“Protezione dei dati personali e nuove tecnologie tra diritto pubblico e diritto privato”


Domani 28 giugno dalle ore 15.00 parteciperò al convegno “Protezione dei dati personali e nuove tecnologie tra diritto pubblico e diritto privato”, organizzato da Assoprivacy e dal Centro per la Regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale CRIA presso l’Università dell’Insubria – DiECO. Dipartimento di Economia – Aula Consiglio, Via Monte Generoso, 71 –VaresePer maggiori info qui assoprivacy.eu/save-the-date-c…


guidoscorza.it/protezione-dei-…

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Cosa prevede l’emendamento proposto dal governo irlandese sul Garante Privacy


Dalla possibilità del DPC di decidere quali informazioni divulgare, fino alle sanzioni economiche nei confronti di chi rende pubbliche informazioni "confidenziali"

Tutto il mondo è Paese e il vizio di inserire emendamenti che non hanno nulla a che fare con un disegno di legge specifico è molto diffuso non solo in Italia. L’esempio arriva dall’azione del governo irlandese che ha inserito, all’ultimo, una revisione a un ddl (in fase di approvazione parlamentare) che si occupa della riforma dei tribunali e del diritto civile. Si può pensare a un qualcosa di legato o correlato all’impianto originale della legge, e invece no: si tratta di un articolo che andrà a “mitigare” la possibilità di criticare e rendere pubbliche le azioni della DPC (Data Protection Commission, il Garante Privacy) dell’Irlanda.

L’emendamento è presentato in modo piuttosto subdolo. E non solo per esser stato inserito – all’ultimo minuto – all’interno di un disegno di legge che si occupa di tutt’altro, ma anche per il suo contenuto. Infatti, c’è scritto che con questo intervento normativo si deve andare nella direzione

*«di prevedere la possibilità per la Commissione per la protezione dei dati personali di vietare la divulgazione di informazioni riservate da parte di persone che vi si impegnano in relazione allo svolgimento di determinate funzioni, di emettere un richiamo a un titolare o responsabile del trattamento in determinate circostanze e prevedere la giurisdizione del tribunale distrettuale, in concomitanza con la Circuit Court e l’Alta Corte, di ascoltare e determinare azioni prese da un interessato in relazione ai suoi diritti ai sensi della protezione dei dati Regolamento e, per questi e altri scopi, per modificare il Data Protection Act 2018». *

Per fare una breve sintesi: il DPC Irlanda avrà il potere di scegliere quali denunce e informazioni possano essere etichettate come riservate (o confidenziali), vietando la diffusione di notizie in merito non solo al contenuto – quindi la dichiarazione pubblica del singolo cittadino-azienda che ha visto violata la sua privacy -, ma anche all’andamento stesso delle iniziative – ai sensi del GDPR, approvato dall’UE nel 2018, nei confronti delle aziende accusate di violazione nel trattamento dei dati personali degli utenti-cittadini.

E chi vìola questo principio di “non divulgazione” rischia una sanzione fino a 5mila euro. Insomma, con questo emendamento si mette nelle mani del DPC Irlanda – l’equivalente del Garante Privacy Italiano – il potere di secretare le indagini nei confronti di Big Tech.

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PRIVACYDAILY


N. 150/2023 LE TRE NEWS DI OGGI: I fornitori di servizi medici stanno facendo pressione sul Congresso affinché li aiuti a rendere permanenti le disposizioni in materia di telemedicina su cui hanno fatto affidamento durante la pandemia Covid-19.Le proposte di legge sostenute da decine di legislatori mirano a sancire in modo permanente le flessibilità dell’era... Continue reading →

“La sostenibilità digitale a scuola nel pieno rispetto del CAD e del GDPR”


#cosedagarante|Dalle ore 17.00, parteciperò al seminario “La sostenibilità digitale a scuola nel pieno rispetto del CAD e del GDPR”, ideato e curato da Massimo Corinti e promosso dalla rete “ARETE”. Qui il modulo di iscrizione al seminario nc.fuss.bz.it/apps/forms/s/JCZ… Per info qui fuss.bz.it/post/2023-06-26_inc…


guidoscorza.it/la-sostenibilit…

PRIVACYDAILY


N. 149/2023 LE TRE NEWS DI OGGI: Amazon sta ritardando il lancio di un’importante estensione del suo servizio di telemedicina Amazon Clinic a causa delle preoccupazioni dei legislatori sulle sue pratiche di privacy, di cui POLITICO ha parlato la scorsa settimana. Secondo un’e-mail di una persona direttamente informata, successivamente ottenuta da POLITICO, Amazon sospenderà la... Continue reading →
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"Mio figlio ha una 4 ruote" MF4R
Un esempio di quello che fa la sanità pubblica in materia di #disabilità e #inclusione e anche un esempio dell'importanza della #MobilitàSostenibile per tutti: poliverso.org/display/0477a01e… #disabilità #inclusione #PisteCiclabili #Sapre #PoliclinicoMilano #SMA
@ambiente @informapirata @fabersantelli @scuola @alephoto85


Mio figlio ha una 4 ruote


Durante lo stage "Mio figlio ha una 4 ruote" MF4R (policlinico.mi.it/news/2023-06…) organizzato a Lignano Sabbiadoro dal Sapre, un servizio pubblico del Policlinico di Milano che si occupa da più di 30 anni dei genitori di bambini affetti da SMA (atrofia spinale muscolare) promuovendone l'empowerment, si è svolta una camminata di circa 5 km percorribile a piedi, in bici, con carrozzine manuali/elettroniche e passeggini.

Il percorso, individuato con la collaborazione di #FIAB Monfalcone - BisiachINbici, tra la Riserva naturale regionale Foce dell'Isonzo-Isola della Cona e Marina Julia (Monfalcone) si è svolto su un tratto della pista ciclabile Adria Bike (adriabike.eu/it/interactive-ma…) scelto in particolare perché privo di barriere architettoniche.

Alla camminata ha partecipato un gruppo di circa 150 persone tra cui 50 bambini in carrozzina elettronica le cui famiglie arrivano da tutta Italia e dall'estero.

Un grande esempio del ruolo del servizio sanitario pubblico e un esempio (un po' più piccolo) dell'importanza di una mobilità sostenibile per tutti, non solo per gli amici della #bicicletta.

@maupao @macfranc @Rivoluzione mobilità urbana🚶🚲🚋 @:fedora: filippodb :cc: :gnu:


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Siete pronti per il #FediverseFest all'italiana?

Al palazzetto dello sport, finalmente un evento in cui si potrà chiacchierare, ridere, scherzare tra istanze pacifiste, istanze generaliste, istanze giocose, istanze autogestite, istanze monoutente gestite da expat tedeschi intelligentissimi, istanze deserte e istanze morte!

Quando? Prossimamente!

Come è organizzato? A cazzo di cane!

Il nostro motto?

#BeModerate!

