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informapirata.it/2024/01/02/e-…


Is it possible to publish posts on Lemmy from your WordPress blog?


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Mastodon Tips: how to use Friendica groups/forums and Lemmy communities


Are you a Mastodon user and would like to use the Friendica groups/forums and Lemmy communities? Then this guide is for you!
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NB: this post is the automatic translation of this post which is, in turn, the simplified version of another, much more detailed post published a few weeks ago. We recommend that anyone who has time or curiosity read it anyway, also in order to learn interesting details about the Fediverse in general. In both cases these are “users” of the fediverse and which…

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informapirata.it/2024/01/02/ma…


VERSIONE ITALIANA FRANCIA, LA CNIL AVVIA UNA CONSULTAZIONE SULLE VALUTAZIONI D’IMPATTO DEI TRASFERIMENTI DI DATI AL DI FUORI DELL’EUROPALe organizzazioni che trasferiscono dati personali al di fuori del SEE – Spazio Economico Europeo – sono demandate a valutare il livello di protezione dei dati nei Paesi di destinazione e a decidere se occorre adottare delle …
Informa Pirata ha ricondiviso questo.

🔴 L’#Africa subsahariana ha perso 1,74 miliardi di dollari nel 2023 a causa degli arresti indotti dai governi.
#shutdown #DigitalRights #Etiopia 🇪🇹
cc: @quinta @Gert @informapirata @sbarrax techpoint.africa/2024/01/08/af…

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La Commissione europea ha annunciato martedì (9 gennaio) che sta esaminando la natura del rapporto tra la multinazionale tecnologica Microsoft e OpenAI, produttore di ChatGPT, dopo che la recente destituzione e reintegrazione del CEO di quest’ultimo ha evidenziato lo stretto...
Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Pare che nel 2023 Meta sia stata multata per $1.72 miliardi¹.

Corrispondenti a 5 giorni e 13 ore di attività.

Forse sarebbe meglio, per certe società, evitare le multe in vil denaro e obbligarle a stare fuori rete per il periodo che ci mettono a fare quei soldi.

Ma basandosi su quanto hanno pagato di tasse l'anno precedente: se dichiarano che han fatto solo $100 di utile al giorno allora staranno offline per 1.720.000.000/100 = 17.200.000 giorni.

~~

¹ mastodon.social/@protonmail/11…


Big tech fines in 2023 totalled $3bn for breaking laws on both sides of the Atlantic.

Here's a breakdown of long it took them to pay off their respective fines:

🔎 Google: $941 million – 1 day 4 hours
📦 Amazon: $111.7 million – 2 hours
👓 Meta: $1.72 billion – 5 days 13 hours
🍏 Apple: $186.4 million – 4 hours
🪟 Microsoft: $84 million – 3.5 hours

🧵 2 / 3


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“DPA Belga: una persona battezzata ha il diritto di essere cancellata dal registro battesimale” La DPA belga si è recentemente pronunciata su un reclamo proposto da un cittadino che aveva chiesto alla Chiesa Cattolica la rimozione dei propri dati personali dal registro dei battesimi.Nel 2021 un cittadino belga, regolarmente battezzato, aveva presentato una richiesta di …

Maronno Winchester reshared this.

VERSIONE ITALIANA NEBRASKA. SETTE SENATORI STATALI HANNO ACCETTATO DI FARE REALIZZARE CLONI DELLE LORO VOCI CON L’AI PER CAPIRE COME REGOLAMENTARLE L’utilizzo di software basati sulla AI diventa sempre più diffuso come le preoccupazioni sulla sua regolamentazione. In Nebraska i legislatori sono preoccupati per la disinformazione che potrebbe essere diffusa tramite l’IA in vista delle …

informapirata ⁂ reshared this.

VERSIONE ITALIANA USA, ALCUNE SOCIETA’ TECH FANNO CAUSA ALLO STATO DELL’OHIO PER UNA LEGGE CHE LIMITA L’USO DEI SOCIAL PER I MINORILa legge dello stato dell Ohio, che entrerà in vigore il prossimo gennaio, che limita l’uso dei social per i minori è stata presentata come un modo per proteggere la loro salute mentale. Il …

Secondo uno studio pubblicato di recente, i partiti più radicali del Paese, che quest’anno affronteranno diverse competizione elettorali, hanno aumentato in modo significativo i loro budget per la pubblicità sui social media. I belgi hanno davanti a sé un anno...

informapirata ⁂ reshared this.

Il ciclone ChatGPT e la scuola: 5 punti chiave


di Enrico Nardelli

In questi mesi nel mondo della scuola c’è un enorme subbuglio – soprattutto tra i docenti, a causa degli strumenti di intelligenza artificiale generativa (che nel seguito chiamerò, per brevità, IAG), di cui il più noto è ChatGPT. Come mai sta accadendo questo? Per cominciare, gli strumenti di IAG sono oggettivamente in grado di esibire prestazioni (nella produzione di testi, ma anche di immagini, e di molti altri prodotti cognitivi tipicamente realizzati dagli esseri umani) che in molti casi non sono distinguibili da quelle delle persone. Quindi, quelli che nella bella definizione di Stefano Quintarelli sono solo dei SALAMI (Systematic Approaches to Learning Algorithms and Machine Inferences = approcci sistematici per [lo sviluppo di] algoritmi di apprendimento e [sistemi di] deduzione automatica), vengono, a causa di un processo di proiezione che è tipico degli esseri umani che vedono significati dappertutto, erroneamente percepiti nell’interpretazione comune come delle entità realmente intelligenti.

Poi, sono in gioco enormi interessi commerciali, miliardi di euro (o dollari) investiti annualmente per tentare di accaparrarsi quote di mercato che si proiettano in valori almeno mille volte maggiori. Questi spingono ogni giorno, in modo incessante, a descrivere sui mezzi di comunicazione scenari che oscillano dal fantascientifico (risolveremo tutti i problemi dell’umanità) all’apocalittico (perderemo tutti il lavoro), ma sempre finalizzati a costruire una convinzione di ineluttabilità: non c’è alternativa! In particolar modo, dal momento che il modo migliore di convincere qualcuno ad usare un certo prodotto è quello di abituarlo all’uso sin da piccolo, il settore della scuola è quello su cui si concentra la maggiore pressione.

Inoltre, gli strumenti di IAG sono ormai integrati nell’appendice tecnologica di cui tutti siamo dotati, lo smartphone e quindi, volenti o nolenti, tutti si trovano ad utilizzarli. È inevitabile! si ribadisce in continuazione. Il termine “innovativo” viene poi usato come passepartout per convincere chi non è esperto, trascurando di considerare quali possono essere le reali conseguenze di lungo periodo. Ricordiamoci di come nell’ultimo ventennio si siano fatti usare dispositivi digitali ai minori, anche piccolissimi, senza alcun reale controllo, per poi accorgersi che, come documentato nel rapporto finale del giugno 2021 dell’indagine conoscitiva “Sull’impatto del digitale sugli studenti, con particolare riguardo ai processi di apprendimento” svolta dalla Commissione “Istruzione Pubblica e Beni Culturali” del Senato, qualche problema è stato creato, e non di poco conto.

Ora, per limitarci agli strumenti di IAG testuali, cioè quelli che preparano dei testi rispondenti a quanto è stato richiesto (p.es.: quali sono i fatti salienti delle Guerre Puniche? oppure: scrivi una sintesi in 20 righe de “I promessi sposi”, o ancora: descrivi il processo di impollinazione delle piante), la conseguenza immediata sulla scuola è che uno dei modi più tradizionali di verifica delle competenze utilizzato giornalmente, ovvero lo svolgimento di compiti a casa, perde completamente di efficacia. È ovvio, a meno di non instaurare un clima proibizionistico che comunque sarebbe di qualche utilità solo per un breve periodo, che tutti gli scolari li svolgerebbero usando l’IAG.

La risposta non è però inventarsi improbabili modi di farli comunque usare agli studenti. Discuterò nel seguito i cinque punti critici di un approccio di questo genere. La risposta è dar maggior valore all’oralità e al rapporto in presenza. Quindi, meno compiti a casa e più lavoro in classe, il che implica avere classi più piccole e più insegnanti. Certo, servono soldi, ma sull’istruzione si gioca il futuro di un Paese. Un approccio di questo genere, tra l’altro, torna a dare valore alla componente relazionale del rapporto tra docente e studente. Sappiamo bene, almeno a partire dall’analisi fatta da Platone nei suoi Dialoghi, che la componente affettiva della relazione educativa tra didàskalos e mathetés, maestro e allievo, è un aspetto fondamentale della paideia, la crescita etica e spirituale del discepolo. Questa componente può essere arricchita dalla tecnologia, se opportunamente utilizzata, ma mai, mai sostituita, pena l’impoverimento e la distruzione della nostra umanità.

