Hop on the ‘bicibús,’ a highly replicable model that makes getting to school fun, safe and sustainable. "Once you have tried it, there is no turning back," one parent says.
Grammalecte est un correcteur grammatical et typographique open source dédié à la langue française, pour Writer (LibreOffice, OpenOffice), Firefox & Thunderbird, Chrome, etc.
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È nata una nuova istanza italiana di #Mastodon, si chiama Poliversity e la trovate qui: poliversity.it/ Vuole essere un luogo di incontro libero tra operatori della conoscenza e operatori dell'informazione. È un'iniziativa promossa da Le Alternative e Poliverso due presenze di un certo peso nel #Fediverso italiano che già gestiscono insieme feddit.it/ 👏 👏 👏 #Mastoaiuto #Feditips #decentralizzazione @informapirata @scuola @maupao
Poliversity è una istanza Mastodon italiana nata per promuovere il Diritto alla Conoscenza e la corretta informazione: è dedicata a ricercatori, giornalisti, operatori dell'informazione, cameramen e fotoreporter, dottorandi, bibliotecari, archivisti,…
@Post non riprende il logo friendica, ma riprende il logo di poliverso.org che è un'istanza friendica e il cui logo è infatti ispirato a quello di Friendica. E siccome poliversity.it è figlia di poliverso.org è normale che un po' gli somigli...😁 😄 🤣
@gerardodamico la cosa bella del fediverso è che tu puoi rimanere nella tua istanza e interagire con tutte le persone di un'altra istanza. Addirittura, utilizzando l'app come fedilab, puoi consultare la Timeline locale di un'altra istanza a piacere. E infine, Puoi decidere di traslocare il tuo account su quella istanza o semplicemente su quella istanza decidere di aprire un secondo account, magari fatto per discutere di cose diverse e seguire figure diverse
@gerardodamico per avere invece una panoramica dei post pubblici che vengono pubblicati all'interno di quella istanza puoi dare Una sbirciatina al seguente: poliversity.it/public/local
Ricordati che quella tipologia di link (https://NOMEDELLISTANZA/public/local) vale per sbirciare su qualsiasi altra istanza
Poliversity è una istanza Mastodon italiana nata per promuovere il Diritto alla Conoscenza e la corretta informazione: è dedicata a ricercatori, giornalisti, operatori dell'informazione, cameramen e fotoreporter, dottorandi, bibliotecari, archivisti,…
Les plug-in Libre Office du Cartable Fantastique permettent aux élèves de réaliser plus simplement à l’ordinateur un certain nombre d’actions qui sont essentielles au travail en classe et aux enseignants d’adapter leur supports scolaires en quelques …
@6al @scuola@a.gup.pe Il plugin per la versione "College" (scuola media) si scarica da questa pagina: cartablefantastique.fr/outils-… ma funziona solo con la versione 6.4.7 di LibreOffice con l'interfaccia in francese
Les plug-in Libre Office du Cartable Fantastique permettent aux élèves de réaliser plus simplement à l’ordinateur un certain nombre d’actions qui sont essentielles au travail en classe et aux enseignants d’adapter leur supports scolaires en quelques …
*MASTODON, FINE DELLA PRIMA PARTE?*
Framablog pubblica la traduzione in francese di un interessante articolo di Hugh Rundle che analizza la nuova ondata mig...
Il parere dell’Avvocatura Generale dello Stato in merito all’interpellanza del Ministero dell’Istruzione su due questioni legate all'invio massivo di FOIA alle scuole da parte di MonitoraPA. Ecco la risposta sugli aspetti generali e specifici
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I 30 giorni che potrebbero cambiare la #scuola: la vicenda del #FOIA di #MonitoraPA, dal primo invio delle richieste di accesso generalizzato, agli ultimi pareri degli uffici scolastici regionali cc @scuolaagendadigitale.eu/sicurezza/pr…
MonitoraPA alza il livello di attenzione sull'uso delle risorse informatiche nella scuola con un invio di FOIA Massivo sul rispetto della normativa per l’uso e il riuso del software open source e, in definitiva, sul rispetto delle buone prassi per l’…
una prima segnalazione da Twitter è umap.openstreetmap.fr (e tutti le varie istanze che ci sono) e datawrapper.de ... ti basta e avanza (grazie a Maurizio Napolitano)
Create interactive, responsive & beautiful data visualizations with the online tool Datawrapper — no code required. Used by the UN, New York Times, SPIEGEL, and more.
