in reply to Francesco Punzo

@FrancescoPunzo la moderazione la facciamo su ogni contenuto che viola i termini di servizio, ma su due tipi di contenuti siamo estremamente severi: messaggi molesti e fake news.

Nello specifico @DavidPuente non ha pubblicato notizie non verificate. D'altra parte Lei ha ribattuto con contenuti che non smentiscono le sue affermazioni e che comunque non sono attinenti.

Questo tipo di discussioni non porta a nulla se non a un'esasperazione dei toni.

Mi permetto di dare qualche consiglio
./.

in reply to informapirata ⁂

./.
. se un contenuto stimola una risposta stizzita, prima di rispondere bisogna leggerlo bene, possibilmente dopo qualche minuto dalla prima lettura
- se una discussione va avanti troppo a lungo con toni troppo accesi, forse è inutile continuarla
- mastodon offre funzioni di blocco e di silenziamento per gli utenti che non ci piacciono
- meglio non dare risposte sarcastiche ("e i marò?"), ma ancora meglio non molestare l'interlocutore ripetendo la stessa domanda

@FrancescoPunzo @DavidPuente

in reply to Francesco Punzo

@FrancescoPunzo Ai fini del presente Statuto, per crimine di genocidio s’intende uno qualsiasi dei seguenti atti commessi nell’intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, e precisamente:

a)
uccidere membri del gruppo;
b)
cagionare gravi lesioni all’integrità fisica o psichica di persone appartenenti al gruppo;
(Segue,non mi fa inviare lo screenshot)

in reply to Andrea

@FrancescoPunzo c)sottoporre deliberatamente persone appartenenti al gruppo a condizioni di vita tali da comportare la distruzione fisica, totale o parziale, del gruppo stesso;d)imporre misure volte ad impedire le nascite in seno al gruppo;e)trasferire con la forza bambini appartenenti al gruppo ad un gruppo diverso.

In base a cosa le sembra che questi elementi si configurano nella condotta posta in essere dalle forze armate ucraine dal 2014 al 2022? Prego

in reply to Andrea

@FrancescoPunzo Fonte:Statuto della Corte Penale Internazionale. Che riflette la definizione già contenuta nella Convenzione internazionale sulla repressione del crimine internazionale di genocidio. A sua volta esemplata ai contenuti delle declamatatorie offerte dai giudici del tribunale internazionale di Norimberga e di Tokyo nel '46.

Lei ha una definizione diversa di genocidio? Citofoni all'Aja

in reply to Francesco Punzo

@FrancescoPunzo Quale deportazione? Quella russa verso la Siberia? Perchè sfollato è una cosa,deportato è un'altra,e le assicuro che a qualsiasi studente di legge al primo anno sentendo le sue parole si metterebbe a sorridere.

Cosa ha prodotto amnesty international in ordine al da lei postulato crimine di genocidio? Mi pareva che in ordine a quello lei citasse il famoso rapporto OSCE del 2018. O sta facendo un bel mischione giusto per dare l'impressione di aver ragione?

in reply to Andrea

@Andree_98 Si possono avere pareri diversi, ma le chiedo di rispettare il suo interlocutore. Lei mi ha offeso, su temi estranei alla disputa, relativi alla mia vita professionale, in maniera grave e reiterata. Io ci metto la faccia, con nome e cognome, lei no, ed è una situazione chiaramente sbilanciata. Mi auguro che lei ammetta di aver esagerato, chiedendo scusa, e permetta anche a me di conoscere il mio interlocutore, senza trincerarsi dietro l'anonimato.
in reply to Francesco Punzo

@FrancescoPunzo mi perdoni, ma in Donbass erano operative due missioni OSCE (organizzazione di cui faceva parte anche la Russia fino alle prime fasi del conflitto attuale), che non ha mai certificato nessun genocidio. I purtroppo 14k morti erano concentrati nelle prime fasi del conflitto del 2008. Ci sono stati episodi riprovevoli ucraini, ma la maggior parte delle provocazioni furono da parte filo-russa. aspeniaonline.it/amp/gli-osser…
in reply to David Puente

@onavis il problema sono le fonti. Aspen Insitute è sicuramente una fonte di parte. I rapporti OSCE riportano (tra la prima e la seconda missione) le numerose e reciproche violazioni del diritto. Non negano nessun genocidio non entrando mai nel merito nei documenti ufficiali. Negare che in tutta l'Ucraina (e in particolare nelle "conflituali") regioni orientali, ci fosse una situazione di reciproca caccia all'uomo, è palesemente non rispondente alla realtà.
in reply to David Puente

@onavis l'articolo è scritto su un giornale di cui lei è vicedirettore. L'ho letto, e qui si vede la sua scarsa attenzione al testo, altrimenti non avrei potuto affermare che si fa riferimento a delle fonti OSCE, distorcendone il contenuto.
Ne risponde il direttore responsabile. Ma non stiamo parlando di diritto, quanto di etica professionale.
in reply to Francesco Punzo

@onavis amnesty.it/ucraina-e-massacro-…
in reply to David Puente

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@onavis le avevo postato il link, abbia meno presupponenza, non è il caso, non se la può permettere.
Le agevolo screenshot, più facile accedere e comprendere.

amnesty.it/ucraina-e-massacro-…

in reply to Flâneur en la vie

@flaneur Dimmi,secondo il tuo ragionamento,è corretto definire l'eccidio di Sant'Anna di Stazzema un genocidio (implicando i tedeschi volevano eradicare l'etnia italiana)? O l'eccidio delle Foibe in Dalmazia e Istria? O i massacri dei russi del sud Europa (serbi) in Kosovo? In quest'ultimo caso il dibattito tra giuristi è acceso, eppure ci furono tantissimi episodi (non una manciata) di pulizie etniche e si sa fossero sistematicamente ordinati da Miloševič contro kosovari albanesi
in reply to Andrea

