[2026-01-15] Cena sociale di quartiere GRAB @ piazza Foroni
Cena sociale di quartiere GRAB
piazza Foroni - piazza Foroni
(giovedì, 15 gennaio 19:30)
Cena sociale di quartiere
Saremo insieme al bar di Milon, che metterà il servizio bar. Alle 23 il locale chiude quindi regoliamoci di conseguenza
Porta quello che vuoi trovare a parte gli alcolici
Un piatto, una posata, un bicchiere, la tua ricetta preferita
Lasciamo la piazza più pulita di come la troviamo
[2026-01-17] STRIDENTI ARMONIE DI LOTTA @ Piazza borgo dora BALON
STRIDENTI ARMONIE DI LOTTA
Piazza borgo dora BALON - Piazza borgo dora
(sabato, 17 gennaio 11:00)
"Stridenti armonie di lotta" è l'appuntamento mensile, alle ore 11, al Balon, Borgo Dora angolo Via Andreis, a cura del Cor'okkio ".....la sempre più pesante e orrida realtà induce a uscire nelle strade con canti di lotta e letture, per denunciare l'intollerabile ed ingiusta persecuzione da parte dei poteri attraverso ogni forma di repressione.
A seguire sangria benefit per rifacimento tetto Barocchio
[2026-01-17] Apertura Porfido @ Centro di Documentazione Porfido
Apertura Porfido
Centro di Documentazione Porfido - Via Tarino 12/c, Torino
(sabato, 17 gennaio 16:00)
disponibile Tumulti rusticani. Rivolte e resistenze contadine tra il Medioevo e la Modernità
edizionitabor.it/tumulti-rusti…
Il Centro di Documentazione Porfido è aperto Martedì, Mercoledì e Sabato dalle 16:00 alle 19:30.
[2026-01-17] CAOS MANIFESTO + RAK SHAZA + ANTICAIFA @ El Paso Occupato
CAOS MANIFESTO + RAK SHAZA + ANTICAIFA
El Paso Occupato - Via Passo Buole, 47, Torino
(sabato, 17 gennaio 22:30)
El Paso Occupato e Troppa Carne Al Fuoco Records
dalle 22,30 circa sul palco pasico:
CAOS MANIFESTO post hardcore da Taranto con ex membri di Hobophobic e Inganno
RAK SHAZA hip hop hc da Torino/Taranto
ANTICAIFA genuine italian post hc da Torino
APERTURA PORTA ORE 22:00
INGRESSO 5 EURO
SERATA BENEFIT A SOSTEGNO DI EL PASO OCCUPATO e TROPPA CARNE AL FUOCO REC
[2026-01-22] Presentazione con Iren3 Villa | lesbismo, femminismo e teoria queer @ Radio Blackout 105.250
Presentazione con Iren3 Villa | lesbismo, femminismo e teoria queer
Radio Blackout 105.250 - Via Cecchi 21/a, Torino
(giovedì, 22 gennaio 18:00)
Giov 22 gennaio
Dalle 18 Aperitivo e chiacchiere con Iren3 Villa, ricercatric3 e autric3
Parleremo di lesbismo, femminismo e teoria queer a partire dai suoi libri "La minaccia color lavanda" e "Gayle Rubin".
A seguire musichette Distro aperta. Benefit Radio Blackout
[2026-01-24] Benefit Juanito @ El Paso Occupato
Benefit Juanito
El Paso Occupato - Via Passo Buole, 47, Torino
(sabato, 24 gennaio 15:05)
Giornata benefit per Juan al Paso occupato
❤ Juanito libre y morte alla polgai ❤
dalle 15: aperitivo, brulè, vinyl dj set, mostre tematiche su estrattivismo e guerra, distro e serigrafia: portati una maglia, una mutanda, una pezza da serigrafare!
dalle 17: approfondimento della situazione di Juan, spiegazione dell'impianto giudiziario, dna e udienze in videoconferenza,...
confronto tra le varie operazioni contro i movimenti anarchici in italia e metodi di solidarietà per contrastarle
dalle 19: buffet a offerta libera (è un benefit!)
dalle 21: performance estripdrag "Elena lenguas" da Barcelona
dalle 22 (presto!): inizio concerti con:
-Eversione da Imperia
-Fever, sempre da Imperia
-Garpez da torino
-Forklift da Lovereto/Rovinator (rovereto)
-Mortaio da bell'ano (Calliano)
-Il nodo hc da Trento
a seguire vinili con le Ciliegine Viniliche da TIERNO
ENTRATA OFFERTA LIBERA - È UN BENEFIT DIOCAN
TUTTO IL RICAVATO (coperte alcune spese) ANDRÀ A JUAN, COMPAGNO ANARCHICO IN GALERA, SOLDI CHE GLI SERVONO PER LE SPESE VIVE E LEGALI
SALUT, AMOR i ANA(L)RCHIA! ❤
[2026-01-30] Guida stupefacente. Autoregolazione e riduzione dei rischi da uso di sostanze. @ Isola di Arran
Guida stupefacente. Autoregolazione e riduzione dei rischi da uso di sostanze.
Isola di Arran - Lungo dora firenze 33B
(venerdì, 30 gennaio 18:00)
Venerdì 30 gennaio alle 18.00, parleremo con Tobia D'Onofrio e Massimo Lorenzani, autori del libro GUIDA STUPEFACENTE, dell'uso delle sostanze psicoattive attraverso il paradigma della riduzione del danno, unendo scienza, cultura ed esperienza diretta per promuovere consapevolezza e autoregolazione.
In un contesto ancora proibizionista, il libro, offre strumenti informativi per comprendere rischi, miti e alternative, aiutando lettori, persone e operatori a prendere decisioni libere e responsabili.
Lungo Dora Firenze 33b - Torino - L'isola di Arran
#RiduzioneDelDanno #guidastupefacente #torino #sostanze #sostanzestupefacenti #presentazionelibro
[2026-01-16] Mercato 47 @ CSA Magazzino 47
Mercato 47
CSA Magazzino 47 - via industriale 10 Brescia
(venerdì, 16 gennaio 16:00)
TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00
Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.
Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.
Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.
È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.
È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.
[2026-01-12] Assemblea pubblica Lazzaretto autogestito e comitato Giù le mani dai quartieri @ Casa di Quartiere Graf San Donato
Assemblea pubblica Lazzaretto autogestito e comitato Giù le mani dai quartieri
Casa di Quartiere Graf San Donato - 3, Piazza Giovanni Spadolini, San Donato, San Donato-San Vitale, Bologna, Emilia-Romagna, 40127, Italia
(lunedì, 12 gennaio 20:00)
Stiamo assistendo a processi di gentrificazione che colpiscono in modo diretto e violento le aree popolari della città, intrecciando sempre più profondamente classismo e distruzione ecologica. Grandi opere, nuova cementificazione e progetti calati dall’alto ridisegnano i quartieri secondo logiche speculative, producendo espulsione sociale e perdita di spazi di vita.
Tra questi spazi anche il Lazzaretto è sotto minaccia. Un luogo che fa dell'autogestione la vera ragione di esistere: sociale, politica, collettiva.
In questo momento il punto centrale per noi non è la sola difesa dello spazio, ma la volontà di creare una forza politica capace di contrastare tutti questi processi.
Ci sono e ci sono state lotte territoriali che dimostrano che esiste una risposta dal basso alla trasformazione forzata della città.
Nella scorsa assemblea è emersa l’urgenza di rafforzare questi percorsi collettivi capaci non solo di opporsi a questo modello di città, ma di costruire alternative concrete.
Per questo chiamiamo un'assemblea aperta: per continuare il confronto avviato, condividere le analisi emerse e discutere insieme proposte e i prossimi passaggi.
Per riappropriarci delle nostre vite partendo dai quartieri che abitiamo.
