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Sapevate che la biblioteca più antica al mondo, ancora in attività, si trova a Verona? È la Biblioteca Capitolare, che proprio nei giorni scorsi ha compiuto ben 1509 anni! 🎂

Frequentata da "personaggetti" come Dante o Petrarca, custodisce il cosiddetto "Indovinello veronese", una delle prime testimonianze scritte del passaggio dal latino all'italiano. Ma c'è molto di più...

bibliotecacapitolare.it/

@cultura @libri @libri@feddit.it @Verona @troppacaffeina

#Verona #BibliotecheFantasticheEDoveTrovarle

in reply to Semplicemente D.

In una sala climatizzata della biblioteca c'è un volume ormai impossibile da consultare se non sei un barone universitario o un alto prelato: il celebre palinsesto contenente le Istituzioni di Gaio.
In quel codice, sotto le righe di un trattato di San Girolamo trascritto nel Medioevo, sono riemersi i caratteri più sottili di un testo giuridico romano, risalente a centinaia di anni prima.

Nel 1816 lo studioso Niebuhr (una sorta di Angelo Mai teutonico) lo scoprì quasi per caso, usando reagenti chimici aggressivi pur di leggerlo e rischiando di distruggerlo."

Durante i bombardamenti del 1945 che rasero al suolo metà della biblioteca, il manoscritto non era lì, perché il monsignore dell'epoca lo aveva caricato a spalla dentro una sacca di tela insieme ai codici più preziosi, portandolo a piedi in una canonica di campagna per salvarlo dalla concreta possibilità dei bombardamenti (Verona infatti era uno snodo strategico perché è l'ultima città italiana prima di addentrarsi nella valle dell'Adige-Isarco, ossia il corridoio principale tra l'Italia e la Germania).

La biblioteca Capitolare non è solo un cimitero di libri antichi, ma una staffetta generazionale e un luogo dove le persone hanno rischiato (a volte hanno letteralmente rischiato la vita) per consegnarci un pezzo di memoria del mondo antico.

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«L’UE sanziona l’Italia sulle querele bavaglio: non aver fatto granché per impedire di utilizzare lo strumento della denuncia finalizzata solo a intimorire i giornalisti ci costa una procedura di infrazione.
Un problema, questo, che è serissimo, perché rappresenta un vulnus forte nel sistema dell’informazione italiano.
I giornalisti, infatti, non solo vengono spesso e volentieri lasciati soli dagli editori di fronte alle denunce ma non guadagnano abbastanza nemmeno per sopportare il rischio del processo.
Va da sé che ciò non giova a nessuno: né agli editori, che si ritrovano coi giornali pieni di cose poco interessanti, tiepide e senza rischi; né ai giornalisti, che vivono in un perenne stato d’ansia e di frustrazione; né al pubblico, che si ritrova con un pericolo forte in materia d'informazione e di pluralismo.
L’UE, pertanto, ha inviato una lettera al governo, che adesso ha due mesi di tempo per rispondere ai rilievi di Bruxelles e dimostrare di aver fatto ciò che è giusto e necessario per tutelare i giornalisti e, con essi, il diritto dei cittadini a un’informazione autorevole e, soprattutto, libera, innanzitutto da condizionamenti e minacce.
Lettere di infrazione sono state inviate anche a Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Irlanda, Grecia, Spagna, Lussemburgo, Ungheria, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Romania e Slovacchia».

#politica #informazione #querelebavaglio #slapp

editoria.tv/lue-apre-una-lette…

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"Invasione" Ceuta.

Qualunque sia e se ci sia stata una manina ad orchestrare l'arrivo in massa di giovani marocchini a Ceuta, un fatto sembra appurato. Quelle decine di migliaia di ragazzi hanno avuto un input dai social.

TikTok e Instagram sono stati i canali principali per la diffusione dei "video-vetrina". I filmati mostravano il mare calmo della costa di Fnideq e immagini ingannevoli che parlavano di una presunta sentenza favorevole della Corte Suprema spagnola.

WhatsApp e Facebook sono stati utilizzati per il coordinamento logistico rapido e per rilanciare le fake news sulla sospensione dei controlli della polizia di frontiera.

FAKE FAKE E FAKE

Abbiamo visto così l'incredibile potere di manipolare le masse con fake più o meno costruite ad arte e sollevare una crisi diplomatica tra Stati alleati.

Una manipolazione che questa volta è stata palese ed in grado di muovere 50-70 mila persone.

Forse una briciola rispetto ai milioni di individui che tutti i giorni H24 sono/siamo eterodiretti nella rete, senza che ce ne rendiamo conto.

#ceutaemelilla #ceutacrisi #socialmedia #manipolazioneutenti

@politica

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La lungimiranza dei venture capitalist che utilizzano il denaro altrui.


I venture capitalist utilizzano (per lo più) il denaro altrui per scommettere sul futuro e/o per intascare parte di quel denaro come compenso per averlo raccolto e averne investito una parte. Questo nuovo studio analizza come queste scommesse sul futuro si confrontino con delle previsioni casuali.

«nei contesti presi da distri-buzioni a coda pesante, è intrinsecamente difficile, gene-rara, prestazione superiore a quelle ottenibili con un'allocazione casuale vincolata. Persino i portafogli con le mi-gliori performance non superano il benchmark implicito nel caso, evidenziando la difficoltà di individuare un'alfa persistente nei mercati del capitale di rischio.»


@scienza

arxiv.org/html/2605.03980v1

Segnalato da @MarcAbrahams sul suo blog sempre ricco di informazioni interessanti

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Riflessioni di Luciano Della Volpe sui domiciliari allo youtuber che durante una diretta ha ucciso un bambino con il suo SUV


Differenza tra notizia data bene e notizia data male solo per attirare click e commenti indignati.
Purtroppo lo fanno molti giornali che hanno capito le dinamiche dei social e le sfruttano per fare disinformazione.
Il caso è quello dello schianto a tutta velocità mentre facevano un video YouTube (probabilmente ve lo ricordate).

Notizia corretta:
Lo youtuber Matteo Di Pietro, condannato a 4 anni e 4 mesi, finirà di scontare gli ultimi 15 mesi ai servizi sociali (dopo aver già fatto3 anni ai domiciliari)

Notizia acchiappa-clic:
Uccise con un Suv un bambino di 5 anni. Lo youtuber ai servizi sociali per 15 mesi.

Inutile dirvi che nei commenti il putiferio: "Omicidio stradale 15 mesi ai servizi sociali! Complimenti".
Quando è che l'ordine inizia a segnalare la disinformazione dei giornali?

(Certo, anche la pena totale di 4 anni è spicci è discutibile , ma la seconda versione fa credere che gli abbiano dato solo 15 mesi di servizi sociali.)


x.com/i/status/208455697074108…

@giornalismo

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Se siete di @roma o @milano da poco sono state aperte 2 community molto attive dedicate alle 2 città italiane dove ogni giorno si possono trovare news, avvisi e informazioni condivisi dagli utenti del @fediverso e sono seguibili da qui:

Comunità di Roma: @Roma@diggita.com

Comunità di Milano: @Milano@diggita.com

tutti possono partecipare e condividere messaggi anche direttamente da un account lemmy come su diggita.com

Da mastodon si possono rilanciare i messaggi aggiungendo i tag: @Roma@diggita.com e @Milano@diggita.com 🚀

Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
in reply to 𐌐𐌀Ꝋ𐌋Ꝋ

@steek_hutzee esiste già su citiverse la categoria @monza-brianza che puoi seguire da Mastodon

Ti basta mettere il nome della città + @ + citiverse.it e trovi sicuramente la tua città

E infatti esistono già le categorie @milano e @roma

Il sito è questo ed è federato citiverse.it

in reply to 𐌐𐌀Ꝋ𐌋Ꝋ

@steek_hutzee io da mastodon.uno ne vedo quattro sotto @monza-brianza ma sappi che i gruppi Activitypub ti mostrano con certezza solo i post pubblicati dopo che hai iniziato a seguire il gruppo.

