The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Laptop farm DPRK smantellata: 9 anni a Kejia Wang, infiltrati in oltre 100 aziende USA e rubato codice ITAR a un defense contractor
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/laptop…


Laptop farm DPRK smantellata: 9 anni a Kejia Wang, infiltrati in oltre 100 aziende USA e rubato codice ITAR a un defense contractor


Si parla di:
Toggle


Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha inflitto il 15 aprile 2026 le prime pene detentive significative per un operatore interno del cosiddetto schema “IT worker” nordcoreano: Kejia “Tony” Wang, 42 anni, è stato condannato a 108 mesi di reclusione; Zhenxing “Danny” Wang, 39 anni, a 92 mesi. I due newjerseyani hanno facilitato l’infiltrazione di lavoratori remoti DPRK in oltre 100 aziende americane — molte Fortune 500 — utilizzando identità rubate di almeno 80 cittadini statunitensi e gestendo dal proprio territorio decine di laptop aziendali per mascherare la geolocalizzazione dei tecnici di Pyongyang. Bottino complessivo per il regime: oltre 5 milioni di dollari, più il furto di file ITAR-controlled a un fornitore militare californiano.

L’architettura dello schema: shell company, KVM e laptop farm


La sentenza chiude una delle indagini più significative sulla campagna nordcoreana di generazione di valuta pregiata via lavoro IT remoto, un filone operativo che analisti e Tesoro USA tracciano almeno dal 2018 e che dopo la pandemia ha trovato nel “Great Remote Work” il proprio vettore ideale. Lo schema gestito dai due Wang si articolava su tre piani.

Piano uno: identità sintetica “domestica”. I cospiratori hanno registrato tre shell company statunitensi — Tony WKJ LLC, Hopana Tech LLC e Independent Lab LLC — con relativi siti web e conti bancari, per proiettare verso le aziende clienti l’illusione di un fornitore o candidato domestico legittimo. A questo si sommano le identità rubate: dati anagrafici, SSN e documenti di 80+ cittadini americani, usati per creare CV, profili LinkedIn e verifiche I-9 superficialmente credibili. Gli stipendi netti venivano incassati sui conti delle shell company e riciclati verso la Corea del Nord attraverso una catena di bonifici e criptovalute.

Piano due: laptop farm fisicamente residente negli USA. La vera innovazione operativa è qui. Le aziende vittima spedivano i computer aziendali all’indirizzo del finto dipendente statunitense. Zhenxing Wang ha ospitato decine di questi laptop nella propria abitazione nel New Brunswick, collegandoli a switch KVM-over-IP o soluzioni simili che consentivano ai lavoratori DPRK reali — fisicamente in Nord Corea, Cina o Russia — di controllarli da remoto come se stessero digitando davanti alla macchina. Dal punto di vista dei controlli aziendali, il traffico usciva da un ISP residenziale del New Jersey, l’IP VPN risultava US-based, gli orari di lavoro corrispondevano al fuso orientale: nessuno degli allarmi standard su geo-velocity o impossibile travel scattava. Kejia Wang ha supervisionato l’operazione gestendo la rete complessiva di laptop farm.

Piano tre: monetizzazione e spionaggio opportunistico. Oltre allo stipendio, i lavoratori DPRK sottraevano proprietà intellettuale quando l’occasione si presentava. In un caso documentato dalla procura, gli operativi nordcoreani hanno esfiltrato source code coperto dalle International Traffic in Arms Regulations (ITAR) da un defense contractor californiano — trattamento normativo riservato a tecnologie militari sensibili il cui trasferimento all’estero è soggetto a controllo federale. Un passaggio che trasforma uno schema di frode sul lavoro in un episodio di controspionaggio tecnologico.

Cifre, pene e recuperi


  • Pena Kejia Wang: 108 mesi (9 anni). Guilty plea settembre 2025.
  • Pena Zhenxing Wang: 92 mesi (7 anni e 8 mesi). Guilty plea gennaio 2026.
  • Capi d’imputazione: cospirazione per frode telematica e cospirazione per riciclaggio di denaro.
  • Periodo dell’operazione: 2021 – ottobre 2024.
  • Aziende colpite: oltre 100, distribuite in 27 Stati e District of Columbia; fra queste, diverse Fortune 500.
  • Identità rubate: almeno 80 cittadini USA.
  • Ricavo generato per la DPRK: oltre 5 milioni di dollari.
  • Danni economici alle aziende vittime: oltre 3 milioni di dollari in costi legali, investigazioni forensi e remediation.
  • Compenso incassato dai facilitator USA: 696.000 dollari complessivi.
  • Confisca ordinata: 600.000 dollari (due terzi già versati).

Nove ulteriori co-cospiratori risultano latitanti. Il Dipartimento di Stato ha emesso una taglia da 5 milioni di dollari per informazioni che portino all’identificazione e all’arresto dei soggetti fuggiti.

Perché questa sentenza è uno spartiacque


La campagna IT worker DPRK non è una novità per chi segue la threat intel: FBI, Treasury OFAC, Mandiant, SentinelOne, DTEX, Unit 42 e diversi ricercatori indipendenti ne parlano da anni. Ma le condanne in doppia cifra di anni di carcere, combinate alla confisca e alla ricompensa statale per i latitanti, segnano una discontinuità rispetto alla fase precedente, nella quale il ciclo tipico era identificazione → sanzione OFAC → rimozione da piattaforme freelance. Ora il DOJ sta dimostrando la capacità di smontare anche il nodo domestico — i facilitator americani senza i quali l’intera catena di laptop farm crolla.

Come ha sintetizzato Michael Barnhart, investigatore di DTEX che da anni traccia la materia, «non tutti gli IT worker nordcoreani sono hacker, ma ogni hacker nordcoreano è stato, o può essere, un IT worker». La frase coglie la funzione strategica dello schema: non semplice fraud, ma un bacino di accessi privilegiati ai sistemi target che, al momento opportuno, può essere riconvertito in operazioni di cyberspionaggio o di sabotaggio. Il furto ITAR al fornitore della difesa californiano ne è l’esempio paradigmatico.

Segnali operativi per HR, IT e SOC


Il modello DPRK costringe le aziende a ripensare i controlli di assunzione remota. Diverse segnalazioni convergenti di FBI e vendor di threat intel delineano pattern ricorrenti che i team di HR security e IT dovrebbero codificare:

  • Video interview con volto non chiaro, ritardi audio anomali, rifiuto di accendere camera, uso di filtri AI di beauty/avatar.
  • Indirizzi di consegna laptop in zone residenziali con elevata densità di precedenti indirizzi di altre assunzioni remote (pattern “laptop farm”).
  • Orari di attività incoerenti con il fuso orario dichiarato, accessi VPN che sembrano US ma con fingerprint di sistema (timezone locale, lingua UI, layout tastiera) non coerenti.
  • Utilizzo sistematico di VDI personali, RMM o sessioni RDP nidificate che introducono un hop aggiuntivo tra l’IP endpoint e il sistema aziendale.
  • Richieste anomale di consegna del laptop a indirizzi diversi da quello di assunzione nei primi giorni.
  • Pattern di pagamento verso piattaforme crypto o intermediari esteri anziché conti bancari personali.

Dal lato SOC, conviene integrare regole di detection che confrontino la geolocalizzazione IP dell’endpoint corporate con la timezone effettiva del sistema operativo e con i pattern di input (ritmo di digitazione, layout tastiera attiva): molte laptop farm sono state smascherate proprio da anomalie fra rete e sistema, non dalla sola analisi di rete.

Implicazioni per il mercato europeo


La giurisdizione della condanna è americana, ma il modello è globale. Diverse società europee — inclusi fornitori italiani di servizi IT — hanno già ammesso di aver assunto, in buona fede, lavoratori remoti che rispondevano al profilo DPRK. Il quadro regolatorio UE (NIS2, DORA per il finanziario) non prevede ancora controlli specifici sul rischio “insider nordcoreano”, ma le raccomandazioni FBI e del CISA restano applicabili anche al di qua dell’Atlantico e il CERT italiano ha già diffuso alert generici sul tema. Chi opera con infrastrutture critiche o tecnologie dual-use dovrebbe considerare la due diligence sui contractor remoti un controllo non negoziabile, al pari della verifica antimafia per i subappaltatori fisici.


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

„„Rechenzentren sind Vampire, die unseren Gemeinschaften Strom, Wasser, Land und Rohstoffe entziehen.“ Als physische Manifestation des KI-Hypes würden sie sich hervorragend für Mobilisierung eignen, […]. Plötzlich hätten Menschen das abstrakte Thema KI direkt vor der eigenen Haustür.“

🔥Artikel von @roofjoke + Timur bei @netzpolitik_feed zur internationalen Vernetzung auf #cablesofresistance für Widerstand gegen Rechenzentren und „KI“: netzpolitik.org/2026/rechenzen…

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Sei italiano, ma hai scelto un'istanza straniera? Vieni su poliversity.it è un server Mastodon senza limiti di caratteri, con possibilità praticamente illimitate


Qui puoi anche formattare il testo in grassetto, corsivo, grassetto-corsivo, sottolineato,, monospaziato, riferimento ipertestuale e infine puoi scrivere

  • elenchi
  • puntati
  1. elenchi
  2. numerati


Titoli


e testo citato


#Mastodon #Scuola #Università #Giornalismo @fediverso


Come trasferire un account Mastodon su Poliversity.it?

Siccome alcuni utenti ci chiedono come fare per trasferire il loro account mastodon tradizionale sulla nostra istanza potenziata, abbiamo scritto delle brevi note esplicative
informapirata.it/2026/03/18/co…


Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Azure MCP in Visual Studio 2022: 230+ strumenti Azure direttamente nell’IDE
#tech
spcnet.it/azure-mcp-in-visual-…
@informatica


Azure MCP in Visual Studio 2022: 230+ strumenti Azure direttamente nell’IDE


Addio alle estensioni: Azure MCP è ormai integrato in VS2022


Fino a poco tempo fa, usare gli strumenti Azure MCP in Visual Studio 2022 richiedeva di cercare un’estensione dal Marketplace, installare un file VSIX, riavviare Visual Studio, e sperare che tutto funzionasse. Se qualcosa andava storto, dovevi disinstallare e reinstallare completamente.

Oggi, Microsoft ha integrato nativamente Azure MCP come parte del workload Azure in Visual Studio 2022. Niente più estensioni separate da gestire, niente più problemi di versione mismatch, un unico percorso di aggiornamento. Se hai già il workload Azure installato, accedi a 230+ strumenti Azure con un semplice click.

