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The Gentlemen smascherati: quando il secondo gruppo ransomware al mondo diventa la vittima
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/the-ge…


The Gentlemen smascherati: quando il secondo gruppo ransomware al mondo diventa la vittima


C’è una certa ironia nel vedere un gruppo ransomware diventare esso stesso vittima di una violazione dei dati. Il 4 maggio 2026, gli operatori di The Gentlemen — il secondo gruppo ransomware più attivo al mondo nel 2026 con oltre 400 vittime pubbliche — hanno dovuto ammettere sui forum underground che il loro database backend era stato compromesso. Check Point Research ha ottenuto una porzione di quei dati prima che venissero rimossi, producendo uno dei dossier più dettagliati mai pubblicati sull’anatomia interna di un’organizzazione RaaS moderna.

L’ascesa fulminante di un gruppo che usava l’AI per sviluppare ransomware


The Gentlemen è emerso nel panorama del cybercrime organizzato con una velocità insolita. Nei soli primi mesi del 2026 ha rivendicato oltre 240 attacchi, raggiungendo il secondo posto globale per numero di vittime secondo il Q1 2026 Ransomware Report di Check Point Research. Una crescita che non è casuale: gli analisti hanno documentato l’uso sistematico di assistenti AI per accelerare lo sviluppo del ransomware, riducendo drasticamente i tempi tra ideazione e deployment dei payload.

Il modello operativo è quello classico del Ransomware-as-a-Service: un nucleo di operatori gestisce la piattaforma, la crittografia, la negoziazione e l’infrastruttura, mentre affiliati terzi si occupano dell’accesso iniziale e del deploy nei sistemi delle vittime. Ciò che distingue The Gentlemen è la sofisticazione organizzativa e la velocità con cui ha scalato le operazioni.

La violazione: come un provider di hosting ha esposto tutto


La compromissione è stata possibile attraverso il provider di hosting 4VPS, utilizzato dal gruppo per gestire parti della propria infrastruttura backend. Una scelta operativa che si è rivelata fatale: quando 4VPS è stato compromesso, con esso è caduta anche la protezione dei database di The Gentlemen. L’annuncio è arrivato dai criminali stessi sui forum underground il 4 maggio 2026 — una mossa inusuale che testimonia quanto grave fosse la situazione.

Check Point Research è riuscita a recuperare una porzione significativa del database prima della rimozione. Il materiale ottenuto include chat interne tra operatori, roster organizzativi, trascrizioni di negoziazioni con le vittime, discussioni sugli strumenti e documentazione sulle infrastrutture utilizzate. Un tesoro informativo che i ricercatori hanno condiviso con le forze dell’ordine, con un’indagine in corso.

Anatomia di una gang: l’organigramma esposto


Il leak ha rivelato che il gruppo è gestito da circa nove operatori nominati, organizzati attorno a un singolo amministratore identificato con gli alias zeta88 e hastalamuerte. Questo profilo non è quello di un principiante: si tratta di un ex affiliato del programma ransomware Qilin, che ha imparato il mestiere sotto un’organizzazione consolidata prima di costruire una struttura concorrente. Una progressione di carriera nel crimine organizzato digitale che rispecchia schemi già visti con altre gang.

L’amministratore non si limita alla gestione della piattaforma, ma partecipa personalmente agli eventi di cifratura — un livello di coinvolgimento diretto insolito per gruppi di questa dimensione, dove solitamente il livello apicale delega completamente le operazioni tattiche agli affiliati. I log di chat mostrano un’organizzazione gerarchica con ruoli definiti: chi gestisce le trattative, chi monitora l’infrastruttura C2, chi coordina gli affiliati.

L’arsenale tecnico: SystemBC, GPO deployment e supply chain pivot


Dal punto di vista tecnico, il report di Check Point descrive una catena di attacco matura. Il punto di ingresso osservato in almeno un incident response tracciato è un Domain Controller già compromesso con privilegi Domain Admin. Da questa posizione, gli attaccanti eseguono una ricognizione sistematica della rete, utilizzando strumenti open-source come gogo per lo scanning automatizzato, validano le credenziali su tutti i sistemi raggiungibili e preparano il terreno per il deploy del payload.

Lo strumento chiave per la fase di persistenza e tunneling è SystemBC, un proxy malware che stabilisce tunnel SOCKS5 cifrati (RC4) verso il server C2 e consente il download e l’esecuzione di payload aggiuntivi, sia su disco che iniettati direttamente in memoria. Un C2 server SystemBC analizzato da Check Point ha rivelato un botnet di oltre 1.570 vittime, con un profilo di infezione orientato prevalentemente verso ambienti corporate.

Il deployment finale del ransomware avviene tramite Group Policy Object (GPO): il binario viene configurato per eseguirsi su tutti i sistemi domain-joined durante il refresh delle policy, producendo un evento di cifratura quasi simultaneo sull’intero dominio — massimizzando il danno e minimizzando la finestra di risposta per i difensori.

Particolarmente rilevante è un attacco documentato nell’aprile 2026 contro una software consultancy britannica: dopo aver violato questa azienda, The Gentlemen ha utilizzato i dati rubati — documentazione infrastrutturale, credenziali, informazioni sugli accessi dei clienti — per condurre un attacco successivo contro uno dei clienti della consultancy in Turchia. Un caso concreto di supply chain pivot che dimostra come il valore di un’intrusione non si misuri solo nei dati esfiltrati, ma nei vettori di attacco secondari che abilita.

Due righe per i difensori: cosa fare dopo questa disclosure


La violazione di The Gentlemen è un evento raro ma istruttivo. Il leak rivela tattiche, procedure e persino identità che possono supportare attività di threat intelligence proattiva. Alcuni elementi pratici: monitorare le connessioni SOCKS5 non autorizzate verso IP esterni; implementare alert su modifiche ai GPO che includono eseguibili non firmati; verificare l’integrità dei Domain Controller come primo indicatore di compromissione avanzata; e applicare il principio del minimo privilegio per limitare il blast radius nel caso di compromise di un affiliato o fornitore.

Check Point ha rilasciato regole YARA per il rilevamento basato su firma del ransomware di The Gentlemen. Per i team SOC, l’integrazione di questi indicatori nelle piattaforme SIEM/SOAR è raccomandata con priorità alta, data la velocità con cui il gruppo ha dimostrato di scalare le operazioni.