Se poi ti interessa moderare il gruppo "Monza Brienza" fammelo sapere e iscrivendoti a citiverse.it posso farti diventare moderatore e spiegarti come funziona la moderazione su NodeBB

@esserci

in reply to macfranc

@macfranc @monza-brianza @esserci Sono già iscritto ma nonostante ciò non riesco a vedere nessun post.
Davvero strano...

A parte questo, ti ringrazio per l'opportunità ma devo declinare l'offerta. Ero già moderatore su un forum di cinema tempo fa; oggi però non riuscirei a mantenere lo stesso standard. Troppo impegno e, purtroppo, non ho molto tempo da dedicare a questa cosa.
Grazie ancora comunque 🙂

macfranc reshared this.

in reply to 𐌐𐌀Ꝋ𐌋Ꝋ

@steek_hutzee

Sono già iscritto ma nonostante ciò non riesco a vedere nessun post


Sono sette giorni che non vengono pubblicati i post in quella comunità, quindi non so da quanto tempo tu sia iscritto, ma se ti sei iscritto sei giorni fa è normale che tu non veda nulla... 😅

Le comunità locali non sono frequentatissime (per usare un eufemismo... 🤣) perché ancora non si è diffuso correttamente il messaggio della loro esistenza

@monza-brianza @esserci

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Modifiche alla viabilità: Strada Rocca Bruna e via di Ponte Lucano


Per consentire il proseguimento di due importanti interventi infrastrutturali nell’area di Ponte Lucano, sono state adottate alcune modifiche temporanee alla viabilità, finalizzate a garantire la sicurezza del cantiere e una gestione più ordinata della circolazione. La prima modifica riguarda via di Ponte Lucano, dove Acea Ato 2 sta eseguendo lavori sulla rete idrica. Le lavorazioni interesseranno direttamente la corsia di marcia in direzione via Nazionale Tiburtina e, poiché si svolgono sulla

Per consentire il proseguimento di due importanti interventi infrastrutturali nell’area di Ponte Lucano, sono state adottate alcune modifiche temporanee alla viabilità, finalizzate a garantire la sicurezza del cantiere e una gestione più ordinata della circolazione.

La prima modifica riguarda via di Ponte Lucano, dove Acea Ato 2 sta eseguendo lavori sulla rete idrica. Le lavorazioni interesseranno direttamente la corsia di marcia in direzione via Nazionale Tiburtina e, poiché si svolgono sulla sede stradale in un tratto caratterizzato da una carreggiata di dimensioni ridotte, è necessario riservare parte della strada al cantiere. Per questo motivo, dal civico 70 fino all’intersezione con via Nazionale Tiburtina, dalle ore 7.00 del 3 agosto alle ore 23.59 del 13 agosto 2026, e comunque fino al termine dei lavori, è istituito il divieto di sosta con rimozione forzata per tutti i veicoli, ad eccezione dei mezzi d’opera, ed è previsto il divieto di transito per tutti i veicoli con obbligo di svolta a sinistra in direzione via dei Canneti. La corsia di marcia da via Nazionale Tiburtina in direzione via di Ponte Lucano resterà invece regolarmente percorribile.

La seconda modifica interessa strada Rocca Bruna ed è una conseguenza dei lavori in corso su via Maremmana Inferiore, dove è in fase di realizzazione un nuovo impianto di raccolta delle acque pluviali, progettato per migliorare il deflusso delle acque meteoriche ed evitare il ricorrente allagamento dell’area di Ponte Lucano. La chiusura parziale della viabilità necessaria per questo intervento ha comportato una redistribuzione del traffico sull’intero quartiere di Villa Adriana. Il monitoraggio effettuato dopo l’entrata in vigore delle precedenti ordinanze ha evidenziato che su strada Rocca Bruna si è registrato un forte aumento del flusso veicolare, con ripetuti episodi di blocco della circolazione. Considerata inoltre la particolare conformazione della strada, che tra il civico 12 e il civico 42 non consente il doppio senso di marcia con gli attuali volumi di traffico, è stata disposta, dalle ore 8.00 del 3 agosto alle ore 23.59 del 10 settembre 2026, e comunque fino al termine dei lavori, l’istituzione di senso unico di marcia con provenienza da Largo Margherita Yourcenar e direzione via Maremmana Inferiore. Una misura temporanea che permetterà di mantenere più fluida e sicura la circolazione durante l’esecuzione dell’opera.

comunicacity.net/tivoli/2026/0…

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Settimana prossima uscirà un video interessante per chi crea contenuti sul software #FOSS . È un video in collaborazione che ho promesso ormai più di un anno fa (non dimentico mai un video promesso).

Tra due settimane invece esce uno dei video più importanti del mio anno di divulgazione, il climax del lavoro che ho svolto nell'ultimo anno intero con sorprese finali. Di quest'ultimo sono particolarmente orgoglioso, perché tratta, condensato in una spiegazione, tutto il mio amore per #Linux , il #Software #OpenSource , e la mia passione per il #Developing e il #ProjectManagement .

Chiudiamo poi tra 3 settimane con una bella pausa estiva (piccolina) per poi riprendere a Settembre più carichi che mai! 💪🏻

#StayTuned

@gnulinuxitalia

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Il senatore repubblicano Bill Cassidy critica il sito web sull'autismo del CDC Centers for Disease Control and Prevention: ‘Un insulto al popolo americano’


Il senatore repubblicano che ha rotto con il suo partito scontrandosi di recente con il presidente Donald Trump, ora critica i Centers for Disease Control and Prevention per non aver condannato con forza la disinformazione sui vaccini.

Intervenuto domenica al programma “State of the Union” della CNN, il senatore della Louisiana. A Bill #Cassidy è stato chiesto dei recenti aggiornamenti alla pagina “Autismo e vaccini” del CDC sul suo sito web ufficiale, in cui si sottolinea che “gli studi non escludono la possibilità che i vaccini infantili causino l'autismo.”

huffpost.com/entry/bill-cassid…

@scienza

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I dati dell'FBI mostrano che le telecamere di sorveglianza di Flock sono praticamente inutilizzabili per combattere la criminalità


"È stato chiesto al pubblico di accettare un'espansione significativa della sorveglianza, con la promessa che ciò migliorerebbe notevolmente la sicurezza pubblica."

Dal lancio di Flock Safety nel 2017, l'ACLU stima che l'azienda abbia installato circa 100.000 lettori automatici di targhe in tutti gli Stati Uniti. La rete a strascico presenta molti svantaggi in termini di privacy e libertà civili: è pronta per essere abusata da poliziotti corrotti, alimentata da manodopera sfruttata e quasi impossibile da sfuggire una volta che ti designa come bersaglio.

Ma i funzionari di polizia insistono sul fatto che vale la pena scendere a compromessi — perché almeno li aiuta a catturare i cattivi, giusto? Purtroppo la realtà non è poi così rosea.


futurism.com/future-society/fl…

@privacypride

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Come l’amministrazione Trump “America First” potrebbe chiudere gli Stati Uniti. Scienziati fuori dalla prossima scoperta degna del Nobel

Una proposta di governo della Casa Bianca darebbe ai nominati politici un controllo senza precedenti sui finanziamenti scientifici. Un fisico, che ha contribuito a scoprire il bosone di Higgs, spiega come la regola avrebbe soffocato quella svolta.

propublica.org/article/federal…

@Politica interna, europea e internazionale

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L’AI cambia gli esami: la scuola deve ripensare la valutazione


L’intelligenza artificiale generativa mette in discussione il modello tradizionale di verifica scolastica. Il nodo non è solo impedire l’uso dell’AI negli esami, ma capire quali competenze valutare in una società in cui studenti e professionisti collaborano stabilmente con sistemi intelligenti

agendadigitale.eu/scuola-digit…

@aitech

@scuola

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in reply to Mic Pin

@grep_harder sono completamente d'accordo e ho notato che nella percezione dei genitori o almeno della maggior parte di loro, la scuola viene percepita come una realtà dal basso valore aggiunto, praticamente poco più che un kindergarten dove parcheggiare i bambini.

