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ProtectEU: le misure della Commissione Europea contro terrorismo ed estremismo violento


"L'Unione europea è uno dei luoghi più sicuri al mondo", dichiara Magnus Brunner, Commissario per gli Affari interni e la migrazione. Per mantenere questa posizione, la Commissione europea ha adottato una serie di iniziative contro il terrorismo e l'estremismo violento, che fanno parte della più ampia strategia "ProtectEU".


Magnus Brunner

Sebbene il pericolo rimanga significativo, "la natura delle minacce si è evoluta", spiega Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, a seguito di una riunione della Commissione europea. "Dieci anni fa, abbiamo assistito a devastanti attacchi terroristici a Bruxelles e Parigi. La minaccia del terrorismo non è sconosciuta nemmeno al resto d'Europa", ricorda Virkkunen. Oggi, tuttavia, il mondo digitale, in particolare "l'uso improprio delle tecnologie digitali", sta rimodellando l'attività terroristica. Minacce che vanno dai "social media e dall'intelligenza artificiale alle armi e ai droni stampati in 3D" prendono di mira in modo sproporzionato i minori: "La radicalizzazione dei giovani è in aumento e i giovani sono sempre più soggetti ad attacchi online".


Henna Virkkunen

Brunner avverte: "I terroristi non combattono lealmente; sfruttano ogni debolezza che trovano. La cosa più preoccupante è che prendono di mira i nostri figli". Utilizzano piattaforme di gioco, messaggistica criptata e social media per il reclutamento, con una statistica allarmante: "quasi un presunto terrorista su tre nell'UE ha meno di 20 anni".

Nel 2026, Bruxelles valuterà le revisioni della normativa sui contenuti terroristici online e si impegna a un'applicazione rigorosa del Digital Services Act. È stata inoltre rafforzata la cooperazione con le piattaforme per "accelerare la rimozione dei contenuti terroristici", trasformando il Protocollo di crisi in un "Quadro europeo per la risposta alle crisi online" per intervenire "prima che una crisi emerga completamente". Ulteriori preoccupazioni includono "nuovi sviluppi geopolitici e il coinvolgimento di attori statali e non statali".

Gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e il conflitto di Gaza hanno alimentato "odio e incitamento alla violenza", sfruttati da jihadisti e da estremisti di estrema destra e di estrema sinistra, aumentando il rischio di "attacchi". Lo Stato Islamico "rimane una delle principali minacce esterne per l'UE", secondo la Commissione Europea, in particolare data l'instabilità siriana e il "futuro incerto dei combattenti terroristi stranieri" detenuti nella Siria nord-orientale.

Il fondamento della strategia è "rafforzare la consapevolezza situazionale e la diagnosi precoce", rafforzando la capacità unica di analisi dell'intelligence e le risorse di intelligence da fonte aperta (OSINT) di Europol.

Sono previsti investimenti in "tecnologie emergenti, tra cui intelligenza artificiale, criptovalute, droni e armi stampate in 3D" e nella prevenzione, identificata come la "strategia a lungo termine più efficace": 5 milioni di euro finanzieranno progetti che promuovono "l'emancipazione dei giovani, la resilienza digitale e la coesione comunitaria".

Dal punto di vista operativo, l'UE mira a istituire una "procedura post-hit" all'interno del Sistema d'Informazione Schengen, valuta l'estensione della raccolta dei dati dei passeggeri a "voli privati, trasporti marittimi e terrestri" e stanzia 30 milioni di euro per proteggere le infrastrutture critiche e gli spazi pubblici.

Infine, controlli finanziari più rigorosi includono un "futuro sistema europeo di recupero dei dati finanziari" e una tabella di marcia per un "accesso legittimo ed efficace ai dati", garantendo "indagini e azioni penali più rapide e coordinate".


Immagine creata con l'intelligenza artificiale di Google Gemini

Anche la cooperazione esterna di Europol ed Eurojust in materia di antiterrorismo con i paesi terzi è stata intensificata, con Europol che rafforza i partenariati con alleati fidati per ottenere dati su individui che rappresentano minacce terroristiche. Bruxelles propone inoltre di approfondire la cooperazione con i paesi dell'allargamento e i partner del Mediterraneo, in parte attraverso l'attuazione del Piano d'azione congiunto per prevenire e contrastare il terrorismo e l'estremismo violento con i Balcani occidentali e l'espansione delle attività del Knowledge Hub in queste regioni. Ciò è in linea con il Consiglio dell'UE, che oggi ha adottato le riforme del regime di sanzioni dell'UE per la lotta al terrorismo (l'"Elenco dei terroristi dell'UE").

