david lynch, 2013
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La Fondazione Rosselli a Firenze, in via degli Alfani 101/r, organizza il 14 febbraio, con inizio alle 17, la presentazione del volume Il fondo Amelia Rosselli dell’Università della Tuscia. Saggi e apparati catalografici, a cura di Paolo Marini, Giovanna Pontesilli, Laura Tavoloni (Olschki editore). Interverranno il presidente della Fondazione Rosselli Valdo Spini e i professori Laura Barile, Franco Contorbia, Filippo Grazzini. L’ingresso è gratuito.
olschki.it/agenda/21/presentaz…
“Amelia Rosselli – ha detto Spini – è stata per unanime riconoscimento una delle donne poeta più significative del nostro ‘900. Le sue carte, depositate all’Università della Tuscia, sono … → continuaqui
Il Fondo Amelia Rosselli dell’Università della Tuscia.
Saggi e apparati catalografici
AA VV
Olschki Editore
Il volume propone un catalogo aggiornato dei materiali bibliografici e documentari compresi nella biblioteca di Amelia Rosselli. La biblioteca, donata all’Università della Tuscia nel 1996, rappresenta un punto di riferimento essenziale per la comprensione di una delle voci poetiche più alte e distinte del Novecento. Al catalogo si affianca una ampia miscellanea di studi che attraversa il fondo librario alla luce dei rapporti di Rosselli con autori e questioni della tradizione antica e moderna, spaziando dall’ambito letterario a quello linguistico, filosofico, scientifico, storico, musicale e artistico.
Scheda del libro e indice: olschki.it/libro/9788822269331
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Firenze, Fondazione Circolo Fratelli Rosselli 14 Febbraio 2025 ore 17:00Casa Editrice Leo S. Olschki
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. parlavano nello stanzone 168 operai trapassati, sapevano a chi toccava. il fiume Stura
era pieno di acido, prima i pesci. non si può credere, non può essere successo.
i pioppi lungo la strada di campagna cambiavano le foglie per liberarsi dal male, i topi
correvano, morivano senza zampe, fuse con il pavimento, non più carne. giovani operai
di vent’anni, figli di altri, morivano a quaranta urinando sangue.
non si può credere, non può essere successo. avevi dato giustizia in tribunale, le prime
condanne di un paese simile a ciò che non vogliamo. i morti tornavano alle tombe corrose,
le bare scoppiate, le lenzuola macchiate di ammine aromatiche, le sindoni della fabbrica di colori
ritrovate in fosfeni di archivi digitali,
Tuoi testimoni nel disordine della memoria.
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la storica Claudia Piermarini presenta il suo libro
I SOLDATI DEL POPOLO
Arditi, partigiani e ribelli: dalle occupazioni del biennio 1919-20 alle gesta della Volante Rossa, storia eretica delle rivoluzioni mancate in Italia
(2025)
youtube.com/embed/0KCW5Fm0Tig?…
(intervista audio)
info
redstarpress.it/prodotto/i-sol…
#arditi #audio #biennioRosso #ClaudiaPiermarini #FedericoRaponi #ISoldatiDelPopolo #intervista #intervistaAudio #Occupazioni #Partigiani #RedStarPress #ribelli #rivoluzione #rivoluzioni #TuttaScena #VolanteRossa
Quando, alla fine della prima guerra mondiale, i contadini scesero in piazza per protestare contro la mancata distribuzione delle terre e, in città, gli operai occuparono in armi le fabbriche e gli altri luoghi di lavoro, l’intero ordinamento politic…Red Star Press
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Edoardo Edoardo Sanguineti parla del primissimo e primo periodo della sua poesia (Modena, 26 aprile 2006 – Corso Canalchiaro 26). Intervista di Nadia Cavalera Riprese di Cristina Provenzano
#ScrittureDiRicerca #cambioDiParadigma #comicità #CristinaProvenzano #EdoardoSanguineti #esordi #esordio #intervista #Laborintus #NadiaCavalera #poesia #Postkarten #Reisebilder #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Triperuno #videointervista
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Dopo la mostra “Carte, cartapecore, scartoffie e pinzillacchere” del 2017 presentata all’Archivio di Stato di Salerno con l’esposizione di antiche pergamene, scritture e documenti originali in un insolito viaggio dentro il passato e il ventre dell’Archivio, a distanza di 7 anni viene presentato nel Salone dell’Archivio di Stato di Salerno un secondo evento dal titolo: “UNIVERSI POSSIBILI, carte, documenti e pagine sparse” a cura di Sandro Bongiani che comprende l’utilizzo di undici documenti già presentati nella precedente mostra per essere ora utilizzati come base di lavoro da 43 importanti artisti italiani e stranieri, diversi per età e linguaggio espressivo, invitati a intervenire, ognuno con il proprio vissuto e visione poetica a realizzare l’opera “unica” per questo evento collettivo a Salerno.
Gli artisti invitati: Alessandra Angelini I Francesco Aprile I Antonio Baglivo I John M. Bennett I Raffaele Boemio I Andrea Bonanno I Sandro Bongiani I Anna Boschi I Ryosuke Cohen I Carmela Corsitto I Rosa Cuccurullo I Nicolò D’Alessandro I Marcello Diotallevi I Pablo Echaurren I Cinzia Farina I Luc Fierens I Giovanni Fontana I Marco Giovenale I Coco Gordon I Paolo Gubinelli I Carlo Iacomucci I Ugo la Pietra I Giovanni Leto I Pietro Lista I Oronzo Liuzzi I Maya Lopez I Serse Luigetti I Ruggero Maggi I Mauro Magni I Elena Marini I Gabi Minedi I Giorgio Moio I Mauro Molinari I Franco Panella I Filippo Panseca I Enzo Patti I Lamberto Pignotti I RCBz I Gian Paolo Roffi I Paolo Scirpa I Ernesto Terlizzi I Reid Wood I Rolando Zucchini
#AlessandraAngelini #AndreaBonanno #AnnaBoschi #antichePergamene #AntonioBaglivo #ArchivioDiStatoDiSalerno #art #arte #BongianiArtMuseum #CappellaDiSanLudovico #CarloIacomucci #CarmelaCorsitto #carte #CinziaFarina #CocoGordon #CollezioneBongianiArtMuseum #documenti #ElenaMarini #EnzoPatti #ErnestoTerlizzi #FilippoPanseca #FrancescoAprile #FrancoPanella #GabiMinedi #GianPaoloRoffi #GiorgioMoio #GiovanniFontana #GiovanniLeto #JohnMBennett #LambertoPignotti #LucFierens #MarcelloDiotallevi #MarcoGiovenale #materialiVerbovisivi #MauroMagni #MauroMolinari #MayaLopez #NicolòDAlessandro #OronzoLiuzzi #PabloEchaurren #pagineSparse #PaoloGubinelli #PaoloScirpa #PietroLista #RaffaeleBoemio #RCBz #ReidWood #RolandoZucchini #RosaCuccurullo #RuggeroMaggi #RyosukeCohen #SandroBongiani #SandroBongianiArteContemporanea #scritture #SerseLuigetti #UgoLaPietra #UniversiPossibili
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FORTOPIA
dall’omonimo libro
lettura a cura del CSOA Forte Prenestino
Non un punto di arrivo, ma il gradino da cui ripartire per continuare a costruire insieme mille mondi possibili. Perché la Fortopía non è un’utopia, qualcosa che si allontana sempre più. La Fortopía è un’eterotopia, un luogo che una volta passato il ponte e superato il cancello è reale, presente e pulsante; un luogo dove il possibile si espande nel potenziale senza allontanarsi dal reale, divenendo concreto e praticabile. Tutto ciò non sarebbe stato possibile se non ci fosse stata negli anni la partecipazione di tanti e tante che con la loro presenza hanno dato senso a questa esperienza, rendendola patrimonio di tutt*. Una storia collettiva. Il punto di vista di centomila pazz*, tante prospettive che illuminano un unico grande cuore pulsante. E un senso che, dai sotterranei alla torretta, sorridente ci viene a cercare.
