Anche in Lombardia riparte la raccolta firme per “Liberi Subito”


L’obiettivo è raggiungere 5.000 firme entro il mese di settembre. Cappato scrive ai leader di partito: “Sostenete le leggi regionali dopo lo stop bocciato dalla consulta”.

Il sostegno è trasversale: presenti esponenti di Giovani Democratici, giovani di Forza Italia, Azione Milano, AVS, Radicali e +Europa Milano, tra i consiglieri: Noja (Italia Viva) Paladini (Patto civico) Bocci (PD). Annunciata anche l’adesione del Movimento Cinque Stelle


Non solo la mobilitazione nelle piazze, ma anche un appello diretto alla politica nazionale. In occasione dell’avvio della raccolta firme in Lombardia per la proposta di legge regionale “Liberi Subito”, Marco Cappato ha annunciato che l’Associazione Luca Coscioni ha scritto formalmente a tutti i principali leader di partito chiedendo un sostegno esplicito alla proposta. La lettera è stata indirizzata a Elly Schlein (Partito Democratico), Matteo Salvini (Lega), Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle), Antonio Tajani (Forza Italia), Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), Matteo Renzi (Italia Viva), Carlo Calenda (Azione), Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Alleanza Verdi Sinistra), Riccardo Magi (Più Europa) e Maurizio Lupi (Noi Moderati).

Il sunto della lettera: “Chiediamo al Suo partito il sostegno formale alla legge regionale dell’Associazione Luca Coscioni ‘Liberi subito’ sul fine vita. Il testo recepisce quanto già approvato in Toscana e Sardegna e quanto confermato dalla sentenza 204 del 2025 della Corte costituzionale, cioè la piena competenza delle Regioni nel definire modalità e tempi di accesso all’aiuto medico alla morte volontaria, già riconosciuto dalla stessa Consulta con la sentenza 242 del 2019. Oggi questo diritto esiste, ma senza procedure certe rischia di restare sulla carta: le persone possono attendere mesi o anni in condizioni di sofferenza insopportabile prima di ottenere una risposta dal Servizio sanitario. Le Regioni non possono modificare i criteri stabiliti dalla Corte, ma devono garantire tempi certi, trasparenza e uniformità, evitando che ogni ASL si organizzi in modo diverso e non prevedibile.

Ritardi e incertezze non compromettono solo l’esercizio di un diritto, ma anche la possibilità di offrire cure palliative, terapia del dolore e supporto psicologico. Procedure chiare servono anche a evitare che le persone restino sole o ricorrano a soluzioni fuori dal sistema sanitario.Per queste ragioni, riteniamo che l’assenza di una legge nazionale non possa giustificare l’inazione e chiediamo ai partiti di sostenere formalmente la proposta ‘Liberi subito’, affinché un diritto già riconosciuto diventi concretamente accessibile.”

Le parole di Marco Cappato in conferenza: “Molto bene che ci siano i giovani di Fi, spero arrivino anche i meno giovani. Questo è un tema sul quale le logiche di partito e di schieramento non dovrebbero valere. Ricordo sempre che i sondaggi che parlano di eutanasia legale dicono che c’è un favore trasversale non solo tra gli elettori del centrodestra ma anche tra i praticanti assidui della funzione religiosa. Un tema che non appartiene a nessuno e quindi le porte sono aperte. Non si può lasciare aspettare una persona in condizioni di sofferenza insopportabile che ha chiesto di essere aiutata a morire mesi o addirittura anni prima di dare una risposta. Ecco perché parte anche in Lombardia la raccolta firme sulla legge di iniziativa popolare dell’Associazione Luca Coscioni Liberi Subito. È in corso la raccolta firme anche in Lazio, in Piemonte e ora in Calabria.

L'articolo Anche in Lombardia riparte la raccolta firme per “Liberi Subito” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Salute mentale e terapie psichedeliche, cosa si può fare in Italia? Le iniziative dell’Associazione Luca Coscioni


Il 18 aprile, giorno prima del famigerato Bicycle Day, il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo affinché la sua amministrazione acceleri le procedure di valutazione di alcune piante psichedeliche, tra cui l’ibogaina.

L’ibogaina, come le altre molecole psichedeliche, è vietata a livello federale in quanto classificata nella categoria più restrittiva per le sostanze ad alta pericolosità per la salute umana. L’amministrazione adesso dovrà adottare misure per allentare le restrizioni e incentivare la ricerca sull’uso di queste molecole a scopo terapeutico per patologie come la depressione grave.

Nel firmare il decreto a favore di telecamere, e con alle spalle il gotha mediatico libertarian, Trump ha affermato che la sua direttiva contribuirà ad “accelerare drasticamente” l’accesso a potenziali terapie, “se si riveleranno efficaci come si dice, avranno un impatto enorme”.

Come già accaduto per la cannabis terapeutica, le associazioni di veterani – e i sostenitori dell’uso medico degli psichedelici – sostengono che l’ibogaina, ricavata da un arbusto originario del Gabon, paese costiero dell’Africa occidentale, sia molto promettente per il trattamento di patologie difficili da curare come il disturbo da stress post-traumatico e la dipendenza da oppioidi.

Dopo Svizzera, Australia e Repubblica ceca, anche gli USA si potrebbero dotare di regole a favore della ricerca e sperimentazione degli psichedelici in campo medico. Decisioni politiche che in Italia restano un miraggio.

Affinché i miraggi divengano realtà occorre insistere. Insistere col pretendere che quel che oggi è già possibile sia ottenibile senza irragionevoli ostacoli, come le terapie compassionevoli, oppure là dove non esistono regole condivise a livello internazionale, si armonizzino le norme per andare incontro alle esigenze delle persone e del pieno godimento del diritto alla salute – oltre che quello alla scienza.

Dopo l’incontro presso l’università di Chieti di marzo scorso, i cui video si trovano QUI e QUI, il 9 maggio, l’Associazione Luca Coscioni organizza il convegno “Una dose di realtà. Salute mentale e terapie psichedeliche: cosa si fa in Svizzera, cosa si può fare in Italia”, in collaborazione con la Cellula Coscioni Milano e SIPSSoP, Studio Aegle, AltraPsicologia.it e il patrocinio del Municipio 6 del Comune di Milano.

Il 26 giugno, giornata internazionale per la lotta al narcotraffico e alla dipendenze, In occasione del Congresso Nazionale della Società Italiana Funghi Medicinali dal titolo “Biodiversità e applicazioni biotecnologiche dei funghi medicinali in prospettiva One Health”, l’Associazione Luca Coscioni organizza la tavola rotonda “Funghi psichedelici: stato dell’arte, prospettive future e aspetti legislativi.” L’incontro è aperto al pubblico.

Nelle settimane scorse sono stati lanciati anche due corsi

Giugno: Integrazione psichedelica. Il primo corso di alta formazione in integrazione psichedelica organizzato in Italia è promosso da Illuminismo Psichedelico, e consente 33,8 crediti formativi (ECM) per Medici, Psichiatri, Psicologi e Psicoterapeuti. L’integrazione psichedelica è una pratica relazionale e trasformativa che richiede sensibilità, preparazione e uno sguardo capace di unire psicologia, spiritualità, neuroscienze e visione umanistica oltre a conoscenze specifiche rispetto alle sostanze psichedeliche. Sono previste borse di studio.Settembre: Training Internazionale in Terapia Assistita con MDMA promosso da MAPS Italia, in collaborazione con MAPS (Multidisciplinary Association for Psychedelic Studies) è un training (in inglese) in terapia assistita con MDMA, dal 20 al 26 settembre 2026, a San Sebastiano da Po (TO) rivolto a psicoterapeuti, psicologi, psichiatri e medici interessati a sviluppare competenze nella terapia assistita con psichedelici. E’ prevista una componente online asincrona e una settimana intensiva residenziale. Sono disponibili borse di studio parziali e totali per ricercatori e professionisti italiani.

L'articolo Salute mentale e terapie psichedeliche, cosa si può fare in Italia? Le iniziative dell’Associazione Luca Coscioni proviene da Associazione Luca Coscioni.

25.000 firme, la mobilitazione stoppa la legge del Governo sul fine vita


Una mobilitazione nazionaleestesa e capillare su 170 piazze grazie all’ausilio di 590 volontari: è stata questa la pressione che ha definitivamente convinto il Governo Meloni a ritirare la proposta di legge sul fine vita e a riportarla in Commissione. L’Italia dei diritti si è fatta sentire nelle piazze, nelle università e nei luoghi pubblici. L’obiettivo era informare i cittadini e raccogliere le adesioni all’appello pubblico con cui chiedere il ritiro definitivo di una legge che avrebbe segnato un palese arretramento sul fronte dei diritti in pieno contrasto con le sentenze della Corte costituzionale, un testo pensato per rendere più difficile e forse impossibile l’accesso all’aiuto alla morte volontaria.

I numeri raccontano la portata dell’iniziativa: oltre 170 tavoli organizzati, 590 volontari e volontarie coinvolte, più di 25.000 firme raccolte tra sottoscrizioni cartacee e online. Un risultato significativo, soprattutto se si considera che in alcune grandi regioni – Lombardia, Piemonte, Lazio e Calabria – erano già in corso altre iniziative legate alla raccolta firme per la proposta di legge “Liberi Subito”. Nonostante l’assenza di manifestazioni fisiche in questi territori, sono state comunque raccolte oltre 8.000 firme cartacee, segno di una partecipazione diffusa e consapevole.


Determinante è stato il lavoro delle Cellule territoriali dell’Associazione, che hanno reso possibile estendere la mobilitazione anche in città dove la presenza organizzativa è storicamente più limitata, come L’Aquila, Salerno, Napoli e Siena. Un elemento di novità che evidenzia un trend di crescita rispetto alle mobilitazioni precedenti e una maggiore capacità di attivazione dal basso. La libertà di decidere sul proprio fine vita non è più solo una battaglia di pochi, ma un’esigenza che attraversa ogni confine geografico.

Dal punto di vista organizzativo, la mobilitazione si è svolta in modo fluido ed efficace. Le principali criticità sono emerse nella gestione delle autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico. In molti Comuni, i processi di digitalizzazione – pur rappresentando un passo avanti – stanno introducendo nuove complessità, in particolare legate all’utilizzo della firma digitale e all’allungamento dei tempi di rilascio dei permessi. In alcuni casi, è stato necessario presentare le richieste con oltre un mese di anticipo, rendendo più difficile la pianificazione delle iniziative. Nonostante queste difficoltà, la mobilitazione ha dimostrato una forte capacità organizzativa e una crescente partecipazione civica. Un segnale chiaro: il tema del fine vita non è marginale, ma attraversa la società e interpella direttamente cittadini e istituzioni.

“Grazie al contributo di volontari e volontarie, delle persone che hanno firmato, di chi ha organizzato tavoli, distribuito materiali, parlato con amici e conoscenti o semplicemente scelto di esserci – spiega Alice Spaccini, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni – abbiamo ottenuto un primo risultato importante: la proposta di legge del Governo è stata rimandata in Commissione. Ma non possiamo fermarci ora, così nelle prossime settimane continueremo a seguire l’iter parlamentare ma anche a costruire nuove occasioni di mobilitazione, informazione e pressione pubblica”.

Il risultato ottenuto – il ritorno della proposta di legge in Commissione – non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso più ampio. Un percorso che continua a chiedere risposte chiare e tempi certi su una questione che riguarda la libertà, la dignità e i diritti delle persone. Un ringraziamento immenso va ai 590 volontari che, nonostante le difficoltà burocratiche, hanno presidiato le piazze, le università e i luoghi pubblici, trasformando ogni tavolo in un presidio di libertà e informazione. La mobilitazione non si ferma: il diritto di scegliere ci appartiene.

