[r] _ piccola ricostruzione tascabile del ritorno all’ordine
L’afasia di Villa, la scomparsa di Costa, Spatola, Manganelli, Sassi, Anceschi, Beltrametti e molti altri, cioè di una se non due generazioni di sperimentatori, negli anni Ottanta e Novanta, è infelicemente andata in parallelo all’attestarsi di un incredibile quanto incrollabile “ritorno all’ordine” (non casuale, anzi evitabile, ma fortemente voluto e progettato da chi di sperimentazione nulla voleva leggere né intendere).
Ritorno all’ordine che ha ossificato una situazione di assertività aproblematica e sfacciata che tutt’ora e da circa quarant’anni – come una DC atemporale – non solo dirige i giochi dei testi che finiscono sugli scaffali delle librerie, nelle riviste, nei festival, nei premi, in radio, eccetera, ma spudoratamente lamenta e piange una “egemonia” (!) che sarebbero invece gli sperimentatori a detenere (!!).
Una ricostruzione della vicenda, basata su dati editoriali e cronologia (sommaria ma non contestabile), è offerta in due post
su slowforward:
Primo post:
https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/
Secondo post:
https://slowforward.net/2022/10/12/italia-sommersa-francia-emersa/
[nella foto qui sotto, un’altra corrente DC, sempre sul fronte dell’assertività]
__________________________
#assertività #messaggiAiPoeti #nonAssertività #poesia #ricercaLetteraria #ritornoAllOrdine #scrittureDiRicerca #sperimentazioneLetteraria #vediamoSeRiescoASpiegarmiUtiliSussidi
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i kardashian de roma norde
le repliche [r] di post già pubblicati, e quella che esce a breve, sempre qui su slowforward, sono dedicate alle wannabe glam editor e dir. de collana de Roma norde (mancanti di non dico coscienza di classe ma di un ricciolo di propriocezione del testuale)
#direttriciDiCollana #narrazioni #poesia #propriocezione #prosa #romaNord #romaNorde
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“diario di fabbrica”, di rosamaria vaccaro
Tutta Scena Teatro ★ Radio Onda Rossa 87.9 fm
archive.org/details/Radioteatr…
liberamente ispirato a La condizione operaia di Simone Weil
drammaturgia di Rosamaria Vaccaro
con Ermelinda Bonifacio
musiche di Alessandro Sgarito
«Quando ci si mette davanti alla macchina bisogna uccidere la propria anima per 8 ore al giorno, i propri pensieri, i sentimenti, tutto. Irritati tristi o disgustati che si sia, bisogna inghiottire» (Simone Weil, La condizione operaia).
Rosamaria Vaccaro si dedica al periodo biografico di prima rottura col quotidiano e racconta Simone Weil ricostruendo una giornata di lavoro in fabbrica. Una sorta di diario in cui si possono leggere le sue considerazioni, tuttora attuali, sul lavoro e sui lavoratori; percorrere i rapporti di solidarietà che la filosofa intesse con gli operai e quelli talvolta difficili con il caporeparto; osservare il complesso rapporto con il macchinario. Fondante la tematica del potere e della subalternità, in questo lavoro emerge un’umanità ricca e variegata, palpabile e vicina. La stessa umanità analizzata da James Taylor ed Henry Ford che Weil sceglie di incontrare, mescolandosi ad essa sino a confondersi e perdersi.
http://archive.org/details/Radioteatro.DiarioDiFabbrica (30’)
info csalatorre.net/2012/03/diario-…
#AlessandroSgarito #diario #DiarioDiFabbrica #ErmelindaBonifacio #fabbrica #HenryFord #JamesTaylor #LaCondizioneOperaia #operai #RadioOndaRossa #ROR #RORRadioOndaRossa #RosamariaVaccaro #SimoneWeil #TuttaScenaTeatro
RadioTeatro. Diario di fabbrica : Free Download, Borrow, and Streaming : Internet Archive
Martedì 22 Settembre 2009 ore 14 La Bottega del segno presenta DIARIO DI FABBRICA liberamente ispirato a âla Condizione operaiaâ di Simon...Internet Archive
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[r] _ l’italia sommersa e la francia emersa: tre interrogativi e una constatazione
L’ITALIA SOMMERSA E LA FRANCIA EMERSA: TRE INTERROGATIVI E UNA CONSTATAZIONE
(gli anni Ottanta e Novanta e la spiegazione di una situazione italiana che perdura)
1) Cosa succedeva in Francia tra la metà degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta, ossia quando in Italia scomparivano Italo Calvino (1985), Adriano Spatola (1988), Enrico Filippini (1988), Antonio Porta (1989), Giorgio Manganelli (1990), Carmelo Samonà (1990), Achille Cavellini (1990), Corrado Costa (1991), Patrizia Vicinelli (1991), Luciana Arbizzani (1991), Valerio Miroglio (1991), Pier Vittorio Tondelli (1991), Stefano D’Arrigo (1992), Germano Lombardi (1992), Silvano Martini (1992), Gianni Sassi (1993), Giovanni Testori (1993), Antonio Neiwiller (1993), Luigi Pasotelli (1993), Paolo Volponi (1994), Luciano Anceschi fondatore del «verri» (1995), Giuseppe Guglielmi (1995), Franco Beltrametti (1995), Anna Malfaiera (1996), Edoardo Cacciatore (1996), Amelia Rosselli (1996), Giordano Falzoni (1998), Toti Scialoja (1998), Vincenzo Accame (1999), Renato Pedio (1999), Annalisa Alloatti (2000) ?
[N.b.: nel 1986 Emilio Villa era stato colpito da ictus e conseguente afasia. Poco fuori dal cerchio degli anni Novanta scompaiono Giovanni Ragagnin (2003), Carmelo Bene, Emilio Tadini, Giovanna Sandri e Franco Lucentini (2002), Alice Ceresa e Roberto Sanesi nel 2001].
2) Cosa succedeva in Francia quando in Italia si esauriva l’esperienza di «Lotta poetica» (1987), «Alfabeta» (1988), poi quella del «Cavallo di Troia» (1989), quella di «Tam Tam» (1991), quella di «Videor» (1991), quando la storica rivista «Altri Termini» chiudeva definitivamente i battenti (1992), l’impegno di «Abiti lavoro» si interrompeva nel 1993, quello di «Molloy» nello stesso anno, e smetteva di uscire la roversiana «Rendiconti» (fine anni ‘90), nonostante esistessero e resistessero «Baldus» (fino al 1996, dal 1990) e «Campo» (di Francesco Leonetti) ?
3) Chi avviava in Francia nuove ricerche letterarie, nel momento in cui (1988) in Italia nascono due riviste diverse e tuttavia entrambe legate a una (fiducia forte nella) persistenza del genere “poesia”, come «Versodove» (a Bologna) e – nome inequivocabile – «Poesia», di Nicola Crocetti (a Milano); e nel momento in cui il testo di Roberto Roversi più sperimentale e meno lontano dalla neoavanguardia, ossia Le descrizioni in atto (iniziato nel 1963, uscito in ciclostile dal 1969), aveva la sua ultima edizione a stampa nel 1990 (per Coop Modem), prima dell’autoantologia d’autore che Sossella pubblica nel 2008 ?
