Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Il nuovo post di universita-it: Commissari esterni Maturità 2026 online: dove vedere i nomi

Qui il post completo: universita.it/commissari-ester…

@universitaly

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Where: #Aviano (Italy)
When: Sat. June 6, 3:30 PM

A very important #PeaceMarch to the #USAvianoMilitaryBase

#NOUSTacticalNuclearWeapons in Italy
#NORearmament

Do you know #Italy is the EU country w/the highest number of #USNuclearWeapons and the only one w/ 2 Nuclear bases?

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Italian activists filed a criminal complaint against #USTacticalNuclearWeapons in #Italy, the judge will rule on it.

Friday we will hold a conference on #USTacticalNuclearWeapons stored in #Aviano and #Ghedi

You're very welcome!

Streaming service:
http:www.fvg.tv//WebTV/auditorium-pn.isp

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Dove: #Aviano, centro
Quando: partenza ore 16 per la marcia verso la #BaseMilitareUSAAviano

#NOArmiNucleariTatticheUSAAvianoGhedi #NORiarmo

Siete tutti graditi!

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

dove: #Pordenone
quando: 5 giugno, 17:30

conferenza sulle #ArmiNucleariTatticheUSA #Aviano e #Ghedi,dopo che un gruppo di attivisti ha presentato denuncia in procura contro la loro presenza.

Vi aspettiamo tutti.
Non potete esserci ?

Ecco link streaming:
http:www.fvg.tv//WebTV/auditorium-pn.isp

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Maturità 2026, online le commissioni d’esame. Ecco tutti i nomi

@scuola

corriereuniv.it/maturita-2026-…

Sul sito del ministero dell’Istruzione e del Merito sono disponibili, da oggi, le commissioni dell’esame di maturità. L’apposito motore di ricerca con le commissioni è raggiungibile all’indirizzo: Quest’anno sono 527.607 gli

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Design Habilis, l’idea di Salvatori: un osservatorio permanente sulla formazione del design

@scuola

corriereuniv.it/design-habilis…

All’Istituto centrale per la grafica, Design Habilis ha messo al centro una domanda cruciale per il presente e per il futuro del progetto: come si insegna oggi il design in un mondo attraversato da trasformazioni digitali,

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Il nuovo post di universita-it: Vivere in Estonia da studente fuorisede? Ecco tutto ciò che devi sapere

Qui il post completo: universita.it/category/studiar…

@universitaly

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Poche settimane fa, durante la diretta dell’ultimo lancio di Starship, SpaceX ha annunciato due nuove missioni commerciali con equipaggio, una intorno alla Luna e una intorno a Marte. La seconda ha suscitato più scalpore: dovrebbe avere come comandante Chun Wang, miliardario delle criptovalute che ha costruito la propria fortuna grazie a uno dei primi grandi sistemi di mining Bitcoin in Cina. Nel 2025 Wang ha già partecipato alla missione Fram2 di SpaceX in orbita bassa polare, finanziando personalmente il viaggio pur di ottenere il ruolo di comandante. La nuova missione dovrebbe durare circa due anni, con un sorvolo di Marte e il successivo rientro verso la Terra.

Trovo sorprendente la mancanza di senso critico con cui è stato accolto l’annuncio. Per ora Starship non ha ancora completato un volo in orbita bassa senza equipaggio, anche se ci è andata vicino. Ma dovrà superare molti altri traguardi prima di poter pensare a missioni interplanetarie, un obiettivo enormemente più ambizioso se consideriamo che la Luna è circa mille volte più distante dalla Terra dell’orbita bassa e Marte è oltre cento volte più distante della Luna.

Anche se i progressi sono evidenti, lo sviluppo di Starship è ancora in corso e non si può sapere con certezza quando sarà terminato. Il rifornimento in orbita, necessario sia per le missioni lunari sia per quelle verso Marte, è un’operazione estremamente delicata che non è ancora mai stata collaudata e potrebbe riservare sorprese e ritardi. Non si sa ancora con precisione quante tonnellate di propellente Starship riuscirà a portare in orbita bassa, ma per “fare il pieno” a una navetta diretta verso Marte potrebbero servire più di dieci lanci di rifornimento.

Anche quando questi passaggi saranno completati, SpaceX sarà ancora ben lontana dall’obiettivo dichiarato. Una missione con equipaggio intorno a Marte comporta infatti difficoltà tecniche formidabili.

Prima di tutto occorre un funzionamento estremamente affidabile dei sistemi di supporto vitale e il trasporto di grandi quantità di risorse come cibo, ossigeno e acqua. Il riciclo dell’acqua e dell’ossigeno sulla Stazione Spaziale Internazionale è arrivato ormai a percentuali piuttosto alte, che richiedono comunque rifornimenti periodici, mentre le tecniche per la coltivazione sperimentale di piccole quantità di ortaggi non sono ancora pronte per l’uso quotidiano. La capacità di carico di Starship potrebbe in teoria permettere il trasporto di risorse non riciclabili sufficienti per tutta la missione. Tuttavia, un viaggio di circa due anni richiederebbe di gestire i sistemi di supporto vitale con un’affidabilità quasi assoluta, senza possibilità di soccorso dalla Terra. È plausibile che servirebbero molte missioni preparatorie più brevi prima di affrontare un volo di questo tipo e che tali collaudi richiederebbero diversi anni.

La distanza dalla Terra e le limitazioni delle risorse mediche renderebbero inoltre molto difficile trattare eventuali emergenze gravi di tipo medico o tecnico. Mentre le comunicazioni con la Luna avvengono quasi in tempo reale, con pochi secondi di ritardo, i segnali radio diretti verso Marte possono impiegare fino a circa 22 minuti per la sola andata. Nei periodi di congiunzione solare, quando il Sole si trova tra i due pianeti, possono verificarsi blackout delle comunicazioni della durata di circa due settimane.

Gli astronauti si troverebbero per tutto il viaggio in condizioni di microgravità, con conseguente perdita di massa ossea, atrofia muscolare e problemi cardiovascolari. Finora il record di permanenza nello spazio appartiene a Valerij Poljakov, rimasto in orbita per 437 giorni consecutivi. Una missione marziana di questo tipo potrebbe durare circa 700 giorni, con conseguenze fisiologiche difficili da quantificare.

Lascio per ultimo il problema più grave. Durante un viaggio così lungo gli astronauti sarebbero esposti alle radiazioni prodotte dagli eventi solari e dai raggi cosmici galattici. Le prime si verificano in maniera ciclica e con intensità variabile; possono anche risultare mortali, ma si schermano piuttosto bene se si ha abbastanza massa a disposizione. I raggi cosmici galattici invece colpiscono continuamente l’equipaggio e, pur non essendo immediatamente pericolosi, aumentano nel lungo periodo il rischio di tumori e altre malattie degenerative. Poiché sono formati da particelle pesanti e molto energetiche, non si possono schermare nemmeno con protezioni molto massicce. Al momento non è ancora chiaro come questo problema sarebbe risolto in una missione con equipaggio verso Marte.

Insomma, non credo che l’annuncio prefiguri realmente una missione umana verso Marte nel giro di pochi anni. A mio parere il suo orizzonte temporale è molto più breve: ha a che fare con l’imminente quotazione in borsa di #SpaceX.

@astronomia

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Brutta storia di disperazione, dolore, pseudoscienza.

La mia parte cinica darebbe al signor Lino il darwin award, ma qui c'è tanto dolore e disperazione misto a ignoranza. Una combo esplosiva che non lascia scampo, questa storia non poteva finire diversamente. A questo punto non so cosa augurare a questo signore, che testardo continua a considerarsi vittima del "sistema", ha permesso che moglie e figlia soffrissero le pene dell'inferno, quando è solo vittima di sé stesso e di un delinquente (Hamer).

tgcom24.mediaset.it/cronaca/pa…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

5 giugno, roma, tic: letture dalla collana ‘isola’


5 giugno, letture a roma, da tic, della collana di poesie isola, a cura di mariagiorgia ulbar
cliccare per ingrandire

Tic è in piazza San Cosimato 39.
l’incontro inizia alle 18:30
#collanaIsola #letture #MariagiorgiaUlbar #poesia #poesie #reading #Tic

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Il nuovo post di universita-it: TOLC-PSI: cos’è, struttura del test e come prepararsi

Qui il post completo: universita.it/tolc-psi-come-pr…

@universitaly

Laura Fabiani

Le notizie dal Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino su @Etica Digitale (Feddit)

Visiting researcher | January 2025 - June 2026
The post Laura Fabiani appeared first on Nexa Center for Internet & Society.
nexa.polito.it/lfabiani/

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

CVE-2025-48595: Android 0-Day Actively Exploited — Patch Your Devices Now
#CyberSecurity
securebulletin.com/cve-2025-48…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Threat Actors Use AI Agents and Cursor IDE to Automate Active Directory Attacks and Beat EDR
#CyberSecurity
securebulletin.com/threat-acto…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Five OpenClaw Zero-Days Let Attackers Silently Hijack AI Agent Access on Slack, Teams, and Discord
#CyberSecurity
securebulletin.com/five-opencl…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

I modelli climatici possono spiegare sia come inizia un'era glaciale globale sia come finisce: ma la glaciazione Sturtiana, che prende il nome da antichi depositi glaciali in Australia, ha avuto una durata record di 56 milioni di anni, e le equazioni classiche non sono riuscite a spiegare come mai il congelamento sia durato così a lungo.

