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Un password manager che ti permette di custodire tutte le tue credenziali in un unico luogo sicuro è uno dei passi più semplici (e potenti) che puoi fare per proteggere la tua vita digitale🔐

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in reply to Leonardo

io uso AEGIS, mi trovo benissimo.

Il rischio è ovviamente quello di perdere l'app e tutti i token di autenticazione. Per scongiurarlo, ho impostato l'app affinché, ad ogni nuova modifica faccia il backup della configurazione su una cartella dello smartphone che, guarda caso, è in realtà una cartella di Nextcloud.

Io ho un'istanza personale di Nextcloud, ma puoi anche salvare il file da qualche parte ogni tanto.

in reply to Leonardo

Puoi installarlo anche sulpc di casa, ma quando lo spegni ed esci di casa lo smartphone non saprebbe più dove scrivere i backup. Se non to serve questo requisito (la continuità), allora non è un problema.

Esistono anche soluzioni gestite, ad es. Aruba Drive (120 euro dall'anno), spazio illimitato.

C'è anche chi offre pochi GB gratuitamente.

Per me è stato facile, per i servizi della famiglia affitto un server in Germania dove ho installato quello che ci serviva. (Nextcloud e altro).

in reply to SimoneViaggiatore

@SimoneViaggiatore @leonardov Praticamente Aruba Drive ti da un Nextcloud, solo che quel "spazio illimitato" mi fa sollevare senpre il sopraciglio.

Io uso un raspberry come server nextcloud ed ogni notte faccio un backup criptato su una box di Hetzner che mi dà 1 TB di spazio.

Cmq se si usa un rasberry o una scheda con un intel n100 si ci fa un ottimo home server con consumi molto contenuti.

in reply to Fabrizio

Anch'io ho un nextcloud personale su un VPS, per dati importanti, ma quello di Aruba va benissimo per tutto il ciarpame digitale, che non vuole o non può cestinare.

È ovvio, non esiste niente di illimitato.

Al momento ho 8 TB su Aruba e non risento di problemi o limitazioni particolari, se non le limitazioni nella banda come da contratto.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
in reply to Fabrizio

Io sono un caso particolare; tra 2 canali YouTube con filmati in 4k a 60 fps, 3 podcast, e vent'anni di foto in raw ho veramente tanta roba.

Poi metrici il ciarpame comunque a tutti, come 160 GB di collezione musicale, film, giochi...

Sto rimandando nel tempo il momento in cui dovrò pulire un bel po' do roba... ma prima o poi arriverà.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
in reply to oqdu

@oqdu volevo evitare di avere anche gli OTP su bitwarden, mi sembra meno sicuro.
Dunque alla fine ho preferito anche io Aegis, con backup automatico su altri 2 miei dispositivi.

Ora mi resta il dubbio pass key: è giusto salvarle su bitwarden? Di fatto sono considerate più sicure, ma un eventuale accesso a bitwarden (es. per mia negligenza) consentirebbe la possibilità di accedere ai vari Google / Amazon / etc.

È davvero un passo avanti da questo punto di vista?

@oqdu
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Sin dall'inizio, il Governo interviene normativamente sull’onda emotiva di fatti di cronaca, alimentando la sensazione di un’emergenza permanente che rende necessarie sempre nuove strette.

È nell’abitudine collettiva ad accettare graduali restrizioni di libertà costituzionali che si insinua il rischio democratico.

Un governo dovrebbe misurare la propria forza nella capacità di proteggere la collettività senza chiedere ogni volta un ulteriore pezzo di libertà in cambio.

editorialedomani.it/idee/comme…

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Francesca Albanese è una voce potente per la giustizia, ecco perché la lobby israeliana sta cercando di metterla a tacere

Gruppi di pressione israeliani hanno diffuso dichiarazioni falsificate della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Francesca Albanese, per diffamarla. La loro campagna disperata è una testimonianza del suo lavoro e della minaccia che rappresenta ritenendo Israele responsabile del genocidio.

mondoweiss.net/2026/02/frances…

@politica

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La questione curda deve essere risolta e la democratizzazione, deve essere perseguita attraverso l’organizzazione e la lotta!


La “Commissione nazionale per la solidarietà, la fratellanza e la democrazia”, ​​istituita il 5 agosto 2025, ha presentato all’opinone pubblica il 19 febbraio 2026, il rapporto finale del suo lavoro durato mesi Questo rapporto è oggetto di ampia discussione. Poiché riguarda direttamente il nostro movimento, abbiamo ritenuto necessario presentare il nostro punto di vista sul rapporto al nostro popolo e all’opinione pubblica.

La ricerca di una soluzione alla questione curda e alla democratizzazione della Turchia da parte del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan è iniziata nel 1993 e prosegue da 33 anni. Questo processo, avviato durante la presidenza di Turgut Özal, ha ora raggiunto una nuova fase. I 33 anni di discussioni sulla risoluzione del conflitto e i negoziati condotti hanno prodotto progressi significativi nella risoluzione della questione curda e nella democratizzazione. Sin dall’intervista del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan al defunto M. Ali Birand nel 1988, si è saputo che egli stava cercando una soluzione democratica alla questione curda. Ha chiesto una soluzione democratica in ogni occasione e ha ripetutamente garantito cessate il fuoco e non conflitti per spianare la strada a tale soluzione.

L’approccio del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan è ben noto al popolo, sia all’opinione pubblica nazionale che a quella internazionale. È chiaro che anche lo Stato e le forze politiche turche sono a conoscenza dell’approccio del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan.

Il 22 ottobre 2024, nel suo discorso al gruppo parlamentare, il presidente dell’MHP, Devlet Bahçeli ha rivolto un appello al leader del popolo curdo Abdullah Öcalan. Si trattava di un appello che era stato indubbiamente rivolto con la consapevolezza del presidente Tayyip Erdoğan. Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan ha risposto affermando che, se gli fosse stata data l’opportunità, avrebbe avuto il potere di portare la questione curda e l’attuale conflitto a un livello politico e legale.

Dopo gli incontri con la delegazione del partito DEM e i funzionari statali, il 27 febbraio il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan ha lanciato l'”Appello per la pace e la società democratica” sull’isola di Imralı alla presenza della delegazione del partito DEM.

Pervin Buldan e Ahmet Türk hanno letto l’appello del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan davanti a centinaia di giornalisti. Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan ha dichiarato alla stimato democratico rivoluzionario Sırrı Süreyya Önder che quanto affermato in questo appello si sarebbe concretizzato solo se fossero stati soddisfatti i requisiti legali e politici, e lo ha sottolineato pubblicamente dopo la lettura dell’appello.

Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan ha costantemente chiesto l’intervento del parlamento in tutti i periodi di non conflitto e di negoziazione con lo Stato. Dopo l'”Appello per la pace e la società democratica”, ha sottolineato che una commissione formata dal parlamento dovrebbe affrontare i problemi fondamentali della Turchia, come la questione curda.

Anche altri partiti politici, principalmente il Partito DEM e il CHP, hanno affermato che la questione avrebbe dovuto essere portata in Parlamento. Quando anche l’opinione pubblica democratica ha espresso questa richiesta, l’alleanza AKP-MHP ha deciso di istituire una commissione. L’istituzione di un’ampia commissione composta da 51 membri, comprendente la maggioranza dei partiti rappresentati in parlamento, ha rappresentato un passo importante nella storia turca.

