Nuova svolta nel caso di “Libera”: il Tribunale di Firenze ordina al CNR la realizzazione e la fornitura della tecnologia per l’autosomministrazione del farmaco entro 90 giorni
“Libera”: sono grata al giudice di Firenze, ma la stanchezza e la sofferenza hanno superato ogni limite umano. Pronta a ricevere aiuto a morire tramite un’azione di disobbedienza civile”
Filomena Gallo: “è una corsa contro il tempo”
La vicenda di “Libera” è tornata davanti al Tribunale di Firenze. Con un’ordinanza del 16 ottobre, il giudice aveva fissato, entro 15 giorni e quindi per la fine del mese, il termine entro cui fornire la strumentazione necessaria a consentire, tramite comando oculare, l’infusione endovenosa del farmaco per il fine vita. Nessuna delle aziende inizialmente disponibili ha però prodotto il dispositivo richiesto.
Di fronte all’impossibilità di reperire la tecnologia, la USL Toscana nord-ovest ha presentato ricorso al Tribunale chiedendo indicazioni sui provvedimenti idonei a superare l’impasse. I legali* di “Libera”, coordinati dall’avvocata Filomena Gallo, Segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, dopo ulteriori verifiche tra enti pubblici e privati, hanno individuato da settembre nel Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) l’ente pubblico competente e dotato delle tecnologie necessarie.
All’udienza del 19 novembre, il CNR ha confermato la possibilità di realizzare un macchinario che permetta a “Libera” di attivare autonomamente l’autosomministrazione del farmaco letale, precisando che saranno necessari circa 90 giorni per la sua progettazione e la messa a punto.
Con il provvedimento emesso successivamente all’udienza, il giudice ha ordinato alla USL Toscana nord-ovest di avviare immediatamente la procedura con il CNR e di sostenerne tutti i costi. Contestualmente, il CNR è stato nominato ausiliario dell’autorità giudiziaria, ricevendo mandato diretto a predisporre e fornire la tecnologia all’azienda sanitaria entro 90 giorni.
Una volta ricevuto il dispositivo, la USL dovrà consegnarlo a “Libera” insieme al farmaco, affinché la paziente possa finalmente decidere in autonomia se e quando procedere con il suicidio medicalmente assistito.
Dichiara “Libera”:
Ho vissuto una vita ricca di amore, relazioni e significato, ma oggi sono imprigionata in un corpo che non risponde più, completamente paralizzata con sofferenza, e privata di ogni autonomia. Grazie alla “sentenza Cappato” posso accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, ma poiché non posso farlo da sola devo attendere altri. Eppure chi chiede la sedazione palliativa profonda ottiene che un medico somministri un farmaco, perché per me non può essere attivato dallo stesso medico invece il farmaco che mi fa morire subito? Avevo chiesto solo che la mia volontà fosse rispettata e che un medico potesse essere autorizzato a intervenire su mia richiesta. Invece, la Consulta ha rimandato la decisione al giudice di Firenze, costringendo a ripetere indagini già svolte e imponendo nuovi passaggi burocratici su dispositivi che esistono, ma che le aziende non adattano per la mia situazione. Ogni rinvio è un tempo che io passo nella sofferenza, nella paura concreta di una fine dolorosa che non ho scelto. Sono grata al giudice di Firenze, ai miei legali, che hanno agito con serietà e rispetto, ma la stanchezza e la sofferenza hanno superato ogni limite umano.Per questo oggi dichiaro che se in tempi brevissimi non riceverò la strumentazione necessaria sono pronta a ricevere l’aiuto a morire sotto forma di azioni di disobbedienza civile: un atto pubblico, nonviolento e trasparente, per porre fine alla violenza che sto vivendo.
Non voglio vie oscure, non cerco scorciatoie pericolose. Chiedo che venga finalmente riconosciuto il mio diritto a una scelta libera e umana con l’aiuto di strumentazioni o di una persona che mi somministri il farmaco letale.
Commenta Filomena Gallo: “’Libera’ oggi è stanca, sofferente e in reale pericolo: potrebbe andare incontro a una morte improvvisa e atroce, come accaduto pochi giorni fa ad Ancona a una persona malata, morta soffocata mentre attendeva il pieno riconoscimento della sua condizione per accedere alla morte assistita. Per evitare che si ripeta una simile tragedia, stiamo valutando tutte le soluzioni nel pieno rispetto della legge. È una corsa contro il tempo”.
* Collegio legale di studio e difesa di “Libera” coordinato dall’avvocata Filomena Gallo e composto dagli avvocati Angioletto Calandrini, Francesca Re e Alessia Cicatelli
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Proiezione “Lasciatemi morire ridendo” a Rho
Cin&Città – Auditorium Comunale di Rho, Viale Filippo Meda
Lunedì 1 dicembre 2025
Ore 21:00
Nell’ambito della campagna nazionale di presentazione del documentario Lasciatemi morire ridendo, la Cellula Coscioni di Lainate in collaborazione con UAAR MILANO invita alla proiezione del film dedicato alla storia di Stefano Gheller, primo cittadino veneto a ottenere il via libera per l’aiuto medico alla morte volontaria..
In sala durante la proiezione saranno presenti il regista Massimo Fumagalli e la produttrice Virginia Rosaschino.
L’appuntamento è un’occasione per riflettere sui diritti ancora negati nel fine vita e sull’urgenza di garantire piena libertà di scelta alle persone in condizioni di sofferenza estrema.
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Per il garantismo
….RITENUTA quindi l’infondatezza della notizia di reato in quanto gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non appaiono idonei a sostenere l’accusa in giudizio, visti gli artt. 408/411 c.p.p., 125 D.Lv. 271/89 CHIEDE che il Giudice per le indagini preliminari in sede voglia disporre l’archiviazione del procedimento e ordinare la conseguente restituzione degli atti al proprio ufficio. Milano, 2 maggio 2017.IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA Tiziana Siciliano – sost. Sara Arduini
D’altronde la stessa Corte di Cassazione recentemente ha stabilito che: “Non integra il reato di alterazione di stato previsto dall’art. 567 comma 2 c.p., la trascrizione in Italia di un atto di nascita legittimamente formato all’estero, non potendosi considerare ideologicamente falso il certificato conforme alla legislazione del paese di nascita del minore, neppure nel caso in cui la procreazione sia avvenuta con modalità non consentite in Italia….., per tali motivi, ritenuto quindi che la notizia di reato è infondata; visti gli artt. 408/411 c.p.p., 125 d.lgs. n. 271/1989, chiede che il Giudice per le indagini preliminari in sede voglia disporre l’archiviazione del procedimento e ordinare la conseguente restituzione degli atti all’ufficio in intestazione.IL PUBBLICO MINISTERO
Sussistono i presupposti di legge per l’archiviazione del procedimento penale in epigrafe. …..Ciò che è emerso è la presenza di THC ma senza indicare una percentuale, per cui, essendo lecita la vendita di cannabis sativa purché con un contenuto di THC inferiore allo 0,6%, potrebbe operare una causa di esclusione dell’antigiuridicità”.Da qui l’istanza della Procura “di disporre l’archiviazione del procedimento” (artt. 408, 411 c.p.p.).
Nel secondo anniversario della morte di Sibilla Barbieri, avvenuta in Svizzera, la Procura della Repubblica di Roma ha notificato all’avvocata Filomena Gallo, difensore degli indagati Marco Cappato, Vittorio Parpaglioni e Marco Perduca, l’avviso di richiesta di archiviazione per l’autodenuncia presentata dai tre dopo aver aiutato la regista romana ad accedere alla morte assistita volontaria.La richiesta di archiviazione riguarda l’ipotesi di “aiuto al suicidio”, in seguito all’iniziativa dei tre esponenti dell’Associazione Luca Coscioni, che avevano accompagnato Sibilla Barbieri in Svizzera nel 2023, dopo il rifiuto della ASL 1 di Roma di autorizzare la procedura in Italia. Spetterà ora al giudice per le indagini preliminari (GIP) decidere se accogliere la richiesta della Procura o disporre un’udienza per valutare un’eventuale imputazione coatta. Solo dopo la pubblicazione delle motivazioni del Pubblico Ministero sarà possibile comprendere le basi giuridiche della richiesta di archiviazione.
E così via.
Gli esempi citati sono di richieste di archiviazione da parte di chi rappresenta l’accusa nel processo penale in Italia. È un fenomeno molto frequente: il 64% (quasi 2 su tre) dei procedimenti che escono dalle procure dopo la fine delle indagini preliminari non va a giudizio ma viene archiviato.
