9 maggio, roma: nessuna europa è possibile se non salva gaza
#genocidio #LEuropaControIlGenocidio #Palestina #PiazzaVittorio #salvareGaza
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su fb ho incrociato un paio d’ore fa (7 mag. 2025, h. 16:30 circa) un post, difficilmente commentabile, che però ho commentato. tornava a far circolare la barzelletta di israele che si ritira da Gaza nel 2005. chissà se i lacrimanti coloni “che avevano vissuto là per ben 10 anni” (così riusciva il postante a scrivere, senza che gli venisse da vergognarsi, ma nemmeno da pensare ai Palestinesi da generazioni sulle loro terre, cacciati – quando non sterminati – dalla Nakba) si saranno defilati cantando Free Gaza, Free Palestine. ipotizzo: no.
dunque. l’ignobile post sulla presunta generosa “liberazione” del 2005 lo avevo commentato così:
anche dopo il 2005 Gaza è stata sotto controllo militare, le acque territoriali pattugliate, le barche dei pescatori bombardate, lo spazio aereo, terrestre ed elettromagnetico sotto vigilanza, gli approvvigionamenti di acqua elettricità e carburante filtrati o tagliati secondo capriccio sionista, nessuna possibilità di moneta propria, viaggi e cure fuori da Gaza sottoposti all’arbitrio israeliano. niente entrava e usciva da Gaza senza il filtro militare.
le continue incursioni e le violenze e vessazioni gratuite (soprattutto notturne) su civili totalmente estranei ad attività di Resistenza erano tutt’altro che diverse da quelle in Cisgiordania, dove Hamas non c’era e i coloni rubavano, uccidevano, saccheggiavano impunemente, come tutt’ora fanno, estendendo un dominio che è e resta illegale secondo tutte le leggi internazionali.
poi nel 2023 si è aggiunto il tentativo di israele di rubare anche il colossale giacimento di gas naturale, di proprietà palestinese, al largo delle coste di Gaza.
allora. questo pippone di Hamas ha stancato.
non ci crede più nessuno. e non da oggi.
Hamas tra l’altro nasce dopo 40 anni di occupazione.
l’obiettivo di israele dalla sua nascita è la completa cancellazione della storia e della vita dei Palestinesi.
deportazione occupazione colonizzazione aparheid pulizia etnica genocidio sono parole che, applicate ai crimini impuniti e agli impuniti criminali israeliani, hanno ormai quasi un secolo di vita. è ora che ne prendiate atto, supporter del sionismo, firmatari di bombe.
la documentazione è talmente ampia che fa già parte della storia. anche della VOSTRA storia di fiancheggiatori e complici.
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n.b.: dopo il mio commento, chi lo condivideva ha (prassi frequente) cancellato il post.
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Quando la donna con le argomentazioni incontra i pennivendoli con gli slogan, i pennivendoli sono finiti. Una grande Francesca Albanese distrugge i faziosi opinionisti e gli inviati di Quarta...www.facebook.com
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instagram.com/reel/DJWjxUZqxik… #MEE = #MiddleEastEye
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we’ve seen HUNDREDS of videos like these ones. thousands of them have been shared.
#bambini #children #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #MEE #MiddleEastEye #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism
129K likes, 12K comments - eye.on.palestine on May 7, 2025: "Israeli occ-upa-tion aircraft, a short while ago, launched two consecutive air-strikes on a crowded popular market at the Al-Muzara junction in the center of Gaza City.Instagram
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seems like #facebook is in part switching off the islamophobic & #zionist #ban / #shadowban filters it used to put in action to cover the israeli genocidal #crimes.
it’s a few weeks since I am amazed to see on #fb more and more images and posts like these ones. NEVER seen before, especially in the first months of the genocide.
either fb is artificially enlarging the single bubbles (actually protected by impenetrable walls) within which we proPal are convinced fb is really letting us see some facts, —or fb is getting a bit scared by the #ICJ / #ICC rulings and the whole world’s anger and support to the #PalestinianCause.
#bambini #ban #children #colonialism #crimes #facebook #FB #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacredChildren #massacres #massacri #Palestina #Palestine #PalestinianCause #shadowban #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism #zionist
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ero in treno quando, credo su instagram o in un altro social, ho ascoltato l’audio di Layan. c’era e c’è da diventare matti. molto tempo dopo sono uscite le ricostruzioni fatte dagli avvocati forensi specializzati nello studio di vicende di guerra e battaglia. guerra contro i bambini. è molto importante che adesso tutti i responsabili paghino.
rimangono la rabbia e il dolore infiniti per tutte le migliaia di Hind di cui non sapremo mai niente
MG
post di Massimo Nota :
facebook.com/share/p/1BmYBL7Et…
Gaza, l’ultima telefonata di Hind, sei anni: “Ho tanta paura, venitemi a prendere”
A un anno e mezzo dal suo omicidio, c’è il nome di uno dei responsabili dell’assassinio di Hind Rajab, la bimba di 5 anni di Gaza, ferita durante un raid mentre fuggiva con gli zii e lasciata morire sotto lo sguardo del mondo. Gli audio delle telefonate in cui disperatamente chiede aiuto, resi noti un anno fa da Repubblica, sono diventati simbolo e prova dei crimini di guerra commessi nella Striscia.
Ai colpi che hanno ucciso i parenti, Hind era incredibilmente sopravvissuta, insieme a Layan, una cugina più grande. È stata lei a avvertire per prima la Mezzaluna rossa, poi sessantadue colpi, sparati uno dopo l’altro, uccidono anche lei. Hind, Hannud come la chiamava la sua mamma, sopravvive. È nascosta sotto i sedili, circondata dai cadaveri dei parenti. Terrorizzata, risponde quando dalla Mezzaluna rossa richiamano. “Ho paura, per favore vieni! Per favore chiama qualcuno che venga a prendermi”.
Per tre ore, i paramedici erano stati con lei al telefono, tentando di rincuorarla mentre lei chiedeva sempre più impaurita perché la lasciassero sola, perché nessuno la andasse a aiutare. “Per favore, venite a prendermi”, supplica l’operatrice che le chiede se il carro armato è vicino, se i soldati sono scesi. “Si stanno avvicinando, sparano”, sussurra la bimba, mentre dal centro emergenze le ripetono più e più volte “non interrompere la telefonata, stai con me”.