Sebbene denominata “solidarietà nazionale, fratellanza e democrazia”, ​​è noto che questa commissione si occupa principalmente della questione curda e dei problemi che ha creato. Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, il nostro movimento e il nostro popolo hanno attribuito grande importanza a questa commissione. È stato molto apprezzato anche dall’opinione pubblica turca. Di conseguenza, le aspettative nei confronti di questa commissione sono state elevate. Per questo motivo, è rimasto un argomento di discussione costante.

Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan ha comunicato alla commissione che i fattori che hanno creato la questione curda, la storica fratellanza curdo-turca e l’alleanza dovrebbero essere presi come base per la soluzione di questo problema e che la soluzione potrebbe essere raggiunta attraverso l’integrazione democratica basata sul riconoscimento dei diritti democratici fondamentali del popolo curdo. Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan ha costantemente sottolineato che la questione curda deve essere risolta attraverso l’integrazione democratica.

Ha affermato che questo obiettivo può essere raggiunto solo abbandonando completamente il negazionismo e garantendo al popolo curdo i suoi diritti democratici fondamentali e l’autogoverno basato sulla democrazia locale. Il popolo curdo ha inoltre costantemente affermato di sostenere il progetto risolutivo del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan. Per questo motivo, lo ha ripetutamente nominato capo negoziatore. E, come è noto, siamo pienamente impegnati nelle decisioni prese dal leader del popolo curdo Abdullah Öcalan.

Il rapporto della commissione, pubblicato dopo mesi di lavoro, contiene carenze e omissioni fondamentali. Il contenuto del rapporto è viziato da queste carenze e omissioni fondamentali. Indubbiamente, l’incapacità di risolvere la questione curda è dovuta principalmente alla mancanza di democrazia. Si è continuato a evitare la democratizzazione proprio perché avrebbe giovato ai curdi, aprendo la strada a una soluzione del problema. Il rapporto non menziona la questione curda. È impossibile risolvere un problema senza nominarlo. l rapporto afferma che la soluzione del problema dipende dall’eliminazione delle cause profonde, ma queste cause profonde non vengono identificate. Questa è l’impasse centenaria della Turchia. Per 100 anni, l’attenzione si è concentrata sulle conseguenze, non sulle cause. La causa centenaria è la negazione dei curdi. Anche se si sostiene che la negazione sia stata abbandonata, legalmente e politicamente, questa negazione è destinata a continuare. Per questo motivo il rapporto non menziona la presenza curda e la questione curda. Pertanto, parlare di fratellanza curdo-turca non ha alcun valore sociale, culturale, politico o giuridico.

Per evitare di parlare di “questione curda”, si ricorre insistentemente al termine “questione terroristica”. Si afferma inoltre che la soluzione definitiva alla questione del terrorismo risiede nella democratizzazione. In effetti, il rapporto riconosce che i conflitti derivano dall’irrisolta questione curda. Rivela inoltre che finora la questione è stata affrontata da una prospettiva di sicurezza. Si afferma che il problema non può essere risolto con questo approccio. Pertanto, si ammette che gli aspetti sociali, culturali e politici della questione curda non sono stati considerati. Ciò significa che l’identità curda non viene accettata e i problemi non vengono risolti. Omettendo di menzionare l’identità e la questione curda nel rapporto, tutto viene compresso nella categoria del terrorismo e si continua con la vecchia concezione e politica.

Il rapporto menziona ripetutamente la democratizzazione. Pertanto, si accetta che la causa del problema sia la mancanza di democratizzazione, che garantirebbe il riconoscimento dell’esistenza e dei diritti fondamentali dei curdi.

Come può esserci democratizzazione senza affrontare l’esistenza e la questione curda? Ci sarà democratizzazione senza i curdi? La logica del rapporto implica questo. D’altro canto, la questione curda, che dura da 100 anni, e le obiezioni, la resistenza e la lotta del popolo curdo vengono attribuite a forze esterne. Il nostro movimento di liberazione lotta da 52 anni, contando sulla forza del nostro popolo e resistendo con sacrificio di fronte alle difficoltà.

Per decenni, lo Stato turco ha sfruttato la sua posizione geopolitica e l’appartenenza alla NATO per attaccare il nostro movimento con il supporto di forze esterne. Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan è stato consegnato alla Turchia attraverso una cospirazione guidata da Stati Uniti, Israele e Regno Unito.

Se non si fosse basata sul nostro popolo e sulle nostre forze, la nostra lotta per la libertà non sarebbe durata 52 anni. Di fatto, lo Stato turco, affidandosi a potenze esterne, allineandosi alle loro politiche e perseguendo una politica contraria alla millenaria alleanza turco-curda, ha esacerbato i problemi. Da questa prospettiva, l’affermazione che la nostra lotta per la libertà si basi su potenze esterne non ha alcun significato se non quello di una classica campagna diffamatoria e di una propaganda di guerra mirata.

Sebbene alcuni elementi tra le nostre fila abbiano commesso atti che il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan e il nostro movimento non accettano, la nostra lotta ha preso posto nella storia come una delle lotte per la libertà più pure e onorevoli. Da questa prospettiva, non accettiamo che il nostro movimento venga etichettato come terrorismo. Decine di migliaia di omicidi sono stati commessi dall’esercito, dalla polizia o dalle milizie affiliate dello Stato. Indubbiamente, le parti in conflitto hanno subito migliaia di vittime a causa di decenni di guerra.

Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan ha ripetutamente proposto l’istituzione di una commissione per la verità che indaghi sui crimini di guerra commessi durante il conflitto. In breve, non è corretto dipingere le vittime come unilaterali. Stiamo già dicendo che, sapendo che c’è una guerra e che le sue conseguenze sono gravi, i problemi non possono essere risolti attraverso il conflitto.

In sostanza, il concetto di terrorismo, spesso menzionato nel rapporto, ne mina lo spirito e crea una situazione che nasconde le cause profonde dei problemi. Denunciare la negatività creata dalla guerra è un altro discorso. Tuttavia, la questione su cui si concentra la commissione sono i problemi derivanti dal mancato riconoscimento dell’esistenza e dei diritti fondamentali dei curdi.

Il problema fondamentale della Turchia è la questione curda e la connessa questione della democratizzazione. Affrontando il problema in questo modo, diventa più facile trovare soluzioni. Da questa prospettiva, è importante concentrarsi sullo stile, sul metodo e sull’approccio che facilitano la risoluzione dei problemi.

Il concetto di democratizzazione è utilizzato decine di volte nel rapporto. Ancora una volta, si parla di diritti, diritto, diritti fondamentali, libertà di pensiero e di associazione. Questi riferimenti mostrano chiaramente che la fonte del problema non risiede in forze esterne o nel pretesto del terrorismo. Da questa prospettiva il riconoscimento dei diritti democratici fondamentali del popolo curdo, che costituiscono l’essenza del problema, e l’instaurazione della democrazia forniranno la soluzione ai problemi che hanno portato all’istituzione della commissione. Sarà quindi possibile affermare che la commissione ha svolto un ruolo nella risoluzione del problema.

Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan ha dimostrato la sua determinazione a perseguire una politica democratica. Affermiamo che la nostra futura vita politica e la nostra strategia di lotta saranno basate sulla politica democratica. Da questa prospettiva, la deposizione delle armi è stata affrontata sulla base della libertà di perseguire una politica democratica. Anche il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan ha sottolineato di voler proseguire la sua vita politica perseguendo una politica democratica. Si tratta di una questione che non è stata discussa correttamente in Turchia e che non è stata presentata correttamente nella relazione della Commissione. Non siamo individui qualunque. I guerriglieri armati non sono individui che pensano di tornare a casa. Dire “deponete le armi e tornate a casa” è un approccio umiliante. Cosa si aspettano che accada dopo la deposizione delle armi? Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan ha proposto un paradigma, una concezione della politica democratica e dell’integrazione democratica, con il suo modello organizzativo e il suo stile di lavoro. È possibile condurre una lotta politica libera e democratica su questa base? O perché dovremmo andare in un contesto politico come quello attuale in Turchia, dove coloro che si impegnano in politica democratica e lottano democraticamente per la soluzione della questione curda sono considerati criminali e gettati in prigione?

Pertanto, sarà possibile deporre le armi e tornare in Turchia solo se sarà garantita una politica democratica senza ostacoli, basata sulla libertà di pensiero e di organizzazione, e se sarà chiaro che la soluzione della questione curda sarà raggiunta attraverso l’integrazione democratica.

Imporre un ambiente politico privo di libertà di azione democratica e mirante a eliminare completamente il nostro movimento per la libertà è una continuazione della vecchia mentalità. Da questa prospettiva, è importante intraprendere passi verso la democratizzazione che includano la risoluzione della questione curda attraverso l’integrazione democratica. Non ha senso dire “deponete le armi e venite” senza eliminare i fattori che hanno creato il problema. Se si chiede una politica democratica libera, è importante che le modifiche alle leggi menzionate nel rapporto della commissione vengano attuate senza indugio. Abbiamo sciolto il partito, deposto le armi e adempiuto ai nostri obblighi. Ora è necessario che lo Stato soddisfi i requisiti politici e legali per far avanzare questo processo.

Quando abbiamo tenuto il 12° Congresso e abbiamo deciso di sciogliere il partito, ponendo fine alla lotta armata, abbiamo sottolineato che quanto espresso nell'”Appello per la pace e la società democratica” poteva essere messo in pratica solo dal leader del popolo curdo Abdullah Öcalan.

Se, nonostante sia trascorso un anno dall’appello del 27 febbraio, si sono registrati pochi progressi, è perché il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan non ha le condizioni per operare liberamente. Il principale destinatario della questione su cui la commissione parlamentare ha preparato la sua relazione è il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan.

Lo Stato lo ha già riconosciuto attraverso le sue dichiarazioni. Da questa prospettiva, affinché tutto quanto affermato nell’appello del 27 febbraio venga pienamente e adeguatamente realizzato, il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan deve essere libero.

A tal fine, lo Stato deve riconoscere ufficialmente l’interlocuzione che ha di fatto accettato e garantire che il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan abbia la libertà di operare per svolgere il suo ruolo. In caso contrario, la credibilità e la serietà della politica di risoluzione dello Stato saranno messe in discussione.

Se la Turchia è seria e determinata a superare tutti i suoi problemi e a diventare una potenza emergente in Medio Oriente basata sulla fratellanza turco-curda e sulla democrazia, allora deve riconoscere apertamente il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan come controparte e garantire che il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan abbia l’opportunità di incontrare e parlare con tutti.

Se non si desidera una stagnazione completa del processo di pace e di società democratica e si vogliono raggiungere i risultati positivi espressi, allora il compito urgente è garantire che il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan abbia le condizioni per lavorare liberamente. La risoluzione della questione curda e la democratizzazione in Turchia riguardano il popolo curdo e tutti i popoli della Turchia. Il popolo curdo e i popoli della Turchia devono assumersi la responsabilità di questa questione con sensibilità.

Una questione così cruciale non dovrebbe essere lasciata esclusivamente alla discrezione dello Stato e agli sforzi del movimento per la libertà. Se gli sforzi del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan devono dare i loro frutti, il nostro popolo, i popoli e tutte le forze democratiche devono organizzarsi e lottare per la risoluzione della questione curda e per la democratizzazione.

Ovunque, la democratizzazione e la risoluzione di questioni fondamentali sono state raggiunte attraverso la lotta. Su questa base, nel secondo anno dopo l'”Appello per la pace e la società democratica” del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, tutti devono accogliere questo appello, intensificare la lotta e fare la propria parte.

La co-presidenza del

Consiglio Esecutivo della KCK

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Intensificate le proteste studentesche in Iran: né Scià né Mullah!


Lo sciopero generale e l’ondata di proteste promosse dagli studenti universitari hanno acquisito slancio, con migliaia di persone che hanno riempito i campus e scandito lo slogan “Né Shah né Mullah”.

Le proteste iniziate in Iran e nel Rojhilat sono proseguite con scioperi guidati dagli studenti. Le prime manifestazioni sono scoppiate il 28 dicembre 2025 al Gran Bazar di Teheran per la crisi economica del Paese. I disordini si sono poi estesi a tutto l’Iran, in particolare al Rojhilat.

Dopo che le forze di sicurezza avrebbero usato proiettili veri contro le proteste in espansione, un gran numero di persone è stato ucciso. Le autorità hanno anche imposto la chiusura di Internet a livello nazionale, limitando gravemente le comunicazioni con il mondo esterno.

Dopo le sanguinose repressioni del 7 e 8 gennaio, il 17 e 18 febbraio si è celebrato il 40° giorno di commemorazione delle vittime. Negli ultimi quattro giorni le proteste sono riprese dopo che gli studenti hanno indetto un nuovo sciopero. Il 21 febbraio i gruppi universitari hanno annunciato l’indizione di uno sciopero per il 23 febbraio.

Per tutta la giornata, migliaia di studenti si sono radunati nei campus, scandendo slogan come “Morte al dittatore” e “Libertà”, trasformando i terreni dell’università in punti di ritrovo.

Università in cui sono state segnalate proteste:

Università Tarbiat Modares (Teheran): gli studenti si sono radunati nel campus scandendo slogan contro la Guida Suprema dell’Iran. Tra gli slogan: “Finché il clero non sarà nascosto, questa patria non diventerà una vera patria” e “Questo è il messaggio finale, l’obiettivo principale è il regime stesso”.

Università Sharif (Teheran): Secondo alcune segnalazioni, le forze di sicurezza in borghese hanno tentato di impedire agli studenti di unirsi alle proteste. In una dichiarazione gli studenti hanno descritto le autorità come “mercenari armati e assassini” e hanno invitato il pubblico a radunarsi fuori dalle università in segno di sostegno.

Università di Teheran: una grande folla si è radunata, scandendo slogan tra cui “Dopo tutti questi anni di crimini, morte a questo sistema di tutela”, “Morte al dittatore” e “Finché il mullah non sarà avvolto nel mistero, questa patria non diventerà una vera patria”.

Università di Alzahra (Teheran): gli studenti si sono uniti alle proteste portando con sé le fotografie dei loro compagni uccisi.

Università della Scienza e della Cultura (Teheran): centinaia di studenti hanno preso parte alle manifestazioni.

