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Finalmente ce l'abbiamo fatta: all'alba di domenica citiverse.it è tornato online


Purtroppo però sono ancora troppe le istanze che non "vedono" i nuovi indirizzi di citiverse.it anche dopo le 6 ore di TTL previsti... 🤬

@fediverso

poliversity.it/@macfranc/11657…


ATTENZIONE - Durante la giornata di oggi e di domani potrebbe verificarsi una temporanea interruzione di servizio del forum federato citiverse.it


Informiamo tutti gli utenti iscritti a Citiverse.it e a tutti gli altri utenti che utilizzano le categorie di Citiverse.it come "gruppi federati" dalle loro istanze Mastodon, Friendica, Pixelfed o Lemmy, che

durante la giornata di oggi e di domani potrebbe verificarsi una temporanea interruzione di servizio sul dominio citiverse.it


a causa del cambio di gestore del dominio.

Ci scusiamo per il disguido e ricordiamo che il problema non riguarderà le altre nostre tre istanze:

  • poliverso.org: la nostra istanza Friendica
  • feddit.it: la nostra istanza Lemmy, che con le sue comunità è da anni un punto di riferimento anche per gli utenti Mastodon
  • poliversity.it: la nostra istanza Mastodon potenziata che consente di scrivere anche con testo formattato e senza lmitazione di caratteri

Quando il problema si sarà risolto, provvederemo a comunicarlo tempestivamente

@fediverso


Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)
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Citiverse aggiornato alla versione v4.14.2

Da ieri sera Citiverse è aggiornato alla versione 4.14.2.

Siamo passati dalla 4.14.0 alla 4.14.2 quindi per il changelog bisogna guardare anche quello della 4.14.1. Ve li lascio entrambi:

v4.14.1
v4.14.2

Ne approfitto anche per segnalare che dovremmo finalmente aver risolto un problema che ci portavamo dietro da qualche settimana e che non permetteva la federazione corretta con Feddit e con altri server del Fediverso! 🔥

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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in reply to Bonfire

Today is announcement day 🔥

Bonfire is shifting its centre of gravity: from social features to community tools. Four things ship today, and the whole story is here: bonfirenetworks.org/posts/bo...

1. Bonfire for communities
Groups and topics, community rules, decision-making (from quick polls through structured consensus to weighted score voting, where an objection can count for more than an approval), events, shared organisation profiles, announcements.

A ready-to-use space you can then take apart: add what's missing, fork what almost fits, switch off what you don't need.

2. Our first Mosaic case study
Six months with Jacobin's German edition, building jacobin.social from the ground up: a home for 3,000+ readers, wired into their Ghost publication, in their language and their look and feel. Their readers crowdfunded the project, which included a reboot of the magazine and a new community space. Now every publisher can benefit. What one community funds, every community inherits. Details: bonfirenetworks.org/case-stu...

3. A deep Ghost integration
Keep publishing exactly as you do now, and Bonfire can become the home for everything that happens around the work: your archive imported, new articles followed, members and tiers synced, sign-in through Ghost, federated discussion under every piece. Details: bonfirenetworks.org/ghost/

4. The Telling
One script tag turns any web page into a federated conversation. Readers reply with an account they already have, on Bonfire, Mastodon, anywhere. The thread lives on your server, and you can take it with you. Details: bonfirenetworks.org/telling/

Being straight with you: this is a 1.0 beta. Groups work within a server and don't federate yet. We're designing that in the open with the W3C groups task force, because we'd rather it work across the whole fediverse than ship a dialect only Bonfire speaks.

Want to poke at it? Groups are live on the campground, our open test instance. Make an account and try it out: campground.bonfire.cafe

Finally, we've rebuilt the website to reflect the new direction: bonfirenetworks.org/

Now back to following up with crowdfunding backers to organise install parties, co-design workshops, and other rewards. Thank you for your patience 💛#fediverse #ActivityPub

in reply to Bonfire

Congratulations @Bonfire team! You did it, after the crowd funding and working together with these three so inspiring projects. And there you are, with a nice write up of the various experiences, promising all development is fed back into the commons. Now is the time to build more Connected Community Spaces, or archipielagos, in any case spaces where the community owns their socials, where groups are made easy, governance tooling is in place, events and notifications... Thank you for the hard work.
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Sto pensando di fare un contratto per un piano VPS su cui installare la mia istanza #Friendica e provare a veleggiare in solitaria nel Fediverso.

Sebbene da un ventennio abbia le mani su Linux e abbia un piano di hosting su cui gestisco le mie istanze Wordpress, Mediawiki e Nextcloud non ho mai gestito un server "from scratch".

E' anche vero che alla fine è la mia istanza personale e se anche mi si piantasse tutti i santi giorni... pazienza.

Devo fare alcune scelte per le quali mi sarebbe utile avere qualche dritta.

Per ora mi interessa solo mettere in piedi un sistema che funzioni, poi se mi accorgerò che effettivamente sta su come si deve senza intoppi sistemistici o di sicurezza tra un sei mesi potrei anche pensare ad un upgrade del piano per avere qualche risorsa in più ma per il momento (per ragioni di costi ovviamente) vorrei partire con il minimo indispensabile.

Se partissi con:

  • 1 core
  • 1 GB di RAM
  • 50 GB SSD

(costo: 5 €/mese)

secondo voi Friendica starebbe in piedi o è troppo poco anche per fare questo esperimento? I system requirement di Friendica dicono:

Minimum 2GB of memory. We’ve received reports of intermittent database connection drops with just 1 GB

"BitNinja" è necessario? Considerate che solo attivando BitNinja passerei da 5 a 26 €/mese, quindi o mi convincete che senza BitNinja è inutile partire oppure faccio senza.

Per il backup mi propongono un servizio che, in aggiunta ai 5 € al mese me ne costerebbe altri 7. Il sistema è descritto così:

Il sistema di backup CDP è una soluzione avanzata che permette di effettuare backup incrementali fino ad arrivare a una frequenza oraria semplicemente con l' installazione di un agent sul tuo server.

L'opzione base "Giornaliero con storico 30gg" è quella che costa i 7 €/mese di cui sopra.

E cPanel ce lo metto? "cPanel / WHM Admin 5 domini" costa 28 € al mese. Mi sembra un incremento di prezzo esagerato considerato che parto da un pacchetto base di 5 €/mese.

Se no c'è "Plesk Web Admin Edition 10 domini" a 13 € che comunque aumenta la spesa di molto rispetto ai 5 €/mese.

Bene, ho finito.

A voi la parola. 😁

P.S.
Per completare il tutto vi metto i sistemi Linux tra cui posso scegliere:

in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

@Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹 intanto complimenti per lo spirito di iniziativa!
Non sono in grado di darti indicazioni, perché il nostro server viaggia proprio su un'altra scala (e lo sta facendo sempre più faticosamente...), però ti consiglierei di chiedere un consiglio (in inglese) al gruppo @Friendica Support dedicato al supporto Friendica o, ancora meglio, al gruppo @Friendica Admins dedicato agli amministratori di istanza.

Infine, quando riuscirai a creare la tua istanza, ti consiglio di non fare la migrazione da poliverso alla tua istanza, ma piuttosto di creare il tuo nuovo account, di farlo seguire da quello vecchio e di impostare la ricondivisione automatica dei post.
Così facendo, in caso di problemi con la tua istanza (ma tanto ultimamente i problemi sono più che altro con Poliverso 🤣) manterrai sempre un account esterno di backup

Decentralized Social Media: What Creators Need To Know About Web3 Platforms

Most people don’t think about where their social media actually lives.
And if that doesn’t sit right with you, you’re not alone. That’s a little too much power for a small group of people to wield.

Here’s the good news: A different kind of social media is starting to grow in the background. One built on openness, transparency, and user control instead of central control.

bloggingwizard.com/decentraliz…

@Fediverse

!Fediverse

Fediverse reshared this.

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Scattered thoughts on social geolocation

shkspr.mobi/blog/2026/07/scatt…
I want to be able to share my location with my friends on social media. Twitter (RIP) had a way to attach an optional location to a post. Facebook still lets me check in to venues. But neither ActivityPub (Mastodon) nor AT Protocol (BlueSky) allow me to do that.

I've been banging on about this for a while so was delighted to be invited to chat with the GeoSocial Task Force on their monthly call.

But, before I start, please remember that these proposals are not mandatory. If you don't want to share your location, then please don't share your location. This is an optional feature which shouldn't be used by people with a strong need for privacy.

We were primarily discussing the nascent Geographical Microsyntax proposals.

Firstly, I love the idea of being able to share my location. I want my friends to know I'm in town for a gig. I want people to think I'm cool because I'm seeing some experimental theatre. I want to virtue signal that I'm giving blood.

Similarly, I want to be able to find social media posts by location. What's happening right now in Paris? Did anyone else hear that sonic boom in London? Which cool people are also at this gig with me?

But, I do think these proposals have some issues which need to be addressed.

User Research


The primary thing missing from the proposal is any form of understanding what users want to do with a geotagged post.

You see a post like:

Hanging out with friends. I just checked in to Leicester Square.


What do you expect to happen when you click that link?

  • See who is at the location?
  • Read more information about the place being discussed?
  • Find all posts at that specific address?
  • Discover posts which are close to there?
  • Something else?

What other things do people want to do with geotagged posts?

  • Find all posts within 5Km of me?
  • Discover users who have posted near me?
  • Get emergency alerts for the city I'm in?
  • See what's trending in a specific country?

Without knowing what people might want to do with this information, it's rather hard to design a service which meets their needs.

To micro or not to micro?


Where I disagree with the proposals is the idea of using inline text as a form of microsyntax.

Proposals like "I am in /London/ eating ice-cream" or "Checked in to Leicester Square L:N123456" fail for a couple of reasons.

Things like #hashtags and @mentions developed organically on social networks before they were eventually adopted by the platforms themselves. It is rare that a top-down diktat can be used to tell people how they should be formatting their posts.

