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VFS Global e l'impero dei visti: i confini come business

Il gigante dell'outsourcing VFS Global ha realizzato enormi profitti sfruttando persone in tutto il mondo i cui passaporti "deboli" richiedono loro di richiedere visti per viaggiare

lighthousereports.com/investig…

@politica

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Analisi dell'economia italiana dei software spia a basso costo: Spyrtacus e Morpheus

Il mercato europeo dei software spia è recentemente balzato agli onori della cronaca per via dei famigerati Pegasus e Graphite, prodotti costosi e ad alto potenziale di sfruttamento delle vulnerabilità. Molto meno noto è invece il vasto ecosistema clandestino di venditori di software spia a basso costo, che spesso prendono di mira i cittadini tramite i loro smartphone.

edri.org/our-work/inside-italy…

@informatica

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Il manuale antisindacale delle grandi aziende tecnologiche è arrivato a Wikipedia.

«il mese scorso, in dieci giorni, la Wikimedia Foundation ha licenziato il responsabile dello sviluppo di MediaWiki, che ne era lo storico, e ha sciolto il team il cui unico compito era ascoltare i volontari. La maggior parte delle persone licenziate erano sindacalisti. Gli editor di Wikipedia ora minacciano di scioperare per solidarietà»

medium.com/@jakeorlowitz/wikip…

@eticadigitale

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Il Papa sulla defederazione: l'enciclica papale parla della interconnessione e reciprocità dei nodi indipendenti

Protocolli come atproto e ActivityPub affermano di funzionare come un livello sociale globale per "tutti", e dato che la maggior parte del mondo è religiosa, ciò che il leader religioso più influente al mondo dice sui social network online è importante

connectedplaces.online/reports…

@fediverso

in reply to informapirata ⁂

sul "la maggior parte del mondo è religiosa" avrei qualcosa da dire. Prevost è un capo religioso e parla dal proprio punto di vista. Ma ricordiamoci che, al mondo, "la maggior parte delle persone è religiosa" perché non può scegliere se esserlo o meno. Ci sono luoghi in cui, non credere, è addirittura un reato.

informapirata ⁂ reshared this.

La crisi dei chip fa entrare Sk Hynix e Micron nel “club dei 1000 miliardi di dollari”

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La crisi dei chip di memoria, causata dal boom dell'intelligenza artificiale, sta gravando sui produttori di smartphone, laptop, videogiochi e automobili. Ma sta facendo la fortuna di aziende come Sk Hynix e Micron, che superano

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- (lascia trasparire un certo sforzo mentre pronuncia le parole) abbiamo chiesto ehm... al segretario generale della Farnesina di convocare immediatamente l'ambasciatore israeliano e abbiamo chiesto... scuse... e... mmm...
- sono arrivate?
- (finge di rifletterci, il volto serio) mmm... mi pare che... formalmente no

Ci ho messo diversi anni per capire che avevo sottovalutato totalmente il talento geniale di Leslie Nielsen

Temo di avere commesso esattamente lo stesso errore con Antonio Tajani

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PANGEA, l'operazione internazionale coordinata da INTERPOL contro il traffico illecito di farmaci


Nei mesi scorsi, nell'ambito della XVIII edizione di PANGEA, l'operazione internazionale volta a contrastare il traffico illecito di farmaci e prodotti correlati alla salute (dispositivi medici, cosmetici e sigarette elettroniche), sono state investigate condotte riconducibili a falsificazione, contrabbando di prodotti legali, evasione fiscale, cattiva conservazione e furti

L'iniziativa, coordinata a livello mondiale da #INTERPOL, ha coinvolto 90 Paesi, concentrando gli sforzi sulla sorveglianza del web (marketplace, social media, app di messaggistica e Dark Web), sull'ispezione fisica di farmacie sospette di vendita illecita e sul tracciamento di pacchi sospetti.

Lo sforzo congiunto di autorità doganali, enti regolatori e Forze di Polizia ha portato, a livello globale, al sequestro di oltre 6 milioni di unità posologiche di farmaci contraffatti, per un valore superiore ai 15 milioni di dollari. Le autorità hanno avviato 392 indagini, eseguito 269 arresti, smantellato 66 gruppi criminali e chiuso 5.700 siti web, pagine social e canali utilizzati per il commercio illegale.

In Italia, i controlli si sono svolti presso i principali hub aeroportuali dei corrieri espresso e delle Poste, data l'elevata quantità di spedizioni gestite. In questi centri, team misti composti da militari dei NAS ( #CarabinieriTutelaSalute ), personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), uffici USMAF e #GuardiadiFinanza, supportati dal Nucleo Carabinieri dell'Agenzia Italiana del Farmaco e dall'Ufficio Investigazioni Antifrode #ADM, hanno effettuato verifiche congiunte basate su criteri condivisi con l' #AIFA.

Grazie all'intensificazione dei controlli, sono state individuate e sequestrate, tra le spedizioni dirette in Italia, quasi 20.000 unità di farmaci illegali e falsificati, per un valore stimato di oltre 20.000 euro.

L'attività ha evidenziato un incremento dell'importazione illecita di antiparassitari come ivermectina e fenbendazolo (quest'ultimo autorizzato solo per uso veterinario), tornati sotto i riflettori dopo la pandemia a causa della promozione come presunti terapie anticancro. Restano rilevanti anche l'importazione di sostanze dopanti e prodotti "lifestyle", come farmaci per la disfunzione erettile (sildenafil, tadalafil, vardenafil) e per la perdita di peso (semaglutide e inibitori GLP-1).