Lunedì 12 gennaio – ore 20
Graf – Casa di Quartiere
Piazza Spadolini
[2026-01-15] Sala Open 2026 • The Cost of Growth | Proiezione @ Cinema Galliera
Sala Open 2026 • The Cost of Growth | Proiezione
Cinema Galliera - Via Giacomo Matteotti 27
(giovedì, 15 gennaio 21:00)
𝟏𝟓 & 𝟐𝟎 𝐆𝐄𝐍𝐍𝐀𝐈𝐎 𝐈𝐍 𝐒𝐀𝐋𝐀 𝐎𝐏𝐄𝐍 • 𝐓𝐇𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐓 𝐎𝐅 𝐆𝐑𝐎𝐖𝐓𝐇
Sala Open inaugura il 2026 con 𝐓𝐡𝐞 𝐂𝐨𝐬𝐭 𝐨𝐟 𝐆𝐫𝐨𝐰𝐭𝐡, un film necessario, urgente, capace di mettere in discussione una domanda che riguarda tuttɜ: per chi stiamo facendo crescere l’economia?
Dalle lotte contro l’estrattivismo in Serbia, alle rivendicazioni sul lavoro in Italia, fino alla resistenza del popolo Sámi in Norvegia, il film attraversa l’Europa seguendo chi ogni giorno prova a costruire alternative concrete a un modello che produce disuguaglianze, sfruttamento e conflitti.
Cinema Teatro Galliera – Bologna
𝟏𝟓 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 · 𝐡 𝟐𝟏:𝟎𝟎 (ospiti in sala Valentina Scanziani - Voice Over Foundation; Matteo Cini - Insorgiamo GKN e Pier Giorgio Ardeni - professore di economia politica Università di Bologna)
In replica 𝟐𝟎 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 · 𝐡 𝟏𝟗:𝟎𝟎
Info e programma completo:
https://openddb.it/sala-open/
Prenotazioni:
https://www.cinemateatrogalliera.it/prenotare-si-puo/
* SINOSSI *
The Cost of Growth collega le lotte locali contro l'estrattivismo in Serbia, per la democratizzazione del lavoro in Italia e contro la colonizzazione del territorio Sámi in Norvegia, con dibattiti più ampi su giustizia, democrazia, libertà di movimento e guerre. Cerca di rispondere alla domanda: “Per chi stiamo facendo crescere l’economia?” attraverso le voci di attivistɜ, ricercatricɜ ed espertɜ, e le esperienze di chi resiste ogni giorno sopraffazioni e ingiustizie.
Il documentario punta ad amplificare i messaggi di lotta e resistenza da tutta Europa che si contrappongono alle false soluzioni costruendo alternative, dall'organizzazione di base del lavoro a nuove forme di cooperazione e solidarietà.
Per l’Italia viene portata la storia del collettivo di fabbrica dei lavoratori e delle lavoratrici ex GKN, attraverso la voce di Dario Salvetti, Flavia Brunetti e Paola Imperatore.
Perché è vero: “viviamo nell’ombra del mondo che potremmo avere”, e immaginare altri futuri non è solo necessario, ma anche possibile.
[2026-01-16] Biblioteca Elio Xerri presenta il libro "Cultura e Controcultura" @ Circolo Anarchico Berneri
Biblioteca Elio Xerri presenta il libro "Cultura e Controcultura"
Circolo Anarchico Berneri - Piazza di Porta Santo Stefano 1
(venerdì, 16 gennaio 18:30)
- dalle ore 18.30 Presentazione del libro "Cultura e controcultura", ne parliamo con l'autore Francesco Spagna
Cultura e controcultura sono il dirittto e il rovescio di una stessa trama e vanno intese nel loro movimento dialettico. Il termine controcultura riflette tanto una richiesta di più cultura, quanto la volontà di attingere a stratificazioni culturali più profonde di quelle convenzionali. Lungo queste linee si sono mossi e si muovono tutti i movimenti controculturali dagli anni '60 a oggi.
- a seguire cena di autofinanziamento
Lo spazio è accessibile solo tramite scale.
[2026-01-17] Loriano Macchiavelli - STRANI FRUTTI - incontro con l'autore @ Centro Sociale Montanari
Loriano Macchiavelli - STRANI FRUTTI - incontro con l'autore
Centro Sociale Montanari - Via di Saliceto 3/21
(sabato, 17 gennaio 15:30)
Inizia sabato 17 gennaio 2026, con la presentazione del libro STRANI FRUTTI di Loriano Macchiavelli, AUTORI IN QUARTIERE, un nuovo ciclo di incontri letterari in Bolognina.
La rassegna nasce dalla sinergia di 3 realtà presenti e ben radicate sul territorio: L'Edicola Aldini, L'Associazione Casaralta Che Si Muove e il Centro Sociale A. Montanari.
Gli incontri si svolgono con il patrocinio del Quartiere Navile e nell'ambito del Patto per la lettura di Bologna.
Ingresso Libero
Per info: Francesca Edicola Aldini 3203136493
[2026-01-17] Presentazione del libro "Alberi: fermiamo la mattanza", di Linda Maggiori @ Circolo Arci Guernelli
Presentazione del libro "Alberi: fermiamo la mattanza", di Linda Maggiori
Circolo Arci Guernelli - Via Antonio Gandusio 6
(sabato, 17 gennaio 17:00)
[2026-01-18] Presentazione del libro ' Pino Pinelli, Un racconto musicale' @ La Casona - Nuova Casa del Popolo di Ponticelli
Presentazione del libro ' Pino Pinelli, Un racconto musicale'
La Casona - Nuova Casa del Popolo di Ponticelli - Via di Ponticelli 43, Ponticelli di Malalbergo
(domenica, 18 gennaio 17:00)
Domenica 18 gennaio alle ore 17.00 presso La Casona presenteremo insieme all'Associazione Valerio Evangelisti - Il sole dell'Avvenire il libro 'Pino Pinelli, Un racconto musicale' di Enri Volta e Franco Schirone. Saranno presenti insieme a noi Enri Volta e Riccardo Dodi per l'accompagnamento musicale.
A seguire il consueto aperitivo quasi-cena.
[2026-01-18] Surreal time @ Laboratorio Giù dall'Arca
Surreal time
Laboratorio Giù dall'Arca - via nicolò dall'arca 43/f
(domenica, 18 gennaio 19:30)
Surreal time
Domenica 18 gennaio
SURREAL TIME
-Lo Show Surreale-
La realtà che ci propone il mondo è illogica.
Quante volte abbiamo detto: 'Questa è follia!' oppure 'No, vabè, assurdo!'
SURREAL TIME
-Lo Show Surreale- vuole sfidare il mondo in una gara di nonsense.
Creare uno spazio-tempo dove portare il pubblico da un'altra parte, giocando con linguaggi inventati, parole inesistenti, silenzi interminabili, vuoti incolmabili.
Questa festa dell'Assurdo abbraccia la comicità in ogni suo genere: dalla Stand-Up Comedy alla Performance teatrale, dal Reading alla Canzone Nonsense.
Il tutto legato da un unico grande filo: il Surreale.
L'obiettivo è far pensare: 'Ma cosa c***o sto vedendo?!'
