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#RecuperarLaCiudad (Riprendersi la città) è un gruppo di attivisti spagnoli che si occupa di uso degli spazi urbani, di sostenibilità e in particolare di mobilità sostenibile.
Hanno pubblicato una bella guida dal titolo “Guía para la ciudadanía con 40 ideas para una recuperación urbana” (Guida per i cittadini con 40 idee per riprendersi la città), disponibile anche in inglese e pubblicano una newsletter periodica che affronta gli stessi temi della guida.
Qui sotto trovate la traduzione parziale della newsletter del 30 settembre 2022 intitolata:
Perché abbiamo bisogno di più ciclistə nelle nostre città?
L’articolo presenta alcune delle conseguenze positive che l’aumento dell’uso della bicicletta in città può produrre in ambito ambientale, economico e sanitario.
Il testo completo dell’articolo si può scaricare da qui:
nilocram.eu/edu/newsletter_Rec…
Buona lettura e... pedalate piano 😀
Spostarci in bicicletta ci fa guadagnare in salute e in denaro. Ma non è solo il ciclista a trarne beneficio: l'impatto degli spostamenti in bicicletta interessa l'intera popolazione. Anche quelli che non pedalano mai.
Negli articoli precedenti abbiamo discusso di come la proprietà di un'auto non sia solo un costo individuale, ma anche sociale, a causa delle conseguenze negative collegate al suo possesso.
L'altra faccia della medaglia è rappresentata dalle conseguenze positive, ossia qualsiasi azione che abbia un impatto globale positivo. Nel caso della bicicletta, queste sono molteplici e significative.
Nessuno si sorprende più che l'uso della bicicletta riduca le emissioni di gas che causano l’effetto serra. Uno studio pubblicato sulla rivista Nature nell'agosto 2022 ha analizzato le tendenze nell'acquisto e nella produzione di biciclette, insieme alle conseguenze del loro utilizzo. La conclusione è che:
• se tutti percorressero 1,6 km in bicicletta, le emissioni di anidride carbonica potrebbero essere ridotte di 414 milioni di tonnellate (414 miliardi di chilogrammi). Per contestualizzare il dato, si tratta del 98% delle emissioni totali del Regno Unito nel 2015;
• se questa distanza viene aumentata a 2,6 km, la riduzione ammonta a 686 tonnellate di CO₂, pari all'86% delle emissioni della Germania nel 2015.
Anche un altro studio, condotto a Pechino per analizzare le conseguenze positive dei sistemi di noleggio delle biciclette, conferma la riduzione delle emissioni collegata all'uso della bicicletta grazie all'"effetto di sostituzione". Grazie all’accesso facilitato alla bicicletta, alcuni utenti dell'auto sono passati a questa modalità. Si stima che se il 75% degli spostamenti effettuati a Pechino nel 2015 venisse effettuato in bicicletta, le emissioni di CO₂ si ridurrebbero di 616.000 tonnellate insieme ad altri inquinanti atmosferici come il particolato inferiore a 2,5 micron, il biossido di zolfo e il NO₂.
Qui il testo completo dell’articolo:
nilocram.eu/edu/newsletter_Rec…
@Informa Pirata @maupao @Goofy 📖 🍝 @:fedora: filippodb :gnu: :BLM: @Scuola - Gruppo Fediverso @Ambiente :verified:
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Il parere dell’Avvocatura Generale dello Stato in merito all’interpellanza del Ministero dell’Istruzione su due questioni legate all'invio massivo di FOIA alle scuole da parte di MonitoraPA. Ecco la risposta sugli aspetti generali e specificiFrancesco Macchia (Agenda Digitale)
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MonitoraPA alza il livello di attenzione sull'uso delle risorse informatiche nella scuola con un invio di FOIA Massivo sul rispetto della normativa per l’uso e il riuso del software open source e, in definitiva, sul rispetto delle buone prassi per l’…Francesco Macchia (Agenda Digitale)
Igor Calì 🏴☠️ 🏳️🌈 🇮🇹 likes this.
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Create interactive, responsive & beautiful data visualizations with the online tool Datawrapper — no code required. Used by the UN, New York Times, SPIEGEL, and more.Datawrapper
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Digislides permet de créer des présentations multimédias simplement et rapidement.ladigitale.dev
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Lemmy è uno dei software del fediverso più interessanti. In tempi molto rapidi ha raggiunto una base di utenti significativa, è riuscito a realizzare una gestione dei thread tra le migliori del fediverso, ha sganciato il concetto di comunità da quello di istanza e, soprattutto, lo ha fatto con un'interfaccia semplice e immediata che non poco ha contribuito al suo successo.
