[2026-01-26] Abolire lo stato di cose presente @ Zazie nel metrò
Abolire lo stato di cose presente
Zazie nel metrò - Via Ettore Giovenale 16, Roma
(lunedì, 26 gennaio 19:00)
A partire dalla critica alla cultura accademica e dalla necessità di salvaguardare e soprattutto condividere i saperi e le pratiche nati e sviluppati dal basso, lunedì 26, alle ore 19:00, da Zazie nel Metrò, discuteremo del ruolo profondamente politico degli archivi di movimento e della riappropriazione autonoma della conoscenza.
Parteciperanno alla discussione jineoloji, Archivio Malatesta, Libreria Anomalia, Archivio Maria Baccante, Biblioteca l'Idea, Archivio Primo Moroni-Calusca.
[2026-01-29] Bangladesh, Rivolte e GenZ @ Zazie nel metrò
Bangladesh, Rivolte e GenZ
Zazie nel metrò - Via Ettore Giovenale 16, Roma
(giovedì, 29 gennaio 19:00)
Bangladesh, Rivolte e GenZ
Nell’agosto 2024 il Bangladesh è esploso. Dalle università è partita una rivolta di massa contro un sistema di potere fondato su autoritarismo, repressione e disuguaglianze. La contestazione del sistema delle quote ha aperto una frattura profonda che, dopo settimane di mobilitazione e violenta repressione, ha portato alla caduta del governo di Sheikh Hasina.
Oggi il paese vive una transizione fragile verso le elezioni del 12 febbraio 2026, le prime dopo la caduta del regime. Il governo di transizione guidato da Muhammad Yunus deve muoversi tra istituzioni delegittimate, un processo elettorale incerto e il ritorno di forze politiche legate all’autoritarismo.
L’uccisione recente di Sharif Osman Bin Hadi, leader del movimento studentesco Inqilab Mancha, mostra che il potere continua a colpire chi sfida l’ordine esistente. Le rivolte del 2024 non sono finite: il conflitto resta aperto e il futuro del Bangladesh è ancora terreno di scontro.
Ne discuteremo con l’attivista Nezum Uddin Hridoy, voce diretta del movimento studentesco bangladese, Gabriele Cecconi, fotografo documentarista che presenta una mostra fotografica sulle proteste e Giuliano Battiston, giornalista e ricercatore su conflitti e politica globale.
Un incontro per raccontare le lotte, comprendere il presente e dare voce ai movimenti in lotta nel mondo che i media, con la loro visione neocolonialista, continuano a ignorare.
[2026-01-23] Carnevale Gragliese in Campra 2026 @ Graglia - Palestra Comunale
Carnevale Gragliese in Campra 2026
Graglia - Palestra Comunale - Graglia, Palestra Comunale
(venerdì, 23 gennaio 10:00)
Il programma completo del carnevale di Graglia!
[2026-01-23] Spazio. Birrette e dischetti @ Biella - spazio Hydro
Spazio. Birrette e dischetti
Biella - spazio Hydro - via Cernaia 46 Biella
(venerdì, 23 gennaio 21:00)
Venerdì 23 Gennaio h21
SPAZIO. Birrette & dischetti
Siamo un Arci, e ci manca un’apertura ordinaria, senza eventi o ospiti speciali, ma con i tavolini, le birrette e la voglia di stare insieme. L’abbiamo chiamata Spazio un po’ perché siamo uno spazio e un po’ perché lo spazio è quella cosa dove si aggiunge posto per tutti. E anche perché ci piace guardare le stelle. Portatevi un disco da metter su, un libro da leggere, le carte o altri giochi. (Spazio) Hydro mette il resto. Proveremo a far Spazio abbastanza spesso!
Se portate i dischi, ecco le regole:
a) Si ascolta almeno un lato intero.
b) Tenete d’occhio i vostri dischi.
Poi c’è una cesta “HYDROTEQUE” di dischi che abbiamo trovato o ci hanno regalato, a cui potete contribuire e una “SWAP” dove potete mettere i dischi che non vi piacciono più, e prenderne altri. Quelli che ci piacciono andranno in Hydroteque.
→ Ingresso libero con tessera Arci dalle h 21 | HYDRO, via Cernaia 46, Biella.
[2026-01-23] Dj Ciuky - Coscritti 2008 @ Graglia - Palestra Comunale
Dj Ciuky - Coscritti 2008
Graglia - Palestra Comunale - Graglia, Palestra Comunale
(venerdì, 23 gennaio 22:00)
[2026-01-23] Deep Purple Tribute: Piero Leporale 6070 Rock BAND LIVE @ Australian Pub Ned Kelly
Deep Purple Tribute: Piero Leporale 6070 Rock BAND LIVE
Australian Pub Ned Kelly - via Milano 226 Vigliano Biellese
(venerdì, 23 gennaio 22:30)
[2026-01-23] '80 '90 '2000 VS Techno, Melodic, Hardstyle DJ SET @ Benna - Kostanten
'80 '90 '2000 VS Techno, Melodic, Hardstyle DJ SET
Benna - Kostanten - Benna, Strada Statale Trossi, 17
(venerdì, 23 gennaio 22:30)
[2026-01-23] Baddie Student Party - DJ SET @ Gaglianico - New Wood
Baddie Student Party - DJ SET
Gaglianico - New Wood - Via giacomo matteotti 129 Gaglianico
(venerdì, 23 gennaio 23:00)
ADDIE STUDENT PARTY 🔥
📍 Locale: New Wood
DATA: 23/01/2026
🕘 Orario serata:
➡️ Start: 23:00
➡️ End: 03:00
🎓 Evento:
Baddie Student Party – per tutti gli studenti di tutte le scuole
🎶 Generi musicali:
Dembow • Reggaeton • Funk • Commerciale • Trap
🌶 Special Guest: DEMBOW PICANTE
🔞 Età minima: +16
🎟 Modalità di ingresso:
✅ 5€ se ti metti in lista entro venerdì
❌ 10€ fuori lista
💃🕺
Esta noche se baila sin parar 💥
Ven con tu crew, siente el ritmo y rompe la pista 🔥
No faltes… será una locura total 😈
[2026-01-24] Mostra "Luoghi e storie di deportazione vercellese, biellese e valsesiana" @ Sala Biellese - Casa della Resistenza
Mostra "Luoghi e storie di deportazione vercellese, biellese e valsesiana"
Sala Biellese - Casa della Resistenza - Via Ottavio Rivetti 5, Sala Biellese, BI
(sabato, 24 gennaio 14:30)
Dal 25 gennaio al 22 febbraio 2026 presso i locali della Casa della Resistenza sarà esposta la mostra "E da lì è incominciata la nostra odissea..." Luoghi e storie di deportazione vercellese, biellese e valsesiana.
