.NET 11 Preview 3: tutte le novità del terzo rilascio anticipato
.NET 11 è ancora in fase di sviluppo, ma il terzo Preview rilasciato il 14 aprile 2026 porta con sé una serie di novità concrete e già sperimentabili. Dalle librerie di sistema al runtime JIT, dall’SDK alla toolchain, questo rilascio intermedio offre uno sguardo chiaro su dove sta andando l’ecosistema .NET. Vediamo nel dettaglio cosa c’è di nuovo e cosa vale la pena testare subito nei propri progetti.
Novità nel Runtime e JIT
Il team del runtime ha rimosso il requisito del flag di opt-in per le API async previewed nelle versioni precedenti: alcune funzionalità asincrone del runtime sono ora accessibili senza annotazioni speciali. Sul fronte delle prestazioni, il JIT compiler è stato ottimizzato in tre aree chiave:
- Switch statement: migliorata la generazione di codice macchina per costrutti switch complessi
- Bounds check: eliminati controlli ridondanti sugli array in scenari comuni
- Type cast: ridotta la latenza nelle operazioni di cast tra tipi gerarchicamente correlati
Sul fronte WebAssembly, .NET 11 introduce il formato WebCIL, un nuovo formato di packaging per i moduli .wasm, insieme a miglioramenti al debugging in ambiente browser. Chi sviluppa applicazioni Blazor WebAssembly beneficerà di esperienze di debug più fluide.
Librerie di Sistema: JSON, Compressione e Regex
System.Text.Json riceve controllo più granulare sulla naming strategy e sulla gestione dei valori di default. Sarà possibile configurare i serializzatori per ignorare specifiche proprietà con valori predefiniti in modo più preciso rispetto a quanto offriva il parametro DefaultIgnoreCondition.
La novità più interessante lato compressione è l’aggiunta di Zstandard (zstd) in System.IO.Compression. Zstandard è l’algoritmo di compressione sviluppato da Meta, noto per offrire un ottimo trade-off tra velocità e rapporto di compressione — spesso superiore a gzip e deflate. Esempio di utilizzo:
using System.IO.Compression;
// Compressione con Zstandard
using var input = File.OpenRead("dati.json");
using var output = File.Create("dati.json.zst");
using var compressor = new ZstandardStream(output, CompressionMode.Compress);
await input.CopyToAsync(compressor);
In aggiunta, la lettura di file ZIP ora valida i checksum CRC32 automaticamente, rendendo più robusta la gestione degli archivi corrotti o manomessi.Per le espressioni regolari, il motore riconosce ora tutte le sequenze Unicode di newline, migliorando la portabilità del parsing testuale cross-platform.
SDK: Nuove Funzionalità da CLI
L’SDK riceve alcune aggiunte molto pratiche per chi lavora da terminale:
Passare variabili d’ambiente con dotnet run -e
# Passare una variabile d'ambiente al processo durante lo sviluppo
dotnet run -e ASPNETCORE_ENVIRONMENT=Development -e ConnectionStrings__Default="Server=..."
Finalmente si può sovrascrivere variabili d’ambiente senza toccare launchSettings.json o esportare variabili nello shell corrente.
Top-level programs multi-file
I programmi con top-level statements (introdotti in C# 9) potranno ora distribuirsi su più file sorgente. Questo alleggerisce il vincolo di avere tutto in un unico Program.cs per i progetti di tipo file-based, come script o tool CLI leggeri.
dotnet watch migliorato
Lo strumento dotnet watch ha ricevuto tre miglioramenti rilevanti: supporto ai progetti .NET Aspire, crash recovery automatico e miglioramenti specifici per applicazioni Windows desktop (WPF/WinForms).