Indicatori di Compromissione (IoC)

# The Gentlemen Ransomware - IoC e TTPs
# Fonte: Check Point Research (maggio 2026)
## Tecniche MITRE ATT&CK
T1078 - Valid Accounts (credenziali rubate per lateral movement)
T1021.002 - Remote Services: SMB/Windows Admin Shares
T1484.001 - Group Policy Modification (GPO-based ransomware deployment)
T1090.001 - Proxy: Internal Proxy (SystemBC SOCKS5 tunneling)
T1486 - Data Encrypted for Impact
T1005 - Data from Local System
T1059 - Command and Scripting Interpreter
## SystemBC C2 Communication
Protocollo C2: custom RC4-encrypted SOCKS5
Botnet noto: 1.570+ vittime identificate da singolo C2 server
Caratteristica: payload iniettati in-memory per evasione AV
## Indicatori comportamentali
- Presenza di gogo scanner eseguito da account privilegiati
- Modifiche a GPO esistenti o creazione di nuovi GPO con executables
- Connessioni SOCKS5 in uscita da workstation non-server
- Autenticazioni a cascata originate da Domain Controller
  (pattern: failed auth → successful auth su multipli host)
## Operatore
Alias noti: zeta88, hastalamuerte
Background: ex affiliato Qilin ransomware
Infrastruttura: 4VPS hosting provider (compromesso maggio 2026)
## Nota
# YARA rules disponibili presso Check Point Research:
# https://research.checkpoint.com/2026/thus-spoke-the-gentlemen/

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The Gentlemen smascherati: quando il secondo gruppo ransomware al mondo diventa la vittima


@Informatica (Italy e non Italy)
Il backend del gruppo ransomware-as-a-service The Gentlemen è stato violato e i dati interni pubblicati. Check Point Research ha analizzato il leak, rivelando struttura organizzativa, identità dell'amministratore, tattiche di


The Gentlemen smascherati: quando il secondo gruppo ransomware al mondo diventa la vittima


C’è una certa ironia nel vedere un gruppo ransomware diventare esso stesso vittima di una violazione dei dati. Il 4 maggio 2026, gli operatori di The Gentlemen — il secondo gruppo ransomware più attivo al mondo nel 2026 con oltre 400 vittime pubbliche — hanno dovuto ammettere sui forum underground che il loro database backend era stato compromesso. Check Point Research ha ottenuto una porzione di quei dati prima che venissero rimossi, producendo uno dei dossier più dettagliati mai pubblicati sull’anatomia interna di un’organizzazione RaaS moderna.

L’ascesa fulminante di un gruppo che usava l’AI per sviluppare ransomware


The Gentlemen è emerso nel panorama del cybercrime organizzato con una velocità insolita. Nei soli primi mesi del 2026 ha rivendicato oltre 240 attacchi, raggiungendo il secondo posto globale per numero di vittime secondo il Q1 2026 Ransomware Report di Check Point Research. Una crescita che non è casuale: gli analisti hanno documentato l’uso sistematico di assistenti AI per accelerare lo sviluppo del ransomware, riducendo drasticamente i tempi tra ideazione e deployment dei payload.

Il modello operativo è quello classico del Ransomware-as-a-Service: un nucleo di operatori gestisce la piattaforma, la crittografia, la negoziazione e l’infrastruttura, mentre affiliati terzi si occupano dell’accesso iniziale e del deploy nei sistemi delle vittime. Ciò che distingue The Gentlemen è la sofisticazione organizzativa e la velocità con cui ha scalato le operazioni.

La violazione: come un provider di hosting ha esposto tutto


La compromissione è stata possibile attraverso il provider di hosting 4VPS, utilizzato dal gruppo per gestire parti della propria infrastruttura backend. Una scelta operativa che si è rivelata fatale: quando 4VPS è stato compromesso, con esso è caduta anche la protezione dei database di The Gentlemen. L’annuncio è arrivato dai criminali stessi sui forum underground il 4 maggio 2026 — una mossa inusuale che testimonia quanto grave fosse la situazione.

Check Point Research è riuscita a recuperare una porzione significativa del database prima della rimozione. Il materiale ottenuto include chat interne tra operatori, roster organizzativi, trascrizioni di negoziazioni con le vittime, discussioni sugli strumenti e documentazione sulle infrastrutture utilizzate. Un tesoro informativo che i ricercatori hanno condiviso con le forze dell’ordine, con un’indagine in corso.

Anatomia di una gang: l’organigramma esposto


Il leak ha rivelato che il gruppo è gestito da circa nove operatori nominati, organizzati attorno a un singolo amministratore identificato con gli alias zeta88 e hastalamuerte. Questo profilo non è quello di un principiante: si tratta di un ex affiliato del programma ransomware Qilin, che ha imparato il mestiere sotto un’organizzazione consolidata prima di costruire una struttura concorrente. Una progressione di carriera nel crimine organizzato digitale che rispecchia schemi già visti con altre gang.

L’amministratore non si limita alla gestione della piattaforma, ma partecipa personalmente agli eventi di cifratura — un livello di coinvolgimento diretto insolito per gruppi di questa dimensione, dove solitamente il livello apicale delega completamente le operazioni tattiche agli affiliati. I log di chat mostrano un’organizzazione gerarchica con ruoli definiti: chi gestisce le trattative, chi monitora l’infrastruttura C2, chi coordina gli affiliati.

L’arsenale tecnico: SystemBC, GPO deployment e supply chain pivot


Dal punto di vista tecnico, il report di Check Point descrive una catena di attacco matura. Il punto di ingresso osservato in almeno un incident response tracciato è un Domain Controller già compromesso con privilegi Domain Admin. Da questa posizione, gli attaccanti eseguono una ricognizione sistematica della rete, utilizzando strumenti open-source come gogo per lo scanning automatizzato, validano le credenziali su tutti i sistemi raggiungibili e preparano il terreno per il deploy del payload.

Lo strumento chiave per la fase di persistenza e tunneling è SystemBC, un proxy malware che stabilisce tunnel SOCKS5 cifrati (RC4) verso il server C2 e consente il download e l’esecuzione di payload aggiuntivi, sia su disco che iniettati direttamente in memoria. Un C2 server SystemBC analizzato da Check Point ha rivelato un botnet di oltre 1.570 vittime, con un profilo di infezione orientato prevalentemente verso ambienti corporate.

Il deployment finale del ransomware avviene tramite Group Policy Object (GPO): il binario viene configurato per eseguirsi su tutti i sistemi domain-joined durante il refresh delle policy, producendo un evento di cifratura quasi simultaneo sull’intero dominio — massimizzando il danno e minimizzando la finestra di risposta per i difensori.

Particolarmente rilevante è un attacco documentato nell’aprile 2026 contro una software consultancy britannica: dopo aver violato questa azienda, The Gentlemen ha utilizzato i dati rubati — documentazione infrastrutturale, credenziali, informazioni sugli accessi dei clienti — per condurre un attacco successivo contro uno dei clienti della consultancy in Turchia. Un caso concreto di supply chain pivot che dimostra come il valore di un’intrusione non si misuri solo nei dati esfiltrati, ma nei vettori di attacco secondari che abilita.

Due righe per i difensori: cosa fare dopo questa disclosure


La violazione di The Gentlemen è un evento raro ma istruttivo. Il leak rivela tattiche, procedure e persino identità che possono supportare attività di threat intelligence proattiva. Alcuni elementi pratici: monitorare le connessioni SOCKS5 non autorizzate verso IP esterni; implementare alert su modifiche ai GPO che includono eseguibili non firmati; verificare l’integrità dei Domain Controller come primo indicatore di compromissione avanzata; e applicare il principio del minimo privilegio per limitare il blast radius nel caso di compromise di un affiliato o fornitore.

