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Fox Tempest: Microsoft DCU Dismantles Malware-Signing-as-a-Service That Forged Trusted Certificates for Ransomware Groups
#CyberSecurity
securebulletin.com/fox-tempest…
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TeamPCP Poisons Microsoft’s Official Python DurableTask SDK — Multi-Cloud Credential Worm Hits PyPI
#CyberSecurity
securebulletin.com/teampcp-poi…
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Void Botnet Routes Commands Through Ethereum Smart Contracts to Evade Law Enforcement Takedowns
#CyberSecurity
securebulletin.com/void-botnet…
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oggi, 27 maggio, a roma: presentazione dell’edizione aumentata de “l’allegoria”, di francesco muzzioli


francesco muzzioli, l'allegoria, lithosRoma, 27 maggio 2026
Libreria Lithos, via Vigevano 15 – ore 18:30

CECILIA BELLO MINCIACCHI
GIOVANNI FONTANA
FRANCESCA MEDAGLIA
presentano

L’ALLEGORIA
di Francesco Muzzioli
Editrice Lithos
nuova edizione aumentata

L’allegoria è una antichissima procedura di rappresentazione indiretta (secondo la sua etimologia, dice una cosa per dirne un’altra) utilizzata non solo dalla letteratura ma anche dalle arti figurative, e funzionante anche, fin dalle origini nell’antica Grecia, come metodo interpretativo. Dopo una lunga vicenda culturale, il suo legame con le pratiche della retorica ha causato la condanna di fronte al tribunale dell’estetica romantico-idealista. Il suo ritorno in campo, alla metà del Novecento, sarà in grazia della riformulazione fatta da Walter Benjamin non come figura parcellizzata, ma come “modo di espressione” complessivo, alla luce dei caratteri di modernità (frammentarietà, contraddizione, ecc.). In questa storia – che il libro ripercorre passo per passo, testo per testo, con ingordigia enciclopedica – un nodo importante è la contesa con la nozione, simile ma concorrente, del simbolo, nella quale emergono, al di là di tutti gli equivoci terminologici possibili, due diverse concezioni dell’arte e della letteratura: mentre il simbolo incarna precisamente la religione estetica con la pretesa di un rimando intuitivo e di una rivelazione superiore, l’allegoria diventa il segno di una “laicità artistica” intesa come percorso problematico e internamente autocritico di costruzione del senso. Una questione complessa che va riscontrata di volta in volta nel corpo dei singoli testi, come si vede nella sezione conclusiva del libro dedicata all’analisi dei “casi particolari” tratti da diverse aree culturali e linguistiche.
#allegoria #CeciliaBelloMinciacchi #EditriceLithos #FrancescaMedaglia #FrancescoMuzzioli #GiovanniFontana #letteratura #Lithos

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Sub morti, l’Università di Genova riporta sul sito la prof Montefalcone dopo le proteste degli studenti

@scuola

corriereuniv.it/sub-morti-luni…

L’Università di Genova riporta in homepage la prof Monica Montefalcone, rendendo accessibile nuovamente

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seminiamo arte vi edizione: adolescĕre | 122 artiste per l’aquila capitale della cultura | inaugurazione 10 giugno | one gallery – l’aquila


L’Aquila Capitale della Cultura 2026
MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila

presentano

Seminiamo Arte VI edizione

adolescĕre


a cura di WinMill, in collaborazione con Women Visual Artists Database


Inaugurazione 10 giugno 2026 ore 18.00

One Gallery
Via Roma 67 – L’Aquila

Fino al 25 giugno 2026

Il giorno 10 giugno 2026 alle ore 18.00,il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila inaugura la manifestazione culturale inserita nel programma dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, sostenuta e promossa dal Comune dell’Aquila, Seminiamo Arte VI edizione, con il primo progetto: adolescĕre, a cura di WinMill e in collaborazione con Women Visual Artists Database.

adolescĕreprende ispirazione dal tema dell’adolescenza, un momento di grande cambiamento nella vita di ogni donna: le artiste del Women Visual Artists Database di tutto il mondo sono state invitate a riflettere su questo particolare periodo della propria vita, partendo dal loro vissuto, attingendo alle emozioni, ai ricordi, alle esperienze.

L’adolescenza per una bambina diventa un viaggio repentino nel mondo adulto, che la trasforma fisicamente e psicologicamente senza quasi avere il tempo di esserne consapevole. La grande trasformazione ed energia vitale che questo periodo comporta creano nella vita di una ragazza nuove esperienze, nuove opportunità, tutta una serie di prime volte positive e negative che rimarranno indelebili nella memoria. Le artiste invitate si confrontano con loro stesse, scegliendo dalla propria vita adolescente ma non solo, il tema e l’ispirazione per elaborare delle opere su carta accompagnate da un testo.

L’insieme delle opere propone una panoramica di emozioni e ricordi, di conflitti interiori, testimonianza del rapporto con il proprio corpo che cambia in quello di donna. Una grande toccante storia femminile fatta di immagini e testi, nel quale le persone potranno riconoscere un proprio vissuto e lasciarsi coinvolgere. Il progetto espositivo è concepito per “viaggiare” in diverse città e nazioni, stimolando, talk, performance e interazioni con il pubblico, in particolare con gli/le adolescenti. Al termine dell’esposizione le opere con i relativi testi diventeranno un libro d’artista che sarà donato ad un’istituzione pubblica. Il libro sarà edito anche in forma digitale scaricabile gratuitamente dal sito dell’Associazione Wind Mill no profit.

La Rassegna interdisciplinare Seminiamo Arte nasce nel 2021 in pieno Covid nel post-simico Villaggio di San Lorenzo dove tuttora risiedono – a distanza di ben 17 anni – gli abitanti “sfrattati” dal borgo medievale di Fossa e dove sorge il MuBAq. Affidata sempre alla direzione di Lea Contestabile e Antonio Gasbarrini – con il coinvolgimento di critici e storici dell’arte, istituzioni e associazioni culturali -, la rassegna mantiene, anche per la sua VI edizione, la scommessa vincente su un’arte contemporanea rigeneratrice d’una coscienza civica identitaria. Mediante l’attivazione di iniziative culturali che integrano innovazione, rigenerazione urbana e partecipazione comunitaria, il progetto tende a recuperare spazi ridisegnandoli come luoghi vitali per le comunità, contribuendo in tal modo a migliorare la qualità della vita. Infatti per L’Aquila Capitale della Cultura 2026 Seminiamo Arte si articola in diversi progetti e sezioni – Arte e Natura, Arte e Spiritualità, Arte Pubblica, Arte Relazionale, Residenze d’Artista, Workshop e laboratori, – all’interno di una molteplicità di sedi: dal Giardino rimesso a nuovo del rinascimentale Convento di S. Angelo d’Ocre al trecentesco Monastero di clausura di S. Basilio, all’Orto botanico a ridosso del Convento della Basilica di S. Maria di Collemaggio, da Palazzo Camponeschi e Palazzo Carlo Benedetti al Convento di Santa Caterina, a Palazzo Spaventa, dal Palazzetto dei Nobili e dall’area verde adiacente alla Fontana Luminosa alla One Gallery.

