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enzo patti: un contributo su “asemia” (da un saggio di gillo dorfles) + un’annotazione di luigi di cicco

cliccare per ingrandire
Da: Gillo Dorfles, Elogio della disarmonia, Garzanti, Milano, 1986, introduzione, pag. 12.

*

Dorfles individua, e comincia a seguire, le scritture asemantiche dalla fine degli anni Cinquanta. Considerava il lavoro degli scrittori asemantici come un’esigenza – e una ribellione – “incalzata” da una “nostalgia del vuoto” e da “un orrore del pieno”.
Parlava di necessità di ricreare un intervallo. In modo simile, negli stessi anni Barthes desiderava un mondo esentato dal significato, e Cage mirava a una smilitarizzazione del linguaggio.
Il numero di scrittori asemantici dell’epoca è nutritissimo e i nomi sono importanti (Tobey, Twombly, Michaux, Capogrossi, Blank, Lai, Dermisache etc), ma – nonostante questo – a metà degli anni Settanta Dorfles scriveva: “Malauguratamente solo pochissimi intendono questa necessità ‘fisiologica’ del vuoto e della pausa. La maggior parte degli uomini è ancora profondamente ancorata all’errore del pieno e non all’orrore dello stesso”.
Tuttavia il critico era fiducioso in una reazione, auspicava/preconizzava un’inevitabile presa di coscienza collettiva concludendo: “ci troviamo all’alba di una Rivoluzione Asemantica”.

Luigi Di Cicco

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post scriptum (di MG): Dorfles non poteva forse saperlo, ma quell’alba avrebbe iniziato a manifestarsi di fatto e copiosamente (lui ancora in vita) in tutto il mondo, nell’esplosione e irraggiamento, agevolato dalla rete, dell’asemicwriting

#asemia #asemic #asemicWriting #EnzoPatti #GilloDorfles #LuigiDiCicco #rivoluzioneAsemica #scritturaAsemantica #scritturaAsemica

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scritture sul ciglio del significato / luigi di cicco. 2024 [parte prima]


Luigi Di Cicco

Scritture sul ciglio del significato


(parte prima – dicembre 2024)

Gesti monumentali, orme sottili

1959: “Quando nell’immediato dopoguerra Capogrossi […] inventò quegli ‘ideogrammi asemantici’ noti oggi in tutto il mondo, forse non si rendeva conto d’aver creato uno dei primi ‘cifrari magici’ dei nostri tempi”. 1960: “Nei gesti monumentali di Kline, in quelli più dispersi e frenetici di Vedova, in quelli più composti ed ermetici di Hartung, vive l’estrema volontà di dar vita ad una nuova – o resuscitata? – scrittura asemantica”. 1961: “Le composizioni segniche d’un Tobey o d’un Mathieu avevano voluto dire la apertura di nuovi orizzonti di scritture asemantiche ignote all’arte occidentale”. Henri Michaux è autore di “curiose scritture filiformi e concitate – veri alfabeti asemantici”. 1962: Giuseppe Capogrossi ha “una sua scrittura, autonoma, unica nel suo genere, del tutto asemantica, eppure carica di sensi nascosti”. 1964: “Sanfilippo modula con grande finezza i suoi alfabeti asemantici”.
Dalla fine degli anni Cinquanta Gillo Dorfles impiega con insistenza l’espressione scrittura asemantica per indicare segni privi di significato, ma carichi di senso. Si tratta soprattutto di segni pittorici, di una scrittura da atelier. Le tele a volte sono enormi. I movimenti del braccio sono ampi, in alcuni casi tutto il corpo è coinvolto. Lo stile è dato “dalla grafia stessa degli artisti”.
Dorfles torna a utilizzare l’espressione nel 1974 in un saggio dal titolo Le “scritture asemantiche” di Irma Blank: “una sorta di grafia-ortografia, che si vale d’un segno ben individualizzato (con tutte le caratteristiche della personalità di chi lo usa), ma privo, vuoto, scevro, di ogni semanticità esplicita, giacché non è costituito da – né è scindibile in – ‘segni discreti’, in lettere d’un sia pur modificato alfabeto, né in ideogrammi sia pur alterati o neoformati”.
Le dimensioni sono quelle del libro, della lettera, dell’appunto. I fogli registrano piccole oscillazioni, “orme sottili”, scritture domestiche che entrano comodamente in cartelle, riviste, libri d’artista e scatole editoriali.
Le scritture asemantiche sono disancorate dal compito di dover comunicare, veicolare informazioni. Per Dorfles il loro proliferare tra gli anni Cinquanta e Settanta deriva dall’esigenza di porre un arresto all’ipertrofia di segni significanti, dalla necessità di una pausa, dall’urgenza di stabilire un intervallo al flusso ininterrotto di sollecitazioni sensoriali.
In origine l’horror vacui doveva aver spinto gli uomini a segnare le pareti vuote delle caverne, l’horror pleni, adesso, dovrebbe spingere verso la direzione opposta, verso un’interruzione, verso il recupero di un “fattore isolante, diastemizzante tra opera e spettatore, tra opera e opera”.
Per Dorfles “la pagina bianca, la scrittura asemantica, la stessa ‘forma primaria’ alla Sol LeWitt o alla Judd, sono, tutto sommato, le prove evidenti di un’aspirazione al vuoto, alla ricostruzione d’un intervallo. […] Non sarebbe illogico se un’eventuale rivoluzione asemantica facesse seguito a un periodo di eccessi semiologici”.
Una rivoluzione contro la sovrabbondanza di segni e di significati al fine di giungere a “una stagione dove esistano di nuovo ‘segni vergini’ da non catalogare, codici da non decriptare, pagine bianche da non decifrare”.

L’essenza della scrittura

Roland Barthes, scrittura, 1976Roland Barthes, cultore della scrizione, ossia del puro gesto manuale dello scrivere, in più di un’occasione si sofferma sulle scritture illeggibili, “scritture che non possiamo comprendere e delle quali non si può affermare che siano indecifrabili semplicemente perché si situano al di là di ogni possibile decrittazione”. In esse il significante è “libero, sovrano”.
Barthes stesso è autore di contre-écritures che traccia allo scopo di creare qualcosa al di fuori della “trappola del linguaggio”, della “responsabilità fatalmente legata a ogni frase”. Cinque esempi di contre-écritures sono ospitate nel secondo numero della rivista belga Luna-Park (1976), dedicato alle Graphies. Mirtha Dermisache, scrittura, 1970Lo stesso numero riporta una sua lettera del 1971 indirizzata a Mirtha Dermisache: “avete saputo produrre un certo numero di forme, né figurative, né astratte, che potremmo classificare sotto il nome di scrittura illeggibile – il che equivale a offrire ai vostri lettori, non i messaggi e nemmeno le forme contingenti dell’espressione, ma l’idea, l’essenza della scrittura. Niente è più difficile che produrre un’essenza, vale a dire una forma che faccia riferimento esclusivamente al suo nome”.
A proposito di questa lettera, l’autrice argentina dichiarerà: “È stato incredibile, da quel momento ho capito cosa stavo facendo”. Per la prima volta, qualcuno chiamava il suo lavoro scrittura.
Barthes utilizza il termine lettori per riferirsi ai fruitori delle pagine di Dermisache. Lo fa nuovamente poco tempo dopo in un articolo su Cy Twombly, specificando: “dico: lettore, anche se non c’è nulla da decifrare”. Nelle stesse pagine, Barthes torna sul concetto di essenza concentrandosi sul gesto: “A modo suo TW dice che l’essenza della scrittura non è né la forma né l’uso, ma solo il gesto, il gesto che la produce lasciandola trascinare: uno scarabocchio, quasi una sozzura, una negligenza”. Ancora, in un testo su Bernard Réquichot, parlando del suo “testamento illeggibile” Barthes scrive: “per ciò che concerne il suo essere, la scrittura lo trae non dal suo significato (dalla sua funzione comunicativa) bensì dalla rabbia, dalla tenerezza o dal rigore in cui sono tracciate le gambe e le curve”.
Il punto nodale è nella liberazione del segno “tristemente appesantito dal suo significato”, nell’illeggibilità che “lungi dall’essere lo stadio difettivo, o mostruoso, del sistema scrittorio, ne sarebbe al contrario la verità propria”.