Ho appreso ieri che Edmodo, un LMS molto diffuso a #scuola , ha chiuso. Non conosco i motivi ma rifletto sul fatto che sia più conveniente esplorare soluzioni più indipendenti @framaka @nilocram @scuola
Non solo all'apparenza, avevo qualche milione di utenti. Mica solo moodle vuole un server. Si deve far conto che la parte trcnica va presa in carico in qualche modo @framaka @nilocram @scuola
Lemmy è uno dei software del fediverso più interessanti. In tempi molto rapidi ha raggiunto una base di utenti significativa, è riuscito a realizzare una gestione dei thread tra le migliori del fediverso, ha sganciato il concetto di comunità da quello di istanza e, soprattutto, lo ha fatto con un'interfaccia semplice e immediata che non poco ha contribuito al suo successo.
Una interessante testimonianza di questo successo è il fatto che dopo pochi mesi, il numero di utenti di feddit.it, un'istanza italiana di Lemmy, ha superato quello dell'istanza Friendica Poliverso, uno dei due progetti (l'altro è il blog/community Le Alternative).
Al "sorpasso" del numeri di utenti registrati sull'istanza, bisognerebbe inoltre aggiungere tutti quegli utenti provenienti da altre istanze Lemmy o Friendica che spesso aprono nuovi thread sulle comunità ospitate dall'istanza Feddit.
Come istanza madrina di Feddit.it, noi di Poliverso siamo orgogliosi di questo risultato e, soprattutto, siamo felici di aver realizzato uno spazio piacevole e animato.
RINGRAZIAMO PERCIÒ TUTTI I MODERATORI DI COMUNITÀ, TUTTI GLI UTENTI CHE PUBBLICANO NUOVI POST E TUTTI GLI UTENTI DI ALTRE PIATTAFORME (SOPRATTUTTO #MASTODON) CHE CON I LORO COMMENTI RENDONO BELLA LA DISCUSSIONE SU FEDDIT!
Sei un insegnante o uno studente o un professionista o semplicemente ti piace preparare le presentazioni ma non vuoi spendere soldi e dati personali per comprare #PowerPoint? Allora devi seguire il webinar a cura di @Italo Vignoli di @LibreItalia che martedì 4 ottobre alle 18, insieme a @Enrico Nardelli di @Programma il Futuro, ci racconta "Come preparare presentazioni efficaci con #LibreOffice #Impress"
@Esse come Storia tra qualche giorno potrai trovare l'intervento di Italo sul canale YouTube di Programma il Futuro. E qualche giorno dopo anche sul canale di @Peertube Italia :privacypride:
La discussione della mia tesi l'ho fatta con una presentazione OpenOffice (LibreOffice non era ancora stato inventato), e ancora posso leggere quel file perfettamente: quanti possono leggere i file della loro tesi o anche solo la presentazione dopo 20 anni? Vabbè, ma io non faccio testo: uso esclusivamente LibreOffice sul mio PC da quando ancora si chiamava StarOffice. Mai pentito, mai avuto bisogno di altro. @libreitalia @enriconardelli @programmailfuturo @italovignoli
#mastoaiuto @scuola tempo fa avevo incrociato un portale francese con tutte le carte geografiche del mondo. Non riesco più a ricordarmi quale era. Help @nilocram @framaka
Un sito utilissimo per storia e geografia (uno dei primi su cui ho fatto delle traduzioni) e un enorme lavoro di Gilles Badufle (Chapeau!). Bisognerebbe verificare quanto è ancora utilizzabile con #LibreOffice Il sito gratuito di free.fr un po' mi fa tenerezza, anch'io l'ho usato diversi anni fa, qui una piccola lettura in .ogg: nilocram.free.fr/ogg/taibo.ogg
In quanto a carenza di idee, la scuola è in buona compagnia in questa campagna elettorale, così priva di attenzione ai temi che dovrebbero essere al centro delle discussioni politiche.
*L’obsolescenza degli smartphone e la raccolta massiccia di dati mettono in pericolo il futuro del digitale*
Vorrei segnalare un altro articolo molto int...
Non si arrestano le polemiche per l’algoritmo, anche quest’anno ‘impazzito’, che regola le supplenze: sembra essere ormai questo l’iter che porta alla nomina dei docenti a tempo determinato. Un iter che vede errori, reclami e assegnazioni di posti che spesso non seguono l’ordine in graduatoria. Ecco perchè tutti guardano alla nostalgia delle convocazioni in presenza Di Fabrizio De Angelis su #OrizzonteScuolaorizzontescuola.it/supplenze-d…
*Eppur si muove! Qualche alternativa al dominio dei GAFAM nel mondo della scuola.*
Su Basta!, un media indipendente francese, un articolo molto interessante...
