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La capacità di lettura degli studenti aumenta dopo aver rimosso la tecnologia dalla classe: "Rimuoviamo tutte le distrazioni e potremo riavere indietro i nostri figli."

Ci credereste: un'insegnante e i suoi studenti affermano che la loro capacità di lettura è aumentata vertiginosamente dopo aver vietato la tecnologia in classe.

Maureen Mulvaney, insegnante di letteratura AP e inglese alla Washburn High School di Minneapolis, ha avviato l'esperimento low tech l'anno scorso dopo essere rimasta frustrata dal plagio, dagli studenti distratti e dal crollo dei tassi di alfabetizzazione.

@psicologia

futurism.com/future-society/st…

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È morto lo storico Carlo Ginzburg
https://www.ilpost.it/2026/06/17/carlo-ginzburg-morto/?utm_source=flipboard&utm_medium=activitypub

Pubblicato su News @news-ilPost

@News
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Dovremmo fuggire dalle big tech? E come? Se l'è chiesto Kenobit, autore del libro "Assalto alle piattaforme".

La lotta è impari perché i grandi colossi della Silicon Valley detengono non solo il potere ma anche il campo di battaglia, ma la ricerca dell'indipendenza deve pur iniziare da qualche parte.

guerredirete.it/fuga-da-big-te…

#tech #digital #bigtech #socialmedia #socialnetwork #siliconvalley

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Una zanzara mi tiene sveglio in piena notte e tra poche ore devo alzarmi per andare a lavoro. Per ammazzare il tempo, sto navigando tra post vecchi di almeno tre anni per ricostruire come mai si sia creata questa frattura apparentemente insanabile tra l'istanza Uno e molte altre del fediverso italiano. Anche in "Assalto alle piattaforme" di Kenobit si sentono gli echi di questo litigio. Per ora l'unica opinione che ne sto ricavando è una sensazione di grande amarezza.

#fediverso

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Promemoria linguistico.

Se vi capitasse di sentir parlare di "18 wheelers" ricordate che da noi si chiamano "autoarticolati"¹, e non tutti sono "T.I.R.", che è solo una documentazione².

~~

¹ it.wikipedia.org/wiki/Autoarti…
Dettagli sulle versioni in vari paesi sulla pagina in inglese:
en.wikipedia.org/wiki/Semi-tra…

² it.wikipedia.org/wiki/Trasport…

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DirectAccess è deprecato: come migrare ad Always On VPN su Windows Server
#tech
spcnet.it/directaccess-e-depre…
@informatica


DirectAccess è deprecato: come migrare ad Always On VPN su Windows Server


Microsoft ha ufficialmente deprecato DirectAccess e ne prevede la rimozione in una futura versione di Windows Server. Il successore designato è Always On VPN, introdotto con Windows Server 2016 e Windows 10. In questo articolo analizziamo cosa significa concretamente la deprecazione, perché Microsoft sta operando questa transizione, le differenze tecniche tra le due soluzioni e come pianificare la migrazione.

Cos’è DirectAccess e cosa cambia con la deprecazione


DirectAccess è la tecnologia di accesso remoto di Microsoft che consente ai client Windows uniti al dominio di connettersi automaticamente alle risorse aziendali interne senza una VPN tradizionale avviata dall’utente. Crea tunnel IPsec sempre attivi (usando IPv6 e tecnologie di transizione su IPv4) tra il client e il server DirectAccess, rendendo il dispositivo effettivamente “dentro” la rete aziendale ogni volta che ha connettività internet.

Quando Microsoft contrassegna una funzionalità come deprecata, questa rimane funzionale e supportata per il resto del ciclo di vita della versione del prodotto. DirectAccess non smette di funzionare da un giorno all’altro: se si esegue Windows Server 2025 o qualsiasi versione supportata precedente che include DirectAccess, è possibile continuare a utilizzarlo fino al termine del supporto per quella versione. Tuttavia, Microsoft ha confermato che DirectAccess sarà rimosso completamente da una futura release di Windows Server — nessuna data specifica è stata annunciata a giugno 2026.

Perché DirectAccess viene sostituito


DirectAccess è stato progettato per ambienti on-premises tradizionali in cui tutti i dispositivi gestiti sono uniti al dominio. Si basa su Group Policy per la configurazione e sulle tecnologie di transizione IPv6 per trasportare il traffico su reti IPv4. Questi protocolli di transizione — Teredo, 6to4 e IP-HTTPS — creano livelli aggiuntivi di incapsulamento e cifratura che aggiungono complessità, possono ridurre le prestazioni e sono difficili da diagnosticare.

Ogni client DirectAccess deve eseguire l’edizione Windows Enterprise, e sia il server che il client devono essere uniti al dominio. Questo esclude scenari BYOD e dispositivi Entra ID-joined non appartenenti a un dominio Active Directory on-premises. Microsoft ha inoltre smesso di aggiungere nuove funzionalità a DirectAccess dopo Windows Server 2012 R2: nessuna novità da oltre un decennio.

Panoramica di Always On VPN


Always On VPN utilizza il client VPN integrato di Windows e non richiede una funzionalità Windows dedicata lato client. È disponibile su tutte le edizioni di Windows 10 e Windows 11, inclusi i dispositivi non uniti al dominio. Supporta dispositivi domain-joined, Entra ID-joined, hybrid-joined e workgroup, abilitando scenari BYOD.

Sul lato server è possibile utilizzare Windows RRAS (Routing and Remote Access Service) oppure un gateway VPN di terze parti supportato. Always On VPN supporta due protocolli VPN principali:

  • IKEv2 (Internet Key Exchange version 2): protocollo primario, usa le porte UDP 500 e 4500, offre sicurezza elevata e buone prestazioni su connessioni instabili.
  • SSTP (Secure Socket Tunneling Protocol): usa la porta TCP 443, utile come fallback in ambienti dove i firewall bloccano il traffico UDP.

Nessuno dei due protocolli richiede meccanismi di transizione IPv6, eliminando la dipendenza da NAT64/DNS64 che caratterizzava DirectAccess.

Tunnel utente e tunnel dispositivo


Always On VPN offre due tipi di connessione che possono essere attivi contemporaneamente sullo stesso dispositivo:

  • User Tunnel: si connette dopo l’accesso dell’utente. Supporta IKEv2 e SSTP ed è disponibile in tutte le edizioni di Windows 10 e Windows 11.
  • Device Tunnel: si connette prima che l’utente acceda, rendendo raggiungibili i domain controller e i servizi di infrastruttura durante l’avvio del sistema. Supporta solo IKEv2 (nessun fallback SSTP). Richiede Windows 10 Enterprise 1709 o successivo e il dispositivo deve essere unito al dominio. La configurazione avviene tramite PowerShell o PsExec sull’account LOCAL SYSTEM.


Autenticazione, sicurezza e integrazione Zero Trust


Always On VPN supporta l’integrazione con Microsoft Entra ID per MFA (autenticazione a più fattori) e Conditional Access — il motore di policy che concede o blocca l’accesso in base a condizioni come lo stato di conformità del dispositivo o il rischio di accesso. Questo si allinea al modello Zero Trust, che richiede la verifica di ogni connessione indipendentemente dalla posizione di rete.

