Il Telefono Non Deve Sapere. Il post di Andrea Amani

Mettiamo che sia passata. L'Europa ha smesso di somigliare a se stessa, e la legge che per anni era stata respinta di misura adesso e' in vigore: ogni dispositivo legge quello che scrivi e quello che leggi, prima che venga cifrato, e lo riferisce. Signal non ti salva, WhatsApp nemmeno. Quando il regime controlla il telefono, controlla il chiaro. La difesa non e' un'app da scaricare. E' spostare la cifratura fuori dal telefono, e lasciare al telefono solo un mestiere: trasportare buste sigillate di cui non puo' leggere il contenuto.

pinperepette.github.io/signal.…

@Privacy Pride

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☕ CYBERBRIEFING — Sabato 11 luglio 2026

👉 Leggi tutti gli aggiornamenti delle ultime 24 ore:
ilpuntocyber.rfeed.it/article.…

#newsletter #cybersecurity
@informatica

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Wisst ihr gerade auch nicht, wo ihr anfangen sollt, euch aufzuregen?

Damit die schwarz-rote „Flood the Zone“-Strategie nicht aufgeht, tun wir das, was wir am Besten können: Themen aufbereiten und den Finger in die Wunde legen.

Der Wochenrückblick von @markusreuter:

netzpolitik.org/2026/kw-28-die…

in reply to netzpolitik.org

Es könnte so einfach sein – Gesetzespakete ("Omnibusse"), die auch nur eine fragliche Änderung enthalten, dürfen einfach nicht mehr akzeptiert werden. Effizienz darf niemals zu Lasten von Richtigkeit gehen!

Bonus Idee: In jeden Omnibus ein Gesetz schmuggeln (oder in manche mehrere), das das Einbringen fachfremder Gesetze in einen Themen-Omnibus mit Haftstrafe belegt.

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Facultad de Psicología UBA, viernes, 24 de julio, 21:00 GMT-3 [h1]Taller de lectura[/h1] Leemos: El anti edipo - Deleuze y Guattari abierto y gratuito, informes, incripcion y bibliografia, escribir a: colectivopdepdisco@gmail.com viernes a las 21hs, frecuencia quincenal inicio 15 de mayo
Lug 25
Taller de lectura "El Anti Edipo de Deleuze y Guattari"
Sab 2:00 - 4:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Taller de lectura

Leemos: El anti edipo - Deleuze y Guattari

abierto y gratuito,

informes, incripcion y bibliografia, escribir a: colectivopdepdisco@gmail.com

viernes a las 21hs, frecuencia quincenal

inicio 15 de mayo

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FLA, domingo, 12 de julio, 20:00 GMT-3 Dominguera dominguera dominguera eeeeee dominguera marcial, divertidísima y demencial, dominguera hongkonesaaaaa si amiguitos, marcial, divertidísima y demencial porque veremos una de las producciones mas afamadas y exitosas del cine de hong kong, ustedes saben que por años hong kong fue el lugar donde se hacía lo que no se podía hacer en china, y es famosa por las pelis de artes marciales estilo jackie chan (una especie de bruce lee pero cómico) esta pel
Lug 13
La Peli Dominguera: Kung Fu Hustle, Kung Fu Sion o Kung-Fusión, Hong Kong, 2004 de Stephen Chow
Lun 1:00 - Lun 5:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Dominguera dominguera dominguera eeeeee dominguera marcial, divertidísima y demencial, dominguera hongkonesaaaaa

si amiguitos, marcial, divertidísima y demencial porque veremos una de las producciones mas afamadas y exitosas del cine de hong kong, ustedes saben que por años hong kong fue el lugar donde se hacía lo que no se podía hacer en china, y es famosa por las pelis de artes marciales estilo jackie chan (una especie de bruce lee pero cómico) esta peli es, según la definición de un conocido crítico, "Jackie Chan y Buster Keaton se encuentran con Quentin Tarantino y Bugs Bunny"

veremossssss

Kung Fu Hustle, Kung Fu Sion o Kung-Fusión, Hong Kong, 2004 de Stephen Chow

Estamos en la década de 1940 y la temida Banda del Hacha aterroriza Shanghái. Los delincuentes de poca monta Sing y Bone aspiran a unirse a ella, pero solo consiguen ganarse enemigos muy peligrosos. Por suerte para ellos, maestros de kung fu y una fuerza oculta pueden encontrarse en los lugares más insospechados. Ahora solo les queda enfrentarse a toda la Banda del Hacha...

acción vertiginosa y demencial, empapada de la más pura comedia física

No se la pierdan...

linkkkkkkk

ok.ru/video/3194965330573

así que ya saben amiguites, este domingo 12, los esperamos en la hongkonesa esquina de anchoris y finochietto, puerta 20 hs peli 21hs puntualll, se espera el aporte de bebidas y comidas a la mesa común, proyección al sombrero

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La Casita de Boedo, viernes, 17 de julio, 18:00 GMT-3 Nos juntamos todos los viernes a cocinar de manera solidaria para la gente de la zona !! Con esperanza y alegría resistimos y nos organizamos por un país más justo para todxs !!! Sumate a esta experiencia colectiva ❤️‍🔥💪‼️ La casita de boedo La Dignidad Movimiento Popular ❤️‍🔥💪‼️
Lug 17
Vianda Social Comunitaria
Ven 23:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato
Nos juntamos todos los viernes a cocinar de manera solidaria para la gente de la zona !! Con esperanza y alegría resistimos y nos organizamos por un país más justo para todxs !!!
Sumate a esta experiencia colectiva ❤️‍🔥💪‼️
La casita de boedo
La Dignidad Movimiento Popular ❤️‍🔥💪‼️

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Gravissimo: per colpire le fake news di Russia Today, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea vieta a tutti i cittadini di diffondere i contenuti dal proprio blog

@Politica interna, europea e internazionale

Una recentissima e importante sentenza emessa dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (causa C-67/25), pubblicata proprio nei primi giorni di luglio 2026 affronta l'applicazione e l'estensione delle sanzioni europee contro i media statali russi nel contesto del conflitto in Ucraina, in particolare la rete Russia Today (RT).

Il caso d'origine


- Il procedimento nasce da una vicenda avvenuta in Germania, dove tre individui erano stati accusati penalmente per aver caricato e diffuso ripetutamente e gratuitamente video provenienti dal canale sanzionato RT Germany su un sito internet ad accesso libero, finanziato solo da donazioni.

Il fulcro legale (chi sono gli "operatori"?)


- I difensori sostenevano che il divieto europeo di diffusione si applicasse solo ai grandi operatori commerciali o televisivi, e non a privati cittadini senza scopo di lucro. Il giudice tedesco ha quindi chiesto il parere vincolante della Corte UE.

La decisione della Corte di Giustizia


- La Corte ha stabilito che il divieto è totale e si applica a chiunque. Il termine "operatore" comprende qualsiasi persona (fisica o giuridica) che metta a disposizione i contenuti vietati, indipendentemente dal fatto che lo faccia gratis, a pagamento, per hobby o in modo amatoriale.

La motivazione strategica


- La Corte ha praticamente blindato le sanzioni per evitare "scappatoie". Se si fosse consentito ai singoli siti gratuiti di ridistribuire la propaganda russa, l'efficacia delle sanzioni dell'Unione Europea volte a tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale sarebbe stata completamente vanificata.

Le ricadute sugli utenti dei social


- Estendendo la definizione di "operatore" a chiunque metta a disposizione i contenuti sanzionati, la Corte ha di fatto cancellato la distinzione tra grandi media e utenti privati.

Responsabilità penale o amministrativa individuale


- Fino ad oggi, molti utenti pensavano che il divieto di trasmettere i canali di Stato russi (come Russia Today o Sputnik) riguardasse solo le compagnie televisive, i provider Internet (ISP) o le grandi piattaforme. Con questa sentenza, se un privato cittadino scarica un video di RT e lo ricarica sul proprio profilo Facebook, su X, su un canale Telegram o su un blog amatoriale, commette un illecito. A seconda delle leggi del proprio Stato membro (come il caso della Germania che ha dato origine alla sentenza), l'utente rischia procedimenti penali o pesanti sanzioni amministrative.