Grazie Roberto per la segnalazione 😀 Per una prossima volta sarebbe bello avere dagli organizzatori qualche informazione anche prima dell'evento @opavlos @carlopiana #scuola #SoftwareLibero #OpenSource
E' appunto quello che più persone dicevano alla riunione della comunità: "Come facciamo a comunicare informazioni, notizie ed eventi più efficacemente tra noi"? yewtu.be/watch?v=WHFH44Xv9TA&t…
Mobilizon permette di creare e organizzare eventi coinvolgendo e mobilitando persone. Questa è un'istanza generalista italofona creata dal gruppo devol che aggrega gli eventi di tutte le piccole istan…
anziché inventare continuamente cose nuove (che a loro volta devono essere comunicate...), ci sarebbero soluzioni banali tipo "il web". Ad esempio: Planet Linux da anni aggrega i siti dei LUG italiani; se una iniziativa, un evento, un progetto è abbastanza rilevante da essere citato da qualcuno, transita da lì. planet.linux.it/lug/
di Rachel Knaebel
"Trasformare l'insegnamento e l'apprendimento e consentire a ogni studente e insegnante di esprimere il proprio potenziale personale". Que...
l'aggregatore dei siti dei LUG pubblica quello che viene pubblicato dai siti dei LUG: se qualcuno vuole promuovere la Sagra della Salamella di Voghera ben venga, transita comunque da lì. L'aggregatore di eventi - che tu stesso menzioni - già include gruppi locali dedicati a temi trasversali. planet.linux.it/eventi/
tipo che c'è almeno un Wordpress bucato che pubblica spam (e finisce nell'aggregatore)? Fai la tua parte, contatta il LUG e segnalalo. Stiamo sempre a parlarci gli uni con gli altri di "collaborazione", ogni tanto non sarebbe male anche farlo per davvero...
Oltre al fatto che la prima cosa è quella di cercare la collaborazione e attivarsi, non aspettare che caschi dal cielo.
Il calendario (non il feed blog) su planet.linux.it include 70 comunità nazionali e locali tra meetup e lug su open source e libertà digitali e una buona parte sono stato io a cercarli.
Inoltre se non ci sono eventi su certe tematiche si risolve facilmente. Si fa (online/offline), non ci si aspetta di trovarli, altrimenti non si fa divulgazione open source. Si è solo passivi e non attivi.
La sfera italiana è prettamente passiva sul tema, un po come solito noi italiani. Si parla tanto ma si fa poco di concreto.
L'atteggiamento di @monitorapa (ero nel team prima che diventasse famoso) si è messa contro buona parte del mondo informatico italiano. Per il suo modo ossessivo/aggressivo nei confronti dell'ultima ruota della catena senza offrire alternative tecniche. Se mandare "ingiunzioni" legali è fare promozione abbiamo un problema.
Suvvia @mte90, quella di @Shamar era solo una battuta. Che non fa ridere, certo, ma @monitorapa non è mica uno spettacolo di cabaret...
(e per intenderci, quello delle singole scuole non lo derubricherei ad anello debole della catena, perché è piuttosto il bottone alla fine del gatto a nove code della pubblica istruzione...)
Purtroppo #GAFAM & friends detengono un potere incompatibile con la democrazia, che stanno efficacemente svuoltando di significato da anni.
Questo li pone sulla nostra strada.
C'è chi blatera di libertà a destra e a manca ma non è disposto a muovere un dito per ottenerla e chi non si ferma neppure di fronte ai GAFAM.
Poi ci sono i loro schiavetti, persone talmente intrise della loro efficacissima propaganda personalizzata, da ritenere Monitora PA pericolosa e, invece, i GAFAM salvifici.
Penso ad esempio ai 60 giuristi che ci hanno segnalato al Garante della Privacy (🤣) o ai tanti lobbisti che sulla nostra chat si fanno sistematicamente figure barbine cercando di giustificare la manipolazione cognitivo comportamentale di miliardi di persone...
Non lo sanno, ma sono "carne da cannone" dei GAFAM, messi lì proprio per rendere inattaccabile chi li manipola.
A noi dispiace averli sulla nostra strada. Gli chiediamo da mesi di togliersi, di abbandonare i GAFAM e iniziare a rispettare non solo la Legge, ma i diritti fondamentali di tutti noi, delle persone.
Se lo fanno, sono le benvenute sul carro dei vincitori.
Se non lo fanno e si offendono perché abbiamo urtato i loro programmi economici... ce ne faremo una ragione.
I loro profitti vengono molto, molto dopo la libertà dei nostri figli.
Non dico che i GAFAM sono salvifici, il problema è prendersela con chi non può risolvere il problema anche perchè non c'è in Italia chi offre un alternativa.
Ho ricevuto diverse richieste come esperto FOSS/parte di ILS su soluzioni da proporre alle scuole come aziende per sopperire a queste necessità.
Come il bonus 100% per le case ma non si trovano i materiali edili o le aziende per fare i lavori.
