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derek beaulieu: no more poetry


download a PDF of Please, No More Poetry: The Poetry of derek beaulieu (Kit Dobson, ed.) derekbeaulieu.wordpress.com/20…

#DerekBeaulieu #essay #experimentalWriting #KitDobson #noMorePoetry #noPoetry #pdf

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"Scorrendo la lunga lista di capi di stato e di governo, di intellettuali e di opinionisti che si sono indignati per il trattamento ricevuto da Zelensky, si fatica a trovarne qualcuno che abbia espresso sentimenti simili mentre Israele faceva a pezzi regole e principi massacrando donne e bambini in Palestina. Gli inviti a «scendere in piazza» in difesa dei «nostri valori» stridono in modo insopportabile dopo Gaza. Che pochi si siano posti il problema di questo «doppio standard» giuridico e morale nelle classi dirigenti europee e occidentali è un sintomo che non lascia presagire nulla di buono per il futuro"

(Mario Ricciardi, "il manifesto")


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oggi, 3 marzo, per ‘il club del libro’, nello spazio yt e fb ‘la finestra di antonio syxty’: “quasi tutti”, di marco giovenale



cliccare per ingrandire

per “Il club del libro”, OGGI, 3 marzo, alle ore 21:00
@ La finestra di Antonio Syxty (Youtube & Facebook)
Luigi Severi, Massimiliano Manganelli, e Antonio F. Perozzi
(ri)leggono (e parlano di)

QUASI TUTTI


microtensori e prose in prosa 2008–2010–2018

Copertina di "Quasi tutti", di Marco Giovenale

(prose in prosa di Marco Giovenale,
Polìmata, 2010; ediz. definitiva Miraggi 2018)

evento facebook:
facebook.com/events/1694948924…

informazioni & link vari:
slowforward.net/2018/11/20/lin…

slowforward.net/wp-content/upl…
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#AntonioFPerozzi #LaFinestraDiAntonioSyxty #LuigiSeveri #MassimilianoManganelli

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pod al popolo, #055, “erano in pericolo”, brano da “quasi tutti” (2010, 2018), audio su rai radiotre, 21 mar. 2011


Nella giornata della poesia dell’ormai pleistocenico 2011, su Rai RadioTre vennero trasmessi vari audio, tra cui un frammento da Erano in pericolo, sequenza interna a Quasi tutti, di MG (Polìmata 2010, poi ediz. definitiva Miraggi 2018). Lo si riprende con misurata stupefazione qui su Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimofail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

slowforward.wordpress.com/wp-c…_

Quasi tutti (Miraggi, 2018)
miraggiedizioni.it/prodotto/qu…

#audio #EdizioniMiraggi #laTemibileGiornataDellaPoesia #Miraggi #MiraggiEdizioni #mp3 #PAP #pap055 #pap055 #podAlPopolo #podcast #prosa #prosaBreve #QuasiTutti #Radio3 #RadioTre #RaiRadio3 #RaiRadioTre #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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rossana apicella: giancarlo pavanello e il ‘teatro itinerario’ (1977)


cliccare sulle immagini per ingrandirle.

grazie a Giancarlo Pavanello per il prezioso materiale

#art #arte #GiancarloPavanello #IlGruppoTeatroItinerario #RossanaApicella #teatro #TeatroItinerario

Questa voce è stata modificata (9 mesi fa)

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è online il podcast “matteotti e gli altri”, a cura della fiap, federazione italiana associazioni partigiane


MATTEOTTI E GLI ALTRI

podcast disponibile gratuitamente su https://www.letteraicompagnirivista.com/matteotti-e-gli-altri/

a cura della Federazione Italiana Associazioni Partigiane

fiapitalia.it/podcast/

disponibile anche sulle piattaforme Spotify, Amazon Music, Apple Podcast, Spreaker

L’iniziativa è realizzata dalla

FIAP – Federazione Italiana Associazioni Partigiane e dalla Fondazione Aldo Aniasi

#antifascismo #FederazioneItalianaAssociazioniPartigiane #Fiap #FondazioneAldoAniasi #GiacomoMatteotti #Matteotti #Partigiani #podcast

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il silenzio degli intellettuali: articolo di roberta de monticelli sul ‘manifesto’ del 17 feb. 2025


C’è qualcosa di terribile nel silenzio con cui filosofi, giuristi, intellettuali specie accademici assistono oggi non solo alla violazione su larghissima scala, ma all’ostentato ripudio, da parte di molti governi occidentali, dei principi di civiltà enunciati nelle costituzioni rigide delle democrazie e nelle Carte del costituzionalismo globale che la seconda metà del Novecento ha prodotto. A esemplificare questo assunto, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Guerre e politiche di escalation bellica illimitata. Riarmo selvaggio nei programmi della maggior parte dei governi europei, genocidi tollerati alla luce del sole, deportazioni annunciate di interi popoli, respingimenti di massa di migranti e immigrati, detenzioni illegali, razzismo ostentato ai vertici dei governi, attacchi violenti all’indipendenza dei sistemi giudiziari nazionali e al diritto internazionale, asservimento delle politiche pubbliche a enormi concentrazioni di ricchezza privata, privatizzazione dello spazio cosmico, recesso dai pochi vincoli esistenti alla devastazione dell’ecosistema.

Assistiamo del resto – come ai tempi in cui fu scritto il famoso romanzo di Camus, La peste – al contagio inquietante con cui il cinismo della Realpolitik, sdoganata ai livelli di governo in alcuni stati democratici occidentali, si diffonde nella sfera dell’informazione e del dibattito pubblico; e al fenomeno complementare del silenzio, della non-partecipazione, quindi dell’apparente indifferenza che vi risponde.