Cosa è cambiato realmente


La differenza è fondamentale: prima avresti visto questo flusso:

  1. Aprire Visual Studio Marketplace
  2. Cercare “GitHub Copilot for Azure (VS 2022)”
  3. Scaricare e installare l’estensione VSIX
  4. Riavviare Visual Studio
  5. Sperare che tutto funzioni

Ora il flusso è semplicemente:

  1. Avere il workload Azure installato (già incluso in tante installazioni di VS2022)
  2. Abilitare il server Azure MCP una volta in Copilot Chat
  3. Usare 230+ strumenti Azure direttamente nel tuo IDE


I vantaggi di questa integrazione

1. Zero attrito


Nessun passo di installazione aggiuntivo. Azure MCP arriva automaticamente quando aggiorni Visual Studio, esattamente come gli altri componenti del tuo IDE.

2. Aggiornamenti sincronizzati


La versione di Azure MCP Server viene aggiornata insieme a Visual Studio durante i rilasci regolari. Non ci sono più versioni non allineate tra l’estensione e l’IDE.

3. 230+ strumenti per 45 servizi Azure


Gli strumenti Azure MCP coprono praticamente l’intero ecosistema Azure, da servizi core come Compute e Storage a soluzioni avanzate come Cognitive Services e Machine Learning.

Cosa puoi fare con Azure MCP Tools

Imparare


Chiedi a Copilot Chat informazioni su servizi Azure, best practices, e pattern architetturali direttamente nell’IDE:

// In Copilot Chat:
"Come architettare un'applicazione scalabile su Azure per 1 milione di utenti?"
"Qual è la differenza tra Azure Service Bus e Azure Queue Storage?"

Progettare e sviluppare


Ricevi raccomandazioni su quali servizi Azure usare e genera configurazioni pronte per il tuo codice:

// Copilot suggerisce:
// "Per una web app ad alta concorrenza, consiglio Azure App Service con SQL Database
// e Redis Cache. Vuoi che generi il bicep template?"

Deployare


Provisiona risorse Azure e distribuisci l’applicazione senza lasciare Visual Studio:

// "Crea un'App Service su eastus con auto-scaling da 2 a 10 istanze"
// Copilot esegue i comandi Azure CLI direttamente

Troubleshooter


Accedi a log, verifica lo stato delle risorse, e diagnostica problemi in produzione:

// "Controlla gli ultimi errori nella mia Function App 'MyProcessorApp'"
// Copilot legge i log da Application Insights

Come iniziare

Prerequisiti


  • Visual Studio 2022 (versione recente)
  • Workload Azure installato
  • GitHub Copilot Chat abilitato
  • Credenziali Azure configurate localmente


Passaggi


  1. Apri GitHub Copilot Chat in Visual Studio
  2. Cerca la sezione “Tools” (Strumenti)
  3. Abilita “Azure MCP Server”
  4. Inizia a scrivere prompt relativi ad Azure


Casi d’uso reali per sviluppatori italiani


Startup e PMI con risorse IT limitate: Usare Copilot + Azure MCP elimina la necessità di un DevOps engineer separato per compiti di infrastruttura semplici.

Team già in Azure: Se usi già servizi come Azure App Service, SQL Database, o Azure Functions, gli strumenti MCP ti permettono di gestirli senza alternare tra Visual Studio e il portale Azure.

Development in Cloud: Con Azure MCP integrato, puoi debuggare, deployare, e troubleshootare applicazioni cloud interamente dall’IDE, migliorando la produttività.

Conclusione


L’integrazione nativa di Azure MCP in Visual Studio 2022 è un esempio di come Microsoft continua a eliminare frizioni dai workflow degli sviluppatori. Non è una feature entusiasmante sulla carta, ma nella pratica quotidiana risparmia tempo e riduce la complessità gestionale. Per qualsiasi team che sviluppa su Azure, abilitare Azure MCP in Copilot Chat dovrebbe essere una delle prime cose da fare.

Fonte: Microsoft Visual Studio Blog – Azure MCP Tools Now Ship Built Into Visual Studio 2022


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Die Justizministerin hat das lange erwartete Gesetz zum Schutz vor digitaler Gewalt vorgelegt. Betroffene sollen mutmaßliche Täter*innen leichter verklagen können. Für sexualisierte Deepfakes drohen bis zu zwei Jahre Haft. Im Entwurf steckt aber auch die Neuauflage der Speicherung von IP-Adressen.

netzpolitik.org/2026/deepfakes…

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Der Bau von Rechenzentren boomt, in Deutschland und weltweit. Dadurch werden Strom und Wasser knapp, sagen Aktivist*innen und organisieren lokale Proteste. Auf der Konferenz „Cables of Resistance“ trafen sie sich zur Vernetzung. netzpolitik.org/2026/rechenzen…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Im Namen des Jugendschutzes: Mit steigendem Tempo steuert die EU auf eine Ausweispflicht im Netz zu. Der französische Präsident Emmanuel Macron schwört die EU auf #Alterskontrollen ein – und liegt auch dem Bundeskanzler in den Ohren.

Dabei entsteht eine gefährliche Infrastruktur. Nur zwei Updates könnten den Überwachungs-Apparat scharfstellen.

Ich verfolge das Thema zwar seit zwei Jahren. Trotzdem finde ich diese Dynamik einfach nur krass. Aber lest selbst.

netzpolitik.org/2026/mit-merz-…

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Der französische Präsident Emmanuel Macron schwört die EU auf Alterskontrollen ein. Dafür liegt er unter anderem Kommissionspräsidentin von der Leyen und Bundeskanzler Merz in den Ohren. Mit steigendem Tempo steuert die EU auf eine Ausweispflicht im Netz zu.

netzpolitik.org/2026/mit-merz-…

reshared this

in reply to netzpolitik.org

Weiterhin wird mal wieder nicht thematisiert, dass ALLE diese Apps auf Smartphones laufen, die unter der Kontrolle des jetzt schon faschistoiden Silicon Valley stehen.
Ist das so unwichtig? Diese Konzerne haben dann ebenfalls die Kontrolle und die Möglichkeiten zur vollständigen Überwachung aller Menschen, noch mehr als jetzt schon.
Palantir fasst dann alle Daten zusammen und wir haben den komplett gläsernen Menschen, der GAR NICHT mehr unkontrolliert handeln kann.
Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Kong RAT: la nuova campagna di SEO poisoning con dropper NativeAOT .NET 10 che prende di mira gli sviluppatori cinesi
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/kong-r…


Kong RAT: la nuova campagna di SEO poisoning con dropper NativeAOT .NET 10 che prende di mira gli sviluppatori cinesi


Si parla di:
Toggle


Una nuova campagna di SEO poisoning documentata da eSentire TRU sta prendendo di mira sviluppatori e professionisti IT di lingua cinese con Kong RAT, un impianto modulare distribuito attraverso installer contraffatti di strumenti molto diffusi nell’ecosistema sinofono: FinalShell, Xshell, QuickQ e Clash. La catena di infezione, articolata in sei stadi, abusa di Alibaba Cloud OSS per ospitare i payload di prima fase e combina tecniche di evasione avanzate — da PEB masquerading al bypass UAC tramite CMSTPLUA COM — che la pongono in una fascia qualitativa superiore rispetto alle classiche campagne Gh0st/kkRAT viste nel 2025.

Il panorama: SEO poisoning come vettore strategico verso la Cina


Il SEO poisoning è diventato negli ultimi diciotto mesi uno dei vettori preferiti dagli attori di lingua cinese per colpire il mercato domestico, quasi sempre perché il Great Firewall rende difficile l’accesso ai canali di distribuzione occidentali e spinge utenti e sviluppatori a cercare software tecnici tramite motori di ricerca locali, dove il ranking manipolato porta a domini typosquatted praticamente indistinguibili dagli originali. La telemetria pubblica degli ultimi mesi ha mostrato HiddenGh0st, Winos/ValleyRAT, FatalRAT e kkRAT diffusi con lo stesso schema, con landing page clone di DeepL, Chrome, Signal, Telegram e WPS Office. Kong RAT rappresenta il naturale salto di qualità: un impianto custom scritto ex-novo, non derivato da Gh0st, con un proprio protocollo C2 e un’architettura modulare a plug-in.

La scelta dei “software-esca” è particolarmente chirurgica. FinalShell e Xshell sono client SSH/terminale ampiamente utilizzati da sysadmin e DevOps cinesi; QuickQ e Clash sono utility di rete comunemente associate ad ambienti tecnici. Compromettere questi utenti significa posizionare la backdoor esattamente dove serve: su macchine che hanno credenziali verso server di produzione, bastion host, reti aziendali.

La kill chain in sei stadi


La catena di esecuzione è quella che distingue Kong RAT dalle precedenti campagne di SEO poisoning sinofone. eSentire ha ricostruito sei stadi distinti, ognuno progettato per ridurre la superficie di rilevamento al passaggio successivo:

  1. SEO poisoning e landing page contraffatte (finalshell-ssh.com, xshell-cn.com, quickq-cn.com, clash-cn.com) posizionate in cima ai risultati di ricerca tramite tecniche di manipolazione del ranking.
  2. Dropper NativeAOT in .NET 10.0. Il Setup.exe iniziale è compilato con NativeAOT, la modalità di compilazione ahead-of-time introdotta con .NET 10: il risultato è un binario privo delle tipiche strutture metadata IL del CLR, quindi non analizzabile con gli strumenti classici per .NET (dnSpy, ILSpy, de4dot). È una scelta che spezza la pipeline di reverse engineering di molti analisti.
  3. Orchestratore DLL in-memory che risolve e carica i componenti successivi senza mai toccare il disco.
  4. DLL sideloading su rc.exe, il Microsoft Resource Compiler firmato, che carica una rcdll.dll malevola.
  5. Shellcode loader tramite callback di EnumWindows: lo shellcode viene eseguito come callback dell’API di enumerazione finestre, aggirando i monitor che agganciano CreateThread/NtCreateThreadEx.
  6. Kong RAT eseguibile: l’impianto finale, con C2 TCP proprietario su MPK1, compressione LZ4 e meccanismo di plug-in.


Tecniche di evasione: il dettaglio che conta


Gli operatori di Kong RAT dimostrano familiarità con la moderna superficie di detection EDR. Quattro punti meritano particolare attenzione.

PEB masquerading come explorer.exe. Prima di eseguire le routine malevole, il loader riscrive le strutture del Process Environment Block per far apparire il processo come explorer.exe. Molti prodotti di rilevamento ragionano su liste di processi “attesi” o su reputation: mascherarsi da explorer.exe riduce il segnale verso il SOC.

UAC bypass silente via CMSTPLUA COM. L’abuso dell’interfaccia COM CMSTPLUA è noto dal 2019 ma resta efficace: la shell malevola ottiene privilegi elevati senza prompt grazie all’auto-elevation dell’oggetto COM, senza dover ricorrere a UAC bypass più rumorosi come fodhelper.exe.

Shellcode tramite EnumWindows. Utilizzare una callback API come dispatcher di shellcode è una tecnica di living-off-the-land meno comune delle più note indirizzazioni (QueueUserAPC, SetWindowsHookEx) e aggira l’instrumentation di molti EDR che vigilano sulle primitive di creazione thread.

