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A @OttoemezzoTW, #LucioCaracciolo ci dice che governo #Meloni ha fatto sapere che non entrerà nella guerra di Usa e Israele contro #Iran.

Ma voi credete al governo?

Un giornalista ha una stella polare: NON credere mai a niente,fino a quando NON viene ufficialmente negato

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Sono a #Berlino per la conferenza su @wikileaks,organizzata da @disruptberlin,c'è @Stella_Assange, @khrafnsson,@avilarenata,@SwaziJAF e tanti tanti altri.

Il mio messaggio sarà:
combattere combattere combattere

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1.Francamente, anche no, #PierLuigiBersani,
elogiare #UmbertoBossi.

Rispetto per tutti di fronte alla morte, ma piangerlo come un avversario che non sarebbere mai messo con #CasaPound,NO. Possibile ancora non capite che è successo negli ultimi 25 anni?

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Cloud pubblico e democrazia, dove si misura oggi la sovranità. Un interessantissimo articolo della prof.ssa Ginevra Cerrina Feroni

«La disciplina del Piano Strategico Nazionale tende a garantire la sovranità infrastrutturale/sicurezza, ma la sovranità applicativa (chi può fare cosa coi dati) rimane frammentata e spesso scaricata sulla singola amministrazione e sul singolo contratto.»

agendadigitale.eu/infrastruttu…

@privacypride@feddit.it

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nuovo post sul blog ‘esiste la ricerca’: massimiliano manganelli, “romanzo fai da te”


massimiliano manganelli su elr_ 19 mar 2026

mtmteatro.it/massimiliano-mang…
#ELR #ELREsisteLaRicerca #EsisteLaRicerca #ManifattureTeatraliMilanesi #MassimilianoManganelli #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #romanzoFaiDaTe #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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Riforma istituti tecnici, migliaia di firme contro. E il ministero annulla riunione con i sindacati

@scuola

corriereuniv.it/riforma-istitu…

No alla riforma degli istituti tecnici. Hanno superato quota 17mila le firme raccolte in pochi giorni dalla

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oggi, 20 marzo, a roma: “kienböck. corpo migrante”, mostra personale di shohreh bayatipour


Kienböck. Corpo migrante, di Shohreh Bayatipour, da oggi, 20 marzo, alla Galleria Arte Sempione (corso Sempione 8, Roma).

Lunedì 23 marzo, h. 18, incontro con l’artista.
#art #arte #GalleriaArteSempione #imaugurazione #ShohrehBayatipour #vernissage

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25 marzo, roma, giuseppe casetti su mario dondero


Roma, mercoledì 25 marzo, ore 18, libreria Il museo del louvre – via della Reginella 8a

Donderoad: il secondo dei cinque incontri sulla fotografia ideati da Giuseppe Casetti è dedicato a Mario Dondero.

Donderoad è un viaggio e un incrocio di strade.
La prima è certamente la via morale con cui Mario Dondero ha sempre inteso la fotografia: una pratica umana prima ancora che estetica. Una via civile, spirituale, politica, avventurosa.
“Volevo fare il marinaio, poi sono diventato fotografo”.

Ma la via di Mario è anche una certa Roma: un certo insieme di vie concentrate in un fazzoletto di indirizzi che Giuseppe Casetti ha scoperto frequentando Dondero. Una geografia affettiva fatta di pensioni, trattorie, bar e tavolini dove, negli anni Sessanta, si incrociano fotografi, scrittori, artisti e cineasti di tutto il mondo,
“La fotografia non è il fine, ma il mezzo per avvicinarsi alla vita”

E poi c’è la via dell’amicizia tra Giuseppe e Mario.
Una strada più privata, fatta di ricordi diretti, viaggi tra Roma e Fermo, di racconti infiniti al ristorante, aneddoti; non soltanto il fotografo, ma l’uomo. “Fotografare la vita è come raccogliere l’oro per la strada”

buon cammino!

_____

i prossimi incontri in programma:
29 aprile 2026 _ Paolo Di Paolo raccontato da Giuseppe Casetti
27 maggio 2026 _ Giosetta Fioroni raccontata da Giuseppe Casetti
24 giugno 2026 _ "Il fotografo che non usa la macchina fotografica", un racconto di Giuseppe Casetti

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#newissue

Uno #specialissue di #AltreModernità che analizza l'eredità del Contemporary #CulturalStudies di Birmingham attraverso tre interviste ad Angela McRobbie, Lynne Segal e Iain Chambers.
E ancora: il linguaggio come pratica sociale alle rappresentazioni di classe, il colonialismo in #HeartOfDarkness e l’#otherness in #HanifKureishi, l'identità #queer nella poetica di Kae Tempest, la genealogia della #FashionTheory, e molto altro...