Ma si può tacere quando su un grande giornale nazionale di tradizione progressista si legge, a proposito del piano trumpiano di deportazione di massa della popolazione di Gaza, che si tratta di una proposta, «fuori dagli schemi», e che da parte europea sarebbe segno di «poco coraggio» non prenderla in considerazione (Molinari, Repubblica 13 febbraio)? Oltre certi limiti cinismo o silenzio e indifferenza, i sintomi più classici della «banalità del male», equivalgono a complicità nei crimini: è il fenomeno che Luigi Ferrajoli chiama «l’abbassamento dello spirito pubblico» e il «crollo del senso morale a livello di mass» (L’ostentazione della disumanità al vertice delle istituzioni e il crollo del senso morale a livello di massa, sito di Costituente Terra).

La domanda che sottende questa angosciata constatazione è: c’è una corresponsabilità del dotto, dello studioso, del “filosofo” in senso lato in questo «abbassamento dello spirito pubblico»? E una risposta è: certamente.

È la lettura puramente politologica che ha prevalso della democrazia, tanto diversa da quella ancora prevalente da Calamandrei al primo Bobbio, e, sul piano globale, nel pensiero che portò alla Dichiarazione Universale del ’48. Un pensiero che sta al polo opposto di quello che, a destra e a sinistra, riduce l’idealità, il vincolo etico in funzione di cui sono progettate tutte le istituzioni democratiche, a ideologia. Cioè a pura retorica di battaglia.

Quel pensiero etico non si è prolungato fra gli intellettuali della guerra fredda prima, e di un atlantismo triumphans poi, ma nei documenti della perestroika e della politica dell’«Europa Casa comune» dello sconfitto Gorbaciov, assai più dei “nostri” leader consapevole della connessione inscindibile fra ordine internazionale e democrazia in ciascuno stato. E pensare che la sciagurata storia della nostra democrazia incompiuta, sempre di nuovo violentemente intimorita, avrebbe dovuto rendercene fin troppo consapevoli.

A proposito di Alleanza atlantica. Giova accostare gli estremi, il grande statista sconfitto e la visionaria che de Gaulle fece confinare in uno stambugio di Londra perché non intralciasse la politica, nel ’43 – e crepasse pure d’inedia e di dolore: Simone Weil. Profetici entrambi. «Nella politica mondiale odierna non c’è compito più importante e complicato di quello di ristabilire la fiducia fra la Russia e l’Occidente», scrisse Gorbaciov (appena prima di morire). «Sappiamo bene che dopo la guerra l’americanizzazione dell’Europa è un pericolo molto grave», scrisse Simone nel suo stambugio. La perdizione dell’Oriente (non solo mediterraneo) è la perdita del passato e dello spirito.

Ciò che accade oggi, e di cui siamo responsabili, è l’esito dell’avvenuta politicizzazione (ovvio, se l’idealità non è che ideologia) di ogni sfera di valori e di norme, dunque in particolare dell’etica e del diritto, una politicizzazione nel senso più arcaico e tribale di “politica”, intesa come sfera delle relazioni amico-nemico e continuazione della guerra con altri mezzi. Un’evoluzione dell’autoritarismo – più ferino e insieme indissociabile dalla tecnologia, e soprattutto radicato ormai nel potere aziendale e digitale, un completo rovesciamento del Leviatano o “stato etico” fascista, un nazismo a guida privata. Dove l’abolizione della differenza fra il vero e il falso avviene in nome della libertà di opinione e di espressione, e con la forza degli algoritmi che governano i social, per cui poi l’attacco allo straccio di stampa che resta sembra ancora quasi onesto: ti bastono perché non mi piace ciò che dici, all’antica.

Intanto il re non riscrive il passato (che importa) ma i nomi sul mappamondo. E noi? Vorrei rispondere con le parole di Raji Sourani, fondatore e direttore del Centro per i diritti umani a Gaza: «Mi sarei aspettato che l’Europa ci chiedesse di rinunciare alle armi. Macché. Ci chiedeva di rinunciare al diritto».

#abbassamentoDelloSpiritoPubblico #AlleanzaAtlantica #CostituenteTerra #dittatura #Gaza #Gorbaciov #ilManifesto #LuigiFerrajoli #Nato #occidente #RajiSourani #Realpolitik #Repubblica #RobertaDeMonticelli #Russia

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pod al popolo, #054, audio completo della presentazione di “oggettistica” @ libreria tomo, roma, 28 feb. 2025


Ieri, 28 febbraio 2025, nella operosa città di Roma, presso la Libreria Tomo, a San Lorenzo, Guido Mazzoni, Fabrizio Pelli e Fabrizio Scrivano hanno presentato OGGETTISTICA, di Marco Giovenale (Tic, 2024), presente & leggente l’autore. La risultante sonora è ascoltabile qui su Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimofail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.

un intervento da me citato nella conversazione: operavivamagazine.org/6070-2/

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informazioni e link sul libro:slowforward.net/2024/04/15/lin…
reading 28 feb 2028

#6070 #Anni70 #anni80 #anniOttanta #anniSettanta #audio #cambioDiParadigma #FabrizioPelli #FabrizioScrivano #Figidaire #FioriFreschi #glitch #GuidoMazzoni #ironia #lettura #libreriaTomo #Linus #MarcoGiovenale #MG #MovimentoDellaPantera #Occupazioni #Oggettistica #ombre #opacità #OperaViva #PAP #pap054 #pap054 #podAlPopolo #podcast #presentazione #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #Tomo #Zut

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gianfranco faina, ludd, settanta/milieu


● in preparazione, nella collana Settanta delle edizioni Mileu: Gianfranco Faina. Difendere la libertà diffondere la libertà ovunque, di Anna Marsilii e Giorgio Moroni