@flaneur Quindi, siccome persino in un caso talmente evidente di massacro su base etnica su larga scala con tanto di prove di ordito superiore del governo serbo e dei quadri della polizia serba si fatica a ricondurre l'accaduto, terribile accaduto,alla categoria del genocidio (che è molto specifica); siccome si fa fatica a ricondurre ad essa i massacri,le deportazioni e le cancellazioni di cultura locale ora in corso in Ucraina da parte dei fascisti russi
in reply to Andrea

@flaneur Ecco, per queste dianzi esaminate ragioni mi sembra francamente difficile definire,con tale sicumera, genocidio, i deprecabili casi di torture e esecuzioni da parte di taluni reparti di estremisti nazionalisti ucraini (Pravi Sektor, Azov) dal 2015 al 2019, anche volendo prendere per oro colato il rapporto che,a onor di cronaca, se si guarda ha principalmente fonti russe (che è parte in conflitto, ma facciamo finta di non notarlo perchè conosciamo Azov).
in reply to Andrea Mariuzzo

la maggior parte di coloro che elogiano la #meritocrazia ignora la vera origine di questo termine...
Questo è incredibile: è come se un'azienda alimentare vegana investisse tutto il proprio brand marketing sul lancio di una linea di prodotti denominata #Soylent, perché tutto sommato ricorda un cibo fantascientifico e sostenibile...

en.wikipedia.org/wiki/The_Rise…

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#16novembre
@haller sotto al mio post su #Rodman per #commodorevic20 parlava del gioco Snake e mi ha fatto venire in mente Nibbler, un gioco sviluppato nel 2019 sempre per il #vic20 con dei quadri fighissimi e che cambiano colore man mano che si passa avanti di livello.
Mi ci sono messa a giocare ora (da #nerd quale sono 😂), super consigliato!!! 👾
#retro #retrogaming #retrogames #gaming #videogames #commodore

E LO SCRITTORE INCONTRO' DIO, PRIMA PARTE: vita e visioni dello scrittore Philip Dick, un uomo che visse in più di una realtà


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in reply to Informa Pirata

Aspetto la seconda parte.

Philip Dick è stato un grande, anche se non tutto era sempre scorrevole (magari in qualche caso c'è stato pure lo zampino del traduttore, che non l'ho letto in lingua). Di sicuro avanti, ai suoi tempi, oggi è più difficile capirne la genialità.

D'altronde, per dire, parlando di uno tra i più noti dei suoi capolavori,
::: spoiler spoiler
il 1992 per lui era il futuro
:::
, per noi un passato molto diverso e, sempre per dire,
::: spoiler spoiler
quegli androidi oggi sembrano un po' ingenui - perché dovrebbero torturare un ragno? Ma anche il protagonista: come fa ad essere tanto legato a una pecora e poi pensare che un rospo sia un buon sostituto?
:::
Certo, sono solo dettagli in una trama al tempo stesso semplice eppure molto complicata (che solo non confondersi coi vari personaggi non è poi così semplice o, almeno, ricordo [vagamente, che son passati un po' di anni], che un paio di volte ero tornato indietro per controllare chi fosse chi), però sono dettagli che un po' stonano (e non sono gli unici,
::: spoiler spoiler
tra tentativi di seduzione pensando in realtà di uccidere e poi rimanendo apparentemente vittime della seduzione stessa, o consigli di fare sesso con androidi per poi scoprire che l'unico che non lo ha fatto è proprio quello che lo consiglia - molto azzeccato, ma anche un po' sbilanciante: che c'entra la realtà con la fantascienza? 😁 ).
:::

Insomma son curioso di vedere se nella parte due qualcuno di questi temi viene discusso.

Questa voce è stata modificata (3 anni fa)
in reply to David Puente

qui ci sono almeno tre colpevoli 1 Enrico Montesano che con questo inspiegabile (per i sani di mente) harakiri mette fine alla sua carriera. 2 Gabriella Carlucci conferma la sua sete di audience invita personaggi “discutibili” per creare Hype. 3 La Rai:Il capo struttura dorme e in una settimana nessuno evita quello che in pochi secondi scopre la Lucarelli.
Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Meta-discorso su mastodon
Un difetto che ho trovato a mastodon, per ora: tra le mie cose preferite su twitter c'erano un sacco di bot (che postavano citazioni di autori, pezzi di poesie, animaletti in situazioni buffe, quadri sconosciuti, cose così) e qui mi sembra che sia molto più difficile che bot simili crescano perché un sacco di istanze li bloccano in toto - sbaglio?

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in reply to informapirata ⁂

Meta-discorso su mastodon
@informapirata @zinricky (giuro che non rompo più 😊 )
Ok 🙂
Imposto la cancellazione automatica con le 2 settimane di conservazione.
Mi rimane il dubbio circa i possibili thread monchi/mutilati.
Ad esempio tra un mese di questo thread (che mi salvo sul segnalibri come tutte le discussioni interessanti e/o con consigli) cosa rimane ?
Vediamo 🙂
Al massimo accrocco qualcosa come @threadreaderapp@twitter.com per salvarlo e condividerlo.
Grazie !!! 🙂

informapirata ⁂ reshared this.

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Pillole di chiarezza: è fondata la frase di Piantedosi “non accettiamo lezioni su diritti umani”, mentre procedeva a sbarchi basati su età, sesso ecc.?

Gli sbarchi selettivi violano, oltre a convenzioni internazionali, l’art. 3 della Costituzione, che vieta discriminazioni per età, sesso ecc..