Università Amirkabir (Teheran): gli studenti si sono riuniti, ripetendo lo slogan “Né Scià né Mullah”.

Università di Tecnologia di Isfahan: gli studenti hanno scandito slogan antigovernativi, tra cui “Quest’anno è un anno di sangue, Seyyed Ali sarà rovesciato” e “Dopo anni di crimini, morte a questo sistema di tutela”.

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How to Restore your 19th-Century Lancashire Boiler to Hold 120 PSI


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The Industrial Revolution was powered by steam, with boilers being a crucial part of each steam engine, yet also one of the most dangerous elements due to the high pressures involved. The five Lancashire boilers at the Claymills Pumping Station are relatively benign in this regard, as they operate at a mere 80 PSI unlike e.g. high-pressure steam locomotives that can push 200 – 300 PSI. This doesn’t mean that refurbishing one of these boilers is an easy task and doesn’t involve plugging a lot of leaks, as the volunteers at this pumping station found out.

At this Victorian-era pumping station there are a total of five of these twin-flue Lancashire boilers, all about 90 years old after a 1930s-era replacement, with them all gradually being brought back into service. The subject of the video is boiler 1, which was last used in 1971 before the pumping station was decommissioned. Boilers 2 and 3 were known to be in a pretty bad condition, and they needed a replacement for boiler 5 as it was about to go down for maintenance soon.

Although the basic idea behind a Lancashire boiler is still to boil water to create steam, it’s engineered to do this as efficiently as possible to save fuel. This is why it has two flues where the burning coal deposits its thermal energy, which then goes on to heat the surrounding water. The resulting pressure from the steam also means that there are a lot of safeties to ensure that things do not get too spicy.

Thus after removing lots of scale, grime and general detritus from decades of neglect, these safeties were all inspected and repaired or replaced as needed. Following this it was time for the hydraulic pressure test, which simulates the pressure from steam, but without all the fuss and lethal dangers. This took a few tries and a number of leaks, issues with old piping and ominous creaking, but eventually the boiler hit the 1.5x safety margin of 120 PSI and stayed there for the required thirty minutes without further issues.

This clears boiler 1 for its official inspection by a boiler inspector who will sign off on it being taken back into use, and allowing this boiler to resume what it was doing up till that day in 1971 when the pump station was decommissioned.

youtube.com/embed/sOkDChp-Vpk?…


hackaday.com/2026/02/23/how-to…

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QUOD is a Quake-Like in only 64kB


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A screenshot of the world's first 64kB boomer shooter

The demoscene is still alive and well, and the proof is in this truly awe-inspiring game demo by [daivuk] : a Quake-like “boomer shooter” squeezed into a Windows executable of only 64 kB he calls “QUOD”. We’ve included the full explanation video below, but before you check out all the technical details, consider playing the game. It’ll make his explanations even more impressive.

OK, what’s so impressive? Well, aside from the fact that this is a playable 3D shooter in 64kB, with multiple enemies, multiple levels, oodles of textures, running, jumping et cetera–it’s so Quake-like he’s using TrenchBroom to make the levels. Of course he’s reprocessing them into a more space-efficient, optimized format. Yeah, unlike the famous .kkrieger and a lot of other demos in the 64kB space, this isn’t all procedurally generated. [daivuk] did make his own image editing program for procedurally generated textures, though. Which makes sense: as a PNG, the QUOD logo is probably half the size of the (compressed) executable.

The low-poly models are created in Blender, and all created to be symmetric–having the engine mirror the meshes saves 50% of the vertex data. . Blender is just exporting half of a low-poly mesh; just as he wrote his own image editor, he has his own bespoke model tool. This allows tiling model elements, as well as handling bones and poses to keyframe the model’s animation.

Audio is treated similarly to textures and meshes: built up at runtime from stored data and a layered series of effects. When you realize all the sounds were put together in his sound tool from square and sine waves, it makes it very impressive. He’s also got an old-style tracker to create the music. All of these tools output byte arrays that get embedded directly in the game code.

The video also gets into some of his optimization techniques; we like his use of a map file and analyzing it with a python tool to find the exact size of game elements and test his optimizations thereby. One thing he notes is that his optmizations are all for space, not for speed. Except, perhaps, for one thing: [daivuk] created a new language and virtual machine for the game, which seems downright extravagant. It actually makes sense, though, as the virtual machine can be optimized for the limits of the game, as he explains starting at about 20 minutes into the video. Apparently it saved a whole 2kB, which seems like nothing these days but actually let [daivuk] fit an extra level into his 64kB limit. Sure, it’s still bigger than Quake13k–and how did we never cover that?–but you get a lot more game, too.

So, to recap: [daivuk] didn’t just make a game with an impressively tiny size on disk, he made the entire toolchain, and a language for it to boot. If you think this is overoptimized, check out Wolfenstien in 600 lines of AWK. Of course in spite of the 1980s file size, this needs modern hardware to run. You can get surprising graphics performance from a fraction of that, like this ATtiny sprite engine.

Thanks to [Keith Olson] for the tip, which probably took up more than 64kB on our tips line.

youtube.com/embed/qht68vFaa1M?…


hackaday.com/2026/02/23/quod-i…

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Good morning. It's 6AM, Sunday, 22nd February. The headlines: US President #Trump has raised global #tariffs to 15% and is considering a military strike against Iran. In response, Iran's Pezeshkian asserts they will not succumb to US pressure. #UK Prime Minister Johnson supports sending non-combat troops. NASA has delayed the Artemis II launch and scrapped a lunar mission planned for early March. #BBC #News
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L'ONU ha respinto la richiesta di dimissioni di Francesca Albanese e ha smontato l'accusa: il video incriminato era manipolato


---dalla pagina fb dell'Avv. Cathy La Torre---


L'ONU ha respinto la richiesta di dimissioni di Francesca Albanese e ha smontato l'accusa: il video incriminato era manipolato.

Lei non ha mai definito Israele "nemico dell'umanità".
Eppure Francia, Germania, Italia, Austria, Repubblica Ceca - e persino FdI con una raccolta firme - hanno chiesto la sua testa.

Il Comitato ONU parla di "attacchi politicamente motivati, basati sulla disinformazione, contro chi documenta crimini e violazioni. Invece di chiedere le dimissioni della signora Albanese per aver svolto il suo mandato in circostanze molto difficili, inclusi intimidazioni persistenti, attacchi personali coordinati e sanzioni unilaterali illegali, questi rappresentanti del Governo dovrebbero unire le forze per ritenere responsabili, compreso davanti alla Corte Penale Internazionale, leader e funzionari accusati di crimini di guerra e crimini contro l'umanità a Gaza, invece di incoraggiare o difendere le azioni illegali del governo di Israele".

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Ho fatto una breve tappa per vedere i resti dell’Abbazia di Sant’Eustachio sul Montello.
Le rovine hanno sempre un fascino particolare per me: muri spezzati, aperture che diventano cornici sul cielo, pietre che custodiscono silenzi antichi.

C’è sempre qualcosa di profondamente suggestivo nelle rovine degli edifici antichi: non solo testimonianze del passato, ma portali che aprono la nostra fantasia verso ciò che è stato e ciò che resta.