I sequestri effettuati hanno inoltre innescato nuove indagini congiunte tra ADM e Carabinieri Tutela Salute, attualmente in corso. Oltre alle attività coordinate, i reparti territoriali dei Carabinieri per la Tutela della Salute hanno intensificato le ispezioni presso le farmacie e i siti web autorizzati, la vigilanza sulle vendite illegali da parte di soggetti non autorizzati e il controllo dei siti web illegali, avviando 24 nuove indagini. Queste hanno portato alla luce vendite illegali presso esercizi non autorizzati (negozi etnici), irregolarità in siti web di vendita di farmaci e parafarmaci e piattaforme illegali con registrar esteri.

Durante le operazioni sono state sequestrate oltre 13.000 unità posologiche di farmaci illegali e intercettati 32 siti web, per i quali è stata proposta l'oscuramento al Ministero della Salute.

I controlli della Guardia di Finanza, basati sull'analisi del rischio del Nucleo Speciale Beni e Servizi, hanno portato a significativi sequestri negli spazi doganali, in particolare negli aeroporti di Napoli Capodichino, Pisa, Roma Ciampino, Roma Fiumicino e Venezia Tessera, con il rinvenimento di sostanze dopanti. I reparti speciali del Corpo hanno inoltre provveduto all'oscuramento di ulteriori 10 siti internet illegali di origine estera, grazie a un monitoraggio più intenso della rete assicurato dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche.

L'operazione ha consentito di raccogliere spunti investigativi sul traffico internazionale di farmaci, intercettando nuove tendenze di consumo nel mercato illegale e rafforzando la collaborazione istituzionale nel contrasto a questo fenomeno criminale.

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Consultazione pubblica sul CAD fino al 29/05


@informatica

Il CAD, adottato con decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, è il
testo che riunisce e organizza le norme riguardanti l'informatizzazione
della Pubblica Amministrazione nei rapporti con i cittadini e le
imprese.

L’obiettivo della consultazione è quello di acquisire proposte
finalizzate a valorizzare e rafforzare il patrimonio informativo
pubblico, i processi di digitalizzazione delle Pubbliche
amministrazioni e l’erogazione di servizi in rete ai cittadini e alle
imprese.

Il presente questionario è finalizzato a raccogliere evidenze,
esperienze e valutazioni sulle principali esigenze di semplificazione,
aggiornamento e riassetto del Codice dell’amministrazione digitale
(d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82), in attuazione della legge delega 10
novembre 2025, n. 167, nonché alla luce dell’evoluzione del quadro
europeo, tecnologico e organizzativo. I contributi saranno utilizzati
per valutare obiettivi, ambiti prioritari, condizioni di attuazione e
impatti attesi della riforma.

partecipa.gov.it/processes/Cod…

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IG

Sensitive content

in reply to Luigi Violante

IG

Sensitive content

La Spagna gioca d’azzardo coi siti di scommesse che piacciono tanto ai Trump

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La possibilità che il governo spagnolo metta al bando i siti di scommesse Polymarket e Kalshi in cui Trump Jr e il cerchio magico del tycoon hanno puntato parecchio rischia di passare come l'ennesimo affronto

Qualcomm si allea con ByteDance (TikTok) sui chip per l’intelligenza artificiale

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Qualcomm ha raggiunto un accordo con la cinese ByteDance, proprietaria della popolare app TikTok, per la fornitura di chip destinati ai data center per l'intelligenza artificiale. Un risultato

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L'#Anvur nasce incostituzionale e dipendente dal governo, come strumento per violare sistematicamente l'articolo 33 della costituzione. Ora è solo un po' più chiaro: roars.it/anvur-la-grande-finzi…

Fin dall'inizio si trattò di un progetto fascista (*), ancorché " disegnato da Prodi-Mussi con il contributo chiave del sottosegretario Luciano Modica (PD) come strumento di modernizzazione forzata dell’università. Fu poi implementata dalla Riforma Gelmini e rafforzata da Matteo Renzi, ministra Valeria Fedeli, su consiglio dei Bocconi Boys."

Gli attuali nominati all'Anvur sono quasi tutti ex rettori, vicini alla destra. Non sorprende: i rettori, quasi sempre, stanno spontaneamente dalla parte del governo.

(*) roars.it/riviste-allindice-la-… - 2012

in reply to Maria Chiara Pievatolo

Ho letto, ma anche nell'articolo di Baccini manca la componente politica ed economica, si gira intorno a grafici ed andamenti e non si giunge mai a delineare lo scopo di una strategia di depotenziamento universitario di un paese occidentale. Resto dell'opinione che non sia un favore alla finanza ma una scelta di politica economica per un paese ormai marginale e destinato all'indotto della grande industra tedesca e quindi a bassa tecnologia e ricerca, vedi gli ITS tecnici al nord.
in reply to Tiberio

La marginalizzazione dell'Italia è esito di scelte politiche di sudditanza: a monte c'è la privatizzazione dell'industria a partecipazione statale (un solo esempio: Telecom Italia prima e dopo la cura privata), con le quali le oligarchie locali si sono comprate, a nostre spese, la sopravvivenza. Anche le oligarchie universitarie hanno fatto qualcosa di simile: andu-universita.it/2026/05/26/…

Naturalmente per fare questa operazione hanno dovuto far credere all'opinione pubblica che il modello liberalsocialista italiano fosse pessimo - e non che fosse semplicemente alternativo, con i suoi vizi e le sue virtù, a quello neoliberista. E per chi non ci crede o non fa finta di crederci... c'è la valutazione di stato.

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Ferrari Luce: i identify as a Leaf.
Nissan Leaf: you bitch!


