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Stasera il Tg3 Nazionale ha dato spazio all'iniziativa che abbiamo promosso, come Scuola Normale Superiore per dare risalto a libri che sono stati messi all'indice negli Stati Uniti.

Dal minuto 26 circa è possibile ascoltare un contributo di Donatella Della Porta e mio.

#libri #books #censura #cultura #culture #università #university #ricerca #research

rainews.it/notiziari/tg3/video…

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A quanto pare è finita. Una delle peggiori distorsioni della #democrazia in Europa dalla caduta del muro.

#Orban, tra le altre cose, ha anche portato avanti politiche che hanno limitato i diritti degli #studenti e reso le #scuole luoghi ancor più discriminatori e pericolosi.

Ne scrissi qualche anno fa su #TPI, la speranza è che il risultato elettorale di oggi possa cambiare le cose.

#ungheria #politica @attualita

tpi.it/esteri/ungheria-orban-g…

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un segnale radio non ancora identificato


wired.it/article/segnale-radio…

un estratto:

La prima anomalia di Askap J1424 è che proviene da una sorgente invisibile. Nella maggior parte degli Lpt, il segnale radio coincide con un oggetto rilevabile in un’altra regione dello spettro elettromagnetico – visibile, ultravioletto o infrarosso – come una stella, una galassia o i resti di una supernova. Seguendo la direzione dell'impulso tuttavia non sembra esserci nulla che possa fare luce sulla sua origine.

La seconda stranezza riguarda la durata e la regolarità del segnale radio. Mentre pulsar e magnetar emettono impulsi che durano millisecondi o pochi secondi, questo Lpt era lungo ben 2.147,27 secondi, pari a circa 36 minuti, ed è rimasto attivo per otto giorni. Inoltre, la sua polarizzazione sfiora il 100%, segno di un segnale insolitamente regolare, una caratteristica molto rara anche per oggetti compatti.

Ad oggi, non esiste alcun oggetto conosciuto in grado di riprodurre questo comportamento. Ciononostante, i ricercatori hanno avanzato una possibile spiegazione: Askap J1424 potrebbe provenire da un sistema binario con una nana bianca magnetica. Un'ipotesi che implicherebbe però un comportamento estremamente atipico per questa tipologia di stella.

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il 16 aprile, a roma: nuova presentazione del progetto “quel che non puoi vedere / tentativi di visione”


Una nuova presentazione del progetto Quel che non puoi vedere / Tentativi di visione nel luogo in cui ha avuto origine la performance che ha poi ispirato il libro-cofanetto. A seguire una degustazione di tè verde sencha accompagnato da senbei (cracker di riso giapponesi). giovedì 16 aprile, ore 18, Galleria AOC, via Flaminia 58, Roma
#art #arte

#Arte #Art
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Oggi passeggiata con pranzo al centro buddista ILTK di Pomaia (PI), uno dei più grandi d'Europa.

Un panino, una bottiglietta d'acqua, due dolcetti, un tè (tè in foglia non schifezze in bustine): 8 euro e 60!

Li adoro 😍😍😍

#buddismo #FPMT #ILTK

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Per moltissime persone scegliere la propria #Distro #Linux è un atto di #ricerca e precisione,

Per altri un atto passeggero, volto alla ricerca costante di nuovi sistemi da provare,

Per me è un momento cruciale nella vita tecnologica delle persone e allo stesso tempo un atto coscienzioso e strutturato.

Nel video di oggi vi presento il mio metodo di scelta, che prende in considerazione tutti gli aspetti che, a mio avviso, sono necessari per intraprendere il passaggio a Linux in modo assolutamente indolore ed efficace!

youtu.be/yW9MV2A8b-c?is=gIN0rR…

@informatica

in reply to Lorenzo DM

io ho scelto @ufficiozero :ufficiozero: che praticamente viene fatta in casa da @redflegias @adriano_morselli con il contributo di tanti altri tra cui tu stesso.

La uso per il mondo scuola.

Mi trovo benissimo e si aggiorna in modo automatico sul mio Dell Vostro 4370 sff che ha 4gb di ram e un ssd e basta.

Il sistema non viene rallentato ed è sempre fluido 👍

Avere come padre il fondatore poi è un valore aggiunto ❤️

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ShinyHunters colpisce Rockstar Games attraverso Anodot: la campagna Salesforce-Snowflake mette a rischio 400 aziende
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/shinyh…


ShinyHunters colpisce Rockstar Games attraverso Anodot: la campagna Salesforce-Snowflake mette a rischio 400 aziende


Non è stato bucato Rockstar Games. Non è stato bucato Snowflake. È stato compromesso il fornitore SaaS che monitorava i costi cloud di Rockstar, e attraverso di lui gli attaccanti sono entrati nell’ambiente Snowflake del produttore di GTA come se fossero un servizio interno legittimo. L’11 aprile 2026, ShinyHunters ha pubblicato sul proprio dark web leak site la rivendicazione dell’attacco, fissando al 14 aprile la scadenza per il pagamento o la pubblicazione dei dati. Ma la storia di Rockstar è solo la punta dell’iceberg: il gruppo rivendica l’accesso ai dati di oltre 400 organizzazioni collegate a integrazioni Salesforce, in quella che si configura come una delle campagne di esfiltrazione dati più sistematiche del 2026.

Il vettore: Anodot come cavallo di Troia


Il punto di ingresso non è stato né Rockstar Games né Snowflake direttamente, ma Anodot, una piattaforma SaaS specializzata nel monitoraggio dei costi cloud e nell’anomaly detection per infrastrutture enterprise. Rockstar utilizza Anodot per la governance dei costi sulla propria infrastruttura cloud, e questo ha creato una superficie di attacco inaspettata: ShinyHunters ha compromesso l’infrastruttura di Anodot, estratto i token di autenticazione Snowflake presenti nei dati di configurazione del cliente, e li ha utilizzati per accedere all’ambiente Snowflake di Rockstar con credenziali del tutto legittime agli occhi dei sistemi di controllo.

Il meccanismo è elegante nella sua semplicità: un tool di monitoraggio dei costi cloud deve per definizione avere accesso in lettura alle metriche e ai dati dell’infrastruttura monitorata. Quei token di accesso — validi, non scaduti e provenienti da un IP “conosciuto” — sono diventati le chiavi del regno. I team di sicurezza di Rockstar, abituati a vedere traffico normalizzato da Anodot, non hanno rilevato anomalie per un periodo significativo. Quando l’esfiltrazione è stata individuata, ShinyHunters aveva già portato a termine l’operazione.

