Perché Autistici/Inventati ha fatto causa a Banca Etica dopo la chiusura del conto”
di Duccio Facchini — 10 Settembre 2026
Fausto Gianelli, nel team legale dell’organizzazione sanzionata dall’amministrazione Trump a fine agosto, spiega le ragioni di diritto che hanno portato AI a presentare l’8 settembre un ricorso cautelare a Pisa contro l’istituto di credito, responsabile di una scelta “brutale, ingiustificata e illegittima”. Banca Etica sostiene di non aver avuto alternative. “Ma altri istituti si sono comportati diversamente”, fa notare l’avvocato che difende anche Francesca Albanese
altreconomia.it/perche-autisti…
Il collettivo informatico Autistici/Inventati fa ricorso al contro la decisione di Banca Etica di sospendere il conto di A/I Odv e congelarne i fondi, impedendo di trasferirli altrove.
📻 intervista all’avvocato Fausto Gianelli, legale del collettivo informatico Autistici/Inventati. Ascolta o scarica radiondadurto.org/2026/09/09/a…
Autistici/Inventati presenta ricorso contro Banca Etica
keepitfree.ai/it/announcements…
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Clima. Mercalli: "Sapevamo già cosa sarebbe successo, ma abbiamo fatto finta di niente"
Incendi, cicloni, temperature record, mari sempre più caldi, fiumi a secco. In questi giorni assistiamo con preoccupante concretezza agli effetti dei cambiamenti climatici. Gli eventi climatici e atmosferici che stiamo sperimentando in questa caldissima estate non possono essere osservati e raccontati come episodi isolati, ma vanno analizzati come parte di una tendenza, ormai molto chiara. Eppure, nonostante se ne parli da anni, la sensazione è che il cambiamento climatico fatichi ad entrare nelle agende delle governative, a diventare un tema politico. "Sapevamo già cosa sarebbe successo al clima ma abbiamo fatto finta di niente" dice il climatologo Luca Mercalli.
L'intervista di Martina Stefanoni, ai microfoni di Radio Popolare.
Almeno 20 persone uccise in Italia in controlli di polizia, secondo Mastrodonato
Poliverso & Poliversity reshared this.
I ragazzi e le ragazze della IIE dell'istituto comprensivo Sferracavallo-Onorato chiedono un piano di rinaturalizzazione dell'area di Barcarello e Capo Gallo
che comprenda:
- identificazione delle specie vegetali più adatte al contesto climatico e paesaggistico, preferendo quelle autoctone;
- definizione di misure di prevenzione degli incendi, quali la manutenzione regolare delle aree verdi e la sensibilizzazione della popolazione;
- coinvolgimento di associazioni locali, scuole, e cittadini volontari per favorire la partecipazione attiva della comunità;
- possibilità di accedere a fondi regionali, nazionali ed europei destinati a progetti ambientali.
https://c.org/ByYscBVtDT
change.org/p/aiutate-la-riserv…
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Smantelliamo i colossi del tech
Questa petizione è rivolta alla Commissione europea per fermare il monopolio di Google nella pubblicità online e limitare il potere delle grandi aziende tecnologiche, che soffocano concorrenza e giornalismo indipendente.
Ora che un giudice USA ha stabilito che Google ha mantenuto un monopolio illegale, l’Europa ha l’occasione di ridimensionare Google, Meta e Apple e restituire equilibrio al mercato digitale.
action.wemove.eu/sign/2025-05-…
Smantelliamo i colossi del tech
Ogni volta che apri un sito di notizie, è Google a guadagnarci, mentre il giornalismo indipendente scompare.WeMove Europe
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Scruscio! finalmente un calendario condiviso anche a Palermo
Nasce scruscio.org/about , istanza palermitana di Gancio
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Esce dal fediverso e atterra da Booq Scruscio, l'agenda condivisa di Palermo e dintorni.