Leggi l'articolo periodo sul cosiddetto "Terra a Palla di Neve": buff.ly/mYUyPqI

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

CVE-2026-8206 (CVSS 9.8): Kirki WordPress Plugin Flaw Lets Attackers Steal Admin Accounts on 500,000+ Sites
#CyberSecurity
securebulletin.com/cve-2026-82…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

oggi, 4 giugno, a roma, galleria bianco contemporaneo: “nz” di antonio syxty e “asemics” di marco giovenale


A Roma, oggi, giovedì 4 giugno 2026, alle ore 18:00
presso la galleria Bianco Contemporaneo
(via Reno 18/a)
nel contesto della mostra IDENTIKIT, di Pignotti + Hogre
presentazione dei due libri
NZ, di Antonio Syxty

NZ, di Antonio Syxty
ikonaLíber, 2025

NZ, o Nuova Zelanda, lavora sull’immaginazione del lettore come una mappa che invece di orientarlo debba felicemente e sensatamente indurlo a perdersi nei frammenti. Del resto già l’incipit del libro dichiara che siamo di fronte a «una collezione (anche catalogo) di frammenti di scrittura (con immagini, illustrazioni, disegni)», dei quali ha fatto nel tempo raccolta “Antonio Syxty”. Le virgolette qui usate sottolineano la natura di azione/esperimento artistico della stessa identità in gioco: parte di una ongoing performance avviata molti anni fa, che prevede che l’autore e artista si presenti cosí pur non essendo quello il suo vero nome.

Ma perché poi “Nuova Zelanda”? Perché rappresenta, rispetto all’Italia, un luogo perfettamente agli antipodi; e, letterariamente, un antidoto forte al mainstream.it contemporaneo.
e
ASEMICS. Senso senza significato, di Marco Giovenale (testo sulla scrittura asemica)

Asemics. Senso senza significato, di Marco Giovenale
ikonaLíber, 2023

Questa sequenza di note e ricostruzioni storiche, fuori da ogni ipotesi di esaustività, propone un possibile itinerario attraverso la vicenda delle espressioni “scrittura asemica” (o “asemantica” o “desemantizzata”) e “asemic writing”; e offre inoltre alcuni elementi di teoria che configurano l’identità di questa pratica artistica come «macchina di disorganizzazione e disintegrazione del significato a opera del senso stesso».

§


I due artisti che espongono presso Bianco contemporaneo, Lamberto Pignotti e Hogre, operano entrambi su un fronte che va a sfocare/disseminare e mettere in crisi il concetto stesso di identità, di possibile connessione solida & adamantina tra Moi lacaniano (il famoso “Io”) e linguaggio / opera / mondo. Su piani non diversi lavora il libro NZ, di Antonio Syxty, con il dislocarsi del panorama italiano in una remotissima Nuova Zelanda (NZ appunto) e conseguente evaporazione dell’identità autoriale. Si può dire che analoghi obiettivi muovano poi Asemics, di Marco Giovenale, libro che ha proprio a che fare con scritture che non sono sé stesse, ossia non sono propriamente scritture, in quanto la decodificabilità dei loro glifi e corsivi è del tutto in dubbio anzi revocata.
Gli autori si confronteranno in un dialogo su questi paradossi e linguaggi (se tali sono): della e nella contemporaneità.

*

l’incontro su mobilizon:
mobilizon.it/events/29ada9e0-4…

evento facebook:
facebook.com/events/2095941497…
ikonaLíber:
ikona.net/category/edizioni-ik…

la galleria
biancocontemporaneo.it/

*


Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale
#AntonioSyxty #art #arte #asemic #asemicWriting #asemics #ASEMICSSensoSenzaSignificato #BiancoContemporaneo #Cambiaunavirgola #ClaudiaDamiani #collanaSyn #conversazione #dialogo #EdizioniIkonaLíber #FabrizioMRossi #FabrizioRossi #frammenti #frammento #galleriaBiancoContemporaneo #Hogre #identità #IkonaLíber #ikonaLíberSynScrittureDiRicerca #IkonaLíberEdizioni #LambertoPignotti #LeFormeDelLinguaggio #lettura #MarcoGiovenale #materialiVerbovisivi #NuovaZelanda #NZ #Pignotti #reading #scritturaAsemantica #scritturaAsemica #scritturaDesemantizzata #SYN #SynScrittureDiRicerca #SYNScrittureDiRicerca #vispo


9 maggio, roma: “identikit” = lamberto pignotti e hogre @ bianco contemporaneo

IDENTIKIT = Pignotti+Hogre_ mostra presso Bianco Contemporaneo, Roma, mag-giu 2026
La galleria Bianco Contemporaneo
presenta la mostra

I D E N T I K I T
di
Pignotti e Hogre

Testo critico di Marco Giovenale

vernissage 9 maggio 2026, ore 17:30

Via Reno 18/a, Roma
||| La mostra prosegue fino al 6 giugno dal martedì al sabato 16:30 -19:30 |||

evento su Mobilizon:
mobilizon.it/events/21eb5948-d…

evento fb:
facebook.com/events/1307674164…

Lamberto Pignotti, tra i fondatori del Gruppo 70, e Hogre, street artist anonimo e tra i massimi esponenti internazionali del subvertising, saranno i protagonisti della mostra “IDENTIKIT”, che si terrà presso la galleria Bianco Contemporaneo, Roma. . L’idea della mostra nasce dal dialogo tra i due artisti sul concetto di identità. Se Hogre ha sempre operato nell’anonimato, Pignotti (oggi centenario) ha risposto mostrandogli un archivio conservato per oltre cinquant’anni che, al contrario, rivela le sue molteplici identità. Si tratta di un corpus di buste indirizzate a lui con titoli più disparati — architetto, artista, scrittore, poeta, professore, pittore — e altrettante lettere in cui il suo nome viene cambiato in Alberto, Lorenzo, nonché in Mario e Giuseppe. Da questo archivio, suddiviso meticolosamente per “errori” e “qualifiche”, emerge il punto di contatto tra i due: la frammentazione dell’identità di Pignotti si specchia nell’assenza di identità di Hogre. Hogre interviene nello spazio pubblico, spesso senza autorizzazione, sovvertendo cartelloni e loghi pubblicitari per trasformarli in messaggi satirici e provocatori contro il consumismo. Questa pratica di subvertising è strettamente affine a quella del Gruppo 70, che già decenni fa utilizzava ritagli di giornale, rotocalchi e locandine per decostruire la comunicazione di massa. Entrambi gli artisti utilizzano gli strumenti del potere per svelarne i meccanismi, attraverso atti sovversivi e analisi spregiudicate che mirano a smascherare gli stereotipi diffusi dai media. Nonostante la distanza anagrafica, le due generazioni si ritrovano unite in una visione dell’arte intesa come strumento critico capace di svelare la vera natura della realtà e del potere.

La mostra sarà corredata da un cofanetto/cartella d’artista in edizione limitata di 50 copie con tutte le foto delle opere in mostra, il testo critico e le biografie degli artisti.

biancocontemporaneo.it/

Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale.
#attiSovversivi #BiancoContemporaneo #collage #errori #glitch #Gruppo70 #hacking #Hogre #Identikit #identità #LambertoPignotti #locandine #materialiVerbovisivi #media #mostra #Pignotti #qualifiche #ritagliDiGiornale #RossellaAlessandrucci #rotocalchi #socialMedia #stereotipi #streetArt #subvertising #vernissage


Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

World University Ranking 2026, nessuna italiana nella top 100 delle università del mondo

@scuola

corriereuniv.it/world-universi…

L’Italia accademica perde terreno e fatica a tenere il passo dei colossi internazionali. Secondo l’ultima edizione della classifica redatta dal

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

oggi, 4 giugno, a milano, fondazione mudima: presentazione di “asina pazza”, di angela passarello


presentazione di 'asina pazza', di angela passarello, alla fondaz mudima, 4 giu 2026
cliccare per ingrandire

_

#AngelaPassarello #AsinaPazza #BarbaraAnceschi #DanieleBarbieri #FondazioneMudima #presentazione #VincenzoGuarracino

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Windows 365 for Agents: Cloud PC per l’automazione AI in azienda
#tech
spcnet.it/windows-365-for-agen…
@informatica


Windows 365 for Agents: Cloud PC per l’automazione AI in azienda


Cosa sono i Windows 365 for Agents?


Microsoft ha annunciato in public preview Windows 365 for Agents, una nuova offerta che estende la piattaforma Cloud PC per supportare l’automazione basata su agenti AI. L’idea di fondo è semplice ma potente: invece di assegnare un Cloud PC a un utente umano, lo si mette a disposizione di un agente AI che ne ha bisogno per completare un’attività che richiede l’interazione con un’interfaccia grafica — un browser, un’applicazione legacy, un portale web senza API.

Il servizio è attualmente disponibile in anteprima pubblica esclusivamente negli Stati Uniti, quindi prima di pianificare un’implementazione conviene verificare la disponibilità del tenant.

Perché un Cloud PC per un agente AI?


La domanda legittima è: perché un agente AI dovrebbe aver bisogno di un Cloud PC? Molti workflow di automazione si completano già tramite API, connettori o strumenti MCP. Ma esistono scenari reali in cui questo non è possibile:

  • Applicazioni legacy che non espongono API
  • Portali web che richiedono interazione manuale con elementi UI
  • Processi che dipendono da software desktop non modernizzato
  • Task che richiedono la gestione di file locali tramite interfaccia grafica

In questi casi, l’agente ha bisogno di un ambiente desktop reale su cui operare — e Windows 365 for Agents fornisce esattamente questo, con un modello di sicurezza, identità e governance pensato per le organizzazioni enterprise.