L’operazione di soccorso parte, un’ambulanza tenta di avvicinarsi. L’ultima chiamata di Hind è con la mamma, “vedo l’ambulanza”. Poi la linea cade, il telefono si ammutolisce.
La verità si scoprirà solo dieci giorni dopo, quando l’Idf lascia l’area. Il corpo di Hind verrà trovato insieme a quello dei parenti, raggomitolata dietro il sedile del guidatore, accanto alla cugina. Poco lontano, la carcassa dell’ambulanza, con dentro quel che restava dei due paramedici.
L’Idf nega ogni responsabilità, sostiene che non ci fossero loro mezzi in quell’area. Versione smentita dalle immagini satellitari, dall’analisi dei proiettili, da audio esclusivi e testimonianze dirette che Repubblica già un anno fa ha pubblicato.
Nonostante il perdurante assedio, per un anno, avvocati e attivisti della fondazione Hind Rajab hanno indagato dentro e fuori dalla Striscia e hanno individuato i militari che operavano nell’area e il loro comandante, il luogotenente Beni Aharon. “Possiamo confermare – annunciano con una nota – che anche il battaglione che operava sotto il suo comando nel quartiere di Tel al-Hawa il 29 gennaio 2024 è stato interamente identificato”. A breve partiranno le denunce anche per i soldati. “Quegli uomini non sono più sconosciuti. Il silenzio non li protegge più”.
All’ufficio del procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan, i legali della fondazione hanno chiesto di emettere un mandato d’arresto per il comandante Aharon e “stiamo preparando documenti anche contro gli ufficiali del battaglione. Verranno denunciati presso corti nazionali qualificate secondo i principi di giurisdizione universale”. E la battaglia perché Hind, la sua famiglia, i paramedici che inutilmente hanno cercato di soccorrere la bambina proseguirà.
“Procederemo contro ogni ufficiale coinvolto: chi ha dato gli ordini, chi ha sparato, chi li ha coperti, chi ha lasciato che accadesse”, è la promessa della fondazione. “Oggi Hind avrebbe spento sette candeline, invece stiamo dando un nome al suo assassino – ha detto il presidente Dyab Abou Jahjah. “Questo è solo l’inizio. Risaliremo a ogni nome, ogni anello della catena, per giustizia e per verità”.
post e materiali raccolti e pubblicati nel tempo:
slowforward.net/2025/01/30/12-…
slowforward.net/2024/07/07/hin…
slowforward.net/2024/02/10/hin…
about the little Hind, again:
youtube.com/watch?v=6ZW4biKNpQ…
youtube.com/watch?v=BGh9fqcty0…
slowforward.net/2024/02/14/lin…
slowforward.net/2024/01/30/iof…
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il libro: ticedizioni.com/products/tre-m…
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Si può credere che la scrittura di ricerca sia alcunché di disincarnato; le cose però non stanno esattamente così e a dimostrarlo ci sono i Tre movimenti e una stasi di Michele Zaffarano, scritti per un’azione teatrale di Antonio Sixty, a sua volta i…Tic
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Da due mesi a Gaza non entra nulla, niente cibo, medicine, nessun bene necessario alla sopravvivenza di una popolazione bombardata, sfollata, ferita e già ridotta allo stremo. Di fronte alla paralisi, ignobile, dei nostri rappresentanti statali e degli organismi internazionali, un piccolo gruppo di attivisti si è organizzato attorno alla Freedom Flotilla, un’iniziativa della società civile per portare assistenza alla popolazione intrappolata. Le notizie riportano che la barca che avrebbe dovuto trasportare circa 30 persone e gli aiuti è stata attaccata di notte da un drone in acque internazionali al largo di Malta.
Il pensiero va indietro nel tempo, a 15 anni fa: la Mavi Marmara – la più grande tra le barche con a bordo centinaia di attivisti da tutto il mondo che tentavano di rompere il blocco di Gaza – fu presa d’assalto nella notte del 31 maggio 2010 da forze speciali israeliane. Il bilancio fu di nove civili uccisi e quasi trenta feriti. Nonostante le commissioni di inchiesta e le insistenti richieste, anche alla Corte penale internazionale (Cpi), di processare i responsabili di questo apparente crimine di guerra, non c’è stata mai alcuna forma di giustizia, né a livello interno né internazionale.
Il blocco di Gaza non ha due mesi di vita: con intensità diverse, da decenni Israele impone questa forma di punizione collettiva alla popolazione di quel piccolo lembo di terra. La politica di chiusura, o blocco, o assedio, di Gaza è praticata dagli anni Novanta: è da allora che il Palestinian Center for Human Rights di Gaza (Pchr) ha iniziato a documentare le restrizioni alla circolazione di persone e di beni a Gaza, ben prima dell’avvento di Hamas al potere.
La situazione è drammaticamente peggiorata dal 2007, dopo la presa del potere di Hamas nella Striscia: Israele dichiarò l’intera Gaza «un’entità nemica» e alzò il livello di una politica illegale già in atto, centellinando tutto ciò che entrava a Gaza, perfino le calorie consumabili dalla popolazione – calcolate su quel minimo necessario per passare il vaglio dei giudici.
È in quegli anni che organizzazioni per i diritti umani, tra cui alcune israeliane, come Gisha, insieme a quelle palestinesi, iniziarono a denunciare insistentemente il blocco come illegale e a presentare petizioni ai tribunali israeliani per contrastare i divieti di ingresso a Gaza di merci fondamentali – cibo e medicinali ma anche il carburante per l’elettricità, necessaria al funzionamento di tutte le infrastrutture civili, tra cui gli ospedali. Come accade oggi, anche 15 anni fa le corti israeliane diedero di fatto mano libera al governo sulla base di presunte esigenze di sicurezza.
Ciò che sta avvenendo oggi è il compimento di quella politica, è l’atto finale di decisioni che vengono da lontano. Ciò che sconvolge ulteriormente è che ciò avviene mentre alla Corte internazionale di giustizia (Cig) si continua a discutere degli obblighi di Israele rispetto alla popolazione civile palestinese, che è popolazione protetta (compresa quella di Gaza) in base al diritto internazionale umanitario, tra cui la IV Convenzione di Ginevra.