Etiopia, appello per il Tigray del Vescovo Tesfaselassie Medhin per sbloccare la sospensione degli aiuti umanitari


Dopo la decisione scellerata da parte del WFP – World Food Programme e di USAID di sospendere gli aiuti alimentari a milioni di persone in Tigray e in altre parti dell’ Etiopia, arriva l’ennesimo appello da parte di Abune Tesfaselassie Medhin, Vescovo de
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Dopo la decisione scellerata da parte del WFP – World Food Programme e di USAID di sospendere gli aiuti alimentari a milioni di persone in Tigray e in altre parti dell’ Etiopia, arriva l’ennesimo appello da parte di Abune Tesfaselassie Medhin, Vescovo dell’Eparchia di Adigrat.

I media politicizzati in Italia non scrivono più della catastrofe umanitaria in atto nello stato regionale del Tigray da quando è stato firmato l’accordo di Pretoria (accordo di cessazione ostilità siglato il 2 novembre 2022). Non che nei 2 anni prima, durante la guerra genocida, lo abbiano mai fatto, ma oggi, dopo l’accordo mediato dall’ Unione Africana e monitorato (forse anche stilato e redatto dagli USA di Joe Biden) i media del tricolore si sono sentiti legittimati a non scriverne e darne notizia: come se un paio di firme su dei fogli di carta potessero cancellare la richiesta di giustizia per le centinaia di migliaia di vittime, come potessero cancellare le violenze e gli abusi che continuano anche dopo quasi 8 mesi da quell’ accordo, come se si potesse nascondere come polvere sotto il tappeto la disumanità e le morti per fame aggravate anche dal blocco sugli aiuti umanitari deciso dalle agenzie umanitarie occidentali sotto l’egidia di USA ed Europa.

Scelta politicizzata, scelta criminale: come si può sospendere l’aiuto alimentare alle persone bisognose? E’ aumentata la percentuale di morti per fame anche tra i bambini sotto i 5 anni (28%)


Appello da parte di Abune Tesfaselassie Medhin, Vescovo dell'Eparchia di Adigrat per scongiurare il blocco sugli aiuti alimentari in Tigray, EtiopiaAppello da parte di Abune Tesfaselassie Medhin, Vescovo dell’Eparchia di Adigrat per scongiurare il blocco sugli aiuti alimentari in Tigray, Etiopia


L’impatto fatale della sospensione degli aiuti alimentari umanitari alla popolazione bisognosa del Tigray e di altre parti del Paese.


Un appello a USAID e WFP – per scongiurare la decisione che porta la morte dei poveri e dei bisognosi

Un augurio di pace a voi e al bene umanitario che avete fatto la gratitudine è dovuta a tutti voi!!

Negli ultimi anni abbiamo visto come si è svolta una terribile guerra nella regione del Tigray e nelle aree circostanti. Durante questo conflitto, abbiamo assistito a come le forze combattenti hanno distrutto e saccheggiato le risorse alimentari dalle case e dai campi appartenenti alla gente. Per molti mesi è stato impedito al cibo di raggiungere coloro che ne avevano un disperato bisogno. E anche dopo che le scorte di cibo potevano essere consegnate, alcuni non potevano controllare la loro avidità e togliere il cibo a coloro che sono sfollati e disperati.

Secondo la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, tutti gli esseri umani hanno diritto a un accesso affidabile a quantità sufficienti di cibo. In nome della nostra comune umanità non dovremmo mai permettere che venga portato via il cibo a coloro che cercano di nutrirsi per la propria sopravvivenza – non da coloro che scelgono la via della violenza e della guerra, non da coloro che cercano di distruggere i mezzi di sussistenza delle persone, non da coloro che cercano guadagno finanziario o valuta forte e non da quelli abbastanza ricchi e influenti da decidere sulla distribuzione delle scorte di cibo disponibili che condividiamo su questo pianeta.

Mentre la deviazione e il furto delle scorte di cibo che hanno avuto luogo per raggiungere la popolazione in disperato bisogno nel Tigray e in altre parti dell’Etiopia è totalmente inaccettabile e disumano, voglio invitare i decisori a considerare la nostra umanità condivisa e pregarli non pronunciare una condanna a morte su coloro che cercano di sopravvivere sulla scia di un terribile conflitto armato, coloro che stanno morendo ora.

È molto importante indagare in che modo quantità così elevate di cibo sono state sottratte ai bisognosi. È urgente migliorare il sistema di distribuzione alimentare, consentendo una maggiore trasparenza e un controllo più forte. Ma non biasimiamo i poveri per aver venduto una parte delle loro scorte alimentari ricevute attraverso donazioni mentre cercavano semplicemente di coprire i costi per medicine, libri scolastici e altre spese necessarie non fornite da donazioni. Ci deve essere un’altra soluzione a questo scandalo oltre a fermare la consegna di generi alimentari agli sfollati e ad altri che cercano disperatamente di nutrire se stessi e i propri figli. Oggi in centinaia muoiono di fame perché gli aiuti alimentari sono fermi da mesi e mesi: non può essere questo il prezzo da pagare per rimettere in sesto il sistema.

Ferma il cammino di coloro che facevano la guerra e distruggevano i raccolti; fermia coloro che impediscono agli aiuti di raggiungere gli affamati; dei responsabili di furto e corruzione; fermia coloro che hanno permesso che avvenisse il furto e hanno distolto lo sguardo per molti anni.

Ma non impedire il cibo a coloro che ne hanno un disperato bisogno, non togliere loro il diritto divino di nutrirsi
se stessi e non condannarli a una condanna a morte. La Chiesa cattolica, che ha vissuto nel mezzo di questa situazione sfrenata estremamente dolorosa nel Tigray desidera confermare ancora una volta il suo impegno di essere solidale in empatia, preghiera e impegno nel sostegno umanitario verso tutte le persone che stanno vivendo terribili sofferenze nel Tigray e in altre parti del Paese.

Possiamo noi tutti essere sempre benedetti con la Misericordia, l’Amore e la Pace di Dio,

+ Abune Tesfaselassie Medhin, Vescovo dell’Eparchia di Adigrat

Diocesi cattolica di Adigrat
Ref.No Ad.Ep/-006/23
EPARCHIA CATTOLICA ADIGRAT – TIGRAY ETIOPIA
Data 20 giugno 2023
7../P.O.Box 8 Ah / Tel.:251(0)344.452138/452203 Fax:251(0)344,452630 / e-mail: tselassiem@gmail.com


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Etiopia, la ricostruzione di un medico sul massacro di Togoga, Tigray [2 anni dopo]


Durante il pieno svolgimento della guerra genocida in Tigray, stato regionale dell’Etiopia settentrionale, il 22 giugno 2021, l’aviazione etiope ha bombardato Togoga in un giorno di mercato. Avevo scritto un aggiornamento su questo massacro per mezzo dell
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Durante il pieno svolgimento della guerra genocida in Tigray, stato regionale dell’Etiopia settentrionale, il 22 giugno 2021, l’aviazione etiope ha bombardato Togoga in un giorno di mercato.

