Franc Mac ha ricondiviso questo.

“DENUNCIASSE, POI CI DIVERTIAMO…”

@news
Onofrio del Grillo, il leggendario Marchese sinonimo di protervia e sopruso, si era docuto accontentare dell’ormai classico “Io so’ io, e voi non siete un cazzo”.
L'articolo “DENUNCIASSE, POI CI DIVERTIAMO…” proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

reshared this

Franc Mac ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Il server poliverso risulta temporaneamente off-line. Ci scusiamo per il problema

@fediverso

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Si può fare di meglio ma è già un piccolissimo passo avanti.
#research #ricerca #science #ue #eu #politics #USASciencePolicy #USA #researchers #usaresearch #trumpsciencebudget


Dall'Ue 210 milioni per incoraggiare le ricerche più ambiziose

@scienza

L'obiettivo è trattenere i migliori talenti in Europa



in reply to Pelosetto

@trapiantodipelo grazie per la citazione, ma approfitto per ricordare che il titolo dell'articolo è stato scritto un po' con il culo ha leggermente travisato il senso del mio invito... 😅

Infatti non ho mai detto che la UE deve salvare un'organizzazione governativa statunitense (peraltro ciò sarebbe impossibile anche legalmente, un po' come vendere l'AGID agli Emirati Arabi 🤣), ma che avrebbe dovuto assumere i suoi dipendenti disoccupati e finanziare un programma analogo.

@simonestalfieri

Pelosetto reshared this.

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Quiz del lunedì. Qual è stata finora la quota più bassa di un satellite operativo in orbita intorno alla Terra?

Appuntamento a domani per la discussione delle risposte, non suggerite e non cercate su internet!

#QuizTime
@astronomia

  • circa 80 km (29%, 12 votes)
  • circa 130 km (41%, 17 votes)
  • circa 250 km (19%, 8 votes)
  • circa 350 km (9%, 4 votes)
41 voters. Poll end: 10 ore fa

in reply to Destinazione Stelle

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Soluzione qui: poliversity.it/@destinazione_s…


Fino ad alcuni anni fa le orbite geocentriche dei satelliti erano divise in tre categorie a seconda della quota: orbita bassa o LEO, dall’inglese “low earth orbit”, tra i 400 e i 2000 km di quota, orbita geostazionaria o GEO, a circa 36.000 km di quota, e orbita media o MEO, alle quote intermedie.

Da alcuni anni sono iniziate le sperimentazioni di satelliti in orbita bassissima o VLEO, dall’inglese “very low earth orbit”. Il predecessore di questa categoria è stato il satellite europeo GOCE, mirato ad analizzare le variazioni del campo gravitazionale terrestre e operativo tra il 2009 e il 2013 a una quota intorno ai 250 km.

Lo ha seguito il satellite giapponese SLAT, che tra il 2017 e il 2019 è stato attivo a quote decrescenti fino a quella più bassa di 167 km. Ma già nel 2016 il satellite cinese Lixing-1 era stato mantenuto per pochi giorni in un’orbita poco ellittica compresa tra i 124 e i 140 km. È possibile che altri satelliti di cui non sono a conoscenza siano arrivati a quote ancora più basse.

Queste sperimentazioni sono state avviate perché la quota bassissima offrirebbe diversi vantaggi: in particolare immagini più nitide, utili per varie applicazioni, dall’agricoltura alla meteorologia e alla sorveglianza militare, e comunicazioni più veloci, vantaggiose per telefonia e internet.

Tuttavia l’orbita bassissima presenta anche diversi inconvenienti ed è per questo che non si è ancora diffusa su larga scala. Il bilancio tra vantaggi e svantaggi è infatti complesso e dipende dal rapporto tra distanza da terra, velocità periferica e densità dell’atmosfera.

Anche se lo spazio comincia convenzionalmente a 100 km di quota, la densità dell’atmosfera diminuisce gradualmente man mano che aumenta la quota, ma non si azzera nemmeno nelle orbite basse come quella della Stazione Spaziale Internazionale, dove anzi esercita una significativa resistenza aerodinamica che un po’ alla volta fa scendere i satelliti a quote inferiori. Per questa ragione la ISS e tutti i satelliti in orbita bassa hanno bisogno periodicamente di manovre di “reboost” che li riportano alla quota corretta ma consumano propellente. Il consumo di propellente aumenta drasticamente al diminuire della quota: nel 2011, quando la ISS è salita da una quota di 350 a una di 400 km, il propellente consumato per le manovre di reboost è diminuito da 8,6 a 3,6 tonnellate l’anno.

Nell’orbita bassissima la resistenza è così alta che i motori devono essere azionati costantemente, un po’ come quando si va in bici controvento e bisogna continuare a pedalare solo per mantenere la velocità. Perciò se i satelliti in orbita bassissima usassero la propulsione chimica esaurirebbero molto rapidamente il propellente. È preferibile usare la propulsione elettrica, che dà una spinta molto bassa ma ha un’altissima efficienza, perciò si può usare più a lungo. Inoltre alcuni ricercatori stanno sperimentando propulsori che raccolgono l'atmosfera rarefatta, la riscaldano con microonde ad alta potenza e la espellono come propellente.

D’altro canto, il fatto che le orbite degradino così in fretta significa che anche i detriti ritornano rapidamente a terra, perciò il problema dell’accumulo di detriti che affligge l’orbita bassa non sarà altrettanto grave nell’orbita bassissima.

La poca distanza da terra crea altri due fenomeni contrastanti: da un lato aumenta la risoluzione delle immagini, ma dall’altro diminuisce l’area coperta da ogni satellite, perciò per garantire una copertura globale del pianeta servono più satelliti. Inoltre la velocità è maggiore, perciò c’è meno tempo per trasmettere i dati alle stazioni di terra. Infine, diventa importante la forma dei satelliti: per esempio non si possono usare pannelli solari molto grandi in direzione perpendicolare al moto perché farebbero troppa resistenza aerodinamica, perciò la potenza elettrica disponibile è generalmente inferiore.

Ulteriori difficoltà tecniche sono le stesse dell’orbita bassa ma in forma più accentuata, come l’abbondante presenza di ossigeno in forma atomica, molto corrosivo e richiede protezioni ad hoc.

Insomma, i satelliti in orbita bassissima non sono una tecnologia miracolosa ma un settore promettente, che potrebbe avere sviluppi interessanti nei prossimi anni.

@astronomia


Franc Mac ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Se ti piace pubblicare su #Pixelfed le foto di luoghi e città d'Italia, ricordadi di menzionare alla fine del post le comunità cittadine di citiverse.it!

Citivrse.it è un forum completamente federato tramite ActivityPub e la sezione "Luoghi e città" contiene l'unico forum tematico federato sui luoghi d'Italia!

Per condividere un post Pixelfed dovrai fare solo due cose:
- cercare la comunità di tuo interesse per esempio @ lombardia @ citiverse.it o @ napoli @ citiverse.it (per il momento ci sono ancora pochi comuni che non siano capoluogo di provincia)
- aggiungere alla fine del post la menzione all'account della categoria

A quel punto, tutti coloro che sono iscritti alle comunità locali o che le seguono dal #Fediverso, vedranno il tuo post

Ecco la pagina delle categorie locali di citiverse.it
citiverse.it/category/12/luogh…

@fediverso@feddit.it

in reply to Francesco

@macfranc@pixelfed.uno naturalmente è possibile pubblicare foto o altri contenuti sulle comunità di citiverse.it anche da Mastodon, Friendica, Lemmy, Pleroma, Piefed, NodeBB, etc etc

reshared this

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Niente aumenti in Teradata: hanno speso tutto per l'intelligenza artificiale! 🤡

Per anni, i CEO del settore tecnologico hanno utilizzato l'intelligenza artificiale come scusa per giustificare i licenziamenti. In realtà, però, molti esperti affermano che ciò che sta realmente accadendo è che i dirigenti stanno dirottando risorse finanziarie verso l’intelligenza artificiale a scapito di tutto il resto —compresa la fidelizzazione dei dipendenti.

finance.yahoo.com/sectors/tech…

@lavoro

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Il sindaco di Shelbyville, Indiana, afferma che solo le persone che vivono in ‘case di merda’ si oppongono al data center


Una proposta Centro dati da 2 miliardi di dollari è diventato un punto critico politico nella piccola città di Shelbyville, Indiana. E la controversia è diventata ancora più intensa dopo che il sindaco, Scott Furgeson, è stato ripreso dalla telecamera dicendo dei cartelli “No Data Center” che stanno salendo, “ne ho visti molti in tutta la città, ma li vedo solo in case di merda,” prima di aggiungere, “la maggior parte sono in affitto.”


Gli abitanti della città affermano che Scott Furgeson è stato irrispettoso.

theverge.com/ai-artificial-int…

@aitech

reshared this

Franc Mac ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Da pochi giorni è in libreria il volume in cui ricostruisco il pensiero di Guido Calogero sull'educazione e sulla scuola, restituendo alla tradizione di pensiero dei riformatori post-idealisti la fondamentale dimensione egualitaria e socialista

@scuola @universitaly @poliversity

Franc Mac ha ricondiviso questo.

📬Milou non è il cane di H1tl3r e Tintint non è Léon Degrelle

Una puntata di S'È DESTRA un po' diversa dal solito

sedestra.substack.com/p/milou-…

Franc Mac ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Un tema che sarà sempre più pressante, in Italia come altrove (Germania): il governatore della Calabria chiede i prezzi zonali dell'elettricità

Roberto Occhiuto, governatore della Calabria: «Il Sud genera più energia pulita con eolico e solare, ma paga troppo» corriere.it/economia/finanza/2…

reshared this

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Recent Friendica issue following NodeBB Activitypub groups (categories)

@Friendica Support

I noticed a problem that arose recently (no more than three or four months ago).

In practice, when I try to follow a NodeBB Activitypub group (citiverse.it instance) from Friendica (poliverso.org instance), Friendica doesn't recognize the group as an Activitypub actor and gives me this error message.

I'm experiencing this problem with both old and new groups.

For example, with the group @Bluesky, which is a few months old, at the link citiverse.it/category/55, it's recognized, but I can't join it. When I try to join, I get this error message.

