Informa Pirata ha ricondiviso questo.

☢️ Avviso di consultazione pubblica per l'individuazione del sito di realizzazione di una centrale nucleotermoelettrica in base a criteri squisitissimamente* geoambientali ☢️

* o quasi 😅

mastodon.uno/@nicolanarracci/1…

Informa Pirata reshared this.

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Ovviamente sapevamo bene che non poteva trattarsi di un sondaggio statisticamente rilevante: i nostri follower sono tendenzialmente a favore del whistleblowing, della libertà di stampa, di #Snowden e di #Assange; e in generale gli utenti del #fediverso amano la libertà e non tollerano né la sorveglianza di massa, né la censura, né la persecuzione giudiziaria.
Ma siamo comunque contenti di questo risultato! ❤️

mastodon.uno/@informapirata/10…

Informa Pirata reshared this.

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

+++ SONDAGGIO +++

Elon musk su twitter ha proposto il suo solito sondaggio per far parlare di sé, ma stavolta invitiamo tutti a prenderne parte e a votare a favore.
twitter.com/elonmusk/status/15…

La domanda è:

#Assange e #Snowden dovrebbero essere graziati?

E voi che ne pensate?

  • Sì, dovrebbero essere graziati (92%, 198 votes)
  • No, non dovrebbero esserlo (7%, 17 votes)
215 voters. Poll end: 3 anni fa

Questa voce è stata modificata (3 anni fa)
Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale

informapirata ⁂

@nicolaottomano capisco.
Si tratta di situazioni molto diverse: Assange è a tutti gli effetti un editore che fa il suo lavoro, mentre Snowden è un contractor che ha infranto un vincolo di segretezza militare.
Naturalmente per quello che mi riguarda, il suo comportamento è illegale ma... lecito e totalmente giustificato in ragione della necessità di rivelare i crimini degli USA verso i privati cittadini di tutto il mondo.
Insomma, non posso essere d'accordo con te, ma comprendo le tue ragioni

Etiopia, le Forze del Tigray si ritirano, gli Eritrei continuano con Crimini e Violenze


L’OMS venerdì 2 dicembre ha dichiarato che non ha ancora pieno accesso a tutte le aree in Tigray, stato regionale settentrionale dell’Etiopia. Mike Ryan, il…
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

L’OMS venerdì 2 dicembre ha dichiarato che non ha ancora pieno accesso a tutte le aree in Tigray, stato regionale settentrionale dell’Etiopia.

Mike Ryan, il direttore delle emergenze dell’OMS in conferenza stampa ha dichiarato:

“Quel processo di pace non ha ancora portato al tipo di pieno accesso, accesso illimitato e alla massiccia assistenza medica e sanitaria di cui la gente del Tigray ha bisogno”


Si aggiungono le dichiarazioni anche del Dr. Kibrom, direttore esecutivo dell’ Ayder Hospital di Mekelle:

“Anche noi dell’ Ayder Hospital stiamo ancora aspettando. Ringraziamo ICRC Ethiopia (un partner vero e affidabile) per aver trasportato i nostri materiali per la dialisi e l’insulina da Addis a #Mekelle.”


Mike Ryan ha aggiunto che ci sono stati problemi nell’ovest del Tigray nelle aree sotto il controllo delle milizie e in altre aree controllate dalle truppe eritree:

“Ci sono ancora parti significative del paese che sono occupate dalle forze eritree, per le quali non c’è accesso, e rapporti molto inquietanti emergono intorno alle esperienze delle persone lì”


Approfondimento: Etiopia, continuano violenze e abusi dell’Eritrea in Tigray nonostante l’accordo di Pretoria


Un mese fa esatto, 2 novembre, è stato firmato l’accordo di tregua a Pretoria, Sud Africa, tra governo etiope e rappresentanti del Tigray.

Le truppe dell’Eritrea, a nord, e le forze della vicina regione etiope di Amhara, a sud, hanno combattuto a fianco dell’esercito etiope nel Tigray, ma non hanno aderito al cessate il fuoco e non sono nemmeno state incluse nei tavoli di negoziato.

Nell’accordo i punti espliciti:

  • immediato accesso umanitario alla regione;
  • ritiro delle “forze straniere” dalla regione: eritrei, forze speciali e milizie amhara, Fano, non nominate esplicitamente nell’accordo;

In aggiunta come punti focali il disarmo delle forze del Tigray e la presa di controllo delle aree da parte dell’ENDF, Ethiopian National Defence Forces, l’esercito federale.

Il giorno 1 dicembre l’ufficio comunicazione del Gov. etiope condivide un comunicato indicando che si è riunito nella città di Shire il Comitato misto di pianificazione tecnica che dovrebbe delineare il piano dettagliato per il disarmo dei combattenti del Tigray.

Il ritiro delle forze partigiane del Tigray lo hanno dichiarato con comunicati ufficiali sempre lo stesso giorno:

Sulla pagina facebook la dichiarazione del TPLF – Tigray People’s Liberation Front, qui uno stralcio:

“L’esercito del Tigray ha iniziato a lasciare i fronti di guerra…

A seguito dell’accordo di pace raggiunto tra il Tigray e i governi etiope a Pretoria, Sudafrica, Nairobi, Kenya, nella città di Nairobi, secondo il documento di attuazione firmato tra il Tigray ed il governo etiope, l’esercito del Tigray comandanti supremi, a Nairobi.

Stanno iniziando a partire [le forze del Tigray] dal fronte, ovvero dal sud, Mai Kinetal, Zalambessa, Nebelet, Chercher, Kukufto, Higumbirda, Beriteulay e Abergele.”


Tigray TV pubblica un video condividendo la notizia del ritiro delle forze del Tigray.

  • “ስምምዕነት ተፃብኦ ደው ምባል ንምትግባር ሰራዊት ትግራይ ካብ ዝተፈላለዩ ከባቢታት መስመር ውግእ ምልቃቕ ጀሚሩ፡፡”
  • “L’esercito del Tigray ha iniziato a ritirarsi da varie aree della linea di battaglia per attuare l’accordo di cessate il fuoco.”

youtube.com/embed/bbCz-A_HRTQ?…

Il 3 dicembre secondo Bacha Devele, ambasciatore etiope in Kenya, le forze di difesa tigrine guidate dal partito TPLF consegneranno le armi pesanti all’esercito federale: evento dopo 2 anni di guerra genocida e 1 mese dopo la firma dell’accordo.

L’ago della bilancia ancora le “forze straniere”, in prima linea l’esercito eritreo.

L’accordo per il raggiungimento della pace è una strada di compromessi tra le parti ed uno scambio di fiducia passo passo fino al raggiungimento dell’obiettivo. Ci sono propositi e segnali positivi, ma siamo appena sulla soglia, c’è tutto da fare.

Riguardo alle garanzie della ritirata delle forze eritree non ci sono ancora segnali reali dal campo: tale variabile potrebbe decretare la buona riuscita o meno dei buoni propositi di messa in opera dei negoziati. Il governo etiope dovrebbe farsi carico di tale responsabilità sotto la mediazione e supervisione dell’ Unione Africana.


Approfondimento di Reuters: Etiopia, Saccheggi, allontanamenti forzati affliggono il Tigray nonostante la tregua – testimoni


In tutto questo contesto sarebbero più di 13 milioni di persone bisognose e dipendenti dal supporto umanitario in tutto il nord Etiopia, Tigray Amhara e Afar, martoriato dalla guerra.

Il popolo del Tigray è allo stremo.


tommasin.org/blog/2022-12-03/e…

Etiopia, saccheggi, allontanamenti forzati affliggono il Tigray nonostante la tregua – testimoni


Gli alleati dell’Etiopia stanno saccheggiando le città, arrestando e uccidendo civili e trasferendo migliaia di persone da una parte contesa del Tigray nonostante una tregua…

Gli alleati dell’Etiopia stanno saccheggiando le città, arrestando e uccidendo civili e trasferendo migliaia di persone da una parte contesa del Tigray nonostante una tregua tra il governo e le forze locali, affermano testimoni e operatori umanitari nella regione settentrionale.