Avevo scritto un aggiornamento su questo massacro per mezzo della difesa etiope che ha hattaccato indiscriminatamente un’area urbana e civili per la guerra contro “il terrorismo”, per fermare quelli considerati dalla legge etiope i membri del partito TPLF – Tigray People’s Liberation Front e tutti i loro sostenitori etichettati dissidenti.

La dottoressa Bisrat dopo 2 anni dal massacro di Togoga, via social ha condiviso un resoconto dettagliato dal punto di vista del supporto medico e sanitario.


Erano circa le 16:00 che ho avuto notizia dell’attacco aereo.

Un amico mi aveva chiesto di verificare se le vittime provenissero dall’attacco aereo in Togoga. Quando sono arrivata al pronto soccorso, ho visto quattro ambulanze in coda all’ingresso, stipate di medici e infermieri, in attesa di una lettera di autorizzazione dell’ufficio sanitario regionale del Tigray.
Ambulanze in attesa di partire verso il luogo del massacro a Togoga - Tigray giugno 2021Ambulanze in attesa di partire verso il luogo del massacro a Togoga – Tigray giugno 2021
Dopo l’arrivo della lettera, le ambulanze sono finalmente partite per il Togoga attraverso la rotta Mekelle-Tembien intorno alle 23:30. Altre due ambulanze sono arrivate per portare i professionisti a Kokolo (circa 15 chilometri a sud-ovest di Mekelle) dove abbiamo sentito di dozzine di feriti, compresi i bambini che hanno cercato di venire all’Ayder Hospital tramite un camion e sono stati restituiti dai militari.

Quindi, due dottori, me compreso, e due infermiere si sono offerti volontari per andare lì. Siamo partiti utilizzando una strada sconnessa attraverso il parco industriale di Mekelle alle 18:30.

Dopo aver raggiunto un posto di blocco di un insediamento militare nel parco industriale, ci siamo fermati e abbiamo aspettato per circa 20 minuti, ma nessuno si è avvicinato a noi. Siamo arrivati ​​a Kokolo alle 19:30 solo per non trovare nessuno lì.

Dovevamo fermarci e decidere se andare in Togoga o tornare a Mekelle. Abbiamo deciso di andare sulla scena del massacro. Mentre viaggiavamo nell’oscurità, eravamo tutti davvero spaventati perché la strada era molto stretta e accidentata e l’esercito etiope poteva prenderci di mira.

Abbiamo dovuto mettere su musica rilassante nel tentativo di calmarci. Abbiamo raggiunto Togoga intorno alle 20:20: circa 7 ore dopo l’incidente. Abbiamo trovato decine di feriti sdraiati sul ciglio della strada che aspettavano impotenti le ambulanze.
Abbiamo trovato decine di feriti sdraiati sul ciglio della strada che aspettavano impotenti le ambulanze. Massacro di Togoga Tigray giugno 2021Abbiamo trovato decine di feriti sdraiati sul ciglio della strada che aspettavano impotenti le ambulanze. Massacro di Togoga Tigray giugno 2021
Alcuni sanguinavano; altri erano incoscienti; e altri soffrivano di fame d’aria. Sfortunatamente, non avevamo attrezzature mediche sufficienti per fornire anche il minimo indispensabile di cure di emergenza. Tutto quello che avevamo erano 10 sacchi di soluzione fisiologica normale, 10 cannule per fleboclisi, 2 scatole di guanti, 2 pacchi di garze e un paio di cerotti. Pensavamo che ci sarebbero state le quattro ambulanze che sono partite prima. Il mio telefono ha iniziato a squillare proprio quando siamo arrivati ​​sul posto. Era la chiamata di un medico di emergenza di una delle quattro ambulanze.
Alcuni sanguinavanao, altri erano in blocco respiratorio... Massacro di Togoga in giorno di mercato Tigray giugno 2021Alcuni sanguinavanao, altri erano in blocco respiratorio… Massacro di Togoga in giorno di mercato Tigray giugno 2021
Ci ha chiesto se avessimo raggiunto la zona e come ci fossimo riusciti visto che quando sono arrivati ​​a Romanat gli è stato negato il passaggio. Gli ho raccontato del percorso che abbiamo seguito.

Nel frattempo, abbiamo iniziato a curare le vittime con quello che avevamo in un recinto scolastico: appese le flebo agli alberi di acacia.
Soccorso ai feriti e alle vittime del massacro di Togoga Tigray giugno 2021Soccorso ai feriti e alle vittime del massacro di Togoga Tigray giugno 2021
Abbiamo identificato quattro pazienti gravemente feriti e con loro io e un’infermiera siamo partiti verso Mekelle.

A metà strada, un amico delle ambulanze che ha tentato di percorrere il percorso che avevamo seguito ci ha chiamato e ci ha detto di tornare indietro poiché minacciavano di uccidere chiunque avesse cercato di entrare a Mekelle attraverso quella strada. Proiettili erano stati sparati contro le ambulanze che cercavano di passare.

È stata una notizia molto scioccante per noi. Qualcuno ci aveva dato un numero di telefono per chiamare il vicepresidente del governo ad interim in caso avessimo avuto problemi.Lo abbiamo chiamato chiedendo aiuto.

Ci ha detto che era meglio entrare da Romanat o passare la notte lì perché i militari erano arrabbiati e minacciavano chiunque cercasse di intrufolarsi per quella strada.

Abbiamo deciso di tornare e passare la notte a Togoga poiché non abbiamo considerato il ritorno a Mekelle attraverso Romanat come un’opzione praticabile. Cominciarono ad arrivare vittime che erano tornate a casa perdendo la speranza.

Abbiamo visto circa 50 persone ferite, tra cui una bambina di quattro anni. Tra le vittime c’erano anche 3 sorelle che hanno subito traumi che andavano dalle ustioni al viso a braccia e gambe mozzate. L’ultima vittima che abbiamo visto durante la notte è stata alle 3:00 del mattino del 23 giugno 2021.
Abbiamo visto circa 50 persone ferite, tra cui una bambina di quattro anni. Togoga massacre Tigray giugno 2021Abbiamo visto circa 50 persone ferite, tra cui una bambina di quattro anni. Togoga massacre Tigray giugno 2021
Dopo abbiamo dovuto cercare di riposarci a stomaco vuoto. Altri pazienti hanno poi iniziato ad arrivare al mattino seguente. Abbiamo continuato il laborioso compito di cercare di prestare assistenza tra paura e rabbia e senza scorte mediche sufficienti a portata di mano.

Abbiamo chiesto agli anziani il totale dei morti e ci hanno detto che erano circa 64 con più di 180 feriti.


Abbiamo chiesto agli anziani il totale dei morti e ci hanno detto che erano circa 64 con più di 180 feriti. La mattina presto abbiamo iniziato a sentire pesanti bombardamenti. Abbiamo quindi deciso di spostare i pazienti in un’area boschiva vicina. Eravamo davvero spaventati per le nostre vite.