Fine dell'esimente del "No-Profit" o del "Piccolo Canale"


- La Corte ha esplicitamente chiarito non sono fattori esimenti né l'assenza di lucro (non importa se il video viene condiviso gratuitamente, per hobby o senza monetizzazione), né la portata della diffusione (si è perseguibili anche se il video viene visto da poche decine di persone e non si è un "influencer") né la durata) anche una condivisione temporanea o di breve durata rientra nella violazione)

La fine della libertà di espressione


- La libertà di condivisione sui social incontra un limite legale rigidissimo. Per l'utente comune diventa tassativo evitare tassativamente di ripubblicare, caricare o redistribuire materiali video, audio o articoli provenienti direttamente dalle emittenti governative russe colpite dalle sanzioni UE

curia.europa.eu/site/upload/do…

in reply to The Pirate Post

Beh, il concetto è lo stesso di quello riguardante la diffusione di materiale protetto da copyright. Che esso sia diffuso mediante una grande piattaforma web oppure un forum di un gruppetto di amici, comunque accessibile, non fa differenza. L'unica scappatoia potrebbe essere quella di contestualizzare il contenuto (ad es. mostrandolo come esempio di propaganda filorussa) come potrebbe fare una testata giornalistica, coi limiti del caso (es. riproduzione parziale).
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Ecco perché sono contento che l'Europa abbia approvato #Chatcontrol

Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova

informapirata.it/2026/07/10/ec…

@privacypride

in reply to Paolo Redaelli

@paoloredaelli @andre123 @datak @juliandv @AAMfP @pondolo
Per l'uso che ne faccio (sostituto del DTP) le cose che mi mancano sono:

1. Bilanciamento automatico delle colonne (ora lo fai con il colbreak a mano)
2. Nel caso di layout a 3 colonne, spread su 2 colonne.
3. Linee di testo allineate alla griglia

Per il resto l'ho usato anche per fare layout abbastanza complessi senza troppa fatica (xoxarle.itch.io/vecchia-scuola e qui: xoxarle.itch.io/breathless-srd… )

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l’ #Europarlamento ha dato il via libera al #ChatControl 1.0, legalizzando di fatto la scansione di massa e senza sospetti della nostra corrispondenza privata.

La parte migliore? NON hanno avuto bisogno della #maggioranza.

Possiamo ancora chiamarla #democrazia?

youtube.com/watch?v=COFwTCOtEA…

in reply to Niccolò Venerandi

@niccolove riavvolgiamo il nastro
- 26 marzo il Parlamento, in una votazione normale vota contro Chat Control
- 2 luglio il Consiglio ripresenta lo stesso testo come nuovo regolamento, la Metzola apre il procedimento in modo tale che serva la maggioranza assoluta e non relativa
- 7 luglio il Parlamento approva la procedura per velocizzare l'iter della legge
- 9 luglio la maggioranza dei presenti in aula vota no, ma la legge passa

Quando è passato con la maggioranza semplice?

in reply to morrolinux

leggo di sfuggita questa roba (non ho verificato niente) , quindi ?

lanotiziagiornale.it/chat-cont…

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Ecco perché sono contento che l’Europa abbia approvato Chatcontrol

Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova
informapirata.it/2026/07/10/ec…

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campana, buenos aires, viernes, 24 de julio, 12:00 GMT-3 Somos manadita disidente gestionando de forma autogestiva una olla para san felipe, siempre vienen bien las manos y los aportes económicos. cualquier cosa se pueden comunicar via instagram
Lug 24
olla autoconvocada desvi-hada
Ven 17:00 - 18:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato
Somos manadita disidente gestionando de forma autogestiva una olla para san felipe, siempre vienen bien las manos y los aportes económicos. cualquier cosa se pueden comunicar via instagram

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Data Brokers & Beyond: Navigating New Jersey’s Data Broker & “Data Collector” Registration Law
fpf.org/blog/data-brokers-beyo…
@privacy
Co-authored with Kelly Brandmeyer, FPF U.S. Policy Intern In a two-day span from June 28 to June 30, the New Jersey legislature introduced and passed A5328, amending New Jersey’s comprehensive privacy law and establishing new data broker and “data collector” registration

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Bundesnachrichtendienst und Verfassungsschutz sollen „echte“ Geheimdienste werden, sagt Innenminister Dobrindt. Jetzt zeigt der Entwurf für die Komplettreform, was das heißt: Zurückhacken, Abschnorcheln, Kameras anzapfen – und das mit weniger öffentlicher Kontrolle als zuvor.

netzpolitik.org/2026/geheimdie…

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1984 ist jetzt offiziell angepfiffen. netzpolitik.org/2026/neues-bun…
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Network Bonding su Linux: guida completa a ridondanza e throughput aggregato
#tech
spcnet.it/network-bonding-su-l…
@informatica


Network Bonding su Linux: guida completa a ridondanza e throughput aggregato


Perché il bonding delle interfacce di rete è ancora rilevante


Una singola scheda di rete è un punto singolo di fallimento. Su un server di produzione, un cavo che si stacca, una porta dello switch che si guasta o un driver che va in crash possono bastare per portare giù un servizio. Il network bonding su Linux (noto anche come NIC teaming o link aggregation) risolve il problema aggregando due o più interfacce fisiche in un’unica interfaccia logica gestita dal kernel: bond0. A seconda della modalità scelta, si ottiene ridondanza, throughput aggregato maggiore, oppure entrambi.

Non è una tecnologia nuova, il driver bonding è nel kernel Linux da anni, ma resta uno degli strumenti più sottoutilizzati nella cassetta degli attrezzi di chi amministra server fisici, hypervisor o anche semplici home lab. Vediamo come funziona davvero, quali modalità scegliere e come configurarlo con gli strumenti che si trovano oggi sulle distribuzioni più diffuse.

Bonding non è bridging


Prima di entrare nella configurazione, vale la pena chiarire un equivoco comune: il bonding non è la stessa cosa del bridging. Un bridge collega segmenti di rete distinti, permettendo al traffico di attraversare due reti separate. Il bonding, invece, aggrega più interfacce fisiche facendole apparire al sistema operativo e alle applicazioni come un unico dispositivo di rete. Sono strumenti diversi, per scopi diversi, e vanno configurati in modo diverso.

Un altro equivoco frequente riguarda la banda: il bonding non raddoppia automaticamente il throughput di una singola connessione TCP. La maggior parte delle modalità distribuisce connessioni multiple su interfacce diverse, non spezzetta un singolo trasferimento su tutti i link contemporaneamente. Il guadagno di banda aggregata si ottiene quando più flussi sono attivi in parallelo, non con un singolo trasferimento di file.

Va inoltre notato che le interfacce WiFi generalmente non sono compatibili con il bonding: la maggior parte dei driver wireless non supporta la modalità promiscua e la manipolazione dell’indirizzo MAC richieste dal driver bonding. Il bonding va quindi limitato a interfacce Ethernet cablate.

Le modalità di bonding: quale scegliere


Il driver bonding del kernel Linux supporta sette modalità. Per la maggior parte degli scenari operativi ne bastano tre o quattro:

  • Mode 0 (balance-rr): round-robin, trasmette i pacchetti in sequenza su tutte le interfacce. Offre load balancing e fault tolerance, ma richiede un gruppo di aggregazione statico configurato correttamente sullo switch. Senza questo, si ottengono pacchetti fuori ordine e prestazioni scadenti.
  • Mode 1 (active-backup): una sola interfaccia attiva alla volta; se quella attiva si guasta, subentra la backup. Non richiede alcuna configurazione sullo switch. È la modalità più sicura e compatibile, ideale quando l’obiettivo è puramente la ridondanza.
  • Mode 2 (balance-xor): selezione dell’interfaccia basata su un hash degli indirizzi MAC sorgente e destinazione. Load balancing per connessione e fault tolerance, richiede supporto dello switch.
  • Mode 3 (broadcast): trasmette ogni pacchetto su tutte le interfacce contemporaneamente. Usata raramente, solo in scenari di fault tolerance molto specifici.
  • Mode 4 (802.3ad / LACP): link aggregation dinamica secondo lo standard IEEE 802.3ad. Richiede uno switch gestito con LACP abilitato. È la modalità più usata in ambito enterprise: se lo switch la supporta, è la scelta corretta per la produzione.
  • Mode 5 (balance-tlb): load balancing adattivo del traffico in uscita in base al carico corrente su ciascuna interfaccia; il traffico in ingresso arriva sull’interfaccia attiva corrente. Non richiede configurazione dello switch.
  • Mode 6 (balance-alb): come mode 5, ma bilancia anche il traffico in ingresso tramite negoziazione ARP. Non richiede switch gestito e offre buoni guadagni di throughput, anche se alcuni switch e ambienti virtualizzati gestiscono il bilanciamento basato su ARP in modo incoerente: va testato prima di affidarcisi in produzione.