La mostra - ideata e realizzata dall'Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia - si propone come compendio della ricerca relativa alla persecuzione razziale e alla deportazione dalla provincia di Vercelli negli anni 1938-1945. Traendo spunto e informazioni prevalentemente dalle ricerche di Alberto Lovatto e Cristina Merlo, si seguono le dolorose vicende di ebrei italiani e stranieri che condivisero l’esperienza dell’arresto, i tentativi di nascondersi e fuggire, l’epilogo della deportazione nei campi di sterminio.
In secondo luogo, è affrontata la deportazione per motivi politici, che fu invece fenomeno più rilevante nel Biellese. Data la presenza della rete clandestina antifascista e della lotta armata partigiana, infatti, questa zona fu duramente colpita dalla repressione tedesca e fascista, con rappresaglie e rastrellamenti che portarono all’arresto e alla deportazione di decine di persone, per la maggior parte inviate al campo di Mauthausen e ai suoi sottocampi.
L'inaugurazione avrà luogo SABATO 24 GENNAIO alle ore 15:00
Orari di visita:
da lunedì a venerdì, su appuntamento
sabato e domenica, dalle 14:30 alle 17:30
Info: 340 9687191 - museoresistenzasala@gmail.com
Sabato 24 gennaio - contestualmente all'inaugurazione della mostra - si terrà la cerimonia di donazione alla Casa della Resistenza della documentazione relativa alla vicenda dell'arresto e della successiva deportazione in Germania - prima in campo di lavoro e poi nei lager di Dachau e Ravensbrück - del cavagliese Mario Giuseppe Macchieraldo.
Collaboratore delle formazioni partigiane garibaldine operanti nel Biellese occidentale, Mario Macchieraldo fu arrestato a Cavaglià il 5 aprile 1944, detenuto nel carcere di Vercelli fino alla fine di luglio e infine destinato al lavoro coatto in Germania. A seguito di un tentativo di fuga fu internato nel lager di Dachau e quindi in quello di Ravensbrück (sottocampo di Barth) dove morì in data sconosciuta.
La nipote di Mario Macchieraldo, Gianna Sammartino (figlia della sorella Maria), ha deciso di donare alla Casa della Resistenza la documentazione conservata dalla famiglia: le lettere scritte da Mario durante la permanenza nel carcere di Vercelli, la corrispondenza dalla Germania prima dell'internamento in lager, i carteggi relativi alle disperate ricerche condotte dai genitori al termine del conflitto per conoscere la sorte del figlio e altro ancora.
La documentazione - di notevole valore storico - su questa vicenda di deportazione conclusasi purtroppo tragicamente sarà esposta presso la Casa della Resistenza nella sua interezza dal 24 gennaio al 22 febbraio 2026; una selezione di documenti entrerà poi a far parte dell'esposizione permanente.
L'iniziativa è promossa in collaborazione con la sezione A.N.P.I. "Borra Savio Machieraldo Tempia" Basso Biellese
Selim Sadak è morto
Il politico curdo Selim Sadak è morto a Heilbronn, in Germania, dove era in cura. Selim Sadak, ex deputato del DEP ed ex sindaco del comune di Sêrt (Siirt), 71 anni, che da tempo lottava contro il cancro a Heilbronn in Germania, è mancato presso la clinica SLK Klinikum dove era in cura.
Chi è Selim Sadak
Nato nel 1954 nel villaggio di Bafê, distretto di Hezex (İdil) di Şirnex, Selim Sadak ha completato gli studi primari e secondari a Hezex. Ha poi studiato matematica presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Diyarbakır. Alle elezioni generali del 1991, si è candidato per il Partito popolare del lavoro (HEP) nella lista del Partito popolare socialdemocratico (SHP) ed è diventato il deputato di Şirnex( Sirnak) per la 19a legislatura.
La sua immunità parlamentare è stata revocata il 3 marzo 1994 ed è stato arrestato il 17 marzo 1994, insieme ad altri parlamentari tra cui Leyla Zana, Hatip Dicle e Orhan Doğan. Dopo aver trascorso circa 10 anni in carcere, Selim è stato assolto dalla Corte Suprema nel giugno 2004.
La sua immunità parlamentare è stata revocata il 3 marzo 1994 ed è stato arrestato il 17 marzo 1994, insieme ad altri parlamentari tra cui Leyla Zana, Hatip Dicle e Orhan Doğan. Dopo aver trascorso circa 10 anni in carcere, è stato assolto dalla Corte Suprema nel giugno 2004.