Abbiamo continuato a chiamare i nostri colleghi per sapere se c’era qualche possibilità che arrivassero le ambulanze. Ci informarono che erano stati fatti diversi tentativi, ma nessuno dava il permesso. Il team ha poi discusso altre opzioni, come trasportare le vittime in una tradizionale barella di legno, poiché alcuni dei pazienti stavano diventando critici. Ma verso l’ora di pranzo è stata fatta una telefonata che ci informava che le ambulanze avevano il permesso di passare e che potevano arrivare in qualsiasi momento. Abbiamo perso diverse ore ad aspettarli.

Mentre continuavamo a prepararci all’arrivo delle ambulanze, siamo andati al mercato dove è avvenuto l’attacco aereo, intorno alle 14:00 del giorno successivo. Abbiamo visto macchie di sangue, circa 25 case rase al suolo e pomodori e patate sparsi.
Direzione Togoga, giorno dopo il massacroin giorno di mercato in Tigray, giugno 2021Direzione Togoga, giorno dopo il massacroin giorno di mercato in Tigray, giugno 2021
Quattro ambulanze sono finalmente arrivate alle 16:00 del 23 giugno 2021, molto tempo dopo: 27 ore dall’attacco aereo. Siamo tornati a Mekelle dopo 28 ore di un’esperienza scoraggiante. Purtroppo le sei ambulanze non sono bastate a portare tutte le vittime che necessitavano di cure mediche, così a molti è stato detto di restare dopo averli rassicurati che le ambulanze sarebbero tornate. Coloro che sono arrivati ​​all’ospedale di riferimento di Ayder sono guariti, anche se con disabilità, tranne uno che è morto per la ferita che ha subito al polmone.

Il dolore e la disperazione che ho provato durante quelle 28 ore risuonano ancora nella mia mente.


Quattro ambulanze sono finalmente arrivate alle 16:00 del 23 giugno 2021, molto tempo dopo: 27 ore dall'attacco aereo.Quattro ambulanze sono finalmente arrivate alle 16:00 del 23 giugno 2021, molto tempo dopo: 27 ore dall’attacco aereo.


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Etiopia, le forze eritree aggravano i problemi socio-economici della Comunità Irob, Tigray orientale


I residenti nella woreda [distretto] di Irob, nel Tigray orientale (stato regionale dell’Etiopia settentrionale), affermano di trovarsi di fronte a una grave crisi socio-economica a causa della presenza delle forze eritree in violazione con l’accordo di P

I residenti nella woreda [distretto] di Irob, nel Tigray orientale (stato regionale dell’Etiopia settentrionale), affermano di trovarsi di fronte a una grave crisi socio-economica a causa della presenza delle forze eritree in violazione con l’accordo di Pretoria firmato il 2 novembre 2022 (dopo 2 anni di guerra etnica con risvolti genocidi sul popolo tigrino)

Fissuhe Mezegebu, residente ad Agerelekoma, ora residente nelle vicinanze di Haraza, Irob, ha dichiarato di non avere accesso alla strada che li riporta a casa a causa della presenza delle forze eritree.

Ha dichiarato:

“Le forze eritree abitano nella nostra casa, quindi non possiamo tornare indietro”.


Ha aggiunto che i residenti sono sfollati (IDP) e attualmente si stanno rifugiando sotto una giungla arsa, inospitale vicino ad Assimba.

Haleka Gebretsadik Abraha, un altro residente nelle vicinanze di Endamossa, distretto di Irob, ha testimoniato che le forze eritree hanno distrutto la loro proprietà e saccheggiato ciò che ne restava.

Dice di aver assistito alle forze eritree saccheggiare il bestiame e bruciare case con attacchi di artiglieria pesante e bruciando intenzionalmente case usando fiammiferi durante il combattimento attivo sul campo.

Genet Kahsay, una donna residente a Endamossa, nel distretto di Irob, ha detto che le persone sfollate dalle loro case chiedono cibo e donazioni di vestiti.

Ha aggiunto che le truppe eritree li hanno costretti a fuggire in caverne e valli per ripararsi.

I residenti hanno espresso la loro profonda preoccupazione per le sfide che potrebbero dover affrontare per ricostruire le case distrutte durante la guerra mentre si avvicina la stagione delle piogge.

Un altro residente esorta gli enti interessati a insistere sul ritorno dei residenti alle loro case.

“Dobbiamo tornare a casa nostra e iniziare la nostra vita informale come ai bei vecchi tempi”


Genet Kahsay, una donna residente a Enda Mossa, distretto di Irob, ha detto che le persone sfollate dalle loro case chiedono cibo e donazioni di vestiti.

Ha aggiunto che le truppe eritree li hanno costretti a fuggire in caverne e valli per ripararsi.

Mekelle, 23 giugno 2023 // Tigrai Television


Approfondimenti:


FONTE: twitter.com/Tigrai_TV/status/1…


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PRIVACYDAILY


N. 147/2023 LE TRE NEWS DI OGGI: La Commissione europea ha diffuso i primi accordi della sua iniziativa per l’eliminazione dei cookie. Le aziende che si occupano di pubblicità online possono scegliere di aderire all’iniziativa e impegnarsi a rispettare gli impegni su base volontaria.A marzo, EURACTIV aveva anticipato la decisione del capo della protezione dei... Continue reading →
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+++ Finalmente svelato l'ultimo segreto di Feddit.it: ecco perché non esiste una comunità Lemmy dedicata alla privacy! Quando leggerete il motivo, non crederete ai vostri occhi!!! +++

@Che succede nel Fediverso?

I due amministratori di Feddit.it sono sicuramente molto sensibili al tema della #privacy.
Il primo infatti è l'autore del progetto @Le Alternative che nasce proprio per presentare in modo semplice le alternative ai prodotti BigTech che siano open source e rispettose della privacy.
Il secondo non è altro che @Informa Pirata, che sulla promozione del tema della privacy in politica spende non poco del proprio tempo.
Entrambi sono stati promotori del #PrivacyPride, il primo (e unico) evento al mondo in cui ci siano state manifestazioni di piazza a favore della privacy.

Allora perché su feddit.it non esiste una comunità dedicata alla privacy?

In effetti i motivi sono due e il primo è forse quello meno importante.

Infatti su feddit ci sono già alcune comunità che si occupano di privacy: Le Alternative, come già detto, ma anche Pirati, gestito da @Pirati.io , in assoluto il primo blog a parlare di #chatcontrol in Italia; ma soprattutto esiste la comunità di @Etica Digitale (qui su Lemmy) che ha lavorato su quel gioiellino di PrivaSì, un percorso on line per costruire senza patemi d'animo una dimensione digitale che tuteli l'utente dalla sorvegianza delle BigTech!

Ma il motivo principale per cui non esiste un'istanza Lemmy dedicata alla privacy è questo:

Esiste già una comunità Lemmy dedicata alla privacy e parla anche un po' italiano

Si tratta dell'istanza dell'avvocato @Nicola Fabiano (su lemmy è @nicfab ) che qualche giorno dopo la nascita di feddit.it ma senza sapere nulla del nostro progetto, ha creato un'estensione Lemmy al proprio blog.