Alcuni comunque dicono: “trasformiamo la disponibilità dell’IAG in un’opportunità per un apprendimento migliore da parte degli studenti; facciamogli fare degli esperimenti con queste tecnologie che comunque si troveranno ad usare da grandi”. Ci sono in questo modo di fare alcuni punti critici assai importanti che vale la pena esaminare.

1) Si tratta di strumenti ancora in fase di sviluppo, che spesso producono risposte che sembrano corrette, ma sono imprecise. Solo se conosciamo bene l’argomento sui cui l’IAG ha prodotto un testo possiamo accorgerci di ciò che non va. Dal momento che nella scuola, tanto più quanto più si è piccoli, l’acquisizione della conoscenza è proprio uno degli aspetti formativi fondamentali, è evidente che non è sensato rischiare che gli scolari apprendano conoscenze errate (se non addirittura viziate da pregiudizi o stereotipi).

2) Sono strumenti controllati dalle solite Big Tech, sui quali vi è un’assoluta mancanza di controllo su come sono stati messi a punto e funzionano, su quali dati siano stati usati per il loro addestramento e su quali prove di sicurezza siano state condotte. Per ogni tecnologia potenzialmente nociva le società hanno introdotto delle regolamentazioni. In questo caso ci sta provando l’Unione Europea con il cosiddetto “AI Act”, per il quale è stato recentemente annunciato l’accordo politico ma non sono noti i dettagli. Però nel frattempo se ne sta incentivando il più possibile l’uso, incuranti dei possibili rischi. Una prima grana è esplosa proprio negli ultimi giorni del 2023, con la notizia che il New York Times, uno dei giornali più noti e con la miglior reputazione al mondo, ha fatto causa per violazione di diritto d’autore a OpenAI e Microsoft perché avrebbero addestrato i loro strumenti IAG sui loro articoli senza esserne autorizzati. Altre se ne attendono a breve, relativamente agli strumenti IAG visuali, cioè quelli in grado di produrre immagini e video, dal momento che diversi utenti su X (precedentemente Twitter) hanno evidenziato che possono produrre immagini protette dal diritto autore, anche se l’utente formula la richiesta in modo generico.

3) Usare strumenti ancora in sviluppo vuol dire lavorare gratis per chi li sta mettendo a punto e magari un giorno ce li rivenderà. Ovvero, stiamo commettendo di nuovo lo stesso errore in cui siamo incorsi abbandonandoci senza pensare troppo a piattaforme sociali intrusive e abusive, che hanno raccolto quantità enormi di dati su di noi e le usano a scopo commerciale. Cosa ce ne viene in cambio? Quando si dice che dobbiamo insegnare ai docenti come fare le domande all’IAG per ottenere l’aiuto di cui possono aver bisogno (il cosiddetto prompt engineering) mi sento rabbrividire: ma davvero vogliamo trasformarli in forza-lavoro gratuita a disposizione delle Big Tech ?

4) Se anche gli strumenti dell’IAG dessero sempre risposte corrette (ma non è così), con il loro uso nei livelli inferiori della scuola non solo rischiamo che i nostri figli acquisiscano conoscenze errate, ma possiamo menomare le loro possibilità di crescita sul piano cognitivo, dal momento che in tal modo essi non le esercitano. Sintetizzare testi, argomentare una posizione, presentare un punto di vista sono competenze fondamentali per un qualunque cittadino. Se non li facciamo esercitare da scolari, non le acquisiranno mai. Un po’ come accade se ci spostiamo solo in automobile e mai a piedi o in bicicletta, le nostre capacità fisiche si indeboliscono. In aggiunta, mentre studiando sui libri ci si allena alla pluralità di punti di vista e modi di presentare un certo argomento, in presenza di pochissime sorgenti di conoscenza il rischio di un indottrinamento sociale, soprattutto per le materie umanistiche, è fortissimo.

5) Mi sembra incredibile il contrasto tra i continui inviti ad usarli e la mancanza di una seria valutazione di tipo etico relativa al coinvolgimento dei minori nell’uso di strumenti ancora sperimentali. Ma come, per qualunque sperimentazione che coinvolga i bambini è, giustissimamente, necessaria l’approvazione sul piano etico, e in questo caso invece niente? Per un recente progetto di ricerca nelle scuole primarie che confrontava due metodi di insegnamento di uno dei costrutti fondamentali dell’informatica, io e i miei colleghi abbiamo dovuto avere l’approvazione di un comitato etico, mentre in questo caso vedo esortazioni a far usare l’IAG a minorenni senza alcuna riflessione su questi aspetti, né su quelli relativi alla privacy. Ma voi vi immaginate se nei primi anni del Novecento i fratelli Wright avessero cominciato a far volare persone sui loro aeroplani mentre li mettevano a punto?

Si dice: ma non c’è alternativa, l’IAG è qua e fa parte della nostra vita. È vero che è già nella nostra vita, ma non c’è un assoluto bisogno di usarla nelle classi. Il che non vuol dire non parlarne o far finta che non esista. L’uso collettivo in aula, sotto il controllo e la guida del docente, accompagnato da una discussione critica, ovviamente al livello consentito dall’età dei bambini, costituisce un’utile informazione su una tecnologia che comunque incontrano. Ma non abbiamo davvero necessità che, allo stato attuale della tecnologia, gli studenti utilizzino regolarmente tali strumenti. Per i docenti, alcuni usi sono possibili, come ho descritto in un recente articolo, ma è necessaria un’estrema attenzione, vista la natura ancora sperimentale di questi strumenti e i pericoli legati alla disseminazione di dati personali dei minori. A questo proposito mi piacerebbe sapere se l’autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ha valutato se l’esortazione agli insegnanti di usare questi strumenti per migliorare la loro didattica, personalizzandola per le esigenze dei singoli studenti, possa mettere a repentaglio la privacy di questi ultimi.

Aggiungo, per essere ancora più chiaro: in un contesto in cui nelle scuole insegniamo le basi scientifiche dell’informatica, può certamente trovare spazio anche la didattica sui princìpi dell’intelligenza artificiale, che costituisce un settore molto importante dell’informatica stessa. Però, insegnare cos’è l’apprendimento automatico (= machine learning), cioè la tecnica fondamentale usata per l’IAG, a chi non sa cos’è un automa o un algoritmo è come tentare di far capire cos’è la trigonometria a chi conosce solo le quattro operazioni aritmetiche. Si può certo raccontare che la trigonometria permette di misurare la distanza tra due alberi al di là di un fiume senza attraversarlo, ma in assenza di un’adeguata base di matematica si tratta di semplice divulgazione. Utile certamente per il cittadino che ha poco tempo per studiare e che deve comunque essere aggiornato sugli avanzamenti scientifico-tecnologici, mentre nella scuola vanno fornite le basi scientifiche per comprendere il mondo intorno a noi, sia quello della natura che quello artificialmente costruito, che in misura sempre maggiore è digitale.

Ripensare l’intero curriculum scolastico alla luce della trasformazione ormai avvenuta da società industriale a società digitale è un passo indispensabile, molto, molto di più che inseguire le mode tecnologiche addestrando studenti e insegnanti all’uso degli strumenti di IAG.
--
Versione originale pubblicata su "StartMAG" il 4 gennaio 2024.


link-and-think.blogspot.com/20…

Chat control: EU Ombudsman launches investigation into Europol


Following a complaint by Patrick Breyer, Pirate Party MEP, the EU Ombudsman Emily O’Reilly has announced that she has opened an investigation into the transfer of two former Europol … https://nextcloud.pp-eu.eu/index.php/s/sRiy45KrJ6p2ftX https://www.pat

Following a complaint by Patrick Breyer, Pirate Party MEP, the EU Ombudsman Emily O’Reilly has announced that she has opened an investigation into the transfer of two former Europol officials to the chat control surveillance tech provider Thorn. Despite the obvious conflict of interest, the transfer of the officials, who had already been involved in child sexual abuse at Europol, was authorised by the authority. One of the officials was involved in a pilot project at Europol for the AI-based analysis of abuse reports, is now registered with the Bundestag as a lobbyist for Thorn and travelled to a Europol meeting with his former colleagues in his new role. O’Reilly is asking Europol to provide access to all documents relating to the transfer and its approval by 15 January.

Breyer welcomes the move: “Since the revelation of Chatcontrol Gate, we know that the CSAR proposal is ultimately a product of the lobby of an international surveillance-government-industrial complex. We will hold EU Commissioner for Home Affairs Johansson and Europol accountable for this betrayal of our digital civil liberties to ensure it will never happen again.”

Background: The EU Commission proposes to oblige providers to search all private chats, messages, and emails automatically for suspicious content – generally and indiscriminately. The stated aim of this chat control: To prosecute child sexual exploitation material (CSEM). The result: Mass surveillance by means of fully automated real-time surveillance of messaging and chats and the end of privacy of digital correspondence.


patrick-breyer.de/en/chat-cont…

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Stai usando #mastodon?