Persistenza via RPC diretto. Invece di invocare schtasks.exe — che molti SOC monitorano come marker comportamentale — Kong RAT registra task pianificati chiamando direttamente le RPC del Task Scheduler, con nomi del pattern SimpleActivityScheduleTimer_{GUID}. La configurazione finisce in HKCU\Software\KongClient.

Post-exploitation e telemetria raccolta


Una volta insediato, Kong RAT attiva un keylogger basato su GetAsyncKeyState che scrive in chiaro su C:\ProgramData\KongKeylogger.txt, esegue enumerazioni WMI per mappare i prodotti di sicurezza installati e preleva dati di geolocalizzazione via CDN LeTV. Il payload è modulare: plug-in aggiuntivi possono essere caricati dinamicamente dal C2 tramite il protocollo MPK1 su porta TCP 5947, e la configurazione dei plug-in è persistita in registro sotto HKCU\Software\KongClient\Plugins. Il framework supporta anche C2 migration, una caratteristica che aumenta la resilienza dell’infrastruttura contro takedown parziali.

Attribuzione e contesto


Il percorso PDB di alcuni sample contiene il riferimento all’utente 52pojie, nickname riconducibile alla nota community cinese di reverse engineering 52pojie.cn. È un indizio debole — potrebbe essere una false flag — ma coerente con la targeting cinese e con la lingua delle landing page. L’infrastruttura C2 (x.x-x[.]icu:5947, risolta su 45.192.208.126, ASN Antbox Networks Hong Kong) e l’uso di Alibaba Cloud OSS di Hong Kong come stage server rafforzano l’ipotesi di un attore radicato nell’ecosistema APAC, presumibilmente non direttamente state-sponsored ma al servizio di finalità di raccolta credenziali e accesso iniziale rivendibile.

Indicatori di compromissione

# Domini di distribuzione
finalshell-ssh.com
xshell-cn.com
quickq-cn.com
clash-cn.com

# Infrastruttura C2
x.x-x[.]icu:5947
45.192.208.126 (Antbox Networks, Hong Kong)

# URL di stage
kkwinapp.oss-cn-hongkong.aliyuncs.com/dow/zj.mp4

# SHA-256
Setup.exe  D6620D753E746E63B59E1E47943BE5093F24FD3F82E994115CADEEA3720F1AEA
rcdll.dll  2B7D31A83FF817BE7BDD6E9CF92DEA438CA97DC93EA84CBF048F8656F7DD57DD

# Persistenza
%LOCALAPPDATA%\Programs\Bvasted
HKCU\Software\KongClient\LoginPermanent
HKCU\Software\KongClient\Plugins
C:\ProgramData\KongKeylogger.txt
Scheduled Task: SimpleActivityScheduleTimer_{GUID}

Raccomandazioni per i difensori


La campagna Kong RAT ha tre implicazioni concrete per i team di sicurezza, anche al di fuori del perimetro sinofono. Primo: il DLL sideloading su rc.exe è un pattern che qualunque regola EDR dovrebbe coprire, insieme al monitoraggio delle registrazioni task scheduler via RPC anziché via processo schtasks. Secondo: i binari compilati con NativeAOT in .NET 10 renderanno obsoleti i playbook di reverse basati sul CLR classico — gli analisti devono attrezzarsi con strumenti di disassembly nativo (Ghidra, IDA Pro, Binary Ninja) e familiarizzare con le convenzioni di chiamata di NativeAOT. Terzo: il monitoraggio di GetAsyncKeyState in combinazione con scritture in C:\ProgramData continua a essere un indicatore comportamentale molto efficace, ma solo se integrato nei playbook di hunting e non delegato alla sola signature.

Sul fronte preventivo, le organizzazioni con dipendenti o fornitori cinesi dovrebbero considerare block-list dei quattro domini sopra citati e verificare che nessuno abbia scaricato installer di FinalShell/Xshell/QuickQ/Clash al di fuori dei mirror ufficiali. Per i CERT italiani con controparti manifatturiere in Asia, la campagna rappresenta un vettore realistico di compromissione della supply chain attraverso il laptop di un consulente o di un partner locale.


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

BLACKWATER Ransomware Debuts with Devastating Strike on Major Turkish Hospital Network, Claims 3.3 TB Stolen
#CyberSecurity
securebulletin.com/blackwater-…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

CVE-2026-39987: Marimo RCE Zero-Day Exploited Within 10 Hours of Disclosure — 662 Attacks Recorded
#CyberSecurity
securebulletin.com/cve-2026-39…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

CERT-UA Exposes APT Malware Campaign Targeting Eastern European Governments and Municipal Hospitals
#CyberSecurity
securebulletin.com/cert-ua-exp…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Visual Studio Debugger Agent: l’IA che caccia i bug per te
#tech
spcnet.it/visual-studio-debugg…
@informatica


Visual Studio Debugger Agent: l’IA che caccia i bug per te


Introduzione: fine della ricerca manuale dei bug


Uno dei compiti più frustranti per uno sviluppatore è ricevere una segnalazione di bug vaga come “L’app si blocca a volte” senza passi per riprodurlo. La maggior parte del mattino finisce per essere dedicata a un’indagine forense: posizionare breakpoint a caso, leggere call stack, e cercare di capire cosa stava pensando l’utente originale.

Microsoft sta rivoluzionando questo processo con il nuovo Debugger Agent in Visual Studio 2022, che trasforma il debug da attività manuale e incerta in un processo guidato e interattivo.

Come funziona il debugger agent


A differenza degli strumenti di debugging tradizionali che si limitano a visualizzare il codice, il nuovo Debugger Agent integrato con Copilot Chat diventa un vero partner interattivo, connesso direttamente al runtime della tua applicazione.

Il flusso di lavoro è semplice:

  1. Apri Visual Studio con la tua soluzione
  2. Attiva la modalità Debugger in Copilot Chat
  3. Descrivi il problema con una URL di GitHub/ADO oppure semplicemente: “L’app si blocca quando salvo un file”


Il processo di debug guidato: quattro fasi intelligenti


Una volta che avvii il debugger, l’agente segue un processo strutturato e in tempo reale:

1. Ipotesi e preparazione


L’agente analizza il problema e propone una causa radice. Se il ragionamento è solido, posiziona automaticamente breakpoint intelligenti e prepara il lancio del progetto.

// Se il progetto non si avvia automaticamente,
// avvia manualmente il codice, collega il debugger,
// e comunica all'agente che sei pronto

2. Riproduzione attiva


L’agente rimane “in linea” mentre tu esegui i passi per riprodurre il bug. Monitora lo stato runtime mentre avanzi attraverso i passaggi.

3. Validazione in tempo reale


Quando gli breakpoint vengono raggiunti, l’agente valuta le variabili, i valori locali e il contesto della stack. Non è solo un osservatore passivo, ma un partecipante attivo che costruisce una mappa mentale del fallimento.

4. Identificazione della causa radice


Sulla base dei dati raccolti durante l’esecuzione, l’agente identifica la causa radice e propone correzioni specifiche con spiegazioni dettagliate.

Vantaggi pratici per sviluppatori


Risparmio di tempo: Da 2-3 ore di debug manuale a pochi minuti con il Debugger Agent.

Meno incertezza: L’agente ha accesso ai dati runtime reali, non deduce da codice statico.

Apprendimento: Mentre risolve il problema, l’agente spiega il ragionamento, e impari come affrontare bug simili in futuro.

Supporto per team: Quando ricevi una segnalazione vaga, puoi delegare il debug iniziale all’agente e concentrarti su nuove features.

Conclusione


Il Debugger Agent in Visual Studio 2022 rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui sviluppiamo e risolviamo i problemi. Non è solo un chatbot nel tuo IDE: è un partner intelligente che legge il tuo codice, monitora l’esecuzione, e ti guida attraverso una struttura logica verso la soluzione. Per sviluppatori .NET e C# che spendono ore in debugging manuale, questa è una feature che ripagherà il tempo investito nel primo giorno di utilizzo.

Fonte: Microsoft Visual Studio Blog – Stop Hunting Bugs: Meet the New Visual Studio Debugger Agent


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Anti-„KI“ UND Vergesellschaftung gleichzeitig find ich grad total wichtig, um mal aus der Alternativen-Souveränität-Opportunismus-Schleife rauszukommen.

@malteengeler und ich haben mit @netzpolitik_feed im Vorlauf der #cablesofresistance darüber geschnackt und erklärt, was das eint: „KI“ geht nicht demokratisch, sondern nur autoritär + ungleichmachend, Vergesellschaftung (von Plattformen à la @RedScout24) geht nur demokratisch.

netzpolitik.org/2026/widerstan…

in reply to Aline Blankertz

Ich habe das Argument, dass KI nur autoritär geht nicht verstanden. Einmal wird gesagt, dass „große Datenmodelle“ der Fokus ist. Dann geht es um Immoscout. Ich bin sehr verwirrt von diesen Text.
Nicht falsch verstehen: Ich finde Kritik an vielen Aspekten moderner KI richtig und wichtig. In diesem Artikel wird mir aber zu wenig wirklich argumentiert. Eine breite Technologie einfach generell abzulehnen ist mir zu pauschal.
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Vor über 26 Jahren klagten Bandmitglieder von 'Kraftwerk' gegen die Verwendung eines 2-sekündigen Samples aus dem Song "Metall auf Metall".

2026 ist das Verfahren immer noch nicht vorbei, nach einer Entscheidung des EuGH jetzt wieder der deutsche Bundesgerichtshof am Zug. Im Zentrum steht die Frage, ob die neue Urheberrechtsschranke 'Pastiche' taugt, um Remix-Kultur zu legalisieren.

Mit @kondros habe ich dazu wieder bei @netzpolitik_feed gebloggt: netzpolitik.org/2026/sampling-…

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Neigt sich die „unendliche Geschichte“ des Sampling-Streits zu „Metall auf Metall“ dem Ende zu? Der europäische Gerichtshof hat der Auseinandersetzung ein weiteres Kapitel hinzugefügt. @leonido und Konstantin Hondros geben eine kurze Einschätzung zum Urteil, seiner Bedeutung für den Fall und für Sampling als Remix-Praxis allgemein.

netzpolitik.org/2026/sampling-…

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Purtroppo dobbiamo riconoscerlo: il Festival del Giornalismo di Perugia ha deciso di snobbare il Fediverso e di sposare Bluesky


Seguiamo sempre con molto interesse il #internationaljournalismfestival ma, come fondatori di poliversity.it, ll'unica istanza Mastodon italiana dedicata ai giornalisti, non possiamo fingere di non vedere come il Festival di Perugia abbia sposato #Bluesky.

L'account mastodon @journalismfest è infatti morto, così come quello di @arianna (il cui account Bluesky non è nanche bridgiato con il Fediverso) e il nostro account è praticamente l'unico a rilanciare sul Fediverso le notizie della loro newsletter.