Molte delle persone che ci hanno attraversato oggi non ci sono più ma rimarranno sempre con noi, nei muri di questo posto, nel vento che scuote gli alberi e che ci dona un po’ di freschezza, nei ricordi e nella gioia che accompagnerà ancora questo “folle” esperimento. Guardando sempre dritto davanti avendo memoria, con le mani libere per tenersi stretti@ strett@ con la testa piena di lucida follia, costruendo mondi solidali e imperfetti.
https://archive.org/details/Fortopia (25′)
info forteprenestino.net/fortopia-i…
#archivio #csoa #culturaAntagonista #eterotopia #FortePrenestino #Fortopia #Movimento #storiaCollettiva
★ RadioTeatro - Radio Onda Rossa 87.9 fm ★ Martedì 11 Aprile 2017 ore 14FORTOPIAdall'omonimo libro lettura a cura del CSOA Forte Prenestino Non un...Internet Archive
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Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) da oggi, 7 febbraio 2025: af-artecontemporanea.it/
Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):
Assemblare i pezzi
[…] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.
Il nuovo Meccano
[…] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.
Verso i collage
[…] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.
#AFGallery #Anni70 #anniSettanta #art #arte #collage #Deleuze #frammenti #frammento #Guattari #MarcoScotini #Milieu #militanza #mostra #mostraCollage #Movimento #NanniBalestrini #neoavanguardia #operaismo #politica #riviste #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #Settanta #SettantaMilieu #TanoDAmico #ToniNegri #UnaLungaPrimavera
Settanta Milieu. 386 J’aime · 346 en parlent. Il nostro futuro alle spallewww.facebook.com
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Poco dopo che questo film palestinese era stato nominato per l’Oscar come miglior documentario, l’esercito sionista ha invaso il villaggio del protagonista del documentario, Masafer Yatta (Cisgiordania), e ha assalito la sua casa.
“Israele” non vuole che tu veda questo filmato; è stato duramente censurato dalle sue lobby di pressione, che sono già riuscite a cancellare la sua proiezione in molti paesi, arrivando al punto di tormentare un ministro tedesco per aver applaudito il film alla Berlinale e lo hanno costretto a chiedere perdono.
Il documentario è sulla pulizia etnica che l’esercito sionista perpetra a Masafer Yatta, ad Hebron (Cisgiordania), contro una serie di villaggi palestinesi che lottano per mantenere le loro terre e affrontano ogni giorno il terrorismo dei coloni.
Il film è incentrato sulla vita di Basel, un giovane attivista palestinese che con la sua macchina da presa filma tutti i crimini brutali che l’esercito sionista perpetra contro il suo popolo a Masafer Yatta, dove i palestinesi sono costretti a vivere in caverne nella loro terra e vengono sradicati da qualsiasi proprietà.
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slate.com/culture/2025/02/isra…
deadline.com/2025/01/indie-fil…
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'No Other Land', the Oscar-nominated documentary by a collective of Palestinian and Israeli directors, opens today at the indie film box office.Jill Goldsmith (Deadline)
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il libro:
mannieditori.it/libro/antologi…
#20072023 #antologia #antologiaLaboratorio #AntologiaRicercaBO #Barilli #Canella #casaEditriceManni #laboratorio #laboratorioDiNuoveScritture #LeonardoCanella #letteraturaItaliana #LorenzoMari #Manni #ManniEditore #ManniEditrice #narrativa #narrativaEPoesia #nuoveScritture #PieroManniEditore #poesia #poesiaENarrativa #poesiaEProsa #poesie #prosa #prosaEPoesia #ProsaInProsa #proseInProsa #racconti #racconto #RenatoBarilli #RicercaBO #RicercaRE #romanzi #romanzo #scrittureDiRicerca
Questa antologia raccoglie alcuni dei testi migliori di RicercaBO, il laboratorio di ricerca di nuove scritture ideato da Renato Barilli e Nanni Balestrini nel 2007 sulla scia del precedente RicercaRE nato nel 1993.www.mannieditori.it
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February 1, 2025
A year ago, we decided to shutter UbuWeb. Not really shutter it, per se, but instead to consider it complete. After nearly 30 years, it felt right. But now, with the political changes in America and elseawhere around the world, we have decided to restart our archiving and regrow Ubu. In a moment when our collective memory is being systematically eradicated, archiving reemerges as a strong form of resistance, a way of preserving crucial, subversive, and marginalized forms of expression. We encourage you to do the same. All rivers lead to the same ocean: find your form of resistance, no matter how small, and go hard. It’s now or never. Together we can prevent the annihilation of the memory of the world.
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Presentazione del rapporto Ti senti come se fossi subumano: il genocidio di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza, di Amnesty International, 4 feb. 2025.
Il lavoro di ricerca di Amnesty International nel Territorio palestinese occupato e Israele non si è mai fermato. Dal rapporto sul crimine di apartheid contro la popolazione palestinese, alle indagini e ricerche dal 7 ottobre 2023 in poi. Nell’ultimo rapporto “Ti senti come se fossi un subumano: il genocidio di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza”, i ricercatori e le ricercatrici hanno raccolto prove e sufficienti elementi per giungere alla conclusione che Israele ha commesso e sta continuando a commettere genocidio nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza occupata.
L’incontro online ha approfondito i contenuti del rapporto da un punto di vista legale, con un focus specifico su metodo e strumenti della ricerca.
Presenti nel video:
PAGINA SUL SITO DI AMNESTY:
amnesty.it/israele-sta-commett…
IL RAPPORTO COMPLETO DI AMNESTY (in inglese):
Sintesi_Ti-senti-come-se-fossi-subumano_AMNESTY_INTERNATIONAL
scaricato dalla pagina di Amnesty e disponibile su slowforward
SINTESI IN ITALIANO:
2024-11-29-Gaza-genocide-report-–-full-report___AMNESTY_INTERNATIONAL
scaricato dalla pagina di Amnesty e disponibile su slowforward
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Rinvenuti sufficienti elementi per concludere che Israele ha commesso genocidio nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza occupata.Samanta Paladino (Amnesty International Italia)
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Ricevo e molto volentieri rilancio la più
recente newsletter di Baobab Experience:
Sono passati 10 anni dallo sgombero di Ponte Mammolo che ha dato inizio all’esperienza di Baobab Experience. E visto che 10 è un gran bel numero, ci sembrava il caso di festeggiarlo. Sarà un anno all’insegna della restituzione alla collettività di tutto quello che abbiamo imparato sul campo: con eventi, dibattiti, incontri di formazione e tanto altro. Non solo per raccontare quello che siamo e che siamo stati in tutto questo tempo, ma per permettere a sempre più persone di avvicinarsi e comprendere il mondo di oggi: le sfide, le politiche nazionali ed internazionali, e, sopra ogni cosa, che cosa sia, davvero, la migrazione. Perché un mondo diverso è possibile, e noi vogliamo contribuire a costruirlo.
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Bisogna avere il coraggio di inventarsi l’avvenire
Thomas Sankara
Come è iniziato questo 2025
Questa newsletter doveva avere al centro il racconto di cosa sono stati questi dieci anni, ma i fatti di cronaca delle ultime settimane hanno reso necessario un taglio diverso. Di questi dieci anni avremo modo di parlare a lungo, oggi purtroppo troverete soprattutto il caso Almasri e quello che ha significato per la comunità di Baobab e per il Paese.