Se vuoi sapere perché è nata, come funziona, da chi è fatta e chi può farne parte vieni giorno 27 novembre per incontrare chi già la usa
Riprenditi la rete, facciamo Scruscio 😀
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La SPID è stata dichiarata defunta dall’esecutivo, per essere sostituita dalla CIE.
di Marco Calamari
Dal pornocontrollo al tecnocontrollo - Cassandra Crossing 627
Cattive notizie per i diritti civili digitali. [...]
Nella trentennale storia della digitalizzazione del nostro paese spiccano ben quattro storie di successo. Alcune addirittura di livello mondiale. Senza scherzi!
In ordine cronologico:
l’istituzione della firma digitale con valore legale parificato a quella autografa, primo paese al mondo;
la creazione della Posta Elettronica Certificata, che permette di inviare messaggi con valore di raccomandata con ricevuta di ritorno, in maniera istantanea e sostanzialmente gratuita, invece che a botte di sette o più Euri;
l’implementazione del Processo Civile Telematico, che solo chi frequenta da operatore i tribunali può apprezzare in tutto il suo valore;
la realizzazione della SPID, un sistema di rilascio di credenziali con valore nazionale (no, non è un sistema di verifica dell’identità, checché se ne dica, e no, non ha nessuna vulnerabilità particolare).4 casi di successo della informatizzazione delle PP.AA. che decine di milioni di italiani ormai utilizzano quotidianamente, a cui, solo per diffusione, se ne aggiunge un quinto, la CIE, Carta di Identità Elettronica.
C’è da dire che il “successo” della CIE è stato decretato ope legis come adempimento obbligatorio, supportato in maniera efficacissima dall’abolizione dell’alternativa cartacea, e solo dopo una trentennale ed iterativa gestazione sperimentale, che chi l’ha vissuta ancora ricorda nei propri incubi.
Senza altra volontà oltre quella di essere oggettivi, possiamo ricordare che Firma Digitale, CIE, CNS (Carta Nazionale dei Servizi), TSE (Tessera Sanitaria Elettronica) sono tutti tecnicamente in grado di fornire le funzionalità di identificazione, autenticazione e firma elettronica. La sola CIE possiede tuttavia lo status legale di documento di identità, che consente l’utilizzo come formale accertamento di identità.
Ora, potrebbe sembrare una cosa logica “accorpare” in un solo oggetto, la CIE, tutte le altre funzionalità, accentrando e “semplificando” una situazione che oggi, per quanto funzionante e largamente utilizzata, può apparire inutilmente complessa.
Sarebbe un errore; si tratta di una falsa semplificazione che, come tutte le soluzioni semplici di problemi complessi, è sbagliata. Cerchiamo di capire perché.
Chiunque abbia operato professionalmente nell’informatica sa perfettamente che la centralizzazione di qualsiasi cosa, se non fatta con estrema cura e professionalità e senza badare a spese, porta a vulnerabilità pericolose e potenziali, nuovi e gravi disservizi.
La storia recente ed anche meno, dell’informatica nella pubblica amministrazione ci ha insegnato che il collasso di un intero sistema è cosa non potenziale ma reale, ed anche molto frequente.
Sistemi separati, quando cadono, tirano giù “solo” la loro funzionalità, senza compromettere tutti gli altri servizi. Se poi sono stati realizzati ridondati o federati, come la tanto vituperata ma ben progettata SPID, riescono a mantenere la propria funzionalità almeno in parte.
Cosa succederebbe invece se un ipotetico sistema “tuttologico”, che fornisca firma, credenziali, autenticazione ed identità avesse un problema bloccante? E se, in questi tempi di guerra, questo problema bloccante fosse un atto criminale, oppure addirittura ostile?
Questo lungo antefatto ci è servito solo per arrivare finalmente alla cronaca di oggi.
