrivò al punto di minacciare l’intervento dei carabinieri per impedire che il plenum del Consiglio trattasse degli argomenti che lui aveva vietato. In un’intervista nel 1991 Cossiga dichiarò: «Feci schierare un battaglione mobile di carabinieri in assetto antisommossa, al comando di un generale di brigata».

Ma l’esigenza di rendere l’esercizio della giurisdizione subordinato all’indirizzo politico era già emersa già nel 1981 con la scoperta del “Piano di rinascita democratica” di #LicioGelli.

Si trattava di un progetto che mirava a spegnere la democrazia italiana attraverso un’azione riservata che, pur escludendo il ricorso a un colpo di Stato di tipo greco, mirava a sovvertire le istituzioni democratiche. Per l’ordinamento della magistratura era prevista una riforma particolarmente “moderna” articolata su una serie di passi finalizzati a ricondurre l’esercizio della giurisdizione sotto il controllo del potere politico, eliminando lo scandalo del “potere diviso” postulato dalla Costituzione repubblicana.

Attraverso una riforma della Costituzione, il Piano di rinascita democratica prevedeva la separazione delle carriere di magistrati giudicanti e magistrati inquirenti, la sottoposizione di questi ultimi al controllo del ministro della giustizia e la neutralizzazione dell’autogoverno dei magistrati, mediante la sottoposizione del Consiglio superiore della magistratura al controllo del Parlamento.

In attesa delle modifiche costituzionali il piano suggeriva di intervenire con urgenza per introdurre la responsabilità civile (per colpa) dei magistrati, il divieto di nominare sulla stampa i magistrati comunque investiti di procedimenti giudiziari e gli esami psicoattitudinali per l’accesso alla carriera.

La profezia nera di Licio Gelli non è mai tramontata: come un fiume carsico è affiorata più volta in diversi contesti politici e adesso ha trovato piena soddisfazione con la riforma costituzionale Nordio/Meloni.

L’insofferenza di questo potere politico verso il controllo di legalità esercitato da una magistratura indipendente, resa plasticamente evidente dalla valanga di insulti e minacce ai giudici e pubblici ministeri vomitate dai vertici politici ogni volta che vengono adottati provvedimenti sgraditi, è il movente di questo attacco alla giurisdizione: la riforma dell’assetto costituzionale della magistratura è la soluzione.

Poiché il #ConsiglioSuperiore è la bestia nera, la riforma lo depotenzia dividendolo in tre parti, un Consiglio per i magistrati del pubblico ministero, uno per i magistrati giudicanti e uno, denominato Alta Corte disciplinare, competente per i provvedimenti disciplinari.

Non basta la divisione in tre parti. La funzione di questi tre organi viene ulteriormente svilita cancellando la rappresentanza del corpo dei magistrati dagli organi di “autogoverno”, attraverso l’introduzione del criterio del sorteggio secco dei componenti togati.

In definitiva la rottura del modello costituzionale dell’unicità della magistratura e l’invenzione di tre organi composti da membri sorteggiati, cancella l’autogoverno e rende oscura e non trasparente l’attività di gestione della magistratura. Si creano così le condizioni per un impoverimento culturale e ideale del corpo dei magistrati, che diventeranno sempre più “funzionari” ministeriali e sempre meno garanti di ultima istanza dei diritti inviolabili dei cittadini.

Dietro questo progetto di riforma vi è la palese ispirazione ad abbattere il livello di indipendenza reale della magistratura per porre rimedio allo “scandalo del potere diviso”. Sbarazzarsi dei poteri di controllo è il passaggio obbligato per la trasformazione di un ordinamento democratico in una democrazia illiberale sul modello ungherese o turco. Di qui l’importanza della mobilitazione per impedire la svolta autoritaria in itinere e per cancellare la riforma Nordio/Meloni, quando interverrà, con il referendum costituzionale.