Architettura: pool e check-out/check-in


Il meccanismo centrale è il Cloud PC agent pool: un insieme condiviso di Cloud PC pre-provisionati con proprietà comuni (piano di billing, regione geografica, numero di istanze, immagine). Gli agenti non hanno un Cloud PC dedicato — usano un modello di check-out/check-in:

  1. L’agente prenota un Cloud PC disponibile nel pool
  2. Esegue il proprio task
  3. Restituisce il Cloud PC al pool
  4. Il Cloud PC viene resettato prima del riutilizzo

Microsoft descrive quattro piani operativi per l’architettura degli agenti:

  • Computer-Create: provisioning e manutenzione dei pool
  • Computer-Get: prenotazione e rilascio dei Cloud PC
  • Computer-Do: invio di azioni (click, digitazione, ecc.)
  • Computer-See / Computer-TakeControl: osservazione e controllo manuale da parte di un operatore umano

La superficie di controllo in-session usa il Model Context Protocol (MCP), lo stesso protocollo che permette agli agenti AI di scoprire e chiamare strumenti esterni in modo standardizzato.

Modello di sicurezza e identità


I Cloud PC for Agents sono Microsoft Entra-joined e Intune-enrolled. Ogni agente opera con una propria identità dedicata in Microsoft Entra — non viene riutilizzata o impersonata l’identità di un utente umano. Questo è un punto importante per la governance: ogni azione dell’agente è tracciabile e attribuibile a un’identità specifica.

Il supporto attuale alle Conditional Access per le identità agente include il controllo Block access, ma Microsoft chiarisce che non è ancora un sostituto completo per tutti i pattern di Conditional Access usati con gli utenti umani. Da tenere in considerazione prima di portare in produzione scenari critici.

Come configurare Windows 365 for Agents


Il processo di configurazione richiede alcuni prerequisiti:

  • Una licenza Windows 365 o Agent 365 nel tenant
  • Un piano di billing Windows 365 for Agents attivo
  • Opzionalmente, utenti agente in Agent 365


Passo 1: creare la Billing Policy


Nel Microsoft 365 admin center, andare su Billing & usage → Billing policies. Selezionare una sottoscrizione Azure, un resource group e una regione, quindi abilitare Windows 365 for Agents sotto Pay-as-you-go services.

Passo 2: creare la Provisioning Policy per agenti


Nel Microsoft Intune admin center, navigare su Devices → Provision Cloud PCs → Provisioning policies (Agents) → Create policy. La procedura guidata richiede:

  • Nome della policy
  • Piano di billing
  • Numero di Cloud PC always-available (da 1 a 200)
  • Area geografica
  • Agenti assegnati
  • Immagine e impostazioni di lingua

Nota: i gruppi utente non sono attualmente supportati per l’assegnazione degli agenti. Il provisioning richiede circa 20-30 minuti.

Monitoraggio e costi


I Cloud PC for Agents sono visibili in Intune admin center sotto Devices → All devices. Si riconoscono dal prefisso CPCA- nel nome, dal modello Cloud PC for Agents e dal profilo di enrollment che riporta il nome della provisioning policy.

Per monitorare la capacità del pool: Devices → Provision Cloud PCs → Provisioning policies (Agents), selezionare una policy e verificare le sessioni attive e disponibili.

Sul fronte dei costi (area US):

  • Pay-as-you-go: $0,40 per ora (arrotondato all’ora intera successiva)
  • Always-available Cloud PC: $5 per Cloud PC al mese, in aggiunta al billing a consumo

I costi sono tracciabili in Azure Cost Management filtrando per il tag Windows365foragents.

Quando usarlo — e quando no


Windows 365 for Agents è utile principalmente quando un agente deve interagire con un’interfaccia utente: workflow basati su browser, applicazioni legacy senza API affidabili, o software desktop non modernizzato. Se invece il workflow può essere completato tramite API o connettori, Microsoft stesso raccomanda di usare Agent 365 direttamente, senza passare per Windows 365 for Agents.

Dato che la documentazione operativa è ancora limitata — soprattutto sui dettagli di troubleshooting avanzato — Microsoft consiglia di trattare le prime implementazioni come controlled pilot piuttosto che come rollout di produzione su larga scala.

Conclusione


Windows 365 for Agents rappresenta un’evoluzione logica della piattaforma Cloud PC verso il mondo dell’automazione agentiva. Per gli amministratori IT che gestiscono ambienti ibridi con applicazioni legacy, offre un percorso strutturato per integrare agenti AI senza sacrificare la governance di identità e sicurezza. Vale la pena monitorarne l’evoluzione, in particolare quando la preview si estenderà alle region europee.

Fonte: Windows 365 for Agents: Cloud PCs for AI automation — 4sysops


Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Lo strumento di archiviazione più potente di Internet è in pericolo

Mentre i principali organi di informazione bloccano la Wayback Machine, giornalisti e gruppi di pressione si stanno mobilitando per proteggere la vasta collezione di pagine web dell'Internet Archive.

wired.com/story/the-internets-…

@eticadigitale

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Seconda lezione, questa volta sullo scetticismo 🤓
Un po' di SCETTICISMO... fa bene | FILOSOFIA con Luciano Floridi youtube.com/watch?v=9qx37yQ-pU…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Si aprono oggi le iscrizioni alle due nuove lauree telematiche all’Università di Milano

@scuola

corriereuniv.it/si-aprono-oggi…

Al via oggi le iscrizioni ai due nuovi corsi di laurea telematici del “La Statale Open”, il nuovo progetto didattico dell’Università degli Studi di

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Dichiarazione di Leida sull'intelligenza artificiale e la matematica


@matematica

Questa dichiarazione chiede azioni per affrontare le sfide poste dal utilizzo dell'intelligenza artificiale nella ricerca matematica. È il risultato di un'iniziativa comunitaria ed è approvato dall'Internazionale Unione Matematica (IMU).

Gli sviluppi tecnologici hanno ripetutamente trasformato la pratica della matematica. Le recenti tecnologie di intelligenza artificiale, compresi i metodi simbolici e neurali per la generazione e la formalizzazione della matematica, potrebbero aver già dato inizio a un capitolo significativo di questa lunga storia. Tra i ricercatori, l'intelligenza artificiale ha suscitato un'ampia gamma di reazioni: entusiasmo per il suo potenziale di produrre nuove scoperte; intimidazione per il ritmo degli sviluppi; indifferenza verso questi rapidi cambiamenti; preoccupazione per le implicazioni, sia per la matematica che per la società in generale.

I matematici possono scegliere se e come adottare l'intelligenza artificiale nello svolgimento delle loro ricerche. Hanno anche la responsabilità di garantire il continuo sviluppo della disciplina. Questa Dichiarazione invita i matematici ad esercitare questa responsabilità e fornisce raccomandazioni per individui, istituzioni, governo e industria.

Sebbene adottiamo la prospettiva della ricerca matematica, gran parte di ciò che scriviamo si applica anche ad altri aspetti della matematica. Ciò include il lavoro nelle scienze matematiche più ampie, l’istruzione, il tutoraggio, l’editoria, i finanziamenti, la politica scientifica e l’uso della matematica nel resto del mondo.


leidendeclaration.ai/

reshared this

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il #3giugno 1972 nasceva #MichelaMurgia . In Italia considerata a metà fra scrittrice e attivista militante, all’estero #Murgia è stata identificata perlopiù in quanto narratrice di un’Italia regionale. L’intervento di Andrea Palermitano su #AltreModernità si propone di condurre una ricognizione delle edizioni straniere di Murgia, concentrandosi in particolare su Accabadora, con un approfondimento sulla sua ricezione nei paesi anglofoni.

Qui in #openaccess
riviste.unimi.it/index.php/AMo…

@cultura

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

La Sovranità Digitale Europea è Possibile: Come Fuggire dalle Big Tech con le Alternative Europee Libere


Viviamo in un momento storico cruciale. I dati sono diventati il "nuovo petrolio" dell'economia digitale, e i giganti americani come Google, Apple, Facebook (Meta), Microsoft e Amazon, i cosiddetti GAFAM controllano gran parte della nostra vita online. Dalla ricerca al cloud, dai social media alle email, dalla messaggistica ai dispositivi personali: il nostro presente dipende quasi interamente da piattaforme che estraggono, monetizzano e controllano le nostre informazioni personali.La […]
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Viviamo in un momento storico cruciale. I dati sono diventati il “nuovo petrolio” dell’economia digitale, e i giganti americani come Google, Apple, Facebook (Meta), Microsoft e Amazon, i cosiddetti GAFAM controllano gran parte della nostra vita online. Dalla ricerca al cloud, dai social media alle email, dalla messaggistica ai dispositivi personali: il nostro presente dipende quasi interamente da piattaforme che estraggono, monetizzano e controllano le nostre informazioni personali.
La dipendenza dagli ecosistemi di Google, Apple, Meta, Microsoft e Amazon (GAFAM) espone cittadini e istituzioni a rischi di sorveglianza, dipendenza tecnologica e spostamento di risorse verso economie extra-UE. Fortunatamente esistono soluzioni libere ed europee: motori di ricerca e browser etici, piattaforme cloud open, social federati e software open source che restituiscono controllo, privacy e valore economico al territorio.

Perché la dipendenza da Big Tech è critica


Le piattaforme GAFAM offrono servizi efficienti ma a costo della nostra libertà. La sovranità digitale serve a “diminuire la dipendenza dalle Big Tech” e garantire a Stato, imprese e cittadini un uso consapevole delle tecnologie. Le Big Tech profittano sui nostri dati: ogni ricerca o e-mail gratis alimenta profilazione sugli utilizzatori. Inoltre impongono ecosistemi chiusi (“giardini recintati”) che rende difficile uscirne. La dipendenza comporta anche rischi di sicurezza e legali: i dati gestiti da server extra-UE possono sfuggire ai controlli giuridici nazionali.
Le Big Tech non sono semplici aziende private. Possiedono il potere di censurare, controllare l’accesso alle informazioni, implementare algoritmi che influenzano il comportamento umano, e dispongono di informazioni sensibilissime su miliardi di persone.

