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“Di chi sono i nostri giorni” a Perugia, un incontro in memoria di Laura Santi

📍 Teatro della Sapienza, Via della Sapienza, 6,Perugia📅 Sabato 18 aprile 2026🕔 Ore 17:00–17:45


A Perugia all’interno del Festival Internazionale del Giornalismo si terrà l’incontro “Di chi sono i nostri giorni? La disobbedienza per la libertà dei corpi”, in memoria di Laura Santi, giornalista e consigliera dell’Associazione Luca Coscioni, protagonista di una lunga battaglia civile per il diritto all’autodeterminazione nel fine vita.

L’incontro si interrogherà su una domanda radicale: a chi appartiene davvero il tempo della nostra vita? A partire dalle storie di Sibilla, Piergiorgio, Fabiano, Eluana, Laura, Martina, Luca e Daniela.

Interverranno Stefano Massoli, produttore video e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni; Vittorio Parpaglioni Barbieri, autore e sceneggiatore che nel 2023 si è auto-denunciato per aver accompagnato la madre Sibilla Barbieri in Svizzera per accedere al suicidio assistito; Valentina Petrini, giornalista d’inchiesta, autrice e opinionista televisiva, che guiderà l’incontro. Gli interventi musicali saranno a cura di Pasquale Filastò.

L’evento sarà disponibile anche in live streaming e on demand, maggiori informazioni QUI

L'articolo “Di chi sono i nostri giorni” a Perugia, un incontro in memoria di Laura Santi proviene da Associazione Luca Coscioni.

Il GIP archivia la disobbedienza civile di Marco Cappato, Marco Perduca e Vittorio Parpaglioni per aver accompagnato in Svizzera Sibilla Barbieri


Luigi Manconi, Riccardo Magi e Ivan Scalfarotto, che si erano autodenunciati per aver contribuito a finanziare il viaggio di Sibilla Barbieri, non sono stati invece iscritti nel registro degli indagati

Marco Cappato, Marco Perduca e Filomena Gallo commentano: “Con la legge del Governo, i disobbedienti sarebbero stati condannati. Chiediamo alla maggioranza di ritirare la legge”. Termina lunedì la mobilitazione dell’Associazione Luca Coscioni.


La giudice per le indagini preliminari di Roma, Tamara De Amicis, ha disposto l’archiviazione del procedimento penale per aiuto al suicidio nei confronti di Vittorio Parpaglioni, figlio dell’attrice e regista Sibilla Barbieri, di Marco Cappato e dell’ex senatore Marco Perduca, in relazione all’aiuto al suicidio fornito a Sibilla Barbieri, morta in Svizzera il 31 ottobre 2023.

Il procedimento riguardava l’aiuto materiale e organizzativo fornito a Sibilla Barbieri, affetta da patologia oncologica irreversibile che, dopo il diniego ricevuto dalla ASL Roma 1, aveva deciso di ricorrere al “suicidio assistito” all’estero.

Nel caso di Sibilla Barbieri la ASL aveva accertato tre dei quattro requisiti previsti dalla sentenza 242/2019: patologia irreversibile, sofferenze intollerabili e piena capacità di decisione. Il nodo riguardava il trattamento di sostegno vitale: pur essendo dipendente da una corposa terapia antalgica e dall’ossigenoterapia, la commissione medica della ASL Roma 1 lo aveva escluso con un’interpretazione restrittiva. L’archiviazione recepisce invece l’interpretazione estensiva poi confermata dalla Corte costituzionale con la sentenza 135/2024, secondo cui il sostegno vitale comprende anche trattamenti farmacologici e assistenziali.

Sibilla Barbieri aveva attivato la procedura nell’agosto 2023, ma il diniego della ASL Roma 1, impugnato dal collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni coordinato da Filomena Gallo (e formato anche dagli avvocati Angioletto Calandrini e Alessia Cicatelli), non fu riesaminato in tempi compatibili con il rapido aggravarsi delle sue condizioni. Né furono disposte nuove verifiche.

A causa del diniego e del peggioramento delle sue condizioni, Vittorio Parpaglioni e Marco Perduca hanno accompagnato Sibilla Barbieri in Svizzera, mentre anche Marco Cappato ha contribuito all’organizzazione del viaggio attraverso l’Associazione Soccorso Civile, da lui fondata insieme a Mina Welby per supportare chi sceglie la morte volontaria assistita all’estero. Il viaggio è stato finanziato anche da Luigi Manconi, Ivan Scalfarotto e Riccardo Magi.

“Quella di Sibilla Barbieri è la terza archiviazione legata a un’azione di disobbedienza civile resa necessaria per superare le discriminazioni nell’interpretazione del requisito del trattamento di sostegno vitale. Il nodo centrale resta la decisione della ASL, che ha negato un diritto che, come riconosciuto anche dal parere del Comitato etico, avrebbe dovuto essere riconosciuto: Sibilla avrebbe potuto essere aiutata in Italia.

Per questo torniamo a chiedere norme chiare che non ostacolino, ma garantiscano l’autodeterminazione delle persone che soffrono e non hanno prospettive terapeutiche. Il disegno di legge del Governo oggi in Senato, invece, cancellerebbe quanto già riconosciuto dalla Corte costituzionale. Per questo è in corso la nostra mobilitazione per chiedere il ritiro del testo”, ha dichiarato Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.


A oggi sono 14 le persone che hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito in Italia, di cui 10 seguite dal team legale coordinato dall’avvocata Filomena Gallo. Negli anni Marco Cappato, e gli iscritti all’Associazione Soccorso Civile, sono stati indagati e processati rischiando pene dai 5 ai 12 anni di carcere. Il caso di Sibilla Barbieri è la terza archiviazione predisposta a seguito di disobbedienze civili. Restano ancora aperti procedimenti i tribunali di Milano, Como e Bologna.

Marco Perduca e Marco Cappato dichiarano: “Se fosse stata in vigore la legge presentata dal Governo che è all’esame del Senato, insieme a Vittorio Parpaglioni saremmo stati processati e con ogni probabilità condannati per aver aiutato Sibilla a raggiungere la Svizzera. Sibilla infatti dipendeva da una corposa terapia farmacologica e dall’ossigenoterapia, oggi pienamente riconosciute come sostegno vitale. Il Governo, invece, vuole restringere questo requisito ai soli trattamenti sostitutivi di funzioni vitali, cioè alle macchine”.

In questi giorni è ancora in corso, fino a lunedì, la mobilitazione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni proprio per chiedere che il Governo ritiri la legge in esame al Senato e avvii la discussione della legge di iniziativa popolare per l’eutanasia legale.

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Un treno da non riperdere


Il 25 marzo 1957 Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi firmarono il trattato di Roma che istituiva la Comunità economica europea (CEE), destinata a diventare nel 1992, a seguito dei trattati di Maastricht, l’UE che conosciamo oggi. L’allargamento accelerato di quel nucleo fondatore promosso in gran parte dalla Commissione Prodi (16/091999 – 21/11/ 2004) con l’adesione di 10 nuovi stati prevalentemente dell’EST europeo (Ungheria inclusa) in data 01/05/2004- quinto allargamento] fu probabilmente un errore.

Essa avvenne, come le successive, sulla base di criteri di adesione (cosiddetti “di Copenaghen”) che obbligarono i paesi candidati ad avere istituzioni stabili in grado di garantire la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti umani, la tutela delle minoranze; una buona economia di mercato e la capacità di far fronte alla pressione concorrenziale del mercato dell’UE; la capacità di assumere gli obblighi derivanti dall’adesione all’UE, tra cui la capacità di attuare il diritto e gli obiettivi dell’Unione. Tremila direttive e circa centomila pagine della Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea furono recepite dai dieci Paesi candidati, con un enorme lavoro amministrativo e grandi modifiche economiche.

Tuttavia, in diversi di quei 10 paesi, come Polonia e Ungheria, l’adesione a quei criteri di Copenaghen, venne negli anni successivi progressivamente a deteriorarsi. Peraltro, la coesione su politiche comuni della UE in tema di Affari Esteri, Difesa, Fisco e Sanità, fondamentali per dare un’ossatura robusta e di lunga durata all’Unione, sono sempre rimaste sostanzialmente fuori dagli accordi, in quanto richiedenti la unanimità di tutti e 27 i membri (cosa che come è noto è difficile da ottenere perfino in una assemblea di condominio).