Questo succedeva in Francia:
>>> tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta [ritroviamo autori come Christophe Hanna, Nathalie Quintane, Charles Pennequin, Christophe Fiat, Olivier Cadiot, Pierre Alferi, Jean-Michel Espitallier, Christophe Tarkos, Vannina Maestri e altri] su un certo numero di riviste, riviste che sono del resto essi stessi a creare, visto che nessuno dei “grandi” periodici allora sul mercato sembra corrispondere a quello che stanno facendo o a quello che sperano di leggere. Vannina Maestri, Jean-Michel Espitallier e Jacques Sivan fondano Java nel 1989; io metto in piedi Nioques nel 1990; Nathalie Quintane, Christophe Tarkos e Stéphane Bérard creano RR nel 1993; Christophe Fiat e Anne-James Chaton fondano TIJA (The Incredible Justine’s Adventures) nel 1997, Olivier Cadiot e Pierre Alferi pubblicano i due numeri della Revue de Littérature Générale tra il 1995 e il 1996, Vincent Tholomé fa uscire nel marzo del 1996 il primo numero di TTC (Tombe tout court), su cui appaiono fin dall’inizio i nomi di Charles Pennequin e di Christophe Tarkos, seguiti ben presto da quelli di Vannina Maestri e di Jacques-Henri Michot; Christophe Tarkos e Katalin Molnar fondano Poézie prolétèr nel 1998… Non si può negare che tutto questo contribuisca a definire uno specifico campo, o, meglio, un territorio preciso all’interno di uno specifico campo. In parte, si tratta di una reazione a quello che, dopo il 1980, si è venuto presentando come un ritorno al “lirismo” e ai fondamenti tematici e formali della poesia poetica (quella che io chiamo “ri-poesia”). In parte, si prendono le distanze dallo “stile” delle ex neoavanguardie, testualiste o formaliste che siano, egemoni nel corso del doppio decennio degli anni Sessanta-Settanta (in sostanza: posa teorica seriosa, atteggiamento profetico-ideologico, rigore dogmatico, struttura gruppuscolare e una certa propensione alle “teorie d’insieme” — il tutto secondo un modello di funzionamento largamente ereditato dalle avanguardie storiche degli anni Venti e Trenta). Contro i primi, ci si rifiuta di credere che la “fine” delle avanguardie possa aprire le porte a una restaurazione pura e semplice della Poesia, intesa sub specie æternitatis. Contro i secondi (o meglio: contro e assieme ai secondi) vengono acquisite tutte quelle interrogazioni e conquiste critiche della modernità poetica in grado di funzionare come punto di partenza e di permettere, poi, con assoluta libertà di movimento (con ironia e umorismo per molti), la creazione di forme e oggetti nuovi, ibridi, post-poetici e trans-generici. Ci troviamo così di fronte a un momento e a uno spazio che si costituiscono ormai privi di un centro o di un polo d’attrazione dominanti. La nozione di rete si fa assai più pertinente rispetto a quella di gruppo, o di movimento. Lo spazio comune di cui sto parlando è composto di micro-spazi (nel mio vocabolario: “capanne”) più o meno effimeri e transitori, dove la circolazione è libera.<<<
(Jean-Marie Gleize, Il senso delle parole)
E qual era la situazione dell’editoria mainstream in Italia tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta? Ecco: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/.
Una constatazione a chiusura di questa sequenza di dati non può dunque non riguardare la situazione disgraziata, depressa e deprimente dell’Italia rispetto (almeno) alla Francia. Ma altro si potrebbe dire a proposito di quel che è accaduto (esploso, si direbbe, o fiorito – per usare una vecchia metafora) tra anni Ottanta e primi Duemila soprattutto tra Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna.
Restando al nostro Paese, non rimane che tirare così le somme di quanto annotato e (ripetendo quasi alla lettera un tassello di Poesia per il pubblico) sottolineare che i lettori (e poi autori) italiani che hanno vissuto la propria formazione letteraria negli anni Settanta e primi Ottanta hanno potuto incontrare naturalmente, agevolmente, nel contesto attorno e nelle offerte librarie, un’editoria e un quadro di conflitti che alle generazioni successive sono stati letteralmente sottratti. Semplicemente negati. Una cancellazione e negazione che ha avuto – nell’editoria mainstream prima e nelle richieste della distribuzione all’editoria poi – dei soggetti particolarmente solerti, il cui operosissimo e ormai quarantennale lavoro ha portato alla situazione attuale: ha portato cioè direttamente al tipo di poesia o re-poésie / ri-poesia che rappresenta la stragrande maggioranza di quel che purtroppo è dato di leggere in Italia, oggi e ormai da tempo. E non soltanto in pubblicazioni mainstream, né soltanto nelle librerie di catena.
#AbitiLavoro #AchilleCavellini #AdrianoSpatola #alfabeta #AliceCeresa #AltriTermini #AmeliaRosselli #AnnalisaAlloatti #AnneJamesChaton #AntonioPorta #capanne #CarmeloBene #CharlesPennequin #ChristopheFiat #ChristopheHanna #ChristopheTarkos #CorradoCosta #Crocetti #EdoardoCacciatore #EmilioTadini #EmilioVilla #EnricoFilippini #fine900 #fineNovecento #Francia #FranciaEmersa #FrancoBeltrametti #FrancoLucentini #GermanoLombardi #GianniSassi #GiordanoFalzoni #GiorgioManganelli #GiovannaSandri #ibridi #IlCavalloDiTroia #italia #ItaliaSommersa #JacquesHenriMichot #Java #JeanMichelEspitallier #KatalinMolnar #LeDescrizioniInAtto #letteraturaFrancese #letteraturaItaliana #lirismo #LucianoAnceschi #LuigiPasotelli #microSpazi #Molloy #NathalieQuintane #NicolaCrocetti #Nioques #OlivierCadiot #PaoloVolponi #PatriziaVicinelli #PierVittorioTondelli #PierreAlferi #PoézieProlétèr #poesia #postpoesia #prosa #ProsaInProsa #prosaInProse #RenatoPedio #Rendiconti #repoésie #RevueDeLittératureGénérale #riPoesia #RobertoRoversi #Roversi #RR #SilvanoMartini #StéphaneBérard #TamTam #testiPostPoetici #testiTransGenerici #TheIncredibleJustineSAdventures #TIJA #TombeToutCourt #TotiScialoja #TTC #ValerioMiroglio #VanninaMaestri #Versodove #Videor #VincentTholomé #VincenzoAccame
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dacci oggi il nostro fluxus quotidiano
facebook.com/share/18Bi4powbb/
(la spiegazione, volendo: iltigullio.com/2020/09/12/sant…)
#fluxus #fluxusQuotidiano #Hemingway #nonèSuccessoNiente #nonèSuccessoNulla #targa #Tigullio #Zoagli
Sant'Ambrogio di Zoagli: cos'è successo il 19 Giugno '85? - Il Tigullio
Questo è uno dei più grandi misteri della storia ligure e del Tigullio. Ma cosa mai è successo il 19 Giugno 1985 a Sant'Ambrogio di Zoagli?iltigullio (Tigullio)
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oggi, 12 febbraio, a milano, casa della memoria: convegno “matteotti e gli altri”
OGGI, mercoledì 12 Febbraio, alle ore 15:00
a Milano, presso la Casa della Memoria
(Via Federico Confalonieri 14
M5 Isola | M2 Gioia/Garibaldi)
convegno
MATTEOTTI E GLI ALTRI
iniziativa realizzata dalla
FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane
e dalla Fondazione Aldo Aniasi
L’ingresso è libero e consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili in sala
PROGRAMMA:
#antifascismo #CasaDellaMemoria #CasaDellaMemoriaDiMilano #convegno #FederazioneItalianaAssociazioniPartigiane #Fiap #FIAPFederazioneItalianaAssociazioniPartigiane #FondazioneAldoAniasi #GiacomoMatteotti #incontro #Matteotti #MatteottiEGliAltri #podcast #Resistenza
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[r] _ post-1968 o post-1974? forse la domanda ha senso
leggere questa intervista a Donzelli è a mio avviso importante, per vari motivi, anche come addendum non secondario a un suo precedente intervento, che si può trovare qui: t.ly/sTgY.
tuttavia segnalo, allo stesso tempo, un punto di dubbio per me cruciale, non solo in riferimento a un discorso sulla poesia contemporanea.
riguarda l’idea di una possibile uniformità o somiglianza di identità (e di biografie) tra autori “nati dopo il ’68”.
ecco: sono convinto del fatto che (soprattutto se si stringe il focus sul versante politico e sul rapporto tra vicenda collettiva e imprinting individuale, e tra questi e una qualsiasi attività linguistica orale e scritta intesa alla produzione di senso) l’onda lunga di una generazione ancora politicamente connotata continua, a mio avviso, almeno fino al 1974. (come scrivevo in 6070).
ovvero: sostituirei a “i nati dopo il 1968” l’espressione “i nati dopo il 1974”.
e mi spiego: fino almeno al 1974, in linea di massima, chi nasceva sarebbe stato (volente o nolente) esposto, negli anni della sua maggiore plasticità e sensibilità (proprio neuronale), a situazioni estremamente diverse, radicalmente diverse, rispetto a quelle che avrebbero vissuto i nati negli anni successivi. (non voglio con questo stabilire una barriera netta & adamantina, né deterministica, ma solo identificare un terminus post quem, che so arbitrario come tutte le schematizzazioni, spostato in qua di almeno cinque-sei anni rispetto al ’68).
chi ha formato il proprio lessico e le proprie strutture mentali di base nell’amnio avvelenato dei pieni Ottanta (diciamo dal 1984, anno scelto non a caso: cfr. t.ly/MlXa e t.ly/P98e) ha avuto a che fare con un mostro di non poco conto.
diversamente, chi giocoforza, per anagrafe, ha vissuto la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta da preadolescente o adolescente, critico [magari pure clinico-disturbato] e pieno di insofferenze e rifiuti, e quindi politicamente nemico del proprio tempo, magari in sodalizio (eccome!) con compagn* di riflessione e azione politica [magari esplicitatesi, queste azioni, con la Pantera nel 1990], non può in nessun modo essere accostato con troppa facilità a chi, bambino, è stato letteralmente aggredito e sommerso dal contesto del decennio maledetto, e dalle radiazioni delle nascenti tv private in Italia, oltre che dall’aria di “normalità” della corruttela craxiana che le ha fatte prosperare.