La violenza solleva nuove preoccupazioni sul fatto che il cessate il fuoco firmato il 2 novembre dal governo federale etiope e dal Tigray People’s Liberation Front (TPLF) – il partito che domina l’irrequieta provincia – metterà fine a due anni di combattimenti che hanno ucciso decine di migliaia di persone e sfollati milioni.

Le truppe dell’Eritrea, a nord, e le forze della vicina regione etiope di Amhara, a sud, hanno combattuto a fianco dell’esercito etiope nel Tigray ma non hanno aderito al cessate il fuoco.

Tuttavia, l’accordo richiede il ritiro delle truppe straniere e non etiopi della Forza di difesa nazionale (non l’ENDF) dal Tigray.

L’Eritrea ha combattuto una guerra di confine contro l’Etiopia nel 1998-2000, quando il TPLF dominava il governo centrale, e rimane il nemico giurato del gruppo.

Le truppe eritree hanno sequestrato cibo, veicoli, oro e persino porte e finestre dalle case in almeno una dozzina di città nel Tigray settentrionale e nordoccidentale dal cessate il fuoco, secondo quattro operatori umanitari e un residente, che come altre persone intervistate da Reuters hanno chiesto da non identificare per timore di rappresaglie.

Le truppe hanno anche effettuato uccisioni extragiudiziali e arresti di massa nel territorio che controllano nel nord del Tigray, hanno detto due residenti e cinque operatori umanitari.

Il ministro dell’Informazione eritreo Yemane Gebremeskel non ha affrontato direttamente le accuse di saccheggio e uccisioni in un messaggio di testo a Reuters, ma ha accusato le forze tigrine di “bugie senza fine”.

Dall’inizio del conflitto nel novembre 2020, le violazioni dei diritti umani da parte di tutte le parti, comprese uccisioni extragiudiziali, stupri e saccheggi, sono state documentate dagli organismi delle Nazioni Unite, dalla commissione per i diritti umani nominata dallo stato dell’Etiopia, da gruppi di aiuto indipendenti e dai media, tra cui Reuters . Tutte le parti hanno negato le accuse.

Nel Tigray occidentale, i combattenti Amhara hanno condotto arresti di massa e caricato migliaia di civili di etnia tigraya su camion prima di inviarli a est del fiume Tekeze, secondo due residenti e due rapporti interni preparati da gruppi di aiuto visti da Reuters.

I leader Amhara considerano il fiume una linea di confine tra il Tigray e il territorio che dicono storicamente apparteneva loro a ovest. I funzionari del Tigray affermano che l’area, che ha terre fertili, è stata a lungo la dimora di entrambi i gruppi etnici e dovrebbe rimanere nella loro regione.

Durante il conflitto, forze e miliziani di Amhara sono stati accusati di aver trasferito altrove i tigrini per modificare la composizione etnica dell’area contesa.

Gizachew Muluneh, portavoce dell’amministrazione regionale di Amhara, non ha risposto alle richieste di commento. L’amministrazione ha precedentemente respinto le affermazioni secondo cui i tigrini erano stati minacciati o costretti a lasciare le loro case.

William Davison, analista senior per l’Etiopia presso il think tank dell’International Crisis Group, ha affermato che le segnalazioni di abusi da parte delle forze amhara ed eritree potrebbero ritardare i piani per il disarmo del TPLF.

“Qualsiasi grave fallimento nell’attuazione degli accordi aumenta il rischio di un disastroso ritorno alla guerra su larga scala”, ha aggiunto.


Un portavoce dell’Unione africana, responsabile dell’applicazione del cessate il fuoco, non ha risposto a una richiesta di commento. Nemmeno il consigliere per la sicurezza nazionale dell’Etiopia Redwan Hussien, il portavoce militare colonnello Getnet Adane, il portavoce del governo Legesse Tulu, né il portavoce del TPLF Getachew Reda.

Domenica, Reda ha twittato che le forze eritree stavano distruggendo e saccheggiando proprietà, oltre a uccidere donne e bambini.

“I nostri partner per la pace ad Addis faranno la loro parte nell’accordo per proteggere i civili e fare tutto il necessario per convincere le ‘forze esterne e non ENDF’ a lasciare il Tigray?”


Né l’Eritrea né l’Amhara hanno detto se si ritireranno dal Tigray. In passato hanno negato le accuse di violazione dei diritti nella regione.

Non è ancora chiaro come l’Etiopia tratterà con l’Eritrea e l’Amhara se le loro forze non si ritireranno dal Tigray, hanno detto tre diplomatici vicini ai colloqui di pace.

Gli Stati Uniti hanno dichiarato che useranno sanzioni per garantire il rispetto della tregua e che chiederanno conto dei responsabili delle violazioni dei diritti umani.

Deportazioni Forzate


Il governo regionale di Amhara ha accolto con favore il cessate il fuoco ma non ha detto nulla sul futuro del territorio che ha sequestrato nel Tigray occidentale, che i funzionari di Amhara in precedenza avevano dichiarato che avrebbero cercato di annettere formalmente.

Un rapporto del 16 novembre preparato da un gruppo di aiuto per sei agenzie umanitarie – tra cui il Programma Alimentare Mondiale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Comitato Internazionale della Croce Rossa – afferma che il 10 novembre più di 2.800 uomini, donne e bambini sono stati detenuti per più di un anno in cinque centri di detenzione nel Tigray occidentale sono stati portati su camion da una milizia Amhara nota come Fano.

Sono stati rilasciati in una cittadina chiamata Adi Aser, prima di dirigersi a piedi verso Sheraro, fuori dall’area che Amhara sostiene, secondo la nota, recensita da Reuters.

Fano non ha una struttura di leadership formale quindi non è stato possibile per Reuters chiedere commenti.

Un operatore umanitario, che ha chiesto di non essere identificato, ha affermato che migliaia di residenti sfollati dal Tigray occidentale sono arrivati ​​nella città settentrionale di Shire nei giorni scorsi, tra cui donne e bambini di appena tre anni.

La maggior parte degli uomini aveva arti rotti, ha detto il lavoratore, aggiungendo che alcuni degli uomini hanno detto di essere stati picchiati mentre erano detenuti dalle forze di Amhara e Fano.

Reuters non è stato in grado di confermare in modo indipendente.


FONTE: reuters.com/world/africa/looti…


tommasin.org/blog/2022-12-03/s…

Etiopia & Tigray, Chiedi all’Unione Africana di Aiutare a Ricollegare Internet – Access Now


In questi giorni ad Addis Abeba si svolge l’ IGF2022 – Internet Governance Forum. Evento dedicato alla rete, all’Internet e al mondo connesso. Un ossimoro…

In questi giorni ad Addis Abeba si svolge l’ IGF2022 – Internet Governance Forum.

Evento dedicato alla rete, all’Internet e al mondo connesso. Un ossimoro se pensiamo alla situazione catastrofica del Tigray, stato regionale settentrionale etiope. Territorio in cui il 4 novembre 2020, più di due anni fa , è scoppiata una guerra genocida, sconfinata nel giugno 2021 anche nelle regioni di Amhara e Afar. Fin dall’inizio, da 2 anni, il popolo del Tigray ha vissuto e subìto abusi, massacri e violenze da parte di una guerra non sua. Una repressione su base etnica come dimostrato da diversi report. Il 90% dei più di 6 milioni di residenti tigrini oggi dipende dal supporto umanitario che per diversi mesi e tutt’oggi, dopo la firma dell’accordo di Pretoria, accordo di tregua e cessazione ostilità, aspetta cibo e cure mediche.