Basta vedere che ogni volta che c'è una riduzione di orario i genitori non sono incazzati perché i figli avranno un'ora di istruzioni in meno, ma solo perché gli tornano a casa un'ora prima

@aitech @scuola

Scuola - Gruppo Forum reshared this.

in reply to Mic Pin

in reply to Mic Pin

@grep_harder Io penso che nessuno meriti disprezzo, ne un insegnante, ne uno studente ne qualunque altra brava persona; però penso anche che un docente dovrebbe avere "autorevolezza", non "autorità". La differenza è che la prima parola indica essere un punto di riferimento riconosciuto e svolgere il ruolo di guida della classe, mente la seconda indica avere qualche forma di potere di comando sugli studenti, che a giorno d'oggi mi sembra alquanto anacronistico.

E riguardo al fatto che gli insegnanti sarebbero stati rimpiazzati da modelli offerti dai mass media, devo dire che mi sembra un po' ridicolo; parliamoci chiaro, chi è che idolatrerebbe il proprio professore? I giovani idealizzano modelli alternativi agli stereotipi della società ed è sempre stato così, non è una cosa degli anni 2020.

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in reply to Mic Pin

@grep_harder la scuola è una delusione. E la politica non aiuta: da un lato abbiamo i politici (di destra) che dicono "genitori troppo permissivi, genitori che insegnano ai prof come si insegna". Dall'altro gli stessi politici "educazione sessuale solo se i genitori danno il consenso".
Siamo passati dal prof che te le dava e i genitori che te le davano il doppio, all'estremo opposto.

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📢 ConcorsiPedia è online!
Uno strumento gratuito per chi studia per i concorsi pubblici.

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#ConcorsiPubblici #Studio #Wikipedia #Introduzione #FirstPost

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Post da Mastodon

Ciao questo è un post con testo grassetto corsivo
collegamento ipertestuale a un qualcosa

@testfranc

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CODING FEDIVERSE

Da un po’ di tempo sto lavorando ad un progetto per il #fediverso. L’idea è quella di creare un software che possa permettere la gestione di un social network semplice e pulito con relazioni tra utenti, largo spazio per scrivere e community.

Il punto centrale però è riprendere a sfruttare le capacità server largamente disponibili: PHP+Mysql.
Niente server dedicati e niente requisiti “costosi”. Qualcosa che giri su shared hosting.

Mi piace questo concetto perchè penso che con la semplicità (dando a tutti una possibilità) il fediverso e il web decentralizzato può aumentare la sua diffusione.

Ho quindi creato #Openbook, un nuovo software integrato nel fediverso che gira con PHP+Mysql su hosting comuni.

Ho aperto un repo per iniziare a far vedere il primo timido codice sorgente: github.com/insicd/openbook

Per testarlo ho anche aperto una prima istanza di Openbook qui: openb.app

Il mio account è @nuke@openb.app

La home del progetto: about.openb.app

È ancora embrionale ma se volete farvi un giro…
C’è anche già su @fo qui: fediverse.observer/openb.app

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Un collega di area ingegneristica mi ha detto che non legge più le tesi dei suoi studenti, ma si fa fare un riassunto dall'intelligenza artificiale. Inoltre mi ha detto che gli stessi studenti non scrivono più le tesi come un tempo ma si fanno aiutare dall'intelligenza artificiale. A questo punto mi chiedo: ha ancora senso far scrivere le tesi ai laureandi??

#intelligenzaartificiale #AI #aiResearch

in reply to Lucio Marinelli

è una cosa davvero disturbante. Posso capire, pur non condividendolo assolutamente, lx studentx che usano l'intelligenza artificiale. Ma un professore che non legge le tesi mi sembra davvero una delle cose più sbagliate che io abbia mai sentito in ambito universitario. In teoria lx professorx dovrebbe correggere, valutare il lavoro, notare errori. È uno schiaffo in faccia al concetto stesso di ricerca.

macfranc reshared this.

in reply to marethyu7

@valentinabarreca voglio sottoporvi questa lettura molto interessante: un post paradossale e gustosa

inpreparation.substack.com/p/o…

::: spoiler :::
da leggere come se fosse un post serio

enzotib reshared this.

in reply to marethyu7

@valentinabarreca disturbante è il termine perfetto, perché utilizza gli argomenti propri dell'inclusività allo stile aggressivo della rivendicazione progressista (che quindi è sempre giusta per definizione).

Se ti immergi nella lettura e provi a condividere la lamentela della "ricercatrice", arriverai effettivamente a odiare quei parrucconi che non l'hanno accettata 🤣

@luciomarinelli

in reply to macfranc

@macfranc @valentinabarreca Sono appassionata di queste letture - non le distopie, ma quelle dove si esplorano punti di vista diversi dalla narrazione a cui si è abituati. Io stessa ne produco, però su altri temi, per far riflettere su un certo tipo di discriminazioni.
Io non l'ho presa come una lettura su una potenziale scienza governata dai bot, ma come una satira sull'arroganza di certi movimenti che usano metodi fascisti (no, è meglio dire autoritari) per portare avanti cause progressiste e che finiscono per portare l'umanità all'autoritarismo vero.
Anzi, per quanto mi riguarda questo pezzo ha diversi punti di riflessione: questione pericolosità AI, estremismo vestito da inclusione che fa leva sulla discriminazione, profitto che sostituisce la scienza.

macfranc reshared this.

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✨ Un attacco informatico spegne 21 milioni di angolani alla vigilia della più grande IPO del paese: cosa sappiamo su Unitel
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/un-att…

@informatica


Un attacco informatico spegne 21 milioni di angolani alla vigilia della più grande IPO del paese: cosa sappiamo su Unitel


Alle 2:20 del mattino di martedì 28 luglio, poche ore prima che le azioni di Unitel iniziassero a essere scambiate sulla borsa di Luanda nella più grande IPO della storia angolana, i sistemi core del principale operatore di telecomunicazioni del paese sono andati in tilt. Voce, dati mobili e connettività internet si sono fermati per oltre 21 milioni di persone, quasi metà della popolazione dell’Angola. La tempistica, quasi chirurgica, ha subito sollevato una domanda che l’azienda stessa non ha escluso: è stato un sabotaggio pensato per far deragliare la quotazione?

Un blackout nazionale nelle 24 ore che contavano di più


Unitel, ex monopolista statale passato sotto controllo pubblico nel 2022 dopo il sequestro delle quote un tempo detenute da Isabel dos Santos, figlia dell’ex presidente José Eduardo dos Santos, ha dichiarato di aver rilevato l’incidente attorno alle 2:20 locali del 28 luglio e di aver attivato “immediatamente” i protocolli di risposta e contenimento. Il ripristino graduale dei servizi mobili è iniziato solo alle 11:45 del giorno successivo, provincia per provincia, con gli SMS rimasti fuori uso più a lungo di voce e dati. Le infrastrutture fisse su fibra e wireless, che servono istituzioni pubbliche e aziende, sono invece rimaste operative per tutta la durata dell’incidente, un dettaglio che suggerisce un impatto concentrato sui sistemi core mobili piuttosto che su un evento di disponibilità generalizzato.

Il dato più interessante arriva dalla telemetria di rete, non dai comunicati aziendali. Recorded Future News ha verificato che i prefissi IP di Unitel sono rimasti annunciati su internet per tutta la durata dell’incidente: i router che connettono l’operatore al resto della rete globale non sono mai andati offline, come invece accadrebbe in un classico taglio di connettività a monte o in un attacco DDoS volumetrico. Il traffico misurato da Cloudflare Radar mostra invece un crollo netto proprio nella finestra dell’attacco, confinato esclusivamente a Unitel mentre gli altri operatori angolani non hanno mostrato alcun degrado. La lettura più plausibile è quella di un incidente che ha disabilitato sistemi interni critici — probabilmente elementi core della rete mobile o piattaforme di autenticazione/billing — piuttosto che un attacco alla connettività esterna.