C# 14: Union Types in Anteprima
Preview 3 include un’anteprima degli union types in C# 14. Questa funzionalità, molto attesa, consente di dichiarare tipi che possono contenere uno tra un insieme definito di tipi, avvicinando C# a pattern già presenti in F#, TypeScript e Rust:
// Sintassi ipotetica - ancora in preview, soggetta a variazioni
union Result<T>
{
T Value,
Exception Error
}
var result = GetData();
var output = result switch
{
Result<string>.Value(var v) => $"Successo: {v}",
Result<string>.Error(var e) => $"Errore: {e.Message}"
};
Attenzione: la sintassi è ancora sperimentale e potrebbe cambiare nelle release successive.
ASP.NET Core in .NET 11 Preview 3
Tre aggiornamenti principali per il framework web:
Compressione Zstandard per le risposte HTTP
ASP.NET Core ora supporta la compressione zstd nelle risposte HTTP e la decompressione delle richieste in arrivo. Da configurare in Program.cs:
builder.Services.AddResponseCompression(options =>
{
options.Providers.Add<ZstandardCompressionProvider>();
options.EnableForHttps = true;
});
Blazor Virtualize con altezze variabili
Il componente <Virtualize> di Blazor ora si adatta a elementi di altezza variabile a runtime, risolvendo un limite storico che richiedeva di specificare un’altezza fissa per gli elementi della lista virtualizzata.
HTTP/3 più reattivo
L’avvio dell’elaborazione delle richieste HTTP/3 è anticipato, riducendo la latenza percepita nelle prime connessioni su protocollo QUIC.
Entity Framework Core: GetEntriesForState()
EF Core in .NET 11 introduce ChangeTracker.GetEntriesForState(), un metodo che consente di interrogare le entry per stato (Added, Modified, Deleted) senza scatenare un cycle di change detection — operazione potenzialmente costosa in grafi di oggetti complessi:
// Prima: scatenava change detection su tutto il grafo
var modified = context.ChangeTracker.Entries()
.Where(e => e.State == EntityState.Modified)
.ToList();
// Ora: accesso diretto per stato, senza overhead di detection
var modified = context.ChangeTracker
.GetEntriesForState(EntityState.Modified)
.ToList();
Container Images Firmati
Le immagini container ufficiali di .NET sono ora firmate digitalmente, permettendo la verifica della catena di custodia prima del deployment. Questo è un passo importante per le pipeline DevSecOps che richiedono provenance verificabile dei componenti software.
Come Provare .NET 11 Preview 3
# Scaricare il SDK da https://dotnet.microsoft.com/download/dotnet/11.0
dotnet --version
# Output atteso: 11.0.0-preview.3.xxxxx
# Creare un progetto di test
dotnet new console -n test-dotnet11 --framework net11.0
Conclusione
.NET 11 Preview 3 è un rilascio ricco, che tocca trasversalmente runtime, SDK, ASP.NET Core ed EF Core. Le novità più impattanti per la produzione futura sono il supporto a Zstandard, gli union types in C# 14 e le ottimizzazioni JIT. Si consiglia di testare le nuove funzionalità dell’SDK — in particolare dotnet run -e — già ora, poiché entreranno probabilmente stabili con il rilascio di novembre 2026.
Fonte: devblogs.microsoft.com — .NET 11 Preview 3 is now available!, 14 aprile 2026
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.NET Team (.NET Blog)
Lord Caramac the Clueless, KSC
in reply to Aline Blankertz • • •Es kommt immer darauf an, wovon wir reden, wenn wir "KI" sagen. Es gibt zahlreiche neuronale Netz-Modelle, die kompakt genug sind, um auf Consumer-Hardware zu laufen. Es gibt auch die Möglichkeit, sehr kleine neuronale Netze selbst auf der eigene Maschine zu trainieren, wenn man genug Plattenplatz für die Trainingsdaten frei hat; größere Netze können kollaborativ trainiert werden, d.h. die Rechner von vielen Freiwiliigen überall auf der Welt teilen sich die Arbeit, indem sie, wenn sie laufen, aber gerade nicht ausgelastet sind, ungenutzte CPU- und/oder GPU-Zyklen für KI-Trainingsaufgaben nutzen.