Per un homelab o un setup semplice senza switch gestito, Mode 1 (failover puro) o Mode 6 (bilanciamento senza configurazione switch) sono le scelte pratiche. Per server di produzione con switch gestito, Mode 4 (LACP) è la strada corretta.

Prerequisiti


Servono almeno due interfacce di rete fisiche (o virtuali, in una VM), accesso root o sudo, il modulo kernel bonding e uno strumento di gestione della rete (NetworkManager, systemd-networkd o Netplan, a seconda della distribuzione).

Verificare che il modulo bonding sia disponibile:

modinfo bonding

Se restituisce le informazioni del modulo, si può procedere caricandolo:
sudo modprobe bonding

Prima di modificare qualsiasi configurazione, è indispensabile identificare le interfacce disponibili:
ip link show

Sui sistemi moderni i nomi saranno del tipo enp3s0, enp4s0, oppure i più tradizionali eth0, eth1. Annotarli, perché verranno referenziati per tutta la configurazione.

Metodo 1: NetworkManager (desktop e la maggior parte dei server moderni)


Su Ubuntu, Fedora, Debian con NetworkManager, o qualunque distribuzione desktop, questo è l’approccio più semplice, grazie al supporto per il bonding consolidato da anni tramite nmcli.

Creare l’interfaccia bond:

sudo nmcli con add type bond con-name bond0 ifname bond0 bond.options "mode=active-backup,miimon=100"

Aggiungere le interfacce fisiche come slave del bond:
sudo nmcli con add type ethernet slave-type bond con-name bond0-slave1 ifname enp3s0 master bond0
sudo nmcli con add type ethernet slave-type bond con-name bond0-slave2 ifname enp4s0 master bond0

Assegnare un indirizzo IP statico al bond:
sudo nmcli con modify bond0 ipv4.addresses 192.168.1.100/24 ipv4.gateway 192.168.1.1 ipv4.dns 1.1.1.1 ipv4.method manual

Oppure, per usare il DHCP:
sudo nmcli con modify bond0 ipv4.method auto

Attivare il bond:
sudo nmcli con up bond0

Le interfacce slave dovrebbero attivarsi automaticamente. In caso contrario, portarle su manualmente:
sudo nmcli con up bond0-slave1
sudo nmcli con up bond0-slave2

Verificare lo stato del bond:
cat /proc/net/bonding/bond0

Il file /proc/net/bonding/bond0 è lo strumento diagnostico principale: va consultato ogni volta che qualcosa non sembra funzionare come previsto.

Metodo 2: systemd-networkd (server e installazioni minimali)


Su server senza NetworkManager, systemd-networkd gestisce il bonding in modo pulito. Creare il file netdev del bond:

sudo nano /etc/systemd/network/10-bond0.netdev
[NetDev]
Name=bond0
Kind=bond

[Bond]
Mode=active-backup
MIIMonitorSec=100ms
UpDelaySec=200ms
DownDelaySec=200ms

Creare la configurazione di rete per l’interfaccia bond (esempio DHCP):
sudo nano /etc/systemd/network/20-bond0.network
[Match]
Name=bond0

[Network]
DHCP=yes

Vincolare le interfacce fisiche al bond, un file per ciascuno slave:
sudo nano /etc/systemd/network/30-bond0-slave1.network
[Match]
Name=enp3s0

[Network]
Bond=bond0

Riavviare systemd-networkd e verificare:
sudo systemctl restart systemd-networkd
cat /proc/net/bonding/bond0

Metodo 3: Netplan (Ubuntu Server)


Ubuntu Server 18.04 e successivi usano Netplan come layer di configurazione di rete predefinito. Editare il file (di solito /etc/netplan/01-netcfg.yaml):

network:
  version: 2
  renderer: networkd
  ethernets:
    enp3s0:
      dhcp4: no
    enp4s0:
      dhcp4: no
  bonds:
    bond0:
      interfaces:
        - enp3s0
        - enp4s0
      addresses:
        - 192.168.1.100/24
      routes:
        - to: default
          via: 192.168.1.1
      nameservers:
        addresses:
          - 1.1.1.1
      parameters:
        mode: active-backup
        mii-monitor-interval: 100
        primary: enp3s0

Applicare la configurazione:
sudo netplan apply

Se si sta lavorando da remoto, Netplan offre una modalità di test sicura che ripristina automaticamente la configurazione precedente dopo 120 secondi se non viene confermata:
sudo netplan try

Per usare LACP, basta modificare il blocco parameters:
parameters:
  mode: 802.3ad
  lacp-rate: fast
  mii-monitor-interval: 100
  transmit-hash-policy: layer2+3

Metodo 4: LACP (Mode 4) con switch gestito


Con uno switch gestito che supporta LACP, Mode 4 vale la configurazione aggiuntiva: si ottiene link aggregation reale con negoziazione dinamica. Sul lato switch, le porte interessate vanno configurate come LAG (Link Aggregation Group) con LACP abilitato: su Cisco il comando è channel-group X mode active; sulla maggior parte degli switch gestiti consumer c’è una sezione LAG o Trunk nell’interfaccia web.

Sul lato Linux, l’unica differenza rispetto al Metodo 1 sono le opzioni del bond:

sudo nmcli con add type bond con-name bond0 ifname bond0 bond.options "mode=802.3ad,miimon=100,lacp_rate=fast"

La policy transmit-hash-policy: layer2+3 distribuisce il traffico basandosi sia sull’indirizzo MAC sia sull’IP, offrendo una distribuzione del carico migliore rispetto alla policy predefinita solo layer2.

Attenzione: se si abilita LACP sul lato Linux ma lo switch non è configurato di conseguenza, il bond torna a usare un solo link attivo. Non va in errore, ma non si ottiene alcuna aggregazione: va sempre configurato prima lo switch.

Testare il failover


Con il bonding in active-backup configurato, si può simulare un guasto e osservare il recupero. In un terminale, avviare un ping continuo verso il gateway:

ping 192.168.1.1

In un altro terminale, disattivare l’interfaccia attiva:
sudo ip link set enp3s0 down

Si osserveranno al massimo uno o due pacchetti persi, poi il traffico continuerà a fluire attraverso l’interfaccia di backup. Verificare lo stato del bond:
cat /proc/net/bonding/bond0

La riga Currently Active Slave mostrerà il passaggio alla seconda interfaccia. Per impostare un’interfaccia primaria preferita:
sudo nmcli con modify bond0 bond.options "mode=active-backup,miimon=100,primary=enp3s0"

Comandi utili per il monitoraggio

# Stato del bond in tempo reale
watch -n 1 cat /proc/net/bonding/bond0

# Traffico sull'interfaccia bond
sudo iftop -i bond0

# Stato IP e link
ip addr show bond0
ip link show bond0

# Conteggio dei fallimenti di link (utile per individuare cavi difettosi)
grep "Link Failure Count" /proc/net/bonding/bond0

Se il contatore dei fallimenti su una sola interfaccia cresce mentre il sistema funziona normalmente, probabilmente c’è un cavo o una porta dello switch difettosa: conviene sostituirli prima che il guasto si presenti nel momento peggiore.

Problemi comuni e soluzioni

Il bond non ha IP dopo il riavvio


Probabilmente le interfacce slave vengono attivate prima che il bond sia inizializzato. Con systemd-networkd, i numeri più bassi vengono processati per primi: assicurarsi che il file netdev (10-bond0.netdev) abbia un numero inferiore rispetto ai file network degli slave. Verificare anche che il modulo si carichi al boot:

echo "bonding" | sudo tee /etc/modules-load.d/bonding.conf

Solo uno slave risulta attivo anche in round-robin o LACP


Lo switch non è configurato per il LAG. Configurarlo correttamente, oppure passare a Mode 1 o Mode 6, che non richiedono configurazione dello switch.