#ProtectEU

Per saperne di più: home-affairs.ec.europa.eu/news…

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Spoofing dell’ID chiamante, un reato transnazionale. La posizione di Europol

Europol sostiene con urgenza un approccio europeo unificato per combattere il crescente problema dello spoofing dell’ID chiamante, una tecnica sempre più sfruttata dai criminali informatici per attività fraudolente e truffe di ingegneria sociale.

Questa pratica prevede che i criminali manipolino le informazioni visualizzate sul telefono del destinatario, facendo sembrare che la chiamata provenga da una fonte legittima, come una banca, un ente governativo o persino un membro della famiglia. La natura ingannevole di questi appelli ha portato a notevoli danni finanziari e sociali, con perdite globali stimate in circa 850 milioni di euro all’anno. Telefonate e SMS continuano a essere i principali vettori di queste truffe, rappresentando circa il 64% degli incidenti denunciati. Nascondendo la loro vera identità e posizione, i truffatori sono in grado di manipolare le vittime inducendole a rivelare informazioni personali, trasferire denaro o concedere l'accesso a dispositivi e account, il che rende estremamente difficile per le forze dell'ordine rintracciarli e perseguirli.

La natura senza confini dello spoofing dell’ID chiamante ha consentito alle reti criminali organizzate di operare in più giurisdizioni, complicando ulteriormente gli sforzi per combattere il problema. Queste reti spesso sfruttano le lacune giurisdizionali per evitare il rilevamento e il perseguimento giudiziario, utilizzando lo spoofing come strumento per impersonare entità fidate e ottenere la fiducia delle vittime. In alcuni casi, questa pratica è stata utilizzata nei cosiddetti incidenti di "schiacciamento", in cui vengono effettuate false chiamate di emergenza dall'indirizzo della vittima, portando a risposte di emergenza su larga scala. Le indagini hanno anche rivelato l'emergere di un modello di business "spoofing-as-a-service", che offre strumenti già pronti per impersonare forze dell'ordine o istituzioni finanziarie. Questi servizi sono spesso gestiti dall’estero, rendendo ancora più difficile per le autorità rintracciare e fermare gli autori dei reati.

Europol ha sottolineato che l’attuale squilibrio, in cui lo spoofing è facile da commettere ma difficile da indagare, è insostenibile. Per risolvere questo problema, Europol sollecita l’attuazione di misure che aumentino i costi e la complessità tecnica per i criminali che devono nascondersi dietro identità contraffatte, consentendo allo stesso tempo agli investigatori di agire rapidamente oltre confine. Una recente indagine Europol condotta in 23 paesi ha evidenziato le sfide significative nell’attuazione di misure efficaci contro lo spoofing dell’ID chiamante, lasciando circa 400 milioni di persone in tutta l’UE vulnerabili a questi tipi di attacchi.

Le forze dell’ordine hanno identificato diversi ostacoli importanti, tra cui una cooperazione limitata con gli operatori di telecomunicazioni, normative frammentate e una mancanza di strumenti tecnici per identificare e bloccare le chiamate contraffatte. Per affrontare queste sfide, Europol e i suoi partner hanno delineato tre priorità chiave:

  • lo sviluppo di standard tecnici armonizzati per tracciare le chiamate fraudolente, verificare gli ID chiamanti legittimi e bloccare il traffico ingannevole;
  • il rafforzamento della collaborazione transfrontaliera per migliorare la condivisione di informazioni e prove tra le forze dell’ordine, i regolatori e le parti interessate del settore;
  • l’allineamento delle normative nazionali per consentire la tracciabilità legale, chiarire gli usi legittimi del mascheramento dell’ID chiamante e promuovere strumenti antifrode comprovati.

Sebbene le richieste misure anti-spoofing siano fondamentali, le forze dell’ordine sono anche consapevoli che i criminali continueranno ad adattare ed evolvere le loro tattiche. Le minacce emergenti come le truffe basate su SIM, i servizi prepagati anonimi e gli schemi di smishing (tipologia di phishing che utilizza messaggi di testo e sistemi di messaggistica per appropriarsi di dati personali) richiederanno una vigilanza continua e una cooperazione intersettoriale. Le misure proposte da Europol sono in linea con la strategia ProtectEU, che mira a rafforzare la capacità collettiva dell’Europa di combattere la criminalità organizzata e proteggere i cittadini dalle minacce sia online che offline. Attraverso una continua collaborazione tra più soggetti interessati, l’Europa può lavorare per ripristinare l’integrità delle sue reti di comunicazione e ridurre il crescente danno causato dallo spoofing dell’ID chiamante.