Artiste
Margherita Abbozzo, Debby Akam, Eileen Almares Noy, Antonello Ghezzi, Judith Appleton, Sevim Arslan, Stefania Balestri, Daniela Balsamo, Evelyne Baly, Roberta Barlati, Maddalena Barletta, Shweta Bist, Giusi Bonomo, Erica Briani, Marina Buening, Emanuela Camacci, Myriam Cappelletti, Nani Cardenas, Lucilla Catania, Maria Chiara Cecconi, Fabiola Cenci, Primarosa Cesarini Sforza, Caterina Ciuffetelli, Cinzia Colombo, Lea Contestabile, Karmen Corak, Cristina Corradi Mello, Elisa D’Arienzo, Sabrina Danielli, Guillermina De Gennaro, Petra de Goede, Kristien De Neve, Ysabel Dehais, Connie Dekker, Francesca di Ciaula, Anna Maria Di Terlizzi, Beatrice Donin, Ellen G., Stefania Fabrizi, Maura Falfan, Cristiana Fasano, Laura Fortin, Simona Frillici, Elisabeth Frolet, Haruka Fujita, Gabriella Furlani, Stella Gallas, Benedetta Galli, Antonella Gandini, Clara Garesio, Anita Guerra, Oriana Impei, Rosa Jijon, Lucy Jochamowitz, Fariba Karimi, Maria Korporal, Katerina Kovaleva, Hanako Kumazawa, Giusy Lauriola, Emanuela Lena, Gilda Leoni, Carolina Lombardi, Willy Looyen, Adele Lotito, Roberta Maola, Judith Margolis, Florencia Martinez, Laura Martinez, Cosetta Mastragostino, Emanuela Mastria, Carolina Mazzolari, Camelia Mirescu, Flavia Mitolo, Patrizia Molinari, Daniela Monaci, Enza Monetti, Mahshid Mussavi, Stefanie Oberneder, O.Lala, Elly Nagaoka, Silvia Noferi, Paola Paganelli, Susan Harbage Page, Gianna Parisse, Claudia Peill, Daniela Perego, Marjo Postma, Stefania Puntaroli, Marina Quaranta, Claudia Quintieri, Francesca Ricci, Giulia Ripandelli, Paola Romoli Venturi,Virginia Ryan, Carla Sacco, Lizzy Sainsbury, Lorella Salvagni, Sandford&Gosti, Lucia Sapienza, Monica Sarandrea, Natalia Saurin, Roberta Savelli, Caterina Sbrana, Barbara Schaefer, Simoncini Tangi, Son Hyunsook, Silvia Stucky, Serena Tani, Olga Teksheva, Cinzia Tellarini, Antonia Trevisan, Cetti Tumminia, Daniela Tzvetkova, Ankie Van Dijk, Mara van Wees, Laura VdB Facchini, Margherita Verdi, Maria Irene Vairo, Luisa Valenzano, Ruchika Wason Singh, Tatyana Yang, Virginia Zanetti.

Il MuBAq Museo dei Bambini L’Aquila nasce con l’obiettivo primario di valorizzare la creatività sin dalla più tenera età mediante la tenuta nella propria sede – ma anche in location esterne – di appositi workshop, la costituzione in progres di una prestigiosa collezione d’arte internazionale e di un Parco scultura e l’organizzazione di mostre.
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27-29 maggio, roma: festival del tempo / short film


FESTIVAL DEL TEMPO – SHORT FILM – 2026
Programma dal 27 al 29 maggio 2026

Studio Campo Boario | Viale del Campo Boario 4a – Roma
Kou Gallery | Via della Barchetta 13 – Roma

Arriva a Roma la settima edizione del FESTIVAL DEL TEMPO 2026, che si svolgerà dal 27 maggio al 30 giugno 2026. Opening 27 maggio 2026 ore 18.00, presso lo Studio Campo Boario.

Promosso dall’Associazione culturale blowart e la direzione artistica di Roberta Melasecca, con il patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, con la collaborazione del Municipio VII Roma Capitale.

festival del tempo_ 27-29 maggio, roma
cliccare per ingrandire

Il 27 maggio maggio 2026 alle ore 18.00, presso Studio Campo Boario, il Festival del Tempo apre le porte con una serata inaugurale ricca di dialoghi e interviste, con l’Anteprima internazionale del documentario Ensemble di Manuel Cundari e Eugenio Piluso e la mostra Cieli Aperti di Alessandra Di Francesco.

Dal 28 maggio al 6 giugno il Festival entra nel vivo con le proiezioni dei 48 FILM della Selezione Ufficiale, scelti tra le 2582 candidaturepervenute da tutto il mondo tramite la piattaforma internazionale FilmFreeway, nelle diverse categorie – Short Film, Animazione, Film Sperimentale e Videoarte, Video Musicale, Documentario, Documentario lungo.

In ogni serata gli spettatori potranno votare i film in concorso e attribuire, così, insieme alla Giuria tecnica, i premi di Miglior Film per Categoria, Miglior Attore e Miglior Attrice, Migliore Sceneggiatura, Premi della Giuria, che saranno resi noti il 10 giugno 2026 in una serata di gala presso Logical Space.

Il cinema, al Festival del Tempo, non spiega il tempo: lo fa sentire. Lo mette sulla pelle, lo fa pulsare, lo lascia entrare. Ogni opera diventa esperienza viva, presente, in evoluzione e in trasformazione.

Il Festival del Tempo è promosso dall’associazione culturale blowart, con il patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale_Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, con il patrocinio di Cittadellarte Fondazione Pistoletto ONLUS, con la collaborazione del Municipio VII Roma Capitale, con la collaborazione di Kou Gallery, Studio Campo Boario, Logical Space, AAIE Center for Contemporary Art, Movimento VulnerarTe APS, con la media partnership di VulnerarTe Magazine, Quarta Parete Roma, Talkcity.it, The Parallel Vision, Unfolding Roma. L’immagine guida della settima edizione del Festival del Tempo è Costellazionidi Sara Ciuffetta per il Festival del Tempo 2024.

CARTELLA STAMPA: https://tinyurl.com/y498bm6a
#cinema #FestivalDelTempo #film #KouGallery #RobertaMelasecca #shortFilm #StudioCampoBoario

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La missione di Planck


Planck è stato un satellite europeo, operativo tra il 2009 e il 2013, con l’obiettivo di misurare la radiazione cosmica di fondo e migliorare la nostra conoscenza sulle origini e l’evoluzione dell’universo. Era equipaggiato con due sofisticati strumenti: il Low Frequency Instrument (LFI) e l'High Frequency Instrument (HFI). Oltre a partecipare alla costruzione del satellite, l'Italia è stata responsabile dell’LFI, con il ruolo di Principal Investigator affidato a Nazzareno Mandolesi dell’INAF-IASF di Bologna, ma ha partecipato anche alla realizzazione dell'HFI. Per entrambi gli strumenti, gli scienziati italiani sono stati fortemente coinvolti nell’attività scientifica legata alla missione, che ha realizzato la più accurata e dettagliata mappatura dell'intera volta celeste alle frequenze delle microonde mai ottenuta fino a quel momento.

Per misurare le infinitesimali variazioni di temperatura della radiazione cosmica di fondo, pari a pochi milionesimi di grado, i due strumenti dovevano essere mantenuti a temperature eccezionalmente basse. Questo obiettivo è stato raggiunto con una complessa catena di raffreddamento a stadi successivi. I due strumenti lavoravano a temperature diverse ed erano inseriti uno dentro l'altro.

Per prima cosa era necessario isolare gli strumenti dalla parte “calda” del satellite, il modulo di servizio orientato verso il sole. Questo obiettivo è stato ottenuto con un sistema di scudi termici molto ingegnoso ed eccezionalmente efficiente chiamato “V-grooves”: lo stesso principio poi adottato dal telescopio James Webb. In questo modo si è riusciti a portare la temperatura del payload a 50 Kelvin, circa -223 °C, una temperatura già molto bassa ma non ancora sufficiente.

Lo strumento LFI veniva poi portato a circa 20 Kelvin (-253 °C) con un particolare refrigeratore a idrogeno che aveva la caratteristica di non usare alcuna parte meccanica in movimento, eliminando così qualsiasi vibrazione che potesse disturbare le misurazioni scientifiche.

Lo strumento HFI veniva invece raffreddato con tre stadi successivi, l’ultimo dei quali sfruttava il principio della “diluzione d’elio”: questo stadio faceva miscelare continuamente due isotopi rari dell'elio, l'elio-3 e l'elio-4, con un processo endotermico, capace di assorbire calore, un po’ come l'evaporazione di un liquido, e di sottrarre le ultime frazioni di microwatt, per arrivare a una temperatura di un decimo di Kelvin (-273,05 °C). La temperatura "naturale" della radiazione cosmica di fondo è di circa 2,7 K (-270,45 °C), quindi lo strumento HFI era molto più freddo dell’ambiente circostante: un risultato possibile soltanto grazie a sistemi di raffreddamento attivi.

All’epoca lo strumento HFI era l’oggetto più freddo noto nello spazio, nonché il più freddo oggetto artificiale, ma in seguito questo record è stato superato. Attualmente l’esperimento della NASA Cold Atom Lab (CAL), a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, è in grado di arrivare a temperature dell'ordine di poche decine di picokelvin, cioè meno di un decimiliardesimo di Kelvin.

@astronomia

@destinazione_stelle@poliversity.it:

Quiz del lunedì. A che temperatura operava lo strumento HFI del satellite europeo Planck?
Appuntamento a domani per la discussione delle risposte, non suggerite e non cercate su internet!