Exception thrown in /var/www/friendica/src/Module/Contact/Profile.php:197
Stack trace:
#0 /var/www/friendica/src/BaseModule.php(251): Friendica\Module\Contact\Profile->content()
#1 /var/www/friendica/src/App.php(595): Friendica\BaseModule->run()
#2 /var/www/friendica/src/App.php(190): Friendica\App->runFrontend()
#3 /var/www/friendica/index.php(22): Friendica\App->processRequest()
#4 {main}

With a newly created group, for example, the @wordpress@citiverse.it group at the link citiverse.it/category/231, I can't even capture it with the search function; and if I try to insert the link, it only captures the RSS actor.

What do you think the problem might be?

@Michael 🇺🇦 @julian

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Ho creato un gruppo di discussione focalizzato sulla federazione di Wordpress. Che ne pensate?


Mi farebbe piacere se chi ha un blog federato o, più in generale, chiunque si interessi a questo argomento, partecipasse alle discussioni di questo gruppo. Che ne pensate?

Mi farebbe piacere se chi ha un blog federato o, più in generale, chiunque si interessi a questo argomento, partecipasse alle discussioni di questo gruppo.

Che ne pensate?

in reply to Elena Brescacin

Ho creato un gruppo di discussione focalizzato sulla federazione di Wordpress. Che ne pensate?


The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

@elettrona@poliversity.it sicuramente i selfhoster sono i soggetti con le esperienze più interessanti.

Sarebbe interessante creare una serie di guide collettive per federare il proprio blog. Qualcosa di semplice come la guida che @acor3@mastodon.uno ha scritto su suo blog


Ora vedremo come fare affinché il tuo blog possa implementare il protocollo ActivityPub. I tuoi lettori potranno seguire i post del tuo blog su Mastodon e altre piattaforme federate che supportano ActivityPub, attualmente il plugin supporta:

# installare
Installaiamo il plugin ActivityPub By Matthias Pfefferle
# prendere il proprio Fediverse Profile identifier
Se apriamo il profilo del nostro utente, in basso troveremo queste informazioni


# vedere i followers
alla pagina
/wp-admin/users.php?page=activitypub-followers-list
è possibile vedere gli utenti che ci seguono
# problemi noti ## Yoast SEO
Se si usa il plugin Yoast SEO l’url della pagina del profilo dell’autore viene riscritta
acortech.it/author/admin/
e quindi non funziona il follow da instanze mastodon

infatti nel pannello site Healt
/wordpress/wp-admin/site-health.php
dice


### come risolvere
Seguendo la guida di yoast possiamo abilitare gli archivi dei post dell’utente andare in /wp-admin/admin.php?page=wpseo_titles#top#archives

e abilitare in questo modo:

#fediverso #mastodon

acortech.it/2022/11/19/come-fa…


macfranc reshared this.

in reply to macfranc

Io ne ho scritta una su come creare un multilingua di base usando gutenberg. Sistema che sto dismettendo in quanto oramai questo tipo di struttura è per me obsoleta, e la voglio rifare in modo più scalabile e stabile. Te la condivido in altro modo, devo capire come, perché qui su questo spazio, i post vanno via dopo 2 settimane. Ora è su WordPress sul sito di produzione. Ma se interessa la piazzo su feddit. O su citiverse (dovrei avere l'account pure lì)
in reply to macfranc

@wordpress

Io di ActivityPub e Fediverso, ho parlato al WordCamp Pisa 2025.

cc @acor3

wordpress.tv/2025/12/15/activi…

Franc Mac ha ricondiviso questo.

FORZE ARMATE TRA ONORI E DISONORE

@news
La brutta storia – emersa appena festeggiate le Forze Armate con trionfali esibizioni dinanzi a folle plaudenti – ci trascina oltre le mura di una caserma.
L'articolo FORZE ARMATE TRA ONORI E DISONORE proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Parlo da persona cieca: quella di riconoscere i volti e sapere quali persone hai vicino, nelle app di "visione assistita" chiamiamola così, è una funzione gettonatissima. A suo tempo l'app Envision AI, aveva questa funzione: "registra un volto" e tu davi il telefono alla persona in questione che registrava la faccia nel tuo dispositivo.
In teoria, Meta potrebbe fare la stessa cosa. Il problema è però che i dati qua vengono salvati nel cloud, quindi un'azienda privata ha in mano le facce di tutti. Sicuramente ci saranno ciechi pronti a difendere questa roba qua, come fece qualche anno fa Annalisa Minetti parlando però di un altro dispositivo che gestisce tutto off line. Io la trovo invece una situazione molto pericolosa, il cui appoggio potrebbe arrivare dal fuoco amico quindi sto in allerta.
La registrazione e riconoscimento del volto (associato a un nome) potrebbe starci se qualcuno la volesse. Ma solo in locale e, soprattutto, solo col CONSENSO dell'interessato.
Gli occhiali Meta riconoscono i volti e li archiviano nell’app macitynet.it/gli-occhiali-meta…
in reply to Elena Brescacin

Come scrivi giustamente se fosse un database locale, gestito da chi porta gli occhiali, chiedendo consenso alle persone per poterle memorizzare, allora sì, sarebbe una funzione d'aiuto per chi non vede.

Così come hanno inserito la funzione, un pò sottovoce, per ora non attivandola direttamente (per l'utente, per loro chissà magari è già attiva da tempo).....la dice lunga sulla sua funzione.

Altro tassello che collegheranno a Palantir ? Benvenuti al gioco "siamo tutti delatori e spie !"

Che mondo orrendo.

in reply to Andre123

@andre123 quella che avevo all'epoca io, era una cosa che pareva un cinema. Adesso vien qua... mettiti davanti, mettiti di fianco, fatti registrare la faccia da culo che c'hai, adesso dici il tuo nome... Il consenso era attivo, cioè entrambe le persone partecipavano attivamente potendo andarsene quando volevano, e spesso finiva col "va in mona ti e el to afar cinese" tanto è vero che, fatto una volta per provarlo, non l'ho fatto più. Non perché mi si mandasse in mona ma perché son vissuta 45 anni senza identificare le persone dalla faccia, posso continuare così, e soprattutto per i rapporti ravvicinati non è così indispensabile. Non nascondo che un riconoscimento facciale basato sull'iscrizione ai social network commerciali o meno, mi sarebbe utilissimo in caso di eventi. Quando vado in giro in presenza, per eventi dove abbiamo il badge, spesso e volentieri chiedo a chi mi accompagna "per favore cerca il badge con questo nome" o "guarda la sua faccia su [social a caso] ammesso che poi sia facile trovare il lavoro. Gli occhiali che tu gli dici "cercami un nome in tutto l'evento", con magari il beep quando ti avvicini, sarebbero un'ottima cosa. Ma se tu ti affidi alle realtà grosse come meta, tu accetti questa cosa affidando i dati a chi ha tutte le potenzialità di abusarne.
Franc Mac ha ricondiviso questo.

La #Browser Choice Alliance è un gruppo informale di produttori di browser (es. #Vivaldi, #Opera, #Chrome) che contesta le pratiche di #Microsoft per fare scegliere #Edge sui sistemi #Windows

Bene opporsi ai gatekeeper!

Però a maggio 2026 la quota di Edge sui sistemi desktop è il 9,85% contro il 75,05% di Google Chrome

E, formalismi a parte, in pratica è difficile ritenere che Google non sia un gatekeeper

@sicurezza

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Maturità 2026, online le commissioni d’esame. Ecco tutti i nomi

@scuola

corriereuniv.it/maturita-2026-…

Sul sito del ministero dell’Istruzione e del Merito sono disponibili, da oggi, le commissioni dell’esame di maturità. L’apposito motore di ricerca con le commissioni è raggiungibile all’indirizzo: Quest’anno sono 527.607 gli

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Zanzare, l’aglio le tiene davvero lontane e ora sappiamo perché


Uno studio di Yale ha scoperto che il suo sapore attiva nei moscerini e in altri insetti un recettore in grado di limitare l'accoppiamento

wired.it/article/zanzare-aglio…

@scienza

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Lo strumento di archiviazione più potente di Internet è in pericolo

Mentre i principali organi di informazione bloccano la Wayback Machine, giornalisti e gruppi di pressione si stanno mobilitando per proteggere la vasta collezione di pagine web dell'Internet Archive.

wired.com/story/the-internets-…

@eticadigitale

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Dichiarazione di Leida sull'intelligenza artificiale e la matematica


@matematica

Questa dichiarazione chiede azioni per affrontare le sfide poste dal utilizzo dell'intelligenza artificiale nella ricerca matematica. È il risultato di un'iniziativa comunitaria ed è approvato dall'Internazionale Unione Matematica (IMU).

Gli sviluppi tecnologici hanno ripetutamente trasformato la pratica della matematica. Le recenti tecnologie di intelligenza artificiale, compresi i metodi simbolici e neurali per la generazione e la formalizzazione della matematica, potrebbero aver già dato inizio a un capitolo significativo di questa lunga storia. Tra i ricercatori, l'intelligenza artificiale ha suscitato un'ampia gamma di reazioni: entusiasmo per il suo potenziale di produrre nuove scoperte; intimidazione per il ritmo degli sviluppi; indifferenza verso questi rapidi cambiamenti; preoccupazione per le implicazioni, sia per la matematica che per la società in generale.

I matematici possono scegliere se e come adottare l'intelligenza artificiale nello svolgimento delle loro ricerche. Hanno anche la responsabilità di garantire il continuo sviluppo della disciplina. Questa Dichiarazione invita i matematici ad esercitare questa responsabilità e fornisce raccomandazioni per individui, istituzioni, governo e industria.

Sebbene adottiamo la prospettiva della ricerca matematica, gran parte di ciò che scriviamo si applica anche ad altri aspetti della matematica. Ciò include il lavoro nelle scienze matematiche più ampie, l’istruzione, il tutoraggio, l’editoria, i finanziamenti, la politica scientifica e l’uso della matematica nel resto del mondo.


leidendeclaration.ai/

reshared this

Franc Mac ha ricondiviso questo.