L’autenticazione del client utilizza tipicamente PEAP-TLS (Protected Extensible Authentication Protocol con Transport Layer Security), che racchiude l’autenticazione basata su certificati utente all’interno di un canale cifrato. In alternativa è supportato Windows Hello for Business per l’autenticazione basata su certificati, che fornisce single sign-on al dispositivo e alla VPN senza un prompt password secondario.

Opzioni di gestione


Always On VPN può essere distribuito e gestito tramite Intune, Configuration Manager, PowerShell o qualsiasi strumento MDM che supporti il formato di configurazione standard ProfileXML. Non si è più limitati a Group Policy, l’unico metodo di gestione disponibile per DirectAccess.

Processo di migrazione: approccio a fasi


Microsoft raccomanda una migrazione a fasi. La guida ufficiale suddivide il processo in quattro stadi:

  1. Pianificazione: Definire i “migration ring” (gruppi di utenti o dispositivi migrati in batch), confrontare le funzionalità di DirectAccess e Always On VPN, progettare la nuova infrastruttura.
  2. Deploy dell’infrastruttura: Avviare il server Always On VPN affiancato all’ambiente DirectAccess esistente. Entrambi possono funzionare simultaneamente, consentendo la migrazione degli utenti senza downtime.
  3. Deploy certificati e configurazione client: Emettere i certificati dalla PKI e distribuire il profilo VPN (uno script VPN_Profile.ps1 o un profilo Intune) ai dispositivi client.
  4. Decommissioning: Una volta migrati tutti i client, rimuovere la configurazione DirectAccess dai client, rimuovere il ruolo DirectAccess dal server e dismettere il server da Active Directory.


Confronto diretto: DirectAccess vs Always On VPN

Caratteristica          | DirectAccess              | Always On VPN
------------------------|---------------------------|---------------------------
Edizioni Windows client | Solo Enterprise           | Tutte le edizioni
Requisito dominio       | Obbligatorio              | Opzionale (supporta Entra ID)
BYOD                    | Non supportato            | Supportato
Protocollo              | IPsec/IPv6 + transizione  | IKEv2, SSTP
Gestione                | Solo Group Policy         | Intune, GPO, PowerShell, MDM
MFA/Conditional Access  | Limitato                  | Integrazione Entra ID nativa
Supporto Zero Trust     | No                        | Sì


Conclusioni


DirectAccess continuerà a funzionare sulle versioni supportate di Windows Server, ma la sua deprecazione segnala il cambiamento di rotta di Microsoft verso soluzioni di accesso remoto più flessibili e cloud-ready. Always On VPN risolve molte delle limitazioni di DirectAccess supportando la gestione moderna dei dispositivi, metodi di autenticazione diversificati e una gamma più ampia di scenari di distribuzione, inclusi BYOD e dispositivi Entra ID-joined.

Le organizzazioni che attualmente utilizzano DirectAccess dovrebbero iniziare a pianificare la strategia di migrazione per evitare di essere impattate dalla sua eventuale rimozione da Windows Server. Una transizione a fasi consente la coesistenza delle due tecnologie, minimizzando le interruzioni durante la modernizzazione dell’infrastruttura di connettività remota.

Fonte originale: DirectAccess deprecated: migrate to Always On VPN – 4sysops


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Linux tmpfs: filesystem in memoria per build più veloci e storage temporaneo ad alte prestazioni
#tech
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@informatica


Linux tmpfs: filesystem in memoria per build più veloci e storage temporaneo ad alte prestazioni


Alcune funzionalità di Linux sono nascoste in bella vista. tmpfs è una di queste. La si usa ogni giorno senza pensarci: ogni volta che si usa /dev/shm, si ispeziona /run, o si lavora su un sistema che monta /tmp come storage in memoria, si sta interagendo con tmpfs. In questa guida vediamo cos’è, dove Linux lo usa già, come montare istanze personalizzate, renderle persistenti e quando ha davvero senso sfruttarlo.

Cos’è tmpfs?


tmpfs è un tipo di filesystem che archivia tutto nella memoria virtuale — RAM e, se necessario, spazio di swap. Si comporta come un filesystem normale: è possibile creare file, impostare permessi e nidificare directory. La differenza è che tutto scompare nel momento in cui viene smontato o il sistema viene riavviato.

Non è la stessa cosa di un RAM disk. Un RAM disk tradizionale (come ramfs) alloca un blocco fisso di memoria in anticipo, lo mantiene indipendentemente da quanto si usa effettivamente e non ha un limite di dimensione, quindi un processo impazzito può silenziosamente consumare tutta la RAM disponibile.

tmpfs è dinamico: consuma solo la memoria necessaria per i file attualmente archiviati. Impostare un limite di 512 MB e usarne solo 50 MB significa che vengono consumati solo 50 MB di RAM. Il kernel gestisce tmpfs direttamente: nessun dispositivo a blocchi, nessun passaggio di formattazione, nessun fsck.

Dove Linux usa già tmpfs


Prima di configurare qualcosa, vale la pena vedere quanto il sistema si affidi già a tmpfs. Eseguire:

mount | grep tmpfs

Su un moderno sistema Linux si otterrà un output simile a questo:
tmpfs on /run type tmpfs (rw,nosuid,nodev,mode=755)
tmpfs on /dev/shm type tmpfs (rw,nosuid,nodev)
tmpfs on /run/lock type tmpfs (rw,nosuid,nodev,noexec)
tmpfs on /tmp type tmpfs (rw,nosuid,nodev)
tmpfs on /run/user/1000 type tmpfs (rw,nosuid,nodev,relatime,size=1633768k,mode=700)

Ogni punto di mount ha uno scopo specifico:
  • /run: dati runtime per il boot corrente — PID file, socket, lock file.
  • /dev/shm: memoria condivisa POSIX, usata dalle applicazioni per la comunicazione inter-processo ad alta velocità.
  • /run/lock: lock file specifici, montati con noexec per sicurezza.
  • /tmp: file temporanei (non tutte le distro lo montano come tmpfs di default).
  • /run/user/1000: directory runtime per-utente gestita da systemd-logind.

Per vedere dimensioni e utilizzo attuale:

df -h -t tmpfs

La dimensione predefinita per /run e /dev/shm è tipicamente metà della RAM totale — il default del kernel, modificabile.

Montare un filesystem tmpfs manualmente


Creare un mount tmpfs è immediato:

sudo mkdir -p /mnt/ramdisk
sudo mount -t tmpfs -o size=256m tmpfs /mnt/ramdisk

Verifica:
df -h /mnt/ramdisk
# Filesystem  Size  Used Avail Use% Mounted on
# tmpfs       256M     0  256M   0% /mnt/ramdisk

Per smontare (e cancellare tutto il contenuto):
sudo umount /mnt/ramdisk

Opzioni di mount


Il flag -o accetta diverse opzioni utili (combinabili con virgole):

size=      # Dimensione massima: k, m, g o percentuale RAM (es. size=25%)
nr_inodes= # Limite numero di inode (file/directory)
mode=      # Permessi sulla root del filesystem (default 1777)
uid= / gid=# Owner della directory root
noexec     # Impedisce l'esecuzione di binari
nosuid     # Ignora i bit setuid sui binari
nodev      # Non consente device file

Un mount scratch sicuro e generico:
sudo mount -t tmpfs -o size=512m,nosuid,nodev,noexec,mode=1777 tmpfs /mnt/scratch

Rendere i mount tmpfs persistenti con /etc/fstab


I mount manuali scompaiono dopo un riavvio. Per renderli persistenti, aggiungere una riga a /etc/fstab:

tmpfs /mnt/ramdisk tmpfs defaults,size=256m,nosuid,nodev,noexec,mode=1777 0 0

I campi sono: filesystem, mount point, tipo, opzioni, dump, pass. Sia dump che pass devono essere 0 per tmpfs — non c’è nulla da eseguire come backup né da fsck.