I dati in gioco: da GTA Online ai contratti riservati


La portata potenziale dell’esfiltrazione da Rockstar è notevole. I database Snowflake di una società come Rockstar Games contengono strati di dati estremamente sensibili: record finanziari di GTA Online e Red Dead Online, incluse le microtransazioni di decine di milioni di giocatori globali; dati di profilazione geografica e di spesa degli utenti; timeline di marketing interno con dettagli su lanci di prodotto futuri — GTA 6 su tutti — e, potenzialmente, contratti con Sony, Microsoft, doppiatori e label musicali. Se questi ultimi materiali fossero pubblicati, le implicazioni andrebbero ben oltre una multa GDPR: negoziazioni attive su IP, compensi e accordi esclusivi potrebbero essere compromesse.

Rockstar Games ha confermato l’incidente in una dichiarazione breve e misurata, affermando che l’attacco “non ha alcun impatto sulla nostra organizzazione o sui nostri giocatori”. Una posizione che i ricercatori di sicurezza hanno accolto con cauto scetticismo: le conseguenze di una breach su dati di questa natura raramente sono immediate o visibili, e tendono a manifestarsi nei mesi successivi sotto forma di leak mirati, manipolazioni di mercato o negoziazioni pilotate da materiale riservato.

La campagna allargata: 400+ organizzazioni nell’ecosistema Salesforce


Il caso Rockstar non è isolato ma fa parte di una campagna sistematica. ShinyHunters rivendica l’accesso ai dati di oltre 400 organizzazioni legate a integrazioni Salesforce, in quella che appare come un’operazione metodica contro l’ecosistema di fornitori SaaS interconnessi che gestiscono dati enterprise critici. Tra i nomi emersi figurano Cisco, la telco canadese Telus, l’operatore olandese Odido, e — in modo ancora non verificato indipendentemente — riferimenti a dati della Commissione Europea.

Due casi documentati nei giorni precedenti all’annuncio su Rockstar illustrano la dimensione operativa: Marcus & Millichap, società immobiliare statunitense quotata in borsa, ha visto rivendicata l’esfiltrazione di oltre 30 milioni di record Salesforce contenenti dati personali (PII); Abrigo, fornitore di software per il settore bancario, conta 1,7 milioni di record Salesforce potenzialmente compromessi. Entrambe le rivendicazioni portano la stessa firma e la stessa scadenza del 14 aprile 2026. La serialità dell’operazione suggerisce un accesso strutturale all’ecosistema Salesforce, probabilmente attraverso uno o più fornitori di integrazione condivisi.

ShinyHunters: anatomia di un’operazione di estorsione seriale


ShinyHunters non è un gruppo improvvisato. Attivo almeno dal 2020, il collettivo ha costruito un curriculum di breach di alto profilo che include la violazione di Ticketmaster (560 milioni di record nel 2024), Santander Bank, AT&T e decine di altre organizzazioni. Il modello operativo è consolidato e ripetibile: compromissione silenziosa dell’infrastruttura target o di un suo fornitore, esfiltrazione dei dati, pubblicazione della rivendicazione su dark web leak site con scadenza ravvicinata pensata per massimizzare la pressione psicologica sul management della vittima.

La scelta di attaccare la filiera dei fornitori SaaS — piuttosto che i target diretti — è una evoluzione tattica significativa e preoccupante. Strumenti come Anodot, che gestiscono token e credenziali di accesso ai dati cloud delle proprie aziende clienti, sono nodi ad altissimo valore nella catena di fornitura digitale. Un singolo breach di un fornitore SaaS condiviso può moltiplicare esponenzialmente il numero di vittime downstream, esattamente come accade negli attacchi alla supply chain software.

Raccomandazioni: gestire il rischio della fiducia transitiva


Il caso Rockstar-Anodot-Snowflake è un caso di studio esemplare sul concetto di fiducia transitiva non controllata. Quando si delega l’accesso ai propri dati a un fornitore terzo, si estende implicitamente la propria superficie di attacco all’intera catena di sicurezza di quel fornitore. Le misure difensive prioritarie includono: adozione di token di accesso a scope minimo e breve durata con rotazione automatica; IP allowlisting per le credenziali di accesso ai data warehouse; abilitazione obbligatoria di MFA anche per gli account di servizio Snowflake; monitoraggio del volume e dei pattern di query per identificare esfiltrazione massiva; e una procedura sistematica di vendor security assessment che includa evidenze SOC2 Type II e penetration test annuali prima di concedere accesso a dati sensibili.

La domanda che ogni CISO con integrazioni SaaS attive dovrebbe porsi oggi è semplice: sapete esattamente quali fornitori terzi hanno accesso — diretto o indiretto — ai vostri dati cloud? Avete verificato la loro postura di sicurezza di recente? E soprattutto: se uno di loro venisse compromesso domani, sareste in grado di revocare immediatamente l’accesso? La risposta a queste tre domande definisce la differenza tra una gestione proattiva del rischio di terze parti e la prossima vittima di ShinyHunters.


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17-19 aprile: personale di gillo dorfles a milano per miart 2026


via San Maurilio, 14 – Milano


PAULA SEEGY GALLERY DEBUTTA A MIART 2026
con la personale

Gillo Dorfles
Il divenire dell’arte tra estetica e mercato

Milano, 17–19 aprile 2026

Incontro con Renato Diez: collezionismo e mercato
sabato 18 aprile ore 17:00
Level O – Stand A07

Gillo Dorfles, Crisalide gialla, 1994, acrilico su tela, 132×112 cm © Fabio Viganò

In occasione della 30ª edizione di miart, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea di Milano, Paula Seegy Gallery partecipa per la prima volta alla manifestazione presentando la mostra personale Gillo Dorfles. Il divenire dell’arte tra estetica e mercato, questo avvenimento segna l’ingresso della galleria nel circuito internazionale delle grandi fiere. Sabato 18 aprile alle ore 17:00 Renato Diez incontra il pubblico per un approfondimento riguardo i lavori di Dorfles, le quotazioni e il collezionismo.

Il progetto espositivo, in dialogo con il tema dell’edizione 2026 New Directions, propone una selezione di opere che attraversano oltre sessant’anni della ricerca artistica di Gillo Dorfles, una delle figure più autorevoli e poliedriche della cultura italiana del Novecento. Medico psichiatra, filosofo dell’estetica, critico d’arte e pittore, Dorfles ha saputo coniugare riflessione teorica e sperimentazione visiva con un linguaggio autonomo e anticonvenzionale.

La mostra riunisce tele, opere su carta, cartone, litografie e monotipi che ripercorrono l’evoluzione del suo lavoro dagli anni del MAC Movimento Arte Concreta, fondato nel 1948 insieme a Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet, fino alle opere degli anni Duemila. Il percorso espositivo comprende lavori storici come Senza titolo (1946, penna su carta) e Composizione (1949, tecnica mista), legata alle prime sperimentazioni del dopoguerra. Accanto a queste opere figurano monotipi e lavori su carta degli anni Cinquanta, tra cui Composizione (1957) e Senza titolo (1957).