Il conduttore di questa visione sarà SurrealMan, l'antieroe di cui si aveva davvero bisogno.
ingresso con tessera ARCI - ARCIGAY E UISP
Apertura tesseramento e convivialità ore 19,30
Inizio live dopo
Contributo artistico libero
[2026-01-14] IL C.S.A. OFFICINA REBELDE CHIUDE, CAPIAMO ASSIEME COME PROSEGUIRE @ Nievski
IL C.S.A. OFFICINA REBELDE CHIUDE, CAPIAMO ASSIEME COME PROSEGUIRE
Nievski - via Alessi 15, Catania
(mercoledì, 14 gennaio 19:30)
Come attivist@ di Officina Rebelde dobbiamo dare alla città, alla sua comunità militante, ed a chi ci segue da sempre una comunicazione che non avremmo voluto dare: dopo anni di ininterrotta attività sociale, culturale, politica, per motivi indipendenti dalla nostra volontà, dobbiamo chiudere lo spazio fisico che abbiamo lungamente autogestito in Via Coppola n. 6. Nonostante la difficoltà del momento vogliamo confermare che il nostro gruppo politico continuerà a portare avanti i propri progetti e le proprie lotte. Lo spazio sociale chiude, l'associazione non riconosciuta che abbiamo costituito prima che nascesse lo spazio resta in vita. Le nostre riunioni saranno, almeno temporaneamente, ospitate in altre sedi, così come le nostre attività. Insieme alla nostra comunità intendiamo proseguire i nostri percorsi perché antisessismo, antifascismo e antirazzismo sono oggi più che mai necessari. Così come è necessario continuare a costruire opposizione alle politiche di rapina nella città e nel quartiere di San Berillo, dove per anni hanno operato i nostri sportelli.
Vogliamo incontrarci tra noi e con chi si sente interessat@ a condividere questi percorsi insieme e per questo, vi invitiamo giorno 14 gennaio dalle 19:30, presso i locali del Nievsky per discutere ed organizzarci assieme.
[2026-01-16] KENOBIT @ Laboratorio Urbano Popolare Occupato
KENOBIT
Laboratorio Urbano Popolare Occupato - Piazza Pietro Lupo 25
(venerdì, 16 gennaio 18:00)
Presentazione del libro:
ASSALTO ALLE PIATTAFORME
laboratorio orizzontale di MUTUO AIUTO TECNOLOGICO
LIVE con GAMEBOY!!
Birrette e Distro!
[2026-01-16] GIÙ LE MANI DAL VENEZUELA. No al terrorismo imperialista USA in America Latina @ Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba, circolo "Tina Modotti"
GIÙ LE MANI DAL VENEZUELA. No al terrorismo imperialista USA in America Latina
Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba, circolo "Tina Modotti" - via Battiato n.6, Catania
(venerdì, 16 gennaio 19:30)
intervengono: Maria Merlini (segretaria circolo "Tina Modotti" ANAIC - Catania), Clara Statello (giornalista). In collegamento: Indira Pineda (sociologa cubana - Assemblea Mondiale dei Popoli)
A seguire CENA SOCIALE
[2026-01-18] In memoria di Bela Tarr @ Teatro Coppola - il teatro dei cittadini
In memoria di Bela Tarr
Teatro Coppola - il teatro dei cittadini - Via del vecchio bastione 9, Catania
(domenica, 18 gennaio 16:00)
In memoria di Bela Tarr (1955-2026)
Per celebrare la scomparsa di uno dei più grandi registi mai esistiti nella storia del cinema, abbiamo deciso di proiettare integralmente Sátántangó.
La proiezione sarà domenica 18 gennaio, continua e aperta, a partire dalle ore 16:00.
Si potrà entrare e uscire liberamente, fermarsi per pochi minuti o attraversare l’intera durata del film. Non è necessario vedere tutto per partecipare. È sufficiente esserci, anche solo per un frammento.
Questa non è una maratona, ma un atto di commemorazione. Un gesto collettivo per celebrare il cinema.
Sátántangó, l'opera-monumento di Bela Tarr, è un film del 1994 della durata di oltre 7 ore. La storia è basata sull'omonimo romanzo di László Krasznahorkai (Premio Nobel 2025).
Ambientato nella sconfinata pianura ungherese dove, sotto una costante pioggia battente, un'umanità disperata si contende gli ultimi brandelli di consapevolezza.
Opera estrema e terribile la pellicola è un omaggio ossessivo alla fine del nostro millennio. Tempo puro, cammino circolare dentro il cinema e oltre il cinema. È il film che sfida il ritmo del mondo contemporaneo e ci invita a rallentare, a restare, o semplicemente a passare. Un film che richiede di essere abitato.
[2026-01-25] REBEL CABLE @ Laboratorio Urbano Popolare Occupato
REBEL CABLE
Laboratorio Urbano Popolare Occupato - Piazza Pietro Lupo 25
(domenica, 25 gennaio 16:00)
Laboratorio di cablaggio audio, consolle e sound sustem in contesti organizzati.
Max 15 posti!
Per info tecniche contattare
@ciuridda_sound
Per adesioni scrivete un messaggio a:
@palestra_lupo
A seguire:
Diffusione musicale!
[2026-01-18] Suoni Foresti presenta: Casamatta + Strontzo @ Laboratorio autogestito Paratod@s
Suoni Foresti presenta: Casamatta + Strontzo
Laboratorio autogestito Paratod@s - Corso Venezia, 51
(domenica, 18 gennaio 19:00)
Ad aprire la prima serata foresta dell’anno saranno due gruppi da Bologna 🦉
@casamattaaa : power duo dai suoni ruvidi, ritmi spezzati e una scrittura che alterna caos e melodia spaziando tra math-rock e post-rock.
casamattaaa.bandcamp.com/album…
@strontzoduo : power duo n.2 della serata, suonano un misto tra noise, math rock, jazzcore e impro, con loops e sample.
strontzo.bandcamp.com/album/la…
Apertura 19:00, al @laboratorioauto.paratodos!
[2026-01-13] Jazz Club - Jam session @ Biella - Palazzo Ferrero
Jazz Club - Jam session
Biella - Palazzo Ferrero - Corso del Piazzo, 29
(martedì, 13 gennaio 21:30)
Jam Session
[2026-01-18] Galileo - domenica sera DJ SET @ Biella - Galileo
Galileo - domenica sera DJ SET
Biella - Galileo - Via Galileo Galilei, 1, 13900 Biella BI
(domenica, 18 gennaio 21:30)
it's karaoke time!
[2026-01-19] Non-manuale di scrittura creativa @ Biella - Caffè Autentico
Non-manuale di scrittura creativa
Biella - Caffè Autentico - via Tripoli, 17 - Biella
(lunedì, 19 gennaio 19:30)
Presentazione del non-manuale dei biblionauti.
[2026-01-20] Max Roach Legacy in Motion @ Biella - Palazzo Ferrero
Max Roach Legacy in Motion
Biella - Palazzo Ferrero - Corso del Piazzo, 29
(martedì, 20 gennaio 21:30)
Antonio Fusco trio - Biella Jazz Club
[2026-01-22] Nugara Trio con Anais Drago @ Biella - Palazzo Ferrero
Nugara Trio con Anais Drago
Biella - Palazzo Ferrero - Corso del Piazzo, 29
(giovedì, 22 gennaio 21:30)
Special event al Biella Jazz Club.
[2026-01-23] Comprendere e prevenire le nuove dipendenze @ Occhieppo inferiore - Centro Polivalente
Comprendere e prevenire le nuove dipendenze
Occhieppo inferiore - Centro Polivalente - Viale Adriano Caralli, 7, 13897 Occhieppo Inferiore BI, Italia
(venerdì, 23 gennaio 20:30)
Dipendenze comportamentali. Aiutare e accompagnare. Uso sano e responsabile del mondo digitale
Come funziona e chi c’è dietro l’Intelligenza artificiale che sarà usata dai medici di famiglia
Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)
Si chiama Mia l'assistente digitale promosso da Agenas che affiancherà i medici di medicina generale nelle scelte cliniche. A sviluppare la piattaforma e ad aggiudicarsi la
Privilegi di accesso e identità alimentate dall’AI: rischi e mitigazioni
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Molte aziende fanno affidamento sull'accesso sempre attivo, na gli ambienti operativi attuali sono più dinamici di quelli di ieri. Invece oggi l’AI amplia velocemente la superficie di attacco focalizzata sulle identità. Ecco quali rischi cyber sono legati agli
VIDEO MESSICO. 1994-2016: trentadue anni di rivoluzione Zapatista
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Dal Capodanno del 1994 al “Semillero” di oggi: 32 anni di autonomia, resistenza e lotta zapatista nel Chiapas, tra memoria, analisi critica e ribellioni contro il capitalismo globale.