Le conseguenze di quelle timide scelte e soprattutto, la rinuncia ad una revisione dei trattati che potesse fare prendere al Consiglio Europeo (organo decisionale in quelle materie composto dai capi di stato o di governo dei paesi dell’UE, dal Presidente del Consiglio europeo e dal Presidente della Commissione europea), decisioni a maggioranza anziché all’unanimità in quegli ambiti di Politica Estera, di Difesa, Fiscale e Sanitaria, hanno portato l’Unione Europea a non essere in grado di esercitare un ruolo geopolitico ed economico più che marginale e rimanere sostanzialmente impotente di fronte alla Storia.

Pochi dalla vista lunga, già nei primi anni duemila sostennero, inascoltati, che anziché un fragile allargamento a Big Bang di superficie, ottenuto tramite il soddisfacimento dei criteri di Copenaghen; sarebbe stata ben più produttiva e di lungo respiro una solida e profonda cooperazione rafforzata di pochi Stati membri di tradizione occidentale o, meglio ancora, una vera unione politica di pochi Stati fondatori che rinunciassero a quote importanti di sovranità in quelle importanti materie di Esteri, Difesa e Fisco e fungessero da nucleo aggregante successivamente gli altri .

Non vi erano emergenze (guerre o pandemie) importanti che minacciassero direttamente l’Europa a quel tempo e mancarono sia il coraggio che la lungimiranza dei Padri Fondatori.

Ma non è ancora troppo tardi: una cooperazione rafforzata si può attuare se vi partecipano almeno nove degli Stati membri dell’Unione: abbiamo oggi cinque dei paesi primi firmatari del Trattato di Roma che sono ancora convintamente Europeisti (Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi) cui potrebbero aggiungersi Spagna, Estonia, Svezia e Finlandia che a più riprese hanno sostenuto la necessità di un ruolo geopolitico più forte per l’UE. Senza escludere una Italia che dopo le elezioni del 2027 potrebbe riassumere un ruolo guida nel dar voce ad una vera ed efficace politica comune Europea anche in tema di Politica Estera, di Difesa, Fiscale e Sanitaria.

La caduta del premier ungherese Orbàn, che è stato uno dei più fieri oppositori interni alla UE di quel disegno e l’elezione di un suo successore che nei primi interventi è stato chiaro nel voler riportare l’Ungheria nel progetto di una Europa forte ed unita nelle scelte importanti, non possono che aiutare a saltare su quel treno che non sappiamo se e quando ripasserà.

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La Cellula Coscioni Bari organizza una serata informativa sul fine vita a Bari

📍 Prinz Zaum, Via Cardassi 93, Bari
📅 Lunedì 20 aprile 2026
🕘 Ore 18:00–20:00


La Cellula Coscioni Bari organizza nell’ambito della mobilitazione nazionale sul fine vita una serata informativa, sarà un’occasione di incontro e confronto pubblico sui temi dell’autodeterminazione, della libertà di scelta e dei diritti nel fine vita
All’incontro interverranno Nino Sisto, Coordinatore della Cellula Coscioni di Bari, e la medica Carla Manoccio, socia della Cellula.
Nel corso della serata sarà anche possibile firmare l’appello contro la proposta di legge del Governo sul fine vita, che, se approvata, eliminerebbe i diritti conquistati fino ad ora grazie alle azioni di disobbedienza civile e alla sentenza “Dj Fabo – Cappato” della Corte costituzionale.

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La Cellula Coscioni di Rimini organizza uno sportello sulle DAT


📍 Ospedale Infermi – Via Publio Ovidio Nasone, Rimini
📅 Giovedì 30 aprile 2026
🕠 Dalle ore 09:00 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Rimini grazie alla collaborazione con AUSL Romagna organizza uno sportello informativo dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), per approfondire i propri diritti sul fine vita e sul testamento biologico. Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017 e quali strumenti sono disponibili per l’autodeterminazione nelle scelte di cura. Un’occasione aperta a tutte e tutti per conoscere, capire e fare scelte consapevoli.

Per maggiori info cellularimini@associazionelucacoscioni.it

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Marco Cappato il 25 aprile al Catania Book Festival all’incontro “Credere Disobbedire Combattere”

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, sarà protagonista di un incontro pubblico dedicato al suo libro “Credere Disobbedire Combattere”, pubblicato da Rizzoli.

📍 Auditorium C. Marchesi Palazzo della Cultura, Catania📅 25 aprile 2026🕘 Ore 21:15 Qui per il biglietto del festival


L’appuntamento, moderato da Leandro Perrotta giornalista di “La Sicilia”, sarà un’occasione per approfondire i temi che che da anni segnano l’impegno politico e civile di Cappato: la disobbedienza civile, la difesa dei diritti, la libertà di scelta e il rapporto tra iniziativa individuale e cambiamento collettivo.

L’incontro, offrirà uno spazio di confronto pubblico su battaglie che riguardano la democrazia, l’autodeterminazione e la responsabilità personale e politica.L’incontro è a ingresso libero, previo acquisto del biglietto per il festival disponibile a questo link

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Irene Pellizzone con la Cellula Coscioni Monza a Desio per l’incontro “Liberi fino alla fine. Lo Stato del fine vita in Italia”

📍 Sala Pertini, via Lombardia Desio📅 27 aprile 2026🕘 Ore 21:00
prenotazione necessaria al seguente link


La Cellula Coscioni Monza partecipa a Desio all’incontro pubblico “Liberi fino alla fine. Lo Stato del fine vita in Italia”, un momento di confronto dedicato alla situazione del fine vita nel nostro Paese, tra diritti riconosciuti, ostacoli ancora presenti e battaglie politiche e giuridiche aperte.

Interverranno Riccardo Magi, deputato e segretario di +Europa; Alfredo Bazoli, senatore del Partito Democratico; Irene Pellizzone, avvocata e membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni. Modera Alessandra Palma, giornalista.

Necessaria prenotazione a seguente link

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La Cellula Coscioni Bari organizza l’incontro “Fine vita. Difendere i diritti conquistati”

📍 Sala Ex Tesoreria, Comune di Bari, Corso Vittorio Emanuele II 84, Bari📅 16 aprile 2026🕟 Ore 16:15


All’interno della cornice della mobilitazione nazionale sul fine vita la Cellula Coscioni Bari organizza l’incontro pubblico “Fine vita. Difendere i diritti conquistati”.Interverranno, nella prima parte dedicata alle criticità della legge del Governo: N. Sisto, coordinatore della Cellula Coscioni Bari; N. Grasso, professore di Diritto costituzionale all’Università del Salento e assessore alla legalità e trasparenza del Comune di Bari; F. Bellino, professore ordinario di Filosofia morale e Bioetica.

Nella seconda parte, dedicata alla disciplina regionale del suicidio medicalmente assistito, prenderanno parte: N. Sisto, coordinatore della Cellula Coscioni Bari; F. Spaccavento, presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Puglia; M. La Ghezza, capogruppo M5S del Consiglio regionale della Puglia; L. Palmisano, vicesegretario regionale del PD Puglia.

L’incontro sarà introdotto e moderato da R. Schena, giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, e rappresenterà un momento di confronto pubblico su diritti già acquisiti e ostacoli ancora presenti. Sarà inoltre possibile firmare l’appello contro la legge sul fine vita del Governo, che minaccia di cancellare quanto ottenuto fin qui.

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La Cellula Coscioni Vicenza-Padova organizza l’incontro “Liberi subito Veneto”


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La Cellula Coscioni Vicenza-Padova organizza l’incontro “Liberi subito Veneto”

📍 Villa Tacchi, viale della Pace 89, Vicenza
📅 Venerdì 17 aprile 2026
🕡 Ore 18:30


Nella corniche della mobilitazione nazionale sul fine vita la Cellula Coscioni Vicenza-Padova organizza a Vicenza l’incontro pubblico “Liberi subito Veneto”, interverranno Elena Ostanel, consigliera regionale del Veneto per Alleanza Verdi e Sinistra; Diego Silvestri, membro del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni; Matteo D’Angelo, disobbediente civile dell’Associazione Luca Coscioni.

Sarà un momento di confronto pubblico per fare il punto sulla situazione in Veneto ma anche per firmare l’appello contro la legge sul fine vita del Governo, che minaccia di cancellare quanto ottenuto fin qui.

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Difendiamo la Corte Penale Internazionale!
Domani parte il “satyagraha” in difesa della Corte . Sarò in digiuno di dialogo con Von der Leyen, e manifesteremo con Eumans alle 13 a Bruxelles davanti alla Commissione europea per chiedere di bloccare le sanzioni di Trump contro la Corte. Il 16 sarò alla manifestazione di Milano.

Oltre 100 persone parteciperanno al digiuno a staffetta da qui fino al 17 luglio, e ci saranno presidi in tantissime città europee.