Il percorso prosegue con dipinti della maturità come Mano morta (1987), acrilico su cartone in cui emergono figure e allusioni ironiche, e con le tele della fine degli anni Ottanta, tra cui Il regno vegetale (1989) e Un occhio, una mano (1989), caratterizzate da forme ibride e cromie intense. Di particolare rilievo è Trafitto (1992), in cui segni e tensioni cromatiche costruiscono una composizione fortemente espressiva. Tra i nuclei centrali della mostra spicca la tela Crisalide gialla (1994), uno dei lavori più emblematici della poetica di Dorfles, dove la metamorfosi delle forme e l’energia del colore restituiscono l’idea di un continuo divenire. Il percorso si conclude con opere degli anni Duemila come Due schieramenti (2001), caratterizzata da una costruzione compositiva quasi teatrale, e Il fustigatore (2007), in cui la figura assume un tono ironico e visionario.

Attraverso composizioni dalle forme fluide, segni ironici e cromie vivaci, il percorso evidenzia la costante tensione tra rigore formale e libertà espressiva che attraversa tutta la sua produzione.

Nel lavoro di Dorfles convivono l’acume del teorico e l’intuizione dell’artista: le sue opere riflettono su temi come la percezione, il gusto e le trasformazioni del sistema dell’arte, in anticipo rispetto alle dinamiche che oggi caratterizzano il rapporto tra estetica, comunicazione e mercato. In questo senso, la sua ricerca si rivela sorprendentemente attuale rispetto alle trasformazioni del panorama culturale contemporaneo.
La partecipazione a miart rappresenta per la galleria un momento particolarmente significativo e l’opportunità di presentare al pubblico internazionale un progetto dedicato a una figura centrale della cultura visiva del Novecento italiano, come Gillo Dorfles. Nel 2025 la Paula Seegy Gallery ha scelto di restituire la giusta centralità a questo protagonista, dopo una lunga assenza dal circuito espositivo, attraverso una mostra personale.
Dichiara Paula Seegy: «Ritengo fondamentale continuare a dare spazio e visibilità a personalità così rilevanti per la storia della cultura contemporanea».
Fondata a Milano nel 2023, Paula Seegy Gallery sviluppa un programma espositivo orientato alla valorizzazione di artisti storici e contemporanei, promuovendo un dialogo tra ricerca artistica, storia dell’arte e riflessione critica.

Cenni biografici. Gillo Dorfles nasce a Trieste nel 1910. In seguito allo scoppio della Prima guerra mondiale si trasferisce con la famiglia a Genova, dove trascorre l’infanzia. Al termine del conflitto rientra a Trieste e si iscrive al Liceo Classico. Si trasferisce a Milano nel 1928 dove studia medicina ma dopo tre anni decide di completare il percorso universitario a Roma come allievo interno nella clinica Cesare Frugoni; si laurea nel 1934, specializzandosi in neuropsichiatria. A partire dagli anni Trenta ha svolto un’intensa attività di critica d’arte e saggistica collaborando a “La Rassegna d’Italia”, “Le Arti Plastiche”, “La Fiera Letteraria”, “Il Mondo”, “Domus”, “Aut Aut”, “The Studio”, “The Journal of Aesthetics”.
Esordisce in pittura negli anni Trenta. Nel 1948 con Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet, fonda il Movimento Arte Concreta (MAC) con l’obiettivo di dar vita a un linguaggio artistico nuovo, in grado di assimilare e di superare le ricerche astratte europee dei decenni precedenti. Negli anni Cinquanta ha inizio l’attività teorica e critica di Dorfles, che si presenta decisamente innovativa e dirompente rispetto agli assunti crociani ancora dominanti. L’attenzione di Dorfles è rivolta soprattutto ai fenomeni comunicativi di massa, alla moda e al design, soffermandosi pur sempre sulla pittura, sulla scultura e sull’architettura moderna e contemporanea. Dagli anni Sessanta insegna estetica in diverse università italiane (Milano, Trieste, Cagliari) e dagli anni Ottanta riprende l’attività pittorica e grafica che per i suoi numerosi impegni aveva interrotto.
Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Discorso tecnico delle arti (1952), Le oscillazioni del gusto (1958), Il divenire delle arti (1959), Ultime tendenze nell’arte d’oggi (1961), Nuovi riti, nuovi miti (1965), L’estetica del mito (1967), Artificio e natura (1968), Kitsch. Antologia del cattivo gusto (1968), Elogio della disarmonia (1986), L’intervallo perduto (1988), Itinerario estetico (2011).
Nel 2010 è pubblicato “Gillo Dorfles. Catalogue raisonné”, a cura di Luigi Sansone, Edizioni Mazzotta, Milano; il volume documenta tutta l’opera pittorica, grafica e di ceramista di Dorfles. Nel 2015 esce per le edizioni Skira il volume “Gli artisti che ho incontrato”, a cura di Luigi Sansone, una raccolta di saggi sull’arte contemporanea pubblicati da Dorfles dall’inizio degli anni Trenta al 2015.
Moltissimi i riconoscimenti internazionali che ha ricevuto sia come artista che come critico. Negli ultimi anni gli sono state dedicate mostre a Milano, (PAC, 2001, “Il pittore clandestino”, sua prima antologica, Palazzo Reale, 2010, Fondazione Marconi, 2014), Bologna (Circolo Artistico, 2002), Trieste (Museo Revoltella, 2007), Chiasso (Max Museo, 2010), Rovereto (Mart, 2011), Urbino (Casa Raffaello, 2014), Roma (Macro, 2015).

DIRITTI IMMAGINI. Tutte le immagini presenti sul sito IBC o da IBC direttamente distribuite sono libere da diritti d’autore

Coordinate mostra miart
Titolo
Gillo Dorfles. Il divenire dell’arte tra estetica e mercato
Sede miart – Allianz MiCo, South Wing – Milano
Date 17 – 19 aprile 2026
Incontro con Renato Diez sabato 18 aprile, ore 17:00 | Level O – Stand A07
Orari venerdì e sabato 11.30 – 20.00 | domenica 11.00 – 19.00
Ingresso Biglietto €15,00 | ridotto €12,00 | serale €10,00
paula@paulaseegygallery.com | www.paulaseegygallery.com

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication

Via Arena 16/1 – Milano
Irma Bianchi mob. +39 335 8315232
tel. +39 02 8940 4694 – info@irmabianchi.it
Testi e foto scaricabili da www.irmabianchi.it

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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‘Incoscienza di classe’ è un libro (necessario) sul lavoro che subiamo