Il problema è triplo:

  1. La perdita di sovranità: L’Europa ospita gran parte dei suoi dati presso server americani, soggetti a leggi permissive come il Cloud Act e l’extraterritorialità americana.
  2. La perdita di privacy: Gli utenti non pagano con denaro, ma con i loro dati. Ogni clic, ogni ricerca, ogni posizione viene tracciata, profilata e venduta ai pubblicitari.
  3. La perdita di autonomia: Siamo intrappolati in “giardini recintati” proprietari, incapaci di controllare i nostri stessi strumenti digitali.

Questo non è più un dibattito teorico, è una questione di sovranità europea e di sicurezza informatica.

Alternative “Made in Europe”


Le piattaforme open source e federate europee offrono già valide alternative. Ecco per ciascuna Big Tech almeno 3 soluzioni con guida all’adozione.

Google

AlternativaServizio sostituitoOrigineFacilità migrazioneGuida primaria
SearXNGMotore di ricercaItalia (instanza devol.it)Facile (browser)Guida Devol: motori di ricerca
EcosiaMotore di ricercaGermaniaMolto facile (browser)Scegli.app: motori di ricerca (cerca Ecosia)
QwantMotore di ricercaFranciaMolto facile (browser)Come sopra
ProtonMailGmail (email)SvizzeraMedia (import mail)Scegli.app: Email (cerca ProtonMail)
TutanotaGmailGermaniaMediaCome sopra
NextcloudGoogle Drive/WorkspaceAustriaMedia (server)Scegli.app: Cloud (cerca Nextcloud)
MapyGoogle MapsPoloniaFacile (app)Scegli.app: Mappe (cerca Mapy)
CoMapsGoogle Maps (mobile e desktop)InternazionaleFacileCome sopra
PeertubeYoutube (video)FranciaFacileDevol: Social/Fediverso
Esempio di migrazione (Google Search → SearXNG):
1) Apri le impostazioni del browser (Chrome/Edge/Firefox).
2) Nella sezione “Motore di ricerca”, aggiungi l’URL di SearXNG.devol.it.
3) Imposta SearXNG come predefinito.
4) Verifica facendo alcune ricerche: non vedrai più pubblicità mirate.


SearXNG, istanza italiana di meta-motore, “rappresenta la migliore alternativa a Google” in quanto aggrega decine di motori senza tracciarci. Allo stesso modo Ecosia e Qwant (rispettivamente tedesco e francese) sono raccomandati. Per email, ProtonMail (CH) e Tutanota (DE) offrono mailbox criptate e caledari in EU. Per lo spazio online basta un Nextcloud italiano (o europeo) per avere Drive/Calendar autonomo (criptato) Oppure Proton Drive.

Apple

AlternativaServizio sostituitoOrigineFacilità migrazioneGuida primaria
e./OS – MurenaiOS (OS smartphone)FranciaAvanzata (flashing)Scegli.app: Sistemi operativi (cerca e.foundation)
LinuxWindows/macOS (OS desktop)ItaliaMedia (installa su PC)FediLUG
VivaldiSafari (browser)NorvegiaFacileRiferimento generale Devol/Scegli
NextcloudiCloud (cloud, mail, contatti)GermaniaMediaScegli.app: Cloud (cerca Nextcloud)
Proton DriveiCloud (cloud, mail, contatti)SvizzeraFacile (account)Le Alternative (recensione Proton Docs)
SatispayApple Pay (pagamenti)ItaliaFacile (app)Satispay Official
Esempio di migrazione (iCloud → Nextcloud):
1) Scegli un provider Nextcloud (ad es. iscrivendoti a fedimedia).
2) Crei un account e installi il client Nextcloud su PC e smartphone.
3) Esporti contatti/calendario da iCloud (file vCard/ICS).
4) Importa i file in Nextcloud e configura la sincronizzazione.
5) Attiva il nuovo account nelle app Mail/Calendario sostituendo iCloud.


Gli utenti Apple possono installare un browser alternativo (Vivaldi) e passare il motore di ricerca a Qwant o Ecosia (privacy-friendly). Esistono smartphone come Murena di e.Foundation che non dipendonodai servizi apple o google. Su desktop,Linux è leggero e pronto all’uso su linux.it è possibile scegliere quale versione usare. Per lo streaming musicale open source si può usare Jamendo , mentre Satispay è un’alternativa al pagamento mobile.

Meta (Facebook, Instagram, WhatsApp)

AlternativaServizio sostituitoOrigineFacilità migrazioneGuida primaria
Mastodon (uno)Facebook (social network)ItaliaMediaDevol: Social/Fediverso
Pixelfed (uno)Instagram (condivisione foto)ItaliaMediaCome sopra
Matrix/ElementWhatsApp/Messenger (chat)UKFacileScegli.app: Messaggi (cerca Element)
PeertubeYouTube (video)FranciaFacileDevol: Social/Fediverso
PoliversoFacebookComunità globaleDifficile– (no guida ufficiale)
Esempio di migrazione (Facebook/X → Mastodon):
1) Visita mastodon.uno e crea un account gratuito.
2) Avvisa periodicamente sul tuo account Facebook o X che da ora sei disponibile su Mastodon
3) Inizia a seguire account italiani di interesse per vedere i post.
4) Condividi i tuoi aggiornamenti più su Mastodon che su Facebook.


Nel Fediverso (rete di social federati) utenti su server differenti si seguono a vicenda. Mastodon (microblog) e Pixelfed (foto) sono i principali progetti. Peertube è l’alternativa decentralizzata a YouTube (video), disponibile in istanze italiane gestite da Devol e altri.. Per la chat in tempo reale, il protocollo Matrix (client Element, server Synapse) è semplice da usare come WhatsApp e garantisce crittografia end-to-end con hosting europeo.

Microsoft

AlternativaServizio sostituitoOrigineFacilità migrazioneGuida primaria
Linux Windows (OS desktop)GermaniaMedia (installare)FediLUG
NextcloudOneDrive/SharePoint (cloud)Austria/ITMediaScegli.app: Cloud (cerca Nextcloud)
libreOfficeMicrosoft Office (suite)GermaniaFacileScegli.app: Office (cerca LibreOffice)
Jitsi MeetTeams/Zoom (videoconf.)GermaniaFacilissimoDevol: Social/Fediverso (vedi Video)
BetterbirdOutlook (mail client)Europa (global)FacilissimoScegli.app: Email (cerca Thunderbird)
Esempio di migrazione (Teams → Jitsi Meet):
1) Richiedi a un collaboratore di creare una stanza Jitsi (es. su calls.disroot.org).
2) Invia il link della riunione al team (funziona senza login).
3) Tutti partecipano da browser (o app mobile) senza installare software Microsoft.


Per la de-Microsoftizzazione prevede l’adozione di Linux al posto di Windows (es. scegliete ladistro su linux.it). Per produttività in cloud si usa Nextcloud con OpenOffice/Collabora (documenti, calendario). E-mail e contatti possono migrare a provider come Tuta o ProtonMail. In alternativa i client Betterbird/ClawsMail sostituiscono Outlook senza funzioni bloccanti.

Amazon

AlternativaServizio sostituitoOrigineFacilità migrazioneGuida primaria
OVHcloudAWS (cloud infra)FranciaMedia (configurare)– (vedi Scegli.app: Cloud – provider europei)
Aruba CloudAWSItaliaMediaManuale Aruba/Cloud
TrovaprezziAmazonItaliaMedia vedi Scegli.app:
IdealoAmazonSpagnaMedia vedi Scegli.app:
BookwyrmGoodreadsItaliaMedia vedi Scegli.app:

Amazon (web retail) non è qui il focus: si parla di Amazon Web Services. Invece di affidarsi a mega-cloud USA, si può scegliere fornitori europei come OVHcloud (FR), Aruba Cloud (IT) ma anche Scaleway (FR), Exoscale (CH). Tali provider offrono macchine virtuali, storage S3-compatibile, database gestiti, ecc. Il codice aperto (OpenStack) riduce il lock-in.
per gli acquisti meglio rivelgersi a comparatori di prezzi come Trovaprezzi e Idealo che reindirizzano allo shop online con l’offerta miglione. Infine se si è soliti usare Goodreads per condividere le proprie letture, esiste la controparte libera e federata su bookwyrm.it

Alternative europee all’AI proprietaria


Con l’avanzare dell’AI generativa, crescono esigenze di sovranità: servono soluzioni europee che garantiscano privacy, hosting UE, controllo legale e trasparenza. In questa sezione presentiamo gli LLM emergenti europei (ad es. Mistral AI, Proton Lumo, Infomaniak Euria, Aleph Alpha), con i loro punti di forza e di debolezza. Per ciascuno forniamo caratteristiche principali, modalità di integrazione e passi pratici di adozione. Infine confrontiamo benefici (controllo dati, latenza bassa, costi sostenibili) e limiti (bias, potenza di calcolo, compliance) per aiutare PA e PMI a scegliere consapevolmente.

Perché alternative europee?


Affidarsi ai big AI statunitensi (ChatGPT, Gemini, Claude) espone a rischi giuridici (es. Cloud Act) e di lock-in. Le soluzioni UE proteggono la privacy (dati in infrastrutture locali, conformità GDPR) e offrono trasparenza (modelli aperti). Inoltre permettono di investire sull’economia locale.