#QuizTime
@astronomia



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Dimostrazioni a conoscenza zero e crittografia

@matematica - In teoria non possono esistere dimostrazioni a conoscenza zero non interattive: in pratica, grazie a Gödel, possiamo trovarle.

wp.me/p6hcSh-9Go

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Luciano Floridi a Stoccolma, 'Intelligenza Artificiale oggi e domani nella società' - News dagli Istituti di Cultura - Ansa.it ansa.it/sito/notizie/mondo/new…
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28 maggio, bologna, mambo: giuseppe chiari, partiture per un museo


La S.V. è invitata all’inaugurazione della mostra
You are invited to the opening of the exhibition

Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo
a cura di / curated by Lorenzo Balbi e / and Mario Chiari

giovedì 28 maggio 2026 | ore 18
Thursday 28th May 2026 | 6 pm

MAMbo_GiuseppeChiari
cliccare per ingrandire

alle ore 19.00 il pianista olandese Reinier van Houdt eseguirà Intervalli (1950 – 1956) di Giuseppe Chiari.
At 7.00 pm, Dutch pianist Reinier van Houdt will perform Intervalli (1950–1956) by Giuseppe Chiari.

Il concerto è realizzato in collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale e con Fondazione Bonotto
The concert is organised in collaboration with AngelicA | Centro di Ricerca Musicale and Fondazione Bonotto

La mostra sarà aperta / The exhibition will be open
29 maggio / May – 27 settembre / September 2026

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Via Don Minzoni 14 | 40121 Bologna
www.museibologna.it/mambo

#AngelicA #AngelicACentroDiRicercaMusicale #art #arte #FondazioneBonotto #GiuseppeChiari #Intervalli #LorenzoBalbi #MAMbo #MAMboMuseoDArteModernaDiBologna #MarioChiari #MuseoDArteModernaDiBologna #ReinierVanHoudt

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unarchive forum – the image reuse ecosystem: numeri e programma della prima edizione (roma, orto botanico, dal 27 al 29 maggio)


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[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]UNARCHIVE FORUM: CROCEVIA INTERNAZIONALE DEL RIUSO DELLE IMMAGINI
Oltre 200 professionisti accreditati da tutto il mondo tra archivi, autori, produzione cinematografica, ricerca e industria culturale per la prima edizione del Forum di UnArchive Found Footage Fest

Roma, Orto Botanico

Largo Cristina di Svezia, 23 A – 24

27-28-29 maggio 2026

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[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]A poche ore dall’apertura della prima edizione di UnArchive Forum – The Image Reuse Ecosystem, la nuova piattaforma professionale internazionale nata al fianco di UnArchive Found Footage Fest, emergono i numeri di una partecipazione che conferma immediatamente la portata strategica del progetto: oltre 200 professionisti accreditati, provenienti da più di 18 paesi, si incontreranno all’Orto Botanico di Roma dal 27 al 29 maggio 2026, trasformando la Capitale in uno dei principali punti di riferimento internazionali per il riuso creativo delle immagini d’archivio.
Nato dall’esperienza e e dal patrimonio di relazioni di UnArchive Found Footage Fest, che giunge alla sua quarta edizione, il Forum rappresenta il primo evento professionale internazionale interamente dedicato all’ecosistema del riuso delle immagini d’archivio e mette per la prima volta in dialogo archivi, cineaste e cineasti, artisti, produttori, broadcaster, studiosi, archive producer, commissioning editor, distributori e operatori culturali impegnati nella valorizzazione e reinterpretazione del patrimonio filmico.

I dati emersi dagli accrediti restituiscono il profilo di un evento già fortemente internazionale: circa il 30% dei partecipanti proviene dall’estero, con rappresentanti principalmente da Regno Unito, Francia, Spagna, Stati Uniti, Polonia, Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Québec/Canada, Argentina.

Particolarmente significativa anche la composizione professionale del Forum. Il gruppo più numeroso è quello dell’area creativa e autoriale, per circa il 40% filmmaker, artisti, musicisti, montatori, performer e visual artist, tra cui figure di rilievo internazionale come Bill Morrison, Sierra Pettengill e Tomasz Wolski. Forte anche la presenza del comparto industry, per circa il 30%, con produttori, archive producer, executive e responsabili acquisizioni provenienti da realtà come ARTE, Rai Documentari, Bibi Film, Taskovski Films e Lightcone.

Il Forum vede anche una rilevante partecipazione di archivi, istituzioni culturali e festival internazionali (30%) tra cui British Film Institute, l’olandese Beeld and Geluid, la Cinemateque Quebecoise, DOK-Leipzig e DocBarcelona, oltre alla presenza delle quattro cineteche romane che, per la prima volta insieme promuovono l’evento: AAMOD, Archivio Luce, Rai Teche, Cineteca Nazionale.

Importante anche la componente accademica, con studiose, studiosi e ricercatori provenienti da università italiane e internazionali (Università Roma Tre, Università di Macerata, University of California, Berkeley e The University of Texas at Austin).

Il Forum – diretto da Luca Ricciardi per AAMOD e coordinato da Joana de Freitas Ginori e Lorenzo Spinelli – nasce per rispondere a una trasformazione ormai evidente nel panorama audiovisivo contemporaneo: il riuso delle immagini d’archivio è una pratica sempre più centrale nella produzione audiovisiva, dal documentario alle arti visive, dal cinema di finzione alla serialità, alle produzioni museali, all’arte pubblica. Mancava tuttavia uno spazio capace di mettere in relazione tutti gli attori dell’ecosistema. In questo senso, UnArchive Forum si propone come luogo permanente di confronto internazionale sulle sfide artistiche, produttive, tecnologiche ed etiche legate alla memoria audiovisiva, alla riattivazione degli archivi, alle sfide della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale.

Cuore dell’iniziativa le sessioni di Project Amplifier e Pitching the Archive, che vedono sul palco progetti di film in sviluppo e alcuni dei più importanti archivi audiovisivi europei, insieme a panel, tavole rotonde, case studies e spazi dedicati al networking professionale. A moderare i pitch due figured’eccezione: il regista e intellettuale Eyal Sivan e la studiosa e artista Rossella Catanese.

Con questa nuova iniziativa, UnArchive Found Footage Fest amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione, consolidandosi non solo come festival internazionale di riferimento per il cinema di found footage, ma anche come piattaforma culturale capace di connettere preservazione, creatività, ricerca e industria audiovisiva su scala globale.

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[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]UnArchive Forum
IL PROGRAMMA

Mercoledì 27 maggio

Aranciera – ore 9:30

PROJECT AMPLIFIER

Untitled Bicentennial Film
(Sierra Pettengill)

The Toruń Trial
(Tomasz Wolski)

L’invenzione delle Alpi
(Lisa Bosi)

Aranciera – ore 11:30

PITCHING THE ARCHIVE

Fondazione CSC – Cineteca Nazionale e Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea

British Pathé

Agenzia Ciclic Centre-Val de Loire

Aranciera – ore 14:00

PITCHING THE ARCHIVE

Archivi di Cinemazero

Sound & Vision

British Film Institute

Aranciera – ore 16:00

CASE STUDY

Make Film History: una piattaforma per la formazione allo storytelling ispirato agli archivi

Aranciera – ore 16:30

CASE STUDY

SAFE: il patrimonio sostenibile del cinema non-fiction tra conservazione ed ecosistemi digitali

Aranciera – ore 17:00

TECHNICAL PANEL

Future Heritage: vivere nel cloud per preservare l’eredità del cinema digitale
powered by Mnemonica

The Botanist Bar – ore 17:30

BRINDISI AL FORUM!

***

Giovedì 28 maggio

Aranciera – ore 9:30

PROJECT AMPLIFIER

Garden of Ashes
(Arielle de Saint Phalle)

Tiziano Terzani. The betrayed lover
(Simone Manetti)

Retaken
(Bill Morrison)

Aranciera – ore 11:30

PROJECT AMPLIFIER

A Return
(Federico Ferrone, Michele Manzolini)

Unarchiving Gay Desire
(Simon Dickel)

Costa, Me & An Endless Film
(Alexander Markov)

Aranciera – ore 14:00

PITCHING THE ARCHIVE

Cinémémoire

Cineteca del Museo Nazionale del Cinema di Torino

Cinémathèque Québécoise

Aranciera – ore 16:00

TECHNICAL PANEL

Conservazione e accesso digitale alla Mediateca dell’Archivio Storico della Biennale di Venezia – ASAC
powered by ArchiveOn

***

Venerdì 29 maggio

Aranciera – ore 9:30

PANEL

Algoritmi archivistici: descrizione, restauro e pratiche artistiche attraverso l’intelligenza artificiale

Aranciera – ore 11:30

ROUND TABLE

Archivio bene comune. Per un ecosistema italiano del riuso delle immagini

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[/td][/tr][/table][/td][/tr][/table][/td][/tr][/table][/td][/tr][/table]

[table][tr][td][table][tr][td][table][tr][td]UnArchive Forum è ideato e prodotto dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), con l’Associazione EIKON, in coproduzione con Archivio Luce e in collaborazione con CSC – Cineteca Nazionale e Rai Teche; con la collaborazione dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo Rifiuti del Comune di Roma, del Polo Museale Sapienza Cultura – sezione Orto Botanico, di Doc/it, di Archive Producer Italia; con il sostegno di APA – Associazione Produttori Audiovisivi; con il patrocinio del Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, della Fédération Internationale des Archives du Film (FIAF), di CNA-Cinema e Audiovisivo; con il patrocinio gratuito della Fondazione Roma Lazio Film Commission, Con la partecipazione di ArchiveON, Mnemonica, Regesta.exe, Archives for education, L’Immagine Ritrovata. Media Partnership Rai Cultura, Radio Tre.
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Raz-de-marée de « code slop » : Linus Torvalds sature et bannit les patchs générés par l’IA du noyau Linux !.