Non ci sembrava quindi necessario creare un'istanza dedicata alla privacy, essendocene già una curata da un esperto di GDPR come l'avv. Fabiano.

Chi volesse seguire quella comunità, può copiare l'indirizzo https://community.nicfab.it/c/privacy e incollarlo nella casella di ricerca di Lemmy o di qualsiasi altro social del fedicverso!



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8 Febbraio 2023

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8 Febbraio 2023

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8 Febbraio 2023

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LibreTranslate21 Dicembre 2022

Se siete alla ricerca di una vera alternativa a Google Traduttore da utilizzare anche sul vostro smartphone ecco LibreTranslate!

App di messaggistica anonime14 Dicembre 2022

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Grazie ad AudioNotes potete prendere facilmente note vocali. È una bella applicazione open source con una grafica moderna!

Perdere tempo online: undicesima parte16 Gennaio 2023

Perdere tempo online: undicesima parte, una rassegna che racchiude progetti open source carini, divertenti e da conoscere!

Siti belli e basta: quinta parte9 Gennaio 2023

Siamo arrivati alla quinta parte di siti belli e basta! In questa rassegna ci divertiamo soltanto a presentarvi siti belli… e basta!

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Le offerte per il il 2022 per prodotti etici e che rispettano la privacy. Da Proton ad AnonAddy passando per Koofr!

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Client email alternativi e open source8 Febbraio 2023

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Grazie a Portmaster sarete in grado di bloccare le connessioni di qualsiasi applicazione o servizio sul vostro computer desktop!

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Battery Notification è un’app open source con la quale è possibile conoscere lo stato di salute della batteria del proprio smartphone.

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Quanti di voi si ricordano SkiFree? Vi sveliamo dove è possibile giocarci online anche usando il proprio smartphone!

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Isabela Bagueros, Tor ED

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in reply to Eleonora

@Eleonora gli ultimi post sono tutti in inglese, ma sono tutti molto aggiornati. Fino a qualche tempo fa ne veniva pubblicata contestualmente anche la versione in italiano, ma merita comunque di essere seguita (e se aumenta la frequentazione della comunità da parte degli italiani non è detto che in futuro non vi saranno di nuovo post in italiano)

@Informa Pirata @Pirati.io @Etica Digitale @Le Alternative @Nicola Fabiano @nicfab

Eleonora reshared this.

in reply to Poliverso - notizie dal Fediverso ⁂

A proposito di PrivaSì, il progetto è open source gitlab.com/etica-digitale/priv…
se volete darci una mano con la stesura oppure avete delle idee o feedback potete aprire una issue o fare una mr

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“Avvocati contro il cyberbullismo. Tecniche di difesa delle vittime e degli aggressori”


Domani dalle ore 14.00 sarò a Bologna ospite della Fondazione Forense Bolognese per l’evento “Avvocati contro il cyberbullismo. Tecniche di difesa delle vittime e degli aggressori” e per presentare il libro “La privacy degli ultimi”. PER INFORMAZIONI: fondazioneforensebolognese.it/…


guidoscorza.it/avvocati-contro…

Etiopia, aggiornamenti dalla comunità Irob, Tigray


Le condizioni di vita per milioni di persone in Tigray, stato regionale dell’Etiopia settentrionale, sono precarie per le conseguenze post belliche, conflitto dai risvolti etnici e genocidi sull apopolazione regionale. Oggi aggravate dall’ennesimo scandal
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Le condizioni di vita per milioni di persone in Tigray, stato regionale dell’Etiopia settentrionale, sono precarie per le conseguenze post belliche, conflitto dai risvolti etnici e genocidi sull apopolazione regionale. Oggi aggravate dall’ennesimo scandaloso blocco del supporto umanitario da parte del WFP e dell’ USAID.

Come vive oggi la minoranza etnica di Irob


Oggi le condizioni di vita della minoranza etnica della woreda [distretto] di Irob (Erob, in tigrynia: ኢሮብ) posizionato nel Tigray nord orientale, è da considerarsi doppiamente catastrofica. Isolati ed invasi dall’esercito eritreo fin dall’inizio della guerra genocida scoppiata il 3 novembre 2020 e durata 2 anni. In aggiunta da conisderare anche il fattore ambientale di area rurale già normalmente poco accessibile ed in zona di confine con l’Eritrea.

Mercoledì 14 giugno il media Dimtsi Weyane ha condiviso un comunicato segnalando che:

“La diocesi cattolica di Adigrat ha distribuito sementi selezionate e attrezzature agricole a oltre 500 residenti di Irob con l’assistenza finanziaria di EU

Joshua Misgna ha detto che il popolo di Irob sta affrontando seri problemi a causa dell’invasione delle forze eritree.”


Un aiuto doveroso di vitale importanza, ma briciole in confronto alle reali esigenze e bisogni della popolazione, di milioni di persone ancora in attesa di supporto e aiuti per la loro stessa sopravvivenza, per la ricostruzione della comunità.

Sabato 17 giugno mi sono arrivati aggiornamenti su Irob da parte della ONG Chain of Love

La ONG lavora da una decina di anni per la sussistenza della popolazione del Tigray.

L’esercito eritereo ha occupato 4 delle 8 unità amministrative (kebeles).

Ma l’effetto negativo è più di questo.

L’esercito eritreo ha invaso il Tigray e nonostante l’accordo di cessazione ostilità firmato a Pretoria il 2 novembre 2022, obblighi il suo ritiro da tutto il territorio, continua ad essere presente in questo distretto in violazione di tale accordo, sta perpetrando ancora abusi sui civili.

  1. ha disperso il centro amministrativo e i servizi base per la comunità;
  2. ha distrutto i centri sanitari paralizzando il sistema sanitario e il servizio di ambulanza. I pazienti muoiono per malattie curabili e la comunità è costretta a caricarsi sulle spalle i pazienti per cercare di raggiungere i pochi ospedali operativi;
  3. ha distrutto la struttura educativa e bloccato, come conseguenza, la riapertura delle scuole. I bambini di Irob rimangono fuori dalla scuola nonostante i distretti limitrofi non occupati erano riusciti a recuperare e riaprire gli edifici scolastici;
  4. ha interrotto la produzione agricola rendendo difficile l’accesso agli input agricoli da parte di agenti governativi e non governativi. I farmaci veterinari e i vaccini forniti da Chain of Love a Irob sono accessibili solo a beneficiari limitati. Coloro che erano sotto occupazione non avevano alcuna possibilità di ricevere questo servizio. Altri sono fuggiti dalle loro case e dai terreni agricoli così da non poter piantare raccolti.
  5. Poiché la strada è bloccata dall’esercito eritreo, gli aiuti non possono mai raggiungere il centro amministrativo. Quindi, i membri della comunità vengono fatti morire di fame.
  6. Le cerimonie sociali vengono interrotte. Le cerimonie nuziali, i funerali e le festività si svolgono tra famiglie separate. Questo è molto doloroso per la comunità Irob il cui legame sociale è forte, valore fondante della comunità.
  7. Il servizio religioso della Chiesa cattolica è limitato nelle parrocchie occupate.
  8. I servizi importanti elettricità e acqua sono interrotti.