Pierpaolo Capovilla ha scritto la post-fazione del nuovo saggio di Gregorio Carolo (edito da Meltemi) e pure una riflessione per noi sul perché siamo tutti intrappolati in un sistema di cose che non ci appartiene più

rollingstone.it/cultura/incosc…

@lavoro

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UNC1069 trasforma Axios in un vettore di spionaggio: WAVESHAPER.V2 colpisce la supply chain npm
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/unc106…


UNC1069 trasforma Axios in un vettore di spionaggio: WAVESHAPER.V2 colpisce la supply chain npm


Per tre ore e diciannove minuti, tra la mezzanotte e le 03:20 UTC del 31 marzo 2026, chi ha eseguito npm install axios ha involontariamente invitato un RAT nordcoreano nei propri sistemi. L’attacco alla supply chain del pacchetto Axios — 70 milioni di download settimanali, il client HTTP più usato dell’ecosistema JavaScript — porta la firma di UNC1069, un cluster APT legato alla Corea del Nord e motivato finanziariamente che da anni prende di mira sviluppatori e infrastrutture crypto. L’operazione dimostra ancora una volta che il vettore più efficace per infiltrarsi in ambienti protetti non è un exploit zero-day: è la fiducia umana.

L’ingegneria sociale che ha aperto la porta


Tutto comincia mesi prima della compromissione vera e propria. Gli operatori di UNC1069 si sono avvicinati a Jason Saayman, maintainer principale di Axios su npm, fingendosi il fondatore di una società legittima e ben nota nel settore tech. Non si sono limitati a creare un profilo falso: hanno clonato digitalmente l’identità della persona reale, creando una replica convincente sia del soggetto sia dell’azienda. “Hanno calibrato ogni dettaglio specificamente su di me”, ha scritto Saayman nel post-mortem dell’incidente.

Il contatto si è trasformato in una chiamata video su Microsoft Teams. Durante il meeting, gli attaccanti hanno simulato un problema audio e hanno convinto Saayman a installare un componente “mancante” per risolvere l’incompatibilità. Il file che il maintainer ha eseguito non era una patch per Teams: era WAVESHAPER.V2, il RAT cross-platform del gruppo. Da quel momento UNC1069 disponeva delle credenziali npm di Saayman e del controllo sul suo ambiente di sviluppo.

La catena di attacco: da npm al C2 in tre passi


Una volta ottenuto l’accesso all’account npm, gli attaccanti hanno pubblicato due release backdoorate: axios@1.14.1 e axios@0.30.4. Entrambe iniettavano una dipendenza malevola — plain-crypto-js@4.2.1 — che non esiste nel registro legittimo npm. Il pacchetto conteneva SILKBELL, un dropper offuscato che si attivava automaticamente tramite un hook postinstall nello script setup.js, senza alcuna interazione da parte dell’utente o dello sviluppatore.

SILKBELL stabiliva una connessione con l’infrastruttura C2 di UNC1069 e scaricava WAVESHAPER.V2, adattando il payload al sistema operativo rilevato. Il comportamento variava per piattaforma:

  • Windows: copia di powershell.exe in %PROGRAMDATA%\wt.exe, persistenza via chiave di registro HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Run con nome “MicrosoftUpdate” e batch nascosto system.bat.
  • macOS: binario Mach-O installato in /Library/Caches/com.apple.act.mond, eseguito tramite zsh.
  • Linux: backdoor Python scaricato in /tmp/ld.py ed eseguito con nohup.


WAVESHAPER.V2: capacità operative e firma anomala


La versione V2 del backdoor introduce comunicazione via JSON, raccolta estesa di informazioni di sistema e un set ampliato di comandi rispetto alla versione precedente documentata da Mandiant. Le principali funzionalità includono: peinject per l’iniezione in memoria di shellcode e PE, rundir per la ricognizione del filesystem con raccolta di metadati, esecuzione di script arbitrari e terminazione di processi. Il beaconing avviene via HTTP ogni 60 secondi verso la porta 8000 del server C2.

L’anomalia più curiosa — e paradossalmente più utile per i difensori — è la stringa User-Agent hardcodata in tutte e tre le varianti di piattaforma: mozilla/4.0 (compatible; msie 8.0; windows nt 5.1; trident/4.0). Un fingerprint da Internet Explorer 8 su Windows XP è immediatamente anomalo su qualsiasi macchina moderna, e ancor più su host macOS o Linux. Sebbene garantisca un routing coerente lato server C2, è un indicatore di compromissione banalmente rilevabile su qualunque proxy o SIEM moderno.

Attribuzione: UNC1069 e la rete finanziaria di Pyongyang


L’attribuzione a UNC1069 è stata effettuata in modo indipendente da Google Threat Intelligence Group (GTIG), Microsoft Threat Intelligence e Mandiant. Il cluster è tracciato sotto diversi alias: Sapphire Sleet, STARDUST CHOLLIMA, Alluring Pisces, BlueNoroff, CageyChameleon e CryptoCore. Attivo almeno dal 2018, UNC1069 è motivato finanziariamente e ha storicamente preso di mira istituzioni finanziarie, exchange di criptovalute e maintainer di pacchetti open source ad alta diffusione, nella logica di massimizzare il potenziale di accesso a valle.

Il collegamento tecnico più solido emerso dall’analisi è l’infrastruttura C2: il dominio sfrclak[.]com risolve sull’IP 142.11.206[.]73, e le connessioni da questo server sono state tracciate verso un nodo AstrillVPN precedentemente attribuito a UNC1069 in campagne separate. Il binario macOS presenta poi sovrapposizioni significative con WAVESHAPER nella versione originale documentata da Mandiant, rendendo la catena di attribuzione robusta e multi-vendor.

Impatto e analisi del blast radius


La finestra di esposizione — circa tre ore — ha limitato il numero diretto di compromissioni. eSentire ha identificato 19 organizzazioni clienti colpite, principalmente nel settore dello sviluppo software in Nord America ed EMEA. Tuttavia la nuova analisi pubblicata il 12 aprile 2026 sottolinea come il “blast radius” reale vada ben oltre queste cifre dirette: pipeline CI/CD, container Docker, ambienti serverless e toolchain di build che eseguono automaticamente npm ci potrebbero aver scaricato le versioni malevole senza che gli sviluppatori ne fossero consapevoli, specialmente in organizzazioni prive di monitoraggio sui log di installazione npm.