● qui di seguito, un testo di Alfredo Passadore su Ludd a Genova (1969-1971)

[…] [Nel ’68 a genova] poteva accadere che, iscrivendosi a Filosofia, si inciampasse in qualcosa di imprevisto e si venisse finalmente a contatto con qualcuno che lo spirito radicale dei tempi sembrava davvero incarnarlo. Era un gruppo di amici che ruotava attorno a Gianfranco Faina, docente di Storia Moderna, personaggio di spicco della sinistra non allineata. Uscito dal Pci dell’invasione dell’Ungheria, coerentemente radicale ma mai stalinista, Faina aveva dato vita prima al circolo Rosa Luxemburg e poi, ai tempi in cui lo conobbi, alla Lega degli operai e degli studenti, trasformatasi in Ludd. Rispetto alle solite prediche più o meno progressiste e alle critiche su posizioni oltranziste ai partiti tradizionali della sinistra (erano gli anni in cui Pajetta bollava gli studenti di «lupi mannari» e Pasolini si scioglieva in lodi insensate dei giovani poliziotti, a suo dire ben più autentici dei borghesi studenti) i luddisti citavano Paul Cardan, Socialisme ou Barbarie e la prima critica radicale al delirio burocratico sovietico, parlavano di autogestione e soprattutto, per bocca di Mario Lippolis, ironico e sarcastico oratore nelle assemblee di Filosofia, dei situazionisti francesi, gruppo allora sconosciuto ai più e ben lungi dal profluvio di citazioni a sproposito di cui sarebbero diventati vittime in futuro.
Immediatamente attratto da un discorso che finalmente pareva tener conto dello spirito dei tempi, e del nuovo che prepotentemente si affacciava, ricordo ancora i consigli non richiesti di qualche compagno di allora che suggeriva di non prestar loro ascolto in quanto provocatori, ingenui spontaneisti, predicatori del nulla e via insultando. Fortunatamente non lo feci e venni così a conoscenza di concetti sicuramente cruciali, come quello di critica della vita quotidiana (non aspettiamo la rivoluzione a venire, ma combattiamo già da subito il potere dell’alienazione all’interno delle nostre singole esistenze), di comunismo consigliare (non serve un partito egemone, guida e coscienza, ma piuttosto una miriade di consigli che si autogestiscono e decidono sul loro immediato futuro), di società dello spettacolo (la teoria di Debord sulla spettacolarizzazione della merce e sulle deflagranti conseguenze nelle società contemporanee) di «detournement» (la capacità di rovesciare la realtà, mostrandone in controluce gli autentici significati), di deriva metropolitana (il vagabondaggio creativo che trasforma concretamente il modo di vivere nelle città). Così, mentre all’indomani dell’invasione di Praga da parte dei sovietici, qualcuno arrivava a scrivere che «il socialismo si difende anche con i carri armati», mentre tanti inneggiavano al libretto rosso e alla «rivoluzione culturale», che altro non era se non una spietata epurazione voluta dallo strapotere maoista, i luddisti, in modo ironico e giocoso, lanciavano le loro provocazioni, dimostrandosi eccentrici rispetto a tanto neo conformismo di maniera.
Oltre all’Internazionale situazionista, si leggevano «Do It» di Jerry Rubin che raccontava le forme creative della lotta alle lobby negli Usa, i romanzi di Victor Serge che descrivevano dall’interno l’incubo staliniano, si pubblicava un opuscolo sulla cui copertina campeggiava ironicamente il motto «Il lavoro rende liberi» del lager di Aushwitz. E nella sede di Ludd in via San Luca, nel triennio in cui Ludd ebbe vita dal ’69 fino al ’71, transitavano personaggi dello spessore di Giorgio Cesarano, poeta anarchico e analista attento della contemporaneità, Mario Perniola, allora responsabile della rivista «Agar Agar», Jacques Camatte, a sua volta editore di «Invariance», divenuto poi psicogeografo e sostenitore di soluzioni assai simili a quelle pensate dai comontisti, mentre si allacciavano rapporti con gruppi milanesi, torinesi e romani.
A Roma, nella sede del Film Studio 70 di Amerigo Sbardella e Annabella Miscuglio, ricordo fumose riunioni interrotte dal passare di bellezze eteree succintamente vestite, accolte da improvvisi e attenti silenzi. E il sapore dolciastro e intenso di un «fumo» mai provato fino allora. Circolo e abitazione sorgevano a Trastevere, a pochi passi da Regina Coeli e disponevano di una sala dove si proiettavano film dell’avanguardia internazionale, tutto aveva orari assurdi e ti faceva sentire terribilmente provinciale.
Tra i gruppi amici quello dei torinesi spiccava per il radicalismo non solo predicato ma apparentemente anche duramente praticato. Editavano una rivista, «Acheronte»: il «fiume infernale si è rimesso in moto» procedendo spedito verso la rivoluzione, e avevano dato vita all’Organizzazione consigliare, in linea con le teorie di autogestione praticate anche a Genova. Il personaggio di spicco, Riccardo D’Este, era stato allora in galera e si diceva fosse stato tra i protagonisti della rivolta carceraria delle Nuove. Aveva fama ambigua, perché da sempre molti lo accusavano apertamente di essere un provocatore, addirittura, sosteneva qualcuno, un cripto fascista mascherato da gauchista. Quando finalmente comparve a Genova, lo fece in occasione di uno spettacolo teatrale recitato tra i vicoli del centro storico, il «Genovese Liberale» credo si intitolasse, e Riccardo e i suoi proposero di parteciparvi direttamente, trasformandolo dall’interno in una provocazione in presa diretta. Fu divertente, a tratti anche pericoloso, perché in qualche occasione si rischiò quasi il linciaggio. Per i torinesi il concetto di critica della vita quotidiana diventava spesso e volentieri un processo immediato alla vita di ogni giorno dei singoli individui: com’era possibile definirsi rivoluzionari e continuare a praticare il tran tran quotidiano come se nulla fosse? Tra i luddisti genovesi vigeva in effetti una stretta divisione tra vita famigliare e dimensione politica, le donne non partecipavano alle attività del gruppo e raramente venivano coinvolte, se si eccettuano i membri più giovani che invece tendevano a vivere tutto in coppia. D’Este al proposito aveva buon gioco nella sua critica radicale, anche se spesso i toni cadevano nell’eccesso e si facevano violenti, finendo per impaurire più che convincere. […]

● Tratto da: Gli anni del ’68. Voci e carte dall’Archivio dei Movimenti, il canneto editore, Genova 2017. (Si ringrazia).