Dai campi di via Cupa al Welcome Center di via Tiburtina: una vittoria di tuttə
Dalla mobilitazione della società civile seguita allo sgombero di Ponte Mammolo che aveva creato un impasse nei centri di accoglienza, e che di fatto ha sancito l’inizio di questa avventura, ne sono successe di cose: siamo cresciutə, ci siamo costituitə associazione, abbiamo ampliato le nostre aree di intervento. Ma ci hanno anche sgomberato 42 (42!) volte, ci sono stati due processi a nostro carico, entrambi conclusi con esito positivo (il primo con archiviazione richiesta dall’accusa, e il secondo con assoluzione). Eravamo quelli di “Yes we camp!”, quelli che il giorno stesso dello sgombero erano già operativi da un’altra parte. Abbiamo chiesto per anni, in ogni modo, alle istituzioni di riconoscere la realtà del fenomeno del transito, e di offrire un posto dignitoso e sicuro alle persone in movimento. Per questo nostro compleanno un po’ speciale non poteva esserci un’apertura migliore dell’inaugurazione del Welcome Center di via Tiburtina, che offre finalmente, dopo anni di rivendicazioni e lotte, uno spazio pubblico di ascolto e supporto alle persone migranti, in una co-progettazione tra il Municipio II di Roma, Baobab Experience e altre realtà del terzo settore.
Oggi è un giorno particolarmente importante, e non vi nascondo un’emozione forte. Sono passati dieci anni da quando in questo piazzale c’erano centinaia e centinaia di donne, uomini e bambini. Era la primavera del 2015, ed era la prima cosiddetta crisi migratoria. Si trattava di figure che non venivano riconosciute: la figura del migrante in transito, delle persone in movimento. Donne e uomini che arrivavano dagli sbarchi, dai campi in Libia, da quelli in Tunisia. Arrivavano da viaggi difficili, da violenze, da torture, e non trovavano nulla, se non un pezzo di società civile. Quel pezzo di società civile ha resistito in questi anni, in molti modi. Sono passati dieci anni, quarantadue sgomberi, due processi di cui uno per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, da cui siamo stati chiaramente assolti. Ma la vera assoluzione, il fatto che non stessimo commettendo un reato, è quello che siamo riusciti a fare oggi: un luogo aperto a donne, uomini e bambini che hanno bisogno.– Andrea Costa, Presidente di Baobab Experience, durante l’inaugurazione del Welcome Center
Questo è solo l’inizio
È stato un lavoro lungo, che ha coinvolto tante parti. È stata anche una sfida nuova, perché la sinergia con le istituzioni e con altre associazioni richiede mediazione, saper dialogare, talvolta fare un passo indietro. Stiamo ancora capendo il modo in cui noi stessə interagiremo con questo nuovo spazio, quali sportelli si sposteranno lì, e in che modo e che tempistiche riusciremo anche a renderlo il nuovo luogo fisico del nostro presidio umanitario. Ci servirà senz’altro una mano: essere nel piazzale della Stazione Tiburtina ci permetterà di intercettare più persone che avranno bisogno del nostro supporto. Ad esempio, se ti piace cucinare, puoi iniziare a prendere contatti per poterci aiutare nei momenti di difficoltà: scrivi a baobabexperience@gmail.org. A breve organizzeremo anche un nuovo open day, resta aggiorntə tramite i social per non perderlo!
“Gli amici dei trafficanti siete voi!”. Lo abbiamo detto nelle piazze, in strada, alle manifestazioni. Sono anni che solleviamo questo cartello, e siamo forse embratə esageratə. Forse anche un po’ aggressivə. Poi è arrivato il 20 Gennaio.
Il 20 Gennaio pomeriggio, un messaggio di uno dei nostri ospiti ci informava, esultante e un po’ sconvolto, della cattura di Osama Najim ‘Al Masri’ Hamish (di seguito Almasri), capo della polizia giudiziaria libica, comandante della milizia Rada e della prigione di Mitiga. La notizia, che aveva appreso dai media libici, veniva nel frattempo confermata in Italia da Avvenire, e dava finalmente speranza di giustizia alle vittime del torturatore. Mentre seguivamo con attenzione il susseguirsi di notizie, emergeva che su Almasri pendeva un mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale. Finalmente! Dopo anni di denunce, non solo la corte riconosceva in Almasri un criminale reo di aver commesso crimini di guerra e contro l’umanità — tra cui violenza, stupro anche di bambini piccoli, omicidio, tortura, persecuzione e detenzione inumana —, ma la polizia italiana lo aveva addirittura arrestato! E tuttavia, seguendo questi temi ormai da anni, c’era qualcosa che non tornava. Che cosa ci faceva Almasri in Italia? Cosa era venuto a fare? Perché girava per l’Italia con tanta sicurezza? Come poteva evolvere una storia del genere?
Purtroppo oggi che scriviamo questa newsletter, alcune domande hanno trovato risposta, altre ancora no, e sembra sempre più difficile ottenerla. Almasri non solo non è più in carcere, ma è stato rimandato in fretta e furia al suo posto, in Libia. Nessun processo, nessuna giustizia.
In questa situazione vergognosa e terribile ci siamo ritrovatə nella posizione delicata e privilegiata di avere ospite, in uno dei nostri progetti abitativi, Lam Magok, una delle vittime di Almasri e che era stato sentito dalla Corte penale internazionale. Lam è una persona forte e determinata, che ha sempre usato la sua voce per denunciare i crimini che avvengono in Libia: non ha esitato ad accettare la responsabilità e la fatica di ripercorrere quei drammi e testimoniarli, per chiedere giustizia alla Presidente Meloni.
Gli siamo gratə perché grazie al suo coraggio, a quello di David Yambo (portavoce di Refugees in Libya) e di Mahamat Daoud, nei nostri media, per qualche giorno, c’è stato spazio per un racconto differente, culminato in una conferenza stampa a Montecitorio. Un racconto che ha mostrato in tutta la sua crudezza e barbarie quello che succede in Libia, un paese e un sistema che dal 2017 finanziamo per trattenere le persone migranti. Un paese, e un memorandum, che di fatto, quelli sì, ci rendono ricattabili.
In fondo a questa newsletter trovate la versione integrale della lettera che David e Lam hanno scritto alla Presidente Meloni e ai ministri e sottosegretari coinvolti e che hanno diffuso dopo la conferenza stampa. La riportiamo perché pensiamo dica tutto quello che c’è da dire.
L’azione legale
A seguito delle scelte politiche che hanno determinato la vanificazione del mandato di arresto e l’impossibilità del processo ad Almasri, Lam ha deciso di sporgere denuncia contro Nordio, Piantedosi e Meloni per aver di fatto garantito una via di fuga al criminale libico e di averlo sottratto alla giustizia internazionale. La denuncia è stata sporta il 3 Febbraio. Di seguito il comunicato stampa.
Lam Magok denuncia il Governo italiano
Lam Magok Biel Ruei, vittima di Osama Almasri, denuncia il Governo italiano per “favoreggiamento”: le condotte di Nordio, Piantedosi e Meloni hanno sottratto il torturatore libico alla giustizia.
L’inerzia del ministro della Giustizia – il quale avrebbe potuto e dovuto chiedere la custodia cautelare del criminale ricercato dalla Corte penale internazionale – e il decreto di espulsione firmato dal ministro dell’Interno, con l’immediata predisposizione del volo di Stato per ricondurre il ricercato in Libia, hanno consentito ad Almasri di sottrarsi all’arresto e di ritornare impunemente nel suo Paese di origine, impedendo così la celebrazione del processo a suo carico.
Osama Almasri è indagato per crimini atroci quali detenzione illegittima, persecuzione, trattamento crudele, tortura stupro, violenza sessuale e omicidio.
“Io sono stato vittima e testimone di queste atrocità, orrori che ho già raccontato alla Corte penale internazionale – commenta Lam Magok – ma il Governo italiano mi ha reso vittima una seconda volta, vanificando la possibilità di ottenere giustizia sia per tutte le persone, come me, sopravvissute alle sue violenze, sia per coloro che ha ucciso sia per coloro che continueranno a subire torture e abusi per sua mano o sotto il suo comando. Una possibilità che – prosegue Lam – era diventata concreta grazie al mandato d’arresto della Corte penale internazionale e che l’Italia mi ha sottratto”.