Check Point ha rilasciato regole YARA per il rilevamento basato su firma del ransomware di The Gentlemen. Per i team SOC, l’integrazione di questi indicatori nelle piattaforme SIEM/SOAR è raccomandata con priorità alta, data la velocità con cui il gruppo ha dimostrato di scalare le operazioni.

Indicatori di Compromissione (IoC)

# The Gentlemen Ransomware - IoC e TTPs
# Fonte: Check Point Research (maggio 2026)
## Tecniche MITRE ATT&CK
T1078 - Valid Accounts (credenziali rubate per lateral movement)
T1021.002 - Remote Services: SMB/Windows Admin Shares
T1484.001 - Group Policy Modification (GPO-based ransomware deployment)
T1090.001 - Proxy: Internal Proxy (SystemBC SOCKS5 tunneling)
T1486 - Data Encrypted for Impact
T1005 - Data from Local System
T1059 - Command and Scripting Interpreter
## SystemBC C2 Communication
Protocollo C2: custom RC4-encrypted SOCKS5
Botnet noto: 1.570+ vittime identificate da singolo C2 server
Caratteristica: payload iniettati in-memory per evasione AV
## Indicatori comportamentali
- Presenza di gogo scanner eseguito da account privilegiati
- Modifiche a GPO esistenti o creazione di nuovi GPO con executables
- Connessioni SOCKS5 in uscita da workstation non-server
- Autenticazioni a cascata originate da Domain Controller
  (pattern: failed auth → successful auth su multipli host)
## Operatore
Alias noti: zeta88, hastalamuerte
Background: ex affiliato Qilin ransomware
Infrastruttura: 4VPS hosting provider (compromesso maggio 2026)
## Nota
# YARA rules disponibili presso Check Point Research:
# https://research.checkpoint.com/2026/thus-spoke-the-gentlemen/

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Ghostwriter colpisce il governo ucraino con PDF georeferenziati, PicassoLoader e Cobalt Strike


@Informatica (Italy e non Italy)
Il gruppo bielorusso Ghostwriter (FrostyNeighbor) ha lanciato una nuova campagna di spear-phishing contro enti governativi e militari ucraini, utilizzando PDF-esca che impersonano Ukrtelecom con geofencing per eludere il


Ghostwriter colpisce il governo ucraino con PDF georeferenziati, PicassoLoader e Cobalt Strike


A meno di ventiquattr’ore dalla pubblicazione del report ESET, emerge l’ennesima prova che il conflitto russo-ucraino si combatte su due fronti: quello fisico e quello cibernetico. Il gruppo Ghostwriter — noto anche come FrostyNeighbor, UNC1151, Storm-0257 e White Lynx — ha intensificato le proprie operazioni contro le istituzioni di Kiev, adottando una catena d’attacco sempre più sofisticata che combina phishing mirato, geofencing intelligente e payload a più stadi. La notizia, pubblicata il 14 maggio 2026 da The Hacker News sulla base della ricerca ESET, arriva mentre le operazioni cinetiche nel conflitto rimangono attive.

Chi è Ghostwriter / FrostyNeighbor


Ghostwriter è un APT attivo almeno dal 2016, ritenuto allineato con i servizi d’intelligence bielorussi. Nel corso degli anni ha condotto sia operazioni di cyberspionaggio che campagne di influenza — disinformazione, hack-and-leak, manipolazione di contenuti — contro Ucraina, Polonia, Lituania ed Estonia. ESET lo traccia con il moniker FrostyNeighbor; altri vendor lo conoscono come PUSHCHA, TA445, UAC-0057 o Umbral Bison. Il gruppo ha dimostrato una notevole capacità di adattamento: ogni campagna aggiorna strumenti e metodi di consegna per sfuggire ai sistemi di detection.

La nuova catena d’attacco: geofencing e PDF-esca


Le attività osservate da marzo 2026 evidenziano un salto qualitativo rispetto alle campagne precedenti. Il vettore iniziale è uno spear-phishing con allegato PDF che impersona la società di telecomunicazioni ucraina Ukrtelecom — un mittente di apparente legittimità per qualsiasi funzionario governativo di Kiev.

La caratteristica tecnica più rilevante è il geofencing lato server: quando il destinatario apre il PDF e clicca sul link incorporato, il server degli attaccanti verifica l’indirizzo IP del richiedente. Se l’IP non corrisponde a una geolocalizzazione ucraina, il server restituisce un documento PDF benigno e inoffensivo. Questa tecnica rende l’analisi in sandbox — tipicamente eseguita da infrastrutture cloud non ucraine — completamente inefficace, poiché l’analista riceverà sempre il file pulito.

Catena d’infezione a tre stadi


Per le vittime che superano il controllo geografico, il link nel PDF scarica un archivio RAR contenente un payload JavaScript. L’esecuzione di questo script avviene in parallelo su due binari:

  • Visualizzazione del documento-esca: viene aperto un file lure convincente per mantenere la credibilità dell’allegato originale.
  • Lancio di PicassoLoader: il downloader JavaScript viene eseguito in background, avviando il secondo stadio dell’attacco.

PicassoLoader, già noto dall’arsenale di Ghostwriter, svolge una funzione cruciale di fingerprinting e profilazione dell’host: raccoglie informazioni sul sistema (hostname, utente, sistema operativo, processi attivi, configurazione di rete) e le trasmette all’infrastruttura C2 degli attaccanti ogni 10 minuti. Questa telemetria consente agli operatori di valutare manualmente se la vittima è di interesse strategico.

Solo in caso di risposta affermativa da parte degli operatori, viene inviato un terzo stadio: un dropper JavaScript che installa il Cobalt Strike Beacon — il framework di post-exploitation preferito dagli APT di ogni nazionalità, qui usato per stabilire accesso persistente, esfiltrare dati e muoversi lateralmente nella rete della vittima.

Targeting selettivo: militare, difesa, governo


Secondo ESET, il targeting principale si concentra su organizzazioni militari, del settore difesa e governative in Ucraina. In Polonia e Lituania la campagna mostra un profilo vittimologico più ampio, includendo anche manifatturiero, healthcare, logistica e governo. Questa distinzione suggerisce che in Ucraina le operazioni abbiano un obiettivo di intelligence preciso — raccolta di informazioni militari e governative strategiche — mentre altrove Ghostwriter opera con una rete più larga, probabilmente per mantenere accesso a lungo termine in ottica NATO.

Il contesto più ampio: Gamaredon e BO Team


Le rivelazioni su FrostyNeighbor si inseriscono in un panorama di operazioni cyber parallele nel teatro ucraino. Contestualmente, il gruppo russo Gamaredon — attivo con campagne di spear-phishing contro istituzioni statali ucraine dal settembre 2025 — sta distribuendo GammaDrop e GammaLoad tramite archivi RAR che sfruttano la vulnerabilità CVE-2025-8088. HarfangLab descrive Gamaredon come un attore non sofisticato ma straordinariamente persistente, con un tempo operativo e una scala d’attacco difficilmente eguagliabili.