#AlfredoPassadore #AnnaMarsilii #anni60 #Anni70 #anniSessanta #anniSettanta #collanaSettanta #DifendereLaLibertà #diffondereLaLibertà #EdizioniMilieu #Genova #GianfrancoFaina #GiorgioMoroni #Ludd #Milieu #Settanta

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14-23 marzo 2025, roma, studio campo boario: “in itinere. pratiche di scrittura asemica”, 50 opere di fabrizio m. rossi in mostra

STUDIO CAMPO BOARIO, ROMA


Fabrizio M. Rossi, In itinere. Pratiche di scrittura asemica. Cambiaunavirgola, Roma 2025.

Fabrizio M. Rossi
In itinere. Pratiche di scrittura asemica
50 opere in mostra
a cura di Marco Giovenale

con catalogo
edizioni cambiaunavirgola, roma
cfr. anche facebook.com/InItinereScrittur…

Studio Campo Boario
Roma, 14-23 marzo 2025

viale del Campo Boario, 4/a
(Ostiense, Piramide)

*
incontri col pubblico

inaugurazione
venerdì 14 marzo 2025 ore 17,30

in itinere: colloquio sulle scritture asemiche
con
silvia bordini, alberto d’amico, ada de pirro, giuseppe garrera, marco giovenale, fabrizio m. rossi
domenica 16 marzo 2025 ore 17,30

chiusura
domenica 23 marzo 2025 ore 17,30

ingresso libero

*
visitabile su appuntamento
06 86329653

#AdaDePirro #asemic #asemicWriting #asemics #Cambiaunavirgola #FabrizioMRossi #FabrizioRossi #GiuseppeGarrera #inItinere #MarcoGiovenale #mostra #PasqualePolidori #praticheDiScritturaAsemica #scritturaAsemica #SilviaBordini #StudioCampoBoario

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oggi, 28 febbraio, a roma, libreria tomo: presentazione di “oggettistica”, di mg (tic edizioni, 2024)


rassegna
cliccare per ingrandire

a Roma, OGGI, venerdì 28 febbraio, alle ore 18:30
nel contesto della rassegna ‘Fiori freschi’
[color="#ff0000"]OGGETTISTICA, di Marco Giovenale @ Libreria Tomo[/color]
(via degli Etruschi 4-14)
con Guido Mazzoni, Fabrizio Scrivano, Fabrizio Pelli
presente & leggente l’autore

evento facebook:
facebook.com/events/6434323748…

*

il libro:
ticedizioni.com/products/ogget…

link e informazioni:
slowforward.net/2024/04/15/lin…

libreriatomo.com/

*

colonna sonora:

youtube.com/embed/Zts332Y-nyg?…

sintesi:

slowforward.net/wp-content/upl…

#cambioDiParadigma #criticaLetteraria #FabrizioPelli #FabrizioScrivano #FioriFreschi #GuidoMazzoni #JimiHendrix #kritik #libreriaTomo #MarcoGiovenale #Oggettistica #presentazione #prosa #ProsaInProsa #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #ThirdStoneFromTheSun #Tic #TicEdizioni #Tomo #TomoLibreria

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sul rifiuto dell’italia neofascista di riconoscere lo stato di palestina


21 feb. 2025

lo stato italiano, ormai una vera fogna a cielo aperto, tocca il punto più basso della sua vicenda, simile alla sua storica alleanza coi nazisti e alla complicità nello sterminio degli ebrei nel secolo scorso.

lo stato italiano (presidente e governo in sintonia) rifiuta di riconoscere lo stato di Palestina, e conferma così il proprio favore verso il genocidio in corso, oltre che verso le occupazioni sioniste illegali che da decenni rubano spazio e vita ai Palestinesi legittimi abitanti di Cisgiordania e Gerusalemme.

lo stato italiano è pienamente complice di atti criminali continuati di distruzione e furto di terre e abitazioni e risorse naturali, uccisioni di civili, pulizia etnica, apartheid, genocidio, progressivo annientamento e deportazione di un popolo.

questo stato italiano, figlio di stragi nazifasciste e neofasciste, e complice di stragi in atto, non rappresenta che una parte dei suoi cittadini, una parte ignorante o criminale. questo stato non mi rappresenta.

MG

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le tre immagini del post vengono da insideover :
instagram.com/p/DGTSfLvusjF/

#aparheid #Cisgiordania #fascismo #genocidio #Gerusalemme #governo #neofascismo #Palestina #presidente #puliziaEtnica #razzismo #StatoDiPalestina #StatoPalestinese #stragi

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18thousand children killed by izrahell


Sorry (REALLY, SINCERELY SORRY) for the Bibas children. I only show here one of the last victims of the #genocide #israel is committing. She was 2 months old. Her name is Sham Youssef Al-Shambar.
She is the 18000th victim. (But we all know that by saying 18 thousand we are underestimating the real number of Palestinian children killed by israel).