Indicatori di Compromissione (IoC)

# Pacchetti npm malevoli
axios@1.14.1
axios@0.30.4
plain-crypto-js@4.2.1

# Hash file
SILKBELL (setup.js): e10b1fa84f1d6481625f741b69892780140d4e0e7769e7491e5f4d894c2e0e09
Windows RAT:         617b67a8e1210e4fc87c92d1d1da45a2f311c08d26e89b12307cf583c900d101

# Infrastruttura C2
IP:       142.11.206[.]73
Domini:   sfrclak[.]com
          callnrwise[.]com
Endpoint: hxxp://sfrclak[.]com:8000/6202033
Porta:    8000 (beaconing HTTP, intervallo 60s)

# User-Agent anomalo (presente su Windows, macOS e Linux)
"mozilla/4.0 (compatible; msie 8.0; windows nt 5.1; trident/4.0)"

# Persistenza Windows
Chiave registro: HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Run -> "MicrosoftUpdate"
File: %PROGRAMDATA%\wt.exe (copia mascherata di powershell.exe)
File: system.bat (nascosto)

# Persistenza macOS
/Library/Caches/com.apple.act.mond

# Persistenza Linux
/tmp/ld.py (eseguito con nohup)

Raccomandazioni per i difensori


Chi ha eseguito npm install o npm ci il 31 marzo 2026 tra le 00:21 e le 03:20 UTC deve considerare i propri ambienti compromessi fino a prova contraria. Le azioni prioritarie: verificare i log di installazione npm per la presenza di axios@1.14.1, axios@0.30.4 o plain-crypto-js; controllare il traffico di rete in uscita verso 142.11.206.73 su porta 8000 con il caratteristico User-Agent IE8; cercare la chiave di registro “MicrosoftUpdate” nel percorso Run e il file wt.exe in %PROGRAMDATA% su sistemi Windows.

Sul piano preventivo, le pratiche raccomandate includono: pinning esplicito delle versioni nei file lock, disabilitazione degli aggiornamenti automatici delle dipendenze, implementazione di policy di “release cooldown” supportate dai principali package manager, monitoraggio continuo dell’esecuzione degli hook postinstall, e adozione di soluzioni di Software Composition Analysis (SCA) che alertino su nuove dipendenze transitive non attese. L’incidente Axios dimostra che anche i pacchetti più fidati e consolidati possono diventare vettori di attacco: la fiducia cieca nell’ecosistema open source è un lusso che le organizzazioni non possono più permettersi.


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CISA Warning: Iranian-Affiliated Hackers Targeting US Critical Infrastructure PLCs to Cause Disruption
#CyberSecurity
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Nuovo video! La scienza planetaria nascosta nelle foto lunari di Artemis 2
youtu.be/gyaKaL_sjvc

@astronomia

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APT Iran Claims 375TB Breach of Lockheed Martin — F-35 Blueprints and Source Code Allegedly Stolen
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Google Patches Actively Exploited Chrome Zero-Day CVE-2026-5281 — Update Now
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One of Orwell's nightmares materialised would be this: potential war criminals and arm manufacturers implicated in a genocide allowed to roam and operate freely, while citizens get arrested for opposing a genocide.

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Russia’s APT28 Deploys New PRISMEX Malware in Espionage Campaign Targeting Ukraine and NATO Allies
#CyberSecurity
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L’IRAN INVITA I GIOVANI AMERICANI A RIVIVERE IL VIETNAM

@news
Dovremmo averlo capito da tempo. Non sono i sorrisi nelle fotografie ufficiali un valido indizio dell’andamento delle trattative.
L'articolo L’IRAN INVITA I GIOVANI AMERICANI A RIVIVERE IL VIETNAM proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

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𝗖’𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗶𝘀𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲 𝗱𝗮 𝘂𝗻’𝗶𝗻𝘁𝘂𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮.

Negli anni ’30, Vincenzo Ferraro contribuì a sviluppare un modello fondamentale per comprendere come il vento solare interagisce con il campo magnetico terrestre. A lui è dedicato un Premio rivolto a giovani studiose e studiosi nel campo della fisica dei plasmi spaziali.

Le modalità di partecipazione sono disponibili qui: buff.ly/yT1QNlP

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Il 2 aprile 2026, Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite, ha ricevuto un dottorato honoris causa congiunto da tre importanti università belghe: UAntwerpen, UGent e VUB (Vrije Universiteit Brussel).

Ecco i dettagli principali dell'evento:

👉 Unicità del riconoscimento:
È la prima volta che queste tre istituzioni collaborano per conferire un titolo simile. La cerimonia si è tenuta ad Anversa presso la Queen Elisabeth Hall.

👉 Motivazione accademica:
Il premio è stato assegnato per il suo "eccezionale impegno per i diritti umani e la giustizia internazionale".
I rettori hanno sottolineato come il suo lavoro sia basato su analisi giuridiche rigorose e fatti documentati, nonostante le forti pressioni e le campagne di diffamazione.

👉 Contesto internazionale:
Il riconoscimento arriva in un momento di estrema tensione. Mentre le università belghe hanno scelto di onorare il suo operato, diversi governi (tra cui quelli di Francia, Germania e Italia) hanno espresso aspre critiche nei suoi confronti o ne hanno chiesto le dimissioni.

👉 Copertura mediatica:
Mentre in Belgio la notizia è stata riportata ampiamente dai media locali e dai canali ufficiali delle università, in Italia la diffusione sui principali media nazionali è stata effettivamente molto limitata rispetto alla rilevanza del riconoscimento.

Il rettore della VUB, Jan Danckaert, ha ribadito che la scelta riflette una convinzione accademica condivisa: la responsabilità delle università di difendere i diritti fondamentali e il pensiero critico anche in contesti altamente polarizzati.

FONTI

[belganewsagency.eu](belganewsagency.eu/flemish-uni…)
[thejc.com](thejc.com/news/world/francesca…)
[quillette.com](quillette.com/2026/04/02/franc…)
[facebook.com](facebook.com/Gazetvanantwerpen…)
[ugent.be](ugent.be/en/news-events/france…)
[eurojewcong.org](eurojewcong.org/news/ejc-in-th…)
[vub.be](vub.be/en/nieuws/drie-vlaamse-…)
[ugent.be](ugent.be/en/news-events/france…)
[press.vub.ac.be](press.vub.ac.be/uantwerpen-uge…)
[facebook.com](facebook.com/ajplusenglish/vid…)
[eurojewcong.org](eurojewcong.org/news/ejc-in-th…)
[31mag.nl](31mag.nl/3-universita-in-belgi….)
[vub.be](vub.be/en/news/three-flemish-u…)

#FrancescaAlbanese #dottoratoHonoriscausa #dirittiumani #giustizia internazionale
@news

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cinema e archivi sotto attacco: dati, mobilitazione e proposte nella conferenza dell’aamod


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[table][tr][td][table][tr][td]TAGLIARE GLI ARCHIVI È TAGLIARE LA MEMORIA DEL PAESE
Oltre due ore di confronto all’AAMOD con autori, operatori e rappresentanti della cultura: il settore si mobilita contro i tagli del Ministero e chiede riforme, trasparenza e tutela del patrimonio audiovisivo

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[table][tr][td][table][tr][td]Roma, 10 aprile 2026 – Si è svolto oggi, presso la sede dell’AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, un partecipato incontro durato oltre due ore e mezza per discutere le gravi conseguenze dei recenti tagli operati dal Ministero della Cultura nel settore cinematografico e audiovisivo. L’evento è stato coordinato da Aurora Palandrani, Luca Ricciardi e Matteo Angelici, oltre che dal presidente dell’AAMOD Vincenzo Vita.
Al centro del dibattito, la drastica riduzione dei finanziamenti pubblici che colpisce non solo l’AAMOD – con un taglio di circa il 25% alle proprie attività – ma anche opere e progetti di grande rilevanza culturale e civile: dall’esclusione del documentario sul caso Regeni fino alla mancata valorizzazione di lavori di alto profilo storico, come la sceneggiatura di Bernardo Bertolucci.