More importantly, people are crap at formatting things consistently! Every event I go to has people using #Event alongside #Event2026 or #Event26 or a hundred variations.

Even if users could format it consistently, names are ambiguous. Is 🌐:Paris the one in France or Texas?

I'm strongly of the opinion that text is for text, not syntax.

Openness 🆚 Centralisation


Saying that you're on a specific point on the globe doesn't always provide useful information. Even with altitude, it isn't always possible to work out if your in the Starbucks or the Costa next door. Do you want to say you're in a train station, or a distinct platform, or even a specific train journey?

There are various services which offer unique IDs per loosely-defined place.

Google Maps provides a Place ID for every thing that it knows about. There's a similar service from FourSquare. But both of those are closed and proprietary systems - they can only be updated by the company that creates them.

Wikipedia's Wikidata has IDs for lots of places, similarly OpenStreetMap has nodes with names which can be used to identify locations.

But all of these suffer from the same flaw; they are centralised.

If Google kills its service then all those Place IDs die.

This has happened before. Yahoo used to run the Where On Earth IDentifier service but discontinued it.

While OSM and Wikipedia are great projects, they're still centralised. If you're banned from OSM, you can't create a new node.

So, to my mind, the primary way of identifying a place has to use a fully open, globally agreed, and unrestricted standard.

Location Plus Plus


The obvious choice is latitude and longitude as defined by WGS 84. It allows for arbitrary precision anywhere on the planet.

No one can stop you issuing lat/long just because a country is under sanctions. The standards community can't revoke your access to it. The co-ordinates are well understood by almost all software.

There are some alternatives. Google's Plus.Codes build on top of lat/long to make something more human readable. But, crucially, human readability is not the issue here. This is metadata which should never be shown to a human. If a user interface wants to format a lat/long they can do so as a Plus.Code or any other format.

GeoJSON


There are dozens of competing ways to mark up a location.

It seems sensible to me that, given most major social media protocols use JSON, adding GeoJSON would be the simplest way to add geographic information to a post's metadata.

At its most basic, a single "Point" can be shared like so:
JSON{
"type": "Feature",
"geometry": {
"type": "Point",
"coordinates": [-0.13005,51.5103]
}}
It can have as much or as little precision as needed.

If the place being checked into has a name, it can also be added - this could be used for display purposes within the message
JSON{
"type": "Feature",
"geometry": {
"type": "Point",
"coordinates": [-0.13005,51.5103]
},
"properties": {
"name": "Leicester Square"
}}
The properties can be as complex as the sender wants. For example it could add Wikidata references, OpenStreetMap IDs, telephone numbers, or some cool new thing which hasn't been invented yet.

Here's a maximalist example of checking in to a park:
JSON{
"type": "Feature",
"geometry": {
"type": "Polygon",
"coordinates": [
[
[-0.1303791,51.5099976],
[-0.1295305,51.5100444],
[-0.1297077,51.510947 ],
[-0.1308786,51.5105859],
[-0.1308893,51.5105793],
[-0.1303791,51.5099976]
]
]
},
"properties": {
"name": "Leicester Square",
"WikiData": "Q848912",
"OSM": "4082589",
"GooglePlaceID": "ChIJPcTFENIEdkgR94E58rgB69o",
"PlusCode": "9C3XGV69+4X",
"Quinfrob": "🌐89451_𰻝",
"address": {
"road": "Leicester Square",
"neighbourhood": "St. James's",
"quarter": "East Marylebone",
"suburb": "Covent Garden",
"city": "City of Westminster",
"ISO3166-2-lvl8": "GB-WSM",
"state": "England",
"ISO3166-2-lvl4": "GB-ENG",
"postcode": "WC2H 7NA",
"country": "United Kingdom",
"country_code": "gb"
}
}}

What's Next


My personal opinion is that the following needs to happen:

  • Talk to some users - find out what they might use this for.
  • Work with privacy advocates to reduce possible harms (for example, being able to redact a location from a previously shared post).
  • Discuss with developers about how they'd work with this metadata.
  • Clients should start adding GeoJSON metadata to their posts, even if it can't be displayed yet.

You can read the minutes of the meeting and I'd encourage you to join the next call.
#ActivityPub #BlueSky #fediverse #FourSquare #geolocation #json #openStandards #OpenStreetMap

in reply to Terence Eden’s Blog

In my opinion, we need to think about two different and not necessarily related objectives at this time:

  1. Identify an Activitypub standard for geolocation. For example, some software already manages geolocation (Mobilizon, Friendica, Flohmarkt, etc.), but these software don't recognize each other's geolocation parameters. The problem, as you've already highlighted, is entirely tied to searching across different federated instances, because search only works on content that's already been captured by yours.
  2. Find a way to "localize" content. From this perspective, Activitypub groups can be used to manage "local groups" for cities, countries, regions, etc. In Italy, for example, I've created a federated forum (a #NodeBB instance) representing twenty regional categories and about a hundred city subcategories. Those connecting from the forum see the categories hierarchically, but those connecting from the Fediverse can see individual cities as a simple federated account: cities like @roma or @venezia, but also regions like @toscana, or cities like @ivrea. Those who live in the Fediverse can mention these groups, and the group account automatically shares posts mentioning them; those who follow these groups will see posts mentioning them reshared.

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Diamo il benvenuto a Marco Cappato che ha aperto un canale video sul Fediverso, usando PeerTube

Questa è una notizia davvero importante: quella che oggi in Italia rappresenta la figura più rilevante dell'attivismo politico partecipativo ha lanciato un messaggio che non potrà essere ignorato dagli altri suoi colleghi

Scrive Cappato:

È un primo passo per portare il dibattito pubblico e l'attivismo politico fuori dalle logiche degli algoritmi delle piattaforme commerciali. Parlo spesso nei miei spazi social del fatto che servirebbe una sfera pubblica digitale libera dal controllo delle Big Tech. Credo che sia importante sperimentare anche delle alternative pratiche che già esistono. Sono già su Mastodon (marcocappato@mastodon.uno), da oggi anche i miei video sono sul Fediverso.

Una menzione particolare a @Kenobit con cui Marco ha dialogato parlando anche di fediverso e che ha aperto la programmazione di questo nuovo canale #Peertube

video.marcocappato.it/w/by7gFQ…

@Che succede nel Fediverso?


Dovremmo andarcene tutti da YouTube? Con Kenobit (Fabio Bortolotti)


Mi è venuto a trovare Fabio Kenobit Bortolotti, musicista, attivista e autore dei volumi "Assalto alle piattaforme" e "Liberare il mio smartphone per liberare me stesso".

Insieme abbiamo parlato dell'attuale architettura di internet, controllata soprattutto da grandi piattaforme centralizzate, e dei meccanismi con cui i social commerciali estraggono valore e dati dagli utenti, condizionando la visibilità dei contenuti e alimentando dinamiche di dipendenza digitale.

Ma non solo, abbiamo parlato soprattutto di soluzioni pratiche. Abbiamo toccato il tema del Fediverso, la rete di social media decentralizzati e indipendenti. Abbiamo parlato anche di software libero, di sovranità tecnologica e di mutuo aiuto digitale.

Ho provato anche a porre una domanda a Fabio: quanto di tutto questo si può fare dal basso e quanto invece sarebbe necessario che le istituzioni facessero la loro parte, attraverso piattaforme europee per la partecipazione democratica o semplicemente liberando le loro pubbliche amministrazioni dai software proprietari?

ATTENZIONE: per l'occasione da oggi ho aperto il mio canale video sul Fediverso, usando PeerTube: video.marcocappato.it

È un primo passo per portare il dibattito pubblico e l'attivismo politico fuori dalle logiche degli algoritmi delle piattaforme commerciali. Parlo spesso nei miei spazi social del fatto che servirebbe una sfera pubblica digitale libera dal controllo delle Big Tech. Credo che sia importante sperimentare anche delle alternative pratiche che già esistono. Sono già su Mastodon (marcocappato@mastodon.uno), da oggi anche i miei video sono sul Fediverso.

Per approfondire:
📚 Assalto alle piattaforme, di Fabio Kenobit Bortolotti: agenziax.it/assalto-piattaform…
📚 Liberare il mio smartphone per liberare me stesso, di Fabio Kenobit Bortolotti: kenobit.it/libri-e-fanzine/
Il progetto Socialini: socialini.it
Informazioni sul Fediverso: fediverse.info

✍️ Iscriviti alla mia newsletter: marcocappato.substack.com/subs…
È il canale in cui cercherò di stare dietro alle notizie e commentare quello che succede.

Se vuoi inviarmi domande o riflessioni, scrivimi a marcocappato@substack.com


marcocappato.it
CAPPATO TUBE, i miei video sul Fediverso: video.marcocappato.it
MASTODON: mastodon.uno/@marcocappato
INSTAGRAM: instagram.com/marcocappato/
LINKEDIN: linkedin.com/in/marco-cappato/
X: https://x.com/marcocappato
🔬Associazione Luca Coscioni: associazionelucacoscioni.it/
🇪🇺 Eumans: eumans.eu/

Con il supporto dell'Associazione Luca Coscioni
🐐 Powered by Biquette: instagram.com/biquette.it/

00:00 Intro
01:11 Dal burnout da creator all'assalto alle piattaforme
05:44 Il fenomeno della enshittification nelle piattaforme commerciali
15:34 Potrei fare a meno delle piattaforme social?
20:00 Il Fediverso e ActivityPub: l'alternativa decentralizzata
26:16 Basta agire dal basso o servono le istituzioni?
30:37 Perché dobbiamo parlare di sovranità tecnologica
37:07 Cosa fare con i dati della democrazia?
44:22 Parliamo di intelligenza artificiale
49:06 Democrazia partecipata e identità digitale
57:42 Dovremmo le piattaforme agli adolescenti?
01:05:09 Domanda trappola


in reply to Poliverso - notizie dal Fediverso ⁂

@marco

spero solo che il fediverso non diventi uno spazio di attivismo politico, o prevalentemente quello. scoprire di essere chiuso dentro un centro sociale occupato, onestamente, mi darebbe ai nervi.