Non stai usando mastodon?

Se riesci a leggere questo messaggio, allora dovresti partecipare al sondaggio che abbiamo lanciato:
Indagine sul Fediverso 2023.

E se non riesci a leggerlo, dovresti partecipare ugualmente... 😅

Il sondaggio scade il 15 gennaio!!!

feddit.it/post/4468181


Indagine sul Fediverso 2023: il sondaggio scade il 15 gennaio!!!


Abbiamo preparato un questionario anonimo dedicato a tutti gli utenti del Fediverso italiano. Si tratta del primo tentativo di indagare ad ampio spettro l'utilizzo che gli utenti del "Fediverso libero" fanno dei loro social.


Alcune parti sono espressamente dedicate agli utenti di Friendica e in particolare a quelli dell'istanza Poliverso, per far avere a noi amministratori di poliverso.org un riscontro sull'usabilità del sistema in particolare:

1. sulla reattività del sistema dopo la migrazione al nuovo server dedicato
2. sull'ergonomia dell'interfaccia dopo l'ìaggiornamento alla rel. 2023.12

Il questionario è anonimo, ma gli utenti che volessero chiedere delucidazioni in forma non anonima possono contattare gli amministratori presso i seguenti account:

  • @admin@poliverso.org
  • @notizie@poliverso.org
  • @informapirata@poliverso.org
  • @poliverso@mastodon.online
  • @informapirata@mastodon.uno


NB: i dati raccolti sono anonimizzati e conservati all'interno di un cloud criptato: verranno utilizzati dai soli amministratori di Poliverso secondo la stessa politica prevista e con lo stesso titolare dei dati indicato per poliverso.org e con l'obiettivo di


  1. informare l'utenza del Fediverso sulle tendenze rilevate pubblicando post di carattere informativo dagli account di servizio di poliverso.org o sui canali social legati all'account di informapirata che impiegheranno solo dati aggregati;
  2. raccogliere riscontri da parte degli utenti dell'istanza poliverso.org al fine di apportare miglioramenti al servizio

La raccolta dei dati proseguirà fino al 15 gennaio e i dati raccolti verranno conservati presso il nostro account cryptpad per non più di sei mesi dalla chiusura del sondaggio prevista per il 15 gennaio alle ore 16:00

Ti ricordiamo che puoi sostenere il nostro progetto attraverso due canali di finanziamento:


  1. Ko-Fi: ko-fi.com/poliverso
  2. Liberapay: liberapay.com/poliverso


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Sei un utente Mastodon e vorresti utilizzare i gruppi/forum di Friendica e le community di Lemmy? Allora questa guida fa per te!

mastodon.uno/@informapirata@ww…

#Lemmy #Friendica #Gruppi


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informapirata.it/2023/03/27/ti…


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in reply to Informapirata

Got it - Lemmy vs. Wordpress integration issues. It's weird behaviour but it makes a lot of sense!

Another issue that I've noticed is across Lemmy instances: when I submitted that comment (from lemmy.ml), I'm almost sure that your other comment wasn't appearing yet. It seems that there was a delay of at least 2h before syncing instances.

Francesco


Sorry, wrong person ☺

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Indagine sul Fediverso 2023: il primo sondaggio on line sulla comunità italiana dei social federati. Vuoi partecipare? Il sondaggio scade il 15 gennaio

feddit.it/post/4468181

Come sei finito dentro al Fediverso? Quali sono le cose che ti piacciono di più e quelle che ti piacciono meno? Quali sono gli aspetti più interessanti? Quanto usi le istanze in cui sei iscritto o le app che hai scaricato?

feddit.it/post/4468181


Indagine sul Fediverso 2023: il sondaggio scade il 15 gennaio!!!


Abbiamo preparato un questionario anonimo dedicato a tutti gli utenti del Fediverso italiano. Si tratta del primo tentativo di indagare ad ampio spettro l'utilizzo che gli utenti del "Fediverso libero" fanno dei loro social.


Alcune parti sono espressamente dedicate agli utenti di Friendica e in particolare a quelli dell'istanza Poliverso, per far avere a noi amministratori di poliverso.org un riscontro sull'usabilità del sistema in particolare:

1. sulla reattività del sistema dopo la migrazione al nuovo server dedicato
2. sull'ergonomia dell'interfaccia dopo l'ìaggiornamento alla rel. 2023.12

Il questionario è anonimo, ma gli utenti che volessero chiedere delucidazioni in forma non anonima possono contattare gli amministratori presso i seguenti account:

  • @admin@poliverso.org
  • @notizie@poliverso.org
  • @informapirata@poliverso.org
  • @poliverso@mastodon.online
  • @informapirata@mastodon.uno


NB: i dati raccolti sono anonimizzati e conservati all'interno di un cloud criptato: verranno utilizzati dai soli amministratori di Poliverso secondo la stessa politica prevista e con lo stesso titolare dei dati indicato per poliverso.org e con l'obiettivo di


  1. informare l'utenza del Fediverso sulle tendenze rilevate pubblicando post di carattere informativo dagli account di servizio di poliverso.org o sui canali social legati all'account di informapirata che impiegheranno solo dati aggregati;
  2. raccogliere riscontri da parte degli utenti dell'istanza poliverso.org al fine di apportare miglioramenti al servizio

La raccolta dei dati proseguirà fino al 15 gennaio e i dati raccolti verranno conservati presso il nostro account cryptpad per non più di sei mesi dalla chiusura del sondaggio prevista per il 15 gennaio alle ore 16:00

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  2. Liberapay: liberapay.com/poliverso


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Etiopia, la nuova carestia nel Tigray & le morti silenziose


Nel villaggio di Yechila, nel villaggio di Yechila, così tante persone stanno morendo di fame che i funzionari locali hanno perso il conteggio. Gli agricoltori hanno abbandonato i loro campi perché sono pieni di mine mortali, e la fame si sta diffondendo.
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Nel villaggio di Yechila, nel villaggio di Yechila, così tante persone stanno morendo di fame che i funzionari locali hanno perso il conteggio. Gli agricoltori hanno abbandonato i loro campi perché sono pieni di mine mortali, e la fame si sta diffondendo.

Le strade e le case del villaggio sono ancora gravemente danneggiate dagli attacchi missilistici nella recente guerra. L’ospedale locale è diventato un rifugio per i senzatetto.
"Stiamo tutti aspettando il nostro turno per morire di fame", dice Tsehay Assefa di Yechila, in Etiopia, che ha recentemente sepolto un figlio e un nipote uccisi dalla fame.Photography by Samuel Getachew/The Globe and Mail“Stiamo tutti aspettando il nostro turno per morire di fame”, dice Tsehay Assefa di Yechila, in Etiopia, che ha recentemente sepolto un figlio e un nipote uccisi dalla fame.Photography by Samuel Getachew/The Globe and Mail
“Stiamo tutti aspettando il nostro turno di morire di fame”, ha detto Tsehay Assefa, una anziana abitante del villaggio che ha recentemente sepolto suo figlio, un contadino morto di fame e uno dei suoi nipoti.

Nella regione del Tigray, nel nord dell’Etiopia , migliaia di persone sono morte per mancanza di cibo nei 14 mesi trascorsi dalla fine della disastrosa guerra durata due anni in cui soldati etiopi ed eritrei combatterono contro le forze del Tigray. Ora la siccità sta aggravando la devastazione. Si profila una carestia che potrebbe rivaleggiare con le peggiori carestie del passato, dicono gli operatori umanitari.

Ogni giorno, gli abitanti disperati si riuniscono in un magazzino umanitario a Yechila sperando nel cibo, che è arrivato solo una volta nell’ultimo mese. Molti siedono tutto il giorno fuori dall’ufficio amministrativo del villaggio, spesso chiedendo aiuto, a volte dormono lì durante la notte.

La signora Assefa fatica ad aiutare la figlia incinta, che non mangia da giorni ma è prossima al parto. Non ha osato dire a sua figlia che la morte ha già toccato la loro famiglia.

“Sopravviviamo di elemosina e mangiamo grano tostato quando possiamo”, ha detto al Globe and Mail.
I residenti di Yechila aspettano le donazioni di cibo in un magazzino gestito dall'agenzia americana USAID. Negli ultimi tre mesi a Yechila sono state registrate più di 80 morti per carestia.I residenti di Yechila aspettano le donazioni di cibo in un magazzino gestito dall’agenzia americana USAID. Negli ultimi tre mesi a Yechila sono state registrate più di 80 morti per carestia.
[Yechila è una città di diverse migliaia di abitanti a sud-ovest di Mekelle, la capitale del Tigray. I ricordi della guerra sono ancora presenti: in una strada gli abitanti si rifugiano sotto un vecchio camion militare colpito da un drone.]