L’incontro ha evidenziato con forza il valore insostituibile degli archivi audiovisivi, non soltanto come strumenti di conservazione, ma come veri e propri laboratori del presente. La memoria storica, custodita e reinterpretata attraverso il lavoro creativo, rappresenta infatti una chiave essenziale per comprendere e costruire il futuro. Il patrimonio audiovisivo, pubblico e privato, vive grazie all’impegno quotidiano di archivisti, tecnici, autori e operatori culturali che, con passione, competenza e spirito collettivo, contribuiscono alla costruzione di opere documentarie e alla diffusione di una coscienza condivisa.

In questo contesto, appare particolarmente grave il ridimensionamento delle attività AAMOD, che negli ultimi anni avevano registrato una crescita esponenziale di interesse da parte del pubblico e degli operatori del settore, soprattutto nei campi del riuso creativo delle immagini d’archivio e dei processi di digitalizzazione.

Il confronto tra il 2024 e il 2025 restituisce un quadro preciso e allarmante: i contributi complessivi destinati all’AAMOD passano da 380.000 euro nel 2024 a 290.000 euro nel 2025, con un taglio totale di 90.000 euro (-23,68%) . Nel dettaglio, il progetto di recupero e trattamento del patrimonio audiovisivo scende da 200.000 euro a 150.000 euro, con una riduzione del -25% e un calo del punteggio da 81 a 64 . Il festival UnArchive Found Footage Fest passa da 80.000 euro a 60.000 euro (-25%), con una perdita di 14 punti (da 79 a 65) , mentre il Premio Zavattini scende da 30.000 euro a 25.000 euro (-16,67%), con un punteggio che cala da 78 a 68 . Anche L’Aperossa registra una diminuzione da 25.000 a 20.000 euro (-20%), con punteggio da 73 a 65, e il progetto “Il cinema politico” passa da 20.000 a 15.000 euro (-25%), con punteggio da 69 a 64 . Persino la residenza artistica Suoni e Visioni, pur aumentando il punteggio da 63 a 67, subisce un taglio economico da 25.000 a 20.000 euro (-20%) . Si tratta di interventi che colpiscono progetti consolidati e già realizzati nel 2025, aggravati da un ritardo superiore a un anno nell’assegnazione delle risorse.

Questa tendenza non riguarda soltanto l’AAMOD ma si inserisce in un contesto più ampio di redistribuzione squilibrata delle risorse, che penalizza realtà storiche e iniziative di comprovato valore. Subiscono infatti riduzioni rilevanti il Festival Cinema Oltre del Palladium, il Festival dei Popoli, il Filmmaker Festival e le attività di Doc/it, mentre viene addiritturaazzerato il sostegno all’Archivio Cinematografico della Resistenza. Analogamente, la Cineteca Lucana registra un drastico ridimensionamento. Al contrario, emergono situazioni di forte incremento per soggetti meno strutturati, come l’associazione Kabuto, che quasi triplica il proprio finanziamento.

Il tutto avviene in un quadro di stabilità della dotazione complessiva dei bandi, che resta sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente. A rendere il quadro ancora più preoccupante sono le prospettive per il 2026, che prevedono ulteriori tagli alla promozione e, soprattutto, l’azzeramento dei finanziamenti destinati alla digitalizzazione del patrimonio audiovisivo.

Alla manifestazione hanno preso parte numerosi esponenti del mondo culturale, politico e cinematografico, sia in presenza che in collegamento, esprimendo un sostegno unanime all’AAMOD e una forte preoccupazione per il futuro del settore.

Tra gli intervenuti, tra gli altri: Peppe Servillo, Giuseppe Giulietti, Barbara Scaramucci, Gaetano Amato, Stefano Rulli, Francesco Ranieri Martinotti, Sabrina Di Marco, Wilma Labate, Monica Maurer, Christian Carmosino, Emiliano Leonetti, Rossana Rummo, Michele Conforti, Alex Hobel, Maurizio Sciarra e Paola Scarnati.

Numerosi inoltre, i messaggi di solidarietà ricevuti sui canali social e le partecipazioni durante la diretta, aperta anche in streaming sul canale Youtube dell’AAMOD.

Dagli interventi è emersa con chiarezza la necessità di una riforma profonda dei criteri di selezione e delle commissioni di valutazione, affinché siano realmente composte da figure con comprovata esperienza e competenza nel settore.

Queste le somme tirate in conclusione dal presidente dell’AAMOD, Vincenzo Vita, che ha dichiarato:

“Se è vero che il ministro della cultura Alessandro Giuli e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni hanno dichiarato la loro insoddisfazione per le scelte delle apposite commissioni di valutazione dei contributi “selettivi” ai film e delle attività di promozione, a questo punto può essere agito l’”annullamento in autotutela”. Si tratta di uno strumento tutt’altro che inedito a fronte di procedure concorsuali dall’esito discutibile.
Insomma, davanti a quanto è successo ciò che – comunque- appare urgente è procedere ad una profonda revisione dei meccanismi che presiedono a simili scelte. In generale, si pone il problema di una vera riforma del settore, in preda oggi ad un pericoloso “liber-sovranismo”: tutto il potere ai soggetti più forti del mercato con la maschera dell’interesse nazionale.
Si è proposto di dare vita ad un coordinamento tra tutti i soggetti interessati alla tutela attiva della memoria, nella stagione in cui il passato va oscurato e rimosso, perché lì si può rintracciare qualche album di famiglia assai imbarazzante.
Serve un movimento “intersezionale”, che voglia dialogare con i diversi momenti di attivazione sociale: da Gaza al NO al referendum sui magistrati alle manifestazioni contro i Re e le Regine.
Siamo addolorati per il mancato finanziamento a film che lo meritavano, a partire da quello sulla tragedia di Giulio Regeni. Così siamo -ovviamente- colpiti enormemente per la diminuzione delle risorse dell’AAMOD del 24%, oltre tutto con una decisione arrivata con oltre un anno di ritardo.
Non ci arrendiamo, la storia non finisce qui.”