The most controversial Ferrari ever? Meet the Luce, its first-ever EV

The interior is spectacular; the exterior looks better in person than on screen.
arstechnica.com/cars/2026/05/t…


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in reply to Claudia

ma quindi ora la Nissan Leaf è meno pugno nell'occhio di prima?

Io attendo che mi venga riparata la pompa dell'acqua del mio go-kart asfittico, in attesa che facciano un auto elettrica che non sia una lavatrice con google e chatGPT. (Si renò 5, parlo proprio di te. Perché, ero disposto anche a superare il mio sdegno per il francesame per te, ma google, google di base anche in macchina no.)

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Diffida da chi ti consiglia Brave Browser per la privacy

Negli ultimi anni, Brave Browser è diventato un punto di riferimento per chi cerca alternative più sicure a Chrome e Firefox. Promosso come il browser definitivo per la privacy, dotato di blocchi pubblicitari nativi e protezione avanzata...

guide.privacypratica.it/2026/d…

#privacy #sicurezza #sorveglianza #riservatezza #brave
@linuxeasy @informapirata @lealternative

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privacypratica.it

@5befc5feb83510a5bc4c4e52ad799e7f618042c5dbf1b256d52647fde303ff37 hai letto l'articolo? Se sì riesci a smentire qualcuno dei punti che ho detto? Conosci virus OpenSource? Lo sai che la gran parte del codice di Chrome è OpenSource (sul quale è basato anche brave)?Sei consapevole che anche solo un tracker whitelistato può tracciare l'utente?E sopratutto ti fideresti a farti sparare addosso se uno schermo di vetro antiproiettile frapposto fra te e l'arma bloccasse tutti i proiettili tranne uno?
in reply to privacypratica.it

@5befc5feb83510a5bc4c4e52ad799e7f618042c5dbf1b256d52647fde303ff37 Questi sono i dilemmi esistenziali che bisogna porsi quando si naviga. Uno può scegliere il browser che vuole ma se parliamo di tracciamento e riservatezza, basta un tracker scoperto per vedere quello che fai su internet e i siti che visiti. Il 55℅ dei siti del S&P500 usa i tracker di facebook.
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Dimostrazioni a conoscenza zero e crittografia

@matematica - In teoria non possono esistere dimostrazioni a conoscenza zero non interattive: in pratica, grazie a Gödel, possiamo trovarle.

wp.me/p6hcSh-9Go

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Cosa succede al tuo account Ente se non ci sei più: arriva Legacy Kit


Ente lancia Legacy Kit: tre fogli di recupero basati sullo schema di Shamir per riottenere l'accesso a un account cifrato, anche senza il proprietario.
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Ente, servizio di backup foto e gestione documenti open source basato sulla crittografia end-to-end, ha aggiunto un meccanismo pensato per una situazione che la maggior parte dei sistemi cifrati preferisce ignorare: come recuperare un account quando il legittimo proprietario perde l’accesso o non c’è più. La risposta si chiama Legacy Kit ed è disponibile in questi giorni all’interno di Ente Locker, l’app dell’azienda dedicata a documenti, password e archivi sensibili.

Il problema nasce dalla natura stessa della crittografia a conoscenza zero. Se i server non possono leggere i dati, non possono nemmeno restituire un accesso a chi resta. Legacy Kit prova a colmare questo vuoto senza rinunciare al modello di sicurezza.

Tre fogli, ma ne bastano due


Un Legacy Kit è composto da tre fogli di recupero. Ognuno contiene un codice QR segreto e le istruzioni per ripristinare l’account. L’utente assegna a ciascun foglio un nome a piacere, “figlio”, “avvocato”, “il cassetto con tutti i cavi”, poi li stampa o li salva e li distribuisce separatamente.

Il punto chiave è la soglia: due fogli qualsiasi su tre sono sufficienti per recuperare l’account, mentre un singolo foglio da solo non serve a nulla. Chi effettua il recupero non ha bisogno di un account Ente né di installare alcuna applicazione: basta aprire legacy.ente.com, scansionare due dei tre fogli e ottenere l’accesso completo all’account, quindi a Photos, Locker e Auth.

Tempo per accorgersene


A ogni kit si associa un periodo di attesa configurabile: immediato, un giorno, sette, quindici o trenta. L’opzione immediata torna utile per l’auto-recupero, quando si è semplicemente rimasti chiusi fuori dal proprio account. Le attese più lunghe hanno senso quando il kit è destinato a qualcun altro, perché danno tempo di accorgersi di un tentativo e bloccarlo se qualcosa non torna.

Ente avvisa via email a ogni tentativo di recupero. Durante il periodo di attesa impostato è possibile interrompere una sessione attiva, oppure eliminare del tutto un kit per disattivarne i fogli e impedire qualsiasi ripristino futuro. Si possono creare fino a cinque kit per account, così da coprire situazioni diverse: una finestra breve per sé, una più lunga in ottica di eredità.

La matematica dietro al kit


Legacy Kit nasce da un progetto hackathon chiamato 2of3: il prototipo si limitava a spezzare un segreto in tre parti, mentre la versione finale aggiunge il coinvolgimento dei server di Ente, che introducono il periodo di attesa e la possibilità di revocare i fogli. Quando si crea un kit, Ente genera un segreto casuale e lo divide in tre parti usando lo schema a soglia 2-su-3 di Shamir, che consente di ricostruire il segreto a partire da due quote qualsiasi.