Nel giro di pochi mesi, si è improvvisamente scoperto che la SPID è un sistema bacato e pericoloso, malgrado che 30 milioni di italiani la utilizzino quotidianamente al posto del più famoso e meno sicuro “1234”, e che sia praticamente gratuita per le casse dello stato.
Si tratta anche qui di una notizia errata. Il rilascio di SPID multiple, quindi di credenziali multiple, non rappresenta di per sé un pericolo, anzi può essere utile per compartimentare le attività di una persona, separando ad esempio il privato ed il lavoro.
Il problema del rilascio di SPID ad impersonatori dipende invece dalle procedure di identificazione, che devono essere efficaci, che sono normate puntualmente e su cui lo Stato, per suo stesso regolamento, deve vigilare.
Contemporaneamente si è “scoperto” che la CIE può essere utilizzata, oltre che come documento di identità, anche come firma elettronica di tipo intermedio, e come credenziale di accesso.
Improvvisamente l’esecutivo, con un inusuale atto di decisionismo tecnologico, annunciato pubblicamente e ripetutamente, ha deciso di dismettere quello che è stato realizzato solo pochi anni fa e funziona, sostituendolo con qualcosa di ancora indefinito, di cui sappiamo solo che si appoggerà alla CIE, tutto da realizzare e far adottare, ricominciando da capo un storia dolorosa, ma che era stata finalmente conclusa.
A Cassandra è venuta in mente la storiella dei frati che fecero pipì sulle mele piccole e brutte del loro albero, perché erano certi che ne sarebbero arrivate altre grandi e bellissime, e che quando queste non arrivarono dovettero mangiarsi quelle piccole e brutte.
Ecco, sembra proprio la storia della SPID, che una campagna di stampa poco informata, se non addirittura strumentale, ha definito “troppo complessa e poco sicura”, raccontando che sarà presto sostituita dalla CIE inattaccabile e potente.
In tutto questo, cosa mai potrebbe andare storto?
Ci sono (purtroppo) altre chiavi di lettura che possono spiegare una vicenda apparentemente insensata sia tecnicamente che amministrativamente, riunirla all’improvvisa ed ineludibile necessità del pornocontrollo di stato, anzi a a livello europeo, e spiegare razionalmente tutto quanto.
Bastano due concetti chiave “centralizzazione dei dati” e “tecnocontrollo dei cittadini” per disegnare un panorama, anzi un vero progetto di controllo sociale, in cui la inspiegabile dimissione della SPID in favore della CIE diventa un elemento logico, razionale e necessario.
Infatti, se quello che si vuole ottenere è centralizzare il più possibile la gestione dei dati e degli accessi dei cittadini, con la conseguente possibilità di monitorare il loro operato, ed aprendo a teoriche ma terrificanti possibilità come quella di revocare completamente qualsiasi autorizzazione ad un individuo, allora sostituire un sistema federato e decentralizzato come la SPID con una gestione centralizzata, e dipendente da un documento emesso dallo Stato, è esattamente quello che serve. [...]
Dato il panorama “digitale” di oggi, di cui fa parte sostanziale l’indifferenza del pubblico, non c’è davvero di che essere ottimisti.
