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Ripubblico qui su Friendica una vecchia traduzione dell'articolo "Il giorno in cui la mia mente è diventata open source" di Phil Shapiro
Qui il testo originale: opensource.com/life/12/4/day-m…, distribuito con licenza Creative Commons by-sa
Avevo letto l'articolo per la prima volta su Framablog nella traduzione francese di Alexis Kauffmann

Buona lettura 😀
Ricordo chiaramente il giorno esatto in cui la mia mente è diventata open source. Era una giornata fresca e soleggiata del novembre 1973. Dopo le lezioni alla scuola media, ho chiamato il mio migliore amico, Bruce Jordan e gli ho chiesto: “Posso venire a giocare adesso?” Bruce ha risposto: “Certo.” Sono saltato sulla mia bicicletta Schwinn, rossa e senza cambio e ho pedalato come un matto per tre chilometri fino alla casa di Bruce. Sono arrivato senza fiato, ma felice.
Era divertente giocare con Bruce, perché lui stava sempre inventando nuovi giochi da giocare sia all'interno che all'esterno. Non c'è mai stato un momento di noia a casa di Bruce. Così, quando quel giorno ci siamo seduti per giocare a Scarabeo, Bruce ha proposto spontaneamente: “Prendiamo ciascuno 10 lettere invece di 7, questo migliorerà molto il gioco». Ho protestato, "Ma le regole sulla scatola del gioco dicono che puoi prendere solo 7 lettere.”
Bruce subito ha risposto: “Quelle stampate sulla scatola non sono regole. Quelle sono regole suggerite. Tu ed io siamo liberi di migliorarle”. Ero un po’ stupito. Non avevo mai sentito prima un’ idea simile. “Ma le regole sulla scatola non sono scritte da adulti che sono molto più intelligenti di noi?” ho protestato.
Bruce mi ha spiegato con disinvoltura: “Le persone che hanno inventato questo gioco non sono più intelligente di me e di te, anche se sono adulti. Siamo in grado di creare per questo gioco regole migliori delle loro. Regole molto migliori”.
Ero ancora un po' scettico, fino a quando Bruce ha detto: “Senti, se questo gioco nei primi cinque minuti non è molto più divertente, torneremo a giocare il gioco con le regole della scatola.” Che mi sembrava un modo intelligente di procedere.
E in effetti, le regole di Bruce per Scarabeo hanno reso il gioco molto più divertente da giocare.
A metà, non ho potuto fare a meno di chiedergli: “Se le regole per Scarabeo possono essere migliorate, si possono migliorare anche le regole degli altri giochi?”
Bruce ha risposto: “Le regole di tutti i giochi possono essere migliorate. Non solo, tutto ciò che vedi nel mondo intorno a te, progettato dalla mente umana, tutto può essere migliorato. Tutto si può migliorare.”
Ascoltando queste parole, un fulmine mi ha attraversato la mente. In pochi secondi, la mia mente è diventata open source. In quel momento preciso ho saputo qual era lo scopo della mia vita e il mio destino: cercare intorno a me le cose che potevano essere migliorate, e quindi migliorarle.
Quando quella sera sono montato sulla mia bicicletta Schwinn per tornare a casa, la mia mente era intossicata da idee e possibilità. Avevo imparato più da Bruce Jordan in quel giorno di quanto avessi imparato in un intero anno di scuola. Venticinque anni prima che la frase “open source” venisse coniata, Bruce Jordan aveva reso open source la mia mente. Gli sarò sempre grato per questo.
Tornando a casa quella sera, ho deciso che nella mia vita avrei rivolto le mie energie ad ampliare le opportunità di apprendimento al di fuori della scuola, perché a volte l'apprendimento e le realizzazioni più significative avvengono al di fuori delle mura scolastiche. Oggi lavoro in una biblioteca pubblica nella zona di Washington DC e ogni giorno parlo con gli studenti delle scuole elementari e medie che si fermano per dire ciao. Ogni tanto incontro studenti la cui mente è ricettiva alle grandi idee. Quando succede, pianto dei piccoli semi nelle loro menti e li mando per la loro strada. Spetta a loro coltivare quei semi. Il mio ruolo è quello di piantare dei semi di idee nelle loro menti. Il loro ruolo è quello di osservare quei semi germogliare e scegliere se annaffiarli o no.