Il contesto: una IPO da record e un sospetto legittimo


L’attacco è arrivato meno di 24 ore prima del debutto di Unitel alla BODIVA, la borsa angolana, nell’ambito del programma di privatizzazioni del presidente João Lourenço volto a ridurre il peso dello stato nell’economia post-marxista del paese. L’offerta, gestita dall’istituto statale di gestione patrimoniale IGAPE per una quota del 15%, è stata sottoscritta oltre il 120%, con più di 11.000 investitori coinvolti: un test di appetito del mercato per gli asset statali angolani, considerato un possibile precursore per la futura quotazione della compagnia petrolifera nazionale Sonangol. Nonostante il blackout in corso, la negoziazione è comunque partita mercoledì, valutando la società 2,14 miliardi di dollari e raccogliendo circa 321 milioni per le casse pubbliche.

Unitel stessa ha dichiarato di non poter escludere che l’attacco fosse “deliberato e mirato”, proprio a causa della coincidenza con l’avvio delle negoziazioni azionarie. Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità, e non ci sono conferme pubbliche su esfiltrazione di dati o impiego di ransomware. Un elemento di contesto rilevante: settimane prima dell’incidente, il collettivo “CyberTeam” — coinvolto in un attacco contro l’Assemblea Nazionale angolana — aveva lasciato intendere che Unitel potesse essere il bersaglio successivo, sebbene al momento non vi sia alcuna prova che leghi quel gruppo all’incidente di luglio. L’interruzione ha avuto ricadute anche sull’economia reale: i terminali POS collegati alla rete Unitel hanno smesso di funzionare, colpendo pagamenti digitali e comunicazioni aziendali in un paese dove la penetrazione mobile è lo scheletro portante dei servizi finanziari.

Perché conta per chi guarda alla sicurezza delle telco


Al di là del singolo episodio, l’incidente Unitel è un caso di scuola su tre fronti che meritano attenzione da parte di chi si occupa di protezione delle infrastrutture critiche. Primo: la tempistica di un attacco può essere un’arma quanto il payload stesso. Colpire un operatore telco nelle ore immediatamente precedenti un evento finanziario ad alta visibilità massimizza il danno reputazionale e la pressione su chi deve decidere se procedere comunque con l’IPO, indipendentemente dalla natura tecnica dell’attacco. Secondo: la persistenza dei prefissi BGP durante l’intero blackout conferma ancora una volta che gli attacchi più dannosi contro le telco moderne non colpiscono più solo la disponibilità della rete di trasporto, ma i sistemi applicativi core — HLR/HSS, piattaforme di autenticazione, sistemi di billing — la cui compromissione può paralizzare i servizi senza mai far sparire l’infrastruttura di routing dai radar esterni. Terzo: la sequenza di ripristino, provincia per provincia e canale per canale (voce e dati prima, SMS dopo), suggerisce un lavoro di remediation selettivo su sistemi distinti piuttosto che un semplice riavvio, coerente con un incidente di sicurezza più che con un guasto tecnico diffuso.

Per i team di difesa delle telco, specialmente in mercati emergenti dove eventi di mercato ad alta visibilità (IPO, fusioni, aste di spettro) sono sempre più frequenti, il caso Unitel rafforza la necessità di considerare tali finestre temporali come periodi a rischio elevato, con controlli rafforzati su change management, accessi privilegiati ai sistemi core e monitoraggio della telemetria BGP/traffico in tempo reale per distinguere rapidamente un attacco interno da un problema di connettività esterna. Vale la pena notare che nessuna autorità di regolamentazione, né la BODIVA né l’authority dei mercati di capitale angolana, ha rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’accaduto: un silenzio istituzionale che lascia molte domande aperte su attribuzione, impatto reale sui dati dei clienti ed eventuali richieste estorsive dietro le quinte.

Cosa manca ancora al quadro


A oggi restano senza risposta le domande più rilevanti per una piena classificazione dell’incidente: quale vettore di accesso iniziale è stato usato, se ci sia stata esfiltrazione di dati dei 21 milioni di abbonati, e se dietro l’attacco ci sia un gruppo con motivazioni finanziarie, un attore hacktivista legato a tensioni politiche interne, oppure un operatore state-sponsored interessato a colpire la privatizzazione degli asset angolani. La vicenda merita un monitoraggio attento nelle prossime settimane, sia per eventuali rivendicazioni su forum underground sia per comunicazioni obbligatorie che Unitel, in quanto società ora quotata, dovrà rendere al mercato.

  • 28 luglio, ore 2:20 locali: rilevamento dell’incidente sui sistemi core Unitel
  • 28-29 luglio: interruzione totale di voce, dati mobili e SMS a livello nazionale; rete fissa non impattata
  • 29 luglio, ore 11:45: avvio del ripristino graduale provincia per provincia
  • 29 luglio: debutto di Unitel alla BODIVA nonostante l’incidente in corso, raccolta di circa 321 milioni di dollari
  • Nessuna rivendicazione pubblica, nessuna conferma di esfiltrazione dati al momento della pubblicazione


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L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LA VIDEOSORVEGLIANZA DI MASSA

@news
Se ad Orwell capitasse di resuscitare, probabilmente sprofonderebbe nella più martoriante depressione.
L'articolo L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LA VIDEOSORVEGLIANZA DI MASSA proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

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Fiume pericoloso, più volte c'è scappato il morto; possibile che la gente sia così cocciuta?
Piave, la sfida al divieto di balneazione. Video di tuffi e nuotate sui social: «Abbiamo sempre fatto il bagno, continueremo a farlo». E i sindaci si dividono ilgazzettino.it/nordest/trevis…
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IL RUBINETTO DELLA VOSTRA PAURA
Ferdinando Kaiser
#ferdinandokaiser

Il rubinetto della vostra paura

Fino a una settimana fa la maggior parte di voi non sapeva nemmeno collocare Ceuta su una cartina. Se vi avessero chiesto "dov'è Ceuta?" avreste balbettato qualcosa, forse confuso con Ceylon, forse pensato fosse una marca di caffè. Eppure oggi ne parlate come se fosse la vostra città natale, come se quel lembo di terra spagnola in Africa fosse il baluardo sacro della vostra identità, minacciato da un'orda di invasori.
Che ipocrisia miserabile.
Non vi siete indignati per le persone morte in mare mentre cercavano di attraversare a nuoto. Non una lacrima, non un pensiero. Ma appena avete letto "migliaia di migranti", il cervello ha smesso di ragionare e ha acceso l'allarme tribale. Poche migliaia di ragazzi disperati, ancora geograficamente in Africa, e voi tremate come se fosse in corso un'invasione vichinga.
E qui arriva la parte comica, se non fosse tragica: per arrivare in Italia da Ceuta, quei "pericolosissimi invasori" dovrebbero prima attraversare a nuoto lo Stretto di Gibilterra, poi camminare per l'intera Spagna da sud a nord, valicare i Pirenei, attraversare la Francia e infine scalare le Alpi. Un'epopea degna dell'Odissea, roba da far impallidire Annibale con gli elefanti. Ma per la vostra premier questo scenario da film catastrofico è talmente concreto da giustificare la sospensione di Schengen. Nessuno ride. Nessuno chiede: "scusi, ma di cosa state parlando esattamente?" No, si applaude e basta, perché la paura non ha bisogno di una cartina geografica per attecchire, le basta un titolo urlato in prima serata.
Siete vigliacchi comodi. Vigliacchi che non hanno mai rischiato niente in vita loro se non un mutuo o una diagnosi, e che si sentono invasi da chi ha rischiato la morte per attraversare un braccio di mare largo quanto un lago, per poi dover fare - secondo voi - un trekking continentale di duemila chilometri prima di rubarvi il lavoro in fabbrica a Bergamo.
Ancora più buffo è il fatto che nessuno di voi si è preso la briga di scoprire che non state nemmeno avendo paura di un'invasione spontanea. State avendo paura di un rubinetto. Un rubinetto che il Marocco apre e chiude a piacimento ogni volta che deve regolare un conto con Madrid: lo fece nel 2021 per punire la Spagna che aveva curato in ospedale il leader del Fronte Polisario, lo rifà oggi perché Sánchez è appena tornato da una visita di Stato in Algeria, il grande rivale regionale di Rabat, per chiudere la crisi del 2022 riguardante il Sahara Occidentale. E le fonti della Guardia Civil sono esplicite: da allora il Marocco ha allentato la vigilanza sul proprio lato della frontiera, una dinamica già osservata proprio nel 2021 dopo la visita di Brahim Ghali.
Rabat allenta la sorveglianza alla frontiera, i ragazzi si tuffano in acqua, e voi - puntuali come un metronomo - vi sentite invasi. Non da un popolo, non da una tragedia umana: da una mossa diplomatica. Siete talmente prevedibili che un governo straniero vi manovra il battito cardiaco premendo un bottone a mille chilometri di distanza, e voi manco ve ne accorgete, continuate a urlare "invasione" pensando di aver capito qualcosa del mondo.
E così dei vigliacchi che non hanno mai rischiato niente in vita loro se non un mutuo o una diagnosi si sentono invasi da chi ha rischiato la morte per attraversare un braccio di mare largo quanto un lago, usato come merce di scambio da un regime che vi conosce meglio di quanto conosciate voi stessi.
La parte più patetica è che siete pure manovrati due volte, e nemmeno ve ne accorgete. Prima dal Marocco, che apre e chiude la frontiera come un rubinetto quando gli conviene. Poi dai vostri stessi leader, che quel rubinetto lo trasformano in propaganda: Sánchez manda l'esercito per non sembrare debole, Meloni minaccia un trattato con un paese che l'Italia nemmeno confina, e voi bevete tutto senza fare una domanda, senza aprire un atlante, senza un briciolo di vergogna, senza chiedervi mai chi stia davvero tirando i fili di questa storia.
Più che dei migranti dovreste avere paura di essere quello che siete davvero: gente che si commuove per un rigore e resta indifferente per un cadavere in mare, purché quel cadavere abbia la pelle giusta e il passaporto sbagliato; burattini che tremano a comando ogni volta che qualcuno, in un palazzo a Rabat, decide che è il momento di aprire il rubinetto.
☮️
Io ho solo condiviso TUTTO
#DorianaGoracci
Ed anche io