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Scossone nel mondo CRIPTO, Ftx avvia la bancarotta assistita

"Criptovalute nella tempesta. Fallisce #FTX e crolla il castello di carte. Una realtà parallela alla finanza, ma che finanza non è."

(commento di Carlo Paolo Festa)

#FTX

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in reply to informapirata ⁂

Chissà. Il problema è che questa tecnologia è stata messa a punto ed è oggi mantenuta da gente che aderisce a certe ideologie politico-economiche. Gente che vuole liberi mercati non regolamentati, e non boh la ridistribuzione della ricchezza. Secondo me, non è neanche una questione di avere ideologie "di sinistra": se vuoi un'economia decentralizzata, non puoi permettere l'accumulo eccessivo. Altrimenti mi sembra tutto fine a sé stesso, una brutta copia del sistema che già abbiamo

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in reply to Jun Bird

Mi rendo conto che le crittovalute, anche allo stato attuale, possono avere dei casi d'uso importanti. Forniscono un canale di pagamenti a chi magari non ne ha. o a chi magari sarebbe messo a rischio usando intermediari tradizionali. Infatti, non penso che la tecnologia sparirà mai del tutto. D'altro canto, quei casi d'uso sono resi di più difficile applicazione se allo stesso tempo c'è gente che specula o comunque esegue manovre finanziarie rischiose con questi strumenti.

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to anvaccar

Benvenuto. Puoi cominciare da qui per quanto riguarda LS (sono cinque numeri): warp.livellosegreto.it/ .
Poi c'è questo: mastodon.link/
Infine degli articoli di @informapirata :
informapirata.it/2022/04/29/gu…
informapirata.it/2022/03/22/fe…

informapirata ⁂ reshared this.

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Nel mondo del software libero si è verificato qualcosa che non era mai successo prima: un software open source, ossia Mastodon, è diventato all'improvviso un caso mediatico, ma a ben vedere è avvenuto qualcosa di ancora più importante.

Mastodon infatti è divenuta la bandiera di una flotta eterogenea fatta da transatlantici o piccoli battelli a motore che si è prestata a portare soccorso a centinaia di migliaia di "profughi" di Twitter.

./.

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in reply to macfranc

@mcp allora, inizio con la pars destruens.. 😅
Sono andato a vedere come funziona qoto.org e si tratta di un mastodon fortemente modificato. Questo è un problema, perché le dipendenze sono tantissime (cfr qoto.org/@freemo/1051088305479… )

Un altro problema è dovuto al fatto che questi sistemi personalizzatissimi devono essere aggiornati con molta attenzione, altrimenti tutto smette di funzionare. Non è un caso che la versione di qoto è ancora la 3.2.1 e questo non è il massimo per gli utenti

(continua)

in reply to macfranc

@mcp ora la pars construens.

Già ci sono sistemi del fediverso che permettono di creare delle cerchie: uno, molto stabile è Friendica (poliverso.org), che nacque riproponendo proprio le cerchie di G+ e che offre più funzionalità rispetto a tutti gli altri software del fediverso.

Un altro è Bonfire, in una release alfa, ma molto promettente (a breve rilasceremo una istanza dedicata alla privacy).

PS: mastodon sta lavorando ai "Gruppi", ma con priorità bassa github.com/mastodon/mastodon/i…

Eritrea, Qual è il Prossimo Passo nella guerra in Tigray?


La presenza meditativa e calcolatrice del presidente Isaias incombe sull’attuale accordo di pace tra il governo etiope e il Tigray. Già nel 2018 è stato…
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La presenza meditativa e calcolatrice del presidente Isaias incombe sull’attuale accordo di pace tra il governo etiope e il Tigray. Già nel 2018 è stato la forza trainante nel tracciare la guerra in Tigray, ma cosa sta pianificando adesso?

Certo, nessuno può esserne certo, ma possiamo leggere i segni.

Tanto per cominciare, ci sono notizie credibili secondo cui le forze eritree sono ancora all’offensiva nel Tigray.

L’ex presidente della Mekelle University ha twittato proprio ieri:

Le forze eritree sono impegnate in una massiccia campagna di saccheggio, uccisione e distruzione, inclusa la distruzione di terreni coltivati ​​e l’incendio di erbe accatastate in molte aree del Tigray. Ciò sta accadendo dopo che una settimana a Pretoria è stata firmata una cessazione permanente delle ostilità


Come ha affermato questa mattina il rispettato analista Rashid Abdi :

L’Eritrea non si oppone a Pretoria. Ha aiutato a progettarlo. Abiy non avrebbe stipulato un patto con il Tigray senza il consenso di Afewerki. Abbiamo esagerato con il ruolo di spoiler dell’Eritrea. Asmara è il vincitore strategico del Tigray. Ha eviscerato il TPLF, diventando lo stato profondo dell’Etiopia.


Che presa ha Isaias su Abiy?


Per affermare l’ovvio: è altamente improbabile che il Tigray avrebbe lottato così duramente per resistere alle ripetute offensive che ha subìto se solo avesse affrontato le truppe etiopi. Ma i Tigrini stavano combattendo le forze di tre nazioni (Etiopia, Eritrea e Somalia) così come la milizia di diverse regioni etiopi.

Questa è stata un’operazione che Abiy e Isaias hanno iniziato a pianificare già nel 2018, dopo che Abiy è volato ad Asmara e le due nazioni si sono riconciliate. Questa è stata seguita da una serie di incontri e discussioni, culminate in visite dei due leader alle rispettive basi militari più importanti, il tutto prima dello scoppio della guerra del novembre 2020 con il Tigray.

Quindi Abiy ha un enorme debito con Isaias, ma questo va ben oltre la gratitudine.