Hinzu kommen kompakte Modelle, die von KI-Firmen trainiert worden sind, aber unter freier Linzenz gratis runterzuladen sind. Solche Modelle können auch auf normalen PCs laufen. Solche Modelle gehen auch nicht mehr weg, selbst wenn alle KI-Firmen pleitegehen, und zahlreiche Entwickler und Hobbyisten optimieren solche Modelle oder trainieren LoRAs dafür; ein LoRA ist eine Art Patch für ein neuronales Netz, mit dem diesem zusätzliche Fähigkeiten oder Informationen hinzugefügt werden können. Es werden auch "destillierte" Versionen von KIs von allerlei Leuten gebaut, die noch einmal wesentlich kleiner sind, dabei zwar etwas an Qualität einbüßen, dafür aber auf noch kleineren Maschinen lauffähig sind, teilweise sogar auf älteren Smartphones oder auf Einplatinencomputern wie der Raspberry-Pi-Serie.
Es ist gut, wenn die KI-Blase platzt und haufenweise KI-Firmen in die Pleite rutschen, aber solange es leistungsfähige Computer in Privatbesitz gibt, wird der gegenwärtige Stand des Maschinenlernens bleiben. KI geht nicht mehr weg, auch wenn sie vermutlich wirtschaftlich bald eine weit kleinere Rolle spielen wird, als vom gegenwärtigen Hype vorausgesagt/erhofft. KI ist ja nicht komplett nutzlos, nur sind die gegenwärtigen GANs, Diffusionsmodelle, Transformer/LLMs, Weltmodelle usw. weit weniger nützlich, als das Marketing behauptet. Wenn die Blase platzt, können wir in aller Ruhe gucken, was wir mit den ML-Modellen anfangen können. KI ist zuallererst ein lose verbundenes Bündel von Forschungsgebieten aus der Informatik, das sich damit beschäftigt, Aufgaben zu lösen, für welche Menschen ihre Intelligenz einsetzen. Aus Sicht der KI-Forschung sind LLMs höchstinteressante Experimente, und auch wenn irgendwann (hoffentlich bald) keine neuen Riesenmodelle mehr trainiert werden, kann man immer noch etliches aus den bereits existierenden lernen. Nach dem Platzen der KI-Blase ist mit einem neuen KI-Winter zu rechnen, wo die KI-Forschung unter Unterfinanzierung leiden dürfte, aber das, was es jetzt bereits an Modellen gibt, geht deshalb ja nicht mehr weg, und begrenzte Mittel verhindern auch die Entstehung neuer gigantischer Moloch-Modelle, die ohne riesige Rechenzentren gar nichts können.
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Aline Blankertz
in reply to Lord Caramac the Clueless, KSC • • •Zu „wenn die Blase platzt, wird alles gut“: structural-integrity.eu/crashi…
Crashing hard: why talking about bubbles obscures the real social cost of overinvesting into “Artificial Intelligence”
Aline (Structural Integrity)Lord Caramac the Clueless, KSC
in reply to Aline Blankertz • • •Oh, "gut" wird auf diesem Planeten für Äonen nichts, dafür haben wir die Biosphäre schon zu sehr beschädigt. Das Platzen der Blase hat aber das Zeug, die gesamte Weltwirtschaft in eine gewaltige Krise zu stürzen, und das wiederum ist gut, weil eine stillstehende bis kollabierende Wirtschaft weit weniger ökologische Schäden anrichtet.