#ceuta #Schengen #MaroccovsSpagna

@politica

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Terremoto di magnitudo Md 4.7 del 31-07-2026 ore 19:46:43 (Italia) in zona: Campi Flegrei

Un terremoto di magnitudo Md 4.7 è avvenuto nella zona: Campi Flegrei, il

31-07-2026 17:46:43 (UTC) 51 minuti, 15 secondi fa
31-07-2026 19:46:43 (UTC +02:00) ora italiana
con coordinate geografiche (lat, lon) 40.8315, 14.1402 ad una profondità di 3 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Sala Operativa INGV-OV (Napoli).

terremoti.ingv.it/event/467255…

@terremoto

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Absolute Batman vs. ICE – ossessioni e contaminazioni by francesco mazzetta
ossessionicontaminazioni.com/2…
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Allowing the recovery of users accidentally deleted by moderators - A new issue for @pixelfed

It would be helpful if a user deletion could be undone, as is the case with Mastodon or Lemmy. It would be sufficient for a user to be restored within a certain period (30 days?).

An alternative could be to add an intermediate stage between the active and deleted accounts, namely the blocked (or frozen) account. This way, the user and all their content are made invisible until the administrator can get feedback from the user.
This way, even if the user were accidentally blocked, the operation would be reversible.

Pixelfed is enjoying great success, and we administrators are doing everything we can to contribute to this success, both through careful and ongoing moderation and by keeping registrations open. Unfortunately, this has led to an influx of spammers, and one way to address this is to mass-delete all suspicious users based on their username, language, and other external factors.
The inability to restore accidentally deleted users, however, limits this solution and forces us to spend a considerable amount of time manually checking each suspicious account.

github.com/pixelfed/pixelfed/i…

@fediverse

#Pixelfed #Moderation #Fediverse

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DJI Osmo Pocket 4P: rivoluziona le fotocamere con stabilizzatore, qualità cinematografica e funzioni Pro


DJI Osmo Pocket 4P punta a rivoluzionare il settore delle fotocamere con stabilizzatore, combinando funzioni professionali, stabilizzazione avanzata e qualità video di livello cinematografico
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Dji ha ufficialmente lanciato l'attesissima Osmo Pocket 4P, una fotocamera tascabile a doppio obiettivo con stabilizzatore. Il dispositivo vanta un nuovissimo sensore CMOS da 1 pollice con 17 stop di gamma dinamica, oltre a un obiettivo da 60mm con apertura f/1,8 per ritratti naturali. Con l'occasione, Dji ha anche presentato il nuovo profilo colore D-Log 2 a 10 bit1, in grado di catturare oltre un miliardo di colori per immortalare scene con un'altissima fedeltà. Osmo Pocket 4P è disponibile su store.dji.com e arriva in due varianti di colore: nero classico e bianco perla, entrambe a 609 euro nella versione standard e 699 euro nella combo Vlog.
Ricarica dallo 0 all'80% in soli 18 minuti per poter effettuare fino a tre ore di ripreseRicarica dallo 0 all'80% in soli 18 minuti per poter effettuare fino a tre ore di riprese

Versatilità cinematografica


Osmo Pocket 4P è dotata di fotocamera a doppio obiettivo che permette di ottenere senza sforzo effetti visivi cinematografici, dai paesaggi urbani con obiettivo grandangolare ai ritratti delicati. L'obiettivo grandangolare principale è dotato di un nuovissimo CMOS da 1 pollice (equivalente a 20mm e con apertura f/2,0). Sfruttando l'avanzata tecnologia Lofic, esso offre un'inedita gamma dinamica e supporta video fino a 4K/240 fps. Comunemente presenti nelle macchine da presa di fascia alta, queste funzionalità professionali per la produzione cinematografica permettono di gestire senza sforzo scene ad alto contrasto come paesaggi urbani notturni, tramonti e ritratti in controluce. In aggiunta, un nuovo obiettivo medio-tele da 60mm ad alta risoluzione e ampia apertura offre la lunghezza focale classica per ritratti; supporta lo zoom ottico 3× e lo zoom fino a 12×1 e l'ampia apertura f/1,8 (profondità di campo equivalente a f/6,3) comprime lo sfondo, avvicinandolo al soggetto per ottenere un effetto sfocato.

Workation e smart working: le cuffie Jabra per lavorare
Sempre più italiani scelgono la workation per conciliare vacanza e lavoro. In questo scenario, cuffie professionali come le Jabra Evolve3 85 aiutano a migliorare la qualità delle chiamate, ridurre le distrazioni e lavorare con maggiore concentrazione ovunque ci si trovi
Techpertutti.comGuglielmo Sbano

Nuovi orizzonti nell'imaging


Per le azioni ad alta velocità, Osmo Pocket 4P può catturare filmati in slow motion ultra HD fino a 8×1 a 4K/240 fps. In alternativa è possibile utilizzare la funzione Video con otturatore lento per tracciare le scie di luce, creare un effetto mosso o catturare le scie dei movimenti. L'integrazione del nuovo profilo colore D-Log 2 a 10 bit1, abbinato a 17 stop di gamma dinamica, preserva i dettagli nelle alte luci e nelle ombre, al pari delle migliori macchine da presa professionali, dichiara il brand.
Registrazione istantanea: ruota il touchscreen per accendere e iniziare a registrare rapidamenteRegistrazione istantanea: ruota il touchscreen per accendere e iniziare a registrare rapidamente

Riprese intelligenti, massima stabilità


Osmo Pocket 4P si fonda sulla celebre eredità DJI nella cinematografia professionale, incluso l'innovativo sistema di stabilizzazione Ronin. Racchiuso in un corpo compatto da 230 g, Dji sottolinea che il suo avanzato stabilizzatore meccanico a 3 assi garantisce riprese fluide e stabili. Inoltre, il nuovo ActiveTrack 8.01 mantiene i soggetti, che si tratti di persone, veicoli, animali domestici o oggetti dalle forme dinamiche, saldamente al centro dell'inquadratura, anche con zoom 12×.