Per scoprire il gruppo di volontari dell’Associazione più vicino a te oppure se vuoi costituire una Cellula Coscioni nel tuo comune o nella tua università clicca sul link


L'articolo 25.000 firme, la mobilitazione stoppa la legge del Governo sul fine vita proviene da Associazione Luca Coscioni.

Ketamina, suicidio e depressione resistente: la Francia approva, la Norvegia rimborsa, l’Italia paga


Testo scritto con Caterina Bartoli


Il 9 marzo 2026 l’ANSM francese ha autorizzato la ketamina racemica endovenosa per il trattamento della crisi suicidaria severa negli adulti1. Il Cadre de Prescription Compassionnelle (CPC), uno strumento giuridico francese, non rappresenta un’approvazione definitiva, bensì un accesso compassionevole formalizzato.

Questo strumento prevede una rivalutazione obbligatoria dopo tre anni e, pur non essendo un’indicazione standard a tutti gli effetti, non è nemmeno un’eccezione emergenziale o un programma sperimentale. Si tratta di un atto formale che nomina farmaci specifici (Kétamine Panpharma 10 mg/mL e Kétamine Renaudin 10 mg/mL) nel decreto, vincola la prescrizione agli psichiatri, ne limita l’uso al contesto ospedaliero e lo inserisce obbligatoriamente in un percorso di cura multidisciplinare.

Pochi mesi prima, nell’agosto 2025, la Norvegia era diventata il primo paese al mondo a rimborsare pubblicamente la ketamina endovenosa generica per la depressione resistente al trattamento (TRD), rinunciando al contempo a rimborsare l’esketamina intranasale (Spravato) approvata dall’EMA nel 2019. Due paesi europei, due decisioni diverse, una direzione comune: la ketamina funziona, costa pochissimo, e aspettare non è più giustificabile.

Perché allora continuiamo ad usare Spravato on label che costa moltissimo pur essendo un semplice spray nasale, solo perché è più facile da somministrare? Perché non esploriamo ulteriori vie di somministrazione della Ketamina già validamente utilizzate altrove e meno impattanti della via endovenosa, quali il sublinguale o l’intramuscolo?

In Norvegia non lo hanno ritenuto giusto né sostenibile. Vediamo perché.

L’esketamina intranasale (Spravato, Johnson & Johnson) è approvata da EMA dal dicembre 2019 per la depressione resistente a trattamento, ma non per l’ideazione suicidaria in depressione maggiore come negli Stati Uniti. Il farmaco costa fino a 7.800 corone norvegesi per dose — circa venticinque volte il costo del farmaco per sessione, la distribuzione avviene solo nei certificati, monitoraggio obbligatorio di due ore, somministrazione esclusivamente supervisionata — è disegnato per un ambulatorio psichiatrico stabile, non per un pronto soccorso in cui arriva qualcuno in crisi imminente. Il prodotto approvato è, nei fatti, inutilizzabile nel contesto clinico più urgente.

Per questo la Norvegia lo ha detto esplicitamente al momento di non rimborsarlo e Francia ha risolto il problema alla radice: ha autorizzato il generico IV per ciò che serve davvero, dove serve davvero.

Le evidenze ci sono, il vuoto terapeutico pure. L’ANSM (l’equivalente francese Autorità Regolatori di AIFA) non ha fatto un atto di fede. Alle sue spalle c’è il trial KETIS (BMJ, 2021): studio randomizzato in doppio cieco, 156 pazienti con ideazione suicidaria severa, due infusioni endovenose di ketamina a 0,5 mg/kg; al terzo giorno la riduzione dell’ideazione suicidaria era significativamente maggiore nel gruppo ketamina, con effetti mantenuti nelle settimane successive.

A questo si aggiungono decine di meta-analisi con dimensioni dell’effetto da moderate a grandi nelle prime 24-72 ore.

The Lancet, commentando la decisione francese, ha ricordato un fatto scomodo: non esiste, in nessun altro paese del mondo, un trattamento farmacologico approvato, rapido e basato su evidenze per il rischio suicidario imminente. Non in Europa, non nel Regno Unito, non negli Stati Uniti. Un vuoto che dura da decenni. Qualcuno, almeno, ha deciso di colmarlo.

Il modello norvegese: rimborsare condizionando. La scelta della Norvegia introduce un altro elemento di interesse per i sistemi sanitari europei: il cosiddetto accesso condizionato. La NoMA (Norwegian Medicines Agency) e il Beslutningsforum for nye metoder (Decision-Making Forum for New Methods) hanno approvato il rimborso pubblico della ketamina generica vincolandolo a tre condizioni: somministrazione solo in strutture di salute mentale specialistiche, iscrizione obbligatoria dei pazienti in registri di dati o nell’ambito di trial clinici, revisione della decisione entro fine 2028 sulla base dei dati raccolti. In pratica: i pazienti trattati diventano partecipanti a una sorveglianza attiva che genererà la real-world evidence ancora mancante sul lungo periodo. Non è un sì pieno, ma è un sì operativo — che vale infinitamente più di un’attesa che nessuno ha formalmente giustificato.

Il protocollo norvegese non prevede la semplice somministrazione del farmaco: integra sessioni preparatorie, supporto psicologico e un setting specifico (luci dimmerabili, cuffie) — un modello di ketamine-assisted psychotherapy inserito nel sistema pubblico. I dati di real-world evidence esistono già: dal 2020 circa 400 pazienti trattati secondo il protocollo di Østfold, con più della metà che ha mostrato una riduzione clinicamente significativa dei sintomi (Berthold-Losleben et al., 2025). La valutazione HTA2 della NoMA ha concluso che la ketamina supera in efficacia anche la terapia elettroconvulsivante (TEC) — trattamento già rimborsato dal SSN italiano — il che rende ancora meno difendibile il silenzio sull’alternativa.

E l’Italia? In Italia la ketamina viene usata off-label nella TRD e in alcune urgenze psichiatriche — in silenzio, in centri accademici e cliniche private, a carico del paziente. Il SSN non rimborsa nulla. Non perché manchino le evidenze: manca la prima mossa formale.

La Legge 648/1996 consente ad AIFA di inserire in un elenco (cd elenco 648) speciale farmaci che il SSN rimborsa pur in assenza di indicazione approvata, quando ricorre almeno una di queste condizioni: assenza di valida alternativa terapeutica per patologia grave o che pone in pericolo di vita; farmaco usato off-label con evidenze robuste; oppure — ed è esattamente il nostro caso — farmaco approvato all’estero per quell’indicazione. La decisione francese trasforma la ketamina per crisi suicidaria in un candidato 648 di prima fascia.

AIFA ha inoltre la facoltà di procedere d’ufficio a una variazione dell’AIC dei generici già autorizzati, seguendo la traccia aperta dall’ANSM: non serve che sia un produttore a farlo, può farlo l’autorità regolatoria su base di interesse pubblico.

Cosa chiediamo? Chiediamo alla Commissione Tecnico Scientifica di AIFA l’inserimento della ketamina racemica endovenosa nell’elenco 648/96, con indicazione prioritaria per la crisi suicidaria severa in contesto ospedaliero. Proponiamo il modello norvegese: accesso condizionato a strutture specialistiche e registri di real-world evidence, con revisione triennale.

Chiediamo che il SSN, davanti a un farmaco generico che costa pochi euro a dose, a un’evidenza clinica solida e a due precedenti regolatori continentali, preferisce non decidere.

In un Paese normale, si chiamerebbe inerzia. In campo psichiatrico, dove il tempo tra una crisi suicidaria e la morte si misura in ore, si chiama qualcosa d’altro.

Note


1 Per un approfondimento si legga l’articolo in Studio Aegle (Link)

2 Il Regolamento (UE) 2021/2282 sull’Health Technology Assessment (HTA) applica dal 12 gennaio 2025 nuove regole per valutare farmaci e dispositivi medici. L’obiettivo è armonizzare l’analisi scientifica tra gli Stati Membri, garantendo un accesso più rapido ed equo alle innovazioni, riducendo la duplicazione degli sforzi e introducendo valutazioni cliniche congiunte

L'articolo Ketamina, suicidio e depressione resistente: la Francia approva, la Norvegia rimborsa, l’Italia paga proviene da Associazione Luca Coscioni.

Sulle droghe, Trump cento ne pensa ma qualcosa fa


Testo preparato con Peppe Brescia


L’iniziativa dell’amministrazione Trump in materia di riforma delle drug policy federali continua a procedere in maniera spedita.

Dopo la presentazione di un testo sull’accesso alle terapie psichedeliche per i veterani militari presentato da un gruppo bipartisan di senatori a fine marzo, il 23 aprile, procuratore ad interim Todd Blanche, dando seguito all’iniziativa del presidente Trump del dicembre 2025, disposizione al Dipartimento di Giustizia di procedere alla riclassificazione della Cannabis a uso medico all’interno delle tabelle federali dei narcotici. Il provvedimento interesserà i prodotti già approvati dalla Food and Drug Administration e per i quali siano già stati realizzati trial clinici a livello statale.

La portata del provvedimento esula dagli immediati esiti pratici. Fino a oggi, infatti, la Cannabis era compresa nella Tabella (Schedule) I, la classificazione più restrittiva che include le sostanze considerate prive di uso medico riconosciuto e con alto rischio di dipendenza. Il passaggio alla Schedule III – quindi tra le sostanze dagli usi medici riconosciuti e dal basso rischio di dipendenza -, costituisce non solo un atto politico significativo, ma segna anche e soprattutto un’evidente presa d’atto delle evidenze scientifiche finora emerse.

Come specificato dalle autorità, il provvedimento di Blanche non inciderà sull’iter di regolamentazione a livello federale, poiché i divieti sull’uso personale resteranno in vigore.

Tuttavia, la riclassificazione ridurrà diversi ostacoli, agevolando la definizione dei programmi incentrati sullo studio della sostanza nonché il meccanismo degli investimenti finanziari.

Stando a quanto dichiarato da Blanche, la misura potrebbe costituire la fase iniziale di un’iniziativa legislativa di più ampio respiro, finalizzata a una nuova classificazione della pianta per ogni suo utilizzo con l’obiettivo di rimuovere gli impedimenti alla ricerca, alleggerire il carico fiscale e facilitare l’accesso ai finanziamenti per le imprese.

D’altro canto, anche dal punto di vista economico le implicazioni si sono dimostrate rilevanti: in seguito all’annuncio del decreto di Blanche, le azioni delle società del settore della cannabis quotate negli Stati Uniti hanno fatto registrare una momentanea crescita tra il 6% e il 13%.

Le reazioni da parte di commentatori e operatori del settore sono state generalmente positive. Secondo Kim Rivers, CEO di Trulieve, è stato “portato a termine il primo cambiamento politico significativo in materia di Cannabis nella storia degli Stati Uniti” – punto di vista che accomuna i vertici delle maggiori aziende statunitensi. La stessa Drug Enforcement Administration (DEA), coinvolta in maniera diretta nel processo, ha motivato la decisione con la necessità di attenuare alcune delle restrizioni attualmente più rigide.

Come spesso accade in merito a provvedimenti riguardo le politiche sulle droghe, anche le dichiarazioni di esponenti contrari alla riforma non si sono fatte attendere. Curiosamente, le critiche più consistenti sono arrivate proprio dall’interno del partito repubblicano. Già nel Dicembre 2025, un gruppo di 22 senatori GOP aveva firmato una lettera indirizzata a Trump con la richiesta di rivedere la misura.