“Faccio questo – conclude Lam – nella convinzione che l’Italia si possa ancora definire uno Stato di diritto, dove la legge è uguale per tutti, senza subire sospensioni o eccezioni, e dove le persone definite pericolose a causa dei crimini commessi vengano consegnate alla giustizia e non ricondotte comodamente nel luogo dove hanno commesso e continueranno a commettere atrocità”.
L’iniziativa legale è del Signor Lam Magok.
Baobab Experience supporta, condivide e sostiene la decisione di Lam, attraverso lo staff legale dell’Associazione, nella figura dell’Avv. Francesco Romeo e attraverso l’Ufficio comunicazione.
Per approfondire
Due interviste a Lam, “Io, torturato da Almasri e dai suoi miliziani: ho preso così tante botte che pensavo di morire” (La Repubblica, 23/01/2025) e «L’ho visto uccidere nel carcere di Mitiga». Il racconto sul libico Almasri liberato dal governo Meloni (Domani, 24/01/2025 )
Il video di Piazza Pulita in cui Lam racconta la sua esperienza (23/01/2025)
Qui (Internazionale) e qui (Avvenire) trovi un riassunto di quello che non torna e dei punti rimasti aperti sul caso Almasri, e su cui il governo continua a non fare chiarezza. Nel primo trovi anche un’intervista a Lam.
Qui c’è invece la conferenza stampa dei rifugiati vittime di Almasri, convocata dalle opposizioni a Montecitorio.
Qui invece il rapporto del Consiglio per i diritti umani dell’ONU sulle violazioni dei diritti umani in Libia
La pagina Refugees in Libya documenta quotidianamente la situazione delle persone migranti in Libia.
Questi giorni sono stati anche fondamentali per la presentazione, al Parlamento Europeo, a Bruxelles, di un’inchiesta sul traffico e la vendita di persone tra Tunisia e Libia. Qui trovi il rapporto, mentre in questo articolo puoi leggerne una sintesi.
Se invece vuoi capire meglio cosa sia la Libia adesso, questo libro di Nancy Porsia è una lettura illuminante.
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Nuovo anno, nuova tessera!
Se credi in quello che facciamo, puoi dirlo con un gesto: diventa sociə.
La tessera ha un costo di 30 euro, che contribuiscono, come sempre, a finanziare le attività che svolgiamo. Ma è anche molto di più: è un modo per dire che credi in un approccio diverso, e che ti riconosci nei nostri ideali e nella nostra pratica quotidiana. Se vuoi tesserarti, scrivi a baobabexperience@gmail.com
Venerdì 31 Gennaio è stata inaugurata la Casa della Solidarietà, uno spazio confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla società civile. Adesso quello spazio avrà al centro la giustizia sociale, e Baobab Experience è partner di questo progetto: la Casa della Solidarietà diventerà una delle sedi della Scuola di Alì, la scuola di italiano per stranieri di Baobab Experience, e sarà utilizzata anche per laboratori artistici ed espressivi per lə nostrə ospiti.
6 febbraio: Giornata di commemorazione in memoria delle persone morte e sparite al confine. Ci vediamo al Welcome Center di Tiburtina (Pizzale della Stazione Tiburtina) alle 18:00. Per questa occasione ci sarà una mobilitazione internazionale che si svolgerà in varie città e paesi: in Italia, oltre a Roma, ci saranno iniziative a Ventimiglia, Milano, Oulx, Messina e Parma. Qui puoi trovare tutte le informazioni.
13 febbraio: Casa Internazionale delle Donne, Festa del Tesseramento dell’Unione Donne Italiane. Intervengono Sara Anna Gaeta (Baobab Experience) e Maryam e Faezeh, ospiti iraniane di Baobab Experience. Ore 17, via della Penitenza 37, Roma
14 febbraio: Sinistra Anticapitalista ci ha invitato a raccontare il nostro punto di vista sulla vicenda Almasri e spiegare in modo più approfondito cosa succede in Libia. L’evento è aperto a tuttə: ci vediamo alle ore 19:00 in via dei Latini 73, Roma
20 febbraio: incontro con lə studentə del liceo classico Giulio Cesare, Roma
Dopo gli incontri presso i licei Righi e Tasso tenuti a gennaio, questo mese ci vedrà impegnatə al Giulio Cesare, come parte della nostra attività di testimonianza nelle scuole. Sono i primi tasselli di questo anniversario dei dieci anni, e ci piacerebbe poter coinvolgere quante più scuole possibile. Se sei insegnate/genitore/preside e vorresti che la tua scuola partecipasse a questa serie di incontri, contattataci a baobabexperience@gmail.com Che sia una scuola primaria, secondaria o università: noi ci siamo sempre.
A presto!
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Egregi Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Ministro Matteo Piantedosi, Ministro Carlo Nordio e Sottosegretario Alfredo Mantovano,
vi scriviamo in qualità di portavoce dei Rifugiati in Libia ma anche come vittime e sopravvissuti di Osama Najim Almasri. I nostri corpi portano i segni dei suoi crimini e le nostre menti sono piene di ricordi che nessun essere umano dovrebbe sopportare. Quando Almasri è stato arrestato a Torino, abbiamo creduto, anche se per poco, che la giustizia potesse raggiungere quelli di noi che hanno conosciuto solo la sofferenza. Ma voi ci avete tolto questa speranza, rispedendolo in Libia, dove continuerà a fare del male ad altri, come ha fatto a noi.
Il dolore per questo tradimento è profondo. È lo stesso dolore che ci portiamo dietro da anni. Siamo venuti in Italia in cerca di protezione e siamo grati per la sicurezza che abbiamo trovato. Ma la nostra dignità, rubata in Libia, è stata rubata di nuovo qui.
L’Italia era un Paese in cui credevamo, un Paese che parlava di giustizia e di diritti umani. Ma la giustizia non ci è stata data. Al contrario, abbiamo assistito alla liberazione dell’uomo che ci ha torturato. E mentre scriviamo questa lettera, altri stanno ancora soffrendo sotto lo stesso sistema che ci ha brutalizzato. Oggi i migranti in Libia vivono in condizioni peggiori delle prigioni. Vengono torturati per ottenere un riscatto, venduti come proprietà, violentati, affamati e lasciati morire. Quelli che si trovano ancora nella prigione di Mitiga, dove Almasri ha costruito il suo impero di crudeltà, non conoscono altro che il dolore. La stessa Libia con cui lavorate, finanziate e a cui stringete la mano è diventata una terra di sofferenza infinita per chi non ha potere.
Ora sappiamo che l’Italia non ha solo le dita in Libia, ma ha le mani intere sepolte nei suoi affari e può dire chi è libero o meno.
Non siete solo testimoni di ciò che accade in quel Paese, ma contribuite a plasmarlo. Non si può affermare di combattere il traffico di esseri umani mentre si fanno accordi con chi ne trae profitto.
Non potete definire Almasri “pericoloso” mentre lo proteggete dalla giustizia.
Non potete definirvi difensori dei diritti umani mentre lasciate le persone a marcire nelle prigioni libiche.
Pertanto, Vi chiediamo:
• La cessazione immediata di tutti gli accordi tra Italia e Libia che consentono abusi nei confronti dei migranti.
• Un impegno pubblico per chiedere il rilascio di tutti coloro che sono ancora imprigionati a Mitiga e in altri centri di detenzione in Libia.
• Una spiegazione ufficiale del perché Almasri, che il vostro stesso Governo ha definito pericoloso, sia stato rilasciato invece di essere consegnato alla Corte penale internazionale.
• Un percorso legale per i migranti intrappolati nei centri di detenzione libici, compresa la riapertura dell’Ambasciata Italiana a Tripoli per l’ottenimento di visti umanitari.La giustizia non può essere selettiva. Non può servire i potenti mentre gli impotenti vengono scartati. L’Italia deve rispondere delle sue scelte.