Il presidente Isaias ha alcune carte chiave nella manica. Il più importante è il numero di truppe etiopiche attualmente all’interno dell’Eritrea. Poco prima dell’inizio dell’ultimo round di combattimenti, il 24 agosto 2022, ci sono state segnalazioni di trasferimenti su larga scala di forze etiopi in Eritrea. Hanno continuato a combattere al fianco degli eritrei mentre attaccavano lungo il confine settentrionale del Tigray e verso ovest da Shire.

Dagli alleati agli ostaggi


La domanda ora è: che ne sarà delle forze etiopi all’interno dell’Eritrea?

Per vedere cosa potrebbe svilupparsi, dobbiamo guardare al destino dei 5.000 soldati somali inviati in Eritrea per “addestramento”, solo per essere coinvolti nella guerra nel Tigray.

Nel luglio di quest’anno il neoeletto presidente della Somalia, Hassan Sheikh Mohamud, ha visitato Asmara. Andò persino a vedere i suoi stessi soldati.

Nonostante i suoi migliori sforzi, il presidente Hassan Sheikh non è stato in grado di ottenere la loro libertà. Erano diventati ostaggi, pedine nel gioco a lungo termine del presidente Isaias. Il leader somalo dovrebbe volare di nuovo in Eritrea la prossima settimana per cercare di farli rilasciare ancora una volta.


Quale sarà il destino degli etiopi in Eritrea?


Non possiamo esserne certi, ma c’è una goccia nel vento.

Si sostiene che a circa 300 autisti etiopi, che avrebbero dovuto trasportare le truppe etiopi a casa, è stato detto di andarsene, ma sono stati costretti ad abbandonare i loro autobus all’interno dell’Eritrea. Alcuni sono stati fermati a Tessenei, mentre trasportavano truppe etiopiche e soldati feriti a Gondar.

Questo suggerisce che le forze etiopi subiranno la stessa sorte ai somali – intrappolati come ostaggi all’interno dell’Eritrea – per assicurarsi che il primo ministro Abiy faccia ciò che il presidente Isaias vuole da lui? Solo il tempo lo dirà.


FONTE: eritreahub.org/what-is-eritrea…


tommasin.org/blog/2022-11-10/e…

Cybersecurity: EU bans anonymous Internet sites


The EU Parliament today approved the directive to increase cyber security (“NIS 2”) by a large majority. According to it, the registration of internet domain names shall … https://www.patrick-breyer.de/wp-content/uploads/2022/11/A-9-2021-0313-AM-281-281_

The EU Parliament today approved the directive to increase cyber security (“NIS 2”) by a large majority. According to it, the registration of internet domain names shall in the future require the correct identification of the owner in the Whois database (Article 28). The obligation to register the identity explicitly also applies to “privacy” and “proxy” registration services and resellers (Article 6). Public authorities and private individuals wil have access in case of “legitimate interest”. “Whois privacy” services for proxy registration of domains thus become illegal, threatening the safety of activists and whistleblowers.

Pirate Party Member of the European Parliament Patrick Breyer, shadow rapporteur in the opinion-giving Civil Liberties Committee, explains:

“If the operators of leak sites like Wikileaks were to be listed by name in the future, they risk long prison sentences for publishing US war crimes, just like Julian Assange. The Catalonian independence referendum also had to be organised via anonymously registered websites because of the threat of imprisonment in Spain.

This government-dictated identification requirement is unique in the world and breaks with international principles of internet governance. It will be gratefully adopted by regimes in Russia, Iran, China etc. and will have dire consequences for courageous human rights and democracy activists.

Mandatory identification endangers website operators because only online anonymity effectively protects against data theft and loss, stalking and identity theft, doxxing and ‘death lists’. The right to anonymity online is particularly indispensable for women, children, minorities and vulnerable persons, victims of abuse and stalking, for example. Whistleblowers and press informants, political activists and people in need of counselling, fall silent without the protection of anonymity. Only anonymity prevents the persecution and discrimination of courageous people in need of help and ensures the free exchange of sometimes vital information.

We Pirates fully support the parts of the directive that will increase network security. But making identification mandatory for domain holders has nothing to do with network security.”

Breyer’s group had requested a separate vote on the identification requirement, but this was rejected by the parliamentary majority.

The Directive will still need to be implemented by the EU member states.

Annex: Article 28

Article 28 Database of domain name registration data

  • For the purpose of contributing to the security, stability and resilience of the DNS, Member States shall require TLD name registries and entities providing domain name registration services to collect and maintain accurate and complete domain name registration data in a dedicated database with due diligence in accordance with Union data protection law as regards data which are personal data.
  • For the purposes of paragraph 1, Member States shall require the database of domain name registration data to contain the necessary information to identify and contact the holders of the domain names and the points of contact administering the domain names under the TLDs. Such information shall include:
    • (a) the domain name;
    • (b) the date of registration;
    • (c) the registrant’s name, contact email address and telephone number;
    • (d) the contact email address and telephone number of the point of contact administering the domain name in the event that they are different from those of the registrant.
  • Member States shall require the TLD name registries and the entities providing domain name registration services to have policies and procedures, including verification procedures, in place to ensure that the databases referred to in paragraph 1 include accurate and complete information. Member States shall require such policies and procedures to be made publicly available.
  • Member States shall require the TLD name registries and the entities providing domain name registration services to make publicly available, without undue delay after the registration of a domain name, the domain name registration data which are not personal data.
  • Member States shall require the TLD name registries and the entities providing domain name registration services to provide access to specific domain name registration data upon lawful and duly substantiated requests by legitimate access seekers, in accordance with Union data protection law. Member States shall require the TLD name registries and the entities providing domain name registration services to reply without undue delay and in any event within 72 hours of receipt of any requests for access. Member States shall require policies and procedures with regard to the disclosure of such data to be made publicly available.
  • Compliance with the obligations laid down in paragraphs 1 to 5 shall not result in a duplication of collecting domain name registration data. To that end, Member States shall require TLD name registries and entities providing domain name registration services to cooperate with each other.

patrick-breyer.de/en/cybersecu…

Etiopia, Chi può Fidarsi dell’Accordo di Pace?