Una interessante testimonianza di questo successo è il fatto che dopo pochi mesi, il numero di utenti di feddit.it, un'istanza italiana di Lemmy, ha superato quello dell'istanza Friendica Poliverso, uno dei due progetti (l'altro è il blog/community Le Alternative).
Il numero di utenti di Poliverso risulta ancora maggiore di qualche unità, ma c'è da dire che alcuni utenti di poliverso come @Informa Pirata @The Privacy Post @The Pirate Post @Cybersecurity & cyberwarfare @Poliverso notizie dal fediverso @Scuola - Gruppo Fediverso e @Ministero Istruzione (unofficial), sono tutte gestite da @Signor Amministratore (sì, Friendica, a differenza di quasi tutte le altre piattaforme federate, dà la possibilità di gestire account multipli da un solo account dell'istanza!)
Al "sorpasso" del numeri di utenti registrati sull'istanza, bisognerebbe inoltre aggiungere tutti quegli utenti provenienti da altre istanze Lemmy o Friendica che spesso aprono nuovi thread sulle comunità ospitate dall'istanza Feddit.
Come istanza madrina di Feddit.it, noi di Poliverso siamo orgogliosi di questo risultato e, soprattutto, siamo felici di aver realizzato uno spazio piacevole e animato.
RINGRAZIAMO PERCIÒ TUTTI I MODERATORI DI COMUNITÀ, TUTTI GLI UTENTI CHE PUBBLICANO NUOVI POST E TUTTI GLI UTENTI DI ALTRE PIATTAFORME (SOPRATTUTTO #MASTODON) CHE CON I LORO COMMENTI RENDONO BELLA LA DISCUSSIONE SU FEDDIT!
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Sei un insegnante o uno studente o un professionista o semplicemente ti piace preparare le presentazioni ma non vuoi spendere soldi e dati personali per comprare #PowerPoint?
Allora devi seguire il webinar a cura di @Italo Vignoli di @LibreItalia che martedì 4 ottobre alle 18, insieme a @Enrico Nardelli di @Programma il Futuro, ci racconta "Come preparare presentazioni efficaci con #LibreOffice #Impress"
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@Esse come Storia tra qualche giorno potrai trovare l'intervento di Italo sul canale YouTube di Programma il Futuro. E qualche giorno dopo anche sul canale di @Peertube Italia :privacypride:
@LibreItalia @Enrico Nardelli @Programma il Futuro @Italo Vignoli
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In quanto a carenza di idee, la scuola è in buona compagnia in questa campagna elettorale, così priva di attenzione ai temi che dovrebbero essere al centro delle discussioni politiche.Valigia Blu
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*L’obsolescenza degli smartphone e la raccolta massiccia di dati mettono in pericolo il futuro del digitale* Vorrei segnalare un altro articolo molto int...poliverso.org
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Non si arrestano le polemiche per l’algoritmo, anche quest’anno ‘impazzito’, che regola le supplenze: sembra essere ormai questo l’iter che porta alla nomina dei docenti a tempo determinato. Un iter che vede errori, reclami e assegnazioni di posti che spesso non seguono l’ordine in graduatoria. Ecco perchè tutti guardano alla nostalgia delle convocazioni in presenza
Di Fabrizio De Angelis su #OrizzonteScuola orizzontescuola.it/supplenze-d…
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*Eppur si muove! Qualche alternativa al dominio dei GAFAM nel mondo della scuola.* Su Basta!, un media indipendente francese, un articolo molto interessante...poliverso.org
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Scusatemi, hai ragione.
Trovo insopportabile l'idea che dei presidi si siano sbattuti a cercare qualcuno a cui rivolgersi, abbiano trovato @mte90, l'abbiano contattato come esperto autorevole (addirittura membro di #ILS! ! !) e lui gli abbia risposto che non ci sono alternative!
Sapendo che ci sono!
Vorrei solo sapere quali scuole, per ricontattarle personalmente.
Migliaia di ragazzi!
Però hai ragione: non serve a niente continuare.