(una versione di questo articolo è stata pubblicata sul Fatto Quotidiano del 30 luglio con il titolo: Giustizia: prepararsi al referendum) >>

da facebook.com/share/19XbTvJwjT/

#attaccoAllaCostituzione #attaccoAllaMagistratura #Cartabia #ConsiglioSuperioreDellaMagistratura #ConsiglioSuperiore #Cossiga #Costituzione #CSM #fascismo #fascisti #governoNeofascista #LicioGelli #magistratura #Meloni #neofascismo #neofascisti #Nordio #RiformaCartabia #separazioneDelleCarriere

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sperando energicamente che i parlamentari amici dei fascisti abbiano la decenza di non farsi vedere


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#2Agosto1980 #antifascismo #fascistiStragisti #serviziSegretiStragisti #strageDiBologna #stragismo #stragismoDiStato #USAStragisti

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bob wilson: “persephone”


youtu.be/0-cdT9cPlFs?si=QgRWm8…

#art #arte #BobWilson #Persefone #Persephone #teatro #theatre

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odyssey – in viaggio con bob wilson (sky arte, italia)


youtu.be/qDfqN5Ta8F4?si=0nUDXj…

Odyssey – viaggio con Bob Wilson nasce dalla collaborazione di 3D Productions, della piattaforma ufficiale di Web TV del Teatro Piccolo di Milano e del canale Sky Arte.

youtu.be/qDfqN5Ta8F4

#3DProductions #BobWilson #Odissea #Odyssey #Sky #SkyArte #teatro #TeatroPiccoloDiMilano #Ulisse #viaggioConBobWilson

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dip 057: differx.noblogs.org


sembra che differx.noblogs.org, il gemello eterozigote di slowforward, stia sbancando le statistiche di visita, e ne abbia ricevute e ne riceva parecchie migliaia – almeno in questo mese, nonostante sia estremamente parco nei post. esorto dunque i lettori di slowforward a premiare il buon differx con visite periodiche, dato che ovviamente non potrò che dedicarmi anche – e fittamente – e non saltuariamente – a lui. con post magari diversi (eterodossi) rispetto a slow.

bon voyage ai gemelli: entrambi!

#differxNoblogsOrg #dip #dip057 #dip057

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l’account ig di hossam shbat e del suo team


Hossam Shbat's team IG account: images from Gaza
Hossam Shbat’s team IG account: images from Gaza

Hossam Shbat, ucciso insieme al suo fraterno amico Mohammed Nidal a marzo da israele, è uno degli oltre 220 giornalisti messi a tacere dallo Stato sionista genocida in meno di due anni. Il gruppo di sodali e colleghi di Hossam continua ad aggiornare il suo account instagram, che suggerisco a tutti di seguire: instagram.com/hossam_shbat/

Ho preso alcune immagini e le ho inserite nel (purtroppo già nutritissimo) gruppo di orrori relativi ai crimini israeliani del solo luglio 2025. Il folder di luglio è a questo indirizzo (attenzione: immagini molto forti): mega.nz/folder/i1dQjB5D#0gKOEs…

È urgente continuare a diffondere immagini, filmati e notizie dalla Palestina sotto occupazione israeliana, e firmare l’appello per sanzionare immediatamente lo Stato genocida: secure.avaaz.org/campaign/it/g…

#Gaza #genocide #genocidio #Palestine #Palestina #warcrimes #sionismo #zionism #starvingpeople #starvingcivilians #iof #idf #colonialism #sionisti #izrahell #israelterroriststate #invasion #israelcriminalstate #israelestatocriminale #children #bambini #massacri #deportazione #concentramento

#aavaz #aavazOrg #bambini #children #colonialism #concentramento #deportazione #Gaza #genocide #genocidio #HossamShbat #IDF #IG #Instagram #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #MohammedNidal #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

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“naima” (john coltrane) _ performed by dan sostex quartet


youtu.be/Rxsd1Rp5M_E?si=cCvLIN…

Dan Sostex Quartet
Danio “Dan Sostex” Sostegni, sax
Massimo Ciolli, chitarra
Stefano Lepri, contrabbasso
Riccardo Bartolozzi, batteria

#DanSostexQuartet #DanioDanSostexSostegni #DanioSostegni #jazz #JohnColtrane #MassimoCiolli #music #musicA_ #Naima #RiccardoBartolozzi #StefanoLepri

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u.s. soldier witness of a deliberate killing of a child by idf army at a ghf ‘aid’ distribution spot


video.wordpress.com/embed/lhIl…

child killed (with many other Palestinians) for no reason at a GHF ‘aid’ distribution area. a US solder witness here: facebook.com/share/v/19xeGNZLp…