@cultura

⬇️ In #openaccess qui: riviste.unimi.it/index.php/AMo…

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Luciano Floridi: "L'Italia ha le carte per farcela: muoversi per non perdere il treno dell'AI" huffingtonpost.it/economia/202…
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STRAPPARE UN “SÌ” COSTA SOLO 25 CENTESIMI AL LITRO

@news
*La buona notizia interessa anche gli innamorati e i semplici invaghiti, che non sanno a quale stratagemma far ricorso per veder accettata la rispettiva pretesa. Chi ha paura di un rifiuto alla richiesta “mi vuoi sposare” o più prosaicamente “me la dai” adesso sa che un SI ha una quotazione ufficiale.
L'articolo STRAPPARE UN “SÌ” COSTA

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Da qualche mese posto quasi solo su Instagram per stanchezza esistenziale, ma ci tenevo a tornare per dire che su @ilpost è uscita la mia intervista a Contrapoints che potrebbe o non potrebbe essere l'apice della mia carriera fin qui 💫

ilpost.it/2026/03/19/video-ess…

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Ho appena scoperto che la Gendarmerie Française usa Linux dal 2008 e che si sono fatti addirittura una distribuzione loro basata su Ubuntu, la GendBuntu.

Se proprio proprio... voglio essere arrestato da loro 😍

fr.wikipedia.org/wiki/GendBunt…

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Dentro la fabbrica di identità di Pyongyang: come gli “IT worker” nordcoreani stanno diventando i futuri insider
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/dentro…


Dentro la fabbrica di identità di Pyongyang: come gli “IT worker” nordcoreani stanno diventando i futuri insider


Si parla di:
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C’è un momento preciso in cui la narrativa sui “hacker nordcoreani” smette di essere una storia di APT, zero‑day e supply chain e diventa qualcosa di molto più scomodo: scopri che quella persona nel tuo Slack, con badge GitHub aziendale e ticket Jira assegnati, potrebbe essere un dipendente della Repubblica Popolare Democratica di Corea che lavora sotto falso nome da un appartamento a Shenyang, usando il portatile spedito a casa di un collaboratore americano.

Il quadro che emerge dall’analisi congiunta di Flare e IBM X‑Force è quello di un’industria strutturata di IT worker nordcoreani (NKITW), non un singolo cluster o campagna, ma una filiera permanente di developer, facilitator, recruiter e collaboratori occidentali che trasformano identità e account in valuta sonante per il regime. È lo stesso ecosistema che negli ultimi mesi è finito al centro di indagini del Dipartimento di Giustizia USA, di nuove sanzioni OFAC e di report di piattaforme come GitHub, che descrivono pipeline industriali per generare identità sintetiche, costruire reputazione tecnica e infiltrarsi in team di sviluppo e infrastrutture critiche.

Dall’operaio al developer: l’evoluzione del lavoratore all’estero


Storicamente Pyongyang ha monetizzato la forza lavoro esportando camerieri, muratori e operai in Cina e Russia, costretti a rimandare la quasi totalità del salario al partito‑stato. L’IT worker è l’evoluzione “white collar” di questo modello: stesso schema di estrazione di valore, margini molto più elevati. Le stime ONU e di altri osservatori indicano migliaia di lavoratori IT dispiegati all’estero o operativi da remoto, con un volume annuo di centinaia di milioni di dollari tra salari, attività illecite e sfruttamento di criptoasset.

Questi lavoratori non sono improvvisati. Vengono selezionati da giovanissimi per le abilità matematiche, instradati attraverso un percorso di scuole d’élite che include università come Kim Il Sung, Kim Chaek e l’University of Sciences di Pyongyang, gestita dall’Accademia di Scienze e percepita come corsia preferenziale per ottenere residenza nella capitale e status privilegiato. L’IT worker è, di fatto, un insider di élite del sistema nordcoreano: istruito, con accesso alla tecnologia, politicamente affidabile, e con un obiettivo semplice ma non negoziabile, generare valuta pregiata e, quando possibile, intelligence e know‑how tecnici.

La macchina organizzativa: recruiter, facilitator, worker, collaboratori


L’ecosistema NKITW è strutturato in ruoli ben distinti, che ricordano più una scale‑up distribuita che un’unità di intelligence tradizionale. In alto troviamo i recruiter, spesso attivi su piattaforme mainstream come LinkedIn, che si presentano come HR per “stealth startup” con nomi innocui, come “C Digital LLC”. Il loro pitch è studiato: promettono mentorship sulle “migliori strategie di job hunting”, identità USA preconfezionate, possibilità (alluse, mai garantite) di migrare, e un modello retributivo basato su contratti ottenuti presso terzi.