@rresoli @monitorapa @madbob @eventilinux @paolo @mcp_ @nilocram @ItaLinuxSociety @lealternative @scuola @opensource @maupao @devol @opavlos @carlopiana
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Su Basta!, un media indipendente francese, un articolo molto interessante che fa il punto sulle alternative ai #GAFAM che stanno crescendo in alcuni paesi europei (Francia, Germania e Spagna):
https://basta.media/profs-parents-d-eleves-et-activistes-se-bougent-pour-liberer-l-ecole-des-Gafam
Insegnanti, genitori e attivisti si muovono per liberare la #scuola dalla morsa di Google e Microsoft
Particolarmente interessanti le affermazioni di Simona Levi, fondatrice di Xnet un'associazione catalana che si batte per la difesa delle libertà digitali e che ha realizzato DD (Digitalizzazione Democratica) una suite di strumenti digitali per l’istruzione: xnet-x.net/en/digital-democrat…
Per l'attivista Simona Levi, oggi è necessario fare pressione soprattutto sugli stati e sull’Unione Europea. “Se le grandi multinazionali della tecnologia sono state in grado di avere così tanto spazio nell'istruzione, è perché le istituzioni non si sono prese le proprie responsabilità."
“L'Unione Europea e i governi devono impegnarsi per una piattaforma europea libera per la digitalizzazione dell'istruzione. Per noi è immorale che la digitalizzazione dell'istruzione e dell'amministrazione in generale avvenga con mezzi che non garantiscono la sovranità dei dati dei cittadini. »
L’articolo ricorda anche Apps éducation, la piattaforma realizzata dal ministero dell’istruzione francese (l’Éducation Nationale) che mette a disposizione degli insegnanti una piattaforma di strumenti digitali liberi tra cui PeerTube, Nextcloud e BigBlueButton.
E naturalmente viene menzionato anche il ruolo che all’interno del ministero dell’istruzione ha assunto Alexis Kauffmann, fondatore di Framasoft, nella promozione del software libero.
@Scuola - Gruppo Fediverso
@Scuola
Les Gafam, multinationales du numérique comme Google ou Microsoft, prennent toujours plus de place dans les écoles et mettent la main sur les données personnelles des élèves et de leurs parents.Basta!
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On le sait bien : _Google_ se permet de tranquillement lire tous les mails qui passent sur ses serveurs, ceux des boîtes _Gmail_ ainsi que ceux _adressés_ à des boîtes _Gmail_…Grise Bouille
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*La matematica non serve a niente. Tranne che per...* Ho incontrato su TW questo bel poster creato dal laboratorio di matematica Raphael Salem dell’univer...poliverso.org
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Grazie a un tweet di @Alexis Kauffmann, ho trovato su Arte questo documentario: “Instagram - La foire aux vanités” sulla nascita, l’evoluzione, l’enorme diffusione di Instagram, i meccanismi che ne regolano il funzionamento e l’impatto negativo che ha sui suoi utenti. Considerando anche il fatto del grandissimo numero di giovani che utilizzano questo social network (quasi tutti i miei studenti, ad esempio), il documentario offre, secondo me, diversi spunti di analisi di grande interesse.
C’è anche una versione in lingua originale con sottotitoli in italiano, la si trova qui: https://www.arte.tv/it/videos/095729-000-A/instagram-la-fiera-virtuale-delle-vanita/
Il documentario è disponibile in rete fino al 28.10. 2022.
Qui sotto, trovate la traduzione dell’introduzione alla versione francese, più completa e più chiara rispetto a quella italiana, nella versione in tedesco il titolo è ancora più esplicito: “Instagram – Il social network tossico”.
Lanciato poco più di dieci anni fa, il social network Instagram ha conquistato il mondo. Questa approfondita indagine analizza i meccanismi della sua ascesa e ne evidenzia gli effetti deleteri.
Due miliardi di utenti attivi al mese, 100 milioni di video e foto condivisi ogni giorno: lanciato nell'autunno del 2010, nel cuore della Silicon Valley, da Kevin Systrom e Mike Krieger, due studenti dell'Università di Stanford, il social network Instagram ha conosciuto un'ascesa fulminante. Sfruttando lo sviluppo della fotografia mobile, l'applicazione, inizialmente pensata per modificare (grazie ai suoi famosi filtri) e condividere le foto, ha rapidamente attratto le celebrità e attirato l'attenzione dei giganti digitali.