Chi fa queste proposte non ha mai lavorato con le PA, per una azienda medio piccola non vale l'impresa. Solo per le grandi e sappiamo queste come ragionano in Italia.
Il team digitale aveva messo su webanalytics.italia.it/ fornendolo direttamente dallo stato.
ho voglia di essere inutilmente provocatorio e, visto che nessuno ha ancora rispettato la legge Godwin, lo faccio io.
Anche i volenterosi dirigenti dei campi di sterminio erano andati nel panico quando, trovatisi davanti a un tribunale internazionale, si sono resi conto che "eseguivo solo gli ordini" non era una linea difensiva
quello che voglio dire è che la tua analisi (mastodon.uno/@mte90/1093585197… ) è corretta, ma il cittadino non è tenuto a conoscere la PA per pretendere da essa il rispetto della legge (e della decenza)
@Shamar@qoto.org
Come il bonus 100% per le case ma non si trovano i materiali edili o le aziende per fare i lavori.
Chi fa queste proposte non ha mai lavorato con le PA, per una azienda medio piccola non vale l'impresa.
Il vero problema è che tendenzialmente gli eventi e i gruppi te li devi cercare autonomamente e non toccano mai la comunicazione mainstream. Servirebbe mettersi in qualche modo in condizione di apparire nei giornali che leggono tutti. Sembra lo stesso problema dei magazine che andavano di moda nel decennio scorso
il problema è che quasi tutte le scuole hanno mostrato di non aver consapevolezza del problema ma più spesso proprio di non aver voglia di capire il problema. Se per le scuole non è un problema, figuriamoci se lo è per il Ministero! E come per gli immobili scolastici pericolanti, sono le denunce di terzi a farli mettere a norma
stando a quel che ho visto nei giorni scorsi, manco tra di noi siamo capaci di comunicare: sembra che molti non abbiano mai visto il Planet, laddove esiste da 10+ anni e sia stato rilanciato già numerose volte su newsletter e social ILS. Se manco "noi" siamo in grado di sapere cosa facciamo, figurati "gli altri".
Le scuole che sono su Microsoft o Google lo stanno violando bellamente!
Almeno usando piattaforme locali non c’è davvero bisogno di DPIA e TIA: Moodle non consente un monitoraggio sistemico e continuo degli studenti e degli insegnanti.
Perchè io scuola dovrei occuparmi di mettere in piedi un server sicuro con moodle, con tutti i problemi del caso, responsabilità (e con costi maggiori rispetto alle varie piattaforme), quando non ho soldi neanche per sostituire le turche costruite 20 anni fa con water (solo un esempio colorito, ma reale)?
È molto comodo per le scuole affidarsi a piattaforme già fatte, che si occupano di sicurezza e gdpr per standard (più o meno bene, vedi quei obrobri registri elettronici).
Te la giro meglio? Perchè non fare una piattaforma nazionale gestito dalle aziende dello stato che vada bene dalle elementari all'università?
Se vuoi usare servizi online durante la didattica però devi farlo in modo compatibile con la normativa e sopratutto con i diritti degli studenti.
Puoi metterti tutto in casa su tuoi server, se disponi internamente di hardware e competenze, come ha fatto il Politecnico di Torino.
Oppure puoi usare una piattaforma IaaS basata in Europa, e far gestire Moodle a personale interno, formato e con tempo dedicato (vedi Antonio Vigilante)
Oppure puoi pagare qualcuno che lo faccia per te, ma sotto il controllo di personale interno (sempre vedi caso di Antonio) che nel processo apprende come manutenere autonomamente il servizio in caso di problemi.
Oppure puoi pagare il servizio offerto da qualcuno che non possa manipolare i tuoi studenti per i prossimi decenni a causa dei dati cui tu gli hai dato accesso.
Insomma, le soluzioni sono tante.
I GAFAM invece sono in diretto e palese contrasto con il primo comma dell'articolo 28 del GDPR.
Server in casa pressupone personale ad hoc, quando normalmente non si ha neanche tecnici informatici che sappiano aggiornare un pc. Ritorniamo al discorso meglio una piattaforma nazionale, che 1000 serverino protetti alla cazzo.
Il problema va risolto alla radice (ministero) e non ai rami (scuole), altrimenti è come protestare sul raccordo e bloccare la strada a chi vuole invece semplicemente lavorare e si ritrova i mezzi che il ministero gli fornisce.
Tu assumi che le competenze locali non ci siano e non si possano formare.
Io invece so che ci sono ma non solo non vengono valorizzate: spesso vengono umiliate e frustrate.
E dove non ci sono, o non ci sono ancora, ci sono MOLTE aziende che possono fornirle.
Poi chiariamolo una volta per tutte: i Dirigenti Scolastici non sono le vittime di questa situazione.