Il passaggio successivo è nelle mani dei facilitator, che sono il motore operativo della frode. Queste figure orchestrano la creazione delle identità, gestiscono i profili su LinkedIn, GitHub e piattaforme freelance, coordinano gli assistenti che spammando candidature arrivano tranquillamente a centinaia di job application al giorno, curano il rapporto con i collaboratori occidentali, si fanno carico dell’onboarding e della “manutenzione” del profilo fintanto che il lavoratore resta in azienda.

Gli IT worker, il gradino apparentemente più “basso”, sono in realtà gli esecutori sulla tastiera. Lavorano su stack che vanno da .NET allo sviluppo blockchain, da WordPress al full‑stack JavaScript, con competenze che oscillano dal solido alla facciata, spesso compensate da un uso massiccio di Google, ChatGPT e altra AI generativa per colmare gap tecnici e linguistici in tempo reale. Infine ci sono i collaboratori/broker occidentali, il layer più delicato dal punto di vista legale: proprietari di identità, laptop e conti bancari che consapevolmente o meno prestano la propria “fisicità” per superare KYC, background check, drug test e burocrazia fiscale.

Le ultime inchieste del Dipartimento di Giustizia USA hanno mostrato esattamente questo pattern, con facilitatori e cittadini americani incriminati per aver fornito laptop, conti e società di comodo a decine di worker nordcoreani, che hanno guadagnato milioni di dollari e ottenuto accesso a più di cento aziende, incluse realtà Fortune 500 e contractor della difesa.

RB Site, NetKeyRegister e la “intranet” del lavoro IT nordcoreano


Un elemento distintivo del report Flare/X‑Force è l’accesso raro a quello che succede “dietro il firewall” nordcoreano: non solo opsec degli operatori, ma veri e propri sistemi di gestione interna del lavoro. Il primo tassello è l’infrastruttura VPN domestica, centrata su NetKey e sul suo rebrand OConnect, client proprietari usati per autenticarsi a reti interne DPRK. Su endpoint riconducibili a worker sono state osservate più versioni di NetKey (4.1, 5.0, 5.1) e OConnect (dalla 5.3 alla 6.0.0), con percorsi che includono directory come “C:\Program Files (x86)\rb corp\oconnect 5\NetKey.exe” e “C:\Program Files (x86)\STN Corp\OConnect 6.0.0\OConnect.exe”, indizi di enti o front company come “RB Corp” e “STN Corp”.

È proprio “RB” a condurre a RB Site, una piattaforma web accessibile su IP interni (per esempio 192.168.109.2) che fornisce interfacce come “Add Machine Info”, “Network Report”, “Payment Address” e viste su “blocked URLs”. In pratica un back‑office centralizzato dove registrare i dispositivi in uso, associare macchine a singoli worker, distribuire aggiornamenti dei client NetKey/OConnect e tracciare flussi di pagamento. In parallelo emerge NetKeyRegister, un’altra applicazione web su IP privato (172.20.100.7:8000) con pagine di login, upload e form parametrici basati su “netkey_id”, verosimilmente un registry interno di identità e servizi associati ai tunnel VPN.

Questo ecosistema suggerisce che il lavoro remoto per Pyongyang è gestito con la stessa ossessione per la rendicontazione che si ritrova nel resto dell’economia di comando: time sheet che registrano le attività “per il secondo”, classifiche interne basate sulle ore trascorse a fare bidding su Upwork e a inviare messaggi LinkedIn, nickname di gruppo mutuati da videogiochi e cultura pop. Dalla stessa telemetria si capisce che ogni giorno centinaia di bid vengono lanciati su piattaforme freelance, con tassi di conversione bassi ma sufficienti, dato il costo del lavoro interno, a generare margini significativi anche con progetti da qualche centinaio di dollari l’uno.

Synthetic workforce: persona engineering tra GitHub, AI e FaceSwap


Se c’è un’area in cui la componente “nerd” del fenomeno emerge con forza è la costruzione delle identità. L’identità digitale del worker è un prodotto, e viene trattata come tale: progettazione, prototipazione, validazione, cicli di iterazione basati su feedback del mercato (recruiter, hiring manager, piattaforme). Tutto parte da generatori di nomi e profili, in grado di produrre identità coerenti con l’area geografica target, collegati a università e aziende credibili nel contesto locale. Per la parte visiva vengono scaricate foto stock e poi modificate con editor AI per evitare reverse image search, oppure si parte da scatti reali e si manipola lo sfondo o i tratti fino a renderli irriconoscibili.

Negli ultimi mesi, secondo OFAC e analisi indipendenti, questo arsenale si è arricchito di strumenti più aggressivi: applicazioni di face‑swapping usate per inserire volti di worker in passaporti rubati o documenti d’identità sintetici, e tool generativi per produrre headshot “LinkedIn‑ready” e persino interi siti aziendali fittizi che fungono da base per referenze e shell company. Una delle indagini raccontate da GitHub parla di un singolo team nordcoreano che ha creato almeno 135 identità sintetiche, automatizzando la creazione di email, account professionali e portfolio tecnici e riuscendo a ottenere accesso a decine di codebase private.