La Sovranità Digitale Europea è Possibile: Come Fuggire dalle Big Tech con le Alternative Europee Libere


Viviamo in un momento storico cruciale. I dati sono diventati il "nuovo petrolio" dell'economia digitale, e i giganti americani come Google, Apple, Facebook (Meta), Microsoft e Amazon, i cosiddetti GAFAM controllano gran parte della nostra vita online. Dalla ricerca al cloud, dai social media alle email, dalla messaggistica ai dispositivi personali: il nostro presente dipende quasi interamente da piattaforme che estraggono, monetizzano e controllano le nostre informazioni personali.La […]
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Viviamo in un momento storico cruciale. I dati sono diventati il “nuovo petrolio” dell’economia digitale, e i giganti americani come Google, Apple, Facebook (Meta), Microsoft e Amazon, i cosiddetti GAFAM controllano gran parte della nostra vita online. Dalla ricerca al cloud, dai social media alle email, dalla messaggistica ai dispositivi personali: il nostro presente dipende quasi interamente da piattaforme che estraggono, monetizzano e controllano le nostre informazioni personali.
La dipendenza dagli ecosistemi di Google, Apple, Meta, Microsoft e Amazon (GAFAM) espone cittadini e istituzioni a rischi di sorveglianza, dipendenza tecnologica e spostamento di risorse verso economie extra-UE. Fortunatamente esistono soluzioni libere ed europee: motori di ricerca e browser etici, piattaforme cloud open, social federati e software open source che restituiscono controllo, privacy e valore economico al territorio.

Perché la dipendenza da Big Tech è critica


Le piattaforme GAFAM offrono servizi efficienti ma a costo della nostra libertà. La sovranità digitale serve a “diminuire la dipendenza dalle Big Tech” e garantire a Stato, imprese e cittadini un uso consapevole delle tecnologie. Le Big Tech profittano sui nostri dati: ogni ricerca o e-mail gratis alimenta profilazione sugli utilizzatori. Inoltre impongono ecosistemi chiusi (“giardini recintati”) che rende difficile uscirne. La dipendenza comporta anche rischi di sicurezza e legali: i dati gestiti da server extra-UE possono sfuggire ai controlli giuridici nazionali.
Le Big Tech non sono semplici aziende private. Possiedono il potere di censurare, controllare l’accesso alle informazioni, implementare algoritmi che influenzano il comportamento umano, e dispongono di informazioni sensibilissime su miliardi di persone.

Il problema è triplo:

  1. La perdita di sovranità: L’Europa ospita gran parte dei suoi dati presso server americani, soggetti a leggi permissive come il Cloud Act e l’extraterritorialità americana.
  2. La perdita di privacy: Gli utenti non pagano con denaro, ma con i loro dati. Ogni clic, ogni ricerca, ogni posizione viene tracciata, profilata e venduta ai pubblicitari.
  3. La perdita di autonomia: Siamo intrappolati in “giardini recintati” proprietari, incapaci di controllare i nostri stessi strumenti digitali.

Questo non è più un dibattito teorico, è una questione di sovranità europea e di sicurezza informatica.

Alternative “Made in Europe”


Le piattaforme open source e federate europee offrono già valide alternative. Ecco per ciascuna Big Tech almeno 3 soluzioni con guida all’adozione.

Google

AlternativaServizio sostituitoOrigineFacilità migrazioneGuida primaria
SearXNGMotore di ricercaItalia (instanza devol.it)Facile (browser)Guida Devol: motori di ricerca
EcosiaMotore di ricercaGermaniaMolto facile (browser)Scegli.app: motori di ricerca (cerca Ecosia)
QwantMotore di ricercaFranciaMolto facile (browser)Come sopra
ProtonMailGmail (email)SvizzeraMedia (import mail)Scegli.app: Email (cerca ProtonMail)
TutanotaGmailGermaniaMediaCome sopra
NextcloudGoogle Drive/WorkspaceAustriaMedia (server)Scegli.app: Cloud (cerca Nextcloud)
MapyGoogle MapsPoloniaFacile (app)Scegli.app: Mappe (cerca Mapy)
CoMapsGoogle Maps (mobile e desktop)InternazionaleFacileCome sopra
PeertubeYoutube (video)FranciaFacileDevol: Social/Fediverso
Esempio di migrazione (Google Search → SearXNG):
1) Apri le impostazioni del browser (Chrome/Edge/Firefox).
2) Nella sezione “Motore di ricerca”, aggiungi l’URL di SearXNG.devol.it.
3) Imposta SearXNG come predefinito.
4) Verifica facendo alcune ricerche: non vedrai più pubblicità mirate.


SearXNG, istanza italiana di meta-motore, “rappresenta la migliore alternativa a Google” in quanto aggrega decine di motori senza tracciarci. Allo stesso modo Ecosia e Qwant (rispettivamente tedesco e francese) sono raccomandati. Per email, ProtonMail (CH) e Tutanota (DE) offrono mailbox criptate e caledari in EU. Per lo spazio online basta un Nextcloud italiano (o europeo) per avere Drive/Calendar autonomo (criptato) Oppure Proton Drive.

Apple

AlternativaServizio sostituitoOrigineFacilità migrazioneGuida primaria
e./OS – MurenaiOS (OS smartphone)FranciaAvanzata (flashing)Scegli.app: Sistemi operativi (cerca e.foundation)
LinuxWindows/macOS (OS desktop)ItaliaMedia (installa su PC)FediLUG
VivaldiSafari (browser)NorvegiaFacileRiferimento generale Devol/Scegli
NextcloudiCloud (cloud, mail, contatti)GermaniaMediaScegli.app: Cloud (cerca Nextcloud)
Proton DriveiCloud (cloud, mail, contatti)SvizzeraFacile (account)Le Alternative (recensione Proton Docs)
SatispayApple Pay (pagamenti)ItaliaFacile (app)Satispay Official
Esempio di migrazione (iCloud → Nextcloud):
1) Scegli un provider Nextcloud (ad es. iscrivendoti a fedimedia).
2) Crei un account e installi il client Nextcloud su PC e smartphone.
3) Esporti contatti/calendario da iCloud (file vCard/ICS).
4) Importa i file in Nextcloud e configura la sincronizzazione.
5) Attiva il nuovo account nelle app Mail/Calendario sostituendo iCloud.


Gli utenti Apple possono installare un browser alternativo (Vivaldi) e passare il motore di ricerca a Qwant o Ecosia (privacy-friendly). Esistono smartphone come Murena di e.Foundation che non dipendonodai servizi apple o google. Su desktop,Linux è leggero e pronto all’uso su linux.it è possibile scegliere quale versione usare. Per lo streaming musicale open source si può usare Jamendo , mentre Satispay è un’alternativa al pagamento mobile.

Meta (Facebook, Instagram, WhatsApp)

AlternativaServizio sostituitoOrigineFacilità migrazioneGuida primaria
Mastodon (uno)Facebook (social network)ItaliaMediaDevol: Social/Fediverso
Pixelfed (uno)Instagram (condivisione foto)ItaliaMediaCome sopra
Matrix/ElementWhatsApp/Messenger (chat)UKFacileScegli.app: Messaggi (cerca Element)
PeertubeYouTube (video)FranciaFacileDevol: Social/Fediverso
PoliversoFacebookComunità globaleDifficile– (no guida ufficiale)
Esempio di migrazione (Facebook/X → Mastodon):
1) Visita mastodon.uno e crea un account gratuito.
2) Avvisa periodicamente sul tuo account Facebook o X che da ora sei disponibile su Mastodon
3) Inizia a seguire account italiani di interesse per vedere i post.
4) Condividi i tuoi aggiornamenti più su Mastodon che su Facebook.


Nel Fediverso (rete di social federati) utenti su server differenti si seguono a vicenda. Mastodon (microblog) e Pixelfed (foto) sono i principali progetti. Peertube è l’alternativa decentralizzata a YouTube (video), disponibile in istanze italiane gestite da Devol e altri.. Per la chat in tempo reale, il protocollo Matrix (client Element, server Synapse) è semplice da usare come WhatsApp e garantisce crittografia end-to-end con hosting europeo.

Microsoft

AlternativaServizio sostituitoOrigineFacilità migrazioneGuida primaria
Linux Windows (OS desktop)GermaniaMedia (installare)FediLUG
NextcloudOneDrive/SharePoint (cloud)Austria/ITMediaScegli.app: Cloud (cerca Nextcloud)
libreOfficeMicrosoft Office (suite)GermaniaFacileScegli.app: Office (cerca LibreOffice)
Jitsi MeetTeams/Zoom (videoconf.)GermaniaFacilissimoDevol: Social/Fediverso (vedi Video)
BetterbirdOutlook (mail client)Europa (global)FacilissimoScegli.app: Email (cerca Thunderbird)
Esempio di migrazione (Teams → Jitsi Meet):
1) Richiedi a un collaboratore di creare una stanza Jitsi (es. su calls.disroot.org).
2) Invia il link della riunione al team (funziona senza login).
3) Tutti partecipano da browser (o app mobile) senza installare software Microsoft.


Per la de-Microsoftizzazione prevede l’adozione di Linux al posto di Windows (es. scegliete ladistro su linux.it). Per produttività in cloud si usa Nextcloud con OpenOffice/Collabora (documenti, calendario). E-mail e contatti possono migrare a provider come Tuta o ProtonMail. In alternativa i client Betterbird/ClawsMail sostituiscono Outlook senza funzioni bloccanti.

Amazon

AlternativaServizio sostituitoOrigineFacilità migrazioneGuida primaria
OVHcloudAWS (cloud infra)FranciaMedia (configurare)– (vedi Scegli.app: Cloud – provider europei)
Aruba CloudAWSItaliaMediaManuale Aruba/Cloud
TrovaprezziAmazonItaliaMedia vedi Scegli.app:
IdealoAmazonSpagnaMedia vedi Scegli.app:
BookwyrmGoodreadsItaliaMedia vedi Scegli.app:

Amazon (web retail) non è qui il focus: si parla di Amazon Web Services. Invece di affidarsi a mega-cloud USA, si può scegliere fornitori europei come OVHcloud (FR), Aruba Cloud (IT) ma anche Scaleway (FR), Exoscale (CH). Tali provider offrono macchine virtuali, storage S3-compatibile, database gestiti, ecc. Il codice aperto (OpenStack) riduce il lock-in.
per gli acquisti meglio rivelgersi a comparatori di prezzi come Trovaprezzi e Idealo che reindirizzano allo shop online con l’offerta miglione. Infine se si è soliti usare Goodreads per condividere le proprie letture, esiste la controparte libera e federata su bookwyrm.it

Alternative europee all’AI proprietaria


Con l’avanzare dell’AI generativa, crescono esigenze di sovranità: servono soluzioni europee che garantiscano privacy, hosting UE, controllo legale e trasparenza. In questa sezione presentiamo gli LLM emergenti europei (ad es. Mistral AI, Proton Lumo, Infomaniak Euria, Aleph Alpha), con i loro punti di forza e di debolezza. Per ciascuno forniamo caratteristiche principali, modalità di integrazione e passi pratici di adozione. Infine confrontiamo benefici (controllo dati, latenza bassa, costi sostenibili) e limiti (bias, potenza di calcolo, compliance) per aiutare PA e PMI a scegliere consapevolmente.