Dopo il suo rilascio dal carcere, Selim Sadak ha continuato la sua lotta politica, partecipando alla fondazione del Partito della società democratica (DTP) e ricoprendo il ruolo di membro del suo consiglio esecutivo. Nel 2009, è stato eletto sindaco di Sêrt dal DTP. Nello stesso anno, Selim Sadak è stato arrestato nell’ambito delle operazioni note operative come “Caso Principale KCK” e condannato a 6 anni di carcere con l’accusa di “appartenenza a un’organizzazione”. Costretto a lasciare la Turchia a causa di procedimenti giudiziari in corso, Sadak viveva a Heilbronn dal 2021.
L'articolo Selim Sadak è morto proviene da Retekurdistan.it.
YPJ: Non ci piegheremo mai alla mentalità jihadista dell’ISIS e non ci arrenderemo mai
Dal 6 gennaio 2026, gruppi armati affiliati ad Hay’at Tahrir al-Sham e allo Stato occupante turco hanno lanciato attacchi contro la rivoluzione delle donne nella Siria settentrionale e orientale. Dopo i massacri commessi nei quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafieh ad Aleppo, queste fazioni hanno compiuto ulteriori massacri in città come Raqqa, Tabqa, al-Shaddadi, Ain Issa e nelle campagne di Kobane.
Questi attacchi hanno preso di mira le donne, in particolare quelle della Siria settentrionale e orientale che lottano da decenni per una vita democratica e comunitaria. I crimini più orribili sono stati commessi contro le combattenti all’interno delle fila della lotta.
Nel tentativo di far rivivere l’ISIS nella regione, hanno cercato di distorcere l’immagine delle donne, in particolare delle combattenti, e di seminare divisione tra i popoli.
Hanno persino tagliato la treccia di una combattente curda, sostenendo che avrebbe diffuso paura e ansia nella lotta per la libertà delle donne. Ma non sono riusciti a capire che le donne in tutto il Kurdistan sono più forti che mai di fronte a tali atrocità. Stanno combattendo queste bande spietate in prima linea in difesa della dignità e dell’onore umani, proprio come un tempo combattevano contro le brutali bande dell’ISIS in nome della libertà.
La nostra rabbia e il nostro profondo disprezzo per la mentalità che nega l’esistenza stessa delle donne continuano a crescere. Pertanto, come Unità di Protezione delle Donne, ci schieriamo su tutti i fronti della resistenza. Stiamo lottando per proteggere la nostra esistenza e rispondendo con forza a queste bande barbariche.
La rivoluzione delle donne nel Kurdistan del Rojava incarna il fondamento di una vita democratica per tutti i popoli. È stata costruita con il sangue di 15.000 donne martiri e migliaia di donne cadute hanno guidato questa lotta.
Oggi, con la stessa determinazione a proteggere il loro onore e la loro dignità, le donne sotto la bandiera delle Unità di Protezione delle Donne stanno aprendo la strada alla difesa dei valori della vita comunitaria che vengono distrutti intorno alle donne, unendosi al movimento delle donne provenienti da tutta la regione.
Rinnoviamo il nostro impegno alla lotta e alla resistenza, e lo diciamo chiaramente: che amici e nemici sappiano che questa rivoluzione, guidata dalle donne e rafforzata dall’eroismo dei giovani che lottano per la libertà delle donne, solleverà l’appello alla libertà su questa terra con maggiore determinazione, volontà e lotta che mai. Proprio come ha sconfitto l’ideologia genocida di Daesh (ISIS) a Kobanê, pianterà ancora una volta i semi della vita comunitaria in questa terra.
Pertanto, affermiamo che i nostri capelli intrecciati sono diventati fonte di paura nei cuori dei nostri nemici, perché la vittoria apparterrà inevitabilmente alle donne e ai popoli amanti della libertà. Da questo punto di vista, invitiamo le donne curde, tutte le donne del Medio Oriente e le donne di tutto il mondo che lottano per la libertà a partecipare con maggiore forza alla mobilitazione ispirata alla filosofia del leader Abdullah Öcalan: “Donna, Vita, Libertà”.
Ogni donna il cui cuore batte per la libertà deve sapere che la Rivoluzione del Rojava è una garanzia per la libertà di tutte le donne.
Oggi, non solo il Rojava Kurdistan e tutte le sue componenti, ma anche i popoli di tutte e quattro le parti del Kurdistan, stanno affrontando un orribile genocidio. Invitiamo tutte le donne a unirsi alla mobilitazione nello spirito di Kobanê e a difendere la propria dignità basandosi sul principio dell’esistenza delle donne e dei popoli.
Facciamo sapere al nostro popolo che non ci piegheremo mai alla mentalità jihadista dell’ISIS e non ci arrenderemo mai. Per noi, donne combattenti di questo popolo, nulla è più importante che proteggere l’esistenza del popolo curdo e di tutte le sue componenti.
Le nostre speranze sono forti quanto il numero delle nostre trecce. Nessuno può cancellarci tagliando una treccia, e le nostre speranze non svaniranno sotto gli attacchi dei colonialisti e delle forze genocide. Per questo motivo, nessuno degli atti disumani commessi contro le nostre combattenti rimarrà impunito.
Comando generale delle unità di protezione delle donne (YPJ)
22/01/2026
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Diyar Koç, che è stato torturato, è stato arrestato
Cinque persone, tra cui Diyar Koç, torturato e detenuto a Nisêbîn e poi dimesso dall’ospedale prima di completare le cure e deferito all’ufficio del procuratore, sono state arrestate.