Sul ciglio del significato

Alcopley, scrittura, 1954Alfred Lewin Copley, fisiologo ed ematologo, è stato autore di preziose scritture realizzate con lo pseudonimo di Alcopley. Nel 1954, presentando i suoi lavori, il critico d’arte Michel Seuphor scrive: “a differenza della scrittura pratica, che impone un dovere, la scrittura astratta […] è svincolata, il suo contenuto è universale”. Nel 1958, sulla scorta di queste considerazioni, il critico Lawrence Alloway aggiunge: “la nostra aspettativa di significato è stimolata ma non soddisfatta. I segni si librano sul ciglio del significato”.
Come in un’allegoria vuota di Kafka, la scrittura astratta allude in modo persistente a un qualcosa che non c’è. L’illusione di riuscire a mettere a fuoco il significato è ininterrottamente frustrata.
Siamo lettori avidi e instancabili. Nelle scritture astratte il significante si emancipa dal giogo del significato; il nostro occhio, tuttavia, continua ad esserne asservito.

Altalena a bilico

Marco Giovenale, scrittura, 2013Un paradosso: svuotate, alleggerite dal dover significare qualcosa, le scritture asemiche dovrebbero rappresentare la quintessenza della scrittura, eppure rinviano perennemente al disegno. I fruitori – lettori/osservatori – oscillano tra i due poli di un’altalena a bilico. La scrittura è subito individuata, ma essendone impossibile la comprensione si cerca appagamento altrove: nell’osservazione, nel disegno.
Marco Giovenale, che ha coniato il termine drawriting per i propri lavori, appunta: “È l’incerto il territorio dell’asemico, proprio in quanto si fonda su o parte da uno stato di flickering multiplo tra (1) grafia che punta a una lingua, (2) lingua che però non esiste, (3) grafia che torna allora a sé in aspetto di disegno (astratto), (4) disegno che si nega come tale perché (appunto) in origine punta a una lingua, chiudendo così il cerchio”.
Michael Betancourt, nel presentare l’opera di Giovenale, analizza bene l’esitare “sulla soglia del riconoscimento e della lessicalità prima di dissolversi in un’illeggibilità puramente grafica”. Un approdo che è soltanto provvisorio. Le sirene della scrittura sono lì: reclamano centralità, promettono contenuti.
Nel suo saggio su Saul Steinberg, Barthes commenta: “il significato diventa sia un desiderio folle (vogliamo decifrare a tutti i costi), sia un inganno persistente (non c’è nulla da decifrare: si sa, ma ci si ostina)”.
Desiderio folle e inganno persistente sono il motore di un meccanismo perpetuo. La combinazione è instabile, l’altalena continua a oscillare senza sosta:
scrittura/disegno
scrittura\disegno
scrittura/disegno
scrittura\disegno

Un silenzio prolisso

Henri Michaux, scrittura, 1951Una particolare serie lavori asemantici di Henri Michaux viene chiamata dall’autore Movimenti. Michaux ne parla come di “una scrittura inaspettata” dove ci si può esprimere finalmente “lontano dalle parole”. I Movimenti si caratterizzano per la loro singolare somiglianza con un elemento piuttosto diffuso in natura: il lichene Graphis scripta, detto anche lichene della scrittura segreta.
Quest’organismo simbionte ispira il poeta tedesco Hans Magnus Enzensberger: “il lichene si descrive, / si inscrive, scrive / in una scrittura cifrata / un silenzio prolisso: / Graphis scripta”.
Invero, nel Graphis scripta non c’è nulla di segreto e nulla da decifrare. Un lichene asemico per eccellenza: non nasconde codici, non ne ha e non ne vuole.

Graphis scripta

Il piacere del vuoto

Scrive John Cage: “La sintassi, secondo Norman O. Brown, è la disposizione dell’esercito. Quando ci allontaniamo da essa, smilitarizziamo il linguaggio”.
In Empty words, seduto al centro di un palco vuoto, Cage farfuglia incomprensibili lacerti di parole, intervallandoli con lunghi e profondi silenzi. La durata complessiva dell’opera è di circa dieci ore, anche se la divisione in quattro sezioni permette che le esecuzioni durino due ore e mezza. I borbottii non sono che frammenti smembrati di un testo, i Diari di Henry David Thoreau, da cui Cage salva metodicamente solo alcune lettere. Il pubblico è messo in crisi dall’ascolto del testo in frantumi. In Empty words la lingua è sabotata, Cage fa tabula rasa di ogni significato, rende incomprensibile il linguaggio per smilitarizzarlo.
Ma quando avviene la militarizzazione? Avviene da piccoli, tra i banchi di scuola. Per Michel de Certeau “imparare a scrivere è l’iniziazione per eccellenza a una società capitalista e conquistatrice. Si sono dovuti attendere gli effetti inquietanti di un così prodigioso sviluppo affinché cominciassimo a guardare con sospetto la formazione del fanciullo moderno attraverso la pratica scritturale”.
Il critico Giuseppe Garrera parte proprio dalle parole di Norman O. Brown e da una descrizione circostanziata di un’esecuzione di Empty words, al Teatro Lirico di Milano, per affermare che “il sistema scolastico è un sistema di imposizione e di dittatura del significato e delle regole”. Scopo delle istituzioni è rendere la scrittura codificata, conforme. Seduti in banchi allineati, gli studenti imparano a scrivere rispettando rigorosamente le righe dei quaderni. Il dettato, la dettatura. Il diktat, la dittatura.
Per Garrera le scritture asemantiche sono “bande anarchiche di demilitarizzazione del linguaggio”. Un atto profondo di diserzione, di disobbedienza, di opposizione alle convenzioni imposte. Roland Barthes scrive “non c’è attualmente al mondo un luogo istituzionale da cui il significato sia bandito” e sogna un mondo esentato dal significato, come lo si può essere dal servizio militare. Le scritture illeggibili incarnano appieno i desideri di Barthes.

Il 2 dicembre 1977 tra gli spettatori di Cage al Teatro Lirico di Milano è presente anche Roberto Calasso. Racconta l’esperienza in un articolo dal titolo John Cage o il piacere del Vuoto: “una delle malattie più gravi di cui soffriamo è quella del Pieno: la malattia di chi vive in un continuo mentale occupato da un vorticare di parole smozzicate, di immagini stolidamente ricorrenti, di inutili e infondate certezze, di timori formulati in sentenze prima che emozioni. Tutto questo produce molti disastri – ma soprattutto uno, da cui discendono gli altri: la mancanza, l’incapacità di attenzione”.
Pochi mesi prima, giugno 1977, Gillo Dorfles iniziava così un suo articolo: “Ricreare l’intervallo: la pausa, il momento vuoto in un mondo troppo pieno, troppo gremito, troppo affollato, dove l’eccesso di pienezza preclude la vista e la conoscenza dei singoli momenti, oggetti, eventi”. E ancora: “Malauguratamente solo pochissimi intendono questa necessità ‘fisiologica’ del vuoto e della pausa. La maggior parte degli uomini […] è ancora profondamente ancorata all’errore del pieno e non all’orrore dello stesso”. Nonostante tutto, il critico preconizzava un’inevitabile presa di coscienza collettiva: “ci troviamo […] all’alba di una Rivoluzione Asemantica”.