Mentre molti hanno celebrato l’accordo di cessate il fuoco, alcuni importanti gruppi tigrini lo vedono come una resa. Dopo due anni di guerra devastante, il…
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Mentre molti hanno celebrato l’accordo di cessate il fuoco, alcuni importanti gruppi tigrini lo vedono come una resa.

Dopo due anni di guerra devastante, il 2 novembre il governo federale etiope e il Fronte di liberazione del popolo del Tigray (TPLF) hanno firmato uno storico accordo di cessate il fuoco. L’accordo, firmato a Pretoria a seguito di colloqui mediati dall’Unione Africana, è sorprendentemente completo.

Secondo i suoi termini, il TPLF accetterà un ritorno al precedente ordine costituzionale, inclusa l’autorità federale nel Tigray. Una nuova amministrazione provvisoria governerà la regione fino alle elezioni. E il TPLF disarmerà completamente entro 30 giorni, riconoscendo che l’Etiopia ha “una sola forza di difesa”.
L'accordo di pace fa sperare che due anni di guerra devastante nella regione del Tigray in Etiopia potrebbero volgere al termine, ma le vere sfide si trovano davanti. Credito: Rod Waddington.L’accordo di pace fa sperare che due anni di guerra devastante nella regione del Tigray in Etiopia potrebbero volgere al termine, ma le vere sfide si trovano davanti. Credito: Rod Waddington.
In cambio, il governo federale ha accettato di migliorare la rappresentanza del Tigray nelle istituzioni federali, compreso il parlamento. Accelererà gli aiuti umanitari nella regione, dove oltre 13 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare. Faciliterà il ritorno delle comunità sfollate. E ripristinerà i servizi essenziali, alcuni dei quali bloccati dallo scoppio del conflitto.

Entrambe le parti hanno anche convenuto di porre fine alla “propaganda ostile, retorica e incitamento all’odio” e di stabilire una nuova “politica di giustizia di transizione” per garantire responsabilità, risarcimento per le vittime e riconciliazione.

Reazioni miste


I leader regionali e internazionali hanno ampiamente elogiato l’accordo, con il principale mediatore dell’UA Olusegun Obasanjo che lo ha definito “l’inizio di una nuova alba per l’Etiopia”. Il governo federale è stato altrettanto positivo, con il primo ministro Abiy Ahmed che ha detto a folle esultanti che l’Etiopia aveva ottenuto “il 100%” di ciò che voleva.

Alcuni gruppi, tuttavia, sono stati meno soddisfatti. Diversi gruppi dominanti del Tigrino hanno risposto con incredulità e negazione, vedendo l’accordo come una resa. La Global Society of Tigrayan Scholars & Professionals (GSTS), ad esempio, ha affermato che l’esercito etiope non può garantire la sicurezza e ha respinto il disarmo delle forze di difesa del Tigray (TDF). La rete ha anche criticato l’accordo di cessate il fuoco per non aver invitato le forze dell’Eritrea a partire e ha lamentato la mancanza di una tempistica chiara per facilitare gli aiuti, ripristinare i servizi e rimpatriare gli sfollati.

Alcuni gruppi Amhara, anch’essi coinvolti in conflitti, sono stati altrettanto critici e delusi per non essere stati inclusi nei colloqui. La milizia fanese ha denunciato l’accordo di adesione all’attuale costituzione , che vede marginalizzare gli interessi di Amhara. Nel frattempo, un politico dell’opposizione National Movement of Amhara (NAMA) si è lamentato del fatto che l’accordo non riconosce la pretesa di Amhara su due aree – Welkait e Raya – che sono fortemente contese con il Tigray.

Sfide in arrivo


La combinazione di reazioni indica sia l’enorme potenziale che le sfide che l’Etiopia deve affrontare.

Da un lato, l’opportunità di una pace duratura creata dall’accordo di pace è stata difficile da immaginare per gran parte degli ultimi due anni. Dallo scoppio della guerra, centinaia di migliaia di persone sono state uccise e milioni di sfollati. Ci sono state accuse di crimini di guerra e uso della violenza sessuale come arma di guerra da entrambe le parti. La società etiope si è polarizzata in un aumento di pericolosa retorica. In questo contesto, qualsiasi accordo che possa porre fine alle ostilità è uno sviluppo positivo.

Inoltre, è rassicurante che i mediatori riconoscano che il duro lavoro deve ancora venire. Obasanjo ha sottolineato che “questo momento non è la fine del processo di pace, ma l’inizio di esso”. Uhuru Kenyatta, un altro dei mediatori, ha avvertito che “il diavolo sarà nell’attuazione”.

D’altra parte, molte delle critiche all’accordo di pace sono valide e indicano sfide difficili da affrontare. È vero che l’accordo manca di un calendario chiaro per la fornitura di aiuti umanitari disperatamente necessari e il ripristino dei servizi. Molti dei disaccordi più controversi e intrattabili – come le aree contese in cui sia Tigray che Amhara accusano l’altra parte di pulizia etnica – rimangono irrisolti, con l’accordo che dice solo che saranno risolti secondo la costituzione. E la promessa di disarmare i combattenti del TPLF entro 30 giorni sembra molto ambiziosa.