Cordiali saluti,
David Yambio, Lam Magok e le vittime di Osama Najim Almasri
Roma, 29 gennaio 2025
#Almasri #AndreaCosta #Baobab #BaobabEsperience #centriDiDetenzione #conferenzaStampa #CortePenaleInternazionale #DavidYambo #dirittiUmani #giustizia #LamMagok #LamMagokBielRuei #Libia #MahamatDaoud #migranti #migrazioni #Mitiga #Montecitorio #OsamaNajimAlMasriHabish #RefugeesInLibya #Resistenza #rimpatrio #tortura
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Festival Di versi in versi, Parma, Teatro Due, 1986.
Archivio Video “La Repubblica dei poeti”.
Progetto a cura di Daniela Rossi
#Balestrini #CorradoCosta #Costa #DanielaRossi #DiVersiInVersi #FestivalDiVersiInVersi #LaRepubblicaDeiPoeti #LaSignorinaRichmond #NanniBalestrini #performance #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #TeatroDue
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#art #arte #SaulSteinberg
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Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) il 7 febbraio 2025: af-artecontemporanea.it/
Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):
Assemblare i pezzi
[…] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.
Il nuovo Meccano
[…] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.
Verso i collage
[…] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.
#AFGallery #Anni70 #anniSettanta #art #arte #collage #Deleuze #frammenti #frammento #Guattari #MarcoScotini #Milieu #militanza #mostra #mostraCollage #Movimento #NanniBalestrini #neoavanguardia #operaismo #politica #riviste #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #Settanta #SettantaMilieu #TanoDAmico #ToniNegri #UnaLungaPrimavera
Settanta Milieu. 386 J’aime · 346 en parlent. Il nostro futuro alle spallewww.facebook.com
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ilcucchiaionellorecchio.it/202…
(grazie come sempre a Gaetano Altopiano per la sua ospitalità sul suo sito)
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Tutti i testi sul sito ‘Il cucchiaio nell’orecchio’:
ilcucchiaionellorecchio.it/cat…
Tutti i testi in ‘Multiperso’:
multiperso.wordpress.com/tag/m…
#IlCucchiaioNellOrecchio #prosa #prosaBreve #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline
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Blog di Filippo Balestra ma anche finta casa editrice. Online dal 1956casaeditricegigante.blogspot.com
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Trovati i mattoni della vita nei campioni dell' #asteroide #Bennu
Trovati #amminoacidi e basi di #DNA e #RNA
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Trovati amminoacidi e basi di Dna e Rna (ANSA)Agenzia ANSA
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PREMIO AMNESTY E FOCUS PALESTINA
A Corto di Diritti + Concorto Film Festival
CinemAzzurro
Via Tagliamento 30, Ancona
Lunedì 10 febbraio, alle ore 21:00
Proiezione e premiazione di An Orange from Jaffa, corto vincitore del Premio Amnesty A Corto di Diritti 2024 (Corto Dorico Film Festival) alla presenza del regista Mohammed Almughanni
An Orange From Jaffa (26’), di Mohammed Almughanni
Mohammed è appena tornato in Palestina. Farouk è un tassista che lavora in uno dei luoghi più pericolosi al mondo. Le loro vite si incrociano.
Nato a Gaza nel 1994, Mohammed Almughanni è un regista palestinese famoso per la sua regia evocativa che mescola narrazioni personali e politiche. Questo suo ultimo cortometraggio, è stato presentato in anteprima al Festival internazionale del cortometraggio di Clermont-Ferrand nel 2024, vincendo il prestigioso Grand Prix internazionale. I film di Almughanni esplorano spesso i paesaggi emotivi degli individui che vivono sotto l’occupazione, attingendo alle sue esperienze personali e riflettendo più in generale la lotta del popolo palestinese.
Interviene Barbara Traversi di Amnesty International Italia
Focus on Palestina, selezione di corti palestinesi a cura di Virginia Marcolini e Francesca Marchesini
Bethlehem 2001, di Handal Ibrahim, Palestina, 2020
In the Waiting Room, di Taha Moatasem, Palestina, 2023
Lovesick in the West Bank, di Zagha Said, Palestina e Giordania, 2020
“Concorto Film Festival” propone uno spazio libero e non censurato all* regist* palestinesi. In un contesto di violenza endemica e di costante oppressione, riteniamo impellente garantire uno spazio di espressione e autorappresentazione di questo popolo. Svincolato da pretese di esaustività, l’obiettivo del focus è quello di scorgere piccole fessure su vite quotidiane, con uno sguardo che non schiacci le singolarità a un’esperienza univocamente percepita, e che allo stesso tempo non si riduca alla narrazione binaria e svilente di vittima-carnefice. La Palestina è una terra che lotta e resiste. Oltre a dare voce ad esistenze vessate da decenni di guerra, apartheid e pulizia etnica, ci sembra dunque doveroso restituire anche quei momenti personali e intimi di sfaccettate esperienza umane. I corti selezionati si muovono quindi su più piani, attraversando linguaggi multiformi e fornendo ritratti di una realtà dalla complessità così inafferrabile quanto tangibile.
Ingresso 5 €
#ACortoDiDiritti #AmnestyInternational #AmnestyInternationalItalia #AnOrangeFromJaffa #apartheid #BarbaraTraversi #Cisgiordania #ClermontFerrand #ClermontFerrandNel2024 #coloni #colonialism #ConcortoFilmFestival #CortoDoricoFilmFestival #FocusOnPalestina #FocusPalestina #FrancescaMarchesini #Gaza #genocide #genocidio #guerra #HandalIbrahim #ICC #icj #IDF #IOF #massmurders #MohammedAlmughanni #oppressione #Palestina #Palestine #PremioAmnesty #puliziaEtnica #settlers #starvingcivilians #starvingpeople #TahaMoatasem #violenza #VirginiaMarcolini #WestBank #ZaghaSaid
Évènement à Ancona, Marches par Amnesty Ancona le lundi, février 10 2025www.facebook.com
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alcuni link più o meno recenti
da COMPOSTXT:
survival research laboratories – mark pauline – gx juppiter-larsen : survival research laboratories
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alberto grifi : il festival del proletariato giovanile al parco lambro (1976)
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alva noto : uni acronym (ft. anne-james chaton)
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riccardo cavallo : trascritti (1972-2016)
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diricerca
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lamberto pignotti : eterografia (1976)
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radical software
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computer graphics and art
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Ø (mika vainio) : metri
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su PONTEBIANCO:
autre chose a lieu autrement / jean-marie gleize
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chapultepec / luca zanini. 2024
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ryosuke cohen’s “brain cells”
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addressing the fallen angel / carl michael von hausswolff. 2024
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da “blocchi” / fabrizio venerandi
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hölderlin nach bordeaux + john cage and mushrooms / antonio devicienti. 2024
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permutazioni 254 / luca zanini. 2024
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configurations / roland kayn. 2024
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2 asemic channels @ telegram & whatsapp
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poussière de poussière / robert filliou. 1977
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il museo del louvre
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les échecs du roi de prusse (diptyque) / antonio devicienti. 2024
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12 dancepoems from the cosmic typewriter / dom sylvester houédard. 1969
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introduzione alle statue / emilio prini. 1968
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resta immobile / alessandra greco
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dire confine / luca zanini. 2025
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in Italiano: https://www.roots-routes.org/call-for-proposal/
in English: https://www.roots-routes.org/english-call-for-proposal
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Diventa contributor del prossimo numero del roots§routes. Puoi inviare il tuo articolo partecipando alla Call For Proposal.roots§routes
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OGGETTISTICA, raccolta di prose non orientabili e talvolta nemmeno euclidee, si presenta in una delle più belle librerie d'Italia, MODO INFOSHOP, a Bologna, venerdì 14 febbraio, giorno di San Valentino. Le coppie di innamorati che verranno ad assistere riceveranno in omaggio una ventata di buonumore: slowforward.net/2025/02/04/14-…
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Venerdì 14 febbraio, a Bologna, presso
MODO INFOSHOP (via Mascarella 24/b)
alle ore 18:15
OGGETTISTICA
di Marco Giovenale
intervengono
Stefano Colangelo e Sergio Rotino
letture dell’autore
evento fb:
facebook.com/events/1170357224…
il libro:
ticedizioni.com/products/ogget…
informazioni e link:
slowforward.net/2024/04/15/lin…
modoinfoshop.com/
instagram.com/modoinfoshop/
t. 051 5871012
info [at] modoinfoshop.com
N.b.: il libro è fin da ora disponibile in libreria,
quindi chi lo desidera può acquistarlo già adesso
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14 likes, 2 comments - marco.giovenale on February 4, 2025: "venerdì 14 febbraio, Bologna, @modoinfoshop : OGGETTISTICA (@ticedizioni 2024) con il legale rappresentante @marco.Instagram
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webinar
OGGI, martedì 4 febbraio alle ore 19:00
Il lavoro di ricerca di Amnesty International nel Territorio palestinese occupato e Israele non si è mai fermato. Dal rapporto sul crimine di apartheid contro la popolazione palestinese, alle indagini e ricerche dal 7 ottobre 2023 in poi. Nel nostro ultimo rapporto “Ti senti come se fossi un subumano: il genocidio di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza”, i nostri ricercatori e ricercatrici hanno raccolto prove e sufficienti elementi per giungere alla conclusione che Israele ha commesso e sta continuando a commettere genocidio nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza occupata.