Per concludere, il popolo Irob sta sperimentando una sofferenza multidimensionale; religioso, sociale/psicologico, economico, sanitario ed educativo, ambientale e anche cittadinanza.

Venerdì 9 giugno 2023 Goyteom Gebreegziabher ha condiviso foto e commento della sua visita ad Irob indicando che:

  • “Irob al (9 giugno 2023)
  • ~ Ancora strada bloccata dalle truppe
  • ~ Nessun accesso per e
  • ~ Aiuti bloccati da truppe
  • ~ #Endalgeda , #Weraetle , #Agerlokoma e #Alitena invasi dall’esercito eritreo
  • ~ blocco accesso per fertilizzante e sementi
  • ~ blocco accesso per Salute, Istruzione.”


Irob woreda, Tigray Etiopia - giugno 2023Irob woreda, Tigray Etiopia – giugno 2023
Ad ottobre 2022 l’ospedale di Alitena, che nell’agosto 2013 stava per veder inaugurato la sala operatoria, è stato bombardato da artiglieria pesante dell’esercito eritreo.
Alitena – ospedale bombadato dalle forze eritreeAlitena – ospedale bombadato dalle forze eritree
Goyteom Gebreegziabher non ha potuto dare aggiornamenti a riguardo perché ha confermato che durante la sua visita di giugno 2023, dopo quasi 8 mesi dalla firma dell’accordo di cessazione ostilità in Tigray siglato a Pretoria, c’è ancora l’occupazione e la presenza di soldati eritrei che determinano blocco negli spostamenti per civili e operatori umanitari.

Oggi dopo 2 anni di guerra genocida scoppiata in Tigray nel novembre 2020, dopo quasi 8 mesi dall’accordo di Pretoria, la comunità del distretto di Irob, la minoranza etnica che lo abita, è triplicamente martoriata: come crisi umanitaria conseguente alla guerra, isolati dal mondo e senza servizi base, per l’occupazione di forze straniere come gli eritrei in violazione all’accordo di Pretoria e perché WFP – World Food Programme, l’agenzia di supporto alimentare non ha mai avuto a che fare con la zona del Tigray nord occidentale, Irob, come osservato da Duke Burbridge.

Approfondimenti:


tommasin.org/blog/2023-06-22/e…

State Department debrief — Twitter ‘censorship’ — Brussels’ security pitch


POLITICO’s weekly transatlantic tech newsletter for global technology elites and political influencers. By MARK SCOTT Send tips here | Subscribe for free | View in your browser BUCKLE UP. DIGITAL BRIDGE IS A SPICY ONE THIS WEEK. I’m Mark Scott, POLITICO’s
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POLITICO’s weekly transatlantic tech newsletter for global technology elites and political influencers.

POLITICO Digital Bridge

By MARK SCOTT

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BUCKLE UP. DIGITAL BRIDGE IS A SPICY ONE THIS WEEK. I’m Mark Scott, POLITICO’s chief technology correspondent, and as the world of politics appears to be going from bad to worse (no matter where you are living), here’s a reminder that what may appear as government overreach one day can quickly become standard practice the next.

Grab your beverage of choice and relax:

Jose Fernandez, a senior U.S. State Department official, talks about transatlantic ties, artificial intelligence and China.

— Twitter took down more pro-Trump accounts than anti-Trump accounts. But does that equate to censorship?

— Brussels’s new economic security plan is a pitch to have a seat at the world’s top geopolitical table. It’s a little messy.

A VIEW FROM WASHINGTON


WHEN IT COMES TO FANCY TITLES, Jose Fernandez‘s is a doozy. Officially, he’s the U.S. State Department’s undersecretary for economic growth, energy and the environment — and is in charge of the agency’s myriad bureaus, including the one recently created for cyberspace and digital policy. The former mergers and acquisitions lawyer also is central to the revamped transatlantic relationship via the EU-U.S. Trade and Technology Council. So when I caught up with him last week, Fernandez wanted me to know that — like almost everyone I talk to within these transatlantic digital policymaking circles — ties between Brussels and Washington are stronger than ever.

“Two years ago, our relations with the (European Union) were mired in irritants,” he conceded. “We’ve been able to get beyond those irritants and we’ve expanded our goals to meet our ambition.” That sounds wonderful. But dig a little below the surface, and it’s easy to find a raft of tricky policy questions that still mire the United States’ relationship with one of its largest trading partners in difficulties. Case in point: the ongoing discussions over a so-called “critical raw materials” deal that would allow European automakers and their suppliers to tap into American subsidies baked via the U.S. Inflation Reduction Act.

Fernandez said those talks were ongoing (he wouldn’t go further than that). But, he added, the very fact senior U.S. and EU officials now sat down, in person, every six months was a sign of how important Joe Biden’s administration took the transatlantic relationship. “We have irritants,” the State Department official said. “You couldn’t have a $1.4 trillion economic relationship without them. But there’s a real commitment to discussing them even when we disagree and to try to work through them.”

OK, sure. But what about China? Despite broad consensus between the White House and the European Commission — the executive branches of each region/country’s political structure — the U.S. is more willing to push back against China compared with its European allies, according to multiple conversations with U.S. and EU officials. Not true, said Fernandez. “Both Secretary Blinken and his counterparts in the EU have said that we’re looking to de-risk from China, not de-couple from China, and on that, we are 100 percent aligned,” he told me. “I would not agree with that. I think you’re seeing very close alignment,” he added when pushed on the differences over China.

Turning to the next iteration of the Trade and Technology Council, which will be held somewhere in the U.S. at the end of 2023, what will likely be on the agenda? For Fernandez (who also declined to say where it would be held later this year), the focus will be on artificial intelligence; so-called export controls, or bans on certain goods from being shipped to countries like Russia; and additional U.S.-EU funding for developing economies as they roll out 5G telecommunications networks and upgrade their digital cybersecurity capabilities.

“There’s a desire to continue to work with third countries on 5G development,” he said. During the last transatlantic summit in May, both sides announced funding for Costa Rica and the Philippines, respectively, on such digital infrastructure projects. “AI, and in particular generative AI, presents unlimited opportunities. But at the same time, some of the consequences have to be managed.” Like almost all Western officials in recent months, those attached to the Trade and Technology Council are falling over themselves to be seen to be doing something (anything!) to corral the growth of services like OpenAI’s ChatGPT. That includes plans to create a voluntary code of practice, designed by Washington and Brussels, which companies can agree to follow to uphold basic principles like fairness, transparency and impartiality.