Diyar Koç, torturato e trattenuto sulla linea di confine dopo una marcia contro gli attacchi in Rojava il 20 gennaio nel distretto di Nisêbîn (Nusaybin) di Mardin e ricoverato in ospedale per gravi ferite, è stato dimesso dall’ospedale prima del completamento delle cure e indirizzato all’ufficio del procuratore. Diyar trasferito dall’ospedale di formazione e ricerca di Mardin al tribunale di Nusaybin, dopo aver rilasciato la sua dichiarazione al procuratore è stato indirizzato al tribunale dei magistrati con una richiesta di arresto con l’accusa di “appartenenza a un’organizzazione”, “propaganda organizzativa” e “violazione della sicurezza di frontiera”
Diyar Koç e altre cinque persone, che erano state deferite al tribunale, sono state arrestate per gli stessi motivi e mandate in prigione.
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Il Rojava è sotto attacco: voci delle donne che resistono.
Il Governo di transazione siriano, con la complicità di Turchia, USA, Israele e UE, sta attaccando militarmente i territori della Siria settentrionale e orientale. Diversi media portano avanti una narrazione parziale o addirittura falsa di ciò che sta succedendo.
Per contribuire alla diffusione di informazioni, vi invitiamo al panel online:
IL ROJAVA È SOTTO ATTACCO: VOCI DELLE DONNE CHE RESISTONO.
Con la partecipazione del comitato diplomazia e relazioni democratiche Kongra Star e dell’Istituto Andrea Wolf di Jineoloji in Rojava. Verranno portati aggiornamenti sull’attuale situazione geopolitica e testimonianze di ciò che le donne stanno vivendo in questo stato di offensiva militare.
L’incontro sarà misto.
DOMENICA 25 GENNAIO
H 18:30
LINK ZOOM: us02web.zoom.us/j/86996468115?…
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Il Rojava è sotto attacco
Domani sabato 24 gennaio alle 16 scendiamo in piazza Vittorio a Roma e in tantissime altre città per gridare. Gridare di rabbia perché dopo quasi 15 anni di processo rivoluzionario e diversi conflitti bellici la bandiera dell’ISIS sta sventolando su Raqqa grazie alle bande di miliziani jihadisti che sostengono il governo di transizione siriano.
Gridare di indignazione per la complicità con cui i governi occidentali partecipano all’ennesima operzione di annientamento di un popolo, solo per rivarne risorse e profitto. Gridare di speranza per i fratelli e le sorelle che stanno resistendo per difendere l’esperienza del Rojava circondatx da super potenze che ne vogliono lo spegnimento.
Rete Kurdistan Roma
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KNK: Kobanê sotto assedio, le forze di al Sharaa violano continuamente il cessate il fuoco, commettendo atrocità
Il KNK ha affermato che “in tutto il Rojava si sta verificando una situazione grave, poiché un gran numero di sfollati interni (IDP) è costretto ad abbandonare le proprie case per sfuggire alla violenza in corso”.
Il Congresso nazionale del Kurdistan (KNK) ha rilasciato una nuova dichiarazione per condannare l’assedio di Kobane.
La dichiarazione afferma:
“Kobanê rimane sotto assedio, con forniture essenziali interrotte e una crisi umanitaria sempre più grave. I civili sfollati dai villaggi circostanti a causa degli attacchi dei gruppi armati islamisti hanno cercato rifugio nel centro della città, mettendo ulteriormente a dura prova le già limitate risorse”.
La dichiarazione ha ricordato che in un’intervista del 22 gennaio, la comandante delle YPJ Nesrin Abdullah, parlando da Kobanê in una conferenza stampa, ha descritto la situazione in prima linea: “La situazione al fronte è questa: stanno attaccando senza sosta con armi pesanti, utilizzando ogni tipo di armamento turco e supporto tecnico. Migliaia di membri di bande armate sono stati portati qui. Questi gruppi, che hanno operato a fianco dell’ISIS nei suoi primi giorni, ora stanno riapparendo con bandiere e simboli dell’ISIS e ci attaccano”.
Il comandante Abdullah ha anche sottolineato la determinazione degli abitanti di Kobanê: “È stato dichiarato un cessate il fuoco, ma queste bande non lo rispettano. Kobanê è ancora sotto pesante attacco. Non ci arrenderemo. Il nostro popolo non si arrenderà e ha deciso di resistere. Dai 7 ai 70 anni, il nostro popolo è determinato a difendersi”.
Il KNK ha dichiarato: “In tutto il Rojava si sta verificando una situazione grave, con un gran numero di sfollati interni costretti ad abbandonare le proprie case, spesso ripetutamente, per sfuggire alla violenza in corso. Nel cuore dell’inverno, centinaia di migliaia di civili si trovano ora ad affrontare gravi carenze di beni di prima necessità, tra cui cibo, elettricità e un accesso affidabile a internet.
Nel distretto di Suruç a Riha (Urfa), migliaia di persone, unite a rappresentanti del Partito DEM e a numerose organizzazioni della società civile, hanno marciato verso il confine con Kobanê. Nonostante la violenta repressione della polizia e l’uso di gas lacrimogeni, i manifestanti hanno continuato a resistere, tentando di raggiungere il confine attraverso strade secondarie.
Il KNK ha aggiunto: “Le forze di al-Sharaa e i gruppi jihadisti loro alleati continuano a violare il cessate il fuoco, compiendo attacchi, commettendo atrocità e tentando di avanzare e occupare le aree curde. Nel frattempo, il governo di transizione siriano e i suoi sostenitori stanno deliberatamente diffondendo disinformazione a livello internazionale nel tentativo di oscurare questi crimini”.