Nel 1984 e nel 1985, Tigray è stata una delle regioni più colpite della carestia etiope che ha innescato un’ondata di pubblicità globale e raccolta fondi, incluso il concerto Live Aid. Ma la nuova crisi potrebbe essere peggiore. Molte delle fattorie della regione, cliniche sanitarie e uffici governativi sono stati saccheggiati o incendiati durante la guerra, e non ci sono soldi per ripararli. La mancanza di pioggia e la sospensione temporanea degli aiuti hanno esacerbato la situazione.

La Famine Early Warning Systems Network, un gruppo di ricerca umanitaria, ha recentemente affermato che la carestia potrebbe essere diffusa nel Tigray all’inizio del 2024. I funzionari del Tigrayan stimano che 3,5 milioni di persone abbiano bisogno di aiuti urgenti, tra cui 2,3 milioni di agricoltori, in una regione di circa 6 milioni di persone. L’aiuto esistente sta aiutando solo un quinto dei bisognosi, dicono.

“Quest’ultima carestia è molto più grande della carestia del 1984”, ha detto Gebrehiwot Gebregzabher, capo della Commissione per la gestione del rischio di disastri del Tigray.

“Questa carestia è invisibile, sta influenzando più persone, e la risposta è stata minima, sfortunatamente”, ha detto al The Globe in un’intervista.

Mark Lowcock, capo umanitario delle Nazioni Unite e coordinatore degli aiuti di emergenza dal 2017 al 2021, afferma che la situazione a Yechila rafforza la sua preoccupazione per la crisi. “Gli esperti esperti e competenti mi dicono che i dati che stanno vedendo – e la loro recente esperienza di viaggiare in alcune parti del Tigray rurale – potrebbe indicare una catastrofe che si sta svolgendo nel 2024 paragonabile alla famigerata tragedia del 1984-85”, ha detto a The Globe.

“È essenziale che i responsabili politici rispondano a questo con maggiore velocità e urgenza, e con un aiuto molto più pratico per coloro che soffrono, di quanto stiamo vedendo in questo momento”.

Il mondo ha prestato poca attenzione alla crisi del Tigray. Le guerre a Gaza e in Ucraina hanno dominato i riflettori globali. La copertura mediatica è stata ostacolata dalle restrizioni del governo etiope sui viaggi. L’accesso al cellulare nelle regioni rurali è ancora intatto. Le forze eritree continuano a occupare parti della regione, limitando ulteriormente l’accesso.

Gli aiuti umanitari delle agenzie delle Nazioni Unite e dei governi occidentali sono stati sospesi per diversi mesi dopo che i soccorritori hanno trovato prove che gli aiuti alimentari sono stati dirottati da funzionari corrotti etiopi e tigrii. Solo ora gli aiuti vengono lentamente ripristinati, ma non è sufficiente, dicono i Tigrayan.
Yemserach Alelegn dice che il suo neonato è vicino alla morte perché la fame le impedisce di allattare.Yemserach Alelegn dice che il suo neonato è vicino alla morte perché la fame le impedisce di allattare.
“La nostra è una morte lenta”, ha detto Yemserach Alelegn, una madre di sei figli di sei anni che chiede cibo a Yechila.

Suo marito spesso salta i magri pasti della famiglia per dare ai loro figli più cibo, ma la fame è diventata insopportabile. “Non riesco nemmeno ad allattare il mio neonato, che è vicino alla morte, e mio marito è troppo debole per stare in piedi e camminare”, ha detto la signora. Ha detto Alelegn.

L’eredità della guerra è stata catastrofica. Quasi un milione di tigrini sono stati sfollati dalle loro case. Le rotte commerciali e i servizi governativi sono ancora interrotti in molti luoghi. Il bestiame e altri beni rurali sono stati saccheggiati o venduti. I programmi di welfare non sono stati completamente ripristinati.

L’ambasciatore del Canada in Etiopia, Joshua Tabah, si è recato a Tigray questo mese per vedere le riforme nel sistema di distribuzione alimentare delle Nazioni Unite. “Ora dobbiamo portare più cibo a persone più vulnerabili per il soccorso, la resilienza, l’alimentazione scolastica e l’alimentazione di emergenza”, ha detto in un post sui social media.

Yechila, a circa 100 chilometri a sud-ovest della capitale del Tigray, Mekelle, ha una popolazione di diverse migliaia. Per conteggio ufficiale, 83 persone sono morte di fame qui negli ultimi tre mesi, ma il numero reale è molto più alto.

I segni di teschio rosso e ossa incrociate sono visibili nei campi dei contadini, avvertendo delle mine antiuomo.

“Ci sono molte persone che muoiono sempre e abbiamo perso le tracce”, ha detto l’amministratore del villaggio di Yechila Gessese Tadesse.

“Il bisogno è travolgente. Con poche risorse per sostenerli, possiamo vederli morire solo davanti ai nostri occhi. Sono in molte centinaia, se non migliaia, e molti altri sono a rischio.
Haregwein Fitsum aspetta gli aiuti alimentari con il figlio disabile, il marito e un contadino. Dice che la famiglia a volte resta senza cibo per giorni.Haregwein Fitsum aspetta gli aiuti alimentari con il figlio disabile, il marito e un contadino. Dice che la famiglia a volte resta senza cibo per giorni.
Haregwein Fitsum, 41 anni, sperando nel cibo mentre si rifugia vicino all’ufficio dell’amministrazione del villaggio, non lontano dai veicoli bruciati di proiettili e che sono stati colpiti da attacchi aerei durante la guerra. La fattoria del marito è sparita. Vendette tre delle sue mucche e perse le altre quattro per fame.

Hanno un figlio con disabilità fisiche che ha bisogno di medicine, ma la fame è diventata una minaccia più grande. “Ciò che alla fine lo ucciderà non è la sua malattia, ma il fatto che non abbia nulla da mangiare”, ha detto. L’ha detto Fitsum. “Ci tutti andiamo per giorni senza mangiare.”

“Ciò che alla fine lo ucciderà non è la sua malattia, ma il fatto che non abbia nulla da mangiare”


Molti tigrini si sono trasferiti a Yechila per chiedere assistenza dopo aver rinunciato ai loro villaggi, ma hanno trovato poco aiuto.

“Stiamo tutti cercando di sopravvivere”, ha detto Aleka Zegaye Gebrehawaria, 37 anni, che si è trasferito nel villaggio con i suoi sei figli.

“Stiamo tutti cercando di sopravvivere”


Ha detto che vede morti ogni giorno nella sua nuova casa. I morti sono sepolti con poca cerimonia.

“Abbiamo tutti perso caro amici e familiari”, ha detto. “Se morissimo, qualcuno se ne accorgerebbe?”

“Se morissimo, qualcuno se ne accorgerebbe?”


Report di Geoffrey York a Johannesburg.


FONTE: theglobeandmail.com/world/arti…

Etiopia non tutela i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo eritrei


La Commissione etiope per i diritti umani (ESMECO) ha annunciato che, a causa dell’interruzione della registrazione dei rifugiati ad Addis Abeba negli ultimi 3 anni, molti eritrei rifugiati in Etiopia hanno visto limitati i loro diritti di movimento e alc

La Commissione etiope per i diritti umani (ESMECO) ha annunciato che, a causa dell’interruzione della registrazione dei rifugiati ad Addis Abeba negli ultimi 3 anni, molti eritrei rifugiati in Etiopia hanno visto limitati i loro diritti di movimento e alcuni di loro sono stati arrestati . Secondo il rapporto pubblicato dalla commissione (2022/2023), più di 200 eritrei sono stati costretti a tornare in Eritrea dove temevano che ci sarebbe stato pericolo per la loro vita.

Molti eritrei sono stati arrestati e torturati

Il rapporto conteneva evidenze e preoccupazioni riguardo al trattamento dei diritti umani dei rifugiati e dei richiedenti asilo. Ha ricordato inoltre che dopo l’instaurazione delle relazioni tra i governi di Etiopia ed Eritrea, molti rifugiati eritrei sono entrati in Etiopia. Tuttavia ha annunciato che gli eritrei sono ora in pericolo a causa della cessazione della registrazione dei rifugiati in territorio etiope.

La Commissione ha dichiarato di aver capito che gli eritrei sono attualmente detenuti in “mancanza di prove”, il loro diritto di muoversi liberamente è limitato e gli sforzi per fornire soluzioni permanenti ai loro problemi, compresa la protezione individuale e la protezione dei rifugiati, sono in pericolo. La Commissione ha aggiunto che il fatto che si tratti di rifugiati, richiedenti asilo o migranti senza indagini adeguate e senza che il loro caso sia preso legalmente in carico (così come l’abuso dei diritti umani se dovessero essere rimpatriati in Eritrea) sono contesti non presi in considerazione ed approfonditi dai responsabili.