Yet what that code of practice — which is expected to be presented to other G7 leaders in the fall — will actually look like is still a work in progress. As of early June, it was merely a two-page policy memo, shared haphazardly between EU and U.S. policymakers. Fernandez, too, had little detail to give — and wouldn’t be drawn on the regulatory differences between Brussels and Washington on how to deal with artificial intelligence. “We are now in the process of starting, so I can’t really give you much info on that because there is not much,” he acknowledged when asked about what the voluntary code of conduct would actually entail.

ACCOUNTABILITY VS. CENSORSHIP, PART TWO


AS A LAPSED BUSINESS REPORTER, I LIKE NUMBERS. Figures — unlike, ahem, politicians, lobbyists and officials — don’t lie. So when I came across a research paper from Georgetown and Yale academics on how anti- and pro-Trump bots on Twitter performed (in terms of spreading partisan messages across the social network) in the build-up to the former U.S. president’s first impeachment trial in late 2019 and early 2020, my ears pricked up. It provides a snapshot of how such political social media users disseminate their messages online — and, more important, sheds light on accusations from some Republican politicians that Big Tech is unfairly censoring right-wing voices.

Before we get to the findings, let’s lay out the methodology. The researchers collected almost 68 million posts from 3.6 million Twitter users between December 2019 and March 2020. They broke those accounts down into potential bots, or social media users that posted at significantly higher rates than average people, and then did a content analysis, at scale, to see whether such automated accounts were more in favor or against Donald Trump. Finally, the academics tracked the types of content these partisan bots posted during the impeachment trial, and how those messages were spread more broadly across Twitter.

OK, the results — and, remember, you have to read this in the context of accusations that social media platforms have an unfair bias toward liberal voices. In terms of bots, though, it was an almost even split. Collectively, there were 10,145 anti-Trump bots (posting 9.2 million tweets over that time period) compared with 11,571 pro-Trump bots (with 9.8 million tweets). But even though these accounts represented roughly 1 percent of the overall Twitter users within the study, they posted 31 percent of the total content. Key takeaway: Twitter doesn’t have a significant bot problem, in terms of the number of accounts. But it does when you look at how those automated users dominate the online conversation.

“For the price you pay for them, it’s a good bang for your buck,” Tauhid Zaman, a Yale academic who co-authored the paper, in reference to the effectiveness of bots on Twitter. “Once they are up and running, the marginal cost of a bot is essentially free. So in information warfare, it’s a really efficient tool to use.” Yet the pro- and anti-Trump accounts weren’t uniform. The more liberal bots were more likely to post content from more mainstream media outlets, whereas conservative automated users more regularly circulated material from dubious sites, based on a non-partisan content analysis of the quality of links shared by these bots.

That had an interesting effect on Twitter’s response to these automated accounts at a time when the social media giant (in the pre-Elon Musk era and after he took over) has tried to clamp down (mostly, unsuccessfully) on bot activity. When Zaman went back, earlier this year, to see how many of the anti- and pro-Trump bots were still active on the Blue Bird, he found a marked difference. Since early 2020, Twitter had removed 40 percent of the conservative-leaning automated accounts versus just 12 percent of the liberal bots. For human partisan Twitter accounts, the same held true: 12 percent of Republican users had been removed by March 2023 compared with just 5 percent of Democratic accounts.

For some in the U.S. House of Representatives (looking at you, Representative Jim Jordan), that could be a smoking gun in the alleged censorship of conservative voters online. Right-wing Twitter accounts were four times more likely to be removed compared with left-wing Twitter accounts. But where this gets incredibly tricky is figuring out why Twitter removed the bots. Is it because the company hates conservatives? Almost certainly not (that’s how not companies work). Or is it because these accounts were statistically more likely to share either false or dubious information, which therefore put them at odds with Twitter’s terms of service that prohibit (or, at least, down-rank) the spread of such questionable material?

“How much you are a Republican correlates almost exactly to how much disinformation you share. It’s almost one-to-one mapping,” Zaman told me. “I can’t say Twitter is suspending you because you’re a Republican. They could be trying to enforce some general policy on disinformation. But the effect is that it looks like they are suspending Republicans more, in a biased way, versus Democrats.” Unpicking that relationship — between how much false content a partisan social media user shares, and how that puts an account in breach of platforms’ terms of service — is crucial to understanding why more right-wing users have been suspended versus their leftwing counterparts.

BY THE NUMBERS

infographic

EUROPE (KINDA) FLEXES ITS MUSCLES


THE EUROPEAN COMMISSION WANTS YOU TO KNOW it’s getting tough. In economic security proposals published this week, Brussels outlined how it would protect local companies from having their technology stolen by others; limit the ability of third-party countries (read: China) from using their economic muscle to strong-arm the 27-country bloc; and work collectively to stop authoritarian regimes from buying stakes (or the entirety) of European companies, particularly in high-growth areas like quantum computing and cybersecurity. “We also have to be clear-eyed about a world that has become more contested and geopolitical,” said Ursula von der Leyen, the Commission president.

You could already hear the cheers from Washington as Brussels began to follow its lead on these topics. But don’t count your chickens just yet. First, the word “China” — key to all of these geopolitical maneuvers — didn’t get a mention. That may sound childish to point out, but appearances matter. And the failure of the Commission to call a spade a spade on China’s economic global ambitions doesn’t bode well for the negotiations to come. (These are just proposals that must be hammered out with the EU’s other political institutions.) Second, let’s be clear: The EU is still divided on how robustly to push back against Beijing. Until those divisions are figured out, which is key as Brussels will have to work with national capitals to implement its economic security agenda, I wouldn’t count on the 27-country bloc to pull its weight on the global stage.

WONK OF THE WEEK


WE’RE STAYING WITH THE WORLD OF AI this week to focus on Anna Makanju, head of public policy for OpenAI. It’s not her first Big Tech job (if OpenAI now makes it into that elite club?). The New York-based executive previously worked as a senior policy manager at Meta, specializing in content regulation.

The former Biden aide also has a background that would make most of the United Nations look on with envy. Born in Russia to a Nigerian father and a Ukrainian mother, she moved to the U.S. in the early 1990s and studied linguistics at Western Washington University, from which she graduated at 16 years old. She later graduated from Stanford University’s law school.

I’ve argued countless times that Putin excels at neither strategy nor tactics despite so much odd insistence to the contrary in the West,” she wrote on Twitter last year (her career includes a stint at the U.S. Department of Defense). “Unless the willingness to kill an unlimited number of people inside or outside your country to achieve a goal is strategic or tactical brilliance.”

THEY SAID WHAT, NOW?


“We need an all-hands-on-deck approach — because that’s what AI’s complexities and speed demands,” Chuck Schumer, the Democratic leader of the U.S. Senate, said when announcing his “SAFE Innovation Framework for Artificial Intelligence,” proposals to set guardrails, but not actual legislation, around this emerging technology. “Innovation must be our North Star. And it is SAFE innovation that we must seek.”

WHAT I’M READING


— Risks and harms from the online world will increase at an exponential rate, but the knowledge needed to combat those threats has been increasing within tech companies and across civil society, according to conclusions from a task force looking at trust and safety issues on the internet, overseen by the Atlantic Council.