Sul fronte opposto, il gruppo filoukraino BO Team (alias Black Owl) starebbe collaborando con Head Mare (PhantomCore) in attacchi contro organizzazioni russe, impiegando backdoor come BrockenDoor, ZeronetKit e il nuovo ZeroSSH — un backdoor Go-based capace di stabilire canali SSH inversi e di compromettere anche sistemi Linux.

Indicatori di Compromissione

# Tattiche, Tecniche e Procedure (TTPs) - Ghostwriter / FrostyNeighbor (Marzo 2026)
## Vettore iniziale
- Spear-phishing con allegato PDF
- Lure document: impersonificazione Ukrtelecom
## Tecniche di evasione
- Geofencing IP lato server (solo IP ucraini ricevono payload malevolo)
- Anti-sandbox tramite user-agent check lato server
## Payload chain
1. PDF → link → server geofenzato
2. Archivio RAR → payload JavaScript
3. JavaScript → PicassoLoader (JavaScript variant)
4. PicassoLoader → fingerprint host (ogni 10 min → C2)
5. [Operatore approva] → JavaScript dropper → Cobalt Strike Beacon
## Malware families
- PicassoLoader (JavaScript variant, nuova versione 2026)
- Cobalt Strike Beacon
## Targeting primario
- Organizzazioni militari ucraine
- Settore difesa ucraino  
- Enti governativi ucraini
- Target secondari: Polonia, Lituania (industria, healthcare, logistica)
## Riferimenti
- ESET Research: FrostyNeighbor report, maggio 2026
- Tracking alias: UNC1151, Storm-0257, TA445, UAC-0057, PUSHCHA, White Lynx, Umbral Bison

Due righe per i difensori


La sofisticazione del geofencing rende inutili molte tecniche di sandboxing tradizionale. I team di difesa ucraini e dei paesi NATO nel mirino dovrebbero adottare le seguenti contromisure. Innanzitutto, simulare il download dei link presenti in PDF sospetti utilizzando proxy IP con geolocalizzazione ucraina, in modo da bypassare il filtro geografico e ottenere il payload reale. In secondo luogo, monitorare le connessioni HTTP/HTTPS in uscita ogni 10 minuti verso IP non noti, potenziale segnale di PicassoLoader in fase di beaconing. In terzo luogo, applicare una politica zero-trust sull’esecuzione di JavaScript tramite applicazioni utente: la catena d’infezione si basa interamente su JS. Infine, formare il personale governativo e militare a riconoscere le impersonificazioni di fornitori di servizi (come Ukrtelecom) come vettore di phishing ad alta credibilità.

Il report ESET sintetizza efficacemente la sfida: “FrostyNeighbor rimane un threat actor persistente e adattivo, con un elevato livello di maturità operativa. Il payload viene consegnato solo dopo una validazione lato server che combina controlli automatizzati con la validazione manuale degli operatori”. Una minaccia ibrida — tecnologica e umana — che richiede una risposta altrettanto ibrida.


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Ora che c'è l'intelligenza artificiale, Mythos, AI superdotate che rilevano bug mai visti prima, nel reparto IT succede più o meno questo quando arrivano le comunicazioni di Security 🚨💀☕🔥☕ 🚬

Le avete mai viste queste comunicazioni che iniziano con: “Patch critica da installare IMMEDIATAMENTE.”

E all’improvviso i sistemisti iniziano a fissare il vuoto come veterani di guerra che hanno già visto troppi venerdì sera andare male. 😶‍🌫️

E poi dicono: Security vive troppo nel futuro, dicono, tipo : “Hanno scoperto una vulnerabilità gravissima! Gli hacker potrebbero colpirci da un momento all’altro!” 🧠💻🕵️‍♂️

#redhotcyber #meme4cyber #meme #comico #cyber #hacking #hacker #infosec

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Un dipendente di Meta racconta senza filtri l'orrore di lavorare lì in questo momento (sia chiaro: non provo alcuna empatia verso questi privilegiatissimi schiavi volontari, nda).

Piangere sotto la doccia. Prendere un congedo per problemi di salute mentale. Ecco com'è lavorare per il colosso tecnologico durante l'apocalisse del lavoro nell'ambito dell'intelligenza artificiale.

sfstandard.com/pacific-standar…

@eticadigitale

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Sorveglianza marina: Arriva Greyshark. Il drone NATO che può monitorare i cavi sottomarini

📌 Link all'articolo : redhotcyber.com/post/sorveglia…

A cura di Carolina Vivianti

#redhotcyber #news #euroatlas #greyshark #sottomarini #autonomi #celleacombustibile

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Exclusive: Fast16 malware has raised questions about what it was designed to do. Researchers at Symantec finally confirm it was subverting software used to simulate nuclear weapons explosions. Nuclear experts also tell me Iran was the likely target and explain how it impacted nuclear weapons tests. Fast16 wasn't aimed at sabotaging nuclear weapons themselves, but was only designed to alter data being fed to engineers from software used to simulate nuclear explosions tests. The goal was to trick engineers into believing their tests were failing to create confusion and slow down weapons program. Fast16 and Stuxnet were similar in that they both fed false data to engineers. But Stuxnet also physically altered centrifuges while tricking engineers into believing the devices were fine. New analysis from me also shows the two codes were contemporaneous, not separated by years.

Here's my story, which contains a link to a timeline showing how they were being developed around the same time, likely as part of a multi-pronged operation to slow down Iran's nuclear program.

zetter-zeroday.com/experts-con…

Fixing a Cotton Candy Vending Machine


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Cotton candy is probably the best way to eat pure sugar, which makes having your very own cotton candy vending machine to automate making it a bit of a dream. The machine that [Block’s Retro Repairs] got should therefore make him very happy, but unfortunately it was bought as defective. After digging into the machine in an earlier video, this time around there’s some actual success and proper cotton candy to enjoy.
The PCB with the rather frayed temperature sensor. (Credit: Block's Retro Repairs, YouTube)The PCB with the rather frayed temperature sensor. (Credit: Block’s Retro Repairs, YouTube)
The way that cotton candy is made involves spinning thin threads of sugar, which are created by the heating and rapid crystallization of the sweet stuff. Unfortunately this machine wasn’t even really extruding sugar any more, so it had to get a deep clean to remove probably years of crusty buildup. After this things still weren’t working right, although cranking up the temperature on the induction heated head improved the results somewhat.

To really fix the machine, this head with its clearly dodgy thermocouple had to be disassembled. This revealed that said sensor was looking rather frayed, potentially shorting out against the aluminium head and likely not in the entirely right position any more. After adding some insulation back and making sure that the thermocouple was located closer to the top of the head, it was time for more testing.

Repairing the thermocouple seems to have fixed most ills, with still some calibration of the temperature required, but finally resulting in fancy shaped cotton candy in its myriad of colors. Along with the looming hazard of potentially acquiring Type II diabetes from all the testing, there was still a problem involving the remote management feature of this Red Rabbit machine.