In New Mexico prosegue il sostegno alle terapie psichedeliche


Testo preparato con Peppe Brescia


Dopo la legge che nel 2025 ha aperto agli utilizzi medici della psilocibina, il New Mexico sembra sempre più intenzionato a investire nella ricerca riguardo le molecole psichedeliche.

Approvando il bilancio statale per il prossimo anno fiscale, la governatrice Michelle Lujan Grisham ha autorizzato uno stanziamento pubblico destinato ad agevolare l’accesso alle terapie assistite con psilocibina per le fasce di popolazione con redditi bassi. La misura prevede un finanziamento di circa 630mila dollari destinato al Psilocybin Treatment Equity Fund, un fondo creato nell’ambito del Medical Psilocybin Act allo scopo di evitare che i costi, spesso molto elevati, rendano di fatto le terapie un privilegio per pochi.

Il fondo verrà suddiviso in due tranche: uno stanziamento da 150mila dollari andrà a confluire direttamente nel Psilocybin Treatment Equity Fund, mentre i rimanenti 480mila dollari copriranno ulteriori spese per l’accesso equo. Parallelamente, è stata deliberata anche una dilazione fino al termine dell’anno fiscale 2027 in merito all’attuazione del finanziamento di un milione di dollari pianificato al fine di supportare il programma di ricerca sulla psilocibina affidato al Dipartimento della Salute.

Per quanto riguarda l’erogazione dei servizi, i legislatori del New Mexico hanno privilegiato un approccio molto rigoroso: le terapie saranno somministrate esclusivamente in contesti clinici controllati, con la supervisione di professionisti qualificati.

Secondo uno schema canonico in questo tipo di studi, il modello di trattamento verrà strutturato attorno a una sessione preparatoria, una sessione di somministrazione e una successiva sessione di integrazione.

Al Dipartimento della Salute spetterà invece la responsabilità di definire le linee guida per la formazione di medici e produttori, nonché la supervisione riguardo dosaggi, luoghi di somministrazione approvati e protocolli di produzione e conservazione. I funzionari statali rilasceranno inoltre le licenze ai produttori per la coltivazione di funghi e la lavorazione della psilocibina.

La psilocibina sintetica continuerà invece a essere considerata una sostanza illecita.

La decisione, oltre che a segnare l’ennesima apertura in merito alle terapie psichedeliche, pone al centro del dibattito il tema dell’equità in ambito sanitario, aspetto che costituisce uno degli elementi di innovazione del programma. Il fondo che servirà a coprire i costi delle terapie per i pazienti non sarà dunque strutturato in base alle possibilità economiche, ma a determinati requisiti circa il reddito, garantendo un ampliamento della possibile platea di persone candidabili ai trattamenti.

Come sottolineato dal senatore democratico Jeff Steinborn, tra i principali sostenitori della proposta, “una parte importante della nostra legge statale è stata la creazione di un fondo di equità, per garantire che tutti i cittadini del Nuovo Messico che soddisfano i requisiti per il programma possano accedervi, non solo coloro che dispongono di risorse finanziarie.

Da sottolineare come l’inserimento del Psilocybin Treatment Equity Fund all’interno del bilancio statale non si è rivelato un processo automatico. Inizialmente, infatti, non era previsto che il finanziamento rientrasse nel provvedimento generale: a rivelarsi decisive sono state le pressioni e le manifestazioni pubbliche portate avanti da parte di associazioni, operatori sanitari e attivisti, evidenziando il ruolo di primo piano svolto da società civile e professionisti del settore.

Oltre ad attivare un fondo per i pazienti, il New Mexico ha inoltre previsto ulteriori risorse, da destinare alla ricerca scientifica: una parte del budget dello Stato, pari a 150mila dollari, sarà così finalizzata a finanziare alcuni studi sull’efficacia della psilocibina nel trattamento dell’ansia nei pazienti terminali, condotti dall’Università del New Mexico.

Come annunciato dalle autorità sanitarie statali nel Dicembre del 2025, l’intenzione è quella di dare avvio al programma entro la fine del 2026, giocando dunque d’anticipo rispetto alle scadenze previste dal piano di bilancio.

L’obiettivo conclusivo è quello di istituire un modello sanitario che, facendo base su una facilitazione nell’accesso alle cure e sull’investimento nella ricerca, si proponga come sostenibile e basato sulle evidenze scientifiche, approfondendo rischi, benefici, e metodologie di utilizzo nel sistema sanitario.

Stando a Denali Wilson, direttore del supporto strategico dell’associazione Healing Advocacy Fund, “il fatto che l’Università del New Mexico, con i suoi esperti locali, esamini così attentamente come dovrebbe essere questo modello di assistenza, fornirà informazioni davvero significative alle decisioni che prenderemo in merito alla struttura del programma statale”.

La decisione del New Mexico riflette un cambiamento più ampio, relativo alla crescente apertura verso la medicina psichedelica, all’interno di un contesto globale sempre più colpito e sensibile riguardo le questioni relative alla salute mentale e a fronte di una crescente inefficacia delle terapie tradizionali dichiarata dai pazienti.Del resto, l’interesse verso le terapie psichedeliche sembrerebbe confermato dall’avanzamento di ulteriori azioni legislative in realtà come lo Stato del Massachusetts e la King County di Washington. Nel primo caso, il Parlamento statale ha approvato due proposte di legge finalizzate all’istituzione di programmi piloti per il trattamento con psilocibina, nel secondo il Consiglio Metropolitano della King County ha votato una mozione che inserisce le azioni di contrasto al consumo personale di psilocibina tra le priorità amministrative più basse, con l’obiettivo di limitare la criminalizzazione e, allo stesso tempo, investire nella ricerca.

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La Cellula Coscioni Bari a Bisceglie per l’anteprima del film “Un colpo alla vita” di Massimiliano Tedeschi

📍 Cinema Politeama, Via Montello 2, Bisceglie
📅 30 maggio 2026
🕣 Ore 20:45


La Cellula Coscioni Bari sarà presente a Bisceglie per l’anteprima del film “Un colpo alla vita”, diretto da Massimiliano Tedeschi e presentato dall’Associazione Culturale Filmax.

Il film, interpretato da Simona Rutigliano e Nicola Losapio, affronta temi che toccano da vicino il valore della vita, della dignità e delle scelte personali, inserendosi in una riflessione pubblica che richiama anche il dibattito sul fine vita e sui diritti delle persone.

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La Cellula Coscioni Pordenone organizza a San Vito al Tagliamento l’incontro “Al confine della vita”

📍 Sala Consiliare, Piazza del Popolo 38, San Vito al Tagliamento
📅 Venerdì 17 aprile 2026
🕕 Ore 18:00


Nell’ambito della mobilitazione nazionale sul fina vita la Cellula Coscioni Pordenone sarà a San Vito al Tagliamento per l’incontro pubblico “Al confine della vita”, dedicato ai temi del testamento biologico, delle cure palliative e dell’aiuto alla morte volontaria.

Interverranno Antonio Loperfido, Associazione Il Gabbiano, Roberto Scopelliti, medico palliativista Hospice San Vito e Gabriele Isola Guidugli, coordinatore Cellula Coscioni Trieste e Gorizia.Porteranno inoltre i saluti Alberto Bernava, Sindaco del Comune di San Vito al Tagliamento e Gino Gregoris, Presidente dell’Associazione Il Gabbiano.

L’iniziativa, promossa con il patrocinio del Comune di San Vito al Tagliamento e con il coinvolgimento dell’Associazione Il Gabbiano, rappresenta un’occasione di informazione e confronto pubblico su temi che riguardano i diritti delle persone, la libertà di scelta e gli strumenti disponibili nel percorso di fine vita.

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Meloni critica Trump, ma la sua strategia dipende ancora da lui.

Quello che sta facendo Meloni è come aggrapparsi a un salvagente bucato. Ma la vera domanda è, davvero non abbiamo altra scelta tra Trump e Xi Jinping?
Una risposta affermativa secondo me c'è, ve la darò domani mattina nella mia newsletter: marcocappato.substack.com/

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)

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La Cellula Coscioni Milano organizza l’incontro “Il testamento biologico e le scelte sui trattamenti sanitari nel fine vita” a Milano

📍 Sala Consiliare del Municipio 9, via Giuseppe Guerzoni 38, Milano
📅 Venerdì 17 aprile
🕕 Ore 18:00


La Cellula Coscioni Milano organizza a Milano l’incontro informativo gratuito aperto al pubblico “Il testamento biologico e le scelte sui trattamenti sanitari nel fine vita”, per approfondire il tema del biotestamento e dell’autodeterminazione nelle decisioni sanitarie.