È difficile immaginare come i soldati del Tigray si sentiranno sicuri di deporre le armi quando si ritiene che i soldati eritrei, intervenuti a sostegno del governo federale, siano ancora presenti nella regione, ma non sono menzionati nell’accordo di pace. Allo stesso modo è difficile vedere come riposeranno la loro fiducia nell’esercito etiope, che è stato accusato di innumerevoli crimini di guerra contro le loro forze negli ultimi due anni, per essere il loro garante della sicurezza. L’accordo apre la strada alle forze federali per entrare nella capitale del Tigrino Mekelle e prendere il controllo di tutti gli aeroporti, autostrade e strutture federali. Inoltre, il disarmo e il reinserimento in genere richiedono mesi, se non anni.

In effetti, la fiducia sarà il fattore più difficile da ricostruire in futuro, a molti livelli. Per due anni, i funzionari etiopi – incluso il primo ministro Abiy – hanno parlato del TPLF e dei Tigray come di un cancro e di un’erbaccia. L’incitamento all’odio etnico ei crimini ispirati dall’odio sono aumentati vertiginosamente, con la società etiope sempre più divisa . Ed entrambe le parti hanno negato la colpevolezza nei diffusi crimini di guerra nonostante le prove.

In questo contesto, il reinserimento dei combattenti del TPLF nell’esercito nazionale e l’idea di riconciliazione e giustizia di transizione saranno lotte in salita. Così sarà anche la riconciliazione di altri conflitti correlati in Etiopia, come in Oromia, che non sono menzionati nell’accordo.

I cannoni non sono ancora taciuti nel Tigray. I firmatari dell’accordo, che lascia molto non detto, ne stanno ancora discutendo i dettagli e l’attuazione. Molto si basa sulla buona volontà dell’UA e di altri organismi internazionali per garantire che l’accordo sia rispettato. Ma qualsiasi passo anche solo provvisorio verso la pace dopo due anni strazianti è un passo nella giusta direzione.


Autore: Mohamed Kheir Omer, è un ricercatore e scrittore afro-norvegese con sede a Oslo, in Norvegia. È un ex membro del Fronte di Liberazione Eritreo (ELF).


FONTE: africanarguments.org/2022/11/w…


tommasin.org/blog/2022-11-10/e…

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Vorrei ricordare a tutti gli utenti di qualsiasi istanza mastodon di distinguere sempre con saggezza
1) contenuti sui quali non siete d'accordo, che per voi sono fastidiosi o di utenti che detestate
2) contenuti che possono creare un problema a tutta la comunità (frasi ostili, molestie, bullismo, contenuti disturbanti senza CW)

I primi sono un problema che ogni utente può risolvere con la funzione di blocco o di silenziamento, ma solo i secondi meritano una segnalazione ai moderatori

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Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale

informapirata ⁂

@accollo_mortale No, ma si tratta solo di un periodico promemoria: è importante distinguere la propria sensibilità da quella che possiamo (con un po' di esagerazione 😅) chiamare "pericolosità sociale" dei comportamenti e dei contenuti pubblicati da altri.

Se ti dà fastidio vedere qualcuno vestito male, magari quel qualcuno è colpevole di pessimo gusto, ma ti basta non guardarlo; ma se qualcuno veste con una felpa in cui c'è scritto "a morte gli ebrei", quello non è più un problema di buon gusto

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Io piuttosto desidero che Twitter poteva essere più accogliente invece di essere il posto tossico.

Sto male sia a starci che anche a non starci, sai? Perché ho la netta sensazione che prima o poi troveranno più scuse per criticare falsamente Mastodon, vedendo la gente tossica che spunta sulla istanza principale e più popolare...

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mastodon - Collegamento all'originale

[AF]2050

Avete capito bene. La gente è arrivata al punto che tutti possono rompere i coglioni su ogni, fotutta, cosa in esistenza.
I soldi sono potere, ma non tutti possono usarlo con saggezza, ma Musk è l'esempio primordiale di uno che può manipolare un'intera piattaforma.

Ed dopo decenni, quel momento è arrivato. è l'inizio di una guerra per un social migliore, una piattaforma che potrebbe salvare probabilmente una parte di Twitter, forse il più innocente.

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Libertà di stampa a rischio. Il caso Assange


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L'evento si è tenuto lunedì 7 novembre 2022, a partire dalle ore 19.00, presso la Sala della Rappresentanza del Palazzo della Regione di Trento. Sul palco assieme ai consiglieri del gruppo consiliare regionale del Movimento Cinque Stelle e organizzatori Alex Marini e Diego Nicolini, anche l’europarlamentare Sabrina Pignedoli e il direttore dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo Raffaele Crocco.

Interviene in videocollegamento la giornalista Stefania Maurizi, autrice del libro “Il potere segreto. Perché vogliono distruggere Julian Assange e WikiLeaks”.

Questa voce è stata modificata (2 anni fa)

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Devo imparare molto di questa galassia e questo articolo è davvero ricco di informazioni! 👍🏻

"GUIDA GALATTICA PER TWITTER-STOPPISTI FINITI SU MASTODON"
di @informapirata #42

informapirata.it/2022/04/29/gu…

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EU lawmakers and civil society call on Member States for a strong ban on biometric mass surveillance as the negotiations on the AI Act come to a close


Yesterday, several EU parliament negotiators on the AI Act from Socialists and Democrats, Greens/EFA, Renew and The Left groups gathered in the European Parliament to discuss how far the AI Act …
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Yesterday, several EU parliament negotiators on the AI Act from Socialists and Democrats, Greens/EFA, Renew and The Left groups gathered in the European Parliament to discuss how far the AI Act should go in banning Biometric Mass Surveillance in Europa. They were joined by 20 NGOs coming from all over the EU, representing a “Reclaim Your Face” coalition of 76 NGOs in favour of a strong ban.