GitHub, in questo ecosistema, è una vetrina ma anche un tool operativo. I profili “di facciata” sono pieni di repository boilerplate, fork, badge e grafica, spesso con commit history artificiale, costruita seguendo guide trovate via Google tipo “how to create fake commit activity on GitHub”. La qualità del codice nei repo pubblici conta relativamente: l’obiettivo è tecnicamente convincere un recruiter umano o automatizzato che la persona dietro l’account sia “uno dei tanti” developer mid‑senior in un mercato saturo.

Molto più interessanti, dal punto di vista della sicurezza, sono i profili “operativi”, quelli usati per lavorare sui repository privati delle aziende target. In questi casi il profilo GitHub è minimalista, spesso quasi vuoto, perché la sua unica funzione è ospitare branch e pull request su codebase proprietarie. È qui che l’identità fittizia smette di essere un problema HR e diventa un rischio di sicurezza: accesso a codice, pipeline CI/CD, segreti, infrastrutture cloud, dataset di clienti.

Vita (molto) quotidiana di un IT worker nordcoreano


La vita lavorativa dell’IT worker medio, per come emerge dai log di Google Translate, dalle cronologie browser e dai documenti interni analizzati, è quasi banale proprio perché profondamente simile a quella di un developer qualsiasi, solo con più stratagemmi intorno. Il worker inizia la giornata collegandosi via VPN commerciale, spesso Astrill, per ottenere un IP coerente con la sua presunta residenza (Stati Uniti, Europa, Asia‑Pacific), oltre al tunnel verso la rete DPRK tramite NetKey/OConnect.

Le task arrivano via Jira, Slack, Teams o sistemi analoghi; ogni descrizione di ticket viene incollata in Google Translate, tradotta e spezzata in query per Google e ChatGPT. ChatGPT viene usato come copilota per generare snippet, debug, spiegazioni di stack non pienamente padroneggiati; le risposte vengono ricontrollate traducendo dall’inglese al coreano per essere sicuri di aver compreso senso e sfumature prima di inviare qualcosa al team. Interessante è il pattern di utilizzo di Google Translate: quando il worker scrive in inglese, l’URL della pagina di traduzione viene aggiornato a ogni lettera, producendo lunghi “trail” nella cronologia, un marcatore comportamentale che tradisce la scrittura lenta e controllata del messaggio.

In parallelo mantiene la copertura: aggiornamenti di stand‑up giornalieri, battute “da open space”, richieste di chiarimenti tecnici costruite in maniera credibile rispetto al ruolo. Tutto questo sotto la minaccia costante della performance: i log contengono messaggi di manager frustrati da problemi banali con i branch Git, dal calo di qualità delle consegne rispetto alle aspettative del CV, fino a piani di miglioramento e, in molti casi, lettere di licenziamento. Quando l’epilogo arriva, scatta il protocollo di dismissione: coordinarsi con il collaboratore occidentale per spedire il laptop, chiudere l’account, incassare l’ultima busta paga e passare alla prossima identità.

La comunicazione interna tra worker e tra team avviene spesso tramite IP Messenger (IPMsg), un’app di messaging serverless che vive su LAN, con gruppi identificati da nickname come “Jockey”, “Viper”, “KasperSky”, “Superman” e così via. Qui circolano slide con statistiche su CV che performano meglio, consigli di dorking per cercare offerte di lavoro per paese, link a versioni “pulite” di OConnect e IPMsg da RB Site quando compaiono campagne malware che ne sfruttano i binari. Questo layer “peer‑to‑peer” dipinge l’immagine di un ambiente ibrido tra una software house e un collegio, con competizione interna, ranking e pressione sociale per chi è in fondo alla classifica di ore lavorate.

Dal falso dipendente all’insider: cosa stanno facendo davvero


La narrativa ufficiale spiega l’IT worker principalmente come strumento di generazione di revenue, e le cifre supportano questa lettura: singoli worker possono guadagnare fino a 300.000 dollari l’anno, fondi che in gran parte vengono incanalati verso i programmi di armamento e missilistici del regime. Ma ridurre il fenomeno a “developer che lavorano in nero per finanziare Pyongyang” è fuorviante. Alcune delle indagini più recenti mostrano come questi ruoli si sovrappongano sempre più con attività classiche di cybercrime e spionaggio.