Soluzioni AI europee

NomeTipo modelloOrigineLicenzaHosting UEIntegrazione DevOpsLink guida/ufficiale
Mistral AI (Le Chat)LLM dialogicoFranciaApache 2.0 (open)Cloud/Web (EU)API REST, dockerchat.mistral.ai
Lumo (Proton)Assistente AISvizzeraParziale (?)No-logs cloud (EFTA)Client Proton, APIlumo.proton.me
Euria (Infomaniak)Assistente AISvizzera? (proprietario)Cloud SvizzeraAPI webeuria.infomaniak.com
Aleph AlphaLLM enterpriseGermaniaProprietariaOn-premise (StackIT)SDK & Cloud (DE)aleph-alpha.com
  • Mistral AI (Francia, Le Chat): LLM avanzato (675B parametri, Apache 2.0) competitivo con GPT-4. Offre piano gratuito e API.
  • Lumo (Proton, Svizzera): Assistente AI “privacy-first”: conversatione zero-access encryption, no-logs. Modelli sottostanti ottimizzati ma codebase non completamente open.
  • Euria (Infomaniak, Svizzera): Assistente AI “svizzero-sovrano” con dati in hosting locale. Basato su modelli pre-addestrati .
  • Aleph Alpha (Germania): LLM per applicazioni enterprise (PhariaAI), focalizzato su explainability e on-premise certificato. Non punta alla performance generalista di GPT-4.


Rischi, benefici e suggerimenti


Limiti: I modelli EU restano meno “generalisti” (bias e performance inferiori ai leader USA). Richiedono grandi risorse di calcolo (GPU) per addestramento e inferenza. Alcuni sono closed-source o semi-chiusi (Lumo, Euria). Bisogna vigilare su compliance GDPR: anche se host EU, la provenienza dei dati di training (es. Euria usa modelli cinesi secondo alcuni) può imporre ulteriori verifiche. Infine, attenzione alla sicurezza: come tutti gli LLM, possono divulgare info confidenziali se male configurati.

Benefici: Migrando a soluzioni europee si guadagna controllo sui dati (infrastrutture UE, leggi e policies locali), maggiore privacy (dati trattati con normative GDPR) e trasparenza (alcuni modelli open licence, o accordi sulla governance). Si riduce la latenza per utenti europei e si può definire prezzo/previsione dei costi (evitando abbonamenti USA). A lungo termine si crea resilienza nazionale e si supporta l’innovazione locale.

Suggerimenti: Per PA e PMI, la scelta va basata su: licenza (open preferibile per audit e modifica), possibilità di self-hosting (per pieno controllo giuridico), supporto commerciale (per AI mission-critical) e impatto compute (per costi energetici). Ad esempio, piccoli progetti POC possono partire con Mistral 7B open-source (un 80GB di GPU) e passare a Lumo/Euria in produzione se serve privacy garantita, oppure a PhariaAI per settori regolamentati. È utile condurre un proof-of-concept iniziale, poi un pilota limitato (poco dati sensibili), e infine la produzione con governance dedicata (audit log, responsabilità IA).

VantaggiCriticità
Dati gestiti in UE (GDPR compliance)Modelli ancora meno performanti dei top US
Trasparenza e auditabilità (open source)Necessità di GPU potenti e competenze
Indipendenza tecnologica e strategicaPossibili bias linguistici/locali
Riduzione latenza e costi a lungo termineSoluzioni commerciali emergenti e in evoluzione

Fonti: Soluzioni citate da scegli.app (Mistral, Lumo, Euria) .

Il ruolo di Fedimedia APS in Italia


In Italia il Fediverso cresce grazie all’attivismo: Fedimedia APS (federazione di progetti come Devol, Le Alternative, OpenForFuture, ecc.) funge da catalizzatore. Fondata nel 2025 come associazione no-profit, Fedimedia promuove un ecosistema digitale diverso, basato su software libero, decentralizzazione, trasparenza. Gestisce direttamente molte piattaforme: Mastodon.uno, Pixelfed.uno, Fedimercatino.it (e-commerce etico). Insieme a realtà come Devol, Open For Future, Le Alternative, Fedimedia partecipa ad eventi (Linux Day, Merge-IT, Fossdem) e campagne di sensibilizzazione. Il suo obiettivo è promuovere “servizi open source che possano competere con quelli offerti dalle Big Tech”. In pratica, Fedimedia è un punto di riferimento italiano per chi cerca alternative etiche alle Big Tech, coordinando guide e community (leAlternative.net, Scegli.app) per la migrazione.

Benefici e criticità delle soluzioni aperte


Benefici principali: L’adozione di soluzioni libere e locali garantisce privacy, controllo dei dati, sicurezza e sovranità. I servizi open source non ricorrono a tracciamenti segreti e sono più trasparenti, riducendo il rischio di fughe di dati o censure. Permettono inoltre di rispettare le leggi UE (GDPR) e di mantenere i dati sensibili entro i confini europei. Sostenere software e infrastrutture europee sviluppa un’economia digitale locale: le risorse spese restano nel continente, alimentando PMI e startup del settore tech. Inoltre, la ridondanza del Fediverso (molte istanze) aumenta la resilienza del sistema rispetto a un singolo fornitore.

Tabella comparativa dei vantaggi:

AspettoBig Tech (centralizzate)Soluzioni libere/federateVantaggio
PrivacyRaccolta massiva di dati utenteDati crittografati / decentralizzatiUtente ha controllo sui propri dati
SovranitàDipendenza da provider USAInfrastrutture UE, open sourcePA e cittadini decidono autonomamente
SicurezzaCodice proprietario chiusoCodice auditabile, comunità attivaVulnerabilità più facilmente corrette
EconomiaProfitti finiscono all’esteroRisorse restano in EuropaSostegno a imprese locali (es. Aruba, Infomaniak)

Criticità/Limiti: Alcune alternative open sono meno “rifinite” o diffuse delle controparti commerciali. La transizione può richiedere apprendimento tecnico e tempo per riconfigurare sistemi esistenti. Ad esempio, installare una nuova distribuzione Linux o ricopiare dati richiede un minimo di competenza. Inoltre, in certi casi mancano funzionalità (es. biblioteca di app su Linux rispetto a Windows). Anche il Fediverso ha un’adozione di massa ancora limitata. Tuttavia, questi limiti vanno valutati alla luce dei benefici a lungo termine: la libertà dall’algoritmo pubblicitario, la sicurezza dei dati e l’indipendenza tecnologica.

Suggerimenti pratici e politici


  • Per la Pubblica Amministrazione: Inserire l’open source nelle gare d’appalto e nei piani digitali (come già indicato nella “Dichiarazione UE sulla sovranità digitale”). Investire in progetti condivisi (Gaia-X, cloud europeo) e formare il personale su Linux, Nextcloud, infrastrutture federate. Promuovere l’adozione di Nextcloud, con l’open source la PA può governare le proprie infrastrutture senza dipendere da processi opachi o extraeuropei”.
  • Per i cittadini e le imprese: Scaricare le alternative, seguire le guide di Scegli.app e lealternative.net, supportare i progetti locali (es. devol.it). Piccoli passi quotidiani come cambiare motore di ricerca o client email concorrono a costruire “un futuro digitale più equilibrato”. A livello politico, i cittadini possono chiedere norme che favoriscano software libero.
  • Per le politiche pubbliche UE/IT: Promuovere la “sovranità digitale” come bene comune: finanziare eventi formativi, centro competenza nazionale sul software libero incentivare PMI europee nell’offerta di servizi cloud gestiti, allineare la strategia digitale italiana con l’Agenda Europea (es. supporto a Mistral AI) per non inseguire, ma guidare l’autonomia tecnologica.

In sintesi, esiste un’alternativa: un ecosistema di servizi federati e software open source, promosso anche da realtà italiane come Fedimedia, che consente di abbandonare gradualmente i prodotti dei Big Tech a favore di soluzioni più sicure, trasparenti e solidali. Ogni passaggio da un motore di ricerca libero a una casella email europea è un mattoncino che costruisce la sovranità digitale di domani

L’Urgenza della Libertà Digitale


Il ruolo di FediMediaAPS:

FediMediaAPS non è semplicemente una piattaforma, ma un catalizzatore di movimeni. Riunisce diverse realtà italiane impegnate nel software libero e nel Fediverso creando sinergie che moltiplicano l’impatto e dimostrando come iniziative coordinate ma autonome, possono costituire un’alternativa credibile e scalabile ai giganti centralizzati.

Il modello che FediMedia propone è semplice: i cittadini non devono essere costretti a cedere i propri dati personali alle Big Tech per poter comunicare, ma devono poter tutelare la propria privacy con servizi e canali di comunicazione gestiti in Europae e che garantiscano la protezione dei dati.

Le Tre Iniziative Chiave: Un Ecosistema Coeso


La forza della sovranità digitale italiana risiede in tre piattaforme interconnesse che funzionano in sinergia:

1. Devol.it: La Rete Federata Italiana


Devol è un progetto collettivo noprofit con base a Milano, è dal 2019 fra i pionieri del fediverso e la più grande iniziativa di questo tipo in Italia, gestita da volontari e sostenuta dalla comunità, con oltre 100mila iscritti.

Devol incarna una visione : invece di dipendere da pochi colossi digitali, le persone dovrebbero poter usare strumenti aperti, federati e non basati sulla sorveglianza ed estrazione dei dati degli utenti. Offendo 30 servizi gratuiti e decentralizzati (social network, cloud storage, podcast hosting), Devol dimostra che è possibile offrire un’esperienza digitale completa fuori dall’ecosistema dei Big Tech

2. Scegli.app: La Guida Pratica per la Scelta


Scegli.app è il luogo dove la consapevolezza diventa azione. È una piattaforma che traduce il concetto astratto di “sovranità digitale” in una guida concreta per migrare dai Big Tech e l’obiettivo è chiaro: rendere il cambiamento facile e immediato per chiunque, non è necessario essere tecnici per iniziare. Scegli.app fa esattamente quello che promette: ti aiuta a scegliere e a come farlo senza stress.