I drop di ping durante il failover durano più del previsto


Abbassare il valore di miimon (l’intervallo di polling predefinito è 100ms):

bond.options "mode=active-backup,miimon=50,updelay=100,downdelay=100"

updelay e downdelay prevengono il flapping su link instabili: impostarli ad almeno il doppio del valore di miimon.

Conclusione


Il network bonding è una di quelle funzionalità che sembrano complicate finché non si mettono effettivamente in pratica. Il modulo kernel è già presente nella maggior parte delle distribuzioni, la configurazione è lineare, e il risultato è concreto: failover a downtime quasi zero, throughput aggregato maggiore, o entrambi, a seconda della modalità scelta.

Per chi non ha certezze su quale modalità scegliere, Mode 1 è il punto di partenza più sicuro: non richiede configurazione dello switch, funziona ovunque e il failover è quasi istantaneo. Si può poi passare a Mode 4 con LACP quando si dispone di uno switch gestito e si desidera una vera link aggregation. In entrambi i casi, /proc/net/bonding/bond0 resta lo strumento diagnostico di riferimento: va controllato dopo il setup, dopo ogni modifica, e ogni volta che qualcosa sembra non funzionare come dovrebbe.

Fonte: LinuxBlog.io


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Der Bundestag hat gerade das Zeitalter der automatisierten Überwachung eingeläutet. Die Bundespolizei soll an Bahnhöfen Videoüberwachungssysteme einsetzen, die Menschen identifizieren und ihr Verhalten beurteilen. Bald sollen weitere KI-Überwachungs-Tools kommen. netzpolitik.org/2026/neues-bun…
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NetScaler MCP Gateway: Citrix mette ordine nel traffico degli agenti AI aziendali
#tech
spcnet.it/netscaler-mcp-gatewa…
@informatica


NetScaler MCP Gateway: Citrix mette ordine nel traffico degli agenti AI aziendali


Il problema: agenti AI che parlano con troppi sistemi, senza controllo


Il Model Context Protocol (MCP) si sta affermando rapidamente come lo standard con cui gli agenti AI aziendali si collegano a strumenti, database e sistemi interni. È comodo: un agente può interrogare un CRM, aprire un ticket, leggere un repository Git o lanciare una pipeline, tutto attraverso lo stesso protocollo. Il problema è che questa comodità sta creando, nella maggior parte delle aziende, un far west di endpoint MCP sparsi, ciascuno con la propria autenticazione, i propri permessi e nessuna visibilità centralizzata.

Gartner stima che il 60% dei proof-of-concept di GenAI venga abbandonato dopo il completamento, principalmente per mancanza di governance, controlli di rischio inadeguati e dati non pronti per l’AI. Citrix ha deciso di attaccare esattamente questo problema estendendo NetScaler, la sua piattaforma di application delivery e sicurezza, con una nuova funzionalità chiamata MCP Gateway.

Cos’è NetScaler MCP Gateway


MCP Gateway trasforma NetScaler in un punto di ingresso unico e governato per tutto il traffico MCP dell’organizzazione. Invece di lasciare che ogni team gestisca in autonomia i propri server MCP, con metodi di autenticazione diversi e nessun log centralizzato, il gateway instrada dinamicamente le richieste verso i server MCP approvati, applicando policy coerenti in un unico punto della rete.

Le funzionalità principali includono:

  • Autenticazione centralizzata e granulare: token per utente e token globali, flussi OAuth e ibridi, rate limiting a livello di singolo tool e liste di allow/block per i server, così da impedire agli agenti di raggiungere endpoint non approvati o di generare carichi di richieste incontrollati.
  • Affidabilità per i workflow multi-step: la persistenza di sessione e un monitoraggio “protocol-aware” mantengono l’agente collegato al backend corretto e verificano che i server MCP restino sani durante flussi di lavoro lunghi e articolati.
  • Model routing e visibilità sui consumi per il traffico LLM: instradamento basato su content switching e tracciamento dell’uso a livello di token, per team, utente o applicazione.

Il tutto sfrutta l’architettura “single-pass” proprietaria di NetScaler, che esegue in un solo passaggio traffic management, autenticazione, routing, ispezione di sicurezza, rate limiting e observability. È una scelta progettuale rilevante: il traffico AI è molto volumetrico sia in termini di dimensioni dei payload che di numero di pacchetti, e concatenare più proxy separati aggiunge hop e latenza esattamente nel punto in cui le performance contano di più.

Governance anche sul lato LLM


Parallelamente al gateway MCP, Citrix ha esteso anche NetScaler AI Gateway, il componente che gestisce il traffico verso i provider LLM. Le richieste in arrivo da agenti e applicazioni possono ora essere instradate verso modelli diversi in base a policy, con tracciamento di token in ingresso e in uscita per team, utente o applicazione. L’obiettivo dichiarato è evitare il vendor lock-in su un singolo provider e responsabilizzare i team sui costi generati dall’uso dell’AI.

Un caso d’uso interessante, in anteprima privata, riguarda l’integrazione con Claude Code: NetScaler AI Gateway agisce da gateway LLM davanti a Claude Code, fornendo un punto di controllo centralizzato per l’accesso ai modelli Anthropic da parte di migliaia di sviluppatori, senza dover applicare l’identità due volte (una lato IdP aziendale, una lato provider AI).

Perché questo interessa a chi gestisce infrastrutture, non solo ai team AI


Per un sistemista o un architetto che ha già affrontato la messa in sicurezza di API gateway e reverse proxy classici, il parallelo con MCP Gateway è immediato: cambia il protocollo, ma la logica di centralizzazione di autenticazione, rate limiting e observability resta la stessa buona pratica che si applica da anni a qualunque superficie di API esposta internamente.

Ci sono almeno tre ragioni pratiche per iniziare a pensarci ora, anche se in azienda gli agenti AI sono ancora in fase pilota:

  • Proliferazione silenziosa degli endpoint. Ogni team che sperimenta con agenti AI tende a esporre un proprio server MCP, spesso senza coinvolgere il team di sicurezza. Senza un punto di controllo centrale, il numero di endpoint cresce più velocemente della capacità di monitorarli.
  • Settori regolamentati. In ambiti come finanza, sanità e pubblica amministrazione, un agente che accede a sistemi con dati sensibili senza audit trail centralizzato è un problema di compliance, non solo di sicurezza tecnica.
  • Il costo nascosto del traffico LLM. Senza tracciamento dei token per team o applicazione, è comune scoprire solo a fine mese quale progetto ha generato la spesa maggiore verso un provider AI.

Come osserva Steve Shah, general manager di NetScaler in Citrix: “non è una questione di se, ma di quando le polizze di cyber-insurance inizieranno a richiedere l’uso di gateway MCP per proteggersi da agenti pericolosi”. È una previsione plausibile: lo stesso percorso è già avvenuto con i Web Application Firewall e, più di recente, con gli API Gateway.

Cosa fare oggi, anche senza NetScaler


Che l’organizzazione adotti NetScaler o un’altra soluzione, i principi di governance restano validi in modo tecnologicamente agnostico:

  • Censire tutti i server MCP attivi in azienda, anche quelli nati come esperimento di un singolo team.
  • Imporre un solo punto di ingresso autenticato per il traffico MCP verso sistemi che trattano dati sensibili, invece di esporre i server direttamente.
  • Applicare rate limiting per tool, non solo per endpoint: un agente compromesso o mal configurato può generare un numero di chiamate ripetute a un singolo strumento capace di saturare un backend anche legittimo.
  • Loggare in modo centralizzato ogni richiesta MCP, per poter ricostruire “chi ha fatto cosa” in caso di incidente, esattamente come si farebbe con un audit log su un database di produzione.


Conclusione


MCP sta diventando, nelle parole di Shah, “la nuova API call” per gli agenti AI aziendali. Ma proprio come le API REST hanno richiesto un decennio per maturare pattern di sicurezza consolidati (OAuth, rate limiting, API gateway centralizzati), anche MCP dovrà attraversare lo stesso percorso, probabilmente in tempi molto più compressi vista la velocità con cui l’adozione dell’AI agentica sta avvenendo nelle aziende. Chi gestisce infrastrutture farebbe bene ad anticipare questa esigenza, piuttosto che rincorrerla dopo il primo incidente.