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3 marzo, per ‘il club del libro’, nello spazio yt e fb ‘la finestra di antonio syxty’: “quasi tutti”, di marco giovenale



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per “Il club del libro”, il 3 marzo, alle ore 21:00
@ La finestra di Antonio Syxty (Youtube & Facebook)
Luigi Severi, Massimiliano Manganelli, e Antonio F. Perozzi
(ri)leggono (e parlano di)

QUASI TUTTI


microtensori e prose in prosa 2008–2010–2018

Copertina di "Quasi tutti", di Marco Giovenale

(prose in prosa di Marco Giovenale,
Polìmata, 2010; ediz. definitiva Miraggi 2018)

evento facebook:
facebook.com/events/1694948924…

informazioni & link vari:
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#AntonioFPerozzi #LaFinestraDiAntonioSyxty #LuigiSeveri #MassimilianoManganelli

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morceau de bleu / barbara de dominicis, alessandro ciccarelli, cristian maddalena. 2025


youtube.com/embed/pWtH5wTn_oQ?…

𝑴𝑶𝑹𝑪𝑬𝑨𝑼 𝑫𝑬 𝑩𝑳𝑬𝑼
𝑩𝒂𝒓𝒃𝒂𝒓𝒂 𝑫𝒆 𝑫𝒐𝒎𝒊𝒏𝒊𝒄𝒊𝒔, 𝑨𝒍𝒆𝒔𝒔𝒂𝒏𝒅𝒓𝒐 𝑪𝒊𝒄𝒄𝒂𝒓𝒆𝒍𝒍𝒊, 𝑪𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒂𝒏 𝑴𝒂𝒅𝒅𝒂𝒍𝒆𝒏𝒂
𝑩𝒂𝒓𝒃𝒂𝒓𝒂 𝑫𝒆 𝑫𝒐𝒎𝒊𝒏𝒊𝒄𝒊𝒔, voice, live electronics
𝑨𝒍𝒆𝒔𝒔𝒂𝒏𝒅𝒓𝒐 𝑪𝒊𝒄𝒄𝒂𝒓𝒆𝒍𝒍𝒊, trombone, live electronics
𝑪𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒂𝒏 𝑴𝒂𝒅𝒅𝒂𝒍𝒆𝒏𝒂, shamisen, live electronics

“𝘚𝘶𝘱𝘱𝘰𝘴𝘦 𝘐 𝘸𝘦𝘳𝘦 𝘵𝘰 𝘣𝘦𝘨𝘪𝘯 𝘣𝘺 𝘴𝘢𝘺𝘪𝘯𝘨 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘐 𝘩𝘢𝘥 𝘧𝘢𝘭𝘭𝘦𝘯 𝘪𝘯 𝘭𝘰𝘷𝘦 𝘸𝘪𝘵𝘩 𝘢 𝘤𝘰𝘭𝘰𝘳. 𝘚𝘶𝘱𝘱𝘰𝘴𝘦 𝘐 𝘸𝘦𝘳𝘦 𝘵𝘰 𝘴𝘱𝘦𝘢𝘬 𝘵𝘩𝘪𝘴 𝘢𝘴 𝘵𝘩𝘰𝘶𝘨𝘩 𝘪𝘵 𝘸𝘦𝘳𝘦 𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯”
𝘔𝘢𝘨𝘨𝘪𝘦 𝘕𝘦𝘭𝘴𝘰𝘯, 𝘉𝘭𝘶𝘦𝘵𝘴

Suspended between concert form and installation performance, Morceau de bleu is a work in progress that arises from the collaboration of sound artists Barbara De Dominicis, Alessandro Ciccarelli, and Cristian Maddalena, in an open, ever-changing dialogue freely inspired by Maggie Nelson’s poetic horizon.

Bluets serves as the premise for a profound sonic investigation, anchored in a fragmented and multifaceted poetic language. It offers a perceptual experience that, like an ideal score, leads the audience to explore a liminal dimension of the self, shifting between active acoustic reception and surrender, between dreaming and waking.

Video recorded on January 26, 2025, at Francesco Ziello’s Stanze Sonore at Recherche.
Set design and lighting by Vittoria Faro, video footage by Francesco Ziello, audio and video editing by Alessandro Ciccarelli,
Barbara Ded, Cristian Maddalena

#improvisation #newmusic

#AlessandroCiccarelli #BarbaraDeDominicis #concert #concerto #CristianMaddalena #FrancescoZiello #improvisation #improvisedMusic #improvvisazione #installationPerformance #live #liveElectronics #MaggieNelson #MorceauDeBleu #music #musica #musicaDImprovvisazione #newMusic #newmusic #recherche #shamisen #sonicInvestigation #StanzeSonore #trombone #VittoriaFaro #voice

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appena rientri nella loro sintassi… / differx


appena rientri nella loro sintassi, nella loro grammatica, nei loro metri e temi, sei fottutə.
per questo non bisogna mai smettere di uscirne, svicolare, deviare.

Deleuze direbbe deterritorializzarsi.

e la sovversione, qualsiasi disobbedienza, qualsiasi intralcio e spin di situazione, qualsiasi deriva e flânerie, glitch e disturbo, non può che essere giocoforza anche di natura linguistica. direi anzi: primariamente di natura linguistica.

mastodon.uno/@differx/11406598…

#111 #dérive #Deleuze #deriva #deviazione #disobbedienza #flânerie #glitch #grammatica #sintassi #sovversione


appena rientri nella loro sintassi, nella loro grammatica, nei loro metri e temi, sei fottutə.
per questo non bisogna mai smettere di uscirne, svicolare, deviare.