Telefoni e internet chiusi e bloccati da 2 anni per volontà politiche. Per 2 anni milioni di persone sotto i bombardamenti e le violenze delle forze eritree, etiopi e milizie amhara, senza possibilità di far uscire da quel territorio il grido di aiuto verso il resto del mondo. Senza la possibilità di far uscire testimonianze, la voce per documentare quei crimini, quella disumanità perpetrata e che ha fatto tante vittime tra adulti, bambini, uomini e donne. Le stime parlano di più di 500.000 morti diretti della guerra o per mancanza di cibo e cure mediche per volontà politiche.

Tutto nel silenzio del resto del mondo che guarda dall’altra parte perché tutto il Tigray a tutt’oggi è ancora isolato telefonicamente e via internet.

Per questo è un ossimoro l’IGF – Internet Governance Forum, evento delle Nazioni Unite, che si svolge ad Addis Abeba, capitale etiope, a poco meno di un migliaio di km dal Tigray.


Ne ho scritto un approfondimento su Focus On Africa:

Etiopia, IGF – Internet Governance Forum e violenze eritree nel blackout del Tigray


Di seguito l’appello di AccessNow via Twitter:

#InternetShutdowns violano i diritti umani fondamentali e le autorità etiopi devono ripristinare l’accesso a Internet nel Tigray. Abbiamo ripetutamente chiesto la fine immediata di questa chiusura, che è in corso da 2 anni, durante la nostra partecipazione a #IGF2022.

Le piattaforme tecnologiche e di social media devono affrontare preoccupazioni legittime come la disinformazione e i contenuti che incitano all’odio, per adempiere al loro obbligo di rispettare i diritti umani, proteggere le persone quando tornano online e impedire alle autorità di tentare di giustificare qualsiasi tipo di interruzione.

Oltre 6 milioni di persone in Tigray sono state tagliate fuori da Internet dal novembre 2020, rendendo difficile per giornalisti e difensori dei diritti umani documentare le violazioni, portando all’impunità per quanto riguarda i crimini commessi nella regione. #ReconnectTigray

Nel contesto di uno dei conflitti più mortali del mondo, la chiusura nel Tigray ha interrotto l’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria, ha decimato i mezzi di sussistenza e ha reso impossibile a milioni di persone semplicemente comunicare con le proprie famiglie e far loro sapere come stanno.

A #IGF , abbiamo parlato con funzionari del governo etiope, dell’Unione Africana e del sistema delle Nazioni Unite, nonché con diplomatici di tutto il mondo, parti interessate del settore privato e partner della società civile, chiarendo che le interruzioni nel Tigray devono giungere al termine.

Unisciti a quasi 100 organizzazioni della società civile del Tigray, dell’Etiopia, di tutta l’Africa e del mondo, nonché a individui di 102 paesi, chiedendo all’African Union di condannare la chiusura nel Tigray e di agire per porvi fine. Firma la petizione https://accessnow.org/tigray-ethiopia-internet-shutdown-keepiton #KeepItOn

Mentre le autorità etiopi e tigrine si incontrano nella città tigrina di Shire per ulteriori colloqui di pace, Ethiotelecom ha annunciato che i suoi servizi saranno disponibili nella città “tra pochi giorni”. Le parole non bastano. Non cederemo fino a quando Internet non sarà completamente ripristinato nel Tigray.


tommasin.org/blog/2022-12-02/a…

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Una festa per i ggiovani organizzata dalla commisione UE sul metaverso è costata 378k€.
I partecipanti sono stati solo sei...
Sì, sono soldi tuoi, ma ne è valsa la pena: non tutti avevano capito che il metaverso è una cagata pazzesca!

corriere.it/esteri/22_dicembre…

(grazie ad @amreo per la segnalazione)

reshared this

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Obbligo vaccinale, la Corte Costituzionale respinge i ricorsi di medici e infermieri no vax 👇

Obbligo vaccinale a tutela della salute.
t.co/kTGwmEWC7B

#Pegasus: in USA alcuni #giornalisti fanno causa a #NSOGroup per lo #spyware #Pegasus (grazie a @sonoclaudio per la segnalazione)


#PEGASUS: IN USA ALCUNI #GIORNALISTI FANNO CAUSA A #NSOGROUP PER LO #SPYWARE #PEGASUS

Vogliamo condividere con tutta la comunità !Giornalismo e disordine informativo questa notizia segnalata da @Claudio

Un caso giudiziario che contesta l'uso di spyware contro i giornalisti

Il 30 novembre 2022, il Knight Institute ha intentato una causa per conto di 15 giornalisti e altri membri di El Faro, una delle principali organizzazioni giornalistiche indipendenti dell'America centrale, con sede in El Salvador, che sono stati vittime di attacchi di spyware utilizzando la tecnologia Pegasus del gruppo NSO . Questo caso è il primo intentato da giornalisti contro NSO Group in un tribunale statunitense.

La causa sostiene che NSO Group e la sua società madre hanno violato la legge statunitense sviluppando, vendendo e assistendo nell'impiego di Pegasus contro i querelanti. Tra giugno 2020 e novembre 2021, i dipendenti di El Faro, inclusi i querelanti in questo caso, sono stati sottoposti a 226 infezioni da Pegasus. Attraverso questi attacchi, è stato possibile accedere ai loro iPhone in remoto e di nascosto, le loro comunicazioni e attività sono state monitorate e i loro dati personali sono stati violati e rubati. Come descritto nella denuncia, gli attacchi si sono intensificati intorno alla pubblicazione di storie importanti da parte di El Faro. La causa chiede al tribunale di ordinare a NSO Group di identificare, restituire e quindi eliminare tutte le informazioni ottenute attraverso gli attacchi e di ordinare a NSO Group di identificare i clienti che hanno ordinato la sorveglianza.

Qui il link dell'atto depositato

Etiopia, Raxio diventa il primo data center certificato Tier III dopo aver ricevuto la certificazione dall’Uptime Institute


Raxio Data Center in Etiopia (“ET1”) è diventato ufficialmente il primo data center indipendente certificato Tier III in Etiopia dopo aver ricevuto la certificazione Uptime…

Raxio Data Center in Etiopia (“ET1”) è diventato ufficialmente il primo data center indipendente certificato Tier III in Etiopia dopo aver ricevuto la certificazione Uptime Institute Tier III il 21 ottobre 2022. “Questa certificazione è stata ottenuta dopo un attento esame e valutazione da parte di i team internazionali di esperti dell’Uptime Institute per garantire che Raxio ET1 soddisfi i severi requisiti della certificazione Tier III di Uptime”, ha affermato il data center.

Raxio Data Center ha dato il via alla costruzione del primo data center di colocation carrier neutral privato di livello III dell’Etiopia presso l’ICT Park di Addis Abeba nel marzo 2021.

Con questa certificazione, Raxio ET1 diventa uno dei pochi data center Tier III, di proprietà privata e carrier-neutral in Africa a ricevere questa designazione, che include anche la struttura di Raxio in Uganda. Durante il processo di certificazione, i team dell’Uptime Institute hanno valutato tutti gli aspetti della progettazione e delle apparecchiature della struttura, come alimentazione, raffreddamento, soppressione e rilevamento degli incendi e altro.
Per passare come data center conforme a Tier III, l’infrastruttura meccanica ed elettrica deve essere manutenibile contemporaneamente, il che significa che il data center dispone di componenti di capacità ridondanti e percorsi multipli di alimentazione e raffreddamento verso le apparecchiature IT. I data center Tier III offrono una capacità ridondante che consente di arrestare e mantenere ogni singolo componente necessario per supportare l’ambiente di elaborazione IT senza influire sul funzionamento della struttura e sulla fornitura di servizi ai clienti.