Non so se anche a voi capita di lasciarvi affascinare dalle rovine, immaginando la vita che un tempo animava questi luoghi.

@veneto@citiverse.it

#montello #rovine #abbazia

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🌜La Luna si sta restringendo come una uva passa... e questo potrebbe aumentarne il rischio sismico! #Scienza #LunaSismica 🌜

🔗 tomshw.it/scienze/la-luna-si-r…

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Mobilità militare e difesa collettiva. Dal Forum di Vilnius soluzioni verso il 2030

@Notizie dall'Italia e dal mondo

In passato è accaduto che i funzionari doganali di uno Stato membro hanno impedito ai carri armati alleati di attraversare il confine perché erano più pesanti di quanto consentito dalle norme europee sulla circolazione stradale. Quindi quei mezzi hanno

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VS Code extensions with 125M+ installs expose users to cyberattacks
securityaffairs.com/188185/sec…
#securityaffairs #hacking

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Comitato per il No, mobilitazione in provincia di Lucca articolo21.org/2026/02/comitat… #News
#News
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Il migrante è stato risarcito perché trasferito in Albania "con modalità degradanti e lesive di diritti".

Giuristi ed esperti avevano avvisato il Governo di una serie di profili di illegittimità dei trasferimenti in Albania, incluso quello che ha portato al risarcimento.

Chiarito questo, peccato Meloni non dica che se il migrante non sarà rimpatriato, la colpa sarà del Governo, che fa un numero insufficiente di rimpatri.

P.S. La riforma della magistratura non eviterà decisioni come questa.

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Si può fortemente criticare l'opinione di Gratteri su chi vota Sì al referendum costituzionale, ed è stata molto criticata.

Molto meno si è parlato di chi, a fronte di quella criticabile opinione, ha prospettato test psicoattitudinali come rimedio. Era una battuta?

Di fatto, poteva sembrare una minaccia nei riguardi di magistrati che fanno affermazioni sgradevoli o anche solo sgradite.

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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Vox Populi, mercoledì 21 gennaio alle ore 18:30 CET [strong]Mercoledì 21 gennaio[/strong] torniamo con il [strong]Logout[/strong] di [strong]TWC Roma[/strong], il ritrovo per tech workers che vogliono incontrarsi dopo lavoro: un'occasione per socializzar
Gen 21
🍹 Log Out @ Roma
Mer 18:30 - 21:30 Europe/Rome
Gancio de Roma

Mercoledì 21 gennaio torniamo con il Logout di TWC Roma, il ritrovo per tech workers che vogliono incontrarsi dopo lavoro: un'occasione per socializzare, conoscersi, parlare del nostro lavoro e come organizzarci nei prossimi mesi!

Ci vediamo mercoledì 21 gennaio, dalle 18:30 alle 21:30, a Vox Populi a San Lorenzo!

Unisciti al Gruppo telegram!

Roma

t.me/twcroma

Italia

t.me/twcitagruppo

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Guerra, abusi e atrocità nell’Est del Congo: le mani di Trump sui minerali


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Tra milizie, decapitazioni e sfollati senza ritorno, l’Est del Congo sprofonda nel caos mentre gli accordi mediati da Washington puntano su minerali e catene di approvvigionamento più che sulla protezione dei civili.
L'articolo Guerra, abusi e atrocità nell’Est del

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Crimini di guerra nel nord-est della Siria


L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia desidera portare alla vostra attenzione il rapporto intitolato “War Crimes in North and East Syria” pubblicato nel gennaio 2026, che alleghiamo alla presente. Il documento raccoglie e sistematizza testimonianze, dati e materiali audiovisivi relativi a gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e a crimini di guerra commessi nel Nord e nell’Est della Siria.

Il rapporto documenta, tra gli altri, attacchi deliberati contro la popolazione civile, uccisioni di donne e bambini, torture, detenzioni arbitrarie, distruzione di infrastrutture civili e culturali e sfollamenti forzati.

Riteniamo fondamentale che queste informazioni siano conosciute, diffuse e prese in considerazione da istituzioni, organizzazioni per i diritti umani, media e società civile, affinché venga spezzato il silenzio e si attivino meccanismi indipendenti di indagine e responsabilità internazionale.
A cura dell’Accademia di Jineolojî in Rojava

Crimini-di-guerra-nel-nord-est-della-Siria-A-cura-dellAccademia-di-Jineoloji-in-Rojava

L'articolo Crimini di guerra nel nord-est della Siria proviene da Retekurdistan.it.

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[2026-02-12] Presidio contro l'archiviazione del procedimento per l’omicidio di Moussa Diarra @ Tribunale di Verona


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Presidio contro l'archiviazione del procedimento per l’omicidio di Moussa Diarra

Tribunale di Verona - Corte Giorgio Zanconati, 1, 37122 Verona VR
(giovedì, 12 febbraio 09:00)
Presidio contro l'archiviazione del procedimento per l’omicidio di Moussa Diarra
Chiediamo verità e giustizia per Moussa Diarra.

Giovedì 12 febbraio dalle ore 9.00 alle 13.00 si terrà un presidio davanti all’entrata del tribunale di Verona in occasione dell’udienza che deciderà in merito alla richiesta di archiviazione del procedimento per l’omicidio di Moussa Diarra, avvenuto il 20 ottobre 2024.

L’omicidio di Moussa si inserisce in un contesto repressivo nazionale. Tramite manganelli, pacchetti sicurezza e narrazioni distorte questo governo sta promuovendo un clima repressivo e oppressivo in costante crescita, dove chi scende in piazza viene criminalizzato e additato come nemico dell’Italia.

Verità e giustizia non solo per Moussa ma anche per le tante altre vittime di razzismo istituzionalizzato sono una necessità irrinunciabile.

Siamo consapevoli che la battaglia è solo all’inizio, e anche per questo vi invitiamo ad essere presenti al presidio di giovedì 12 febbraio.

Giustizia sociale per tutt3.

Comitato Verità e Giustizia per Moussa Diarra
Comunità Maliana


rebaltela.org/event/presidio-c…

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[2026-02-11] Dossier Statistico Immigrazione 2025 @ Sobilla


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Dossier Statistico Immigrazione 2025

Sobilla - Salita Santo Sepolcro 6B
(mercoledì, 11 febbraio 20:00)
Dossier Statistico Immigrazione 2025
In nome di un (presunto) allarme costante, si procede a continue modifiche del sistema di accoglienza italiano. Il risultato è l’istituzionalizzazione di prassi emergenziali e il netto peggioramento delle condizioni dei richiedenti asilo» (Dossier Statistico Immigrazione 2025).

Un incontro dedicato ai migranti di ieri, di oggi e di domani con un particolare focus sulla realtà veronese mercoledì 11 febbraio 2025 a La Sobilla (salita Santo Sepolcro 6/b, Verona).

-----> La Sobilla apre alle 20.00 con un saporito benvenuto

inizio incontro ore 20.30

Dialogheremo con:

- la sociologa Gloria Albertini (IDOS/Cestim Onlus) che analizzerà i dati veronesi e veneti del Dossier Statistico Immigrazione 2025;

- Paola Cherubini e Giovanni Zardini che dal 2017 curano il progetto Pink Refugees con un focus sulla questione casa;

--------> a seguire: “Il Lungo viaggio”, reading di Silvia Martorana Tusa tratto dal racconto di Leonardo Sciascia inserito nella raccolta “Il mare colore del vino”.