--
Uriel Fanelli

My Projects: keinpfusch.net/software
XMPP: uriel@keinpfusch.net
MATRIX: @uriel:chat.keinpfusch.net
old blog: blog.keinpfusch.net
new blog: keinpfusch.net


Software


Ecco alcuni software opensource cui sto lavorando di recente.

RepositoryDescrizione
blogfreiPiattaforma di pubblicazione self-hosted derivata da WriteFreely, ma sviluppata in una direzione autonoma. Integra editor Markdown WYSIWYG, gestione locale delle immagini, temi compatibili con Hugo, newsletter, statistiche rispettose della privacy, federazione ActivityPub ed esportazione/importazione portabile dei contenuti.
TribesSistema di discussione decentralizzato nello stile di Usenet: espone localmente un’interfaccia NNTP per i normali client e collega i nodi tra loro mediante IPFS/libp2p, senza richiedere un server centrale. Per la GenX che e' in voi.
tensorUna fork di conduit, il server matrix, che supporta Postgres come database, e ripulisce i contenuti, in modo da essere compliant con i regolamenti EU.
Aktor-2Server ActivityPub personale derivato da GoToSocial, con modifiche orientate all’autonomia dell’istanza, distribuzione decentralizzata dei media tramite IPFS, filtri Lua e funzionalità aggiuntive rispetto al progetto originario, come gruppi e RSS.
zangtumbServer di posta minimale per uso personale, orientato alla ricezione SMTP catch-all e alla consultazione tramite IMAP, senza la complessità di una piattaforma mail completa. Fa anche da calendario iCal, per singolo utente.
zoreideDemone di alta disponibilità per condividere e trasferire un indirizzo IP tra diversi nodi, gestendo elezione e failover tra N nodi.
zumbaServizio che estrae da acme.json di Traefik certificati, chiavi e catene in formato PEM, così da renderli disponibili ad applicazioni esterne.
U-podServer minimale per ospitare file audio e pubblicare feed RSS destinati alla distribuzione di podcast.

Here are a few OSS software I am working at:

RepositoryDescription
blogfreiA self-hosted publishing platform derived from WriteFreely but developed in a distinct direction. It includes a WYSIWYG Markdown editor, local image management, Hugo-compatible themes, newsletters, privacy-friendly analytics, ActivityPub federation, and portable content export.
TribesA decentralised discussion system inspired by Usenet. It exposes a local NNTP interface for standard clients and connects nodes through IPFS/libp2p, without relying on a central server.
tensorA fork of Conduit, the Matrix server, that supports PostgreSQL as its database and automatically cleans up content to comply with EU regulations.
Aktor-2A personal ActivityPub server derived from GoToSocial, with modifications focused on instance autonomy, decentralised media distribution through IPFS, Lua filters, and additional features beyond the original project.
zangtumbA minimal personal mail server designed for catch-all SMTP reception and IMAP access, without the complexity of a full mail platform.
zoreideA high-availability daemon for sharing and transferring an IP address between multiple nodes, handling leader election and failover.
zumbaA service that extracts certificates, private keys, and certificate chains from Traefik’s acme.json file and makes them available to other applications in PEM format.
U-podA minimal server for hosting audio files and publishing RSS feeds for podcast distribution.


in reply to Uriel Fanelli (on Aktor)

@Uriel Fanelli (on Aktor) qual è il problema?
Non ti sei mai fatto scrupoli di bloccare singoli utenti o intere istanze per non vedere quello che ti dà fastidio... 🤣

Il problema (per me un problema non-problema) più che altro è che nella maggior parte delle istanze del Fediverso molte delle "opinioni" della attuale shit-right globale non sono compatibili con i regolamenti che le stesse istanze si sono dati; il che porta a un oggettivo rischio di frammentazione del dibattito, con conversazioni groviera e risposte orfane.

Ma questo è appunto un non-problema

@Kenobit @Marco Cappato

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Want an update on the Weekend at Bernie’s clown show that is W Social? No? Me neither, but here we are…

So before we start, let’s recount the whole dystopian raison d’être of these Davosian clowns: to be a EU®opean “alternative to X” that ­– cue the 1984 theme tune – verifies your identity to ensure that only “real people” are on it (real is what your government says it is).

Now, let’s fast forward to last week, when TikTok set up an account on W Social.

That’s nice, isn’t it? One surveillance capitalist lending their support to another? Kumbaya and all that. The only problem? (spoiler alert), it wasn’t TikTok. (Shocking, I know.)

The account, Identity Verified™ by EU X – sorry, W Social, was a spam account and immediately labelled as such by BlueSky moderators. (Don’t you love a “decentralised” system where a post on an EU server, accessed from another EU server, is moderated by our benevolent Big Brother in Trumpland, by the way? I know it just warms the cockles of my heart. So much sovereignty! But I digress…)

So @_elena calls them out (someone has to while @EUCommission is busy preparing for their honeymoon after expressing their undying devotion to W Social recently on every social platform¹):

mu.social/profile/elenarossini…

Anna Zeiter – W CEO, Stanford’s own, and ex-eBay executive (such sovereignty) – replies with this absolute zinger:

> “We are just verifying if some [sic] is a human and at least 18 years old. Users are then free to choose their own user name. This (human) user apparently chose the name TikTok.“ (mu.social/profile/anna.wsocial…)

Read that as many times as you like until it really sinks in.

These incompetent clowns (dangerous competent clowns but incompetent clowns nevertheless) make people go through a ridiculous 13-step identity verification stage² and then… umm… you get to choose whatever identity you want.

🤡🤡🤡

Don’t get me wrong, I’m glad they’re incompetent. It would be worse if they were competent, given they’re a closed-source venture-capital-funded startup determined to prove your identity.

> “Yes we have a business model, it’s not a philanthropy, we are not a B corp, we actually want to make money.” – Anna Zeiter³

But, what I want to know is this: Why has @EUCommission embraced a proprietary, closed-source, corporate ghost town with 14,300 accounts, 90% of which have not posted even once (in other words, with only 1,259 accounts that have ever posted)⁴ when there is a thriving non-corporate fediverse with millions of active people on it.

Could it have anything to do with identity verification, surveillance, and control?

And if so, why can’t they even get that right?

Looking forward to seeing how long @EUCommission can drag the corpse of W Social around before people realise it’s dead.

Oh, and how does this make the whole “European alternatives” thing look? Not good. Not because there aren’t excellent European alternatives but because the folks at the commission are either too clueless or too corrupt to recognise and support them.

So, yeah, how’s your Monday going?

¹ e.g., mastodon.ar.al/@aral/116770333…, etc.

² aseachange.com/@elena/statuses…

³ blog.elenarossini.com/the-unto… (from the YouTube video that they since deleted. Nice transparency there, clowns.)

⁴ Run this script in Node 18+ to reproduce the numbers from their PDS yourself: codeberg.org/aral/gists/src/br… Also see blog.elenarossini.com/w-social… and blog.elenarossini.com/w-social…

#WSocial #EU #sovereignty #socialMedia #socialNetworking #mastodon #fediverse #activityPub #ATProto #startups #EUCommission


Needless to say, do not sign up for W or give them your ID information no matter how simple they eventually manage to make it.

You simply don’t need to.

You’re already in a far superior – non-corporate, federated – space.

Do not sign up for W. And warn your friends.

The only time you have any power to stop this is now. If they succeed in gaining network effects, you will be as powerless to stop them as you are with X.

And yes, they’re just another venture capital funded surveillance capitalist, people farmer, and burgeoning Nazi Bar. They just happen to be based in the EU. (As Nazi Bars traditionally have been.)

#WSocial #NoWNoX #surveillance #capitalism #BigTech #VC @_elena mastodon.social/@_elena/116770…


in reply to Aral Balkan

»Looking forward to seeing how long @EUCommission can drag the corpse of W Social around before people realise it’s dead.«

Perhaps you've heard of the German "DE-Mail" system that was meant to become de facto mandatory if you wanted to have an email exchange with German authorities. They also had an ID verification process, were a closed-source walled garden and — surprise! — noone was interested.

German government rode that dead horse for over 25 years IIRC, stopping better and more pragmatic alternatives in their tracks.

in reply to Aral Balkan

I wonder if the shareholders were aware that #WSocial have not bothered to implement the entire #ATProto stack, incl. "labeling" (aka the moderation layer)? If you only self-host your PDS, of course you'll remain by default under the jurisdiction of bsky moderators. #Blacksky for eg. have already implemented their own "labeling", so W has no excuse.
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Shortly after releasing version 1.0.0, someone else's announcement was under the spot for being machine-translated and, transitively, the entire app was labelled as "AI slop". The OP and me trying to defend myself were pointed at like "bots" and the discussion degenerated in a weird conversation where everyone had to prove being human (despite account creation dates being messed up due to federation). In today's article, I clarify why a project like Raccoon is not the right use case for AI: why I develop it, what return on investment I get from maintaining it and why it is still important to create things "by hand" for both personal and professional enrichment. In corporate environments some logics apply, in personal projects the dynamics are a little bit different.

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The spam campaign attacking Writefreely instances is out of control. Can you contact the admins you know?

@fediverse

Yesterday I received this message from my friend @elettrona:

Are you the one running the "writefreely blogs" bot, aka writefreely@poliverso.org? Because there are tons of English accounts full of links that post nonstop.


And indeed, that account republishing posts from some Italian instances had a staggering amount of spam.

This is due to a very serious vulnerability that hasn't yet been patched by the developers, but which has (obviously) started to be exploited on a large scale.

I've notified all the Italian administrators of @writefreely instances, but I'm having some difficulty contacting the foreign ones.