Ho imparato un'altra lezione importante da Bruce Jordan. Nello stesso anno, mi ha chiesto se volevo giocare a frisbee baseball. “Che cos'è il frisbee baseball?” ho chiesto incuriosito. Bruce mi ha risposto: “Non lo so, ma sembra un gran bel gioco. Creeremo le regole mentre andiamo verso il campo da baseball.”
In effetti, Bruce ha inventato le regole per il frisbee baseball mentre camminavamo lungo l'isolato che ci separava dal campo da baseball. E abbiamo giocato la partita con grande gioia fino a quando si riusciva a malapena a vedere il frisbee nel cielo serale. Quello che ho imparato da Bruce quel giorno è di non avere paura di andare avanti quando il tuo istinto ti dice che troverai delle cose buone che ti aspettano. Bruce era assolutamente sicuro che ci saremmo divertiti moltissimo a giocare a frisbee baseball. Ed è stato proprio così.
L'open source è un movimento per il software, ma è anche molto di più di questo. E’ un modo ottimista di guardare ad ogni oggetto e idea costruiti dall'uomo. Tutto può essere migliorato da cima a fondo. Tutto quello che serve è un po’ di creatività e la volontà di applicare la nostra mente al compito.
Vogliamo provarci? Le regole originali di ogni gioco sono stampate sulla scatola, ma queste regole sono solo dei suggerimenti. Sono migliorabili e devono essere migliorate per quanto possibile.
#OpenSource #giochi #apprendimento
@macfranc @Alexis Kauffmann @scuola@a.gup.pe
Claudio42gno
in reply to macfranc • • •Digiti. Rivista manoscritta
teseo.unitn.itreshared this
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macfranc
in reply to Claudio42gno • • •@claudio42gno bel repertorio sull'argomento. Aggiungo anche i contributi di Stefano Longagnani sulla scrittura manuale
orizzontescuola.it/tecnologie-…
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macfranc
Unknown parent • • •@recarlo2 il link che mi hai girato è un po' povero di argomenti. In pratica sostiene:
1. i promotori della scittura manuale sono luddisti (ok...)
2. alcune ricerche di cui si è parlato non sono rilevanti (ma che dire delle altre?)
3. anche la scrittura su tastiera è manuale
4. luddisti! ovunque!
5. lo dice anche Ann Tucker (che in realtà si chiama Trubek 😂)
6. dietro c'è la lobby della penna (🙄)
7. lo dice la ricerca di Eivor Finset
Ti giro questo link: sciencenews.org/article/handwr…
@scuola
Handwriting may boost brain connections more than typing does
Claudia López Lloreda (Science News Magazine)Scuola - Gruppo Forum reshared this.
Shamar
in reply to macfranc • • •Beh, credo sia esperienza comune.
Chi scrive un promemoria a mano spesso non ha bisogno di rileggerlo.
Chi lo scrive al computer o sul cell, invece sì.
La spiegazione potrebbe essere molto intuitiva: i movimenti fini necessari alla scrittura manuale sono complessi e raffinati. Quelli per battere alla tastiera no.
Banalmente, puoi battere alla tastiera con due dita (una per mano), ma non puoi impugnare una penna con due dita.
La fatica di scrivere, di disegnare le lettere, imprime il messaggio in varie aree del cervello, che poi è più facile da ricordare.
Ricordo che al liceo e all'università, la semplice scrittura degli appunti durante la lezione mi permetteva di non studiare a casa.
E di mestiere (e per hobby) faccio il programmatore, non il luddista...
@recarlo2 @scuola
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macfranc
in reply to Shamar • • •@Shamar
> La fatica di scrivere, di disegnare le lettere, imprime il messaggio in varie aree del cervello, che poi è più facile da ricordare
così come leggere un libro cartaceo e usare la barra di avanzamento fisica (= l'inversione della differenza tra spessori a sx e dx) aiuta a ricordarsi più facilmente dove si è latto un certo passaggio.
(oltre al fatto che non disporre della funzione ctrl+f ti costringe a ricordare meglio quando trovi un termine particolare)
@recarlo2 @scuola
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macfranc
Unknown parent • • •@recarlo2 mi sembra un altro esempio dello stesso genere: diciamo il contrario di quanto è evidente, ché fa fico...
Vorrei solo far notare che quando un autore parla di autoapprendimento con riferimento alla capacità dei ragazzi di usare i dispositivi progettati proprio per essere usati facilmente, significa che quell'autore ignora totalmente cosa significa la formazione digitale.
@scuola
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