Come se non bastasse, oggi mi sono accorto che il profilo di @mellifluousbox (il direttore esecutivo di @Mastodon ) ha dovuto hackerare la casellina del contatto social, indicando l'indirizzo fedibridge di Bluesky... 🤣

journalismfestival.com/speaker…

Spiace dirlo, ma il Festival del Giornalismo sta dicendo ai giornalisti abbandonarsi con fiducia cieca a Bluesky, esattamente come nll'era pre-Musk, ha fatto con Twitter

@giornalismo

#IJF
#ijf26
#ijf2026
#ijf26speaker
#journalism

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Confronto tra stringhe in C#: Equals, OrdinalIgnoreCase, StringComparer e le insidie culturali
#tech
spcnet.it/confronto-tra-string…
@informatica


Confronto tra stringhe in C#: Equals, OrdinalIgnoreCase, StringComparer e le insidie culturali


Il confronto tra stringhe è una delle operazioni più comuni in qualsiasi applicazione .NET, eppure è anche una delle fonti più insidiose di bug difficili da riprodurre — specialmente quando l’applicazione viene eseguita in ambienti con culture diverse o in pipeline CI/CD con impostazioni locali variabili. In questo articolo vediamo come funzionano correttamente string.Equals(), OrdinalIgnoreCase, StringComparer e come evitare le trappole più comuni legate alla cultura.

L’operatore == e il confronto ordinale


L’operatore == su stringhe esegue un confronto ordinale case-sensitive, basato sui valori Unicode dei caratteri, senza alcuna considerazione culturale:

var a = "Hello";
var b = "hello";
Console.WriteLine(a == b);       // False
Console.WriteLine(a == "Hello"); // True

Questo è corretto e prevedibile per confronti interni al codice (chiavi di dizionari, nomi di variabili, costanti). Il problema nasce quando si vuole un confronto case-insensitive, o quando si confrontano stringhe con caratteri soggetti a regole culturali.

string.Equals() con StringComparison


La regola d’oro è: passare sempre esplicitamente un parametro StringComparison. Senza di esso, alcuni overload usano CurrentCulture, creando comportamenti potenzialmente incoerenti tra ambienti diversi.

// Confronto case-insensitive, senza dipendenze culturali
bool uguale = string.Equals("admin", input, StringComparison.OrdinalIgnoreCase);

// Equivalente con metodo d'istanza
bool ancheUguale = "admin".Equals(input, StringComparison.OrdinalIgnoreCase);

Panoramica dei valori di StringComparison

ValoreCaseCulturaUso consigliato
OrdinalSensibileNessunaFile, chiavi, dati binari
OrdinalIgnoreCaseInsensibileNessunaComandi, URL, identificatori
InvariantCultureSensibileInvarianteTesto serializzato/persistito
InvariantCultureIgnoreCaseInsensibileInvarianteTesto serializzato, case-indipendente
CurrentCultureSensibileLocale utenteTesto mostrato all’utente
CurrentCultureIgnoreCaseInsensibileLocale utenteRicerca/filtro lato UI

La trappola di ToLower() e ToUpper()


Uno degli antipattern più diffusi è usare ToLower() per normalizzare le stringhe prima del confronto:

// Antipattern: alloca una nuova stringa inutilmente
if (input.ToLower() == "admin") { }
if (input.ToLowerInvariant() == "admin") { }

// Corretto: nessuna allocazione, semantica esplicita
if (string.Equals(input, "admin", StringComparison.OrdinalIgnoreCase)) { }

Il problema non è solo di prestazioni (allocazione di una stringa temporanea), ma di correttezza semantica. La versione con ToLower() dipende dalla cultura corrente del thread, mentre OrdinalIgnoreCase è culturalmente neutro e deterministico.

Il problema della “i” Turca


Questo è forse il bug più famoso legato alla cultura nelle stringhe. In turco esistono quattro varianti della lettera i: la “i” minuscola con punto diventa “İ” maiuscola con punto (non “I” come in italiano), e la “ı” minuscola senza punto diventa “I” maiuscola. Il risultato:

var culture = new System.Globalization.CultureInfo("tr-TR");

// Bug su locale turco!
bool sbagliato = "file".ToUpper(culture) == "FILE"; // False! "file" diventa "FİLE" in turco

// OrdinalIgnoreCase usa regole invarianti
bool corretto = string.Equals("file", "FILE", StringComparison.OrdinalIgnoreCase); // True

Questo bug si manifesta tipicamente in applicazioni multi-tenant o globali dove il server ha una cultura diversa dall’ambiente di sviluppo. La soluzione è sempre usare OrdinalIgnoreCase per confronti tecnici (nomi di file, comandi, URL, header HTTP) e riservare CurrentCulture solo al testo destinato all’utente finale.

StringComparer per collezioni


StringComparer implementa sia IComparer<string> che IEqualityComparer<string>, rendendolo ideale per strutture dati come Dictionary, HashSet e SortedSet:

Dizionario case-insensitive per gli header HTTP

// "Content-Type" e "content-type" devono essere equivalenti
var headers = new Dictionary<string, string>(StringComparer.OrdinalIgnoreCase);
headers["Content-Type"] = "application/json";

Console.WriteLine(headers["content-type"]); // application/json
Console.WriteLine(headers["CONTENT-TYPE"]); // application/json

SortedSet case-insensitive

var comandi = new SortedSet<string>(StringComparer.OrdinalIgnoreCase);
comandi.Add("Start");
comandi.Add("stop");

bool haStart = comandi.Contains("START"); // True
// I duplicati vengono rilevati correttamente
comandi.Add("START"); // Non aggiunge, esiste già come "Start"
Console.WriteLine(comandi.Count); // 2

Confronto ad alte prestazioni con Span<char>


Per scenari con requisiti di performance elevati (parsing di protocolli, hot paths), .NET offre confronti allocation-free tramite ReadOnlySpan<char>:

var riga = "Content-Type: application/json";

// Confronto senza allocare nuove stringhe
bool isContentType = riga.AsSpan(0, 12).Equals(
    "Content-Type".AsSpan(),
    StringComparison.OrdinalIgnoreCase);

// StartsWith su Span
bool isHttps = url.AsSpan().StartsWith(
    "https://".AsSpan(),
    StringComparison.OrdinalIgnoreCase);

Questo approccio è particolarmente utile in middleware HTTP, parser di configurazione e codice che elabora grandi volumi di testo.

Pattern Matching con Switch


Il pattern matching di C# non supporta nativamente il confronto case-insensitive negli switch, ma esistono due approcci corretti:

// Approccio 1: Guard clause con Equals
var risultato = comando switch
{
    _ when string.Equals(comando, "start", StringComparison.OrdinalIgnoreCase) => "Avvio...",
    _ when string.Equals(comando, "stop", StringComparison.OrdinalIgnoreCase) => "Arresto...",
    _ => "Comando non riconosciuto"
};

// Approccio 2: Normalizzazione con ToUpperInvariant (accettabile per switch)
var risultato2 = comando.ToUpperInvariant() switch
{
    "START" => "Avvio...",
    "STOP" => "Arresto...",
    _ => "Comando non riconosciuto"
};

Esempio completo: parser di configurazione

public sealed class ConfigParser
{
    private readonly FrozenDictionary<string, string> _impostazioni;

    public ConfigParser(IEnumerable<KeyValuePair<string, string>> rawSettings)
    {
        // FrozenDictionary è ottimizzato per letture frequenti (immutabile dopo la creazione)
        _impostazioni = rawSettings.ToFrozenDictionary(
            kvp => kvp.Key,
            kvp => kvp.Value,
            StringComparer.OrdinalIgnoreCase);
    }

    public string? Get(string chiave) =>
        _impostazioni.TryGetValue(chiave, out var valore) ? valore : null;
}

// Utilizzo
var config = new ConfigParser(new[]
{
    new KeyValuePair<string, string>("DatabaseUrl", "Server=..."),
    new KeyValuePair<string, string>("MaxConnections", "100"),
});

Console.WriteLine(config.Get("databaseurl"));    // "Server=..."
Console.WriteLine(config.Get("MAXCONNECTIONS")); // "100"

Riepilogo: regole pratiche


  1. Usa OrdinalIgnoreCase per chiavi, identificatori, URL, nomi di file, comandi, header HTTP.
  2. Usa CurrentCulture solo per testo mostrato all’utente, quando le regole locali sono rilevanti.
  3. Non usare ToLower() per confronti: alloca inutilmente e dipende dalla cultura.
  4. Specifica sempre StringComparison esplicitamente nelle chiamate a Equals e Compare.
  5. Usa StringComparer quando passi logica di confronto a strutture dati.
  6. Usa MemoryExtensions su Span<char> per hot path ad alta frequenza e senza allocazioni.

Seguendo queste linee guida, si eliminano intere classi di bug difficili da riprodurre e si ottiene codice più robusto, portabile e performante.

Fonte: DevLeader — C# String Comparison: Equals, OrdinalIgnoreCase, StringComparer, and Culture Pitfalls


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

➡️ Unsere #Databroker Recherche hat gezeigt, wie einfach sich vermeintlich privat geglaubte Standortdaten verkaufen und nutzen lassen.

🚀 Damit wir in Zukunft weiterhin solche Recherchen durchführen können, brauchen wir eure Unterstützung! Unterstützt uns mit einer Spende unter netzpolitik.org/spenden und teilt gerne das Video!

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Qilin e Warlock BYOVD: come il ransomware disabilita 300+ soluzioni EDR utilizzando driver vulnerabili
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/qilin-…


Qilin e Warlock BYOVD: come il ransomware disabilita 300+ soluzioni EDR utilizzando driver vulnerabili


Qilin e Warlock, due dei ransomware RaaS (Ransomware-as-a-Service) più sofisticati del panorama criminale, hanno potenziato significativamente le loro capacità di evasione implementando la tecnica BYOVD (Bring Your Own Vulnerable Driver). La nuova strategia consente ai malware di disabilitare oltre 300 soluzioni EDR/XDR utilizzando driver vulnerabili del kernel, rendendo inefficaci quasi tutti i sistemi di rilevamento degli endpoint contemporanei.

Dalla lateralizzazione alla disattivazione: la nuova tattica Qilin


Qilin rappresenta una delle principali operazioni di ransomware RaaS attualmente operative. Il gruppo ha consolidato il controllo su decine di reti aziendali utilizzando metodologie di accesso ben collaudate e movimentazione laterale. Tuttavia, la fase finale dell’attacco era frequentemente rilevata dagli EDR in grado di identificare comportamenti malware tipici durante la crittografia di file.

Con l’introduzione della catena di infezione EDR-Killer, Qilin ha chiuso questa lacuna critica. Gli attacchi moderni seguono un pattern ben definito: accesso iniziale, lateralizzazione (6 giorni medi), disattivazione degli EDR, dispiegamento ransomware.