Stando poi al senatore dell’Arkansas Tom Cotton, il provvedimento segna un passo “nella direzione sbagliata”. A fargli eco, Kevin Sabet – fondatore e presidente dell’associazione di lobbying Smart Approaches to Marijuana, che ha commentato: “Con questa mossa ci troviamo davanti all’amministrazione più pro-droga della nostra storia. La politica è ora dettata dai Ceo della marijuana, dagli investitori nel mercato degli psichedelici e da podcaster in attiva dipendenza”.

Un ulteriore aspetto alla base della decisione di classificare nuovamente la Cannabis riguarda la situazione di eterogeneità tra leggi statali e leggi federali. Negli ultimi anni, il numero di Stati che ha legalizzato gli utilizzi personali è salito a 24 su 50: ciò ha progressivamente generato una situazione giuridicamente incerta, contraddistinta da grande instabilità normativa. Uno dei casi emblematici è connesso alla giustizia sociale: in passato, molte persone sono state condannate per reati legati alla Cannabis che oggi, in diversi stati, non sono più considerati tali, sollevando perplessità sulle effettive proporzionalità ed equità delle sanzioni.

La riclassificazione potrebbe allora costituire un tentativo di ridurre la distanza da una legge federale ormai anacronistica. Non a caso, nell’ordinanza si legge che “alla luce di tali precedenti, il procuratore generale ha stabilito che l’integrazione dei sistemi di licenza statali nel quadro di registrazione federale rappresenta il mezzo più efficace ed efficiente per raggiungere gli obiettivi del Controlled Substance Act in materia di marijuana terapeutica”.

Come detto, il processo burocratico appare non ancora concluso.

Resta ad ogni modo la sensazione che il tema sia definitivamente entrato nell’agenda politica statunitense tramite un approccio non più esclusivamente repressivo, quanto piuttosto sensibile in maggior misura agli aspetti medici, sociali ed economici.

L'articolo Sulle droghe, Trump cento ne pensa ma qualcosa fa proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni di Milano organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Vicolo Calusca 10 (angolo Corso di Porta Ticinese 106) – Milano
🗓 Mercoledì 20 Maggio 2026
🕡 Dalle 18:30 alle 20:30


La Cellula Coscioni di Milano, in collaborazione con il Municipio 1 del Comune di Milano, organizza un nuovo appuntamento dello sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Servizio su prenotazione scrivendo a: cellulamilano@associazionelucacoscioni.it

L'articolo La Cellula Coscioni di Milano organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni di Milano organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Vicolo Calusca 10 (angolo Corso di Porta Ticinese 106) – Milano
🗓 Mercoledì 6 Maggio 2026
🕡 Dalle 18:30 alle 20:30


La Cellula Coscioni di Milano, in collaborazione con il Municipio 1 del Comune di Milano, organizza un nuovo appuntamento dello sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Servizio su prenotazione scrivendo a: cellulamilano@associazionelucacoscioni.it

L'articolo La Cellula Coscioni di Milano organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico proviene da Associazione Luca Coscioni.

Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

"Stefano" è il secondo caso di aiuto medico alla morte volontaria in Liguria.
Purtroppo, ha dovuto aspettare ben 10 mesi. Dieci mesi di attesa e sofferenza, durante i quali è stato necessario ricorrere a due diffide legali tramite l’Associazione Luca Coscioni. Solo dopo lunghi ritardi e continui solleciti ha finalmente ottenuto il via libera. Una sofferenza che si poteva evitare.

Nessuno dovrebbe subire un’attesa simile per vedere rispettata la propria dignità.

reshared this

Secondo caso di suicidio assistito in Liguria: Stefano, 66enne paralizzato a seguito di un trauma cervicale, è morto oggi


È la 15esima persona in Italia, la seconda in Liguria. Le parole di “Stefano”: “Sono felice di potermene andare nel mio letto e non essere costretto alla Svizzera. Ma l’attesa è stata lunga”


“Stefano”, nome di fantasia nel rispetto della privacy, sessantaseienne ligure completamente paralizzato a causa di un trauma cervicale, è morto il 28 aprile a seguito dell’autosomministrazione di un farmaco per il fine vita fornito dal Servizio sanitario nazionale, con la relativa strumentazione prevista.

Nel corso degli anni le sue condizioni erano progressivamente peggiorate a causa dell’allettamento forzato, seguiva una pesante terapia antalgica, aveva un catetere permanente, soffriva di grave insufficienza respiratoria con frequenti episodi di polmonite dovuti alla disfagia ed era totalmente dipendente dall’assistenza continuativa dei caregiver.

Per ottenere l’accesso a un diritto già riconosciuto dalla Corte costituzionale, Stefano ha dovuto attendere dieci mesi dalla richiesta presentata alla ASL nel giugno 2025 e ricorrere a due diffide legali, tramite il collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni coordinato dall’avvocata Filomena Gallo e composto anche dalle avvocate Francesca Re, Alessia Cicatelli e dall’avvocato Angelo Calandrini. Dopo mesi di ritardi, una prima autorizzazione incompleta e ulteriori solleciti ha infine ricevuto il via libera definitivo.

“Stefano”è la quindicesima persona in Italia ad aver completato la procedura prevista dalla Consulta con la sentenza 242/2019 sul caso “Cappato/Antoniani” con l’assistenza diretta del Servizio sanitario nazionale, l’undicesima assistita dall’Associazione Luca Coscioni.

Inizialmente aveva contattato Marco Cappato per chiedere aiuto ad andare a morire in Svizzera. Una volta ricevute da Cappato le informazioni sulla possibilità di ottenere quell’aiuto in Italia, aveva presentato richieste al Servizio sanitario, come previsto dalla Corte costituzionale.

In assenza di medici dell’ASL disponibili a vigilare sulla procedura, “Stefano” è stato assistito dal dottor Mario Riccio, medico anestesista, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, che nel 2006 aveva assistito Piergiorgio Welby e poi alcuni pazienti che fino a oggi hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito.

Queste le parole di “Stefano”:

Alla fine di tutta questa lunghissima storia sono comunque ben felice di potermene andare nel mio letto a casa mia senza dovermi sorbire una trasferta quasi infinita fino in Svizzera.

Certo che se la ASL facesse subito le cose richieste per legge, si potrebbe evitare di attendere più di 10 mesi per riuscire nel proprio intento. Indubbiamente per una persona che era iperattiva prima dell’incidente che mi ha provocato questa frattura cervicale, essere bloccato in un letto con qualche ora ogni tanto in carrozzina è una cosa che non augurerei a nessuno dei miei nemici e questo, di base, è il motivo per cui ho deciso di porre fine a questa che non si può assolutamente definire vita.

Solo l’idea di dover andare avanti ancora diversi anni è semplicemente deprimente e inaccettabile da parte mia e quindi ringrazio profondamente l’Associazione Luca Coscioni per tutto quello che ha fatto per me cercando di velocizzare il più possibile la procedura e un sentitissimo grazie anche alle avvocate che si sono sbattute per tutto questo e al signor Marco Cappato che si sono rivelati immensamente comprensivi e gentili”.


Filomena Gallo e Marco Cappato commentano: “Ci uniamo al dolore di chi ha voluto bene a Stefano.

Non deve più accadere che una persona debba aspettare così a lungo, vivendo sofferenze insopportabili, per vedere rispettato un proprio diritto.

La Corte costituzionale ha chiarito che sia la verifica delle condizioni sia l’accesso alla morte volontaria devono avvenire all’interno del Servizio sanitario nazionale. La persona può scegliere di essere seguita anche da un medico di fiducia, ma il percorso deve essere garantito dal sistema sanitario pubblico, compresa la disponibilità dei suoi medici su base volontaria.

Dieci mesi di attesa e due diffide sono inaccettabili. Tutte le aziende sanitarie devono garantire procedure chiare, tempi certi e rispetto della legge, evitando ulteriori sofferenze alle persone malate.

Le regole stabilite dalla Corte stanno iniziando a essere applicate, ma Regioni e aziende sanitarie devono organizzarsi per dare risposte rapide, senza lasciare ai pazienti e all’Associazione Luca Coscioni il peso di difendersi dai ritardi o di cercare medici disponibili.

Per questo chiediamo anche alla Regione Liguria di approvare la proposta di legge regionale ‘Liberi subito’, per garantire tempi rapidi e modalità certe nell’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria

L'articolo Secondo caso di suicidio assistito in Liguria: Stefano, 66enne paralizzato a seguito di un trauma cervicale, è morto oggi proviene da Associazione Luca Coscioni.

La gallery di Aprile


Come ogni anno, ad Aprile scatta la mobilitazione nazionale, ma non solo. Sono partite nel Lazio e in Piemonte le raccolte firme per presentare in consiglio regionale la nuova proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”. Clicca sull’icona della macchina fotografica per scorrere le foto!

L'articolo La gallery di Aprile proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Marco Cappato interviene da remoto al Festival del Dialogo dei Giovani di Orvieto

📍 Orvieto – Fondazione per il Centro Studi, Palazzo del Capitano del Popolo
🗓 Lunedì 4 maggio 2026
🕒 Ore 14:30


Nella cornice del Festival del Dialogo dei Giovani “Frontiere”, in programma a Orvieto dal 4 all’8 maggio 2026, Marco Cappato parteciperà da remoto nella giornata inaugurale del festival, intervenendo sul tema del fine vita.

Nella stessa giornata interverranno anche Ernesto Sferrazza Papa, professore di Filosofia politica alla Sapienza Università di Roma, con la lectio magistralis “Che cos’è una frontiera?”; Luca Carra, direttore di Scienza in Rete, sul tema “Transizione energetica”; e Rama Dasi Mariani, docente di economia a Roma Tre, sul tema “Integrazione migranti”.

Il festival, promosso dall’associazione ApertaMenteOrvieto, coinvolge studenti e cittadinanza in una riflessione collettiva sul tema delle “frontiere”, attraverso incontri, lezioni magistrali e momenti di confronto.

Qui per partecipare e consultare il programma completo

L'articolo Marco Cappato interviene da remoto al Festival del Dialogo dei Giovani di Orvieto proviene da Associazione Luca Coscioni.

Torna nelle Commissioni del Senato il disegno di legge sul fine vita della maggioranza


Dopo 9 mesi di stallo, l’Associazione Luca Coscioni chiede il ritiro del testo, con un appello sottoscritto da 25.000 persone grazie a una mobilitazione in 170 piazze di 88 città in tutta Italia.

La lettera ufficiale a Segretari e Presidenti di partito: “Ci vuole una legge che consolidi i diritti esistenti, non una che li cancelli. Anche a livello regionale”


Il disegno di legge sul fine vita proposto dalla maggioranza è tornato nelle Commissioni del Senato, dopo la rinuncia alla trattazione in plenaria dove era stato calendarizzato per il mese di aprile.

È un primo risultato importante, ottenuto anche grazie alla mobilitazione nazionale organizzata dall’Associazione Luca Coscioni dal 6 al 19 aprile e capace di raccogliere oltre 25.000 adesioni, per chiedere proprio il ritiro del testo perché, se approvato, avrebbe cancellato i diritti già riconosciuti grazie alle sentenze della Corte costituzionale, rendendo più difficile, se non impossibile, l’accesso all’aiuto alla morte volontaria per le persone che ne hanno diritto.