Le ton monte d’un cran au sein de la communauté open source. Submergés par l’automatisation à outrance et la paresse algorithmique, les mainteneurs bénévoles des grands projets libres commencent à saturer. À la tête de cette fronde, Linus Torvalds, le créateur du noyau Linux, vient de siffler officiellement la fin de la récréation. Cette colère froide n’est pas…

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Giochi della Gioventù 2026: Abodi e Valditara aprono la festa dello sport

@scuola

corriereuniv.it/giochi-giovent…

Roma – 26 maggio 2026 – Piazza del Popolo si è trasformata oggi in una grande arena sportiva per la cerimonia di apertura dei Giochi della Gioventù. Cinquemila studenti provenienti da tutta Italia, accompagnati da 1.400 docenti, hanno animato la capitale

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#pcknews #noguerra

La Russia inviata gli europei e gli Usa a evacuare Kiev perché prevede azioni sistematiche sulla città

ilmanifesto.it/la-russia-minac…

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Retry Storm nelle architetture distribuite: quando la resilienza diventa il problema
#tech
spcnet.it/retry-storm-nelle-ar…
@informatica


Retry Storm nelle architetture distribuite: quando la resilienza diventa il problema


Le architetture distribuite moderne sono progettate per la resilienza. Aggiungiamo retry per i fallimenti transitori, replica per la durabilità, autoscaling per l’elasticità, circuit breaker per l’isolamento. Ogni meccanismo, preso singolarmente, migliora la disponibilità. Ma sotto stress, la loro interazione può abbattere l’intero sistema.

La maggior parte delle interruzioni enterprise non è causata dall’assenza di fault tolerance. È causata da meccanismi di fault tolerance non delimitati che reagiscono simultaneamente. Questo articolo analizza il fenomeno del retry storm e mostra come progettare sistemi con bounded reliability.

1. Retry Storm: quando la resilienza moltiplica il traffico


I retry sono progettati per proteggere dai fallimenti temporanei. Ma i retry moltiplicano il carico. Ecco un esempio semplificato della logica di retry che si trova comunemente nei sistemi di integrazione tra servizi:

import time
import random

def downstream_service():
    latency = random.choice([0.1, 0.2, 0.8])
    time.sleep(latency)
    if latency > 0.7:
        raise TimeoutError("Slow response")
    return "OK"

def call_with_retries(max_attempts=3):
    for attempt in range(max_attempts):
        try:
            return downstream_service()
        except TimeoutError:
            print(f"Retry {attempt+1}")
    raise Exception("Failed after retries")

In condizioni normali questa logica funziona correttamente. Ma sotto carico elevato si innesca una spirale:
  1. La latenza aumenta
  2. Scattano i timeout
  3. Ogni richiesta viene ritentata fino a 3 volte
  4. Il traffico verso il backend triplica
  5. Il backend rallenta ulteriormente
  6. Aumentano i retry

In un’architettura a livelli tipica — Gateway → Experience API → Process API → System API → Database — se ogni livello gestisce i retry in modo indipendente, l’amplificazione del carico diventa moltiplicativa, non additiva. Un singolo rallentamento del database può abbattere tre livelli API a cascata in pochi minuti.

Il pattern Bounded Retry (sicuro per la produzione)


La soluzione non è eliminare i retry, ma delimitarli e renderli consapevoli del carico di sistema:

def call_with_bounded_retries(max_attempts=2, system_load=0.5):
    # Fail-fast quando il sistema è sotto stress
    if system_load > 0.75:
        return None

    for attempt in range(max_attempts):
        try:
            return downstream_service()
        except TimeoutError:
            # Exponential backoff con jitter
            backoff = 0.2 * (2 ** attempt)
            time.sleep(backoff + random.uniform(0, 0.1))
    return None

Le differenze chiave rispetto alla versione base:
  • Ceiling sui retry: massimo 2 tentativi invece di 3
  • Exponential backoff: aumenta il tempo di attesa ad ogni tentativo
  • Jitter: aggiunge variabilità casuale per evitare wave di retry sincronizzate
  • Load-aware circuit: disabilita i retry completamente quando il sistema è sovraccarico


2. Fan-out della replica e collasso della coordinazione


La replica sincrona migliora la durabilità dei dati. Ma ogni write si moltiplica per il numero di repliche, aumentando il costo di coordinazione:

def write_to_replicas(data, replicas=3):
    for _ in range(replicas):
        time.sleep(0.2)  # Simula latenza di replica

Sotto traffico elevato, il lag delle repliche cresce, i client iniziano a ritentare le scritture, e il carico effettivo di write raddoppia. In sistemi di elaborazione aziendale (ordini, fatturazione, riconciliazione) questo pattern causa un collasso del throughput non perché i dati vadano persi, ma perché la coordinazione sopraffà il sistema.

La soluzione è la durabilità stratificata: non tutte le scritture richiedono le stesse garanzie. Le transazioni critiche usano replica completa; log ed eventi non critici ne richiedono meno. La reliability deve essere proporzionata, non massimizzata ciecamente.

3. Loop di feedback dell’autoscaling


L’autoscaling reagisce alle metriche di traffico. Ma se queste metriche sono gonfiate dai retry, il sistema escala in risposta a traffico artificiale:

def autoscale_safe(request_rate, sustained_load):
    # Scala su domanda sostenuta, non su spike da retry
    if sustained_load and request_rate > 120:
        print("Scaling up — domanda organica confermata")

Segnali più affidabili su cui basare l’autoscaling:
  • Domanda sostenuta (non spike improvvisi)
  • Tendenze nella distribuzione della latenza (P95, P99)
  • RPS organiche (esclusi i retry)
  • Velocità di crescita delle code


4. Il problema reale: le reazioni correlate


Retry, replica e autoscaling reagiscono ciascuno a segnali diversi. Ma sotto stress, reagiscono tutti allo stesso segnale di degradazione. Questa correlazione crea il fallimento a cascata.

Scenario reale — payment reconciliation service:

  1. La latenza dell’ERP sale a 700ms
  2. Il servizio Billing va in timeout a 500ms
  3. Billing ritenta 3 volte
  4. La Process API ritenta l’orchestrazione
  5. Il Gateway ritenta la richiesta client
  6. L’autoscaling reagisce allo spike
  7. Il lag di replica del database aumenta
  8. La Dead Letter Queue inizia a riempirsi

In pochi minuti, un rallentamento minore diventa un’interruzione di piattaforma. La causa principale: reazione non delimitata.

5. Pattern di Bounded Reliability per sistemi API

Retry Budget


Il carico effettivo è: Carico Effettivo = RPS in ingresso × Numero Retry. Con 1.000 RPS e 3 retry, il backend riceve 3.000 richieste. Impostare un budget massimo di retry per richiesta e per servizio è non negoziabile in produzione.

Classificazione degli Errori


Non tutti gli errori sono retriable. Una tassonomia chiara:

Tipo di ErroreRetry?Azione
CONNECTIVITYBounded retry
TIMEOUTBackoff esponenziale
VALIDATION (4xx)NoFail fast
AUTH (401/403)NoAlert immediato

I retry ciechi su errori di validazione o autenticazione sono debito architetturale.