_IDF Shoots Boy Moments after Receiving Aid from US Soldier_
In a heartbreaking moment shared on a recent podcast, a US soldier recounted a scene that continues to haunt him from his time stationed at the GHF aid distribution point in Gaza.
“Amir, a frail child, barefoot, walked 12 kilometres under the sun to reach the distribution point. He only received a handful of rice and lentils from the ground. He approached me, kissed my hand, and said: ‘Thank you.’ Minutes later, as he was leaving with the rest of the civilians, the Israeli army fired gas and bullets, and Amir was killed on the spot.”
Scenes like this are not isolated. Aid distribution centres in Gaza have become “death traps,” where more than 1,050 Palestinians have been killed while trying to access food, many deliberately targeted with tear gas and live ammunition by Israeli forces and American private security contractors.

facebook.com/share/v/19xeGNZLp…


instagram.com/reel/DMu67oJsI5P…

#Amir #bambini #children #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #GHF #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #USSoldier #warcrimes #Witness #zionism

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per ‘la finestra di antonio syxty’: presentazione di “prati (extended version)”, di andrea inglese


open.spotify.com/episode/0QQmw…

Per il podcast ‘La finestra di Antonio Syxty’, audiopresentazione di Prati, di Andrea Inglese (Tic, 2025). Luigi Magno in dialogo con l’autore e A. S.: open.spotify.com/episode/0QQmw…

Il libro: ticedizioni.com/products/prati…

#AndreaInglese #AntonioSyxty #LaFinestraDiAntonioSyxty #LuigiMagno #podcast #prati #presentazione #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #UltraChapBooks

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dip 056, bouncing

la borghesia coloniale di sade e sadici:
marcogiovenale.wordpress.com/2…


#borghesia #borghesiaColoniale #colonialismo #colonialismoDeiCorpi #dip #dip056 #dip056 #izrahell #nazismo #Sade #sadici #sadismo

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picturing liberation: the israeli rape riot_ 29 jul 2024 – 29 jul 2025


picturing liberation: the israeli rape riot_ 29 jul 2024 - 29 jul 2025“On Jul. 29th., 2024, 1 year ago, Israeli settlers began a riot outside the Sde Teiman torture camp in reaction to 10 Israeli soldiers being arrested for carrying out rape and sexual violence on Palestinian prisoners. These rioters were attempting to save the rapist soldiers; they believed that it was their right to be able to carry out such heinous acts of torture against the Palestinian people”

(Picturing Liberation,
https://www.instagram.com/p/DMspT9FIFKP/)

*

I also made a pdf out of this ig post: read/download it here
MG

#colonialism #concentramento #deportazione #doctors #documentary #Gaza #genocide #genocidio #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #PalestinianPrisoners #rape #SdeTeiman #sexualViolence #sionismo #sionisti #torture #warcrimes #zionism

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b52 lipstick bomber / wolf vostell. 1968


.

#art #arte #fluxus #war #WolfVostell

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waiting for the barbarians / laurie anderson


youtu.be/rI15W-BBhrw?si=IxX0cx…


The context: a concert of new works inspired by poet C. P. Kavafis. Filmed at the Saint Thomas Church in New York City, the performance is commissioned by the Onassis Foundation.

*

About “Archive of Desire: A Festival Inspired by C. P. Cavafy”

On the 160th anniversary of Kavafis’ birth, the Onassis Foundation in New York presented a week-long festival that traced the influential character of the Alexandrian poet and the global impact of his work.

#ArchiveOfDesireAFestivalInspiredByCPCavafy_ #art #arte #concert #Kavafis #LaurieAnderson #music #musicA_ #newWorks #OnassisFoundation #performance #SaintThomasChurch #video

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[r] _ exortatio | disseminare la ricerca (militanza = già archivio, ma disperso) / differx. 2024 & ’25


Come accennato più volte, quasi due anni fa mi sono impegnato a indicare, all’interno di un post, tutte o quasi tutte le riviste di letteratura italiana online effettivamente disponibili in quel periodo: agosto ’23. Il numero complessivo mi sembra si aggiri tutt’ora intorno alle 400 / 500 entità.