L’incontro online intende approfondire i contenuti del rapporto da un punto di vista legale con un focus specifico sul metodo e strumenti della ricerca. Stasera, 4 febbraio, alle 19:00, su zoom interverranno:
L’incontro si svolgerà in lingua italiana con traduzione simultanea.
#amnesty #AmnestyInternational #apartheid #BodourHassan #ErikaGuevaraRosas #Gaza #genocide #genocidio #genocidioDiIsraeleControLaPopolazionePalestineseAGaza #ICC #icj #IDF #IOF #izrahell #massmurders #Palestina #Palestine #popolazionePalestinese #presentazione #rapporto #starvingcivilians #starvingpeople #TinaMarinari #VitoTodeschini #warcrimes #zionism
Rinvenuti sufficienti elementi per concludere che Israele ha commesso genocidio nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza occupata.Samanta Paladino (Amnesty International Italia)
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from the school bombing in Al-Shatie refugee camp
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israeli soldiers set an attack dog loose on a 3 years old child
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British surgeon Nizam Mamode break down briefly while testifying to the UK Parliament about how Israeli “quadcopters” killing drones would systematically arrive at the scene of airstrikes in Gaza to “shoot” the injured including children while they were laying on the floor. Respect to Sarah Champion
threads.net/@alhelou.y/post/DC…
Amnesty International report confirms it’s an actual genocide
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amputazioni
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Nato e Cina
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the Amnesty report on genocide
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aa.com.tr/en/middle-east/israe…
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15 oct 2024
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amputazioni in bambini
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a doctor speaks (eyewitness):
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the zionists speak the truth only when they joyfully confess they want eradication, annihilation and genocide
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119mila, non 42000
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a witness of a murder in cold blood
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it’s not the religion, it’s the occupation
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they denied medical supplies to save children who were dying
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one year of genocide
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toddlers sniped twice
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snipers, again
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an Haaretz article about idf atrocities
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slowforward.net/2024/12/29/sec…
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not the jews but the colonialist agenda
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27 dec 2024
abuses committed by the iof/idf at Kamal Adwan Hospital
instagram.com/reel/DENAVl8ovXw…
29 dic 2024, quinto neonato ucciso dal freddo a Gaza
ansa.it/sito/notizie/mondo/202…
30 dic 2024
il NYT sulla rimozione del numero delle vittime il 7 ottobre 2023
instagram.com/p/DEMZofRNHhL/
[ Dr Mads Gilbert: x.com/KerryBurgess/status/1872… ]
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nel caso i miei post su facebook e altrove patissero di qualche bizzarro e certo non intenzionale ○scur4ment○, ecco:
mastodon.uno/@differx/11385271…
mastodon.uno/@differx/11385289…
mastodon.uno/@differx/11385264…
mastodon.uno/@differx/11385245…
mastodon.uno/@differx/11385236…
mastodon.uno/@differx/11384643…
mastodon.uno/@differx/11384638…
mastodon.uno/@differx/11383573…
mastodon.uno/@differx/11383571…
mastodon.uno/@differx/11383327…
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izrhell and #settlers stealing #olives and #land from #palestinian #farmers
mastodon.uno/@differx/11388511…
instagram.com/reel/DFMoBPZNDtV…
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aggiunte
slowforward.net/2025/01/25/sho…
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facebook.com/share/p/1XL37Cz9F…
facebook.com/share/p/19VStLFtv…
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facebook.com/share/p/12K6u2JHv…
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facebook.com/share/p/1Az3WSDPU…
facebook.com/share/p/169GjmZCn…
facebook.com/share/v/1A4LsjXBo…
facebook.com/share/v/12JGsjKYF…
io non so esattamente quali e quante prove bisogna ancora esporre per chiarire la natura suprematista, razzista, colonialista, distruttiva, criminale e infine neonazista dello stato di israele; e che tale stato, a meno di un cambiamento radicale di rotta, rappresenta e sempre più rappresenterà di fatto il vero e proprio capovolgimento dell’ebraismo che nel mondo chiede giustizia e pace per i palestinesi *accanto* agli ebrei.
continua qui: slowforward.net/2025/01/27/il-…
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pure evil
x.com/RyLiberty/status/1886414…
#Cisgiordania #coloni #colonialism #farmershttps #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #IOF #israelterroriststate #izrahell #land #massmurders #olives #Palestina #Palestine #palestinian #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism
17K likes, 1,440 comments - mosab_abutoha on November 7, 2024: "From the school bombing in Al-Shatie refugee camp. Please save before it’s removed. The metal in blue is handrails when one descends the stairs out of the classrooms.Instagram
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listen, take note
instagram.com/reel/C4vwa4WIlnH…
just a moment –to remember these babies:
threads.net/@jujusaleh/post/C5…
israeli drone killing innocent civilians
instagram.com/reel/C4ys4NWBpx5…
and instagram.com/reel/C43-wBZITvy…
iof open fire on people gathering for food
twitter.com/QudsNen/status/176…
simple fact: israel does not allow aid and food be introduced in Gaza, so that the people starve to death
twitter.com/QudsNen/status/176…
the consequence of an israeli strike (March 2nd, 2024)
twitter.com/QudsNen/status/176…
more images about israel’s behaviour
facebook.com/share/p/wVAK48YR3…
israel’s idea of “self-defense” means to bomb a humanitarian truck bringing food to starving people
twitter.com/mhdksafa/status/17…
UNRWA photographer recounts israeli killing of his daughter
facebook.com/share/v/8p9cP8nDt…
“I was asleep. I woke up to someone pulling me out of the rubble,” says this little girl who survived an Israeli airstrike targeting her family home last night in Deir el-Balah.
twitter.com/QudsNen/status/176…
republican congressman Chuck Fleischmann says “goodbye Palestine” and overtly and proudly supports the massacre. crystal clear: threads.net/@codepinkalert/pos…
the lies of Anat Schwarz
facebook.com/share/r/LU2cbBDDp…
Smotrich’s three options for the Palestinian people
facebook.com/share/r/ZwLJnYiEJ…
“Today he is a baby, tomorrow he is a fighter.” – Rabbi Eliyahu Mali, head of the settlers’ yeshiva school in occupied Jaffa, incited his students serving in the Israeli occupation forces to kill everyone in Gaza, including babies.