La catena multi-stadio: msimg32.dll e il carico del Kernel


La catena di infezione EDR-Killer di Qilin utilizza la tecnica classica del DLL Side-Loading per eseguire una DLL malevola denominata “msimg32.dll”. Per mantenere la funzionalità attesa, la DLL malevola invia gli API call legittimi alla libreria legittima in C:\Windows\System32, mascherando completamente la sua attività malevola.

Lo stadio 1 implementa una tabella slot-policy per l’evasione delle syscall e la tecnica “Halo’s Gate”, consentendo al codice malware di invocare direttamente funzioni di kernel bypassando i filtri tradizionali. Gli stadi 2-3 presentano offuscamento del flusso di controllo VEH-based complesso.

Il doppio carico di driver: rwdrv.sys e hlpdrv.sys


rwdrv.sys è una versione rinominata di “ThrottleStop.sys”, uno strumento legittimo di tuning dei processori Intel. Sfruttando una vulnerabilità nel driver originale, Qilin lo utilizza per ottenere accesso diretto alla memoria fisica del sistema. Una volta caricato nel kernel, rwdrv.sys funziona come un livello di accesso hardware di modo kernel.

hlpdrv.sys è il vero “EDR killer”. Lavora in stretto coordinamento con rwdrv.sys per terminare i processi associati a oltre 300 diversi driver EDR appartenenti a praticamente ogni maggiore fornitore di sicurezza. Prima di caricare hlpdrv.sys, il componente EDR-killer annulla la registrazione dei callback di monitoraggio stabiliti dall’EDR, accecando efficacemente lo strumento di rilevamento a livello di kernel.

Meccanismo di disattivazione tecnica: callback unregistration


I sistemi di rilevamento moderni utilizzano callback di kernel registrati per monitorare eventi critici: creazione di processi, creazione di thread, caricamento di moduli/DLL, operazioni di file system. Iterando attraverso una lista hardcoded di oltre 300 driver EDR, Qilin annulla sistematicamente la registrazione dei loro callback di monitoraggio.

Senza questi callback, l’EDR diventa essenzialmente cieco: non può rilevare nuovi processi, non può intercettare thread sospetti, non può monitorare il caricamento di moduli malware. Una volta che i callback sono stati annullati, hlpdrv.sys procede a terminare i processi del servizio EDR stesso, disattivando completamente la protezione in tempo reale.

Timeline e implicazioni per la difesa


L’analisi forense rivela un pattern tattico coerente: accesso iniziale via credenziali compromesse, lateralizzazione (6 giorni medi), EDR disattivazione, dispiegamento ransomware. Questa evoluzione tattica rappresenta una significativa escalation nella sofisticazione dei ransomware RaaS.

Per la difesa: implementare il Kernel Patch Protection (KPP/HVCI), implementare Device Guard per il whitelisting dei driver firmati, implementare segmentazione di rete aggressiva, monitorare il movimento laterale, implementare il privileged access management (PAM). Se il caricamento di un driver sospetto viene rilevato, avviare immediatamente un killchain completo dell’incidente con isolamento di rete e acquisizione forense.


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Wenn die jährliche Statistik zur Kriminalität veröffentlicht wird, folgen oft rassistische Hetze und Rufe nach Strafrechtsverschärfungen. Dabei sagt die Statistik weniger darüber aus, wie die Sicherheitslage im Land wirklich ist, als viele vermuten.

netzpolitik.org/2026/polizeili…

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

NDR Zapp berichtet, "warum ein Social-Media-Verbot nicht die Lösung ist". Als Gast in der Sendung habe ich gewarnt: Ein Social-Media-Verbot für Minderjährige geht immer einher mit #Alterskontrollen – und zwar Alterskontrollen für alle.

ardmediathek.de/video/zapp/soc…

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

APT28 PRISMEX: la suite malware di spionaggio dell’esercito russo colpisce l’Ucraina e gli alleati NATO
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/apt28-…


APT28 PRISMEX: la suite malware di spionaggio dell’esercito russo colpisce l’Ucraina e gli alleati NATO


Si parla di:
Toggle


L’APT28 (noto anche come Pawn Storm, Forest Blizzard, Fancy Bear) lancia una sofisticata campagna di spear-phishing che distribuisce la suite malware PRISMEX, combinando steganografia avanzata, spoofing COM e abuso di servizi cloud legittimi. La campagna prende di mira infrastrutture critiche ucraine e partner logistici NATO in Polonia, Romania, Slovenia, Turchia, Slovacchia e Repubblica Ceca, segnalando un’escalation significativa delle operazioni di cyber-spionaggio russo.

La campagna PRISMEX: steganografia e doppi intenti


A partire da almeno settembre 2025, l’APT28 ha dispiegato la suite PRISMEX in una campagna mirata a enti governativi ucraini (corpi esecutivi centrali, servizi di idrometeorologia, difesa, gestione delle emergenze) e partner logistici militari in tutta Europa orientale e i Balcani. La campagna è particolarmente preoccupante per due motivi: la rapidità di sfruttamento di vulnerabilità zero-day e la sofisticazione dell’infrastruttura di comando e controllo.

PRISMEX combina quattro componenti malware distinti, ognuno con funzioni specifiche nella catena infettiva. Lo spionaggio e le capacità distruttive coesistono nello stesso malware, suggerendo una doppia intenzione: raccogliere intelligence militare-strategica e preparare potenziali operazioni di sabotaggio dirompente contro infrastrutture critiche alleate.

Anatomia della suite PRISMEX


PrismexSheet è il componente iniziale: un documento Excel malevolo con macro VBA che estrae payload nascosti nel file tramite steganografia. Dopo che la macro è abilitata, il componente stabilisce persistenza tramite hijacking COM e visualizza un documento esca relativo a inventari di droni e prezzi di equipaggiamento militare per ingannare l’utente.

PrismexDrop è un dropper nativo che prepara l’ambiente per lo sfruttamento successivo, utilizza task pianificati e hijacking COM DLL per mantenere la persistenza nel sistema compromesso.

PrismexLoader è la componente più sofisticata dal punto di vista tecnico. Funziona come un proxy DLL che estrae il payload .NET successivo disperso nella struttura di un file PNG (“SplashScreen.png”) utilizzando un algoritmo personalizzato denominato “Bit Plane Round Robin”. Questo metodo di steganografia distribuisce i dati attraverso il file per eludere la rilevazione, consentendo l’esecuzione completamente in memoria con tracce minime su disco.

PrismexStager è un impianto COVENANT Grunt che abusa del servizio cloud Filen.io per le comunicazioni di comando e controllo. Questa infrastruttura consente al traffico malevolo di mimetizzarsi con le comunicazioni web normali crittografate, bypassando i filtri basati sulla reputazione e le regole firewall.

Sfruttamento Zero-Day e tattica di preparazione dell’infrastruttura


L’APT28 ha dimostrato una capacità straordinaria di sfruttare le vulnerabilità quasi immediatamente dopo la divulgazione pubblica. Le vulnerabilità CVE-2026-21509 (sfruttamento RTF) e CVE-2026-21513 (bypass della protezione del browser) sono state integrate nella campagna PRISMEX con velocità allarmante.

Ancora più preoccupante: l’infrastruttura preparatoria è stata osservata il 12 gennaio 2026, esattamente due settimane prima della divulgazione pubblica di CVE-2026-21509. Questo suggerisce fortemente che l’APT28 possedeva una conoscenza zero-day della vulnerabilità, anticipando di settimane la divulgazione ufficiale da parte di Microsoft.

Catena di accesso iniziale e vettori di infezione


Gli attacchi iniziano con email di spear-phishing particolarmente sofisticate che sfruttano contesti geopolitici attuali. I temi utilizzati includono briefing su addestramento militare, avvisi meteorologici critici, documenti su contrabbando di armi e logistica militare, e inventari di equipaggiamento difensivo.

CVE-2026-21509 (una vulnerabilità di esecuzione di codice remoto in file RTF) forza una connessione ai server WebDAV controllati dagli attaccanti, consentendo il download e l’esecuzione di PrismexSheet. CVE-2026-21513 consente l’esecuzione silenziosa di codice bypassando le protezioni del browser.

Indicatori tecnici e meccanismi di persistenza


I meccanismi di persistenza includono COM hijacking, task pianificati che riavviano explorer.exe a intervalli regolari, esecuzione senza file tramite caricamento runtime .NET, e abuso del servizio cloud Filen.io per C2. La steganografia “Bit Plane Round Robin” di PrismexLoader è particolarmente insidiosa, distribuendo il payload nei piani di bit di un file PNG per consentire ai difensori di vedere un’immagine visivamente normale mentre nasconde efficacemente la logica malware.

Implicazioni strategiche e di difesa


Per le organizzazioni nel settore della difesa, della logistica e delle infrastrutture critiche in Europa orientale e nei Balcani: monitorare le connessioni a Filen.io da endpoint aziendali, cercare file PNG in posizioni inusuali, analizzare le macros di Excel per riferimenti a URL di download, implementare il whitelisting delle applicazioni, disabilitare i task scheduler non autorizzati, e applicare immediatamente le patch per CVE-2026-21509 e CVE-2026-21513.


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

🕵️ Would you like to receive regular updates on our current projects and stay on top of all things #privacy and data protection?

🐦 Sign up to our #newsletter via newsletter.noyb.eu/pf/433/TdOo…

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Idris lebt seit mehr als 40 Jahren in Deutschland und soll nach Eritrea abgeschoben werden. Das gilt als praktisch unmöglich. Trotzdem durchsucht das Ausländeramt Köln sein Smartphone, während er im Gefängnis sitzt. Eine Geschichte über einen Kontrollapparat, der sich verselbstständigt hat.

netzpolitik.org/2026/abschiebe…

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

MuddyWater-Linked APT Campaign Scanned 12,000+ Systems Before Striking Middle East Critical Infrastructure
#CyberSecurity
securebulletin.com/muddywater-…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Booking.com Confirms Data Breach: Reservation Data and Personal Details of Customers Exposed
#CyberSecurity
securebulletin.com/booking-com…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Fake Ledger Live App on Apple’s Mac App Store Steals $9.5 Million in Crypto from 50+ Victims
#CyberSecurity
securebulletin.com/fake-ledger…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

.NET 11 Preview 3: tutte le novità del terzo rilascio anticipato
#tech
spcnet.it/net-11-preview-3-tut…
@informatica


.NET 11 Preview 3: tutte le novità del terzo rilascio anticipato


.NET 11 è ancora in fase di sviluppo, ma il terzo Preview rilasciato il 14 aprile 2026 porta con sé una serie di novità concrete e già sperimentabili. Dalle librerie di sistema al runtime JIT, dall’SDK alla toolchain, questo rilascio intermedio offre uno sguardo chiaro su dove sta andando l’ecosistema .NET. Vediamo nel dettaglio cosa c’è di nuovo e cosa vale la pena testare subito nei propri progetti.