The event, co-hosted by a cross-group coalition of 10 Members of the European Parliament, including co-Rapporteur Brando Benifei, ended with several commitments not to agree to an AI Act trilogue agreement which doesn’t include a ban on BMS. The speakers covered different areas which they argued ought to be in the scope of the ban: remote biometric recognition – whether for law enforcement or border control purposes – but also emotion and gender categorisation, polygraphs, behavioural analysis and crowd control. The impact of biometric mass surveillance on democracy, on fundamental rights such as the freedom of expression, and specific communities such as people on the move was highlighted. All speakers concurred about the need to ban the practise, and that this ban should take a strict and ambitious form.

The NGOs present were coming from Germany, France, Czechia, Serbia, Portugal, Greece, the Netherlands, Slovenia, Belgium, Italy and Croatia, on top of the umbrella organisation EDRi. They were accompanied by activists, artists and the association Football Supporters Europe. NGOs provided perspectives from their Member State regarding existing practices and technologies being deployed, and categorically called for a strong ban.

MEP Patrick Breyer, who moderated the event, said:

“We know of the chilling effect that monitoring anybody would have on our society. People who constantly feel watched cannot freely and courageously stand up for their rights and for a just society. This is not the diverse society I want to live in, and in which I want my child to grow up!”

Brando Benifei (S&D IMCO Rapporteur):

“In the Parliament, knowing that the Council has a very different stance, we need to be very comprehensive in the ban we propose, and include all the different aspects: public and private, ‘real time’ and ‘ex post’, etc. Today there are two different loopholes in the ‘ban’ proposed by the Commission: private spaces and ‘ex-post’ recognition are not covered, but there are also exceptions regarding some criminal investigations and prosecutions. We should – and I will do my best to – have a complete ban in the Parliament. We need to make a public case/debate of this, because people need to know what we are trying to defend against control and fake security pushed by the governments.”

Svenja Hahn (Renew IMCO shadow):

“This is a defining question of our society – what kind of society do we want to be. There is broad consensus in the EU that we do not want to go in the direction of authoritarian regimes such as China, Iran and Russia. We see that in these countries that AI is strategically used for repression, social scoring, human rights violations, against minorities, total surveillance… this is something that should be a red line for us, and I hear everyone saying that. But I see worrying things in Europe, such as governments using these technologies claiming to have good intentions, to do it for something they deem a qualified reason. But I think the line is very thin. Democracy cannot be taken for granted inside the EU. We currently have countries which are working against democratic principles inside the Union, and [AI and BMS] are powerful tools. We cannot take for granted that our democracies are forever there, and forever strong, and cannot be undermined.

I will not take it for granted that [the ban on BMS] will make it in the final legislation, because it is the Member States that want these tools, to be used for what they call ‘good causes’. We are working on the Parliament’s position, but what we really need now is pressure on Member States. [To NGOs:] we will need you help in the Member States to raise the public awareness. So far it is only Germany that is actually against it [in the Council] because it is in the government agreement.”

Birgit Sippel (S&D LIBE coordinator):

“We must demand a ban on the use of biometric surveillance systems. […] Our EU centralised information systems (SIS, VIS, Eurodac and others) are initially excluded from the scope of the AI Act, and this loophole in Article 83 should be deleted.

Many here say that [BMS] is not something we want for our future – but it is already happening. We cannot allow for further deploying AI systems to automate and normalise a culture of suspicion against persons. We will all fight so that the Parliament has a strong position on that. And let me be very clear: even if we could have systems without any error rates, we cannot accept them.”

An audio recording is available

The NGOs which gave presentations were, in order of appearance: European Digital Rights (EU, at 05:06), Chaos Computer Club (DE, at 11:14), Citizen D (SI, at 15:34), Bits of Freedom (NL, at 20:17), La Quadrature Du Net (FR, at 26:18).

The MEPs were, in order of appearance: Brando Benifei (33:18), Kim van Sparrentak (39:40), Svenja Hahn (43:00), Petar Vitanov (47:59), Sergey Lagodinsky (52:43), Karen Melchior (57:11), Birgit Sippel (1:00:50), Cornelia Ernst (read-out by Patrick Breyer, 1:05:36). The ECR LIBE shadow, MEP Rob Rooken, was in the audience and gave his support to an ambitious ban too (1:07:10).


patrick-breyer.de/en/eu-lawmak…

harpo_bzh reshared this.

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Quando ti sveglia il #terremoto e ti ricordi che sei al quinto piano di un palazzo costruito con tufo e merda

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informapirata ⁂

@ciccillo attnzione; il nesso tra il terremoto di oggi e le trivellazioni è stato escluso per una questione di profondità dell'epicentro. In generale, comunque, non sono mai stati dimostrati nessi causali tra trivellazioni e sismi. Le trivellazioni tuttavia possono aumntare gli effetti di un sisma, ma questo è un discorso diverso e riguarda la terraferma e non il mare

@seldon

ingvterremoti.com/2022/06/09/i…

Sabrina Web 📎 reshared this.

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Pillole di chiarezza.

Quando sui media qualcuno dice “l’immigrazione dev’essere gestita” ha ragione.

Ma la gestione migratoria è un tema diverso dal soccorso in mare. Ed è una fase successiva al soccorso. La prima fase, il soccorso in mare che termina a terra, non è derogabile.

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European Health Data Space:  Threat to self-determination and privacy


This afternoon, the EU Commission will present draft legislation to the Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs (LIBE) to create a “European Health Data Space” … https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_22_2711

This afternoon, the EU Commission will present draft legislation to the Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs (LIBE) to create a “European Health Data Space” (EHDS). The proposal aims to connect patients‘ health data across Europe. For example, patients’ medical histories, test results or prescriptions are to be shared with hospitals and doctors treating a patient throughout the EU, unless the patient restricts access. Industry, research and authorities would also be given access to personal health data.