Perché alternative europee?


Affidarsi ai big AI statunitensi (ChatGPT, Gemini, Claude) espone a rischi giuridici (es. Cloud Act) e di lock-in. Le soluzioni UE proteggono la privacy (dati in infrastrutture locali, conformità GDPR) e offrono trasparenza (modelli aperti). Inoltre permettono di investire sull’economia locale.

Soluzioni AI europee

NomeTipo modelloOrigineLicenzaHosting UEIntegrazione DevOpsLink guida/ufficiale
Mistral AI (Le Chat)LLM dialogicoFranciaApache 2.0 (open)Cloud/Web (EU)API REST, dockerchat.mistral.ai
Lumo (Proton)Assistente AISvizzeraParziale (?)No-logs cloud (EFTA)Client Proton, APIlumo.proton.me
Euria (Infomaniak)Assistente AISvizzera? (proprietario)Cloud SvizzeraAPI webeuria.infomaniak.com
Aleph AlphaLLM enterpriseGermaniaProprietariaOn-premise (StackIT)SDK & Cloud (DE)aleph-alpha.com
  • Mistral AI (Francia, Le Chat): LLM avanzato (675B parametri, Apache 2.0) competitivo con GPT-4. Offre piano gratuito e API.
  • Lumo (Proton, Svizzera): Assistente AI “privacy-first”: conversatione zero-access encryption, no-logs. Modelli sottostanti ottimizzati ma codebase non completamente open.
  • Euria (Infomaniak, Svizzera): Assistente AI “svizzero-sovrano” con dati in hosting locale. Basato su modelli pre-addestrati .
  • Aleph Alpha (Germania): LLM per applicazioni enterprise (PhariaAI), focalizzato su explainability e on-premise certificato. Non punta alla performance generalista di GPT-4.


Rischi, benefici e suggerimenti


Limiti: I modelli EU restano meno “generalisti” (bias e performance inferiori ai leader USA). Richiedono grandi risorse di calcolo (GPU) per addestramento e inferenza. Alcuni sono closed-source o semi-chiusi (Lumo, Euria). Bisogna vigilare su compliance GDPR: anche se host EU, la provenienza dei dati di training (es. Euria usa modelli cinesi secondo alcuni) può imporre ulteriori verifiche. Infine, attenzione alla sicurezza: come tutti gli LLM, possono divulgare info confidenziali se male configurati.

Benefici: Migrando a soluzioni europee si guadagna controllo sui dati (infrastrutture UE, leggi e policies locali), maggiore privacy (dati trattati con normative GDPR) e trasparenza (alcuni modelli open licence, o accordi sulla governance). Si riduce la latenza per utenti europei e si può definire prezzo/previsione dei costi (evitando abbonamenti USA). A lungo termine si crea resilienza nazionale e si supporta l’innovazione locale.

Suggerimenti: Per PA e PMI, la scelta va basata su: licenza (open preferibile per audit e modifica), possibilità di self-hosting (per pieno controllo giuridico), supporto commerciale (per AI mission-critical) e impatto compute (per costi energetici). Ad esempio, piccoli progetti POC possono partire con Mistral 7B open-source (un 80GB di GPU) e passare a Lumo/Euria in produzione se serve privacy garantita, oppure a PhariaAI per settori regolamentati. È utile condurre un proof-of-concept iniziale, poi un pilota limitato (poco dati sensibili), e infine la produzione con governance dedicata (audit log, responsabilità IA).

VantaggiCriticità
Dati gestiti in UE (GDPR compliance)Modelli ancora meno performanti dei top US
Trasparenza e auditabilità (open source)Necessità di GPU potenti e competenze
Indipendenza tecnologica e strategicaPossibili bias linguistici/locali
Riduzione latenza e costi a lungo termineSoluzioni commerciali emergenti e in evoluzione

Fonti: Soluzioni citate da scegli.app (Mistral, Lumo, Euria) .

Il ruolo di Fedimedia APS in Italia


In Italia il Fediverso cresce grazie all’attivismo: Fedimedia APS (federazione di progetti come Devol, Le Alternative, OpenForFuture, ecc.) funge da catalizzatore. Fondata nel 2025 come associazione no-profit, Fedimedia promuove un ecosistema digitale diverso, basato su software libero, decentralizzazione, trasparenza. Gestisce direttamente molte piattaforme: Mastodon.uno, Pixelfed.uno, Fedimercatino.it (e-commerce etico). Insieme a realtà come Devol, Open For Future, Le Alternative, Fedimedia partecipa ad eventi (Linux Day, Merge-IT, Fossdem) e campagne di sensibilizzazione. Il suo obiettivo è promuovere “servizi open source che possano competere con quelli offerti dalle Big Tech”. In pratica, Fedimedia è un punto di riferimento italiano per chi cerca alternative etiche alle Big Tech, coordinando guide e community (leAlternative.net, Scegli.app) per la migrazione.

Benefici e criticità delle soluzioni aperte


Benefici principali: L’adozione di soluzioni libere e locali garantisce privacy, controllo dei dati, sicurezza e sovranità. I servizi open source non ricorrono a tracciamenti segreti e sono più trasparenti, riducendo il rischio di fughe di dati o censure. Permettono inoltre di rispettare le leggi UE (GDPR) e di mantenere i dati sensibili entro i confini europei. Sostenere software e infrastrutture europee sviluppa un’economia digitale locale: le risorse spese restano nel continente, alimentando PMI e startup del settore tech. Inoltre, la ridondanza del Fediverso (molte istanze) aumenta la resilienza del sistema rispetto a un singolo fornitore.

Tabella comparativa dei vantaggi:

AspettoBig Tech (centralizzate)Soluzioni libere/federateVantaggio
PrivacyRaccolta massiva di dati utenteDati crittografati / decentralizzatiUtente ha controllo sui propri dati
SovranitàDipendenza da provider USAInfrastrutture UE, open sourcePA e cittadini decidono autonomamente
SicurezzaCodice proprietario chiusoCodice auditabile, comunità attivaVulnerabilità più facilmente corrette
EconomiaProfitti finiscono all’esteroRisorse restano in EuropaSostegno a imprese locali (es. Aruba, Infomaniak)

Criticità/Limiti: Alcune alternative open sono meno “rifinite” o diffuse delle controparti commerciali. La transizione può richiedere apprendimento tecnico e tempo per riconfigurare sistemi esistenti. Ad esempio, installare una nuova distribuzione Linux o ricopiare dati richiede un minimo di competenza. Inoltre, in certi casi mancano funzionalità (es. biblioteca di app su Linux rispetto a Windows). Anche il Fediverso ha un’adozione di massa ancora limitata. Tuttavia, questi limiti vanno valutati alla luce dei benefici a lungo termine: la libertà dall’algoritmo pubblicitario, la sicurezza dei dati e l’indipendenza tecnologica.

Suggerimenti pratici e politici


  • Per la Pubblica Amministrazione: Inserire l’open source nelle gare d’appalto e nei piani digitali (come già indicato nella “Dichiarazione UE sulla sovranità digitale”). Investire in progetti condivisi (Gaia-X, cloud europeo) e formare il personale su Linux, Nextcloud, infrastrutture federate. Promuovere l’adozione di Nextcloud, con l’open source la PA può governare le proprie infrastrutture senza dipendere da processi opachi o extraeuropei”.
  • Per i cittadini e le imprese: Scaricare le alternative, seguire le guide di Scegli.app e lealternative.net, supportare i progetti locali (es. devol.it). Piccoli passi quotidiani come cambiare motore di ricerca o client email concorrono a costruire “un futuro digitale più equilibrato”. A livello politico, i cittadini possono chiedere norme che favoriscano software libero.
  • Per le politiche pubbliche UE/IT: Promuovere la “sovranità digitale” come bene comune: finanziare eventi formativi, centro competenza nazionale sul software libero incentivare PMI europee nell’offerta di servizi cloud gestiti, allineare la strategia digitale italiana con l’Agenda Europea (es. supporto a Mistral AI) per non inseguire, ma guidare l’autonomia tecnologica.

In sintesi, esiste un’alternativa: un ecosistema di servizi federati e software open source, promosso anche da realtà italiane come Fedimedia, che consente di abbandonare gradualmente i prodotti dei Big Tech a favore di soluzioni più sicure, trasparenti e solidali. Ogni passaggio da un motore di ricerca libero a una casella email europea è un mattoncino che costruisce la sovranità digitale di domani

L’Urgenza della Libertà Digitale


Il ruolo di FediMediaAPS:

FediMediaAPS non è semplicemente una piattaforma, ma un catalizzatore di movimeni. Riunisce diverse realtà italiane impegnate nel software libero e nel Fediverso creando sinergie che moltiplicano l’impatto e dimostrando come iniziative coordinate ma autonome, possono costituire un’alternativa credibile e scalabile ai giganti centralizzati.

Il modello che FediMedia propone è semplice: i cittadini non devono essere costretti a cedere i propri dati personali alle Big Tech per poter comunicare, ma devono poter tutelare la propria privacy con servizi e canali di comunicazione gestiti in Europae e che garantiscano la protezione dei dati.

Le Tre Iniziative Chiave: Un Ecosistema Coeso


La forza della sovranità digitale italiana risiede in tre piattaforme interconnesse che funzionano in sinergia:

1. Devol.it: La Rete Federata Italiana


Devol è un progetto collettivo noprofit con base a Milano, è dal 2019 fra i pionieri del fediverso e la più grande iniziativa di questo tipo in Italia, gestita da volontari e sostenuta dalla comunità, con oltre 100mila iscritti.