Proprio questa settimana, mentre l’Unrwa e le altre organizzazioni umanitarie continuano a suonare allarmi sempre più disperati sulla catastrofe umanitaria in corso a Gaza – mostrandoci foto strazianti, specie di bambini, che muoiono di fame davanti ai nostri occhi – si susseguono le udienze all’Aia, dove i delegati di oltre 40 Stati hanno preso una chiara posizione contro le politiche di Israele di questi mesi e la decisione di impedire alle agenzie delle Nazioni unite che prestano assistenza ai palestinesi di svolgere la propria missione.
Assistiamo impotenti, come se l’Onu non potesse fare nulla di fronte alla più grande violazione di tutti i principi posti alla base della sua Carta, lasciando nelle mani di trenta attivisti su una barca il tentativo (già fallito) di rompere l’assedio di Gaza. Come può essere che la più importante organizzazione internazionale, l’Onu, non possieda alcun meccanismo giuridico attivabile di fronte a uno Stato che sta affamando la popolazione civile come arma di guerra, come riconosciuto nei mandati di arresto della Cpi, e i cui atti sono in discussione quali atti di genocidio davanti alla Cig?
Il diritto internazionale non si «auto-esegue»: le Corti prendono decisioni, ma spetta agli Stati renderle esecutive. È vero tanto nel caso dell’obbligo di prevenire un genocidio (gli ordini emessi nel 2024 dalla Cig verso Israele sono rimasti lettera morta), quanto del parere consultivo del 19 luglio 2024 sull’illegalità dell’occupazione di tutto il territorio palestinese (Cisgiordania, inclusa Gerusalemme est e Gaza), che la Corte ha dichiarato debba cessare «il più rapidamente possibile».
Il governo di Israele, lo ha dimostrato, non si fermerà – nemmeno di fronte a una eventuale sentenza della Cig. Netanyahu è oggetto di un mandato di arresto per gravissimi crimini di guerra e contro l’umanità spiccato dalla Cpi. Eppure, nessuno Stato sta prendendo misure concrete per costringerlo a rispettare i principi dello stato di diritto, il divieto di commettere un genocidio o almeno quelle regole basiche del diritto internazionale umanitario, in cui gli Stati fanno ancora finta di credere nei loro argomenti davanti alla massima autorità giudiziaria dell’Onu.
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A Bologna, sabato 10 (dalle ore 15) e domenica 11 (dalle ore 10), si tiene la quindicesima edizione di RicercaBO – Laboratorio di nuove scritture, a cura di Renato Barilli, Niva Lorenzini e Gabriele Pedullà.
La prima giornata di letture, osservazioni critiche e dialogo è fissata nella sala conferenze della Fondazione del Monte, in via Donzelle 2, con inizio alle ore 15 di sabato. La seconda giornata prende avvio alle ore 10 di domenica presso la Sala Tassinari, a Palazzo d’Accursio. Partecipano i critici e autori Cecilia Bello Minciacchi, Leonardo Canella, Marco Giovenale, Sergio Rotino.
Autrici e autori del 10 maggio:
Alfonso Lentini, Lorenzo Cianchi, Cinzia Colazzo, Samuele Maffei, Giorgio Mascitelli, Lidia Riviello, Antonio Vangone
Autrici e autori dell’11 maggio:
Riccardo Innocenti, Enrico Menghi, Silvia Molesini, Giulio Pistolesi, Fabio Poggi, June Scialpi
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Alle h 15 di sabato i lavori si aprono con interventi introduttivi di Renato Barilli, Niva Lorenzini e Carlo Terrosi.
Alle h 13 di domenica si svolge infine una tavola rotonda conclusiva.
*
Questa edizione di RicercaBO, a cura dell’associazione Boart in collaborazione con la coop. Le Macchine Celibi, è organizzata grazie al contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Informazioni e contatti: Ass. Boart, via De’ Marchi 4/2, tel. 051-271533 – email boart.staff@gmail.com
pdf della locandina:
https://slowforward.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/05/ricercabo-2025-212×210-1.pdf
evento fb:
https://www.facebook.com/events/660567050217598
#AlfonsoLentini #AntonioVangone #boart #CeciliaBello #CeciliaBelloMinciacchi #CinziaColazzo #EnricoMenghi #FabioPoggi #festivalLetterario #FondazioneDelMone #FondazioneDelMonte #FondazioneDelMonteDiBolognaERavenna #GabrielePedullà #GiorgioMascitelli #GiulioPistolesi #JuneScialpi #LeMacchineCelibi #LeonardoCanella #LidiaRiviello #LorenzoCiriachi #MarcoGiovenale #NivaLorenzini #poesia #poesie #prosa #ProsaInProsa #prose #racconti #racconto #RenatoBarilli #RiccardoInnocenti #RicercaBO #RicercaBO2025 #SalaTassinari #SamueleMaffei #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SergioRotino #SilviaMolesini #tavolaRotonda
Évènement à Bologne par Marco Giovenale le samedi, mai 10 2025www.facebook.com
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Centro Culturale LA CAMERA VERDE
…dal 1999…
Via Giovanni Miani 20, Roma
www.lacameraverde.com info [at] lacameraverde.com
Venerdì 9 maggio 2025, alle ore 18:30
Proiezione del film
Scritto da Daniela Allocca e Pasquale Napolitano
Con Vittorio Avella, Antonio Sgambati
e con Vincenzo Rusciano, Lello Esposito, Mariano Baino, Sergio Fermariello,
Giovanni Timpani, Annalisa Mazzola, Mimmo Grasso, Pietro Lista
Produzione: Lapej Communication srl 2024
(dur. 65 minuti)
Intervengono
Daniela Allocca e Pasquale Napolitano
+ sabato 10 maggio 2025, h: 17:00 / 18:30 / 20:30 – Il laboratorio, di Pasquale Napolitano, 2024
Vittorio Avella, maestro incisore, e Antonio Sgambati nel 1978 a Nola, fondano Il Laboratorio di Nola. 45 anni di attività segnano questo luogo come tra gli ultimi avamposti dove il libro non è mai stato una questione di codici a barre. Il libro nel laboratorio diventa un’esperienza umana. Il film di Napolitano racconta l’idea, la gioia del fare, del saper aspettare, cosa accade quando il torchio si mette in movimento, cosa vuol dire tirare su una stamperia…Il Laboratorio scritto da Daniela Allocca e Pasquale Napolitano che ne cura anche la regia, racconta la storia, la memoria di un luogo necessario. L’incisione resta un fatto aperto dove il torchio apre ad infiniti altri spazi, dove anche l’errore più improvviso, può diventare il centro dell’opera. Si inarcano le ombre tra un solco di segno e l’altro. Avella e Sgambati sono la memoria aperta, Napolitano filma con sapienza e con tenerezza il racconto di un tempo che resta.