Nel 2012 Mark Zuckerberg, a capo di Facebook, ne ha intuito il potenziale commerciale e l'ha acquistata per l'incredibile cifra di un miliardo di dollari. Due anni dopo, lsul sito è comparsa a pubblicità, portando a un'esplosione dell'influencer marketing. Da quel momento in poi i marchi si sono rivolti alle personalità più seguite per promuovere i loro prodotti. Le star con milioni di abbonati, come Cristiano Ronaldo o Kim Kardashian, guadagnano cifre astronomiche, mentre in fondo alla gerarchia, soggetti a una concorrenza spietata, i "nano-influencer" si accontentano di contratti pagati in natura o di benefit promozionali.
Trasformata in un gigantesco centro commerciale, la rete dà in pasto ai suoi utenti visioni modificate della realtà, con corpi giovani e svestiti, luoghi turistici che vengono immediatamente fpresi d’assalto e immagini di cibo esteticamente gradevoli, etichettate come "food porn". Conseguenze: la chirurgia estetica tra i giovani è in aumento, facendo arricchire professionisti senza scrupoli, mentre l'ansia e la depressione aumentano in modo preoccupante tra gli adolescenti, che sono particolarmente permeabili a questi ideali standardizzati.
La tirannia
Messa sotto accusa per i suoi eccessi, Instagram ha tuttavia trovato una seconda possibilità durante la pandemia, diventando un luogo per l'espressione artistica, l'intimità e le lotte delle minoranze. Partendo dalla sua nascita fino alla sua recente evoluzione, l’autore, Olivier Lemaire (Le musée et le milliardaire anticonformiste, Let’s Dance) si avvale di una serie di testimonianze (l'influencer Maya Borsali, il "Dr. Miami", chirurgo star dei social network, il sociologo Dominique Boullier e Sarah Frier, autrice di No Filter: The Inside Story of Instagram, oltre alle famiglie di adolescenti vittime di questa tirannia delle immagini) per decifrare l'influenza di una rete che plasma le nostre vite, sconvolge la nostra economia e ridisegna il nostro rapporto con la realtà, spesso in peggio.
Diretto da: Olivier Lemaire
Paese: Francia
Anno: 2022
@informapirata :privacypride: @Le Alternative @maupao @Scuola - Gruppo Fediverso
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L’infaticabile Emmanuel ZIMMERT ha appena aggiunto due nuove app online ai servizi liberi di La Digitale: si tratta di Digicut e Digitranscode. Il primo ...poliverso.org
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ciao 😁
Sembra qualcosa di wow! Ma non só ancora nulla a riguardo... Cos'è? 😊🙏🏼🍀
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Per concludere in bellezza un altro anno scolastico, ecco la traduzione italiana di un racconto scritto e illustrato da Eric Querelle aka Odysseus. Ho ritrovato dopo un po’ di tempo il bel si…Software libero & TD
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molto belli salvati e me li stamperò domani 😀
Molto utile quella del lupo, vedremo se funziona visto che ho uno dei gemelli sempre molto interessato a mantenere le unghie intatte 😁
da segnalare anche a @libri
@odysseus_libre @scuola@poliverso.org @scuola @alephoto85 @informapirata @ebc974
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Con le traduzioni estive, ritorna un’altra storia di Eric Querelle aka Odysseus. Protagonisti di questa favola di campagna sono due spaventapasseri: Ottavio e Norberto. Testo e disegni son…Software libero & TD
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Parce qu’il est tout à fait possible de travailler l’apprentissage des échecs dès la moyenne section, l’association QuotiChess est ravie de vous proposer en accès libre son premie…quotichess.wordpress.com
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Per acquistare "Ribellarsi con filosofia" vai https://amzn.to/3rhNFdh https://bit.ly/RIbellarsiConFilosofia-IBS Sostieni i progetti gratuiti di Barbasophia https://it.tipeee.Invidious
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I Curso Internacional de Educación Digital Democrática y Open Edtech. 13 de julio. Tarde Evento integrado dentro de la Propuesta por una Digitalitzación Democrática y Soberana de Europa de Xnet, publicada en la Publication Office of the European Uni…Invidious
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Welcome to the ENOEL Open Education Benefits Toolkit, the second version! It is a set of tools (slides, leaflets, and Twitter cards) prepared by the European Network of Open Education Librarians (ENOEL).Zenodo
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È iniziato oggi a Barcellona il primo congresso internazionale sull’educazione digitale democratica e l’open edtech: congress.democratic-digitalisa…
La conferenza ha le sue radici nella Proposal for a Democratic and Sovereign Digitalisation of Europe presentata dalla associazione catalana Xnet e pubblicata dall'Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea.