Der endgültige Kollaps der modernen Zivilisation und das Ende des Industriezeitalters sind in meinen Überlegungen zur Zukunft schon immer mit drin. Das wird einfach so oder so passieren, weil der Kapitalismus bis zum bitteren Ende weitermacht und niemand es schafft, ihn zu stürzen, bevor er sich selbst kaputtmacht. Wir sind schon so weit jenseits der globalen ökologischen Wachstumsgrenzen, tief im ökologischen Overshoot, daß ein Kollaps unvermeidlich ist, die Frage ist nur, wie genau der abläuft. Je schneller die Weltwirtschaft die Grätsche macht, desto höher die Wahrscheinlichkeit, daß von der Biosphäre genug übrigbleibt, daß die Gattung Homo vorerst doch noch nicht ausstirbt. Egal, wie wir es drehen, in 150-300 Jahren wird es wohl keinen einzigen funktionsfähigen Computer mehr geben und keine sonstige moderne Technologie, aber wenn der wirtschaftliche Teil des Kollaps schnell genug voranschreitet, gibt es auch in vielen Jahrtausenden immer noch ein paar nomadische Post-Kollaps-Stämme, welche mit etwas Glück lange genug durchhalten, bis die Biosphäre sich soweit erholt hat, daß Zivilisation wieder möglich wird, und wenn es hunderttausend Jahre dauert. Ein neues High-Tech-Zeitalter wird es wohl nie wieder geben, aber Zivilisationen auf einem Niveau wie die Maya oder die Kelten oder die Phönizier sollten irgendwann wieder möglich sein, wenn wir das komplette Aussterben der Menschheit vermeiden.
Ansonsten wäre momentan einfach massive Wirtschaftssabotage ganz gut, oder eine erneute Blockade der Straße von Hormuz, oder daß sich wieder ein Schiff im Suez-Kanal verkeilt oder sowas. Selbstverständlich werden sehr viele Leute darunter leiden, auch ich; bei einem Kollaps der Weltwirtschaft verliere ich vermutlich auch alles, und ob ich lange überlebe, ist fraglich. Nur ist der Kollaps so oder so nur eine Frage der Zeit. Genau wie der Tod, irgendwann sterben wir alle so oder so. Demokratie und Kapitalismus sind weit weniger gut vereinbar, als es uns die bürgerlich-liberale Propaganda weismachen will, und das absehbare Ende der kapitalistischen Wirtschaft durch die unvermeidlich anrollende Schrumpfung von allem, was zu groß gewachsen ist, bringt mal wieder den Faschismus hervor, und antifaschistische Kämpfe werden irgendwann zu blutigen Bürgerkriegen ums nackte Überleben. Es wird schier unglaublich schrecklich werden, aber was zählt, ist letztlich nur, wie weit die Wertverwertungsmaschine die Ökologie des Planeten noch ruinieren kann, bevor sie auseinanderfällt; was immer aussichtsreich erscheint, um die Bewegung umzukippen, um das Wirtschaftswachstum endgültig zu beenden und in eine unaufhaltsame Schrumpfung umzukippen, erhöht die Wahrscheinlichkeit des Überlebens unserer Spezies. Zivilisationen lassen sich auf den Trümmern der vorangegangenen neu aufbauen, aber wenn die ökologischen Nischen für große allesfressende Säugetiere verschwinden, sind wir weg. Für immer. Von daher darf diese Blase nicht einfach so entlüftet werden, sondern sie muß so spektakulär platzen, daß die Great Depression der 1930er gegenüber dem dann kommenden Meltdown der Weltwirtschaft wie ein Sommergewitter aussieht. Die Weltwirtschaft muß sehr rapide um mehr als die Hälfte schrumpfen, um überhaupt irgendeine Chance auf Nachhaltigkeit zu haben, und kann anschließend nie wieder wachsen; und dabei geht es nicht um die Finanzwelt, sondern um die Realwirtschaft. Unser globaler Umsatz von Material, gemessen in Tonnen pro Sekunde oder was auch immer, muß um mehr als die Hälfte schrumpfen. Industrielle Prozesse, welche Ökosysteme stören, müssen enden, egal wie. Wir kommen aus der Scheiße so oder so nicht mehr geordnet heraus, allerhöchstens eine ökosozialistische Weltrevolution könnte die Dinge mit sehr viel Glück schnell genug radikal genug verändern, um den unvermeidlichen Kollaps halbwegs menschenwürdig zu gestalten, aber eine solche ist nicht in Sicht. Es gibt überhaupt nur noch chaotische und radikale Zukünfte, die gemäßigten und stabilen sind ausverkauft und kommen die nächsten 100 000 Jahre nicht wieder rein.