Devol incarna una visione : invece di dipendere da pochi colossi digitali, le persone dovrebbero poter usare strumenti aperti, federati e non basati sulla sorveglianza ed estrazione dei dati degli utenti. Offendo 30 servizi gratuiti e decentralizzati (social network, cloud storage, podcast hosting), Devol dimostra che è possibile offrire un’esperienza digitale completa fuori dall’ecosistema dei Big Tech

2. Scegli.app: La Guida Pratica per la Scelta


Scegli.app è il luogo dove la consapevolezza diventa azione. È una piattaforma che traduce il concetto astratto di “sovranità digitale” in una guida concreta per migrare dai Big Tech e l’obiettivo è chiaro: rendere il cambiamento facile e immediato per chiunque, non è necessario essere tecnici per iniziare. Scegli.app fa esattamente quello che promette: ti aiuta a scegliere e a come farlo senza stress.

3. LeAlternative.net: L’Enciclopedia Della Libertà


LeAlternative.net è l’enciclopedia italiana delle alternative libere. Cataloga, descrive e compara le soluzioni open source per ogni tipo di servizio. È il riferimento dove trovare non solo “che cosa” scegliere, ma anche il “perché” dietro ogni alternativa.


Come Iniziare: Roadmap Pratica per la Migrazione


La sovranità digitale mira a garantire allo Stato, all’economia e alle persone un uso consapevole delle tecnologie e a diminuire la dipendenza dalle Big Tech. Ecco come concretizzarla:

Fase 1: Email (Impatto massimo, Difficoltà minima)


  • Crea account Proton Mail o Tuta gratuito
  • Configura inoltro da Gmail a Proton/Tuta
  • Comunica il nuovo indirizzo a contatti importanti
  • Tempo: 30 minuti


Fase 2: Cloud Storage (Impatto alto, Difficoltà bassa)


  • Iscriviti a Nextcloud o Proton Drive
  • Scarica i tuoi file da Google Drive via Google Takeout
  • Sincronizza i file importanti
  • Tempo: 2 ore


Fase 3: Messaggistica (Impatto alto, Difficoltà minima)


  • Installa Element
  • Condividi il nuovo numero con i contatti più stretti e segui le stanze fedimedia
  • WhatsApp rimane come “ponte” verso chi non migra
  • Tempo: 20 minuti


Fase 4: Social Network (Impatto medio, Difficoltà bassa)



Fase 5: Ricerca (Impatto moderato, Difficoltà minima)


  • Cambia motore di ricerca in SearXNG, DuckDuckGo o Ecosia
  • Un click nel browser, fatto
  • Tempo: 2 minuti


Fase 6: Sistema Operativo (Impatto massimo, Difficoltà media-alta)


  • Valuta se passare a Linux su PC o usare e/OS sul nuovo telefono
  • Questa è la scelta più importante ma anche la più impegnativa
  • Se inizi qui, fallo quando hai tempo
  • Tempo: 3-4 ore per Linux, quanto il primo setup di un PC nuovo

Il Movimento Italiano e la Coalizione


Quello che rende questa transizione possibile non è una singola piattaforma, ma un ecosistema coordinato di iniziative italiane che funzionano in sinergia:

  • FediMedia APS: Catalizzatore e coordinatore del movimento, porta il Fediverso in Italia
  • Devol.it: Fornitore concreto di 30 servizi decentralizzati e federati
  • Scegli.app: Guida pratica per la transizione graduale
  • LeAlternative.net: Enciclopedia comparativa delle soluzioni

Perché Questo è Importante per l’Italia (e l’Europa)


L’UE è all’avanguardia nella regolamentazione digitale con GDPR, DMA e DSA. Le nuove regole impongono ad Apple, Google, Meta e altri gatekeeper di aprire i propri ecosistemi e limitare l’utilizzo dei dati. Mentre l’Europa sta crescendo un ecosistema di alternative europee che danno priorità alla privacy, alla conformità e all’autonomia.


Conclusione: Iniziate Oggi


Non siamo qui per fare profitto, ma per costruire un ecosistema digitale diverso. Non siamo qui per fare profitto, ma per costruire un ecosistema digitale diverso dove tecnologia, diritti e ambiente coesistono in armonia. Questa è la dichiarazione di intenti di FediMediaAPS, e dovrebbe essere anche la nostra.

La sovranità digitale non è per il futuro. È oggi. È ora.

Non dovete fare tutto insieme. Cominciate da una cosa:

  • Cambiate email (30 minuti)
  • Cambiate motore di ricerca (2 minuti)
  • Scaricate Element (5 minuti)
  • Entrate su Mastodon (5 minuti)

Poi, quando siete pronti, migliorate ancora. Il percorso è tracciato. Le guide sono online su scegli.app. Le piattaforme su devol.it. Le spiegazioni approfondite su lealternative.net.

E dietro a tutto questo: FediMedia APS è una comunità italiana di persone che hanno deciso di riprendere il controllo della propria vita digitale a cui potete iscrivervi per supportarla.

Non è una promessa di un mondo perfetto. È una promessa di un mondo dove siete voi a decidere perché questo importa: ogni volta che scegliete un’alternativa libera ed europea, votate per il tipo di futuro che volete. Ogni volta che migliorate la privacy di un amico, rafforzate la sovranità di tutti.

Non rimandare. Inizia oggi, la libertà digitale non è un’idea astratta: è una scelta concreta, a un click di distanza.

Unisciti a Fedimedia e aiutaci a diventare sempre più parte attiva del cambiamento.


Perché è tempo di abbandonare le Big Tech


Quante volte abbiamo sentito la frase: “Ma dai, Google è così comodo da usare, perché complicarsi la vita?” oppure “Instagram funziona benissimo, che male c’è?”. È una domanda legittima, che merita una risposta onesta e concreta.

Perché vale la pena abbandonare le piattaforme delle multinazionali tecnologiche per servizi alternativi che, almeno all’inizio, possono sembrare meno immediati o popolati? La verità è che dietro la comodità di questi servizi si nascondono meccanismi che stanno trasformando il nostro rapporto con la tecnologia, con l’informazione e con gli altri in modi che spesso non percepiamo.

Lasciamo le Big Tech per costruire il Fediverso


Le piattaforme digitali che dominano oggi la comunicazione online non sono strumenti neutrali, sono infrastrutture di potere costruite per estrarre dati, modellare il consenso, concentrare ricchezza e condizionare le elezioni.
I feed tossici, la pubblicità basata sulla sorveglianza e i monopoli globali non sono “effetti collaterali”, sono il cuore del modello di business delle Big Tech.

Il problema non è solo la privacy


Iniziamo da quello che sappiamo tutti ma che spesso sottovalutiamo: i nostri dati sono diventati una merce. Ogni like, ogni ricerca, ogni messaggio viene registrato, analizzato e venduto. Ma il problema va oltre la raccolta dati, le piattaforme delle Big Tech sono progettate per tenerci incollati agli schermi il più a lungo possibile, gli algoritmi non ci mostrano quello che vogliamo vedere, ma quello che ci farà restare collegati con contenuti che ci fanno arrabbiare, che ci spaventano e che ci eccitano. Il risultato? Siamo costantemente bombardati da informazioni progettate per manipolare le nostre emozioni.

C’è poi la questione dipendenza tecnologica: quando tutti i nostri contatti, le nostre foto, i nostri ricordi sono rinchiusi in un ecosistema proprietario diventa difficile andarsene. Avere quasi tutti i vicini, colleghi e amici nello stesso social rende quasi impossibile uscirne.

In Europa esiste da anni un tentativo concreto di arginare questo potere attraverso leggi che difendono la privacy, i diritti digitali e la sicurezza delle persone. Ma queste conquiste sono fragili, le pressioni economiche e geopolitiche spingono costantemente verso l’utilizzo delle soluzioni delle Big Tech che dominano il mercato. Il risultato è meno diritti per le persone e più potere per pochi colossi privati. Affidare la comunicazione pubblica, l’informazione e le relazioni sociali a piattaforme monopolistiche significa accettare che un pugno di aziende abbia in mano tutti i nostri dati e decida cosa vediamo e cosa possiamo fare.

Il Fediverso nasce come risposta a tutto questo.
Non è solo un insieme di piattaforme alternative ma un cambio di paradigma: reti federate invece di silos centralizzati, software open source invece di codice proprietario, comunità e regole condivise invece di algoritmi imposti dall’alto. Qui nessun attore unico può dettare legge, controllare le persone o zittire intere comunità. Abbandonare le Big Tech non è un gesto simbolico: è un atto politico. Scegliere alternative libere e federate significa sottrarre potere ai monopoli, sostenere un ecosistema più giusto e costruire uno spazio digitale compatibile con i valori democratici, la sostenibilità e la sovranità.

Questa guida serve quindi a fornire strumenti, conoscenze e percorsi concreti per uscire dai recinti delle Big Tech e iniziare a vivere i social in modo libero e consapevole.

Scopri il fediverso: una nuova era per i social network


Stanco dei soliti social network e della costante ingerenza dei giganti della tecnologia? La regista Elena Rossini ti apre le porte del Fediverso, un universo digitale dove la tua privacy è rispettata e il potere torna finalmente nelle mani degli utenti.


L’influenza algoritmica sui discorsi pubblici


Gli algoritmi che alimentano i feed dei social network non sono semplici funzioni di ordinamento, ma sistemi di apprendimento automatico progettati per massimizzare l’engagement – cioè la quantità di tempo che gli utenti trascorrono sulla piattaforma e il numero di azioni (like, commenti, condivisioni) che compiono. Per raggiungere questo obiettivo, i modelli analizzano una mole immensa di dati comportamentali: cronologia di navigazione, interazioni precedenti, tempo di permanenza su singoli contenuti, tipologia di dispositivi utilizzati e persino dati di localizzazione. Queste variabili vengono combinate in “punteggi” di rilevanza che determinano quale contenuto viene mostrato in cima al feed. Il risultato è una curvatura della realtà in cui le informazioni più sensazionali, emotivamente cariche o polarizzanti hanno una probabilità significativamente più alta di emergere rispetto a contenuti più equilibrati o di approfondimento.