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Luigi Di Cicco, Scritture sul ciglio del significato
(parte prima – dicembre 2024)

NOTE


Gesti monumentali, orme sottili

Gillo Dorfles, “Giuseppe Capogrossi”, in VIII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, cat., De Luca Editore, Roma, 1959

Gillo Dorfles, “Struttura, segno e figura alla XXX Biennale” in aut aut, nr. 59, Edizioni Kairos, Milano, 1960

Gillo Dorfles, Ultime tendenze nell’arte d’oggi, Feltrinelli Editore, Milano, 1961

Gillo Dorfles, L’alfabeto di Capogrossi (saggio introduttivo), All’Insegna del Pesce d’Oro, Vanni Scheiwiller, Milano, 1962

Gillo Dorfles, “Gli italiani alla XXXII Biennale”, in Art International, VIII/7, Lugano, 1964

Gillo Dorfles, Il divenire delle arti, Einaudi Editore, Torino, 1959

Gillo Dorfles, “Le ‘scritture asemantiche’ di Irma Blank” in Irma Blank, Galleria Cenobio-Visualità, Grafiche Alessandro Nava, Milano, 1974

Gillo Dorfles, L’intervallo perduto, Einaudi Editore, Torino, 1980

L’essenza della scrittura

Roland Barthes, Variazioni sulla scrittura, Einaudi Editore, Torino, 1999

Roland Barthes, “Le degree zero du coloriage”, in Les Nouvelles Littéraires, Larousse, Paris, march 1978

Marc Dachy (a cura di), Luna-Park 2 – Graphies, rivista, Transédition, Bruxelles, avril 1976

Cintia Mezza, Cecilia Iida y Ana Ravina, “Mirtha Dermisache, vida y obra 1940-2012”, in Mirtha Dermisache. Porque ¡yo escribo!, cat., MALBA e Fundación Espigas, Buenos Aires, 2017

Roland Barthes, “Cy Twombly o «Non multa sed multum»”, in L’ovvio e l’ottuso, Einaudi Editore, Torino, 1985

Roland Barthes, “Réquichot e il suo corpo”, in L’ovvio e l’ottuso, Einaudi Editore, Torino, 1985

Roland Barthes, Barthes di Roland Barthes, Einaudi Editore, Torino, 1980

Sul ciglio del significato

Michel Seuphor, écritures. Alcopley, Les Nourritures Terrestres, Paris, 1954

Lawrence Alloway, “Marks and signs” in ARK. The Journal of The Royal College of Art, nr 22, Royal College of Art, London, 1958

Altalena a bilico

Marco Giovenale, asemics. senso senza significato, Edizioni ikonaLíber, Francavilla al mare, 2023

Michael Betancourt, “Semiotic Degree Zero: Drawriting”, in Marco Giovenale, Glitchasemics, Post-Asemic Press, 2020

Roland Barthes, all except you, con illustrazioni di Saul Steinberg, Repères édition d’art, Paris, 1983

Un silenzio prolisso

Gillo Dorfles, Ultime tendenze nell’arte d’oggi, Feltrinelli Editore, Milano, 1961

Henri Michaux, Mouvements, Editions Gallimard, Paris, 1951

Hans Magnus Enzensberger, “Flechtenkunde” in blindenschrift, Suhrkamp Verlag, Frankfurt, 1964

Il piacere del vuoto

John Cage, M – writings 67-72, Wesleyan University Press, Middletown, 1973

Michel de Certeau, L’invenzione del quotidiano, Edizioni Lavoro, Roma, 2001

Giuseppe Garrera, audio presentazione volume asemics. senso senza significato di Marco Giovenale (ascoltabile in rete, sito: slowforward.net), Studio Campo Boario, Roma, 3 marzo 2023

Roland Barthes, La grana della voce. Interviste 1962-1980, Einaudi Editore, Torino, 1986

Roland Barthes, Barthes di Roland Barthes, Einaudi Editore, Torino, 1980

Roberto Calasso, “John Cage o il piacere del Vuoto”, in Panorama, rivista, 20 dicembre 1977

Gillo Dorfles, “Troppe immagini, troppi messaggi”, in Corriere della Sera, 20 giugno 1977

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da oggi, 18 gennaio @ biffi arte (piacenza): da>verso 2010-2022, le edizioni d’arte dell’accademia di brera


da>verso 2010-2022
Edizioni d’arte all’Accademia di Brera
@ Galleria Biffi Arte, Piacenza
dal 18 gennaio al 15 febbraio 2025
Inaugurazione 18 gennaio, ore 17
a cura di Susanna Gualazzini

Mostra dedicata alle edizioni da>verso, realizzate nell’ambito di progetti dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel corso della mostra, il 12 febbraio, sarà presentato un quaderno che racconta l’esperienza, con alcuni approfondimenti.

Galleria Biffi Arte
Via Chiapponi, 39 – 29121 Piacenza
da>verso 2010-2022, Edizioni d'arte all'Accademia di Brera @ Galleria Biffi Arte, Piacenza - dal 18 gennaioL’esposizione, a cura di Margherita Labbe, intende presentare la copiosa produzione artistica-editoriale di multipli che accostano grafica e poesia, realizzati nell’ambito del laboratorio didattico dell’Accademia di Belle Arti di Brera da>verso. Transizioni arte_poesia (e sue titolazioni successive), a cura dei docenti Paolo Di Vita, Chiara Giorgetti, Margherita Labbe e Anna Mariani, e del poeta Italo Testa per la parte letteraria. Obiettivo e oggetto del laboratorio, oltre al grado zero della conoscenza, ovvero a un approccio diretto e antiretorico alla poesia contemporanea, è la sperimentazione di prospettive di interazione e contaminazione, anzi di vera e propria transizione mediale, tra linguaggi e forme del testo letterario e pratica visiva in senso ampio, includendo codici e procedimenti tradizionali e di nuova tendenza.

Le edizioni coincidenze, 2×2 e non_identità, sono state presentate a Milano presso la Fondazione Mudima, la Biblioteca Nazionale Braidense, l’Archivio Ricerca Visiva – Ar.Ri.Vi. di Anna Valeria Borsari. Per alcuni anni, complice la pandemia e la sospensione dei progetti, le edizioni sono rimaste in aula chiuse in un armadio della Scuola di Grafica d’arte, e siamo lieti di proporle oggi a un pubblico piacentino, viste le forti connessioni con la cultura contemporanea della nostra città, e la presenza di numerosi piacentini tra gli ospiti e collaboratori del Progetto da>verso, e tra gli autori delle opere grafiche negli anni elaborate. La mostra, presso le sale interrate della Galleria Biffi Arte, espone un corposo “campione” dei risultati. Non essendo possibile esporre tutto il materiale, si è dovuto a malincuore operare una selezione, motivata, più che da scelte di merito (notorietà dell’artista o del poeta, impatto visivo, ecc.), da ragioni editoriali, a far sì che fossero rappresentati in modo equilibrato tutti gli autori in campo – poeti, artisti, docenti e studenti, e la grande varietà poetica e tecnologica, dando risalto ad alcuni risultati eccellenti. Tutte le edizioni saranno documentate da una slide di immagini proiettate nel nevaio della galleria.