Una giudice statunitense sospende l’espulsione di seicento minorenni guatemaltechi
La giustizia statunitense ha sospeso il 31 agosto l’espulsione di più di seicento minorenni guatemaltechi non accompagnati, infliggendo una nuova battuta d’arresto al presidente Donald Trump e alla sua linea dura sull’immigrazione. LeggiRedazione (Internazionale)
Soci Coop soddisfatti per il ritiro dei prodotti israeliani dai suoi scaffali
Accogliamo con soddisfazione la decisione di Coop Alleanza 3.0 di ritirare i prodotti israeliani, in coerenza con il proprio Codice Etico e il rispettoRedazione Italia (Pressenza)
Venezia: sgomberato con violenza il “matrimonio di protesta” di Extinction Rebellion. 43 persone trascinate in Questura
Venezia: sgomberato con violenza il “matrimonio di protesta” di Extinction Rebellion. 43 persone trascinate in Questura
Riceviamo e pubblichiamo… L’azione di Extinction Rebellion di questa mattina in piazza San Marco è stata sgomberata con violenza dalle forze dell’ordine dopo soli 20 minuti dal suo inizio.Infoaut
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La Corte di Cassazione boccia il Decreto Sicurezza: viola la legalità con aggravanti ingiustificate
La Cassazione boccia il Decreto Sicurezza: manca urgenza, norme eterogenee, viola legalità e proporzionalità. Rischio carcere per marginalità e dissenso.Articolo 21 (Pressenza)
Il decreto sicurezza ha una lunga storia di repressione alle spalle
Il provvedimento del governo Meloni è la stretta più severa degli ultimi decenni contro ogni forma di contestazione. Ma la criminalizzazione del dissenso è cominciata negli anni novanta. LeggiAnnalisa Camilli (Internazionale)
Cosa prevede la strategia per la resilienza idrica dell’UE
La Commissione UE ha lanciato la “strategia per la resilienza idrica”. Cinque gli ambiti d’azione. A fianco uno studio dell’Agenzia Europea dell’Ambiente sul risparmio idricoAndrea Turco (Economia Circolare)
L’epopea Gkn, al quarto anno del suo movimentato percorso, è a un altro bivio
La proprietà della fabbrica di Campi Bisenzio vuole sgomberare il presidio operaio e destinare lo stabilimento a un nuovo polo della logistica.Lorenzo Guadagnucci (Altreconomia)
Banca Etica, per non mettere la polvere sotto il tappeto
L'assemblea del 17 maggio ha eletto a larga maggioranza Aldo Soldi nuovo presidente. L'ex direttore generale Alessandro Messina si è fermato al di sotto del 13%.Duccio Facchini (Altreconomia)
Ma Gianluca reshared this.
UN CONFRONTO COSTRUTTIVO,
banche armate in Etica SGR.
Le persone socie di Banca Etica che si sono riunite nel gruppo informale “Sensibili alle armi” in Banca Etica hanno riflettuto prima di tutto tra loro, poi hanno sollecitato le altre persone socie e gli organismi di direzione della Banca ad una profonda analisi del tema delle “banche armate” e dei collegamenti che, principalmente attraverso la società Etica Sgr, Banca Etica ha con alcune di esse.
Ai rilievi sempre costruttivi, rivolti al gruppo da alcune socie e soci della Banca, il gruppo stesso al suo interno si è confrontato e sente il dovere di esporre le sue osservazioni in un’ottica positiva e propositiva, non senza evidenziare la soddisfazione che finalmente si parli seriamente e con determinazione di un tema che forse negli anni immediatamente precedenti non era stato oggetto di grande attenzione.
Un primo argomento a favore dello stato di fatto che proviene da alcuni soci afferma che “Etica Sgr distoglie dal mercato delle armi 4 miliardi di euro che oggi invece sono investiti eticamente”. Questa argomentazione sebbene fondata, appare a nostro parere, un po' parziale. Infatti:
- l’investimento porta un guadagno che le banche armate non reinvestono nella pace, dunque il gioco è, se va bene, a somma zero;
- un principio della finanza etica è la considerazione degli effetti indiretti (come da Statuto della Banca) delle azioni economiche, riteniamo pertanto eticamente inaccettabile non considerare che l’associazione con le banche armate, e i guadagni che realizzano attraverso la collocazione dei fondi etici, sono un problema e non un elemento neutro o addirittura positivo;
- la società Etica Sgr non è l’unico gestore di fondi “etici”. Il fatto che non si distingua per la caratterizzazione interna del proprio azionariato la rende meno credibile anche sotto il profilo dell’attrattiva commerciale.