— Google’s licenses for its “infotainment” services for automakers are not compatible with Germany’s revised antitrust rules that impose stricter obligations on dominant companies like the search giant, based on a decision from the country’s competition authority.

— A comprehensive review of popular messaging apps found a wide variety of security practices, as well as wholesale public misunderstanding about what was considered “encrypted,” argue Justin Hendrix, Cooper Quintin, Caroline Sinders, Leila Wylie Wagner, Tim Bernard, and Ami Mehta for Tech Policy Press. (Full report here.)

— Recent cyberattacks on government agencies and IT providers within Ukraine were directly tied to operatives, known as Cadet Blizzard, associated with Russia’s military intelligence, claims Microsoft in a threat intelligence report.

— A new generation of cross-border data transfer initiatives, and not merely those between the U.S. and the EU, could mark a new era of data sharing that upholds privacy standards while facilitating global trade, suggests Kenneth Propp for the Atlantic Council.

— The use of human subjects to train AI-generated responses led to a significantly improved service (in terms of a chatbot) and allowed for faster tweaks in the underlying model to weed out potential harmful/inappropriate interactions, according to research from a group of AI engineers at Meta.

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PRIVACYDAILY


N. 146/2023 LE TRE NEWS DI OGGI: Il 21 giugno 2023 Human Rights Watch si è unita ad altre 26 organizzazioni per sollecitare i legislatori dell’Unione Europea a stabilire regole severe per la pubblicità politica, mantenendo una chiara attenzione alla pubblicità a pagamento che non interferisca con il diritto alla libera espressione, alla protezione dei... Continue reading →
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Auroboros: Le Spire del Serpente, Panini presenta il nuovo gioco di ruolo di Chris Metzen, edito nel nostro paese da Panini Comics


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Nelle frenetiche città mercantili di Lawbrand, tra strade fuligginose, si insinua un’antica magia. Le tensioni tra il governo della Chiesa Sulariana, e una nuova generazione di avventurieri, fanno incombere una minaccia che potrebbe scatenare un’infuocata tempesta di tumulti sociali. Al contempo, nelle terre selvagge oltre i confini, razze dimenticate e culti maligni insorgono per conquistare nuovi territori e imporre la loro volontà sul mondo civilizzato. E nelle viscere della terra, l’Auroboros, il Serpente del Mondo, si risveglia per divorare tutto ciò che esiste… chi riuscirà a padroneggiare il suo potere?

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PRIVACYDAILY


N. 145/2023 LE TRE NEWS DI OGGI: Tra le continue preoccupazioni per le informazioni personali raccolte negli ultimi anni attraverso la raccolta di dati online, due legislatori texani affermano che la loro nuova legge offrirà ai texani la protezione dei dati personali migliore del Paese . La legge House Bill (HB) 4 del rappresentante Giovanni... Continue reading →
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Regione Veneto - Contributi per l’ampliamento dell’offerta formativa (2023) - SCADENZA 30/06

Con DGR n. 598 del 19/05/2023 sono stati approvati l'Avviso e la Direttiva per l'assegnazione di contributi regionali a sostegno di progetti di ampliamento dell'Offerta Formativa nelle Scuole dell'infanzia, nelle Istituzioni scolastiche statali e paritarie del primo e secondo ciclo di istruzione e nelle Scuole di formazione professionale del Veneto.
Anno scolastico e formativo 2023/2024.

Con DDR n. 924 del 30/05/2023 è stata approvata la modulistica per la presentazione dei progetti.

Si ricorda che la domanda di partecipazione deve essere compilata esclusivamente con il modulo on line. All'indirizzo e-mail indicato e all'indirizzo di Posta elettronica ordinaria della sede legale che verrà inserito, sarà inviato un file PDF che dovrà essere trasmesso via PEC alla Direzione Formazione e Istruzione, con tutti gli allegati richiesti, anch'essi firmati digitalmente, entro le ore 23:59 del 30 giugno 2023.

Per il corretto invio via PEC e per verificare i formati ammesi per gli allegati si suggerisce di consultare il link regione.veneto.it/web/affari-g…

Al fine di agevolare il richiedente nella verifica preventiva della presenza della completa documentazione da inviare affinchè la domanda di contributo possa essere ammessa alla valutazione di merito è possibile avvalersi della scheda riassuntiva documentale

spazio-operatori.regione.venet…

(grazie a @Zughy per la segnalazione)

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❓©️ Copyright pop quiz ©️❓
Q: What do the French fashion label Jean Paul Gaultier, German toy maker Ravensburger and GQ Magazine Italy have in common?
A: They have all fallen victim to the Italian Cultural Heritage Code.
Read our latest blog post (by @3_justus):
communia-association.org/2023/…
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So it's official: Pietro Boselli is illegally hunk. 🤷
ipkitten.blogspot.com/2023/06/…

#PublicDomain

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Esclusivo: OpenAI ha fatto pressioni sull'UE per annacquare il regolamento sull'IA

@informatica

#OpenAI ha fatto pressioni sull'UE per indebolire l'imminente regolamentazione dell'IA, anche se in pubblico chiede barriere di protezione dell'IA più forti, come mostrano i documenti ottenuti dal #TIME

#AIAct #lobbying

time.com/6288245/openai-eu-lob…

in reply to macfranc

CEO di OpenAI: dovete regolamentare l'AI

L'europa: ok, regolamentiamola alla nostra maniera. Niente sconti per le aziende grosse e per avere i dati dovete trattarli con riguardo

OpenAI: pls non è che possiamo trovare un accordo dai?

Sono dei buffoni

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Le comunità di Reddit adottano forme alternative di protesta mentre l'azienda minaccia azioni sui moderatori

@informatica

Reddit ha sottolineato che i moderatori devono mantenere aperta la community. Inoltre, non possono decidere che la loro comunità debba oscurarsi senza un voto pubblico. L'azienda ha persino inviato messaggi ai moderatori dicendo che sarebbero stati rimossi se tutti avessero continuato a perseverare nel blackout.

Di Ivan Metha su Techcrunch
techcrunch.com/2023/06/19/redd…

in reply to Pirati.io

Pensare quanta gente ha offerto il proprio contributo per la qualità del sito. I moderatori, ma anche gli utenti assolutamente geniali in grado di risolvere molti dubbi (penso, ma solo a titolo di esempio, al subreddit whatsthisbug, ma ce ne sono centinaia).
È come se abbiano deciso impunemente di appropriarsi e arricchirsi sulla passione e l'impegno (non retribuito) di centinaia di milioni di persone, che avrebbero meritato del rispetto.
Auguro a reddit di pagare a caro prezzo questa decisione...

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I volenterosi (e sorridenti) carnefici del Male: la procura di Padova ha impugnato gli atti di nascita di 33 figli di coppie omogenitoriali registrati dal sindaco Sergio Giordani

@lgbt

La procura di Padova chiede che i certificati di nascita di questi bambini siano modificati in modo che venga tolta l’indicazione della madre non biologica come secondo genitore.

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