In mostra anche alcuni esempi della linea grafica della comunicazione legata al progetto, locandine e comunicati progettati da Paolo Di Vita, autore del concept grafico di tutte le edizioni: la copertina dei multipli coincidenze, formato, piega e grafica di 2×2 e non_identità.

Il quaderno edito da Scritture che accompagna l’esposizione sarà presentato il 12 febbraio. Racconta sinteticamente dieci anni di attività, e ospita brevi saggi che approfondiscono alcuni aspetti strutturali dell’intero progetto, in primis l’identità della grafica contemporanea e il concetto di “traduzione” tra lingue e linguaggi e con media differenti, oltre a focus su personaggi che sono stati protagonisti, il poeta Angelo Lumelli, scomparso nel 2024, e Adriano Spatola, figura fondamentale della Poesia visiva e concreta.

Il progetto da>verso e le edizioni sono documentate dal sito da>verso.wordpress.com, creato e aggiornato da Chiara Giorgetti, dove si può leggere in pdf la prima pubblicazione del 2011, vedere immagini di mostre e opere, visionare le videoregistrazioni di Roberto Dassoni di alcuni reading e incontri.

Sarebbe un’ardua impresa elencare tutti gli artisti e poeti coinvolti nel progetto, e inquietante sarebbe prendere atto e dare notizia di quanti siano venuti meno nell’arco di poco più di dieci anni – suonerebbe più come un elenco di epitaffi alla Spoon River. Auspichiamo che i più giovani colgano e sviluppino l’eredità vivente dei contenuti di questo progetto, la profondità storica, il pensiero e la sperimentazione artistica, campo di indagine aperta in molteplici direzioni.

#12Febbraio #2x2 #AccademiaDiBelleArtiDiBrera #AccademiaDiBrera #AdrianoSpatola #AngeloLumelli #AnnaMariani #AnnaValeriaBorsari #ArRiVi_ #ArchivioRicercaVisiva #arte #BibliotecaNazionaleBraidense #ChiaraGiorgetti #Coincidenze #daVerso #FondazioneMudima #GalleriaBiffiArte #ItaloTesta #MargheritaLabbe #nonIdentità #PaoloDiVita #poesia #ricerca #RobertoDassoni #scritture #ScuolaDiGraficaDArte #sperimentazioni #SusannaGualazzini #transizioniArtePoesia

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oggi, 18 gennaio, a bologna: “observatorium” @ labs contemporary art


Elisabeth Scherffig
Observatorium
A cura di Angela Madesani

18 gennaio – 5 aprile 2025
Opening 18 gennaio 2025, h. 17-21
Labs Contemporary Art
Via Santo Stefano 38, Bologna

Elisabeth Scherffig, Untitled, 2024. Pastello su carta Arches, 130 x 110 cm
Elisabeth Scherffig, Untitled, 2024. Pastello su carta Arches, 130 x 110 cm

Sabato 18 gennaio 2025 inaugura presso LABS Contemporary Art la mostra di Elisabeth Scherffig dal titolo Observatorium.

È la prima mostra dell’artista tedesca ospitata dallo spazio bolognese. Una rassegna con una ventina di lavori datati fra gli anni Settanta e oggi, tesa a indagare la metodologia operativa di Scherffig, attenta indagatrice del suo circostante, attraverso il disegno, il calco, la scultura. La rassegna è curata dalla storica dell’arte Angela Madesani.

Nel suo lavoro, l’artista privilegia lo sguardo sullo spazio urbano e sulla natura, che considera un organismo in continua metamorfosi. Indagando tale processo, ha realizzato dei cicli di disegni alcuni in scala monumentale di luoghi in trasformazione.

Non si tratta di un percorso cronologico, quanto di dialoghi tra opere, in cui è possibile cogliere dei fils rouges che testimoniano la coerenza della sua ricerca.

Observatorium opera in due sensi: da una parte è relativo all’atteggiamento dell’artista nei confronti del circostante, dall’altra è la possibilità che lo spettatore ha di entrare nella sua ricerca, che richiede attenzione e puntualità.

Elisabeth Scherffig è nata a Düsseldorf nel 1949 e vive a Milano dal 1971.
Recenti mostre personali: “Contrappunto”, Teatro Massimo e Palazzo Butera, Palermo, 2023 (testo di C. Gulli); “Elisabeth Scherffig”, THE OPEN BOX, Milano, 2023 (a cura di G. L. Marcone); “Le mani sulla città”, Studio Paolo Pessarelli, Milano, 2022 (a cura di A. Madesani); “Sostituzioni”, Casa Museo Boschi Di Stefano, Milano, 2021.
Recenti mostre collettive: “Artenumero”, Museo Archeologico Regionale, Aosta, 2024 (a cura di A. Madesani); “Fragmente”, Ribot Gallery, Milano, 2024 (a cura di G. L. Marcone e M. Villa); “ORO&BLU”, Nuova Galleria Morone, Milano, 2022 (a cura di V. Coen).
Sue opere saranno esposte nello stand di LABS Contemporary Art ad Arte Fiera, Bologna (7-9 febbraio 2025), a Drawing Now Paris, Parigi (27-30 Marzo 2025) e ad Art Paris, Parigi (3-6 Aprile 2025).

Elisabeth Scherffig, Bologna, 2013. Grafite su 3 strati di carta svedese 134 x 140 cm
Elisabeth Scherffig, Bologna, 2013. Grafite su 3 strati di carta svedese 134 x 140 cm

Elisabeth Scherffig, Untitled, 2024. Pastello su carta Arches, 90 x 70 cm
Elisabeth Scherffig, Untitled, 2024. Pastello su carta Arches, 90 x 70 cm

Labs Contemporary Art
Via Santo Stefano 38, Bologna

Orari
Martedì-sabato: h. 10-13 e 15-19 o su appuntamento

#AngelaMadesani #art #arte #ElisabethScherffig #LabsContemporaryArt #Observatorium

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l’œil écoute / bernard parmegiani. 1970


youtu.be/pQL8GHzkcwM?si=NRBDj0…

#audio #BernardParmegiani #experimentalMusic #music #musicA_ #musicaDiRicerca #musiqueDeRecherche

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ceasefire?


instagram.com/reel/DE3oTldIF88…

instagram.com/reel/DE8XKi-ILak…

#ceasefire #colonialism #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #IOF #israelterroriststate #izrahell #massmurders #Palestina #Palestine #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

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mehdi hassan asking all the right questions to an ex idf soldier


youtu.be/kJWA0ffgDBc?si=vsquZr…

#Gaza #zionism #genocide
#genocidio #Palestine #Palestina
#massmurders #warcrimes
#starvingpeople #starvingcivilians
#izrahell #israelterroriststate
#Cisgiordania #WestBank
#iof #idf #colonialism
#settlers #coloni

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21 gennaio, reggio emilia: presentazione di “casino conolly”, di mariangela guatteri


Casino Conolly, di Mariangela Guatteri (il verri edizioni, 2024) a Reggio Emilia, Librerie.coop All’Arco: martedi 21 gennaio alle ore 18.