Un'esperienza d'uso ancora più intuitiva


Sulla scia dell'esperienza utente introdotta con la versione standard, DJI Osmo Pocket 4P integra una serie di funzioni pensate per rendere più semplice e immediato ogni momento della creazione di contenuti. La fotocamera può essere accesa e avviare rapidamente la registrazione semplicemente ruotando il touchscreen, mentre i controlli tramite gesture permettono di interagire con il dispositivo senza doverlo toccare: mostrando il palmo della mano è possibile attivare ActiveTrack, mentre il gesto a “V” consente di avviare la registrazione.
Osmo Pocket 4P è compatibile con una versatile gamma di accessori dell'ecosistema Osmo, per consentirti di ampliare le possibilità creativeOsmo Pocket 4P è compatibile con una versatile gamma di accessori dell'ecosistema Osmo, per consentirti di ampliare le possibilità creative
Tra le novità trova spazio anche la modalità Live Photo in 4K, che registra automaticamente una breve clip di 1,5 secondi per ogni scatto, trasformando le fotografie in ricordi dinamici senza rinunciare ai dettagli dell'alta risoluzione. Per chi cerca una maggiore libertà in fase di editing, Osmo Pocket 4P permette inoltre di realizzare fotografie fino a 37 MP, offrendo un livello di dettaglio elevato e maggiore margine per la post-produzione.

Garmin CIRQA ufficiale: smart band per salute e fitness
Garmin amplia la propria gamma di dispositivi wearable con CIRQA Smart Band, una nuova smart band progettata per il monitoraggio della salute, del sonno e dell’attività fisica. Scopri caratteristiche, funzioni e tutte le novità del nuovo tracker dedicato al benessere quotidiano
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Anche il trasferimento dei contenuti è stato pensato per velocizzare il workflow: grazie al supporto USB 3.1, la fotocamera raggiunge velocità di trasferimento via cavo fino a 800 MB/s, riducendo sensibilmente i tempi necessari per esportare foto e video e passare rapidamente alla fase di montaggio. L'autonomia rappresenta un altro elemento importante: secondo i dati forniti da Dji, la ricarica rapida consente di passare dallo 0 all'80% in appena 18 minuti, permettendo di ottenere fino a tre ore di riprese. Con una ricarica completa, invece, l'autonomia dichiarata arriva fino a 210 minuti, offrendo maggiore libertà durante le sessioni di shooting.

Consigliato da Techpertutti

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Workation e smart working: le cuffie Jabra per lavorare ovunque senza distrazioni


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Lavorare da una casa vacanze, da un appartamento sul mare, in treno o da un coworking improvvisato è diventato sempre più comune per chi sceglie la workation. Con la diffusione del lavoro ibrido, che in Italia coinvolge circa 3,57 milioni di persone secondo la Cgil, quasi un lavoratore su dieci approfitta del periodo estivo per continuare la propria attività anche dal luogo di villeggiatura (fonte Geopop).

Affinché questa modalità di lavoro sia davvero efficace, però, non basta una connessione internet stabile. Meeting in videoconferenza, chiamate consecutive e attività che richiedono concentrazione rendono indispensabile disporre di strumenti tecnologici adeguati. Ambienti come terrazze, spiagge, stazioni o appartamenti condivisi possono infatti trasformarsi in una fonte continua di rumori e distrazioni, compromettendo la qualità della comunicazione.

Non sorprende quindi che l'audio sia diventato uno degli elementi più importanti dell'esperienza di lavoro da remoto: secondo recenti rilevazioni, il 99% dei professionisti ritiene che una qualità audio insufficiente abbia un impatto negativo sulle riunioni online. In questo scenario, cuffie progettate per l'utilizzo professionale rappresentano un supporto concreto per migliorare produttività, comfort e chiarezza delle conversazioni, indipendentemente dal luogo in cui si lavora.

Cuffie professionali, anche quando l'ambiente non lo è


Con le Evolve3 85, Jabra offre un modello di cuffie progettato per supportare i lavoratori ibridi in ogni ambiente: in ufficio, a casa, in viaggio o dal luogo delle vacanze. Compatte, pieghevoli e dotate di un design elegante, queste cuffie offrono una qualità audio su misura per il lavoro, inserendosi al contempo in modo naturale nella vita di tutti i giorni. Le Jabra Evolve3 85 sono dotate di ClearVoice, una tecnologia che utilizza l'intelligenza artificiale e algoritmi avanzati per isolare la voce e ridurre il rumore circostante, senza la presenza di un braccetto del microfono visibile. Esse includono, inoltre, una modalità di cancellazione attiva del rumore adattiva, che reagisce in tempo reale all'ambiente e al modo in cui vengono indossate le cuffie.

Un formato compatto pensato per i viaggi


Quando si viaggia, ogni accessorio conta. Con il loro design moderno e minimalista e il microfono integrato senza braccetto, le Jabra Evolve3 85 uniscono il look e il comfort alle prestazioni che ci si aspetta da un dispositivo professionale. Pieghevoli, fornite con una custodia protettiva compatta e progettate per passare facilmente dalle videoconferenze all'uso personale, esse supportano le giornate di lavoro ibrido senza richiedere l'uso di più dispositivi. Con un'autonomia che raggiunge le 25 ore in conversazione o le 120 ore di riproduzione musicale (dati Jabra), e una ricarica rapida che garantisce fino a 10 ore di autonomia in soli 10 minuti, le Evolve3 85 tengono il passo dei lavoratori in movimento, dall'ufficio alla casa delle vacanze.

Sony FX5 ufficiale: Cinema Line con Open Gate e RAW
Sony amplia la famiglia Cinema Line con la nuova FX5, una telecamera professionale progettata per filmmaker e content creator
Techpertutti.comGuglielmo Sbano


Il prezzo è di 569 euro e la gamma comprende anche le Jabra Evolve3 75, un modello on-ear più leggero e traspirante, progettato per coloro che desiderano mantenere una maggiore consapevolezza dell'ambiente circostante.

Consigliato da Techpertutti

Jabra Evolve3 85


Queste cuffie sono progettate per supportare i lavoratori ibridi in ogni ambiente: in ufficio, a casa, in viaggio o dal luogo delle vacanze.

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Questa voce è stata modificata (2 settimane fa)
in reply to .mau.

@.mau. credo che prevedere che il certificato sia in sola lettura permetta di usare chip più blindati e più sicuri

soprattutto se consideri che tra 10 anni non solo si dovrà cambiare il certificato, ma c'è il rischio che si debba anche cambiare l'algoritmo usato dal certificato, perché non è detto che sia ancora considerabile sicuro per ulteriori 10 anni, e per cambiare quello devi fare modifiche al software della carta che NON vuoi si possano fare.

in reply to .mau.

Su quale base gli altri stati membri UE sarebbero costretti ad accettarla? Fino al 3 agosto 2026 vale la qualunque (comprese le tanto odiate CI cartacee) se l'Italia la riconosce; dopo no.

«carte d’identità di persone di età pari o superiore a 70 anni al 2 agosto 2021 che soddisfano le norme minime di sicurezza di cui alla parte 2 del documento ICAO 9303 e che hanno una MRZ funzionale, quale definita al paragrafo 3, cessano di essere valide alla loro scadenza.»
eur-lex.europa.eu/legal-conten…

in reply to Nemo_bis 🌈

Il senso generale del Regolamento è che, purché sia possibile leggere le impronte digitali dal documento, lo stato emittente potrà rinnovare la validità del documento quanto vuole, e gli altri stati membri saranno costretti ad accettarlo. Non capisco però quali siano esattamente i requisiti di sicurezza ridotti di cui beneficiano i fortunelli nati fino al 2 agosto 1951.
in reply to .mau.