Nelle accuse rese pubbliche nel 2025, il Dipartimento di Giustizia ha descritto casi in cui team di IT worker, una volta ottenuto un posto come developer remoto presso aziende americane, hanno sottratto criptovalute per quasi un milione di dollari, violato policy ITAR accedendo a codice sensibile di un contractor della difesa e scaricato dati proprietari da più organizzazioni. In parallelo OFAC e Treasury hanno sanzionato entità come Amnokgang Technology Department Company e altre strutture che gestiscono squadre di worker, accusandole non solo di frode identitaria, ma anche di aver introdotto malware su reti aziendali per esfiltrare informazioni.

Sul fronte cripto, provider come Chainalysis tracciano un uso sistematico di exchange, swap, mixer e bridge multi‑chain per ripulire salari e proventi illeciti, collegando indirizzi collegati all’IT worker scheme a milioni di dollari in asset digitali riciclati. In questo senso il “developer remoto” è un punto di ingresso ideale per l’abuso di segreti, wallet interni, infrastrutture DevOps poco presidiate e chiavi API, soprattutto in organizzazioni che non hanno una chiara segregazione tra ambienti di sviluppo, test e produzione.


E’ la componente umana, la più difficile da automatizzare ma probabilmente la più efficace. Il report Flare sottolinea come i worker tendano a evitare ambienti dove è richiesta alta interazione faccia a faccia, videochiamate frequenti, incontri in presenza per il ritiro dei laptop o per l’onboarding. Un’organizzazione che investe in rapporti stretti tra manager e dipendenti, che insiste su colloqui video approfonditi, che verifica indirizzi e disponibilità fisica quando il ruolo lo consente, rende la vita molto più difficile a chi cerca di gestire un’identità da migliaia di chilometri di distanza attraverso un collaboratore.


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oggi, 19 marzo, a roma, finissage della mostra “fragile ergo sum”, in biblioteca vallicelliana


Oggi, 19 marzo, presso il Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana di Roma è previsto il finissage di Fragile ergo sum, mostra a cura di Roberto Gramiccia e Alberto Dambruoso.

Biblioteca Vallicelliana, Piazza della Chiesa Nuova 18. Informazioni:
vallicelliana.cultura.gov.it/f…
Artiste e artisti:

Ennio Alfani, Francesco Paolo Ambrosecchio, Flavio Arcangeli, Gianfranco Basso, Jacopo Benci, Paolo Bielli, Eleonora Bona, Valeria Cademartori, Emanuela Camacci, Enzo Casale, Antonella Catini, Bruno Ceccobelli, Franco Cenci, Primarosa Cesarini Sforza, Claudia Chianese, Stefano Ciotti, Mattia Cleri Polidori, Alice Colacione, Angelo Colagrossi, Cinzia Colombo, Tiziano Conte, Lea Contestabile, Karmen Corak, Giovambattista Cuocolo, Ysabel Dehais, Alberto D’Amico, Leonardo D’Amico, Michele De Luca, Francesca di Ciaula, Stefania Di Filippo, Paolo Di Nozzi, Patrizia Dottori, Nina Eaton, Stefania Fabrizi, Cristiana Fasano, Ugo Ferrero, Mariano Filippetta, Peter Flaccus, Ines Fontenla, Stella Marina Gallas, Alberto Gallingani, Alessandra Giovannoni, Francesco Impellizzeri, Pierluigi Isola, Susanne Kessler, Marilena La Mantia, Giulia Lanza, Ana Maria Laurent, Emanuela Lena, Melissa Lohman, Adele Lotito, Renata Maccaro, Mauro Magni, Vilma Maiocco, Marco Manzo, Roberta Maola, Claudio Marani, Michele Marinaccio, Carola Masini, Camelia Mirescu, Patrizia Molinari, Daniela Monaci, Denise Montresor, Consuelo Mura, Mahshid Mussavi, Elly Nagaoka, Giulia Napoleone, Alessia Nardi, Elena Nonnis, Alessandra Pedonesi, Angela Pedonesi, Stefano Piali, Maurizio Pierfranceschi, Luca Piffero, Jasmine Pignatelli, Diana Pintaldi, Monica Pirone, Nino Pollini, Giulia Ripandelli, Elio Rizzo, Paola Romoli Venturi, Nicola Rotiroti, Jack Sal, Stefano Salvi, Sandro Sanna, Nicola Santarelli, Lucia Sapienza, Monica Sarandrea, Vincenzo Scolamiero, Shaghayegh Sharafi, Nunzio Solendo, Georgina Spengler, Silvia Stucky, Alberto Timossi, Anna Tozzi, Stefano Trappolini, Patrizia Trevisi, Laura VdB Facchini, Paolo Vitale, Juanni Wang, A-Wibaa
#AWibaa #AdeleLotito #AlbertoDAmico #AlbertoDambruoso #AlbertoGallingani #AlbertoTimossi #AlessandraGiovannoni #AlessandraPedonesi #AlessiaNardi #AliceColacione #AnaMariaLaurent #AngelaPedonesi #AngeloColagrossi #AnnaTozzi #AntonellaCatini #art #arte #BrunoCeccobelli #CameliaMirescu #CarolaMasini #CinziaColombo #ClaudiaChianese #ClaudioMarani #ConsueloMura #CristianaFasano #DanielaMonaci #DeniseMontresor #DianaPintaldi #elenaNonnis #EleonoraBona #ElioRizzo #EllyNagaoka #EmanuelaCamacci #EmanuelaLena #EnnioAlfani #EnzoCasale #FlavioArcangeli #fragilità #FrancescaDiCiaula #FrancescoImpellizzeri #FrancescoPaoloAmbrosecchio #FrancoCenci #GeorginaSpengler #GianfrancoBasso #GiovambattistaCuocolo #GiuliaLanza #GiuliaRipandelli #GiuliaNapoleone #InesFontenla #JackSal #JacopoBenci #JasminePignatelli #JuanniWang #KarmenCorak #LauraVdBFacchini #LeaContestabile #LeonardoDAmico #LucaPiffero #LuciaSapienza #MahshidMussavi #MarcoManzo #MarianoFilippetta #MarilenaLaMantia #MattiaCleriPolidori #MaurizioPierfranceschi #MauroMagni #MelissaLohman #micheleDeLuca #MicheleMarinaccio #MonicaPirone #MonicaSarandrea #NicolaRotiroti #NicolaSantarelli #NinaEaton #NinoPollini #NunzioSolendo #PaolaRomoliVenturi #PaoloBielli #PaoloDiNozzi #PaoloVitale #PatriziaDottori #PatriziaMolinari #PatriziaTrevisi #PeterFlaccus #PierluigiIsola #PrimarosaCesariniSforza #RenataMaccaro #RobertaMaola #RobertoGramiccia #SandroSanna #ShaghayeghSharafi #SilviaStucky #StefaniaDiFilippo #StefaniaFabrizi #StefanoCiotti #StefanoPiali #StefanoSalvi #StefanoTrappolini #StellaMarinaGallas #SusanneKessler #TizianoConte #UgoFerrero #ValeriaCademartori #VilmaMaiocco #VincenzoScolamiero #YsabelDehais