These are the ones with the most users:

write.otter.homes/read
infosec.press/read
blog.liberta.vip/read
write.tedomum.net/read
val-vgms.gay/read
bolha.blog/read

But there are many others.

Is there anyone among you who can try this or at least spread the word?

Note: As I mentioned, the vulnerability has been known for a long time and is currently being exploited on a large scale.


github.com/writefreely/writefr…

in reply to macfranc

Fix is out now! Getting other architectures built soon.

writing.exchange/@writefreely/…

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È stata pubblicata la versione 4.6 di Mastodon, ecco le novità e gli aggiornamenti: blog.joinmastodon.org/2026/06/…
#mastodon #fediverso
@scuola
@lealternative
@informatica
@prealpinux
@informapirata
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L'ultimo episodio della rubrica "Il Fediverso oltre Mastodon": Forum, lettura e musica sul Fediverso


questo post viene pubblicato sul gruppo @fediverso, un account che ricondivide i post che lo menzionano e che puoi seguire per avere le migliori notizie sul #Fediverso


Lemmy, kbin e PieFed ricostruiscono Reddit come una federazione di comunità. NodeBB e Discourse portano i forum della vecchia scuola sullo stesso protocollo. BookWyrm tiene traccia delle letture senza vendere dati, e Funkwhale e Bandwagon fanno lo stesso per la musica. Formati diversi, un unico protocollo aperto.

Questa è la quarta parte di "Il Fediverso oltre Mastodon", l'ultimo articolo della serie e tratta di forum, comunità di discussione e formati più solitari pensati per la lettura e l'ascolto.

La Parte 1 ha trattato le diverse forme di microblogging. La Parte 2 ha trattato il fediverso visivo. La Parte 3 ha trattato le piattaforme create per le parole.

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Chi decide cosa vedi sul fediverso? Cosa ne pensi del fatto che un piccolo gruppo abbia un'enorme influenza sul tuo feed?


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crosspostato da: piefed.social/c/fediverse@pief…

Delle 37.000 persone che hanno votato per post o commenti nell'ultimo mese, i 10 utenti più attivi (lo 0,02% del totale) hanno espresso tanti voti quanti il ​​restante 59%.

Cosa ne pensi del fatto che un piccolo gruppo abbia così tanta influenza sulle notizie che ricevi?

Out of the 37,000 people who voted for posts or comments in the last month, the 10 most prolific voters (0.02% of us) cast as many votes as the bottom 59%. Here's how that looks, visually:

A graph of everyone's votes. Someone cast 23k votes in one month

As you can see, a lot of people didn't cast many votes. Someone cast 23k votes, with a group of 13 each casting at least 10k votes.

"But of course most people aren't really engaged, most of those 37k people are just NPCs who don't really matter" you say, "Rimu you're just including them to make it seem worse than it is", you might say. Ok, cool, let's pretend the bottom 85% of us don't matter and just look at the top 5000 voters. Here's how the distribution looks among them:

WlRGvo0zAuUBGIq.png

Still super unbalanced. Let's analyze this a bit.

Among those 5000, the top 147 (2.94%) cast as many votes as all the others (4853 people) combined. Among those 5000, the average number of votes cast in a month is 1142. Among the top 147, the average number of votes cast in a month is 6868.

hat2t3kJtVFgsOZ.png

How do you feel about a tiny group having this much influence over what news you receive?

Unknown parent

@Calosoma sycophanta l'articolo lo dà per scontato, ma il problema si pone in tutta la sua importanza sul "lemmyverso": Lemmy, Piefed, Mbin.

Non so se hai provato a iscriverti a feddit.it, l'istanza Lemmy che gestiamo insieme a @Le Alternative; volendo puoi anche aprire la pagina in visualizzazione anonima feddit.it/?dataType=Post&listi… e se clicchi sul link vedrai la visualizzazione filtrata in cui i post vengono ordinati per popolarità.

Questa è una delle modalità preferite dagli utenti Lemmy.

Su Mastodon il discorso non vale se non per chi guarda le tendenze, ma su Mastodon sono i RT che possono alterare la visualizzazione quantitativa nelle timeline.

@Poliverso

La lunga coda di lavoro che resta da fare prima che ActivityPub implementi l'E2EE. Il Post di @Soatok Dreamseeker

A prescindere dalla mia proposta di trasparenza delle chiavi per il Fediverso (di cui ho certamente parlato ampiamente sul mio blog), il W3C ha lavorato allo sviluppo della crittografia end-to-end (E2EE) per ActivityPub.

I due progetti vengono sviluppati principalmente in modo indipendente l'uno dall'altro, sebbene il collegamento tra i due dovrebbe essere piuttosto semplice.

@Che succede nel Fediverso?


soatok.blog/2026/07/15/the-lon…

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Comunicazione di servizio: nelle prossime 24 ore potrebbero esserci dei disservizi sul portale Fedinews

#Fedinews, la pagina con le notizie pubblicate nel #fediverso italiano potrebbe risultare irraggiungibile nelle prossime 24 ore. Ci scusiamo per il disagio

fedinews.it/

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Navigation is a core feature of every app, it has deep implications in architecture, component lifecycle, state management and restoration and presentation strategies to better adapt to the available space. In Compose Multiplatform, until 2024, there were no official libraries. In today's article we'll see how Raccoon switched from a third-pary solution (Voyager) to Navigation Compose in 2025, to end with Navigation 3 (introduced in CMP 1.10.0) in 2026. We'll briefly analyze how nested navigation, deep links and adaptive layouts were dealt with in each approach, when custom adapters were useful or not during migrations, and conclude with some consideration about how to choose libraries and use them in a future-proof way.

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🌱 Server “green”, IA e Fediverso: facciamo un po’ di chiarezza


Negli ultimi tempi si parla molto, giustamente, di consumi energetici, data center, intelligenza artificiale e impatto ambientale.

È un tema serio.
Proprio per questo andrebbe trattato con precisione, non con slogan.

“Server green” non significa “impatto zero”


Usare un provider con data center efficienti, alimentazione ottimizzata, buone metriche energetiche e una gestione seria dell’infrastruttura è sicuramente una scelta positiva.

Ma non significa che il servizio sia magicamente a impatto nullo.

Anche una piccola istanza del Fediverso consuma risorse:

  • CPU
  • RAM
  • storage
  • database
  • media cache
  • backup
  • federazione
  • email
  • CDN
  • traduzioni
  • traffico di rete

Tutto questo ha un costo energetico.

Magari piccolo, magari ben gestito, magari molto più contenuto di tante piattaforme centralizzate enormi, ma comunque reale.

La compensazione non cancella automaticamente il consumo


Anche la formula “compensiamo piantando alberi” va maneggiata con cautela.

Piantare alberi può essere una buona cosa, ma una compensazione ambientale ha senso solo se è:

  • documentata
  • verificabile
  • addizionale
  • permanente
  • proporzionata al consumo reale

Altrimenti rischia di diventare più comunicazione che reale neutralizzazione dell’impatto.

Il punto non è fingere di non consumare


Il punto serio dovrebbe essere un altro:

dimensionare bene i servizi.

Non fare il passo più lungo della gamba.
Non gonfiare artificialmente l’infrastruttura.
Non inseguire numeri inutili.
Non centralizzare tutto in poche istanze gigantesche.
Non trasformare il Fediverso in una copia “alternativa” dei social commerciali.

Il Fediverso dà il meglio quando è fatto da tante istanze piccole, medie, locali, tematiche, ben amministrate e sostenibili.

Non serve raccontarsi favole.

Serve amministrare con criterio.

Anche le piccole istanze hanno senso


Una piccola istanza ben dimensionata, con iscrizioni controllate, costi bassi e risorse adeguate, può avere un impatto molto contenuto.

Non perché “non consuma”.

Ma perché consuma il giusto per quello che deve fare.

Questa è la vera sostenibilità tecnica:
sobrietà, misura, manutenzione e responsabilità.

In sintesi


Dire “siamo green” è facile.

Più corretto sarebbe dire:

cerchiamo di ridurre l’impatto, scegliamo infrastrutture efficienti, dimensioniamo con criterio e non sprechiamo risorse.


Questo è un discorso serio.

Il resto, spesso, è solo marketing ambientale con una foglia verde sopra.

#Fediverso

in reply to Osservatorio Fediverso

@Osservatorio Fediverso

Però mi torna poco che tante istanze piccole siano più efficienti (in termini di energia consumata) di un'istanza grande.

Con tante piccole istanze hai una duplicazione di servizi che su un'istanza grande non hai.

Pensa a quanto costa, in termini di consumo di energia per la CPU, avere 10 web server che gestiscono 100 connessioni l'uno e quanto costa avere un solo web server che ne gestisce 1000.

Non lo so... secondo me l'utilità dell'avere tante istanze piccole sta altrove, non nell'efficienza energetica.

Fediverso reshared this.

in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

Hai ragione su un punto: in termini puramente energetici, dieci piccoli server possono consumare più di un server grande ben ottimizzato.

Questo è vero.

Se ragioniamo solo come data center, CPU, RAM, processi duplicati, database duplicati, web server duplicati, allora la centralizzazione può essere più efficiente.

Ma il Fediverso non nasce per massimizzare solo l’efficienza energetica grezza.

Nasce anche per evitare:

  • centralizzazione
  • single point of failure
  • concentrazione del potere
  • dipendenza da pochi amministratori
  • istanze enormi difficili da moderare
  • costi crescenti
  • necessità continua di donazioni
  • effetto “piattaforma”

Quindi sì: una grande istanza può essere più efficiente sul piano tecnico-energetico.

Ma può essere meno sostenibile sul piano sociale, amministrativo, economico e comunitario.

Il punto non è dire che mille istanze piccole consumino meno di una grande.
Sarebbe probabilmente falso.