Presumibilmente la MRZ continua a funzionare anche se il certificato scade. Non so bene come sarà allungata la scadenza. Per la CI cartacea ti mettevano lo stampiglio della nuova durata ex lege. All'estero lo stampiglio era valido, nel senso che la gente o mi prendeva sulla fiducia (la maggioranza dei casi) o effettivamente sapeva di quella legge perché era il loro lavoro saperlo (per es. polizia di frontiera). Questi potrebbero sapere dell'estensione anche se non riportata sul documento.
Franc Mac ha ricondiviso questo.

☕ CYBERBRIEFING — Venerdì 31 luglio 2026

👉 Leggi tutti gli aggiornamenti delle ultime 24 ore:
ilpuntocyber.rfeed.it/article.…

#newsletter #cybersecurity
@informatica

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Ecco oerché il "chatcontrol" è una delle più importanti battaglie per i diritti digitali nell'UE


I governi dell'UE hanno prorogato le norme provvisorie del blocco su #ChatControl " fino all'aprile 2028, consentendo alle piattaforme online di continuare a effettuare scansioni volontarie per individuare materiale pedopornografico, mentre il dibattito sull'obbligo di rilevamento è ancora in corso

Il pirata tedesco @echo_pbreyer spiega perché la scansione indiscriminata delle chat stabilisce un pericoloso precedente ed evidenzia gli elevati tassi di falsi positivi nella scansione hash

@privacypride

in reply to macfranc

The EU extending interim #ChatControl rules until 2028 is a critical privacy milestone.
​Voluntary scanning—and the push for mandatory detection—destroys end-to-end encryption and risks massive false positive rates. Mass chat surveillance sets a dangerous precedent for digital rights.
​#Privacy #ChatControl #DigitalRights #EU

macfranc reshared this.

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Nel genoma di Homo Sapiens sequenze di Dna da antenati fantasma. Ominidi senza nome prima dell’uscita dall’Africa

@scienza

blitzquotidiano.it/scienza-e-t…

Franc Mac ha ricondiviso questo.

L’origine degli zuccheri

@scienza

ilblogdellasci.wordpress.com/2…

Diego Tesauro Fra le molecole base per la vita, così come la conosciamo sulla Terra, oltre gli amminoacidi che costituiscono le proteine, le nucleobasi che formano le “lettere” del DNA e dell’RNA, ci sono i carboidrati. Una questione centrale, nella … Continua a leggere →

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Podman: l’alternativa a Docker che ogni sysadmin Linux dovrebbe conoscere
#tech
spcnet.it/podman-lalternativa-…
@informatica


Podman: l’alternativa a Docker che ogni sysadmin Linux dovrebbe conoscere


Per anni Docker è stato il default indiscusso quando si parlava di container su Linux. Ma l’architettura basata su un daemon centrale che gira come root ha sempre lasciato sul tavolo un problema di superficie d’attacco: se qualcuno compromette dockerd, ha di fatto accesso root all’intero host. Podman nasce proprio per chiudere questo gap, offrendo un motore container daemonless, compatibile con le immagini OCI e con la CLI Docker, che si integra in modo molto più nativo con systemd e con il modello di permessi di Linux.

Vediamo come installarlo, come si differenzia realmente da Docker oltre gli slogan, e come portarlo in produzione con systemd e le Quadlet, che sono probabilmente la ragione migliore per prenderlo sul serio.

Cos’è Podman, in pratica


Podman (da Pod Manager) è un motore container open source senza demone centrale. Ogni container gira come processo figlio dell’utente che lo ha avviato, non come figlio di un servizio di sistema con privilegi elevati. Questo significa che è possibile eseguire container completamente rootless, senza mai invocare sudo, riducendo drasticamente cosa un container compromesso può effettivamente toccare sull’host.

Sotto il cofano Podman usa gli stessi runtime OCI di Docker e parla lo stesso formato immagine, quindi la stragrande maggioranza dei comandi Docker funziona invariata sostituendo semplicemente il nome del binario (o creando un alias docker=podman, oppure installando il pacchetto podman-docker che fa da shim trasparente).

Un concetto che Docker non ha nativamente è quello di pod: gruppi di uno o più container che condividono rete e storage, concettualmente vicini ai pod di Kubernetes. Comodo quando si vogliono far girare insieme più container che devono comunicare come se fossero sulla stessa macchina.

Installazione

# Debian/Ubuntu (Debian 11+, Ubuntu 20.10+)
sudo apt-get update
sudo apt-get -y install podman

# Fedora/CentOS/RHEL 8+
sudo dnf -y install podman

# openSUSE
sudo zypper install podman

# Arch/Manjaro
sudo pacman -S podman

Verifica dell’installazione:
podman --version
podman info
podman run hello-world

Se l’ultimo comando restituisce il messaggio di benvenuto di Podman, l’installazione è a posto.

Uso quotidiano: i comandi non cambiano quasi nulla


Shell interattiva dentro un container Ubuntu:

podman run -it ubuntu bash

Servizio in background, con Nginx esposto sulla porta 8080 dell’host:
podman run -d --name web -p 8080:80 nginx
podman ps

Il resto della CLI ricalca Docker praticamente 1:1: podman pull, podman images, podman stop/start, podman rm/rmi. Dietro le quinte, podman build è in realtà un wrapper attorno a Buildah, mentre lo spostamento di immagini tra registry passa per Skopeo: strumenti separati che Podman orchestra per te, senza che serva conoscerli nel dettaglio per l’uso base.

Dove Docker e Podman divergono davvero


La compatibilità è alta ma non totale, e i problemi emergono quasi sempre dal modello rootless. Il caso più comune sono i bind mount: poiché i container rootless usano user namespace e mapping subuid/subgid, una directory montata dall’host non sempre ha la proprietà che il container si aspetta. Su sistemi con SELinux attivo serve anche il suffisso :z o :Z per far ri-etichettare correttamente i file:

podman run -v /host/path:/container/path:Z myimage

:z minuscolo condivide il volume tra più container, :Z maiuscolo lo rende privato per un singolo container. Se serve far coincidere esattamente la proprietà con quella dell’host, l’opzione --uidmap permette un controllo fine, oppure si può far girare il container in modalità rootful per replicare il comportamento di Docker.

Altri attriti da conoscere prima di migrare: l’accesso GPU da container rootless è limitato (NVIDIA richiede nvidia-container-toolkit e setup CDI, con i container da ricreare a ogni aggiornamento driver), e i Docker secrets insieme ad alcune configurazioni di rete non hanno una corrispondenza 1:1. Niente di bloccante, ma va testato prima di assumere che la migrazione sia un semplice “find and replace”.

Container come servizi systemd: le Quadlet


Questo è probabilmente il motivo migliore per scegliere Podman in un contesto server. Invece di lasciare un demone in background a gestire lo stato dei container, si delega tutto a systemd, che diventa responsabile di avvio, riavvio e supervisione, esattamente come per qualsiasi altro servizio di sistema.

Il meccanismo si chiama Quadlet: un file dichiarativo con estensione .container che Podman traduce automaticamente in una unit systemd. Per un servizio utente rootless, il file va in ~/.config/containers/systemd/. Esempio minimo per Nginx:

[Container]
ContainerName=web
Image=docker.io/library/nginx:latest
PublishPort=8080:80

[Install]
WantedBy=default.target

Attivazione:
systemctl --user daemon-reload
systemctl --user start web

Da questo momento il container è gestito da systemd come un servizio qualsiasi: si riavvia in caso di crash, si integra con i log di journald, si può abilitare al boot. Aggiungendo l’etichetta AutoUpdate=registry a un container, inoltre, podman auto-update può controllare periodicamente nuove versioni dell’immagine e riavviare il servizio in automatico, senza bisogno di Watchtower o strumenti equivalenti.

Migrare da Docker Compose


Chi ha un’infrastruttura basata su Compose ha due strade percorribili. La prima è continuare a usare Compose così com’è: il binario standalone docker compose può puntare al socket di Podman senza toccare i file docker-compose.yml esistenti:

systemctl --user enable --now podman.socket

La seconda è convertire i file Compose in Quadlet, così che sia systemd a gestire tutto nativamente. Scrivere le unit a mano è tedioso, quindi conviene usare podlet, un tool che legge un docker-compose.yml e genera i file Quadlet corrispondenti. C’è una curva di apprendimento, ma è comunque più veloce che partire da zero.