Fonte: Help Net Security e 4sysops


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You know what day it is! 🎧 Ready for our latest #SoftwareFreedom Podcast?

Did you know the FSFE :fsfe: was founded in 2001, 25 years ago? Of course, we've planned something for our silver anniversary! 🎊

Check out the latest episode of the #SoftwareFreedom Podcast, where we talk about the planned celebrations and invite all of you, our listeners, to celebrate with us.

📻 Find out more in episode 53: fsfe.org/news/podcast/2026/epi…

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Weil Facebook und Instagram der Gesundheit ihrer Nutzer:innen schaden würden, fordert die EU-Kommission weitreichende Änderungen. Weniger personalisierte Empfehlungen, wirksame Begrenzungen der Bildschirmzeit und bessere Werkzeuge für die elterliche Kontrolle sollen die Risiken verringern.

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Bei Lieferando haben sich die Arbeitsbedingungen im Vergleich zum Vorjahr verschlechtert, bei den Plattformen Wolt, Bolt, Uber und Uber Eats sind sie gleichermaßen schlecht geblieben. Auf diese Missstände verweist der kürzlich veröffentlichte Fairwork-Bericht.

netzpolitik.org/2026/studie-zu…

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FLA-Centro de Documentación Libertaria Jacobo Prince, sábado, 18 de julio, 14:00 GMT-3 -UN MUNDO NUEVO- A través de una recopilación de fotografías y documentos de archivo invitamos a explorar las diversas iniciativas de autogestión obrera y cooperativismo libertario de la España del 36. Este recorrido visual nos transporta a experiencias como la colectivización de tierras, la gestión de fábricas y la socialización de la educación y salud. Prácticas materializadas por trabajadores y trabajador
Lug 18
Un mundo nuevo
Sab 19:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

-UN MUNDO NUEVO-

A través de una recopilación de fotografías y documentos de archivo invitamos a explorar las diversas iniciativas de autogestión obrera y cooperativismo libertario de la España del 36. Este recorrido visual nos transporta a experiencias como la colectivización de tierras, la gestión de fábricas y la socialización de la educación y salud. Prácticas materializadas por trabajadores y trabajadoras anarquistas quienes, a la vez que enfrentaron el avance del fascismo, plasmaron en la historia la concreción práctica del ideal ácrata.

A 90 años de la Revolución Española

18 de julio 14hs

Federación Libertaria Argentina

Centro de Documentación Libertaria Jacobo Prince

Brasil 1551 CABA

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Puerto Pirata, jueves, 16 de julio, 20:00 GMT-3 La Barca Cine del Partido Pirata las invita a una noche de cine en el Puerto Pirata <3 Generalmente es [strong]película sorpresa, incluso para nosotras![/strong] La elegimos en el momento, entre quienes estemos ahí. Compartimos propuestas, consensuamos qué ver y que comer, dejando que la noche y el grupo marquen el rumbo. 🗓 [strong]Todos los jueves[/strong] 🕘 [strong]20 hs[/strong] (puerta) 🕘 [strong]21 hs[/strong] (Cena y Peli) 📍 Zona congres
Lug 17
Proyecciones Piratas 🏴‍☠️🎬
Ven 1:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

La Barca Cine del Partido Pirata las invita a una noche de cine en el Puerto Pirata ❤

Generalmente es película sorpresa, incluso para nosotras!
La elegimos en el momento, entre quienes estemos ahí. Compartimos propuestas, consensuamos qué ver y que comer, dejando que la noche y el grupo marquen el rumbo.

🗓 Todos los jueves
🕘 20 hs (puerta)
🕘 21 hs (Cena y Peli)

📍 Zona congreso, preguntar la dirección exacta por telegram a t.me/ReneMontes_bot

🍕 Se puede llevar comida para compartir o comprar por la zona.
🍻 También se pueden llevar bebidas o comprar en el mismo puerto.

💬 La proyección puede estar seguida de debate, de otra película… o de ambas cosas 😀

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PHP-FPM: perché ‘pm static’ batte ‘dynamic’ e ‘ondemand’ sui server ad alto traffico
#tech
spcnet.it/php-fpm-perche-pm-st…
@informatica


PHP-FPM: perché ‘pm static’ batte ‘dynamic’ e ‘ondemand’ sui server ad alto traffico


Il problema: PHP-FPM e l’overhead della gestione dei processi


Chi gestisce server PHP ad alto traffico (WordPress incluso, come questo stesso blog) conosce bene il dilemma: come configurare il process manager di PHP-FPM per ottenere throughput elevato, latenza bassa e un uso stabile di CPU e memoria? La configurazione di default nella maggior parte delle installazioni è pm = dynamic, con il consiglio ricorrente di passare a ondemand quando la memoria disponibile scarseggia. Ma su server che ricevono traffico costante, entrambe le opzioni introducono un overhead di gestione dei processi che una configurazione static ben dimensionata elimina quasi del tutto.

I tre modelli di process manager


PHP-FPM offre tre strategie per gestire i processi figli (worker), definite dalla direttiva pm in php-fpm.conf:

  • pm = dynamic — il numero di processi figli varia dinamicamente in base a pm.max_children, pm.start_servers, pm.min_spare_servers e pm.max_spare_servers.
  • pm = ondemand — i processi vengono creati solo quando arriva una richiesta, invece di essere avviati insieme al servizio come accade con dynamic.
  • pm = static — il numero di processi figli è fisso, determinato unicamente da pm.max_children.

La lista completa delle direttive è documentata nel file php-fpm.conf di riferimento su php.net.

Un’analogia utile: il governor della CPU


Il trade-off tra questi modelli ricorda da vicino quello dei governor CPUFreq su Linux: ondemand scala la frequenza in base al carico corrente, salendo subito al massimo e riducendo gradualmente nei periodi di inattività; conservative fa lo stesso ma in modo più graduale; performance mantiene sempre la CPU alla frequenza massima. Impostare PHP-FPM su static equivale concettualmente a impostare il governor su performance: si rinuncia al risparmio di risorse in idle in cambio di una risposta immediata, senza il tempo di “spin-up” necessario a creare nuovi worker.

Quando e come usare pm static


La bontà di pm static dipende interamente dalla memoria disponibile sul server. Se la RAM è limitata, ondemand o dynamic restano scelte più sicure. Se invece la memoria c’è, conviene eliminare l’overhead del process manager impostando pm.max_children al massimo che il server può sostenere senza saturare memoria o CPU.

La regola pratica: non indovinare il valore di pm.max_children, ma misurarlo. Prima si calcola la dimensione media (RSS) di un worker PHP-FPM sotto carico reale:

ps --no-headers -o rss -C php-fpm | awk '{ sum += $1; n++ } END { print sum/n/1024 " MB" }'

Poi si divide la memoria che si intende dedicare a PHP-FPM per questo valore medio. Se un worker occupa in media 60 MB e si vogliono destinare 6 GB a PHP-FPM, il calcolo è 6144 / 60 ≈ pm.max_children = 100. È fondamentale lasciare margine per sistema operativo, web server e database, evitando di assegnare a PHP-FPM tutta la RAM fisica disponibile.

Una configurazione tipica su un server con 32 GB di RAM potrebbe essere:

pm = static
pm.max_children = 100
pm.max_requests = 1000

Con questi valori, anche con circa 200 utenti attivi simultanei (dato realistico osservato con Google Analytics), circa il 70% dei worker resta inattivo ma pronto: non deve essere creato al volo quando arriva un picco di traffico, e non viene distrutto dopo il timeout di pm.process_idle_timeout come accadrebbe con dynamic. Il valore di pm.max_requests va tenuto alto (o a 0, se non si hanno memory leak noti negli script) proprio per evitare che il process manager ricicli continuamente i worker, vanificando il vantaggio di static.