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a torino, fino al 29 marzo, mostra di opere asemiche di eugenia di meo


L’arte calligrafica e asemica di Eugenia Di Meo in mostra all’Associaziopera asemica di Eugenia Di Meoone Culturale “Fuocoinfinito” di via Carlo Alberto 11p, a Torino.
Fino a domenica 29 marzo, con questi orari:
lun. – ven. 15:30 / 18:30
sab. – dom. 10:30 / 12:30 e 15:30 / 18:30

Un articolo di Gianni Milani e tutte le informazioni qui: https://iltorinese.it/2026/03/17/se-la-traccia-alfabetica-si-fa-libera-narrazione-darte/
#art #arte #asemic #asemicWriting #AssociazioneCulturaleFuocoinfinito #esposizione #EugeniaDiMeo #Fuocoinfinito #GianniMilani #mostra #scritturaAsemica

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Scuola, inflazione e sanità: gli italiani chiedono protezione e temono il declino

@scuola

corriereuniv.it/inflazione-san…

Dalla salute mentale degli studenti al costo dell’inflazione: i dati Bocconi–SWG per Pact4Future 2026 raccontano un Paese che percepisce insicurezza e chiede risposte concrete. Il disagio giovanile è più profondo di quanto credano gli

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Perdiamo ogni occasione per cercare di alleviare la nostra dipendenza dall'auto e dal petrolio.

Capisco evitare rialzi dell'inflazione, ma si poteva ottenere un effetto anche migliore aiutando trasportatori o altri campi affetti dal prezzo del petrolio.

Invece niente, bisogna spingere ad usare il petrolio in ogni ambito e mantenere lo status quo, pur essendo perfettamente consapevoli che anche col prezzo più basso, le cose non funzionano, non sono sostenibili e dovranno cambiare.

Lasciate a casa la macchina, anche solo una volta alla settimana, se potete. Provate alternative, non fissatevi sul solito modo.


Mi piacerebbe sentire qualcosa del genere da qualche governante, locale, nazionale, europeo, ogni tanto

ilpost.it/2026/03/18/governo-m…

#autonarcotizzati #autodipendenza #mobilitainsostenibile

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È online il bando di #ITADINFO 2026 (itadinfo.it/bando/). C'è un *webinar* per chiarire le tematiche di interesse per il convegno e approfondire le modalità di redazione:

Lunedì 30 marzo ore 18:00

Non è necessaria alcuna prenotazione, è sufficiente collegarsi all’orario sopra indicato al seguente link:
programmailfuturo.it/link-webi…

Novità di quest'anno: chi volesse ricevere un parere iniziale sul potenziale interesse della proposta rispetto ai temi del convegno, può inviare una proposta preliminare di contributo.