Le vittime sono studenti e insegnanti (e tutti i cittadini la cui democrazia viene continuamente svuotata di significato).
Che gli piaccia o meno, i Presidi che permettono ai GAFAM di raccogliere dati personali degli studenti sono parte dei carnefici.
Per ignoranza? Per conformismo? Perché sovraccarichi?
Non importa: sono parte dei carnefici.
Possono cambiare strada? CERTO ! ! !
Possono adottare piattaforme non GAFAM. Possono pretendere dai fornitori (registro elettronico etc) di adottare piattaforme non GAFAM. Possono fare pressione sul Ministero affinché fornisca servizi alternativi. E possono fare molte altre cose, per proteggere i propri studenti e la nostra democrazia.
Comunque per noi nulla di grave: più tempo per rifinire l'osservatorio!
Che credi: vogliamo fare bella figura! 🤣
Ma pensa invece ai poveri 60 giuristi che si erano impegnati tanto a scrivere 31 pagine di segnalazione di cui 5 per spiegare quanto siano fondamentali i #GAFAM per la sopravvivenza del nostro Paese e 16 pagine per spiegare quanto sia pericoloso #MonitoraPA!
Pensa... ogni giorno è uno schiaffo alla loro urgentissima segnalazione contro di noi.
so di una che è su quella pagina ma non se ne occupa più (proprio per conto di ILS). Sono meno di una decina e come potrebbero coprire il fabbisogno di oltre 8000 istituti?
Perchè mandando quelle PEC gli si sta dicendo di cambiare fornitore ma se non lo hanno cosa potrebbero fare? Tenere l'attuale ovviamente.
A quante hai detto che non ci sono alternative quando in realtà esistono proprio sulla pagina di ILS (e ce ne sono molte altre, che non sono elencate lì)
Ti preoccupi che non ce la facciano a competere con i GAFAM prima di avergli dato una possibilità?
Vedi @mte90, la cosa drammatica è che una persona come te, “esperto FOSS/parte di ILS” si lamenta che la “sfera italiana è prettamente passiva sul tema”, ma quando ha la possibilità di fare qualcosa di utile, di sottrarre ai #GAFAM i dati di migliaia di ragazzi… non lo fa.
Rinuncia.
Per questo dico spesso che la nostra generazione è fottuta.
Perché c’è un solo modo per vincere una guerra: convincere l’avversario che ha perso, che non c’è più ragione di continuare a combattere.
Non è drammatica, è pragmatismo perchè ci sono passato in prima persona. Imporre che devono cambiare senza dare l'alternativa è per me essere colpevoli come gli altri. Invece di fare sensibilizzazione si fa paura e il progetto è visto come l'atteggiamento degli integralisti e che quindi è irrealizzabile.
Ma mi rendo ben conto che se non suggerisci nemmeno i fornitori che sviluppano soluzioni libere che #ILS ha sulle sue pagine “perché non possono reggere il carico di 8000 scuole”, non ti rivedi nelle nostre azioni.
Evidentemente non sono i metodi che ti urtano.
La verità è che non condividi gli obiettivi. Altrimenti, almeno alle scuole che si sono rivolte (sciaguratamente) a te, non avresti risposto “0 carbonella”.
🤦♂️
Amen.
E’ una scelta di campo legittima, seppure incoerente con i valori che un tempo erano propri del Software LIBERO.
Ma i tempi cambiano e per fortuna non tutti i LUG condividono la prospettiva rinunciataria di voi di ILS.
Mi dispiace, ma state sbagliando obiettivi. Ripeto, dovete spingere sul ministero. Le scuole devono adottare standard comuni e piattaforme comuni. E questo parte dal ministero e non dalle singole scuole.
State passando per bulli informatici, invece di attivisti attenti all'etica e al diritto informatico.
Pensi di poter fare meglio scrivendo al Ministero?
Non voglio scoraggiarti elencandoti le persone di grandissima caratura che ci hanno già provato prima di te (a partire dal Professor Meo scuolalibera.continuity.space/… )
**PROVACI ! ! !**
**FAI ! ! !**
Dimostra che le tue non sono solo parole al vento su un social, ma che sei disposto a batterti per la democrazia del tuo Paese.
Trova il modo migliore e più efficace.
E poi vieni a spiegarmi come hai fatto, i risultati che hai ottenuto etc...
Questa lettera è stata scritta dal prof. Angelo Raffaele Meo: uno dei più importanti punti di riferimento del mondo Open Source, alla ministra Azzolina
Ma scusami se la gente vi ritiene dei bulli, integralisti, la licenza che hai imposto in ogni cosa nel progetto ti allontana la maggior parte delle persone due domande sono da fare. Io condivido gli obiettivi ma non il metodo, come vi è stato fatto notare da molte persone (ve lo feci notare anche io tempo addietro).