Interverranno:
Anita Pirovano, Presidente del Municipio 9 e psicologa;
Cristiana Zerosi, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e coordinatrice Cellula Coscioni Milano
Loredana Tavolaro, avvocata, Cellula Coscioni Milano;
Paola Gobbi, infermiera.

L’iniziativa rappresenta un’occasione di informazione e confronto pubblico sulle Disposizioni anticipate di trattamento, sul diritto di scegliere in materia di cure e sul valore della consapevolezza nelle decisioni che riguardano il fine vita, con l’obiettivo di rendere più accessibili strumenti e diritti che riguardano tutte e tutti.

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In Lombardia arriva il secondo caso di suicidio assistito: è il quattordicesimo in Italia


“Nuovo rinvio in Senato, il Governo ritiri la legge che cancella i diritti. Al via la mobilitazione nazionale”


Si è verificato in Lombardia il secondo caso di aiuto alla morte volontaria fornito dal Servizio Sanitario Nazionale, il quattordicesimo a livello nazionale. Dopo “Serena”, cittadina lombarda, affetta da sclerosi multipla progressiva, che ha posto fine alle sue sofferenze a gennaio 2025, un’altra persona ha chiesto al Servizio Sanitario e ottenuto l’accesso al suicidio medicalmente assistito. Intanto, l’Associazione Luca Coscioni si prepara a raccogliere nuovamente le firme in Lombardia, insieme a Lazio, Piemonte e Calabria sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare Liberi Subito, per garantire l’applicazione delle sentenze della Corte costituzionale sul “suicidio assistito”.

L’Associazione Luca Coscioni attualmente sta seguendo, sul piano giuridico e medico, la situazione di dieci persone in tutta Italia che hanno fatto richiesta di accesso all’aiuto alla morte volontaria.

Intanto, in Senato, la discussione sulla proposta di legge sul fine vita promossa dalla maggioranza è stata nuovamente rinviata. Proprio in questi giorni è partita la mobilitazione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni per chiedere al Governo il ritiro definitivo del testo, presentato nove mesi fa e da allora fermo all’esame del Senato senza alcun avanzamento. Fino al 19 aprile, in tutta Italia ci saranno banchetti informativi, dove volontarie e volontari informeranno i cittadini e raccoglieranno adesioni all’appello pubblico. L’iniziativa coinvolge oltre 100 appuntamenti in più di 80 città italiane.

“Mentre il Parlamento resta fermo, è partita la nostra mobilitazione nazionale con oltre 100 iniziative in più di 80 città italiane per chiedere il ritiro definitivo di un testo che indebolisce diritti già riconosciuti. Dopo l’ennesimo rinvio a data da destinarsi del dibattito in Senato, chiediamo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di fare un passo indietro e lasciare il Parlamento libero di discutere una legge che non cancelli i diritti già stabiliti dalla Corte Costituzionale e che garantisca davvero la libertà di scelta delle persone. Se il testo del Governo fosse già stato in vigore, ad esempio, la persona che ha ottenuto l’aiuto alla morte volontaria in Lombardia si sarebbe vista opporre un rifiuto, così come le altre 13 persone che sono finora state aiutate a morire”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

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La Cellula Coscioni di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 MUNICIPIO III di Roma, Via Umberto Fracchia 45 – Roma🗓 Mercoledì 15 aprile 2026🕡 Dalle 08:30 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Roma, in collaborazione con il MUNICIPIO III di Roma organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017
Accesso libero, per maggiori informazioni cellularoma@associazionelucacoscioni.it

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Massimo Rossi a Oggiono per l’incontro della Cellula Coscioni Lecco “fine vita e libertà di scelta”


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Massimo Rossi a Oggiono per l’incontro della Cellula Coscioni Lecco su fine vita, DAT e libertà di scelta

📍 Sala Consiliare, piazza Garibaldi 14, Oggiono
📅 Mercoledì 15 aprile 2026
🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni Lecco organizza a Oggiono l’incontro pubblico “Fine vita e libertà di scelta. Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), il biotestamento in Comune”, una serata informativa dedicata a chiarire cosa sono le DAT, come si redigono e dove si depositano.

Tra i protagonisti dell’iniziativa ci sarà Massimo Rossi, avvocato cassazionista e difensore di Marco Cappato nei processi relativi ai casi di DJ Fabo e Davide Trentini. Insieme a lui interverranno Sergio De Muro e Simone Galimberti, coordinatori della Cellula Coscioni Lecco, e Virgilio Meschi, medico e presidente della Cellula Coscioni Lecco.

L’incontro sarà introdotto da Chiara Narciso, sindaca del Comune di Oggiono, e rappresenterà un’occasione di informazione pubblica e confronto sui diritti delle persone nelle scelte di fine vita, con particolare attenzione agli strumenti già oggi disponibili.

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A Milano il convegno “Una dose di realtà. Salute mentale e terapie psichedeliche: cosa si fa in Svizzera, cosa si può fare in Italia”

📍 Ex Fornace – Alzaia Naviglio Pavese, 16, Milano e online
📅 Sabato 9 maggio 2026
🕒 Ore 08:45 – 17:00
È necessario registrarsi QUI per assistere in presenza o online. Si riconoscono 8 crediti ECM alle professioni sanitarie interessate tramite il provider Spazio IRIS


Il convegno, nato dalla sinergia dell’Associazione Luca Coscioni con la Cellula Coscioni Milano e diverse realtà scientifiche e istituzionali (SIPSSoP, Studio Aegle, AltraPsicologia.it e con il patrocinio del Municipio 6 del Comune di Milano), vuole attraverso un confronto tra l’avanguardia normativa svizzera e le potenzialità della ricerca italiana, fornire ai professionisti e alla cittadinanza una visione basata sul rigore scientifico e sul rispetto del diritto alla cura, analizzando come queste sostanze stiano passando da oggetti di stigma a strumenti a sostegno della salute mentale. Il convegno, che vede la direzione di Mauro Toffetti, psicologo e coordinatore della Cellula Coscioni di Milano, e il coordinamento scientifico di Caterina Bartoli, medico chirurgo, si articolerà nei seguenti panel tematici:

  • Psicoterapia Psichedelica: Stato dell’arte e modelli clinici a confronto.
  • Cornici Regolative: Un confronto tra normativa, accesso e sperimentazione.
  • La Voce dei Pazienti: Esperienze terapeutiche con psichedelici.
  • Formazione e Supervisione: La figura del terapeuta psichedelico.
  • Ricerca, Neuroscienze e Prospettive Future: Analisi degli sviluppi scientifici e prospettive attese.

Qui il programma completo

L'articolo A Milano il convegno “Una dose di realtà. Salute mentale e terapie psichedeliche: cosa si fa in Svizzera, cosa si può fare in Italia” proviene da Associazione Luca Coscioni.

Giornata mondiale del Parkinson, l’appello di Maurizio: “L’Italia cancelli il divieto di ricerca sulle cellule staminali embrionali che darebbe speranza a tanti come me”


A vent’anni dalla sua approvazione, la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita presenta ancora molti divieti discriminatori. Tra i divieti ancora in vigore c’è quello che non consente di donare alla ricerca gli embrioni (più correttamente “blastocisti”, ossia agglomerati di cellule tutte uguali, che sono chiamate cellule staminali embrionali, e che sono la prima fase dello sviluppo dell’embrione vero e proprio, che si forma solo dopo l’impianto in utero) non idonei a una gravidanza. Oggi vengono crioconservati all’infinito, eppure potrebbero essere più utili alla ricerca scientifica per dare vita a nuove terapie.

Per questo, nella giornata mondiale del Parkinson, Maurizio Fravili, 68enne che ne è affetto, insieme alla Associazione Luca Coscioni, chiede la la rimozione di questo divieto, a causa del quale tantissime persone affette da malattie incurabili sono oggi private della speranza di cura.

Come ricorda Maurizio nel suo video appello, in Svezia e in altri Paesi stanno sperimentando cure con cellule staminali embrionali anche contro il morbo di Parkinson. I primi risultati sono molto promettenti, ma in Italia, se un ricercatore facesse lo stesso, rischierebbe fino a 6 anni di carcere e 150.000 euro di multa. Le parole di Maurizio nel video:

Il Parkinson è una malattia che spegne il corpo lentamente. Colpisce le cellule nervose e compromette l’autonomia, la qualità della vita e la libertà. Camminare è sempre più difficile. Ci sono giorni in cui tutto diventa faticosissimo. Ho persino paura di tenere in braccio i miei nipoti. Mentre io peggioro, la scienza nel mondo sta facendo progressi enormi. Così, quella che potrebbe diventare una cura, da noi è un crimine. A me non sembra giusto.