Buona visione.
Gians
#AnnalisaMazzola #AntonioSgambati #art #arte #CameraVerde #DanielaAllocca #GiovanniTimpani #IlLaboratorio #incisione #incisioni #laCameraVerde #LapejCommunicationSrl #LelloEsposito #libri #MarianoBaino #MimmoGrasso #PasqualeNapolitano #PietroLista #poesia #poeti #SergioFermariello #stamperia #stamperiaDArte #tipografia #VincenzoRusciano #VittorioAvella
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Some Way Out of Here?
Friday, May 9, 11:00 AM PDT
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Michael McCarthy, Jasper Bernes, Jodi Dean, Alberto Toscano, Camila Vergara, Philip Wohlstetter (mod)
Beacon Cinema: The Encampments (2025)
Nick Dyer-Witheford, Alessandra Mularoni, Nick Srnicek, Kyle Kubler (mod)
Sarah Jaffe, Nica Siegel
Alan Wald, David Lau, Roy Skodnick, Philip Wohlstetter (mod)
(This is an In-person event)
David Shields, Tommy Swenson, Philip Wohlstetter
Sandro Mezzadra, Brett Neilson, Kyle Kubler (mod)
Bruno Leipold, Camila Vergara, Michael Hardt, Alyssa Battistoni
Aziz Rana, Michael Hardt, Camila Vergara, Philip Wohlstetter (mod)
(This is an In-person event)
Sophie Lewis, Emi Koyama (mod)
Jaleh Mansoor, Matt Browning, Anita Chari, Minh Nguyen (mod)
Leigh Claire la Berge, Jason Read, Madeline Lane-McKinley, Sarah Jaffe
(This is an In-person event)
Jasper Bernes, Colleen Lye, Nikhil Pal Singh, Idris Robinson
Colleen Lye, Idris Robinson, Michael Hardt, Jamie Merchant, Kathi Weeks, Jasper Bernes, Nikhil Pal Singh
(This is an In-person event)
Jamie Merchant, Nikhil Pal Singh (mod)
(This is an In-person event)
Jasper Bernes, Idris Robinson (mod)
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Da oggi, 6 maggio, tre incontri a Blocco 13 (Roma, via Benzoni 13, Metro Garbatella), nell’ambito della mostra Alberto D’Amico e lo Studio Campo Boario, della serie “artisti/galleristi”.
Il primo incontro si tiene oggi, martedì 6 maggio alle 18:00 (apertura della galleria – per consentire la visione delle opere – già alle ore 17) e sarà un’occasione per scoprire le numerose iniziative artistiche, letterarie, musicali, teatrali, filosofiche e architettoniche che hanno reso da 34 anni a questa parte lo Studio Campo Boario alla Piramide un punto di riferimento “carbonaro” per la cultura contemporanea nella città di Roma.
La serata prevede i racconti, da parte dei protagonisti, di alcuni dei maggiori eventi realizzati nello studio. Ospiti della serata saranno:
– Massimo Arduini: presenterà i suoi progetti “Batiment d’Ami”, “Ribatiment in moving” e “Batiment de livres”, offrendo una riflessione sull’arte nelle sue diverse forme, dal libro d’artista alle opere in video e soprattutto la dimensione espositiva.
– Michela Becchis: parlerà della mostra da lei curata “La città inservibile”, un’indagine sulla rappresentazione della città nell’arte contemporanea.
– Bruno Di Marino: racconterá le sue proiezioni, un viaggio attraverso la storia del cinema e dell’arte video.
– Marco Giovenale: descriverà le due esperienze, “Libridine” e “Esiste la ricerca”, due progetti che esplorano la relazione tra letteratura e arte e approfondiscono il tema delle scritture di ricerca.
– Roberta Melasecca: ci parlerà delle mostre da lei curate nello studio e i numerosi talk da lei ideati, offrendo una riflessione sulla comunicazione e la presentazione dell’arte.
Date degli altri incontri: 10 maggio e 13 maggio
#AlbertoDAmico #art #arteContemporanea #arteVideo #artisti #artistiGalleristi #BatimentDAmi #BatimentDeLivres #Blocco13 #Blocco13 #BrunoDiMarino #cinema #comunicazione #EsisteLaRicerca #galleristi #LaCittàInservibile #Libridine #libroDArtista #MarcoGiovenale #MassimoArduini #MichelaBecchis #mostre #opereInVideo #RibatimentInMoving #RobertaMelasecca #storiaDelCinema #StudioCampoBoario #talk #videoarte
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Nel contesto del corso “Digital Humanities – per Comunicazione degli Archivi in Rete” – II edizione, per LuceLAb Cinecittà, Claudia Pecoraro parla dei MUSEI SENSIBILI. (3 maggio 2025, nell’ambito delle lezioni di Antonio Pavolini)
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archive.org/details/claudiapec…
lucelabcinecitta.com/corsi/dig…
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LuceLabCinecittà Digital Humanities – per Comunicazione degli Archivi in Rete – II edizione Marzo 2025 - Luglio 2025 I percorsi sono finalizzati alla...Internet Archive
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israele ha ammazzato quanti più palestinesi ha potuto, ma sa bene che il milione e mezzo o i due milioni di persone che rimangono non si annientano se non con gli stessi mezzi dei nazisti. è la lezione pragmatica della conferenza di Wannsee, che sancì la “soluzione finale” per molti milioni di ebrei.
perciò, oggi, per risparmiare su gas e forni, o altre bombe (e non volendo nuclearizzare un’area che intendono rubare per viverci), i sionisti trovano che il concentramento prima e la deportazione poi siano la scelta più ‘economica’ ed efficace. trattano insomma i palestinesi come una massa di carne troppo grossa e complicata da bruciare, che va quindi smistata altrove. as simple as that. as nazi as that. deportarli. ovunque purché fuori da quell’immaginario “Grande Israele” in nome del quale così tanti maiali a sei punte grufolano golosi da prima del 1948, intenti alla devastazione, alla rapina, al genocidio.