L'articolo VIDEO MESSICO. 1994-2016: trentadue anni di rivoluzione Zapatista proviene da
Zeyneb Xurasan: La rivolta in Iran non è una protesta, ma una marcia per la libertà
ZEYNEB XURASAN, membro del PJAK, ha affermato che gli eventi in corso nel Rojhilat (Kurdistan orientale) e in tutto l’Iran non sono proteste, ma una marcia per l’esistenza e la libertà dei popoli, sottolineando: “Non faremo un passo indietro. Devono essere prese decisioni storiche e la resistenza deve continuare di conseguenza”.
Le azioni iniziate il 28 dicembre 2025 in Iran e nel Rojhilat sono continuate ininterrottamente. Dal Rojhilat al Baluchistan, da Kermanshah a Teheran, i popoli si sono ribellati al regime. Più di 50 persone sono state uccise negli attacchi del regime, centinaia sono state ferite e oltre tremila sono state arrestate.
Zeyneb Xurasan, membro dell’Assemblea del Partito per la Vita Libera del Kurdistan (Partiya Jiyana Azad a Kurdistanê – PJAK), ha parlato degli sviluppi con l’Agenzia Mesopotamia (MA).
Una marcia per la liberà
Affermando di definire la rivolta popolare una “marcia per la libertà”, Zeyneb Xurasan ha espresso il suo apprezzamento per la lotta per la libertà del popolo del Kurdistan Rojhilat e dell’Iran. Rilevando le notizie secondo cui circa 50 persone sono state uccise, oltre 3.000 arrestate e centinaia di ferite, Xurasan ha sottolineato che la resistenza è l’unica via per la vittoria.
Sottolineando che la resistenza viene condotta per tutta l’umanità, Zeyneb Xurasan ha affermato di essere al fianco dei popoli dell’Iran e che la lotta sta crescendo di giorno in giorno. Sottolineando che questa resistenza non è nata da un giorno all’altro, ha affermato: “L’Iran è governato da un regime oppressivo e dittatoriale. Alle persone non è nemmeno permesso di vivere nella propria lingua madre. La società vive nella paura costante. I bambini vengono giustiziati davanti agli occhi dei loro genitori. La rivolta di oggi è un chiaro rifiuto di questo regime”.
La scintilla di “JIN, JIYAN, AZADΔ
Zeyneb Xurasan ha affermato che l’attuale resistenza è una continuazione del movimento “Jin, jiyan, azadî” (Donne, Vita, Libertà) e che il popolo non ha mai accettato il regime attuale. “Le scintille del fuoco odierno sono state accese durante la rivoluzione ‘Jin, jiyan, azadî’. Il popolo del Kurdistan Rojhilat e dell’Iran trae coraggio da quella rivoluzione. I suoi semi sono stati piantati durante quel processo. Attraverso la filosofia del leader Apo, il popolo ha dichiarato: ‘Possiamo vivere insieme, esistere insieme con le nostre identità; tutti i popoli possono vivere come fratelli e sorelle’. Per questo motivo, non è sorta ostilità tra i popoli. La forza che opprime i popoli e si sostiene attraverso il sangue è questo sistema di governo. Oggi questo sistema è cresciuto e si nutre del sangue dei giovani”, ha affermato.
Lo Stato ha fatto un passo indietro
Zeyneb Xurasan ha affermato che il popolo ha dimostrato di sapersi governare da solo e ha affermato che il regime ha trasformato la vita in una “prigione a cielo aperto”. Ha descritto l’attuale resistenza come una lotta per l’esistenza e ha sottolineato la necessità di una lotta unita.
Ha sottolineato: “Lo abbiamo visto anche durante il processo ‘Jin, jiyan, azadî’. Quando il popolo si è unito e ha mostrato una resistenza collettiva, lo Stato è stato costretto a fare un passo indietro. Ma quando il popolo si è ritirato migliaia di persone sono state arrestate e giustiziate. Nelle carceri iraniane le persone vengono torturate e giustiziate. Le donne ispirate dalle idee del leader Apo, hanno guidato la rivoluzione ‘Jin, jiyan, azadî’. Oggi, nel Rojhilat Kurdistan, donne e giovani sono di nuovo in prima linea in questo processo”.
Tutti devono aprire le porte alla rivoluzione
Affermando che “ritirarsi significa morte”, Zeyneb ha affermato che ogni casa nel Rojhilat e in Iran dovrebbe diventare uno spazio di resistenza e autodifesa. Ha affermato che non si tireranno indietro e ha invitato tutti a lottare per realizzare la rivoluzione. “Ogni casa deve trasformarsi in uno spazio di solidarietà e difesa. I feriti devono essere curati in luoghi sicuri. Questo è uno stato brutale; giustizia persino i propri figli. In Iran, quasi ogni ora qualcuno viene giustiziato, soprattutto intellettuali e personalità di spicco. Aspettarsi speranza da questo stato significa arrendersi e morire. La nostra speranza è riposta nelle donne e nei giovani del Kurdistan orientale e dell’Iran”, ha affermato.
La vittoria è possibile
Sottolineando che il regime sarà sconfitto di fronte alla resistenza popolare, Xurasan ha invitato tutti ad abbracciare la lotta. Zeyneb Xurasan ha concluso: “La filosofia del Leader Apo e l’idea di ‘Jin, jiyan, azadi’ si basano sull’auto-organizzazione. Per giorni le comunicazioni sono state interrotte e i social media bloccati nel Kurdistan orientale e in Iran. Questi metodi sono stati usati in passato e hanno fallito. Crediamo nel nostro popolo e traiamo la nostra forza da esso. Le forze al potere saranno sconfitte. Quando siamo una sola voce e un solo cuore, la vittoria è possibile. La situazione nelle carceri è estremamente grave. Rendiamo omaggio alla resistenza di tutti i prigionieri, da Zeyneb Celaliyan a Werişe Muradi. Tutti devono assumersi la responsabilità di questo processo. Se ci uniamo, possiamo sconfiggere il regime e portare questa rivolta alla vittoria. Facciamo crescere la resistenza sulla via della rivoluzione ‘Jin, jiyan, azadi'”.
MA / Zeynep Durgut
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Per la scomparsa di Ahmet Yaman, già rappresentante dell’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia, militante del Movimento per la Libertà del Kurdistan e diplomatico curdo.
Con profondo dolore abbiamo appreso la notizia della scomparsa del nostro caro compagno Ahmet Yaman, che in passato ha ricoperto l’incarico di rappresentante dell’Ufficio
d’Informazione del Kurdistan in Italia, distinguendosi per il suo impegno costante, la sua competenza e il suo alto senso di responsabilità. Ahmed Yaman ha dedicato gran parte della sua vita alla causa del popolo curdo, svolgendo un ruolo rilevante nel lavoro diplomatico e nelle relazioni internazionali. In particolare, nel periodo della permanenza a Roma del Presidente Abdullah Öcalan nel 1998, egli ha svolto il
ruolo di rappresentante dell’Ufficio d’Informazione del Kurdistan, assumendo una responsabilità di grande rilievo in una fase storica delicata e decisiva per il movimento curdo.
In quel contesto, ha rappresentato con determinazione, lucidità politica e dignità le legittime rivendicazioni di libertà, giustizia e autodeterminazione del popolo del Kurdistan. Il suo lavoro ha contribuito in modo significativo a portare la questione curda all’attenzione dell’opinione pubblica italiana e internazionale, rafforzando legami di solidarietà e sostegno e lasciando un segno profondo nell’attività diplomatica del movimento curdo in Europa.