Docker resta rilevante


Nonostante i vantaggi di Podman, Docker non sta scomparendo. L’ecosistema attorno a Docker (Compose, Swarm, e tutta la tooling che si integra con esso, inclusi molti sistemi CI/CD già configurati per il socket Docker) resta enorme, e non tutte le piattaforme gestiscono bene le peculiarità rootless di Podman. Se un team è già standardizzato su Docker, spesso ha più senso restare sull’esistente piuttosto che affrontare una migrazione per un guadagno marginale.

Dove Podman convince davvero è quando si parte da zero: setup più sicuro per default, nessun demone da tenere sotto controllo, integrazione diretta con systemd per la gestione del ciclo di vita dei servizi.

Conclusione


Podman è un motore container completo, compatibile con Docker, che funziona senza demone e senza bisogno di privilegi root. Per l’uso quotidiano è quasi un drop-in replacement: si installa dal repository della distribuzione, si usano gli stessi comandi (o si crea l’alias docker=podman), e si ottengono benefici di sicurezza concreti senza dover reimparare nulla. I limiti di compatibilità, soprattutto su bind mount, GPU e secrets, vanno conosciuti e testati prima di una migrazione in produzione, ma per chi sta impostando nuovi ambienti containerizzati su Linux, specialmente se pensa di gestirli con systemd e Quadlet, vale decisamente la pena valutarlo.

Fonte originale: Hayden James, “Docker Alternative: Podman on Linux”, LinuxBlog.io.


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Sanae Takaichi si muove per mantenere la promessa elettorale: imposte sulle vendite di alimentari da 8% a 1% per due anni, più sovvenzioni legate al reddito. Nulla di più definitivo di misure provvisorie di questo tipo. Costo: 31 miliardi di dollari annui. Coperture? leggete voi stessi: un rito voodoo

Japan’s Sanae Takaichi sticks to plan to cut food sales tax ft.com/content/28a1c0fa-3ed4-4…

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ARRIVA IL “CASTIGO” PER CHI USA COPILOT PER SCRIVERE CON WORD…

@news
Chi si è abituato a farsi aiutare dall’intelligenza artificiale si prepari a sgradevoli sorprese.
L'articolo ARRIVA IL “CASTIGO” PER CHI USA COPILOT PER SCRIVERE CON WORD… proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

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eBay concorda un accordo da 56 milioni di dollari con i blogger per un caso di molestie


Un gruppo di ex dirigenti dell'azienda si è infine dichiarato colpevole di aver inviato a David e Ina Steiner (una coppia che gestiva il blog e la newsletter EcommerceBytes, che a volte criticava eBay) una maschera ricoperta di sangue di maiale, un libro sulla sopravvivenza alla morte del coniuge e altre minacce.

bbc.com/news/articles/cj039p23…

@eticadigitale

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L’OMBRA DELLE SCOMMESSE NON DÀ REFRIGERIO

@news
*Un Paese disperato si aggrappa a tutto. La speranza che la buona sorte possa regalarci un domani diverso e migliore induce – disgraziati e non – a ritenere il gioco d’azzardo la panacea per i propri malesseri finanziari e ad inoltrarsi nella pericolosa savana in cui le tentazioni assumono le più diverse forme.
L'articolo L’OMBRA DELLE SCOMMESSE NON DÀ

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Lago di Garda. Dal Lavagnone al Lucone, il sapore della preistoria rivive in tavola. PalaFitFood dimostra che l’archeologia può essere raccontata anche attraverso una pentola. La pizza non pizza. La Nutella non Nutella

@culture

Ci sono libri di archeologia che spiegano gli oggetti. Altri che illustrano le tecniche di scavo. PalaFitFood. Il sapore della cucina delle palafitte sceglie invece

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ho visto passare anche qua sul fediverso la panzana degli incendi e le code dei gatti. Ma vergognarsi almeno un pochettino? Chiedere scusa all'universo mondo per essere cascati in una panzana estiva immortale? Gattini, incendi e vecchie conoscenze butac.it/gatti-incendi-aidaa/
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Wikimedia non riconoscerà volontariamente il sindacato che la stragrande maggioranza dei suoi lavoratori vuole


La Wikimedia Foundation ha atteso fino a subito dopo la sua più grande conferenza annuale per annunciare che non avrebbe riconosciuto volontariamente il sindacato dei suoi dipendenti.

404media.co/wikimedia-waits-un…

@eticadigitale


Wikimedia Waits Until After Its Massive Conference to Say It Won’t Voluntarily Recognize Union


The Wikimedia Foundation waited until the days following its largest worldwide conference to issue a statement saying it would not voluntarily recognize a union of its workers.

Last week, Wiki Workers United, which is organized through the Communication Workers Union and represents U.S. workers at the nonprofit Wikimedia Foundation, requested voluntary recognition of their union. Wiki Workers United said that it had secured a “supermajority of union-eligible workers who have signed union authorization cards.” A group of more than 1,100 Wikipedia editors have also signed a letter of support for the union.

On Monday, just days after the massive Wikimania Conference concluded in Paris, the Wikimedia Foundation announced it would not voluntarily recognize the union and said the union would have to conduct a vote as overseen by the National Labor Relations Board.

“The Foundation’s responsibility is to ensure that they can make their own choice freely,” the foundation wrote in the statement. “So that every eligible employee has an equal voice, we believe a secret-ballot election conducted by the National Labor Relations Board is the appropriate path forward.”

“We have heard a range of views from staff, including concerns from those who have felt pressured to support union efforts and those who are confused by the unionization process,” the foundation added in a frequently asked questions section. “We have also seen a misunderstanding around what the union can do for global staff and Wikimedia movement communities.”

The Wikimedia Foundation’s statement and its frequently asked questions section is full of very carefully-worded language that is common among companies and organizations that have fought against unionization. For example, the FAQ includes a long section about the benefits that Wikimedia Foundation already offers its staff, and the statement suggests that there is a “wide range of views on unionization” among employees.

Wikipedians immediately took issue with the timing of the statement and the language of it. On a talk page discussing the statement, the Wikimedia Foundation is getting hammered for the timing of the statement and the statement itself.

“What a shameful decision to tie the process to the willingness of Trump-controlled NLRB. Everyone involved in denying the voluntary recognition should resign in disgrace or be driven out,” one editor wrote.

“The fact that this response came exactly 1 day after Wikimania shows that you are afraid of being confronted,” another wrote.

“This is an extremely disappointing statement. It says that ‘Foundation leadership respects the right of staff to unionize, if they choose to do so. That decision rests with them.’ But that decision has been made - by a supermajority of US-based staff. The only thing standing between the US WWU and recognition is WMF executive leadership, who could recognize the union today if they cared to,” a third wrote.

“As a U.S. trained labor lawyer and past organizer with WWU, this statement, alongside the WMF’s public facing community post reek of union-busting disinformation. What’s critical for the community to know is that a supermajority of the workers already did vote by signing a card. This ‘extra step’ is just a delay tactic that employers are advised to do when they don’t want a union,” a fourth wrote. “These WMF workers have already been extremely brave by expressly affirming their commitment to a union. Years of efforts to get this accomplished. This is not some rash decision by them. Moreover, the community supports their union too! It literally makes no sense as to why WMF thought this was the right decision here in this critical moment.”

At Wikimania in Paris, the Wikimedia Foundation’s Chief Executive Officer Bernadette Meehan was asked about voluntarily recognizing the union. Meehan said “our focus is on executing and helping the core organizing team execute a great event. We will respond to that particular request when we have a chance to review it.”

“We are supportive and we support employees’ right to unionize. The context is complicated because we operate in multiple different places,” she added. “We respect the right if it is the majority will of eligible staffers to unionize.”

The Wikimedia Foundation did not immediately respond to a request for comment.


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