Novità nel Runtime e JIT


Il team del runtime ha rimosso il requisito del flag di opt-in per le API async previewed nelle versioni precedenti: alcune funzionalità asincrone del runtime sono ora accessibili senza annotazioni speciali. Sul fronte delle prestazioni, il JIT compiler è stato ottimizzato in tre aree chiave:

  • Switch statement: migliorata la generazione di codice macchina per costrutti switch complessi
  • Bounds check: eliminati controlli ridondanti sugli array in scenari comuni
  • Type cast: ridotta la latenza nelle operazioni di cast tra tipi gerarchicamente correlati

Sul fronte WebAssembly, .NET 11 introduce il formato WebCIL, un nuovo formato di packaging per i moduli .wasm, insieme a miglioramenti al debugging in ambiente browser. Chi sviluppa applicazioni Blazor WebAssembly beneficerà di esperienze di debug più fluide.

Librerie di Sistema: JSON, Compressione e Regex


System.Text.Json riceve controllo più granulare sulla naming strategy e sulla gestione dei valori di default. Sarà possibile configurare i serializzatori per ignorare specifiche proprietà con valori predefiniti in modo più preciso rispetto a quanto offriva il parametro DefaultIgnoreCondition.

La novità più interessante lato compressione è l’aggiunta di Zstandard (zstd) in System.IO.Compression. Zstandard è l’algoritmo di compressione sviluppato da Meta, noto per offrire un ottimo trade-off tra velocità e rapporto di compressione — spesso superiore a gzip e deflate. Esempio di utilizzo:

using System.IO.Compression;

// Compressione con Zstandard
using var input = File.OpenRead("dati.json");
using var output = File.Create("dati.json.zst");
using var compressor = new ZstandardStream(output, CompressionMode.Compress);
await input.CopyToAsync(compressor);

In aggiunta, la lettura di file ZIP ora valida i checksum CRC32 automaticamente, rendendo più robusta la gestione degli archivi corrotti o manomessi.

Per le espressioni regolari, il motore riconosce ora tutte le sequenze Unicode di newline, migliorando la portabilità del parsing testuale cross-platform.

SDK: Nuove Funzionalità da CLI


L’SDK riceve alcune aggiunte molto pratiche per chi lavora da terminale:

Passare variabili d’ambiente con dotnet run -e

# Passare una variabile d'ambiente al processo durante lo sviluppo
dotnet run -e ASPNETCORE_ENVIRONMENT=Development -e ConnectionStrings__Default="Server=..."

Finalmente si può sovrascrivere variabili d’ambiente senza toccare launchSettings.json o esportare variabili nello shell corrente.

Top-level programs multi-file


I programmi con top-level statements (introdotti in C# 9) potranno ora distribuirsi su più file sorgente. Questo alleggerisce il vincolo di avere tutto in un unico Program.cs per i progetti di tipo file-based, come script o tool CLI leggeri.

dotnet watch migliorato


Lo strumento dotnet watch ha ricevuto tre miglioramenti rilevanti: supporto ai progetti .NET Aspire, crash recovery automatico e miglioramenti specifici per applicazioni Windows desktop (WPF/WinForms).

C# 14: Union Types in Anteprima


Preview 3 include un’anteprima degli union types in C# 14. Questa funzionalità, molto attesa, consente di dichiarare tipi che possono contenere uno tra un insieme definito di tipi, avvicinando C# a pattern già presenti in F#, TypeScript e Rust:

// Sintassi ipotetica - ancora in preview, soggetta a variazioni
union Result<T>
{
    T Value,
    Exception Error
}

var result = GetData();
var output = result switch
{
    Result<string>.Value(var v) => $"Successo: {v}",
    Result<string>.Error(var e) => $"Errore: {e.Message}"
};

Attenzione: la sintassi è ancora sperimentale e potrebbe cambiare nelle release successive.

ASP.NET Core in .NET 11 Preview 3


Tre aggiornamenti principali per il framework web:

Compressione Zstandard per le risposte HTTP


ASP.NET Core ora supporta la compressione zstd nelle risposte HTTP e la decompressione delle richieste in arrivo. Da configurare in Program.cs:

builder.Services.AddResponseCompression(options =>
{
    options.Providers.Add<ZstandardCompressionProvider>();
    options.EnableForHttps = true;
});

Blazor Virtualize con altezze variabili


Il componente <Virtualize> di Blazor ora si adatta a elementi di altezza variabile a runtime, risolvendo un limite storico che richiedeva di specificare un’altezza fissa per gli elementi della lista virtualizzata.

HTTP/3 più reattivo


L’avvio dell’elaborazione delle richieste HTTP/3 è anticipato, riducendo la latenza percepita nelle prime connessioni su protocollo QUIC.

Entity Framework Core: GetEntriesForState()


EF Core in .NET 11 introduce ChangeTracker.GetEntriesForState(), un metodo che consente di interrogare le entry per stato (Added, Modified, Deleted) senza scatenare un cycle di change detection — operazione potenzialmente costosa in grafi di oggetti complessi:

// Prima: scatenava change detection su tutto il grafo
var modified = context.ChangeTracker.Entries()
    .Where(e => e.State == EntityState.Modified)
    .ToList();

// Ora: accesso diretto per stato, senza overhead di detection
var modified = context.ChangeTracker
    .GetEntriesForState(EntityState.Modified)
    .ToList();

Container Images Firmati


Le immagini container ufficiali di .NET sono ora firmate digitalmente, permettendo la verifica della catena di custodia prima del deployment. Questo è un passo importante per le pipeline DevSecOps che richiedono provenance verificabile dei componenti software.

Come Provare .NET 11 Preview 3

# Scaricare il SDK da https://dotnet.microsoft.com/download/dotnet/11.0
dotnet --version
# Output atteso: 11.0.0-preview.3.xxxxx

# Creare un progetto di test
dotnet new console -n test-dotnet11 --framework net11.0

Conclusione


.NET 11 Preview 3 è un rilascio ricco, che tocca trasversalmente runtime, SDK, ASP.NET Core ed EF Core. Le novità più impattanti per la produzione futura sono il supporto a Zstandard, gli union types in C# 14 e le ottimizzazioni JIT. Si consiglia di testare le nuove funzionalità dell’SDK — in particolare dotnet run -e — già ora, poiché entreranno probabilmente stabili con il rilascio di novembre 2026.

Fonte: devblogs.microsoft.com — .NET 11 Preview 3 is now available!, 14 aprile 2026


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Critical Fortinet FortiClient EMS Vulnerability CVE-2026-21643 Actively Exploited — CISA Demands Patch Today
#CyberSecurity
securebulletin.com/critical-fo…
The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Idris lebt seit mehr als 40 Jahren in Deutschland und soll nach Eritrea abgeschoben werden. Das gilt als praktisch unmöglich. Trotzdem durchsucht das Ausländeramt Köln sein Smartphone, während er im Gefängnis sitzt. Eine Geschichte über einen Kontrollapparat, der sich verselbstständigt hat.

netzpolitik.org/2026/abschiebe…

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Im Bundestag wurde heute erstmals darüber gesprochen, wie die Arbeitsbedingungen von Datenarbeiter:innen hinter KI und Sozialen Medien verbessert werden können.

Bei einem Fachgespräch der Ausschüsse für Arbeit und für Digitales lieferten Joan Kinyua von der Data Labelers Association, Milagros Miceli von der TU Berlin und Julia Kloiber von @superrr zahlreiche konkrete Vorschläge.

Angeschaut und zusammengefasst von @roofjoke :

netzpolitik.org/2026/outsourci…

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Die EU Age Verification App verwendet Elemente, die eigentlich eher so nach Terrorabwehr klingen:

- ID Card Abfotografien
- ID Card auslesen (biometrische Infos)
- Liveness Probe dieser biometrischen Infos

Das ist damit auf einer Ebene von dem, was vor Jahren maximal zur Terrorabwehr von Polizei möglich war.

Damit werden dann Kinder sozialisiert, das das ja normal und "privacy-freundlich" sei.

Nun. Geht mal nen Meter zurück.

youtube.com/watch?v=ULFTrTznG7…

in reply to Bianca Kastl

Ich lebe in Italien und habe meine eID. Ich nehme an, dass dies in anderen EU-Staaten früher oder später ebenso der Fall sein wird. Dann wird die 2. Methode mit der ID Card nicht benötigt. Wenn dann in der App nur das Alter (Geburtsdatum) abgelegt ist, dann sollte mit einer OpenSource-App die Altersverifikation ohne Datenverlust überprüfbar möglich sein.

Ich finde eine Altersverifikation prinzipiell für sinnvoll und würde sie nicht nur auf Kinder/Jugendliche beschränken.

Schlecht finde ich hingegen, dass die UnSocials nicht gezwungen werden auf Maßnahmen zu verzichten und stattdessen diese Altersverifikation als Scheinlösung angestrebt wird.
#unplugBigTech #opensource

in reply to linterfranz

@linterfranz Also musst du jede Interaktion mit deiner eID authorisiert haben. Der Schritt doch mehr an Daten abzurufen wird dann minimal -- und was machen Leute ohne eID?

Aus einer gewalttätigen Partnerschaft geflohen, neues Smartphone, aber du hast deinen neuen Ausweis noch nicht (der alte ist "weg")? Blöd, wenn das bedeutet, dass du aus technisch erzwungenen Gründen (Altersverifikation) Zugang zu Diensten verlierst, die du brauchst.

@bkastl

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Help us to build bridges across Europe! 💪 The FSFE needs you! Contribute to spread the word about #FreeSoftware and our activities!

To reach as many people as possible, we rely on our amazing translators team, which helps us to translate our pages into around 38 languages.
fsfe.org/contribute/translator…

⚠️ Please join our translators! Not all languages are currently up-to-date and some are missing crucial pages like the fsfe.org/index page or the page about Free Software: fsfe.org/freesoftware/

reshared this

in reply to Free Software Foundation Europe

I really enjoy participating in free software but how about focusing on fair payment. People are starving even more so now that cost of living is going through the roof. I think this should play more of a role going forward. Its not like the fsf and fsfe dont have any clout. This is still free labor which companies use for profit in an age of hyperexploitation.
in reply to haui ☭🇵🇸

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

@haui
Absolutely and 100%!
See also our talks about this topic at different conferences throughout the year.
media.fsfe.org/w/sRKeTPauPj87Z…

We would love to already have secure and long term funding from private and public actors.
To keep up our work for #FreeSoftware and as a charity we need your support!
Translating our infomaterial and webpages is one way to get involved with the FSFE. For more ways to get involved have a look at fsfe.org/contribute/


SFSCON25 - Alexander Sander - Why Free Software needs secured long-term funding


Discussions about digital sovereignty, cybersecurity, interoperability, strategic procurement and budgets show that we need a dedicated, secured long-term funding programme for Free Software in Europe.

The EU has supported the Free Software ecosystem through funding schemes like NGI and several pilot projects in the last years. However, these funds can be easily removed, as we have seen in the NGI budget cut for Free Software in summer 2024. It is also piecework rather than a well thought-out long-term strategy to achieve clear goal. This exposes a larger issue: that software freedom in the EU needs more stable, secure long-term financial support.