Quando i servizi di registrazione e documenti per i rifugiati furono interrotti, il fatto che gli eritrei furono costretti a ritornare nel loro paese d’origine fu una delle violazioni dei diritti umani più gravi che la commissione avesse osservato ed ha spiegato di aver chiesto la fine della detenzione arbitraria di rifugiati e richiedenti asilo.

Nel suo lavoro di monitoraggio e indagine, l’ESMECO ha annunciato di aver monitorato e indagato la gestione dei diritti umani di oltre 650.000 rifugiati e richiedenti asilo in 17 campi e siti per rifugiati.

La Commissione ha affermato che nei campi profughi di Buramino e Helawyin nella regione somala, il servizio di carta d’identità precedentemente fornito ai rifugiati somali è stato interrotto e la maggior parte dei rifugiati non era in grado di muoversi liberamente poiché non aveva un documento d’identità. Anche se i rifugiati a cui è stata consegnata la carta d’identità hanno chiesto che la loro carta d’identità fosse rinnovata perché scaduta, non hanno ricevuto risposta dagli enti preposti, afferma il rapporto.

Sebbene il numero di persone che immigrano in Etiopia sia in aumento a causa dei conflitti su larga scala nei paesi vicini, la commissione ha annunciato che i nuovi immigrati non vengono adeguatamente protetti per vari motivi.

Sebbene il Servizio per i rifugiati e i rimpatriati abbia annunciato di aver iniziato a rilasciare carte d’identità ai rifugiati, nonché a emettere nuove carte d’identità, la Commissione ha dichiarato che la registrazione dei richiedenti asilo nella città di Addis Abeba non è iniziata fino al momento del rilascio dei richiedenti asilo dagli arresti arbitrari.

Il rapporto indica che alcuni rifugiati vengono arrestati quando si spostano da un posto all’altro a causa della sospensione dei servizi di carte d’identità, e che alcuni rifugiati cercano di spostarsi da una città all’altra utilizzando carte d’identità false e documenti medici di riferimento a causa del problema di ottenimento dei documenti legali.

Tra i rifugiati di Addis Abeba ai quali non è stata rinnovata la carta d’identità, oltre a limitare il loro diritto di spostarsi liberamente da un luogo all’altro, si segnala nel rapporto che sono stati arrestati.

ESMECO ha inoltre esortato a riprendere immediatamente la registrazione dei rifugiati ad Addis Abeba, sospesa da più di 3 anni.

Tra gli oltre 900.000 immigrati stranieri in Etiopia, 417.419 (45%) provengono dal Sud Sudan, 302.195 (31%) dalla Somalia, 167.391 (18%) dall’Eritrea, 50.564 (5%) dal Sudan e 4.034 (1%) dal Kenya.

Secondo i dati della Commissione, suddividendo il numero dei profughi e il loro insediamento per regione:

  • Gambella: 383.000
  • Somali Region: 301.000
  • Benishangul Gumuz: 79.000
  • Addis Abeba: 76.000
  • Afar: 58.0000
  • Amhara: 22.000
  • Ex nazioni e popoli del sud: 5.000
  • Oromia: 4.000
  • Tigray: 2.000
  • 14000 in varie località

Secondo il rapporto della Commissione, il sostegno fornito a donne, bambini, anziani e disabili non tiene conto dello stato di salute, dell’età, del sesso e della disabilità, e il sostegno fornito dal governo etiope e dalle organizzazioni non governative è molto limitato in termini di quantità e tipologia.


FONTE: ethiopianreporter.com/125350/


tommasin.org/blog/2023-12-27/e…

informapirata ⁂ reshared this.

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Ce la farà il nostro canale telegram a raggiungere gli 800 iscritti prima della fine dell'anno? 🙄

t.me/ppInforma

  • E sticazzi? (54%, 18 votes)
  • No, questo no creto (24%, 8 votes)
  • Sì, ma solo se pubblichi monnezza complottara (12%, 4 votes)
  • Ma vattela a pijà n'der cu** (9%, 3 votes)
33 voters. Poll end: 2 anni fa

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X di Elon Musk andrà in tribunale dopo aver mancato di pagare milioni al personale in bonus annuali

I ricorrenti hanno citato in giudizio la società per aver presumibilmente mancato di onorare le promesse verbali secondo cui a tutti i dipendenti che lavoreranno presso X a partire dal 1 gennaio 2023 sarebbe stata pagata una parte dei loro bonus annuali

@informatica

businessinsider.com/elon-musk-…

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La raccomandazione europea sull’insegnamento dell’informatica nella scuola


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di Enrico Nardelli

Mercoledì 6 dicembre si è svolta alla Camera la conferenza stampa, organizzata dall’Intergruppo Innovazione (gruppo bipartisan di parlamentari che hanno a cuore i temi dell’innovazione), dedicata all'approvazione da parte del Consiglio dell'Unione Europea della proposta di Raccomandazione della Commissione Europea sull'insegnamento dell'informatica nella scuola. Per l'Intergruppo hanno partecipato il senatore Lorenzo Basso (PD) e i deputati Giulio Centemero (Lega) e Giulia Pastorella (Azione). Per il mondo produttivo: Agostino Santoni (vicepresidente per il digitale di Confindustria) e Giorgio Binda (presidente nazionale Unimatica di Confapi). Il video della conferenza stampa è disponibile a questo link.

La Raccomandazione approvata affronta la necessità di far sì che l'istruzione supporti la trasformazione digitale, fornendo le competenze necessarie a questo scopo. Pertanto, viene raccomandato a tutti gli Stati Membri di sviluppare un’istruzione di qualità in informatica nell’istruzione sia primaria che secondaria.

In modo più specifico, si raccomanda di:

  • inserire un insegnamento di alta qualità in informatica dall’inizio dell’educazione obbligatoria, avendo stabilito in modo chiaro gli obiettivi di apprendimento, il tempo dedicato e i metodi di valutazione, allo scopo di offrire a tutti gli studenti la possibilità di sviluppare le loro competenze digitali in modo scientificamente ben fondato,
  • far sì che l’insegnamento dell’informatica sia erogato da insegnanti qualificati, che abbiano a disposizione risorse didattiche di qualità, approcci didattici ben fondati, e appropriati metodi di valutazione degli obiettivi di apprendimento.

Si manifesta quindi chiaramente a tutti gli Stati Membri la necessità di avere l’informatica come disciplina scientifica fondamentale per l’istruzione di tutti i cittadini nel 21-mo secolo. È un’indicazione quanto mai opportuna. Ricordiamo infatti che, con il passare da una società agricola ad una società industriale, il processo educativo delle persone è mutato, introducendo nell’istruzione obbligatoria elementi di quelle scienze (fisica, biologia, chimica, …) che sono alla base di ogni macchina industriale. Analogamente, nel passaggio dalla società industriale alla società digitale è necessario aggiungere nell’istruzione obbligatoria lo studio dell’informatica, indispensabile per comprendere le macchine digitali.

Questa raccomandazione è dunque una svolta epocale, che speriamo serva ad avviare finalmente in tutti i Paesi Europei una seria attività di formazione sull’informatica nella scuola. Ricordo che l’istruzione è una materia di competenza degli Stati Membri, per cui il ruolo dell’Unione Europea rimane sussidiario.

Tutti gli intervenuti sono stati concordi nel ribadire l’auspicio che in Italia venga avviata nella scuola un’intensa attività educativa in questa direzione, sottolineando l’importanza di fare sistema tra pubblico e privato.

In Italia, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha già da tempo dichiarato di voler rafforzare le preparazione scolastica nelle materie scientifiche, obiettivo quanto mai meritorio. Inoltre, dal momento che questa proposta della Commissione indica in modo evidente l’informatica come la materia scientifica alla base della preparazione per la società digitale, sarebbe opportuno integrare quanto previsto in tale settore, anche nell’ambito del PNRR, dove sono discusse solo le competenze operative di utilizzo della tecnologia digitale.

A questo fine, nella missione M4 (Istruzione e Ricerca) del PNRR è presente la sotto-componente C1.3 (Ampliamento delle competenze e potenziamento delle infrastrutture), che prevede l’investimento 3.1 (Nuove competenze e nuovi linguaggi), con l’obiettivo di «promuovere l’integrazione, all’interno dei curricula di tutti i cicli scolastici, di attività, metodologie e contenuti volti a sviluppare le competenze STEM, digitali e di innovazione», con a disposizione fondi per 1.100 milioni di euro.