Ciò che caratterizza l’accusatore italiano così spesso descritto come un mastino, è in realtà una prima importante funzione di garanzia per l’Imputato. Se non convinto della colpevolezza l’accusatore, [il pubblico ministero (P.M.)] la cui carriera si vuole ora separare da quella dei giudici, è libero di chiedere il proscioglimento e spesso lo fa, proprio perché la cultura in cui si è formato ed opera è quella di capire come sono davvero andate le cose. Non di ottenere una condanna.
In altre parole, nell’ordinamento attuale e salvo eccezioni che sempre esistono, il P.M. prima di esser un accusatore è un magistrato che cerca di capire. Perdere tale cultura e formazione non farà bene alla giustizia. E soprattutto se il P.M. divenisse dipendente dagli indirizzi governativi (p.es su temi come i diritti civili perseguiti negli esempi) potrebbe trovarsi in difficoltà a chiedere un’archiviazione qualora lo ritenesse necessario.
Il Ministro Nordio afferma che finché ci sarà lui come Ministro della Giustizia, questo rischio di riduzione dell’indipendenza del P.M. non si porrà. E bisogna credergli. Ma una volta scardinate le funzioni di garanzia affidate agli accusatori dalla Costituzione e protette dai complessi meccanismi di revisione della Carta costituzionale, la graduale sottoposizione di quei magistrati accusatori al Governo potrebbe facilmente diventare possibile con leggi ordinarie, votabili dal Parlamento in seduta singola da semplici maggioranze parlamentari del 51% su indicazione di qualunque futuro Presidente del Consiglio e/o Ministro della Giustizia.
Per ammissione degli stessi proponenti, la legge 253 del 30 ottobre 2025 sulla separazione delle carriere poco o nulla contribuirà a rendere la giustizia più efficace e veloce. Cosa questa sì, più che mai urgente per noi tutti. Visto che una giustizia che arriva tardi non è mai vera giustizia.
Le misure per ottenerla sono note e richieste da anni a tutti i governi ma da nessuno di questi ultimi mai messe in opera come si dovrebbe. Suggerendo ciò che una giustizia rapida ed efficace interessa a (troppo) pochi.
- Piante organiche a completamento (magistrati, cancellieri e personale amministrativo)
- Ambienti (Uffici, Aule) adeguati
- Strumenti informatici adeguati, sottoposti a manutenzione regolare ed interventi tecnici tempestivi
- Più multe e misure alternative, meno carcere
- Condizioni carcerarie adeguate ad un paese civile
- Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) adeguate ad un paese civile
- Limite ad accusa e difesa di parole scritte per tipologia di reato e posizione esaminata
- Limite ad accusa e difesa di tempo di arringa per tipologia di reato e posizione esaminata
- Limite ad accusa e difesa della possibilità di impugnazione ai soli casi più gravi (con pene previste più alte), rendendo le decisioni di primo grado subito definitive per quelli meno gravi (con pene previste più basse)
Senza fare questo, la velocità dei processi non cambierà e la separazione dei P.M. dai giudici non farà altro che diminuire le garanzie per i cittadini. Per questo io voterò NO al referendum confermativo.
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Testamento biologico e futuro consapevole – Incontro ad Alba con la Cellula Coscioni di Cuneo
Sala Vittorio Riolfo, Via Vittorio Emanuele – Alba
Mercoledì 26 novembre 2025
Ore 18:00
In occasione dell’incontro pubblico “Testamento biologico e futuro consapevole”, la Cellula Coscioni di Cuneo sarà presente con un tavolo informativo per offrire materiali, rispondere alle domande e fornire strumenti concreti per approfondire il tema delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Un’occasione utile per chi desidera conoscere meglio i propri diritti sul fine vita e capire come esercitarli.
Durante l’incontro, si terrà un confronto sul tema con la Dott.ssa Mavi Oddero Avv.ta Margherita Fenoglio.
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Io Coltivo: che fine ha fatto la proposta di legge popolare?
Roma Senato della Repubblica – Sala Nassirya
Giovedì 20 novembre 2025
Ore 16:00
Giovedì 20 novembre alle ore 16:00 si terrà, presso la Sala Nassirya del Senato, la conferenza stampa “Io Coltivo: che fine ha fatto la proposta di legge popolare?”, dedicata al Disegno di Legge di iniziativa popolare S.1317 – Depenalizzazione della coltivazione per uso personale e in forma associata della cannabis, promosso da Meglio Legale, Associazione Luca Coscioni, Forum Droghe, con il sostegno di oltre 70 organizzazioni.
A quasi un anno dal deposito e a dieci mesi dall’assegnazione alle Commissioni Giustizia, Sanità e Lavoro, il Senato non ha ancora avviato l’esame del testo, in aperta violazione dell’art. 74 del Regolamento parlamentare.
Una scelta grave che ignora oltre 54.000 firme certificate, svilisce lo strumento della proposta di legge popolare e mina la partecipazione democratica.
Interverranno: Antonella Soldo, presidente Meglio Legale e vicesegretaria +Europa, Marco Perduca, Associazione Luca Coscioni, Francesca Druetti, segretaria nazionale Possibile, Leonardo Fiorentini, Forum Droghe, Mattia Cusani, Canapa Sativa Italia,Denise Amerini, CGIL.
Sono invitati a partecipare parlamentari, rappresentanti istituzionali, stampa e organizzazioni.
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“In Italia, decine di bambini e bambine sono discriminati e invisibili alle istituzioni perché nati con tecniche di fecondazione non gradite al Governo”
Questo il commento delle avvocate Francesca Re e Filomena Gallo nella Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia
Oggi è la Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia, che sono violati in tanta parte del mondo a causa di guerre, sfruttamento e violenze, anche all’interno della famiglia. Come se tutto ciò non bastasse, in Italia lo Stato aggiunge l’ottusità burocratica di negare a decine di bambini nati all’estero, grazie alla gravidanza per altri all’estero, in paesi in cui è perfettamente legale, la trascrizione del certificato di nascita. Così facendo, li si discrimina e mette a repentaglio la loro sicurezza affettiva e giuridica. Questo non è più accettabile. La trascrizione di un certificato di nascita nel paese in cui si vive non è solo una formalità ma un atto che rende pubblico e certo un fatto, ovvero il rapporto di genitorialità da cui derivano diritti fondamentali irrinunciabili.
Esistono bambini invisibili alle istituzioni solo perché nati con tecniche di fecondazione assistita non gradite al governo italiano, come la gravidanza per altri.
Impedire le trascrizioni, in assenza di una legge che lo preveda, bensì solo sulla base di una decisione degli ufficiali di stato civile, è oggi una forma subdola di punizione delle coppie o delle persone che vanno all’estero dove alcune tecniche di fecondazione assistita sono consentite, ma che di fatto determina una grave lesione dei diritti dei minori nati da queste tecniche. La legge 40 del 2004 al contrario, prevede che tutti i nati da tecniche di fecondazione assistita devono essere riconosciuti dai genitori, biologici o intenzionali, che hanno fatto ricorso a quelle tecniche.
In questa giornata, nata proprio per riconoscere diritti civili, sociali e politici a tutti i bambini e le bambine chiediamo al Governo, ai comuni, alle istituzioni di assumersi la responsabilità di garantire a ogni bambino e bambina il pieno riconoscimento giuridico e affettivo della propria famiglia, senza discriminazioni basate sulle modalità di nascita o sull’orientamento dei genitori, anche alla luce degli obblighi e le prospettive derivanti dal diritto europeo.
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Aperitivo assemblea della Cellula Coscioni Roma con Marco Cappato e Filomena Gallo
Friccicore – Via delle Acacie 14, Roma
Mercoledì 26 novembre 2025
Ore 19:30 – 21:00
Un’occasione di confronto, aggiornamento e rilancio delle attività della Cellula Coscioni di Roma in compagnia di Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, e Filomena Gallo, Segretaria nazionale, da anni in prima linea nelle battaglie per la libertà di scelta e per i diritti civili.
Durante l’aperitivo si discuterà delle campagne in corso, delle nuove iniziative locali e nazionali e dei prossimi obiettivi
Contributo richiesto: 15€. Parte del contributo sarà destinato a finanziare le attività della Cellula.