#CasinoConolly #edizioniDelVerri #ilVerri #ilVerriEdizioni #LibrerieCoopAllArco #MariangelaGuatteri #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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19 gennaio, h. 21, mg su googlism e prosa in prosa @ canale youtube ‘officina di filosofia teoretica’


youtube.com/@officinadifilosof…

#AI #dialogo #ElisaDeSilva #googlism #IA #intervista #MarcoGiovenale #MG #OfficinaDiFilosofiaTeoretica #PeterGenito #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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dip 037, per ale


sono passate appena due settimane, poco più, dalla scomparsa di Alessandro, e non è facile parlarne. non è neanche “necessario” estroflettere riflessioni o memorie, se è per questo. diciamo che – nonostante dip sia un diario in pubblico – il pudore resta ed è bene che sia così.

quello che però, sicuramente, direi sicurissimamente, si accompagna ai vari tratti emotivi dei giorni scorsi è un mio risentimento, un’insofferenza. verso quella schiera di figure dell’album letterario che improvvisamente leggono alcuni libri e vedono (quel che vogliono vedere in) alcune cose. vedono cose. allucinano volentieri.

non si tratta solo di coccodrilli, ci sono anche patologie della sfera apparentemente antropica.

(ma stop).

#Ale #AlessandroBroggi #diarioInPubblico #dip #dip037 #dip037

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oggi, 17 gennaio, a roma, libreria tomo: patrizia vicinelli


PATRIZIA VICINELLI
per voce di Rossella Or, Giovanni Fontana, Jonida Prifti, Sara Davidovics
LIBRERIA TOMO
Via degli Etruschi, 4 – Roma

#GiovanniFontana #JonidaPrifti #libreriaTomo #PatriziaVicinelli #performance #poesia #RossellaOr #SaraDavidovics #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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[r] _ the moon’s glow / david lynch. 2024


youtu.be/y1sg_fCi_wc?si=5KJsb0…

#DavidLynch #DavidLynchTheater #film #video

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[r] _ absurd encounter with fear / david lynch. 1967


youtu.be/qRibj5S-F6A?si=l-E5yX…

#cinema #DavidLynch #shortFilm #shortMovie

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david lynch passed away / scomparso david lynch


a seguire, ripropongo alcuni post di slowforward di/su materiali di Lynch.
altri domani e nei prossimi giorni.

#art #arte #cinema #DavidLynch #film #scritturaDiRicerca

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video dell’incontro alla fondazione primoli: “storie della fotografia in italia”


youtube.com/live/vgHquf5uxbA?f…

#FondazionePrimoli #fotografia #presentazione #StorieDellaFotografiaInItalia

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oggi, 16 gennaio, a roma, a villa medici: reinventare il linguaggio. gastone novelli e la scrittura francese d’avanguardia


a Roma, oggi, 16 gennaio 2025, Villa Medici

REINVENTARE IL LINGUAGGIO
Gastone Novelli e la scrittura francese d’avanguardia

In occasione del centenario della nascita dell’artista Gastone Novelli, Villa Medici e l’Archivio Novelli hanno il piacere di organizzare questo incontro sull’influenza delle sue opere sugli scrittori francesi, da Georges Bataille a Claude Simon. Questo dialogo riunisce diversi specialisti italiani e francesi, Marco Rinaldi, Davide Crossara, Andrea Cortellessa e Mireille Calle-Gruber, alla presenza di Francesca Alberti, direttrice del Dipartimento di Storia dell’Arte di Villa Medici, per esplorare i rapporti tra immagine e scrittura sviluppati in questi incontri franco-italiani.

villamedici.it/it/programme/re…
_

info:
Giovedì 16 gennaio dalle 18:00 alle 20:00
Grand Salon di Villa Medici
Gratuito : prenotazione obbligatoria
Lingua : italiano


villamedici.it/it/programme/re…

#AndreaCortellessa #ArchivioNovelli #art #arte #ClaudeSimon #DavideCrossara #DipartimentoDiStoriaDellArteDiVillaMedici #FrancescaAlberti #GastoneNovelli #GeorgesBataille #MarcoRinaldi #MireilleCalleGruber #rapportiTraImmagineEScrittura #scritturaFranceseDAvanguardia #VillaMedici

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strumenti e prassi oggettive di genocidio a gaza


instagram.com/reel/DDXCKIquitq…

bisogna continuare a diffondere questo video, sui #droni di #izrahell a #Gaza.

sugli strumenti e le prassi oggettive del #genocidio

mastodon.uno/@differx/11383558…

video.wordpress.com/embed/L5Rz…

#drones #Droni #Gaza #genocide #genocidio #genocidiohttps #izrahell #Palestina #Palestine


instagram.com/reel/DDXCKIquitq…

bisogna continuare a diffondere questo video, sui #droni di #izrahell a #Gaza.

sugli strumenti e le prassi oggettive del #genocidio


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dottore, ho l’empatismo, è grave?


mastodon.uno/@differx/11383531…

facebook.com/share/p/15XJKxkbB…

cronachesalerno.it/litalia-del…

#empatismo #Itaglia #loSvaccoTotale #poesia #poesiaItaliana #ytalya


😂
#empatismo !

se la #poesiaitaliana non esistesse, solo per questo bisognerebbe inventarla

facebook.com/share/p/15XJKxkbB…

cronachesalerno.it/litalia-del…


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un anno a gaza: più di 85mila tonnellate di bombe


ulteriori dati qui:
instagram.com/p/DE1jCWpt1Vt/

dunque: di cosa esattamente parlano governo e ministri italiani? sono diretti e semplici complici del genocidio. lo spiega l’articolo che segue:

Filo-israeliani. 15 mesi di massacri, ma Meloni e Tajani non si vergognano
(di Alessandro Orsini)

Giorgia Meloni ha costruito il suo successo politico urlando: “Vergognatevi!”. Dopo quindici mesi di massacri a Gaza, la documentazione è ormai copiosa per chiederci se a vergognarsi non debba essere Meloni. I fatti sono questi. Netanyahu ha distrutto tutte le scuole, gli ospedali, le case, le moschee e i campi profughi dei palestinesi a Gaza. La Cnn racconta di neonati palestinesi abbandonati in stato di decomposizione negli ospedali bombardati con tanto di foto pubblicate sul suo sito. La prestigiosa rivista Lancet (inglese, non palestinese) pubblica una ricerca in cui spiega che il numero di morti indicati da Hamas è sbagliato. I morti sono almeno 70.000 e non 45.000. Israele è stato chiamato a rispondere delle proprie azioni dalla Corte internazionale di giustizia dell’Onu (per genocidio) e dalla Corte penale internazionale (per crimini di guerra e contro l’umanità). Il medico britannico palestinese Abu Sittah ha dichiarato di avere dovuto amputare i bambini palestinesi senza anestesia. Ebbene, Antonio Tajani, intervistato da Giorgio Mottola di Report, ha dichiarato che: “Israele non ha commesso crimini di guerra a Gaza”. Nel difendere Netanyahu dai tribunali internazionali, Tajani ha detto: “Il 50% degli indagati in Italia è assolto”. Strano paragone: nessun italiano ha mai sterminato 70.000 persone. Tajani, in questa fase, è il maggiore esponente della lobby israeliana in Italia, quel gruppo di potere che giustifica e sostiene i crimini di Netanyahu contro i palestinesi. Nel 2008 Tajani è entrato nel direttivo dell’European Friends of Israel, la potentissima lobby israeliana che promuove gli interessi dell’industria di Netanyahu. Nel 2010 Tajani è diventato commissario europeo all’Industria promuovendo le finalità contenute nello statuto di quella lobby. Tajani è l’uomo di Netanyahu in Europa. Ho esibito la documentazione a sostegno di questa affermazione nei miei articoli precedenti analizzando le decisioni di Tajani verso Gaza dal 7 ottobre 2023 a oggi.
Il fatto rilevante per la Repubblica Italiana è questo: un membro ufficiale della lobby israeliana è ministro degli Esteri mentre Israele compie a Gaza uno dei massacri più grandi della “storia universale”, un termine con cui Max Weber indicava la storia dell’umanità. Eppure, Tajani giura che Netanyahu non ha commesso crimini di guerra e che le indagini del tribunali internazionali contro di lui sono ingiuste e ingiustificate. Posto da Mottola davanti all’immoralità delle proprie affermazioni: “Ministro, parliamo di 45.000 morti!”, Tajani ha strumentalizzato l’Olocausto per giustificare il suo sostegno a Netanyahu nello sterminio dei palestinesi: “Io non voglio che sei milioni di ebrei finiscano di nuovo nei forni crematori!”. Tajani ha dato a Netanyahu, a sterminio in corso, le seguenti armi: bombe, granate, siluri, mine, missili, cartucce ed altre munizioni, proiettili e loro parti, per un valore di 730.869,5 euro a dicembre 2023, quasi raddoppiati a 1.352.675 euro a gennaio 2024. Il 28 ottobre 2023 Tajani si è rifiutato di votare in favore di una tregua umanitaria all’Onu per interrompere lo sterminio dei palestinesi a Gaza. Il 12 dicembre 2023 Tajani si è nuovamente rifiutato di votare una risoluzione per il cessate il fuoco umanitario immediato a Gaza all’Assemblea generale dell’Onu a New York. Tajani è una delle ragioni per cui così tanti bambini palestinesi muoiono tutti i giorni a Gaza. Però Tajani si è appena fregiato di avere inviato cibo in scatola ai palestinesi. Il capo della lobby israeliana in Italia è fatto così: non ha vergogna.