Con il DM n.184 del 2023 sono state pubblicate le linee guida STEM, che danno solo indicazioni, necessariamente non dettagliate, su cosa fare relativamente alle competenze digitali. A tal proposito, si fa notare che il Laboratorio Informatica e Scuola del CINI, il Consorzio che raggruppa più di 50 università statali italiane attive nel settore dell’informatica ed è quindi l’istituzione di riferimento in Italia per la formazione in informatica, aveva preparato, già da dicembre 2017, una proposta molto dettagliata dei traguardi di competenze e degli obiettivi di apprendimento per l’insegnamento dell’informatica in tutte le fasce dell’istruzione obbligatoria, che viene citata in una nota delle linee guida stesse.

Il Ministero, con DM n.65 del 12 aprile 2023, ha già assegnato 600 milioni di euro alle scuole per lo sviluppo delle competenze STEM degli studenti: ogni istituto dovrà preparare i relativi progetti seguendo tali linee guida. Osserviamo preliminarmente che, per garantire sostenibilità nel lungo periodo ai processi di trasformazione digitale, in aggiunta alla formazione degli studenti è necessaria quella degli insegnanti, così da consentire di preparare i ragazzi anche negli anni successivi ai fondi PNRR. Inoltre, riteniamo che per aumentare l’efficacia dell’azione ministeriale occorra fornire agli istituti coinvolti, ben inteso senza ledere l’autonomia scolastica, indicazioni precise sui contenuti.

In quest’ottica, è utile guardare a chi, dei grandi paesi Europei, ha affrontato questo snodo prima di noi e può quindi indicarci una strada. Vi è l’esempio del Regno Unito. Nell’a.s. 2014-15 aveva inserito un curricolo di informatica obbligatorio per tutte le scuole. Nel novembre 2017 un rapporto della Royal Society aveva evidenziato che però la situazione era addirittura peggiorata. Allora nel novembre 2018 il governo ha deciso uno stanziamento di 84 milioni di sterline per la creazione, concretizzatasi nel 2019, di un istituto nazionale per l’insegnamento dell’informatica, il National Centre for Computing Education, che sta per essere rifinanziato.

Sulla linea di investimento 3.1 dovrebbero essere rimasti fondi in quantità sufficiente per un intervento di questo genere, imprescindibile se si vuol preparare il Paese alla transizione digitale.

È quindi indispensabile una chiara determinazione in questa direzione da parte della politica, che sia anche supportata da intese larghe e trasversali, per guidare una trasformazione che richiederà almeno un decennio per essere completata. Solo così potremo garantire alle future generazioni la possibilità di governare il loro futuro digitale.
--
Versione originale pubblicata su "StartMAG" il 23 dicembre 2023.


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⚠️⚠️⚠️ Messaggio per chi è ancora su Twitter: potete aiutare questa mia amica? ⚠️⚠️⚠️

Ieri ha avuto una brutta sorpresa con il suo account #telegram e adesso si ritrova tagliata fuori dal suo account e dai suoi gruppi!
Potete retwittare questo messaggio? 🙏

twitter.com/andrigamerita/stat…

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VERSIONE ITALIANA GIAPPONE, IN ALCUNE CITTA’ I PASSEGGERI DEL TRAM POSSONO PAGARE UTILIZZANDO LA TECNOLOGIA DI RICONOSCIMENTO FACCIALENella città di Kumamoto, a sud del Giappone, è stato avviato un progetto pilota per consentire ai passeggeri del tram di pagare con il proprio volto grazie alla tecnologia di riconoscimento facciale di Saffe. Il progetto durerà fino …

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VERSIONE ITALIANA UE, LA COMMISSIONE HA ADOTTATO UNA SECONDA SERIE DI DECISIONI DI DESIGNAZIONI A NORMA DEL DIGITAL SERVICE ACTLa Commissione oggi ha adottato una seconda serie di decisioni di designazione a norma del regolamento sui servizi digitali, riguardanti le piattaforme on line Pornhub, Stripchat e XVideos. Tutto questo è frutto delle indagini che la …

VERSIONE ITALIANA USA, I LEGISLATORI SCRIVONO A BIDEN AFFINCHE’ GARANTISCA UN’APPLICAZIONE EQUA DELLA REGOLAMENTAZIONE EUROPEA NEI CONFRONTI DELLE AZIENDE AMERICANEIl presidente degli USA Biden ha ricevuto una lettera da un gruppo bipartisan di legislatori statunitensi che sostiene che le regolamentazioni europee nel campo della tecnologia stanno discriminando ingiustamente le aziende statunitensi e non includono molte …

Chat control evaluation report: EU Commission fails to demonstrate effectiveness of mass surveillance of intimate personal photos and videos


Yesterday, the EU Commission published its long-overdue report on the effectiveness of voluntary chat control. Claiming to protect children, major US providers such as Meta, Google and Microsoft automatically bulk … https://eur-lex.europa.eu/legal-conten

Yesterday, the EU Commission published its long-overdue report on the effectiveness of voluntary chat control. Claiming to protect children, major US providers such as Meta, Google and Microsoft automatically bulk search private chats, messages and emails for suspicious content, without cause and indiscriminately. For Member of the European Parliament and most prominent opponent of chat control Patrick Breyer (Pirate Party), the results are devastating:

“The long overdue evaluation of voluntary chat control turns out to be a disaster: Provided figures on suspicious activity reports, identifications and convictions lack any proven connection to the chat control bulk scanning of private messages because NCMEC reports also result of user reports and the scaning of public posts/websites. ‘Identifying’ the senders of self-generated nudes in consensual sexting is hardly a challenge and does not protect anyone from child sexual abuse. All in all, there is no evidence that the industry-driven mass surveillance of our private communications by US services makes a significant contribution to saving abused children or convicting abusers. To the contrary, it criminalises thousands of minors, overburdens law enforcement and opens the door to arbitrary private justice by big tech.

The report fails to mention what Commissioner Johansson recently admitted to the EU interior ministers: Only one in four of the personal photos or videos that are disclosed to moderators and police are of any use for law enforcement; thus 75% of the leaked private and intimate images and videos are entirely criminally irrelevant but end up in the hands of staff where they don‘t belong and aren‘t safe. In 2022, the error-prone chat control incrimination machines disclosed no less than 750,000 European private messages without any relevance for law enforcement. The confidentiality of our communications is systematically being violated.

The EU regulation on voluntary chat control is obsolete and violates our fundamental right to privacy: Social networks that classify as ‚hosting services‘ do not need a regulation to screen public posts to begin with. And the error-prone scanning of private communications by Zuckerberg’s Meta group will soon be a thing of the past anyway thanks to the announced introduction of end-to-end encryption. The legal opinion of a former EU Court fo Justice judge finds that voluntary chat control mass surveillance violates fundamental rights. A survivor and I are suing Meta over its chat control practice, and the complaint will be heard on 1 February 2024. The misguided method of indiscriminate chat control must be stopped as soon as possible!”

Breyer criticises the EU Commission for relying on the solitionist approach of chat control mass surveillance to better protect children: “With their unprecedented failed attack on digital privacy of correspondence and secure encryption, the ‘Big Sisters’ von der Leyen and Johansson are responsible for the fact that so far nothing at all has been achieved to better protect our children. Because of their incorrigible obsession with mass surveillance, the EU Commissioners are preventing truly effective prevention, such as by making internet services secure by design and default (security by design). Victims of abuse deserve politicians who are capable of effective, politically viable, fundamental rights-compliant and court-proof child protection measures – as is the cross-party consensus in the EU Parliament.”

More on chat control


patrick-breyer.de/en/chat-cont…

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VERSIONE ITALIANA EMIRATI ARABI: AEROPORTO DI DUBAI INTENSIFICA L’USO DELLE TECNOLOGIE DI RICONOSCIMENTO FACCIALEL’aeroporto internazionale di Dubai che è l’hub più trafficato al mondo gestirà 85 milioni di passeggeri entro la fine dell’anno. La crescita della domanda comporta l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative come l’intelligenza artificiale e la biometria. La biometria è un fattore chiave …

“Bank of Ireland UK ammonita dall’ICO” L’Information Commissioner’s Office (ICO) nei giorni scorsi ha adottato un provvedimento di richiamo nei confronti di Bank of Ireland UK (BOI) per aver trattato dati inesatti riguardanti i profili creditizi di oltre 3000 clienti. In seguito alle segnalazioni di due interessati è emerso che la BOI avesse comunicato i …

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Intelligenza artificiale e scuola: facciamo chiarezza


di Enrico Nardelli

Stiamo osservando una corsa frenetica all’utilizzo degli strumenti di Intelligenza Artificiale (IA) nel mondo della scuola, quando essi presentano ancora alcuni aspetti critici che, soprattutto in questo settore in cui gli interventi sono grado di produrre effetti di lungo periodo, andrebbero invece considerati con estrema attenzione e studiati con tempi maggiormente dilatati. Mi sembra importante evitare che accada qualcosa di simile a quanto avvenuto con l’utilizzo dei dispositivi digitali, introdotti a tappeto nel settore dell’istruzione nel corso degli ultimi vent’anni e per i quali solo recentemente si sta facendo attenzione ai problemi che tale uso eccessivo ha creato. Si veda a tal proposito il documento finale, pubblicato nel giugno 2021, dell’indagine conoscitiva “Sull’impatto del digitale sugli studenti, con particolare riguardo ai processi di apprendimento” svolta dalla Commissione “Istruzione Pubblica e Beni Culturali” del Senato.