Per partecipare, è necessario preannunciare la propria presenza preferibilmente entro domenica 23 novembre all’indirizzo email cellularoma@associazionelucacoscioni.it
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Anna Pompili al Festival Margherita per ricordare l’eredità di Etienne Emile Baulieu
Auditorium Centro Culturale Roberto Gritti – Biblioteca di Ranica, Bergamo
Sabato 22 novembre 2025 – ore 21:00
Nell’ambito del Festival Margherita – Nessun dogma sotto questo cielo, giunto alla sua quarta edizione e dedicato a Margherita Hack, si terrà la presentazione-dialogo “L’eredità di Etienne Emile Baulieu. L’inventore della pillola abortiva RU486”. A portare il contributo dell’Associazione Luca Coscioni sarà Anna Pompili, ginecologa e consigliera generale dell’Associazione, da sempre impegnata nella promozione dei diritti sessuali e riproduttivi. Insieme a lei interverranno il ginecologo Corrado Melega, tra i primi in Italia ad aver utilizzato la RU486.
Sarà occasione per approfondire l’impatto della RU486 in Italia e sulle battaglie ancora in corso per garantirne un accesso realmente libero e sicuro.
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Accessibilità in cammino – Passeggiata per il diritto alla mobilità
Firenze – Giardino di Fortezza da Basso (nei pressi della fontana)
Mercoledì 19 novembre 2025
Ore 14:30
In occasione della Settimana Europea della Mobilità 2025, la Cellula Coscioni di Firenze organizza, in collaborazione con Legambiente Firenze e il Comune di Firenze, una passeggiata pubblica dal titolo:
ACCESSIBILITÀ IN CAMMINO – Garantire il diritto alla mobilità
Un’iniziativa per testare insieme una nuova app che permette di fotografare e monitorare lo stato reale dell’accessibilità nella città. Unisciti a noi per camminare, osservare, segnalare e difendere il diritto alla mobilità di tutte le persone.
La partecipazione è libera e aperta a tutte e tutti.
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Avv. Massimo Rossi a Pavia – “Diritto di scegliere: dialogo sull’eutanasia negata”
Massimo Rossi a Pavia – “Diritto di scegliere: dialogo sull’eutanasia negata”
Aula Disegno, Università di Pavia – Piazza Leonardo Da Vinci 5
17 novembre 2025
Ore 18:00
In occasione dell’incontro “Diritto di scegliere: dialogo sull’eutanasia negata”, il Coordinamento UDU Pavia, in collaborazione con l’Università di Pavia, ospita Massimo Rossi, avvocato, membro dell’Associazione Luca Coscioni e difensore di Marco Cappato nei noti casi di DJ Fabo e Davide Trentini.
L’incontro sarà dedicato ai più recenti sviluppi politici e giuridici in materia di eutanasia e suicidio medicalmente assistito. Dalla strada aperta dalle sentenze della Corte costituzionale, alle proposte di legge oggi in discussione fino alle leggi regionali approvate in Toscana e Sardegna.
Un momento di riflessione e confronto sullo stato del diritto all’autodeterminazione in Italia e sulle battaglie ancora aperte per la libertà di scelta alla fine della vita.
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Matteo Mainardi a Ravenna per “Riflessioni sul tema del fine vita”
Ravenna – Casa Melandri, Sala P. D’Attorre, via Ponte Marino 2-4
Sabato 22 novembre 2025
Ore 17:00
Ingresso libero
In occasione dello spettacolo teatrale I’m nowhere / Desvanecimiento, organizzato da Ravenna Teatro, si terrà un incontro pubblico dedicato al tema del fine vita.
All’evento dal titolo “Riflessioni sul tema del fine vita”, parteciperà Matteo Mainardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni e responsabile delle iniziative sul fine vita, che porterà il contributo dell’Associazione alle battaglie per la libertà di scelta e l’autodeterminazione. Con lui intervengono Alessandro Argnani codirettore di Ravenna Teatro, Maia Cornacchia filosofa ideatrice della Pratica di Lavoro Organico, Giovanni Gordini consigliere regionale (Gruppo Civici con De Pascale) vicepresidente Commissione Sanità e Norbert Rakowski registra dello spettacolo. Modererà l’incontro Andrea Pocosgnich, giornalista e critico teatrale.
Per gli iscritti all’Associazione Luca Coscioni sarà possibile assistere agli spettacoli teatrali che si terranno sabato 22 novembre ore 21:00 e Domenica 23 novembre ore 16:00 usufruendo di una tariffa scontata scrivendo a promozione@ravennateatro.com
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Trova le differenze.
titolo di prima pagina del Giornale di oggi: “lotta ai migranti missione morale”.
Dichiarazione della ministra laburista riportata nell’articolo: “Combattere l’immigrazione illegale è una missione morale”.
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Rette RSA e diritto di rivalsa per le spese di spedalità, la Cassazione: Alzheimer e malattie psichiatriche sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale
La recente sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Sez. I, 14 ottobre 2025, n. 27452, depositata il 14 ottobre 2025, torna ad occuparsi dello spinoso e cruciale tema degli oneri per l’assistenza residenziale (RSA) a carico di pazienti affetti da patologie psichiatriche gravi, come la malattia di Alzheimer. La Corte ha accolto il ricorso principale del cittadino, cassando la decisione di appello del Tribunale di Milano, e ha riaffermato che le prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria, specialmente quelle relative all’Alzheimer, sono interamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), escludendo il diritto di rivalsa da parte degli enti locali.
La pronuncia, che si uniforma a quanto più volte esplicitato dalla Suprema Corte, offre meticolosa ricostruzione della normativa sul diritto di rivalsa e ripercorre i criteri per la distinzione tra prestazioni puramente assistenziali e quelle che, pur essendo di per sé socio-sassistenziali, per esser inscindibili dalla componente sanitaria, sono assorbite e finanziate del Sistema Sanitario. E come tali non soggetti a rivalsa degli Enti erogatori.
Il Contesto del Contenzioso
Il caso nasce dall’opposizione proposta da A.A. contro un’ingiunzione del Comune di Milano per la somma di Euro 171.454,13, richiesta a titolo di rivalsa per le spese di assistenza sostenute per la sig.ra C.C. presso una struttura RSA convenzionata. Il ricorrente, erede del coniuge della degente, eccepiva che il Comune non avesse diritto alla rivalsa, in quanto la prestazione era “di natura sanitaria”, e quindi gratuita, perché di competenza del Servizio Sanitario Nazionale.
La Corte d’Appello di Milano aveva accolto parzialmente l’appello del Comune, condannando A.A. al pagamento di una somma ridotta (Euro 38.872,73), reputando che si trattasse di prestazioni di “natura socio-assistenziale”, come emerso dalle cartelle cliniche, posto che le attività che riceveva (riabilitazione e quant’altro di socioriabilitativo attivato in struttura) avrebbero fatto propendere l’ago della bilancia a favore della loro natura “sociale”.
La Cassazione ha proceduto, in primis, a una interessante disamina storica dettagliata della normativa che , dai tempi pre repubblicani, regola il riparto degli oneri assistenziali e sanitari.
In origine, il diritto di rivalsa era regolato dall’art. 1 della Legge 3 dicembre 1931, n. 1580, che consentiva alle Amministrazioni di ospedali, comuni o manicomi pubblici di ottenere il rimborso delle spese di spedalità o manicomiali da ricoverati non indigenti, dai loro eredi o dai congiunti tenuti agli alimenti.
Tuttavia, l’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) con la Legge n. 833 del 1978 ha introdotto il principio della gratuità delle prestazioni sanitarie per tutti i cittadini. Questo ha ristretto l’applicabilità della rivalsa ai soli interventi “socio-assistenziali non immediatamente e prevalentemente diretti alla tutela della salute del cittadino”.
Le tutele sociosanitarie per i malati psichiatrici
La decisione è interessante anche per un ulteriore aspetto, spesso non chiaro alle Amministrazioni della presa in carico: spese relative a pazienti affetti da gravi disturbi cognitivi e psichiatrici sono interamente a carico del SSN, laddove non erogabili se non nel setting residenziale.
Il principio richiamato vale sia per le neuropatologie cronico degenerative quali la malattia di Alzheimer, ma più in generale (ed è l’elemento interessante della pronuncia), di malattie psichiatriche.
Ecco quanto afferma la Corte:
“Risulta dirimente anche, ai fini della individuazione della prestazione tra quelle di rilievo sanitario, la circostanza che non si tratti di una mera attività di sorveglianza e di assistenza, ma di un trattamento farmacologico somministrato in struttura residenziale protetta, in favore di un soggetto affetto da grave patologia psichiatrica (Cass. n. 22776 del 2016). Di qui la deduzione per cui deve ritenersi che le attività assistenziali dirette in via prevalente alla tutela della salute del cittadino siano a totale carico del Servizio sanitario e che rimangano escluse le ipotesi, indubbiamente residuali, in cui vengano somministrate prestazione di natura esclusivamente assistenziale (Cass., sez. L. 9/11/2016, n 22776).”