Dobbiamo decidere se vogliamo essere il Paese che difende i divieti o quello che difende le persone. Per questo vi invito a unirvi a me nella richiesta di cancellare questo divieto assurdo, e dare una speranza di cura a chi oggi non ne ha.

IL VIDEO DI MAURIZIO


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L’Associazione Luca Coscioni su questo tema ha promosso una petizione che chiede al Parlamento italiano di approvare una legge che permetta di donare alla ricerca scientifica gli embrioni non idonei a una gravidanza, così da superare le attuali limitazioni della Legge 40/2004 e favorire lo sviluppo di nuove terapie, nel rispetto del diritto alla scienza e delle indicazioni internazionali e costituzionali.

Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, dichiarano: “Nella Giornata mondiale del Parkinson facciamo nostra la richiesta di Maurizio, condivisa ampiamente dalla comunità scientifica internazionale: basta divieti che negano la speranza! Da vent’anni la legge 40 impedisce di utilizzare per la ricerca gli embrioni non idonei a una gravidanza, che vengono lasciate inutilizzate mentre potrebbero contribuire a trovare cure per malattie gravi come il Parkinson. Nel resto d’Europa la ricerca va avanti, in Italia rischia il carcere. La Corte costituzionale, con la sentenza 84 del 2016, ha già evidenziato che un divieto assoluto è inadeguato e ha chiamato il Parlamento a intervenire per bilanciare i diritti in gioco. Da allora sono passati quasi dieci anni senza alcuna risposta. È una scelta politica, non scientifica. E continua a colpire i malati. Chiediamo al Parlamento di cancellare subito questo divieto e permettere la donazione alla ricerca. L’Italia deve decidere: difendere un’ideologia o dare una possibilità di cura a chi soffre”.

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La Cellula Coscioni Bari organizza una serata informativa sul fine vita a Bari

📍 Cabaret Voltaire 1916, via A. Volta 35, Bari📅 Mercoledì 15 aprile 2026🕘 Ore 21:00–23:00


La Cellula Coscioni Bari organizza nell’ambito della mobilitazione nazionale sul fine vita una serata informativa, sarà un’occasione di incontro e confronto pubblico sui temi dell’autodeterminazione, della libertà di scelta e dei diritti nel fine vita

Nel corso della serata sarà anche possibile firmare l’appello contro la proposta di legge del Governo sul fine vita, che, se approvata, eliminerebbe i diritti conquistati fino ad ora grazie alle azioni di disobbedienza civile e alla sentenza “Dj Fabo – Cappato” della Corte costituzionale.

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La Cellula Coscioni Firenze a Montalcino per l’incontro “Scegliere per sé”

📍 Associazione OCRA, via Boldrini 4, Montalcino (SI)📅 Venerdì 17 aprile 2026🕡 Ore 18:30


La Cellula Coscioni Firenze, in collaborazione con il Circolo ARCI Montalcino, promuove l’incontro pubblico “Scegliere per sé”: una serata informativa aperta a tutte e a tutti dedicata ai temi del fine vita, delle Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) e della morte medicalmente assistita.

L’iniziativa, che vedrà la partecipazione di Felicetta Maltese, coordinatrice della Cellula Coscioni Firenze, rappresenta un’importante occasione di confronto e approfondimento su diritti, libertà di scelta e autodeterminazione, con l’obiettivo di fare chiarezza sugli strumenti che riguardano da vicino ogni persona.

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La Cellula Coscioni di Milano organizza uno sportello informativo sul Testamento Biologico

📍 Vicolo Calusca 10 (angolo Corso di Porta Ticinese 106) – Milano🗓 Mercoledì 15 aprile 2026🕡 Dalle 18:30 alle 20:30


La Cellula Coscioni di Milano, in collaborazione con il Municipio 1 del Comune di Milano, organizza un nuovo appuntamento dello sportello informativo sul Testamento Biologico, dedicato a tutte le persone che desiderano saperne di più sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).Servizio su prenotazione scrivendo a: cellulamilano@associazionelucacoscioni.it

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La Cellula Coscioni Torino a Carmagnola per l’incontro “Fine vita. Un diritto negato, tra diritti da difendere e ancora da conquistare”

📍 Biblioteca di Carmagnola, via Valobra 102, Carmagnola, Torino📅 Mercoledì 15 aprile 2026🕣 Ore 20:30


La Cellula Coscioni Torino, organizza a Carmagnola l’incontro pubblico “Fine vita. Un diritto negato, tra diritti da difendere e ancora da conquistare”, dedicato al tema dei diritti nel fine vita e delle libertà che ancora oggi, per molte persone, restano solo parzialmente riconosciute o non accessibili.

Interverranno Davide Di Mauro, Coordinatore della Cellula Coscioni Torino, Paola Angela Stringa, Giurista per le libertà Associazione Luca Coscioni ed Elisa Pittori, Medico di Medicina Generale Valdese.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con AVS, vuole offrire un momento di informazione e confronto pubblico sui diritti già acquisiti e su quelli ancora da conquistare in materia di fine vita.

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La Cellula Coscioni Torino a Caselle per l’incontro “Diritti e fine vita. Lo stato della legge sulle DAT a 9 anni dall’approvazione”

📍 Nuovo Municipio, Sala dei Sindaci, via Torino 99, Caselle (TO)📅 14 aprile 2026🕘 Ore 21:00


La Cellula Coscioni Torino, insieme al Comune di Caselle, promuove l’incontro pubblico “Diritti e fine vita. Lo stato della legge sulle DAT a 9 anni dall’approvazione”, un momento di approfondimento dedicato al bilancio dell’applicazione della legge sul biotestamento e alle questioni ancora aperte sul terreno dei diritti e dell’autodeterminazione.

Apriranno l’iniziativa con i saluti istituzionali Gerlando Bontà, Assessore alle Pari Opportunità ed Erika Santoro, Presidente della Commissione Pari Opportunità, ed interverranno Davide Di Mauro, Coordinatore della Cellula Coscioni Torino, Avv. Paola Angela Stringa, Giurista per le libertà Associazione Luca Coscioni e il Dott. Gabriele Naddeo, Notaio.

L’incontro sarà l’occasione per fare il punto sullo stato della legge sulle DAT a nove anni dalla sua approvazione, riflettendo sulla sua concreta attuazione, sugli strumenti di tutela già disponibili e sulla necessità di continuare a rafforzare la conoscenza e l’esigibilità dei diritti nel fine vita.

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La Cellula Coscioni Vicenza-Padova a Rubano per l’incontro “Fine vita: scelte e diritti”

📍 Biblioteca di Sarmeola di Rubano, Viale Po 16, Rubano
📅 Martedì 14 aprile 2026
🕣 Ore 20:30


La Cellula Coscioni Vicenza-Padova dell’Associazione Luca Coscioni, insieme al Comune di Rubano e alla Banca del Tempo di Rubano – Rete Solidale APS-ETS, promuove l’incontro informativo “Fine vita: scelte e diritti”, dedicato ad approfondire i principali strumenti normativi e i temi più attuali legati all’autodeterminazione nel fine vita.

Interverranno Diego Silvestri e Alessandra De Gregorio per la Cellula Vicenza – Padova.

Nel corso della serata si parlerà di biotestamento (DAT) e pianificazione condivisa delle cure (PCC), del ruolo delle cure palliative, della sentenza 242/2019 sul caso Cappato/Dj Fabo e del tema della morte medicalmente assistita, fino ad arrivare al confronto sulla proposta di legge regionale sul fine vita.

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Marco Cappato al Festival della Scienza di Trento per l’incontro “Diritti e libertà fino alla fine”

Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, interverrà al Festival della Scienza di Trento nell’incontro dal titolo “Diritti e libertà fino alla fine. Chi decide? Dignità, cura e scelte nella malattia”.

📍 Sala InCooperazione, Via Giovanni Segantini, 10, Trento 📅 Mercoledì 15 aprile 2026🕢 Ore 19:30


Insieme a Marco Cappato, interverrà Marco Annoni della Fondazione Umberto Veronesi. Al centro del confronto ci saranno il rapporto tra cura e autodeterminazione, il valore dell’ascolto, il diritto a un’informazione chiara e la necessità di mettere al centro la persona, la sua storia e le sue volontà.

L’incontro si inserisce nel programma del Festival, che si terrà dal 9 al 19 aprile, e sarà l’occasione per approfondire il confine tra cura e libertà in un dialogo pubblico su etica e responsabilità che tocca da vicino i diritti delle persone nel percorso di malattia.

Evento gratuito su prenotazione al seguente link

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La tua cartella clinica? Gratis, subito e completa, secondo la Corte di Giustizia europea


Con la sentenza del 26 ottobre 2023 (causa C-307/22), la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha fissato un principio che troppe strutture sanitarie continuano a ignorare o aggirare: ogni paziente ha diritto a ottenere gratuitamente una prima copia integrale della propria cartella clinica, senza dover spiegare perché la vuole.