Per l’Associazione Luca Coscioni, una legge sul fine vita deve:

  • rispettare e applicare pienamente i principi stabiliti dalla Corte costituzionale, a partire dalla sentenza sul caso Cappato–Dj Fabo (242/2019);
  • garantire tempi certi e procedure chiare per l’accesso all’aiuto alla morte volontaria attraverso il Servizio sanitario nazionale eliminando ostacoli burocratici e scarichi di responsabilità che oggi costringono le persone a lunghi percorsi giudiziari;

“Dopo 9 mesi di paralisi parlamentare, è ormai evidente che la legge presentata dal Governo è di ostacolo all’approvazione di buone norme sul fine vita. Il ritiro del testo, che non è mai riuscito ad arrivare in Aula, non equivale a un ritiro definitivo né a una revisione della proposta della maggioranza. Anche una mediazione che partisse dal testo a prima firma del Senatore Zanettin (FI) sarebbe una mediazione al ribasso rispetto alle regole già in vigore da sette anni grazie alla Consulta. Il ritiro però risulta una condizione necessaria per restituire ai Parlamentari la possibilità di affrontare una discussione libera da logiche di schieramento e disciplina di partito. Ci vuole una legge che consolidi i diritti esistenti, non una che li cancelli”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

Prosegue intanto la mobilitazione sulle leggi regionali: in Piemonte e Lazio sono già in corso iniziative popolari, in procinto di ripartire anche in Lombardia e Calabria, per riportare in Consiglio regionale la proposta di legge “Liberi Subito”, già approvata in Toscana e Sardegna. Su questo tema l’Associazione Luca Coscioni ha scritto formalmente a tutti i Segretari e Presidenti di partito per chiedere il sostegno formale alla proposta di legge regionale rivista secondo le recenti indicazioni della Consulta, ossia la piena competenza delle Regioni nel definire le modalità di attuazione del diritto di accesso all’aiuto medico alla morte volontaria.

L'articolo Torna nelle Commissioni del Senato il disegno di legge sul fine vita della maggioranza proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni di Lecco ospite a Barzio per l’incontro “A chi appartiene la mia vita”

📍 Comunità Montana, Via Fornace Merlo 2, Barzio
🗓 Mercoledì 29 aprile 2026
🕒 Ore 16:00


La Cellula Coscioni di Lecco sarà ospite dell’Università delle Tre Età Valsassina per un incontro pubblico dedicato ai temi del fine vita, della libertà di scelta e del testamento biologico. L’iniziativa, dal titolo “A chi appartiene la mia vita”, vuole aprire un confronto su questioni centrali per i diritti civili: dalle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) al diritto all’autodeterminazione nelle scelte sanitarie.

Interverranno Sergio De Muro, Simone Galimberti, Virgilio Meschi coordinatori della Cellula Coscioni Lecco.

Incontro aperto al pubblico.

L'articolo La Cellula Coscioni di Lecco ospite a Barzio per l’incontro “A chi appartiene la mia vita” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Anche in Campania sarà possibile l’aborto farmacologico senza ricovero


Le responsabili della campagna Aborto senza ricovero esprimono soddisfazione per questa decisione che permetterà alle donne di scegliere e di risparmiare preziose risorse pubbliche


“Finalmente, a quasi tre anni dalla pubblicazione della determina regionale che ammetteva l’aborto farmacologico senza ricovero (Delibera della giunta regionale n. 793 del 29/12/2023), anche nella Regione Campania le donne potranno decidere di prendere il misoprostolo a domicilio”, commentano Anna Pompili, ginecologa e Consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS, Mirella Parachini, ginecologa e Vice-segretaria dell’Associazione Luca Coscioni e Chiara Lalli, bioeticista e Consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni.

Come scrive il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, questa è “una novità importante che colma un ritardo e supera un modello oramai inadeguato ponendo la Campania tra le poche Regioni italiane a prevedere la seconda somministrazione del trattamento farmacologico a domicilio […]. Si garantiscono così percorsi assistenziali sicuri, appropriati e gratuiti, nel pieno rispetto delle scelte e della dignità delle donne”.

Giustamente il presidente sottolinea il risparmio delle risorse pubbliche che questa scelta comporta: l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, finalmente, vale anche per l’aborto. Ma il dato più eclatante è il riconoscimento del diritto di scelta per le donne e la possibilità concreta di ridurre e di superare gli ostacoli all’accesso all’aborto che sono spesso legati agli alti tassi di obiezione di coscienza tra i ginecologi ospedalieri.

Al momento l’aborto senza ricovero è possibile nel Lazio, in Emilia-Romagna, nelle province autonome di Bolzano e di Trento. In Toscana, sebbene le linee di indirizzo ministeriali sulla deospedalizzazione siano state recepite, sono previsti 3 accessi e non è possibile l’assunzione del secondo farmaco nei consultori né a casa. Sulla carta è possibile anche in Umbria. Nelle altre Regioni non è possibile. In Lombardia, incomprensibilmente, l’aborto farmacologico in day hospital costa più del chirurgico: 1.246 euro il primo, 952 il secondo. Questo comporta un ingiustificabile e inaccettabile spreco di risorse.

“La notizia arriva all’indomani del pronunciamento della Consulta sulla legge regionale siciliana e indica chiaramente una concreta strategia per garantire l’accesso all’aborto che ci auguriamo che le altre Regioni, che ancora non offrono alle loro cittadine questa possibilità, vogliano cogliere. L’Associazione Luca Coscioni ribadisce il suo impegno nella campagna Aborto senza ricovero, che ha proprio lo scopo di garantire la scelta e l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, con iniziative in tutte le Regioni inadempienti per motivi meramente ideologici”, concludono Pompili, Parachini e Lalli.

L'articolo Anche in Campania sarà possibile l’aborto farmacologico senza ricovero proviene da Associazione Luca Coscioni.

In Piemonte parte la nuova raccolta firme per la nuova proposta di legge regionale “Liberi Subito”


Obiettivo: 8.000 firme entro il 15 ottobre per chiedere al Consiglio regionale del Piemonte quanto già fatto in Toscana e Sardegna, anche alla luce del caso di Alan, già noto come “Alberto” il primo caso di morte volontaria assistita in Piemonte

Marco Cappato commenta: “Ora che la Corte costituzionale ha confermato la competenza regionale sul tema, Regione Piemonte ha il dovere di intervenire”


Dopo il mancato esame della proposta di legge depositata nel 2023, parte ufficialmente oggi anche in Piemonte, dopo il Lazio, la raccolta firme a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e finalizzata a garantire procedure chiare e uniformi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Obiettivo: raccogliere 8.000 firme di cittadini e cittadine residenti in Piemonte entro il 15 ottobre per chiedere al Consiglio regionale quanto già raggiunto in Toscana e Sardegna.

La sentenza 204/2025 della Corte costituzionale ha chiarito infatti che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità organizzative con cui il Servizio sanitario rende effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire su materia penale o civile.

La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente e tempestivamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo:

  • procedure certe per la verifica dei requisiti;
  • uniformità sul territorio regionale;
  • trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.


↓ LA DICHIARAZIONE DI MARCO CAPPATO ↓


youtube.com/embed/qEhcQunaRTE?…

“Oggi, anche senza una legge nazionale, le persone che possiedono i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale possono accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, in assenza di regole regionali, questo diritto resta spesso ineffettivo. Una legge regionale serve a rendere il diritto realmente accessibile, evitando disparità e ritardi.

L’assenza di procedure chiare continua infatti a produrre casi come quello di Alan (già noto come ‘Alberto’ nella comunicazione legata al primo ricorso al suicidio medicalmente assistito in Piemonte) che proprio in Piemonte ha dovuto subire 8 mesi di condizioni di sofferenza insopportabili prima di ottenere ciò che avrebbe dovuto ottenere da subito: l’aiuto medica alla morte volontaria da parte della ASL e del Servizio Sanitario Nazionale. Ora che la Corte costituzionale ha confermato la competenza regionale sul tema, il Consiglio regionale del Piemonte ha il dovere di intervenire – ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – Ripartiamo dalla stessa piazza e con lo stesso strumento di partecipazione utilizzato nella scorsa legislatura: l’iniziativa popolare e le firme dei cittadini per una legge giusta, indifferibile, in linea con il dettato costituzionale così come quella che depositammo nel 2023.

Il Consiglio regionale del Piemonte avrà l’opportunità di prestare ascolto alle istanze dei cittadini piemontesi, recuperando quanto non ha voluto discutere nella scorsa legislatura.

Chiediamo a tutti i gruppi politici regionali e territoriali, a tutte le organizzazioni sindacali, alle realtà associative e ai soggetti organizzati della società civile, ai sindaci dei comuni piemontesi di sostenere concretamente e sottoscrivere la nuova proposta di legge di iniziativa popolare” Davide Di Mauro e Lidia Sessa (Coordinatori della Cellula Coscioni Torino)oggi durante la conferenza stampa di presentazione all’avvio della raccolta firme.

Nel 2024 il Consiglio Regionale del Piemonte si era rifiutato di esaminare la precedente proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni: i consiglieri di maggioranza avevano infatti impedito la discussione del provvedimento mediante l’approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità. Tale posizione è stata successivamente superata dalla sentenza n. 204/2025 della Corte costituzionale, la quale ha chiarito che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario garantisce l’effettivo accesso alla procedura, senza incidere su ambiti di competenza statale quali la materia penale o civile. Alla luce di tale pronuncia, viene avviata una nuova iniziativa popolare volta a sollecitare il Consiglio regionale del Piemonte ad adottare misure analoghe a quelle già introdotte in Toscana e Sardegna, anch’esse promosse su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni.

L'articolo In Piemonte parte la nuova raccolta firme per la nuova proposta di legge regionale “Liberi Subito” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Milano a Bareggio per l’incontro “Il testamento biologico: le DAT come strumento di scelta nel fine vita”

📍 Sala Consiliare “Primo Levi”, via Marietti 8, Bareggio (MI)
📅 Martedì 28 aprile 2026
🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni Milano organizza a Bareggio un incontro informativo gratuito aperto al pubblico dal titolo “Il testamento biologico: le DAT come strumento di scelta nel fine vita”, con il patrocinio del Comune di Bareggio.

Nel corso della serata si parlerà delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), lo strumento che consente a ogni persona di esprimere in anticipo le proprie volontà sui trattamenti sanitari, nel caso in cui non fosse più in grado di comunicarle.

Interverranno Carlo Ferretti, coordinatore della Cellula Coscioni Milano e Stefano Testa, avvocato, attivista della Cellula Coscioni Milano

Ingresso libero.

L'articolo La Cellula Coscioni Milano a Bareggio per l’incontro “Il testamento biologico: le DAT come strumento di scelta nel fine vita” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Marco Cappato a Milano alla presentazione di “La speranza verde” di Vittoria Brambilla e Fabio Fornara

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, dialogherà a Milano con Vittoria Brambilla Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni e Fabio Fornara in occasione della presentazione del loro libro ‘La speranza verde’. L’incontro, sarà un momento di confronto dedicato ai temi della scienza, dell’innovazione e della libertà di ricerca.

📍 Osteria Democratica, Via Ettore Troilo 14, Milano🗓 Giovedì 14 maggio 2026🕒 Ore 19:00


Il libro affronta il tema delle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), strumenti che permettono oggi di modificare il DNA delle piante in modo mirato e analogo a quanto avviene in natura, aprendo nuove possibilità per sviluppare colture più resistenti a malattie, siccità e condizioni ambientali estreme.

Accanto al racconto scientifico, gli autori portano anche la loro esperienza diretta di ricercatori: dopo anni al Max Planck Institute di Colonia, hanno scelto di rientrare in Italia, dove sono stati tra i primi in Europa a coltivare una varietà di riso resistente a un parassita, affrontando però ostacoli legati a burocrazia, ritardi normativi e campagne di disinformazione contro gli OGM.

“La speranza verde” è anche una storia personale intensa: scritto “a quattro mani”, unisce il lavoro di Vittoria con quello di Fabio, che ha continuato a contribuire al libro attraverso un puntatore oculare dopo la diagnosi di SLA. Ne emerge un racconto che intreccia divulgazione scientifica e impegno civile.