Questo segreto non transita mai dai server. Da esso Ente deriva una chiave che protegge il materiale di recupero e una coppia di chiavi che permette al server di verificare che qualcuno possieda fogli a sufficienza, senza però vedere il segreto. Durante il recupero, due fogli vengono combinati direttamente nel browser per sbloccare una sfida sigillata dal server; superato il periodo di attesa, il server restituisce il materiale cifrato, che viene decifrato in locale per completare un normale reset della password. A detta di Ente, il server non vede mai il segreto del kit, le singole quote o la chiave di recupero decifrata.

Legacy Kit è disponibile su Ente Locker sia per Android sia per iOS.

SOURCE:// ente.com

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Planck è stato un satellite europeo, operativo tra il 2009 e il 2013, con l’obiettivo di misurare la radiazione cosmica di fondo e migliorare la nostra conoscenza sulle origini e l’evoluzione dell’universo. Era equipaggiato con due sofisticati strumenti: il Low Frequency Instrument (LFI) e l'High Frequency Instrument (HFI). Oltre a partecipare alla costruzione del satellite, l'Italia è stata responsabile dell’LFI, con il ruolo di Principal Investigator affidato a Nazzareno Mandolesi dell’INAF-IASF di Bologna, ma ha partecipato anche alla realizzazione dell'HFI. Per entrambi gli strumenti, gli scienziati italiani sono stati fortemente coinvolti nell’attività scientifica legata alla missione, che ha realizzato la più accurata e dettagliata mappatura dell'intera volta celeste alle frequenze delle microonde mai ottenuta fino a quel momento.

Per misurare le infinitesimali variazioni di temperatura della radiazione cosmica di fondo, pari a pochi milionesimi di grado, i due strumenti dovevano essere mantenuti a temperature eccezionalmente basse. Questo obiettivo è stato raggiunto con una complessa catena di raffreddamento a stadi successivi. I due strumenti lavoravano a temperature diverse ed erano inseriti uno dentro l'altro.

Per prima cosa era necessario isolare gli strumenti dalla parte “calda” del satellite, il modulo di servizio orientato verso il sole. Questo obiettivo è stato ottenuto con un sistema di scudi termici molto ingegnoso ed eccezionalmente efficiente chiamato “V-grooves”: lo stesso principio poi adottato dal telescopio James Webb. In questo modo si è riusciti a portare la temperatura del payload a 50 Kelvin, circa -223 °C, una temperatura già molto bassa ma non ancora sufficiente.

Lo strumento LFI veniva poi portato a circa 20 Kelvin (-253 °C) con un particolare refrigeratore a idrogeno che aveva la caratteristica di non usare alcuna parte meccanica in movimento, eliminando così qualsiasi vibrazione che potesse disturbare le misurazioni scientifiche.

Lo strumento HFI veniva invece raffreddato con tre stadi successivi, l’ultimo dei quali sfruttava il principio della “diluzione d’elio”: questo stadio faceva miscelare continuamente due isotopi rari dell'elio, l'elio-3 e l'elio-4, con un processo endotermico, capace di assorbire calore, un po’ come l'evaporazione di un liquido, e di sottrarre le ultime frazioni di microwatt, per arrivare a una temperatura di un decimo di Kelvin (-273,05 °C). La temperatura "naturale" della radiazione cosmica di fondo è di circa 2,7 K (-270,45 °C), quindi lo strumento HFI era molto più freddo dell’ambiente circostante: un risultato possibile soltanto grazie a sistemi di raffreddamento attivi.

All’epoca lo strumento HFI era l’oggetto più freddo noto nello spazio, nonché il più freddo oggetto artificiale, ma in seguito questo record è stato superato. Attualmente l’esperimento della NASA Cold Atom Lab (CAL), a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, è in grado di arrivare a temperature dell'ordine di poche decine di picokelvin, cioè meno di un decimiliardesimo di Kelvin.

@astronomia


Quiz del lunedì. A che temperatura operava lo strumento HFI del satellite europeo Planck?

Appuntamento a domani per la discussione delle risposte, non suggerite e non cercate su internet!

#QuizTime
@astronomia


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La missione di Planck


Planck è stato un satellite europeo, operativo tra il 2009 e il 2013, con l’obiettivo di misurare la radiazione cosmica di fondo e migliorare la nostra conoscenza sulle origini e l’evoluzione dell’universo. Era equipaggiato con due sofisticati strumenti: il Low Frequency Instrument (LFI) e l'High Frequency Instrument (HFI). Oltre a partecipare alla costruzione del satellite, l'Italia è stata responsabile dell’LFI, con il ruolo di Principal Investigator affidato a Nazzareno Mandolesi dell’INAF-IASF di Bologna, ma ha partecipato anche alla realizzazione dell'HFI. Per entrambi gli strumenti, gli scienziati italiani sono stati fortemente coinvolti nell’attività scientifica legata alla missione, che ha realizzato la più accurata e dettagliata mappatura dell'intera volta celeste alle frequenze delle microonde mai ottenuta fino a quel momento.

Per misurare le infinitesimali variazioni di temperatura della radiazione cosmica di fondo, pari a pochi milionesimi di grado, i due strumenti dovevano essere mantenuti a temperature eccezionalmente basse. Questo obiettivo è stato raggiunto con una complessa catena di raffreddamento a stadi successivi. I due strumenti lavoravano a temperature diverse ed erano inseriti uno dentro l'altro.

Per prima cosa era necessario isolare gli strumenti dalla parte “calda” del satellite, il modulo di servizio orientato verso il sole. Questo obiettivo è stato ottenuto con un sistema di scudi termici molto ingegnoso ed eccezionalmente efficiente chiamato “V-grooves”: lo stesso principio poi adottato dal telescopio James Webb. In questo modo si è riusciti a portare la temperatura del payload a 50 Kelvin, circa -223 °C, una temperatura già molto bassa ma non ancora sufficiente.