Questi gli obiettivi dell’incontro internazionale:
1 - Fornire strumenti di analisi alle scuole, agli insegnanti, alla comunità educativa, ai legislatori e al pubblico in generale per comprendere, in primo luogo, il contesto, la cultura digitale, i problemi e le opportunità che offre nel contesto educativo e, in secondo luogo, per proporre la progettazione di una didattica e di strategie educative digitali da una prospettiva innovativa, agile, umanistica e rispettosa dei diritti umani.
2 - Condividere il codice pubblico creato a Barcellona sulla base del Piano di Digitalizzazione Democratica per l'Educazione di Xnet per aggiungere talenti e generare opportunità e crescita: presentazione internazionale della suite DD a codice pubblico open source che prevede, fin dalla progettazione e per default, la protezione dei diritti digitali e della sovranità dei dati della comunità educativa. Attualmente è in fase di implementazione in 12 scuole della città.
Qui sotto il link al video della presentazione della Suite Educativa DD:
yewtu.be/watch?v=MJdXgW-XxWw
Come si vede, il secondo obiettivo prevede la presentazione della piattaforma didattica Suite Educativa DD, una reale alternativa al modello dominante di Google Classroom.
Il quotidiano di Barcellona El periodico, in un articolo intitolato Tecnologia a scuola: né McDonald's alla mensa, né Google in aula, presenta così l’iniziativa: “Xnet ha sviluppato un'alternativa all'offerta di Google: un software libero e verificabile: Suite Educativa DD. [...] Per chi non vede la portata del problema, Xnet usa un semplice paragone: come tutte le famiglie hanno chiaro che non vogliono McDonald's nella mensa scolastica, così Google è l'equivalente a livello tecnologico in classe. Quindi, dicono, non dovremmo nemmeno volere Google nelle aule. "Si tratta di porre fine al monopolio di Google in classe. Vivere senza Google a scuola", riassumono.
@maupao @informapirata :privacypride: @Scuola - Gruppo Fediverso @Alexis Kauffmann
12-13-14 July 2022 Barcelona. Rights, Culture and EdTech. Free access to the entire educational community. Accredits 20 hours of teacher training.dd-admin (Curso Digitalización Democrática)
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www.ub.edu1st International Congress on Democratic Digital Education and Open Edtech
The conference is part of Xnet’s Proposal for a Democratic and Sovereign Digitalisation of Europe, published…
Paolo Dongilli likes this.
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“Gli educatori che cercano di insegnare il software libero nell'istruzione di solito si imbattono in una barriera artificiale che di solito suona qualcosa del tipo: "Non possiamo usare quel software perché non è uno standard del settore".
Che cos'è esattamente uno "standard di settore" e cosa si intende con questa frase nel contesto dell'istruzione? Al valore nominale, uno standard di settore è una specifica, uno strumento o un metodo generalmente accettato utilizzato in un settore per standardizzare il modo in cui qualcosa viene fatto in varie organizzazioni.
Se l'organizzazione A ha un progetto e l'organizzazione B deve portarlo a termine, uno standard del settore potrebbe facilitare la collaborazione incrociata. Tuttavia, questa situazione crea anche una profezia che si autoavvera.„
(continua)
fsf.org/bulletin/2022/spring/o…
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Dante1
in reply to nilocram • • •Scuola - Gruppo Forum reshared this.
nilocram
Unknown parent • • •@eli_ga
@filippodb Sono completamente d'accordo con @rivoluzioneurbanamobilita Visto da qui (cintura milanese) non son certo #ciclisti e #cicliste che mancano, ma infrastrutture sicure e politiche sulla #MobilitàSostenibile. Qualche buona pratica c'è anche in Italia, per esempio la #Bicipolitana di #Pesaro, che non è però nata in un giorno: comune.pesaro.pu.it/viabilitae… #bici #Bicicletta 🚴♂️ 🚴♀️ framapiaf.org/web/@nilocram/10…
nilocram (@nilocram@framapiaf.org)
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