La presentazione sarà seguita da un momento di musica jazz dal vivo, con la possibilità di usufruire dei servizi di ristorazione.
Per maggiori informazioni e prenotazione 3349125377

L'articolo Marco Cappato a Milano alla presentazione di “La speranza verde” di Vittoria Brambilla e Fabio Fornara proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Filomena Gallo e Felicetta Maltese a Santa Maria a Monte per l’incontro “Libera di decidere”

📍 Circolo Arci Arcipicchia, Piazza T. Benetollo, Montecalvoli, Santa Maria a Monte (PI)
📅 Venerdì 8 maggio 2026
🕘 Ore 21:00


Filomena Gallo, Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, e Felicetta Maltese, coordinatrice della Cellula Coscioni Firenze e disobbediente civile, parteciperanno all’incontro “Libera di decidere. Il diritto di esserci, fino alla fine, con dignità”. Insieme a loro interverranno:

  • Stefania Manetti, fiduciaria di Libera
  • Gaia Marsico, esperta di bioetica, coordinatrice del Comitato per l’etica nella Clinica
  • Paolo Malacarne, medico, già primario di rianimazione di Pisa, medico di fiducia di Libera
  • Enrico Sostegni, già consigliere regionale e presidente della Commissione Sanità.

L’incontro organizzato dall’Associazione “Per Montecalvoli”, con il patrocinio del Comune di Santa Maria a Monte e in collaborazione con Arcipicchia e SST Azienda USL Toscana nord ovest tratterà il diritto all’autodeterminazione nel fine vita, con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sulle opportunità legali e mediche per tutelare le scelte individuali, promuovendo un confronto sul significato della libertà di scelta e sulle possibilità offerte dalla legislazione.

L'articolo Filomena Gallo e Felicetta Maltese a Santa Maria a Monte per l’incontro “Libera di decidere” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

A Roma, alla Camera dei Deputati l’incontro “Il diritto alla PMA per donne single e coppie di donne”

📍 Sala Stampa della Camera dei Deputati, via della Missione 4, Roma
📅 Giovedì 7 maggio 2026
🕦 Ore 11:30


Su iniziativa dell’On. Benedetto Della Vedova,

PMA PER TUTTE
IL DIRITTO ALLA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA (PMA) PER DONNE SINGLE E COPPIE DI DONNE

Saluti istituzionali
Benedetto Della Vedova, segretario di presidenza della Camera dei Deputati

Modera
Martina Veltroni, documentarista e produttrice

Intervengono
Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica
Francesca Re, coordinatrice della campagna PMA PER TUTTE e consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica

Con le testimonianze di:
Alia Guagni, Maria Giulia D’Amico, Caterina Bianco, Francesca Masillo

L’evento è accessibile su prenotazione fino ad esaurimento posti, inviando una mail a info@associazionelucacoscioni.it entro il 4/05, e per gli uomini con obbligo di giacca e cravatta. Sarà possibile seguire l’evento da remoto tramite la Webtv de La Camera dei Deputati. La registrazione dell’evento sarà poi resa disponibile sul canale Youtube di Associazione Luca Coscioni.
Le opinioni e i contenuti espressi in ambito dell’iniziativa sono nell’esclusiva responsabilità dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo alla Camera dei deputati o ad organi della Camera medesima.

Programma completo a questo link

L'articolo A Roma, alla Camera dei Deputati l’incontro “Il diritto alla PMA per donne single e coppie di donne” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Massimo Rossi e Cristiana Zerosi a Garbagnate Monastero per l’incontro “Conoscere per essere consapevoli e liberi di scegliere”

📍 Hotel San Martino, via Europa 4, Garbagnate Monastero (LC)📅 Lunedì 27 aprile 2026🕘 Ore 9:00–13:00


L’Avv. Massimo Rossi membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni difensore di Marco Cappato nei processi relativi ai casi DJ Fabo e Davide Trentini e Cristiana Zerosi membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatrice Cellula Coscioni di Milano e il Dott. Amedeo Lavagna parteciperanno all’incontro organizzato dalla FNP CISL Monza Brianza Lecco dal titolo “Conoscere per essere consapevoli e liberi di scegliere”, dedicato all’approfondimento delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) (Legge 219/2017) e delle implicazioni giuridiche, sanitarie ed etiche legate al fine vita.

Evento non aperto al pubblico.

L'articolo Massimo Rossi e Cristiana Zerosi a Garbagnate Monastero per l’incontro “Conoscere per essere consapevoli e liberi di scegliere” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Umbria, in Commissione Sanità del Consiglio regionale la proposta “Liberi Subito”


Presente per l’Associazione, Stefano Massoli, marito di Laura Santi, che spiega: “la battaglia di Laura per tempi certi e diritti nel fine vita”


Oggi, a un anno dalla costituzione del comitato promotore Liberi Subito in Umbria, l”Associazione Luca Coscioni ha presentato in Commissione III Sanità del Consiglio Regionale la proposta di legge di iniziativa popolare che porta il nome e la storia di Laura Santi. Una proposta che, la scorsa primavera, in soli due mesi ha raggiunto il quorum di firme necessario e che ha superato il vaglio di ammissibilità in UdP lo scorso novembre 2025. Per l’Associazione erano presenti il marito di Laura, Stefano Massoli e Alice Spaccini.

Dichiara Stefano Massoli: “Laura ha atteso oltre due anni e otto mesi per veder rispettata la propria volontà. Una legge regionale che prenda in carico tempestivamente le richieste di suicidio medicalmente assistito, e che dia responsabilità certe alle strutture sanitarie e garanzie reali alle persone malate e al personale sanitario, serve per evitare che storie come la sua si ripetano”.

Dichiarazione di Alice Spaccini, delegata del Comitato Promotore Liberi Subito Umbria: “Facendoci portavoce di 4.801 cittadini e cittadine umbre, oggi abbiamo spiegato ai consiglieri perché questa legge è necessaria e urgente: chi si trova nelle condizioni previste dalla sentenza 242 del 2019 non può aspettare anni per veder rispettato un suo diritto. Attendiamo ora i tempi dell’istruttoria tecnico-legislativa, fiduciosi che la Commissione proceda nel merito e in senso positivo”.

Con la sentenza 204 del 2025, che ha riconosciuto la potestà legislativa delle Regioni in materia, la Corte costituzionale conferma la fattibilità della proposta di legge popolare “Liberi Subito”. In Italia il suicidio assistito è oggi permesso, con o senza legge regionale, grazie alle pronunce della Corte costituzionale, intervenuta a più riprese nel merito. Quello che manca sono procedure e garanzie compatibili con le esigenze di chi ne fa richiesta, grazie a una legge come quella già approvata da Toscana e Sardegna. Senza una norma regionale che disciplini l’organizzazione di questo servizio, sono le persone malate a pagare il prezzo di questa lacuna, costrette a percorsi giuridici estenuanti.

L'articolo Umbria, in Commissione Sanità del Consiglio regionale la proposta “Liberi Subito” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Il Piano nazionale di non Autosufficienza è in ritardo di oltre un anno, così si negano diritti essenziali


L’Associazione Luca Coscioni denuncia il grave ritardo del Governo nell’adozione e piena operatività del nuovo Piano nazionale per la Non Autosufficienza 2025-2027 e del relativo decreto di riparto del Fondo.

Come emerso dall’interrogazione parlamentare Boschi ed altri, discussa alla Camera dei Deputati lo scorso 7 aprile, il precedente Piano è scaduto il 31 dicembre 2024. Nonostante l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni il 18 marzo 2026, gli atti necessari non risultano ancora efficaci né le risorse concretamente disponibili per le Regioni. La stessa Ministra per la Disabilità, Alessandra Locatelli, ha confermato che l’iter è tuttora in corso.

“Non si tratta di un ritardo formale: senza pianificazione e senza certezze finanziarie, Regioni ed enti locali non possono programmare i servizi”, dichiara Rocco Berardo, Coordinatore delle iniziative sui diritti delle persone con disabilità dell’Associazione Luca Coscioni. “In molti territori questo si traduce già nel blocco o nella limitazione di interventi essenziali, con nuove persone che, pur in condizioni di gravissima disabilità, non riescono ad accedere ai sostegni. Si crea così una situazione inaccettabile in cui chi ha bisogno oggi resta escluso, mentre i diritti diventano incerti e diseguali”.

Filomena Gallo, avvocato e Segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, aggiunge: “In uno Stato democratico e solidale, come previsto dalla nostra Costituzione, le persone con disabilità grave devono avere la priorità nella pianificazione degli interventi di sostegno e assistenza. La mancata adozione del Piano della Non Autosufficienza, dopo tutti questi mesi, equivale a una grave incapacità di governare le urgenze del Paese e si traduce, di fatto, nella negazione dei diritti fondamentali”.

L’Associazione Luca Coscioni, affiancandosi alle denunce delle altre organizzazioni del settore, chiede l’immediata adozione degli atti necessari per l’approvazione del Piano, la piena operatività del Fondo e la garanzia di continuità e accesso alle misure, senza ulteriori ritardi.

L'articolo Il Piano nazionale di non Autosufficienza è in ritardo di oltre un anno, così si negano diritti essenziali proviene da Associazione Luca Coscioni.

Vademecum – Sull’utilizzo della firma digitale per le persone con disabilità gravi nell’esercizio dei diritti politici


VADEMECUM – Sul diritto all’utilizzo della firma elettronica qualificata per le persone con disabilità gravi nell’esercizio dei diritti politici (sottoscrizione liste ovvero firma di referendum e proposta di legge di iniziativa popolare non comprese nel portale nazionale) a seguito della sentenza n. 3/2025 della Corte costituzionale

Quadro normativo di riferimento
– Visto il Regolamento (UE) n. 910/2014 (c.d. eIDAS), in particolare l’art. 25, par. 2, che stabilisce l’equiparazione giuridica tra firma elettronica qualificata e firma autografa;
– Visto il Codice dell’amministrazione digitale (d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82), in particolare l’art. 20, comma 1-bis (validità del documento informatico sottoscritto con firma elettronica qualificata);
– Considerato che, in via generale, l’ordinamento prevede l’equiparazione tra firma digitale e firma autografa (Regolamento eIDAS + CAD);
– Considerato che tale equiparazione era esclusa, tra le altre, in materia elettorale dall’art. 2, comma 6, del CAD (eccezione alla regola generale);

  • Vista la sentenza n. 3/2025 della Corte costituzionale, che ha stabilito:
    l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 6, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale), nella parte in cui non prevede, per l’elettore che non sia in grado di apporre una firma autografa per certificata impossibilità derivante da un grave impedimento fisico o perché si trova nelle condizioni per esercitare il voto domiciliare, la possibilità di sottoscrivere un documento informatico con firma elettronica qualificata, cui è associato un riferimento temporale validamente opponibile ai terzi


– Considerato pertanto che, per tali elettori, viene meno l’eccezione e torna ad applicarsi la regola generale di equiparazione tra firma digitale e firma autografa;
– Visto il decreto-legge 19 marzo 2025, n. 27, art. 4, convertito con modificazioni dalla legge 15 maggio 2025, n. 72, che ha già recepito tali principi nelle consultazioni elettorali e indicato i riferimenti normativi per le relative procedure;
– Considerato che la sottoscrizione di proposte di legge di iniziativa popolare costituisce esercizio di diritti politici di pari rilievo costituzionale

Principio affermato

Le persone che:
– non sono in grado di apporre una firma autografa per grave impedimento fisico certificato, oppure
– si trovano nelle condizioni per esercitare il diritto di voto domiciliare
hanno diritto di sottoscrivere atti di partecipazione politica mediante firma elettronica qualificata (FEQ), con piena validità giuridica.