Un secondo argomento evidenzia che “la quota di bilancio che le banche armate presenti in Etica Sgr riserva al commercio di armamenti è insignificante”.
Anche questa considerazione a parere di questo gruppo non convince. Infatti: ammesso che si possa stabilire una “soglia di irrilevanza” della quota stessa, ciò che conta è la policy della banca. I finanziamenti variano in base alla domanda e alle convenienze commerciali, cosicché il loro peso sul bilancio può essere più o meno consistente per variabili che, appunto, non modificano significato e direzione delle scelte operative di una banca.
Un terzo argomento sostiene che Banca Etica, attraverso la compartecipazione con le “banche armate”, le stimola e incoraggia ( il termine che viene spesso usato è “contaminare”) a modificare le loro policy sul commercio di armamenti. Questa argomentazione, purtroppo, è drammaticamente smentita dai fatti. Le banche armate partecipano da sempre al capitale sociale di Etica Sgr e, nel corso di due decenni, non hanno modificato di una virgola la loro policy sul commercio di sistemi d’arma. Al contrario, basandoci sui dati dei rapporti redatti in applicazione della Legge 185/1990, il coinvolgimento totale nella esportazione di armi da parte delle banche socie di Etica Sgr a partire dal 2020 è in continua crescita. Forse anche in questo caso vale la famosa Legge di Gresham (teorizzata dal mercante e banchiere inglese Thomas Gresham del XVI secolo) secondo alcuni studiosi l’unica legge mai smentita dalla storia, in base alla quale moneta cattiva ( attualizzando: azioni a valore d’uso negativo come il traffico legale di armi) scaccia sempre moneta buona ( attualizzando azioni ad impatto positivo) quando sono messe sullo stesso piano e in sinergia ciò che avviene appunto con la politica della contaminazione adottata in questi anni.
“Non si tratta di ritirarsi su un monte” frase spesso citata, ma di marcare una differenza sostanziale con le altre banche rimanendo nell’agone bancario.
È perciò un fatto che la strategia di persuasione adottata sinora non abbia funzionato, non sta tuttora funzionando e che, quindi, dovrebbe essere sostituita con una strategia diversa. Inoltre ogni azione in tal senso dovrebbe essere accompagnata da un'attività, come richiesto numerose volte, ( che auspichiamo il nuovo Consiglio di Amministrazione qualunque esso sia voglia adottare ) di monitoraggio chiaro e periodico della situazione relativa al rapporto tra Etica SGR e le banche “armate” e di come esso si evolve nel tempo. Ogni anno, l’assemblea dei soci dovrebbe ricevere una relazione bene evidenziata sull’andamento dei rapporti con le banche armate (utili distribuiti, commissioni da collocamento fondi, presenza nell’elenco delle banche armate ecc.).
Un quarto argomento dichiara che “non è possibile forzare l’uscita di un socio, né interrompere arbitrariamente la distribuzione di utili o i compensi pattuiti, senza esporsi a contenziosi o minare la stabilità della società”. Anche questo argomento non è risultato risolutivo per ragioni varie. In primo luogo, abbiamo notato che in passato è stato possibile che Banca Etica acquisisse le quote necessarie per diventare socia controllante di Etica Sgr. In secondo luogo, è chiaro che ogni percorso intrapreso oggi richiederà interlocuzioni e studi per arrivare, nell’arco di tempo ragionevole, a una soluzione del problema. Ma è altrettanto vero che se non si parte, e se non si ha un programma per il viaggio non si arriva mai e si gira a vuoto.
Riteniamo la questione di fondamentale importanza tanto da fare la reale differenza rispetto agli altri Istituti di credito tradizionali, per questo seguiremo le azioni della futura governance qualsiasi sia, anche dopo il voto del 17 Maggio 2025 per cercare nel rispetto dei ruoli di sollecitare discussioni dibattiti, proposte e soluzioni sempre in chiave costruttiva e sempre per il bene di Banca Etica che dimostra nonostante i toni aspri della competizione elettorale che ha caratterizzato questi ultimi mesi di essere una realtà unica nel panorama bancario, un patrimonio da custodire e crescere, un bene non di pochi ma di tutti coloro che si riconoscono nella Finanza Etica.