Member of the European Parliament Patrick Breyer (Pirate Party) is shadow rapporteur in the LIBE committee and comments on the proposal:

“Information revealing my physical and mental health is extremely sensitive. If I can’t rely on this information being treated confidentially by my attending physicians, then I may no longer feel confident to seek treatment at all. This puts sick people and their families at risk. That’s why the proposed EU-wide exchange of health data needs to meet the following requirements:
  • Only the attending physician should have access to their own health records in the absence of the patient’s free consent. This includes the fact that a person is being treated by a particular doctor in the first place. There are good reasons, for example, to obtain a second opinion without the doctors involved knowing about each other.
  • Without the free consent of the patient, treatment information may only be stored locally by the patient‘s trusted doctor and not automatically in centralised databases, where patients lose control over it. There is a risk that in the event of a loss of centrally stored data, the data of the entire population will suddenly be lost.
  • If there is ever to be access by industry, by research or even by politics, then only to anonymised and aggregated data. It is not enough to simply remove the names of the patients. After all, treatment histories are so unique making it is easy to reassign them to the person in question.


The EU Commission’s legislative proposal fullfills none of these requirements. Obviously, the proposal was not designed in the interest of the patients, but of industry. There is a lot of work ahead to ensure that patients can continue to trust in the confidentiality and security of their highly sensitive health information and that their right to self-determination over their data is respected!”


patrick-breyer.de/en/european-…

EU governments open the door for biometric mass surveillance in public spaces


Today, the EU Council Presidency’s proposal for a regulation on the use of Artificial Intelligence (AI) was leaked. Patrick Breyer, German Pirate Member of the European Parliament, … https://www.patrick-breyer.de/wp-content/uploads/2022/11/LEAK_CLEAN-CZ_

Today, the EU Council Presidency’s proposal for a regulation on the use of Artificial Intelligence (AI) was leaked. Patrick Breyer, German Pirate Member of the European Parliament, warns that the proposal would open the door for biometric mass surveillance in public spaces on a broad scale:

„This proposal would justify the permanent and ubiquitious deployment of face surveillance to look for the thousands of ‚victims‘, ‚threats‘ and suspects of ‚serious crime‘ that are wanted at any time. We need to prevent a China-style dystopian future of biometric mass surveillance in Europe! This technology is being abused by authoritarian countries such as Russia or Iran, is this the direction our governments want to take us?

With error rates (false positives) of up to 99%, ineffective facial surveillance technology bares no resemblance to the targeted search that proponents are trying to present it as. There is not a single example of real-time biometric surveillance preventing a terrorist attack, finding „missing children“ or other such events.

We must stand up against biometric mass surveillance in our public spaces because these technologies wrongfully report large numbers of innocent citizens, systematically discriminate against under-represented groups and have a chilling effect on a free and diverse society. Legislation allowing for indiscriminate mass surveillance has consistently been annulled by the courts due to their incompatibility with fundamental rights. The European Parliament will need to fight to have this ban implemented in the AI Act!“

According to a representative survey conducted by YouGov in 10 EU countries, a majority of Europeans opposes biometric mass surveillance in public spaces.

The European Data Protection Board and European Data Protection Supervisor have called for a „general ban on any use of AI for an automated recognition of human features in publicly accessible spaces“ due to its „resulting in a direct negative effect on the exercise of freedom of expression, of assembly, of association as well as freedom of movement“.

More than 200 civil society organizations, activists, tech specialists, and other experts around the world are advocating a global ban on biometric recognition technologies that enable mass and discriminatory surveillance, arguing that „[t]hese tools have the capacity to identify, follow, single out, and track people everywhere they go, undermining our human rights and civil liberties“.

The UN High Commissioner for Human Rights is also speaking out against the use of remote biometric recognition technologies in public spaces, referring to a „lack of compliance with privacy and data protection standards“, „significant accuracy issues“ and „discriminatory impacts“.

The European Parliament in a resolution voted in favour of a ban last year. Tomorrow an event on „Banning Biometric Mass Surveillance“ will take place in the European Parliament, bringing together high-level Members of the European Parliament.


patrick-breyer.de/en/eu-govern…

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+++ ECCO PERCHÉ TWITTER È MEGLIO DI #MASTODON +++

Su Twitter posso

- leggere solo i messaggi suggeriti dall'AI perché +utili a trattenermi sulla piattaforma

- posso pubblicare discorsi di odio, fake news, memini stupidi a raffica e "buongiornissimi" con immagini gigantesche, perché creano engagement e trattengono gli utenti sulla piattaforma

- posso segnalare in gruppo per danneggiare un account antipatico, perché le segnalazioni si basano sulla quantità

🐦 E TU, PERCHÉ PREFERISCI TWITTER? 🐦

in reply to informapirata ⁂

Pur comprendendo lo spirito ironico della richiesta, rispondo in maniera semi-seria: Non uso twitter ne altri social da molti anni. Tuttavia tempo fa ho scoperto nitter e l’ho trovato molto utile per seguire (lurkare) account che mi pareva utile seguire. Con la funzione feed RSS poi é davvero molto comodo. Dopo tanto tempo però é riaffiorata la necessità di interagire, e così ho creato un’istanza Pleroma ed eccomi qua. P.S. ha poi risposto Borghi alla mail? ;)
in reply to Centralscrutinizer

@centralscrutinizer sono sostanzialmente d'accordo con quello che dici. Ma dimmi, Ti trovi bene con pleroma? a quanto pare, si tratta di un software eccellente ma sfortunatamente non gode della stessa fama di mastodon. Anzi, essendo utilizzato spesso dagli spammer E dai fautori del Free Speech sta cominciando a essere vittima di pregiudizi. So che per questo motivo è stato creato il fork Akkoma. Tu lo conosci?