Questa dinamica crea quello che gli studiosi chiamano “filter bubbles” o “bolle informative”: gli utenti sono costantemente esposti a narrazioni che confermano le loro convinzioni preesistenti, mentre le opinioni discordanti vengono filtrate o relegati a posizioni poco visibili. La conseguenza è una progressiva frammentazione del discorso pubblico, dove il dialogo critico è sostituito da un eco‑chamber effect, una camera dell’eco. In questo contesto, le manipolazioni politiche trovano terreno fertile. Attraverso la micro-targhetizzazione, le campagne elettorali e gli attori di interesse possono costruire profili psicografici estremamente dettagliati (spesso basati su dati raccolti da terze parti) e indirizzare messaggi personalizzati a segmenti specifici della popolazione. Questi messaggi, ottimizzati per suscitare emozioni forti (paura, rabbia, speranza), sono veicolati proprio dagli algoritmi che privilegiano contenuti ad alto potenziale di reazione. Il risultato è una capacità di influenzare l’opinione pubblica con una precisione che supera di gran lunga le tradizionali forme di propaganda di massa, rendendo difficile per gli elettori distinguere tra informazione autentica e manipolazione orchestrata.

Il documentario The Great Hack – Privacy Violata sullo scandalo Cambridge Analitica

Parallelamente, la struttura di ricompensa degli algoritmi – notifiche, like, suggerimenti personalizzati – sfrutta i circuiti di dopamina del cervello, trasformando l’uso dei social in una forma di dipendenza comportamentale. Gli utenti, spinti da gratificazioni intermittenti, tendono a controllare compulsivamente le proprie piattaforme, sacrificando tempo, concentrazione e benessere psicologico. Questa combinazione di persuasione algoritmica e dipendenza crea un circolo vizioso: più tempo trascorso online genera più dati, che a loro volta alimentano algoritmi ancora più efficaci nel catturare l’attenzione. Il risultato è una diminuzione della capacità critica, una maggiore vulnerabilità alle narrazioni manipolative e un impatto tangibile sulla democrazia e sulla salute mentale collettiva. Per mitigare questi effetti è necessario un approccio multilaterale che includa trasparenza algoritmica, regolamentazioni sulla micro‑targeting politico e strumenti di alfabetizzazione digitale capaci di restituire agli utenti il controllo sui propri flussi informativi.

Il documentario The Social Dilemma

Dipendenza cognitiva e impatti sulla salute mentale


Il meccanismo di ricompensa alla base degli algoritmi è strettamente legato ai circuiti dopaminergici del cervello umano. Le notifiche, le etichette per indicare “nuovi contenuti”, i conteggi di like e le raccomandazioni di contenuti “simili a quelli che ti piacciono” generano piccole dosi di gratificazione intermittente, un modello psicologico noto per favorire comportamenti compulsivi. Quando un utente riceve una notifica, il cervello anticipa una ricompensa, rilasciando dopamina; se la ricompensa arriva (un nuovo commento, un like, un video interessante), il circuito di rinforzo si consolida, aumentando la probabilità che l’utente ritorni sulla piattaforma. Questo ciclo di anticipazione‑ricompensa‑rinforzo è alla base di quello che molti ricercatori definiscono “dipendenza da social media”.

Le conseguenze di questa dipendenza si manifestano su più livelli. A livello individuale, gli utenti sperimentano una riduzione della capacità di concentrazione, un aumento dell’ansia da “FOMO” (fear of missing out, paura di essere lasciati fuori da qualcosa) e una tendenza a confrontare costantemente la propria vita con le versioni curate dei profili altrui, con effetti negativi sull’autostima e sul benessere emotivo. A livello collettivo, la costante ricerca di novità e stimoli porta a un consumo rapido e superficiale delle informazioni, indebolendo la capacità di analisi critica e di riflessione approfondita. Inoltre, la saturazione di contenuti emotivamente intensi crea una “fatica informativa” che spinge gli utenti a delegare il filtro delle notizie agli stessi algoritmi, rinunciando così al ruolo di giudice autonomo.


Le nostre istanze: l’alternativa concreta


Ecco perché abbiamo costruito una rete di oltre 15 piattaforme federate che oggi serve oltre 15.000 persone attive mensili. Non sono copie delle piattaforme commerciali, sono qualcosa di diverso e migliore.

Mascotte Mastodon, licenza GNU

Mastodon


Invece di un algoritmo che decide cosa vedere, su Mastodon sei tu a controllare la tua timeline. Segui chi ti interessa, leggi quello che ti interessa, senza pubblicità che ti interrompe ogni tre post. La moderazione è fatta da persone reali della comunità, non da IA che applicano regole incomprensibili.

Mastodon.uno
Poliversity.it
Vivere.uno
Senigallia.one

Applicazioni per Mastodon

App ufficiale Android
App ufficiale iOS
Client web Phanpy


Pixelfed logo - CC BY-SA 4.0

Pixelfed


Condividi foto e video in un ambiente pulito, senza algoritmi che decidono chi deve vedere i tuoi contenuti. Niente pubblicità tra le foto dei tuoi amici, niente profilazione per vendere i tuoi dati. Solo condivisione autentica di momenti e creatività.

Pixelfed.uno

Applicazioni per Pixelfed

App ufficiale Android
App ufficiale iOS


Mascotte PeerTube - David Revoy - CC BY-SA 4.0

PeerTube


Una piattaforma video decentralizzata dove i creatori mantengono il controllo sui propri contenuti. Niente demonetizzazioni misteriose, niente rimozioni automatiche, niente algoritmi che premiano solo chi fa più visualizzazioni.

Peertube.uno

Applicazioni per PeerTube

App ufficiale Android
App ufficiale iOS


Voyager for Lemmy

Lemmy


L’alternativa a Reddit dove le comunità decidono le proprie regole senza interferenze. Upvote, downvote e discussioni autentiche, federate con il resto del Fediverso per non restare isolati.

Feddit.it
Diggita.com

Applicazioni per Lemmy

Voyager per Android
Voyager per iOS


Logo Flohmarkt

Fedimercatino


L’alternativa libera e italiana a eBay e Subito basata sui principi di decentralizzazione. Niente profilazione pubblicitaria, niente commissioni, niente algoritmi che spingono a comprare cose di cui non hai bisogno.

Fedimercatino.it



Mobilizon


Mobilizon è una piattaforma open source e federata che consente di creare e gestire una comunità online senza dipendere da grandi aziende centralizzate. È pensata per organizzare eventi, gruppi e condividere contenuti in modo trasparente, sicuro e rispettoso della privacy.

Mobilizon.it


Logo Friendica

Friendica


Un’alternativa a Facebook che permette di gestire contatti, gruppi, eventi e condivisioni in un ambiente completamente decentralizzato.

Poliverso.org



BookWyrm


Condividi le tue letture, scopri nuovi libri e partecipa a discussioni letterarie senza raccomandazioni falsate da accordi commerciali. I consigli vengono dalla comunità reale, non da algoritmi che spingono certi editori.

Bookwyrm.it



Writefreely


WriteFreely è una piattaforma di blogging federata che consente di creare e condividere contenuti testuali in modo decentralizzato, mantenendo il controllo totale sui propri dati.

Noblogo.org



Castopod


Castopod offre un hosting podcast open source e federato, permettendoti di condividere i tuoi audio senza dipendere da servizi centralizzati.

Castopod.it



Funkwhale


Con Funkwhale puoi creare collezioni audio e condividerle su ActivityPub, garantendo privacy e indipendenza da servizi centralizzati.

Funkwhale.it



NodeBB


Un’alternativa libera ai gruppi Facebook organizzata per luoghi reali e comunità locali. Basata su NodeBB, permette di discutere pubblicamente mantenendo lo stile dei “vecchi forum” ma federata con tutto il Fediverso. Un posto dove riunirsi e chiacchierare senza essere il prodotto di qualche multinazionale.

Citiverse.it



Wanderer


Wanderer è una piattaforma federata di tracciamento e condivisione di percorsi outdoor che permette di caricare, esplorare e interagire con sentieri in modo decentralizzato, mantenendo il pieno controllo sui propri dati.

Wanderer.devol.it



Forgejo


Forgejo è una piattaforma federata di hosting e collaborazione su codice sorgente che permette di gestire repository, issue e pull request, offrendo un’alternativa libera a GitHub con il pieno controllo sulla propria infrastruttura e sui propri progetti.

Forgejo.it



Owncast


Owncast è la piattaforma di live streaming per chi vuole davvero essere libero. È un progetto open-source che ti consente di trasmettere video in diretta da un tuo canale seguibile da tutto il Fediverso, senza dipendere da servizi centralizzati come YouTube Live, Twitch o Facebook Live.

Nostream.mastodon.uno


Perché scegliere le alternative


  • La tua timeline appartiene a te, niente algoritmi che decidono cosa vedere. Niente contenuti sponsorizzati che si mescolano ai post degli amici. Niente influencer spinti artificialmente nelle tue notifiche. Vedi quello che hai scelto di vedere.
  • Zero pubblicità, zero tracciamento, le nostre piattaforme non si finanziano vendendo i tuoi dati agli inserzionisti, quindi non hanno bisogno di raccoglierli. Vivono di donazioni e del lavoro volontario della comunità.
  • I tuoi dati restano tuoi, puoi scaricare tutto quello che hai pubblicato. Puoi migrare da un’istanza all’altra senza perdere contatti o contenuti. Se un giorno deciderai di andartene, non perderai anni di ricordi e connessioni.
  • Moderazione umana e trasparente, le regole sono scritte chiaramente e applicate da persone della comunità che puoi contattare direttamente. Niente sospensioni misteriose o shadow ban incomprensibili.
  • Tecnologia sostenibile, i nostri server consumano molto meno energia delle mega-infrastrutture delle Big Tech. Inoltre, progetti come Ufficio Zero danno nuova vita a hardware che altrimenti finirebbe in discarica.


“Ma ci sono meno persone…”


È vero, almeno per ora. Ma ogni grande cambiamento inizia da piccoli gruppi di persone che decidono di fare diversamente. Il Fediverso sta crescendo rapidamente: Mastodon ha superato i 15 milioni di utenti, Pixelfed compete seriamente con Instagram, PeerTube offre alternative concrete a YouTube.

E poi, preferiresti essere in 1000 in una piazza dove puoi parlare liberamente, o in 100.000 in un centro commerciale dove ogni tua parola viene registrata e venduta?

Come iniziare


Il passaggio non deve essere traumatico. Puoi iniziare affiancando le piattaforme alternative a quelle che già usi, per poi migrare gradualmente quando ti senti pronto.