In Kurdistan e in tutto il mondo, milioni di curdi e i loro alleati sono scesi in piazza per denunciare il silenzio dell’Unione Europea, degli Stati Uniti, del Regno Unito e delle Nazioni Unite e per condannare i loro doppi standard in materia di diritti umani, democrazia e autodeterminazione. Queste proteste riflettono una crescente unità tra il popolo curdo e una crescente solidarietà internazionale sia con la lotta curda che con la Rivoluzione del Rojava come progetto politico.
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Rise Up For Rojava – Mobilitazione a Bari
Da oltre un decennio, nel Nord della Siria, resiste un modello unico al mondo. Un progetto di autogoverno basato sulla cooperazione, sull’ecologia e sulla libertà femminile, che ha saputo costruire un’alternativa concreta alle vecchie logiche statali ed economiche.
Oggi, questa esperienza democratica affronta una minaccia esistenziale.
Attacchi coordinati e ingerenze esterne stanno mettendo a rischio la stabilità della regione, con l’obiettivo di smantellare le conquiste ottenute dalla popolazione locale. Non si tratta solo di difendere un territorio, ma di scegliere da che parte stare in un confronto tra due visioni del mondo:
Da una parte l’autoritarismo e il fondamentalismo.
Dall’altra una confederazione egalitaria, femminista e multiculturale.
Difendere il Rojava significa difendere la possibilità stessa di un futuro diverso, dove le comunità possano autodeterminarsi liberamente.
Per questo, la Rete Kurdistan Puglia chiama alla mobilitazione. Scendiamo in strada per dare voce a chi resiste.
Sabato 24 Gennaio 2026 | Bari, concentramento in Piazza Eroi del Mare | Ore: 16:00
L'articolo Rise Up For Rojava – Mobilitazione a Bari proviene da Retekurdistan.it.
This week, we discuss stances on AI, a conference about money laundering, and signs about slavery coming down.#BehindTheBlog
Anna Pompili al Senato – Riordino del servizio di IVG in Abruzzo
Anna Pompili, Consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà alla presentazione al Senato della proposta di legge regionale sul riordino del servizio di Interruzione Volontaria di Gravidanza in Abruzzo.
Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro, Senato della Repubblica – Piazza Capranica 72, Roma
Mercoledì 28 gennaio 2026
Ore 15:00
L’iniziativa, promossa dalla senatrice Alessandra Maiorino, sarà un momento di confronto sulle criticità e sulle prospettive di riforma per garantire l’effettiva applicazione della legge 194 e un accesso equo ai servizi di IVG sul territorio.
Come partecipare
L’accesso in sala è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.
Per partecipare in presenza è necessario accreditarsi scrivendo a: segreteria.maiorino@senato.it
In caso di esaurimento dei posti, l’evento sarà trasmesso in diretta streaming su webtv.senato.it.
L'articolo Anna Pompili al Senato – Riordino del servizio di IVG in Abruzzo proviene da Associazione Luca Coscioni.
Convegno “Luca Coscioni e la ricerca scientifica sulle cellule staminali e sulle malattie rare”
VAI A: PROGRAMMA | PREANNUNCIA LA TUA PARTECIPAZIONE
Su iniziativa della Vicepresidente del Senato, senatrice Mariolina Castellone, l’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS organizza il convegno:
Luca Coscioni e la ricerca scientifica sulle cellule staminali e sulle malattie rare
Il convegno si svolgerà giovedì 19 febbraio 2026, dalle ore 9:00 alle ore 12:30, presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica, in Palazzo Giustiniani a Roma.
A venti anni dalla sua morte, l’Associazione Luca Coscioni ricorda il suo fondatore con un incontro per fare il punto sulla libertà di ricerca scientifica in Italia e nel mondo, a partire dalla battaglia sulla quale Luca Coscioni aveva ottenuto il sostegno di 100 Premi Nobel: la libertà di ricerca sulle cellule staminali.
Si affronteranno anche altre questione relative al rapporto tra scienza e politica, tra cui quella delle “terapie orfane” sulle malattie rare (a partire dal caso delle sperimentazioni e terapie Holostem oggi bloccate), delle Tecnologie di Evoluzione Assistita sulle piante e delle politiche di governo della scienza.
— Programma —
Apertura dei lavori e saluti
- Senatrice Mariolina CASTELLONE, Vice-Presidente del Senato della Repubblica
- Anna, Monica e Rodolfo COSCIONI
Introduzione: Filomena GALLO, Avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni
La ricerca sulle cellule staminali embrionali
Modera: Mirella PARACHINI, Vicesegretaria dell’Associazione Luca Coscioni
- Testimonianza di Maurizio, paziente affetto da Parkinson, con l’avvocata Alessia CICATELLI, Membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni
- Prof. Giulio COSSU, Constance Thornley Professor of Regenerative Medicine
- Prof. Malin PARMAR, Professor in Cellular Neuroscience
La ricerca sulle malattie rare
Testimonianza di Alessandro BARNESCHI
- Prof. Michele DE LUCA, Professore ordinario di Medicina Rigenerativa, co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni
Libertà di ricerca sulle biotecnologie vegetali
Roberto DEFEZ
Il governo della ricerca in Italia
Valeria POLI, Professoressa di Biologia molecolare presso l’Università di Torino
Seguono interventi di parlamentari in carica o che negli anni hanno preso parte alle attività dell’Associazione Luca Coscioni
Conclusioni
- Dott.ssa Chiara LALLI, bioeticista
- Prof. Gilberto CORBELLINI, Professore di storia della medicina e bioetica
- On. Marco CAPPATO, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni
Segue una marcia fino al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in via Veneto, 33, per la consegna delle firme raccolte sull’appello al Ministro Urso per la ripresa della ricerca e delle terapie Holostem.