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Ufficio Zero - Ecco un riepilogo della nostra presenza nel Fediverso

Ufficio Zero Linux OS è la distribuzione italiana GNU/Linux che ha scelto con orgoglio e convinzione il Fediverso per la comunicazione social.

Vediamo allora quali sono i nostri account e i nostri spazi:

- l'account ufficiale mastodon su Poliversity.it
- l'account ufficiale pixelfed su Pixelfed.uno
- l'account ufficiale video su PeerTube.uno
- l'account ufficiale linkstack sull'instanza LinkStack Devol
- il servizio del forum su Citiverse.it

oltre agli account dell'associazione No-Profit Boost Media APS (mastodon/pixelfed/peertube) sulle istanze dei nostri amici Devol.

Proponiamo e promuoviamo da moltissimo tempo (2024) i servizi Devol insieme agli attuali di Poliversity.it / Poliverso.org / Citiverse.it / LeAlternative.net di una nuova collaborazione nata a Febbraio 2026, tanto da essere confluiti tempo fà, con tutti i progetti ed istanze elencate anche nell'associazione italiana Fedimedia.it

Il modo migliore di fare rete per noi è quello di creare un ecosistema in cui, all'interno dei nostri sistemi, potete trovare applicazioni e link utili di nostri Sponsor ma anche Partner, anche legati al fediverso, insieme a link di campagne sociali promosse da Boost Media APS ma anche da altre associazioni internazionali.
Solo uniti possiamo migliorare le condizioni del nostro paese!

@gnulinuxitalia
@lealternative
@informatica

ufficiozero.org

#ufficiozero #boostmedia #devol #fediverso #opensource #freesoftware #privacy #freedom

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JOE KENT E IL RISVEGLIO DEGLI STATI UNITI

@news
L’uomo che dice di rispondere solo alla propria morale e che sta portando il pianeta alla distruzione è stato sostanzialmente mandato a quel Paese dal direttore dell’NCC.
L'articolo JOE KENT E IL RISVEGLIO DEGLI STATI UNITI proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

in reply to macfranc

@max infatti credo l'articolo sia fuorviante
C'è dissenso tra i rossobruni, ma i rossobruni alla fine sono sempre stati sfruttati dai dittatori e poi abbandonati una volta saliti al potere e sostenuti dai poteri economici
E vedere in questo episodio una possibile rinascita democratica ad oggi è solo una vana (e pericolosa) speranza

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Servizi di posta


Una domanda più legata ai servizi che alle applicazioni, ma sono argomenti che hanno molte parti in comune.

Sono alla ricerca di un servizio di posta che abbia queste caratteristiche di minima:
- sia localizzato totalmente in Europa
- permetta di utilizzare il proprio dominio
- offra calendari accessibili tramite caldav
- offra rubriche accessibili tramite carddav

Raccolgo suggerimenti

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Considerazioni di un astronomo riguardo il nuovo MacBook economico di Apple, con un riguardo particolare alla possibilità di perdersi piccole cose andando alle conferenze...

stardust.blog/2026/03/quel-neo…

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BiblioBaobab lancia il BiblioLab: scambio di saperi tra culture


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Segnalo con piacere questo nuovo progetto della Biblioteca Interculturale e plurilingue #BiblioBaobab di #Bellinzona: BiblioLab.
Un nuovo spazio di scambio dove le persone con storia #migratoria non sono più solo destinatarie di aiuto, ma diventano le protagoniste che insegnano alla comunità locale. L'idea è quella di valorizzare le competenze, spesso invisibili, di donne migranti.
Sono previsti 12 appuntamenti con corsi dalla letteratura alla fotografia, passando per l'architettura e la lingua dei segni.

Sabato il primo appuntamento "Il linguaggio delle espressioni facciali e dei segni", a cura di Hanna che ha lavorato per molti anni in una Scuola per bambini con problemi d’udito e bisogni educativi legati al linguaggio. Proporrà un'interessante conferenza sul tema della comunicazione non verbale: partendo dal linguaggio delle espressioni facciali dei neonati e passando dal linguaggio del corpo, ci parlerà della lingua dei segni ucraina, diversa da quella italiana; mostrandone la pluralità e la varietà.