Gruppo Informale in Banca Etica Sensibili alle Armi.
Per contatti: sensibili.allearmi.fe@gmail.com
Il COVID-19? Colpa del commercio di animali, da Focus.it
Uno studio pubblicato su Cell traccia le origini evolutive sia del COVID-19 sia della "prima" SARS, esplosa nel 2002, e scagiona i pipistrelli (e i tecnici di laboratorio), puntando invece il dito sul commercio di animali selvatici
focus.it/ambiente/animali/il-c…
Il COVID-19 fu colpa del commercio di animali selvatici
Un nuovo studio spiega come abbia fatto il COVID-19 (e non solo) a percorrere migliaia di chilometri, dal suo luogo di origine fino a Wuhan.Focus.it
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Il Parlamento Europeo contro il blocco degli aiuti umanitari a #Gaza
Con un’ampia maggioranza – dalla sinistra di The Left e Verdi al Ppe e ai Socialisti, fino a Renew Europe – il Parlamento Europeo ha preso posizione contro il blocco degli aiuti umanitari a Gaza imposto dal governo israeliano. Paradossalmente (o no?) le destre "provita" in questo caso si dimostrano pro-genocidio, in sostegno al criminale Netanyahu, ricercato dalla CPI
pressenza.com/it/2025/05/il-pa…
Il Parlamento Europeo contro il blocco degli aiuti umanitari a Gaza
Con un’ampia maggioranza - dalla sinistra di The Left e Verdi al Ppe e ai Socialisti, fino a Renew Europe - il Parlamento Europeo ha preso posizioneANBAMED (Pressenza)
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17 maggio, giornata contro l'omolesbobitransfobia
In Africa, nella regione dei Grandi Laghi, alla problematiche dovute alle ingiustizie socio-economiche e ambientali si aggiunge un livello di discriminazione ulteriore dovuto ad una sistematica persecuzione delle persone appartenenti alle comunità LGBTQI+.
Chiediamo aiuto concreto e immediato:
- Salviamo vite nella regione del Kivu, in Congo. Persone LGBTQ+ fuggono dalle aree occupate da forze militari non governative, cercando disperatamente rifugio e sicurezza. Collaboriamo con Gay Christian Africa per sostenere queste persone e permettere loro di trovare riparo.
- Sosteniamo chi lotta contro l’HIV in Uganda. Il progetto della Mbarara RISE Foundation fornisce farmaci salvavita per persone LGBT+ che vivono con HIV, ma i fondi sono stati recentemente cancellati dall’U.S.AID.
Agire ora può fare la differenza. Le persone colpite da queste crisi non possono aspettare. Il nostro contributo può significare la possibilità di una nuova vita per chi è intrappolato dalla persecuzione o dalla mancanza di cure.
Qui, trovi la scheda informativa sulla raccolta "Focus sul continente africano e le comunità LGBTQI+".
Samaria APS
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Prevost: la scheda redatta dalle persone sopravvissute ad abusi
Ecco la pagina che la rete delle persone sopravvissute ad abusi nella chiesa cattolica, in sigla SNAP, dedicava prima dell'elezione a Prevost . Se clicchiamo sul bottone rosso "Read Vos Estis report", ecco il carteggio della SNAP inviato in vaticano, perchè anche a Prevost fosse applicata la legge istituita da Bergoglio sugli abusi. Si legge di un caso di abusatore con 13 vittime conclamate non protette nell'Illinois, e di sentenze della giustizia civile peruviana che scrivono nero su bianco dell'inazione della diocesi guidata da Prevost nel contrastare altri casi di abusi su almeno tre persone. Peccato che lo stesso Bergoglio prenda un infrattore della legge da lui istituita, e lo metta - con potere crescente - in un ruolo chiave per la nomina di vescovi.