Per applicare la nuova voce senza riavviare:

sudo mount /mnt/ramdisk
# oppure per ricaricare tutte le voci fstab:
sudo mount -a

Ridimensionare un mount tmpfs a caldo


È possibile ridimensionare un tmpfs live senza smontarlo — utile quando si sottostima lo spazio necessario per una build:

sudo mount -o remount,size=1g /mnt/ramdisk

Il contenuto viene preservato e il ridimensionamento ha effetto immediato.

Casi d’uso pratici

Accelerare le build software


L’output del compilatore, i file oggetto e gli artefatti intermedi vengono scritti e cancellati costantemente durante una build. Su disco questo genera molto seek time (su HDD) o write amplification inutile (su SSD). Su tmpfs sono solo operazioni RAM.

Per un progetto C/C++ o Rust, è possibile reindirizzare la directory di build su tmpfs:

sudo mount -t tmpfs -o size=4g tmpfs /mnt/build
export CARGO_TARGET_DIR=/mnt/build   # per Rust
# oppure per CMake:
cmake -B /mnt/build -S /path/al/progetto

Ridurre le scritture su SSD e schede SD


Le schede SD e i drive eMMC hanno cicli di scrittura limitati. Montare /tmp come tmpfs riduce significativamente l’usura. Su Raspberry Pi e sistemi embedded questo può prolungare sensibilmente la vita del supporto.

Su systemd, abilitare il mount di /tmp come tmpfs:

systemctl enable --now tmp.mount

Scratch space rapido per script e processing dati


Quando uno script elabora file di grandi dimensioni (log, dump CSV, file di testo), usare tmpfs come directory di lavoro elimina la latenza I/O. I file scompaiono automaticamente al riavvio senza necessità di pulizia manuale.

Monitorare l’utilizzo di tmpfs

# Panoramica con df
df -h -t tmpfs

# Per dettagli su un mount specifico
stat -f /mnt/ramdisk

# Monitoraggio in tempo reale con watch
watch -n 2 "df -h -t tmpfs"

Limitazioni e avvertenze


  • I dati non sono persistenti: tutto ciò che non viene copiato altrove va perso al riavvio o all’unmount.
  • Consuma RAM: un tmpfs pieno mette pressione sulla memoria di sistema e può innescare l’uso dello swap.
  • Il limite di dimensione non riserva memoria: è un tetto massimo, non un’allocazione anticipata. Impostare size=8g su un sistema con 4 GB di RAM non fallisce immediatamente — fallisce quando si tenta di usare più memoria di quella disponibile.
  • Non sostituisce uno storage affidabile: per qualsiasi dato che deve sopravvivere a un riavvio, tmpfs non è lo strumento giusto.


Conclusioni


tmpfs è uno degli strumenti più sottovalutati nell’arsenale del sistemista Linux. Richiede due minuti di configurazione e i benefici sono immediati: build più veloci, meno scritture su disco, scratch space che si pulisce da solo al riavvio. Il punto chiave da ricordare è la natura volatile: tutto ciò che viene salvato in tmpfs deve essere copiato su storage permanente prima dello spegnimento, se ha valore.

Per ambienti di build, sistemi embedded, pipeline di processing dati o semplicemente per ridurre l’usura su SSD, tmpfs è la risposta giusta.

Fonte originale: Linux tmpfs for Speed and Temporary Storage – LinuxBlog.io


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✨ Supply chain attack su Uncanny Automator Pro: build backdoorata v7.3.0.5 distribuita a migliaia di siti WordPress
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/supply…

@informatica


Supply chain attack su Uncanny Automator Pro: build backdoorata v7.3.0.5 distribuita a migliaia di siti WordPress


Il 12 giugno 2026, un attaccante sconosciuto ha compromesso l’infrastruttura di distribuzione di Uncanny Automator Pro, uno dei plugin WordPress più diffusi con oltre 50.000 installazioni attive. Il risultato: una build malevola — la versione 7.3.0.5 — consegnata automaticamente a una percentuale dei siti che usano il plugin, trasformando il canale di aggiornamento in un vettore di attacco. Un caso da manuale di supply chain attack nel mondo WordPress.

Cos’è Uncanny Automator e perché è un target appetibile


Uncanny Automator, sviluppato dalla società canadese Uncanny Owl, è un plugin WordPress per l’automazione di workflow. Permette di connettere plugin, app e servizi creando “ricette” automatizzate — integrazioni tra WooCommerce, BuddyBoss, LearnDash, Slack e molti altri. La versione Pro conta migliaia di siti attivi e viene distribuita tramite il sito automatorplugin.com, server di aggiornamento e licensing separato dal repository ufficiale di WordPress.org.

Questo modello di distribuzione autonomo — comune tra i plugin premium — è esattamente ciò che ha reso possibile l’attacco: compromettere automatorplugin.com significa controllare cosa viene consegnato agli aggiornamenti automatici di migliaia di siti WordPress.

Come si è svolto l’attacco


Secondo la comunicazione ufficiale firmata dal co-fondatore Ken, l’attaccante ha sfruttato una vulnerabilità in un software di terze parti in esecuzione su automatorplugin.com per ottenere accesso ai sistemi dell’azienda. Una volta dentro, ha eseguito due operazioni ad alto impatto in rapida successione:

  • Tampering del pacchetto di aggiornamento: la build legittima di Uncanny Automator Pro sul server di distribuzione è stata sostituita con una versione backdoorata, etichettata come versione 7.3.0.5.
  • Accesso al database di licensing: l’attaccante ha violato il database dello store e del sistema di licenze, esfiltrando dati cliente.

Il repository del codice sorgente non è stato toccato — un dettaglio importante che limita l’impatto futuro ma non quello immediato, poiché i siti non scaricano il codice dal repository ma dal server di distribuzione.

La finestra di esposizione: 21 ore di distribuzione malevola


La build compromessa è rimasta disponibile per circa 21 ore, dal 12 al 13 giugno 2026, quando Uncanny Owl ha rilevato l’intrusione e rimosso l’accesso dell’attaccante. In questa finestra, la versione 7.3.0.5 è stata distribuita a meno del 6% dei siti attivi che usano il plugin Pro — un numero contenuto, ma potenzialmente ancora nell’ordine delle migliaia di installazioni WordPress compromesse.

La versione gratuita Uncanny Automator Lite, distribuita tramite il repository ufficiale di WordPress.org, non è stata interessata dall’attacco.

Dati esposti e rischi per i clienti


La violazione del database di licensing ha esposto i seguenti dati per i clienti registrati:

  • Nomi e indirizzi email
  • Chiavi di licenza del plugin
  • URL dei siti WordPress associati alle licenze

Dati di pagamento e numeri di carta non sono stati compromessi poiché l’azienda non li memorizza. Le password erano archiviate come hash crittografici — non in chiaro — ma come misura precauzionale Uncanny Owl ha resettato tutte le password degli account.