3. LeAlternative.net: L’Enciclopedia Della Libertà


LeAlternative.net è l’enciclopedia italiana delle alternative libere. Cataloga, descrive e compara le soluzioni open source per ogni tipo di servizio. È il riferimento dove trovare non solo “che cosa” scegliere, ma anche il “perché” dietro ogni alternativa.


Come Iniziare: Roadmap Pratica per la Migrazione


La sovranità digitale mira a garantire allo Stato, all’economia e alle persone un uso consapevole delle tecnologie e a diminuire la dipendenza dalle Big Tech. Ecco come concretizzarla:

Fase 1: Email (Impatto massimo, Difficoltà minima)


  • Crea account Proton Mail o Tuta gratuito
  • Configura inoltro da Gmail a Proton/Tuta
  • Comunica il nuovo indirizzo a contatti importanti
  • Tempo: 30 minuti


Fase 2: Cloud Storage (Impatto alto, Difficoltà bassa)


  • Iscriviti a Nextcloud o Proton Drive
  • Scarica i tuoi file da Google Drive via Google Takeout
  • Sincronizza i file importanti
  • Tempo: 2 ore


Fase 3: Messaggistica (Impatto alto, Difficoltà minima)


  • Installa Element
  • Condividi il nuovo numero con i contatti più stretti e segui le stanze fedimedia
  • WhatsApp rimane come “ponte” verso chi non migra
  • Tempo: 20 minuti


Fase 4: Social Network (Impatto medio, Difficoltà bassa)



Fase 5: Ricerca (Impatto moderato, Difficoltà minima)


  • Cambia motore di ricerca in SearXNG, DuckDuckGo o Ecosia
  • Un click nel browser, fatto
  • Tempo: 2 minuti


Fase 6: Sistema Operativo (Impatto massimo, Difficoltà media-alta)


  • Valuta se passare a Linux su PC o usare e/OS sul nuovo telefono
  • Questa è la scelta più importante ma anche la più impegnativa
  • Se inizi qui, fallo quando hai tempo
  • Tempo: 3-4 ore per Linux, quanto il primo setup di un PC nuovo

Il Movimento Italiano e la Coalizione


Quello che rende questa transizione possibile non è una singola piattaforma, ma un ecosistema coordinato di iniziative italiane che funzionano in sinergia:

  • FediMedia APS: Catalizzatore e coordinatore del movimento, porta il Fediverso in Italia
  • Devol.it: Fornitore concreto di 30 servizi decentralizzati e federati
  • Scegli.app: Guida pratica per la transizione graduale
  • LeAlternative.net: Enciclopedia comparativa delle soluzioni

Perché Questo è Importante per l’Italia (e l’Europa)


L’UE è all’avanguardia nella regolamentazione digitale con GDPR, DMA e DSA. Le nuove regole impongono ad Apple, Google, Meta e altri gatekeeper di aprire i propri ecosistemi e limitare l’utilizzo dei dati. Mentre l’Europa sta crescendo un ecosistema di alternative europee che danno priorità alla privacy, alla conformità e all’autonomia.


Conclusione: Iniziate Oggi


Non siamo qui per fare profitto, ma per costruire un ecosistema digitale diverso. Non siamo qui per fare profitto, ma per costruire un ecosistema digitale diverso dove tecnologia, diritti e ambiente coesistono in armonia. Questa è la dichiarazione di intenti di FediMediaAPS, e dovrebbe essere anche la nostra.

La sovranità digitale non è per il futuro. È oggi. È ora.

Non dovete fare tutto insieme. Cominciate da una cosa:

  • Cambiate email (30 minuti)
  • Cambiate motore di ricerca (2 minuti)
  • Scaricate Element (5 minuti)
  • Entrate su Mastodon (5 minuti)

Poi, quando siete pronti, migliorate ancora. Il percorso è tracciato. Le guide sono online su scegli.app. Le piattaforme su devol.it. Le spiegazioni approfondite su lealternative.net.

E dietro a tutto questo: FediMedia APS è una comunità italiana di persone che hanno deciso di riprendere il controllo della propria vita digitale a cui potete iscrivervi per supportarla.

Non è una promessa di un mondo perfetto. È una promessa di un mondo dove siete voi a decidere perché questo importa: ogni volta che scegliete un’alternativa libera ed europea, votate per il tipo di futuro che volete. Ogni volta che migliorate la privacy di un amico, rafforzate la sovranità di tutti.

Non rimandare. Inizia oggi, la libertà digitale non è un’idea astratta: è una scelta concreta, a un click di distanza.

Unisciti a Fedimedia e aiutaci a diventare sempre più parte attiva del cambiamento.


Perché è tempo di abbandonare le Big Tech


Quante volte abbiamo sentito la frase: “Ma dai, Google è così comodo da usare, perché complicarsi la vita?” oppure “Instagram funziona benissimo, che male c’è?”. È una domanda legittima, che merita una risposta onesta e concreta.

Perché vale la pena abbandonare le piattaforme delle multinazionali tecnologiche per servizi alternativi che, almeno all’inizio, possono sembrare meno immediati o popolati? La verità è che dietro la comodità di questi servizi si nascondono meccanismi che stanno trasformando il nostro rapporto con la tecnologia, con l’informazione e con gli altri in modi che spesso non percepiamo.

Lasciamo le Big Tech per costruire il Fediverso


Le piattaforme digitali che dominano oggi la comunicazione online non sono strumenti neutrali, sono infrastrutture di potere costruite per estrarre dati, modellare il consenso, concentrare ricchezza e condizionare le elezioni.
I feed tossici, la pubblicità basata sulla sorveglianza e i monopoli globali non sono “effetti collaterali”, sono il cuore del modello di business delle Big Tech.

Il problema non è solo la privacy


Iniziamo da quello che sappiamo tutti ma che spesso sottovalutiamo: i nostri dati sono diventati una merce. Ogni like, ogni ricerca, ogni messaggio viene registrato, analizzato e venduto. Ma il problema va oltre la raccolta dati, le piattaforme delle Big Tech sono progettate per tenerci incollati agli schermi il più a lungo possibile, gli algoritmi non ci mostrano quello che vogliamo vedere, ma quello che ci farà restare collegati con contenuti che ci fanno arrabbiare, che ci spaventano e che ci eccitano. Il risultato? Siamo costantemente bombardati da informazioni progettate per manipolare le nostre emozioni.

C’è poi la questione dipendenza tecnologica: quando tutti i nostri contatti, le nostre foto, i nostri ricordi sono rinchiusi in un ecosistema proprietario diventa difficile andarsene. Avere quasi tutti i vicini, colleghi e amici nello stesso social rende quasi impossibile uscirne.

In Europa esiste da anni un tentativo concreto di arginare questo potere attraverso leggi che difendono la privacy, i diritti digitali e la sicurezza delle persone. Ma queste conquiste sono fragili, le pressioni economiche e geopolitiche spingono costantemente verso l’utilizzo delle soluzioni delle Big Tech che dominano il mercato. Il risultato è meno diritti per le persone e più potere per pochi colossi privati. Affidare la comunicazione pubblica, l’informazione e le relazioni sociali a piattaforme monopolistiche significa accettare che un pugno di aziende abbia in mano tutti i nostri dati e decida cosa vediamo e cosa possiamo fare.

Il Fediverso nasce come risposta a tutto questo.
Non è solo un insieme di piattaforme alternative ma un cambio di paradigma: reti federate invece di silos centralizzati, software open source invece di codice proprietario, comunità e regole condivise invece di algoritmi imposti dall’alto. Qui nessun attore unico può dettare legge, controllare le persone o zittire intere comunità. Abbandonare le Big Tech non è un gesto simbolico: è un atto politico. Scegliere alternative libere e federate significa sottrarre potere ai monopoli, sostenere un ecosistema più giusto e costruire uno spazio digitale compatibile con i valori democratici, la sostenibilità e la sovranità.

Questa guida serve quindi a fornire strumenti, conoscenze e percorsi concreti per uscire dai recinti delle Big Tech e iniziare a vivere i social in modo libero e consapevole.

Scopri il fediverso: una nuova era per i social network


Stanco dei soliti social network e della costante ingerenza dei giganti della tecnologia? La regista Elena Rossini ti apre le porte del Fediverso, un universo digitale dove la tua privacy è rispettata e il potere torna finalmente nelle mani degli utenti.


L’influenza algoritmica sui discorsi pubblici


Gli algoritmi che alimentano i feed dei social network non sono semplici funzioni di ordinamento, ma sistemi di apprendimento automatico progettati per massimizzare l’engagement – cioè la quantità di tempo che gli utenti trascorrono sulla piattaforma e il numero di azioni (like, commenti, condivisioni) che compiono. Per raggiungere questo obiettivo, i modelli analizzano una mole immensa di dati comportamentali: cronologia di navigazione, interazioni precedenti, tempo di permanenza su singoli contenuti, tipologia di dispositivi utilizzati e persino dati di localizzazione. Queste variabili vengono combinate in “punteggi” di rilevanza che determinano quale contenuto viene mostrato in cima al feed. Il risultato è una curvatura della realtà in cui le informazioni più sensazionali, emotivamente cariche o polarizzanti hanno una probabilità significativamente più alta di emergere rispetto a contenuti più equilibrati o di approfondimento.