Per verificare lo stato dei processi in tempo reale è sufficiente:

top -bn1 | grep php-fpm

Quando invece conviene ondemand o dynamic


Con pm = dynamic capita spesso di incontrare un warning simile a questo:

WARNING: [pool xxxx] seems busy (you may need to increase pm.start_servers, or pm.min/max_spare_servers), spawning 32 children, there are 4 idle, and 59 total children

Il consiglio classico è aumentare i valori minimi, ma su traffico molto variabile il tuning di dynamic resta complesso. Passare a ondemand aiuta a risparmiare memoria, ma su un server costantemente sotto carico introduce l’effetto opposto: i worker vengono azzerati appena il traffico cala, per poi dover essere ricreati non appena il traffico torna, spostando il costo dalla memoria alla latenza di avvio.

dynamic e soprattutto ondemand restano invece la scelta giusta in scenari multi-tenant, ad esempio server con decine o centinaia di pool PHP-FPM distinti (hosting condiviso, molteplici account cPanel). In questi casi, dove la maggior parte dei siti riceve poco o nessun traffico, ondemand spegne i worker inattivi risparmiando enormi quantità di memoria complessiva — motivo per cui cPanel lo ha reso il default al posto di dynamic.

Conclusione


Su un server che serve traffico consistente, dynamic e ondemand aggiungono un overhead di gestione dei processi che una configurazione static correttamente dimensionata elimina. La chiave non è scegliere una configurazione “alla cieca”, ma misurare il consumo reale di memoria dei worker, calcolare pm.max_children di conseguenza, lasciare margine per il resto dello stack e poi validare sotto carico reale (ad esempio con benchmark ab) osservando CPU, memoria e tempi di risposta. Con pm static, poiché i worker restano residenti in memoria, i picchi di traffico si traducono in variazioni di carico molto più contenute, con tempi di risposta più stabili nel tempo.

Fonte originale: LinuxBlog.io – PHP-FPM tuning: Using ‘pm static’ for max performance


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Infrastrutture AI esposte: come gli attaccanti dirottano gateway come LiteLLM per alimentare agenti autonomi
#tech
spcnet.it/infrastrutture-ai-es…
@informatica


Infrastrutture AI esposte: come gli attaccanti dirottano gateway come LiteLLM per alimentare agenti autonomi


Il problema: gateway AI esposti diventano armi in mano agli attaccanti


Un report dei ricercatori di Zenity, ripreso da Petri IT Knowledgebase, descrive uno scenario che molti reparti IT non hanno ancora messo in conto: non serve violare la rete aziendale se l’infrastruttura AI è già esposta pubblicamente e priva di protezioni adeguate. Gli attaccanti puntano direttamente gateway di inferenza, endpoint AI e piattaforme di agenti raggiungibili da Internet, configurando i propri agenti per usarli come “model provider” — sfruttando cioè la capacità di calcolo e le credenziali dell’azienda vittima per condurre operazioni offensive, ricognizione e furto di risorse, senza aver mai compromesso un singolo endpoint interno.

Come funziona l’attacco


Secondo Zenity, gli attaccanti indirizzano tool di penetration testing autonomi come Strix e HexStrike AI, oltre a workflow basati su OpenAI Codex, verso infrastrutture esposte pubblicamente. In diversi casi osservati, gli agenti venivano istruiti per operare in modo aggressivo e occultare la propria identità durante la ricognizione e i test contro bersagli esterni. I ricercatori hanno inoltre trovato ambienti di sviluppo, cronologie Git, script di ricognizione e altri dettagli operativi esposti involontariamente proprio attraverso questi stessi workflow AI mal configurati.

Un bersaglio ricorrente in questi attacchi è LiteLLM, il gateway open source usato per unificare l’accesso a decine di provider LLM (OpenAI, Anthropic, Azure OpenAI e altri) e adottato da framework molto diffusi come CrewAI, DSPy e Microsoft GraphRAG, con circa 97 milioni di installazioni mensili da PyPI. Proprio questa diffusione lo rende un bersaglio ad alto ritorno per chi cerca infrastrutture da dirottare.

Le vulnerabilità sfruttate


Da marzo 2026 LiteLLM ha accumulato sei CVE distinte e un incidente di supply chain, con la catena più grave che raggiunge un CVSS di 10.0 e consente RCE non autenticata su qualunque proxy esposto. Le più rilevanti:

  • CVE-2026-42271 — command injection (CVSS 8.7): gli endpoint POST /mcp-rest/test/connection e POST /mcp-rest/test/tools/list, pensati per testare un server MCP prima di salvarlo, accettano una configurazione completa nel body della richiesta. Con una configurazione di tipo stdio, il proxy tenta la connessione eseguendo il comando fornito come sottoprocesso direttamente sull’host.
  • CVE-2026-47101 / CVE-2026-47102 — escalation di privilegi (CVSS 9.9): un utente a basso privilegio può ottenere diritti di amministratore ed eseguire codice arbitrario sul server LiteLLM.
  • CVE-2026-40217 — sandbox escape: gli endpoint di guardrail riservati agli admin accettano codice Python fornito dall’utente e lo compilano con exec(); omettendo la chiave __builtins__ dal dizionario globals ci si aspetterebbe un ambiente ristretto, ma Python inietta automaticamente l’intero modulo builtins quando quella chiave manca, aprendo di fatto l’accesso alla shell.
  • SSRF su /chat/completions — un api_base controllato dall’attaccante permette di dirottare le richieste verso un dominio arbitrario, esponendo potenzialmente la chiave API nell’header Authorization.
  • Supply chain attack — nel marzo 2026 le versioni compromesse litellm==1.82.7 e litellm==1.82.8 sono rimaste pubblicate su PyPI per circa 40 minuti prima di essere messe in quarantena.

Il fattore comune che rende possibile lo sfruttamento su larga scala è banale: LITELLM_MASTER_KEY non ha un valore di default e, seguendo la guida rapida ufficiale, è facile finire in produzione con un gateway completamente privo di autenticazione posizionato davanti alle chiavi API più costose dell’organizzazione.

Come mettere in sicurezza la propria infrastruttura AI


Le raccomandazioni di Zenity e della documentazione ufficiale di LiteLLM si possono tradurre in una checklist operativa per chi gestisce questo tipo di infrastruttura:

  • Non esporre mai il gateway direttamente su Internet. Endpoint di inferenza e piattaforme agent vanno trattati come qualunque altro sistema internet-facing: dietro reverse proxy con autenticazione forte, VPN o segmentazione di rete dedicata.
  • Impostare sempre LITELLM_MASTER_KEY prima di qualunque deployment, anche di test, e non affidarsi mai alla configurazione di default della quickstart in ambienti raggiungibili dall’esterno.
  • Aggiornare tempestivamente. Gli attaccanti hanno iniziato a sfruttare le vulnerabilità di LiteLLM a ridosso della pubblicazione delle patch: la versione consigliata è la 1.83.14 o successiva, insieme all’aggiornamento di Starlette alla 1.0.1+.
  • Gestire i segreti fuori dall’ambiente locale. Le variabili d’ambiente sono comode in sviluppo ma restano un anti-pattern in produzione perché facilmente leggibili e spesso finiscono nei log delle pipeline CI/CD: meglio un vault dedicato (HashiCorp Vault, Azure Key Vault, AWS Secrets Manager).
  • Isolare il filesystem dei container. In Kubernetes, readOnlyRootFilesystem: true è pienamente supportato da LiteLLM e riduce la superficie di attacco in caso di RCE.
  • Applicare policy granulari con OPA (Open Policy Agent) per definire in modo esterno e verificabile chi può accedere a quali risorse del gateway.
  • Monitorare l’utilizzo. Picchi anomali nel consumo dei modelli, pattern di richieste insoliti o attività fuori orario sono spesso il primo segnale di un uso non autorizzato delle risorse AI aziendali.
  • Ruotare tutte le credenziali — chiavi dei provider LLM, password del database, master key, chiavi SSH e credenziali cloud — non appena si sospetta una compromissione, dato che un proxy AI compromesso ha tipicamente accesso a tutto questo.


Conclusione


Il messaggio di fondo del report è semplice: l’infrastruttura AI aziendale merita la stessa attenzione di sicurezza riservata a qualunque altro sistema esposto su Internet, né più né meno. I gateway come LiteLLM stanno diventando componenti critici tanto quanto un database o un server web, ma la velocità con cui sono stati adottati ha spesso lasciato indietro le pratiche di hardening di base — a partire da una master key non configurata. Per chi gestisce questi sistemi, la checklist sopra rappresenta il minimo indispensabile prima di collegare un gateway AI a Internet.