  1. Crea un account su Mastodon per il social networking
  2. Prova Fedimercatino per comprare e vendere senza essere profilato
  3. Esplora Citiverse per contenuti della tua zona
  4. Iscriviti a PeerTube o Pixelfedper condividere video e immagini reali
  5. Scarica Ufficio Zero se vuoi provare un sistema operativo per desktop completamente libero
  6. Unisciti alla nostra community su Matrix o Telegram per ricevere supporto


Il futuro che vogliamo costruire


Non stiamo combattendo contro la tecnologia, stiamo lottando per una tecnologia migliore. Una tecnologia che serve le persone invece di sfruttarle. Che connette le comunità invece di dividerle. Che preserva la privacy invece di violarla.

Ogni persona che passa a servizi liberi e decentralizzati contribuisce a costruire questo futuro. Non abbiamo la pretesa di cambiare il mondo dall’oggi al domani, ma crediamo fermamente che l’alternativa esista e funzioni.


Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)
Franc Mac ha ricondiviso questo.

I tossicodipendenti da #SALAMI #AI sono già tra noi (come da programma di cui sotto). Mi sta capitando abbastanza spesso che, quando dico cose tutto sommato banali - che i LLM sono statistiche automatizzate e che a scuola dovrebbero essere solo oggetti di studio e non strumenti per lo studio a surrogazione dell'insegnante - ci sia sempre qualcuno che reagisce come se gli avessi sacrificato il primogenito. Cosa che, stranamente, non avviene quando parlo semplicemente male della Microsoft in generale.

blog.quintarelli.it/2026/06/mi…

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Le automobili attuali raccolgono un quantitavo enorme di dati dei loro utilizzatori

Sono diventate un fenomenale strumento di #SorveglianzaDiMassa e lo sappiamo da tempo

Ma ora BBC ne parla in un articolo, che si trova qui: bbc.com/future/article/2026051…

E' la BBC: fa giornalismo documentato e racconta bene fatti verificabili

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Profondissima tristezza. Ciao Carola @carolafrediani guerredirete.it/addio-carola/
Franc Mac ha ricondiviso questo.

“La Scienza Aperta nel prisma dello European Research Area Act (ERA ACT): il lavoro ancora da fare”. Un convegno patrocinato da MUR e dall’Ordine degli Avvocati di Roma


@scienza

L’evento si terrà Il 10 giugno 2026, dalle ore 9.00 alle 13.30, presso la Biblioteca Centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Sala A.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di riflettere sulle profonde trasformazioni che stanno interessando il sistema europeo della ricerca e sulle sfide poste dal nuovo quadro delineato dallo European Research Area Act (ERA ACT). Al centro del confronto vi saranno i temi della Scienza Aperta, dell’autonomia strategica e della sovranità delle infrastrutture della conoscenza, con particolare attenzione al diritto di pubblicazione secondaria, al rafforzamento delle infrastrutture pubbliche e indipendenti per l’Open Science e alla revisione dei sistemi di valutazione scientifica.

L’evento rappresenta una preziosa occasione di dialogo tra istituzioni, enti di ricerca, università ed esperti, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di una nuova postura politica della ricerca italiana ed europea: più aperta, più equa e, soprattutto, più autonoma

La partecipazione è gratuita e prevista in formato ibrido, in presenza (fino ad esaurimento posti) e da remoto, con iscrizione obbligatoria entro l’8 giugno 2026, indicando la modalità di partecipazione prescelta, all’indirizzo e-mail:
segreteriaeventi.igsg (AT) cnr.it

open-science.it/event?rpk=3868…

reshared this

Franc Mac ha ricondiviso questo.

LA MAFIA PAKISTANA, IL FRANCHISING DELLA ‘NDRANGHETA

@news
Ad Amendolara non sono bruciati vivi soltanto quattro sventurati, ma sono rimaste carbonizzate anche e soprattutto la dignità umana e la legalità.
L'articolo LA MAFIA PAKISTANA, IL FRANCHISING DELLA ‘NDRANGHETA proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Mai preso in considerazione più di tanto quando un'azienda dice "naturale" su un prodotto. Naturale è anche l'amanita falloides (fungo che porta alla morte), lo è la cicuta, lo sono le feci. Eppure non è che tutte queste cose qua noi ce le mangiamo!


Buonasera a tutti, amici.

Diversi di voi si sono iscritti al canale dei viaggi su peertube: @viaggiatore_tv

GRAZIE!!

Non so se ne avete coscienza, ma c'è anche questo canale: @versocasa

Ed è proprio in questo canale che questa sera ho voluto condividere con voi un tema importante: "naturale" non è sinonimo di "salutare": l'ho imparato a mie spese.

Condivisione gradita 🙂

video.simoneviaggiatore.com/w/…

#artrite #fibromialgia #erboristeria #curenaturali @salute


reshared this

in reply to Katy B. 📚 🥛

@katttivizzima anche la ditta dove prendo io i cosmetici, si chiama "senso naturale" e quella parola ce l'hanno nel brand. Ma ad attrarmi là è stato per esempio il fatto che per gli imballaggi non usino plastiche, che i contenitori vengano creati a mano da una realtà che segue persone con disabilità, ma non mi si vengano a dire che il sapone a [mettici odore di pianta a caso] esca fuori dall'albero della pianta in questione. Li hanno processati, è comunque un prodotto processato. Casomai si può dire "a basso impatto ambientale", "a minore impatto ambientale". Dopo, uno si deve mettere in testa che per le condizioni gravi, tipo una bronco stronzo polmonite, l'artrite reumatoide, ecc... non si può giocare con le piantine.
in reply to Elena Brescacin

L'importante è essere consapevoli di tutto questo.

Io so da tempo che "naturale", o "non chimico", non vogliono dire nulla. Anche l'uranio e l"aconitum sono naturali, cosi come l'acqua che beviamo è "chimica, o per dirne un'altra anche l'Ebola è naturale.

Il marketing ci gioca sopra tantissimo, e ha convinto lmaginario collettivo della bontà del "naturale".

Lonso benissimo, ma per disattenzione e superficialità ci sono cascato. 🙄

@katttivizzima

Questa voce è stata modificata (6 giorni fa)

macfranc reshared this.

in reply to 🇪🇺 Il Simone Viaggiatore ✈️🧳

@simonperry @katttivizzima io sono dell'idea che quanto è efficace un bellissimo anticorpo monoclonale pagato dal SSN. Studiato appositamente per colpire un target e risolvere il problema.

Purtroppo la fitoterapia/integratori è un mercato eccessivamente eterogeneo pieno di trappole, truffe e santoni.

Molte volte ti vendono il principio attivo sottodosato, altre contaminato, altre è praticamente placebo. Trovare qualcosa che sia realmente affidabile è difficile.

1/n

in reply to Fabrizio

@simonperry @katttivizzima E lo si capisce solo sulla propria pelle e portafoglio.

La cosa che mi infastidisce di più è che se si legge la letteratura scientifica, mentre un farmaco ha degli studi con metodologie solide: Randomizzazione, doppio cieco, campioni enormi e diverse fasi di sperimentazione.

Questo tipo di prodotti hanno una letteratura fumosa, con campioni minuscoli e metodologia strana.

Non posso dimenticare lo studio

2/n

Questa voce è stata modificata (6 giorni fa)
in reply to Fabrizio

@simonperry @katttivizzima
Nono posso dimenticare uno studio di curcuma vs ibuprofene in persone con un problema all'anca che non ricordo ora(frattura o altro). In questo studio in open-label si affermava che la curcuma a 1500mg andava a ridurre il dolore rispetto al ibuprofene a 1200mg. Ma non aveva senso.

Sarà, ma io ho sempre avuto i miei dubbi a riguardo...

Occhio alle erbe, che possono essere molto pericolose in diversi sensi.
Fine.

in reply to Fabrizio

In generale sono d'accordo con te.

Per il problema specifico che mi riguarda, bisogna considerare 2 fattori.

Il primo è che per tantissime persone i monoclonali non funzionano. Oltre a questo, possono comunque avere effetti collaterali molti pesanti, cosa che ha frenato il sottoscritto.

Il secondo aspetto è che contro ogni aspettativa, contro il mio stesso scetticismo, un fitoterapico in particolare non solo ha funzionato, ma ha risolto.

@elettrona @katttivizzima

Questa voce è stata modificata (6 giorni fa)
in reply to 🇪🇺 Il Simone Viaggiatore ✈️🧳

Io credo che non bisogna demonizzare né una cosa né l'altra, e neppure negarne l'efficacia, se c'è.

(Sul tryodahsang ci sono stati studi, comunque.)

Silla pericolosità delle erbe, 100 d'accordo e il video mette in luce proprio questo. La pericolosità è dovuta appunto a dei principi attivi, che - più o memo efficaci - ci sono e vanno adoperati con attenzione.

@elettrona @katttivizzima

Questa voce è stata modificata (6 giorni fa)
in reply to 🇪🇺 Il Simone Viaggiatore ✈️🧳

@simonperry @betelgeuse93 @katttivizzima demonizzare o celebrare sono polarizzazioni che non hanno alcun senso. Anche perché quando compri un prodotto devi sempre capire dove possibile, la sua finalità. Anche in ambito dell'igiene personale, un antitraspirante e un antibatterico funzionano in modo completamente diverso. Magari ti tolgono la puzza di sudore lo stesso; ma il come... quello cambia. Figuriamoci quando si parla di antidolorifici e antinfiammatori, bisogna sempre conoscere quello che hai tra le mani
in reply to 🇪🇺 Il Simone Viaggiatore ✈️🧳

@simonperry

Non fraintendermi, non ne nego l'efficacia. Ne nego la validità scientifica che è lievemente differente.
Se prendo un PCSK9 (anticorpo usato per il trattamento dell'ipercolesterolemia quando niente piu funziona) so esattamente quali sono gli effetti collaterali e so qual è l'efficacia del farmaco; so chi è elegibile per il farmaco e chi no.

Con le erbe il discorso è troppo "fumoso". A chi funziona, a chi no.
1/n

@elettrona @katttivizzima

in reply to Fabrizio

@simonperry @katttivizzima Gli effetti collaterali quali sono? Solitamente non sono quasi mai documentati. La piattaforma per la fitosorveglianza è ancora acerba.

E gli studi sebbene siano molti ripeto sono strutturati in maniera diversa rispetto a studi multicentrici fatti sui farmaci.

Altra cosa, la presenza di studi ben strutturati permette anche di sapere le interazioni tra farmaci cosa che con le erbe non si conosce quasi mai eccetto per conoscenza aneddodica.