Modalità operative
Per garantire la validità della sottoscrizione:

1. Documento informatico
Il modulo di raccolta firme deve essere predisposto in formato digitale (PDF) e fornito dal comitato promotore.

2. Firma elettronica qualificata (FEQ)
La sottoscrizione deve avvenire tramite: firma digitale o altro strumento qualificato ai sensi del CAD; con marca temporale opponibile ai terzi.

3. Certificazione
Deve essere allegata certificazione che attesti:

4. Trasmissione
Il documento informatico sottoscritto, insieme alla certificazione, deve essere trasmesso al comitato promotore competente per la raccolta firme.

***

Per qualsiasi domanda o approfondimento scrivere a:
info@associazionelucacoscioni.it

L'articolo Vademecum – Sull’utilizzo della firma digitale per le persone con disabilità gravi nell’esercizio dei diritti politici proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 MUNICIPIO III di Roma, Via Umberto Fracchia 45 – Roma
🗓 Mercoledì 29 aprile 2026
🕡 Dalle 08:30 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Roma, in collaborazione con il MUNICIPIO III di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017

Accesso libero, per maggiori informazioni cellularoma@associazionelucacoscioni.it

L'articolo La Cellula Coscioni di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico proviene da Associazione Luca Coscioni.

Vademecum – Sull’utilizzo della firma digitale per le persone con disabilità gravi nell’esercizio dei diritti politici


VADEMECUM – Sul diritto all’utilizzo della firma elettronica qualificata per le persone con disabilità gravi nell’esercizio dei diritti politici (sottoscrizione liste ovvero firma di referendum e proposta di legge di iniziativa popolare non comprese nel portale nazionale) a seguito della sentenza n. 3/2025 della Corte costituzionale

Quadro normativo di riferimento
– Visto il Regolamento (UE) n. 910/2014 (c.d. eIDAS), in particolare l’art. 25, par. 2, che stabilisce l’equiparazione giuridica tra firma elettronica qualificata e firma autografa;
– Visto il Codice dell’amministrazione digitale (d.lgs. 7 marzo 2005, n. 82), in particolare l’art. 20, comma 1-bis (validità del documento informatico sottoscritto con firma elettronica qualificata);
– Considerato che, in via generale, l’ordinamento prevede l’equiparazione tra firma digitale e firma autografa (Regolamento eIDAS + CAD);
– Considerato che tale equiparazione era esclusa, tra le altre, in materia elettorale dall’art. 2, comma 6, del CAD (eccezione alla regola generale);

  • Vista la sentenza n. 3/2025 della Corte costituzionale, che ha stabilito:
    l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 6, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’amministrazione digitale), nella parte in cui non prevede, per l’elettore che non sia in grado di apporre una firma autografa per certificata impossibilità derivante da un grave impedimento fisico o perché si trova nelle condizioni per esercitare il voto domiciliare, la possibilità di sottoscrivere un documento informatico con firma elettronica qualificata, cui è associato un riferimento temporale validamente opponibile ai terzi


– Considerato pertanto che, per tali elettori, viene meno l’eccezione e torna ad applicarsi la regola generale di equiparazione tra firma digitale e firma autografa;
– Visto il decreto-legge 19 marzo 2025, n. 27, art. 4, convertito con modificazioni dalla legge 15 maggio 2025, n. 72, che ha già recepito tali principi nelle consultazioni elettorali e indicato i riferimenti normativi per le relative procedure;
– Considerato che la sottoscrizione di proposte di legge di iniziativa popolare costituisce esercizio di diritti politici di pari rilievo costituzionale

Principio affermato

Le persone che:
– non sono in grado di apporre una firma autografa per grave impedimento fisico certificato, oppure
– si trovano nelle condizioni per esercitare il diritto di voto domiciliare
hanno diritto di sottoscrivere atti di partecipazione politica mediante firma elettronica qualificata (FEQ), con piena validità giuridica.

Modalità operative
Per garantire la validità della sottoscrizione:

1. Documento informatico
Il modulo di raccolta firme deve essere predisposto in formato digitale (PDF) e fornito dal comitato promotore.

2. Firma elettronica qualificata (FEQ)
La sottoscrizione deve avvenire tramite: firma digitale o altro strumento qualificato ai sensi del CAD; con marca temporale opponibile ai terzi.

3. Certificazione
Deve essere allegata certificazione che attesti:

4. Trasmissione
Il documento informatico sottoscritto, insieme alla certificazione, deve essere trasmesso al comitato promotore competente per la raccolta firme.

***

Per qualsiasi domanda o approfondimento scrivere a:
info@associazionelucacoscioni.it

L'articolo Vademecum – Sull’utilizzo della firma digitale per le persone con disabilità gravi nell’esercizio dei diritti politici proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Marco Cappato a Milano per l’incontro “Nostra solitudine. Dalla solitudine alla libertà: riflessioni sul viaggio di liberazione”

📍 Fabbrica del Vapore, Via Giulio Cesare Procaccini 4, Milano
📅 Venerdì 22 maggio 2026
🕟 Ore 16:30–17:30
Link per prenotazione


Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà a Milano nell’ambito di Vesak 2026, il festival dedicato al tema “Libertà e liberazione. Due orizzonti, un solo respiro”, con l’incontro “Nostra solitudine. Dalla solitudine alla libertà: riflessioni sul viaggio di liberazione”.

Insieme a lui parteciperanno Daria Bignardi, giornalista, scrittrice e autrice di radio, tv e podcast, e Dario Doshin Girolami, maestro Zen, abate del Centro Zen l’Arco, cappellano carcerario e ministro di culto dell’Unione Buddhista Italiana. L’incontro si svolgerà in dialogo con Francesca Coin, sociologa, scrittrice e giornalista.

L’iniziativa sarà un’occasione di confronto sul rapporto tra solitudine, libertà e percorsi di liberazione, dentro una riflessione che intreccia dimensione personale, spirituale e civile.

Per partecipare è necessaria la prenotazione a questo link

L'articolo Marco Cappato a Milano per l’incontro “Nostra solitudine. Dalla solitudine alla libertà: riflessioni sul viaggio di liberazione” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso lo Sportello Testamento Biologico

📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16, Treviso
📅 Venerdì 24 aprile 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00


La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso una nuova giornata dello Sportello Testamento Biologico, uno spazio dedicato a DAT (testamento biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, cure palliative, sedazione palliativa profonda e morte volontaria medicalmente assistita.

Lo sportello è coordinato da un volontario della Cellula esperto di biodiritto e si svolgerà in presenza del dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi.

Sono previsti 4 appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno.
Per partecipare è necessario prenotarsi:
+39 328 69 66 553
CELLULATREVISO@ASSOCIAZIONELUCACOSCIONI.IT

L'articolo La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso lo Sportello Testamento Biologico proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso lo Sportello Testamento Biologico

📍 Libreria San Leonardo, Piazza Santa Maria dei Battuti 16, Treviso
📅 Sabato 11 aprile 2026
🕙 Dalle 10:00 alle 12:00


La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso una nuova giornata dello Sportello Testamento Biologico, uno spazio dedicato a DAT (testamento biologico), pianificazione condivisa delle cure, consenso informato, rifiuto di trattamenti sanitari, cure palliative, sedazione palliativa profonda e morte volontaria medicalmente assistita.

Lo sportello è coordinato da un volontario della Cellula esperto di biodiritto e si svolgerà in presenza del dott. Antonio Orlando, oncologo palliativista, già responsabile sanitario dell’Hospice Casa dei Gelsi.

Sono previsti 4 appuntamenti di circa 30 minuti ciascuno.
Per partecipare è necessario prenotarsi:
+39 328 69 66 553
CELLULATREVISO@ASSOCIAZIONELUCACOSCIONI.IT

L'articolo La Cellula Coscioni Treviso organizza a Treviso lo Sportello Testamento Biologico proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Catania al Catania Book Festival con l’incontro “Storie e diritti sul fine vita con le parole di chi ha scelto”

📍 Palazzo della Cultura, Sala della Notte, Catania📅 Sabato 25 aprile 2026🕒 Ore 15:00


La Cellula Coscioni Catania partecipa al Catania Book Festival con l’incontro “Storie e diritti sul fine vita con le parole di chi ha scelto”, un appuntamento dedicato alle vicende più emblematiche di eutanasia e suicidio medicalmente assistito, tra narrazione pubblica, profili biografici e questioni giuridiche.

L’evento, in collaborazione con gli attori di Fabbrica Teatro, racconterà le storie di persone che hanno scelto di porre fine alla propria vita, in Svizzera e in Italia, anche attraverso la lettura di brani tratti dai messaggi che queste stesse persone hanno voluto lasciare negli ultimi momenti, affinché fossero resi pubblici e conosciuti.

L’incontro è a ingresso libero, previo acquisto del biglietto per il festival disponibile a questo link

L'articolo La Cellula Coscioni Catania al Catania Book Festival con l’incontro “Storie e diritti sul fine vita con le parole di chi ha scelto” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

La Cellula Coscioni Catania al Catania Book Festival con il laboratorio “Facciamo testamento (biologico)”

📍 Palazzo della Cultura, Sala Sant’Agata, Catania
📅 Venerdì 24 aprile 2026
🕙 Ore 10:15


La Cellula Coscioni Catania partecipa al Catania Book Festival con il laboratorio partecipativo “Facciamo testamento (biologico)”, dedicato al tema delle Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) e alla libertà di scelta nel fine vita.

L’iniziativa sarà un momento di approfondimento pratico e informativo su ciò che ciascuna persona vuole e può decidere in merito ai trattamenti sanitari, con particolare attenzione a come funziona la compilazione e la presentazione delle DAT, previste dalla legge 219 del 22 dicembre 2017.

L’incontro è a ingresso libero, previo acquisto del biglietto per il festival disponibile a questo link

L'articolo La Cellula Coscioni Catania al Catania Book Festival con il laboratorio “Facciamo testamento (biologico)” proviene da Associazione Luca Coscioni.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please log in.

Alessandro Bardini a Bologna per l’incontro “Nomenclatore e protesica. Analisi delle prospettive dopo il TAR”

📍 Sala Bellini, Padiglione 21, ExpoSanità, BolognaFiere, Piazza Costituzione 6,Bologna📅 Giovedì 23 aprile 2026🕝 Ore 14:30–16:30


Alessandro Bardini, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà a Bologna all’incontro “Nomenclatore e protesica. Analisi delle prospettive dopo il TAR”, promosso da Confimi Industria Sanità nell’ambito di ExpoSanità 2026.

Al centro della discussione ci saranno le prospettive di aggiornamento del modello, anche alla luce del recente pronunciamento del TAR Lazio che ha riaperto il confronto sui criteri di definizione delle tariffe e sull’equilibrio tra sostenibilità del sistema, accesso all’innovazione e qualità dell’assistenza.

Nel talk in programma interverranno, insieme ad Alessandro Bardini, Walter Bergamaschi, direttore generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute, Massimo Pulin, presidente di Confimi Industria Sanità, e Fabrizio Ciullo, coordinatore dell’area ortesi, protesi e ausili di SIMFER. L’evento sarà moderato da Michelangelo Roberto, segretario di Confimi Industria Sanità.