Con sorpresa ho notato che i siti e blog nutriti di specifica ricerca letteraria oggi raggiungibili sono rappresentati sempre (o: quasi esclusivamente) dallo stesso piccolo o medio & pressoché invariato gruppo che esisteva già circa vent’anni or sono. Rare, per quanto meritevoli (o -issime) le aggiunte.

Questo significa che:

nonostante l’importanza che la scrittura di ricerca / complessa / sperimentale ha assunto in Italia nel primo quarto del nuovo secolo, la sua presenza in rete è ancora assai relativa, in generale, e – anyway – sproporzionatamente minoritaria se la si paragona a quella dei siti più o meno definibili generalisti = di narrativa, di poesia, di romanzi di genere, di recensioni di novità normalmente distribuite nelle librerie di catena eccetera.

Ciò mi porta giocoforza a una riflessione abbastanza amara e direi anche stupefatta sul momento attuale. Perché, se da una parte è vero che sì, certo, la grande distribuzione ha selezionato in maniera feroce la produzione letteraria dagli anni ’80 a oggi, determinando un allargamento di monocolture di media o mediocre letteratura negli scaffali; dall’altra è non meno vero che quel luogo di relativa libertà che è la rete non ha registrato nell’ultimo ventennio un boom di nascite di spazi di sperimentazione, nonostante a nessuno sia impedito di aprire un blog, un sito, un account tumblr, o qualsiasi altro aggeggio che la rete consenta di gestire in indipendenza e senza pressioni.

La lunga e mogia premessa mi serve a dire che occorre non tanto saturare i canali in rete, come qualche tempo fa mi ripromettevo di proporre ai popoli, ma che semmai è prioritario (energicamente prioritario) iniziare, almeno iniziare, a creare qualche canale differente, ex novo, per la ricerca letteraria. Aggiungerne di ulteriori agli esistenti. Anche leggeri, blog e non siti, ma: non esitare assolutamente a farlo.

In sostanza, o italiani, io vi esorto alle lettere in rete. Le lettere sperimentali, complesse. Le lettere di ricerca. (O i saggi sulla).

Don’t be shy. Create il vostro blog, o il vostro sito o la vostra newsletter (substack, mailchimp, ..). Andate in caccia di quei materiali che meritano attenzione o semplicemente segnalate ciò che già esiste e che magari altri non hanno notato. Non pubblicate vostre gemme testuali e recensioni e osservazioni su facebook, create invece una pagina vostra/collettiva. Fate screenshot di testi fuori catalogo. Eccetera. Insomma date & diamo un qualche scossone alla rete per come è adesso.

Lamentarci della situazione presente non licet, io gerontocomicamente bofonchio, senza che almeno un po’ ci si impegni e industri per far sì che qualcosa cambi nell’atro contesto, almeno là dove il contesto è di fatto modificabile, i.e. in rete.

Dico questo anche per un motivo brutalmente (perdonate) generazionale e ricerca-centrato: nel momento in cui (tra qualche manciata di anni) si esauriranno per motivi banalmente anagrafici le esperienze avviate da gammm & sodali, così come quelle pensate da vari altri siti e soggetti ed ensemble, temo proprio che – in assenza di alternative online – rischi di riverificarsi esattamente la iattura che si determinò fra anni ’80 e ’90 nel mondo cartaceo: un diluvio di tanti e parallelli ritorni all’ordine [cfr. qui e qui].

Al tempo, ossia in quegli anni, non era possibile e forse nemmeno pensabile uno scontro frontale con le grosse realtà editoriali, che appunto spingevano per una letteratura pacificata. Oggi invece, ragiono, la cosa – almeno online – è realizzabile. Credo che si debba pensarci molto molto seriamente, e non solo pensarci. Ho iterato questo assillevole appello anche a Napoli il 6 e 7 settembre 2024 in occasione di Esiste la ricerca. E mi interessa ora trasmettere singolarmente, a voi che leggete, ovvero ai precisi destinatari di questo sito, non a una platea indistinta, quello che credo sia un obiettivo particolarmente urgente e cruciale ora. Non procrastinabile.