Lo strumento LFI veniva poi portato a circa 20 Kelvin (-253 °C) con un particolare refrigeratore a idrogeno che aveva la caratteristica di non usare alcuna parte meccanica in movimento, eliminando così qualsiasi vibrazione che potesse disturbare le misurazioni scientifiche.

Lo strumento HFI veniva invece raffreddato con tre stadi successivi, l’ultimo dei quali sfruttava il principio della “diluzione d’elio”: questo stadio faceva miscelare continuamente due isotopi rari dell'elio, l'elio-3 e l'elio-4, con un processo endotermico, capace di assorbire calore, un po’ come l'evaporazione di un liquido, e di sottrarre le ultime frazioni di microwatt, per arrivare a una temperatura di un decimo di Kelvin (-273,05 °C). La temperatura "naturale" della radiazione cosmica di fondo è di circa 2,7 K (-270,45 °C), quindi lo strumento HFI era molto più freddo dell’ambiente circostante: un risultato possibile soltanto grazie a sistemi di raffreddamento attivi.

All’epoca lo strumento HFI era l’oggetto più freddo noto nello spazio, nonché il più freddo oggetto artificiale, ma in seguito questo record è stato superato. Attualmente l’esperimento della NASA Cold Atom Lab (CAL), a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, è in grado di arrivare a temperature dell'ordine di poche decine di picokelvin, cioè meno di un decimiliardesimo di Kelvin.

@astronomia

@destinazione_stelle@poliversity.it:

Quiz del lunedì. A che temperatura operava lo strumento HFI del satellite europeo Planck?
Appuntamento a domani per la discussione delle risposte, non suggerite e non cercate su internet!

#QuizTime
@astronomia



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Non ho ancora letto per intero #MagnificaHumanitas vatican.va/content/leo-xiv/it/…
Noto però che sconfessa in modo esplicito certi intellettuali di area cattolica sostenendo che l'etica non basta, e tanto meno la programmazione in base a presunti "codici etici" - i quali, in più di un senso, non possono essere "della macchina", ma sono sempre di qualcuno.

Non basta invocare genericamente l’etica: servono quadri giuridici adeguati, vigilanza indipendente, educazione degli utenti, una politica che non abdichi al proprio compito. Altrimenti, il cambiamento sarà governato solo da logiche tecnocratiche e presentato come necessario e inevitabile, finendo per imporre regole dettate da chi possiede dati, infrastrutture e capacità di calcolo.

Non possiamo limitarci a invocare la moralizzazione della macchina, il cosiddetto “allineamento” dell’#IA a valori umani, senza avere il coraggio di porre una ulteriore condizione: la possibilità di discutere il codice etico da usare, sottoponendolo a criteri di giustizia sociale condivisa. Altrimenti, chi controlla l’IA imporrà la propria visione morale, che diventerà l’infrastruttura invisibile dei sistemi. Non serve un’IA più morale, se questa morale è decisa da pochi. Serve una politica più presente, capace di rallentare dove tutto accelera e di proteggere gli spazi in cui le comunità possono ancora partecipare e interrogarsi.


#SALAMI

Questa voce è stata modificata (3 giorni fa)

Magnifica Humanitas e non solo, ecco le vere sfide dell’intelligenza artificiale. Parla il prof. Giustozzi

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Conversazione di Marco Mayer con Corrado Giustozzi, docente di cybersecurity nel corso di Laurea Magistrale in Ingegneria dei Sistemi Intelligenti

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⚠️ E' IMPORTANTISSIMO!

Agripunk non deve morire, è un baluardo di resistenza contro lo sfruttamento e di cura infraspecie.

produzionidalbasso.com/project…

Vi prego, date una mano, condividete, organizzate eventi benefit... Il tempo è poco, ma possiamo ancora salvare @agripunk !!!

#antispecismo #resistenza

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Il presidente di Uber afferma che la spesa per l’intelligenza artificiale sta diventando ‘più difficile da giustificare’

Non esiste una chiara connessione tra l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e la produttività.

theverge.com/transportation/93…

@aitech

in reply to informapirata ⁂

purtroppo non leggo oltre il paywall, ma ho trovato interessante anche questa analisi del fenomeno: lorenzoruffino.it/p/perche-lin…. È chiaro a chiunque 1) conosca la programmazione 2) abbia un po' di esperienza nel settore, che l'AI non sostituirà l'uomo. Al più modifica come si lavora, ma, come per ogni strumento, ne va valutato il costo/beneficio sul lungo periodo. Attualmente i costi sono alti, dunque un uso indiscriminato, per me comunque poco utile, è impossibile.

informapirata ⁂ reshared this.

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I Paesi Bassi bloccano l'acquisizione da parte degli Stati Uniti di un fornitore digitale vitale

In tutta Europa sono aumentate le preoccupazioni circa la dipendenza dell'Unione dalla tecnologia americana.

politico.eu/article/netherland…

@informatica

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Copia privata, il Tar del Lazio sospende la “tassa” sul Cloud per la copia privata. Accolti i ricorsi (fra gli altri) di AWS e IBM

La decisione è giunta dopo le proteste del settore tecnologico nel suo insieme (Anitec-Assinform, AIIP, Assintel) rispetto ad un provvedimento considerato come una “tassa” pretestuosa nei confronti di provider di servizi aziendali B2B per la conservazione di copia privata di contenuti in Cloud.

key4biz.it/copia-privata-il-ta…

@informatica

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Che cosa succede quando il Vaticano ridefinisce algoritmi, dati e piattaforme come "beni a destinazione universale di tutta l’umanità?" Il video di Matteo Flora


@aitech

Ieri Papa Leone XIV ha presentato Magnifica Humanitas, e il punto davvero di rottura sta qui: brevetti, algoritmi, piattaforme digitali, infrastrutture e dati vengono letti come beni destinati a tutta l’umanità. Non è solo una posizione etica, ma un modo di rimettere al centro il rapporto tra tecnologia, potere e governance globale.