Modera Elena Guerra, giornalista e dottoranda di ricerca in Scienze Umane all'Università di Verona.

"E avrebbero passato il mare, quel grande mare oscuro ; e sarebbero approdati agli storie e alle farne dell'America, all'affetto dei loro fratelli zii nipoti cugini, alle calde ricche abbondanti case, alle automobili grandi come case".

Quante persone, si trovano ad affrontare tutti i giorni pericolosi viaggi per mare, con la sola speranza di trovare condizioni di vita migliori o quantomeno accettabili? Il racconto di Sciascia si riferisce all'emigrazione di massa, avvenuta tra la seconda metà del 1800 e la prima metà del secolo scorso, dalla Sicilia agli Stati Uniti, ma il suo linguaggio evocativo, lo rende universale e attualissimo, anche rispetto alle ondate migratorie dei nostri tempi.

Per partecipare, inviare una mail a comunicazione@prosmedia.eu con nome e cognome della persona che parteciperà all'evento validi anche per ricevere GRATUITAMENTE il Dossier Statistico Immigrazione 2025, realizzato da IDOS in partenariato con Confronti, in collaborazione e il sostegno dei fondi Otto per Mille della Tavola Valdese e dell'Istituto di Studi Politici "S. Pio V.

Durante l'evento sarà possibile scaricare il rapporto del Dossier statistico immigrazione 2025 dal sito www.dossierimmigrazione.it

////// Ingresso libero con tessera / NO Parking ///////


rebaltela.org/event/dossier-st…

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[2026-02-15] Mercato di terraTERRA @ CSOA Forte Prenestino


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Mercato di terraTERRA

CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy
(domenica, 15 febbraio 09:30)
Mercato di terraTERRA
DOMENICA 15 FEBBRAIO 2026

Vi aspettiamo al Mercato terra/TERRA dalla mattina al tramonto, come ogni terza domenica del mese!

Per un'agricoltura a ciclo corto, l'unica che può garantire freschezza, genuinità e rispetto del patrimonio di varietà alimentari e di biodiversità!

Vi aspettiamo dalla mattina al tramonto!


roma.convoca.la/event/mercato-…

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Incontro pubblico su Referendum e Giustizia. 20 febbraio a Città della Pieve articolo21.org/2026/02/incontr… #News
#News
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Usigrai: la Rai rifiuta la messa in onda del comunicato sindacale a difesa di lavoratrici e lavoratori dopo la figuraccia dell’inaugurazione olimpica articolo21.org/2026/02/usigrai… #News
#News

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DOMANI 9 Febbraio h.10:00 Aula rettangolare del Coro di notte del DISUM
Comprendere i cambiamenti ambientali e climatici: passato e presente tra antropologia e storia "Shifting Landscapes and Shape Changing Trees: Political Geomorphologies of Pastoralism and Tree Care in Italy and California", Andrew Mathews docente di Antropologia ambientale presso il Dipartimento di Antropologia dell’Università della California a Santa Cruz (USA), nell’ambito del progetto SAFI3.
safi3.it/comprendere-i-cambiam…

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Arrivano i WEBINAR di #ProgrammailFuturo !
programmailfuturo.it/notizie/w…
Gli appuntamenti della seconda serie di webinar 2025/26 "Selezione da ITADINFO: gli insegnanti presentano i loro contributi"
martedì 10 febbraio 2026 – Nicola Dalla Pozza – Tre concetti chiave per un corso sul Machine Learning alle scuole superiori
Introduce Giovanna Guerrini (Università di Genova)
⏰ dalle 18.00 alle 19.00
Qui la diretta ▶️webconference.programmailfutur…

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🕷️ Rivoluzione scientifica: capito il mistero dell'incredibile resistenza della seta di ragno! La natura non smette mai di stupire. #Scienza #NatureIsAmazing

🔗 tomshw.it/scienze/il-segreto-m…

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🌌 "La materia oscura potrebbe mimare un buco nero: una révélation che cambia il nostro sguardo verso l'universo! #Scienza #MateriaOscura"

🔗 tomshw.it/scienze/materia-oscu…

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[2026-02-14] CORTEO NAZIONALE: Defend Rojava @ Piazza Indipendenza


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CORTEO NAZIONALE: Defend Rojava

Piazza Indipendenza - Piazza dell'Indipendenza, 00185 Roma RM
(sabato, 14 febbraio 14:30)
CORTEO NAZIONALE: Defend Rojava
ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
Corteo Nazionale per difendere il Rojava e per la libertà di Ocalan

Kobane è sotto assedio.
Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio la città simbolo della resistenza curda, oggi sono le forze del nuovo governo siriano, affiancate da milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga.

Cambiano gli attori, ma non la logica: cancellare l’esperimento politico curdo e ridurlo a una parentesi da archiviare con la forza.
Il ritiro forzato delle Forze della Siria Democratica (SDF) da Raqqa, Tabqa e Deir ez-Zor ha ridotto drasticamente il territorio amministrato dall’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES). Kobane è oggi senza elettricità, acqua, riscaldamento, carburante e collegamenti internet, mentre migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno trovato rifugio in città, aggravando una situazione già al collasso. Bambini, anziani e famiglie dormono all’aperto o in tende improvvisate, mentre le strutture sanitarie operano senza corrente.
Le SDF continuano a difendere la popolazione civile e a garantire la custodia dei prigionieri ISIS, ma il collasso di prigioni e campi rischia di favorire fughe di massa e la riorganizzazione di cellule jihadiste, minacciando la stabilità regionale e la sicurezza internazionale.
Alla base della DAANES c’è il Confederalismo Democratico, il progetto politico sviluppato da Abdullah Öcalan, leader storico del movimento curdo. La sua visione rifiuta lo Stato-nazione come strumento di oppressione e propone autonomie locali, consigli popolari, parità di genere, economia cooperativa e autodifesa comunitaria. Questo modello ha ispirato la costruzione di un progetto di Siria plurale, dove curdi, arabi, cristiani, ezidi e altre minoranze hanno coabitato, sperimentando forme di democrazia diretta e convivenza tra identità diverse. È qui che l’ISIS è stato sconfitto, al prezzo di migliaia di vite, dimostrando che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.

La rivoluzione del Rojava e l’esperimento dell’autogoverno sono oggi messi in pericolo non solo dalle offensive militari, ma anche dall’inerzia della comunità internazionale, che osserva mentre città come Kobane vengono isolate e private dei servizi essenziali. In questo contesto, la liberazione di Abdullah Öcalan rimane centrale. Dal 1999, Öcalan è detenuto in isolamento sull’isola-prigione di Imrali: la sua detenzione non rappresenta solo una violazione dei diritti umani, ma costituisce un ostacolo alla pace e alla risoluzione della questione curda in ognuno dei paesi in cui il Kurdistan è diviso.

Öcalan ha più volte proposto soluzioni politiche e negoziati per il riconoscimento dei diritti dei curdi all’interno dei paesi in cui questi vivono, e la sua liberazione è un passo fondamentale per sostenere l’autogoverno del Rojava e le prospettive di stabilità regionale. Inoltre il leader curdo ha mostrato la sua volontà di concludere il conflitto ancora una volta il 27 febbraio scorso, aprendo la via ad un nuovo processo di pace con lo scioglimento del PKK. Quel processo, è ora più fragile che mai.