#blog #blogDiScritturaDiRicerca #blogDiScrittureDiRicerca #creareNuoviBlog #creareNuoviSiti #Elirio #esortazione #exortatio #link #oItaliani #oItalianiIoViEsorto #ricercaLetteraria #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #siti #sitiDiScritturaDiRicerca #sitiDiScrittureDiRicerca #sito #storiaDellaRicercaLetteraria

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oggi, dalle 14, su radio onda rossa: “liberi sempre” e “perché io, perché non tu”


Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa 87.9 fm

martedì 29 luglio 2025 ore 14
estratti da
LIBERI SEMPRE

letture della storica Michela Ponzani e dello scrittore Valerio De
Filippis, musiche di Marco Caparrelli (chitarra e voce), Marcello Lardo
(chitarra e basso), Nicolò Pagani (basso), Andrea Borrelli (batteria)

Un viaggio nel tempo, tra passato e presente, a 80 anni dalla guerra di
liberazione. La scoperta del coraggio delle donne nella Storia, i sogni,
le speranze di libertà, le scelte di disobbedienza, i dubbi, i tormenti
e la ribellione di una generazione pronta a battersi in una guerra
giusta chiamata Resistenza.

info
comune.roma.it/web-resources/c…

*

ore 14:40
PERCHÉ IO, PERCHÉ NON TU

di Barbara Balzerani
drammaturgia e voce Tamara Bartolini
sonorizzazioni, chitarra e voce Michele Baronio

Un libro, un incontro e la condivisione di un amore, il teatro. Il
teatro e la bellezza dell’opera di Pina Bausch, della sua arte
rivoluzionaria, del suo amore per la vita e per le sue contraddizioni.
Le immagini delle sue opere accompagnano, come un testo “segreto”,
questo progetto nato dalla lettura dei libri di Barbara Balzerani. Sono
libri densi di parole difficili da portare, pesanti come le colpe dei
vinti e dei vincitori, parole che colpiscono come lama di coltello, che
ci costringono al viaggio dentro di sé e dentro la Storia. Punto di
partenza è il suo ultimo libro “Perché io, perché non tu”, ma anche i
precedenti “Compagna Luna” e “La sirena delle cinque”. Tutti hanno
contribuito alla creazione di una drammaturgia che nasce dalla sua
scrittura e che cerca, nell’incalzare di domande e risposte, di creare
un dialogo tra due generazioni, tra il teatro e la letteratura, tra la
musica e le immagini, tra la storia individuale e la storia collettiva.
Una storia da raccontare senza censure e senza rimozione, nello spazio
in cui la parola e il suono, le immagini e il canto ci chiedono di
intrecciare sguardi critici nei confronti della realtà, anche quella più
difficile da elaborare.

archive.org/details/Radioteatr… (1h’)

#AndreaBorrelli #BarbaraBalzerani #guerraDiLiberazione #Liberazione #MarcelloLardo #MarcoCaparrelli #MichelaPonzani #MicheleBaronio #NicoloPagani #PinaBausch #radio #RadioOndaRossa #Resistenza #ROR #TamaraBartolini #teatro #TuttaScenaTeatro #TuttaScenaTeatroRadioOndaRossa

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l’attività meritoria della hind rajab foundation


Un esempio eccellente dell’attività della Fondazione:

La Fondazione Hind Rajab ha presentato una denuncia penale formale alle autorità della Repubblica di Cipro chiedendo l’arresto immediato di Tameer Mulla, un soldato israeliano arabo druso attualmente in territorio cipriota, per il suo diretto coinvolgimento in crimini di guerra, crimini contro l’umanità e atti potenzialmente equivalenti a genocidio durante l’attacco israeliano nella Striscia di Gaza tra il 2023 e il 2025.

Tameer Mulla ha prestato servizio nel 101° Battaglione Paracadutisti della 35° Brigata Paracadutisti delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), un’unità di prima linea che ha svolto un ruolo centrale nella distruzione di città, ospedali e campi profughi palestinesi. Mulla è entrato a Cipro il 18 luglio 2025 e si ritiene che si trovi ancora nel Paese. La denuncia include una documentazione schiacciante sulla partecipazione personale di Mulla a gravi violazioni del diritto internazionale. Questi includono:

1. Attacchi deliberati contro infrastrutture civili

Mulla ha filmato e pubblicato pubblicamente il suo coinvolgimento in:

Distruzione mirata di abitazioni civili a Khan Younis, Jabalia e Deir al-Balah con bulldozer, ordigni esplosivi e fuoco diretto.
Lancio di razzi e proiettili contro abitazioni palestinesi abbandonate, senza alcuna prova della presenza o minaccia militare.
Incendio di edifici residenziali, sia prima che dopo le perquisizioni, come prassi standard di distruzione.