Nel testo, i giganti tecnologici vengono descritti come attori privati transnazionali con risorse superiori a quelle di molti governi. Sul fronte sicurezza, il documento è altrettanto netto: non è ammissibile affidare a sistemi di intelligenza artificiale decisioni irreversibili e letali, e la teoria della guerra giusta viene di fatto considerata obsoleta nell’era dell’IA militare.

C’è anche un segnale politico molto preciso nel contesto della presentazione: accanto al Papa c’era Chris Olah, cofondatore di Anthropic. Non è un dettaglio da poco, perché rende ancora più chiaro che qui non si sta parlando soltanto di una presa di posizione simbolica.

👉 Nel nuovo deepdive su Ciao Internet, @lastknight prova a leggere tutto questo per quello che è davvero: una mossa di soft power regolatorio globale, con un linguaggio che somiglia più ad AI Act, DSA e DMA che alla tradizione vaticana.

🎥 Guarda il video: youtu.be/tL6XV7Dmx68

Magnifica Humanitas, che cosa lega il Papa ad Anthropic

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Il più importante documento programmatico di Papa Leone XIV parla non tanto di tecnologia, ma di come la Chiesa può agire in un contesto in trasformazione. L'intervento di Andrea Cavallini, sacerdote da 15 anni nella diocesi di Roma e docente di

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C’è una frase che ritorna sempre, ogni volta che si parla di privacy online:
“A chi vuoi che interessino i miei dati? io non ho nulla da nascondere.”
È una frase detta quasi sempre in buona fede.
Eppure racconta un enorme fraintendimento su cosa sia davvero la privacy.
Perché la privacy non serve a nascondere qualcosa.
Serve a proteggere qualcosa.
La differenza è enorme.
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Laravel-Lang compromessa: oltre 700 versioni PHP infettate da uno stealer cross-platform


@Informatica (Italy e non Italy)
Un attacco supply chain ha riscritto oltre 700 tag git nei pacchetti Laravel-Lang per distribuire uno stealer PHP cross-platform capace di esfiltrare credenziali cloud, token CI/CD, wallet crypto e segreti DevOps. Il payload si


Laravel-Lang compromessa: oltre 700 versioni PHP infettate da uno stealer cross-platform


Un sofisticato attacco alla supply chain ha compromesso quattro pacchetti PHP appartenenti al progetto Laravel-Lang, iniettando codice malevolo in oltre 700 versioni pubblicate in rapida successione tra il 22 e il 23 maggio 2026. Il payload — uno stealer cross-platform da quasi 6.000 righe di codice — è stato progettato per drenare credenziali cloud, token CI/CD, wallet di criptovalute e segreti di repository da qualsiasi sistema che utilizzi queste librerie di localizzazione diffusissime nell’ecosistema Laravel.

La natura dell’attacco: tag git riscritti, non codice sorgente


Quello che rende questa campagna particolarmente insidiosa è la tecnica adottata: gli attaccanti non hanno modificato il codice sorgente del repository, bensì hanno riscritto ogni tag git esistente in ciascun repository per puntare a commit malevoli appartenenti a un fork controllato dagli aggressori. Questo approccio bypassa molti controlli di integrità tradizionali basati sull’analisi dei diff del codice principale.

GitHub consente ai tag di versione di puntare a commit di fork dello stesso repository. Gli attaccanti hanno sfruttato questa funzionalità per sostituire silenziosamente tutti i tag — compresi quelli di versioni storicamente sicure — con riferimenti a commit malevoli nel fork. Il risultato pratico è che anche un progetto che non aggiornava le dipendenze da mesi si ritrovava improvvisamente a scaricare codice ostile.

I ricercatori di Socket, Aikido Security, StepSecurity e Snyk hanno analizzato in dettaglio l’incidente, confermando che le versioni compromesse sono state pubblicate in rapida successione — alcune a pochi secondi di distanza l’una dall’altra — il 22 e il 23 maggio 2026, con oltre 700 versioni identificate tra i quattro pacchetti interessati. La velocità di pubblicazione indica quasi certamente un processo automatizzato.

I pacchetti compromessi


I quattro pacchetti colpiti sono componenti fondamentali dell’ecosistema di localizzazione per applicazioni Laravel:

  • laravel-lang/lang — le traduzioni principali per decine di lingue
  • laravel-lang/http-statuses — messaggi di stato HTTP localizzati
  • laravel-lang/attributes — traduzioni degli attributi dei form
  • laravel-lang/actions — azioni comuni localizzate

Si sospetta che gli attaccanti abbiano ottenuto accesso a credenziali a livello di organizzazione, a sistemi di automazione del repository o all’infrastruttura di rilascio del progetto. Packagist ha risposto tempestivamente rimuovendo le versioni malevole e mettendo temporaneamente in stato di “unlisted” i pacchetti interessati per prevenire ulteriori installazioni.