Idempotency obbligatoria


I retry senza idempotency causano corruzione dei dati. Il transaction ID deve essere deterministic, non generato casualmente ad ogni tentativo:

# ❌ Non sicuro: genera un nuovo ID ad ogni retry
transaction_id = uuid()

# ✅ Sicuro: riusa l'ID dalla richiesta originale
transaction_id = payload.get("transaction_id") or request.headers["correlation-id"]

Dead Letter Queue con Osservabilità


Tracciare le seguenti metriche come segnali di early warning:

  • Percentuale di retry sul totale delle richieste
  • Frequenza dei timeout per endpoint
  • Velocità di crescita della DLQ
  • Shift nella distribuzione P95 della latenza


Conclusione


Le retry storm non iniziano con un fallimento catastrofico. Iniziano con un piccolo aumento di latenza, qualche timeout, una manciata di retry. Poi i meccanismi di fault tolerance reagiscono insieme — e la loro interazione non controllata trasforma un disagio minore in un’interruzione totale.

La resilienza nelle architetture distribuite non significa aggiungere più safety net. Significa controllare come quei safety net si comportano sotto stress. Delimita i retry. Classifica i fallimenti. Forza l’idempotency. Scala su domanda organica. Monitora i loop di feedback prima che si avvitino.

La differenza tra una piattaforma resiliente e un fallimento a cascata sta quasi sempre nella risposta a una sola domanda: i tuoi meccanismi di reliability sono controllati o sono illimitati?

Fonte: How Retry Storms Crash API-Led Systems: Bounded Reliability Patterns — DZone


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nmap su Linux: guida completa alla scansione e discovery di rete
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@informatica


nmap su Linux: guida completa alla scansione e discovery di rete


nmap è uno degli strumenti più potenti e longevi nell’arsenale di qualsiasi sistemista Linux. Nato nel 1997, è oggi uno standard de facto per l’audit di rete, la verifica della superficie d’attacco esposta e il troubleshooting di connettività. Questa guida copre i comandi e le tecniche che un sysadmin usa davvero in produzione: niente teoria astratta, solo esempi concreti.

Nota legale: scansionate solo reti e host di vostra proprietà o per cui avete un’autorizzazione esplicita. La scansione non autorizzata può essere illegale nella vostra giurisdizione.

Installazione di nmap


nmap è disponibile nei repository di tutte le principali distribuzioni Linux:

# Debian / Ubuntu
sudo apt install nmap

# Fedora / RHEL / CentOS
sudo dnf install nmap

# Arch / Manjaro
sudo pacman -S nmap

Verificate l’installazione con:
nmap --version

Dovreste vedere qualcosa come Nmap version 7.94 o superiore. Le funzionalità più avanzate (SYN scan, OS detection) richiedono privilegi root.

Host Discovery: chi è attivo sulla rete?


Il primo passo in qualsiasi audit è capire quali host sono raggiungibili. Il ping scan usa il flag -sn, che dice a nmap di non eseguire scansioni delle porte:

nmap -sn 192.168.1.0/24

Su una LAN locale nmap usa ARP discovery, più veloce e capace di trovare dispositivi che ignorano il ping ICMP. L’output tipico è:
Nmap scan report for 192.168.1.1
Host is up (0.0011s latency).
MAC Address: A4:3E:51:XX:XX:XX (Ubiquiti Networks)

Nmap scan report for 192.168.1.10
Host is up (0.00032s latency).
MAC Address: DC:A6:32:XX:XX:XX (Raspberry Pi Trading)

È un inventario rapido: ottimo dopo aver aggiunto un nuovo dispositivo e non ricordarsi quale IP ha ottenuto dal DHCP.

Scansione delle Porte

Scansione di default


Senza flag aggiuntivi, nmap scansiona le 1.000 porte TCP più comuni. Non richiede root, ma i risultati sono meno dettagliati:

nmap 192.168.1.10

SYN Scan (Stealth Scan)


La SYN scan è la modalità default quando si esegue nmap come root. Invia un pacchetto SYN senza completare il three-way handshake TCP: più veloce e meno visibile nei log applicativi:

sudo nmap -sS 192.168.1.10

Scansione di tutte le 65.535 porte


Le 1.000 porte di default possono mancare servizi su porte non standard — MySQL su 33060, SSH spostato su 2222:

sudo nmap -sS -p- 192.168.1.10

Porte specifiche o range

# Porte specifiche
sudo nmap -p 22,80,443,3306 192.168.1.10

# Range di porte
sudo nmap -p 1-1024 192.168.1.10

UDP Scanning


L’UDP è spesso dimenticato. DNS (porta 53), SNMP (161) e NTP (123) girano su UDP e sono vettori comuni di attacco e misconfiguration:

sudo nmap -sU -p 53,161,123 192.168.1.1

Rilevamento di Servizi e Versioni


Il flag -sV esegue probe sulle porte aperte per determinare servizio e versione. È il primo scan da eseguire su un server sconosciuto:

sudo nmap -sV 192.168.1.10

Output esempio:
PORT     STATE SERVICE VERSION
22/tcp   open  ssh     OpenSSH 8.9p1 Ubuntu 3ubuntu0.6
80/tcp   open  http    nginx 1.24.0
3306/tcp open  mysql   MySQL 8.0.35

Rivela immediatamente con cosa si ha a che fare e può evidenziare software obsoleto — un win immediato per la sicurezza.

Rilevamento del Sistema Operativo


nmap può fare ipotesi sull’OS basandosi sul fingerprinting del TCP/IP stack:

sudo nmap -O 192.168.1.10

Output:
OS details: Linux 5.15 - 5.19, Linux 6.1
Network Distance: 1 hop

Non è sempre preciso su VM o dispositivi con stack TCP personalizzati, ma fornisce un segnale utile per distinguere server Linux da macchine Windows o embedded su un segmento di rete.

Aggressive Scan: tutto in uno


Il flag -A abilita OS detection, version detection, script scanning e traceroute in un colpo solo:

sudo nmap -A 192.168.1.10

Genera molto traffico e richiede tempo. Non usatelo su reti di produzione senza motivo, ma per un audit completo di un singolo host è estremamente comodo.

Nmap Scripting Engine (NSE)


L’NSE è ciò che distingue nmap da un semplice port scanner. Permette di eseguire script contro host e servizi scoperti. Gli script si trovano in /usr/share/nmap/scripts/ e coprono vulnerability detection, enumerazione di servizi e molto altro.

Verifiche pratiche

# Categoria default
sudo nmap --script=default 192.168.1.10

# Scansione vulnerabilità (più invasivo - usare deliberatamente)
sudo nmap --script=vuln 192.168.1.10

# FTP anonimo abilitato?
sudo nmap --script=ftp-anon -p 21 192.168.1.10

# Header HTTP esposti (versioni server, debug info)
sudo nmap --script=http-headers -p 80,443 192.168.1.10

# Open SMTP relay?
sudo nmap --script=smtp-open-relay -p 25 192.168.1.20

L’HTTP headers scan è sorprendentemente utile: è frequente trovare server che espongono header con versione del software e informazioni di debug che avrebbero dovuto essere rimosse.

Per elencare tutti gli script disponibili per un servizio:

ls /usr/share/nmap/scripts/ | grep -i ssh

Formati di Output


Per qualunque cosa oltre un controllo rapido, salvare l’output è fondamentale:

# Output normale su file
sudo nmap -sV 192.168.1.0/24 -oN scan_results.txt

# XML (utile per automazione e import in altri tool)
sudo nmap -sV 192.168.1.0/24 -oX scan_results.xml

# Formato grepable
sudo nmap -sV 192.168.1.0/24 -oG scan_results.gnmap

# Tutti i formati in una volta sola
sudo nmap -sV 192.168.1.0/24 -oA scan_results

Il flag -oA crea tutti e tre i file con il prefisso specificato. L’output XML si presta bene al parsing automatizzato.

Timing e Velocità


nmap dispone di sei template di timing, da T0 (lentissimo) a T5 (aggressivo). Il default è T3. Per la maggior parte delle scansioni su reti locali affidabili:

sudo nmap -sS -T4 192.168.1.0/24

Su VPN o connessioni lente, scendere a T2 evita falsi negativi causati da pacchetti persi.

Combinazioni Pratiche per Sysadmin


Questi sono i comandi che si usano davvero nel lavoro quotidiano:

# Porte aperte su un host (solo quelle definitivamente aperte)
sudo nmap -sS -T4 --open 192.168.1.10

# Trovare tutti i server SSH su una subnet
sudo nmap -p 22 --open -sV 192.168.1.0/24

# MySQL esposto sulla rete? (non dovrebbe mai esserlo)
sudo nmap -p 3306 --open 192.168.1.0/24

# Host discovery + version scan concatenati (solo host attivi)
sudo nmap -sn 192.168.1.0/24 -oG - | grep "Up" | awk '{print $2}' | sudo nmap -sV -iL -

L’ultimo comando è particolarmente potente: esegue prima un ping scan, filtra gli host attivi, poi esegue la version scan solo su di loro. Ideale per subnet grandi.