Il caso era apparentemente tecnico — un dentista tedesco che pretendeva il rimborso delle spese di copia dal proprio paziente — ma il principio sancito dalla Prima Sezione della Corte è di portata generale e vale in tutta l’Unione, Italia compresa. Il paziente DW sospettava di essere stato vittima di un errore medico e chiedeva la documentazione per valutare un’eventuale azione legale. Il medico FT si era rifiutato di consegnarla gratuitamente, invocando la normativa tedesca. La Corte ha dichiarato quella normativa incompatibile con il GDPR.

Il principio: nessun motivo richiesto, nessun costo ammesso


Il cuore della sentenza sta nell’interpretazione combinata degli articoli 12(5) e 15(1)(3) del Regolamento UE 2016/679 (GDPR). Il paziente-interessato non è tenuto a giustificare la propria richiesta: che voglia controllare le diagnosi, valutare una responsabilità medica o semplicemente ricostruire la propria storia clinica, il diritto alla copia gratuita sussiste in ogni caso. Il considerando 63 del GDPR — che richiama finalità di consapevolezza e verifica della liceità del trattamento — non può restringere un diritto che il testo normativo non subordina ad alcuna motivazione. I considerando, ricorda la Corte, non hanno valore giuridico vincolante.

La copia deve essere inoltre fedele e integrale: non una sintesi, non una rielaborazione del medico, ma la riproduzione completa di diagnosi, referti, esami, pareri e terapie. Una compilazione sommaria, avverte la Corte, rischia di omettere dati rilevanti o di renderli incomprensibili, tradendo lo scopo stesso del diritto di accesso.

Come esercitare il diritto: istruzioni pratiche


Per esercitare questo diritto in Italia è sufficiente un’istanza scritta — anche via PEC o raccomandata — indirizzata al Titolare del trattamento (la struttura sanitaria, il medico di medicina generale, il professionista privato). Non occorre un avvocato né un modulo specifico. Il riferimento normativo da citare è duplice.

Sul versante europeo: articolo 15, paragrafo 3, in combinato disposto con l’articolo 12, paragrafo 5, del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), come interpretati dalla Corte di Giustizia UE nella sentenza del 26 ottobre 2023, C-307/22, FT c. DW. Sul versante nazionale, il Garante per la protezione dei dati personali ha più volte confermato — da ultimo nelle FAQ pubblicate sul proprio sito — che il diritto di accesso ai dati sanitari rientra pienamente nel GDPR, che il titolare deve rispondere entro trenta giorni, e che la prima copia è gratuita. In caso di diniego o di richiesta di pagamento per la prima copia, il paziente può presentare reclamo al Garante (garante.privacy.it) oppure ricorrere all’autorità giudiziaria ordinaria.

Un modello di richiesta efficace potrebbe aprirsi così: «Ai sensi e per gli effetti dell’art. 15 del Regolamento UE 2016/679 e della sentenza CGUE C-307/22 del 26.10.2023, il/la sottoscritto/a chiede copia integrale della propria cartella clinica relativa al ricovero/trattamento del [data], a titolo gratuito, in quanto prima richiesta di accesso ai propri dati personali oggetto di trattamento. Ai sensi dell’art. 12(5) GDPR nessun costo può essere addebitato per la prima copia.»

Cosa cambia per le strutture sanitarie


Per ospedali, ASL, cliniche private e singoli professionisti il messaggio è netto: addebitare costi per la prima copia della cartella clinica viola il GDPR, anche se una norma nazionale lo prevede, anche se quella norma è anteriore al Regolamento. L’unica eccezione riguarda le richieste «manifestamente infondate o eccessive» — onere della prova a carico del titolare — e le copie ulteriori rispetto alla prima.

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È partita la nostra mobilitazione nazionale in oltre 100 piazze e 80 città: chiediamo al Governo di ritirare la proposta di legge sul fine vita


Filomena Gallo: “Già 20 persone hanno ottenuto il via libera al suicidio assistito: con questa legge non lo avrebbero avuto”

Marco Cappato: “Il Governo vuole fermare un diritto perché ha finalmente iniziato a funzionare. Meloni ritiri la legge per lasciare il Parlamento libero di decidere”


È partita la mobilitazione nazionale dell’Associazione Luca Coscioni per chiedere al Governo Meloni il ritiro definitivo della proposta di legge sul fine vita presentata 9 mesi fa – in occasione dell’incontro della Premier col Papa – e da allora all’esame del Senato senza alcun avanzamento.

Fino al 19 aprile, volontarie e volontari saranno presenti con banchetti e iniziative in 80 città distribuite in tutte le Regioni italiane, per un totale di oltre 100 appuntamenti tra piazze, università e luoghi pubblici con l’obiettivo di informare e raccogliere adesioni all’appello pubblico.
↓ LA MAPPA DEI BANCHETTI ↓


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Attenzione: la mappa è in continuo aggiornamento. Se hai problemi di visualizzazione CLICCA QUI


Mentre in Parlamento resta bloccata la proposta di legge del Governo Meloni che restringe drasticamente i diritti oggi esistenti, cresce nel Paese la richiesta di regole chiare sul fine vita.

In assenza di una legge nazionale, resta infatti in vigore quanto stabilito, con valore di legge, dalla Corte costituzionale con la sentenza sul caso Cappato–DJ Fabo, e le successive sentenze, che hanno stabilito il diritto di accedere l’aiuto al suicidio da parte del Servizio sanitario nazionale in presenza di specifiche condizioni.

“In Italia grazie alla sentenza della Consulta 20 persone hanno già ottenuto il via libera dal Servizio sanitario nazionale, in 14 hanno effettivamente avuto accesso all’”aiuto alla morte volontaria, spesso dopo lunghi percorsi giudiziari”, ha dichiarato Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Nessuna di queste avrebbe potuto farlo se la proposta di legge del Governo fosse stata in vigore: invece di semplificare, introduce ostacoli che renderebbero l’accesso di fatto impossibile. Nel dettaglio, la proposta: elimina il ruolo dei medici del Servizio sanitario nazionale, sostituendoli con un comitato di nomina governativa; limita l’accesso ai soli pazienti dipendenti da macchinari; svuota di valore le disposizioni anticipate di trattamento; introduce l’obbligo di passaggio in tribunale anche in presenza dei requisiti”.

“Dopo i primi 3 anni dalla sentenza della Corte costituzionale del 2019, durante i quali nessuno aveva ottenuto accesso all’aiuto alla morte volontaria, dal 2021 le persone hanno iniziato a vedere riconosciuti i propri diritti”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni. “Dal primo caso di Federico Carboni nel luglio 2022 si è arrivati a 6 persone nel 2025 e già 4 persone sono state aiutate a morire dal Servizio sanitario nazionale nei primi 3 mesi del 2026. È proprio perché la sentenza della Corte costituzionale ha iniziato a essere applicata dal Servizio sanitario che il Governo ora tenta di bloccare l’applicazione con una legge. Si tratta di una scelta politica precisa: non essendo più riusciti a bloccare totalmente l’applicazione della sentenza della Consulta con l’ostruzionismo, il Governo ha tentato di intervenire legislativamente, senza però finora riuscirci Chiediamo alla Presidente del Consiglio di ritirare questa proposta, che non ha consenso nemmeno nella maggioranza, ed è di ostacolo alle e ai Parlamentari per finalmente discutere del tema liberi da disciplina e vincoli di partito e coalizione.”

Con la mobilitazione in corso, l’Associazione Luca Coscioni rilancia tre richieste: il ritiro del testo governativo; l’avvio di un confronto parlamentare libero anche sulla base della proposta di legge popolare “Eutanasia Legale”; l’adozione, da parte delle Regioni, di procedure certe e tempi rapidi per garantire i diritti già riconosciuti.

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La Cellula Coscioni di Orvieto organizza un evento in piazza in occasione della mobilitazione nazionale sul fine vita


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La Cellula Coscioni di Orvieto organizza un evento pubblico in piazza in occasione della mobilitazione nazionale sul fine vita

📍 Piazza della Repubblica, Orvieto (TR)📅 Domenica 12 aprile 2026🕔 Ore 17:00


La Cellula Coscioni di Orvieto, in occasione della mobilitazione nazionale sul fine vita, organizza un tavolo di raccolta firme e di approfondimento. L’iniziativa infatti sarà arricchita da un momento di confronto pubblico a cui interverranno:

  • Gilda Angelino, Associazione Nova
  • Roberta Palazzetti ,Consigliera comunale
  • Maddalena Pimponi, psicologa

L’evento sarà anche un’occasione concreta di partecipazione grazie alla raccolta firme a sostegno dell’appello contro la legge sul fine vita del governo.