The presentation will discuss clear objectives for such a budget as well as the necessary steps to achieve them. Also I will analyse the current situation and present proposals for upcoming legislation.


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

LLM Chat in .NET con IChatClient: guida completa all’integrazione
#tech
spcnet.it/llm-chat-in-net-con-…
@informatica


LLM Chat in .NET con IChatClient: guida completa all’integrazione


Introduzione: l’astrazione che unifica i servizi LLM


Integrare Large Language Model in .NET ha sempre comportato un problema: ogni servizio (OpenAI, Azure OpenAI, Ollama, Claude) ha il proprio SDK con API diverse. IChatClient della libreria Microsoft.Extensions.AI risolve questo problema fornendo un’astrazione unificata. Scrivi una volta, cambia provider senza modificare la logica applicativa.

Cosa è IChatClient?


IChatClient è un’interfaccia che rappresenta un client per servizi AI con capacità chat. Astrae i dettagli di comunicazione con LLM remoti o locali, permettendo di:

  • Inviare e ricevere messaggi con contenuto multi-modale (testo, immagini, audio)
  • Ottenere risposte complete o streaming incrementale
  • Mantenere contesto di conversazione
  • Usare funzionalità avanzate come tool calling e structured outputs

L’interfaccia fa parte del pacchetto Microsoft.Extensions.AI.Abstractions, mentre Microsoft.Extensions.AI aggiunge middleware per telemetria, caching, function calling automatico e patterns familiari di dependency injection.

Setup iniziale con DI


Il punto di partenza è registrare il chat client nel contenitore di dependency injection. Ecco l’approccio canonico:

var builder = Host.CreateApplicationBuilder();
builder.Services.AddChatClient(
    new OllamaChatClient(new Uri("http://localhost:11434"), "llama3"));
var app = builder.Build();
var chatClient = app.Services.GetRequiredService<IChatClient>();

In questo esempio, usiamo Ollama con il modello llama3 locale. La bellezza di questa astrazione: la stessa registrazione funziona con OpenAI, Azure OpenAI o qualsiasi provider che implementi IChatClient. Il codice che usa il client rimane invariato.

Risposta semplice da un LLM


Il caso più basilare: inviare un prompt e ottenere una risposta:

var response = await chatClient.GetResponseAsync("What is .NET? Reply in 50 words max.");
Console.WriteLine(response.Message.Text);

Il metodo GetResponseAsync restituisce un oggetto ChatCompletion con il messaggio della risposta. Semplice, sincrono dal punto di vista dello sviluppatore (anche se asincrono sottostante).

Streaming per risposte lunghe


Per applicazioni interattive come chatbot, lo streaming è essenziale. Permette all’utente di vedere il testo apparire gradualmente, come in ChatGPT:

var chatResponse = "";
await foreach (var item in chatClient.GetStreamingResponseAsync(chatHistory))
{
    Console.Write(item.Text);
    chatResponse += item.Text;
}

Il metodo GetStreamingResponseAsync ritorna un IAsyncEnumerable<StreamingChatCompletionUpdate>. Ogni item contiene un frammento di testo che puoi visualizzare in tempo reale.

Conversazioni multi-turno con cronologia


Mantenere una conversazione richiede di raccogliere la storia dei messaggi. Ecco un loop interattivo completo:

var chatHistory = new List<ChatMessage>();
while (true)
{
    Console.Write("You: ");
    var userPrompt = Console.ReadLine();
    
    chatHistory.Add(new ChatMessage(ChatRole.User, userPrompt));
    
    var chatResponse = "";
    Console.Write("Assistant: ");
    await foreach (var item in chatClient.GetStreamingResponseAsync(chatHistory))
    {
        Console.Write(item.Text);
        chatResponse += item.Text;
    }
    Console.WriteLine();
    
    chatHistory.Add(new ChatMessage(ChatRole.Assistant, chatResponse));
}

Ogni turno aggiunge alla lista: il user message, poi il response dell’assistant. Al turno successivo, passi l’intera cronologia a GetStreamingResponseAsync. L’LLM usa questo contesto per mantenere coerenza conversazionale.

Structured output: JSON tipizzato


Spesso vuoi che l’LLM restituisca dati strutturati (JSON). Puoi chiederlo esplicitamente nel prompt:

var prompt = $"""
You will receive an article and extract its metadata.
Respond ONLY with valid JSON following this format without any deviation.

{{
    "title": "...",
    "summary": "...",
    "keywords": ["...", "..."]
}}

Article:
{File.ReadAllText("article.md")}
""";

var response = await chatClient.GetResponseAsync(prompt);
var jsonText = response.Message.Text;
var metadata = JsonSerializer.Deserialize<ArticleMetadata>(jsonText);

L’approccio funziona, ma richiede gestione manuale di parsing e validazione. C’è una soluzione migliore.

Deserialization tipizzata con generics


La libreria Microsoft.Extensions.AI supporta il generic GetResponseAsync<T> che deserializza automaticamente il JSON in una classe C#:

public class ArticleMetadata
{
    public string Title { get; set; } = string.Empty;
    public string Summary { get; set; } = string.Empty;
    public string[] Keywords { get; set; } = [];
}

var metadata = await chatClient.GetResponseAsync<ArticleMetadata>(prompt);
Console.WriteLine($"Title: {metadata.Result.Title}");
Console.WriteLine($"Keywords: {string.Join(", ", metadata.Result.Keywords)}");

Questa API offre sicurezza in fase di compilazione e supporto IDE completo per il refactoring. Se cambi la struttura di ArticleMetadata, il compilatore avvisa i punti di utilizzo.

Portabilità tra provider: da locale a cloud


Una delle promesse di IChatClient è la portabilità. Ecco come implementare una strategia “local in dev, cloud in prod”:

// Avvio locale con Ollama
if (app.Environment.IsDevelopment())
{
    builder.Services.AddChatClient(
        new OllamaChatClient(new Uri("http://localhost:11434"), "mistral"));
}
else
{
    // Avvio cloud con Azure OpenAI
    builder.Services.AddChatClient(
        new AzureOpenAIClient(
            new Uri(azureEndpoint),
            new DefaultAzureCredential()).AsChatClient());
}

Il resto dell’applicazione non cambia. Chiede semplicemente IChatClient al DI container e riceve l’implementazione appropriata. Niente hardcoding, niente API specifiche sparse nel codice.

Middleware per telemetria e caching


Il pacchetto Microsoft.Extensions.AI fornisce middleware composabile. Uno uso comune è aggiungere OpenTelemetry:

var builder = Host.CreateApplicationBuilder();

// Registra OpenTelemetry
builder.Services.AddOpenTelemetry()
    .WithTracing(tracing => tracing
        .AddAspNetCoreInstrumentation()
        .AddHttpClientInstrumentation());

// Registra il chat client con middleware di telemetria
builder.Services.AddChatClient(baseChatClient)
    .UseOpenTelemetry(builder.Services.BuildServiceProvider()
        .GetRequiredService<ILoggerFactory>());

Con questo setup, ogni chiamata a IChatClient genera automaticamente span OpenTelemetry tracciabili in strumenti come Application Insights o Jaeger. Nessuna strumentazione manuale necessaria.

Integrazione con il framework Agent


Il framework Agent di Microsoft costruisce sopra IChatClient aggiungendo astrazioni a livello agent: gestione persistente del contesto, tool calling automatico, prompt di sistema, API streaming pulita. Se usi agent, IChatClient rimane il cuore della comunicazione LLM.

Conclusione


IChatClient rappresenta una maturazione nell’integrazione LLM in .NET. Invece di accoppiare il codice a provider specifici, definisci un’astrazione e lascia che l’infrastruttura scelga l’implementazione. Lo streaming, la deserialization tipizzata, la composizione di middleware e la portabilità del provider diventano proprietà di prima classe dell’architettura.

Per qualsiasi team che integra LLM in .NET 2026, IChatClient è il fondamento su cui costruire. Richiede poca configurazione iniziale e ripaga con flessibilità architetturale a lungo termine.

Fonte originale: Microsoft.Extensions.AI libraries – .NET | Microsoft Learn e Working with LLMs in .NET using Microsoft.Extensions.AI


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Der legendäre Urheberrechtsfall „Metall auf Metall“ geht in die letzte Runde. Der europäische Gerichtshof hat gerade nach weitläufiger Auffassung das Recht auf Remix und Sampling gestärkt. Jetzt muss noch der Bundesgerichtshof final entscheiden. netzpolitik.org/2026/eugh-prae…

reshared this

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Handala e la Cyber-Offensiva dell’Iran: 6 Petabyte distrutti e 149 Terabyte rubati dall’infrastruttura critica di Dubai
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/handal…


Handala e la Cyber-Offensiva dell’Iran: 6 Petabyte distrutti e 149 Terabyte rubati dall’infrastruttura critica di Dubai


Si parla di:
Toggle


Il 12 aprile 2026, il gruppo Handala, collegato ai servizi di intelligence iraniani, ha annunciato il successo di un attacco di proporzioni senza precedenti contro l’infrastruttura critica degli Emirati Arabi Uniti. L’operazione ha mirato alla Dubai Courts Authority, Dubai Land Authority e Dubai Roads & Transport Authority, risultando nel furto di 149 terabyte di documenti classificati e nella distruzione di 6 petabyte di dati, rappresentando una chiara escalation nella campagna di cyberguerra iraniana.

Portata e natura dell’attacco


L’attacco coordinato dal gruppo Handala rappresenta una categoria di operazione cybernetiche rara: la combinazione di dati wiper (per la distruzione) e exfiltration (per il furto). La selezione degli obiettivi rivela una strategia sofisticata focalizzata su istituzioni critiche che controllano documenti di valore geopolitico, proprietà intellettuale sensibile e informazioni su infrastrutture strategiche.

L’enorme volume di dati distrutti (6 petabyte equivale a circa 6 milioni di gigabyte) suggerisce che gli attaccatori avevano accesso profondo alle infrastrutture di storage primarie e di backup, un indicativo di una lunga permanenza nei sistemi target senza essere rilevati. Il gruppo ha pubblicamente rivendicato l’operazione con comunicati dettagliati, indicando che l’obiettivo non era nascondere l’attacco bensì massimizzare l’impatto psicologico e geopolitico.

Attribution e legami con l’Iran


Sebbene Handala si presenta pubblicamente come collettivo di hacker hacktivist pro-resistenza, analisti di sicurezza e agenzie governative hanno stabilito con elevata confidenza il collegamento con il Ministero dell’Intelligence iraniano (MOIS). Il gruppo fa parte di quello che DomainTools Investigations ha descritto come “un ecosistema coordinato di cyber-influenza” che include anche i gruppi Karma/KarmaBelow80 e Homeland Justice.