Scusa @mte90 io a differenza di @Shamar comprendo bene il tuo approccio, ma per #MonitoraPA l'obiettivo di fare cultura, per quanto importante, è secondario rispetto a quello di pretendere la legalità e di "resistere" all'invasione GAFAM. Solo con un'azione non-violenta ma determinata si può riuscire a scalfire il perimetro di illegalità
il Ministero è un fortino che nessuno è riuscito a toccare finora. Le scuole peraltro si sono comportate come piccoli presìdi armati (male) del Ministero. Non puoi ragionare in ottica collaborativa con il Ministero e, visto che le scuole hanno scelto da tempo il loro campo, è giusto che ne affrontino le conseguenze
NON "LA GENTE" MA SOLO I PRESIDI, OFFESI PER LA LESA MAESTA', E ALCUNI DPO irritati della pessima figura fatta come categoria nonché il presidente di qulla che ambisce a essere la loro associazione di categoria. Non cadere nella loro narrazione, @mte90
Sappiamo che non ci può essere democrazia cibernetica senza cittadini che abbiamo piena comprensione del funzionamento degli automatismi che li circondano.
E quindi Cultura stiamo facendo!
Sai quanti docenti hanno approfondito il funzionamento del Web e del capitalismo di sorveglianza grazie a noi?
Sai quanti Presidi si sono accorti di pagare #DPO incompetenti?
Sai quanti fornitori hanno dovuto imparare a porre maggiore attenzione e maggior senso critico nelle proprie scelte implementative?
Bene, allora se è vero che condividi i nostri obiettivi ma non in nostri metodi, ti suggerisco una attività in linea con quegli obiettivi ma con metodi che potrai condividere (se sono davvero quelli il problema).
Smettila di essere "passivo" e criticare la passività o l'attivismo altrui.
Rimboccati le maniche.
Contatta tutte le aziende lì e chiedi se continuano ad occuparsi di Scuola.
Poi cerca altre aziende che facciano lo stesso, contattale ed aggiungile.
Ti faccio qualche nome, oltre quelle già presenti lì, giusto per iniziare: CSI Piemonte, TrueLite, QBus, EHT, Leader.
Contattale e se non sono interessate chiedi se conoscono aziende che potrebbero esserlo.
Scrivi ai LUG di indicarti aziende dei loro territori che si sviluppano o installano software libero e contattale.
Sbattiti. Muoviti. Ripigliati!
Non hanno vinto, se non vuoi che abbiano vinto.
E se invece vuoi lasciarli vincere, fatti da parte e lascia fare a chi almeno crede ancora che valba la pena sbattersi per la libertà.
io sono uno e non seguo il mondo della scuola, uno dei tanti motivi per cui mi sono tirato indietro. Sono attivo in altri progetti e non ho tempo per fare anche questo. Come si vide dal forum.linux.it/t/analisi-sonda… tanti interessati ma pochi che fanno qualcosa sul tema dentro ILS.
Oggi è una giornata importante non perché è il mio compleanno ma perché i risultati del sondaggio 2021 di ILS sono finalmente pubblici. Si è un bel regalo alla fine. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza @valerio.
vero non avevo scritto niente perchè in quel momento essendo uno seguivo altre cose, quando avevo il tempo per rimetterci le mani è saltata fuori questa licenza al che qualunque stimolo è finito.
sì, ma ora non essere molesto e non iniziare con gli ad personam. Direi che la discussione è stata interessante per chiarire i diversi punti di vista, ma si è esaurita un paio di messaggi fa ed è meglio per tutti che si concluda qui
Trovo insopportabile l'idea che dei presidi si siano sbattuti a cercare qualcuno a cui rivolgersi, abbiano trovato @mte90, l'abbiano contattato come esperto autorevole (addirittura membro di #ILS! ! !) e lui gli abbia risposto che non ci sono alternative!
Sapendo che ci sono!
Vorrei solo sapere quali scuole, per ricontattarle personalmente.
Insegnanti, genitori e attivisti si muovono per liberare la #scuola dalla morsa di Google e Microsoft
Particolarmente interessanti le affermazioni di Simona Levi, fondatrice di Xnet un'associazione catalana che si batte per la difesa delle libertà digitali e che ha realizzato DD (Digitalizzazione Democratica) una suite di strumenti digitali per l’istruzione: xnet-x.net/en/digital-democrat…
Per l'attivista Simona Levi, oggi è necessario fare pressione soprattutto sugli stati e sull’Unione Europea. “Se le grandi multinazionali della tecnologia sono state in grado di avere così tanto spazio nell'istruzione, è perché le istituzioni non si sono prese le proprie responsabilità."