[da non dimenticare, poi: il 1990 di Ruberti è anche l’anno della legge Mammì, e della rivelazione dell’esistenza di Gladio. ergo, l’adolescente inquieto di metà anni Ottanta non poteva non essere – parlo da testimone, non voglio imporre un’autobiografia – un adulto infuriato, nel 1990]
senza parlare del clima politico mondiale.
ovvio, credo. inutile nominare i due criminali di spicco, targati ’80: Tatcher, Reagan. chi già era politicamente insofferente, oltre che ormonalmente fibrillante (!), nel tempo dell’ascesa del liberismo scatenato, non poteva in nessun modo accettare la deriva post-1980, fosse pure nella mera forma estetica. chi invece era bambino, difficilmente era in grado di non assorbire le tossine del decennio. anche linguistiche. drogate, sedative.
(per altro fatte proprie e rilanciate dall’editoria di grande distribuzione, che in libreria mandava e promuoveva solo e soltanto gli autori di cui parlavo qui: slowforward.net/2022/02/21/poe…). (chi compiva 20 anni nel 1990, aveva trovato nell’adolescenza e trovava ancora in libreria testi che, meno di dieci anni dopo, cioè entro il 1999 e prima, la distribuzione generalista, la protervia o pavidità dei direttori di collana e l’editoria dell’ormai maturo riflusso [nonché – perché no? – il primo quinquennio forzitaliota] avrebbero spazzato via dagli scaffali).
*
in conclusione.
per il bambino del 1980-90 la ribellione sarebbe (forse) arrivata dopo.
bon.
ma, nello stesso decennio, per l’adolescente o giovane adulto veniva vissuta già e ancora (per quanto con difficoltà e diversità rispetto a chi aveva fatto il ’77) dentro quel periodo storico, in conflitto, e con un insieme di esperienze e impressioni (e imprinting, sì) stabilmente presenti ormai, in termini di formazione individuale/collettiva. era insomma una inquietudine fattiva possibile, praticabile e praticata: esisteva.
così come in letteratura, negli stessi anni, nonostante tutto, esisteva la ricerca (letteraria).
(e non solo perché ne scriveva Antonio Porta: slowforward.net/2022/08/20/ric…).
nel 1984 nascevano “L’ombra d’Argo” e “l’immaginazione”, per dire.
nel 1989 si stampava Poesia italiana della contraddizione, per dire.
la rivista “Baldus” sarebbe uscita per sette anni: 1990-1996.
ma gli esempi sarebbero dozzine. (tutti regolarmente ignorati da editoria e intellettuali mainstream, e da parecchi critici di scarsa – intenzionalmente scarsa – memoria; scarsi anche in termini di sguardo sul presente, se è per questo).
…
(e infine, e appunto, fra parentesi: la ricerca esiste anche oggi. ma questo è un discorso che affronteremo poi).
_
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13 febbraio, roma, “ricreazione immaginativa del reale. l’eredità di alighiero boetti”
Convegno
Ricreazione immaginativa del reale
L’eredità di Alighiero Boetti
a cura della
Fondazione Alighiero e Boetti
Giovedì 13 febbraio 2025
Sala Dante, Istituto Centrale per la Grafica, Roma
ore 14:00 – 18:00
Accademia Nazionale di San Luca, Roma
ore 18:00 – 19:00
#AccademiaDiBelleArtiDellAquila #AccademiaNazionaleDiSanLuca #AlbertoDiFabio #AlighieroBoetti #AndreaMastrovito #AndreaAquilanti #AngelaVettese #anni60 #Anni70 #anniSessanta #anniSettanta #art #arte #artePovera #CaterinaBoetti #convegno #DeBoucheàOreille #FondazioneAlighieroEBoetti #fotografia #fotografie #FrancescaFranco #FrancoLosvizzero #GaiaCerianaFranchetti #GiordanoBoetti #IstitutoCentralePerLaGrafica #LEreditàDiAlighieroBoetti #Manifesto #MarcoTirelli #OperaPostale #OraCheNonSiamoPiùBambini #PaoloMussatSartor #RicreazioneImmaginativaDelReale #ScuolaPrimariaStataleLeopoldoFranchetti #StefanoArienti #StrumentoMusicale
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conferenza stampa sulla situazione palestinese alla camera: oggi, ore 16
webtv.camera.it/evento/27333
Stefania Ascari: testimonianza da Gaza: intervista al giornalista Wael Al-Dahdouh
#CameraDeiDeputati #conferenzaStampa #Gaza #genocidio #Palestina #StefaniaAscari #WaelAlDahdouh
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nuovo post sul blog ‘esiste la ricerca’: quattro testi di june scialpi
mtmteatro.it/quattro-testi-di-…
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#ELR #ELREsisteLaRicerca #EsisteLaRicerca #JuneScialpi #ManifattureTeatraliMilanesi #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #Retriever #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #TicEdizioni #UltraChapbook
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promemoria: il 14 febbraio, a bologna, presentazione di “oggettistica” a modo infoshop
Venerdì 14 febbraio, a Bologna, presso
MODO INFOSHOP (via Mascarella 24/b)
alle ore 18:15
OGGETTISTICA
di Marco Giovenale
intervengono
Stefano Colangelo e Sergio Rotino
letture dell’autore
evento fb:
facebook.com/events/1170357224…
il libro:
ticedizioni.com/products/ogget…
informazioni e link:
slowforward.net/2024/04/15/lin…
modoinfoshop.com/
instagram.com/modoinfoshop/
t. 051 5871012
info [at] modoinfoshop.com
N.b.: il libro è fin da ora disponibile in libreria,
quindi chi lo desidera può acquistarlo già adesso
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Marco Giovenale on Instagram: "venerdì 14 febbraio, Bologna, @modoinfoshop : OGGETTISTICA (@ticedizioni 2024) con il legale rappresentante @marco.giovenale & le annotazioni critiche di Stefano Colangelo e Sergio Rotino h. 18:15, via Mascarella 24/b h
14 likes, 2 comments - marco.giovenale on February 4, 2025: "venerdì 14 febbraio, Bologna, @modoinfoshop : OGGETTISTICA (@ticedizioni 2024) con il legale rappresentante @marco.Instagram
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“s.t.”, nuovo testo breve di mg sul ‘cucchiaio nell’orecchio’
ilcucchiaionellorecchio.it/202…
(grazie come sempre a Gaetano Altopiano per l’ospitalità sul suo sito)
*
Tutti i testi sul sito ‘Il cucchiaio nell’orecchio’:
ilcucchiaionellorecchio.it/cat…
Tutti i testi in ‘Multiperso’:
multiperso.wordpress.com/tag/m…
#IlCucchiaioNellOrecchio #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline
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16 febbraio, a monte vidon corrado: finissage della mostra “senza margine. magdalo mussio all’origine del segno”
Il 16 febbraio , dalle 17:15, a Monte Vidon Corrado, si conclude la mostra Senza Margine . Magdalo Mussio all’origine del segno, che ha raccolto voci, testimonianze, opere e una visione completa dell’autore.
Sarà acquistabile il catalogo edito da Ephemeria, che prende il titolo dalla mostra. A cura di Daniela Simoni e Stefano Bracalente.