These $6,000 vending machines do feature an Android 7-based software with a Rockchip SoC and access to a lot of settings via its large touch screen, but features such as setting prices for the products are locked away via a remote account. The machine was sadly still linked to someone else’s account, and so far Red Rabbit support had not responded to any documentation, repair help or account unlinking requests. This has left the machine in somewhat of a pickle.

It was possible to dump the software of the machine, which can be fetched from Archive.org, so if anyone would like to pitch in and break this remote lock, that would be very welcome. It’s also considered to replace the cash reader with a simple button or so, but where’s the fun in that?

youtube.com/embed/BKz9N55B1fc?…


hackaday.com/2026/05/16/fixing…

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The management at my org is thankfully very good and gets it, but if you are struggling to explain to your management as to why they should stop sucking the GenAI marketing juice and chasing the AI laser pointer like a cat and instead do foundational security, explain it a way they'll understand: AI.
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🔥 STANNO PER CHIUDERE LE ISCRIZIONI ALLA QUARTA CTF DI RHC!
Lunedì e Martedì prossimo al via "𝟮𝟭𝟰𝟵 𝗕𝗥𝗘𝗔𝗞 𝗧𝗛𝗘 𝗦𝗣𝗛𝗘𝗥𝗘!"

📍𝗥𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼: redhotcyber.com/documents/rhc-…

#redhotcyber #capturetheflag #ctf #ethicalhacking #rhcconference #conferenza

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TeamPCP Supply Chain Campaign Poisons Checkmarx KICS, Bitwarden CLI, and PyPI Packages to Steal Cloud Credentials at Scale
#CyberSecurity
securebulletin.com/teampcp-sup…
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“Ohi ‘ndemo veder i Pin Floi” diventa un videogame: 'Sir Oliver Skardy Pin Floi' rivive il concerto dei Pink Floyd a Venezia.

"Sir Oliver Skardy, il Bideo del Guggenheim, noto per il suo legame con Venezia e per la canzone “Pin Floi”, ha lanciato un videogioco online che ripercorre le avventure di quella storica e indimenticabile serata del 1989.

lavocedivenezia.it/ohi-ndemo-v…

@videogiochi

Grazie a @recarlo2 per la segnalazione

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CVE-2026-8178: Critical Amazon Redshift JDBC Driver Flaw Enables RCE via Malicious Connection URLs — Patch Now
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securebulletin.com/cve-2026-81…
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Inside The Gentlemen: The Fastest-Growing Ransomware-as-a-Service Operation of 2026 — 332 Victims, Leaked Playbook Exposed
#CyberSecurity
securebulletin.com/inside-the-…
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CVE-2026-44338: PraisonAI Framework Actively Exploited Within Hours of Disclosure — No Auth Required
#CyberSecurity
securebulletin.com/cve-2026-44…

Mixapps: The Mixtape of The Internet Age


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Mixtapes used to be a way that we cultivated a personal selection of music for our own enjoyment, or to give as gifts to those we wanted to impress with a personal touch. These days, we’d typically try that with a playlist, but it’s less romantic despite also being more ephemeral. Songs fall off streaming services all the time, and few of us have the exact same subscriptions as those we’re trying to flirt with. Thus, [Hunter Irving] whipped up a more lasting solution for this modern age.

The concept is simple—it’s a collection of songs that are packaged together in a easily portable format that won’t disappear because of corporate bureaucratic nonsense. [Hunter] has termed their project Mixapps—because it’s a method of sharing music based around Progressive Web Apps (PWA). To create a custom mix, you start by running a Python script, which will then let you add tracks and reorder them as you desire. From there, you run a second script that builds the web app for you.

You can then upload the prepared app directory to a web host to share it with anyone you like. They can then save the PWA to the home screen of their mobile device, where it will live happily ever after. There’s no need to keep hosting the app online or for the user to remain connected to the Internet; everything is self contained on their device. If you’re curious, there’s a demo you can check out online.

It’s worth noting that there are intellectual property concerns to be had as with any form of music sharing, but what else is new? We’ve explored the magic of mixtapes in the past, anyway, to be sure. If you’re finding new ways to trade music and playlists, romantically or platonically, don’t hesitate to let us know.


hackaday.com/2026/05/16/mixapp…

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Il suicidio si Rossella a 12 anni: i genitori fanno causa a TikTok e Meta: “Algoritmi complici, hanno assecondato le ricerche ossessive”

I genitori, supportati dal Moige, hanno depositato al Tribunale di Milano la prima causa civile di inibitoria in Italia contro Meta e TikTok.
La famiglia accusa le piattaforme di aver assecondato il malessere della ragazzina e richiede la sospensione degli account social privi di una rigorosa verifica dell’età.

orizzontescuola.it/suicidio-a-…

@eticadigitale

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Il momento dell'interruzione è arrivato: ora armiàmoci di pazienza... 😅

#citiverse #dns #cambiodidominio #NodeBB


ATTENZIONE - Durante la giornata di oggi e di domani potrebbe verificarsi una temporanea interruzione di servizio del forum federato citiverse.it


Informiamo tutti gli utenti iscritti a Citiverse.it e a tutti gli altri utenti che utilizzano le categorie di Citiverse.it come "gruppi federati" dalle loro istanze Mastodon, Friendica, Pixelfed o Lemmy, che

durante la giornata di oggi e di domani potrebbe verificarsi una temporanea interruzione di servizio sul dominio citiverse.it


a causa del cambio di gestore del dominio.

Ci scusiamo per il disguido e ricordiamo che il problema non riguarderà le altre nostre tre istanze:

  • poliverso.org: la nostra istanza Friendica
  • feddit.it: la nostra istanza Lemmy, che con le sue comunità è da anni un punto di riferimento anche per gli utenti Mastodon
  • poliversity.it: la nostra istanza Mastodon potenziata che consente di scrivere anche con testo formattato e senza lmitazione di caratteri

Quando il problema si sarà risolto, provvederemo a comunicarlo tempestivamente

@fediverso


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RISOLTO: il server citiverse.it è tornato completamente online solo domenica mattina...

@fediverso

poliversity.it/@macfranc/11657…


ATTENZIONE - Durante la giornata di oggi e di domani potrebbe verificarsi una temporanea interruzione di servizio del forum federato citiverse.it


Informiamo tutti gli utenti iscritti a Citiverse.it e a tutti gli altri utenti che utilizzano le categorie di Citiverse.it come "gruppi federati" dalle loro istanze Mastodon, Friendica, Pixelfed o Lemmy, che

durante la giornata di oggi e di domani potrebbe verificarsi una temporanea interruzione di servizio sul dominio citiverse.it


a causa del cambio di gestore del dominio.

Ci scusiamo per il disguido e ricordiamo che il problema non riguarderà le altre nostre tre istanze:

  • poliverso.org: la nostra istanza Friendica
  • feddit.it: la nostra istanza Lemmy, che con le sue comunità è da anni un punto di riferimento anche per gli utenti Mastodon
  • poliversity.it: la nostra istanza Mastodon potenziata che consente di scrivere anche con testo formattato e senza lmitazione di caratteri

Quando il problema si sarà risolto, provvederemo a comunicarlo tempestivamente

@fediverso


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🚀 1500 le persone registrate alla due giorni della RHC Conference 2026! Perchè non è una conferenza, è un’esperienza!