Oltre alla capacità ridondante, ET1 offre anche manutenibilità simultanea su tutti i sistemi e sottosistemi critici, garantendo la ridondanza completa in caso di arresti o guasti imprevisti. La manutenibilità simultanea è una delle caratteristiche di progettazione più importanti che i clienti richiedono quando esternalizzano le loro esigenze di data center, consolidando la posizione di ET1 come struttura competitiva a livello globale.

Parlando dell’annuncio, Bewket Taffere, direttore generale di Raxio Ethiopia, afferma: “L’ottenimento della certificazione Tier III di Uptime per ET1 è una chiara testimonianza dell’attenzione e dell’enfasi di Raxio nel fornire la massima qualità dell’infrastruttura e dimostra la notevole attenzione prestata allo standard dei servizi stiamo fornendo al mercato etiope. In qualità di data center accreditato a livello internazionale, ET1 offrirà la qualità e il livello dei servizi richiesti dai clienti, migliorando la capacità dell’Etiopia di competere in un ambiente sempre più globale. Ci sono voluti molto duro lavoro e visione per trasformare questo risultato in realtà, e siamo entusiasti del ruolo che stiamo svolgendo a livello locale e regionale, mentre l’Etiopia continua a investire nell’economia delle TIC”.

Robert Saunders, CTO di Raxio Group ha aggiunto: “Questo è un chiaro impegno che Raxio sta sviluppando strutture di livello mondiale in termini di progettazione e costruzione per servire i nostri mercati. Grazie alla collaborazione con Uptime Institute, stiamo investendo nella due diligence tecnica delle nostre strutture che i nostri clienti locali e internazionali si aspettano. Ci siamo impegnati in una partnership a lungo termine; questo è il nostro secondo data center certificato con molti altri in arrivo.”

La certificazione Tier III è un impegno evidente che Raxio ET1 fornirà il più alto livello di disponibilità del servizio sul mercato per i suoi clienti, che includerà colocation per esigenze primarie e di ripristino di emergenza, connessione incrociata e servizi di assistenza remota. La struttura ospiterà clienti etiopi, regionali e internazionali nel settore ICT in rapida crescita nel paese. La certificazione Tier III è di fondamentale importanza per i clienti esigenti che utilizzano la struttura per ospitare le proprie apparecchiature business-critical, come quelli nei settori dei servizi finanziari e della sanità, nonché per le aziende emergenti e i clienti internazionali che desiderano offrire la prossima generazione di ICT servizi guidati in Etiopia.
La disponibilità di un data center Tier III in Etiopia è un enorme passo avanti nella fornitura di un’infrastruttura tecnologica che supporterà le imprese abilitate alla tecnologia in iper-crescita, nonché l’infrastruttura per il numero crescente di utenti Internet.

Raxio ET1 incorpora anche funzionalità ecosostenibili sviluppate con standard ingegneristici e operativi internazionali per mitigare i crescenti costi dell’energia, nel rispetto dell’ambiente. Con la combinazione di servizi Tier III e un design rispettoso dell’ambiente, Raxio ET1 sta definendo lo standard per i servizi di colocation premium.


FONTE: addisstandard.com/innovation-r…


tommasin.org/blog/2022-12-01/e…

Etiopia, costruzione istituto sicurezza ICT – Information and Communications Technology


L’Etiopia sta costruendo un forte istituto di gestione della sicurezza della rete informatica con manodopera, sistemi moderni e tecnologia locale. Addis Abeba (ESA) 21 novembre…

L’Etiopia sta costruendo un forte istituto di gestione della sicurezza della rete informatica con manodopera, sistemi moderni e tecnologia locale.

Addis Abeba (ESA) 21 novembre 2015 (30 nov. 2022) L’Etiopia sta costruendo un forte istituto di gestione della sicurezza della rete informatica con manodopera, procedure moderne e tecnologia indigena, ha affermato Solomon Soka, direttore generale della gestione della sicurezza della rete informatica dell’Etiopia.

Il direttore generale ha annunciato che l’Etiopia ha condiviso la sua esperienza nella gestione della sicurezza delle reti informatiche all’International Internet Management Conference.

Alla conferenza, l’Etiopia ha condiviso il lavoro che sta svolgendo nella gestione della rete di informazioni e ha affermato che sta prendendo esperienza da altri.

Solomon Soka, direttore generale dell’Information Network Security Administration, ha dichiarato all’ESA; I paesi della conferenza internazionale si stanno scambiando esperienze.

Hanno affermato che i paesi lavoreranno insieme per rendere Internet, che è la piattaforma di comunicazione mondiale e una grande risorsa, sicura e protetta. Ha detto che anche l’Etiopia ha condiviso la sua esperienza alla conferenza.

Hanno anche discusso di sicurezza informatica, questioni politiche e problemi riscontrati nell’attuazione di linee guida e controlli.

In questo modo, ha condiviso l’esperienza di Ethiopian Information Network Security Management.

Ha inoltre sottolineato le questioni sollevate da altri paesi sulle linee guida e le politiche di gestione della sicurezza informatica.

Ha sottolineato che la strategia digitale del 2025 è fondamentale per consentire sia alle istituzioni governative che private in Etiopia di fornire servizi attraverso Internet.

Per questo, ha affermato che si stanno facendo molti lavori sulla proprietà della tecnologia e sulla sicurezza informatica, che sono fondamentali per la trasformazione digitale.

Ha confermato che l’Etiopia è pronta a condividere la sua esperienza passata poiché sta svolgendo un lavoro che può essere un esempio per altri paesi facendo della sicurezza informatica un’agenda.

Ha detto che l’Etiopia sta costruendo un forte istituto di gestione della sicurezza della rete informatica con manodopera, procedure moderne e tecnologia indigena.

Ha anche ricordato che l’Etiopia si sta promuovendo oltre a condividere la sua esperienza sul campo alla Conferenza internazionale sulla gestione di Internet che si terrà ad Addis Abeba.

La conferenza fornisce consulenza sulla governance di Internet, l’accessibilità a Internet, lo sviluppo delle infrastrutture, la sicurezza informatica e altre questioni correlate.


FONTE:


tommasin.org/blog/2022-12-01/e…

La Russia ha espresso il desiderio di aumentare la cooperazione con l’Etiopia nel campo della ICT e sicurezza digitale


Addis Abeba (ESA) 22/11/2015 (1 dic. 2022) La Russia ha annunciato di voler intensificare la cooperazione con l’Etiopia nel campo della digitalizzazione, della sicurezza delle…

Addis Abeba (ESA) 22/11/2015 (1 dic. 2022) La Russia ha annunciato di voler intensificare la cooperazione con l’Etiopia nel campo della digitalizzazione, della sicurezza delle reti informatiche e delle competenze digitali

Il ministro dell’Innovazione e della tecnologia Bele Mola (PhD) ha discusso con il vice ministro russo per lo sviluppo digitale, le comunicazioni e i mass media Maxim Parshin e la sua delegazione.

Il ministro ha anche chiesto alla Russia di continuare a sostenere il percorso di trasformazione digitale dell’Etiopia.

Ha affermato che l’Etiopia vorrebbe condividere l’esperienza sviluppata dalla Russia nelle competenze digitali e nella sicurezza delle reti di informazioni.

Il vice ministro russo per lo sviluppo digitale, le comunicazioni e i mass media, Maxim Parshin, ha confermato che la Russia lavorerà per aumentare la sua cooperazione con l’Etiopia nel campo della tecnologia digitale.

Hanno annunciato che coopereranno nei servizi governativi elettronici, nelle competenze digitali, nella sicurezza delle reti informatiche e in altri settori.

Le informazioni ricevute dal ministero indicano che l’Etiopia e la Russia stanno lavorando insieme in vari campi di cooperazione, tra cui scienza, tecnologia e innovazione.