______________

#Gaza #Palestina #genocidio #AlessandroOrsini #85milabombe #criminidiguerra #netanyahu #onu #tajani

#85milabombe #AlessandroOrsini #AlessandroOrsini #criminidiguerra #Gaza #genocidio #Netanyahu #Onu #Palestina #Tajani

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arvo pärt: quality exceeds the limits of form


instagram.com/share/reel/BAEdh…

#ArvoPärt #beginning #end #form #music #musicA_ #quality

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asemico e vecchi merletti / enzo patti. 2020 [video 2023]


youtube.com/embed/SdsTXX_1_lw?…

scrittura asemica su libro di fregi tipografici del ‘900, circa 300 pagine, realizzato nel 2020

#art #arte #asemic #asemicWriting #asemico #AsemicoEVecchiMerletti #asemics #EnzoPatti #scritturaAsemica

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23-24 gennaio, accademia dei lincei (roma): “il possibile: istruzioni per l’uso. studi sull’opera di gianfranco baruchello”


Fondazione Baruchello presenta:

IL POSSIBILE: ISTRUZIONI PER L’USO. STUDI SULL’OPERA DI GIANFRANCO BARUCHELLO

Convegno Internazionale di Studi
Comitato scientifico: Roberto Antonelli, Lina Bolzoni, Piero Boitani, Carla Subrizi, Claudio Zambianchi, Alessandro Zuccari.

A cura di Carla Subrizi

Accademia Nazionale dei Lincei
Palazzo Corsini, Via della Lungara 10, 00165 Roma (RM)
23–24 gennaio 2025
ore 10:00–18:00
programma:
slowforward.net/wp-content/upl…
Per partecipare in presenza al convegno è necessaria l’iscrizione online compilando questo modulo.
I lavori potranno essere seguiti dal pubblico anche in streaming qui.

https://www.instagram.com/p/DE1tuZFMyxn/

Il Convegno “Il Possibile: Istruzioni per l’uso. Studi sull’opera di Gianfranco Baruchello”, promosso dall’Accademia Nazionale dei Lincei, in collaborazione con la Bibliotheca Hertziana – Max Planck Institut für Kunstgeschichte, la Sapienza Università di Roma, e la Fondazione Baruchello e a cura di Carla Subrizi, intende ripercorrere l’opera di Gianfranco Baruchello (Livorno, 1924 – Roma, 2023) nel contesto storico-artistico italiano e internazionale dal secondo dopoguerra fino ai lavori più recenti.
Il Convegno vuole, dunque, restituire la complessità della ricerca dell’artista, facendo emergere i principali fili conduttori del suo lavoro e i momenti specifici da cui hanno preso forma nuove idee e direzioni di ricerca. L’obiettivo è ricostruire e approfondire queste traiettorie, espandendole nel contesto storico-artistico in cui si sono sviluppate, mettendo in connessione gli aspetti più noti della sua produzione con quelli meno indagati.
Attraverso nuove ricerche negli archivi della Fondazione, ma anche in altri archivi e biblioteche italiani, europei e internazionali, il Convegno vuole fare emergere i caratteri peculiari del lavoro dell’artista, a partire da nuove prospettive di ricerca.
Dagli anni del fascismo in Italia, vissuti anche attraverso la famiglia e l’educazione, agli anni del secondo dopoguerra (il primo dopoguerra arriva comunque nella sua formazione attraverso l’esperienza paterna) con le implicazioni derivate da quello che costituiva un forte obiettivo per i giovani ventenni di quel periodo (ricostruzione, ricominciare, ripartire, etc.) e che per Baruchello trovarono anche una possibilità, poi rifiutata, nell’intraprendere l’avvio di una azienda chimico-farmaceutica nella periferia di Roma; all’amicizia con Marcel Duchamp e Roberto Sebastián Matta ad altri personaggi della scena americana nei primi anni Sessanta; agli anni dei movimenti politici degli anni Sessanta, da Baruchello vissuti personalmente, fino alle esperienze che caratterizzano la ricerca di un artista italiano del secondo dopoguerra con una fitta serie di relazioni in Francia, soprattutto, ma anche gli Stati Uniti: quella di Baruchello è una lunga storia di ricerche, sperimentazione e produzione di idee che ha preso forma nelle sue opere di natura multiforme, talvolta precorritrici, originali e spesso difficili da collocare nei canoni tradizionali della storia dell’arte.
Negli ultimi quindici anni, alcune mostre retrospettive di grande importanza, in Italia e all’estero (Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 2011; Deichtorhallen, Amburgo e ZKM-Center for Art and Media, Karlsruhe, 2014; Triennale di Milano, Milano, 2014; Raven Row, Londra, 2017; MART, Rovereto, 2018; Villa Arson, Nizza, 2018), hanno riportato all’attenzione i circa settant’anni di ricerca dell’artista, sottolineando il carattere molteplice di Baruchello, artista, scrittore e intellettuale raffinato, che sin dai primi anni Sessanta, accanto alla pittura (mai da lui abbandonata) ha utilizzato la cinepresa (e in seguito la videocamera), la fotografia, la scrittura, la performance, l’installazione e, come lui stesso l’aveva definita, la “activity”.
Inventore di società fittizie (Artiflex, 1968), di tecniche pittoriche (la pittura su più strati di plexiglass, dalla fine del 1963), sperimentatore di azioni tra arte e agricoltura, Agricola Cornelia S.p.A. (1973-1981), realizzatore di film a partire da materiali preesistenti (Verifica incerta, 1964; Tre lettere a Raymond Roussel, 1969), il Convegno vuole ripercorrere gli aspetti fondamentali del suo lavoro, che nel continuo rinnovarsi ha mantenuto la coerenza, seppur nella diversità. Negli anni Ottanta e poi Novanta ha dedicato nuova attenzione al rapporto con la natura e l’ecologia realizzando Il Giardino, curando Il Bosco: progetti, fino al recente Beatrix, che continuano a rivolgere uno sguardo poetico e politico al rapporto dell’individuo con l’ambiente.
Assemblare, incollare, montare, (nella scrittura, nella pittura – su tela, cartone, alluminio, plexiglass – negli oggetti, nel cinema) sono stati i modi per “costruire un proprio linguaggio”. Archiviare è stato il modo di produrre inventari di idee, ponendo la trasversalità come chiave di comprensione del mondo.
Le relazioni internazionali, i rapporti con artisti della sua generazione ma anche con poeti, filosofi, scrittori (Eco, Calvino, Manganelli, Balestrini, Castellina, Vicinelli, Jouffroy, Lyotard, Lascault, etc.) permettono infatti di ricostruire una biografia che si estende a tutto il XX secolo, fino ai primi due decenni del XXI. Storia, politica, scienza e filosofia, ambiente e natura si sono intrecciati in opere e interventi, progetti e idee.
Nel 1998 decide di istituire, con Carla Subrizi, una Fondazione per l’arte contemporanea, che ha la finalità principale di salvaguardare e continuare a promuovere la ricerca sulla sua opera. Il progetto culturale della Fondazione, istituzione che conserva gli archivi e i grandi progetti in esterno (Il Giardino, Il Bosco, Beatrix) nonché un nucleo cospicuo di opere, prosegue dopo la sua morte.
Baruchello ha pubblicato decine di libri e ha considerato la sua Biblioteca (donata alla Fondazione nel 1998) un proprio autoritratto. Il lavoro sul Catalogo ragionato (pubblicazione prevista: 2025-2026) ha inoltre consentito negli ultimi dieci anni, di ritornare alla storia delle opere e delle mostre, agli scritti (documenti, manoscritti, libri) riguardanti il suo lavoro, permettendo di riconsiderare molta letteratura critica, che non ha smesso di sottolineare gli aspetti essenziali del suo lavoro.
In concomitanza del Convegno, al termine della seconda giornata, sarà inaugurata la mostra “Gianfranco Baruchello. Mondi Possibili”, presso Villa Farnesina – Accademia Nazionale dei Lincei, Via della Lungara 230, Roma (seguirà nei prossimi giorni la comunicazione relativa alla mostra).