Questa dinamica crea quello che gli studiosi chiamano “filter bubbles” o “bolle informative”: gli utenti sono costantemente esposti a narrazioni che confermano le loro convinzioni preesistenti, mentre le opinioni discordanti vengono filtrate o relegati a posizioni poco visibili. La conseguenza è una progressiva frammentazione del discorso pubblico, dove il dialogo critico è sostituito da un eco‑chamber effect, una camera dell’eco. In questo contesto, le manipolazioni politiche trovano terreno fertile. Attraverso la micro-targhetizzazione, le campagne elettorali e gli attori di interesse possono costruire profili psicografici estremamente dettagliati (spesso basati su dati raccolti da terze parti) e indirizzare messaggi personalizzati a segmenti specifici della popolazione. Questi messaggi, ottimizzati per suscitare emozioni forti (paura, rabbia, speranza), sono veicolati proprio dagli algoritmi che privilegiano contenuti ad alto potenziale di reazione. Il risultato è una capacità di influenzare l’opinione pubblica con una precisione che supera di gran lunga le tradizionali forme di propaganda di massa, rendendo difficile per gli elettori distinguere tra informazione autentica e manipolazione orchestrata.

Il documentario The Great Hack – Privacy Violata sullo scandalo Cambridge Analitica

Parallelamente, la struttura di ricompensa degli algoritmi – notifiche, like, suggerimenti personalizzati – sfrutta i circuiti di dopamina del cervello, trasformando l’uso dei social in una forma di dipendenza comportamentale. Gli utenti, spinti da gratificazioni intermittenti, tendono a controllare compulsivamente le proprie piattaforme, sacrificando tempo, concentrazione e benessere psicologico. Questa combinazione di persuasione algoritmica e dipendenza crea un circolo vizioso: più tempo trascorso online genera più dati, che a loro volta alimentano algoritmi ancora più efficaci nel catturare l’attenzione. Il risultato è una diminuzione della capacità critica, una maggiore vulnerabilità alle narrazioni manipolative e un impatto tangibile sulla democrazia e sulla salute mentale collettiva. Per mitigare questi effetti è necessario un approccio multilaterale che includa trasparenza algoritmica, regolamentazioni sulla micro‑targeting politico e strumenti di alfabetizzazione digitale capaci di restituire agli utenti il controllo sui propri flussi informativi.

Il documentario The Social Dilemma

Dipendenza cognitiva e impatti sulla salute mentale


Il meccanismo di ricompensa alla base degli algoritmi è strettamente legato ai circuiti dopaminergici del cervello umano. Le notifiche, le etichette per indicare “nuovi contenuti”, i conteggi di like e le raccomandazioni di contenuti “simili a quelli che ti piacciono” generano piccole dosi di gratificazione intermittente, un modello psicologico noto per favorire comportamenti compulsivi. Quando un utente riceve una notifica, il cervello anticipa una ricompensa, rilasciando dopamina; se la ricompensa arriva (un nuovo commento, un like, un video interessante), il circuito di rinforzo si consolida, aumentando la probabilità che l’utente ritorni sulla piattaforma. Questo ciclo di anticipazione‑ricompensa‑rinforzo è alla base di quello che molti ricercatori definiscono “dipendenza da social media”.

Le conseguenze di questa dipendenza si manifestano su più livelli. A livello individuale, gli utenti sperimentano una riduzione della capacità di concentrazione, un aumento dell’ansia da “FOMO” (fear of missing out, paura di essere lasciati fuori da qualcosa) e una tendenza a confrontare costantemente la propria vita con le versioni curate dei profili altrui, con effetti negativi sull’autostima e sul benessere emotivo. A livello collettivo, la costante ricerca di novità e stimoli porta a un consumo rapido e superficiale delle informazioni, indebolendo la capacità di analisi critica e di riflessione approfondita. Inoltre, la saturazione di contenuti emotivamente intensi crea una “fatica informativa” che spinge gli utenti a delegare il filtro delle notizie agli stessi algoritmi, rinunciando così al ruolo di giudice autonomo.


Le nostre istanze: l’alternativa concreta


Ecco perché abbiamo costruito una rete di oltre 15 piattaforme federate che oggi serve oltre 15.000 persone attive mensili. Non sono copie delle piattaforme commerciali, sono qualcosa di diverso e migliore.

Mascotte Mastodon, licenza GNU

Mastodon


Invece di un algoritmo che decide cosa vedere, su Mastodon sei tu a controllare la tua timeline. Segui chi ti interessa, leggi quello che ti interessa, senza pubblicità che ti interrompe ogni tre post. La moderazione è fatta da persone reali della comunità, non da IA che applicano regole incomprensibili.

Mastodon.uno
Poliversity.it
Vivere.uno
Senigallia.one

Applicazioni per Mastodon

App ufficiale Android
App ufficiale iOS
Client web Phanpy


Pixelfed logo - CC BY-SA 4.0

Pixelfed


Condividi foto e video in un ambiente pulito, senza algoritmi che decidono chi deve vedere i tuoi contenuti. Niente pubblicità tra le foto dei tuoi amici, niente profilazione per vendere i tuoi dati. Solo condivisione autentica di momenti e creatività.

Pixelfed.uno

Applicazioni per Pixelfed

App ufficiale Android
App ufficiale iOS


Mascotte PeerTube - David Revoy - CC BY-SA 4.0

PeerTube


Una piattaforma video decentralizzata dove i creatori mantengono il controllo sui propri contenuti. Niente demonetizzazioni misteriose, niente rimozioni automatiche, niente algoritmi che premiano solo chi fa più visualizzazioni.

Peertube.uno

Applicazioni per PeerTube

App ufficiale Android
App ufficiale iOS


Voyager for Lemmy

Lemmy


L’alternativa a Reddit dove le comunità decidono le proprie regole senza interferenze. Upvote, downvote e discussioni autentiche, federate con il resto del Fediverso per non restare isolati.

Feddit.it
Diggita.com

Applicazioni per Lemmy

Voyager per Android
Voyager per iOS


Logo Flohmarkt

Fedimercatino


L’alternativa libera e italiana a eBay e Subito basata sui principi di decentralizzazione. Niente profilazione pubblicitaria, niente commissioni, niente algoritmi che spingono a comprare cose di cui non hai bisogno.

Fedimercatino.it



Mobilizon


Mobilizon è una piattaforma open source e federata che consente di creare e gestire una comunità online senza dipendere da grandi aziende centralizzate. È pensata per organizzare eventi, gruppi e condividere contenuti in modo trasparente, sicuro e rispettoso della privacy.

Mobilizon.it


Logo Friendica

Friendica


Un’alternativa a Facebook che permette di gestire contatti, gruppi, eventi e condivisioni in un ambiente completamente decentralizzato.

Poliverso.org



BookWyrm


Condividi le tue letture, scopri nuovi libri e partecipa a discussioni letterarie senza raccomandazioni falsate da accordi commerciali. I consigli vengono dalla comunità reale, non da algoritmi che spingono certi editori.

Bookwyrm.it



Writefreely


WriteFreely è una piattaforma di blogging federata che consente di creare e condividere contenuti testuali in modo decentralizzato, mantenendo il controllo totale sui propri dati.

Noblogo.org



Castopod


Castopod offre un hosting podcast open source e federato, permettendoti di condividere i tuoi audio senza dipendere da servizi centralizzati.

Castopod.it



Funkwhale


Con Funkwhale puoi creare collezioni audio e condividerle su ActivityPub, garantendo privacy e indipendenza da servizi centralizzati.

Funkwhale.it



NodeBB


Un’alternativa libera ai gruppi Facebook organizzata per luoghi reali e comunità locali. Basata su NodeBB, permette di discutere pubblicamente mantenendo lo stile dei “vecchi forum” ma federata con tutto il Fediverso. Un posto dove riunirsi e chiacchierare senza essere il prodotto di qualche multinazionale.

Citiverse.it



Wanderer


Wanderer è una piattaforma federata di tracciamento e condivisione di percorsi outdoor che permette di caricare, esplorare e interagire con sentieri in modo decentralizzato, mantenendo il pieno controllo sui propri dati.

Wanderer.devol.it



Forgejo


Forgejo è una piattaforma federata di hosting e collaborazione su codice sorgente che permette di gestire repository, issue e pull request, offrendo un’alternativa libera a GitHub con il pieno controllo sulla propria infrastruttura e sui propri progetti.

Forgejo.it



Owncast


Owncast è la piattaforma di live streaming per chi vuole davvero essere libero. È un progetto open-source che ti consente di trasmettere video in diretta da un tuo canale seguibile da tutto il Fediverso, senza dipendere da servizi centralizzati come YouTube Live, Twitch o Facebook Live.

Nostream.mastodon.uno


Perché scegliere le alternative


  • La tua timeline appartiene a te, niente algoritmi che decidono cosa vedere. Niente contenuti sponsorizzati che si mescolano ai post degli amici. Niente influencer spinti artificialmente nelle tue notifiche. Vedi quello che hai scelto di vedere.
  • Zero pubblicità, zero tracciamento, le nostre piattaforme non si finanziano vendendo i tuoi dati agli inserzionisti, quindi non hanno bisogno di raccoglierli. Vivono di donazioni e del lavoro volontario della comunità.
  • I tuoi dati restano tuoi, puoi scaricare tutto quello che hai pubblicato. Puoi migrare da un’istanza all’altra senza perdere contatti o contenuti. Se un giorno deciderai di andartene, non perderai anni di ricordi e connessioni.
  • Moderazione umana e trasparente, le regole sono scritte chiaramente e applicate da persone della comunità che puoi contattare direttamente. Niente sospensioni misteriose o shadow ban incomprensibili.
  • Tecnologia sostenibile, i nostri server consumano molto meno energia delle mega-infrastrutture delle Big Tech. Inoltre, progetti come Ufficio Zero danno nuova vita a hardware che altrimenti finirebbe in discarica.


“Ma ci sono meno persone…”


È vero, almeno per ora. Ma ogni grande cambiamento inizia da piccoli gruppi di persone che decidono di fare diversamente. Il Fediverso sta crescendo rapidamente: Mastodon ha superato i 15 milioni di utenti, Pixelfed compete seriamente con Instagram, PeerTube offre alternative concrete a YouTube.