L’accesso in sala – con abbigliamento consono e per gli uomini con obbligo di cravatta – è consentito fino al raggiungimento della capienza massima; in caso di esaurimento posti in presenza, la conferenza potrà essere seguita in streaming sui canali ufficiali.Le opinioni e i contenuti espressi nell’ambito dell’iniziativa sono nell’esclusiva responsabilità dei proponenti e dei relatori e non sono riconducibili in alcun modo al Senato della Repubblica o ad organi del Senato medesimo.
— Preannuncia la tua partecipazione —
Per partecipare è obbligatorio compilare questo form entro e non oltre domenica 15 febbraio. L’accesso è consentito fino ad esaurimento posti; il form verrà chiuso quando sarà raggiunta la capienza massima. I giornalisti devono accreditarsi scrivendo a ufficiostampa@associazionelucacoscioni.it
Partecipazione al convegno del 19 febbraio
- Nome*
- Cognome*
- Email*
- Cellulare*
- Data di nascita*
GG
MM
AAAAVa indicata nella lista dei partecipanti che dovranno accedere alle sale del Senato
- Consenso trattamento dati*
- Accetto le condizioni della privacy
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Hackaday Podcast Episode 354: Firearms, Sky Driving, and Dumpster Diving
Hackaday Editors Elliot Williams and Al Williams took a break to talk about their favorite hacks last week. You can drop in to hear about articulated mirrors, triacs, and even continuous 3D-printing modifications.
Flying on an airplane this weekend? Maybe wait until you get back to read about how the air traffic control works. Back home, you can order a pizza on a Wii or run classic Basic games on a calculator.
For the can’t miss articles, the guys talked about very low Earth orbit satellites and talked about readers who dumpster dive.
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hackaday.com/2026/01/23/hackad…
Wired to Wireless: ESP32 Gives Your USB Keyboard Bluetooth
Few things rival the usability and speed of a full-sized keyboard for text input. For decades, though, keyboards were mostly wired, which can limit where you use your favorite one. To address this, [KoStard]’s latest project uses an ESP32 to bridge a USB keyboard to BLE devices.
The ESP32-S3 packs a ton of fantastic functionality into its small size and low price—including USB-OTG support, which is key here. Taking advantage of this, [KoStard] programmed an ESP32-S3 to host a keyboard over its USB port while connecting via BLE to devices like cellphones.
There are some slick tricks baked in, too: you can pair with up to three devices and switch between them using a key combo. Some of you might be wondering how you can just plug a microcontroller into a keyboard and have it work. The truth is, it doesn’t without extra hardware. Both the keyboard and ESP32-S3 need power. The simplest fix is a powered USB hub: it can be battery-powered for a truly mobile setup, or use a wired 5V supply so you never have to charge batteries.
We love seeing a simple, affordable microcontroller extend the usefulness of gear you already have. Let us know in the comments about other hacks you’ve used to connect keyboards to devices never designed for them.
youtube.com/embed/dVUMYTfJw0s?…
Size (and Units) Really Do Matter
We miss the slide rule. It isn’t so much that we liked getting an inexact answer using a physical moving object. But to successfully use a slide rule, you need to be able to roughly estimate the order of magnitude of your result. The slide rule’s computation of 2.2 divided by 8 is the same as it is for 22/8 or 220/0.08. You have to interpret the answer based on your sense of where the true answer lies. If you’ve ever had some kid at a fast food place enter the wrong numbers into a register and then hand you a ridiculous amount of change, you know what we mean.
Recent press reports highlighted a paper from Nvidia that claimed a data center consuming a gigawatt of power could require half a million tons of copper. If you aren’t an expert on datacenter power distribution and copper, you could take that number at face value. But as [Adam Button] reports, you should probably be suspicious of this number. It is almost certainly a typo. We wouldn’t be surprised if you click on the link and find it fixed, but it caused a big news splash before anyone noticed.
Thought Process
Best estimates of the total copper on the entire planet are about 6.3 billion metric tons. We’ve actually only found a fraction of that and mined even less. Of the 700 million metric tons of copper we actually have in circulation, there is a demand for about 28 million tons a year (some of which is met with recycling, so even less new copper is produced annually).
Simple math tells us that a single data center could, in a year, consume 1.7% of the global copper output. While that could be true, it seems suspicious on its face.
Digging further in, you’ll find the paper mentions 200kg per megawatt. So a gigawatt should be 200,000kg, which is, actually, only 200 metric tons. That’s a far cry from 500,000 tons. We suspect they were rounding up from the 440,000 pounds in 200 metric tons to “up to a half a million pounds,” and then flipped pounds to tons.
Glass Houses
We get it. We are infamous for making typos. It is inevitable with any sort of writing at scale and on a tight schedule. After all, the Lincoln Memorial has a typo set in stone, and Webster’s dictionary misprinted an editor’s note that “D or d” could stand for density, and coined a new word: dord.
So we aren’t here to shame Nvidia. People in glass houses, and all that. But it is amazing that so much of the press took the numbers without any critical thinking about whether they made sense.
Innumeracy
We’ve noticed many people glaze over numbers and take them at face value. The same goes for charts. We once saw a chart that was basically a straight line except for one point, which was way out of line. No one bothered to ask for a long time. Finally, someone spoke up and asked. Turns out it was a major issue, but no one wanted to be the one to ask “the dumb question.”