Deleuze direbbe deterritorializzarsi.

e la sovversione, qualsiasi disobbedienza, qualsiasi intralcio e spin di situazione, qualsiasi deriva e flânerie, glitch e disturbo, non può che essere giocoforza anche di natura linguistica. direi anzi: primariamente di natura linguistica.

*
#flanerie #derive #deleuze #glitch #deviazione


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dalla (ventura) ‘ahida’: due ritorni di interviste ad alberto grifi


● ahida – comparto «selfie da zemrude»: Due interviste ad Alberto Grifi

● Prima intervista di Carlo Silvestro ad Alberto Grifi, in «Re Nudo», gennaio-febbraio 1976

47 film con la stessa storia

Carlo Silvestro: Intanto sarà bene che tu ci metta su uno straccio di biografia, tipo: com’erano i film che hai fatto prima di realizzare con Gianfranco Baruchello «Verifica incerta»?

Alberto Grifi: Allora: fotografo, operatore, effetti speciali, pittore, regista di caroselli, sceneggiatore, fotografia agli aeroplani e tutti i mestieri che fanno gli schiavi dell’industria dello spettacolo. Poi, dopo i cortometraggi con Maulini per Zavattini, primo film che è andato in giro «Verifica incerta», realizzato con Baruchello, film che ha girato tutto il mondo per dieci anni e adesso è stato reinventato, non mi ricordo da chi… hanno inventato il film-collage… due o tre giorni fa…
Ah… scusa, tu sai tutto del film, ma molta gente no. Allora «Verifica incerta» era un rimontaggio di circa 47 vecchi film di Hollywood che in pratica avevano sempre la stessa storia, erano tutti uguali e perfettamente intercambiabili, c’era perfino un eroe ricorrente, tale Eddie Spanier che si trovava a lottare con i vichinghi, con gli etruschi, con i faraoni, con i ladri giapponesi, con i marines, con la claque del principe Filippo, con gli indiani, con tutti.
L’idea di Baruchello sul film era diversa dalla mia, lui ha scritto un bellissimo libro di ipotetiche lettere che i personaggi si scrivevano tra di loro, mano a mano che io cambiavo il montaggio. Una specie di epistolario impossibile, non so, per capirci, Toro Seduto che scrive ad Attila ecc. Invece dal mio punto di vista il film era una specie di autoterapia. Ero pieno di anfetamina a quei tempi e usavo questi pezzi di film come test reattivi per fare un certo tipo di trip sulla falsariga di quello che succedeva «realmente»; per esempio affidavo a una persona vera che conoscevo un certo personaggio del film cercando poi di inventare un montaggio che gli corresse appresso nelle sue avventure reali, per cui tutti gli amici erano magicamente manipolati in moviola. Poi il film è diventato un’avventura di stile e come terapia è fallito, anzi lo hanno preso per un film comico…

● Seconda intervista ad Alberto Grifi, in «Fantazaria», nn. 3-4, gennaio-febbraio 1967

Un mediometraggio del delirio ironico

Alberto Grifi è nato a Roma il 29 maggio 1938. IL suo primo mediometraggio è «Nonotte», girato con Beppe Lenti e distrutto dalla produzione poiché la sceneggiatura veniva modificata nottetempo dagli autori, durante la lavorazione (1961). Un breve film del 1962, un ritratto comportamentale di una ragazza, è conservato in un cassetto per essere usato in futuro come flashback. Dal 1961 Grifi conduce una documentazione fotografica sulla scrittura. Nel 1964 «Verifica incerta», montaggio da 150.000 metri di vecchi film celebri, con Gianfranco Baruchello, proiettato per la prima volta a Parigi nel maggio 1965. Ha girato dei pezzi per l’«Amleto» di Leo De Berardinis e Perla Peragallo, che deve andare in scena. Sta portando a termine «Transfert per kamera» (uno dei bandi di «Virulentia», proposta di uscita dal teatro di Aldo Braibanti) iniziato nell’ottobre 1966. Ha girato da pochi giorni «Regressione da Kamera (No stop grammatica)», un happening durato 12 ore durante il quale ha anche provocato lo «Svezzamento per background», che costituirà la colonna sonora della «Regressione».

N. B. – I doppi sono tutte le inquadrature della stessa azione scenica ripetuta. Vengono scelti o scartati in sala di proiezione dal regista e dalla segretaria di edizione, in funzione delle loro varianti. I tagli e i fermi di macchina sono quelle parti della scena (prima del ciak, dopo lo stop, e i pochi fotogrammi per il controllo della velocità della pellicola) che il regista e la ragazza passafilm scartano in moviola scegliendo inizio e fine all’interno della lunghezza del girato (vi si possono vedere il ciacchista, il parrucchiere in fuga, il sasso di gommapiuma, il morto in piedi, tutto ciò che nella convenzione scenica è individuato come errore e accessorio, il ritoccatore di piaghe, se piove un ombrello e un inserviente in più, o qualcuno rifà il letto ecc.).

Domanda: Ritiene che ci sia una differenza di valore morale tra il rapporto completo e il rapporto incompleto?

«Verifica incerta» è nata come ricerca dei motivi estranei alla premeditazione e come autoterapia, eleggendo a test reattivo 150.000 metri di film celebri.

Domanda: Ritiene che la censura cinematografica italiana assolva soddisfacentemente il suo compito o pensa che sia troppo lassista o intollerante?