#art #arte #CentroStudiOsvaldoLicini #conclusione #DanielaSimoni #Ephemeria #finissage #MagdaloMussio #materialiVerbovisivi #mostra #StefanoBracalente
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12 febbraio, milano, casa della memoria: convegno “matteotti e gli altri”
Mercoledì 12 Febbraio, alle ore 15:00
a Milano, presso la Casa della Memoria
(Via Federico Confalonieri 14
M5 Isola | M2 Gioia/Garibaldi)
convegno
MATTEOTTI E GLI ALTRI
iniziativa realizzata dalla
FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane
e dalla Fondazione Aldo Aniasi
L’ingresso è libero e consentito fino ad esaurimento dei posti disponibili in sala
PROGRAMMA:
#antifascismo #CasaDellaMemoria #CasaDellaMemoriaDiMilano #convegno #FederazioneItalianaAssociazioniPartigiane #Fiap #FIAPFederazioneItalianaAssociazioniPartigiane #FondazioneAldoAniasi #GiacomoMatteotti #incontro #Matteotti #MatteottiEGliAltri #podcast #Resistenza
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elder totem _ fragment
instagram.com/reel/DFTAUuTOHek…
#art #arte #ElderTotem #music #musicA_ #noise
@elder_totem on Instagram: "@_sean_ali (bass), @reona_tapdance_metalperc (tap dance/metal percussion) & @faux.star (saxophones) 1/25/25 @360recordshop Hear more Sean 👉🏽 seanalibass.bandcamp.com Hear more Reona 👉🏽 reonatap.base.shop/item
2,506 likes, 50 comments - elder_totem on January 26, 2025: "@_sean_ali (bass), @reona_tapdance_metalperc (tap dance/metal percussion) & @faux.star (saxophones) 1/25/25 @360recordshop Hear more Sean 👉🏽 https://seanalibass.bandcamp.Instagram
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oggi, 10 febbraio, ad ancona: premio amnesty e focus palestina
facebook.com/events/s/premio-a…
PREMIO AMNESTY E FOCUS PALESTINA
A Corto di Diritti + Concorto Film Festival
CinemAzzurro
Via Tagliamento 30, Ancona
OGGI, 10 febbraio, alle ore 21:00
Proiezione e premiazione di An Orange from Jaffa, corto vincitore del Premio Amnesty A Corto di Diritti 2024 (Corto Dorico Film Festival) alla presenza del regista Mohammed Almughanni
An Orange From Jaffa (26’), di Mohammed Almughanni
Mohammed è appena tornato in Palestina. Farouk è un tassista che lavora in uno dei luoghi più pericolosi al mondo. Le loro vite si incrociano.
Nato a Gaza nel 1994, Mohammed Almughanni è un regista palestinese famoso per la sua regia evocativa che mescola narrazioni personali e politiche. Questo suo ultimo cortometraggio, è stato presentato in anteprima al Festival internazionale del cortometraggio di Clermont-Ferrand nel 2024, vincendo il prestigioso Grand Prix internazionale. I film di Almughanni esplorano spesso i paesaggi emotivi degli individui che vivono sotto l’occupazione, attingendo alle sue esperienze personali e riflettendo più in generale la lotta del popolo palestinese.
Interviene Barbara Traversi di Amnesty International Italia
Focus on Palestina, selezione di corti palestinesi a cura di Virginia Marcolini e Francesca Marchesini
Bethlehem 2001, di Handal Ibrahim, Palestina, 2020
In the Waiting Room, di Taha Moatasem, Palestina, 2023
Lovesick in the West Bank, di Zagha Said, Palestina e Giordania, 2020
“Concorto Film Festival” propone uno spazio libero e non censurato all* regist* palestinesi. In un contesto di violenza endemica e di costante oppressione, riteniamo impellente garantire uno spazio di espressione e autorappresentazione di questo popolo. Svincolato da pretese di esaustività, l’obiettivo del focus è quello di scorgere piccole fessure su vite quotidiane, con uno sguardo che non schiacci le singolarità a un’esperienza univocamente percepita, e che allo stesso tempo non si riduca alla narrazione binaria e svilente di vittima-carnefice. La Palestina è una terra che lotta e resiste. Oltre a dare voce ad esistenze vessate da decenni di guerra, apartheid e pulizia etnica, ci sembra dunque doveroso restituire anche quei momenti personali e intimi di sfaccettate esperienza umane. I corti selezionati si muovono quindi su più piani, attraversando linguaggi multiformi e fornendo ritratti di una realtà dalla complessità così inafferrabile quanto tangibile.
Ingresso 5 €
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PREMIO AMNESTY E FOCUS PALESTINA
Évènement à Ancona, Marches par Amnesty Ancona le lundi, février 10 2025www.facebook.com
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pod al popolo, #052, “quant si poet”
Un’annotazioncina sul clima tanto poetico che si respira. Detox grazie a Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimo[em]fail again fail better[/em] dell’occidente postremo. Buon ascolto.
#1950 #1961 #1965 #AlfredoGiuliani #audio #iNovissimi #ilPodcastIrregolare #letteratura #PAP #pap052 #pap052 #podAlPopolo #podcast #poesia #poesie_ #quantSiPoet #quantSiPuet
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lineri / the notwist
youtube.com/embed/Vm9_G4EOHUk?…
#CloseToTheGlass #lineri #minimalism #music #musica #TheNotwist
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14 febbraio, firenze, fondazione rosselli: presentazione del volume “il fondo amelia rosselli dell’università della tuscia” (olschki)
La Fondazione Rosselli a Firenze, in via degli Alfani 101/r, organizza il 14 febbraio, con inizio alle 17, la presentazione del volume Il fondo Amelia Rosselli dell’Università della Tuscia. Saggi e apparati catalografici, a cura di Paolo Marini, Giovanna Pontesilli, Laura Tavoloni (Olschki editore). Interverranno il presidente della Fondazione Rosselli Valdo Spini e i professori Laura Barile, Franco Contorbia, Filippo Grazzini. L’ingresso è gratuito.
olschki.it/agenda/21/presentaz…
“Amelia Rosselli – ha detto Spini – è stata per unanime riconoscimento una delle donne poeta più significative del nostro ‘900. Le sue carte, depositate all’Università della Tuscia, sono … → continuaqui
Il Fondo Amelia Rosselli dell’Università della Tuscia.
Saggi e apparati catalografici
AA VV
Olschki Editore
Il volume propone un catalogo aggiornato dei materiali bibliografici e documentari compresi nella biblioteca di Amelia Rosselli. La biblioteca, donata all’Università della Tuscia nel 1996, rappresenta un punto di riferimento essenziale per la comprensione di una delle voci poetiche più alte e distinte del Novecento. Al catalogo si affianca una ampia miscellanea di studi che attraversa il fondo librario alla luce dei rapporti di Rosselli con autori e questioni della tradizione antica e moderna, spaziando dall’ambito letterario a quello linguistico, filosofico, scientifico, storico, musicale e artistico.
Scheda del libro e indice: olschki.it/libro/9788822269331
#AmeliaRosselli #apparatiCatalografici #biblioteca #bibliotecaDiAmeliaRosselli #FilippoGrazzini #FondazioneRosselli #FrancoContorbia #GiovannaPontesilli #IlFondoAmeliaRosselliDellUniversitàDellaTuscia #LauraBarile #LauraTavoloni #materialiBibliografici #materialiDocumentari #Olschki #OlschkiEditore #PaoloMarini #saggi #UniversitàDellaTuscia
Presentazione del volume Il Fondo Amelia Rosselli dell'Università della Tuscia - Saggi e Apparati catalografici A cura di Paolo Marini, Maria Giovanna Pontesilli, Laura Tavoloni
Firenze, Fondazione Circolo Fratelli Rosselli 14 Febbraio 2025 ore 17:00Casa Editrice Leo S. Olschki
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settanta (di un secolo qualsiasi) / giancarlo busso
“L’angoscia è una stanza grande, ampia, col pavimento di legno
rialzato sopra il suolo […] Tutto può entrare:
Venti di nubi, fantasmi,
Tutto può anche uscire, come in un vento…”
Carlo Bordini, Titolo ignoto
. parlavano nello stanzone 168 operai trapassati, sapevano a chi toccava. il fiume Stura
era pieno di acido, prima i pesci. non si può credere, non può essere successo.
i pioppi lungo la strada di campagna cambiavano le foglie per liberarsi dal male, i topi
correvano, morivano senza zampe, fuse con il pavimento, non più carne. giovani operai
di vent’anni, figli di altri, morivano a quaranta urinando sangue.
non si può credere, non può essere successo. avevi dato giustizia in tribunale, le prime
condanne di un paese simile a ciò che non vogliamo. i morti tornavano alle tombe corrose,
le bare scoppiate, le lenzuola macchiate di ammine aromatiche, le sindoni della fabbrica di colori
ritrovate in fosfeni di archivi digitali,
Tuoi testimoni nel disordine della memoria.