La sua scomparsa rappresenta una perdita grave non solo per la sua famiglia e per i suoi amici, ma anche per tutte e tutti coloro che hanno condiviso con lui il percorso della lotta politica e dell’impegno diplomatico. La sua coerenza, la sua umanità e la sua dedizione resteranno un esempio prezioso. In questo momento di profondo dolore, l’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia esprime le più sentite condoglianze alla famiglia di Ahmet Yaman, al popolo del Kurdistan, ai suoi compagni di lotta e a tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato. Ci uniamo al loro dolore e rendiamo omaggio con rispetto alla sua memoria.
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
Roma, 12 gennaio 2026
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Pubblicato il primo numero di Azadiya Welat dopo dieci anni Il primo numero del quotidiano curdo Azadiya Welat è stato pubblicato dopo 10 anni con il titolo “La nostra direzione per il futuro è verso il sole; ancora una volta Azadiya Welat”. Azadiya Welat ha ripreso le pubblicazioni dopo aver riacquistato i diritti sul suo nome.
Dopo 10 anni, il quotidiano Azadiya Welat ha ripreso le pubblicazioni da dove Xwebûn si era interrotto. Il primo numero del giornale è stato pubblicato con il titolo “La nostra direzione per il futuro è verso il sole; di nuovo Azadiya Welat”. Il primo numero del giornale contiene una dichiarazione del co-presidente del MAF-DAD, Mahmut Şakar, che richiamava l’attenzione sulle condizioni del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan.
Il primo numero del giornale presenta gli scrittori Mülkiye Birtane, Medenî Ferho, Felemez Ulug, Hesen Huseyîn Denîz, Adar Gulan, Adar Jiyan, Kurdistan Lezgiyeva, Tayip Temel, Salîha Ayata, War Botan, Siyabend Aslan, Lîzşêr Amed, Nesrîn Adar, Zaza Cebelî, Fatma Taşli Tunç, Xelîl Xemgîn, Alî Guler e Serdar Altan.
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Perihan Koca: gli attacchi ad Aleppo indeboliscono le prospettive di pace in Turchia
La deputata del partito DEM Perihan Koca ha affermato che gli attacchi dell’HTS nelle aree curde stanno minando i colloqui di pace e di risoluzione in Turchia e alimentando un conflitto più ampio.
La deputato di Mersin del Partito per la democrazia e l’uguaglianza dei popoli (Partito DEM) Perihan Koca ha commentato gli attacchi contro gli insediamenti curdi ad Aleppo e l’approccio della Turchia nei confronti di Hayat Tahrir al-Sham (HTS).
Ha affermato che il governo si sta allineando con gruppi armati privi di legittimità, come HTS, spinti da politiche anti-curde e interessi a breve termine, e che ciò sta prendendo di mira la struttura multi-identitaria della Siria e la speranza dei popoli di vivere insieme.
Perihan ha affermato che gli scontri ad Aleppo minacciano non solo la sicurezza dei curdi, ma anche la possibilità di un futuro democratico in Siria. Ha sottolineato che la posizione militare e politica della Turchia nella regione sta indebolendo i dibattiti di pace e risoluzione che si dice siano in corso a livello nazionale. Secondo lei, gli attacchi alle conquiste curde in Siria hanno creato una profonda sfiducia tra il popolo curdo in Turchia riguardo a una reale volontà di soluzione.
Il fatto che HTS stia rivolgendo i suoi attacchi contro gli insediamenti curdi sta creando seria preoccupazione anche tra l’opinione pubblica curda in Turchia. Siete già scesi in piazza con la gente. D’altra parte, la Turchia sembra dare un sostegno quasi incondizionato a HTS. Come interpreta questo sostegno da parte del governo e la reazione della popolazione?
Il potere politico sta cercando di rinviare le aree di crisi che sta affrontando elaborando piani a breve termine in Siria, guidato sia dalla fobia curda che da interessi a breve termine. Il sostegno che forniscono a HTS è calcolato per ritardare questi problemi per un po’, ma a lungo termine non farà che aggravarli.
Stanno facendo affidamento su bande che non hanno alcuna possibilità o capacità di essere decisive per il futuro della Siria e che sono tutte di natura criminale, per negare il diritto dei curdi all’autodeterminazione. Queste bande non hanno la capacità di governare la ricca diversità etnica e religiosa della Siria. Inoltre, non hanno alcuna legittimità per governare il Paese.
La struttura monolitica proposta dalla Turchia attraverso HTS non ha alcuna possibilità di risolvere i problemi della Siria. Il sostegno del governo non farà altro che aggravare ulteriormente i problemi esistenti.
Man mano che diventa sempre più chiaro che queste bande criminali non hanno futuro, coloro che hanno riposto tutte le loro ambizioni su questo cavallo dovranno affrontarne le amare conseguenze. Ma la cosa peggiore è che stanno gettando nel fuoco tutta la popolazione della regione, e la reazione pubblica che hai menzionato nasce proprio per questo.
La reazione della popolazione è rivolta al tentativo della Turchia, attraverso HTS, di distruggere questa volontà in un momento in cui si sono formate le condizioni per l’emergere di una repubblica siriana democratica, e in cui non solo il popolo curdo, ma anche il popolo arabo, il popolo alawita, i drusi e i cristiani si sono rivolti a questa possibilità. La popolazione sa benissimo come dovrebbe essere il futuro della Siria. Ma i governanti turchi stanno facendo tutto il possibile per eliminare questa possibilità.
Quali rischi rappresentano gli scontri in corso ad Aleppo per la sicurezza e il futuro politico dei curdi in Siria, nonché per una convivenza democratica?
La Siria è da tempo in uno stato di caos. Dietro questo caos ci sono le potenze imperialiste e i calcoli delle forze al potere che cercano di prendere l’iniziativa in Medio Oriente.
Le persone hanno problemi urgenti. Non esiste un ordine costituzionale; sono sotto pressione economica, c’è povertà e incertezza sul futuro. Oltre a ciò, il terreno è fragile e non esiste nemmeno la sicurezza di base.
Sebbene i bisogni urgenti e vitali dei popoli siriani siano evidenti, i conflitti etnici e religiosi sono costantemente alimentati da alcuni attori. C’è chi mira deliberatamente a sfinire e indebolire i popoli attraverso guerre continue, spingendo la Siria in uno stato di stallo e di stallo, vanificando le conquiste democratiche.
Dalla caduta del regime di Assad, avvenuta lo scorso anno, e dall’8 dicembre 2024, si è tentato di rimodellare la Siria attraverso l’occupazione, l’annessione e i massacri, prendendo di mira il ricco tessuto sociale siriano, i suoi popoli e le sue fedi, che sono i veri proprietari della terra.
Oggi gli attacchi contro il popolo curdo sono la continuazione della realtà genocida rivolta contro il popolo arabo e quello alawita, nonché degli attacchi contro i popoli druso e cristiano.
Questi attacchi, che costituiscono l’attuale prassi della linea del massacro perseguita da HTS contro le diverse comunità nazionali, etniche, religiose e settarie della Siria, prendono chiaramente di mira il popolo curdo e le sue conquiste. Rappresentano un attacco completo alla volontà dei popoli siriani di vivere insieme e alla visione di una vita condivisa e di una Siria democratica.
In che modo ciò che sta accadendo ad Aleppo e gli attacchi che vi hanno avuto luogo influenzano le discussioni su una soluzione democratica alla questione curda in Turchia e le prospettive di pace e di risoluzione?
Penso che indebolirà il tavolo della pace e della risoluzione. Cercare di eliminare la presenza curda nella regione, che non rappresenta in alcun modo una minaccia per la Turchia e che, se considerata razionalmente, potrebbe persino rientrare negli interessi della Turchia stessa, significa minare il processo di risoluzione interno.