La combinazione di email + URL del sito + chiave di licenza crea però un vettore di phishing estremamente credibile: un attaccante può inviare email personalizzate fingendo di essere Uncanny Owl, chiedendo di installare “l’ultima versione” del plugin — che potrebbe essere di nuovo una build malevola. È un rischio che persiste anche dopo la remediation dell’infrastruttura.

Risposta dell’azienda e remediation


Uncanny Owl ha risposto rapidamente una volta rilevata l’intrusione:

  • 13 giugno: rimosso l’accesso dell’attaccante, rilasciata la versione pulita 7.3.0.6
  • 14 giugno: completata l’indagine, nessun segno di reinfezione
  • Eliminati account amministratore non autorizzati, entry malevole nel database e task pianificati inseriti dall’attaccante
  • Rotazione di tutte le credenziali e chiavi esposte

L’azienda ha pubblicato un Security Incident Notice completo sul proprio sito con tutti i dettagli e gli step di remediation raccomandati.

Il rischio residuo: la 7.3.0.5 è ancora in circolazione


Un aspetto critico sottolineato da Uncanny Owl riguarda la persistenza del rischio: installare una build 7.3.0.5 da qualsiasi fonte infetterà ancora il sito. Non è sufficiente che il server di distribuzione sia ora pulito. Copie della build malevola potrebbero circolare su repository non ufficiali, forum di pirateria software o essere utilizzate in attacchi successivi.

Inoltre, un aggiornamento in-place verso la 7.3.0.6 non è sufficiente per i siti già infetti: il backdoor installato dalla 7.3.0.5 può persistere indipendentemente dall’aggiornamento del plugin. È necessaria una remediation completa.

Cosa devono fare gli amministratori WordPress


  • Verificare immediatamente la versione installata del plugin: deve essere 7.3.0.6 o superiore, mai 7.3.0.5
  • Se il sito ha eseguito la 7.3.0.5, trattarlo come compromesso e seguire la procedura di remediation completa indicata da Uncanny Owl
  • Resettare la password dell’account su automatorplugin.com tramite i canali ufficiali
  • Monitorare eventuali email sospette da mittenti che si spacciano per Uncanny Owl o Uncanny Automator
  • Non installare la versione 7.3.0.5 da nessuna fonte, anche se presentata come “originale”
  • Verificare l’assenza di account amministratore WordPress non autorizzati, task pianificati anomali e modifiche al database


# Indicatori di compromissione da verificare su siti WordPress con plugin v7.3.0.5

# 1. Account amministratore WordPress non autorizzati
SELECT user_login, user_email FROM wp_users 
JOIN wp_usermeta ON wp_users.ID = wp_usermeta.user_id
WHERE meta_key = 'wp_capabilities' AND meta_value LIKE '%administrator%'
ORDER BY user_registered DESC;

# 2. Task schedulati WordPress anomali (wp-cron)
SELECT * FROM wp_options WHERE option_name = 'cron' -- cercare entry con hook sconosciuti

# 3. Modifiche recenti a file core o plugin (ultimi 21 giorni)
find /path/to/wordpress -newer /path/to/wordpress/wp-config.php -name "*.php" 
  -not -path "*/cache/*" -not -path "*/uploads/*"

# Versione sicura: >= 7.3.0.6
# Versione compromessa: 7.3.0.5 (da qualsiasi fonte)
# Versione Lite (WordPress.org): non interessata dall'attacco

L’incidente di Uncanny Automator si inserisce in un pattern preoccupante di supply chain attack contro plugin WordPress premium, dove la distribuzione autonoma fuori dal repository ufficiale diventa il tallone d’Achille. La dipendenza da infrastrutture di distribuzione di terze parti, spesso meno protette del repository centrale, continuerà a essere un vettore di attacco privilegiato per chi vuole colpire a scala migliaia di siti simultaneamente.

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✨ Come un semplice account FIFA avrebbe potuto compromettere i Mondiali 2026
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/come-u…

@informatica


Come un semplice account FIFA avrebbe potuto compromettere i Mondiali 2026


Quando si parla di grandi eventi sportivi globali, l’immaginario collettivo corre subito agli stadi, alle telecamere, alle regie televisive e alle centinaia di milioni di spettatori collegati da ogni parte del mondo. Molto meno visibile è invece l’enorme infrastruttura digitale che permette a tutto questo di funzionare.

Eppure, secondo quanto raccontato dalla ricercatrice nota come BobDaHacker, sarebbe bastata una semplice registrazione come agente FIFA per ottenere accesso a sistemi interni capaci di influenzare direttamente la distribuzione delle immagini dei Mondiali di calcio 2026.

La storia inizia in modo apparentemente banale. La ricercatrice decide di iscriversi alla piattaforma pubblica utilizzata dalla FIFA per la registrazione degli agenti calcistici. Dopo aver completato il processo di verifica dell’identità, il suo account viene automaticamente inserito nel tenant Microsoft Entra utilizzato dall’organizzazione. Nulla di strano, almeno in apparenza.

Il problema emerge quando, esplorando altri portali appartenenti all’ecosistema FIFA, la ricercatrice scopre che l’autenticazione funziona correttamente ma l’autorizzazione no.

Si tratta di una delle vulnerabilità più comuni e allo stesso tempo più pericolose nel mondo delle applicazioni enterprise: il sistema verifica chi sei, ma non controlla adeguatamente cosa sei autorizzato a fare.

Nel caso specifico, alcune verifiche di autorizzazione sembravano essere implementate principalmente lato client. Una volta aggirati questi controlli, l’account appena creato riusciva ad accedere a piattaforme che avrebbero dovuto essere riservate esclusivamente al personale autorizzato.

La scoperta più preoccupante riguarda il pannello di gestione dello streaming dei Mondiali.

Secondo la documentazione pubblicata dalla ricercatrice, il sistema mostrava l’elenco completo delle partite del torneo, gli stream video associati, i relativi endpoint RTMP e diversi controlli operativi utilizzati per la gestione delle trasmissioni. Ancora più grave, sarebbero stati presenti comandi per l’avvio, l’arresto e la pianificazione dei flussi video.

BobDaHacker afferma di non aver mai eseguito operazioni distruttive e di essersi limitata a verificare l’accessibilità delle risorse. Tuttavia il semplice fatto che tali funzioni fossero raggiungibili da un account privo di privilegi rappresenta un classico scenario di “Broken Access Control”, categoria che da anni occupa le prime posizioni della classifica OWASP Top 10.

L’aspetto più interessante, dal punto di vista di chi si occupa di sicurezza applicativa, è che non siamo davanti a un sofisticato attacco zero-day, né a tecniche avanzate di exploitation.

Non ci sono buffer overflow, catene di exploit o vulnerabilità particolarmente esotiche.

L’intera vicenda sembra essere riconducibile a un errore architetturale estremamente semplice: un account legittimo appartenente al tenant aziendale veniva considerato implicitamente attendibile da sistemi che avrebbero invece dovuto effettuare controlli granulari sui ruoli e sulle autorizzazioni.

È un problema che molte organizzazioni incontrano quando adottano ecosistemi cloud complessi basati su Single Sign-On. L’autenticazione centralizzata riduce la complessità operativa, ma può trasformarsi in un rischio significativo quando le applicazioni downstream assumono che chiunque possieda un’identità valida debba poter accedere alle funzionalità disponibili. In altre parole, l’esistenza di un account non dovrebbe mai equivalere automaticamente all’esistenza di privilegi.