La Cassazione, quindi, ribadisce l’ulteriore criterio per la difficile distinzione: la personalizzazione delle cure in un unico Piano Terapeutico:
“Inoltre, si è sottolineato che la prestazione sanitaria è contraddistinta soprattutto dalla personalizzazione dell’intervento sanitario, che risulta prevalente rispetto ad ogni altro tipo di assistenza, qualora il trattamento terapeutico personalizzato “non può essere somministrato se non congiuntamente alla prestazione socio-assistenziale” (Cass., 29/10/2020, n. 23932; Cass., 28/9/2017, n. 28321 ), la cui inscindibilità comporta “l’ intero e definitivo carico pubblico dei costi” (Cass., 9/11/2016, n 2 2/7/36).”
La Decisione della Cassazione
Nel caso specifico, la sig.ra C.C. era affetta da “deterioramento mentale con rallentamento ideomotorio, atrofia cerebrale con dilatazione del sistema ventricolare”, con diagnosi di “demenza di Alzheimer in soggetto con grave ipoacusia” e demenza grave (punteggio CER 3).
La Suprema Corte ha ritenuto che la motivazione in fatto della Corte d’Appello priva di approfondimento tecnico, che aveva escluso la natura sanitaria delle prestazioni, fosse “meramente apparente”. Il Giudice di merito non aveva infatti accertato se, data la patologia (morbo di Alzheimer), si fosse in presenza di prestazioni sanitarie e non socio-assistenziali, “con conseguente inesistenza del diritto di rivalsa da parte dell’ente territoriale locale”.
Per questi motivi, la Corte accoglie i primi due motivi di ricorso principale (relativi alla violazione della normativa sul diritto di rivalsa e all’omesso esame della Cartella Clinica come fatto decisivo) e cassa la sentenza impugnata, rinviando il caso alla Corte d’Appello di Milano, in diversa composizione, affinché proceda ad una nuova valutazione basata sui principi di diritto stabiliti.
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Riflessioni sul fine vita – Aspetti etici e giuridici, convegno a Campobasso
Riflessioni sul fine vita – Aspetti etici e giuridici
Sala Alphaville, Via Enrico Muricchio 1 – Campobasso
Venerdì 28 novembre 2025
Ore 17:00
La Cellula Coscioni Molise, con il patrocinio del Comune di Campobasso e dell’Ordine degli Psicologi del Molise, organizza un convegno per affrontare i diversi aspetti – giuridici, etici, psicologici e clinici – legati al fine vita e alla libertà di autodeterminazione.
Un appuntamento importante per aprire un confronto pubblico sul tema, con testimonianze di attivisti, esperti e rappresentanti istituzionali.
Intervengono:
- Viviana Mastrobuoni, Coordinatrice Cellula Coscioni Molise
- Mariano Flocco, Hospice e cure palliative ASReM
- Alessandra Ruberto, Psicologa, Presidente Ordine degli Psicologi del Molise
- Stefano Massoli, membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni e marito di Laura Santi, Consigliera Generale di Associazione Luca Coscioni e giornalista, prima persona in Umbria ad accedere alla morte medicalmente assistita
- Vincenzo Boncristiano, Avvocato
- Alessandra Salvatore, Consigliera Regione Molise
L’evento è gratuito e aperto a tutte e tutti.Per informazioni: cellulamolise@associazionelucacoscioni.it
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Testamento Biologico: Cos’è e come si fa – Incontro informativo a Lodi
Sede CGIL – Via Lodivecchio 31, Lodi
Sabato 29 novembre 2025
Ore 11:00
La Cellula Coscioni di Lodi e la CGIL di Lodi organizzano un incontro informativo dedicato al Testamento Biologico (Disposizioni Anticipate di Trattamento – DAT), per spiegare in modo semplice e accessibile cos’è, come si redige e come si deposita.
Intervengono:
- Antonio Altrocchi, Coordinatore della Cellula Coscioni di Lodi e provincia
- Eliana Schiadà, Segretaria generale della CGIL di Lodi
Per informazioni:
cellulalodi@associazionelucacoscioni.it cdltlodi@cgil.lombardia.it
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“Lasciatemi morire ridendo” a Perugia – Proiezione e dibattito con Stefano Massoli
Cinema Méliès, Via della Viola 1 – Perugia
Sabato 15 novembre 2025
Ore 18:00
La Cellula Coscioni di Perugia invita alla proiezione del film dedicato alla storia di Stefano Gheller, Lasciatemi morire ridendo, primo cittadino veneto ad ottenere il via libera per l’aiuto medico alla morte volontaria.
Al termine della proiezione seguirà un dibattito pubblico con:
- Stefano Massoli, membro di giunta dell’Associazione Luca Coscioni e marito di Laura Santi, Consigliera Generale di Associazione Luca Coscioni e giornalista, prima persona in Umbria ad accedere alla morte medicalmente assistita.
- Prof.ssa Alessandra Pioggia, Dipartimento di Scienze Politiche – Università degli Studi di Perugia
- Dr. Maurizio Di Masi, ricercatore – Università degli Studi di Perugia
L’appuntamento è un’occasione per riflettere sui diritti ancora negati nel fine vita e sull’urgenza di garantire piena libertà di scelta alle persone in condizioni di sofferenza estrema.
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“Lasciatemi morire ridendo” – Proiezione e dibattito a Firenze con la Cellula Coscioni
Cinema Astra, Piazza Cesare Beccaria 9– Firenze
Martedì 18 novembre 2025
Ore 20:30
La Cellula Coscioni di Firenze invita alla proiezione del documentario Lasciatemi morire ridendo, diretto da Massimiliano Fumagalli e prodotto da Mescalito Film, che racconta la storia di Stefano Gheller, primo cittadino veneto ad aver ottenuto il via libera all’aiuto medico alla morte volontaria.
Dopo la proiezione, seguirà un dibattito con la partecipazione di:
- Felicetta Maltese – Coordinatrice Cellula Coscioni Firenze
- Gianni Baldini – Professore associato di diritto privato e docente di biodiritto
- Enrico Sostegni – ex Presidente Commissione Sanità e Politiche Sociali, Regione Toscana
- Alfredo Zuppiroli – ex Presidente Commissione Bioetica, Regione Toscana
Sarà l’occazione per stimolare una riflessione pubblica sui diritti negati nel fine vita e sull’urgenza di garantire libertà di scelta a tutte e tutti.
L'articolo “Lasciatemi morire ridendo” – Proiezione e dibattito a Firenze con la Cellula Coscioni proviene da Associazione Luca Coscioni.
“Lasciatemi morire ridendo” – Proiezione a Roma con Stefano Massoli
Cinema Barberini, – Roma, Piazza Barberini 25
Martedì 19 novembre 2025
Ore 18:45
In occasione della distribuzione nazionale del docufilm “Lasciatemi morire ridendo”, la Cellula Coscioni di Roma invita alla proiezione presso il Cinema Barberini.
Il documentario di Massimiliano Fumagalli racconta la storia di Stefano Gheller, giovane affetto da distrofia muscolare e primo in Veneto ad ottenere dalla ASL l’autorizzazione alla morte volontaria medicalmente assistita, come previsto dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale.
Al termine della proiezione seguirà un dibattito con:
– Stefano Massoli, coordinatore della Cellula Coscioni Perugia e marito di Laura Santi, Consigliera Generale di Associazione Luca Coscioni e giornalista, prima persona in Umbria ad accedere alla morte medicalmente assistita.
L'articolo “Lasciatemi morire ridendo” – Proiezione a Roma con Stefano Massoli proviene da Associazione Luca Coscioni.
“Lasciatemi morire ridendo” a Latina – Proiezione e dibattito sul fine vita
Latina – Multisala Oxer, Viale Pier Luigi Nervi
Giovedì 14 novembre 2025
Ore 21:00
Il docufilm “Lasciatemi morire ridendo” di Massimiliano Fumagalli approda a Latina per una serata dedicata al tema dell’autodeterminazione e dei diritti nel fine vita promossa dalla Cellula Coscioni di Latina
Il film racconta la storia di Stefano Gheller, giovane veneto con distrofia muscolare, la seconda persona in Italia ad ottenere l’autorizzazione alla morte volontaria medicalmente assistita, secondo i criteri fissati dalla Corte costituzionale. Un racconto di coraggio, libertà e dignità.