You don’t have to look far to find examples of innumeracy: a phrase coined by [Douglas Hofstadter] and made famous by [John Allen Paulos]. One of our favorites is when a hamburger chain rolled out a “1/3 pound hamburger,” which flopped because customers thought that since three is less than four, they were getting more meat with a “1/4 pound hamburger” at the competitor’s restaurant.
This is all part of the same issue. If you are an electronics or computer person, you probably have a good command of math. You may just not realize how much better your math is than the average person’s.
Gimli Glider
“Air Canada 143 after landing” from the FAA
Even so, people who should know better still make mistakes with units and scale. NASA has had at least one famous case of unit issues losing an unmanned probe. In another famous incident, an Air Canada flight ran out of fuel in 1983. Why?
The plane’s fuel sensors were inoperative, so the ground crew manually checked the fuel load with a dipstick. The dipstick read in centimeters. The navigation computer expected fuel to be in kg. Unfortunately, the fuel’s datasheet posted density in pounds/liter. This incorrect conversion happened twice.
Unsurprisingly, the plane was out of fuel and had to glide to an emergency landing on a racetrack that had once been a Royal Canadian Air Force training base. Luckily, Captain Pearson was an experienced glider pilot. With reduced control and few instruments, the Captain brought the 767 down as if it were a huge glider with 61 people onboard. Although the landing gear collapsed and caused some damage, no one on the plane or the ground were seriously hurt.
What’s the Answer?
Sadly, math answers are much easier to get than social answers. Kids routinely complain that they’ll never need math once they leave school. (OK, not kids like we were, but normal kids.) But we all know that is simply not true. Even if your job doesn’t directly involve math, understanding your own finances, making decisions about purchases, or even evaluating political positions often requires that you can see through math nonsense, both intentional and unintentional.
[Antoine de Saint-Exupéry] was a French author, and his 1948 book Citadelle has an interesting passage that may hold part of the answer. If you translate the French directly, it is a bit wordy, but the quote is commonly paraphrased: “If you want to build a ship, don’t herd people together to collect wood and don’t assign them tasks and work, but rather teach them to long for the endless immensity of the sea.”
We learned math because we understood it was the key to building radios, or rockets, or computer games, or whatever it was that you longed to build. We need to teach kids math in a way that makes them anxious to learn the math that will enable their dreams.
How do we do that? We don’t know. Great teachers help. Inspiring technology like moon landings helps. What do you think? Tell us in the comments. Now with 285% more comment goodness. Honest.
We still think slide rules made you better at math. Just like not having GPS made you better at navigation.
The Defunct Scooter Company, and the Default Key
Äike were an Estonian scooter company, which sadly went bust last year. [Rasmus Moorats] has one, and since the app and cloud service the scooter depends on have lost functionality, he decided to reverse engineer it. Along the way he achieved his goal, but found a vulnerability that unlocks all Äike scooters.
The write-up is a tale of app and Bluetooth reverse engineering, ending with the startling revelation of a hardcoded key that’s simply “ffffffffffffffff”. From that he can unlock and interact with any Äike scooter, except for a subset that were used as hire scooters and didn’t have Bluetooth. Perhaps of more legitimate use is the reverse engineering of the scooter functionality.
What do you do when you find a vulnerability in a product whose manufacturer has gone? He reported to the vendor of the IoT module inside the scooter, who responded that the key was a default value that should have been changed by the Äike developers. Good luck, should you own one of these machines.
Meanwhile, scooter hacking is very much a thing for other manufacturers too.
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Embedded TPM: Watch Out!
Today’s PCs are locked up with Trusted Platform Module (TPM) devices so much so that modern Windows versions insist on having a recent TPM to even install. These have become so prevalent that even larger embedded boards now have TPM and, of course, if you are repurposing consumer hardware, you’ll have to deal with it, too. [Sigma Star] has just the primer for you. It explains what TPM does, how it applies to embedded devices, and where the pitfalls are.
The TPM is sometimes a chip or sometimes secure firmware that is difficult to tamper with. They provide secret storage and can store boot signatures to detect if something has changed how a computer starts up. The TPM can also “sign off” that the system configuration is the same to a remote entity. This allows, for example, a network to prevent a hacked or rogue computer from communicating with other computers.
Embedded systems, usually, aren’t like PCs. A weather station at a remote location may have strangers poking at it without anyone noticing. Also, that remote computer might be expected to be working for many more years than a typical laptop or desktop computer.
This leads to a variety of security concerns that TPM 2.0 attempts to mitigate. For example, it is unreasonable to think a typical attacker might connect a logic analyzer to your PC, but for an embedded system, it is easier to imagine. There is a session-based encryption to protect against someone simply snooping traffic off the communication bus. According to the post, not all implementations use this encryption, however.
Motherboard has a slot for TPM, but no board? We’ve seen people build their own TPM boards.
Title image by [Raimond Spekking] CC BY-SA-4.0
Joe Vinegar reshared this.
DOJ’s ridiculous attempt to prosecute Don Lemon fails
Dear Friend of Press Freedom,
Recently unsealed documents further demonstrate that Rümeysa Öztürk has been facing deportation for 304 days solely for co-writing an op-ed the government didn’t like, despite officials being fully aware that she has no known ties to antisemitism or terrorism. Meanwhile, journalist Ya’akub Vijandre remains locked up by Immigration and Customs Enforcement over social media posts about issues he reported on. Read on for more of the week’s press freedom stories, including some much-needed good news.