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intervista di federico raponi alla storica claudia piermarini, autrice del libro “i soldati del popolo. arditi, partigiani e ribelli” (red star press)
la storica Claudia Piermarini presenta il suo libro
I SOLDATI DEL POPOLO
Arditi, partigiani e ribelli: dalle occupazioni del biennio 1919-20 alle gesta della Volante Rossa, storia eretica delle rivoluzioni mancate in Italia
(2025)
youtube.com/embed/0KCW5Fm0Tig?…
(intervista audio)
info
redstarpress.it/prodotto/i-sol…
#arditi #audio #biennioRosso #ClaudiaPiermarini #FedericoRaponi #ISoldatiDelPopolo #intervista #intervistaAudio #Occupazioni #Partigiani #RedStarPress #ribelli #rivoluzione #rivoluzioni #TuttaScena #VolanteRossa
I SOLDATI DEL POPOLO
Quando, alla fine della prima guerra mondiale, i contadini scesero in piazza per protestare contro la mancata distribuzione delle terre e, in città, gli operai occuparono in armi le fabbriche e gli altri luoghi di lavoro, l’intero ordinamento politic…Red Star Press
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edoardo sanguineti parla del primissimo e primo periodo della sua poesia
youtube.com/embed/GKIW58YpsIY?…
Edoardo Edoardo Sanguineti parla del primissimo e primo periodo della sua poesia (Modena, 26 aprile 2006 – Corso Canalchiaro 26). Intervista di Nadia Cavalera Riprese di Cristina Provenzano
#ScrittureDiRicerca #cambioDiParadigma #comicità #CristinaProvenzano #EdoardoSanguineti #esordi #esordio #intervista #Laborintus #NadiaCavalera #poesia #Postkarten #Reisebilder #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Triperuno #videointervista
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ancora per pochi giorni: bongiani art museum, “universi possibili / carte, documenti e pagine sparse” @ archivio di stato di salerno
Dopo la mostra “Carte, cartapecore, scartoffie e pinzillacchere” del 2017 presentata all’Archivio di Stato di Salerno con l’esposizione di antiche pergamene, scritture e documenti originali in un insolito viaggio dentro il passato e il ventre dell’Archivio, a distanza di 7 anni viene presentato nel Salone dell’Archivio di Stato di Salerno un secondo evento dal titolo: “UNIVERSI POSSIBILI, carte, documenti e pagine sparse” a cura di Sandro Bongiani che comprende l’utilizzo di undici documenti già presentati nella precedente mostra per essere ora utilizzati come base di lavoro da 43 importanti artisti italiani e stranieri, diversi per età e linguaggio espressivo, invitati a intervenire, ognuno con il proprio vissuto e visione poetica a realizzare l’opera “unica” per questo evento collettivo a Salerno.
Gli artisti invitati: Alessandra Angelini I Francesco Aprile I Antonio Baglivo I John M. Bennett I Raffaele Boemio I Andrea Bonanno I Sandro Bongiani I Anna Boschi I Ryosuke Cohen I Carmela Corsitto I Rosa Cuccurullo I Nicolò D’Alessandro I Marcello Diotallevi I Pablo Echaurren I Cinzia Farina I Luc Fierens I Giovanni Fontana I Marco Giovenale I Coco Gordon I Paolo Gubinelli I Carlo Iacomucci I Ugo la Pietra I Giovanni Leto I Pietro Lista I Oronzo Liuzzi I Maya Lopez I Serse Luigetti I Ruggero Maggi I Mauro Magni I Elena Marini I Gabi Minedi I Giorgio Moio I Mauro Molinari I Franco Panella I Filippo Panseca I Enzo Patti I Lamberto Pignotti I RCBz I Gian Paolo Roffi I Paolo Scirpa I Ernesto Terlizzi I Reid Wood I Rolando Zucchini
#AlessandraAngelini #AndreaBonanno #AnnaBoschi #antichePergamene #AntonioBaglivo #ArchivioDiStatoDiSalerno #art #arte #BongianiArtMuseum #CappellaDiSanLudovico #CarloIacomucci #CarmelaCorsitto #carte #CinziaFarina #CocoGordon #CollezioneBongianiArtMuseum #documenti #ElenaMarini #EnzoPatti #ErnestoTerlizzi #FilippoPanseca #FrancescoAprile #FrancoPanella #GabiMinedi #GianPaoloRoffi #GiorgioMoio #GiovanniFontana #GiovanniLeto #JohnMBennett #LambertoPignotti #LucFierens #MarcelloDiotallevi #MarcoGiovenale #materialiVerbovisivi #MauroMagni #MauroMolinari #MayaLopez #NicolòDAlessandro #OronzoLiuzzi #PabloEchaurren #pagineSparse #PaoloGubinelli #PaoloScirpa #PietroLista #RaffaeleBoemio #RCBz #ReidWood #RolandoZucchini #RosaCuccurullo #RuggeroMaggi #RyosukeCohen #SandroBongiani #SandroBongianiArteContemporanea #scritture #SerseLuigetti #UgoLaPietra #UniversiPossibili
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“fortopia” : forte prenestino, audio e link alla pagina (alle pagine)
FORTOPIA
dall’omonimo libro
lettura a cura del CSOA Forte Prenestino
Non un punto di arrivo, ma il gradino da cui ripartire per continuare a costruire insieme mille mondi possibili. Perché la Fortopía non è un’utopia, qualcosa che si allontana sempre più. La Fortopía è un’eterotopia, un luogo che una volta passato il ponte e superato il cancello è reale, presente e pulsante; un luogo dove il possibile si espande nel potenziale senza allontanarsi dal reale, divenendo concreto e praticabile. Tutto ciò non sarebbe stato possibile se non ci fosse stata negli anni la partecipazione di tanti e tante che con la loro presenza hanno dato senso a questa esperienza, rendendola patrimonio di tutt*. Una storia collettiva. Il punto di vista di centomila pazz*, tante prospettive che illuminano un unico grande cuore pulsante. E un senso che, dai sotterranei alla torretta, sorridente ci viene a cercare.
Molte delle persone che ci hanno attraversato oggi non ci sono più ma rimarranno sempre con noi, nei muri di questo posto, nel vento che scuote gli alberi e che ci dona un po’ di freschezza, nei ricordi e nella gioia che accompagnerà ancora questo “folle” esperimento. Guardando sempre dritto davanti avendo memoria, con le mani libere per tenersi stretti@ strett@ con la testa piena di lucida follia, costruendo mondi solidali e imperfetti.
https://archive.org/details/Fortopia (25′)
info forteprenestino.net/fortopia-i…
#archivio #csoa #culturaAntagonista #eterotopia #FortePrenestino #Fortopia #Movimento #storiaCollettiva
Fortopia : Free Download, Borrow, and Streaming : Internet Archive
★ RadioTeatro - Radio Onda Rossa 87.9 fm ★ Martedì 11 Aprile 2017 ore 14FORTOPIAdall'omonimo libro lettura a cura del CSOA Forte Prenestino Non un...Internet Archive
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oggi, 7 febbraio, a bologna: “nanni balestrini: una lunga primavera”
Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) da oggi, 7 febbraio 2025: af-artecontemporanea.it/
Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):
Assemblare i pezzi
[…] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.
Il nuovo Meccano
[…] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.
Verso i collage
[…] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.
#AFGallery #Anni70 #anniSettanta #art #arte #collage #Deleuze #frammenti #frammento #Guattari #MarcoScotini #Milieu #militanza #mostra #mostraCollage #Movimento #NanniBalestrini #neoavanguardia #operaismo #politica #riviste #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #Settanta #SettantaMilieu #TanoDAmico #ToniNegri #UnaLungaPrimavera
Settanta Milieu
Settanta Milieu. 386 J’aime · 346 en parlent. Il nostro futuro alle spallewww.facebook.com
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basel adra’s “no other land” documentary receives an oscar nomination and the idf/iof attacks his village
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Poco dopo che questo film palestinese era stato nominato per l’Oscar come miglior documentario, l’esercito sionista ha invaso il villaggio del protagonista del documentario, Masafer Yatta (Cisgiordania), e ha assalito la sua casa.
“Israele” non vuole che tu veda questo filmato; è stato duramente censurato dalle sue lobby di pressione, che sono già riuscite a cancellare la sua proiezione in molti paesi, arrivando al punto di tormentare un ministro tedesco per aver applaudito il film alla Berlinale e lo hanno costretto a chiedere perdono.
Il documentario è sulla pulizia etnica che l’esercito sionista perpetra a Masafer Yatta, ad Hebron (Cisgiordania), contro una serie di villaggi palestinesi che lottano per mantenere le loro terre e affrontano ogni giorno il terrorismo dei coloni.