Dibattito post-proiezione a cura di: – Dott. Luca Palombo, Infermiere e coordinatore Cellula Coscio Latina; – Dott.ssa Michela Guarda, Dirigente Infermieristico Hospice San Marco; – Dott. Ferdinando Tucci, Psicoterapeuta.
L'articolo “Lasciatemi morire ridendo” a Latina – Proiezione e dibattito sul fine vita proviene da Associazione Luca Coscioni.
“Lasciatemi morire ridendo” a Reggio Emilia – Proiezione e dibattito sul fine vita
“Lasciatemi morire ridendo” a Reggio Emilia – Proiezione e dibattito sul fine vita
Cinema AlCorso Corso Giuseppe Garibaldi 14 – Reggio Emilia
Domenica 17 novembre 2025
Ore 19:30
Il docufilm “Lasciatemi morire ridendo” di Massimiliano Fumagalli, prodotto in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni, arriva al Cinema AlCorso di Reggio Emilia, con una serata di riflessione pubblica sul fine vita promossa dalla Cellula Coscioni Modena-Reggio Emilia.
Il film racconta l’ultima parte di vita di Stefano Gheller, giovane affetto da una grave forma di distrofia muscolare e prima persona in Veneto ad aver ottenuto l’autorizzazione alla morte volontaria medicalmente assistita, come previsto dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale.
La proiezione sarà seguita da un dibattito con gli attivisti dell’Associazione Luca Coscioni, che approfondiranno i temi del diritto all’autodeterminazione per garantire il rispetto delle proprie scelte nel fine vita.
L'articolo “Lasciatemi morire ridendo” a Reggio Emilia – Proiezione e dibattito sul fine vita proviene da Associazione Luca Coscioni.
“Lasciatemi morire ridendo” a Milano – Proiezione con Marco Cappato e Diego Silvestri
Milano – Cinema Beltrade, Via Nino Oxilia 10
Giovedì 21 novembre 2025
Ore 19:20
Una serata da non perdere con la proiezione del docufilm “Lasciatemi morire ridendo”, diretto da Massimiliano Fumagalli, che racconta la storia di Stefano Gheller, primo in Veneto e secondo in Italia ad ottenere l’autorizzazione alla morte volontaria medicalmente assistita, secondo i criteri fissati dalla Corte costituzionale.
Introduzione a cura di Marco Cappato, tesoriere di Associazione Luca Coscioni e Diego Silvestri, Consigliere Generale di Associazione Luca Coscioni;
Dibattito post proiezione con Massimiliano Fumagalli, regista Virginia Rosaschino e Alessandro Conconi, produttori
Un evento organizzato in collaborazione con la Cellula Coscioni di Milano,
Per informazioni: cellulamilano@associazionelucacoscioni.it
L'articolo “Lasciatemi morire ridendo” a Milano – Proiezione con Marco Cappato e Diego Silvestri proviene da Associazione Luca Coscioni.
Matteo D’Angelo interviene all’incontro pubblico “Veneto, terra di diritti”
Dolo (VE) – Circolo del Partito Democratico, Piazza Cantiere 4
Sabato 15 novembre 2025
Ore 9:45
Matteo D’Angelo, avvocato e attivista dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà all’incontro pubblico “Veneto, terra di diritti” organizzato dal Partito Democratico
Modera Mattia Garzana (Giovani Democratici Venezia), saluti di Chiara IULIANO(Coordinatrice PD Riviera del Brenta) e Massimo IOVINE (Presidente Giovani Democratici Veneto), intervengono Jonatan MONTANARIELLO e Francesca BRESSANIN (candidati al Consiglio Regionale) e Iryna SHAPARAVA (attivista LGBT+)
L'articolo Matteo D’Angelo interviene all’incontro pubblico “Veneto, terra di diritti” proviene da Associazione Luca Coscioni.
Ora il TAR Sicilia ha accolto il nostro ricorso contro il Comune di Catania, che sarà commissariato per il piano.
Faremo valere questo precedente ovunque.
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Al via la Contro-Conferenza della società civile “”Sulle droghe abbiamo un piano”
Il 6, 7 e 8 novembre si tiene a Roma la Contro-Conferenza sulle droghe, autoconvocata dalla rete di associazioni della società civile, attiva da anni per riforme puntuali e onnicomprensive di leggi e politiche in materia di stupefacenti proibiti.
La tre giorni si tiene in concomitanza con la Conferenza Nazionale governativa sulle Droghe che, contrariamente a quanto propagandato, ha sistematicamente evitato qualsiasi coinvolgimento di voci critiche all’approccio proibizionista, punizionista e paternalista del Governo Meloni.
Il programma inizia giovedì 6, alla Città dell’Altra Economia, alle ore 17:30, con tre sessioni con ospiti internazionali che affronteranno quanto avviene in seno all’Onu e l’Ue in materia droghe. Ci saranno approfondimenti, esperienze e storie di successo di riduzione del danno di accesso alle cosiddette terapie psichedeliche.
Venerdì 7, alla Città dell’Altra Economia, dalle ore 9, verrà presentato il piano di politiche alternative a quelle governative. La proposta affronterà la stigmatizzazione delle persone che usano droghe, il carcere e le misure alternative alla restrizione della libertà personale, l’impatto delle nuove misure repressive sulle politiche sociali, le riforme e le sinergie necessarie tra servizi su dipendenze e salute delle persone che usano sostanze. Per finire, è previsto un confronto tra realtà provenienti da zone o quartieri nell’occhio del ciclone repressivo e mediatico.
Alle ore 21, al Cinema Troisi si terrà una puntata live del podcast Illuminismo Psichedelico, seguita dalla proiezione del film All the beauty and the Bloodshed di Laura Poitras.
Sabato 8, alla Sala della Protomoteca in Campidoglio, dalle ore 9, dopo i saluti istituzionali del Comune di Roma, si terrà un dibattito sulla regolamentazione delle sostanze a partire dalle realtà tedesche e maltesi sulla cannabis, un confronto con i membri della rete nazionale degli Enti Locali per l’Innovazione sulle Droghe (ELIDE) e una conferenza stampa di presentazione del documento finale della Contro-Conferenza e le conclusioni. Dalle 14, in piazza Ugo La Malfa, inizierà il ritrovo per la Million Marijuana March, che dal Circo Massimo arriverà in Piazza Vittorio passando per il Colosseo.
L’articolo 15 della legge 309/90 sulle droghe prevede che: “15. Ogni tre anni venga convocata una conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti, alla quale si invitano soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza”. La chiusura del governo alle proposte e alle critiche da parte di associazioni e reti civiche ha reso necessaria l’organizzazione di un incontro che denunciasse i passi indietro istituzionali, avvenuti dalla VI Conferenza convocata dal Governo Draghi a Genova nel 2021, dove analisi e contributi indipendenti erano stati parte integrante dell’incontro ufficiale.
Il copione della Conferenza governativa appare già scritto, e da mesi, dalle norme repressive dal decreto anti-rave, dal decreto cosiddetto Caivano, che ha riempito di minori le carceri, dalla trasformazione del codice stradale in una legge che criminalizza ulteriormente i consumatori di droghe, nonché dal cosiddetto Decreto Sicurezza che restringe le libertà individuali, assimilando sostanze senza effetti psicoattivi, come la cannabis light, a sostanze psicotrope proibite. Un copione che, come a norma della legge “Fini-Giovanardi”, prevede che “le conclusioni della Conferenza vengano comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall’esperienza applicativa” e che quindi lascia presagire ulteriori giri di vite illiberali e criminogeni.
La Controconferenza è convocata da: A Buon Diritto, ARCI, Antigone, Associazione Luca Coscioni, CGIL, CNCA, Comunità di San Benedetto al Porto, Forum Droghe, Gruppo Abele, ItaNPUD, ITARDD, L’Altro Diritto, La Società della Ragione, L’Isola di Arran, LILA, Meglio Legale e Tutela Pazienti Cannabis Medica.
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Anna Pompili a “50 anni di storia e storie dei consultori” – Quali presìdi di cura e di diritti
Roma – Sala Consiliare del Municipio I, Circonvallazione Trionfale 19
Giovedì 7 novembre 2025
Ore 15:00
, Anna Pompili, ginecologa e Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà in occasione dell’incontro pubblico “50 anni di storia e storie dei consultori. Quali presìdi di cura e di diritti”, organizzato dalla Commissione Pari Opportunità del Municipio I Roma Centro.