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mtmteatro.it/inediti-di-albert…
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su youtube: youtube.com/@MTMTeatroMilano/s…
su facebook: facebook.com/lafinestradianton…
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Manifatture Teatrali Milanesi svolge la sua attività in tre sale teatrali cittadine, il Teatro Leonardo in via Ampère, il Teatro Litta e La Cavallerizza in corso Magenta 24, diventando così un multisala teatrale dislocato in differenti distretti urba…YouTube
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#BibliotecaPagliarani #incontro #JuneScialpi #MarilinaGiaquinta #presentazione #reading #scritturaDiRicerca
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Decima edizione del Premio Nazionale Elio Pagliarani, 2025
www.premionazionaleeliopagliarani.it
Domenica 25 maggio 2025, Sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni di Roma
(Ingresso dalla scalinata di Via Milano 9a)
Ore 10 – 13
Elio Pagliarani bibliofilo e la Biblioteca Elio Pagliarani
Interventi di
Barbara Mancini, Frammenti di Elio tra periodici e antologie: uno spoglio della Biblioteca Pagliarani; Marianna Marrucci, “…li spendevo quasi tutti in libri…”. Figure di libri in Promemoria a Liarosa;
Marco Menato, Pagliarani bibliofilo; Lucia Merolla, La biblioteca di casa Pagliarani,
Marco Palma, Gli incunaboli di Elio Pagliarani; Gilda Policastro, Il Savonarola non castrato di Pagliarani
Coordina i lavori
Giuseppe Andrea Liberti
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Ore 14:30 – 15:00
Proiezione del film L’Architetta Carla
di Davide Minotti realizzato con Valeria Miracapillo
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Ore 15:00 – 17:00
Dieci anni di premiati. Il Premio Nazionale Elio Pagliarani (2015-2025)
Poeti partecipanti, critici e giurati, dalla prospettiva privilegiata delle varie edizioni del premio Elio Pagliarani, si incontrano e dibattono sui dieci anni di attività poetica in Italia
Coordina Andrea Cortellessa
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Conduce Arnaldo Colasanti
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evento facebook:
facebook.com/events/5693189261…
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PDF / locandina : informazioni sul convegno
PDF / locandina : Giornata Pagliarani
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Évènement à Rome, Latium par Marco Giovenale le dimanche, mai 25 2025www.facebook.com
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Nel contesto della GIORNATA PAGLIARANI, domenica 25 maggio, presso la sala Cinema del Palazzo delle Esposizioni di Roma, si terrà il convegno Elio Pagliarani bibliofilo e la Biblioteca Elio Pagliarani.
La biblioteca dal 2017 fa parte del Polo IEI degli Istituti culturali romani: il convegno intende illustrare alcune parti significative delle raccolte e alcuni aspetti del suo creatore.
Qui di seguito la locandina con i titoli degli interventi dei vari relatori:
PDF / locandina di informazioni sul convegno
PDF / locandina completa della Giornata Pagliarani
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XXII Seminario internazionale interdisciplinare CISAT
di Psicologia, Psicoterapia e Letteratura
in sede a Napoli + a distanza (telematicamente)
sabato 5 – domenica 6 luglio 2025
lingue del Seminario: italiano, francese, inglese, spagnolo
Il Seminario, organizzato quest’anno dal CISAT (Centro Italiano Studii Arte-Terapia) in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Napoli e con il Libero Istituto Universitario per Stranieri “Francesco De Sanctis” (LIUPS), è rivolto elettivamente a psicoterapeuti, psicologi, psichiatri, pedagogisti, arteterapeuti, letterati, scrittori ed artisti.
Per proporre una propria relazione al Seminario, è necessario inviare – quanto prima e comunque entro il 31 maggio 2025, preferibilmente in formato elettronico – il titolo provvisorio ed un breve riassunto dell’ ‘intervento’ compreso fra mezza cartella e una cartella (tradotto, possibilmente, in una lingua alternativa alla propria fra le quattro del Seminario), accompagnato dalla scheda di iscrizione e dal proprio curriculum, a: cisat@centrostudiarteterapia.org; oppure a: CISAT (Centro Italiano Studî Arte-Terapia); via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); 80131 Napoli.
ulteriori informazioni:
centrostudiarteterapia.org/con…
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credo abbia senso (sicuramente più di un’entrata in guerra):
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#EU #EuroStack #howToOpenADoor #letter #tech #technologicalSovereignty
Today, the need for a sovereign European technology stack is more urgent than ever. It is the only way for Europe to make itself more independent from political and economic blackmail – a scenario that seems more and more threatening.Thomas Ritter (Nextcloud)
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da un post di Peppe De Cristofaro su fb:
“Il numero dei palestinesi morti a Gaza è in proporzione alla popolazione superiore al numero complessivo degli americani morti in tutte le guerre dall’indipendenza ad oggi” ci dice a Ramallah Mustafà Barghouti, leader della resistenza non violenta e una delle voci più autorevoli della politica palestinese.
“61mila morti, 117.000 feriti di cui 11mila non sono curabili in Palestina. 100mila tonnellate di esplosivo lanciati sulla striscia, 50 chili per ogni abitante. 65 detenuti palestinesi morti nelle carceri israeliane dal 7 ottobre. Gaza sta morendo, e questa punizione collettiva se possibile si è aggravata nelle ultime settimane. Da 58 giorni nella striscia non entra nulla, la popolazione è affamata e c’è finanche il rischio che scoppi la poliomielite perché mancano i vaccini”.
C’è molto poco da aggiungere alle parole di Barghouti. Al terzo giorno degli incontri che siamo facendo in Palestina con la nostra delegazione di Avs, ci sembrano sempre più evidenti due dati, che tutti quelli che incontriamo ci ripetono.
Il primo è che nelle intenzioni di Netanyahu un vero processo di pace e uno Stato di Palestina non ci saranno. L’altro è che la formula nella quale tutti ci siamo riconosciuti, quella dei due popoli in due stati, rischia di essere soltanto una ipocrisia senza la fine della occupazione e la rimozione degli insediamenti illegali. Che in tutto sono 330, di cui 27 nati negli ultimi due anni.