"Tutto apposto".
- -
As provincial of the Augustinians, Prevost allowed Father James Ray, a priest then accused of abusing minors whose ministry had been restricted since 1991, to reside at the Augustinians' St. John Stone Friary in Chicago in 2000, despite its proximity to a Catholic elementary school. When Prevost was Bishop of Chiclayo, three victims reported to civil authorities in 2022 after there was no movement on their canonical case filed through the diocese. Victims have since claimed Prevost failed to open an investigation, sent inadequate information to Rome, and that the diocese allowed the priest to continue saying mass.SNAP filed a complaint against Prevost under the pope’s 2023 decree Vos estis lux mundi on March 25, 2025
Vos estis lux mundi, Pope Francis’ 2023 decree, allows any bishop, cardinal, or religious superior to be reported and investigated for abuse or cover-up. These complaints, submitted to the Vatican, are not verdicts of guilt. They are evidence-based calls for investigation—each meeting the church’s own standard of “serious indications” that a violation occurred. In civil terms, this is equivalent to probable cause or reasonable grounds to investigate.
Every filing draws from a solid foundation of survivor and eyewitness testimony, public records and church statements, independent investigations by media and legal experts, official church documents and canonical proceedings, testimony, depositions, and court-ordered documents from criminal and civil cases.
Mr.G. likes this.
SABOTARE LA GUERRA
Quinto giorno di #PrimaveraRumorosa : un centinaio di persone hanno occupato la sede produttiva della Leonardo spa.
Il Governo Italiano e la Leonardo hanno le mani sporche di sangue.
È il sangue della popolazione civile palestinese, bombardata quotidianamente anche da armamenti italiani. Ed è il sangue delle generazioni future, che pagheranno le scelte scellerate e guerrafondaie del presente.
Un presente che avrebbe bisogno di concentrare le risorse per una transizione ecologica, che sia rapida e democratica.
Fermiamoli insieme, perché sabotare la guerra non è reato!
🌹 La #PrimaveraRumorosa continua!
#XR
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⚫️ VIOLENZE AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Trascinati per le gambe e per i vestiti, colpiti con schiaffi e gomitate, le violenze sono poi continuate all'interno delle camionette mentre le persone portate in Questura, dove sono state portate anche le persone che stavano effettuando riprese senza prendere parte alla protesta.
Queste violenze e soprusi compiuti proprio davanti al Ministero della Giustizia testimoniano la deriva autoritaria del nostro governo, in linea con il liberticida #DecretoSicurezza , approvato come decreto d'emergenza per aggirare il dibattito parlamentare.
Davanti a tutto questo, la nostra risposta può essere solo una: Ribellione.
Non ci arrenderemo all'ondata fascista che minaccia il nostro futuro e i nostri diritti.
🌹 A Roma e in tutta Italia, questa primavera e tutto l'anno, la Ribellione continua.
#XR
Extinction Rebellion Italia
⚫️ VIOLENZE AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA Trascinati per le gambe e per i vestiti, colpiti con schiaffi e gomitate, le violenze sono poi continuate all'interno delle camionette mentre le persone portate in Questura, dove sono state portate anche le …Telegram
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Extinction Rebellion ha occupato anche la sede della Leonardo
Dopo aver occupato il Ministero della Difesa, Extinction Rebellion ha preso di mira la sede romana di Leonardo, accusata di complicità nei crimini diItalia che Cambia (Pressenza)
Violenze al Ministero della Giustizia durante la manifestazione di Extinction Rebellion
La manifestazione di Extinction Rebellion di questa mattina davanti al Ministero della Giustizia si è conclusa dopo poche ore con uno sgombero effettuatoExtinction Rebellion (Pressenza)
Marco Siino
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