“L'Unione Europea e i governi devono impegnarsi per una piattaforma europea libera per la digitalizzazione dell'istruzione. Per noi è immorale che la digitalizzazione dell'istruzione e dell'amministrazione in generale avvenga con mezzi che non garantiscono la sovranità dei dati dei cittadini. »
L’articolo ricorda anche Apps éducation, la piattaforma realizzata dal ministero dell’istruzione francese (l’Éducation Nationale) che mette a disposizione degli insegnanti una piattaforma di strumenti digitali liberi tra cui PeerTube, Nextcloud e BigBlueButton. E naturalmente viene menzionato anche il ruolo che all’interno del ministero dell’istruzione ha assunto Alexis Kauffmann, fondatore di Framasoft, nella promozione del software libero.
Quando l'Éducation nationale assume il fondatore di Framasoft
Les Gafam, multinationales du numérique comme Google ou Microsoft, prennent toujours plus de place dans les écoles et mettent la main sur les données personnelles des élèves et de leurs parents.
On le sait bien : _Google_ se permet de tranquillement lire tous les mails qui passent sur ses serveurs, ceux des boîtes _Gmail_ ainsi que ceux _adressés_ à des boîtes _Gmail_…
*La matematica non serve a niente. Tranne che per...*
Ho incontrato su TW questo bel poster creato dal laboratorio di matematica Raphael Salem dell’univer...
Grazie a un tweet di @Alexis Kauffmann, ho trovato su Arte questo documentario: “Instagram - La foire aux vanités” sulla nascita, l’evoluzione, l’enorme diffusione di Instagram, i meccanismi che ne regolano il funzionamento e l’impatto negativo che ha sui suoi utenti. Considerando anche il fatto del grandissimo numero di giovani che utilizzano questo social network (quasi tutti i miei studenti, ad esempio), il documentario offre, secondo me, diversi spunti di analisi di grande interesse.
Qui sotto, trovate la traduzione dell’introduzione alla versione francese, più completa e più chiara rispetto a quella italiana, nella versione in tedesco il titolo è ancora più esplicito: “Instagram – Il social network tossico”.
Lanciato poco più di dieci anni fa, il social network Instagram ha conquistato il mondo. Questa approfondita indagine analizza i meccanismi della sua ascesa e ne evidenzia gli effetti deleteri. Due miliardi di utenti attivi al mese, 100 milioni di video e foto condivisi ogni giorno: lanciato nell'autunno del 2010, nel cuore della Silicon Valley, da Kevin Systrom e Mike Krieger, due studenti dell'Università di Stanford, il social network Instagram ha conosciuto un'ascesa fulminante. Sfruttando lo sviluppo della fotografia mobile, l'applicazione, inizialmente pensata per modificare (grazie ai suoi famosi filtri) e condividere le foto, ha rapidamente attratto le celebrità e attirato l'attenzione dei giganti digitali. Nel 2012 Mark Zuckerberg, a capo di Facebook, ne ha intuito il potenziale commerciale e l'ha acquistata per l'incredibile cifra di un miliardo di dollari. Due anni dopo, lsul sito è comparsa a pubblicità, portando a un'esplosione dell'influencer marketing. Da quel momento in poi i marchi si sono rivolti alle personalità più seguite per promuovere i loro prodotti. Le star con milioni di abbonati, come Cristiano Ronaldo o Kim Kardashian, guadagnano cifre astronomiche, mentre in fondo alla gerarchia, soggetti a una concorrenza spietata, i "nano-influencer" si accontentano di contratti pagati in natura o di benefit promozionali. Trasformata in un gigantesco centro commerciale, la rete dà in pasto ai suoi utenti visioni modificate della realtà, con corpi giovani e svestiti, luoghi turistici che vengono immediatamente fpresi d’assalto e immagini di cibo esteticamente gradevoli, etichettate come "food porn". Conseguenze: la chirurgia estetica tra i giovani è in aumento, facendo arricchire professionisti senza scrupoli, mentre l'ansia e la depressione aumentano in modo preoccupante tra gli adolescenti, che sono particolarmente permeabili a questi ideali standardizzati.