Noi continueremo a batterci per il riconoscimento dello Stato Palestinese in Italia. E ad usare il più possibile la nostra voce per raccontare quello che stiamo vedendo ed ascoltando.
#AVS #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #MustafàBarghouti #ostaggi #Palestina #Palestine #PeppeDeCristofaro #prigionieri #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #WestBank #zionism
Le migliori analisi del critico cinematografico Enry Ghezzi Guzzantini Oggi il celebre film "Erri Porter , l'Ufo e il gufo" #ilgrandecinema...www.facebook.com
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Dal 6 maggio, tre incontri a Blocco 13 (Roma, via Benzoni 13, Metro Garbatella), nell’ambito della mostra Alberto D’Amico e lo Studio Campo Boario, della serie “artisti/galleristi”.
Il primo incontro si terrà martedì 6 maggio alle 18:00 (apertura della galleria – per consentire la visione delle opere – già alle ore 17) e sarà un’occasione per scoprire le numerose iniziative artistiche, letterarie, musicali, teatrali, filosofiche e architettoniche che hanno reso da 34 anni a questa parte lo Studio Campo Boario alla Piramide un punto di riferimento “carbonaro” per la cultura contemporanea nella città di Roma.
La serata del 6 prevede i racconti, da parte dei protagonisti, di alcuni dei maggiori eventi realizzati nello studio. Ospiti della serata saranno:
– Massimo Arduini: presenterà i suoi progetti “Batiment d’Ami”, “Ribatiment in moving” e “Batiment de livres”, offrendo una riflessione sull’arte nelle sue diverse forme, dal libro d’artista alle opere in video e soprattutto la dimensione espositiva.
– Michela Becchis: parlerà della mostra da lei curata “La città inservibile”, un’indagine sulla rappresentazione della città nell’arte contemporanea.
– Bruno Di Marino: racconterá le sue proiezioni, un viaggio attraverso la storia del cinema e dell’arte video.
– Marco Giovenale: descriverà le due esperienze, “Libridine” e “Esiste la ricerca”, due progetti che esplorano la relazione tra letteratura e arte e approfondiscono il tema delle scritture di ricerca.
– Roberta Melasecca: ci parlerà delle mostre da lei curate nello studio e i numerosi talk da lei ideati, offrendo una riflessione sulla comunicazione e la presentazione dell’arte.
Date degli altri incontri: 10 maggio e 13 maggio
#AlbertoDAmico #art #arteContemporanea #arteVideo #artisti #artistiGalleristi #BatimentDAmi #BatimentDeLivres #Blocco13 #Blocco13 #BrunoDiMarino #cinema #comunicazione #EsisteLaRicerca #galleristi #LaCittàInservibile #Libridine #libroDArtista #MarcoGiovenale #MassimoArduini #MichelaBecchis #mostre #opereInVideo #RibatimentInMoving #RobertaMelasecca #storiaDelCinema #StudioCampoBoario #talk #videoarte
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da open.spotify.com/episode/7ByPC…
𝗜𝗡 𝗖𝗔𝗦𝗢 𝗗𝗜 𝗘𝗠𝗘𝗥𝗚𝗘𝗡𝗭𝗔, 𝗣𝗥𝗘𝗠𝗘𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗣𝗨𝗟𝗦𝗔𝗡𝗧𝗘 𝗥𝗢𝗦𝗦𝗢
È ciò che si legge sull’accendino dell’artista 𝗘𝗿𝗶𝗰 𝗔𝗻𝗱𝗲𝗿𝘀𝗲𝗻. Un oggetto dalla semplicità disarmante, parte della collezione di Garrera, ma carico di significato: secondo le istruzioni dell’artista, con questo accendino possiamo ridurre in cenere ciò che ci addolora.
Nel nuovo episodio di 𝘐𝘕 𝘊𝘊, Garrera ci guida alla scoperta di questo oggetto che, trasformato in opera d’arte, diventa uno strumento liberatorio. Un modo per dare forma e sfogo alle angosce quotidiane, come solo un artista del calibro di Eric Andersen poteva immaginare.
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Foto dell’opera: collezione Giuseppe Garrera
Introduzione: Marina Pietrocola
Intervento diGiuseppe Garrera
#accendino #art #arte #arteContemporanea #audio #collezione #collezioneDArte #CollezioneGiuseppeGarrera #EricAndersen #GiuseppeGarrera #INCC #LatitudeArtProjects #MarinaPietrocola #operaDArte #podcast #puzzle
IN CC - in conversazione con Giuseppe Garrera · EpisodeEric Andersen: l'accendino (Spotify)
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da un post di Raffaella Battaglini qui
NADINE QUOMSIEH – UN FEMMINISMO CHE NON PUÒ NOMINARE GAZA NON È FEMMINISMO
Di Nadine Quomsieh – 27 aprile 2025
Il femminismo celebra da tempo le vittorie dei “primati”: la prima donna a guidare, ad atterrare su un veicolo spaziale, ad abbattere le barriere costruite da patriarcato. Non sono imprese da poco. Ma cosa succede quando il femminismo diventa fluente nell’ambizione e silenzioso nell’agonia? Cosa succede quando non riesce a trovare il linguaggio per parlare di donne che partoriscono sul pavimento, che si struggono per le fosse comuni, che bolliscono l’erba per nutrire i propri figli, semplicemente perché sono palestinesi?
Sono una femminista. Credo profondamente nel potere, nel coraggio e nella necessità della liberazione delle donne. Ma scrivo anche come donna palestinese, osservando un movimento femminista globale che spesso si libra verso le stelle mentre cammina sulle macerie sotto i suoi piedi.
A Gaza, le donne non chiedono posti nei consigli di amministrazione o missioni su Marte. Chiedono pane, acqua, sapone, un assorbente. Che i loro figli si sveglino la mattina. Se il nostro femminismo non riesce a dare spazio a questa realtà, se non si ferma ad ascoltare le voci sotto le macerie, allora cosa stiamo costruendo, e per chi è veramente?
In un rifugio, una madre ha strappato strisce dal vestito della figlia per usarle come assorbenti. Un’altra le ha foderato le scarpe con del cartone, sanguinando in silenzio, per non macchiare il pavimento. Queste non sono metafore: sono i martedì mattina a Gaza. Eppure, troppo spesso, restano inespresse nelle sale della solidarietà femminista internazionale.