Questa struttura a facciata permette all’Iran di mantenere una negazione plausibile mentre conduce operazioni cybernetiche offensive contro i nemici geopolitici e gli alleati regionali. La scelta di Dubai specificamente è significativa: gli EAU hanno in anni recenti normalizzato relazioni con Israele e hanno aumentato partnership strategiche con Stati Uniti e alleati occidentali, rendendoli un bersaglio prioritario per la rappresaglia iraniana.

Motivazione dichiarata e contesto geopolitico


Nel comunicato di rivendicazione, Handala ha caratterizzato l’operazione come risposta al “tradimento eclatante” dei leader degli Emirati, tracciando paralleli con figure storiche infami come Jeffrey Epstein. Questa retorica è coerente con la narrativa iraniana che dipinge gli EAU come traditori della causa palestinese per le relazioni normalizzate con Israele. Tuttavia, gli esperti di sicurezza sottolineano che la motivazione dichiarata funziona principalmente come cover narrativo per un’operazione principalmente geopolitica e economica.

Dati dell'Operazione:
- Data: 12 Aprile 2026
- Bersagli: 3 istituzioni critiche di Dubai
- Dati Rubati: 149 Terabyte (TB) di documenti classificati
- Dati Distrutti: 6 Petabyte (PB) = 6.000 Terabyte
- Attribution: MOIS Iran via Handala/Karma/Homeland Justice
- Reivindicazione: Pubblica tramite comunicati del gruppo

Implicazioni di sicurezza e defensive posture


L’attacco Handala rivela vulnerabilità critiche nelle infrastrutture di protezione dei dati dei servizi pubblici. La capacità di distruggere 6 petabyte di dati suggerisce che gli attaccatori avevano accesso non solo ai sistemi primari ma anche ai backup, compromettendo le fondamentali pratiche di business continuity e disaster recovery. I responsabili della sicurezza negli Emirati e nei governi alleati devono riconsiderare gli assunti di base sulla separazione geografica, logica e procedurale dei backup critici.

La scala dell’exfiltration (149 TB) suggerisce inoltre che l’attacco non è stato una penetrazione improvvisa ma il risultato di un accesso sostenuto nel tempo. Durante il dwell time (periodo di permanenza), gli attaccatori hanno avuto il tempo di identificare, localizzare e esfiltrare i dati di massimo valore geopolitico prima di eseguire le operazioni di wiper.

Raccomandazioni di difesa


  • Implementare una strategia di backup geograficamente distribuita con separazione logica e procedurale dai sistemi primari
  • Stabilire un sistema di detection comportamentale focalizzato su volume-based anomalies (movimentazione anomala di dati in massa)
  • Implementare encryption at-rest per tutti i backup critici, con gestione chiavi separata dai sistemi operativi
  • Eseguire un threat hunt specificamente focalizzato su indicatori di accesso persistente da attori iraniani
  • Aumentare la collaborazione tra agenzie governative regionali per identificare indicatori comuni di compromesso
  • Sviluppare incident response protocols specifici per scenari di wiper-plus-exfiltration

L’operazione Handala rappresenta un’ulteriore escalation nella campagna iraniana di cyberguerra regionale. Con la Corea del Nord che diversifica gli attacchi verso il settore DeFi e l’Iran che consolida la sua capacità offensiva contro lo stato regionale, il 2026 è emergendo come anno critico di ricalibramento della strategia di cyberwarfare a livello globale.


The Privacy Post ha ricondiviso questo.

🎁 EU-Kommissionspräsidentin Ursula von der Leyen (CDU) hat heute Mittag die Alterskontroll-App der EU für fertig erklärt. Sie soll auf jedem Gerät laufen und komplett anonym sein.

👨‍💻 Es gibt da nur ein paar Probleme.

🎉 Die App ist noch nicht "fertig", läuft nicht auf "jedem" Gerät und setzt auf Pseudonyme. Außerdem bringt sie Handyzwang und Gesichtsscans.

Aber lest selbst.

netzpolitik.org/2026/gesichtss…

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

Mit einer Handy-App für iOS und Android sollen Menschen in der EU künftig ihr Alter gegenüber Plattformen nachweisen. Doch der Nutzen zum Schutz von Kindern und Jugendlichen ist fraglich. Nutzende sollen zudem ihr Gesicht scannen lassen, fasst @sebmeineck zusammen.

netzpolitik.org/2026/gesichtss…

in reply to netzpolitik.org

Was die CDU da in der EU ankündigt klingt doch sehr nach einer staatlichen Kontroll-Datenbank als systemische Vorbereitung für autoritäre Machtphantasien und für die hässlichsten Träume ihre Rechtsextremen Partner von AfD.

Dass sie damit Kinder und überhaupt Menschen vor Angriffen aus dem Netz schützen könnten, ist doch sehr zweifelhaft.

Also großer Nutzen für autoritäre Überwachung und geringer Nutzen für den Schutz der Gesellschaft.

The Privacy Post ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Agent Skills in .NET: tre paradigmi di composizione per gli agenti AI
#tech
spcnet.it/agent-skills-in-net-…
@informatica


Agent Skills in .NET: tre paradigmi di composizione per gli agenti AI


Introduzione: L’evoluzione dei skill negli agent .NET


Gli agent AI richiedono un modo flessibile e modulare di estendere le loro capacità: questo è il ruolo dei skill. Con il framework Agent di Microsoft per .NET, gli sviluppatori dispongono di tre paradigmi complementari per definire e comporre skill, permettendo ai team di scegliere l’approccio più adatto al loro contesto.

I tre paradigmi per creare skill

1. Skill basati su file (File-Based Skills)


L’approccio più dichiarativo parte da una struttura di directory semplice. Ogni skill è organizzato come una cartella contenente:

  • Un file SKILL.md con metadati nel frontmatter YAML
  • Una sottocartella opzionale scripts/ con il codice eseguibile
  • Una sottocartella opzionale references/ con documentazione di supporto

Questo paradigma è particolarmente vantaggioso per i team che vogliono gestire i skill come assets indipendenti dentro un repository condiviso. Il caricamento è automatico: l’agent scopre e carica i skill quando l’utente ne fa richiesta.

Ecco come si registra un provider file-based:

var skillsProvider = new AgentSkillsProvider(
    Path.Combine(AppContext.BaseDirectory, "skills"),
    SubprocessScriptRunner.RunAsync);

Il vantaggio decisivo è la separazione tra definizione del skill e implementazione. Non è necessario riconfigurare il codice C# per aggiungere nuovi skill; basta creare una nuova directory.

2. Skill basati su classe (Class-Based Skills)


Per chi preferisce la sicurezza dei tipi e il supporto IDE completo, gli skill basati su classe offrono un’alternativa fortemente tipizzata. Si eredita da AgentClassSkill<T> e si usano attributi di reflection per marcare le risorse e gli script:

public sealed class BenefitsEnrollmentSkill : AgentClassSkill<BenefitsEnrollmentSkill>
{
    [AgentSkillResource("available-plans")]
    public string AvailablePlans => "Plan A, Plan B, Plan C...";
    
    [AgentSkillScript("enroll")]
    private static string Enroll(string employeeId, string planCode)
    {
        // Logica di iscrizione
        return $"Iscrizione di {employeeId} al piano {planCode} completata";
    }
}

Questo approccio è ideale per skill complessi che richiedono logica C# sofisticata. Gli attributi [AgentSkillResource] e [AgentSkillScript] permettono al framework di scoprire automaticamente quali metodi e proprietà esporre all’agent.

Un vantaggio cruciale: i team possono sviluppare e distribuire skill indipendentemente come pacchetti NuGet, mantenendo il proprio ciclo di rilascio e permettendo il riuso tra progetti.

3. Skill inline (Inline Code-Defined Skills)


Il terzo paradigma è il più flessibile: skill definiti a runtime usando AgentInlineSkill. Sono perfetti per bridge temporanei, skill generati dinamicamente o implementazioni condizionate dallo stato dell’applicazione:

var timeOffSkill = new AgentInlineSkill(
    name: "time-off-balance",
    description: "Calcola i giorni di ferie e malattia rimanenti per un dipendente...")
    .AddScript("calculate-balance", (employeeId, leaveType) => 
    {
        // Logica runtime
        return $"Giorni rimanenti: {remaining}";
    });

I skill inline supportano anche risorse dinamiche:
.AddResource("policies", () => PolicyRepository.GetActivePolicies());

Questa capacità di aggiungere risorse come delegate è cruciale: le politiche possono aggiornarsi senza ricompilare l’applicazione.

Composizione flessibile con AgentSkillsProviderBuilder


La vera potenza del design emerge quando si combinano tutti e tre i paradigmi in un’unica applicazione. Il builder pattern permette una composizione dichiarativa:

var skillsProvider = new AgentSkillsProviderBuilder()
    .UseFileSkill(Path.Combine(AppContext.BaseDirectory, "skills"))
    .UseSkill(new BenefitsEnrollmentSkill())
    .UseSkill(timeOffSkill)
    .UseFileScriptRunner(SubprocessScriptRunner.RunAsync)
    .Build();

In questa configurazione:
  • I skill nel filesystem vengono caricati e resi disponibili
  • La classe BenefitsEnrollmentSkill registra i suoi metodi annotati
  • Lo skill inline timeOffSkill aggiunge capacità runtime

Il framework astrae completamente il “come” carica ogni tipo di skill; l’agent li vede come una superficie unificata.

Funzionalità avanzate

Approvazione degli script


Per ambienti ad alto rischio, è possibile richiedere una revisione umana prima dell’esecuzione:

.UseScriptApproval(true)

In questo caso, l’agent formula il comando ma non lo esegue autonomamente; un operatore deve approvare.

Filtraggio di sicurezza


Quando si condividono directory di skill tra team, il filtraggio garantisce che solo gli skill approvati siano disponibili:

.UseFilter(skill => approvedSkills.Contains(skill.Frontmatter.Name))

Iniezione di dipendenze


I metodi degli skill possono ricevere IServiceProvider come parametro. Questo consente l’accesso a servizi registrati nel contenitore DI, indipendentemente dal paradigma di skill:

[AgentSkillScript("send-notification")]
private static string SendNotification(string userId, IServiceProvider services)
{
    var emailService = services.GetRequiredService<IEmailService>();
    return emailService.SendAsync(userId, "Notification");
}

Conclusione


Il design tripartito dei skill in .NET Agent Framework non è una complicazione: è un’architettura di composizione che rispetta gli usi diversi. Gli skill basati su file servono la semplicità e la dinamica; quelli basati su classe offrono sicurezza e riusabilità via NuGet; quelli inline forniscono agilità runtime.

Per i team che costruiscono sistemi agent complessi, questa flessibilità è fondamentale. Permette di iniziare in semplicità (skill inline), evolversi verso la modularità (skill basati su classe in NuGet) e mantenere agilità operativa (skill file-based per aggiustamenti dinamici) — tutto nello stesso agent, senza compromessi architetturali.

Fonte originale: Agent Skills in .NET: Three Ways to Author, One Provider to Run Them — Microsoft Agent Framework Blog