QUI il programma completo

L'articolo Alessandro Bardini a Bologna per l’incontro “Nomenclatore e protesica. Analisi delle prospettive dopo il TAR” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Nel Lazio parte la raccolta firme per la proposta di legge “Liberi Subito”


Obiettivo: 10.000 firme entro entro sei mesi per chiedere al Consiglio regionale del Lazio quanto già fatto in Toscana e Sardegna sempre su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni

Intanto sono 125 le richieste di informazioni sul fine vita da parte di persone malate del Lazio ricevute dall’Associazione dal 2024 a oggi


Dopo il mancato esame della proposta depositata nel 2023, parte ufficialmente oggi nel Lazio la raccolta firme a sostegno della proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e finalizzata a garantire procedure chiare e uniformi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Obiettivo: raccogliere 10.000 firme di cittadini e cittadine residenti nel Lazio per chiedere al Consiglio regionale del Lazio quanto già raggiunto in Toscana e Sardegna.

La sentenza 204/2025 della Corte costituzionale ha chiarito infatti che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare modalità e tempi con cui il Servizio sanitario rende effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire su materia penale o civile.

La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo:

  • procedure certe per la verifica dei requisiti;
  • uniformità sul territorio regionale;
  • trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.

Intanto sono 125 le richieste di informazioni sul fine vita da parte di persone malate del Lazio ricevute dall’Associazione Luca Coscioni dal 2024 a oggi, tramite contatti mail o Numero Bianco, l’infoline gratuita dell’Associazione per fare luce sui diritti nel fine vita.

Di queste, 45 arrivano da pazienti oncologici, come Sibilla Barbieri, romana, che è stata costretta ad andare in Svizzera per accedere alla morte volontaria assistita dopo aver ricevuto nel 2023 un diniego da parte della propria ASL alla richiesta di accesso al suicidio medicalmente assistito, perché non sarebbe stato presente il requisito del trattamento di sostegno vitale. Barbieri è stata accompagnata tramite un’azione di disobbedienza civile dagli attivisti di Soccorso Civile: il figlio, Vittorio Parpaglioni e l’ex senatore Marco Perduca. Insieme a loro si sono poi autodenunciati l’onorevole Riccardo Magi, il senatore Ivan Scalfarotto e l’ex senatore Luigi Manconi, che hanno contribuito all’organizzazione.

“Continuiamo la lotta che è stata anche di Sibilla Barbieri – ha dichiarato Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni -. Oggi, anche senza una legge nazionale, chi possiede i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale può accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Tuttavia, in assenza di regole regionali, questo diritto resta spesso ineffettivo. Una legge regionale serve a rendere il diritto realmente accessibile, evitando disparità e ritardi. L’assenza di procedure chiare continua infatti a produrre casi come quello di Sibilla Barbieri, costretta nel 2023 ad andare in Svizzera nonostante avesse i requisiti per accedere alle procedure italiane. In quel caso l’azienda sanitaria non ha ritenuto neppure di verificare . L’Associazione Luca Coscioni segue attualmente numerose persone in Italia che incontrano ostacoli nell’accesso a questo diritto”.

L'articolo Nel Lazio parte la raccolta firme per la proposta di legge “Liberi Subito” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Con la Guidance Paper on Psychedelic Therapies in Europe, arriva il primo documento di output dello studio ufficiale finanziato dall’UE


È uscita la Guidance Paper on Psychedelic Therapies in Europe, una guida regolatoria generale per gli operatori del settore, pubblicata il 30 marzo 2026 nell’ambito del progetto PsyPal, finanziato dall’UE e coordinato dall’Academisch Ziekenhuis Groningen / UMC Groningen. Attivo dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2027, PsyPal riceve circa 6,55 milioni di euro per studiare la terapia con psilocibina per il distress psicologico ed esistenziale in pazienti con BPCO, sclerosi multipla, SLA e parkinsonismi atipici.

Il documento non è una norma europea né una linea guida EMA vincolante, ma un indirizzo politico-regolatorio per colmare il divario tra ricerca, pratica clinica, regolazione e implementazione nei sistemi sanitari. Contiene 10 raccomandazioni, sviluppate anche grazie a 21 interviste a stakeholder di diversi ambiti.

Il focus è ora su come tradurre il potenziale clinico delle terapie psichedeliche in percorsi sicuri, equi e verificabili, costruendo istituzioni, standard, formazione, controlli e rimborsabilità. Il guidance paper di PsyPal si inserisce proprio in questo contesto.

Il documento nasce da un importante progetto europeo, PsyPal, il primo grande progetto clinico finanziato dall’UE in questo ambito. Si concentra sulla psilocibina nel trattamento del distress psicologico ed esistenziale nelle cure palliative per persone con patologie progressive e invalidanti. Questo dimostra che il dibattito europeo sulle terapie psichedeliche sta entrando in una delle aree più delicate della medicina contemporanea, dove sofferenza, dignità, salute mentale e qualità della vita si intrecciano.

L’Europa si sta muovendo, ma con le cautele del diritto farmaceutico. L’EMA, nell’aprile 2024, ha organizzato un workshop multi-stakeholder sugli psichedelici e ha incluso una sezione specifica sulle sostanze psichedeliche nella nuova guideline sui medicinali per la depressione, adottata nel gennaio 2025. Il tema è ora nel campo visivo del regolatore europeo.

Entrare nel campo visivo del regolatore non garantisce l’approvazione. Le terapie psichedeliche devono rispettare gli stessi standard di sicurezza ed efficacia degli altri medicinali, nonostante le loro criticità specifiche. Il documento evidenzia le sfide del functional unblinding (difficoltà a mantenere il cieco negli studi a causa degli effetti soggettivi), degli expectancy effects (influenza delle aspettative di paziente e terapeuta), della definizione del ruolo della psicoterapia e della necessità di distinguere tra l’effetto del composto, del setting psicoterapeutico o della loro sinergia. Queste questioni, oltre che scientifiche, sono giuridiche e regolatorie, determinando ciò che potrà essere autorizzato, rimborsato e standardizzato.

Il documento sottolinea che l’autorizzazione non basta: una terapia può essere autorizzata ma inaccessibile. Propone una triade per affrontare il problema: autorizzazione, erogazione e copertura dei costi. Mancare uno di questi elementi compromette l’accesso reale. Oltre al via libera del regolatore, servono luoghi sicuri per la somministrazione, professionisti formati, protocolli chiari, monitoraggio, procedure di consenso informato rafforzato, follow-up e, soprattutto, meccanismi di rimborso o copertura. Senza questi, la cura esiste in teoria, ma non per tutti, diventando appannaggio di chi ha risorse, relazioni, mobilità o fortuna.

Il paper esamina anche l’impatto internazionale, evidenziando come i precedenti possano influenzare il dibattito pubblico e la domanda sociale, sia positivamente che negativamente. Possono infatti generare aspettative irrealistiche nei pazienti, creando un divario tra bisogno di cura e offerta regolamentata se la politica e i regolatori non intervengono.

Il documento affronta la questione dei percorsi informali di accesso, come off-label, uso compassionevole, trial clinici, cliniche private, retreat internazionali, turismo medico e uso informale o clandestino. Con realismo, sottolinea che la domanda non scompare se i sistemi pubblici non si adeguano, ma si sposta verso contesti meno sicuri e diseguali.

Per chi tutela i diritti, questo è il punto politico cruciale: evitare che l’inerzia istituzionale costringa le persone più fragili alla rinuncia, al privilegio economico o al sommerso. Il guidance paper afferma che l’Europa, se intende aprire alle terapie psichedeliche, deve costruire infrastrutture di garanzia, non solo procedure di autorizzazione.

Il documento evidenzia le tensioni nel settore. L’industria sottolinea l’importanza degli investimenti privati in ricerca, produzione e farmacovigilanza. Società civile e parte del mondo accademico, invece, avvertono il rischio di ridurre il problema all’innovazione farmacologica, ignorando il contesto, la relazione terapeutica, la formazione e l’equità di accesso. Il paper non nasconde queste tensioni.

La ricerca è avanzata, imponendo alla politica e ai regolatori di affrontare il tema seriamente, senza scorciatoie o narrazioni trionfalistiche. Il guidance paper chiede all’Europa di governare il fenomeno e garantire accesso precoce ai farmaci per chi non ha alternative, secondo la legge UE, come chiediamo con la firma dell’appello L’Italia Apra alle Terapie Psichedeliche.

Anche in Italia, la vera domanda non è se le terapie psichedeliche arriveranno, ma in quali condizioni: garanzie, pazienti, formazione operatori, raccolta dati, accesso anticipato, copertura economica, tutela contro diseguaglianze e improvvisazioni.

Il documento insegna che il tema non può essere lasciato all’entusiasmo di pochi o alla paura di molti. Deve essere affrontato dalle istituzioni responsabili, nella medicina regolata, con trasparenza pubblica e tutela dei diritti. Da lì bisogna partire.

L'articolo Con la Guidance Paper on Psychedelic Therapies in Europe, arriva il primo documento di output dello studio ufficiale finanziato dall’UE proviene da Associazione Luca Coscioni.

Cannabis, Perduca: “Il Governo offende la Costituzione in tema di proporzionalità delle pene”


In occasione della giornata mondiale della cannabis, che da oltre 30 anni viene celebrata il 20 aprile (in inglese 4 e 20), Marco Perduca dell’Associazione Luca Coscioni, già presidente del Comitato promotore del referendum Cannabis Legale, ha partecipato alle azioni promosse da Riccardo Magi e Radicali Italiani a Montecitorio, organizzate per ricordare le lotta contro le proibizioni imposte alla pianta e per denunciare l’ennesima modifica delle norme penali imposte dal decreto “sicurezza” adottato in Senato il 17 aprile scorso.

“Questo ennesimo provvedimento securitario” ha dichiarato Perduca “prevede, tra le altre cose, una modifica della legge 309/90 che riduce il margine di applicazione dell’attenuante della “lieve entità” nei reati di “droga”, andando a colpire i venditori abituali e continuativi di sostanze, anche leggere, per i quali diventa più difficile beneficiare di una riduzione di pena.

Incurante del sovraffollamento carcerario, in particolare quello minorile legato alle modifiche di pene introdotte dal “decreto Caivano”, il governo si assume la responsabilità di offendere la Costituzione nel principio della proporzionalità delle pene. All’indomani della definitiva conversione in legge” conclude Perduca “non mancheremo di attivare tutte quanto di civicamente possibile per difendere la legalità costituzionale e chiedere un chiaro impegno antiproibizionista a chi si oppone a questo Governo”.

L'articolo Cannabis, Perduca: “Il Governo offende la Costituzione in tema di proporzionalità delle pene” proviene da Associazione Luca Coscioni.

“Sulle liste d’attesa, per Schillaci e il Ministero il rispetto dei tempi è al 87,2% ma dati ufficiali sotto al 40%”


“Il Ministro Schillaci, nell’intervista di oggi alla Stampa afferma che il rispetto dei tempi per gli esami diagnostici sia al 87,2% e quello per le visite all’80,9%, cioè che nei fatti il problema dei tempi di attesa non esiste”, replica il Professor Marcello Crivellini, docente di Analisi e Organizzazione di Sistemi Sanitari al Politecnico di Milano e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni. “Lo fa in base a dati in suo esclusivo possesso e inaccessibili a tutti gli altri. I dati di Agenas al 31 dicembre (ultimi disponibili) pubblicati sul sito del Ministero della Salute indicano invece che la percentuale dei cittadini che accetta i tempi proposti per gli esami diagnostici è del 40% e per le visite del 34,9%”.

“La differenza non riguarda decimali: i dati del Ministro sono più del doppio di quelli ufficialmente pubblicati sul sito del Ministero della salute. Tra Ministro e Ministero-Agenas chi mente? L’osservazione sperimentale sul territorio indicherebbe chiaramente il primo. O forse c’è qualcuno che fa credere al Ministro cose che non esistono?”.

Per aiutare i cittadini, l’Associazione mette a disposizione sul proprio sito un modulo scaricabile per richiedere il percorso di tutela nei casi di ritardo, che garantisce la prestazione entro i tempi massimi, in regime di intramoenia o presso altra struttura convenzionata, senza costi aggiuntivi oltre al ticket.