Secondo la ricostruzione pubblicata, la FIFA avrebbe corretto rapidamente il problema dopo la segnalazione, anche se senza instaurare un dialogo diretto con la ricercatrice.

Al di là dell’aneddoto del possibile “Rickroll” trasmesso durante una partita dei Mondiali, questa storia rappresenta un promemoria importante per tutte le organizzazioni che gestiscono infrastrutture critiche, piattaforme cloud e sistemi federati di identità.

Molto spesso la sicurezza non viene compromessa da vulnerabilità particolarmente sofisticate. Basta una singola autorizzazione mancante, un controllo implementato nel posto sbagliato o una fiducia eccessiva nell’identità dell’utente.

E quando il sistema in questione controlla la distribuzione televisiva dell’evento sportivo più seguito del pianeta, anche il più banale errore di autorizzazione può trasformarsi in un incidente di portata globale.


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Lo stagno degli imbecilli e dei corrotti: la Lincoln Memorial Reflecting Pool si è tinta di verde Islam grazie alle alghe proliferate in seguito ai recenti lavori di ristrutturazione


Nell'aprile 2026, il presidente Donald Trump ha annunciato l'inizio del rifacimento del fondo in cemento della piscina, in un colore che ha definito "blu bandiera americana".

Il presidente psicopatico aveva presentato il progetto come un lavoro della durata di una settimana, dal valore di 1,5-2 milioni di dollari, ma l'operazione si è trasformata in un contratto senza gara d'appalto da 14,2 milioni di dollari assegnato ad Atlantic Industrial Coatings. Ora le alghe hanno colonizzato il laghetto artificiale e un manipolo di operai sta gettando nlla vasca taniche e taniche di Brawndo acqua ossigenata.

"Non vorrei essere un grande nerd, ma per la piscina riflettente ci vorrebbero almeno 8.000 litri di perossido di idrogeno al 12% per raggiungere la concentrazione di 50 parti per milione necessaria a uccidere le alghe", ha affermato il dott. Michael O'Brien, pediatra della Carolina del Sud, che ha aggiunto su X. "È questo che succede quando hai 0 scienziati nella tua amministrazione"

rawstory.com/reflecting-pool-h…

@news

Questa voce è stata modificata (5 giorni fa)
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Secondo un ampio studio, la vaccinazione contro il Covid riduce il rischio di eventi cardiaci avversi,


Il vaccino può essere cardioprotettivo, soprattutto per gli anziani e per quelli con comorbilità

statnews.com/2026/06/15/covid-…

@scienza

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Dove: #Torino,#CircoloLettori
Quando: lunedì 22 giugno,ore 18

Con il matematico impertinente,#PiergiorgioOdifreddi, vi aspettiamo tutti per parlare del mio libro #LArmaFinale e delle #ArmiNucleari,mentre attendiamo la decisione del giudice sulle #ArmiNucleariUSA ad #Aviano

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diamo una mano a @P_M_1960 che con questa petizione chiede di fare luce sui criminali di guerra dell'#IDF che da oltre un anno vengono in Italia a godersela dopo i massacri a #Gaza:

change.org/p/richiedere-chiari…

#gaza
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"Secondo l’Istat,i #poveriAssoluti in Italia sono 5,7 milioni,un record storico raggiunto e confermato negli ultimi 2 anni",scrive #RobertoRotunno, "quasi 5,8 milioni hanno rinunciato alle cure".

Questa è l'urgenza assoluta:

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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"We're verifying that you are a human".

How degrading is this sentence? It's CloudFlare's warning and it often happens you must complete a challenge. In this case a flag to check, in other cases it even gets worse - a captcha based on senses. Hearing and vision. And if you're impaired, you're simply screwed.

It's more and more frequent due to the very high percentage of bots navigating the web, automated systems percentage has overcome humans and it's an evident statistic. We can't deny this.

But I must share this fear: humans just click on the flag or overcome the challenge without even being aware of what the real meaning of "tell me you are a human" is.
It can even cause internalized ableism. Humans with disabilities normalizing the fact to have mandatory certification of being humans.

#a11y #ableism #accessibility #ai #blind #disability #human #inclusion #StayHuman #web

in reply to Omnivore

@Ralph The discussion here doesn't focus on auditory vs. visual vs. other input. That's indeed another essential matter. I'm discussing how (in)appropriate is to talk to a customer like this "identify yourself as a human!"
It's like if in a physical shop, besides disability or stuff, you open the door and the owner stops you: "prove me you're honest"
you'd feel treated like a thief even without being such.
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Critical Fortinet FortiSandbox Vulnerabilities Actively Exploited in the Wild
#CyberSecurity
securebulletin.com/critical-fo…
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Chinese Hackers (UNC6508) Spent Over a Year Spying on US Medical Research Institutions via REDCap
#CyberSecurity
securebulletin.com/chinese-hac…
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DragonForce Ransomware Abuses Microsoft Teams TURN Relay to Hide Malicious C2 Traffic
#CyberSecurity
securebulletin.com/dragonforce…
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Novo Nordisk Confirms Cyberattack: Patient Clinical Trial Data and Proprietary AI Models Stolen
#CyberSecurity
securebulletin.com/novo-nordis…
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Still scared from yesterday's fire, just in front of the place where I walked to eat my lunch during the break, few meters next to the office. Of course I assisted to the smoke cloud coming inside the office's corridor, nothing else. But 6 horses have died in the stable's fire. They suppose an electric accident. But I didn't sleep last night thinking of those poor innocent horses, miserably dead in flames. Burnt alive.
Fire is what scares me most. #accident #fire #horses #treviso
Questa voce è stata modificata (6 giorni fa)
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contiene citazioni di violenza

Sensitive content

in reply to Elena Brescacin

contiene citazioni di violenza

@Elena Brescacin d'altra parte posso capire che se quello è il loro lavoro principale rinunciare alla monetizzazione dei video vuol dire togliersi una fetta significativa di stipendio, e peertube vorrebbe dire quello.

È vero che ci sono anche le sponsorizzazioni e patreon e simili: l'ultima probabilmente funzionerebbe allo stesso modo anche pubblicando sia su youtube che su peertube, le sponsorizzazioni non so se rimarrebbero, o se conterebbero solo le visualizzazioni su youtube, e quindi far migrare il pubblico altrove ridurrebbe anche quella fonte di reddito.

(io guardo soprattutto video in inglese, e così ad occhio ben più della metà sono di persone che lo fanno a tempo pieno, mi risulta che la situazione degli youtuber italiani sia diversa)

Quest'anno ho provato ad abbonarmi a nebula, che in teoria dovrebbe essere un po' meglio per quel genere di esigenze, ma mi aspettavo di trovare qualche canale in più.

E appena mi danno la pensione anticipata prometto che mi metto a pubblicare anche io su peertube, nella qualità da hobbista anziché professionista 😀

in reply to Elena ``of Valhalla''

contiene citazioni di violenza

Sensitive content

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oggi, 17 giugno, a roma: presentazione del libro “l’inquietudine dell’immaginario. etiche dello sguardo”, di pietro bianchi


pietro bianchi, l'inquietudine dell'immaginario (presentazione a roma, 17 giu 2026)
cliccare per ingrandire

_

sede SRP di via Francesco Sivori 6, Roma
#ArturoMazzarella #immaginario #Orthotes #PietroBianchi #presentazione #psicoanalisi #ValentinaGaleotti

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Maturità 2026, domani la prima prova: il toto-tracce. Tutte le novità, dall’orale alle commissioni

@scuola

corriereuniv.it/maturita-2026-…

La Maturità è alle porte: si parte domani, con alcune importanti novità che riguardano la prova orale, particolarmente

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#newbook

🛂 Si propone una #nuovaedizione del volume a seguito dell’attivazione del corso “Diritto doganale e politica commerciale dell’Unione europea” e dei recenti mutamenti geopolitici internazionali.