2/n

in reply to Fabrizio

@simonperry @katttivizzima con questo non voglio demonizzare questo tipo do prodotti. Ho lavorato per 4 anni prodotti di questo tipo facendo informazione scientifica. E forse non avevo bellissimi risultati proprio per il mio approccio, perché non me la sentivo di dire che per il paziente era meglio prendere due compresse di curcuma e bromelina al dì per trattare un dolore articolare rispetto a una dose giornaliera di 600 o 1300 mg di ibuprofene o diclofenac.

O peggio...

3/n

in reply to Fabrizio

@betelgeuse93

No, non è assolutamente matematico, e sono intrinsecamente memo sicuri per i motivi che dicevi tu.

Hanno altri pregi. Se considerati in maniera oculata, ad esempio, sono sostenibili nel tempo.

Per essere espliciti, io non posso prendere antinfiammatori a tempo indefinito ma posso prendere i prodotti ayurvedici di chi parlavo a tempo indefinito. Fa la differenza.

Io tendo a pensare che siano soluzioni complementari.

@elettrona @katttivizzima

in reply to 🇪🇺 Il Simone Viaggiatore ✈️🧳

@simonperry @betelgeuse93 @katttivizzima la parola chiave è terapia complementare. Da ex compagna di una persona con patologia cronica dipendente dai farmaci, so cosa vuol dire - medicine pesantissime per fegato e reni, e lui si "aiuta" con integratori non potendo comunque fare a meno dei farmaci. L'importante è non scambiare il complementare per sostitutivo.
in reply to Elena Brescacin

Il discorso imballaggi e attenzione alle persone piace molto anche a me.
In un tempo molto lontano ho preso un diploma di perito chimico, la "chimica" non la demonizzo né la esalto.
È necessaria.
Per estrarre i principi, per evitare che si ossidino troppo in fretta facendo perdere di efficacia, o anche solo per avere una texture e un colore meno repellente al prodotto.
Però... se esistono farmaci dosati e studiati, che hanno superato un tot di esami e di prove non darmi la tisana.

Trames Venenosus reshared this.

in reply to Katy B. 📚 🥛

@Katy B. 📚 🥛 @Elena Brescacin e per carità, a volte per la tosse funziona pure la tisana (o più facilmente il decotto, o l'estratto)

ma non perché è naturale e meno pericolosa, perché ha dentro gli stessi principi attivi del farmaco, solo in quantità meno precisamente controllabili (e quindi potenzialmente *più* pericolosa)

Trames Venenosus reshared this.

Franc Mac ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Buonasera a tutti, amici.

Diversi di voi si sono iscritti al canale dei viaggi su peertube: @viaggiatore_tv

GRAZIE!!

Non so se ne avete coscienza, ma c'è anche questo canale: @versocasa

Ed è proprio in questo canale che questa sera ho voluto condividere con voi un tema importante: "naturale" non è sinonimo di "salutare": l'ho imparato a mie spese.

Condivisione gradita 🙂

video.simoneviaggiatore.com/w/…

#artrite #fibromialgia #erboristeria #curenaturali @salute


Ho mandato l'artrite in remissione, ma...attenzione ai rimedi naturali, non sempre fanno bene.


In questo video molto personale e importante, condivido con voi un traguardo che sembrava irraggiungibile: la mia artrite è finalmente in remissione. Tuttavia, questo percorso non è stato privo di ostacoli e pericoli.

Voglio raccontarvi un’esperienza spaventosa che ho vissuto sulla mia pelle: per un errore di valutazione nell'uso dei rimedi naturali, ho perso la vista per un’ora e mezza. È stata una lezione durissima che mi ha insegnato che "naturale" non significa sempre "innocuo".

Vi mostrerò i prodotti che sto utilizzando con successo per gestire l'artrite, la fibromialgia e la psoriasi (come il Triyodashang Guggulu e il Ribes Nigrum), ma soprattutto vi spiegherò perché non dovete mai improvvisare o mescolare integratori senza una guida esperta. Un video di testimonianza, cautela e speranza per chiunque stia affrontando malattie croniche.

Se vuoi vedere i video del mio viaggio esplorativo in Estremadura (che non è andato proprio benissimo...) puoi farlo nell'altro canale:

Qui il link diretto alla playlist del viaggio:

youtube.com/watch?v=6YXrt0c3Zi…

CAPITOLI DEL VIDEO

00:00 - Introduzione: La remissione e il pericolo nascosto
01:36 - Il mio alleato principale: Triyodashang Guggulu
04:25 - Articos e altri integratori per l'artrite
06:45 - Supporto per la fibromialgia: Source of Life
09:20 - Gestire psoriasi e stress con il Ribes Nigrum
11:32 - L'errore che non dovete fare: mescolare i prodotti
15:22 - Il racconto: Quella volta che ho perso la vista
21:13 - Conclusioni: Rispetto per il corpo e per il "naturale"
22:45 - Spoiler: Prossima tappa, la Croazia!

=== LINK UTILI ===


Franc Mac ha ricondiviso questo.

Elettrona può usare proton docs? Forse... (non è una burla)

reshared this

Franc Mac ha ricondiviso questo.

IL MOSTRO DI BORDIGHERA NON È EXTRACOMUNITARIO

@news
Manuel Iannuzzi è italiano. Italianissimo. L’uomo che ha torturato in modo abominevole una bimba di due anni fino a farla morire non è arrivato da chissà dove per rubare o delinquere.
L'articolo IL MOSTRO DI BORDIGHERA NON È EXTRACOMUNITARIO proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Oggi celebriamo una data fondamentale per la nostra storia: il 2 giugno 1946, quando il popolo italiano fu chiamato a scegliere tra monarchia e repubblica ma il 2 giugno è anche una data simbolica per un altro motivo storico di enorme importanza: fu la prima volta che le donne italiane votarono in una consultazione politica nazionale.
Milioni di donne andarono alle urne non solo per esprimere il loro voto, ma anche per essere elette. 21 di loro entrarono nell’Assemblea Costituente, ..
🔽
Franc Mac ha ricondiviso questo.

@Nico_Piro@mastodon.uno Vietato criticare #Israele; vietato criticare la #guerra in generale. Avviene a un giornalista noto, per intimidire gli ignoti: nicopiro.substack.com/p/2-giug…
in reply to Otttoz

@Otttoz vero assolutamente! ci vorrebbe anche in un mondo più empatico,che si sfanculassero in massa sti social(...)mente basati su algoritmi di profilazione
a scopo di lucro e per me anche irrispettosi della costruzione del nostro paese che però già da un po e inchinato a 90° nei confronti di.... poi c'è il detto"si dice il peccato e non il peccatore"ma qui non funziona così--->😁😁😆: google , meta,microsoft,amazon,x &co...)
Franc Mac ha ricondiviso questo.

Esce oggi la nuova puntata del postcast "Tra le righe del cielo" con Elisa Nichelli ed il sottoscritto alla voce. Stavolta esploriamo insieme cosa accade nell’istante geometrico preciso in cui la luce, dopo essere cresciuta al massimo, inizia la sua silenziosa ritirata.

Questa inversione di rotta diventa il pretesto perfetto per tuffarci in tutto ciò che è sommerso, invisibile e nascosto, tanto sopra quanto dentro di noi.

Se l'astrofisica moderna ci svela che solo il 4% dell'Universo è fatto della materia visibile che conosciamo — lasciando il resto all'abbraccio misterioso di materia ed energia oscura — la medicina e la psicologia ci restituiscono uno specchio identico: la nostra coscienza è solo un sottile strato di luce sopra un oceano di attività cerebrale inconscia, così come la stragrande maggioranza del nostro DNA è composto da regioni non codificanti ancora tutte da decifrare.

Insomma un viaggio "oltre le colonne d'Ercole" verso ciò che non si conosce e perciò stimola la nostra curiosità (e desta spesso la nostra meraviglia).

La puntata è ascoltabile su tutte le principali piattaforme podcast.

youtu.be/s5c3tpfYPg4?si=YDvbsG…

#tralerighedelcielo #podcast #inaf

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Ayah! È uscita la Nuova Release Bomba di @ufficiozero !

E non potevo certo esimermi dal recensirla per voi! Un caloroso grazie a @BoostMediaAPS per avermi fatta avere in anteprima mondiale la Distribuzione #Linux Italiana più usata al Mondo!

E voi, siete pronti a questa #Rivoluzione digitale?

youtu.be/g-f80iOryvo?is=gx5zR-…

@linux

Franc Mac ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

𝗟𝗼 𝘀𝗰𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗼𝗰𝗰𝗶𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗮𝗺𝗼𝗿𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗮 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗮 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗼-𝗴𝗿𝗼𝘀𝘀𝗮 ch𝗲 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗲𝗻𝗮𝘁𝗶 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗱 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮𝗿e!
I primi umani, invece di raccogliere pietre a caso durante le loro migrazioni, si recavano intenzionalmente in siti rocciosi adatti per estrarre lo scisto e modellarlo in oggetti grezzi destinati a diventare strumenti specifici, come raschietti, martelli e taglierine.
👉️ buff.ly/HU0CmsA
Franc Mac ha ricondiviso questo.

Microsoft minaccia legalmente un ricercatore che ha rivelato problemi mai corretti. Il solito comportamento criminale dei monopolisti che distribuiscono software di merda

Dopo che un ricercatore di sicurezza ha pubblicato una serie di bug non corretti nei prodotti Microsoft, insieme al codice per sfruttarli, l'azienda minaccia ora di intraprendere azioni legali e di denunciare il tutto alle forze dell'ordine. La velata minaccia di Microsoft riaccende un dibattito di lunga data sulla responsabilità, se ve n'è una, dei ricercatori di sicurezza nel divulgare vulnerabilità che interessano i grandi e ricchi colossi tecnologici.

Il post di @Lorenzo Franceschi-Bicchierai su #TechCrunch

techcrunch.com/2026/05/29/micr…

@Informatica (Italy e non Italy)


NEW: Microsoft is BIG MAD that a researcher published a handful of zero-days, and code to exploit them, that it is threatening legal action and even calling the cops on them.

Yes, it's 2026, and one of the richest companies in the world is beefing about the ethics of disclosing bugs.

Needless to say, cybersecurity veterans are not siding with Microsoft on this one.

techcrunch.com/2026/05/29/micr…