DOJ fails in ridiculous attempt to prosecute Don Lemon
On Jan. 22, a federal court shut down the administration’s outrageous effort to charge journalist Don Lemon for simply reporting on an anti-ICE protest at a Minneapolis, Minnesota, church. The complaint and supporting affidavit against Lemon and his co-defendants show why. (Lemon’s name is redacted, but the complaint’s description matches the content of his livestream.)
Officials apparently sought to charge Lemon under a federal law banning intentionally obstructing or interfering with places of religious worship. That’s not what he did — his only intention was to document a newsworthy event. They also tried charging him under an equally inapplicable federal conspiracy law. The administration appears to rely on three not-so “smoking guns”: That Lemon livestreamed the protest, that he assured sources he would maintain confidences, and that he approached the pastor and asked him questions. Attorney General Pam Bondi was reportedly “enraged” that a judge did not believe this routine journalistic conduct was criminal.
Now, the government says it’s still exploring other ways to prosecute him. As Freedom of the Press Foundation (FPF) Chief of Advocacy Seth Stern told The Advocate, these attacks are “the latest example of the administration coming up with far-fetched ‘gotcha’ legal theories to send a message to journalists to tread cautiously because the government is looking for any way to target them.”
Judge halts search of records seized from Washington Post reporter
A judge on Jan. 21 temporarily blocked the government from searching data it seized during the outrageous raid on Washington Post reporter Hannah Natanson’s home earlier in the month.
Stern said in a statement that the raid “wasn’t about any criminal investigation, and certainly wasn’t about national security. It was a fishing expedition intended to intimidate and retaliate against a journalist who had managed to cultivate sources all over the government.” He called for the judge to permanently bar the government from snooping into Natanson’s newsgathering. Even if her devices aren’t searched, she needs them back to be able to do her job.
Supreme Court could greenlight tracking reporters’ locations
The Natanson raid reignited discussions about how reporters can protect confidential sources and sensitive information, with some suggesting a return to old-school in-person meetings.
But if the Supreme Court gets it wrong in a new case, Chatrie v. United States, those won’t be safe from surveillance either. FPF Senior Adviser Caitlin Vogus explains why a ruling that the Fourth Amendment’s warrant requirement does not apply to the use of “geofences” to obtain location data could greenlight mass surveillance on an enormous scale, posing a direct threat to journalists and their sources.
Rep. Luna’s stunning First Amendment hypocrisy
Rep. Anna Paulina Luna is leading the charge to subpoena journalist Seth Harp and have him prosecuted for posting the name of a Delta Force commander involved in the abduction of Venezuelan President Nicolás Maduro.
She claims Harp’s reporting violated the Espionage Act (among other completely inapplicable laws). But just a couple of years ago, Luna co-sponsored a resolution calling on the Biden administration to drop charges against WikiLeaks founder Julian Assange. The resolution rightly proclaimed that journalists have a First Amendment right to publish classified information.
Vogus wrote about Luna’s astounding hypocrisy and the need to reform the Espionage Act for Luna’s local paper, the Tampa Bay Times.
FCC’s latest attack on late-night may preview new anti-press strategy
With raids and subpoenas dominating press freedom news so far in 2026, last year’s censorship supervillain, Federal Communications Commission Chair Brendan Carr, has been flying under the radar. He must have gotten jealous, because he’s back.
In an administration full of bootlickers, Carr stands out with pitiful displays of fealty, like his Donald Trump lapel pin. He’s the last person you want deciding which news broadcasts are sufficiently “bona fide” to qualify for editorial independence. And yet, as Vogus explains, a new FCC guidance could position him to attempt just that.
What we're reading
Israel kills 3 journalists in Gaza, including CBS News contributor
The Washington Post
Three more journalists, including one who worked for both AFP and CBS, have been added to the devastating tally of the dead, despite the so-called ceasefire. Clearly, Israel and the United States don’t care about the deaths of journalists, or any civilians, in Gaza, but reporters and news organizations must speak out and demand accountability. That includes you, CBS.
ICE escalates war on civilian accountability
Salon
ICE frequently cites broad laws and loose concepts to intimidate those who record them. But as Stern explained, “It is not stalking to follow a law enforcement officer to document what they’re up to — that’s constitutionally protected conduct.”
Hours after ABC News ran a story about a Minnesota toy store, ICE agents arrived at their door
The Seattle Times
Speaking of intimidation: ICE doesn’t want people criticizing them to reporters either, apparently. Scare tactics meant to silence sources are straight out of the authoritarian playbook.
Judge removes Las Vegas Review-Journal staff from courtroom
Las Vegas Review-Journal
A judge can’t order journalists not to publish information disclosed in public court records and open court. Judge Jessica Peterson either doesn’t understand the First Amendment or doesn’t care.
James Jay Cakes ⛷️ reshared this.
Gefährliche Abhängigkeiten: EU-Parlament macht Vorschläge für mehr digitale Souveränität
Piratenpartij bij protest voor ‘democratische waarden’ en tegen mensenrechtenschendingen door ICE
Wij organiseerden samen met andere activisten dit protest tegen de mensenrechtenschendingen door ICE. De NAVO zegt democratische waarden te verdedigen, dus spreken wij ons als onderdeel van de democratie uit tegen de schendingen van deze democratische woorden door de VS. Trump is not our Daddy. Pers was aanwezig om verslag te doen. Hieronder zie je […]
Het bericht Piratenpartij bij protest voor ‘democratische waarden’ en tegen mensenrechtenschendingen door ICE verscheen eerst op Piratenpartij.