He referenced alleged Jewish principles of war, stating, “The law – no soul shall live. If you don’t kill them, they will kill you.” When asked if babies were included, he responded, “Same, shoot them.”
twitter.com/QudsNen/status/176…
israeli soldiers kidnapping a 7yo palestinian boy
twitter.com/QudsNen/status/176…
l’esercito sionista uccide una donna incinta al settimo mese sparandole nello stomaco
instagram.com/reel/C4TzBtcNplN…
testimonianze nel video
Reuven Rivlin: israeli Holocaust against Palestinians is worse than nazis
facebook.com/share/NxbbmwjPDgg…
the outgoing impunity of israel and its troops
instagram.com/reel/C4YbpBJiiQV…
non ci sono praticamente crimini che gli israeliani stiano risparmiando.
questo è descritto da Radio Popolare (13 mar. 2024):
Il raid israeliano su un centro di distribuzioni di aiuti a Rafah
radiopopolare.it/riassunto-del…
Israeli channels air snuff videos featuring systematic torture of Palestinians
mondoweiss.net/2024/03/we-are-…
non è una guerra, per israele è un gioco (a massacrare)
threads.net/@radiopalestinalib…
israel is engeneering famine in palestine
mondoweiss.net/2024/03/un-expe…
The real reason Israel stormed al-Shifa Hospital yet again
mondoweiss.net/2024/03/the-rea…
promemoria circa il perché israele vuole annientamento e morte
instagram.com/reel/C4pnzCrt3zx…
il posto più pericoloso per gli ebrei è israele
instagram.com/reel/C1fP0LusIve…
le persone comuni, tramite i social, fanno la differenza
threads.net/@mckenna.willow/po…
israeli army bombing civilians
instagram.com/reel/C4qT5kioVIU…
israel steals gas too
instagram.com/reel/C4MD50BqF6X…
american settlers ready to steal the whole of Gaza and start living there
instagram.com/reel/C42oi48qAp2…
this is how the “chosen people” think and behave
instagram.com/reel/C4070TfIdE1…
i protocolli militari israeliani sono saltati. civili uccisi in massa
pagineesteri.it/2024/03/19/med…
a member of the knesset speaks against the ethnic cleansing in the West Bank
facebook.com/share/r/mB1xDDbyN…
spazzatura antropica, l’esercito israeliano. tre soldati armati di tutto punto a fare i prepotenti con un bambino di sì e no dieci anni. che deve anche ringraziare, lo sappiamo, di non essere stato arrestato o picchiato o ucciso.
threads.net/@giadaclemenzi/pos…
da un’altra telecamera: facebook.com/share/r/4cjQ3gCAP…
e qui: instagram.com/reel/C47gRAbtUQp…
il furto di circa 2000 acri di terra palestinese
threads.net/@miche.sarawak/pos…
pregnant woman raped by idf soldier in front of her wife and children, forced to watch
instagram.com/p/C45W4dStREg/
and instagram.com/p/C44hJh0K-tY/
of course israel wouldn’t destroy and kill, if terrorists would have been in israel, hiding in israeli territory
instagram.com/reel/C4xDu6XSv_6…
An Israeli female soldier sings mockingly as Israeli bulldozers used to push Palestinian bodies to undisclosed locations near Gaza.
Video here: twitter.com/QudsNen/status/177…
sue fb?
facebook.com/share/p/yQezUCW85…
such a moral army!
youtube.com/shorts/9rpFhxBUi2o…
Medical teams collect the remains of a child who was killed by the Israeli army whose body has decomposed as a result of the Israeli army preventing access of medical personnel to save lives during their two-week onslaught on Al Shifa Hospital
twitter.com/QudsNen/status/177…
La Stampa: l’ospedale di Al Shifa dopo il ritiro delle truppe sioniste
facebook.com/share/r/HEQxSwQgq…
israeli lies about Al Shifa Hospital debunked
1 – youtu.be/CwO9C2JZlhg
2 – youtu.be/u29glEGSPB8
3 – youtu.be/B7niIAD3MU0
Amber Alayyan of MSF (DoctorsWithoutBorders) explains how urgent is the medical/nutritional aid for pregnant women and newborn babies in Gaza now
threads.net/@doctorswithoutbor…
e dunque, vediamo un po’…
come la pensano i coloni?
ascoltiamo, ascoltiamo…
facebook.com/share/r/r8xBwRAr1…
Tens of thousands of Palestinians defied violent attacks by Israeli forces to attend the last Friday prayers at the Al-Aqsa mosque in occupied Jerusalem during the holy month of Ramadan. Despite the heavy presence of approximately 3,600 Israeli forces across Jerusalem, the number of attending worshippers surpassed 100,000, according to figures published by occupation authorities.
threads.net/@redstreamnet/post…
israeli forces attack Walid Daqqa’s funeral
instagram.com/reel/C5giBnFgkKO…
*
post di rif
facebook.com/share/p/pLSwshs2S…
iof kills anybody around the hospital
instagram.com/reel/C5L9pwTrlrz…
here/there
facebook.com/share/p/EriGcvWz1…
Golda Meir
facebook.com/share/p/AewXVvjLz…
*
aprile 2024:
massacri israeliani nel nord di Gaza
kulturjam.it/politica-e-attual…
altri massacri perpetrati dai sionisti, e altre fosse comuni instagram.com/p/C6CSAlks7C6/
il consiglio per i diritti umani dell’ONU chiede di interrompere la vendita di armi a Israele, interrompere l’assedio, e restituire i territori occupati illegalmente dal 1967
internazionale.it/ultime-notiz…
the united states of israel exposed
instagram.com/reel/C6Ozwiuog-B…
*
maggio:
alcuni post recenti, in ordine cronologico inverso:
slowforward.net/2024/05/27/an-…
slowforward.net/2024/05/27/dip…
differx.noblogs.org/2024/05/27…
differx.noblogs.org/2024/05/27…
differx.noblogs.org/2024/05/27…
slowforward.net/2024/05/28/agg…
slowforward.net/2024/05/28/how…
slowforward.net/2024/05/28/dip…
slowforward.net/2024/05/28/vol…
izrahell: an entire history of “mistakes”
slowforward.net/2024/05/29/izr…
the scale of the tents massacre:
slowforward.net/2024/05/28/the…
differx.noblogs.org/2024/05/29…
differx.noblogs.org/2024/05/29…
israelis mocking the Palestinians dead in Rafah tents massacre
middleeasteye.net/news/israeli…
*
il bambino decapitato dall’attacco israeliano alle tende rifugio di Rafah
x.com/PALMENA_IC/status/179774…
(This boy is not a number. Ahmad Al-Najjar, one & a half years old, was the baby ‘Israel’ beheaded the night of the tents massacre in Rafah.. he loved trampolines, balls, & playing with cats.
They never found his head, & buried him without it. He was wearing black pants & an orange shirt when he was killed. His left leg was amputated in the blast.
His father used to call him “bobba” or “baby” because he was the youngest of his siblings. Ahmad used to call potatoes “baba tata” & he called shekels “tetels”
His mother, his sister Houda, his sister Arkan, were all martyred that night. Houda & Ahmad were put in the same body bag.
His brothers, Muhammad (13) & Yamin (8) both saw his body that night. They’re both visibly traumatized & can’t talk about their little brother without bursting into tears.