FONTE: ena.et/?p=195429


tommasin.org/blog/2022-12-01/l…

Political advertising: EU lawmakers to reign in on surveillance-based targeting of political advertising


Today, the European Parliament’s LIBE committee voted to restrict the use of personal data to target online political advertisements to data explicitly provided for this purpose by citizens with their consent, …

Today, the European Parliament’s LIBE committee voted to restrict the use of personal data to target online political advertisements to data explicitly provided for this purpose by citizens with their consent, excluding the use of behavioral and inferred intelligence on citizens. LIBE has the exclusive competence on the articles dealing with data protection (the targeting). However, the position will be subject to trilogue negotiations with EU governments.

Specifically, the Committee decided:

  • The use of personal data to target online political advertisements would be limited to data explicitly provided for this purpose by citizens with their consent, excluding the use of behavioral and inferred intelligence on citizens (“surveillance advertising”). Refusing consent should be no more complicated than giving it. The “do not track” setting would need to be respected without bothersome prompts. Users who refuse to consent would still have access to online platforms.
  • The platforms would be banned from running opaque ad delivery algorithms to determine who should see a political ad; they would only be able to select recipients randomly in the pool of people delineated by the targeting parameters chosen by the sponsor.
  • In the 60 days prior to an election or referendum, different political messages may be spread only of the basis of a voter’s language and the constituency they live in, avoiding a fragmentation of the public debate and the sending of contradictory and dishonest messages.
  • If a data protection authority such as the Irish DPA fails to enforce the rules against large online platforms, the European Data Protection Board would be able to take over. In cases of illegal political ads targeting it will not only be able to impose financial sanctions but can also temporarily suspend the targeting of ads by advertisers who seriously and systematically violated the rules. This ensures that more affluent sponsors are not able to factor-in the price of financial sanctions in their budget.
  • The targeting of political ads on the basis of a person’s racial or ethnic origin, political opinions, religious beliefs, health conditions or sexual orientation is to be banned both offline and online.
  • Depending on interpretation, no restrictions might apply to the use of personal data (including behavioural and inferred intelligence as well as sensitive data) by campaigns to target political messages via letter, e-mail, or text messaging at large scale. The targeting rules (Articles 12- and 12) would apply only where external “political advertising services” are used, thus excluding letters, e-mail and text messages sent directly by campaigns.


Pirate MEP Patrick Breyer comments:

“From the Donald Trump and Brexit campaigns we have learned that you can very effectively manipulate a voter if you know which message works on them. While many parties are using personalised targeting, it benefits mostly populist and anti-democratic forces.

I regret that one major loophole remains, however. The loophole for direct messages is bound to be exploited by anti-democratic and anti-european movements to manipulate elections and referendums by spreading disinformation and hatred tailored to each voter’s personality and weaknesses. Their online behaviour and habits right down to sexual orientation or religious beliefs could be exploited to target manipulative and false political messages, as happened in the Trump and Brexit campaigns. We should not allow this Regulation to be circumvented by simply moving from manipulative Facebook Ads to direct messages. We urgently need to close this loophole thus in the upcoming process. For the time being we abstained on the position.”


patrick-breyer.de/en/political…

Maronno Winchester reshared this.

Political advertising: EU Parliament disagrees on personalised targeting of political messages


The EU Parliament’s Civil Liberties Committee (LIBE) will vote tomorrow at 12:00 to restrict the use of personal data to target online political advertisements to data explicitly … https://www.patrick-breyer.de/wp-content/uploads/2022/11/2022-11-29-parle

The EU Parliament’s Civil Liberties Committee (LIBE) will vote tomorrow at 12:00 to restrict the use of personal data to target online political advertisements to data explicitly provided for this purpose by citizens with their consent, excluding the use of behavioural and inferred intelligence on citizens. Due to a lack of political agreement there will be a separate vote (“COMP12a”) on whether the use of personal data to target political messages at large scale via direct letters, e-mail and text messages will be restricted or not. Patrick Breyer (Pirate Party and Greens/EFA LIBE negotiator) explains:

“The direct messages loophole would be bound to be exploited by anti-democratic and anti-european movements to manipulate elections and referendums by spreading disinformation and hatred tailored to each voter’s personality and weaknesses. Their online behaviour and habits right down to sexual orientation or religious beliefs could be exploited to target manipulative and false political messages, as happened in the Trump and Brexit campaigns. We cannot allow this Regulation to be circumvented by simply moving manipulative Facebook Ads to direct messages.”

COMP12a reads: “When sponsors process personal data for direct targeted political advertising, such as sending targeted electronic mail or text messages, at large scale and on a systematic basis, the restrictions on targeting techniques in this Article and Article 12- shall apply, regardless of whether a service is involved or not.”

While there is political agreement on a so-called recital 47h to this end, the Legal Service has questioned this week whether a recital would be able to override the operative text, and recommends changing it. The targeting rules (Articles 12- and 12) are to apply only where external “political advertising services” are used, thus excluding letters, e-mail and text messages sent directly by campaigns.


patrick-breyer.de/en/political…

Job Offer: Chat Control Campaigner (part-time)


MEP Patrick Breyer is looking for a campaigner on defending the digital secrecy of correspondence against the proposal to indiscriminately scan personal messages and data for suspicious content (so-called chat control …

MEP Patrick Breyer is looking for a campaigner on defending the digital secrecy of correspondence against the proposal to indiscriminately scan personal messages and data for suspicious content (so-called chat control proposal, see chatcontrol.eu). The position is offered on a freelance basis. The campaign to be facilitated will closely collaborate with civil society organisations and political actors throughout the European Union.

Responsibilities:

  • Develop and maintain relationships with civil society organisations and external partners.
  • Prepare and coordinate regular exchanges with civil society organisations and external partners.
  • Develop, implement and evaluate public communication strategies and engagement with citizens and stakeholders.
  • Draft social media material and press communications.
  • Prepare and oversee campaign events
  • Support and execute legal research on the subject of digital correspondence privacy.
  • Draft policy briefings


Contract specifications:

  • Freelance (working hours when it suits you)
  • Remuneration: 1500 EUR per month for an estimated 15 hours a week workload
  • Location: remote
  • Starting date: as soon as possible
  • Deadline for Applications: 4th January 2023


Qualifications:

  • Experience in campaigning at national/European level
  • Knowledge in the functioning of European institutions
  • Understanding of and interest in the fight against mass surveillance
  • Excellent communication skills in English (other languages are an asset)
  • Willingness to work with Open Source Software and other open technologies
  • Full support for transparency in public affairs and deep respect for privacy in personal matters


If you would like to apply, please send your application documents (CV [without picture] and motivation letter) as a pdf file to jobs@patrick-breyer.de (PGP key available here), using the subject line “Application Campaigner [YOUR NAME]”


patrick-breyer.de/en/chat-cont…

Job Offer: Chat Control Campaigner (part-time)


MEP Patrick Breyer is looking for a campaigner on defending the digital secrecy of correspondence against the proposal to indiscriminately scan personal messages and data for suspicious content (so-called chat control …

MEP Patrick Breyer is looking for a campaigner on defending the digital secrecy of correspondence against the proposal to indiscriminately scan personal messages and data for suspicious content (so-called chat control proposal, see chatcontrol.eu). The position is offered on a freelance basis. The campaign to be facilitated will closely collaborate with civil society organisations and political actors throughout the European Union.