La tirannia Messa sotto accusa per i suoi eccessi, Instagram ha tuttavia trovato una seconda possibilità durante la pandemia, diventando un luogo per l'espressione artistica, l'intimità e le lotte delle minoranze. Partendo dalla sua nascita fino alla sua recente evoluzione, l’autore, Olivier Lemaire (Le musée et le milliardaire anticonformiste, Let’s Dance) si avvale di una serie di testimonianze (l'influencer Maya Borsali, il "Dr. Miami", chirurgo star dei social network, il sociologo Dominique Boullier e Sarah Frier, autrice di No Filter: The Inside Story of Instagram, oltre alle famiglie di adolescenti vittime di questa tirannia delle immagini) per decifrare l'influenza di una rete che plasma le nostre vite, sconvolge la nostra economia e ridisegna il nostro rapporto con la realtà, spesso in peggio. Diretto da: Olivier Lemaire Paese: Francia Anno: 2022
L’infaticabile Emmanuel ZIMMERT ha appena aggiunto due nuove app online ai servizi liberi di La Digitale: si tratta di Digicut e Digitranscode.
Il primo ...
Ciao @essecomestoria potrebbe anche essere un problema dell'ISO. Quale delle due hai scaricato (full/lite)? Io al momento non ho modo di controllare, puoi segnalare il problema qui: info@fuss.bz.it e anche a @opavlos che dovrebbe fare parte del team di sviluppo.Naturalmente siamo quasi ad agosto e la risposta potrebbe non essere immediata 🙂
anche il rodolico! Ricordo che anni fa "seminai" svariate wubi su dei PC che a fatica si avviavano, adesso però forse metterei Flex sui PC delle scuole, o cmq lo proporrei
@essecomestoria Ciao, come suggerito gentilmente da @nilocram, scrivici pure quando vuoi a info@fuss.bz.it mandandoci anche un contatto telefonico. Ti richiamiamo. @nilocram @scuola @maupao @scuola @fsfe @lealternative @informapirata @paolo
Per concludere in bellezza un altro anno scolastico, ecco la traduzione italiana di un racconto scritto e illustrato da Eric Querelle aka Odysseus. Ho ritrovato dopo un po’ di tempo il bel si…
molto belli salvati e me li stamperò domani 😀 Molto utile quella del lupo, vedremo se funziona visto che ho uno dei gemelli sempre molto interessato a mantenere le unghie intatte 😁
Con le traduzioni estive, ritorna un’altra storia di Eric Querelle aka Odysseus. Protagonisti di questa favola di campagna sono due spaventapasseri: Ottavio e Norberto. Testo e disegni son…
Parce qu’il est tout à fait possible de travailler l’apprentissage des échecs dès la moyenne section, l’association QuotiChess est ravie de vous proposer en accès libre son premie…
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L'intervento di a #OpenEdtechBCN nitter.net/tafol/status/154715… Idea di contribuzione: un milione di prof usa in Francia #BigBlueButton e il governo francese ha contribuito al suo sviluppo. Immaginate se tutti i governi facessero lo stesso. Abbiamo contribuito allo sviluppo di #PeerTube AppsEducation è una piattaforma di software liberi alternativa a Gsuite. Se uniamo le forze per contribuire a #LibreOffice on line, credo che possiamo raggiungere Google #scuola #softwareLibero @scuola
Nel toot il nome è saltato, ma come si capisce dall'immagine, si tratta dell'intervento di @framaka fondatore di @Framasoft e attualmente responsabile del progetto Libre Éducatif & Mixité al ministero dell'Éducation nationale in Francia. Ne approfitto per ringraziarlo per la partecipazione all'incontro online con alcuni insegnanti italiani che si è tenuto alla fine di giugno. Moltes gràcies anche a @tafol che ha riportato l'intervento #scuola #softwarelibero @maupao
Grazie @nilocram L'evento dell'associazione XNET è stato un luogo fantastico per iniziare a creare consapevolezza politica che nelle pubbliche amministrazioni esiste un'alternativa al GAFAM
Al momento è attivo solo lo streaming. A questo link puoi vedere la seduta di oggi pomeriggio (13 luglio) con la traduzione in spagnolo: yewtu.be/watch?v=Kmvn8CY1SJg
I Curso Internacional de Educación Digital Democrática y Open Edtech. 13 de julio. Tarde
Evento integrado dentro de la Propuesta por una Digitalitzación Democrática y Soberana de Europa de Xnet, publicada en la Publication Office of the European Uni…
Welcome to the ENOEL Open Education Benefits Toolkit, the second version! It is a set of tools (slides, leaflets, and Twitter cards) prepared by the European Network of Open Education Librarians (ENOEL).
nilocram
Unknown parent • • •Beh, allora aggiungo anche questo: Da #Portland, Oregon, i consigli di Sam Balto (definito "impresario seriale di strade sicure") su come organizzare un #BiciBus: bikeportland.org/2022/10/05/sa… #MobilitàSostenibile #bici #scuola #PisteCiclabili #bike #fiets #vélo @rivoluzioneurbanamobilita @filippodb @JauneBaguette @euklidiadas @scuola
Springwater repaving forces Sunday Parkways route revision – BikePortland
bikeportland.orgScuola - Gruppo Forum reshared this.