#donnemigranti #sapere #linguadeisegni #interculturale

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il pubblico della poesia / poesia per il pubblico : insistenze & resistenze

“poesia per il pubblico”: generazioni e differenze (in poesia, scrittura, politica), a-k
slowforward.net/2022/02/21/poe…
e
l’italia sommersa e la francia emersa: tre interrogativi e una constatazione
slowforward.net/2022/10/12/ita…#Berardinelli #Cordelli #deviazioni #differenze #frisbees #generazioni #generazioniEDifferenze #Gleize #ilPubblicoDellaPoesia #iridescenza #JeanMarieGleize #LItaliaSommersaELaFranciaEmersa #link #loScaffaleDiPoesia #mainstream #materialiTransgenerici #Nioques #Novecento #poesia #poesiaPerIlPubblico #politica #postpoesia #prosa #ProsaInProsa #pubblicarePoesia #pubblicoDellaPoesia #scaffaleDiPoesia #scrittura #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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Fratelli d’Italia consegna a Valditara una lista di 41 scuole che non hanno commemorato le Foibe

@scuola

corriereuniv.it/fratelli-dital…

Fratelli d’Italia ha stilato una lista di scuole che non avrebbero dato adeguato spazio alla commemorazione delle vittime

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the way to shadow garden / stan brakhage. 1954


[youtube=youtube.com/watch?v=maOQUn5El6…]

#art #arte #cinema #experimentalCinema #experimentalFilm #experimentalMovie #experimentalVideo #film #movie #StanBrakhage #video

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"Antibiotic used in COVID patients tied to increased signs of antibiotic resistance"

"In the early months of the COVID-19 pandemic, nearly 75% of hospitalized COVID patients received antibiotics on admission, primarily because of limited treatment options and concerns about bacterial coinfections."

Source: cidrap.umn.edu/antimicrobial-s…

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"Yes, you're absolutely right to spin out of control. I'll make sure to follow the road better in the future. Good spotting."
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#chegiornoè - #19marzo 1933 nasce Philip Roth.

Con 18 volumi tradotti, Mantovani non è solo un semplice traduttore, ma il sarto che ha cucito l'abito italiano per Philip Roth. Nell'articolo per la rivista #AltreModernità, Martino Marazzi prende in esame l'archivio di traduzioni di Mantovani per approfondire, da un punto di vista insolito, l'ascesa di #PhilipRoth come uno dei più grandi scrittori americani.

Leggilo in #openaccess : riviste.unimi.it/index.php/AMo…
@cultura

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Ho appreso da amici Norvegesi con cui ho svolto volontariato sull'isola di #Chios anni fa, che l'attivista Tommy Olsen responsabile sito Aegean Boat Report, è stato arrestato in #Norvegia

Tommy Olsen, da una decina d'anni, documenta il numero di imbarcazioni che effettuano la breve traversata dalla Turchia alle isole Egee, l'arrivo dei rifugiati in quelle zone e le vicende che li coinvolgono, denunciando inoltre le violenze commesse dalla guardia costiera e dalle autorità greche.
La #Grecia ha richiesto l'arresto di Tommy Olsen tramite un mandato di cattura internazionale, nel tentativo di impedire che vengano diffuse le notizie sulle violazioni contro i rifugiati.
Le accuse di collaborazione con i trafficanti di esseri umani sono, come in molti altri casi, un pretesto per neutralizzarlo e ottenere il suo arresto.
Con l'arresto eseguito dalla Norvegia, cresce la forte preoccupazione che Olsen possa essere estradato in Grecia per affrontare un processo.

Condivido qui alcuni articoli che mi sono stati inviati:
- Al Jazeera di giugno 2024
- Keerfa di febbraio 2026
- Aegan Boat Report, Press Statement di febbraio 2026
- ProtoThema di marzo 2026

Brutto mondo 🙁

#tommyolsen #aegeanboatreport #aegeanislands #isoleegee #rifugiati #grecia #arrestwarrant

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Stiglitz: "Lo shock del petrolio un male per la democrazia". ansa.it/europa/notizie/rubrich…

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Come trasferire un account Mastodon su Poliversity.it?


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Siccome alcuni utenti ci chiedono come fare per trasferire il loro account mastodon tradizionale sulla nostra istanza potenziata, abbiamo scritto delle brevi note esplicative


informapirata.it/2026/03/18/co…


Come trasferire un account Mastodon su Poliversity.it?

Siccome alcuni utenti ci chiedono come fare per trasferire il loro account mastodon tradizionale sulla nostra istanza potenziata, abbiamo scritto delle brevi note esplicative
informapirata.it/2026/03/18/co…


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Buonasera a tutti. appena arrivato su poliversity. Sono ugone e sono felicemente linuxaro da almeno il 2004( ad esser precisi pasticciavo con linux anche da prima ma nel 2004 c'è stato il passaggio definitivo) e poco dopo l abbandono definitivo di win. La prima distro fu la mitica mandrake 9.1 e il passaggio definitivo fu su ubuntu 5.04. Da vari anni solo debian e ne son felicissimo 😀

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