L’incontro ha rappresentato un momento di forte coesione tra operatori culturali e istituzioni, con l’obiettivo di difendere il valore del lavoro collettivo che anima il cinema documentario e la tutela della memoria audiovisiva.

È stato annunciato il ricorso contro le decisioni del Ministero della Cultura, con la volontà di ristabilire criteri equi e trasparenti che riconoscano il merito, la qualità e l’impatto culturale delle attività svolte.

La battaglia intrapresa non riguarda soltanto la sopravvivenza di singole istituzioni, ma la difesa di un ecosistema culturale fondato sull’esperienza viva del cinema, sulla trasmissione della memoria e sul lavoro condiviso di chi, ogni giorno, costruisce futuro attraverso le immagini del passato.

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[table][tr][td][table][tr][td]RIVEDI LA DIRETTA INTEGRALE

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ANALIZZA I CONTRIBUTI 2024-25

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ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO ETS
+39 06 57305447 – eventi

Sito web: aamod.it

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Oggi leggevo questa notizia di HD Blog e riflettevo.

La Francia passa la PA a Linux. Una scelta che segue quella della loro gendarmeria (già una istituzione che usa Linux). Che sia stato il loro test di validazione? Non lo so ancora, ma una tale possibilità mi fa ribollire il sangue, perché significa che anche le PA italiane potrebbero passare a Linux!

Seguire i francesi non significa necessariamente essere allineati negli intenti politici, quanto impegnati a proteggere la sovranità e i dati di cittadini di un paese che altrimenti venderebbe il proprio popolo alle big tech indiscriminatamente!

Spero con tutto il cuore che questa possa essere la chiave di volta per fare seguire ad altri paesi questa direzione, nel frattempo, sono davvero contento della cosa (sperando che non si tirino indietro).

Voi che ne pensate?

#linux #opensource #freesoftware

P.s.
Grazie poliversity per darmi la possibilità di scrivere più di 500 caratteri. Un sogno!

Unknown parent

glitchsoc - Collegamento all'originale

Lorenzo DM

@yaw Ciao e piacere di conoscerti! Vero, questo è molto significativo, ma in questo caso direi che la spinta potrebbe arrivare anche dall'alto visto che è una virata storica. Se ti interessa, domani faccio uscire il video YouTube sul tema, dove approfondisco la cosa. Grazie del contributo, sei stato prezioso, a presto!
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dal 4 maggio a roma: concetto Pozzati. 50 anni dopo

[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]Concetto Pozzati. 50 anni dopo
Studio SALES di Norberto Ruggeri
In collaborazione con Archivio Concetto Pozzati

4 maggio – 20 giugno 2026

Concetto Pozzati, Dalla mia finestra vedo il mare, 1975, tecnica mista, cm 86×116
Studio SALES di Norberto Ruggeri è lieto di presentare Concetto Pozzati. 50 anni dopo, una mostra dedicata all’artista bolognese, realizzata in collaborazione con l’Archivio Concetto Pozzati.
L’esposizione si inserisce nel cinquantesimo anniversario della storica antologica dedicata a Concetto Pozzati inaugurata il 4 maggio 1976 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, offrendo l’occasione per rileggere un momento cruciale della sua produzione artistica. In occasione di quella mostra, il catalogo raccoglieva interventi di alcuni tra i più importanti critici del tempo – da Giulio Carlo Argan a Renato Barilli, da Enrico Crispolti a Filiberto Menna, Giulio Briganti, Lea Vergine e molti altri – restituendo la centralità della sua ricerca nel dibattito contemporaneo.

Le opere selezionate per Studio SALES di Norberto Ruggeri – quattro di grandi dimensioni (tutte presenti nella rassegna del 1976), più una di formato più contenuto, a cui si affianca una selezione di lavori su carta incorniciati in plexiglass secondo una soluzione espositiva ideata dallo stesso artista – testimoniano una fase meno indagata ma estremamente fertile della sua produzione, quella degli anni Settanta, caratterizzata da sperimentazioni tecniche e linguistiche che si discostano dalla sua cifra più riconoscibile, aprendo a nuove possibilità espressive. In quel periodo Pozzati introduce nel quadro reperti oggettuali, scritte e immagini serigrafate, mescolando tecniche diverse, come nell’uso della pittura a spruzzo nelle grandi tele.

Tutte le opere in mostra provengono dall’Archivio Concetto Pozzati e includono nuclei di lavori che, in alcuni casi, non sono più stati esposti al pubblico dopo la mostra romana del 1976, evidenziando una fase decisamente sperimentale della ricerca dell’artista.

Figura centrale dell’arte italiana del secondo dopoguerra, Concetto Pozzati (1935–2017) è stato tra i principali protagonisti della stagione della Pop Art italiana, sviluppando un linguaggio originale capace di mettere in dialogo suggestioni surrealiste, riferimenti alla tradizione pittorica e un immaginario legato alla quotidianità. Definito “il corsaro della pittura”, nel corso della sua carriera ha costruito un percorso articolato, in cui il segno e l’immagine si confrontano continuamente con il pensiero critico e teorico. Accanto all’attività artistica, Pozzati è stato anche un intellettuale attivo e influente: docente in diverse accademie italiane, tra cui Bologna, Firenze e Venezia, direttore dell’Accademia di Urbino, curatore e organizzatore di rassegne in Italia e all’estero, nonché figura impegnata nella vita culturale e politica.

La mostra è accompagnata da un testo di Danilo Eccher, concepito come un ricordo personale del rapporto di amicizia che lo ha legato all’artista.

INFO
Concetto Pozzati. 50 anni dopo

Studio SALES di Norberto Ruggeri

In collaborazione con Archivio Concetto Pozzati

Opening: lunedì 4 maggio 2026, dalle 18:00 alle 21:00

Durata: 4 maggio – 20 giugno 2026

Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 15:00 alle 18:00 e su appuntamento

Sede: Studio SALES di Norberto Ruggeri, Piazza Dante 2, 00185 Roma
Info: t +39 06 77591122 | info@studiosales.it | www.studiosales.it

Ufficio Stampa: Sara Zolla | Ufficio stampa e comunicazione | t. +39 346 8457982 | press@sarazolla.com

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Bixonimania, i chatbot si sono “bevuti” una malattia inventata di sana pianta (che poi è finita nei paper scientifici)
https://www.wired.it/article/bixonimania-malattia-inventata-chatbot-ai-paper-scientifici/?utm_source=flipboard&utm_medium=activitypub

Pubblicato su Business @business-WiredItalia

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No regà, le tasse a la Chiesa nun se pò fà

Te pare che nun gliele chiede la sinistra e poi gliele chiedo io? Daje sù...

ilpost.it/2026/04/10/ici-chies…

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«La scelta riflette una convinzione accademica condivisa: la responsabilità delle università di difendere i diritti fondamentali e il #pensierocritico anche in contesti altamente polarizzati».
poliversity.it/@emama/11639032…


Il 2 aprile 2026, Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite, ha ricevuto un dottorato honoris causa congiunto da tre importanti università belghe: UAntwerpen, UGent e VUB (Vrije Universiteit Brussel).