Responsibilities:

  • Develop and maintain relationships with civil society organisations and external partners.
  • Prepare and coordinate regular exchanges with civil society organisations and external partners.
  • Develop, implement and evaluate public communication strategies and engagement with citizens and stakeholders.
  • Draft social media material and press communications.
  • Prepare and oversee campaign events
  • Support and execute legal research on the subject of digital correspondence privacy.
  • Draft policy briefings


Contract specifications:

  • Freelance (working hours when it suits you)
  • Remuneration: 1500 EUR per month for an estimated 15 hours a week workload
  • Location: remote
  • Starting date: as soon as possible
  • Deadline for Applications: 4th January 2023


Qualifications:

  • Experience in campaigning at national/European level
  • Knowledge in the functioning of European institutions
  • Understanding of and interest in the fight against mass surveillance
  • Excellent communication skills in English (other languages are an asset)
  • Willingness to work with Open Source Software and other open technologies
  • Full support for transparency in public affairs and deep respect for privacy in personal matters


If you would like to apply, please send your application documents (CV [without picture] and motivation letter) as a pdf file to jobs@patrick-breyer.de (PGP key available here), using the subject line “Application Campaigner [YOUR NAME]”


patrick-breyer.de/en/job-offer…

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Bisognerebbe chiedersi se smantellare uno staff che combatte la diffusione di contenuti pedopornografici possa essere considerato favoreggiamento della #pedopornografia...

Rimane solo una persona per far rispettare il divieto dell'azienda sui contenuti di abusi sessuali su minori in Giappone e nella regione dell'Asia del Pacifico.
#Twitter #ElonMusk
wired.com/story/twitter-child-…

Informa Pirata reshared this.

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Pessima mossa - Fifa+ Collect, progetto ufficiale della Federazione in partnership con Algorand sugli #NFT "non fungible token", è un disastro: le emissioni sono scarse, il mercato inesistente, la community ridicola. Dopo un lancio in pompa magna i partner si rimpallano le responsabilità del fallimento

Di Nicola Borzi su LinkedIn

linkedin.com/pulse/mondiali-di…

#nft

reshared this

Etiopia, la crisi è tutt’altro che finita nel Tigray


L’accordo di pace tra le parti fa ben sperare, ma la crisi nel nord dell’Etiopia continua. Dopo una guerra molto distruttiva e insensata nella regione…

L’accordo di pace tra le parti fa ben sperare, ma la crisi nel nord dell’Etiopia continua.

Dopo una guerra molto distruttiva e insensata nella regione del Tigray negli ultimi due anni, il governo dell’Etiopia e il Fronte popolare di liberazione del Tigray (TPLF) hanno firmato un accordo di pace per porre fine alle ostilità il 2 novembre.


Articolo di dibattito tra:

  • Teklehaymanot G. Weldemichel – Borsista postdottorato presso NTNU
  • Lyla Metha – Professore presso l’Institute of Development Studies presso la Sussex University e Noragric presso NMBU

Si sarebbe potuto pensare che la situazione fosse migliorata ora a tre settimane dalla firma dell'”accordo di pace” in Sudafrica, ma il fatto è che i circa sei milioni di abitanti del Tigray vivono ancora praticamente isolati dal mondo esterno. Hanno ancora scarso accesso ai servizi bancari, all’elettricità, ai trasporti e alle comunicazioni con il mondo esterno.

Ci sono anche poche indicazioni che le forze eritree si siano ritirate dal Tigray, che gli attacchi nemici siano cessati o che nella regione sia entrata una quantità sufficiente degli aiuti di emergenza tanto necessari.

Non esiste ancora quasi nessuna cura disponibile per malattie come il diabete, l’HIV e la tubercolosi. Anche l’ospedale del capoluogo del Tigray, Mekele, è privo di medicinali necessari . La carenza di medicinali potrebbe essere persino peggiore ora rispetto a prima della firma dell’accordo.

Una crisi dimenticata


È un dato di fatto che la guerra nel Tigray, con le sue conseguenze catastrofiche sotto forma di enormi bisogni umanitari e violazioni dei diritti umani, è tra le peggiori guerre che il mondo abbia vissuto negli ultimi anni.

Per due interi anni, il Tigray è stato sotto un blocco de facto , con pochissimi rifornimenti umanitari che entrano nella regione.

La crisi è rimasta nascosta al resto del mondo perché praticamente tutti i canali di comunicazione sono stati interrotti, ma anche perché ha ricevuto un’attenzione minima da parte della comunità internazionale. Questo perché molta attenzione è stata rivolta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ma anche perché le guerre africane sono spesso considerate meno importanti perché sono “ fuori vista ” per noi.

Nessuna delle due parti è senza colpa


Non ci sono parti in conflitto che siano irreprensibili. I rapporti indicano che i soldati del TPLF hanno commesso crimini di guerra nella vicina regione di Amhara nel Tigray entro la fine del 2021.

Ciò che sta accadendo nel Tigray dall’autunno del 2020 è tuttavia di portata completamente diversa. Un rapporto delle Nazioni Unite di settembre ha mostrato che le autorità etiopi ei loro alleati hanno commesso crimini contro l’umanità nel Tigray. Il rapporto afferma inoltre che ci sono buone ragioni per ritenere che le forze di resistenza nel Tigray siano state responsabili anche di crimini di guerra e gravi violazioni dei diritti umani.

La guerra è stata caratterizzata da violente ostilità contro i civili nel Tigray e nelle regioni limitrofe. L’Università di Ghent in Belgio ha stimato che siano andate perdute tra le 380.000 e le 600.000 vite civili, ma i numeri effettivi potrebbero essere più alti. La fame e la mancanza di medicine durante il blocco sono una delle cause principali, ma anche vite umane sono state perse a causa di orribili massacri e bombardamenti indiscriminati di obiettivi civili.

C’è stata anche una campagna di pulizia etnica nel Tigray occidentale, che ha provocato la fuga di massa di 1,2 milioni di persone da queste aree, principalmente verso altre parti del Tigray.

Il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha recentemente descritto la guerra nel Tigray come “la peggiore crisi umanitaria mondiale provocata dall’uomo”. Il mese scorso, il Museo dell’Olocausto degli Stati Uniti ha lanciato l’allarme sull’aumento del rischio di genocidio nel Tigray. Ma l’avvertimento è arrivato troppo tardi, perché ci sono già prove che quello che è successo potrebbe essere un genocidio.

Gli agricoltori sono morti di fame


All’inizio di quest’anno abbiamo sottolineato che i contadini del Tigray, in particolare, erano a rischio di fame. Le loro fattorie sono state sistematicamente saccheggiate e distrutte durante la prima invasione del 2020, avvenuta nel bel mezzo del raccolto.

Il saccheggio e la distruzione sono stati seguiti da una campagna anti-agricola e da un assedio che ha impedito agli agricoltori di ottenere aiuti per ricostruire le loro fattorie, acquisire nuovo bestiame e altri prodotti essenziali come sementi e fertilizzanti per le due stagioni successive.

Proprio come nell’autunno del 2020, le forze etiopi e i loro alleati, come le forze eritree e varie milizie di etnia Amhara, questo autunno hanno lanciato un’offensiva su vasta scala lungo i confini del Tigray nel mezzo del raccolto.

I rapporti indicano che le forze hanno sistematicamente ucciso civili e che sono state coinvolte nell’incendio e nel saccheggio di raccolti e altre proprietà civili nelle aree di cui hanno preso il controllo.

Questi attacchi hanno seguito lo stesso schema delle recenti invasioni nella regione. Mentre le forze alleate si spingono nei villaggi remoti nella regione del Tigray, i campi di raccolti che avrebbero dovuto essere raccolti sono stati invece trasformati in campi di battaglia. La conseguenza è che gli agricoltori sono diventati incapaci di sostenersi.

Secondo gli esperti delle Nazioni Unite , ci sono anche buone ragioni per ritenere che le autorità etiopi abbiano dimostrato di aver usato la fame come arma di guerra.