“Whenever I see the trampoline, & his other stuff, his ball & the other things he played with, I feel sad, & I miss him. I miss all of them. When I miss them, I pray for God to have mercy on them, & to grant them heaven” – his brother Muhammad)
*
l’evidenza del sionismo come macchina omicida:
x.com/streetcnina/status/17983…
(video delle uccisioni di civili inermi: riprese dai droni)
A Gaza più morti che a Dresda nel 1945. Verità prima vittima della guerra:
youtube.com/watch?v=VHhZkxcATs…
(anche in risposto a questo orrore: youtube.com/watch?v=cQtqvSYjMI…)
#Cisgiordania #coloni #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #IOF #israelterroriststate #izrahell #massmurders #Palestina #Palestine #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism
Soon after an Israeli air strike slammed into a camp in southern Gaza’s Rafah on Sunday night, tearing through the bodies of dozens of Palestinian men, women and children, and igniting a ferocious blaze, video footage of the aftermath drew horror and…Nadav Rapaport (Middle East Eye)
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bloccato] [il falsopiano zooma le] cause naturali un paio] un automatismo si aggiunge si] verifica aggancia trappole con funghicida next generation Malcolm X le] scarpe del Duke un paio il] falsopiano hanno costruito gli anni doppi ottici correttori intérieur au nu – intérieur] distanza sonar [galleria via di fuga condizione di galleria la balistica fa i buchi i rami del progetto un falsopiano il] doppio reflex posto buio fresco tranquillo una] cantina segnata] in rosso zerouno Ballista fa un cluster
*
pompe ad aria barometri coincidono periodici [illustrati] accise alla] festa aziendale di contrabbando il buffet fa fumo e non si può parlare di tempo [oggi] mezzetinte di mezzi sulle derive baronetti da banco sulle acrobatiche [banchise oh you creep
*
gli scavi e] si arrangiano con] altri scavi delle comete manovrate con gli spaghi che si arrivi all’altro capo lasciati sacchi semitrasparenti contenuto visibile -un] colpo fora la pressione uno la] grandine cercano
*
le differenze i calcàri trasmissione via cavo con restituzione danno all’apparsto pixel accedi è] dannoso accertato si fanno dei cerchi si] [provocano l’] orecchio la vite senza fine sassi fondali località] omessa
*
sola andata una] rara natura morta di Van Gogh andata all’incanto la] serie pilota fatica fa sapere uno che maneggia infiammabili le] possibilità di scelta quindi si] [riducono una] tela del cinquecento fodera ancora la poltrona sul retro può] entrare una persona alla volta possono] apporre la firma con gesto criminale sanno] [di sale si] stancano lorsque Rimbaud dit una rara natura morta glissando
#LucaZanini #prosa #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca
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mtmteatro.it/alessandro-de-fra…
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#AlessandroDeFrancesco #audio #ELR #ELREsisteLaRicerca #EsisteLaRicerca #ManifattureTeatraliMilanesi #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca
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youtu.be/3lm2eMN4cM4?si=fI-EmQ…
Video documento della mostra “Ugo La Pietra Sistema disequilibrante”, a cura di Angela Rui, Triennale di Milano, 26 novembre 2014 – 15 febbraio 2015.
Di Lucio La Pietra.
#AngelaRui #art #arte #Cenobio #LucioLaPietra #mostra #segno #SistemaDisequilibrante #Triennale #TriennaleDiMilano #UgoLaPietra #video
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youtube.com/shorts/AiZgs-60Ong…
(…ma si può vincere il premio strega)
#differx #FinnegansWake #Joyce #RaffaelePerrotta #video
Profitez des vidéos et de la musique que vous aimez, mettez en ligne des contenus originaux, et partagez-les avec vos amis, vos proches et le monde entier.youtube.com
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la coregista Florencia Santucho presenta, nella serie ‘Opponiamoci’, il suo documentario IDENTITÀ RUBATA
(Arg, 2024)
Intervista audio:
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info e video:
arcoiris.tv/scheda/it/76550/
#Argentina #dittaturaArgentina #FedericoRaponi #FlorenciaSantucho #identità #IdentitàRubata #intervista #Opponiamoci #video
la coregista Florencia Santucho presenta, nella serie ‘Opponiamoci’, il suo documentario IDENTITÀ RUBATA(Arg, 2024) audio) infoTutta Scena
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Una firma per Pakhshan Azizi
Per anni ha assistito donne e bambini nei campi profughi in Siria, dedicando la sua vita al lavoro umanitario e ai diritti umani.
Ora vogliono impiccarla.
L'operatrice umanitaria e attivista curda, Pakhshan Azizi, è stata sequestrata, tenuta in isolamento per mesi e torturata dagli agenti dell'intelligence iraniana. Ora rischia la morte. Agire subito è importante: secure.avaaz.org/campaign/it/p…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo reshared this.
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webinar
Martedì 4 febbraio alle ore 19:00
Il lavoro di ricerca di Amnesty International nel Territorio palestinese occupato e Israele non si è mai fermato. Dal rapporto sul crimine di apartheid contro la popolazione palestinese, alle indagini e ricerche dal 7 ottobre 2023 in poi. Nel nostro ultimo rapporto “Ti senti come se fossi un subumano: il genocidio di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza”, i nostri ricercatori e ricercatrici hanno raccolto prove e sufficienti elementi per giungere alla conclusione che Israele ha commesso e sta continuando a commettere genocidio nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza occupata.
L’incontro online intende approfondire i contenuti del rapporto da un punto di vista legale con un focus specifico sul metodo e strumenti della ricerca. Il 4 febbraio alle 19:00 su zoom interverranno:
L’incontro si svolgerà in lingua italiana con traduzione simultanea.
#amnesty #AmnestyInternational #apartheid #BodourHassan #ErikaGuevaraRosas #Gaza #genocide #genocidio #genocidioDiIsraeleControLaPopolazionePalestineseAGaza #ICC #icj #IDF #IOF #izrahell #massmurders #Palestina #Palestine #popolazionePalestinese #presentazione #rapporto #starvingcivilians #starvingpeople #TinaMarinari #VitoTodeschini #warcrimes #zionism
Rinvenuti sufficienti elementi per concludere che Israele ha commesso genocidio nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza occupata.Samanta Paladino (Amnesty International Italia)
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Rivelatore è sempre il linguaggio: gli israeliani liberati da Hamas sono ‘ostaggi’, parola che sottintende il loro essere civili innocenti (falso, perché molti erano soldati, come abbiamo potuto constatare) mentre i palestinesi liberati da Israele vengono definiti ‘prigionieri’, che sottintende il loro essere criminali condannati e giustamente detenuti (completamente falso, la maggioranza sono persone arrestate e trattenute illegalmente in carcere dall’Idf, a volte per anni, tra cui molte donne e moltissimi minori).
Questo è solo un esempio, non innocuo, di come il distorto linguaggio coloniale e razzista usato da tutti i media mainstream manipoli costantemente i fatti , senza che questo venga minimamente messo in discussione da nessuno. Eppure è attraverso questo linguaggio che si formano le convinzioni delle persone.
“Israele non è tanto la sorgente quanto il sintomo della nostra colonialità del presente” (Iain Chambers)
#Gaza #zionism #genocide
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#prigionieri #ostaggi
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Informa Pirata
in reply to differx • •Ciao @differx
,
vorrei condividere con te degli appunti su una questione che riguarda i post Friendica con il titolo
Ecco infatti come un utente Mastodon leggerebbe il tuo post:

Deprimente? Sì, decisamente... In fondo è per questo che stiamo su Friendica e non su Mastodon! 🤣🤣🤣
Formattazione post con titolo leggibili da Mastodon
Come forse saprai già, con Friendica possiamo scegliere di scrivere post con il titolo (come su WordPress) e post senza titolo (come su Mastodon). Uno dei problemi più fastidiosi per chi desidera scrivere post con il titolo è il fatto che gli utenti Mastodon leggeranno il tuo post come se fosse costituito dal solo titolo e, due a capi più in basso, dal link al post originale: questo non è di certo il modo miglior per rendere leggibili e interessanti i tuoi post!
Gli utenti Mastodon infatti hanno molti limiti di visualizzazione, ma sono pur sempre la comunità più grande del Fediverso e perciò è importante che vedano correttamente i vostri post: poter contare sulla loro visibilità è un'opportunità per aggiungere ulteriori possibilità di interazioni con altre persone.
Fortunatamente, con le ultime release di Friendica abbiamo la possibilità di modificare un'impostazione per rendere perfettamente leggibili anche i post con il titolo. Ecco come fare:
A) dal proprio account bisogna andare alla pagina delle impostazioni e, da lì, alla voce "Social Network" al link poliverso.org/settings/connect…
B) Selezionando la prima sezione "Impostazione media sociali" e scorrendo in basso si può trovare la voce "Article Mode", con un menu a cascataC) Delle tre voci disponibili bisogna scegliere "Embed the title in the body"
Ecco che adesso i nostri post saranno completamente leggibili da Mastodon!
differx likes this.