Ecco i dettagli principali dell'evento:

👉 Unicità del riconoscimento:
È la prima volta che queste tre istituzioni collaborano per conferire un titolo simile. La cerimonia si è tenuta ad Anversa presso la Queen Elisabeth Hall.

👉 Motivazione accademica:
Il premio è stato assegnato per il suo "eccezionale impegno per i diritti umani e la giustizia internazionale".
I rettori hanno sottolineato come il suo lavoro sia basato su analisi giuridiche rigorose e fatti documentati, nonostante le forti pressioni e le campagne di diffamazione.

👉 Contesto internazionale:
Il riconoscimento arriva in un momento di estrema tensione. Mentre le università belghe hanno scelto di onorare il suo operato, diversi governi (tra cui quelli di Francia, Germania e Italia) hanno espresso aspre critiche nei suoi confronti o ne hanno chiesto le dimissioni.

👉 Copertura mediatica:
Mentre in Belgio la notizia è stata riportata ampiamente dai media locali e dai canali ufficiali delle università, in Italia la diffusione sui principali media nazionali è stata effettivamente molto limitata rispetto alla rilevanza del riconoscimento.

Il rettore della VUB, Jan Danckaert, ha ribadito che la scelta riflette una convinzione accademica condivisa: la responsabilità delle università di difendere i diritti fondamentali e il pensiero critico anche in contesti altamente polarizzati.

FONTI

[belganewsagency.eu](belganewsagency.eu/flemish-uni…)
[thejc.com](thejc.com/news/world/francesca…)
[quillette.com](quillette.com/2026/04/02/franc…)
[facebook.com](facebook.com/Gazetvanantwerpen…)
[ugent.be](ugent.be/en/news-events/france…)
[eurojewcong.org](eurojewcong.org/news/ejc-in-th…)
[vub.be](vub.be/en/nieuws/drie-vlaamse-…)
[ugent.be](ugent.be/en/news-events/france…)
[press.vub.ac.be](press.vub.ac.be/uantwerpen-uge…)
[facebook.com](facebook.com/ajplusenglish/vid…)
[eurojewcong.org](eurojewcong.org/news/ejc-in-th…)
[31mag.nl](31mag.nl/3-universita-in-belgi….)
[vub.be](vub.be/en/news/three-flemish-u…)

#FrancescaAlbanese #dottoratoHonoriscausa #dirittiumani #giustizia internazionale
@news


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rainews.it/articoli/2026/04/co…

Commissione UE chiede esclusione della Russia dalla Biennale di Venezia.
La Commissione Europea ha avviato la procedura per congelare o revocare i fondi alla Biennale di Venezia per aver permesso alla Russia di riaprire il “suo” padiglione, chiuso dal 2022.
Nessuna obiezione Commissione UE sul padiglione di Israele nella Biennale. La partecipazione di Israele alla Biennale Arte 2026 (9 maggio - 22 novembre) è confermata.

#Biennale #Russia #Israele #UE #cultura #arte

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This gives an impression of today's #PalestineAction demo in Trafalgar Square April 11th 2026

A day where I sat on cold concrete for four hours and then was taken away by the British government and the intimate areas of my body inspected

Wtaf!

Are we supposed to tolerate THIS !!

I will show no mercy

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in reply to Totts

So sorry you & others had these experiences… peacefully protesting & then: “taken away by the British government and the intimate areas of my body inspected” & for what? Astonishing that UK Police don’t have better things to do & that UK Labour Govt doesn’t see that this is undermining population trust in policing… it’s not like they have tons of social capital to burn through. Just how much money are the war profiteers making & how much of it is ending up in which & whose pockets? Outrageous. 🤬😤

#UKPol #Palestine #protest

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recent additions to nula.cc


61130

From a book of silent stories ~


Axiomata
Silence is never absolute. Silence is not silent in the literal sense.
Silence is symbolic of an active psycho-perceptual space.
There exist stories not told in words.
From far away, a signal arrives. We study its every detail. It pulses with life and at length we hear it speak, voices leaking in from beyond the unseen curtain.
album, 7 tracks: /61130/from-a-book-of-silent-stories
market61115

Market street


In this recording, we happen upon a busy market street in Serdar (in the Garzê Tibetan Autonomous Prefecture of Sichuan), where the sidewalk vendors, weary of the chore of calling out to passersby, have by and large relegated the tedious and tiring task of enticing buyers to electronic boxes with tinny loudspeakers.
mp3, 9 minutes: /61115/market-street

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OpenAI appoggia una proposta di legge che limiterebbe la responsabilità per morti di massa o disastri finanziari causati dall'intelligenza artificiale


Il creatore di ChatGPT ha testimoniato a favore di una proposta di legge dell'Illinois che limiterebbe i casi in cui i laboratori di intelligenza artificiale possono essere ritenuti responsabili, anche quando i loro prodotti causano "danni gravi".

wired.com/story/openai-backs-b…

@aitech

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Le tortore sono maniache dei social network. Non fanno altro che scambiarsi messaggi ripetendo fino all'esasperazione youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube... youtube...
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"Non solo le analogie con l'Olocausto non sono sbagliate, ma a volte sono necessarie" per riconoscere le logiche di disumanizzazione e violenza di massa che riemergono.
🧵1/7

#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide‌ #Gaza #WestBank #Israel #Peace #3aprile

mekomit.co.il/%d7%9c%d7%90-%d7…

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
in reply to MAU

Molto interessante, ma a mio parere il discorso su Israele non può prescindere dalle premesse religiose.
A tale proposito ritengo indispensabile ascoltare questo podcast, che ripropone un'intervista di anni fa, quando ancora non si sospettava che si potesse arrivare qui.
Dobbiamo conoscere il clima sociale israeliano per potere davvero capire ciò che sta accadendo o che può accadere.
Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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1965-1969: alle origini delle STRAGI. Dall’Istituto Pollio a Piazza Fontana

youtube.com/watch?v=3mWIrkhYu3…

"La strage di Piazza Fontana è la manifestazione […] di una guerra non ortodossa che nel nostro Paese […] si è protratta […] fino alla caduta del Muro di Berlino. È cioè una forma di conflitto di tipo paramilitare che si propone […] di recuperare sul terreno della forza e della violenza contro i civili quello che sta progressivamente perdendo sul terreno […] democratico e costituzionale".