PROGRAMMA:
https://slowforward.net/wp-content/uploads/2025/01/programma-convegno-baruchello.pdf

PDF 1

PDF 2

#AccademiaNazionaleDeiLincei #AlessandroZuccari #art #arte #Baruchello #Beatrix #BibliothecaHertziana #CarlaSubrizi #ClaudioZambianchi #convegno #convegnoInternazionaleDiStudi #FondazioneBaruchello #GianfrancoBaruchello #GianfrancoBaruchelloMondiPossibili #IlBosco #ilGiardino #LaSapienzaUniversitàDiRoma #LinaBolzoni #Lincei #MaxPlanckInstitutFürKunstgeschichte #mostra #PalazzoCorsini #PieroBoitani #RobertoAntonelli #VillaFarnesina

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19 gennaio, h. 18, roma, casa del jazz: fausto ferraiuolo, “domande senza risposta”


“Domande senza risposte”: alla Casa del Jazz di Roma un viaggio tra musica e immagini con il pianista Fausto Ferraiuolo. Composizioni ispirate alla fragilità degli incontri umani dialogano con opere d’art brut e contemporanee.

Informazioni e biglietti: casadeljazz.com/evento/fausto-…

“Domande senza risposte” è un’occasione per avvicinarsi alla dimensione plastica che accompagna e arricchisce il percorso del pianista e compositore Fausto Ferraiuolo. Un concerto per immagini, un viaggio all’interno di alcune delle opere più significative della sua collezione d’art brut e di arte contemporanea. Questo progetto audio-visivo nasce come risultato di una serie di residenze artistiche che Ferraiuolo, assieme al regista e curatore Gustavo Giacosa, ha tenuto nel 2021 e 2022 nel centro di cure palliative La Maison di Gardanne, vicino a Marsiglia. La loro residenza si è costruita a partire degli incontri con pazienti, medici, famiglie, membri dell’équipe e volontari di questo centro medico. Giacosa e Ferraiuolo si sono impegnati in una raccolta di domande. Dalle domande semplici della vita di ogni giorno a quelle più profonde che ognuno si rivolge nel corso della sua vita: un lavoro incentrato sull’ascolto dell’altro. Ispirandosi all’intimità e alla fragilità di questi incontri, Fausto Ferraiuolo ha composto e registrato alcune “domande senza risposte”. Si tratta di composizioni che evocano immagini. Da qui, il desiderio di proporre un dialogo tra l’intensità di queste composizioni e le immagini create da alcuni artisti singolari che Ferraiuolo raccoglie nella sua collezione d’arte. Questa collezione che si protende simbolicamente come un ponte tra artisti di origini e ambizioni diverse, è visitabile nello spazio SIC12 artstudio di Via Francesco Negri 65 a Roma. Perché fare una domanda è già trovare una risposta

#art #artBrut #arte #arteIrregolare #CasaDelJazz #concerto #DomandeSenzaRisposta #FaustoFerraiuolo #GustavoGiacosa #jazz #music #musicA_ #Sic12

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un eccezionale intervento critico di gian luca picconi su “sì”, di alessandro broggi, in ‘formavera’


formavera.com/2025/01/13/si-di…

pdf:
formavera.com/wp-content/uploa…
_

#AlessandroBroggi #Formavera #GianLucaPicconi # #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #TicEdizioni #UltraChapBooks

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video integrale dell’intervista agli autori della raccolta di racconti in forma di videogioco “gli esseri umani sono macchine?”


peertube.uno/w/9H9mWoDXeaTW6wC…

youtube.com/embed/D6ErfXshT2E?…

Gli esseri umani sono macchine? è una raccolta di 3 visual novel interattive: 3 mo(n)di sulle possibili interazioni tra umano e artificiale. I racconti sono stati realizzati, con il software Ren’Py, da 3 grandi scrittori elettronici italiani: Enrico Colombini, Roberto Gilli e Fabrizio Venerandi. La raccolta è stata pubblicata il 12 novembre 2024 su itch, dove è ancora disponibile in download gratuito al linkfbrzvnrnd.itch.io/uominiemacch…. In occasione dei primi due mesi dalla pubblicazione, il 12 gennaio 2025 abbiamo fatto qualche domanda agli autori, in diretta su Jitsi Meet. Buona visione
}{ LEI – Letteratura Elettronica Italia

indice:
00:00:00 Saluti e ringraziamenti
00:00:53 Presentazione autori
00:04:20 Presentazione raccolta: itch.io
00:06:23 Presentazione raccolta: file exe
00:07:12 1a domanda: Com’è nata l’idea dell’opera? 00:12:00 2a domanda: Perché avete scelto Ren’Py e com’è stata come esperienza?
00:19:56 Presentazione raccolta: trailer
00:23:08 3a domanda: Differenze tra i racconti (durata, trama, estetica, meccaniche)
00:37:25 4a domanda: Macrotema e microtemi; apporto del software alla scrittura e lettura
00:47:58 5a domanda: Qual è la vostra opinione in merito alla IA?
00:59:59 6a domanda: Quali sono i vostri progetti futuri?
01:05:03 7a domanda: Consigli di lettura (interattiva e non) 01:07:23 8a domanda: Cos’è }{ LEI? 01:08:41 Ringraziamenti e saluti

#EnricoColombini #FabrizioVenerandi #GliEsseriUmaniSonoMacchine_ #intervista #interviste #itchIo #JitsiMeet #LEI #LEILetteraturaElettronicaItalia #LetteraturaElettronicaItalia #raccoltaDiRacconti #raccoltaDiRaccontiInFormaDiVideogioco #racconti #RobertaIadevaia #RobertoGilli #technology #videogioco #visualNovelInterattive