Espongo quindi nel seguito qualche elemento utile ad una riflessione più meditata su questo tema.

Prima di iniziare è necessario ricordare che i vari livelli della formazione (primaria, secondaria inferiore, secondaria superiore, terziaria, professionale) hanno esigenze diverse e richiedono approcci diversi. In questo articolo mi concentro quindi sul settore scolastico. Del mondo universitario ne ho parlato qua. Agli studenti di un corso di laurea magistrale, che hanno già competenze di base in un certo settore e le devono approfondire e raffinare, si può, ad esempio, chiedere che esaminino criticamente elaborati prodotti da strumenti dell’IA, come importante esercizio di verifica del loro livello di preparazione. Questo approccio non mi sembra invece così rilevante nel mondo scolastico, dove i discenti stanno ancora formando le loro competenze di base. Per poter criticare bisogna prima di tutto sapere e saper fare.

Bisogna poi distinguere tra i diversi ruoli per la fruizione dell’IA nella scuola: studenti, docenti, personale amministrativo. Le ultime due categorie possono usare questi strumenti per essere aiutati nello svolgimento di attività ripetitive (facendo attenzione agli aspetti relativi alla privacy dei dati ad essi forniti), laddove per gli studenti l’esercizio, anche ripetuto, delle funzioni cognitive non può essere evitato (mediante l’uso di questi strumenti) pena l’inevitabile carenza che ne conseguirebbe per lo sviluppo delle loro competenze. Questo elemento viene troppo spesso dimenticato, laddove un’esperienza educativa plurisecolare ci ricorda che non solo le capacità fisiche ma anche quelle intellettuali hanno necessità di esercizio costante e ripetuto per poter essere sviluppate.

Inoltre, è necessario differenziare tra uso della tecnologia e formazione sui suoi princìpi scientifici: si tratta di una distinzione troppo spesso ignorata. Gli strumenti dell’IA, pur potendo essere enormemente utili nel lavoro cognitivo razionale, cioè quello che a partire da elementi oggettivi consente di produrre nuovi dati logicamente consistenti con quelli di partenza e conseguenti da essi (qualcosa che – più in generale – fanno tutti i sistemi informatici, le “macchine cognitive” di cui ho parlato nel mio libro “La rivoluzione informatica”), hanno dei meccanismi di funzionamento abbastanza complessi che, per poter essere compresi, richiedono di essere introdotti solo in presenza degli adeguati prerequisiti matematici e scientifici che normalmente la scuola non fornisce.

Infatti, in Italia siamo ancora in ritardo sulle competenze scientifiche di base necessarie per poter affrontare con successo la transizione digitale (su questo tema invito a consultare gli atti del convegno svolto il 19 ottobre u.s. presso l’Accademia dei Lincei in tema di insegnamento dell’informatica nella scuola), come raccomandato ad Aprile 2023 della Commissione Europea di aprile 2023, COM(2023) 206 final, che ha esortato tutti gli stati membri a inserire un’istruzione di alta qualità sull’informatica fin dall’inizio dell’istruzione obbligatoria. Il grande pubblico non ha ancora capito cos’è davvero l’informatica, la disciplina scientifica alla base del mondo digitale. L’IA è un settore molto specialistico dell’informatica e se, come per molti altri settori dell’informatica, gli strumenti che esso produce sono utilizzabili anche dall’uomo comune, una comprensione dei suoi meccanismi di funzionamento deve essere basata su conoscenze di base di informatica che al momento le persone comuni non posseggono. Invece, è come se cercassimo di spiegare il calcolo differenziale e integrale a chi non ha mai studiato matematica nella scuola.

Infine, ma non meno importante, bisogna valutare rischi e benefici dell’inserimento degli strumenti dell’IA nella scuola. Essi possono apportare vantaggi, per alcune tipologie di utenti, riducendo la fatica legata ad attività cognitivo-razionali di tipo ripetitivo, ma i possibili vantaggi vanno valutati alla luce anche dei potenziali effetti negativi: riduzione della privacy, diffusione di disinformazioni, generazione di testi scorretti perché basati esclusivamente sulla statistica (le cosiddette allucinazioni – ne ho parlato qua), consumo energetico e relativo impatto ambientale (una query fatta ad uno strumento basato sull’IA ha un costo decine di volte superiore a quello di una query fatta ad un normale motore di ricerca), disumanizzazione del rapporto docente-studente in cui la componente relazionale è un aspetto essenziale.

Gli strumenti di IA possono infatti portare a una maggiore produttività per i docenti, se attraverso di essi riescono a ridurre il tempo dedicato alle attività ripetitive consentendo quindi loro di dedicarsi maggiormente alla cura degli studenti maggiormente bisognosi. Tra queste attività di routine ricordiamo, ad esempio: generazione di testi di esercizi e di esame, generazione di presentazioni a partire da testi (sommarizzazione), generazione di testi a partire da indici fini, fornire spiegazioni a richieste di chiarimenti semplici, etc. Ovviamente, è fondamentale essere sempre consapevoli che hanno dei margini di errore che richiedono di controllare sempre quanto da essi prodotto (e, quindi, di conoscere bene l’argomento che viene trattato) e che la responsabilità ultima è sempre della persona.

In generale, invece, il loro uso non sorvegliato da parte degli studenti per l’attività scolastica è da evitare. Alcuni, ad esempio, hanno suggerito che essi potrebbero usarli a casa per ottenere una prima valutazione dei loro compiti. Un po’ bizzarra, come idea, visto che a questo punto potrebbero poi anche usarli per produrre i compiti stessi! Ma soprattutto, alla luce delle possibili allucinazioni in cui questi strumenti incorrono, sono proprio gli studenti che più hanno bisogno di questa funzione quelli che meno sono in grado di rendersi conto di eventuali errori da essi commessi. Ovviamente gli studenti avranno comunque accesso ad essi attraverso i loro smartphone, e quindi bisognerà resistere a tentazioni proibizionistiche in favore di un’opera di informazione e diffusione di conoscenza, condotta – ad esempio – attraverso l’uso collettivo e la discussione critica nella classe. D’altro canto, è questa probabilmente è una buona notizia, il fatto che attraverso di essi sia possibile a chiunque produrre un testo scritto di buon livello, implicherà un ritorno e una maggiore presenza di rapporti umani diretti e dialogo orale.

Per alcuni indirizzi di scuola, penso in particolare agli istituti tecnici per l’informatica, andranno adeguati i curricoli (e sviluppato il necessario aggiornamento professionale per i docenti) per inserire un’adeguata formazione scientifica e tecnologica su questo settore, che influenzerà in modo significativo il mondo del lavoro nel prossimo futuro. Dato che chi sceglie questo indirizzo tecnico è generalmente orientato a entrare, al suo completamento, direttamente nel mercato del lavoro, è giusto che la preparazione in quest’ambito divenga parte della loro formazione.

Per concludere, sarà fondamentale che gli strumenti di IA usati nel mondo della scuola siano controllati/vigilati dal settore pubblico, onde evitare i rischi connessi a realizzazioni esclusivamente commerciali, che non hanno controlli indipendenti su come sono stati realizzati, con quali dati sono stati addestrati, a quali verifiche di sicurezza sono stati sottoposti, come usano e manipolano i dati forniti, in quali possibili discriminazioni legate al genere o ad altre diversità possono incorrere. Sono tutti aspetti che hanno un elevato impatto sociale e che per questo motivo richiedono il massimo livello di attenzione. Va anche ricordato che si tratta di una tecnologia ancora in fase sperimentale e che ogni nostra interazione con essa è un contributo al suo sviluppo fornito del tutto gratuitamente. Sarebbe accettabile solo per uno strumento posseduto dalla collettività e i cui miglioramenti vanno comunque a vantaggio di tutti.

Circa vent’anni anni dopo l’arrivo delle consolle di videogiochi e quindici anni dopo la diffusione degli smartphone in Italia, la Commissione Parlamentare citata in apertura concludeva la sua indagine con queste parole: «Ci sono i danni fisici ... E ci sono i danni psicologici ... Ma a preoccupare di più è la progressiva perdita di facoltà mentali essenziali, le facoltà che per millenni hanno rappresentato quella che sommariamente chiamiamo intelligenza: la capacità di concentrazione, la memoria, lo spirito critico, l’adattabilità, la capacità dialettica... Sono gli effetti che l’uso, che nella maggior parte dei casi non può che degenerare in abuso, di smartphone e video-giochi produce sui più giovani ». Non vorrei che tra altrettanto tempo una nuova Commisione Parlamentare arrivasse alle stesse (forse più) terribili conclusioni in riferimento all’uso degli strumenti dell’Intelligenza Artificiale.