E poi, preferiresti essere in 1000 in una piazza dove puoi parlare liberamente, o in 100.000 in un centro commerciale dove ogni tua parola viene registrata e venduta?

Come iniziare


Il passaggio non deve essere traumatico. Puoi iniziare affiancando le piattaforme alternative a quelle che già usi, per poi migrare gradualmente quando ti senti pronto.

  1. Crea un account su Mastodon per il social networking
  2. Prova Fedimercatino per comprare e vendere senza essere profilato
  3. Esplora Citiverse per contenuti della tua zona
  4. Iscriviti a PeerTube o Pixelfedper condividere video e immagini reali
  5. Scarica Ufficio Zero se vuoi provare un sistema operativo per desktop completamente libero
  6. Unisciti alla nostra community su Matrix o Telegram per ricevere supporto


Il futuro che vogliamo costruire


Non stiamo combattendo contro la tecnologia, stiamo lottando per una tecnologia migliore. Una tecnologia che serve le persone invece di sfruttarle. Che connette le comunità invece di dividerle. Che preserva la privacy invece di violarla.

Ogni persona che passa a servizi liberi e decentralizzati contribuisce a costruire questo futuro. Non abbiamo la pretesa di cambiare il mondo dall’oggi al domani, ma crediamo fermamente che l’alternativa esista e funzioni.


Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

"For years in #Iraq, we refused to acknowledge that the Iraqi resistance was based upon our occupation[...]As long as #Israel is occupying the #Palestinian people,as long as Israel is occupying the #Lebanese ppl,you'll have armed resistance", #MatthewHoh

matthewhoh.substack.com/p/peop…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Where: #Aviano (Italy)
When: Sat. June 6, 3:30 PM

A very important #PeaceMarch to the #USAvianoMilitaryBase

#NOUSTacticalNuclearWeapons in Italy
#NORearmament

Do you know #Italy is the EU country w/the highest number of #USNuclearWeapons and the only one w/ 2 Nuclear bases?

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Italian activists filed a criminal complaint against the presence of #USTacticalNuclearWeapons in #Italy (#Aviano & #Ghedi), the judge will rule on it.

Friday we will hold a conference on #USTacticalNuclearWeapons stored in #Aviano and #Ghedi

You're very welcome!

Streaming service:
http:www.fvg.tv//WebTV/auditorium-pn.isp

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

un ottimo #MatthewHoh!

notevole leggere un ex marine, che ha occupato Iraq e Afghanistan, scrivere queste cose:

[inglese]matthewhoh.substack.com/p/peop…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Dove: #Aviano, centro
Quando: partenza ore 16 per la marcia verso la #BaseMilitareUSAAviano

#NOArmiNucleariTatticheUSAAvianoGhedi #NORiarmo

Siete tutti graditi!

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

CVE-2026-42945 (NGINX Rift): vulnerabilità critica attivamente sfruttata — aggiornare subito
#tech
spcnet.it/cve-2026-42945-nginx…
@informatica


CVE-2026-42945 (NGINX Rift): vulnerabilità critica attivamente sfruttata — aggiornare subito


Il 13 maggio 2026 il team di ricerca di Depthfirst ha reso pubblici i dettagli tecnici di CVE-2026-42945, una vulnerabilità critica nel modulo ngx_http_rewrite_module di NGINX, immediatamente ribattezzata NGINX Rift. Appena tre giorni dopo la divulgazione, i sistemi canary di VulnCheck hanno rilevato tentativi di sfruttamento attivo in the wild. Con oltre 5,7 milioni di istanze NGINX esposte su Internet che eseguono versioni potenzialmente vulnerabili, questo CVE richiede attenzione immediata da parte di tutti gli amministratori di sistema.

Cos’è e come funziona la vulnerabilità


CVE-2026-42945 è una vulnerabilità di memory corruption (heap-based buffer overflow) che risiede nel modulo di riscrittura URL di NGINX. Il problema nasce da un errore nel calcolo del buffer di destinazione quando vengono usate capture non nominati (i riferimenti $1, $2, ecc.) nelle direttive rewrite.

Il bug si manifesta quando sono presenti tutte e tre queste condizioni nella configurazione di NGINX:

  1. Una direttiva rewrite con capture non nominati (es. $1, $2)
  2. Una stringa di sostituzione che contiene un punto interrogativo (parametri GET)
  3. Un’ulteriore direttiva rewrite, if, o set successiva

In questa configurazione, NGINX calcola la dimensione del buffer usando un insieme di assunzioni sull’escape dei caratteri, ma poi scrive nel buffer con assunzioni diverse. Il risultato è una scrittura oltre i limiti del buffer allocato — un classico heap overflow. La cosa particolarmente insidiosa è che i byte scritti oltre il buffer sono determinati dall’URI dell’attaccante, rendendo la corruzione controllabile e quindi molto più pericolosa di un semplice crash casuale.

Esempio di configurazione vulnerabile


Ecco un pattern di configurazione che espone l’istanza NGINX all’exploit:

server {
    listen 80;
    server_name example.com;

    location / {
        # Configurazione VULNERABILE: capture non nominato ($1) + "?" nella sostituzione
        rewrite ^/vecchio/(.*)$ /nuovo/?id=$1 last;
        
        # La presenza di questa seconda direttiva aggrava il problema
        rewrite ^/nuovo/(.*)$ /index.php?path=$1 last;
    }
}

La versione sicura usa capture nominati:
server {
    listen 80;
    server_name example.com;

    location / {
        # Configurazione SICURA: uso di capture nominati
        rewrite ^/vecchio/(?P<slug>.*)$ /nuovo/?id=${slug} last;
        rewrite ^/nuovo/(?P<path>.*)$ /index.php?path=${path} last;
    }
}

Impatto: DoS garantito, RCE possibile


L’impatto della vulnerabilità dipende dalla configurazione del sistema operativo:

  • Denial of Service (DoS): ottenibile su qualsiasi configurazione NGINX vulnerabile. Richieste HTTP ripetute mantengono i worker process in un crash loop, degradando la disponibilità di tutti i virtual host serviti dall’istanza.
  • Remote Code Execution (RCE): teoricamente possibile, ma richiede che l’Address Space Layout Randomization (ASLR) sia disabilitata sul server target. Su sistemi Linux moderni con ASLR abilitata (la configurazione predefinita), il RCE è significativamente più difficile da ottenere.

Il proof-of-concept pubblico rilasciato da Depthfirst dimostra il DoS in modo affidabile e ripetibile.

Versioni affette


La vulnerabilità colpisce:

  • NGINX Open Source: versioni dalla 0.6.27 alla 1.30.0 inclusa
  • NGINX Plus: versioni dalla R32 alla R36
  • Prodotti F5 che incorporano NGINX: NGINX Ingress Controller, F5 WAF for NGINX, F5 DoS for NGINX e altri


Come verificare la propria esposizione


Prima di aggiornare, è utile capire se la propria configurazione è effettivamente sfruttabile. Non basta avere una versione vulnerabile: è necessario che sia presente il pattern di configurazione critico.

Cerca nelle tue configurazioni il pattern problematico:

# Cerca direttive rewrite con $1, $2, ecc. seguite da "?"
grep -rn 'rewrite.*\$[0-9].*?' /etc/nginx/

# Verifica la versione installata
nginx -v

Su sistemi Debian/Ubuntu puoi controllare se il pacchetto è già stato aggiornato:
apt-cache policy nginx
apt-cache policy nginx-full

Patch e mitigazioni disponibili


F5 ha già rilasciato le versioni corrette:

  • NGINX Open Source 1.31.0 (versione mainline) e 1.30.1 (versione stable)
  • NGINX Plus R36 P4 e R32 P6
  • F5 WAF for NGINX v5.13.0
  • F5 DoS for NGINX v4.9.0

Le principali distribuzioni Linux stanno rilasciando pacchetti aggiornati:

# Debian/Ubuntu
sudo apt update && sudo apt upgrade nginx

# AlmaLinux/RHEL/CentOS
sudo dnf update nginx

# Verifica la versione dopo l'aggiornamento
nginx -v && nginx -t

Se non è possibile aggiornare immediatamente, la mitigazione ufficiale di F5 consiste nel convertire tutti i capture non nominati in capture nominati nelle direttive rewrite, come mostrato nell’esempio di configurazione sicura sopra.

Considerazioni operative


Alcuni aspetti pratici da tenere a mente durante la risposta a questo incidente:

L’aggiornamento di NGINX su sistemi in produzione richiede tipicamente un graceful reload (nginx -s reload) che non interrompe le connessioni esistenti. Tuttavia, se si installa una nuova versione del pacchetto, potrebbe essere necessario un riavvio del processo:

# Reload della configurazione (zero-downtime)
nginx -s reload

# Oppure tramite systemd
systemctl reload nginx

# Riavvio completo (se necessario dopo aggiornamento del binario)
systemctl restart nginx

Per ambienti containerizzati con NGINX come base image, è necessario ricostruire e ridistribuire i container aggiornando la versione base dell’immagine. Se si usa NGINX Ingress Controller su Kubernetes, aggiornare il deployment del controller.

Conclusione


CVE-2026-42945 è una vulnerabilità seria che merita risposta rapida. Sebbene non tutte le istanze NGINX siano sfruttabili (dipende dalla configurazione delle direttive rewrite), il DoS è ottenibile su qualsiasi sistema vulnerabile con il pattern critico e lo sfruttamento attivo è già confermato. La patch è disponibile, la migrazione alla versione 1.30.1 o 1.31.0 è il percorso consigliato. In alternativa, la conversione ai capture nominati nelle configurazioni rewrite offre una mitigazione efficace nell’immediato.

Fonti: Help Net Security, Depthfirst Security Research, F5 Security Advisory K000161019, VulnCheck