👉 Iscriviti ai workshop: redhotcyber.com/red-hot-cyber-…

#redhotcyber #rhcconference #conferenza #informationsecurity #ethicalhacking

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#OpenAI hit by supply chain attack linked to malicious #TanStack packages
securityaffairs.com/192222/hac…
#securityaffairs #hacking
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Il 28 aprile scorso, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha adottato le proprie osservazioni conclusive sull'Italia.

Il rapporto si è occupato non solo del reato di tortura, ma anche di carceri, CPR, accordi con la Libia, centri in Albania, caso Almasri e altro.

In sintesi, emerge che in Italia lo Stato di diritto mostra segnali di fragilità là dove il potere pubblico interviene più direttamente sulla libertà e sull’integrità delle persone.

@valigiablu

valigiablu.it/onu-italia-rappo…

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Come si diventa complottisti delle missioni spaziali?

Non rispondetemi solo “per ignoranza”, perché succede anche a persone istruite. Quali altri ingredienti servono, secondo voi?

A Precision Drill Press for Tiny Bits


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A mechanism made of brass and steel is attached to a milling machine. It has a long lever extending from the right side, a counterweight attached to the left side, and an indicator gauge in the middle.

Anyone who’s worked with even a 1 mm bit knows that while a drill press is all but essential, it isn’t proof against broken bits. Working with a 0.1 mm drill bit seems, therefore, all but impossible, which is why [Mike] of Chronova Engineering built this mechanism to simplify such drilling.

The mechanism is an attachment for a milling machine, and in principle it just needs to move the rotating drill bit up and down. It needs to be extremely precise, though. For context, a good-quality chuck normally has a runout of 30 to 50 microns, which is approaching half the diameter of the drill bit. The mechanism has a collet mounted in the milling machine’s spindle, which transfers rotation to a second spindle. The second spindle is mounted to a runout-compensating drill chuck, and is connected to a lever and counterweight which allow the user to make small, low-force movements. A dial indicator lets the user see how far the bit’s descended.

Most of the parts were machined out of steel or brass, with the handle being made of titanium for lower weight. When the finished device was mounted to the milling machine, the measured runout was severe. After much investigation and reworking, however, the problem turned out to be a damaged collet locating pin, not an issue with the drilling mechanism. As a first test, [Mike] drilled a 0.1 mm hole 1.8 mm deep, then as a challenge drilled six 0.1 mm holes in the end of a thin steel wire. The results weren’t quite as uniform as he wanted, but it took a scanning electron microscope to even see the imperfection.

It won’t help much with very fine drill bits, but if you need a very precisely-placed hole, check out this periscopic drilling camera. If you do break a drill bit in the workpiece, you might be able to dissolve it with alum.

youtube.com/embed/KrStsdNG5go?…


hackaday.com/2026/05/16/a-prec…

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Broadcom lancia l’allarme: falla grave in VMware Fusion mette a rischio le aziende

📌 Link all'articolo : redhotcyber.com/post/broadcom-…

A cura di Bajram Zeqiri

#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #malware #vulnerabilita #broadcom #vmware

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311 – Presentazione Decisioni Artificiali al Salone del Libro – Puntata speciale camisanicalzolari.it/311-prese…
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🚀 Gli speaker della RHC Conference 2026

📍𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼: Martedì 19 Maggio con ingresso dalle ore 8:45
📍𝗗𝗼𝘃𝗲: Teatro Italia, Via Bari 18, Roma (Metro Piazza Bologna)
📍𝗣𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮: redhotcyber.com/linksSk2L/prog…
📍𝗜𝘀𝗰𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 conferenza di Martedì 19 Maggio: rhc-conference-2026.eventbrite…

#redhotcyber #rhcconference #conferenza #informationsecurity #ethicalhacking

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Zero-day e oltre! Al Pwn2Own di TrendAI, 523.000$ assegnati: violati Windows ed Edge

📌 Link all'articolo : redhotcyber.com/post/zero-day-…

A cura di Massimiliano Brolli

#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #zeroday #pwn2own #vulnerabilita #windows

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Microsoft DSC v3.2.0: nuove risorse Windows, version pinning e integrazione Bicep
#tech
spcnet.it/microsoft-dsc-v3-2-0…
@informatica


Microsoft DSC v3.2.0: nuove risorse Windows, version pinning e integrazione Bicep


Cos’è Microsoft DSC v3 e perché è importante


Microsoft Desired State Configuration (DSC) è uno strumento di gestione della configurazione che permette di descrivere come deve essere configurato un sistema Windows o Linux — quali servizi devono essere in esecuzione, quali regole firewall applicare, quali funzionalità installare — e di applicare o verificare automaticamente quella configurazione. Con DSC v3, Microsoft ha riscritto l’engine da zero rispetto alla versione 2.x integrata in PowerShell, separando nettamente il motore DSC dai moduli PowerShell e aprendo la strada al supporto multi-piattaforma e multi-linguaggio.

Il 29 aprile 2026, il team PowerShell ha annunciato la General Availability di DSC v3.2.0. Questa release porta con sé risorse Windows native, l’integrazione sperimentale con Bicep via gRPC, il version pinning, un linguaggio di espressioni più ricco e miglioramenti agli adapter PowerShell. Vediamo in dettaglio cosa cambia per i sistemisti e gli amministratori di sistema che adottano DSC nei loro ambienti.

Come installare DSC v3.2.0


La modalità di installazione più semplice è tramite WinGet:

winget install --id Microsoft.DSC --version 3.2.0

In alternativa è disponibile un pacchetto MSIX e un archivio ZIP per ambienti disconnessi o air-gapped. Il pacchetto ZIP è necessario per le risorse OptionalFeatureList e FeatureOnDemandList che, per il momento, non sono incluse nel pacchetto MSIX.

Nuove risorse Windows built-in


Una delle novità più attese di DSC v3.2.0 è l’espansione significativa delle risorse Windows native, ovvero risorse incluse direttamente nel pacchetto DSC e utilizzabili senza installazioni aggiuntive.