Il punto è dire che tante istanze ben dimensionate, senza gigantismo e senza fare il passo più lungo della gamba, rendono il Fediverso più sano, più distribuito e meno dipendente da pochi centri enormi.

La sostenibilità non è solo watt consumati.

È anche:

  • chi controlla l’infrastruttura
  • quanto costa mantenerla
  • quanto è gestibile
  • quanto è moderabile
  • quanto è resiliente
  • quanto è trasparente
  • quanto evita concentrazioni di potere

Quindi la tua osservazione sull’efficienza energetica è corretta.

Ma secondo me l’utilità delle tante piccole istanze non sta nel battere una grande istanza sul consumo per utente.

Sta nel costruire un Fediverso distribuito, sobrio, governabile e non centralizzato.

in reply to Osservatorio Fediverso

@Osservatorio Fediverso

Ma infatti ho scritto che l'utilità nell'avere tante piccole istanze c'è, solo che probabilmente non è nell'efficienza energetica che va cercata. Siamo d'accordo.

Ci sono comunque molti altri motivi per cui sarebbe utile avere tante piccole istanze, infatti sto pensando sempre più spesso di farmene una mia (ma non nego che più di tutto per me conterebbe l'aspetto tecnico-ludico del gestirmi una piattaforma in solitaria, dalla A alla Z 😁).

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Un solo tipo di gruppo ma tanti modi di gestirlo quanti sono i software del Fediverso: @macfranc di @informapirata al @devconf


I gruppi sono uno strumento versatile che apre a grandi potenzialità del Fediverso, ma oggi la vera sfida è l'utilizzo dei gruppi per l'utente del microblogging

L'UTENTE MASTODON


@devconf@citiverse.it

youtube.com/live/gWPlkwk22kA

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Raccoon: la lezione di Lemmy e Friendica e la forza del software libero: @akesiseli di #RaccoonForFriendica al @devconf


Il percorso:

  • Da Raccoon for Lemmy: i gruppi visti come topic
  • Dare un telaio sportivo al motore di Friendica
  • Proseguire l’impresa, provando a potenziare l’interfaccia standard di Mastodon in senso “federato”
  • Sfruttare la configurabilità delle piattaforme federate per offrire nuove esperienze d’uso

@devconf@citiverse.it

youtube.com/live/gWPlkwk22kA

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⚠️Ieri siamo stati costretti ad effettuare alcuni test sul server di Poliverso che perciò non è risultato raggiungibile fino a poche ore fa.❌

I problemi potrebbero continuare anche oggi e nella mattinata di domani.
Ci scusiamo per il disagio!

@Che succede nel Fediverso?

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DevConf 2026 - Domani e dopodomani siete tutti invitati a Pavia per la conferenza italiana dedicata agli sviluppatori e creatori di codice open source


La conferenza @devconf si terrà a Pavia, presso il Learning Space Cravino (Via Agostino Bassi 2) il 7 e l'8 Luglio 2026 con sessioni mattutine e pomeridiane.

Organizzata da @BoostMediaAPS presenta talk tecnici, possibilità di sviluppare in tempo reale e presentare il proprio progetto, networking, opportunità di collaborazione dinanzi ad un pubblico in cui sono presenti anche Risorse Umane di aziende interessate al recruiting di talenti in ambito Open Source.

Grazie a @redflegias e @adriano_morselli di @ufficiozero e a @lorenzodm per l'organizzazione

I posti a sedere sono limitati per cui è necessaria la prenotazione. L'ingresso è gratuito!
Per prenotare l'ingresso: pretix.eu/BoostMediaAPS/devcon…

NB: il convegno è anche un corso formativo per il Personale Tecnico Amministrativo e Cel (formazione.unipv.it/catalogo-c…)

Di seguito il programma delle due giornate:

Martedì 7 Luglio 2026


10:00 - 10:15: Lorenzo De Marco, Cos'è il DevConf e perché è necessario in Italia?
10:20 - 10:50: Claudia Galingani Mongini, "Hai democratizzato il ransomware. Prego."
10:55 - 11:25: Marvin Pascale, Hacking the developer: Attacchi reali nella toolchain open source
11:30 - 12:15: Leonardo Tamiano, "Voglio migliorare la didattica dell'Informatica"
12:20 - 12:50: Claudia Galingani Mongini, git clone malware – come i ransomware group sfruttano l'open source aka il LOLBins dei poveri

12:50 - 14:15: Pausa pranzo

14:15 - 14:45: Valentina Nardecchia, Fediverso: la novità che riporta alle origini
14:50 - 15:20: Andrea Guani, Poliverso, Poliversity, Feddit e Citiverse
15:25 - 15:55: Fabrizio Balliano, Maho: la fenice delle piattaforme ecommerce, grazie all'open source
16:00 - 16:20: Lorenzo De Marco, Project Management e sviluppo del software
16:25 - 16:55: Stefano Marinelli, FediMeteo, i BSD e il Fediverso: sotto il sole, senza nuvole, liberi e connessi
17:00 - 17:30: Chiara Masci, Software-as-a-Medical device open source: utopia o potenziale realtà?

Mercoledì 8 Luglio 2026


10:00 - 10:15: Lorenzo De Marco, Cos'è il DevConf e perché è necessario in Italia?
10:20 - 10:50: Valentina Nardecchia, Sovranità digitale: perché è una scelta politica necessaria per il futuro
10:55 - 11:25: Giuseppe Aceto, Il futuro si decide insieme. Dal CERN a Relatronica: tecnologia, partecipazione e democrazia
11:30 - 12:15: Fabio Manganiello, Un blog federato basato su file di testo: git log per social media con Madblog + ActivityPub + Indieweb
11:35 - 11:55: Gianluca Aurelio, You've Been Owned. Not Own. Dal floppy disk al cloud: come abbiamo ceduto la nostra sovranità digitale… e come ce la stiamo riprendendo
12:20 - 12:50: Dario Dieci, Linux alla riscossa: dagli ostacoli storici alla sua diffusione al recente exploit

12:50 - 14:15: Pausa pranzo

14:15 - 14:45: Valentino Spataro, Indipendenza informatica in azienda con l'open source e l'AI, partendo da Windows
14:50 - 15:20: Italo Vignoli, Dopo il software, liberate i documenti.
15:25 - 15:55: DNDG srl, La progettazione UX/UI diventa open con Penpot
16:00 - 16:20: Francesco Macchia & Diego Beraldin, Il Fediverso e i gruppi tematici: le opportunità per la comunità, il peccato originale di Mastodon e le soluzioni applicative
16:25 - 16:55: Gianluca Aurelio, L'open source come strumento per i diritti umani
17:00 - 17:30: Fabio "Kenobit" Bortolotti, Assalto alle piattaforme. Riprendiamoci internet.

Segui gli aggiornamenti sul gruppo Activitypub @devconf@citiverse.it dedicato all'evento

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This is the last post of our sequence dedicated to ActivityPub groups. It covers how replies are fetched, organized and laid out inside the detail screen for each thread in a given topic. We will describe the tree-like structure of replies, with particular attention on which visual guidelines are added to make it easier to identify relationships between posts. We will then proceed to describe how the structure can be recreated using the available APIs, how the tree is linearized to a user-digestible list and how the points where the tree was pruned are identified.

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Bonfire Social 1.0.5 is out! 🔥

Archipelago mode means instead of open federation (connect to everyone, then play whack-a-mole blocking bad actors), you can now choose to federate *only* with a hand-picked allow-list of trusted people or servers. Communities can link up into an "archipelago" of like-minded "islands" with shared rules, ideal for tight-knit groups, neighbourhoods, assemblies, co-ops, or orgs that want to connect with each other but not necessarily the whole internet.

We also added new admin throughput controls as our latest take on "calm empowerment": simple defaults first, curated overrides next, and full advanced control behind an explicit gesture. In practice, you can keep a busy instance responsive by picking a speed preset, prioritising certain kinds of activity, or fine-tuning each background task queue, no config files or restarts needed.

Also new in 1.0.5:

  • Faster search, now powered by Sonic
  • Broadcast announcements to everyone on your instance
  • Embeddable widgets: put your pinned posts on any website
  • PGP-encrypted system emails
  • Plus lots of improvements and fixes (federation, polls, media, accessibility, mobile)

Blog post and changelog: bonfirenetworks.org/posts/bo...

in reply to Bonfire

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The network grows and we've tripled the number of federating services in the past 12 months.

Opt-in or selective federation is the only way forward for many communities. No-one can individually vet and monitor 58,000 domains.

Kudos to @Bonfire for getting this stable and ready for production!

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feedflow.dev/ is almost at 1000 stars ⭐ on GitHub 🙏🙏

Let's make it happen 😬🙏

github.com/prof18/feed-flow

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We started publishing the recordings from KotlinConf on the Kotlin YouTube channel!

Make sure you're subscribed to catch them all: youtube.com/@Kotlin?sub_confir…

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Hi friends time for a tough announcement. It’s become infeasible for me to continue to maintain android dev social. My life has gone in a direction where I unfortunately will need to wind this service down by end of calendar year. If anyone would be interested in taking the server over please let me know. Otherwise it’s been an honor and good luck finding a new home ❤️

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This is the first of a two-article sequence on ActivityPub groups. Part 1 covers ActivityStreams definitions, Mastodon API integration, and the client rendering logic. Part 2 will follow with a deep dive into the code behind populating the reply tree. Here we will briefly go through what a "group" Actor is in theory and how this maps to entities returned by APIs, what UX decisions were made to render posts published by a group and, when moving to the list to the detail screen, how conversations are displayed.

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Starting from September 30, 2026 the "Android Developer Verification" initiative is going to be rolled out: this means each app must be linked to a verified developer identity, otherwise users will have to face the Advanced Sideloading Flow. While there are well-understandable safety reasons for that, on the other hand, this may endanger platforms like F-Droid, designed around privacy and user freedom. In today's article we'll go though what is going to change, the community reactions and how we'll adapt to this change.