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Mario Riccio, interviene in collegamento a “Dalla medicina ippocratica alla morte medicalmente assistita, come è cambiato il rapporto fra medico e paziente?”

📍 Aula A3 (P. Greco), Campus Luigi Einaudi, Torino📅 17 aprile 2026🕑 Ore 14:00–16:00


Nell’ambito del corso di Filosofia del Diritto II – Bioetica del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, per l’anno accademico 2025/2026, si terrà una lezione dedicata al tema “Dalla medicina ippocratica alla morte medicalmente assistita, come è cambiato il rapporto fra medico e paziente?” organizzata in collaborazione con la Cellula Coscioni di Torino

Interverrà in collegamento Mario Riccio, medico anestesista, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, che nel 2006 aveva assistito Piergiorgio Welby e poi alcuni pazienti che fino a oggi hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito e componente della Consulta di Bioetica.

L’incontro è riservato ai soli iscritti al corso

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Liste d’attesa: “La piattaforma di Agenas è ferma, servono 130 anni per raggiungere gli standard”


QUI è possibile scaricare il modulo per richiedere visite ed esami nei tempi previsti per legge


I dati più recenti pubblicati da Agenas (aggiornati a dicembre 2025 ma diffusi solo il 15 gennaio 2026, con tre mesi di ritardo) mostrano un sistema sostanzialmente fermo. La percentuale di cittadini che accetta la prima proposta di prenotazione per le visite passa dal 34,7% al 34,9% in sei mesi: un miglioramento minimo, pari a 0,2 punti. Ancora peggio gli esami, che scendono dal 40,4% al 39,9%. A fronte di un obiettivo normativo del 90%, il divario resta enorme. Con questo ritmo, per le visite servirebbero oltre cento anni per raggiungere lo standard previsto, mentre per gli esami l’obiettivo si allontana. Non solo: il ritardo nella pubblicazione dei dati indebolisce la trasparenza e rende più difficile intervenire. Più che un miglioramento, emerge un sistema bloccato, incapace oggi di garantire tempi di accesso adeguati ai cittadini.

In occasione della Giornata mondiale della salute, l’Associazione Luca Coscioni denuncia la problematica situazione delle liste d’attesa nel Servizio Sanitario Nazionale, aggravata dalla opacità e dalle anomalie della Piattaforma Nazionale delle Liste di Attesa gestita da Agenas.

Secondo l’analisi dell’Associazione, la piattaforma, attiva dal giugno 2025, fornisce dati limitati, cumulativi e poco significativi, senza distinzione tra Regioni, aziende sanitarie o strutture. Le informazioni sui tempi di attesa e sulle prenotazioni sono incomplete e spesso difficili da interpretare: in alcuni casi vengono sommate prestazioni gratuite e a pagamento, e percentuali e valori assoluti non sempre coincidono, rendendo impossibile valutare correttamente il rispetto dei tempi previsti dalla legge.

I dati ufficiali elaborati dall’Associazione mostrano un quadro allarmante: tra gennaio e settembre 2025 il rispetto dei tempi di legge è stato del 41,9% per gli Esami e del 35,8% per le Visite, con violazioni rispettivamente del 58,1% e del 64,2% dei casi. Considerando tutte le prenotazioni insieme, solo il 39,9% dei cittadini ha ricevuto la prestazione nei tempi massimi previsti.

“In pratica – dichiarano Filomena Gallo, Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni e il Professor Marcello Crivellini, docente di Analisi e Organizzazione di Sistemi Sanitari al Politecnico di Milano e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni – oltre il 60% dei cittadini è condannato a un limbo di attesa senza certezze, con la possibilità di rivolgersi al privato a pagamento o rinunciare alle cure. Non è accettabile. Per questo motivo chiediamo al Ministro della Salute e a tutti i Presidenti di regione di controllare e intervenire con misure adeguate sul proprio territorio, anche di tipo sanzionatorio rispetto a situazioni in violazione di legge, nonché di attivarsi immediatamente per fornire e rendere pubblici per i cittadini i dati mancanti sulla Piattaforma. Solo così sarà possibile avere un quadro chiaro e trasparente della situazione al fine di proporre ed attuare le soluzioni necessarie di lungo termine per rendere il diritto alla cura realmente fruibile”.

Per aiutare i cittadini, l’Associazione mette a disposizione sul proprio sito un modulo scaricabile per richiedere il percorso di tutela nei casi di ritardo, che garantisce la prestazione entro i tempi massimi, in regime di intramoenia o presso altra struttura convenzionata, senza costi aggiuntivi oltre al ticket.

L’Associazione invita inoltre tutti i cittadini a segnalare eventuali difficoltà o inadempienze scrivendo a info@associazionelucacoscioni.it, così da poter valutare eventuali azioni legali o iniziative di tutela collettiva.

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La Cellula Coscioni Firenze a Campi Bisenzio per l’incontro “Diritti e doveri: diritto alla vita indipendente”

📍 Sala del Consiglio Comunale, Piazza Dante, Campi Bisenzio📅 Mercoledì 8 aprile 2026, 🕠 ore 16


La Cellula Coscioni di Firenze in collaborazione con Auser Campi Bisenzio e con il patrocinio del Comune di Campi Bisenzio, terrà un incontro dedicato al tema “Diritti e doveri: diritto alla vita indipendente”.

Interverrà Felicetta Maltese, coordinatrice della Cellula Coscioni Firenze.

L’iniziativa rappresenta un momento di confronto pubblico su un tema centrale per la libertà e l’autodeterminazione delle persone.

Ingresso libero.

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La Cellula Coscioni di Rimini organizza uno sportello sulle DAT


📍Ospedale “Ceccarini” di Riccione, Viale Frosinone, Riccione (RN)
📅 Giovedì 9 aprile 2026
🕠 Dalle ore 09:00 alle 13:00


La Cellula Coscioni di Rimini grazie alla collaborazione con AUSL Romagna organizza uno sportello informativo dedicato alle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), per approfondire i propri diritti sul fine vita e sul testamento biologico. Durante l’incontro sarà possibile ricevere informazioni chiare e aggiornate su quali sono i diritti sanciti dalla legge 219/2017 e quali strumenti sono disponibili per l’autodeterminazione nelle scelte di cura. Un’occasione aperta a tutte e tutti per conoscere, capire e fare scelte consapevoli.

Per maggiori info cellularimini@associazionelucacoscioni.it

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Lista Referendum e Democrazia ha ricondiviso questo.

C'è un paradosso che vale la pena notare in questa nuova guerra del petrolio. Il conflitto sta devastando il mercato del fossile ma sta anche, involontariamente, accelerando la transizione energetica.
Abbiamo di fronte un'opportunità, ma ora sta ai governi non sprecarla.
Ne parlo nella mia nuova newsletter, che esce sabato mattina su Substack.
Qui il link: substack.com/@marcocappato

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Felicetta Maltese interviene a Firenze all’incontro “Accompagnare il fine vita”

📍 Sala ex Leopoldine, Piazza Tasso, Firenze📅 Giovedì 9 aprile 2026🕒 Ore 16:00 – 18:00


Felicetta Maltese, coordinatrice della Cellula Coscioni Firenze, interverrà all’incontro “Accompagnare il fine vita”, nell’ambito del ciclo di iniziative “Affrontando la terza e quarta età”, promosso da SPI-CGIL insieme a realtà del territorio.

Insieme a Felicetta Maltese interverranno Angela Scaglione, avvocata del Foro di Firenze; Francesco Pizzarelli, responsabile sociosanitario AUSER Firenze; Grazia Mieli, psicologa e cofondatrice della Fondazione Italiana di Leniterapia; Luciana Coen, scrittrice e poetessa; e Paolo Aglietti della segreteria provinciale SPI-CGIL Firenze.

L’incontro sarà coordinato da Anna Marie Speno della Segreteria SPI-CGIL e rappresenta un’occasione di confronto aperta alla cittadinanza sui temi del fine vita, tra diritti, cura e accompagnamento.

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La Cellula Coscioni Molise promuove a Isernia l’incontro pubblico “Il biotestamento: cosa è e come si fa”

📍 Biblioteca “Michele Romano”, Piazza Santa Maria delle Monache, Isernia📅 Giovedì 9 aprile 2026🕒 Ore 17:00


La Cellula Coscioni Molise, in collaborazione con Auser Isernia, promuove l’incontro pubblico “Il biotestamento: cosa è e come si fa”, dedicato a informare cittadini e cittadine sugli strumenti di autodeterminazione nelle scelte di cura.