Fonti: Petri IT Knowledgebase – Attackers Exploit Exposed Enterprise AI Infrastructure to Power Autonomous Agents; Obsidian Security – Breaking LiteLLM; The Hacker News – LiteLLM Flaw CVE-2026-42271 Exploited in the Wild.


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✨ Xiamen Empress Information Technology: come Pechino ha affittato account LINE per spiare giornalisti e attivisti a Taiwan
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/xiamen…

@informatica

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✨ Il Canada svela le sue cyber-armi: la CSE rivendica l’hackeraggio di una gang ransomware-as-a-service
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/il-can…

@informatica


Il Canada svela le sue cyber-armi: la CSE rivendica l’hackeraggio di una gang ransomware-as-a-service


Le agenzie di intelligence raramente raccontano cosa fanno con le proprie capacità offensive. Per questo la relazione annuale 2025-2026 pubblicata dal Communications Security Establishment (CSE), l’agenzia di signals intelligence canadese, è una lettura rara: Ottawa ammette esplicitamente di aver condotto operazioni cyber attive contro trafficanti di precursori del fentanyl, un gruppo estremista e — punto che interessa più da vicino chi si occupa di ransomware — una gang di ransomware-as-a-service che aveva colpito sanità, trasporti e aziende canadesi.

Cosa ha rivelato il rapporto CSE


Il CSE è l’omologo canadese della NSA americana e del GCHQ britannico, parte dell’alleanza Five Eyes, con il mandato di raccogliere intelligence estera, difendere le reti del governo federale e — quando autorizzato — condurre “operazioni cyber attive” contro minacce alla sicurezza nazionale. Nel rapporto pubblicato la scorsa settimana, l’agenzia rivela di aver condotto tre operazioni offensive di questo tipo nell’anno fiscale coperto dal documento, oltre a una operazione difensiva.

La prima ha preso di mira broker internazionali di sostanze chimiche usate per produrre fentanil sintetico: il CSE ha raccolto intelligence sulla rete di distribuzione e ha poi condotto un’operazione che, secondo il rapporto, ne ha “compromesso e ridotto la capacità operativa”. La seconda ha riguardato un gruppo estremista attivo anche nel reclutamento in territorio canadese: l’agenzia ha analizzato struttura, portata e vulnerabilità del gruppo per un’operazione che ha “minato la credibilità del gruppo e limitato la sua capacità di radicalizzare e reclutare nuovi membri”. Formulazioni volutamente vaghe — tipiche di questo genere di disclosure — che comunque confermano l’uso di capacità cyber offensive contro obiettivi non statali con finalità di disruption, non solo di raccolta informativa.

L’operazione contro la gang ransomware


La terza operazione è quella di maggiore interesse per il pubblico di questo blog. Il CSE descrive un gruppo che gestiva un’infrastruttura ransomware-as-a-service, affittando l’accesso ad affiliati per condurre attacchi di extortion distruttivi. L’unità di signals intelligence dell’agenzia ha ricostruito le modalità con cui il gruppo colpiva i settori sanitario, dei trasporti e delle imprese in territorio canadese, per un totale — secondo fonti collegate al caso — di oltre 25 incidenti attribuiti al gruppo contro organizzazioni canadesi. L’operazione cyber attiva che ne è seguita ha reso “inoperabile” l’infrastruttura della gang e ha cancellato gran parte dei dati presenti sui suoi server.

Il rapporto precisa inoltre che, in parallelo, il CSE ha condotto “disruption tecniche” concorrenti contro altre 10 tra le gang ransomware più significative che prendono di mira il Canada, rendendo inutilizzabili parti della loro infrastruttura. Non vengono forniti dettagli su localizzazione geografica degli attori, nomi dei gruppi coinvolti o tecniche specifiche impiegate — una riservatezza operativa comprensibile, dato che rivelare metodi e strumenti comprometterebbe operazioni future contro bersagli simili.

Il contesto: Five Eyes e hunt forward


Questa disclosure si inserisce in una tendenza più ampia tra le agenzie di intelligence occidentali: rendere pubbliche, sia pure in forma sommaria, operazioni offensive contro il cybercrime organizzato. Lo US Cyber Command, con base a Fort Meade, conduce da anni le cosiddette “hunt forward operations”, inviando team cyber presso nazioni alleate per proteggerne le reti e disgregare operazioni offensive di attori avversari; il numero di queste missioni è passato da poche unità nel 2018 a oltre due dozzine nel solo 2025. Anche il rapporto CSE segnala una quarta operazione, di natura difensiva, condotta contro una campagna di phishing diretta contro istituzioni del governo federale canadese, con l’obiettivo dichiarato di degradarne l’infrastruttura e la capacità di colpire cittadini canadesi.

Il quadro che emerge conferma una dinamica osservata anche in altre giurisdizioni: le gang ransomware-as-a-service non sono più contrastate solo con arresti, sanzioni e sequestri di infrastruttura via law enforcement (il modello Europol/FBI applicato ad esempio a LockBit o Hive), ma sempre più spesso con operazioni cyber offensive condotte direttamente dalle agenzie di intelligence, che intervengono prima o parallelamente all’azione giudiziaria per limitare il danno operativo in tempo reale.

Perché conta per i difensori


Per i team di threat intelligence, disclosure di questo tipo — per quanto scarne di dettagli tecnici — sono comunque un segnale operativo utile: confermano che alcune infrastrutture ransomware-as-a-service possono sparire improvvisamente non per un errore operativo del gruppo o per un takedown di polizia annunciato, ma per un’azione statale silenziosa. Questo significa che un affiliato che perde improvvisamente l’accesso al pannello del proprio operatore RaaS, o una gang che smette di rispondere alle vittime in negoziazione, potrebbe non essere vittima di un dissidio interno ma di una disruption di intelligence non rivendicata pubblicamente dal gruppo colpito. Per le organizzazioni canadesi dei settori sanità, trasporti e impresa colpite in passato dal gruppo in questione, vale la pena mantenere alta l’attenzione: un’infrastruttura “resa inoperabile” non equivale a un’attribuzione penale, e nulla impedisce agli operatori di riorganizzarsi sotto un nuovo brand, come già visto ripetutamente nell’ecosistema ransomware.

  • Tre operazioni cyber offensive rivendicate dal CSE nell’anno fiscale 2025-2026: broker di precursori del fentanyl, gruppo estremista, gang ransomware-as-a-service
  • Infrastruttura della gang ransomware resa inoperabile, dati sui server cancellati
  • Disruption tecniche parallele contro altre 10 gang ransomware attive contro il Canada
  • Un’operazione difensiva contro una campagna di phishing verso il governo federale canadese
  • Nessun dettaglio pubblico su nomi dei gruppi, geolocalizzazione o TTP impiegate


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Portal Teatro, viernes, 31 de julio, 19:30 GMT-3 Chau chau!! me despido de la escena (¿por un tiempo?) el viernes 31 en el Portal Teatro. Esta semana seguro también me retire de las redes sociales En el escenario me van a acompañar @todoyoto @ddddanzi e @ivan_klompp (los musicos que participaron en la creación del disco). Durante la noche van a a haber un par de sorpresas y apariciones estelares, también (si llego con el tiempo) voy a llevar ejemplares impresos de mi libro "La Rabia", (si,
Ago 1
Presentacion del disco La Rabia de Mariposa Trash
Sab 0:30 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Chau chau!!

me despido de la escena (¿por un tiempo?) el viernes 31 en el Portal Teatro. Esta semana seguro también me retire de las redes sociales

En el escenario me van a acompañar @todoyoto @ddddanzi e @ivan_klompp (los musicos que participaron en la creación del disco). Durante la noche van a a haber un par de sorpresas y apariciones estelares, también (si llego con el tiempo) voy a llevar ejemplares impresos de mi libro "La Rabia", (si, se llama igual que el disco🧟‍♀️)

Dejo el link de las anticipadas en mi bio 👈🏼 instagram.com/mariposa_trash/

Nota del vag@: la hora en este evento esta inventada por que en instagram no dice.