Gestione dei Target e Firewall

# Range di IP
nmap 192.168.1.1-50

# Host da file (uno per riga)
nmap -iL hosts.txt

# Escludere host dalla scansione
nmap 192.168.1.0/24 --exclude 192.168.1.1,192.168.1.5

nmap distingue tre stati delle porte: open, closed e filtered. Una porta filtered indica che un firewall sta bloccando i probe. Se vedete molte porte filtered su un server di vostra proprietà senza aspettarvelo, investigate: potrebbe essere ufw, firewalld, regole nftables o un security group del cloud provider.

Conclusione


Host discovery, port scanning, version detection, NSE scripts e salvataggio dell’output sono le fondamenta di nmap. Iniziate con -sn per la discovery, aggiungete -sV quando servono i dettagli sui servizi, portate gli script NSE quando volete approfondire. Mantenete il timing conservativo sulle reti di produzione e aggressivo nel vostro lab.

Se state verificando le regole firewall, nmap è tra i migliori strumenti per controllare che ciò che pensate sia bloccato lo sia davvero.

Fonte originale: nmap on Linux: Guide to Network Scanning and Discovery — LinuxBlog.io


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Void Dokkaebi evolve InvisibleFerret: il malware nordcoreano ora usa Cython per sfuggire agli antivirus
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/void-d…


Void Dokkaebi evolve InvisibleFerret: il malware nordcoreano ora usa Cython per sfuggire agli antivirus


Void Dokkaebi, il gruppo APT nordcoreano tracciato anche come Famous Chollima, ha completato una significativa evoluzione del proprio arsenale offensivo: il malware infostealer InvisibleFerret è stato ricompilato da Python a Cython, trasformando script leggibili in binari nativi che sfuggono alla quasi totalità dei meccanismi di rilevamento basati sull’analisi del codice sorgente. La ricerca pubblicata da Trend Micro a maggio 2026 rivela una campagna di spionaggio industriale di proporzioni allarmanti che colpisce sviluppatori software con accesso a wallet di criptovalute e infrastrutture CI/CD.

Profilo del gruppo: chi è Void Dokkaebi


Void Dokkaebi, denominato anche Famous Chollima nell’ecosistema di threat intelligence di CrowdStrike, è un intrusion set allineato agli interessi della Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC). Il gruppo si distingue da altre unità cyber nordcoreane come Lazarus Group per la specializzazione quasi esclusiva nel targeting di sviluppatori software, ingegneri DevOps e professionisti del settore Web3 che detengono chiavi di firma, credenziali di wallet e accesso privilegiato a pipeline di continuous integration e deployment.

La sua tattica operativa preferita è quella del “fake job interview”: gli operatori si spacciano per recruiter di aziende crypto o AI rinominate, contattano le vittime su piattaforme come LinkedIn o GitHub, e le convincono a clonare ed eseguire repository di codice come parte di una presunta prova tecnica per un colloquio. Il codice in apparenza innocuo nasconde i payload malevoli.

La campagna del 2026: infrastruttura blockchain e repository compromessi


L’analisi condotta a marzo-maggio 2026 ha rivelato la portata impressionante dell’infrastruttura malevola costruita dal gruppo. I ricercatori hanno identificato:

  • Oltre 750 repository GitHub infetti, molti appartenenti a organizzazioni legittime come DataStax e Neutralinojs, che presentano marcatori di infezione nei workflow CI/CD
  • Più di 500 configurazioni di task Visual Studio Code modificate per eseguire payload al momento dell’apertura del progetto
  • 101 istanze dello strumento di commit tampering utilizzato per iniettare codice malevolo nei repository

L’elemento più innovativo della campagna 2026 è l’utilizzo di infrastruttura blockchain per la distribuzione dei payload. Void Dokkaebi sfrutta Tron, Aptos e Binance Smart Chain come staging server per i malware, rendendo gli indicatori di compromissione praticamente immuni ai tradizionali meccanismi di takedown. Aggiornare un riferimento su blockchain equivale a cambiare il payload consegnato a tutte le vittime già infette, senza modificare un singolo byte nei repository.

L’evoluzione tecnica: da Python a Cython


Il cuore dell’aggiornamento analizzato da Trend Micro riguarda InvisibleFerret, il modulo infostealer centrale nell’arsenale di Void Dokkaebi. Precedentemente distribuito come script Python in chiaro — facilmente analizzabili e rilevabili da sistemi YARA e EDR — il malware è stato interamente ricompilato tramite Cython.

Cython è un compilatore che traduce codice Python in sorgente C/C++ e poi in binari nativi. Il risultato pratico è che InvisibleFerret viene ora distribuito come file .pyd su Windows (Python extension DLL) e come librerie condivise .so su macOS. Entrambi i formati sono binari compilati: non contengono stringhe leggibili, non sono interpretabili senza reverse engineering specializzato, e bypassano le regole di detection tradizionalmente scritte per identificare script Python sospetti.

Le capacità del malware rimangono invariate rispetto alle versioni precedenti:

  • Apertura di backdoor per accesso remoto persistente
  • Furto di credenziali dai principali browser (Chrome, Firefox, Edge)
  • Monitoraggio degli appunti di sistema (clipboard hijacking per intercettare indirizzi di wallet)
  • Keylogging per catturare password e seed phrase
  • Esfiltrazione diretta da wallet di criptovalute locali
  • Ricognizione dell’ambiente: processi in esecuzione, file system, variabili d’ambiente


Toolset correlato: BeaverTail, OtterCookie, OmniStealer


InvisibleFerret non opera mai isolatamente. Il gruppo lo utilizza in combinazione con altri malware della stessa famiglia operativa. BeaverTail è il dropper JavaScript iniziale che viene eseguito durante il “test tecnico”, il quale successivamente scarica e installa InvisibleFerret. OtterCookie è un ulteriore stealer focalizzato sui browser e sui file di configurazione. OmniStealer amplia la superficie di furto a client di posta e applicazioni VPN. Tutti questi componenti possono essere aggiornati dinamicamente tramite i reference blockchain, garantendo al gruppo una flessibilità operativa senza precedenti.

Indicatori di compromissione (IoC)

# File IOC - InvisibleFerret Cython (maggio 2026)
# Estensioni malevole su Windows
*.pyd  (file Python extension DLL con firma digitale assente o anomala)
# Estensioni malevole su macOS
*.so   (librerie condivise caricate da processi Python non standard)
# Pattern comportamentale
Processo Python che carica estensioni .pyd/.so non firmate da directory temp
Connessioni in uscita verso endpoint Tron/Aptos/BSC non previsti dall'applicazione
Lettura anomala del keychain macOS o del credential manager Windows
Accessi al filesystem wallet: ~/.bitcoin, ~/.ethereum, ~/.solana
# Infrastruttura C2 (blockchain-staged)
TRC20 address utilizzati come dead drop resolver su Tron network
Transazioni su Aptos con payload codificati nei campi memo

Due righe per i difensori


La migrazione a Cython rende obsolete le regole YARA basate su stringhe Python. I team di sicurezza devono aggiornare la propria postura difensiva su più livelli. A livello di endpoint, occorre implementare controlli di integrità sulle estensioni Python caricate dinamicamente e monitorare processi Python che importano moduli non presenti nell’ambiente di sviluppo ufficiale. A livello di rete, è essenziale bloccare o monitorare le connessioni verso endpoint RPC di reti blockchain non autorizzate (Tron API: api.trongrid.io, Aptos: fullnode.aptoslabs.com). A livello procedurale, le organizzazioni dovrebbero verificare l’identità dei recruiter prima di clonare ed eseguire qualsiasi repository fornito esternamente, e condurre i test tecnici in ambienti isolati (sandbox o VM senza credenziali di produzione). Gli sviluppatori che lavorano su progetti Web3 o che detengono wallet crypto devono essere considerati target ad alto rischio e ricevere formazione specifica sul riconoscimento di queste campagne di ingegneria sociale.