Uno degli schemi di montaggio della «Verifica» è ricavato sulla falsariga di alcuni test usati per l’assunzione del personale in fabbrica: rappresentazioni di situazioni mal definite fra personaggi anch’essi imprecisi. L’assumendo – o lo spettatore – credendo di dare un’interpretazione evidente rivela le proprie tendenze profonde… Da quel momento lo spettatore potrebbe essere usato come Censore Innocente. Da questo meccanismo sono nati il Presagio volgare di Eddie Spanier, l’Equivoco di S. H. specialista in controcampi dall’alto, il Ricattato verde, l’Evirazione pre-parto di Webb, il Pelle-rossa triplo sedotto dagli specchi, l’Apertura e Chiusura delle porte a quiz, lo Starter orizzontale, i Piromani egizi che perquisivano la borsa scrotale. Questo procedimento, esteso nel 1966 alla tecnica di ripresa di un film che non è mai uscito, introdusse nell’iter narrativo della sceneggiatura la presenza dei fermi di macchina, i ciak, i paesaggi numerati, i cartellini «esterno notte o alba», le scale dei grigi, i segni obliqui della dissolvenza, gli start del missaggio, i tagli, i doppi ecc.

Domanda: Ha un hobby particolare?

Per sette mesi, durante tutta la lavorazione della «Verifica» mi ero nascosto nello studio di Gianfranco Baruchello; lasciavo circolare strane informazioni, lettere, per stimolare un transfert a distanza e a posteriori dei miei conoscenti su di me, che recuperavo per esempio col rapporto serale del pedinamento di Beppe Lenti, che facevo perseguitare da false telefonate e a cui affidavo quotidianamente a sua insaputa le avventure dei personaggi del film. Ho conservato un foglio di montaggio su carta millimetrata, dove si possono seguire parallelamente alle mosse di Beppe le epopee dei personaggi di cui era stato segretamente nominato controfigura, in una serie di incontri e incidenti di montaggio che si modificavano di giorno in giorno. Altre persone erano state designate coi ruoli di eroe sceneggiante, spettatore inconsapevole ma prevenuto, generico-fuoricampo ecc.

Domanda: Ora è felice?

Il fallimento del film come autoterapia è accertato dall’identificazione della struttura diagnostica in un’operazione di stili che, nel momento in cui definisce la malattia, la mantiene in atto.

Domanda: Che cosa vorrebbe riuscire a modificare, soprattutto, nel suo viso?

Mi propongo di comporre un identikit perigenetico della mia faccia spiando, ad esempio, l’opacizzazione del mio sguardo come fase celebrativa della mimesi con la corazzatura caratteriale del Nemico; il percorso di alcune zone erogene emigrate sotto al colletto; un certo sorriso come contropartita della consapevolezza della permuta della pazzia in miseria e/o viceversa.

Domanda: Per il bagno che cosa usa di preferenza?

Il playback della dispnea, rimozione biologica della lotta per l’ossigeno, nel doppio ruolo di proptero e di astronauta vagante, affoga e oscilla nel prisma ad aberrazione cromatica introiettante, con la frantumazione del fotogramma, l’orizzonte e l’oceano che si prosciuga.

#ahida #AlbertoGrifi #BeppeLenti #CarloSilvestro #cinema #Fantazaria #film #intervista #interviste #mediometraggio #officinaMultimediale #ReNudo #SelfieDaZamrude #VerificaIncerta

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5 marzo, napoli: esplorazione profana di mastodon e del fediverso


5 marzo, h. 15:00, Napoli, dipartimento di scienze politiche della Federico II.
Con lx amichx dei Game of tech, si parlerà di Fediverso, del funzionamento, dei limiti e delle possibilità che offre, attraverso un laboratorio esplorativo di Mastodon.
Si discuterà della colonizzazione di internet da parte delle grandi piattaforme, delle modalità con cui estraggono valore dalla nostra permanenza, degli effetti e delle implicazioni che hanno sul nostro modo di vivere il digitale.

#FEDIVERSO #GameOfTech #Mastodon #piattaforme #social #socialMedia #UniversitàFedericoII

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ceiling painting (yes painting) / yoko ono. 1966

Unfinished paintings and objects, Indica Gallery, November, 1966
Unfinished paintings and objects, Indica Gallery, November, 1966

#art #arte #fluxus #IndicaGallery #objects #UnfinishedPaintings #YokoOno

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dip 043: se israele decide di prendersi un pezzo d’italia, o tutta, e pure casa tua


non è difficile capirlo perfino per un italiano preso a fucilate in testa da sanremo e dalle partite di serie a:

difendi israele e quello che è e quello che fa? prova a mettere insieme un pensiero di senso compiuto, per esempio questo:

se una mattina israele si sveglia e decide che l’italia o un pezzo d’italia è suo, se lo prende e tu non ci puoi fare un cazzo. non solo, ma ti caccia a pedate da casa tua, meglio se stai a piano terra, si fa prima. ti dà una mezz’ora per andartene affanculo. ti mette i mobili per strada, e se alzi un sopracciglio, o anche se non lo alzi, ti spara nello stomaco e ti ammazza moglie e figli. dopodiché ti fotografa come terrorista giustiziato, e repubblica e il corsera ci fanno su un pezzo pieno di indignazione contro di te, antisemita di merda. pensaci, prenditi tutto il tempo che ti serve.

*

tag:
#cazzo #affanculo #merda #sanremo #antisemitismo #israele #sfratto #furto #omicidio

#affanculo #antisemitismo #cazzo #dip #dip043 #dip043 #furto #Israele #merda #omicidio #sanremo #sfratto

Questa voce è stata modificata (10 mesi fa)

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daniel levy’s speech: 300 hours of silence for the thousand children intentionally murdered by israel


video.wordpress.com/embed/ITfj…

“A minute of silence for each of the Bibas children would be appropriate, as would a minute of silence for each of the more than 18,000 Palestinian children murdered in Israel’s devastation of Gaza. That silence would extend to over 300 hours.”