🚢 Gli #scambicommerciali con l’estero hanno risentito di gravi incertezze. Acquisire consapevolezza delle procedure doganali e dei potenziali rischi associati alla #regolazione dei #traffici internazionali è oggi indispensabile.

Link in #OpenAccess: libri.unimi.it/index.php/milan…

@cultura

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I divieti ai social per i minorenni funzionano?


ilpost.it/2026/06/16/divieti-s…

Diversi paesi li hanno introdotti o ne discutono con risolutezza, ma nella ricerca il dibattito è più sfumato e le prove ancora deboli

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«Senza passaparola informale faremmo una fatica bestia ad accedere a quel po' di risorse che ancora ci sono, e non è un caso se nella comunità trans* si ironizza sempre (o forse no) sul fare il Breaking Bad frocio con la produzione di ormoni in casa. Per dire che il problema è sistemico».
livellosegreto.it/@cretinodicr…


@alessandroid e ovviamente il discorso non vale solo per la salure psichica ma pure per malattie statisticamente rare, questioni riproduttive e addirittura allergie – qui nella comunità finocchia, senza passaparola informale faremmo una fatica bestia ad accedere a quel po' di risorse che ancora ci sono, e non è un caso se nella comunità trans* si ironizza sempre (o forse no) sul fare il Breaking Bad frocio con la produzione di ormoni in casa.
Per dire che il problema è sistemico

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Ciao amici livelloidi, negli ultimi mesetti sono stato un lurker, mi dispaice essermi solo nutrito dal nostro orticello digitale, ma prendo l'impegno a seminare e coltivare qualcosina pure io nel prossimo futuro.

Recentemente mi sono dedicato alla formazione professionale sull'ADHD. Lavorando con le dipendenze quotidianamente, non potete immaginare che percentuale di pazienti siano semplicemente (puri) ADHD che, dato il periodo in cui sono cresciuti, l'ambiente familiare o socioculturale, non->

in reply to DottorFred

->
C. (M 40) è il terzo paziente in 4 mesi a cui ho diagnosticato l'ADHD. Ovviamente è quasi impossibile riempire i solchi lasciati da anni e anni di cocaina, ma ora, con il giusto trattamento, per la prima volta in 20 anni dorme la notte, riesce a stare fermo, si sente lucido e non va in overthinking. Ha avuto le lacrime agli occhi ("che silenzio finalmente nella mia testa piena di pensieri").
Non l'abbiamo stordito, non l'abbiamo sedato. Gli abbiamo dato uno stimolante.
->
in reply to DottorFred

->
Concludo con 2 considerazioni 2:

1- Non è figo essere neurodivergenti. E' solo un modo diverso di essere. No, i sistemi diagnostici su internet sono falsi e stupidi. Rivolgetevi a un centro specializzato o a un bravo medico che, DSM-5 e DIVA alla mano, saprà farvi la diagnosi.

2- Se avete un amico che vi dice che "con la cocaina mi calmo e riesco a sentirmi tranquillo", molto probabilmente è un ADHD mai diagnosticato. Indirizzatelo alla salute mentale e a SerT. Gli cambierete la vita.

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in reply to DottorFred

da autistico diagnosticato in età adulta dopo essersi fatto 10 anni di autoterapia riabilitativa per i deficit sociali, ti ringrazio tantissimo per la condivisione ❤️
Purtroppo però devo farti una chiosa: "Rivolgetevi a un centro specializzato o a un bravo medico che, DSM-5 e DIVA alla mano, saprà farvi la diagnosi."
Con il tasso attuale di uso di sedativi+cinghie nelle psichiatrie, temo sia tutt'ora più facile venire ammazzatɜ che ricevere cure mediche aggiornate 😓
Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)

Oblomov reshared this.

in reply to cretinodicrescenzago

@cretinodicrescenzago Purtroppo è un problema reale... Piuttosto che aggiornarsi i medici spesso preferiscono far fede a quanto studiato 40 anni prima senza mettersi in discussione, e se non funziona sedare, sedare, sedare.
S. (M29) arriva da noi con ben 7 psicofarmaci tra antidepressivi, antipsicotici, stabilizzatori e benzodiazepine. "E' ritardato" ci dicono i genitori.
->

reshared this

in reply to DottorFred

quest'altro esempio conferma una mia tesi formulata rispetto a noi insegnanti della scuola dell'obbligo, ma che mi sembra applicabile anche a voi sanitari: troppe persone fanno questi lavori per fungere da ausiliari delle pratiche repressive che lo Stato affida innanzitutto alla pula e in seconda battuta a noi, e non gliene frega nulla (anzi) del vostro giuramento di Ippocrate o della deontologia di categoria nostra.
Scommettiamo che i traumi di S. furono pure scolastici?
in reply to DottorFred

@cretinodicrescenzago

Quanti cazzo di danni fanno i genitori, ok che nessunə ha il libretto delle istruzioni, ma, a parte unə, non ho altrə amicə in città adottiva, in città natale, in giro per l'Italia, più o meno strettə, che non abbiano avuto almeno un genitore di merda in infanzia e che non abbiano maturato traumi che ancora si ripercuotono nella propria vita quotidiana.

in reply to Queen of Argyll

@bluberrycookie @cretinodicrescenzago
Guarda, se li prendi così diresti che sono una famiglia del mulino bianco. Genitori presenti e amorevoli, con attenzioni sui figli, che li responsabilizzano.
Poi scopri che a volte anche due gravidanze TROPPO ravvicinate possono fare danno, se a un bambino di meno di 1 anno già neghi abbracci e calore materno perché c'è quello più piccolo, e così fino ai 30 anni. Foto dell'infanzia dove sorride, pochissime, dove è solo e non accanto al fratello minore, 0.
in reply to DottorFred

@cretinodicrescenzago

Se a un bambino neghi abbracci e calore materno sei già un genitore disfunzionale, altro che mulino bianco e amorevolezza.

"Non far mancare niente" ai propri figli spesso nell'immaginario basic equivale a "cibo, un tetto sulla testa, un'istruzione, scarozzarli a sport x", i bisogni emotivi e affettivi bypassati (anche perché spesso i genitori li hanno a propria volta visti bypassare, quindi non sanno neanche dare un nome a tutto ciò)

in reply to Queen of Argyll

@cretinodicrescenzago

Nota a margine non necessaria:

L'unica risposta valida imho a genitori (e figliə che parlano dei genitori o di eventuale genitorialità) che equiparano i bisogni primari colmati come "non aver fatto mancare niente" è:

"E STICAZZI?

È il minimo sindacale per non farti portare via la prole dai servizi sociali"

Peace out 🫳🏻🎤

in reply to Queen of Argyll

@bluberrycookie @cretinodicrescenzago

Amen!
Una volta, durante un confronto genitori/figli del gruppo di ragazzi che seguo, saltai in aria per questo discorso.