Leggi anche: Ottimismo, ma anche delusione per i contenuti dell’accordo tra etiopi in Norvegia

La Norvegia deve aiutare


I bisogni sono ancora enormi nel nord dell’Etiopia e ora la comunità internazionale deve intervenire. Questo vale anche per la Norvegia, che per molti decenni ha fornito sostegno allo sviluppo sociale ed economico dell’Etiopia.

Anche il Comitato per il Nobel norvegese ha scelto di assegnare il premio per la pace al primo ministro Abiy Ahmed un anno prima che entrasse in guerra nel suo paese. Successivamente, sia i norvegesi che gli etiopi hanno sostenuto che il comitato per il Nobel che ha assegnato il premio ad Abiy deve dimettersi e il premio per la pace deve essere ritirato.

Considerando le strette relazioni diplomatiche ed economiche tra Etiopia e Norvegia, è nostra opinione che la Norvegia debba fare di più. Soprattutto da quando la Norvegia è stata al fianco dell’Etiopia in quelli che avrebbero dovuto essere i bei tempi del paese (assegnando il premio al primo ministro Abiy), dovremmo fare lo stesso ora e aiutare il paese nei momenti difficili.

Per la gente comune nel Tigray e in Etiopia in generale, i tempi non sono mai stati più duri di adesso. È importante che la Norvegia, insieme ad altri paesi partner, eserciti pressioni affinché l’accordo di pace venga attuato.

Leggi anche: Giornalisti introdotti clandestinamente nel Tigray, hanno documentato condizioni estreme

Un “accordo di pace”


Nonostante il diffuso elogio dell’accordo di pace per una “cessazione delle ostilità”, sono in molti a dubitare che il cessate il fuoco sarà effettivamente rispettato in futuro. Tra l’altro, ci sono stati diversi attacchi di droni dalla firma dell’accordo.

Fano, una milizia Amhara nota per la sua partecipazione alla pulizia etnica del Tigray occidentale, rimane nelle città e nei villaggi del Tigray dove si dice stia commettendo atrocità.

Il ruolo dell’Eritrea non è affatto menzionato nell’accordo di pace, sebbene il testo contenga una sezione sulla “fine del confronto con forze esterne su entrambe le parti del conflitto”.

Così com’è, è solo un “accordo di pace” sulla carta, e ci sono pochi cambiamenti reali per i milioni di persone intrappolate all’interno dei confini chiusi del Tigray.

Mukesh Kapila, che è un riconosciuto esperto di genocidio, ha recentemente affermato che fino a 5.000 persone moriranno nel Tigray ogni settimana se gli aiuti di emergenza non vengono portati ora.

Raccomandazioni alla comunità internazionale


Data la natura debole dell’accordo di pace, vorremmo formulare le seguenti raccomandazioni in particolare alla comunità internazionale, che comprende la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale, le istituzioni multilaterali come l’ONU e l’UE, nonché le autorità nazionali:

  • Garantire che il cessate il fuoco sia rispettato da tutte le parti in conflitto. Il cessate il fuoco deve essere monitorato da attori internazionali, non solo dall’Unione Africana, che ha svolto quello che riteniamo essere un ruolo politico e problematico nel conflitto.
  • I rifornimenti umanitari e medici ei servizi di comunicazione devono essere immediatamente ripristinati e l’assedio revocato. È anche importante notare il fatto che l’accesso alla fornitura di aiuti di emergenza è stato qualcosa che può essere negoziato in questa crisi e che crea un precedente negativo per crisi simili in futuro.
  • Il linguaggio ostile, la propaganda e l’incitamento all’odio devono cessare immediatamente e tutte le parti devono dimostrare di volere la pace.
  • La Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale e altre istituzioni multinazionali devono garantire che ogni sostegno all’Etiopia venga interrotto a meno che non ci sia la pace e il paese si assuma la responsabilità dei diritti umani e dei crimini di guerra che sono stati commessi.
  • Le questioni relative alla giustizia, alla responsabilità e alla riconciliazione non devono essere trascurate. Non è possibile raggiungere una pace duratura se i responsabili delle violenze non vengono assicurati alla giustizia e riconciliati. Questo è l’unico modo per evitare un’altra guerra in futuro.

Sunniva Kvamsdal Svezia : giornalista di dibattito presso Bistandsaktuelt.


FONTE: bistandsaktuelt.no/den-afrikan…


tommasin.org/blog/2022-11-29/e…

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Vi piace discutere su #mastodon?

Non è che discutessi un granchè di la ma di qua mi ero ripromesso di non farne

Ringrazio il Pirata e Versodiverso per la bella discussione di stamattina con visioni forse diverse (forse eh) ma sempre dentro i limiti della convivenza civile che ho imparato ad amare quassù

Buon pomeriggio amiche e amici delle discussioni rock #mastodontiche

Teniamo #mastodon pulito

Sick Tamburo - Con le tue mani sporche
invidious.namazso.eu/watch?v=k…

@versodiverso
@informapirata

Informa Pirata reshared this.

Etiopia, funzionario del Tigray accusa le forze eritree di “uccidere sommariamente” civili, chiede protezione al governo federale


Getachew Reda, portavoce del Fronte popolare di liberazione del Tigray (TPLF) e membro della delegazione per i colloqui di pace del Tigray, ha affermato che…
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Getachew Reda, portavoce del Fronte popolare di liberazione del Tigray (TPLF) e membro della delegazione per i colloqui di pace del Tigray, ha affermato che le forze eritree hanno continuato a uccidere civili, compresi bambini e donne, mentre le forze del Tigray stanno portando avanti il ​​disimpegno come concordato a Pretoria/ Patto di pace di Nairobi.

Getachew domenica 27 novembre 2022 ha twittato:

“Le forze eritree stanno ancora uccidendo civili, saccheggiando, distruggendo e saccheggiando proprietà a piacimento. A maggio Abay la scorsa settimana, sono stati giustiziati sommariamente centinaia di donne e bambini”

È l’ultima di una continua accusa di atrocità avanzata dai funzionari del Tigray contro le forze eritree da quando l’accordo di pace è stato raggiunto per la prima volta in Sudafrica il 2 novembre.

Domenica scorsa, citando testimoni oculari e operatori umanitari, l’AP ha riferito che:

“gli alleati dell’esercito federale etiope stanno saccheggiando proprietà ed effettuando detenzioni di massa nel Tigray. Le truppe eritree e le forze della vicina regione etiope di Amhara – che hanno combattuto a fianco dell’esercito federale etiope nel conflitto del Tigray – hanno saccheggiato aziende, proprietà private, veicoli e cliniche sanitarie a Shire, una città nord-occidentale che è stata catturata dalle forze del Tigray il mese scorso”

Aggiungendo che:

“i civili accusati di aiutare le forze del Tigray sono” anch’essi detenuti nella città di Alamata, nel sud del Tigray.”

Una dichiarazione dello stato regionale rilasciata il 19 novembre ha accusato le forze eritree di aver commesso crimini contro l’umanità, saccheggio di proprietà appartenenti a privati ​​e istituzioni religiose. Lo stesso giorno le riprese trasmesse dal media regionale, Tigray TV, mostravano anche cadaveri sparsi sul terreno che si diceva fossero alcune delle 63 vittime civili, tra cui dieci bambini, uccise dalle forze eritree a Egela, nel Tigray centrale.


Lo avevo riportato su Focus On Africa: Etiopia, continuano violenze e abusi dell’Eritrea in Tigray nonostante l’accordo di Pretoria


La TV regionale del Tigray ha anche riferito domenica di continui pesanti bombardamenti del distretto di Irob nel Tigray orientale da parte di “forze eritree nonostante l’accordo di pace”.