L’Associazione invita inoltre tutti i cittadini a segnalare eventuali difficoltà o inadempienze scrivendo a info@associazionelucacoscioni.it, così da poter valutare eventuali azioni legali o iniziative di tutela collettiva.

Per maggiori informazioni e per scaricare il modulo


L'articolo “Sulle liste d’attesa, per Schillaci e il Ministero il rispetto dei tempi è al 87,2% ma dati ufficiali sotto al 40%” proviene da Associazione Luca Coscioni.

“Vorrei morire a casa mia, è una questione di dignità”: il video appello di Roberto, paziente oncologico veneto che ha ricevuto il secondo diniego al suicidio assistito


Dopo il peggioramento delle sue condizioni, Roberto ha chiesto una rivalutazione, ma ha anche preso contatto con la Svizzera

Ultimo giorno della nostra mobilitazione per chiedere al Governo di ritirare la legge che eliminerebbe i diritti già riconosciuti e al Parlamento di esaminare la legge popolare per l’”Eutanasia Legale”. Si firma online a questo link


Roberto, 67 anni, paziente veneto affetto da un tumore cerebrale diagnosticato nel 2006, ha deciso di rendere nota la sua condizione e uscire dall’anonimato per chiedere di poter essere aiutato a morire in Italia, a casa sua. Lo fa in un video, diffuso dall’Associazione Luca Coscioni. Queste le sue parole:

Ho un tumore al cervello incurabile che si propaga sempre più velocemente. Da un momento all’altro potrebbe provocare un ictus. Mi chiamo Roberto e vorrei porre fine ai miei giorni prima che diventino impossibili a viversi.

All’improvviso potrei perdere la vista, la parola, la capacità di muovere le braccia, le gambe. Purtroppo non c’è possibilità di cura. Ogni sera spero di morire nel sonno.

La mattina faccio fatica ad alzarmi dal letto. Per questo ho chiesto di essere aiutato a morire come previsto dalla Corte Costituzionale. In Svizzera sono pronti ad aiutarmi, ma preferirei morire a casa mia. Credo che una prognosi infausta come la mia debba essere un requisito sufficiente per avere l’aiuto del mio sistema sanitario. È una questione di dignità.


↓ IL VIDEO APPELLO DI ROBERTO↓


youtube.com/embed/ZDuqC4EUsX8?…

Se hai problemi a visualizzarlo CLICCA QUI

Roberto è affetto da un glioma diffuso, una forma aggressiva di tumore cerebrale che negli ultimi anni ha comportato crisi epilettiche quotidiane, difficoltà motorie e un progressivo deterioramento cognitivo. Non esistono terapie disponibili e la prognosi è infausta. A ottobre 2024 ha presentato la domanda alla sua azienda sanitaria per la verifica dei requisiti richiesti dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale per poter accedere al suicidio assistito in Italia. Dopo oltre cinque mesi, a maggio 2025, ha ricevuto un diniego da parte della ASL perché non sarebbe in possesso di uno dei quattro requisiti indicati dalla Corte: la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale.

Dopo il diniego, Roberto ha avviato il percorso per poter il suicidio assistito in Svizzera, ottenendo l’autorizzazione. Tuttavia, desidera poter scegliere di porre fine alle proprie sofferenze in Italia, nella propria casa.

A seguito di un peggioramento delle sue condizioni irreversibili e del rifiuto di un’intervento chirurgico da lui valutato come troppo rischioso e privo di garanzie sull’esito, ha richiesto una nuova rivalutazione del suo stato di salute, assistito dal collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo e composto anche dalle avvocate Francesca Re e Alessia Cicatelli e dagli avvocati Angelo Calandrini e Roberto D’Andrea.

“Il caso di Roberto dimostra dimostra la necessità di una legge che ampli i diritti delle persone nel fine vita, come la nostra legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale. Il testo di legge del Governo, invece, esclude il Servizio sanitario nazionale dal percorso di fine vita e restringe il requisito della dipendenza da trattamenti di sostegno vitale ai soli trattamenti sostitutivi di funzioni vitali, in contrasto con quanto indicato dalla Corte costituzionale. Così si ignorano le sofferenze reali dei malati e si introduce una discriminazione basata sulle modalità della malattia, anziché sulla condizione clinica e sulla volontà della persona” hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria Nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

L’Associazione Luca Coscioni, al termine delle due settimane di mobilitazione in oltre 100 piazze in Italia, rilancia oggi la raccolta firme onlineper chiedere alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di fare un passo indietro e lasciare il Parlamento libero di discutere una legge che garantisca davvero la libertà di scelta delle persone, come la legge di iniziativa popolare “Eutanasia legale”.

L'articolo “Vorrei morire a casa mia, è una questione di dignità”: il video appello di Roberto, paziente oncologico veneto che ha ricevuto il secondo diniego al suicidio assistito proviene da Associazione Luca Coscioni.

Sabrina Di Giulio (Ass. Coscioni): sulla SLA appello di decine di migliaia di persone non deve essere ignorato


Sono una persona malata di SLA da molti anni e so cosa significa vivere ogni giorno grazie all’assistenza degli altri. So cosa significa dipendere completamente da qualcuno per poter vivere con dignità.

In questo periodo sto valutando di trasferirmi nelle Marche per esigenze familiari. Ma anche una scelta così semplice, per una persona nelle mie condizioni, diventa incerta e difficile. Perché in Italia il livello di assistenza cambia da territorio a territorio e non è affatto scontato poter mantenere le stesse cure e lo stesso supporto.

Questo significa che non siamo davvero liberi. Significa che la qualità della nostra vita dipende dal luogo in cui viviamo.

Per questo sostengo con convinzione l’appello già sottoscritto da 44.000 persone, che sarà presentato in una conferenza stampa dal titolo “44.00o voci non possono essere ignorate” , martedì 21 aprile alle ore 11:30 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, con gli interventi dell’on. Ilenia Malavasi, del professor Maurizio Inghilleri, di Francesco Menotti, Andrea Caffo e del giornalista e caregiver Francesco Vitale, in un confronto tra istituzioni, scienza e persone direttamente coinvolte dalla malattia.

A nome mio e dell’Associazione Luca Coscioni, esprimo pieno sostegno a questa iniziativa, che chiede alle istituzioni sulla SLA interventi concreti e immediati: un’assistenza uniforme su tutto il territorio nazionale, adeguata allo stadio della malattia, un sostegno alla famiglie e un reale investimento nella ricerca scientifica, anche – aggiungo ricordando il mio amico Luca Coscioni con cui abbiamo fondato l’associazione che porta il suo nome – eliminando i divieti che ne ostacolano lo sviluppo, come quelli sulle cellule staminali, favorendo dunque la libertà di ricerca.

Il diritto a vivere con dignità non può essere evocato a parole o ridotto a retorica politica, ma deve tradursi in strumenti concreti di assistenza, ogni giorno e ovunque, garantiti dalle istituzioni.

Sabrina Di Giulio
Consigliera generale Associazione Luca Coscioni

L'articolo Sabrina Di Giulio (Ass. Coscioni): sulla SLA appello di decine di migliaia di persone non deve essere ignorato proviene da Associazione Luca Coscioni.

Ausili e carrozzine, il ricorso su un caso emblematico contro le forniture inadeguate delle ASL


Immaginate di essere una persona con grave disabilità che ha bisogno di un ausilio specifico per vivere in autonomia e che la ASL, invece di fornirvi ciò che vi è stato prescritto, vi offra un presidio diverso, privo delle caratteristiche necessarie. Immaginate poi che, per ottenere quelle funzioni indispensabili, vi venga chiesto di pagare di tasca vostra oltre 10.000 euro. Non è un’ipotesi astratta, ma una situazione che si ripete con grande frequenza, come dimostrato dall’indagine svolta nei mesi scorsi dall’Associazione Luca Coscioni.

Proprio per questo abbiamo deciso, come Associazione, di prendere in carico un caso concreto e rappresentativo di questa realtà. Alla prima udienza, il Giudice, letti gli atti delle parti, ha invitato la ASL a verificare la possibilità di giungere ad una soluzione bonaria della controversia.

Nel nostro ricorso abbiamo evidenziato come il presidio richiesto costituisca un rinnovo di un ausilio già utilizzato e già autorizzato, sottolineando inoltre come l’ASL non abbia adeguatamente compreso l’effettiva inidoneità dell’ausilio che intendeva concedere rispetto alle esigenze di autonomia e di inserimento sociale della persona con disabilità.

L’ASL si è costituita sostenendo di aver comunque garantito una soluzione conforme ai LEA, ritenendo non indispensabili alcune componenti richieste e qualificandole come semplici accessori. Una posizione che appare particolarmente preoccupante, se si considera che tali dispositivi sono invece essenziali per l’autonomia della persona, e che evidenzia una mancata reale conoscenza delle esigenze concrete dei propri assistiti: non tutte le carrozzine sono uguali, e un presidio inidoneo può di fatto costringere una persona con disabilità a rimanere relegata in casa.

L’Associazione Luca Coscioni, promotrice della tutela, intende ribadire con forza un principio fondamentale: ogni persona, anche in presenza di disabilità, ha diritto ad essere libera nelle proprie scelte di vita e pienamente inclusa nella società.

L'articolo Ausili e carrozzine, il ricorso su un caso emblematico contro le forniture inadeguate delle ASL proviene da Associazione Luca Coscioni.

Ausili e carrozzine, il ricorso su un caso emblematico contro le forniture inadeguate delle ASL


Immaginate di essere una persona con grave disabilità che ha bisogno di un ausilio specifico per vivere in autonomia e che la ASL, invece di fornirvi ciò che vi è stato prescritto, vi offra un presidio diverso, privo delle caratteristiche necessarie. Immaginate poi che, per ottenere quelle funzioni indispensabili, vi venga chiesto di pagare di tasca vostra oltre 10.000 euro. Non è un’ipotesi astratta, ma una situazione che si ripete con grande frequenza, come dimostrato dall’indagine svolta nei mesi scorsi dall’Associazione Luca Coscioni.

Proprio per questo abbiamo deciso, come Associazione, di prendere in carico un caso concreto e rappresentativo di questa realtà. Alla prima udienza, il Giudice, letti gli atti delle parti, ha invitato la ASL a verificare la possibilità di giungere ad una soluzione bonaria della controversia.

Nel nostro ricorso abbiamo evidenziato come il presidio richiesto costituisca un rinnovo di un ausilio già utilizzato e già autorizzato, sottolineando inoltre come l’ASL non abbia adeguatamente compreso l’effettiva inidoneità dell’ausilio che intendeva concedere rispetto alle esigenze di autonomia e di inserimento sociale della persona con disabilità.

L’ASL si è costituita sostenendo di aver comunque garantito una soluzione conforme ai LEA, ritenendo non indispensabili alcune componenti richieste e qualificandole come semplici accessori. Una posizione che appare particolarmente preoccupante, se si considera che tali dispositivi sono invece essenziali per l’autonomia della persona, e che evidenzia una mancata reale conoscenza delle esigenze concrete dei propri assistiti: non tutte le carrozzine sono uguali, e un presidio inidoneo può di fatto costringere una persona con disabilità a rimanere relegata in casa.

L’Associazione Luca Coscioni, promotrice della tutela, intende ribadire con forza un principio fondamentale: ogni persona, anche in presenza di disabilità, ha diritto ad essere libera nelle proprie scelte di vita e pienamente inclusa nella società.

L'articolo Ausili e carrozzine, il ricorso su un caso emblematico contro le forniture inadeguate delle ASL proviene da Associazione Luca Coscioni.