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16 gennaio, fondazione primoli: presentazione del volume “storie della fotografia in italia” (pearson, 2024)


FONDAZIONE PRIMOLI

Via G. Zanardelli 1, 00186 Roma
tel. 06.68801136 / 06.68801827
mail: info@fondazioneprimoli.it

[table][tr][td]Giovedì 16 gennaio, ore 18:00

Storie della fotografia in Italia


(Pearson, 2024) Catalogo

Introduce e coordina
Maria Francesca Bonetti

Intervengono
Tommaso Casini
Giovanni Ragone

Conclude
Alberto Abruzzese

Saranno presenti i curatori e gli autori del volume
Giovanni Fiorentino
Monica Maffioli
Roberta Valtorta

Potrete seguirci anche in streaming:
https://youtube.com/live/vgHquf5uxbA

LOCANDINA

[/td][/tr][/table]#AlbertoAbruzzese #art #arte #FondazionePrimoli #fotografia #GiovanniFiorentino #GiovanniRagone #MariaFrancescaBonetti #MonicaMaffioli #Pearson #presentazione #RobertaValtorta #StorieDellaFotografiaInItalia #streaming #TommasoCasini

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domenica 19 gennaio, roma, spazio sette: “gli anni del male” (deriveapprodi)


Presentazione "Gli anni del Male", Roma 19 gen. 2024
cliccare per ingrandire

dalla scheda editoriale:
«Il Male», il più famoso settimanale satirico italiano della seconda metà del Novecento, è durato solo cinque anni (1978-1982), ma la sua influenza è stata enorme e a lungo termine, non solo sul linguaggio della satira, ma anche su quello giornalistico, pubblicitario, televisivo. Coloratissimo, illustrato dai più grandi disegnatori dell’epoca, «Il Male» è stato lo specchio di un periodo di straordinaria creatività, di eventi drammatici e di notevoli cambiamenti. «Il Male» è rimasto famoso soprattutto per i suoi falsi, per quegli scenari plausibili e allo stesso tempo inverosimili, che hanno divertito e acceso l’immaginazione di centinaia di migliaia di lettori.
Questo libro, curato da autori e fondatori de «Il Male», combinando copertine, illustrazioni e testi scritti dai protagonisti, è un’opera fondamentale per far rivivere gli aspetti più paradossali e trasgressivi di quella sorta di «mondo parallelo» che ogni settimana nasceva sulle pagine di quell’inimitabile giornale.

il libro:
deriveapprodi.com/libro/gli-an…
_

#AlessandraVanzi #AndreaCortellessa #AngeloPasquini #CarloZaccagnini #CinziaLeone #DeriveApprodi #EnzoSferra #FulvioAbbate #GiovannaCaronia #GliAnniDelMale #ilMale #LucaRaffaelli #MarioCanale #satira #SpazioSette #ubik

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del resto, va tutto bene in città (no?)


#aCheServeLaCritica #funnies #TheLordOfDoom #tuttoVaBene

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video completo della ‘finestra di antonio syxty’ dedicata all’”antologia di ricercabo”, con leonardo canella e andrea inglese


youtube.com/embed/m-j_FIWGg3I?…

La Finestra di Antonio Syxty presenta Antologia di RicercaBO. Laboratorio di nuove scritture 2007-2023 a cura di Renato Barilli e Leonardo Canella, Manni editore 2024 – in conversazione con Leonardo Canella e Andrea Inglese con 2 interventi registrati di Alessandro Broggi.

L’ antologia raccoglie alcuni dei testi migliori di RicercaBO, il laboratorio di ricerca di nuove scritture ideato da Renato Barilli e Nanni Balestrini nel 2007 sulla scia del precedente RicercaRE nato nel 1993.
Molti i nomi che vi hanno partecipato e che sono poi diventati noti.
Tra le direzioni emerse, quella che vede più sfumati i confini tra prosa e poesia all’insegna della brevità e del comico, eredità delle avanguardie storiche e delle neoavanguardie, Gruppo 63 in primis.
Accanto a questa linea la narrativa, con racconti e stralci di romanzo che offrono un quadro complessivo e aggiornato degli ultimi due decenni della letteratura italiana.

il libro sul sito dell’editore:
mannieditori.it/libro/antologi…

indice e ulteriori informazioni:
slowforward.net/2024/08/20/ant…

#AlessandroBroggi #AndreaInglese #antologia #AntologiaDiRicercaBO #AntonioSyxty #avanguardia #avanguardie #avanguardieStoriche #brevità #comico #comiocità #intervista #LaFinestraDiAntonioSyxty #laboratorio #LaboratorioDiNuoveScritture20072023 #LeonardoCanella #letteraturaItaliana #ManifattureTeatraliMilanesi #Manni #ManniEditore #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #NanniBalestrini #narrativa #nuoveScritture #PieroManniEditore #poesia #presentazione #prosa #racconti #RenatoBarilli #ricerca #RicercaBO #RicercaRE #stralciDiRomanzo



cliccare per ingrandire


cliccare per ingrandire

Questa antologia raccoglie alcuni dei testi migliori di RicercaBO, il laboratorio di ricerca di nuove scritture ideato da Renato Barilli e Nanni Balestrini nel 2007 sulla scia del precedente RicercaRE nato nel 1993.
Molti i nomi che vi hanno partecipato e che sono poi diventati noti.
Tra le direzioni emerse, quella che vede più sfumati i confini tra prosa e poesia all’insegna della brevità e del comico, eredità delle avanguardie storiche e delle neoavanguardie, Gruppo 63 in primis.
Accanto a questa linea la narrativa, con racconti e stralci di romanzo che offrono un quadro complessivo e aggiornato degli ultimi due decenni della letteratura italiana.

Gli autori:
(sezione narrativa) Andrea Bajani, Bruno Benuzzi, Sandro Bonvissuto, Chiara Bottici, Alessio Caliandro, Chiara Cretella, Maddalena Fingerle, Simone Giorgi, Giovanni Greco, Gian Marco Griffi, Antonio Guiotto, Paolo Marino, Luciano Neri, Matteo Nucci, Serena Patrignanelli, Maurizia Torza, Alessio Paša, Veronica Raimo, Giorgio Vasta, Grazia Verasani
(sezione poesia e scritture di ricerca) Gian Maria Annovi, Alessandro Broggi, Antonella Bukovaz, Leonardo Canella, Marilina Ciaco, Mario Corticelli, Laila Falà, Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Andrea Inglese, Anna Lamberti-Bocconi, Rosaria Lo Russo, Lorenzo Mari, Renata Morresi, Aldo Nove, Gilda Policastro, Mariella Prestante, Valentina Proietti Muzi, Carlo Sperduti, Silvia Tripodi, Michele Zaffarano

Il libro è acquistabile dal sito Manni:
mannieditori.it/libro/antologi…

Una prosa di Leonardo Canella su Nazione indiana, per parlarne:
nazioneindiana.com/2024/06/12/…

Dialogo di Antonio Syxty con Leonardo Canella:
youtube.com/live/W9fquhyI55Y

youtube.com/embed/W9fquhyI55Y?…

Altre segnalazioni in rete:
slowforward.net/2024/06/12/esc…
https://www.notizie.today/post/l-antologia-di-ricercabo-398054.html
rosarialorusso-poesia-performa…

slowforward.net/2024/08/20/ant…

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houston, ci ricevete?

houstonnnn

scatola onirica

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Questa voce è stata modificata (1 anno fa)

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