#18000PalestinianChildren #18000PalestinianChildrenKilled #aMinuteOfSilence #BibasChildren #Cisgiordania #DanielLevy #Gaza #genocide #humanity #izrahell #massMurder #Palestina #Palestine #PalestinianChildren #WestBank

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daniel levy’s speech: 300 hours of silence for the thousand children intentionally murdered by israel


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“A minute of silence for each of the Bibas children would be appropriate, as would a minute of silence for each of the more than 18,000 Palestinian children murdered in Israel’s devastation of Gaza. That silence would extend to over 300 hours.”

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28 febbraio, roma: “sumud” – samah jabr in dialogo con il collettivo senzanumero e l’associazione nontantoprecisi



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#collettivoAntipsichiatrico #liberazionePsichica #nontantoprecisi #Palestina #Resistenza #ricostruzioni #SamahJabr #Senzanumero #territorioPalestinese #trauma

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dal quaderno 241, antonin artaud, scrittura analfabeta


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#AntoninArtaud #quaderni #scritturaAnalfabeta

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venerdì 28 febbraio, a roma, presso la libreria tomo, guido mazzoni, fabrizio pelli e fabrizio scrivano presentano “oggettistica” (tic edizioni, 2024)


rassegna
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a Roma, venerdì 28 febbraio, alle ore 18:30,

nel contesto della rassegna ‘Fiori freschi’:

[color="#ff0000"]OGGETTISTICA[/color]


di Marco Giovenale @ Libreria Tomo

(via degli Etruschi 4-14)
con interventi critici di

Guido Mazzoni, Fabrizio Scrivano, Fabrizio Pelli

– presente & leggente l’autore –

evento facebook:
facebook.com/events/6434323748…

*

il libro:
ticedizioni.com/products/ogget…

link e informazioni:
slowforward.net/2024/04/15/lin…

libreriatomo.com/

#cambioDiParadigma #criticaLetteraria #FabrizioPelli #FabrizioScrivano #FioriFreschi #GuidoMazzoni #kritik #libreriaTomo #MarcoGiovenale #Oggettistica #presentazione #prosa #ProsaInProsa #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #TicEdizioni #Tomo #TomoLibreria

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venerdì 28 febbraio, a roma, presso la libreria tomo, guido mazzoni, fabrizio pelli e fabrizio scrivano presentano “oggettistica” (tic edizioni, 2024)


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a Roma, venerdì 28 febbraio, alle ore 18:30,

nel contesto della rassegna ‘Fiori freschi’:

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di Marco Giovenale @ Libreria Tomo

(via degli Etruschi 4-14)
con interventi critici di

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*

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*

colonna sonora:

youtube.com/embed/Zts332Y-nyg?…

sintesi:

slowforward.net/wp-content/upl…

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cb: il mito di narciso


youtu.be/qE2MmIA1DmY?si=id7L55…

#Bene #CarmeloBene #cb #ilMitoDiNarciso #mito #Narciso #teatro

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i “quaderni dei sogni” di luca maria patella: dalla collezione giuseppe garrera all’università di verona


univrmagazine.it/2025/02/24/lu…

Comprendere il rapporto profondo tra arte, psicoanalisi e filosofia. Per rendere omaggio all’opera di Luca Maria Patella, l’ateneo di Verona propone una due giorni di eventi, il 5 e 6 marzo, dedicati alla complessità della produzione dell’artista romano, recentemente scomparso.

Tutto ciò sarà possibile grazie al collezionista Giuseppe Garrera che ha, infatti, deciso di donare i “Quaderni dei sogni” di Luca Maria Patella al Centro di ricerca dell’ateneo Tiresia.

I “Quaderni dei sogni” sono una raccolta di 26 taccuini, redatti dall’artista tra il 1982 e il 2021, nei quali emergono riflessioni, visioni e appunti influenzati dalle sue esperienze psicoanalitiche con Francesco Montanari e Mario Trevi. Garrera, che li aveva ricevuti in custodia dallo stesso Patella, ha voluto affidarli a una struttura che ne garantisse la conservazione e lo studio, sottolineando il legame profondo tra l’opera di Patella e il pensiero di Carl Gustav Jung.

#art #arte #CarlGustavJung #CentroDiRicercaTiresia #CollezioneGiuseppeGarrera #filosofia #FrancescoMontanari #GiuseppeGarrera #Jung #LucaMariaPatella #MarioTrevi #psicoanalisi #QuaderniDeiSogni #UniversitàDiVerona

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nuovo post oggi sul blog ‘esiste la ricerca’: due testi da “superficies” (laboratorio a cura di p. polidori @ teatro litta / accademia di brera)


in ELR - Esiste la ricerca, due testi dal laboratorio "Superficies"
mtmteatro.it/due-testi-da-supe…

Due testi tratti da “Superficies – Materiali di tangenza”, Edizioni Cambiaunavirgola 2025. Curato da Pasquale Polidori, il volume raccoglie materiali operativi scaturiti da un laboratorio di arti visive che si è svolto da aprile a giugno 2024 nella Sala Cavallerizza del Teatro Litta a Milano, e ha indagato il tema delle opere d’arte come spazi di mediazione tra il lavoro artistico e lo sguardo dello spettatore. Il laboratorio Superficies è promosso dall’Accademia di Brera – Scuola di pittura. Hanno partecipato: Chiara D’Alesio, Chiara Degetto, Eleonora Federico, Irene Fraccaro, Alice Galizzi, Matteo Galli, Francesco Gennaro, Sharon Marini, Marlena Moi, Angela Vareschi, Yuxin Wu, Yihan Zhang, Yiyang Zhou. Docenti: Cristina Muccioli, Pasquale Polidori, Domenico Scudero

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davvero la scomparsa di #JimLeftwich lascia un vuoto, una ferita enorme che non si può curare né ignorare. le sue qualità umane incredibili, la sua attività artistica e poetica ... : mastodon.uno/@differx/11405826…