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31 maggio, recanati: finissage della mostra di lamberto pignotti, “sex sport burocrazia”


A RECANATI, FINISSAGE DELLA MOSTRA DI LAMBERTO PIGNOTTI SEX SPORT BUROCRAZIA CON PRESENTAZIONE DEL CATALOGO E DEL LIBRO AMENITALIA

Domenica 31 maggio, h 19, presso il caffè libreria Passepartout di Recanati, si terrà l’evento di chiusura della mostra “SEX SPORT BUROCRAZIA. Opere di Lamberto Pignotti con frammenti da Amenitalia”.
Saranno presentati il romanzo di Pignotti e il catalogo della mostra, entrambi in uscita per Argolibri e strettamente legati tra loro dal progetto espositivo della galleria Rubber.
Interverranno in dialogo: Giuseppe Garrera (storico dell’arte, collezionista e curatore); Fabio Orecchini (poeta performer tra i curatori del progetto editoriale Amenitalia); Andrea BaliettiAB/ARchive (co-gestore di Rubber e co-curatore della mostra); Edoardo Salvioni (co-curatore del progetto editoriale “Amenitalia”); Valerio Cuccaroni (editore Argolibri).
Sarà inoltre presente il collettivo rubber al completo: Gloria Falasco; Marianna Rogante (co-gestori di rubber e co-curatori della mostra) insieme a Francesca Torelli e Roberto Capozucca (co-curatori della mostra e graphic designers del catalogo).
Interventi critici del catalogo a cura di: Giuseppe Garrera; Edoardo Salvioni e Andrea Balietti.
cliccare per ingrandire
Lamberto Pignotti è caposcuola della scrittura verbo-visuale e nome simbolo di quel filo rosso che attraversa le avanguardie del primo e del secondo novecento con «la consapevolezza che fra Letteratura e Arti visive, fra Pagina e Quadro, fra Parola e Immagine, non ci sono frontiere precise e neppure occasionali sconfinamenti, ma (…) sovrapposizioni e integrazioni nel segno della continuità».

Lo slogan eletto a titolo della mostra dai curatori è estratto da Amenitalia, romanzo sperimentale (in uscita per Argolibri) rimasto inedito dai ’70, gli anni amèni in cui Pignotti lo compose. La mostra si propone di rappresentare la sostanza visiva del romanzo esponendo per la prima volta, insieme a collage, libri, poesie da vedere, poesie da masticare e altre opere uniche dell’autore dagli anni Sessanta agli Ottanta, una selezione dei fogli manoscritti che compongono il romanzo nella sua forma originaria. L’opening è avvenuto il 26 aprile, giorno del centesimo compleanno di Lamberto Pignotti, a significare che tutte le immagini e le parole contenute nell’opera di un poeta visivo possono effettivamente costituire il corpo di un secolo, e che questo corpo può essere sintetizzato nel luogo di un testo, o in quello di una mostra.

La mostra è organizzata in collaborazione con il festival di poesia “La Punta della Lingua”; l’ass. Nie Wiem e la casa editrice Argolibri.
Visitabile a Recanati in Via Roma 6 presso galleria Rubber sino al 31 maggio nei giorni lun-mart-ven-sab-dom (h 16.30-19.30) – wearerubbers@gmail.com.
#ABARchive #Amenitalia #AndreaBalietti #Argolibri #caffèLibreriaPassepartout #catalogo #collettivoRubber #EdoardoSalvioni #FabioOrecchini #FrancescaTorelli #galleriaRubber #GiuseppeGarrera #GloriaFalasco #LaPuntaDellaLingua #LambertoPignotti #MariannaRogante #materialiVerbovisivi #mostra #NieWiem #Pignotti #poesiaVisiva #Ppassepartout #presentazione #RobertoCapozucca #romanzo #rubber #scritturaVerboVisuale #sexSportBurocrazia #ValerioCuccaroni

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American science has long been one of the country’s biggest competitive advantages.

But new federal policies are destabilizing universities and the future of the scientific workforce, according to a survey of scientists (thread with graphs) ⬇️
theconversation.com/self-censo…

in reply to The Conversation U.S.

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These scientists say Trump administration cuts to grants and higher education autonomy could reshape the future of American research.

Is this temporary disruption or a lasting shift away from federal support for science?
theconversation.com/self-censo…

theconversation.com/self-censo…

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L’enciclica di Leone XIV: l’IA serva l’umanità, non il potere di pochi Nell’era digitale, occorre disarmare l’IA e superare la teoria della “guerra giusta”, rilanciando dialogo e multilateralismo #MagnificaHumanitas www.vaticannews.va/it/papa/news...

L’enciclica di Leone XIV: l’IA...

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Da Pope has dropped an #encyclical. An encyclical is a pastoral letter issued by the #Pope.

Historically encyclicals serve as a key instrument of the Pope’s ordinary magisterium to guide the faithful on matters of faith, morals, devotion, or social discipline, they are generally not infallible pronouncements ex cathedra.

I’m still reading and digesting, but a quick skim suggests that this is the biggest thing to drop from the #Vatican in my lifetime.

There’s, #AI, there’s transhumanism, there’s social contract, he apologizes for the Church’s blind eye to #slavery, he declared that “just war” is no longer a thing…in a change of policy held since the Crusades. He calls for #OpenSource, he quotes #Tolkien. (I like Da Pope.)

There’s a lot. You can read it here. It’s gonna take me a while to map it all out.

vatican.va/content/leo-xiv/en/…

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Non ho ancora letto per intero #MagnificaHumanitas vatican.va/content/leo-xiv/it/…
Noto però che sconfessa in modo esplicito certi intellettuali di area cattolica sostenendo che l'etica non basta, e tanto meno la programmazione in base a presunti "codici etici" - i quali, in più di un senso, non possono essere "della macchina", ma sono sempre di qualcuno.

Non basta invocare genericamente l’etica: servono quadri giuridici adeguati, vigilanza indipendente, educazione degli utenti, una politica che non abdichi al proprio compito. Altrimenti, il cambiamento sarà governato solo da logiche tecnocratiche e presentato come necessario e inevitabile, finendo per imporre regole dettate da chi possiede dati, infrastrutture e capacità di calcolo.

Non possiamo limitarci a invocare la moralizzazione della macchina, il cosiddetto “allineamento” dell’#IA a valori umani, senza avere il coraggio di porre una ulteriore condizione: la possibilità di discutere il codice etico da usare, sottoponendolo a criteri di giustizia sociale condivisa. Altrimenti, chi controlla l’IA imporrà la propria visione morale, che diventerà l’infrastruttura invisibile dei sistemi. Non serve un’IA più morale, se questa morale è decisa da pochi. Serve una politica più presente, capace di rallentare dove tutto accelera e di proteggere gli spazi in cui le comunità possono ancora partecipare e interrogarsi.


#SALAMI

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Leghista aspetta 10 minuti prima di speculare su una tragedia e viene espulso dal partito


Beller (IO) – I più grandi psichiatri del globo si stanno confrontando da giorni, ma ancora non sono giunti a una conclusione e il mistero che sta facendo discutere l’Italia rimane tuttora insoluto: perché lo storico sostenitore della Lega Oronzo Piasentin ha aspettato ben 600 secondi prima di pubblicare un post per sciacallare su un […]

L'articolo Leghista aspetta 10 minuti prima di speculare su una tragedia e viene espulso dal partito proviene da Lercio.


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27 maggio, bologna, mambo: “giuseppe chiari 1926-2026. partitura per un museo”, conferenza di presentazione e visita in anteprima per la stampa


Comune di Bologna | Settore Musei Civici | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

comune di bologna e mambo

Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo
A cura di Lorenzo Balbi e Mario Chiari

29 maggio – 27 settembre 2026
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Sala delle Ciminiere
Via Don Giovanni Minzoni 14, Bologna
www.museibologna.it/mamboConferenza e preview stampa
mercoledì 27 maggio 2026, ore 11:00


Bologna, 26 maggio 2026 Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bolognadel Settore Musei Civicidel Comune di Bologna presenta nella Sala delle Ciminierela mostra Giuseppe Chiari 1926-2026. Partitura per un museo.

L’esposizione, curata daLorenzo Balbie Mario Chiari, nasce in occasione del centenario della nascita dell’artista (Firenze, 26 settembre 1926 – Ivi, 9 maggio 2007) con l’obiettivo di offrire una lettura critica organica di una delle figure più rilevanti e poliedriche nel panorama dell’arte italiana del secondo Novecento.

Il progetto espositivo, sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, rappresenta la prima retrospettiva completa del lavoro di Giuseppe Chiari in un’istituzione pubblica e si distingue per un impianto che propone un’indagine articolata e trasversale che supera la logica della presentazione per nuclei omogenei.

La presentazione con visita in anteprima per la stampa si svolge domani, mercoledì 27 maggio 2026, alle ore 11al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, in via Don Giovanni Minzoni 14, a Bologna.