Ha il carattere di una provocazione. Rivela anche le intenzioni dei governanti turchi su questo tema. Sebbene finora non siano stati compiuti passi concreti nell’ambito del processo e tutto si stia dilatando nel tempo, parallelamente alla repressione, si stanno anche muovendo per smantellare le formazioni politiche ed economiche che i curdi hanno costruito in Siria a caro prezzo.
La presenza militare turca nella regione, le dichiarazioni del Ministero della Difesa Nazionale secondo cui il supporto potrebbe essere fornito se richiesto dall’amministrazione HTS e le parole del Ministro degli Esteri Hakan Fidan, “non esiteremo a intervenire direttamente quando necessario”, così come il linguaggio e la propaganda utilizzati dai media mainstream per giorni, rivelano chiaramente il ruolo assunto dalla Turchia nella regione. Dimostrano che gli attacchi ad Aleppo non sono indipendenti dai piani regionali del regime di palazzo.
Quindi, il popolo curdo si pone questa domanda: volete distruggerci? Decine di migliaia di politici curdi sono in prigione; i comuni sono stati sequestrati tramite amministratori fiduciari nominati, e ora anche il Rojava è minacciato. Naturalmente, tutti si chiedono: dove finisce tutto questo per parlare di una soluzione? Il governo sta cercando di gettare tutti i popoli di questo Paese e della Siria in un grande incendio. Questo deve essere visto.
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Ekrem Berekat: Circa 300 civili sono stati uccisi ad Aleppo
Il giornalista Ekrem Berekat ha dichiarato che circa 300 civili sono stati uccisi negli attacchi contro i quartieri curdi di Aleppo. Ekrem ha affermato che negli attacchi sono stati utilizzati quattro droni Bayraktar di fabbricazione turca.
Gli attacchi del Governo di transizione siriano, formato da Hayat Tahrir al-Sham (HTS), contro i quartieri di Sheikh Maqsoud, Ashrafiyeh e Beni Zad di Aleppo proseguono dal 6 gennaio. Mentre le forze di sicurezza resistono con armi individuali, gli attacchi condotti da componenti dell’esercito siriano formato da HTS – componenti i cui leader sono ricercati in numerosi paesi per crimini di guerra e soggetti a sanzioni – hanno preso di mira direttamente e ucciso numerosi civili.
Ekrem Berekat, un giornalista della regione, ha dichiarato che gli attacchi sono stati un massacro organizzato contro i curdi. Ha affermato che gli attacchi sono stati condotti da una forza militare di 45.000 uomini e 110 carri armati, coordinata dalla Turchia. Ha dichiarato che la Divisione Suleyman Shah (El-Amşat), la Divisione Sultan Murat, la Divisione El-Hamza, il movimento Nureddin Zengi e Ahrar al-Sharqiya, tutte sotto il controllo turco, hanno partecipato agli attacchi. Ha aggiunto che questi gruppi in passato sono stati coinvolti in numerosi massacri ad Afrin, Girê Spî e Serêkanîyê e che erano stati precedentemente inseriti nella lista delle sanzioni del Regno Unito. Ekrem Berekat ha inoltre affermato che negli attacchi hanno utilizzato 4 droni Bayraktar di fabbricazione turca, 76 droni kamikaze, 94 unità di artiglieria a lungo raggio che sparavano da punti diversi, oltre 400 veicoli blindati, 78 sistemi lanciarazzi e 550 mitragliatrici pesanti DShK.
Tentativo di massacro
Sottolineando che gli attacchi sono stati condotti con armi pesanti fin dal primo giorno, Ekrem ha dichiarato: “La portata di questi attacchi costituisce chiaramente un tentativo di massacro. Gli aggressori hanno accumulato tutta la loro capacità militare e le loro munizioni in questa regione. Anche prima degli attacchi, i quartieri erano sotto assedio da circa 6 o 7 mesi. Durante questo periodo, né alle organizzazioni internazionali, né alle istituzioni sanitarie, né ad alcuna iniziativa umanitaria è stato permesso di entrare nella regione”.
La Turchia fornisce intelligence e logistica
Ekrem Berekat ha dichiarato che negli attacchi sono stati ampiamente utilizzati aerei da ricognizione e droni, compresi droni armati di proprietà statale turca. Berekat ha aggiunto: “La Turchia sta fornendo a questi gruppi sia intelligence che supporto logistico”.
Le aree civili sono state attaccate
Berekat ha affermato che gli attacchi hanno preso di mira civili, ospedali, cisterne d’acqua e punti di rifornimento: “Attualmente, la resistenza è condotta dalle Forze di sicurezza interna. Ieri e l’altro ieri ci sono stati attacchi molto intensi contro i quartieri. Gruppi entrati nel quartiere di Eshrefiyeh hanno compiuto numerosi massacri. Secondo le informazioni ricevute finora, circa 300 civili sono stati uccisi. Vengono uccisi perché sono curdi. Sono state condivise anche molte immagini che lo dimostrano. Aree civili, ospedali, cisterne d’acqua e punti di rifornimento sono stati presi di mira specificamente. Queste aree civili erano chiaramente segnalate su una mappa pubblicata dal Ministero della Difesa siriano prima degli attacchi”.
C’è una resistenza con lo spirito di Kobanê
Affermando che le Forze di sicurezza interna di Aleppo stanno continuando la resistenza con le sole armi personali, ha dichiarato: “C’è una resistenza molto forte nei quartieri. In questo periodo si sta verificando una difesa senza precedenti. La lotta contro queste bande viene condotta con lo spirito di Kobanê. La difesa della popolazione di Eşrefiyê e Şêxmeqsûd continua con grande determinazione”. Osservando che il blocco nei quartieri continua e che le informazioni all’esterno sono limitate, Erem Berekat ha affermato: “Secondo le informazioni ricevute, 5 volontari sono intervenuti per difendere la popolazione e impedire massacri. Hanno impedito alle bande di entrare nei quartieri”.
L’ospedale viene bombardato da gruppi legati a Damasco
Ekren ha dichiarato che l’unico ospedale attualmente operativo nel quartiere è il Khalid Fajr Hospital, che a suo dire è stato bombardato da gruppi affiliati a Damasco. Berekat ha continuato: “Ci sono centinaia di civili e centinaia di feriti nell’ospedale. Oggi abbiamo parlato di nuovo con gli operatori sanitari. Hanno detto di non avere cibo né acqua da circa 72 ore. Hanno anche inviato immagini estremamente scioccanti: bambini dai 2 ai 9 anni piangono per la fame e per il trauma dei massacri. Molti feriti sono morti perché non hanno potuto ricevere cure. Non ci sono medicine, cibo, elettricità o acqua”.
Oggi i massacri sono diretti contro i curdi
Ekren sostiene che l’Assemblea Popolare aveva chiesto la cessazione dei combattimenti, ma che finora non c’era stato alcun intervento. Ha aggiunto: “Oggi, l’Assemblea Popolare di quartiere ha chiesto la cessazione dei combattimenti. Tuttavia, finora non è intervenuto alcun intervento. Poco dopo questa dichiarazione, il Ministero della Difesa siriano ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava: ‘Elimineremo i curdi ad Aleppo’. È chiaro che il loro obiettivo è massacrare il popolo curdo. Questa mentalità, che in precedenza aveva portato a massacri contro alawiti e drusi, ora prende di mira i curdi”.
I combattenti hanno detto che non lasceranno i quartieri
Ha dichiarato che attualmente c’è una forte resistenza nei pressi dell’ospedale Khalid Fajr, affermando: “Le Forze di sicurezza interna hanno dichiarato nelle loro dichiarazioni: ‘Non lasceremo i quartieri; sacrificheremo le nostre vite per questo’. Hanno dichiarato di star portando avanti azioni per impedire il massacro di civili. Sebbene il loro numero non sia molto elevato, la resistenza continua con determinazione”.