Il film è incentrato sulla vita di Basel, un giovane attivista palestinese che con la sua macchina da presa filma tutti i crimini brutali che l’esercito sionista perpetra contro il suo popolo a Masafer Yatta, dove i palestinesi sono costretti a vivere in caverne nella loro terra e vengono sradicati da qualsiasi proprietà.
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Film completo:
x.com/danimayakovski/status/18…
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info:
slate.com/culture/2025/02/isra…
deadline.com/2025/01/indie-fil…
#attacks #BaselAdra #Cisgiordania #documentario #documentary #ethnicCleansing #genocide #Hebron #IDF #illegalità #IOF #IsraelTerroristState #israeleStatoTerrorista #izrahell #MasaferYatta #Palestina #puliziaEtnica #territoriOccupati #WestBank
Indie Films Opening Jan. 31: Oscar Nominated Documentary 'No Other Land'
'No Other Land', the Oscar-nominated documentary by a collective of Palestinian and Israeli directors, opens today at the indie film box office.Jill Goldsmith (Deadline)
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video completo della presentazione dell'”antologia di ricercabo” a ravenna, 31 gennaio 2025
youtube.com/embed/N0BxhNFfdmY?…
il libro:
mannieditori.it/libro/antologi…
#20072023 #antologia #antologiaLaboratorio #AntologiaRicercaBO #Barilli #Canella #casaEditriceManni #laboratorio #laboratorioDiNuoveScritture #LeonardoCanella #letteraturaItaliana #LorenzoMari #Manni #ManniEditore #ManniEditrice #narrativa #narrativaEPoesia #nuoveScritture #PieroManniEditore #poesia #poesiaENarrativa #poesiaEProsa #poesie #prosa #prosaEPoesia #ProsaInProsa #proseInProsa #racconti #racconto #RenatoBarilli #RicercaBO #RicercaRE #romanzi #romanzo #scrittureDiRicerca
Antologia di RicercaBO | Manni Editori
Questa antologia raccoglie alcuni dei testi migliori di RicercaBO, il laboratorio di ricerca di nuove scritture ideato da Renato Barilli e Nanni Balestrini nel 2007 sulla scia del precedente RicercaRE nato nel 1993.www.mannieditori.it
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ubuweb is back – fighting with us
ubu.com/
February 1, 2025
A year ago, we decided to shutter UbuWeb. Not really shutter it, per se, but instead to consider it complete. After nearly 30 years, it felt right. But now, with the political changes in America and elseawhere around the world, we have decided to restart our archiving and regrow Ubu. In a moment when our collective memory is being systematically eradicated, archiving reemerges as a strong form of resistance, a way of preserving crucial, subversive, and marginalized forms of expression. We encourage you to do the same. All rivers lead to the same ocean: find your form of resistance, no matter how small, and go hard. It’s now or never. Together we can prevent the annihilation of the memory of the world.
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video completo del webinar di presentazione del rapporto di amnesty international sul genocidio a gaza + link ai documenti (rapporto integrale e sintesi in italiano)
youtube.com/embed/klea0PJpc7k?…
Presentazione del rapporto Ti senti come se fossi subumano: il genocidio di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza, di Amnesty International, 4 feb. 2025.
Il lavoro di ricerca di Amnesty International nel Territorio palestinese occupato e Israele non si è mai fermato. Dal rapporto sul crimine di apartheid contro la popolazione palestinese, alle indagini e ricerche dal 7 ottobre 2023 in poi. Nell’ultimo rapporto “Ti senti come se fossi un subumano: il genocidio di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza”, i ricercatori e le ricercatrici hanno raccolto prove e sufficienti elementi per giungere alla conclusione che Israele ha commesso e sta continuando a commettere genocidio nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza occupata.
L’incontro online ha approfondito i contenuti del rapporto da un punto di vista legale, con un focus specifico su metodo e strumenti della ricerca.
Presenti nel video:
- Bodour Hassan, ricercatrice di Amnesty International in collegamento da Gerusalemme
- Erika Guevara-Rosas, alta direttrice per le ricerche e le campagne di Amnesty International
- Tina Marinari, campaign manager dell’ufficio campagne di Amnesty International Italia
- Vito Todeschini, legal advisor presso di Amnesty International in collegamento da Washington
PAGINA SUL SITO DI AMNESTY:
amnesty.it/israele-sta-commett…
IL RAPPORTO COMPLETO DI AMNESTY (in inglese):
Sintesi_Ti-senti-come-se-fossi-subumano_AMNESTY_INTERNATIONAL
scaricato dalla pagina di Amnesty e disponibile su slowforward
SINTESI IN ITALIANO:
2024-11-29-Gaza-genocide-report-–-full-report___AMNESTY_INTERNATIONAL
scaricato dalla pagina di Amnesty e disponibile su slowforward
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Israele sta commettendo genocidio contro la popolazione palestinese a Gaza - Amnesty International Italia
Rinvenuti sufficienti elementi per concludere che Israele ha commesso genocidio nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza occupata.Samanta Paladino (Amnesty International Italia)
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10 anni di baobab experience + elenco di appuntamenti (a partire da oggi) + lettera al governo sul caso almasri
Ricevo e molto volentieri rilancio la più
recente newsletter di Baobab Experience:
Sono passati 10 anni dallo sgombero di Ponte Mammolo che ha dato inizio all’esperienza di Baobab Experience. E visto che 10 è un gran bel numero, ci sembrava il caso di festeggiarlo. Sarà un anno all’insegna della restituzione alla collettività di tutto quello che abbiamo imparato sul campo: con eventi, dibattiti, incontri di formazione e tanto altro. Non solo per raccontare quello che siamo e che siamo stati in tutto questo tempo, ma per permettere a sempre più persone di avvicinarsi e comprendere il mondo di oggi: le sfide, le politiche nazionali ed internazionali, e, sopra ogni cosa, che cosa sia, davvero, la migrazione. Perché un mondo diverso è possibile, e noi vogliamo contribuire a costruirlo.
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Bisogna avere il coraggio di inventarsi l’avvenire
Thomas Sankara
Come è iniziato questo 2025
Questa newsletter doveva avere al centro il racconto di cosa sono stati questi dieci anni, ma i fatti di cronaca delle ultime settimane hanno reso necessario un taglio diverso. Di questi dieci anni avremo modo di parlare a lungo, oggi purtroppo troverete soprattutto il caso Almasri e quello che ha significato per la comunità di Baobab e per il Paese.
Dai campi di via Cupa al Welcome Center di via Tiburtina: una vittoria di tuttə
Dalla mobilitazione della società civile seguita allo sgombero di Ponte Mammolo che aveva creato un impasse nei centri di accoglienza, e che di fatto ha sancito l’inizio di questa avventura, ne sono successe di cose: siamo cresciutə, ci siamo costituitə associazione, abbiamo ampliato le nostre aree di intervento. Ma ci hanno anche sgomberato 42 (42!) volte, ci sono stati due processi a nostro carico, entrambi conclusi con esito positivo (il primo con archiviazione richiesta dall’accusa, e il secondo con assoluzione). Eravamo quelli di “Yes we camp!”, quelli che il giorno stesso dello sgombero erano già operativi da un’altra parte. Abbiamo chiesto per anni, in ogni modo, alle istituzioni di riconoscere la realtà del fenomeno del transito, e di offrire un posto dignitoso e sicuro alle persone in movimento. Per questo nostro compleanno un po’ speciale non poteva esserci un’apertura migliore dell’inaugurazione del Welcome Center di via Tiburtina, che offre finalmente, dopo anni di rivendicazioni e lotte, uno spazio pubblico di ascolto e supporto alle persone migranti, in una co-progettazione tra il Municipio II di Roma, Baobab Experience e altre realtà del terzo settore.