Il meccanismo di esecuzione automatica: autoloader Composer


La funzionalità malevola è contenuta in un file denominato src/helpers.php, incorporato nei tag di versione compromessi. Il file è registrato nel campo autoload.files del composer.json di ciascun pacchetto. Questa scelta tecnica è devastante: qualsiasi applicazione PHP che esegua require __DIR__.'/vendor/autoload.php' all’avvio — ovvero praticamente ogni applicazione Laravel, Symfony, PHPUnit o framework PHP moderno — esegue automaticamente il payload senza che sia necessaria alcuna chiamata di metodo esplicita.

“Il backdoor viene eseguito automaticamente ad ogni richiesta PHP gestita dall’applicazione compromessa”, ha spiegato Socket nella propria analisi. Lo script genera un identificatore univoco per host (un hash MD5 che combina il percorso della directory, l’architettura del sistema e l’inode) per garantire che il payload si attivi una sola volta per macchina, limitando le esecuzioni ridondanti e aiutando il malware a restare non rilevato dopo l’esecuzione iniziale.

Payload: uno stealer modulare con 15 collector specializzati


Il dropper contatta il server flipboxstudio[.]info per recuperare il payload principale: uno stealer PHP cross-platform da circa 5.900 righe di codice, organizzato in 15 moduli collector specializzati. Su Windows viene distribuito un launcher Visual Basic Script eseguito tramite cscript; su Linux e macOS il payload viene eseguito tramite exec().

L’elenco di ciò che lo stealer è in grado di raccogliere è impressionante per ampiezza e profondità:

  • Cloud provider: ruoli IAM AWS e documenti di identità dell’istanza, credenziali default di Google Cloud, token di accesso Microsoft Azure, profili service principal, token di account DigitalOcean, Heroku, Vercel, Netlify, Railway, Fly.io
  • Container e orchestrazione: token Service Account Kubernetes, configurazioni Helm registry, token HashiCorp Vault, auth token Docker, configurazioni cluster Kubernetes
  • CI/CD e DevOps: token e configurazioni di Jenkins, GitLab Runner, GitHub Actions, CircleCI, TravisCI, ArgoCD
  • Criptovalute: seed phrase e file di portafogli Electrum, Exodus, Atomic, Ledger Live, Trezor, Wasabi, Sparrow; dati di estensioni browser MetaMask, Phantom, Trust Wallet, Ronin, Keplr, Solflare, Rabby
  • Browser: cronologia, cookie e login data da Chrome, Edge, Firefox, Brave, Opera, usando un eseguibile Windows embedded in Base64 che bypassa Chromium’s App-Bound Encryption (ABE)
  • Password manager: vault locali e dati di estensioni 1Password, Bitwarden, LastPass, KeePass, Dashlane, NordPass
  • Comunicazioni e sessioni: token di Discord, Slack, Telegram; sessioni PuTTY/WinSCP, Windows Credential Manager, sessioni RDP
  • File sensibili: chiavi private SSH, credenziali Git, history di shell, file .env, wp-config.php, docker-compose.yml, variabili d’ambiente del processo PHP
  • Email e FTP: dati Outlook, Thunderbird, FileZilla, WinSCP, CoreFTP
  • VPN: configurazioni OpenVPN, WireGuard, NetworkManager, NordVPN, ExpressVPN, CyberGhost, Mullvad

Dopo aver raccolto tutto il materiale disponibile, il payload cripta i risultati con AES-256 e li trasmette all’endpoint flipboxstudio[.]info/exfil, dopodiché si cancella dal disco per limitare le tracce forensi.

IoC (Indicatori di Compromissione)

# Dominio C2 principale
flipboxstudio[.]info
flipboxstudio[.]info/exfil
# File malevolo nei pacchetti
src/helpers.php  (registrato in autoload.files di composer.json)
# Pacchetti PHP compromessi (verificare versioni 22-23 maggio 2026)
laravel-lang/lang
laravel-lang/http-statuses
laravel-lang/attributes
laravel-lang/actions
# Verifica presenza del file malevolo
find ./vendor -name "helpers.php" -path "*/laravel-lang/*" -exec grep -l "flipboxstudio" {} \;

Contesto: una campagna in crescita nell’ecosistema PHP


Questo attacco non è isolato. Negli ultimi mesi si è assistito a un’ondata di compromissioni delle supply chain nei principali registri di pacchetti. In particolare, la campagna Mini Shai-Hulud attribuita al gruppo TeamPCP (UNC6780) ha colpito pacchetti npm di TanStack, Mistral AI, Guardrails AI e OpenSearch, diffondendosi come un vero e proprio worm grazie all’abuso di token OIDC GitHub e al meccanismo di trusted publishing di npm. Il fatto che ora un attacco simile colpisca l’ecosistema PHP/Composer dimostra che i gruppi criminali stanno sistematicamente esplorando tutti i principali registri di pacchetti come vettori di attacco.

La tecnica di riscrivere i tag git invece di modificare il codice sorgente rappresenta un’evoluzione tattica significativa: bypassando i controlli diff tradizionali, rende molto più difficile il rilevamento automatico da parte degli strumenti di analisi della composizione software (SCA).