L’appuntamento sarà anche l’occasione per celebrare i 50 anni dalla nascita dei consultori in Italia, ripercorrendone la storia attraverso esperienze e testimonianze, e discutere il loro futuro come presìdi di prossimità per la salute e la libertà delle persone.
Tra gli interventi, insieme ad Anna Pompili:
- Lorenza Bonaccorsi, Presidente del Municipio I
- Claudia Santoloce, Assessora alle Politiche sociali e Pari opportunità del Municipio I
- Laura Anelli, ginecologa coordinatrice dei consultori ASL RM1
- Monica Moriconi, delegata del Sindaco ASL RM1
- Silvia Ippolito, medico referente rapporti con le scuole del Distretto 1
Modera Daniela Spinaci, Presidente della Commissione Pari Opportunità del Municipio I.
L’incontro è aperto a studenti, cittadine e cittadini, associazioni e comitati.
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Francesca Re e Mario Riccio all’incontro “Scelte di fine vita: ragioni e limiti del diritto penale”
Roma – Dipartimento di Giurisprudenza, Università Roma Tre
Via Ostiense 159, Aula 9Martedì 4 novembre 2025
Ore 10:00 – 12:00
Mario Riccio, Consigliere Generale e medico anestesista, e l’avv. Francesca Re, dottoressa di ricerca in diritto penale e Consigliera Generale dell’Associazione Luca Coscioni, intervengono all’interno del corso di Diritto Penale II e Diritto Penale Europeo del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre, si terrà un incontro pubblico dal titolo:
“Scelte di fine vita: ragioni e limiti del diritto penale”.
L’appuntamento si inserisce nel quadro delle attività accademiche ma sarà aperto anche al pubblico interessato, fino a esaurimento posti.
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Domani si svolgerà l’udienza in Corte costituzionale sulla legge regionale della Toscana sul Fine vita
L’Associazione Luca Coscioni ha depositato un’opinione scritta
“La legge toscana è pienamente legittima, rientra nelle competenze regionali”, dichiara Filomena Gallo. Le fa eco Marco Cappato: “Il Parlamento sospenda l’esame della legge governativa in attesa del pronunciamento della Consulta”
Domani, 4 novembre, si terrà in Corte costituzionale l’udienza relativa al ricorso del Governo contro la legge della Regione Toscana n. 16/2025, frutto dell’iniziativa popolare “Liberi Subito” dell’Associazione Luca Coscioni, che regola nel dettaglio le modalità e i tempi per la verifica dei requisiti per l’accesso alla morte volontaria medicalmente assistita, così come stabilita dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale. La normativa si colloca pienamente nell’ambito delle competenze regionali in materia di tutela della salute, come stabilito dall’articolo 117 della Costituzione sulla ripartizione del potere legislativo esercitato da Stato e Regioni.
L’Associazione Luca Coscioni, per prospettare alla Corte le motivazioni sulla legittimità della legge toscana, ha depositato un’opinione scritta a titolo di amicus curiae, in cui evidenzia come la normativa regionale garantisca diritti fondamentali nel pieno rispetto della cornice costituzionale e del principio di autodeterminazione sancito dalla stessa Corte.
“La Regione Toscana ha operato nel pieno rispetto della Costituzione, introducendo una procedura trasparente e verificabile, che risponde direttamente ai requisiti stabiliti dalla Corte stessa: requisiti che la legge toscana non modifica né amplia rispetto alla sentenza “Cappato”, ma si limita ad attuare con chiarezza e uniformità, eliminando disparità di accesso alle verifiche e all’assistenza. Se questa legge dovesse cadere, chi vive una condizione di sofferenza irreversibile si vedrebbe privato di strumenti per esercitare il proprio diritto all’autodeterminazione in tempi certi”, dichiara Filomena Gallo, avvocata e Segretaria dell’Associazione Luca Coscioni.
Appare paradossale che, mentre impugna la legge toscana sostenendo una presunta interferenza con le competenze statali, lo stesso Governo – nel caso di “Libera” – abbia dichiarato, in sede giudiziaria, che la fornitura dei dispositivi necessari all’autosomministrazione del farmaco per la morte volontaria assistita rientra nelle competenze delle Regioni.
“In attesa del pronunciamento della Consulta, il Parlamento dovrebbe sospendere l’esame della legge proposta dal Governo, che, tra le altre modifiche, cancellerebbe proprio il ruolo del Servizio sanitario nazionale e quindi delle Regioni , pur stabilito con chiarezza della Corte costituzionale”, afferma Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.
L’Associazione Luca Coscioni auspica che la Corte costituzionale confermi il testo il rispetto delle competenze regionali e respinga il ricorso governativo, a tutela dei diritti fondamentali delle persone malate.
L'articolo Domani si svolgerà l’udienza in Corte costituzionale sulla legge regionale della Toscana sul Fine vita proviene da Associazione Luca Coscioni.
A Firenze una nuova data per lo sportello informativo sul Testamento Biologico
SMS Rifredi, Via Vittorio Emanuele II 303
Venerdì 7 novembre 2025
Dalle ore 17:00 alle 19:00
Aperto ogni primo venerdì del mese
In collaborazione con la Cellula Coscioni di Firenze, lo SMS Rifredi ospita uno sportello informativo mensile dedicato al testamento biologico (Disposizioni Anticipate di Trattamento – D.A.T.).
Lo sportello è pensato per fornire informazioni utili a comprendere, compilare e depositare correttamente il proprio testamento biologico, un documento fondamentale che permette a ogni persona di esprimere in anticipo la propria volontà sui trattamenti sanitari in caso di futura incapacità di decidere.
Per informazioni:
cellulafirenze@associazionelucacoscioni.it
info@smsrifredi.it
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Il TAR Sicilia accoglie il nostro ricorso per la mancata adozione del PEBA da parte del Comune di Catania
Il commento dell’avvocato Alessandro Gerardi: “Passo avanti verso il rispetto dei diritti delle persone con disabilità”
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia – sezione staccata di Catania – ha accolto l’istanza presentata da Filippo Tagnese e dall’Associazione Luca Coscioni, nominando un commissario ad acta (funzionario pubblico nominato da un giudice) per garantire che il Comune di Catania dia finalmente seguito alla domanda volta a ottenere l’adozione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA).
La decisione del TAR arriva dopo la sentenza del 12 maggio 2025, con la quale il Tribunale aveva già accertato il silenzio-inadempimento del Comune e lo aveva obbligato a emanare un provvedimento entro 45 giorni. Poiché l’Amministrazione non ha rispettato i termini, il TAR ha ora disposto la nomina del Segretario Generale della Città Metropolitana di Messina come commissario ad acta, incaricato di assicurare, entro 180 giorni, la conclusione del procedimento con il quale è stata chiesta l’adozione del PEBA.
“Si tratta di un risultato importante – dichiara l’avvocato Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni – perché il TAR ha riconosciuto la fondatezza della nostra iniziativa e l’obbligo del Comune di rispondere alla diffida che avevamo presentato. Ora attendiamo che le istituzioni adempiano a quanto ordinato dal Tribunale, fornendo una risposta formale e motivata sulla richiesta di adozione del PEBA. È un passo avanti significativo verso il rispetto dei diritti delle persone con disabilità, ma la partita non è ancora chiusa”.
La Cellula di Catania dell’Associazione Luca Coscioni continuerà a monitorare l’evoluzione del procedimento, affinché l’Amministrazione comunale rispetti le tempistiche e gli obblighi stabiliti dal TAR e si arrivi finalmente a un piano concreto per rendere la città accessibile a tutte e a tutti.
L'articolo Il TAR Sicilia accoglie il nostro ricorso per la mancata adozione del PEBA da parte del Comune di Catania proviene da Associazione Luca Coscioni.
“Inammissibile per difetto di giurisdizione”: quando la democrazia resta senza giudice
Con la sentenza n. 3488 del 30 ottobre 2025, il tribunale amministrativo Regionale (TAR) della Lombardia ha dichiarato inammissibile per difetto assoluto di giurisdizione il ricorso presentato dall’Associazione Luca Coscioni e dai promotori della proposta di legge popolare “Liberi Subito” sul suicidio medicalmente assistito.
In parole semplici, il TAR ha deciso di non potersi pronunciare sul merito del ricorso, ritenendo che l’atto impugnato — la deliberazione del Consiglio regionale che, nel novembre 2024, aveva bloccato la discussione della proposta — sia un atto politico-legislativo e non amministrativo. Per questo motivo, secondo i giudici, nessun tribunale può sindacare una scelta di questo tipo.