Appello a sostenere la resistenza
Ekren Berekat ha osservato che le forze del quartiere hanno chiesto alla popolazione del Kurdistan e all’opinione pubblica democratica di sostenere la resistenza aggiungendo: “Attualmente, le persone provenienti dalla Siria settentrionale e orientale vogliono unirsi alla resistenza attraverso Dêr Hafir e salvare la popolazione da questo massacro, ma sono state attaccate e sono trattenute al confine. Anche Heyva Sor (Mezzaluna Rossa Curda) vuole attraversare i quartieri, ma non gli è permesso”.
Il governo Jolani sta inventando diversi scenari
Ekren ha affermato che il governo Jolani sta cercando di legittimare gli attacchi inventando diversi scenari: “Il governo Colani sta cercando di legittimare gli attacchi inventando diversi scenari. Un giorno affermano ‘le SDF sono lì’, un altro giorno ‘il PKK è lì’, e un altro ancora ‘i sostenitori del BAAS sono lì’. Tuttavia, nessuna di queste affermazioni è vera. Con l’accordo del 1° aprile, queste aree sono state consegnate alle Forze di sicurezza interna. Gli attacchi sono un chiaro tradimento di questo accordo. Stanno violando gli accordi da loro stessi firmati, e questo avrà gravi conseguenze”.
MA / Melik Varol
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Emergenza umanitaria ad Aleppo – Sheikh Maqsoud ed Eşrefiyê
I quartieri curdi di Sheikh Maqsoud ed Eşrefiyê, nella città di Aleppo, sono sottoposti da giorni ad attacchi sistematici da parte delle milizie legate al governo siriano, sostenute della Turchia. I bombardamenti con artiglieria, droni e armi pesanti colpiscono aree densamente abitate da civili, distruggendo abitazioni e infrastrutture essenziali. Tra queste, l’Ospedale Khalid Fecir che, preso di mira da giorni, è stato infine messo fuori uso da un incendio che vi è divampato all’interno. Ricordiamo che colpire deliberatamente una struttura sanitaria significa impedire qualsiasi possibilità di offrire cure ai feriti, procurandone la morte, e ciò costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario, nonché un crimine di guerra.
Sono decine le e i civili caduti vittime di questi attacchi indiscriminati e centinaia di persone sono rimaste ferite senza poter ricevere assistenza adeguata.
Nel frattempo centinaia di migliaia di persone tentano di fuggire verso Afrin, ma lungo le vie di fuga vengono intercettate dalle milizie, sottoposte a arresti arbitrari, rapimenti e allontanamenti forzati. A peggiorare ulteriormente la situazione, le forze del governo ad interim impediscono alle organizzazioni umanitarie nazionali e internazionali di accedere alle aree colpite, bloccando l’arrivo di ambulanze, medici e aiuti salvavita.
Questo viola apertamente il diritto internazionale umanitario, che impone la protezione dei civili e l’apertura di corridoi umanitari per l’evacuazione dei feriti e la consegna degli aiuti.La popolazione è di fatto intrappolata sotto le bombe se resta ed esposta a gravi violenze se tenta di scappare.
RACCOLTA FONDI URGENTE
MLRKI ha attivato una campagna di emergenza per fornire aiuti umanitari alla popolazione di Sheikh Maqsoud ed Eşrefiyê.
I fondi serviranno per l’acquisto di medicinali, cibo e beni di prima necessità.
Ogni donazione può salvare una vita.
Di fronte a crimini di guerra e crimini contro l’umanità non possiamo restare in silenzio. Aiutare oggi significa difendere il diritto alla vita e alla dignità umana.
Puoi contribuire tramite bonifico. Indica “EMERGENZA NES nella causale.
IBAN: IT53 R050 1802 8000 0001 6990 236
Intestatario: Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia ETS
Banca: Banca Etica – Filiale di Firenze
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Osman Şêx Îsa, medico di Aleppo chiede un intervento internazionale urgente in seguito al massacro di civili
I continui attacchi nei quartieri curdi di Aleppo hanno causato una grave crisi umanitaria. Le autorità sanitarie della regione chiedono un supporto urgente, affermando che il numero di feriti è in aumento e le scorte mediche stanno finendo.
I quartieri di Sheikh Maqsoud, Ashrafiyah e Beni Zeyd ad Aleppo, a maggioranza curda, stanno attraversando una grave crisi umanitaria dal 6 gennaio, sotto attacco da parte di gruppi di milizie sostenuti dalla Turchia e affiliati al governo di transizione siriano.
I funzionari responsabili dei servizi sanitari nella regione hanno chiesto un intervento urgente da parte della comunità internazionale, affermando che le vittime civili stanno aumentando e che le risorse mediche stavano raggiungendo il punto di esaurimento.
Il Dott. Osman Şêx Îsa, co-presidente del Consiglio Sanitario dei quartieri sotto attacco, ha richiamato l’attenzione sulla tragedia in corso e ha dichiarato quanto segue: “È in corso un intenso attacco contro i quartieri con armi pesanti. Finora sono rimasti feriti oltre 60 civili. Attualmente, un cittadino ferito ha perso la vita nonostante tutti gli interventi medici. Non c’è limite a questi attacchi. Il problema non sono le forze militari; tutte le strade, le case, le donne, i bambini e gli anziani sono presi di mira”.
Il medico ha sottolineato che il blocco ha impedito ai medici di raggiungere la zona, affermando: “Ci sono pochi medici. La carenza di medici e medicinali all’ospedale Martyr Xalid Fecir di Sheikh Maqsud sta causando difficoltà. Allo stesso tempo, l’ospedale potrebbe essere completamente fuori servizio domani o dopodomani a causa della mancanza di carburante per i generatori che forniscono elettricità all’ospedale”.
Descrivendo la portata della crisi nella regione, il dott. Şêx Îsa ha sottolineato che i cittadini feriti sono rimasti per strada e non hanno potuto essere trasferiti negli ospedali a causa degli attacchi, affermando: “In questi quartieri c’è una crisi umanitaria. Qui è in atto un massacro. I feriti vengono abbandonati a terra e a nessuno è permesso raggiungerli. Chi cerca di recarsi in ospedale per prestare assistenza non può farlo. Non c’è modo di trasferire i feriti in un altro ospedale.
Il medico ha concluso: “Questo è il nostro appello per un intervento urgente. La responsabilità umanitaria e morale è essenziale. Come medico, non essere in grado di aiutare i feriti è una sfida morale ed etica. Chiediamo che questa questione venga risolta il prima possibile”.
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Salih Muslim: Ahmed el Shara potrebbe essere stato fatto prigioniero in Turchia o a Damasco
Salih Muslim, membro del Consiglio di co-presidenza del PYD, ha richiamato l’attenzione sul silenzio di Ahmed El Shara, affermando che l’accordo del 10 marzo non è stato implementato dalla Turchia e dal governo ad interim e che Shara potrebbe essere tenuto prigioniero a Damasco o in Turchia.
Salih Muslim, membro del consiglio di co-presidenza del Partito dell’unione democratica (PYD), ha affermato in un programma televisivo di chiedersi perché Ahmed al-Shara, presidente del governo provvisorio siriano, rimanesse in silenzio e perché non si sapesse dove si trovasse.
Nel suo discorso, Muslim ha affermato che il governo siriano ad interim e la Turchia erano le parti che non volevano che l’accordo del 10 marzo fosse attuato, affermando: “L’accordo del 10 marzo non era di loro gradimento e vogliono liberarsene. Soprattutto la Turchia. Ecco perché vogliono porre fine all’accordo. C’è l’accordo del 10 marzo, l’accordo del 1° aprile. A quanto pare, non manterranno la parola data. Chiaramente, non applicheranno nemmeno l’accordo. Sono inaffidabili. Attaccano non appena ne trovano l’opportunità. C’erano così tanti accordi, e continuano ad attaccare, e gli attacchi sono molto brutali. Avete portato jihadisti da tutto il mondo e avete circondato due quartieri dove vivono civili. Quello che sta succedendo qui non è successo a Suweida o sulla costa. Vogliono rapire donne, demolire case e saccheggiare. Tutto questo è iniziato dopo le parole del Ministro della Difesa turco. Pertanto, la questione riguarda in realtà gli interessi della Turchia. Anche i curdi devono saperlo”.