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When working on a new technology like KMP and CMP, sometimes you run into sharp edges. One of them was Compose Multiplatform previews, requiring either tons of compromises or a setup nighmare. Sometimes, especially when only Developer Experience is involved, it is better to wait until the technology matures. In this article I'll explain how Preview changed with Compose Multiplatform 1.10.0 and how finally adopting them helped me cleanup and improve code.

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🧭 Guardate i pallini piccoli


Quando si guarda una mappa del Fediverso, l’occhio cade subito sui cerchi enormi.

È normale.

Sono grandi.
Occupano spazio.
Fanno impressione.
Sembrano “pesare” più degli altri.

Ma la vera federazione non è lì.


🌱 La vera federazione è altrove


La vera federazione è fatta da quella miriade di pallini piccoli.

Quelle sono le istanze indipendenti.

Quelle locali.
Quelle personali.
Quelle tematiche.
Quelle familiari.
Quelle artigianali.
Quelle gestite da poche persone.
Spesso da una sola.

Senza uffici stampa.
Senza marketing.
Senza grandi numeri da esibire.
Senza bisogno di raccontarsi come “il centro” di qualcosa.

Quella è la decentralizzazione reale.


⚠️ Grande non significa automaticamente sano


Un’istanza enorme può anche avere milioni di account registrati.

Sulla carta fa scena.

Ma quel numero, da solo, dice poco.

Perché dentro agli “account totali” ci sono anche,

account abbandonati
account doppi
account di prova
profili creati e mai più usati
utenti passati altrove
registrazioni vecchie di anni

Sono numeri utili per fare volume.

Molto meno utili per capire se una comunità sia davvero viva.


📊 Il dato serio è il M.A.U.


Il dato che conta davvero è un altro,

M.A.U.


Monthly Active Users.

Gli utenti attivi mensili.

Perché il M.A.U. ci dice chi c’è davvero.

Chi entra.
Chi legge.
Chi scrive.
Chi interagisce.
Chi vive ancora quello spazio.

Gli account totali misurano quanto è grande l’archivio.

Il M.A.U. misura quanto è viva la comunità.

E la differenza non è piccola.

È sostanziale.


🕸️ Federazione non vuol dire concentrazione


Il Fediverso non dovrebbe diventare una gara a chi ha il pallone più grosso sulla mappa.

Non dovrebbe essere,

un grande centro
con attorno tanti satelliti piccoli.

Dovrebbe essere una rete.

Tanti nodi.
Tante comunità.
Tante amministrazioni autonome.
Tante scelte diverse.
Tante culture locali.

Piccole e medie istanze che comunicano fra loro senza dover dipendere da un unico polo dominante.


🧩 I pallini piccoli sono importanti


Le piccole istanze sono quelle dove spesso trovi,

amministratori raggiungibili
regole comprensibili
comunità riconoscibili
moderazione più vicina alle persone
identità locale o tematica chiara
rapporti meno impersonali

Non saranno enormi.

Non faranno effetto sulla mappa.

Non avranno numeri da vetrina.

Ma sono proprio loro a impedire che il Fediverso diventi la copia federata dei vecchi social centralizzati.


🚫 Il problema del “nodo dominante”


Se tutto si concentra in pochi grandi poli, tecnicamente resta federato.

Sì.

Ma culturalmente comincia ad assomigliare troppo al modello da cui molti dicevano di voler scappare.

Perché una federazione dominata da pochi giganti è ancora federazione sul piano tecnico,

ma molto meno sul piano sociale.

E il Fediverso non è nato per sostituire un centro con un altro centro.


✅ Il punto è semplice


La forza del Fediverso non è avere il server più grande.

La forza del Fediverso è che nessun server dovrebbe diventare indispensabile.

La forza è poter scegliere.

Poter cambiare istanza.
Poter crearne una propria.
Poter gestire una comunità piccola.
Poter federare senza diventare periferia di qualcun altro.


🔍 Guardate meglio la mappa


Non fermatevi al cerchio più grande.

Guardate intorno.

Guardate quella polvere di piccoli punti.

Lì ci sono le istanze che tengono viva l’idea originale.

Lì c’è la parte più fragile, ma anche più preziosa.

Lì c’è il Fediverso distribuito.

Lì c’è la federazione vera.

Guardate i pallini piccoli.

È lì che il Fediverso respira.


fedidb.com/servers/mastodon.so…

#fediverso

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
in reply to Osservatorio Fediverso

Fa sorridere che, davanti a un ragionamento sulla decentralizzazione reale, l’unica risposta sia concentrarsi sull’uso di un’immagine presa come supporto visivo.

Il punto non era “quella specifica immagine”.

Il punto era molto più semplice,

il Fediverso non si misura solo contando account registrati su grandi istanze.

Conta anche,

quanti utenti sono realmente attivi
quante istanze esistono davvero
quanto potere si concentra in pochi nodi
quanto spazio resta alle comunità piccole e indipendenti

Gli account totali fanno volume.

Il M.A.U. racconta molto meglio chi è ancora vivo.

E i tanti pallini piccoli raccontano molto meglio la federazione di qualunque cerchio enorme.

Poi certo, si può anche fare finta di non capire e parlare solo dell’immagine.

Ma il concetto resta lì.

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It seems to be the norm on the #fediverse to elide context that would be crucial if the uninitiated are to have a hope of understanding. I'm referring here to posts which make comment on current affairs without introducing the events to the reader, opting instead to target as audience those people who are already ‘in the know’.

While this irritates me somewhat, I suppose it's a natural response to the artificially short text limits.

But what purpose do these text limits serve?

in reply to bemmesr

@bemmesr in the mass market, the product that minimizes the user's cognitive effort almost always wins, even at the cost of being less powerful.
Users reward what solves a problem immediately, clearly, and without friction, not what offers maximum possibilities.
A simple product requires fewer decisions, is easier to understand, and provides an immediate sense of control. All of this increases perceived value and reduces choice anxiety.

This limitation has helped Mastodon achieve a clear positioning ("it's Twitter, but federated"), albeit a bit misleading (it lacks the features that make Twitter exceptional). Lemmy and Pixelfed had the same luck ("it's Reddit/Instagram, but federated").

More comprehensive software has a much more vague positioning ("Friendica: like Facebook, but even more so," "Misskey: like a social network, but with puppy ears"), which, however, is almost always a mistake in marketing.

The market rewards simplicity, clarity, and reduced cognitive effort, while complexity, even when it offers more possibilities, disorients the user and reduces adoption.

Mastodon, besides working well, being continuously updated, and having incredible app support, isn't successful just for this reason, but simply because it's easier to understand, easier to promote, and easier to use. In short, it has a clear positioning.

in reply to Poliverso - notizie dal Fediverso ⁂

@notizie it's interesting, though not surprising, that cognitive strain is detrimental to adoption of products. After all, who wants to work hard when they don't have to? From what you say I can understand some of the reasons why certain decisions were made, but personally I don't agree with them. Even as it stands, it's possible to see posts from other instances which exceed the usual character limit, so the supposed problem we're trying to avoid is there anyway.
in reply to bemmesr

@bemmesr Of course, I agree with you, but equally obviously, neither you nor I represent the typical user 😅

And in fact, I'm writing to you from Friendica; I manage this instance in addition to a Lemmy instance and a NodeBB instance. And as if that weren't enough, I manage a Mastodon instance that not only has no character limits but also allows formatted text.

All this doesn't prevent me from being aware that I don't represent the typical user.

in reply to bemmesr

@bemmesr the typical user is someone who uses an instance like Mastodon and doesn't even ask themselves (like you) whether the 500-character limit can be exceeded; the typical user is someone who doesn't use the website (like you) but has always used the app; the typical user is someone who, if you make them use Friendica or Misskey, feels like a koala teleported to Antarctica, and if you tell them you use Lemmy, they'll doubt whether you too belong to the human race.
in reply to Poliverso - notizie dal Fediverso ⁂

@notizie I hadn't realised that the source of my posts was being advertised! In hindsight that should've been obvious. Anyway, I guess you're probably right in saying that most people would be interacting through an app. I may have assumed that most people would have come to learn of and use Mastodon in the same way I did, so I didn't seriously entertain the idea that people were going to it as merely a Twitter alternative.
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🔥 The Bonfire Social 1.0.5 release candidate is out!

This one brings archipelago mode (opt-in, allow-list federation for tightly-knit communities and networks), a more lightweight search backend (see changelog for migration steps), broadcasting announcements, another embeddable widget, PGP-encrypted emails, and many UX improvements and fixes.

If you're running an instance and want to give it a go, please let us know if you run into any issues.

Full changelog: docs.bonfirenetworks.org/cha...

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Riflessioni tossiche sul Fediverso.

Quinta puntata.


Ci fu un momento in cui, qui nel Fediverso, gli argomenti principali di conversazione erano gli Alt Text e la buona abitudine di aggiungerli sempre alle immagini che si pubblicavano.

Parecchi anni prima ci fu un altro momento in cui ero solito inserire nell'HTML dei siti descrizioni che da alcuni browser venivano visualizzate sotto forma di piccole etichette gialle quando il puntatore passava sulle immagini. Le chiamavo bandierine ed ero stupito che non funzionassero con tutti i browser.

Quando qui si cominciò a insistere sulla necessità d'inserire sempre gli Alt Text nei post del Fediverso, mi sembrò di rivedere le vecchie amiche bandierine e fui felicissimo di riprendere quell'antico rapporto agrodolce.

Venni anche a sapere dell'esistenza di un bot che, grazie all'intelligenza artificiale, generava in automatico le descrizioni utili a chi, per i motivi più vari, fosse impossibilitato a vedere le immagini. Lo testai per qualche giorno, poi mi resi conto che ovviamente non poteva che generare descrizioni pedanti e completamente inutili. Meglio scrivere io descrizioni che, per quanto sommarie e sbrigative, spiegassero ciò che nelle immagini era significativo per il contesto in cui le avevo pubblicate.