Cosa significa “difetto di giurisdizione”? Il “difetto di giurisdizione” è una formula tecnica, ma le sue conseguenze sono molto concrete. Significa che il giudice non può entrare nel merito della questione, anche se riconosce che esiste un problema giuridico o democratico. Nel nostro caso, il TAR non ha potuto valutare se la Regione Lombardia abbia agito correttamente nel bloccare la proposta di legge popolare: ha semplicemente stabilito che non ha il potere di giudicarlo.
In termini democratici, questo lascia senza tutela i diritti dei cittadini che si sono attivati, numerosi, per esercitare l’iniziativa legislativa popolare. Non perché la loro richiesta sia infondata, ma perché non esiste un giudice competente a controllare l’operato politico di un Consiglio regionale.
Abbiamo così un diritto senza garanzie.
La nostra iniziativa “Liberi Subito” aveva raccolto oltre 8.000 firme, era stata dichiarata ammissibile dagli uffici del Consiglio regionale, e rispondeva alla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, che riconosce il diritto al suicidio medicalmente assistito in casi precisi.
Nonostante ciò, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una pregiudiziale di incostituzionalità, fermando la proposta prima della discussione in Aula. Abbiamo chiesto al TAR di intervenire per difendere il diritto dei cittadini a vedere discussa la loro proposta, non per imporne l’approvazione. Ma la risposta è stata che nessun giudice può intervenire, perché la decisione è “politica”.
Ecco il paradosso: i cittadini hanno un diritto previsto dalla legge — quello di iniziativa legislativa popolare — ma nessuno può garantirne l’effettività. Questa interpretazione svuota di significato lo strumento dell’iniziativa popolare. Se anche una proposta conforme alla legge e alla Costituzione può essere esclusa dal dibattito pubblico senza rimedio, allora il diritto dei cittadini di partecipare alla formazione delle leggi è solo formale.
La nostra Costituzione si fonda sul principio della partecipazione democratica, non sulla discrezionalità politica di chi governa. Quando le istituzioni si sottraggono al confronto, e i giudici dichiarano di non poter intervenire, si crea un vuoto di responsabilità. Un vuoto che nessun cittadino dovrebbe accettare. Non è un problema solo lombardo. Questa sentenza riguarda tutti. Perché non si parla di diritto di iniziativa popolare: uno strumento che dovrebbe garantire ai cittadini la possibilità di proporre leggi e costringere le istituzioni a discuterle.
Se un Consiglio regionale può bloccare qualsiasi proposta con una votazione interna e se nessun giudice può intervenire, allora ogni iniziativa popolare può essere vanificata. Oggi tocca a “Liberi Subito”, domani potrebbe riguardare qualunque altro tema.
Chiediamo allora che il Parlamento e le Regioni introducano norme chiare che obblighino le assemblee elettive a discutere pubblicamente le proposte popolari, almeno una volta. Chiediamo che la giustizia amministrativa possa vigilare sulle garanzie procedurali legate alla partecipazione dei cittadini. E chiediamo che la Corte costituzionale si esprima presto, per ristabilire un equilibrio tra autonomia politica e tutela dei diritti.
L’Associazione Luca Coscioni continuerà a battersi perché l’iniziativa popolare non resti una finzione, ma torni a essere uno strumento effettivo di democrazia. Non ci fermeremo davanti a una dichiarazione di “difetto di giurisdizione”, perché il vero difetto, oggi, è quello di giustizia e di rappresentanza.
La libertà di scegliere, di partecipare e di essere ascoltati non può essere fermata da un voto procedurale. E continueremo, nelle aule dei tribunali* e in quelle della politica, a farlo capire.
*Collegio di difesa per l’Associazione Luca Coscioni: avvocati Filomena Gallo, Giulia Crivellini e Massimo Rossi.
Approfondimenti:
Link decisione
Link scheda tecnica
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Due anni fa, l’attrice e regista Sibilla Barbieri era costretta ad andare in Svizzera per il suicidio assistito dopo il diniego della sua ASL in Italia
Sei procedimenti ancora sospesi per Cappato e gli altri volontari di Soccorso Civile che hanno aiutato malati a morire all’estero
A due anni dalla morte in Svizzera di Sibilla Barbieri, attrice, regista e paziente oncologica romana con prognosi infausta breve, sono ancora in corso le indagini presso la Procura di Roma sul caso. L’attrice morì in Svizzera tramite suicidio assistito il 31 ottobre 2023. La Commissione aziendale aveva negato a Sibilla la possibilità di accedere in Italia all’aiuto medico alla morte volontaria, sostenendo che non vi fosse un “trattamento di sostegno vitale” e che “le condizioni attuali non fossero coerenti con sofferenze fisiche intollerabili”.
Si è appreso, tuttavia, solo dopo la sua morte, che il Comitato etico — prima ancora della decisione dei medici dell’ASL — aveva confermato la sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla sentenza Cappato della Corte costituzionale.
In realtà, Sibilla dipendeva dall’ossigenoterapia e da farmaci per il dolore, che, se interrotti, le avrebbero causato una morte rapida e dolorosa. Tramite i suoi legali, si era opposta al diniego dell’ASL, ma la sua opposizione non aveva trovato alcun riscontro da parte dell’Azienda sanitaria.
Sibilla è stata accompagnata dal figlio Vittorio Parpaglioni e da Marco Perduca. Entrambi si autodenunciarono per aiuto al suicidio, reato punito fino a 12 anni di reclusione, insieme a Marco Cappato, presidente e rappresentante legale di Soccorso Civile, l’associazione che offre supporto a chi intende esercitare il diritto alla morte volontaria assistita. Alla loro azione di disobbedienza civile hanno contribuito anche Luigi Manconi, Ivan Scalfarotto e Riccardo Magi.
A oggi, sono sei i procedimenti aperti in quattro città italiane, a carico di tredici persone, per casi analoghi di accompagnamento alla morte volontaria in Svizzera.
Oltre al caso di Sibilla Barbieri a Roma, i procedimenti aperti sono:
- Milano – per l’aiuto prestato al signor Romano, lombardo (morto in Svizzera a novembre 2022) e alla veneziana Elena Altamira (morta in Svizzera ad agosto 2022). Il primo affetto da parkinsonismo atipico e la seconda paziente oncologica. Attualmente, a seguito della decisione della Corte costituzionale (sentenza 66/2025) il procedimento risulta ancora pendente dinanzi al tribunale di Milano, nello specifico il giudice per le indagini preliminari dovrà decidere sulla richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero, anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale.
- Milano – per l’aiuto fornito a Margherita Botto, milanese (morta in svizzera a novembre 2023). Indagini in corso.
- Firenze – per l’aiuto fornito al toscano Massimiliano (MIB), affetto da sclerosi multipla, morto in Svizzera l’8 dicembre 2022, è stato sollevato un incidente di costituzionalità, che ha portato all’intervento della Corte costituzionale con la sentenza n. 135/2024. Il giudice per le indagini preliminari (GIP) ha disposto l’imputazione coatta per Marco Cappato, Felicetta Maltese e Chiara Lalli. All’udienza del 4 giugno 2025, il giudice dell’udienza preliminare (GUP) ha deciso il trasferimento degli atti alla Procura di Como.
- Bologna – per l’aiuto fornito a Paola, bolognese, morta in Svizzera 8 febbraio 2023. Il giudice per le indagini preliminari (GIP) di Bologna, con ordinanza depositata il 29 settembre 2025, ha sollevato questione di legittimità costituzionale dell’articolo 580 del Codice Penale (Maltese, Fiume, Cappato).
In aggiunta ai 6 procedimenti aperti, ci sono stati 3 casi di accompagnamenti in Svizzera da parte di volontari di Soccorso Civile, ai quali non è seguita una autodenuncia (ma l’aiuto fornito è stato reso noto con conferenza stampa), senza che siano state ancora aperte inchieste.
- “Ines”, donna lombarda di 51 anni, affetta da sclerosi multipla, morta il 30 luglio 2024, aiutata da Claudio Stellari e Matteo d’Angelo e Marco Cappato;
- Martina Oppelli, 50enne triestina, affetta da sclerosi multipla, morta il 31 luglio 2025, aiutata da Claudio Stellari e Matteo d’Angelo e Marco Cappato;
- “Fabrizio”, 79enne ligure, affetto da patologia neurodegenerativa, morto il 24 settembre 2025, aiutato da Cinzia Fornero e Roberta Pelletta e Marco Cappato.