Come nel passato, la resistenza continua.
A Kobane, la popolazione civile si mobilita per difendere la città, con donne e uomini, curdi ed ezidi, armeni e siriaci che sostengono la difesa dei quartieri. Quello che è in gioco non è soltanto un territorio, ma un intero modello politico: la possibilità concreta di costruire una Siria democratica, plurale e inclusiva, che sfidi il fondamentalismo e il centralismo autoritario.

Il 14 febbraio 2026 ci ritroveremo in corteo a Roma e Milano per chiedere la liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, per difendere la rivoluzione curda e il futuro delle comunità del Nord-Est della Siria. Tacere oggi significherebbe voltare le spalle a chi ha combattuto l’ISIS e tradire chi dimostra, da oltre dieci anni, che un Medio Oriente libero e democratico è possibile. La resistenza continua, e noi saremo al loro fianco.
ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 -
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
Retekurdistan Italia
Comitato Il tempo è Arrivato – Libertà per Ocalan
Centro Socio-Culturale Ararat
Associazione Confederalismo Democratico Kurdistan


roma.convoca.la/event/corteo-n…


CORTEO NAZIONALE: Defend Rojava
Inizia: Sabato Febbraio 14, 2026 @ 2:30 PM GMT+01:00 (Europe/Rome)

ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
Corteo Nazionale per difendere il Rojava e per la libertà di Ocalan

Kobane è sotto assedio.
Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio la città simbolo della resistenza curda, oggi sono le forze del nuovo governo siriano, affiancate da milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga.

Cambiano gli attori, ma non la logica: cancellare l’esperimento politico curdo e ridurlo a una parentesi da archiviare con la forza.
Il ritiro forzato delle Forze della Siria Democratica (SDF) da Raqqa, Tabqa e Deir ez-Zor ha ridotto drasticamente il territorio amministrato dall’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES). Kobane è oggi senza elettricità, acqua, riscaldamento, carburante e collegamenti internet, mentre migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno trovato rifugio in città, aggravando una situazione già al collasso. Bambini, anziani e famiglie dormono all’aperto o in tende improvvisate, mentre le strutture sanitarie operano senza corrente.
Le SDF continuano a difendere la popolazione civile e a garantire la custodia dei prigionieri ISIS, ma il collasso di prigioni e campi rischia di favorire fughe di massa e la riorganizzazione di cellule jihadiste, minacciando la stabilità regionale e la sicurezza internazionale.
Alla base della DAANES c’è il Confederalismo Democratico, il progetto politico sviluppato da Abdullah Öcalan, leader storico del movimento curdo. La sua visione rifiuta lo Stato-nazione come strumento di oppressione e propone autonomie locali, consigli popolari, parità di genere, economia cooperativa e autodifesa comunitaria. Questo modello ha ispirato la costruzione di un progetto di Siria plurale, dove curdi, arabi, cristiani, ezidi e altre minoranze hanno coabitato, sperimentando forme di democrazia diretta e convivenza tra identità diverse. È qui che l’ISIS è stato sconfitto, al prezzo di migliaia di vite, dimostrando che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.

La rivoluzione del Rojava e l’esperimento dell’autogoverno sono oggi messi in pericolo non solo dalle offensive militari, ma anche dall’inerzia della comunità internazionale, che osserva mentre città come Kobane vengono isolate e private dei servizi essenziali. In questo contesto, la liberazione di Abdullah Öcalan rimane centrale. Dal 1999, Öcalan è detenuto in isolamento sull’isola-prigione di Imrali: la sua detenzione non rappresenta solo una violazione dei diritti umani, ma costituisce un ostacolo alla pace e alla risoluzione della questione curda in ognuno dei paesi in cui il Kurdistan è diviso.

Öcalan ha più volte proposto soluzioni politiche e negoziati per il riconoscimento dei diritti dei curdi all’interno dei paesi in cui questi vivono, e la sua liberazione è un passo fondamentale per sostenere l’autogoverno del Rojava e le prospettive di stabilità regionale. Inoltre il leader curdo ha mostrato la sua volontà di concludere il conflitto ancora una volta il 27 febbraio scorso, aprendo la via ad un nuovo processo di pace con lo scioglimento del PKK. Quel processo, è ora più fragile che mai.

Come nel passato, la resistenza continua.
A Kobane, la popolazione civile si mobilita per difendere la città, con donne e uomini, curdi ed ezidi, armeni e siriaci che sostengono la difesa dei quartieri. Quello che è in gioco non è soltanto un territorio, ma un intero modello politico: la possibilità concreta di costruire una Siria democratica, plurale e inclusiva, che sfidi il fondamentalismo e il centralismo autoritario.

Il 14 febbraio 2026 ci ritroveremo in corteo a Roma e Milano per chiedere la liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, per difendere la rivoluzione curda e il futuro delle comunità del Nord-Est della Siria. Tacere oggi significherebbe voltare le spalle a chi ha combattuto l’ISIS e tradire chi dimostra, da oltre dieci anni, che un Medio Oriente libero e democratico è possibile. La resistenza continua, e noi saremo al loro fianco.
ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 -
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
Retekurdistan Italia
Comitato Il tempo è Arrivato – Libertà per Ocalan
Centro Socio-Culturale Ararat
Associazione Confederalismo Democratico Kurdistan


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[2026-02-13] Venerdì Resistenti @ CSP Graziella Giuffrida


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Venerdì Resistenti

CSP Graziella Giuffrida - Via Vittorio Emanuele 436, Catania
(venerdì, 13 febbraio 18:30)
Venerdì Resistenti

VENERDÌ RESISTENTI

Vi aspettiamo per il secondo appuntamento dei nostri incontri mensili dedicati alle donne che hanno lottato e lottano contro l’imperialismo. Questo mese parliamo del ruolo delle donne nella lotta antimperialista e nella lotta di classe in Venezuela, dalla rivoluzione Bolivariana ad oggi.

Venerdì 13 febbraio 18:30
CSP Graziella Giuffrida, via Vittorio Emanuele 436


attoppa.it/event/venerdi-resis…

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[2026-02-11] Proiezione "Disunited Nations" @ Cinema King


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Proiezione "Disunited Nations"

Cinema King - via Antonio De Curtis 14 Catania
(mercoledì, 11 febbraio 21:00)
Proiezione "Disunited Nations"
"Disunited Nations" Di Christophe Cotteret, con Francesca Albanese, Francia, Belgio, 2025, 80'

Nel marzo 2024, Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati, ha denunciato un genocidio a Gaza. Seguendo i suoi passi tra missioni, incontri istituzionali e pressioni politiche, questo documentario ci porta nel cuore della crisi delle Nazioni Unite, messa di fronte alla propria incapacità di impedire il massacro dei civili. Attraverso interviste, materiali d’archivio e il dietro le quinte del lavoro diplomatico, il film racconta il difficile equilibrio tra diritto internazionale, informazione e potere, mostrando come l’ONU e la comunità globale appaiano sempre più divise di fronte al conflitto. Le Nazioni Unite nacquero nel periodo in cui, nel 1947, venne deciso il Piano di Partizione della Palestina. Oggi la questione palestinese è la prova decisiva: l’Organizzazione saprà reggere, o ne uscirà irreversibilmente indebolita?