In seguito, affinché non venissero aggiunte descrizioni insopportabilmente inutili come risposta alle poche immagini che pubblicavo, e per non perdere tempo a leggerne sotto alle illustrazioni pubblicate dagli altri, bloccai quel bot e mi dimenticai della sua esistenza.

§

Pochi giorni fa mi sono accorto per caso che alcuni tra gli account che per fortuna non seguo sono troppo pigri per scrivere gli Alt Text ma sono ancora agganciati automaticamente a quel bot IA che descrive ogni immagine (utile o inutile) pubblichino a corredo dei loro sproloqui. Leggere quelle descrizioni automatiche è sempre inutile perché non dicono nulla riguardo a che cosa dell'immagine sia davvero significativo.

Il mio invito tossico di oggi è dunque questo: descrivete tramite Alt Text le vostre immagini, scrivete sinteticamente ciò che di quelle immagini ritenete significativo, senza affidarvi alla pedante intelligenza artificiale; e, se ancora seguite account così pigri da non scrivere di persona gli AltText ma da affidarli a un bot pedante, smettetela.

§

Come sempre concludo con gli hashtag che voglio appiccicare a questo post: #riflessionitossiche, #Fediverso, #AltText e #IntelligenzaArtificiale. E cito la comunità @fediverso perché è moderata dallo stesso admin dell'istanza in cui mi trovo.

Arrivederci alla prossima Riflessione Tossica.

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
in reply to Trames

@snow La situazione è molto più complessa di così, ci sono certi che sulle vignette non le spiegano e io in qualche modo li posso capire, perché a volte, spiegare un contenuto nato visuale a uno che non può vederlo, ti da una sensazione simile a quella che provi quando devi spiegare a una persona straniera perché il carabiniere più sfortunato è quello morto al posto di blocco, e quello più fortunato è Blocco.
A volte certi contenuti si fa fatica a descriverli perché il gioco si basa sulla vista, sulle allusioni grafiche, le illusioni ottiche. Allora l'AI una mano può darla. Secondo me però, deve essere un affiancamento, non una sostituzione. Altbot comunque mi sto accorgendo anch'io che sta diventando un po' merdificato. Deterioramento sistematico.
in reply to Elena Brescacin

Stai citando un caso davvero estremo, che come avrai già notato gestisco ugualmente con un riassunto dettagliato, ritenendomi unico responsabile di ciò che posto. Chi posta un'immagine deve almeno sapere che cosa ci sia al suo interno e, di conseguenza, saperne scrivere velocemente un efficace riassunto.
Comunque nel mio post non parlo di casi estremi, ma delle descrizioni pedanti e inutilmente prolisse che vengono lasciate generare per pigrizia da alcuni account (per fortuna pochi). Le ritengo immondizia.

@snow @fediverso

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
in reply to Elena Brescacin

@elettrona @snow
Scusate, io sono uno di quelli che si fa aiutare da IA per scrivere descrizioni di foto. Solitamente foto mie. E non per pigrizia (anzi ci impiego di più che scrivere una riga e mezza, tipo: "montagne con alberi verdi e una fontanella in primo piano".
Lo faccio perché mi sono reso conto che io, avendo fatto la foto, so cosa c'è dentro e non riesco a farmi osservatore esterno. Cosa che invece IA fa benissimo.
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in reply to Stefano Zanardi

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IA vede i dettagli e li descrive dando, secondo me, una visione più imparziale e oggettiva di quello che è rappresentato.
Poi comunque il risultato fornito dal chatbot lo ripulisco, lo abbrevio se necessario e lo armonizzo col testo del post.
Quindi non mi sembra di essere pigro o superficiale.

Detto questo, però magari sbaglio mira nel cercare descrizioni "asettiche" delle mie foto. È un dubbio che mi è sempre rimasto.
Mi piacerebbe avere un vostro commento.

in reply to Stefano Zanardi

Ho guardato una tua fotografia a caso e non ho trovato risposta automatica originata da AltBot e dimenticata come immondizia a inquinare le timeline di eventuali sfortunati che v'incappino.
Lungi da me fare una crociata contro AltBot. La mia intenzione era scrivere un commento ironicamente tossico per prendere di mira «certa gente» (definizione azzeccatissima di @elettrona) e certe brutte abitudini. Onore a te che, a differenza, ne fai un uso pieno d'intelligenza e rispetto.
Proposta: perché non scrivi una riflessione tossica con qualche dettagliata «istruzione per l'uso» su come utilizzare AltBot in modo intelligente? Sarebbe interessante e utile.

@snow @fediverso

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
in reply to Trames

vale sempre il solito "la situazione è molto più complessa di così" - come già ho espresso qualche giorno fa, essere fanatici pro o contro AI non porta lontano né sul dibattito né sull'operatività. Io mi sono sempre definita "contro il vibe coding" nel senso che lo considero pericoloso se adottato in prodotti impattanti come la guida degli aerei o la gestione dei trasporti, per esempio.Ma sono la prima a dirti che mi sto costruendo uno pseudo-framework per WordPress che gestisca il sito multilingua, perché non ce n'è uno che sia uno a soddisfare a pieno le mie esigenze... tutte. E un sacco di altri orbi stanno vibracodando un sacco di applicazioni per le proprie esigenze - è pieno di lettori radio e podcast nell'orbosfera 🧑‍🦯 perché ognuno vuole la sua app LOL. Ma va bene così, non si sta facendo qualcosa che debba sovrastare un mercato mainstream saturo; si sta cercando nei nostri limiti, di autodeterminarci con gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione, di fronte a un mainstream (e anche un open source) che ci lascia indietro.
Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)

Stefano Zanardi reshared this.

in reply to Elena Brescacin

@elettrona @snow
Ops. Da quello che scrivete mi rendo conto di aver frainteso le vostre reprimenda. Vedo che sono rivolte principalmente ad AltBot e non in generale all'uso della IA per descrivere le immagini. Sono anch'io dell'avviso che santificare o demonizzare acriticamente l'uso delle IA non porti da nessuna parte. Per quanto mi riguarda, sto cercando di trovare un approccio consapevole agli strumenti che utilizzano IA.
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in reply to Stefano Zanardi

@stefano_zan @snow Io mi affidavo alle descrizioni di altbot circa un paio di anni fa e andavano relativamente anche bene. Però poi, basandosi comunque su modelli esterni (attualmente gemma4 di google se non ricordo male), è soggetto a deterioramento sistematico. O paghi di più o il contenuto si impoverisce quindi, quello che all'inizio era buono, poi viene su come qualcosa di superfluo e pesante
Unknown parent

glitchsoc - Collegamento all'originale

Elena Brescacin

@bensar @snow per chi vede, è una fregatura enorme: si pensa che basti "un piccolo bot" a essere a posto, e spesso e volentieri anche da parte di chi non vede, c'è una sorta di abilismo interiorizzato che dice "stai un passo indietro, accontentati di quello che c'è" -sottotitolo "è anche troppo"- e quindi si cammina in mezzo alla spazzatura considerandola normale. Perché di solito chi vede l'immagine non si sofferma sulla descrizione, dà per scontata una serie di informazioni (e non per colpa sua)
lo dico perché succede anche a me con l'audio difatti ho smesso di caricare audio in giro per l'internet, e mando vocali solo se proprio tocca
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Working on open-source apps and balance maintenance, experimentation and feature requests in one's spare time is not always an easy task. If people start pointing fingers and judge by the way social posts (rather than code) are written, we have a problem. In today's article I discuss why I keep working on side projects, how tasks are priorities and why some choices were reverted over time rather than just pile new features one on top of the other.
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Process on FEPs


FEP-8a8e is currently having a final round of refinements and improvements based on the implementation progress by #gancio, #Mobilizon, #LAUTI and #WordPress. After that the plan is to mark it as FINAL. Currently two additional FEPs are being drafted. First drafts will be shared publicly at latest in about a month. Event Attendees (is pulled out of 8a8e) Series of Event Objects: based on recurrence rules or not and related events #Fediverse #FEP

FEP-8a8e is currently having a final round of refinements and improvements based on the implementation progress by #gancio, #Mobilizon, #LAUTI and #WordPress. After that the plan is to mark it as FINAL.

Currently two additional FEPs are being drafted. First drafts will be shared publicly at latest in about a month.

  • Event Attendees (is pulled out of 8a8e)
  • Series of Event Objects: based on recurrence rules or not and related events

#Fediverse #FEP

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Avete mai provato i servizi realizzati da @informapirata :informapirata: e @lealternative :alternative:?

  • :polo: Poliverso è l'istanza Friendica creata per offrire un'alternativa a Facebook
  • :feddit: Feddit è invece l'alternativa a Reddit dove chiunque può creare la propria comunità
  • :poly: Poliversity è la più grande istanza Mastodon italiana basata su glitch-soc: un #Mastodon dove è possibile scrivere senza limitazioni di caratteri e con testo formattato
  • :citiverse: Citiverse infine è un forum federato dove è possibile trovare gruppi cittadini, gruppi di associazioni e addirittura il forum di supporto :ufficiozero: di @ufficiozero
  • :fedinews: FediNews è la pagina che aggrega tutte le notizie condivise dalla comunità delle nostre istanze
  • :yoota: Yoota è un sito di aggiornamenti, recensioni e notizie dal mondo della tecnologia, della privacy e del software libero

Se vuoi avere altri aggiornamenti sul #fediverso, puoi seguire il gruppo @fediverso

Poliverso - notizie dal Fediverso ⁂ ha ricondiviso questo.

Una piccola riflessione sulle traduzioni automatiche nel #Fediverso.

#LibreTranslate è un progetto libero, interessante e coerente con molti valori del Fediverso. Usarlo può essere una scelta rispettabile, soprattutto per chi vuole mantenere il controllo dell’infrastruttura e ridurre la dipendenza da servizi esterni.