Shara prigioniero in Turchia o a Damasco
Affermando che non è chiaro dove si trovi Ahmed Shara, SalihMuslim ha detto: “Avete sentito, abbiamo sentito: ‘È stato colpito a palazzo, è ferito’. Dico che Ahmed Shara è stato fatto prigioniero. È stato fatto prigioniero in Turchia o a Damasco. Ahmed Shara non ha rilasciato alcuna dichiarazione fin dall’inizio. Sono state uccise così tante persone, è sotto minaccia e l’accordo che ha firmato non viene rispettato. Ahmed Shara deve uscire allo scoperto e dire una parola. Finora non ha parlato con nessuno, né è apparso sullo schermo. Guardando tutto questo, dico ‘È stato fatto prigioniero’. O è stato preso a Damasco o è nelle loro mani ad Ankara. Si diceva che ‘È stato portato in un ospedale di Ankara dopo essere stato ferito’. Non è stato più visto da quel giorno. Se non è così, dovrebbe uscire allo scoperto e dire una parola
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Le prigioniere politiche in Iran iniziano lo sciopero della fame
Le prigioniere politiche detenute nelle carceri iraniane inizieranno uno sciopero della fame in solidarietà con lo sciopero generale che si terrà in tutto il Kurdistan. Kurdistan Human Rights Network (KHRN) ha dichiarato in una nota che le prigioniere politiche, tra cui Warisha Moradi e Zeinab Celaliyan, inizieranno uno sciopero della fame contemporaneamente allo sciopero generale previsto in tutto il Kurdistan.
Sciopero della fame in solidarietà con lo sciopero generale in Iran
Secondo KHRN, Warisha Moradi, Zeinab Celaliyan, Sekîne Pervane, Metleb Ahmediyan e Parîsa Kemali, detenute in diverse città iraniane, sosterranno lo sciopero generale con uno sciopero della fame. L’associazione ha aggiunto che lo sciopero della fame è inteso come protesta contro le attuali condizioni e come atto di solidarietà con lo sciopero generale, e ha sottolineato che non ci sono ancora informazioni chiare sulla durata dello sciopero della fame o su come l’amministrazione penitenziaria risponderà a questa azione.
Si diffondono le richieste di sciopero generale
È stato riferito che, in seguito alle recenti proteste in Iran e nel Kurdistan orientale, continuano a diffondersi ampiamente le richieste di uno sciopero generale, con i mercati chiusi in alcune città e alcuni imprenditori che hanno sospeso le loro attività.
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Gli attacchi ad Aleppo sono un sabotaggio al processo di dialogo
Da diversi giorni vengono utilizzate armi pesanti per attaccare i quartieri curdi di Aleppo. Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), che ha preso il controllo di Damasco, sta attaccando persone di etnia e fede diverse dalla loro.
Inizialmente hanno preso di mira gli alawiti e poi i drusi, le bande e i mercenari che operano sotto il governo provvisorio di Damasco stanno ora concentrando i loro attacchi sui curdi. Ciò dimostra ancora una volta che le forze che hanno preso Damasco sono ostili alla società e al popolo. Il regime Ba’ath è stato rovesciato e ora il barbuto Ba’ath si è abbattuto sulla Siria come un incubo.
Sulla scia della guerra popolare rivoluzionaria, il popolo curdo di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh resiste ormai da 15 anni.
Così come la gente ha resistito accanto alle forze di autodifesa presso la diga di Tishreen, la gente dei quartieri di Sheikh Maqsut e Eşrefiye resiste in questo modo ormai da 15 anni. I curdi in questi quartieri stanno difendendo la loro identità e cultura. Stanno conducendo la loro resistenza per diventare parte di una Siria democratica.
L’attacco a Sheikh Maqsoud e Ashrafieh è un attacco alla democrazia. Vogliono decurdificare questi quartieri. Sotto la guida di Ahmed al-Shara, i governanti di Damasco hanno una mentalità che nega l’esistenza di etnie e credenze diverse. Il loro obiettivo è creare uno stato-nazione monista basato su una nazione, una lingua, una cultura e una fede unica, sottoponendo tutte le diverse identità al genocidio, come si è visto nel XIX e XX secolo.
Questo approccio è una continuazione del regime Ba’ath. Se Ahmed al-Shara e il governo ad interim di Damasco vogliono essere un’autorità legittima e garantire l’unità della Siria, devono abbandonare tali approcci e perseguire una politica che garantisca l’unità della Siria, insieme al popolo curdo e agli altri popoli.
Non è ancora troppo tardi per farlo. Considerando che i curdi in Siria sono in costante dialogo, e che questo dialogo è proseguito di recente, tali attacchi devono essere visti come un tentativo di sabotare il processo di dialogo e di impedire la creazione di una soluzione ragionevole.
Le bande e i mercenari che attualmente attaccano i curdi ad Aleppo sono gruppi fascisti recentemente aggiunti alla lista delle organizzazioni terroristiche del Regno Unito. Sono le forze che hanno preso il controllo di Damasco insieme a HTS. Diversi gruppi all’interno di queste forze attaccanti si sforzano di mantenere il controllo in Siria, mantenendo il loro carattere fascista.
O Ahmed al-Shara è stato preso in ostaggio politico da entrambi questi gruppi e da altre forze politiche, oppure è lui stesso a presentarsi come tale per ottenere sostegno nell’arena politica. Le bande e i mercenari che attualmente attaccano Aleppo seguono la stessa mentalità di Daesh (noto anche come ISIS), che lo Stato turco ha addestrato, equipaggiato e presentato come il cosiddetto Esercito nazionale siriano (SNA).
Il fatto che i media affiliati al governo turco difendano questi attacchi e si facciano portavoce delle bande e dei mercenari dimostra ancora una volta che dietro a questo attacco c’è lo Stato turco. Inoltre, i giornalisti che trasmettono da Aleppo affermano che lo Stato turco sta sostenendo le bande che attaccano.
Come movimento di liberazione curdo, abbiamo chiesto allo Stato turco di sostenere e accogliere i curdi in Siria durante un processo avviato dal leader del popolo curdo, Abdullah Öcalan, in risposta all’appello di Devlet Bahçeli. Perché questi curdi sono parenti dei curdi in Turchia.
Volevamo che la Turchia svolgesse un ruolo positivo in Siria, affermando che, così come la Turchia sostiene i turcomanni, dovrebbe anche sostenere i curdi. Ribadiamo il nostro appello: questo è ciò che la Turchia deve fare se vuole creare un nuovo secolo basato sulla fratellanza curdo-turca.
La popolazione di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh ha resistito per 15 anni con la strategia della guerra popolare rivoluzionaria. Anche oggi, l’intera società, compresi anziani, donne e bambini, deve resistere con lo stesso spirito. Sarà un esempio della tradizione di resistenza che ha mantenuto per 15 anni.
Il nostro popolo deve restare al suo posto, insieme all’intera società, compresi anziani, donne e bambini, contro questo attacco per decurdificare Aleppo e tutta la Siria e resistere agli attacchi delle bande.
Crediamo che il popolo di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh resisterà in linea con la sua quindicennale tradizione di resistenza. Rendiamo omaggio alla loro resistenza e crediamo che la coroneranno con il successo.
Invitiamo tutto il popolo curdo nelle quattro parti del Kurdistan e all’estero ad abbracciare la resistenza di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh.
Co-Presidenza del Consiglio esecutivo della KCK
8 gennaio 2026
L'articolo Gli attacchi ad Aleppo sono un sabotaggio al processo di dialogo proviene da Retekurdistan.it.