Oggi è un giorno particolarmente importante, e non vi nascondo un’emozione forte. Sono passati dieci anni da quando in questo piazzale c’erano centinaia e centinaia di donne, uomini e bambini. Era la primavera del 2015, ed era la prima cosiddetta crisi migratoria. Si trattava di figure che non venivano riconosciute: la figura del migrante in transito, delle persone in movimento. Donne e uomini che arrivavano dagli sbarchi, dai campi in Libia, da quelli in Tunisia. Arrivavano da viaggi difficili, da violenze, da torture, e non trovavano nulla, se non un pezzo di società civile. Quel pezzo di società civile ha resistito in questi anni, in molti modi. Sono passati dieci anni, quarantadue sgomberi, due processi di cui uno per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, da cui siamo stati chiaramente assolti. Ma la vera assoluzione, il fatto che non stessimo commettendo un reato, è quello che siamo riusciti a fare oggi: un luogo aperto a donne, uomini e bambini che hanno bisogno.– Andrea Costa, Presidente di Baobab Experience, durante l’inaugurazione del Welcome Center
Questo è solo l’inizio
È stato un lavoro lungo, che ha coinvolto tante parti. È stata anche una sfida nuova, perché la sinergia con le istituzioni e con altre associazioni richiede mediazione, saper dialogare, talvolta fare un passo indietro. Stiamo ancora capendo il modo in cui noi stessə interagiremo con questo nuovo spazio, quali sportelli si sposteranno lì, e in che modo e che tempistiche riusciremo anche a renderlo il nuovo luogo fisico del nostro presidio umanitario. Ci servirà senz’altro una mano: essere nel piazzale della Stazione Tiburtina ci permetterà di intercettare più persone che avranno bisogno del nostro supporto. Ad esempio, se ti piace cucinare, puoi iniziare a prendere contatti per poterci aiutare nei momenti di difficoltà: scrivi a baobabexperience@gmail.org. A breve organizzeremo anche un nuovo open day, resta aggiorntə tramite i social per non perderlo!
Arresto e rilascio di Osama Najim ‘Al Masri’ Habish:
una delle cose più brutte viste in questi anni
“Gli amici dei trafficanti siete voi!”. Lo abbiamo detto nelle piazze, in strada, alle manifestazioni. Sono anni che solleviamo questo cartello, e siamo forse embratə esageratə. Forse anche un po’ aggressivə. Poi è arrivato il 20 Gennaio.
Il 20 Gennaio pomeriggio, un messaggio di uno dei nostri ospiti ci informava, esultante e un po’ sconvolto, della cattura di Osama Najim ‘Al Masri’ Hamish (di seguito Almasri), capo della polizia giudiziaria libica, comandante della milizia Rada e della prigione di Mitiga. La notizia, che aveva appreso dai media libici, veniva nel frattempo confermata in Italia da Avvenire, e dava finalmente speranza di giustizia alle vittime del torturatore. Mentre seguivamo con attenzione il susseguirsi di notizie, emergeva che su Almasri pendeva un mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale. Finalmente! Dopo anni di denunce, non solo la corte riconosceva in Almasri un criminale reo di aver commesso crimini di guerra e contro l’umanità — tra cui violenza, stupro anche di bambini piccoli, omicidio, tortura, persecuzione e detenzione inumana —, ma la polizia italiana lo aveva addirittura arrestato! E tuttavia, seguendo questi temi ormai da anni, c’era qualcosa che non tornava. Che cosa ci faceva Almasri in Italia? Cosa era venuto a fare? Perché girava per l’Italia con tanta sicurezza? Come poteva evolvere una storia del genere?
Purtroppo oggi che scriviamo questa newsletter, alcune domande hanno trovato risposta, altre ancora no, e sembra sempre più difficile ottenerla. Almasri non solo non è più in carcere, ma è stato rimandato in fretta e furia al suo posto, in Libia. Nessun processo, nessuna giustizia.
In questa situazione vergognosa e terribile ci siamo ritrovatə nella posizione delicata e privilegiata di avere ospite, in uno dei nostri progetti abitativi, Lam Magok, una delle vittime di Almasri e che era stato sentito dalla Corte penale internazionale. Lam è una persona forte e determinata, che ha sempre usato la sua voce per denunciare i crimini che avvengono in Libia: non ha esitato ad accettare la responsabilità e la fatica di ripercorrere quei drammi e testimoniarli, per chiedere giustizia alla Presidente Meloni.
Gli siamo gratə perché grazie al suo coraggio, a quello di David Yambo (portavoce di Refugees in Libya) e di Mahamat Daoud, nei nostri media, per qualche giorno, c’è stato spazio per un racconto differente, culminato in una conferenza stampa a Montecitorio. Un racconto che ha mostrato in tutta la sua crudezza e barbarie quello che succede in Libia, un paese e un sistema che dal 2017 finanziamo per trattenere le persone migranti. Un paese, e un memorandum, che di fatto, quelli sì, ci rendono ricattabili.
In fondo a questa newsletter trovate la versione integrale della lettera che David e Lam hanno scritto alla Presidente Meloni e ai ministri e sottosegretari coinvolti e che hanno diffuso dopo la conferenza stampa. La riportiamo perché pensiamo dica tutto quello che c’è da dire.
L’azione legale
A seguito delle scelte politiche che hanno determinato la vanificazione del mandato di arresto e l’impossibilità del processo ad Almasri, Lam ha deciso di sporgere denuncia contro Nordio, Piantedosi e Meloni per aver di fatto garantito una via di fuga al criminale libico e di averlo sottratto alla giustizia internazionale. La denuncia è stata sporta il 3 Febbraio. Di seguito il comunicato stampa.
Lam Magok denuncia il Governo italiano
Lam Magok Biel Ruei, vittima di Osama Almasri, denuncia il Governo italiano per “favoreggiamento”: le condotte di Nordio, Piantedosi e Meloni hanno sottratto il torturatore libico alla giustizia.
L’inerzia del ministro della Giustizia – il quale avrebbe potuto e dovuto chiedere la custodia cautelare del criminale ricercato dalla Corte penale internazionale – e il decreto di espulsione firmato dal ministro dell’Interno, con l’immediata predisposizione del volo di Stato per ricondurre il ricercato in Libia, hanno consentito ad Almasri di sottrarsi all’arresto e di ritornare impunemente nel suo Paese di origine, impedendo così la celebrazione del processo a suo carico.
Osama Almasri è indagato per crimini atroci quali detenzione illegittima, persecuzione, trattamento crudele, tortura stupro, violenza sessuale e omicidio.
“Io sono stato vittima e testimone di queste atrocità, orrori che ho già raccontato alla Corte penale internazionale – commenta Lam Magok – ma il Governo italiano mi ha reso vittima una seconda volta, vanificando la possibilità di ottenere giustizia sia per tutte le persone, come me, sopravvissute alle sue violenze, sia per coloro che ha ucciso sia per coloro che continueranno a subire torture e abusi per sua mano o sotto il suo comando. Una possibilità che – prosegue Lam – era diventata concreta grazie al mandato d’arresto della Corte penale internazionale e che l’Italia mi ha sottratto”.
“Faccio questo – conclude Lam – nella convinzione che l’Italia si possa ancora definire uno Stato di diritto, dove la legge è uguale per tutti, senza subire sospensioni o eccezioni, e dove le persone definite pericolose a causa dei crimini commessi vengano consegnate alla giustizia e non ricondotte comodamente nel luogo dove hanno commesso e continueranno a commettere atrocità”.
L’iniziativa legale è del Signor Lam Magok.
Baobab Experience supporta, condivide e sostiene la decisione di Lam, attraverso lo staff legale dell’Associazione, nella figura dell’Avv. Francesco Romeo e attraverso l’Ufficio comunicazione.
Per approfondire
Due interviste a Lam, “Io, torturato da Almasri e dai suoi miliziani: ho preso così tante botte che pensavo di morire” (La Repubblica, 23/01/2025) e «L’ho visto uccidere nel carcere di Mitiga». Il racconto sul libico Almasri liberato dal governo Meloni (Domani, 24/01/2025 )
Il video di Piazza Pulita in cui Lam racconta la sua esperienza (23/01/2025)
Qui (Internazionale) e qui (Avvenire) trovi un riassunto di quello che non torna e dei punti rimasti aperti sul caso Almasri, e su cui il governo continua a non fare chiarezza. Nel primo trovi anche un’intervista a Lam.
Qui c’è invece la conferenza stampa dei rifugiati vittime di Almasri, convocata dalle opposizioni a Montecitorio.
Qui invece il rapporto del Consiglio per i diritti umani dell’ONU sulle violazioni dei diritti umani in Libia
La pagina Refugees in Libya documenta quotidianamente la situazione delle persone migranti in Libia.
Questi giorni sono stati anche fondamentali per la presentazione, al Parlamento Europeo, a Bruxelles, di un’inchiesta sul traffico e la vendita di persone tra Tunisia e Libia. Qui trovi il rapporto, mentre in questo articolo puoi leggerne una sintesi.
Se invece vuoi capire meglio cosa sia la Libia adesso, questo libro di Nancy Porsia è una lettura illuminante.
*
Nuovo anno, nuova tessera!