Le donne palestinesi non aspettano di essere salvate. Sono insegnanti, medici, giornaliste, poetesse, assistenti e protettrici della vita. Anche quando le loro case crollano, organizzano file per il cibo, raccontano storie e ricuciono qualsiasi frammento di normalità riescano a trovare. La loro Resistenza non è sempre clamorosa, ma è instancabile. Essere testimoni di tutto questo e continuare a parlare di “emancipazione femminile” senza includerle, questo non è emancipazione. Questo è Cancellazione.
Ci viene detto che il femminismo riguarda la scelta. Ma per molte donne in Palestina, la scelta è stata portata via: non solo dal patriarcato, ma dall’Occupazione, dalla guerra e dal rifiuto del mondo di vederci. Cos’è la libertà di scelta quando non puoi scegliere di fare il bagno a tuo figlio, di andare a scuola o di vivere senza paura?
Questo non è un rimprovero. È una chiamata. Un appello a un femminismo che non ha paura del disagio. Che non distoglie lo sguardo dal sangue sul pavimento perché non può rientrare in una campagna edulcorata. Un femminismo che ricorda le sue radici: Resistenza, Solidarietà, Giustizia, non solo rappresentanza.
Perché il femminismo che non parla quando le donne muoiono di fame sotto assedio non è femminismo. Il femminismo che non piange quando le ragazze vengono estratte dalle macerie non è femminismo. E il femminismo che non sa nominare Gaza non è femminismo. È prestazione.
Quindi chiedo, con amore, non con rimprovero: può il nostro movimento globale estendersi abbastanza da contenere il dolore, la forza e la verità delle donne palestinesi? Può inginocchiarsi accanto a noi, ascoltarci, stare al nostro fianco, non perché siamo impeccabili, ma perché siamo umane?
Perché anche qui vive la lotta. Anche qui inizia la liberazione.
Nadine Quomsieh, femminista e narratrice palestinese, è co-direttrice del Circolo dei Genitori – Forum delle Famiglie. Vive a Betlemme.
Traduzione: La Zona Grigia
Fonte: archive.md/dZBYZ
#femminismo #Gaza #LaZonaGrigia #NadineQuomsieh #Quomsieh
L’intero concetto di femminismo va ripensato alla luce delle lotte (post) coloniali, e soprattutto di eventi come il genocidio a Gaza, altrimenti siamo solo delle borghesucce che si limitano a...www.facebook.com
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condiviso da Overwhelmed:
mastodon.uno/@Overwhelmed/1126…
cfr. showyourstripes.info/l/europe/…
#cambiamentiClimatici #cambiamentoClimatico #clima #emergenzaClimatica
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video.wordpress.com/embed/NkuU…
video da MED facebook.com/100075239962413/v…
slowforward.net/2025/04/26/sel…
#Gaza #genocide
#genocidio #Palestine #Palestina
#warcrimes #sionismo #zionism
#starvingpeople #starvingcivilians
#iof #idf #colonialism #sionisti
#izrahell #israelterroriststate
#invasion #israelcriminalstate
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#vonderleyen è uno dei prodotti più scadenti del marciume occidentale.
dà solidarietà a #izrahell per gli incendi e tace su #Gaza .
la storia è già scritta, e queste #infamie ne fanno parte a pieno titolo.
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Renata Morresi:
Dunque, con calma, vagliando ogni sintagma: ieri notte, in acque internazionali, dei #droni da guerra, forse mandati dal governo di #israele , hanno attaccato una nave con #aiutiumanitari diretta verso un luogo dove non c'è più cibo, acqua, elettricità, medicine, ecc., #Gaza . Ripeto: AIUTI UMANITARI - PER GAZA - BOMBARDATI - DA DRONI - IN ACQUE INTERNAZIONALI. Quando apriremo gli occhi su quello che stanno facendo il criminale #Netanyahu & i suoi complici? Per quanto tempo ancora potremo assecondare questo scempio? Potremo dire che non sapevamo? Che non arrivavano immagini o notizie? Che non conoscevamo i #genocidi ? Né i #criminidiguerra ? Come faremo a parlare di umanesimo? Di studiare la storia per non ripeterla? Come faremo a credere ai 'valori cristiani' o 'occidentali'? All'uguaglianza e all'equità? Al progresso e alla civiltà europea? Come faremo a guardarci allo specchio?
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#sionismo #papa #papafrancesco #sionisti #Palestina #Gaza #genocidio
il genocidio ha la sua solerte #scortamediatica
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L’Italia sprofonda al 49° posto nella classifica mondiale della #libertà di #stampa. Il peggior risultato tra tutti i Paesi dell’Europa occidentale.
Peggio della Slovacchia di Fico. Peggio del regno di Tonga. Peggio della Macedonia del Nord.
E no, non è un caso. Né un’eredità del passato. A dirlo è #ReporterSansFrontières : «Sì, è colpa del #governo Meloni. Ha contribuito in modo cospicuo al peggioramento della #libertà dei #media ».
Lo ha fatto con le pressioni politiche sulla #Rai. Con le #querele temerarie contro le testate più #critiche . Con la #leggebavaglio . Con le #intimidazioni ai #cronisti . Con i tentativi di minare la #segretezza delle fonti. E perfino con episodi di #sorveglianza come il caso #Paragon che ricordano – parole loro – gli #abusi dell’Ungheria e della Grecia.
Nel 2023 eravamo già finiti nella lista nera dei “Paesi problematici”. Nel 2024 siamo scesi di altri cinque posti. E ora, nel 2025, l’Italia scivola ancora.
Ma tranquilli, #TeleMeloni non esiste.