In questi casi bisogna sempre ripensare a queste sante parole:
youtube.com/watch?v=RrbxbRBjzV…

Queen of Argyll reshared this.

in reply to DottorFred

@cretinodicrescenzago

🙌🏻🙌🏻🙌🏻 Esattamente

Lə figliə non devono niente ai genitori, perché non è stata una loro scelta venire al mondo.
Un genitore è in dovere di dare allə figliə una vita degna, nei limiti delle proprie possibilità, ma non il minimo sindacale spacciato come un'impresa enorme.

Non lo prescrive il medico di riprodursi: è proprio dovere assicurarsi di avere tutte le capacità, non solo economiche ma anche psicologiche, affettive, sociali, per poter crescere dellə bambinə che un giorno diventeranno adultə.

Ci vorrebbe un grande lavoro su di sé prima di decisioni così importanti, altroché "lə figliə capitano".

in reply to Queen of Argyll

@bluberrycookie @cretinodicrescenzago ma infatti non è solo questione dei "bisogno primari" da soddisfare (che per carità ci devono essere eh, non diamoli per scontati perchè c'è chi non ha avuto nemmeno quello).

Avere tutte le capacità sarebbe bello ma è un gran casino, la perfezione in questo campo sopratutto è inarrivabile.

Io direi che già il SAPERE che queste esigenze esitono e che bisognerebbe porsi il problema sarebbe un grosso passo avanti

in reply to QuasiMagia 🌀 マルコ

@QuasiMagia @cretinodicrescenzago

Nessun* è perfetto e nessun* pretende che si sappia qualsiasi cosa rispetto all'educazione emotiva

Però QUANTA gente neppure si pone il problema, neppure sa di che cosa si parla? Quanta si riproduce senza avere chiare neppure basi elementari di psicopedagogia?

TROPPA

in reply to Queen of Argyll

@bluberrycookie sono d'accordo, la genitorialità è una cosa per cui non si può avere neanche un briciolo di superficialità.

condivido le vostre considerazioni su questo.

rispetto a uno che si spezza la schiena per garantire un futuro migliore al figlio, non gli dirò mai "sticazzi hai fatto il minimo", mai lo farei.
perché chi si spezza la schiena per garantire a* figl* ciò che l*i stess* non poteva neanche permettersi di sognare da giovane non è scontato per niente. c'è chi non ha le forze fisiche o mentali, o le energie, o gli strumenti di spremersi al massimo e andare nella direzione giusta. credo che un minimo di gratitudine rispetto a questo sia sintomo di maturità. senza nulla togliere ai conflitti e al dolore di chi magari ha avuto i libri ma non la comprensione, o viceversa.
1/2

in reply to BB

@bluberrycookie
in un colloquio fra genitore e figlio ho sentito la storia difficilissima del padre, che è venuto in questo paese rischiando la vita, ha dormito per strada ed è rischiato di finire nelle mani della criminalità organizzata più di una volta, e con sforzi enormi è riuscito a costruirsi una vita dando ai figli la possibilità di avere una vita serena come lui neanche se la sognava, dato che il suo esempio genitoriale erano urla e bastonate.

questo non gliel'ha chiesto il figlio ovviamente, perché ai tempi non esisteva, ma credo che sia comunque degno di nota.
non gli dà diritto di prendersela con il figlio se non risponde alle sue aspettative, chiaro, e il figlio non deve sentirsi intrappolato dalla lealtà al sacrificio, siamo d'accordo. tuttavia credo che l'impresa del padre vada apprezzata davvero
2/2

in reply to BB

Credo di dover fare una distinzione: non sto in alcun modo invalidando gli sforzi di chi ha fatto il possibile - come ho scritto "nei limiti delle proprie possibilità" - per crescere decentemente dell* figli*. Mi sembra evidente io stia parlando di chi, semmai, *esalta* o peggio ancora *rinfaccia* l'aver fatto il minimo sindacale, spacciandolo per impresa.

Ok la gratitudine, perché alcune cose a questo mondo purtroppo non sono scontate, ma anche un po' di obiettività e autocritica da parte di chi ci ha cresciut*, ecco.

@cretinodicrescenzago @drfrededison

Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)
in reply to Queen of Argyll

@bluberrycookie @cretinodicrescenzago
Si infatti. Mi riferivo all' "immagine" data all'esterno di famiglia del mulino bianco.
Dove l'unico neo è "quel figlio lì".

La fortuna è che i genitori di S. si stanno dimostrando collaborativi e con volontà di mettersi in discussione (con i limiti della generazione boomer) anche se certo, dopo 30 anni ormai il danno è fatto. Ma almeno sapere che i tuoi genitori capiscono (o almeno lo manifestano) di aver fatto un danno, è un miracolo direi.

in reply to DottorFred

@Micolcosta @Ann_in_a Vogliamo parlare di QUANTO FOTTUTAMENTE DIFFICILE è procurarsi il metilfenidato?! Di come se volessi cocaina a uso medico o morfina farei MENO FATICA?!
In culo a chi ha deciso che "non bisogna drogare i bambini" e l'ha reso un'odissea piena di difficoltà e di stress per gli adulti, che possano marcire.

Micolcosta reshared this.

in reply to Zambunny

@Zambunny @Micolcosta @Ann_in_a Spesso i primi terroristi sono i farmacisti, reduci del terrorismo democristiano sul metadone. "Ma lo sa che questa che da a suo figlio è una droga?". Ho dovuto sentire certe cose. E se comunque il farmacissta ignorante dovesse rifiutarsi, ricordate sempre che si risolve tutto chiamando il 112. I carabinieri sono garanti anche di questo.
in reply to DottorFred

@Micolcosta @Ann_in_a il farmacista non mi fa problemi, il problema enorme è arrivare fino alla farmacia con la ricetta in mano. Non per ostruzionismo dei medici, ma per quanti passaggi ci sono che bisogna fare di persona, nel mio caso andando in una sede distaccata dell'ULSS, facendomi seguire da uno specialista che è lontano più di 30 km, saltando nel cerchio di fuoco ogni volta che mi serve un minimo aggiustamento della terapia.
Guido, ma se non guidassi sarei impossibilitata!

BB reshared this.

in reply to DottorFred

io sono dislessica/discalculica la psicologa dove lavoravo sospettava anche altro e sono convinta che nella mia famiglia varie neurodivergenze regnino sovrane. Troppi suicidi, troppa gente emotivamente sregolata, troppe dipendenze, troppi scatti di violenza. È sempre tutto troppo o troppo poco, l'unica costante è la fatica. Il problema è sempre stata la poca preparazione di chiunque, la voglia di liquidare tutti con un'etichetta piuttosto dell'approfondire. Sono sfiduciata.

Trames Venenosus reshared this.

in reply to BobbiArbore

Il problema dell'etichetta è sovrano a livello sociale, e inquina anche chi ha il ruolo di andare oltre questo, vedi medici e psicologi.
Mi dispiace che tu abbia avuto esperienze negative. Qui nello stesso servizio dove lavoro riesci a vedere già ad occhio chi e con che mentalità lavora... Ma si può fare. Inizia da far controlli su te stessa intanto, se pensi sia opportuo. Richiede tempo e pasienza, ma se trovi la via giusta è solo questione di tempo.
Questa voce è stata modificata (1 settimana fa)
in reply to Kene

@alessandroid L'autodiagnosi è sconsigliata anche ai professionisti spesso, perché ci sono molte sfumature che vanno colte. (Iperattività =/= ADHD per fare un esempio banale). Ogni regione ha i suoi centri di riferimento per diagnosi e prescirizone. In teoria il medico di casa dovrebbe saperti indirizzare.