Das ist übrigens der Hauptgrund, warum ich keine Kinder habe -- die meisten jungen Menschen, die heute leben, werden höchstwahrscheinlich eines frühen und sehr unschönen Todes sterben im Zuge des Kollaps. Von daher frage ich mich, warum die Leute von Extinction Rebellion, Letzte Generation usw. so fürchterlich gemäßigt sind und auf symbolische Aktionen setzen, statt die Industrie direkt anzugreifen und die Maschinen zu sabotieren, welche diese lebendige Welt zerstören, deren Teil wir sind.
Lord Caramac the Clueless, KSC
in reply to Lord Caramac the Clueless, KSC • • •Lord Caramac the Clueless, KSC
in reply to Lord Caramac the Clueless, KSC • • •Aline Blankertz
in reply to Aline Blankertz • • •Ich bin immer wieder überrascht, wie skeptisch Menschen ggü. demokratischer Organisierung sind, wenn es um Wirtschaft geht. Daher frech ein Selbstzitat:
“Was wir durch Vergesellschaftung gewinnen, ist, dass wir überhaupt wieder gesellschaftlich gestalten können. Im Moment läuft es danach, wie am meisten Geld für die Anteilseignenden herausspringt. Wenn wir an Demokratie glauben, müssen wir auch daran glauben, dass wir gesellschaftliche Infrastrukturen danach gestalten können.”
Aline Blankertz
in reply to Aline Blankertz • • •Corinna Balkow
in reply to Aline Blankertz • • •C.Suthorn
in reply to Aline Blankertz • • •Ronny Lam
in reply to Aline Blankertz • • •Schoenix
in reply to Aline Blankertz • • •ich sehe das etwas anders, weil ich denke, dass diese Technologie zu nützlich ist (alleine schon als besseres Mensch-Maschine-Interface) um sie einfach abzulehnen.
Wie wäre es mit eben einer vergesellschafteten KI, oder eben lokal laufenden kleinen (vielleicht P2P vernetzten) Systemen?
Aline Blankertz
in reply to Schoenix • • •@schoenix
Good for you. Hast Du den Artikel gelesen? Scheint mir nicht so.
@malteengeler
JonKo
in reply to Aline Blankertz • • •Ich glaube, es braucht dann aber einen neuen Begriff für die Art von KI die demnach unerwünscht ist.
Wenn man Begriffe verwendet, die viel zu breit sind, kommen dann reflexartig solche Gegenbeispiele:
github.com/leela-zero/leela-ze…
GitHub - leela-zero/leela-zero: Go engine with no human-provided knowledge, modeled after the AlphaGo Zero paper.
GitHubStefan Wagner
in reply to Aline Blankertz • • •Nicht falsch verstehen: Ich finde Kritik an vielen Aspekten moderner KI richtig und wichtig. In diesem Artikel wird mir aber zu wenig wirklich argumentiert. Eine breite Technologie einfach generell abzulehnen ist mir zu pauschal.
Aline Blankertz
in reply to Stefan Wagner • • •@stefanwagner
Du hast es nicht verstanden, was genau? Oder hast Du Gegenargumente, wegen derer Du nicht überzeugt bist? Eine breite Technologie pauschal zu befürworten finde ich eher undifferenziert. Für die grundsätzliche Ablehnung gibt es viele Gründe, im Artikel finden nur manche davon Erwähnung.
@malteengeler