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La Gallery di Ottobre
Ecco un po’ di foto dalle nostre Cellule Coscioni in giro per l’Italia, dagli eventi tematici sul Testamento biologico a Lizzano in Belvedere (Bologna), Torino e Travacò Siccomario (Pavia) alla raccolta firme sulle terapie psichedeliche, organizzata dalla Cellula Coscioni di Roma. Clicca sull’icona della macchina fotografica per scorrere le foto!
L'articolo La Gallery di Ottobre proviene da Associazione Luca Coscioni.
Serata informativa sul Testamento Biologico – DAT a Fossano
Hostello Sacco, Via Cavour 33/35, Fossano (CN)
Martedì 4 novembre 2025
Ore 21:00
Ingresso libero
La Cellula Coscioni di Cuneo partecipa e promuove, insieme a Partito Democratico, Democratiche e Fossano Democratica, una serata dedicata al Testamento Biologico e alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Un appuntamento pubblico per informare i cittadini sui propri diritti in ambito sanitario, anche in caso di perdita della capacità di intendere e volere.
Durante l’incontro sarà possibile chiarire dubbi e approfondire la procedura di redazione e deposito delle DAT, previste dalla legge 219/2017.
Intervengono:
- Prof. Oscar Bertetto – Fondatore della Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta
- Avv. Maria Grazia Soleri – Foro di Cuneo, docente in corsi di formazione sulle DAT
- Don Luca Margaria – Sacerdote e docente di Filosofia
Modera Rosita Serra, PD Fossano
Per maggiori informazioni:
cellulacuneo@associazionelucacoscioni.it
L'articolo Serata informativa sul Testamento Biologico – DAT a Fossano proviene da Associazione Luca Coscioni.
Liberi subito Lombardia, il TAR dichiara inammissibile il nostro ricorso
Filomena Gallo e Marco Cappato commentano: “Così viene vanificata l’iniziativa popolare. Valutiamo nuove azioni legali”
Il TAR precisa che “non è qui in esame il giudizio sulla legittimità della legge sul fine vita” e rigetta la richiesta delle Regione e le associazioni “Pro Vita”
Con sentenza depositata il 30 ottobre 2025, il TAR per la Lombardia – Sezione Quinta – ha dichiarato inammissibile per difetto assoluto di giurisdizione il ricorso presentato dall’Associazione Luca Coscioni e da alcuni cittadini lombardi contro la deliberazione del Consiglio regionale che, a novembre scorso, aveva dichiarato inammissibile la proposta di legge di iniziativa popolare n. 56/XII sul suicidio medicalmente assistito.
Secondo il TAR, la decisione del Consiglio regionale di non discutere la proposta, tramite la messa al voto di una questione pregiudiziale di costituzionalità, rientra nell’attività legislativa interna dell’assemblea e non può essere oggetto di sindacato giurisdizionale.
L’Associazione sottolinea che questa interpretazione svuota di significato l’iniziativa legislativa popolare a livello regionale: anche quando una proposta è formalmente ammissibile e coerente con la normativa statale, può essere sottratta alla discussione senza possibilità di controllo o rimedio.
Dichiarano Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni:
Il TAR ha ritenuto di non potersi esprimere, ma così facendo consente che un Consiglio regionale possa impedire ai cittadini di vedere anche solo discussa una proposta di legge di iniziativa popolare, anche se conforme al quadro normativo regionale sulle proposte di legge per cui tantissimi cittadini hanno firmato affinché fosse discussa.È una ferita alla democrazia partecipativa. L’iniziativa popolare non può ridursi a un atto simbolico: va garantita la discussione pubblica nelle sedi istituzionali. È un modo per svuotare il diritto dei cittadini di partecipare alla formazione delle leggi.
Il TAR precisa che “non è qui in esame il giudizio sulla legittimità della legge sul fine vita” e afferma che deve rigettare la richiesta delle controparti – Regione e le associazioni “Pro Vita” – di rinviare l’udienza (quella che si era tenuta il 22 settembre scorso) per attendere la pronuncia della Corte costituzionale del prossimo 4 novembre sulla competenza tra Stato e regioni in materia di procedure attuative di suicidio medicalmente assistito, poiché le esigenze rappresentate dalle associazioni intervenienti (le associazioni “pro vita”) sono del tutto indipendenti rispetto al sindacato di legittimità sugli atti del presente giudizio.
L’Associazione valuterà ora nuove iniziative legali e politiche per garantire che l’iniziativa legislativa popolare – strumento previsto dallo Statuto regionale e dalla Costituzione – torni a essere effettiva e vincolante almeno per la discussione pubblica nelle assemblee elettive.
Approfondimento: Scheda tecnica
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Abbiamo lanciato “Oggi scegli tu”, la più grande campagna italiana sul testamento biologico
Con la voce di Luciana Littizzetto e la testimonianza di Cristiano su come le DAT avrebbero potuto evitare una drammatica agonia
Lo spot sarà diffuso in 67 cinema e 306 schermi italiani, oltre che su TV, radio e quotidiani, per informare sull’importanza di depositare le Disposizioni Anticipate di Trattamento, rimediando all’assenza di campagne di informazione pubblica
L’Associazione Luca Coscioni lancia “Oggi scegli tu”, la più ampia campagna mai realizzata in Italia sul testamento biologico, diffusa in 67 cinema e 306 schermi in tutto il Paese, oltre che sui principali canali TV, radio e stampa nazionale, fino al 19 novembre.
L’obiettivo è informare i cittadini sul diritto, sancito dalla Legge 22 dicembre 2017, n. 219 (DAT), di decidere in anticipo come essere curati – o non curati – nel caso in cui, un giorno, non siano più in grado di esprimere la propria volontà.La legge riconosce a ogni persona il diritto fondamentale di scegliere liberamente e consapevolmente i trattamenti sanitari a cui sottoporsi o da cui astenersi, tutelando l’autodeterminazione fino alla fine della vita.
Al centro della campagna, lo spot “Oggi scegli tu”, prodotto grazie alle donazioni e al 5×1000, con la voce di Luciana Littizzetto.
Lo spot, realizzato con la direzione creativa di Flavio Avy Candeli e la regia di Anton Lucarelli, nasce dalla testimonianza di Cristiano, un cittadino piemontese che ha contattato l’Associazione dopo aver vissuto il dramma della compagna Patrizia, colpita da un ictus che l’ha resa incapace di comunicare le proprie volontà. Patrizia non aveva redatto le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), e così – in assenza di una sua scelta – sono stati lo Stato e i medici a decidere per lei.
“Patrizia non avrebbe voluto vivere in quelle condizioni, ma non aveva potuto scriverlo – racconta Cristiano –. Oggi voglio aiutare altri a non subire la stessa sorte”.
Lo spot invita tutti a informarsi e scegliere consapevolmente, offrendo la possibilità di scaricare gratuitamente un modello aggiornato di testamento biologico sul sito dell’Associazione Luca Coscioni curato da giuristi, esperti e medici.
Nel finale, la voce di Luciana Littizzetto accompagna il messaggio: “Scopri come fare il testamento biologico. Scarica il modello gratuito su associazionelucacoscioni.it. Oggi, scegli tu”.
Credits video “Oggi scegli tu”:
- Art direction: Carlotta Inferrera
- Copywriting: Cristiano Susta e Avy Candeli
- Regia: Anton Lucarelli
- DOP: Lorenzo Gonnelli
- Producer: Giovanni di Modica
- Musica: Vittorio Cosma/Music Production
- Audio: Disc2Disc
- Speaker: Luciana Littizzetto
- Direzione creativa: Avy Candeli
L'articolo Abbiamo lanciato “Oggi scegli tu”, la più grande campagna italiana sul testamento biologico proviene da Associazione Luca Coscioni.
mORA
in reply to Marco Cappato • • •Federico Bonfiglio
in reply to mORA • • •mORA
in reply to Federico Bonfiglio • • •@federicobonfiglio Penso di saper leggere l’italiano e di cogliere tutto quel osservi; ma appunto, se nel caso della ministra non ci sono condizioni legali per immigrare, il risultato è lo stesso.
Ovvero non ti do modo di farlo legalmente poi ti dico che se lo fai illegalmente (what else?) è un dovere morale impedirtelo.
Meschinità diverse, quelle sì, stesso risultato.
Federico Bonfiglio
in reply to mORA • • •