Interverranno:
Giorgia Boldrini
capo Dipartimento Cultura e direttrice Settore Musei Civici | Comune di Bologna

Lorenzo Balbi
direttore MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna | Settore Musei Civici | Comune di Bologna e co-curatore mostra

Mario Chiari
co-curatore mostra

Stefano Cavaliero
curatore sezione biografica mostra

Stefano Colombo
co-fondatore Parasite 2.0

Elisabetta Beddini
coordinatrice di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale.

L’inaugurazione è in programma giovedì 28 maggio 2026 dalle ore 18.00 alle ore 21.00 e prevede alle ore 19.00 il primo di un ciclo di concerti con la musica di Giuseppe Chiari, realizzati in collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale e con Fondazione Bonotto, che vede esibirsi il pianista Reinier van Houdt inIntervalli(1950 – 1956).
#AngelicA #AngelicACentroDiRicercaMusicale #anteprima #anteprimaPerLaStampa #art #arte #ComuneDiBologna #conferenza #conferenzaStampa #DipartimentoCultura #ElisabettaBeddini #FondazioneBonotto #GiorgiaBoldrini #GiuseppeChiari #GiuseppeChiari19262026PartituraPerUnMuseo #Intervalli #LorenzoBalbi #MAMbo #MAMboMuseoDArteModernaDiBologna #MarioChiari #MuseiCivici #MuseoDArteModernaDiBologna #musica #PAC2025 #PAC2025PianoPerLArteContemporanea #Parasite20 #PianoPerLArteContemporanea #ReinierVanHoudt #retrospettiva #SalaDelleCiminiere #SettoreMuseiCivici #StefanoCavaliero #StefanoColombo

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⚠️ E' IMPORTANTISSIMO!

Agripunk non deve morire, è un baluardo di resistenza contro lo sfruttamento e di cura infraspecie.

produzionidalbasso.com/project…

Vi prego, date una mano, condividete, organizzate eventi benefit... Il tempo è poco, ma possiamo ancora salvare @agripunk !!!

#antispecismo #resistenza

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Le forze dell'ordine statunitensi mettono in guardia dall'‘estremismo anti-tecnologia’ mentre cresce l'odio per l'intelligenza artificiale


Mentre gli americani rimuginano sul rischio incombente di rubare posti di lavoro all'intelligenza artificiale e ai data center nei loro cortili, il governo federale lancia l'allarme su una nuova categoria di minaccia, come dimostrano i documenti ottenuti da WIRED.

wired.com/story/us-law-enforce…

@aitech

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Il nuovo post di universita-it: Università:Boom di iscritti over 40

Qui il post completo: universita.it/universitaboom-d…

@universitaly

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Erin Brockovich ha lanciato un sito web e ha iniziato a monitorare tutti i data center in America e a registrare le lamentele dei residenti

La CORSA alla costruzione di infrastrutture per l'IA si sta svolgendo città dopo città in tutti gli USA. In alcuni luoghi, i data center sono accolti con favore. In altri, vengono contestati o abbandonati del tutto. Questa MAPPA cattura l'impronta reale di questa corsa, rivelando modelli di crescita, conflitto e incertezza

brockovichdatacenter.com/

@aitech

in reply to informapirata ⁂

Negli anni ’90 e 2000, il mantra era:
risparmiare energia, ridurre consumi, ottimizzare ogni watt.
Oggi invece il paradosso è evidente: l’IA viene presentata come tecnologia del futuro, ma si regge su infrastrutture energivore che riportano indietro il discorso sulla sostenibilità.

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Nell’UE più di 72 milioni di persone a rischio di povertà nel 2024
@news
eunews.it/2026/05/26/ue-72-mil…
I Paesi con la quota più alta di popolazione a rischio di povertà sono la Lituania (22,6 per cento), la Lettonia (22 per cento) e la Bulgaria (21,2 per cento). All'estremo opposto, i tassi più bassi si registrano in Danimarca (11,8 per cento), Belgio (10,9 per cento) e Repubblica Ceca (9,6 per cento). Italia stabile al 18,6 per
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Hantavirus, ebola e presunte pandemie varie. Il sistema si prepara ad un nuovo "giro di giostra"?
@attualita
youtube.com/watch?v=IxdcI6TckK…
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in reply to Svapo

questo video è intriso di retorica complottista, negazionista e contraria alle misure di sanità pubblica (infatti Frajese è un novax).
Frajese propone le solite teorie del complotto sulla "regia" globale: il monitoraggio della OMS viene rappresentato come un modo di "spaventare la gente" e, guarda caso, si fa anche riferimento a una presunta "cabina di regia" intenzionata a propagandare la paura per scopi di controllo sociale.

L'epidemia e la relativa comunicazione scientifica vengono descritte come una "Finestra di Overton", un modo per abituare gradualmente l'opinione pubblica ad accettare restrizioni.

Inoltre viene apertamente criticato l'operato dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e del suo direttore generale, che vorrebbe mantenere la popolazione in uno stato di costante tensione.

Infine il principio cardine della sanità pubblica secondo cui la tutela della salute collettiva può temporaneamente prevalere sulla scelta del singolo (come nel caso dell'obbligo vaccinale o delle quarantene) viene equiparato alle ideologie totalitarie del passato.

Questa narrazione è pericolosa e non dovrebbe trovare spazio in un social che vuole essere migliore degli altri. Questa è spazzatura e tu dovresti essere cancellato da tutte le istanze e tornare nei social dai quali provieni

Chissà se @Vivaldi è contento che la sua comunità mastodon è abitata da utenti cospirazionisti?

@macfranc @filippodb @gubi @kenobit

in reply to Giorgio Sarto

@giorgiosarto speravo che queste scorie tossiche dell'infosfera venissero relegate su Xshitter o su truth social e mi dispiace vederle su un'istanza molto curata come @Vivaldi

Ricordo comunque che Vivaldi possiede la regola seguente

Do not share intentionally false or misleading information


Ma purtroppo uno dei problemi che abbiamo TUTTI NOI MODERATORI è la barriera linguistica. Non è facile per un moderatore inglese capire se un contenuto in italiano presenta elementi di disinformazione

@svapo @filippodb @gubi @kenobit

in reply to macfranc

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@macfranc @giorgiosarto @Vivaldi @filippodb @kenobit su sociale.network abbiamo una policy in italiano molto stretta e chiara sulla pseudoscienza, ma siccome di mestiere non faccio il poliziotto del fediverso, l’enforcement attivo di queste regole si applica solo agli utenti della community, mentre sugli altri intervengo solo in modo reattivo in caso di segnalazioni.

macfranc reshared this.

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Che cosa succede quando il Vaticano ridefinisce algoritmi, dati e piattaforme come "beni a destinazione universale di tutta l’umanità?" Il video di Matteo Flora


@aitech

Ieri Papa Leone XIV ha presentato Magnifica Humanitas, e il punto davvero di rottura sta qui: brevetti, algoritmi, piattaforme digitali, infrastrutture e dati vengono letti come beni destinati a tutta l’umanità. Non è solo una posizione etica, ma un modo di rimettere al centro il rapporto tra tecnologia, potere e governance globale.

Nel testo, i giganti tecnologici vengono descritti come attori privati transnazionali con risorse superiori a quelle di molti governi. Sul fronte sicurezza, il documento è altrettanto netto: non è ammissibile affidare a sistemi di intelligenza artificiale decisioni irreversibili e letali, e la teoria della guerra giusta viene di fatto considerata obsoleta nell’era dell’IA militare.

C’è anche un segnale politico molto preciso nel contesto della presentazione: accanto al Papa c’era Chris Olah, cofondatore di Anthropic. Non è un dettaglio da poco, perché rende ancora più chiaro che qui non si sta parlando soltanto di una presa di posizione simbolica.

👉 Nel nuovo deepdive su Ciao Internet, @lastknight prova a leggere tutto questo per quello che è davvero: una mossa di soft power regolatorio globale, con un linguaggio che somiglia più ad AI Act, DSA e DMA che alla tradizione vaticana.

🎥 Guarda il video: youtu.be/tL6XV7Dmx68

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Payload Ransomware Deploys ChaCha20 + Curve25519 ECDH to Lock Files — 50+ Victims Across Five Countries
#CyberSecurity
securebulletin.com/payload-ran…
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Critical 7-Zip Flaw CVE-2026-48095 (CVSS 8.8) Enables Arbitrary Code Execution via NTFS Vtable Hijack
#CyberSecurity
securebulletin.com/critical-7-…