Getachew ha dichiarato:

“È ovvio che gli eritrei non hanno alcun interesse per qualsiasi accordo pacifico tra il governo centrale e il Tigray poiché ostacolerebbe i loro nefasti piani nel Corno. La domanda è: i nostri partner per la pace ad Addis faranno la loro parte nell’accordo per proteggere i civili e fare tutto il necessario per convincere le “forze esterne e non ENDF” a lasciare il Tigray? La nostra speranza e aspettativa è che adempiano la loro parte dell’affare”

Il comandante dei combattenti del Tigray, il tenente generale Tadesse Werede, nella sua ultima intervista con Tigray TV , ha affermato che l’attuazione dell’accordo di pace è iniziata dalla parte del Tigray. Ha aggiunto che il disarmo delle armi pesanti da parte dei combattenti del Tigray è collegato al ritiro delle forze eritree e amhara dalla regione del Tigray.

Olusegun Obasanjo, alto rappresentante dell’Unione africana nel Corno d’Africa e capo negoziatore di pace tra il governo etiope e le autorità del Tigray, durante una visita a Mekelle, capitale della regione del Tigray il 24 novembre, ha dichiarato agli alti dirigenti dello stato regionale che:

“nessun paese dovrebbe accettare la presenza di un paese straniero sulla sua terra ”,

Sottolineando che la sua visita mira a determinare come risolvere al meglio le questioni, inclusa la questione delle truppe straniere.

In risposta a un tweet dell’Ufficio per gli affari africani del Dipartimento di Stato americano che ha accolto con favore la visita di Obasanjo nel Tigray e la sua successiva dichiarazione sulla presenza indesiderata di truppe straniere, il ministro dell’Informazione dell’Eritrea Yemane Gebremeskel ha twittato che:

“le architetture di difesa tra Stati africani sovrani non sono soggette a precedente approvazione , o veto da parte di poteri estranei”.

Alla voce “Disarmo dei combattenti armati del Tigray”, della Dichiarazione del Piano Esecutivo punto 2.1/D, si afferma che “ il disarmo delle armi pesanti sarà effettuato in concomitanza con il ritiro delle forze straniere e non ENDF dalla regione“. (Copia dichiarazione)

Il governo federale non ha commentato le accuse di atrocità commesse dalle forze eritree, né vi è alcuna relazione sullo stato del loro ritiro dalla regione del Tigray.

Gli sforzi di Addis Standard per ottenere commenti sia dai servizi di comunicazione del governo federale che dalle forze di difesa nazionali etiopi (ENDF) non hanno avuto successo. Il capo delle pubbliche relazioni dell’ENDF, il colonnello Getnet Adane, si è astenuto dal commentare la questione e ha detto che dovremmo aspettare dichiarazioni ufficiali.


FONTE: addisstandard.com/news-tigraya…


tommasin.org/blog/2022-11-29/e…

Informa Pirata ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Perché nei social incrociamo persone esageratamente aggressive e volgari? Alcuni sono "troll", cioè lo fanno apposta per rovinare le discussioni, altri hanno tratti personali precisi, che rasentano la psicosi. Non c'è quindi spazio per la discussione.
Da un'idea di @jonathanstea@twitter.com.
Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Meta, la controllante di Facebook è stata multata di 265 milioni di euro (230 milioni di sterline) dalle autorità di regolamentazione irlandesi.

L'inchiesta su Meta è stata aperta nell'aprile 2021, dopo che i dati di 533 milioni di persone in 106 paesi erano stati pubblicati su un forum di hacking dopo essere stati "raschiati" da Facebook anni prima.

Il DPC ha affermato che Meta ha violato il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) in Europa.

bbc.com/news/technology-637843…

reshared this

Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale

aytin

Sì, soprattutto per lavoro, devo usarlo anche io. Quando posso scegliere, per la comodità vado su Telegram. Per tutto il resto, il miglior compromesso per me fra un'attenzione maniacale alla privacy e features è Signal.
Questa voce è stata modificata (3 anni fa)
Informa Pirata ha ricondiviso questo.

Alcuni cybercriminali stanno sfruttando una challenge #TikTok di tendenza chiamata "Invisible Challenge" per installare malware su migliaia di dispositivi e rubare le loro password, account Discord e, potenzialmente, portafogli di criptovaluta.
Di Bill Toulas su #BleepingComputer
bleepingcomputer.com/news/secu…

reshared this

La scorsa settimana, i leader dei gruppi politici del Parlamento europeo hanno concordato una “Dichiarazione europea sui diritti digitali e principi per il decennio digitale” . La firma da parte del Presidente del Parlamento è considerata una formalità.[1] Secondo il vicepresidente dell’UE Margrethe Vestager, il testo intende servire da punto di riferimento e guida per i decisori politici. L’...

Trapelato un documento sulla strategia sanitaria globale della Commissione per espandere il ruolo dell'UE a livello mondiale


Trapelato un documento sulla strategia sanitaria globale della Commissione per espandere il ruolo dell'UE a livello mondiale

!Notizie dall'Italia e dal mondo

La Commissione europea vuole che gli Stati membri dell'UE svolgano lo stesso ruolo decisivo che hanno avuto nella risposta globale alla pandemia di COVID-19, replicando il ruolo guida dell'UE nelle future sfide sanitarie.

La salute delle persone, i sistemi sanitari e le minacce per la salute sono al centro della nuova comunicazione sulla strategia sanitaria globale dell'UE che l'esecutivo dell'UE dovrebbe presentare mercoledì (30 novembre).

La strategia mira a garantire il ruolo centrale dell'UE nel dibattito sulla salute globale e fa seguito a una comunicazione che risale al 2010.

"Il messaggio principale di questa strategia è che l'UE intende riaffermare la propria responsabilità e rafforzare la propria leadership nell'interesse dei più elevati standard di salute raggiungibili, basati su valori fondamentali, come la solidarietà e l'equità, e il rispetto dei diritti umani",


ha scritto la Commissione in una recente bozza della strategia, visionata da EURACTIV.

Di Giedre Peseckyte su #Euractiv

euractiv.com/section/health-co…

EU Declaration on Digital Rights agreed


Last week, the leaders of the European Parliament’s political groups agreed to a „European Declaration on Digital Rights and Principles for the Digital Decade”. The signing by the … https://www.patrick-breyer.de/wp-content/uploads/2022/11/Streamlined-tex

Last week, the leaders of the European Parliament’s political groups agreed to a „European Declaration on Digital Rights and Principles for the Digital Decade”. The signing by the President of the Parliament is considered a formality.[1] According to EU Vice-President Margrethe Vestager, the text is intended to serve as a benchmark and guide for political decision-makers.

MEP Patrick Breyer (Pirate Party) comments on the text:

“The declaration promises ‘effective protection of communications against access by unauthorised third parties’ and protection against illegal surveillance. The promise to promote interoperability, transparency, open technologies and standards is also a positive achievement. However, the plans for indiscriminate scanning of private communications („chat control“) and the blanket data retention laws in force in many European countries call into question the credibility of the agreed commitments.

Our attempt to enshrine a right to encryption and anonymity as well as a rejection of indiscriminate data retention failed due to resistance of governments and the EU Commission. Instead, strange compromises such as the promise to ban (already) unlawful surveillance were agreed.

To justify its plans to attack net neutrality by introducing internet access fees, the EU Commission wrongly refers to the new declaration. According to it, appropriate framework conditions are to be developed so all market players who benefit from the digital transformation make a fair and appropriate contribution to the costs of public goods, services and infrastructures. However, this call for a fair contribution is to be understood in terms of effective taxation of internet corporations, because only through taxation can all market actors really be made to contribute financially to the common good.

The declaration also professes, with problematic radicalism, to protect all children and young people from “harmful and illegal content”, exploitation, manipulation and abuse on the internet and to “prevent” the digital space from being used to commit or facilitate crimes. This objective should not be taken as an illusion that all criminal offences could be prevented, nor as a legitimisation for general surveillance or control of young people’s use of the Internet.”


patrick-breyer.de/en/eu-declar…