#Europol

#ProtectEU

#spoofing

#smishing

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ProtectUE: la Commissione europea ha scritto le linee guida per difendersi anche da criminalità organizzata e terrorismo. Si prevede di rafforzare Europol, per trasformarla in una forza di polizia operativa

Con il documento ProtectEU (disponibile in italiano qui eur-lex.europa.eu/legal-conten… ) la Commissione Europea affronta la strategia dell'Unione Europea per contrastare le minacce alla sicurezza interna ed esterna, promuovendo un approccio integrato e multilaterale che coinvolga tutti i settori della società.
Mira a garantire il rispetto dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, mentre si sviluppano misure per migliorare la sicurezza, combattere la criminalità organizzata e il terrorismo, e rafforzare la cooperazione tra Stati membri. Infine, il documento intende promuovere una nuova cultura della sicurezza nell'UE, integrando considerazioni di sicurezza in tutte le politiche e legislazioni.
Le principali minacce alla sicurezza interna ed esterna dell'UE includono la criminalità organizzata, il terrorismo, le campagne ibride condotte da attori statali come la Russia, e le ingerenze elettorali. Inoltre, ci sono minacce legate al sabotaggio delle infrastrutture critiche, attacchi informatici, disinformazione e l'uso della migrazione come arma. La guerra di aggressione russa contro l'Ucraina e i conflitti in altre regioni del mondo hanno ulteriormente aggravato la situazione di sicurezza.

L'UE intende affrontare le minacce ibride e la guerra aperta rafforzando la resilienza delle infrastrutture critiche, migliorando la cibersicurezza e garantendo la sicurezza dei nodi di trasporto e dei porti.
Sarà promossa la cooperazione con partner internazionali e l'implementazione di strumenti esistenti per prepararsi e rispondere a tali minacce. Inoltre, l'UE si concentrerà su un approccio unitario alla sicurezza interna, integrando le politiche di sicurezza esterna e interna.
La Commissione intende adottare misure come l'elaborazione di analisi periodiche delle minacce per orientare le politiche di sicurezza interna e migliorare la condivisione di intelligence tra Stati membri e agenzie dell'UE.
L'Unione Europea intende affrontare il traffico illecito e la criminalità organizzata attraverso l'adozione di norme più rigorose e un quadro giuridico rinnovato per potenziare la risposta della giustizia penale. Sarà promossa una strategia dell'UE in materia di droghe e una nuova strategia per la lotta alla tratta di esseri umani, con un focus sulla prevenzione e sul supporto alle vittime. Inoltre, si prevede di migliorare la cooperazione tra Stati membri e agenzie come Europol ed Eurojust, e di monitorare i profitti della criminalità organizzata per bloccare l'accesso alle fonti di finanziamento.

Sarà potenziato il mandato di Europol per trasformarlo in una forza di polizia operativa e verranno sviluppati nuovi strumenti per il contrasto alla criminalità e al terrorismo. Inoltre, si prevede di rafforzare la cooperazione con paesi partner e migliorare la sicurezza delle frontiere esterne.
Gli obiettivi della nuova agenda globale antiterrorismo dell'Unione includono la prevenzione della radicalizzazione sia offline che online, la protezione dei cittadini e degli spazi pubblici dagli attacchi, e la risposta efficace agli attacchi quando si verificano. Inoltre, si mira a bloccare i canali di finanziamento del terrorismo e a sviluppare strumenti per anticipare le minacce.
Infine, è previsto un programma di cooperazione con i Balcani occidentali per affrontare insieme il terrorismo e l'estremismo violento.
L'UE prevede di utilizzare un nuovo sistema per monitorare i profitti della criminalità organizzata e il finanziamento del terrorismo, oltre a norme più rigorose per contrastare le reti criminali. Sarà rafforzata la cooperazione operativa tra Stati membri, Europol, Eurojust e altre agenzie, e verranno implementate nuove norme antiriciclaggio. Inoltre, si intende migliorare l'accesso legale ai dati cifrati per le autorità di contrasto, mantenendo la cibersicurezza e i diritti fondamentali.

#protectEU #Commissioneeuropea #europol #UE

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