Questi atti rientrano nella definizione legale di attacchi intenzionali diretti contro obiettivi civili, come definito dall’Articolo 8(2)(b)(ii) dello Statuto di Roma.

2. Evacuazione forzata sistematica di persone protette

Il 26 febbraio 2024, Mulla ha supervisionato e documentato personalmente l’evacuazione forzata di civili dall’Ospedale Nasser di Khan Younis. L’ospedale, assediato per settimane, ospitava oltre 10.000 sfollati, 450 pazienti e 300 operatori sanitari.

Sotto la minaccia di cecchini, bombardamenti e di un blackout totale delle comunicazioni, i civili, inclusi bambini, anziani e feriti, sono stati trasferiti in un’operazione coercitiva e umiliante. Ciò costituisce il crimine di guerra di trasferimento illecito di persone protette ai sensi dell’articolo 8(2)(a)(vii) dello Statuto di Roma.

3. Attacchi alle istituzioni educative

Mulla era presente e ha documentato la distruzione della scuola elementare maschile di Jabalia nel maggio 2024. Le riprese mostrano la struttura scolastica in rovina, probabilmente distrutta durante o subito dopo un’operazione delle IDF nella zona. La sua presenza sulla scena e la glorificazione dell’attacco sollevano solide basi per perseguire penalmente gli attacchi contro edifici dedicati all’istruzione, in violazione dell’articolo 8(2)(b)(ix) dello Statuto di Roma.

4. Glorificazione e istigazione

Mulla ha pubblicato numerosi video, storie e filmati che deridevano la distruzione delle infrastrutture civili palestinesi. Tra questi:
Video sarcastici all’interno di case saccheggiate o distrutte, barbieri e negozi di elettronica;
Un montaggio che paragona il suo ruolo a Gaza a un videogioco, includendo riprese di fuoco vivo ed esplosivi; Un’immagine in stile Netflix che elenca le città palestinesi che ha contribuito a distruggere: Al-Zeitoun, Gaza City, Rimal, Shuja’iyya, Khan Yunis, Deir al-Balah, Jabalia.

Questa pubblica glorificazione dei crimini di guerra e delle devastazioni riflette un chiaro intento, una motivazione ideologica e una mancanza di rimorso, rafforzando le argomentazioni a favore di un’azione penale ai sensi del diritto cipriota e internazionale.

Cipro è tenuta, in base alla giurisdizione universale, al proprio Codice Penale e ai trattati internazionali, a perseguire penalmente sul proprio territorio le persone accusate di crimini contro l’umanità e crimini di guerra, anche se commessi all’estero.
La Fondazione Hind Rajab chiede alla Repubblica di Cipro di agire immediatamente per:

Arrestare Tameer Mulla senza indugio;

Impedire la sua partenza dal Paese;

Avviare un’indagine penale completa e un procedimento penale;

Cooperare con gli organismi internazionali per garantire che venga fatta giustizia.

La popolazione di Gaza non è invisibile. Chi distrugge ospedali, case e vite impunemente deve essere ritenuto responsabile.

hindrajabfoundation.org/perpet…

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conclusione del quarto anno di attività di centroscritture.it: appuntamento all’autunno


logo del CentroScritture _ centroscritture.itIl quarto anno di attività di centroscritture.it è terminato, i corsi e le iniziative si riavvieranno in autunno. Tutte le lezioni sono registrate in diretta nel giorno e ora del loro svolgimento, e messe poi a disposizione degli iscritti nella sezione RISORSE del sito, così da poterne usufruire in ogni momento e senza limite: centroscritture.it/corsi?cid=d…

Le iscrizioni alle video-lezioni dei corsi e sei seminari svolti, anche per chi non ha seguito in classe virtuale, restano sempre aperte: centroscritture.it/iscrizione

Chi infine fosse interessato alle Edizioni del CentroScritture, può visitare la pagina centroscritture.it/catalogo-ed…

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