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Mitre Boutique, viernes, 10 de julio, 18:00 GMT-3 Festitron / SALA[1] presentan: 🎬 DRUNKEN TAI CHI (1984) 🧧 📅 Fecha: Viernes 10/07/26 ⏰ Grilla de Horarios: ⏳ 18:00 🚪 Abre puertas. ⏳ 18:15 🔒 Cierra puertas. ⏳ 18:20 🎁 Sorpresa ⏳ 18:40 🎞️ Película (Dura 85 min) La siguiente película no tiene nada de cyberpunk, pero es un clásico bizarro de la saga del "maestro borracho" con Tai chi chuan (Taijiquan) ☯️ y mucho arte marcial 🥋. DRUNKEN TAI CHI (1984) tiene aventuras, peleas y bizarreadas co
Lug 10
Festitron / SALA[1] presentan: 🎬 DRUNKEN TAI CHI (1984) 🧧
Ven 23:00 - Sab 0:30 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Festitron / SALA[1] presentan:

🎬 DRUNKEN TAI CHI (1984) 🧧

📅 Fecha: Viernes 10/07/26

⏰ Grilla de Horarios:

⏳ 18:00 🚪 Abre puertas.

⏳ 18:15 🔒 Cierra puertas.

⏳ 18:20 🎁 Sorpresa

⏳ 18:40 🎞️ Película (Dura 85 min)

La siguiente película no tiene nada de cyberpunk, pero es un clásico bizarro de la saga del "maestro borracho" con Tai chi chuan (Taijiquan) ☯️ y mucho arte marcial 🥋.

DRUNKEN TAI CHI (1984) tiene aventuras, peleas y bizarreadas con bastante comedia. 🍶💥
Fue subtitulada al español 💬 y será procesada por equipos de video analógicos para reforzar la estética VHS, ¡totalmente en VIVO! 📺📼🎛️

🔥 ¡Y LA SORPRESA!

Antes de comenzar la película se verán 3 trailers de futuras películas MUY CYBERPUNK 🤖⚡️, y la más votada será la elegida para la próxima función. Solamente si vienen, podrán elegirla hahaha. A partir de ahí, arranca el verdadero cyberpunk. 🗳️📟

PD: Las imágenes subidas acá no están procesadas analógicamente, recuerden: ¡solamente en vivo! 📸❌

⚠️ Se recuerda:
🔹 LA CAPACIDAD ES LIMITADA 🈵, así que reserva por mensaje privado. 📩 a instagram.com/festitron/
🔹 Ubicación: por privado a instagram.com/festitron/

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Anfiteatro Parque Lezama, lunes, 13 de julio, 18:00 GMT-3 Todos los lunes a las 18 hs en el anfiteatro de Parque Lezama, CABA. Desde 2018✊ Horizontal y antifascista
Lug 13
Olla Popular Parque Lezama
Lun 23:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato
Todos los lunes a las 18 hs en el anfiteatro de Parque Lezama, CABA. Desde 2018✊
Horizontal y antifascista

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anexo del congreso, miércoles, 15 de julio, 17:00 GMT-3 Primero hay mic abierto y luego la clasica ronda al congreso 😎 a las 17 durante el verano ¡Sumate, difundí, movilizá!
Lug 15
Miercoles de lxs jubiladxs
Mer 22:00 - 0:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Primero hay mic abierto y luego la clasica ronda al congreso 😎

a las 17 durante el verano

¡Sumate, difundí, movilizá!

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Plaza Congreso, miércoles, 15 de julio, 17:00 GMT-3 MARCHA DE JUBILADOS EN CONGRESO
Lug 15
Jubilados/as Insurgentes
Mer 22:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato
MARCHA DE JUBILADOS EN CONGRESO

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Kasa La Gomera, martes, 14 de julio, 16:00 GMT-3 Porque la revolucion es mirarnos a los ojos,es intercambiar ideas,es enriquecernos el unx al otrx mediante la voz,la palabra,la lectura y la complicidad.por eso nunca perdamos el Encuentro y el Trabajo Colectivo! Lxs esperamos!! Salud!!!
Lug 14
Leyendo el Kaos
Mar 21:00 - 0:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato
Porque la revolucion es mirarnos a los ojos,es intercambiar ideas,es enriquecernos el unx al otrx mediante la voz,la palabra,la lectura y la complicidad.por eso nunca perdamos el Encuentro y el Trabajo Colectivo!
Lxs esperamos!!
Salud!!!

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Buenos aires, lunes, 20 de julio, 00:00 GMT-3 Existe esta lista de peliculas en letterboxed que un el usuario Ciro Retamal actualiza semana a semana (Gracias Ciro, quien quiera que seas!) este evento es un recordatorio para volver a mirar la lista y ver cual van a ser las pelis que se esten dando las proximas semanas :) [url=https://letterboxd.com/lamateroric/list/funciones-en-buenos-aires/detail/]https://letterboxd.com/lamateroric/list/funciones-en-buenos-aires/detail/[/url]
Lug 20
Funciones de cine en Buenos Aires
Lun 5:00 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Existe esta lista de peliculas en letterboxed que un el usuario Ciro Retamal actualiza semana a semana (Gracias Ciro, quien quiera que seas!)

este evento es un recordatorio para volver a mirar la lista y ver cual van a ser las pelis que se esten dando las proximas semanas 😀

letterboxd.com/lamateroric/lis…

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Parque Patricios, lunes, 13 de julio, 18:30 GMT-3 [h3]Desde hace mas de un año un grupo de amigxs y vecinxs nos encontramos en la plaza para hacer una olla, hacerle un poco de frente al hambre y al frío. A lo largo de este año fuimos buscando diferentes formas de mantener la olla cada semana: algunas donaciones, actividades para juntar dinero, acopios esporádicos, recicle y desde nosotrxs mismxs. Hoy, necesitamos apañe. ¿Nos ayudas a seguir sosteniendola? Recibimos aportes económicos al alia
Lug 13
Olla Comun Plaza China Cuellar
Lun 23:30 Europe/Rome
Vagancio Pirato

Desde hace mas de un año un grupo de amigxs y vecinxs nos encontramos en la plaza para hacer una olla, hacerle un poco de frente al hambre y al frío.

A lo largo de este año fuimos buscando diferentes formas de mantener la olla cada semana: algunas donaciones, actividades para juntar dinero, acopios esporádicos, recicle y desde nosotrxs mismxs.
Hoy, necesitamos apañe.

¿Nos ayudas a seguir sosteniendola?

Recibimos aportes económicos al alias: ollacomun.plaza

También nos puede apañar:
🫘 Legumbres.
🌻Aceite.
🫑Condimentos.
🧅Verduras.

Gracias!

🔥 Al hambre lo combatimos entre todxs.
🔥 Que la solidaridad se expanda.

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Während sich Datenschutzbehörden in Europa gerade erst in Stellung bringen gegen die Überwachungsbrillen, entwickelt Meta offenbar schon an einer Brille, die dauerhaft aufzeichnet. Doch es regt sich immer mehr Protest gegen die übergriffige Technologie.

netzpolitik.org/2026/smart-gla…

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FPF Hosts Frontiers Workshop on Privacy, AI, and Emerging Infrastructure
fpf.org/blog/fpf-hosts-frontie…
@privacy
On June 10, 2026, the FPF Center for Artificial Intelligence convened a Frontiers Workshop in Washington, DC. Held as part of FPF’s National Science Foundation (NSF) and the Department of Energy (DoE)-funded Privacy-Enhancing Technologies (PETs) Research Coordination Network, the workshop brought together

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Oggi al parlamento europeo si è votato!

⛔️ 314 hanno votato contro #ChatControl
✅ 276 hanno votato a favore

Sembra semplice, ma ha vinto comunque il voto della minoranza.

Attenzione alle chat che utilizzate!

#StopChatControl

dariofadda.it/blog/post.php?sl…

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Nonostante ci fosse una maggioranza di europarlamentari che ha votato contro, oggi è stata emendata la proposta per Chat Control.

Internet è sempre meno sicuro.

In Italia ci sono molti che non ne hanno capito la sostanza

dariofadda.it/blog/post.php?sl…

#StopChatcontrol
@politica

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"Das Innenministerium will Behörden erlauben, automatisierte Systeme mit Daten aus Asyl- und Aufenthaltsverfahren zu trainieren. Dabei geht es nicht nur um das BAMF oder Ausländerbehörden, sondern auch um die Polizei."

@netzpolitik_feed hat den Gesetzentwurf veröffentlicht.

netzpolitik.org/2026/gesetzent…