L’iniziativa si aprirà con i saluti del professor Franco Capone, presidente del Circolo Auser di Isernia. Interverranno Mino Dentizzi, geriatra e Cellula Coscioni Molise, e Viviana Mastrobuoni, coordinatrice della Cellula Coscioni Molise. L’incontro sarà moderato dal dottor Ettore Dell’Anna.

L’evento rappresenta un’occasione di informazione e confronto aperta alla cittadinanza per conoscere meglio i propri diritti

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Negli USA l’unione laica delle forze sugli psichedelici fa progressi


Testo preparato con Peppe Brescia


La riforma delle norme sugli utilizzi medici delle molecole psichedeliche negli USA continua a costituire un terreno di dibattito comune a gli schieramenti. A fine Marzo, un gruppo di senatori “bipartisan” ha avanzato una proposta di legge che punta a istituire linee guida per agevolare lo sviluppo dei trattamenti psichedelici per i veterani militari.

Il testo è stato promosso dai repubblicani Tim Sheehy e John Boozman e dai democratici Tammy Duckworth e Ruben Gallego.

La proposta di legge vede inoltre il sostegno di organizzazioni come Iraq and Afghanistan Veterans of America, Disabled American Veterans e Psychedelic Medicine Coalition.

La misura, denominata Veterans Health Administration Novel Therapeutics Preparedness Act, non dispone indicazioni dirette in merito all’accesso diffuso a queste terapie, è piuttosto finalizzata alla creazione più rapida ed efficace possibile delle condizioni per l’integrazione delle molecole psichedeliche all’interno del sistema sanitario destinato ai reduci, previa piena approvazione regolatoria.

Secondo l’intento dei promotori, è prevista la creazione di un cosiddetto Ufficio per le Terapie innovative all’interno del Dipartimento per gli Affari dei Veterani, con funzioni di coordinamento della ricerca, di sviluppo delle linee guida cliniche e della formazione del personale sanitario.

La creazione dell’Ufficio persegue inoltre l’obiettivo di garantire che il Dipartimento per gli Affari dei Veterani (VA) rimanga costantemente aggiornato circa le modifiche legislative approvate dalla Food and Drug Administration (FDA), secondo uno schema definito di monitoraggio e valutazione.

In ogni distretto regionale del VA verrebbe istituito almeno un centro per contribuire allo sviluppo di un modello nazionale per l’iniziativa, oltre a un Comitato Consultivo dei Veterani, composto da veterani, esperti e professionisti sanitari.

Per quanto riguarda le questioni normative e gli iter di eventuale riclassificazione delle sostanze, verrebbe attivato un coordinamento tra VA e varie agenzie federali, come il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti, i Centri per Medicaid e Medicare, il Dipartimento della Difesa, la Drug Enforcement Administration e, appunto, la FDA.

Al VA spetterebbe infine il compito di presentare al Congresso una relazione annuale sui progressi compiuti.

L’aspetto su cui la proposta legislativa cerca di intervenire si collega inoltre alla volontà di evitare che il sistema sanitario si trovi impreparato nel momento dell’approvazione di nuove terapie. Allo stesso tempo, il provvedimento è teso a facilitare la ricerca su sostanze che, come nel caso di psilocibina, MDMA e ibogaina, hanno dimostrato rilevanti potenzialità per il trattamento di patologie a fronte delle quali le terapie convenzionali faticano a mostrarsi risolutive, come nel caso del disturbo da stress post-traumatico o della depressione resistente.

Secondo il parere degli esperti, il provvedimento può essere inquadrato come l’inizio di una fase di transizione orientata a costruire una base scientifica solida nell’ambito di un’interlocuzione sempre più stretta tra mondo accademico, esponenti istituzionali e membri degli apparati militari.

È quanto afferma Amy Rising, attivista per la salute mentale dei veterani: “Nel corso dell’ultimo anno c’è stato uno sforzo silenzioso ma significativo per riunire le voci giuste – clinici, veterani, ricercatori e politici – per riflettere su cosa significhi concretamente un’implementazione responsabile”.

La presentazione del Veterans Health Administration Novel Therapeutics Preparedness Act si integra con altri progetti legislativi, sovrapponibili nei contenuti.

Un testo presentato a inizio Marzo dallo stesso Gallego e dal senatore repubblicano David McCormick prevederebbe infatti la creazione di cosiddetti “centri di eccellenza” all’interno delle strutture del VA, in grado di facilitare l’accesso ai trattamenti psichedelici.

Il progetto verrebbe finanziato mediante uno stanziamento annuo di 30 milioni di dollari.

Si tratta di uno schema analogo a quello delineato dai deputati Lou Correa e Jack Bergman – democratico il primo repubblicano il secondo, i quali nell’aprile del 2025 hanno introdotto un disegno di legge ancora in attesa dell’approdo in Aula. Questo insieme di iniziative suggerisce l’esistenza di una strategia più ampia e coordinata.

Secondo Melissa Lavasani, fondatrice della Psychedelic Medicine Coalition, la proposta di legge “apre la strada al passaggio da piccoli studi frammentari a uno sforzo federale coordinato incentrato su prove, sicurezza e risultati concreti per i veterani. In altre parole, crea un percorso credibile per stabilire se i trattamenti assistiti da sostanze psichedeliche debbano entrare a far parte dell’assistenza standard”.

Stando a Lavasani, per il resto della popolazione la misura contribuirà ad ogni modo a “definire il modello per la somministrazione sicura e su larga scala di questi trattamenti.”

Come anticipato, il carattere bipartisan dell’iniziativa assume una valore particolarmente significativo alla luce della polarizzazione dello scenario politico statunitense.

Appare evidente come negli USA la medicina psichedelica si stia progressivamente liberando da anacronistiche letture ideologiche, trovando posto crescente all’interno dell’agenda sulla salute pubblica.

Per i veterani, questa evoluzione potrebbe tradursi, nel tempo, in nuove opportunità terapeutiche.

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Diritti sospesi dei bambini nati da gravidanza per altri: la Cassazione porta il caso alle Sezioni Unite


Qualche settimana fa abbiamo raccontato la storia di un bambino di sei anni, in Puglia, che attende ancora la trascrizione completa del proprio certificato di nascita formato all’estero, dove è nato a seguito di una procedura di fecondazione assistita con gravidanza per altri (GPA). Una storia che non è un caso isolato, ma che racconta una discriminazione che colpisce molti bambini nati all’estero attraverso percorsi legali di gravidanza per altri.

Ma nei giorni scorsi la Prima Sezione civile della Corte di Cassazione ha adottato un’ordinanza interlocutoria che potrebbe segnare un punto di svolta: ha infatti rimesso la questione alle Sezioni Unite, riconoscendone la “particolare importanza” e ponendo al centro i diritti fondamentali dei minori coinvolti.

Il punto chiave è chiaro: i giudici mettono in discussione l’idea che il solo ricorso alla gravidanza per altri – anche quando avvenuta in Paesi dove è legale – possa giustificare la compressione dei diritti del bambino. Il bilanciamento tra ordine pubblico e diritti fondamentali non può tradursi in una penalizzazione del minore.

L’ordinanza evidenzia infatti come l’attuale soluzione – l’adozione in casi particolari – non garantisca una tutela piena. In particolare, non consente al bambino di ottenere autonomamente il riconoscimento del rapporto genitoriale e lascia tutto alla volontà dell’adulto, creando situazioni di incertezza e vulnerabilità.

Ma c’è un passaggio ancora più rilevante. La Cassazione richiama esplicitamente il principio secondo cui il giudizio sulla condotta dei genitori non può ricadere sui figli. È lo stesso principio che, in passato, ha portato al superamento del divieto di riconoscimento dei figli nati da incesto: anche in quel caso, una condotta ritenuta illecita non poteva giustificare la negazione dello status filiationis. Il messaggio è forte: i bambini non possono essere discriminati per il modo in cui sono venuti al mondo.

Per questo la Corte apre alla possibilità di un diverso modello, fondato su un accertamento giudiziale concreto, proprio come oggi avviene per i figli nati da incesto, capace di garantire il superiore interesse del minore e il principio di uguaglianza tra tutti i figli. Un modello che potrebbe finalmente colmare il vuoto di tutela oggi esistente.

Ora la parola passa alle Sezioni Unite. Da quella decisione dipenderà se il nostro paese continuerà a lasciare questi bambini in una zona grigia, privati di diritti fondamentali come il pieno riconoscimento del rapporto genitoriale, oppure se verrà finalmente affermato un principio semplice ma decisivo: i diritti dei figli sono inviolabili, sempre.

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