Le nuove risorse disponibili sono le seguenti:

  • Microsoft.Windows/Service — gestione dei servizi Windows (stato, tipo di avvio, account di esecuzione)
  • Microsoft.Windows/OptionalFeatureList — gestione delle funzionalità opzionali di Windows
  • Microsoft.Windows/FeatureOnDemandList — gestione delle Features on Demand (FoD)
  • Microsoft.Windows/FirewallRuleList — gestione delle regole del Windows Firewall
  • Microsoft.OpenSSH.SSHD/sshd_config — gestione dell’intera configurazione del server SSH
  • Microsoft.OpenSSH.SSHD/Subsystem e SubsystemList — gestione dei sottosistemi SSH
  • Microsoft.OpenSSH.SSHD/Windows — configurazione Windows-specifica del server SSH (es. shell predefinita)

Un esempio pratico: per assicurarsi che il servizio Print Spooler sia disabilitato (pratica comune per ridurre la superficie d’attacco), basta ora scrivere:

$schema: https://aka.ms/dsc/schemas/v3/bundled/config/document.json
resources:
  - name: DisabilePrintSpooler
    type: Microsoft.Windows/Service
    properties:
      name: spooler
      startType: disabled
      state: stopped

Version pinning: configurazioni stabili e riproducibili


Una delle criticità di DSC v2 era la mancanza di un meccanismo affidabile per legare una configurazione a una specifica versione delle risorse. In ambienti enterprise con molti server e deployment automatizzati, una risorsa aggiornata poteva cambiare comportamento inaspettatamente.

DSC v3.2 risolve questo problema introducendo il version pinning sia a livello di documento di configurazione che a livello di singola risorsa. È possibile fissare la versione di DSC richiesta con la direttiva version e la versione di ogni risorsa con il campo requireVersion, usando la stessa sintassi semantica di npm/nuget:

$schema: https://aka.ms/dsc/schemas/v3/bundled/config/document.json
directives:
  version: '=3.2.0'          # Questa configurazione richiede esattamente DSC 3.2.0
resources:
  - name: os
    type: Microsoft/OSInfo
    requireVersion: '^1.0'   # Versioni >= 1.0.0 e =1.0.0, 

Se sul sistema non è disponibile una versione compatibile della risorsa, DSC solleva un errore esplicito invece di procedere in silenzio con una versione incompatibile. Questo rende le configurazioni DSC molto più affidabili nei pipeline CI/CD.

Supporto –what-if sulle singole risorse


Il flag --what-if esiste già da versioni precedenti per il comando dsc config set, ma era limitato all’esecuzione dell’intera configurazione. Con DSC v3.2, l’operazione di preview è disponibile anche sul comando dsc resource set, permettendo di testare il comportamento di una singola risorsa prima di applicarla:

dsc resource set --what-if \
  --resource Microsoft.Windows/Service \
  --input '{ "name": "spooler", "startType": "disabled" }'

Questo è particolarmente utile in fase di sviluppo di nuove risorse o durante troubleshooting di configurazioni complesse.

Integrazione sperimentale con Bicep via gRPC


La novità più ambiziosa di questa release è l’introduzione di un server gRPC in DSC, che permette a Bicep di orchestrare direttamente le risorse DSC senza passare per Azure Resource Manager (ARM). L’estensione dsc-bicep-ext è ora inclusa nel pacchetto MSIX e disponibile nel PATH di sistema.

In pratica, questo significa che sarà possibile scrivere configurazioni DSC nella sintassi Bicep, sfruttando il tooling e le funzionalità del linguaggio (modularità, parametri tipizzati, linting) per gestire la configurazione di sistema. L’integrazione è attualmente marcata come sperimentale, ma rappresenta una direzione strategica importante: avvicinare la gestione della configurazione di sistema agli strumenti Infrastructure-as-Code già adottati dagli ambienti Azure.

Miglioramenti al linguaggio di espressione


I documenti di configurazione DSC v3.2 supportano ora un linguaggio di espressione più ricco, che riprende in parte la sintassi ARM/Bicep:

  • Lambda expressions con le funzioni map() e filter()
  • Funzioni dataUri() e dataUriToString() per la gestione di contenuti encodati
  • Utilizzo di reference() all’interno di loop copy
  • secret() per il recupero di segreti a runtime tramite estensioni dedicate

Il campo requireVersion sostituisce il precedente apiVersion per specificare i requisiti di versione, uniformando la sintassi con i nuovi meccanismi di pinning.

Adapter PowerShell: trace automatica e manifest adattati


Per chi utilizza risorse PowerShell esistenti tramite gli adapter PSDSC, DSC v3.2 porta alcune novità significative. È stata aggiunta la conversione automatica degli stream PowerShell (Write-Verbose, Write-Warning, ecc.) in trace DSC, il che significa che le risorse esistenti partecipano automaticamente al modello di tracing senza modifiche al codice.

È stato inoltre corretto il passaggio di credenziali alle istanze di risorse PSDSC adattate, un bug che causava problemi in ambienti con configurazioni di sicurezza elevate.

Conclusione


DSC v3.2.0 consolida la piattaforma DSC v3 con funzionalità concrete e richieste dalla community: risorse Windows native, version pinning per deployment riproducibili, preview granulare con --what-if e l’avvio di un’integrazione Bicep che promette di semplificare notevolmente la gestione IaC negli ambienti Microsoft.

Per chi gestisce ambienti Windows Server, Intune o pipeline DevOps su infrastruttura Microsoft, vale la pena iniziare a esplorare DSC v3.2 e valutare la migrazione dalle configurazioni DSC v2, la cui architettura è ormai considerata legacy.

Fonte: Announcing Microsoft Desired State Configuration v3.2.0 – PowerShell Team Blog


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BitLocker nel mirino: pubblicati due nuovi exploit zero-day per Windows senza patch

📌 Link all'articolo : redhotcyber.com/post/bitlocker…

A cura di Carolina Vivianti

#redhotcyber #news #cybersecurity #hacking #microsoft #vulnerabilita #bitlocker

Restoring a 3DO Blaster Card from the Early 90s


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Before the modern trifecta of video game giants came to dominate the market around two decades ago, the world was awash in video game consoles. Many of these retro platforms have largely been forgotten outside of the enthusiast communities, and an average gamer today might not have ever heard of brands like ColecoVision or TurboGrafx. Among these unusual, rare, or forgotten systems was the 3DO which wasn’t strictly a console but rather a specification that manufacturers could use to make consoles on their own. But even more unusual was that this standard could be used to build 3DO-compatible expansion cards for PCs as well.

In this video, [The Retro Collective] received one of these boards to add to their museum, but like much retro hardware of this era it wasn’t working exactly like it would have out-of-the-box. After adding it to one of their period-correct 386 machines of the time, they found that it would only work properly with weight applied at one of the corners. This led to the discovery of some disconnected pins on the PCB, and a repair of that and some other issues brought the card back to life again.

The video also discusses the platform itself and shows how it would connect to a PC from that time. The PC would have needed a Sound Blaster card, a CD ROM drive with a particular proprietary interface, and a few other hardware requirements, but with everything up and working the player would have a console that theoretically competed with the original Playstation or Nintendo 64. It also illustrates an alternative path video games might have taken where expansion cards added console compatibility to any modern PC, but unfortunately the 3DO never really caught on.

youtube.com/embed/qaHAuGmN3Tk?…


hackaday.com/2026/05/15/restor…

Inside the Heathkit Factory


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If you are a certain age, you doubtlessly remember Heathkit. They produced a wide array of electronic kits that were models of completeness and clear instructions. They started with surplus war parts in 1947 and wound up a major player in ham radio and early personal computers. But they made so many other things like TVs, radio control planes, and test equipment. All of it was made for you to build yourself. [Unseen History] released a video with the story of Heathkit from the start to the finish.