Detto questo, non credo sia corretto trasformare automaticamente l’uso di #DeepL in una scelta “sbagliata” o contraria allo spirito federato.

DeepL offre anche un piano API gratuito da 500.000 caratteri al mese, che per molte piccole istanze può essere più che sufficiente. Il discorso cambia quando si gestiscono grandi volumi, perché lì i limiti gratuiti vengono superati facilmente e il problema diventa anche economico, non solo etico o tecnico.

Per una piccola istanza, scegliere DeepL può voler dire semplicemente offrire traduzioni migliori ai propri utenti, senza per questo rinunciare alla propria autonomia.

Per una grande istanza, scegliere LibreTranslate può invece essere una scelta pratica, sostenibile e comprensibile.

La cosa importante, secondo me, è non vendere una soluzione come moralmente superiore in assoluto. Nel Fediverso non dovrebbe esistere una sola risposta valida per tutti.

La vera decentralizzazione è anche questo, tante istanze diverse, con dimensioni diverse, risorse diverse e scelte tecniche diverse.🙏

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mastodon - Collegamento all'originale

𝕊𝕟𝕠𝕨

@andre123

Certo, nessuna guerra ideologica.

Il punto, almeno per me, è solo evitare che una scelta legittima venga raccontata come se fosse automaticamente una “scelta etica”.

Se una soluzione ha costi non sostenibili per una certa istanza, è normalissimo fare scelte diverse. Però il problema economico andrebbe chiamato col suo nome, senza trasformarlo in una bandiera morale.

Anche perché la vera decentralizzazione dovrebbe significare istanze sostenibili, distribuite, proporzionate alle proprie forze e non strutture enormi che poi finiscono inevitabilmente per avere problemi di costi, gestione e dipendenza dalle donazioni.

Quindi sì, ognuno sceglie gli strumenti più adatti alle proprie possibilità. Ma far passare il limite economico di una gestione sovradimensionata come principio etico generale mi sembra un po’ forzato. 🙏

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in reply to 𝕊𝕟𝕠𝕨

Il punto non è fare guerra ideologica tra strumenti.
Il punto è non usare il linguaggio dell’etica, del software libero e della decentralizzazione solo quando conviene.

Se una scelta nasce da sostenibilità economica, scala dell’istanza o comodità gestionale, va benissimo dirlo. È una motivazione legittima.

Però diventa poco credibile quando un modello fortemente accentrato viene presentato come campione della decentralizzazione, mentre chi usa soluzioni diverse viene implicitamente dipinto come meno coerente.

La vera decentralizzazione, per me, significa anche restare proporzionati, sostenibili, trasparenti e non trasformare il Fediverso in un marchio unico con tanti satelliti intorno.

Quindi nessuna guerra. Solo un po’ meno prediche etiche e un po’ più onestà sui motivi reali delle scelte tecniche.🙏

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Quando l'Open Social Web si ibrida: Raccoon for Friendica è una nuova app... Mastodon. E contiene anche un po' di Lemmy! Ecco perché la coppia Free Software + Fediverso è una risorsa preziosa

> Se vuoi avere altri aggiornamenti sul Fediverso, segui il gruppio @Che succede nel Fediverso? dal tuo account e se vuoi aprire nuove conversazioni, crea un nuovo post e menziona il gruppo alla fine del tuo messaggio


Nei giorni scorsi è stata finalmente pubblicata la release 1.0 di #Raccoon per Android, un client piuttosto innovativo nato per #Friendica, ma diventato oggi una delle app più innovative per l'esperienza utente su #Mastodon. L'app è disponibile per Android (la release 1.0 è già sul PlayStore e su Izzidroid e a breve sarà anche su F-Droid), ma ora è stato rilasciato anche un pacchetto #Debian, mentre per una versione iOS bisognerà capire quale sarà il successo tra il pubblico.

L'app introduce alcune novità molto importanti nel panorama delle app federate. Vediamole insieme:

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1. Il Fediverso anche senza un account

Raccoon è l'unica app che consente di navigare il Fediverso anche senza avere un account. Infatti, quando la si installa è possibile selezionare una qualsiasi istanza Friendica o Mastodon e "appoggiarsi" sulla sua timeline locale pubblica e su quella federata. In questo modo gli utenti potranno esplorare diverse istanze prima di scegliere su quale aprire un account. Naturalmente, anche dopo aver aggiunto un account (l'app gestisce più account), sarà possibile esplorare le timeline dei server diversi da quello cui ci si è iscritti

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2. La navigazione "swipe"

A differenza di tutte le altre app social (sia di quelle per i social del Fediverso, sia di quelle dei social commerciali), #RaccoonForFriendica consente di aprire uno dei post della timeline e di proseguire la navigazione dei post precedenti e successivi, solo sfogliandolo a destra e a sinistra.
Si tratta di una novità ergonomica davvero interessante

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3. La barra di formattazione

Siccome l'app nasce per Friendica, dispone di una barra di formattazione integrata che ricorda i client Lemmy (infatti lo svilupatore si è cimentato per la prima volta con lo sviluppo di app con un'app Lemmy). La barra di formattazione può essere utilizzata anche per le istanze Mastodon che eseguono il fork Glitch-soc, come la mia istanza poliversity.it che è stata quella con cui lo sviluppatore @𝔻𝕚𝕖𝕘𝕠 🦝🧑🏻‍💻🍕 ha fatto diversi esperimenti.
Oltre che essere più immediata, la scrittura di post formattati è agevolata anche da una funzione di "anteprima" che aiuta a evitare errori nella codifica del Markdown o del BBCode.

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4. Finalmente anche gli utenti Mastodon potranno godersi i gruppi del Fediverso

Come forse saprete, Mastodon non aiuta la visualizzazione dei post dei gruppi. Anche selezionando un gruppo, continueremo a vedere una timeline unica in cui i post principali si alterneranno con le risposte. Cercare un thread su Mastodon è quindi molto complicato, ma lo svilupatore di Raccoon ha trovato un modo per consentire una visualizzazione per "topic" su tutti gli account che risultano essere "gruppi activitypub", siano essi gruppi #Lemmy, #NodeBB, Piefed, Mbin, Peertube, #Wordpress, Mobilizon, #Flipboard, etc.
Anche questa trovata è nata grazie al fatto che lo sviluppatore si è cimentato in passato con lo svluppo di un'app per Lemmy e ha potuto misurarsi con le barre di formattazione e la visualizzazione delle "comunità" Lemmy, che altro non sono che "gruppi #Activitypub"

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5. Altre funzionalità interessanti

Tra le altre cose, c'è la possibilità di
- visualizzare il codice HTML dei messaggi;
- inviare post schedulati;
- configurare completamente l'interfaccia;
- supportare la scrittura in HTML, utile sia per Mastodon Glitch-soc, sia per scrivere post Wordpress integrando il plugin Activitypub for Wordpress di @Matthias Pfefferle e il plugin "Enable Mastodon App" di @Alex Kirk
- integrare librerie di traduzione

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6. Cosa manca ancora?

L'app presenta tutte le funzionalità presenti nella maggior parte delle altre app Mastodon, tranne una: la corretta gestione dei post Mastodon che citano altri post. Questi, infatti, vengono visualizzati ancora in maniera abbastanza primitiva. Lo sviluppatore sta cercando di capire se adeguarsi alle specifiche Mastodon oppure reinterpretare la funzionalità in maniera più personalizzata.
C'è da dire infatti che, purtroppo, l'implementazione dei messaggi con citazione (già presente da secoli in Friendica) è stata implementata da Mastodon molto tardivamente solo negli ultimi mesi e in un modo molto "personale" che non è piaciuto a molti degli sviluppatori di altri software.


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7. Un'app che farà bene agli utenti che già usano Mastodon ma anche a chi non ha mai "provato" il Fediverso

Lo sviluppo di questa app procede da quasi due anni e la versione beta ha poco più di un anno di vita, ma con la versione 1.0 sono stati risolti tutti i problemi incontrati precedentemente.
In base a quello che sarà il riscontro da parte degli utilizzatori, lo sviluppatore valuterà se creare una versione iOS e addirittura una versione Windows.
Chi vuole consentire l'invio di segnalazioni in caso di errore dell'applicazione potrà abilitare i report anonimi sui crash.


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8. Collegamenti e risorse


Questo è il profilo dello sviluppatore:
androiddev.social/users/janTek…
poliverso.org /profile/dieguitux8623

Questo è il repository del'app: github.com/LiveFastEatTrashRac…

Questo il link del PlayStore:
play.google.com/store/apps/det…

Questo è il link su IzzyDroid (su F-Droid l'app uscirà a breve, ma ora è in fase di controllo):
apt.izzysoft.de/fdroid/index/a…

Qui è invece accessibile il blog dello sviluppatore:
livefasteattrashraccoon.github…

Da qui infine è possibile scaricare il pacchetto .apk o il pacchetto .deb senza utilizzare gli store on line:
github.com/LiveFastEatTrashRac…

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Un ultimo consiglio


Il riscontro del pubblico sarà fondamentale per consentire l'ulteriore sviluppo di questa app.
Se desiderate testarla su Mastodon, provate a farlo con istanze che eseguono il fork glitch-soc. Tra le istanze italiane potete trovare la mia istanza poliversity.it e l'istanza senigallia.one gestita da @Michele Pinto
Per quanto riguarda Friendica, l'unica istanza italiana aperta al pubblico è poliverso.org. L'istanza ha avuto un forte incremento di iscrizioni, quindi ricordatvi di offrire un contributo attraverso LiberaPay 😅.
Se comunicate in italiano, sarò lieto di ospitarvi sulla mia istanza poliverso.org .

Un saluto a tutti e fatemi sapere se avete bisogno di ulteriori informazioni, se avete provato l'app e cosa ne pensate.
Francesco.
Potete interagire con me anche tramite gli account @informapirata ⁂ e @macfranc