PROIEZIONI SIMULTANEE IN 100 SALE con unico Q&A in diretta streaming con Francesca ALBANESE e Cecilia STRADA, per rilanciare un messaggio comune: “STOP ALLE BOMBE SUI CIVILI”

Modera Giulia ZACCARIELLO (Il Fatto Quotidiano)

Negli ultimi eventi internazionali torna una domanda chiave: quanto vale davvero il diritto internazionale quando a pagare sono i civili? Questo appuntamento è un’occasione per esserci insieme, confrontarci sul futuro e capire cosa possiamo ottenere unendo le nostre voci.


attoppa.it/event/proiezione-di…

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[2026-02-15] Manifestazione contro DDL stupri @ Piazza VIII Agosto


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Manifestazione contro DDL stupri

Piazza VIII Agosto - Irnerio, Santo Stefano, Bologna, Emilia-Romagna, 40100, Italia
(domenica, 15 febbraio 15:00)
Manifestazione contro DDL stupri
direcontrolaviolenza.it/ddl-st…


balotta.org/event/manifestazio…

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📣 ISCRIVITI AL WEBINAR GRATUITO DEL CORSO "CYBER OFFENSIVE FUNDAMENTALS" – LIVELLO BASE 🚀

📅 Data Webinar: Martedì 17 Febbraio
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La Grande Migrazione è iniziata.🚀

Lasciamo le piattaforme che ci sorvegliano e costruiamo insieme spazi che ci rispettano:

X ➡️ mastodon.it

Instagram ➡️ pixelfed.it

Facebook ➡️ poliverso.org

TikTok ➡️ joinloops.org

YouTube ➡️ peertube.uno

WhatsApp ➡️ matrix.org

Etici, Decentralizzati e Open, un web senza padroni è possibile.

📣 Diffondi il Fediverso e Condividi!

👉 Scopri tutte le alternative del Fediverso seguendo: @fediverso

Questa voce è stata modificata (3 mesi fa)
in reply to informapirata ⁂

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@informapirata certo, ma non si comprende nemmeno il motivo per cui non aggiornare alla 2026.01 e rimanere alla 2024.12, dato che la pagina GitHub dice che sono stati fixati problemi di sicurezza e migliorate le performance (senza parlare delle nuove features, seppur minori). Vorrei specificare che il mio è un tono gentile, non sto cercando assolutamente di turbarti
in reply to lauseta

@lauseta
> il mio è un tono gentile, non sto cercando ... di turbarti

perché senti il bisogno di dirmelo?

> sono stati fixati problemi di sicurezza

non sono vulnerabilità

> migliorate le performance

lo spero; lo hanno detto anche l'ultima volta 😂

> le nuove features

abbastanza irrilevanti per l'esperienza utente

> non si comprende nemmeno il motivo per cui non aggiornare alla 2026.01 e rimanere alla 2024.12,

no, un motivo c'è. Ma scusa, tu sei un utente di poliverso.org?

in reply to informapirata ⁂

@informapirata ho sentito il bisogno di dirtelo perché purtroppo dal solo testo non si capiscono le intonazioni; era per assicurarti le mie intenzioni.

Comunque io mi sono basato su ciò che ho letto dalla pagina GitHub, da quello che dici sulle performance mi sa che invece c’è una differenza tra ciò che dicono e ciò che accade realmente 😂

Comunque non sono un utente di poliverso.org proprio per questo, ho visto che l’istanza non era aggiornata e ho deciso di passare per questo.

in reply to lauseta

@informapirata per un utente che non va a leggersi il codice sorgente effettivo, il non aggiornare all’ultima versione che “dichiara di aver risolto problemi di sicurezza” fa storcere il naso. Poi ovviamente tu mi stai facendo capire che in realtà c’è una discordanza. Comunque sarei curioso di sapere, se puoi dirlo, il perché poliverso.org non viene aggiornato alla 2026.01. E sarei anche interessato al futuro di poliverso: tra quanto verrà aggiornato? ETA? Vale la pena iscriversi se è indietro?
in reply to lauseta

@lauseta Friendica ha risolto tutti i problemi di instabilità due Release fa e l'ultima 2024.12 a brillato per stabilità Tanto è vero che non sia sentita la necessità di creare una nuova Release per più di un anno, benché fossero state già pubblicate delle Release candidate leggermente migliorative. Noi su Poli verso non Installiamo Release candidate e soprattutto, A meno che non ci siano problemi reali di sicurezza, aspettiamo almeno 30 giorni prima di aggiornare a una nuova release
Continua
in reply to informapirata ⁂

@lauseta ben Memory di un problema avvenuto in passato. Pertanto aspettiamo che la distanza gestita direttamente dallo sviluppatore principale a giorni il software e verifichi direttamente in un ambiente di produzione come funziona.
C'è un altro aspetto dirimente: l'aggiornamento alla nuova Release presuppone un aggiornamento completo del database che per un'istanza come la nostra Potrebbe comportare secondo gli stessi sviluppatori ore o giorni di attesa
CONTINUA
in reply to informapirata ⁂

@lauseta personalmente devo trovare la finestra temporale più adatta per fare una cosa del genere, anche se finora sembra che queste previsioni siano state esageratamente cautelative da parte degli sviluppatori.
Gli unici miglioramenti della nuova release che mi interessano dovrebbero essere e spero siano quelli di una ottimizzazione del database che ad oggi è il vero punto debole di quello che è il software più completo di tutto il Fediverso
CONTINUA
in reply to informapirata ⁂

@lauseta per concludere, ripongo buone speranze in questo aggiornamento, ma devo comunque andarci con i piedi di piombo perché al momento non ci possiamo permettere un'istanza di test e quindi ogni modifica viene fatta in produzione e quindi l'attenzione deve essere ai massimi livelli. Per questo stiamo monitorando tutte le issue su github alla ricerca di eventuali problemi che possono avere impatto sull'ambiente di produzione
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🧠 Nuova scoperta rivoluziona i modelli scientifici della memoria - un passo avanti verso l'infinita complessità del nostro cervello! #Scienza #Memoria 🧬🔬

🔗 tomshw.it/scienze/scoperta-sul…

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News dal Galilei

Arriva al Galilei "Stories Without Borders", un progetto internazionale in lingua inglese, partito nella primavera del 2025, che ci consente di collaborare con studenti e insegnanti di 8 paesi del mondo (Bulgaria, Venezuela, Brasile, Indonesia, Cuba, Egitto, Gerogia, Stati Uniti) attraverso la scrittura condivisa nella stessa lingua di 12 storie (vai al sito del progetto).

La Bulgaria è paese capofila che ha ideato e scritto l’inizio di tutte le storie, riferite a tem...

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Ammettere che negli Usa c’è stato un golpe articolo21.org/2026/01/ammette… #News
#News

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🦈 I nuovi studi sugli "squali camminatori" stanno riscrivendo le regole della riproduzione nel mondo marino. Un salto evolutivo inaspettato! #Scienza #SqualiCamminatori

🔗 tomshw.it/scienze/squali-che-c…