Due righe per i difensori


  • Verificare immediatamente se le applicazioni Laravel utilizzano uno dei quattro pacchetti compromessi e controllare le versioni installate durante il periodo 22-23 maggio 2026
  • Ruotare tutte le credenziali (AWS, GCP, Azure, GitHub, npm, CI/CD, database) su qualsiasi sistema che abbia eseguito codice con le versioni infette
  • Non revocare immediatamente i token sospetti prima di aver isolato e acquisito un’immagine forense del sistema: il malware include meccanismi di risposta alla revoca
  • Bloccare il dominio flipboxstudio[.]info a livello di firewall/DNS
  • Implementare controlli di integrità sui tag git (verificare le firme dei commit) e considerare il pinning degli hash SHA degli artefatti nel composer.lock
  • Adottare strumenti SCA capaci di rilevare tag git riscritti, non solo modifiche al codice sorgente
  • Aggiornare a versioni sicure dei pacchetti rilasciate dal team Laravel-Lang dopo la rimozione delle versioni malevole da Packagist


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La tua auto ti sta spiando? In che modo le forze dell’ordine e le agenzie di intelligence sfruttano i dati dei veicoli connessi e cosa potrebbe essere divulgato dall’auto

"quando scegli un’auto nuova, chiedi al concessionario non solo il numero di stelle nei test di sicurezza NCAP, la potenza del motore o il risparmio di carburante, ma anche le tecnologie di sicurezza informatica utilizzate nel veicolo"

kaspersky.it/blog/the-car-that…

@privacypride@feddit.it

in reply to Tech Story & More

@tsm
Vero.
Anche se installare software open su un'auto....salvo che l'azienda non rilasci dati ecc. potrebbe esser rischioso.
Non sarebbe solo un software che si pianta, ma magari letteralmente un'auto che non risponde ai comandi ?
Non mi fiderei a fare da beta tester...

(ho una Tesla model 3 e, oltre a Musk, l'aspetto che meno mi piace dell'auto è proprio il software chiuso e invasivo, per il resto va benone)

Privacy Pride reshared this.

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Siamo proprio costretti ad avere l’IA a scuola?

@aitech - qualche considerazione contro l'acritico uso dell'IA a scuola

wp.me/p6hcSh-9Gg

in reply to .mau.

Insegnare l’IA a scuola non è “formare al futuro”, è preparare gli studenti a convivere con strumenti che potrebbero sostituirli.
Non possiamo fingere che basti “imparare a usarla” per salvarsi: se l’IA diventa abbastanza capace da svolgere mansioni d’ingresso, il problema non è la competenza individuale, ma il modello di lavoro che stiamo costruendo.

filobus reshared this.

in reply to .mau.

diciamo che 1) si possono utilizzare, 2) essere utilizzati (il centauro rovesciato), 3) essere marginalizzati

2) è essere appendici di processi dettati da scatole nere. Fornire dati forzatamente. Per carità esiste già adesso, anche se dall'altra parte non c'è ai.
3) diventare inutili, sia come lavoratori che come consumatori, non essere più cittadini, essere esclusi da processi perché non "visti" dalle PA, essere perseguitati

Questa voce è stata modificata (3 giorni fa)
in reply to filobus

gli insegnanti possono subire come tutti gli altri
E se riescono a evitarlo: per loro insegnare su una tecnologia in continuo movimento, non solo come pura capacità e strumento, ma come elemento che scardina i rapporti sociali, di potere, equilibri, diritti ecc
Da un giorno all'altro le cose cambiano, devono fornire gli strumenti per 1) ma anche 2) e 3)
In ogni caso tutti compreso la scuola rischiamo di essere davanti a giochi fatti
Questa voce è stata modificata (3 giorni fa)
in reply to .mau.

mentre stai crescendo e cerchi tutte le scappatoie per romperti il meno possibile sui libri, uno strumento del genere lo abuserai in un solo modo.
chi ha aspettative diverse da parte degli studenti, ha dimenticato com'era a quell'età.
sono cambiati i tempi, ma la voglia di studiare di chi va a scuola è sempre la stessa.
un llm verrà abusato per studiare di meno.
se metti un llm a scuola stai facendo un danno a chi dovrebbe imparare.
imho, ovvio.
@filobus @elCelio @emanuelegori @aitech
Questa voce è stata modificata (3 giorni fa)
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Magnifica Humanitas, Papa Leone XIV lancia un appello per disarmare l’intelligenza artificiale

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Con la sua prima enciclica, "Magnifica Humanitas", Papa Leone XIV ha delineato il suo desiderio di proteggere la dignità e la capacità di agire dell'uomo nell'era

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Erin Brockovich ha lanciato un sito web e ha iniziato a monitorare tutti i data center in America e a registrare le lamentele dei residenti

La CORSA alla costruzione di infrastrutture per l'IA si sta svolgendo città dopo città in tutti gli USA. In alcuni luoghi, i data center sono accolti con favore. In altri, vengono contestati o abbandonati del tutto. Questa MAPPA cattura l'impronta reale di questa corsa, rivelando modelli di crescita, conflitto e incertezza

brockovichdatacenter.com/

@aitech

in reply to informapirata ⁂

Negli anni ’90 e 2000, il mantra era:
risparmiare energia, ridurre consumi, ottimizzare ogni watt.
Oggi invece il paradosso è evidente: l’IA viene presentata come tecnologia del futuro, ma si regge su infrastrutture energivore che riportano indietro il discorso sulla sostenibilità.

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L’umanità di fronte alla sfida dell’anti-Logos onnisciente e onnipotente – Solo sussidiarietà, corresponsabilità e comunione rendranno Magnifica l’Humanitas


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Giornalisti “processati” dall’intelligenza artificiale L’ultima start-up di Thiel


Con soli duemila dollari, chiunque può rivolgersi alla struttura virtuale realizzata sotto l’egida del patron di Palantir per “giudicare” il lavoro di un reporter. In campo ci sono ex agenti di Fbi, Cia e Nsa, ma i modelli utilizzati vengono da OpenAI, Anthropic, Google, xAI e Mistral. Lo chiamano «il tribunale dell'intelligenza artificiale per la verità»: il verdetto arriva entro 72 ore. In pratica, si tratta di una gogna ad uso e consumo dei potenti

dagospia.com/media-tv/peter-th…

@giornalismo

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