Comuqnue, penso che per cercare il centro adatto puoi fare riferimento a questo link (clicca sulla regione che ti interessa):
associazioneaifa.it/centri-e-r…

@Kene
in reply to DottorFred

@alessandroid mi inserisco giusto per condividere che, in base alle mie modestissime osservazioni da sociologo di strada, le pratiche di autodiagnosi si sono diffuse *anche* perché la sanità pubblica è nello stato che conosciamo e non tutti i territori hanno cliniche competenti di riferimento, figurarsi lɜ medichɜ di base – da qui una necessità di imparare delle basi minime di "medicina da battaglia" che, inevitabilmente, spesso sono lacunose se non potenzialmente lesive.
@Kene
in reply to cretinodicrescenzago

@alessandroid e ovviamente il discorso non vale solo per la salure psichica ma pure per malattie statisticamente rare, questioni riproduttive e addirittura allergie – qui nella comunità finocchia, senza passaparola informale faremmo una fatica bestia ad accedere a quel po' di risorse che ancora ci sono, e non è un caso se nella comunità trans* si ironizza sempre (o forse no) sul fare il Breaking Bad frocio con la produzione di ormoni in casa.
Per dire che il problema è sistemico
@Kene

Dún Piteog reshared this.

in reply to DottorFred

confermo, purtroppo non è sempre così facile trovare al servizio territoriale qualcuno che abbia voglia e competenza di mettere in campo l'iter diagnostico per certificare l'ADHD.

Io ho in trattamento residenziale un 42enne di cui sono praticamente certo e un 50enne su cui ho un ragionevole dubbio. In tutte e due i casi al servizio c'è un medico che non tiene conto di ciò che stiamo vedendo come equipe e, con uno dei due medici in particolare, ho difficoltà anche a gestire il decalage del metadone. E non è una questione di competenza, è che, oltre a dover coprire tre servizi perché non trovano personale medico, è straniero e ha un problema di comprensione.

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in reply to Pool

@pool Gestire le dipendenze con gli stranieri è un'arte davvero complicata... Richiede tanto tempo, dedizione e soprattutto una voglia di fare rete che non tutti anno. Anche il decalage del metadone ha tutta una sua scienza dietro che ha avuto anche degli aggiornamenti recenti e a cui molti non sono stati al passo. Certe volte basterebbe anche comprare dei libri aggiornati e consultarli al bisogno.
@Pool

BB reshared this.

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«Negli ultimi mesetti sono stato un lurker, mi dispiace essermi solo nutrito dal nostro orticello digitale, ma prendo l'impegno a seminare e coltivare qualcosina pure io nel prossimo futuro».
Grazie, @drfrededison, per questo importante contribuito.
livellosegreto.it/@drfredediso…


Ciao amici livelloidi, negli ultimi mesetti sono stato un lurker, mi dispaice essermi solo nutrito dal nostro orticello digitale, ma prendo l'impegno a seminare e coltivare qualcosina pure io nel prossimo futuro.

Recentemente mi sono dedicato alla formazione professionale sull'ADHD. Lavorando con le dipendenze quotidianamente, non potete immaginare che percentuale di pazienti siano semplicemente (puri) ADHD che, dato il periodo in cui sono cresciuti, l'ambiente familiare o socioculturale, non->


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2×5 / steve reich


youtu.be/wRN_jUrJSnE?is=en3V4j…

Robert Black, Bass Guitar | Vicky Chow, Piano | David Cossin – Drums | Derek Johnson, Guitar | Mark Stewart – Guitar | Evan Ziporyn – Piano

The Bang on a Can All-Stars perform Steve Reich’s complete 2×5.

bangonacan.org/
#BangOnACan #BangOnACanAllStars #DavidCossin #DerekJohnson #EvanZiporyn #MarkStewart #music #musicA #RobertBlack #SteveReich #VickyChow

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In riferimento al mio post su silenziamento e blocco, posso dire che gli account che ho bloccato erano due e adesso sono diventati tre.


Riflessioni tossiche sul Fediverso.

Terza puntata.


Alcuni giorni fa sono incappato per caso in un post con il quale un account che non conoscevo comunicava di avere l'abitudine di bloccare tutti coloro che scrivessero post più lunghi di 500 caratteri. Solo io penso che, allo stesso modo, avrebbe potuto scrivere che non intedeva interagire con chi talvolta indossasse i pantaloni neri o con chi bevesse latte a colazione?

Indosso quasi sempre pantaloni neri, a colazione di solito bevo latte, inoltre spesso scrivo post ben più estesi di 500 caratteri. Per gentilezza mi sono dunque premurato di provvedere al blocco dell'account sconosciuto per risparmiargli la fatica; dopo di che, come mio solito, mi sono scatenato nelle mie elucubrazioni tossiche.

§

Sono nel Fediverso dal 2022, non ricordo esattamente da quando: prima di piantare le radici in Poliversity.it mi ero iscritto a Livello Segreto, in epoche in cui progettavo di sbirciare per qualche mese e poi andarmene.
Invece sto ancora resistendo dopo quattro anni.

Dal 2022 mi è capitato di bloccare per sfizio soltanto l'account sconosciuto di cui sopra, mentre blocchi ragionati sono stati quelli rivolti al bridge verso il malefico Bluesky, a qualche dannoso spammer, e ad appena due altri account. Questi due altri account sono dunque LE eccezioni.

Eccezioni: ecco la parola magica. Due account talmente insopportabili e ingestibili da indurmi ad assicurarmi che non potessero interagire con i miei post.

Se erano eccezioni, qual è stata la normalità? Se non ho piacere di vedere un account mi limito a silenziarlo. Il silenziamento è elegante: lascia agli altri la libertà di navigare, leggere, cercare, informarsi. Il blocco, invece, è una violenza, in quanto limita l'orizzonte di chi blocchiamo.

Un Fediverso in cui tutti bloccassero tutti sarebbe un Soliverso. Il Soliverso non sarebbe interessante.

§

Concludo con gli hashtag che voglio appiccicare a questo post: #riflessionitossiche e #silenziamento.
Non cito alcuna community.1

Arrivederci alla prossima riflessione tossica.

1 Il mio admin d'istanza @macfranc mi chiede di citare la sua community @fediverso che amministra e modera personalmente. Questa è un'eccezione che posso concedermi: una community nel cui admin ho fiducia. Non posso che accontentarlo, senza che ciò confuti le mie pensate tossiche delle prime due puntate.


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within the woods (sam raimi’s original evil dead super 8 short film, 1978)


Within the Woods (Sam Raimi’s original Evil Dead Super 8 short film, 1978)

youtu.be/_ezwPz1lcWM

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ilpost.it/2026/06/16/indagine-…

Una persona è indagata per la chat sessista tra dipendenti dell’azienda dei trasporti di Milano in cui venivano scambiate immagini di passeggere.

La chat, chiamata “Ticinese Staff”, era stata scoperta da una donna che l’aveva vista sul telefono di un autista ATM in pausa, seduto accanto a lei sul tram.

Ghem da ringrasià el Signur che quei che fan 'ste robe ien inscì pirla che a ciapaj l'è un attim.

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Era la più grande azienda culturale Italiana adesso è il simbolo della sciatteria.

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