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oggi, 2 maggio 2025, allo Studio Campo Boario (viale Campo Boario 4a)
SERATA TINO FRANCO
proiezioni a partire dalle ore 17
introduzione di Daniela Giombini e Francesco Ramon Franco
nel contesto di piramide channel special edition, a cura di
Francesco Ramon Franco, Alberto D’Amico, Raffaele Brunetti,
Bruno Lo Turco, Massimo Martella
#AlbertoDAmico #archivi #art #arte #audiovideo #BrunoLoTurco #cinema #DanielaGiombini #film #FrancescoRamonFranco #ItalianiNelloSpazio #MassimoMartella #omaggioATinoFranco #PercepireLInvisibile #PiramideChannel #piramideChannelSpecialEdition #proiezione #proiezioni #RaffaeleBrunetti #StudioCampoBoario #TinoFranco #video
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grazie a tutti i sostenitori di slowforward/differx, che attraverso ko-fi e paypal in questi giorni hanno offerto e stanno offrendo contributi fondamentali per la continuazione di un lavoro quotidiano che compie nel 2025 ventidue anni.
il progetto è quello di non smettere mai di informare, e condividere materiali, testi, prose, postpoesia, file video e audio di incontri, link, aggiornamenti, notizie, podcast, pdf, immagini, ricostruzioni storiche, articoli e saggi negli ambiti consueti delle scritture di ricerca, dell’arte e musica contemporanea, della scrittura asemica, della ‘web weirdness’, dell’anarchismo e del Movimento, dei movimenti, del sostegno alla causa palestinese, oltre che di tutte quelle zone meno esplorate della rete, estranee al mainstream e contrarie a quei fascismi e razzismi reali e metaforici che questo tratto di storia sembra moltiplicare.
differx è un demoltiplicatore, slowforward accumula vie di fuga, battaglia e contrattacco.
il terreno dei linguaggi, del linguistico, per sua natura è e sempre sarà eracliteo, imprendibile e – parallelamente – presente e già altrove.
chi di tanto in tanto vorrà unirsi all’attività, è sempre invitato a spedire e proporre materiali e idee, o semplicemente a contribuire con un caffè alla veglia interminabile del sito e di tutti i suoi canali e addenda.
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slowforward – pur con tutte le sue imperfezioni e contraddizioni – sollecita tutti a evitare, per quanto possibile, i canali generalisti (soprattutto twitter, threads e facebook) e ad andare semmai alla fonte dei materiali, privilegiando piattaforme di condivisione presenti nel #fediverso o che comunque limitano le separazioni interne alle comunità, ed evitano o proprio cancellano del tutto l’invadenza pubblicitaria, lo #shadowbanning , la #censura , gli algoritmi demenziali, le violazioni della (o i comportamenti leggeri in tema di) #privacy
#111 #addenda #aggiornamenti #anarchia #anarchismo #antirazzismo #art #arte #arteContemporanea #audio #caffè #canaliDiDifferx #contribuire #contribuireASlowforward #contribute #differx #fileVideo #Gaza #idee #immagini #koFi #link #mainstream #materiali #movimenti #Movimento #musicaContemporanea #musicaSperimentale #notizie #offrimiUnCaffè #Palestina #paypal #paypalMe #pdf #podcast #politica #slowforward #sostenere #sostenereSlowforward #sostieniSlowforward #testi #vegliaInterminabile #webWeirdness
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fanpage.it/politica/gaza-mozio…
una incredibilmente positiva (benché ultra-ritardataria) mozione collettiva di PD, 5stelle e AVS per il riconoscimento dello Stato di Palestina, e non solo.
#5stelle #AVS #bambini #children #Cisgiordania #coloni #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelteroriststate #izrahell #M5S #massacri #ostaggi #Palestina #Palestine #PD #prigionieri #riconoscimentoDelloStatoDiPalestina #settlers #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #StatoDiPalestina #warcrimes #WestBank #zionism
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globalist.it/world/2025/04/30/…
globalist.it/world/2025/04/30/…
(“ormai 160 Stati hanno riconosciuto la Palestina”)
#160StatiRiconosconoLaPalestina #Cisgiordania #Gaza #GerusalemmeEst #GranBretagna #Irlanda #Norvegia #Spagna #StatoDiPalestina #UK
Il Regno Unito è in trattative con Francia e Arabia Saudita sul possibile riconoscimento dello Stato di Palestina in occasione di una conferenza prevista per giugnoglobalist (Globalist.it)
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cittadinanza, diritti, lavoro
#89Giugno #cittadinanza #diritti #lavoro #referendum
REFERENDUM CITTADINANZA Grazie a questo referendum verranno ridotti da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza italiana che, una […]Referendum Cittadinanza
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venerdì 2 maggio 2025, allo Studio Campo Boario (viale Campo Boario 4a)
SERATA TINO FRANCO
proiezioni a partire dalle ore 17
introduzione di Daniela Giombini e Francesco Ramon Franco
nel contesto di piramide channel special edition, a cura di
Francesco Ramon Franco, Alberto D’Amico, Raffaele Brunetti,
Bruno Lo Turco, Massimo Martella
#AlbertoDAmico #archivi #art #arte #audiovideo #BrunoLoTurco #cinema #DanielaGiombini #film #FrancescoRamonFranco #ItalianiNelloSpazio #MassimoMartella #omaggioATinoFranco #PercepireLInvisibile #PiramideChannel #piramideChannelSpecialEdition #proiezione #proiezioni #RaffaeleBrunetti #StudioCampoBoario #TinoFranco #video
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slowforward.net/2025/04/28/can…
i canali di slowforward
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Specchio Mondadori. c’è bisogno di spiegazioni?
bastano i chiodi in copertina.
un callido estratto:
Oh vita, te ne prego
abbi con me la mano
leggera.
Non accanirti contro chi ti ha amato
tanto e senza ragione,
come sempre chi ama amare deve.
D’ora in avanti scendi neve
sui miei capelli già bianchi
e come il vento l’erba
accarezza i miei fianchi.
Lascia che si rimarginino
tutte quelle ferite
che tu mi hai procurato
e non aprirne di nuove.
Poiché fa presto sera,
tu leggera, leggera
abbi con me la mano.
Vedi in che stato sono.
Eppure ti amo ancora.
Eppure ti perdono
Specchio, vedi un po’ tu in che stato sei
#2025 #Conte #GiuseppeConte #poesia #poesiaSiFaPerDire #SpecchioMondadori
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BartNicolotti
in reply to slowforward • • •Per la prima volta ad un #referendum l' #8/9giugno 5 milioni di #fuorisede per motivi di studio, lavoro o cura che sono il 10% del corpo elettorale possono votare nel comune di domicilio, ma devo i fare domanda entro #4maggio. Fondamentale per il #quorum 50% #referendum2025
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