Se credi in quello che facciamo, puoi dirlo con un gesto: diventa sociə.
La tessera ha un costo di 30 euro, che contribuiscono, come sempre, a finanziare le attività che svolgiamo. Ma è anche molto di più: è un modo per dire che credi in un approccio diverso, e che ti riconosci nei nostri ideali e nella nostra pratica quotidiana. Se vuoi tesserarti, scrivi a baobabexperience@gmail.com
- Per donare con bonifico bancario:
Baobab Experience
Iban: IT60I0501803200000016788945
BIC/SWIFT: ETICIT22XXX - Per donare con PayPal clicca qui
*Proviamo a chiudere su una nota bella:
inaugurazione della Casa della Solidarietà
Venerdì 31 Gennaio è stata inaugurata la Casa della Solidarietà, uno spazio confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla società civile. Adesso quello spazio avrà al centro la giustizia sociale, e Baobab Experience è partner di questo progetto: la Casa della Solidarietà diventerà una delle sedi della Scuola di Alì, la scuola di italiano per stranieri di Baobab Experience, e sarà utilizzata anche per laboratori artistici ed espressivi per lə nostrə ospiti.
Appuntamenti
6 febbraio: Giornata di commemorazione in memoria delle persone morte e sparite al confine. Ci vediamo al Welcome Center di Tiburtina (Pizzale della Stazione Tiburtina) alle 18:00. Per questa occasione ci sarà una mobilitazione internazionale che si svolgerà in varie città e paesi: in Italia, oltre a Roma, ci saranno iniziative a Ventimiglia, Milano, Oulx, Messina e Parma. Qui puoi trovare tutte le informazioni.
13 febbraio: Casa Internazionale delle Donne, Festa del Tesseramento dell’Unione Donne Italiane. Intervengono Sara Anna Gaeta (Baobab Experience) e Maryam e Faezeh, ospiti iraniane di Baobab Experience. Ore 17, via della Penitenza 37, Roma
14 febbraio: Sinistra Anticapitalista ci ha invitato a raccontare il nostro punto di vista sulla vicenda Almasri e spiegare in modo più approfondito cosa succede in Libia. L’evento è aperto a tuttə: ci vediamo alle ore 19:00 in via dei Latini 73, Roma
20 febbraio: incontro con lə studentə del liceo classico Giulio Cesare, Roma
Dopo gli incontri presso i licei Righi e Tasso tenuti a gennaio, questo mese ci vedrà impegnatə al Giulio Cesare, come parte della nostra attività di testimonianza nelle scuole. Sono i primi tasselli di questo anniversario dei dieci anni, e ci piacerebbe poter coinvolgere quante più scuole possibile. Se sei insegnate/genitore/preside e vorresti che la tua scuola partecipasse a questa serie di incontri, contattataci a baobabexperience@gmail.com Che sia una scuola primaria, secondaria o università: noi ci siamo sempre.
A presto!
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Lettera a Giorgia Meloni, Matteo Piantedosi, Carlo Nordio e Alfredo Mantovano
Egregi Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Ministro Matteo Piantedosi, Ministro Carlo Nordio e Sottosegretario Alfredo Mantovano,
vi scriviamo in qualità di portavoce dei Rifugiati in Libia ma anche come vittime e sopravvissuti di Osama Najim Almasri. I nostri corpi portano i segni dei suoi crimini e le nostre menti sono piene di ricordi che nessun essere umano dovrebbe sopportare. Quando Almasri è stato arrestato a Torino, abbiamo creduto, anche se per poco, che la giustizia potesse raggiungere quelli di noi che hanno conosciuto solo la sofferenza. Ma voi ci avete tolto questa speranza, rispedendolo in Libia, dove continuerà a fare del male ad altri, come ha fatto a noi.
Il dolore per questo tradimento è profondo. È lo stesso dolore che ci portiamo dietro da anni. Siamo venuti in Italia in cerca di protezione e siamo grati per la sicurezza che abbiamo trovato. Ma la nostra dignità, rubata in Libia, è stata rubata di nuovo qui.
L’Italia era un Paese in cui credevamo, un Paese che parlava di giustizia e di diritti umani. Ma la giustizia non ci è stata data. Al contrario, abbiamo assistito alla liberazione dell’uomo che ci ha torturato. E mentre scriviamo questa lettera, altri stanno ancora soffrendo sotto lo stesso sistema che ci ha brutalizzato. Oggi i migranti in Libia vivono in condizioni peggiori delle prigioni. Vengono torturati per ottenere un riscatto, venduti come proprietà, violentati, affamati e lasciati morire. Quelli che si trovano ancora nella prigione di Mitiga, dove Almasri ha costruito il suo impero di crudeltà, non conoscono altro che il dolore. La stessa Libia con cui lavorate, finanziate e a cui stringete la mano è diventata una terra di sofferenza infinita per chi non ha potere.
Ora sappiamo che l’Italia non ha solo le dita in Libia, ma ha le mani intere sepolte nei suoi affari e può dire chi è libero o meno.
Non siete solo testimoni di ciò che accade in quel Paese, ma contribuite a plasmarlo. Non si può affermare di combattere il traffico di esseri umani mentre si fanno accordi con chi ne trae profitto.
Non potete definire Almasri “pericoloso” mentre lo proteggete dalla giustizia.
Non potete definirvi difensori dei diritti umani mentre lasciate le persone a marcire nelle prigioni libiche.
Pertanto, Vi chiediamo:
• La cessazione immediata di tutti gli accordi tra Italia e Libia che consentono abusi nei confronti dei migranti.
• Un impegno pubblico per chiedere il rilascio di tutti coloro che sono ancora imprigionati a Mitiga e in altri centri di detenzione in Libia.
• Una spiegazione ufficiale del perché Almasri, che il vostro stesso Governo ha definito pericoloso, sia stato rilasciato invece di essere consegnato alla Corte penale internazionale.
• Un percorso legale per i migranti intrappolati nei centri di detenzione libici, compresa la riapertura dell’Ambasciata Italiana a Tripoli per l’ottenimento di visti umanitari.La giustizia non può essere selettiva. Non può servire i potenti mentre gli impotenti vengono scartati. L’Italia deve rispondere delle sue scelte.
Cordiali saluti,
David Yambio, Lam Magok e le vittime di Osama Najim Almasri
Roma, 29 gennaio 2025
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corrado costa, nanni balestrini e la signorina richmond
youtube.com/embed/VamhIAdk8rI?…
Festival Di versi in versi, Parma, Teatro Due, 1986.
Archivio Video “La Repubblica dei poeti”.
Progetto a cura di Daniela Rossi
#Balestrini #CorradoCosta #Costa #DanielaRossi #DiVersiInVersi #FestivalDiVersiInVersi #LaRepubblicaDeiPoeti #LaSignorinaRichmond #NanniBalestrini #performance #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #TeatroDue
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7 febbraio, bologna: “nanni balestrini: una lunga primavera”
Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) il 7 febbraio 2025: af-artecontemporanea.it/
Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):
Assemblare i pezzi
[…] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.
Il nuovo Meccano
[…] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.
Verso i collage
[…] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.
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Settanta Milieu
Settanta Milieu. 386 J’aime · 346 en parlent. Il nostro futuro alle spallewww.facebook.com
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“avanzamento”, un nuovo testo di mg sul ‘cucchiaio nell’orecchio’
ilcucchiaionellorecchio.it/202…
(grazie come sempre a Gaetano Altopiano per la sua ospitalità sul suo sito)
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Tutti i testi sul sito ‘Il cucchiaio nell’orecchio’:
ilcucchiaionellorecchio.it/cat…
Tutti i testi in ‘Multiperso’:
multiperso.wordpress.com/tag/m…
#IlCucchiaioNellOrecchio #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline
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segnalo il sito di filippo balestra: e i suoi testi
qui:
casaeditricegigante.blogspot.c…
#blog #CasaEditriceGigante #FilippoBalestra #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #sito
Casa Editrice Gigante
Blog di Filippo Balestra ma anche finta casa editrice. Online dal 1956casaeditricegigante.blogspot.com
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la vita sull'asteroide Bennu
Trovati i mattoni della vita nei campioni dell' #asteroide #Bennu
Trovati #amminoacidi e basi di #DNA e #RNA
#Nature #NatureAstronomy #scienza
ansa.it/canale_scienza/notizie…
Trovati i mattoni della vita nei campioni dell'asteroide Bennu - Spazio e Astronomia - Ansa.it
Trovati amminoacidi e basi di Dna e Rna (ANSA)Agenzia ANSA
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