The company started out building kit airplanes, but after the war, they built a kit for an oscilloscope using military surplus. The less than $40 scope was still pricey in 1947 when a pound of bacon sold for 64 cents. But a “real” oscilloscope at the time would cost at least $400. The rest is history.

The Heathkit manuals were made simple enough that anyone could build a kit. But they also contained enough detail that you could truly understand what you built. Heathkit gear is still prized today.

Heathkit lost the kit business when Zenith bought the company, partly due to inattention and partly because fewer people cared about electronic kits. This was hastened by a drop in interest and to the availability of inexpensive electronics that you didn’t have to build. The company limped along with educational materials and home automation. By 2012, it was done. At its peak, the company employed over 1,800 people, and by the end, there were six people who lost their jobs.

We’ve covered Heathkit’s history before. Heathkit appears to have rebooted in some form, but we don’t know much about it.


hackaday.com/2026/05/15/inside…

Adding Capabilities to Inexpensive Solar Modules


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Solar power has gotten cheap enough that putting up panels is among the cheapest ways of providing energy. This isn’t just the case for bulk electricity on a power grid, either; even small devices are easier and cheaper to power with solar than ever before. For example, landscape lighting which once relied on 12V or 24V DC wires all over one’s yard with a transformer and power supply hidden somewhere have partially been converted to simpler individual solar-powered lights now. These small devices can also be given additional capabilities as [Mauro] demonstrates.

In this case, [Mauro]’s goal was to add on-demand lighting to a solar-powered light which was otherwise motion-activated only. To do this, they added a NRF24L01+ radio inside the light’s housing paired with an STM32 microcontroller. This secondary system is largely separated from the existing control circuitry with the exception of being able to switch the lights and receiving its power from the same solar panel. [Mauro] also created a small library to help with communicating with these new modules, whether that’s using a home automation system like Home Assistant or some other method.

Although adding in a few capabilities to inexpensive solar lighting might seem simple on the surface, a project like this is a gateway to adding in all kinds of interesting features to things with built-in solar panels and lots of free space in their cases. The best example here is the addition of a Meshtastic node to one of these lights, making it convenient and stealthy, but we could also see adding in other remote hardware to a landscape lighting module like a gate sensor or a plant health monitoring system.


hackaday.com/2026/05/15/adding…

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#Pwn2Own #Berlin 2026, Day Two: $385,750 more, Microsoft Exchange falls, and the running total crosses $900K
securityaffairs.com/192209/sec…
#securityaffairs #hacking

Building A Die Filer From Scratch


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A die filer is a useful tool to have if you find yourself filing parts on the regular. It’s basically a machine that reciprocates a file up and down for you so you can focus on filing the part to your desired dimensions. They’re not commonly manufactured these days, so [Richard Huberjohn] set about building his own.

This die filer relies on a simple mechanism to turn rotational motion from a motor into reciprocating linear motion in the vertical plane. A rotating shaft is connected to a crank, which turns a pin in a slotted carrier attached to a linear bearing. As the wheel turns, the pin slides in the carrier, driving it and the linear rod up and down in turn. Attach a file to this, and you have a working die filer. In this case, the rotating shaft is driven by a pair of DC brushed motors, with output stepped down via a gearbox and then a short belt drive. Speed is varied with the aid of an off-the-shelf controller.

If you’re regularly filing small parts, a build like this could speed your work to a great degree. We’ve featured other DIY machine tool builds before, too. If you’re cooking up your own gear for the home workshop, don’t hesitate to let us know on the tipsline!


hackaday.com/2026/05/15/buildi…

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Meta include le multe nei costi operativi. Oltre due miliardi di euro di multe per violazione del GDPR non hanno fermato Meta, Google e TikTok.

Un'analisi mostra perché le multe sono lo strumento sbagliato, come la macchina delle lobby delle multinazionali digitali mina sistematicamente la regolamentazione e cosa significano le dimissioni del Commissario federale per la protezione dei dati.

L'articolo di @denkstrom

denkstrom.org/artikel/datenmon…

@informatica

in reply to Francesco Costa

@costafrancesco94 lo sostengo da sempre. Solo una sospensione può cambiare le cose.

Se lasci giocare a calcio undici rugbisti e lasci che placchino gli avversari e prendano la palla con le mani, non puoi limitarti a fischiare ogni volta che fanno fallo, ma devi iniziare a espellerli uno dopo l'altro. Altrimenti vinceranno sempre loro!

@denkstrom @informatica

Mod this IKEA Lamp into Smart Lighting For Not A Lot


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The IKEA SKAFTSÄRV is an economical LED accent lamp, but while highly affordable it has only fixed lighting options. [simoneluconi] shows how it can easily be turned into a fully-configurable, WLED-connected, WiFi-enabled RGB lamp with little more than an ESP32-based board.
A thirty-LED lamp with integrated diffusor and stand can be had for surprisingly cheap. Add an equally-economical ESP32 board and it becomes a whole lot more.
To do this, the control board of the lamp gets replaced with an ESP32-C3 Super Mini board. Control and automation comes from WLED, open-source software that offers flexible automation and control for LED lights with a wide range of features, including native Android and iOS apps.

Modifying the SKAFTSÄRV lamp is fairly straightforward, but opening the unit does require breaking some glued seams to get inside. Once that’s done, the replacement board fits nicely into the housing and the unit can be closed back up. As far as WLED is concerned, the new lamp has 30 LEDs, WS281x type, GRB color order.

The end result is a stylish accent lamp with built-in diffusor and mount that can be controlled over WiFi with all the features WLED brings, such as easy integration with Home Assistant.

This isn’t the first time IKEA’s LED lighting has been given a powerup. Their pixel-style LED wall-mounted OBEGRÄNSAD, which displays a few canned animations out of the box, got considerably enhanced with a new controller.

Thanks [Crash] for the tip!


hackaday.com/2026/05/15/mod-th…

Gli Stati Uniti ordinano ai passeggeri dell'Air Force One di buttare via regali, spille e telefoni usa e getta dopo un viaggio in Cina.

Prima di salire a bordo dell'Air Force One, i membri dello staff della Casa Bianca e i giornalisti hanno dovuto consegnare diversi oggetti raccolti durante il viaggio, tra cui telefoni usa e getta, tesserini di accreditamento e spille da bavero rilasciate dalla Cina. Secondo un giornalista del pool stampa della Casa Bianca, coloro che viaggiavano sull'Air Force One hanno gettato questi oggetti in un cestino in fondo alla scaletta dell'aereo.

L'articolo di @Lorenzo Franceschi-Bicchierai su #techcrunch

techcrunch.com/2026/05/15/us-o…

@Informatica (Italy e non Italy)


NEW: The U.S. government ordered people who traveled to the China summit to throw all objects from the trip into a bin before boarding Air Force One.

The items thrown away included gifts, pins, and burner phones.

techcrunch.com/2026/05/15/us-o…