Il futuro dei nostri figli è troppo importante per sacrificarlo sull’altare della produttività e del progresso tecnologico.
--
Versione originale pubblicata su "StartMAG" il 19 novembre 2023.


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Il successo di ITADINFO: quando la passione e le persone fanno la differenza


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di Enrico Nardelli

È appena finito ITADINFO, il convegno italiano sulla didattica dell'informatica nella scuola, che ha avuto a Bari la sua prima edizione. Ne scrivo a caldo, prima che la memoria di questi tre giorni inizi ad essere ricoperta dai nuovi impegni.

Quando con i colleghi del Laboratorio Informatica e Scuola, che raccoglie chi svolge attività di ricerca in questo ambito, avevamo discusso negli anni passati l'idea di avviare iniziative dedicate in modo specifico agli insegnanti, avvertivamo in qualche modo la loro importanza ma non sapevamo ancora quale avrebbe potuto essere la risposta da parte dei docenti. Insomma, di mestiere facciamo i ricercatori e i didatti, mentre far partire un convegno nazionale è un'attività più imprenditoriale, non esattamente nelle corde di un accademico. Teniamo presente che qui non stiamo parlando di sicurezza informatica o intelligenza artificiale, per le quali ci sono (giustamente) un'estrema attenzione e una grandissima disponibilità di risorse da parte di enti e istituzioni.

Qui si tratta di scuola, settore di cui spesso molti si riempiono la bocca, ma che ha purtroppo conosciuto dagli anni '80 ad ora un continuo definanziamento e degradazione del ruolo sociale, spingendo al contempo per una sua trasformazione da servizio essenziale di formazione di cittadini dotati di conoscenze e pensiero critico a fabbrica che deve sfornare in modo sempre più efficiente "prodotti" pronti ad essere consumati dal mercato. Atteggiamento suicida per una società che, nel secondo dopoguerra, grazie anche alla scuola di quel periodo che non faceva sconti a nessuno, era riuscita nel 1987 a diventare, da Paese semidistrutto da una guerra mondiale che aveva perso, la quinta potenza economica al mondo. Per un’analisi di questa tendenza e delle sue nefaste conseguenze segnalo, ex multis, "Il danno scolastico", il bel volume di Mastrocola e Ricolfi dal significativo sottotitolo “La scuola progressista come macchina della disuguaglianza”.

Poi, un paio di iniziative pilota (nel 2020 e nel 2022, ottimamente organizzate dai colleghi dell'Università di Milano Statale) ci avevano confortato e, alla fine, anche con l'incoraggiamento degli organi direttivi del CINI, il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l'Informatica di cui il Laboratorio è uno dei bracci operativi, ci siamo lanciati nell'organizzazione.

Abbiamo trovato sponsor che hanno avuto fiducia in noi, mettendo a disposizione quelle risorse economiche senza le quali solo in fantasiosi resoconti giornalistici si riescono a organizzare iniziative serie, e che ritengo quindi doveroso ricordare in segno di ringraziamento. Gli sponsor espositori: Axios Italia, Edizioni Themis, PLD Artech; e gli sponsor: SeeWeb e KnowK. Il Magazine che ospita questo mio articolo ci ha dato una mano sulla diffusione mediatica. Avevamo scelto Bari, come sede di questo primo convegno, anche perché è stato uno dei primi atenei ad attivare in Italia corsi di laurea in informatica (che a quel tempo si chiamava "scienze dell'informazione") e la Puglia è tuttora una delle regioni in cui la comunità dei docenti scolastici interessati dall’informatica è più numerosa e attiva. Città e Regione ci hanno dato subito il patrocinio. L’eccellente lavoro del comitato organizzatore locale, "le magnifiche tre" colleghe del Dipartimento di Informatica (Veronica Rossano, Enrica Gentile e Paola Plantamura), ci ha portato in una sede che è un capolavoro dell’architettura razionalista degli anni ’30 (date un’occhiata a storia e foto) e ha preparato un programma sociale coi fiocchi.

Le nostre aspettative hanno superato ogni più rosea previsione. La città, per chi di noi non ci era mai stato o mancava da parecchio tempo, si è rivelata affascinante e ci ha accolto con un clima semplicemente perfetto.

Anche la sessione iniziale dei saluti istituzionali si è trasformata in una tavola rotonda multidisciplinare e ricca di stimoli. Il rettore dell'Università Di Bari Stefano Bronzini ha sottolineato l’importanza di non trascurare il lato umano e la formazione umanistica quando si parla di innovazione, aspetto sul quale gli informatici sono via via maggiormente attenti, considerando che le tecnologie digitali incidono in modo sempre più profondo sulla vita delle persone e sulle loro relazioni sociali.

Eugenio Di Sciascio, vice sindaco di Bari, ha ricordato che il problema di questo Paese non è mettere computer nelle scuole e nelle aziende, ma creare competenza sulla capacità di capire e governare questi strumenti. Osservazione che purtroppo, nella corsa alla trasformazione digitale, viene spesso dimenticata e che invece spinge a rimettere il ruolo della didattica scolastica e universitaria al centro della riflessione e della pianificazione.

Su questa linea ha continuato Filippo Lanubile, direttore del Dipartimento di informatica dell’ateneo barese, chiedendo di ridare importanza alla valutazione dell’attività didattica nella valutazione della carriera universitaria, pena l’impossibilità di far crescere quelle professionalità che sono necessarie per affrontare le sfide che ci pone una formazione universitaria moderna.

Ernesto Damiani, il presidente del CINI, ha riportato questa esigenza generale allo specifico mondo della scuola, dove per governare nel modo migliore un futuro sempre più digitale sarà fondamentale insegnare l’informatica facendo attenzione a far capire gli aspetti concettuali della disciplina, evitando di considerarne solo gli elementi tecnologici.

Nel chiudere questo giro di considerazioni, la cui singolare concordia mi ha fatto immediatamente capire che con questo evento avevamo centrato il bersaglio, ho ripreso lo stimolo del rettore, non a caso un letterato. Ho ricordato come Platone nei suoi immortali Dialoghi, abbia – con estrema pregnanza – evidenziato la componente affettiva della relazione educativa tra didàskalos e mathetés, maestro e allievo, come un aspetto fondamentale della paideia, la crescita etica e spirituale del discepolo. E affinché questa componente eserciti il suo effetto non ci deve essere tecnologia di mezzo, ma compresenza in uno stesso luogo fisico. La tecnologia digitale può arricchire le relazioni umane, se opportunamente utilizzata, ma rischia di impoverirle e distruggerle, se male utilizzata. Di questo aspetto noi informatici dobbiamo essere estremamente consapevoli e assumercene la responsabilità, esattamente allo stesso modo con cui nella seconda metà del secolo scorso i fisici si sono impegnati per evitare che il nucleare conducesse l’umanità all’estinzione.

Il programma scientifico che si è poi sviluppato ha visto docenti scolastici e ricercatori universitari offrire e assistere a resoconti di esperienze e laboratori formativi, in un dialogo stimolante e arricchente. L'uditorio è stato, dal primo all'ultimo momento, sempre presente, attento e numeroso, esperienza non proprio abituale, come ben sa chi per mestiere va a convegni scientifici.

Alla fine, quasi non volevamo più smettere.

I complimenti da parte dei docenti che hanno partecipato (molti visibili sulla pagina social del convegno) ci hanno dato la spinta a continuare, con la voglia di creare una comunità sempre più attiva e collaborativa.
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Versione originale pubblicata su "StartMAG" il 16 ottobre 2023.


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In quali modi il Fediverso può reagire all’irruzione di Threads?


Lo scossone per il Fediverso sarà enorme: guardando alla sproporzione di risorse tra Meta e l’universo federato, sembra chiaro che tutto ciò porterà a una distruzione del Fediverso per come lo conoscevamo
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Lo scossone per il Fediverso sarà enorme: guardando alla sproporzione di risorse tra Meta e l’universo federato, sembra chiaro che tutto ciò porterà a una distruzione del Fediverso per come lo conoscevamo

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#CarloGubitosa #Feddit #Fediverso #Friendica #kenobit #Lemmy #mastodonUno #Meta #Poliversity #Poliverso #Threads #XMPP

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Lo scossone per il Fediverso sarà enorme: guardando alla sproporzione di risorse tra Meta e l’universo federato, sembra chiaro che tutto ciò porterà a una distruzione del Fediverso per come lo conoscevamo

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