Un ragionamento del tutto lineare:
“... io non so se voi avete letto il decreto sulla riforma costituzionale.
Uno può immaginare che sia di 50 pagine piene di giuridichese. No, è una pagina e mezza, è una pagina e mezza chiarissima che dice togliamo questo, mettiamo quello.
Dopodiché, sull’impatto possibile della riforma, le opinioni divergono enormemente. Io ho un’opinione su un aspetto specifico, che è credo non falsificabile.
Quando si discute di cose teoriche, il punto è: ma su quello che stai dicendo, si potrebbe dire il contrario oppure no?
Ecco, in questo caso non si può dire il contrario perché è effettivamente una possibilità che la riforma apre. Non è detto che succeda, ma è una possibilità.
Mi spiego:
Adesso nel Consiglio Superiore della Magistratura, che gestisce i problemi della magistratura e che ha anche una valenza disciplinare, ci sono una componente di magistrati eletti dai colleghi e una componente designata dal Parlamento e quindi dal Governo.
Invece, con il nuovo sistema previsto dalla riforma, no.
Quelli in malafede dicono: 'Ah, sarà sempre uguale, saranno sorteggiati sia in un caso sia nell’altro, anziché essere eletti saranno sorteggiati'.
E tecnicamente è vero, ma dove sta la malafede?
Sta nel fatto che i rappresentanti dei magistrati saranno sorteggiati fra le migliaia di magistrati italiani.
I rappresentanti nominati dalla politica, invece, saranno sorteggiati in una lista stabilita dalla politica. E non si dice neanche quanti nomi dovrà comprendere questa lista, per cui se devono sorteggiare 10 membri laici, come si dice, il Parlamento potrebbe benissimo fare una lista di 11 nomi e dire sorteggiamone 10.
Poi magari questo non lo faranno mai, faranno 20 nomi, ne faranno 30, ma in ogni caso la componente di magistrati sarà davvero sorteggiata, mentre la componente nominata dalla politica sarà sorteggiata in una lista prestabilita che comprenderà comunque le persone che la politica desidera.
Quelli in malafede dicono: 'Non è il governo, è il Parlamento che stabilisce questa lista'.
Vero, ma nell’Italia di oggi, da moltissimo tempo, il Parlamento fa esattamente quello che dice di fare il governo.
Dopodiché è perfettamente possibile che nessun governo voglia mai approfittarne e che tutti i governi facciano liste di membri laici mettendo i più illustri pensatori del paese, gente indipendente che mai si asservirebbe alla politica.
Però voi capite che se invece si dovesse delineare uno scontro fra governo e magistratura, in questi nuovi organismi i rappresentanti dei magistrati sarebbero gente messa lì a casaccio, mentre i rappresentanti della politica sarebbero persone scelte accuratamente dal governo.
E tra queste due componenti è difficile non pensare che il gruppo compatto scelto di persone designate appositamente sia più forte nel momento del confronto rispetto all’altro gruppo che è fatto di persone scelte a casaccio.
E quindi semplicemente la politica avrebbe la possibilità di esercitare un controllo più ravvicinato sui magistrati.
Poi a me va benissimo che uno dica 'è proprio quello che vogliamo, ce n’è bisogno'.
Va benissimo, io non lo penso, ma uno può pensarlo tranquillamente. Però non venitemi a dire che non c’è quel rischio.
A me basta che la nuova architettura istituzionale permetta quel rischio per dire non andrei a cambiare una cosa che per il resto non vedevo motivo di cambiare".
(Alessandro Barbero)
.mau.
in reply to macfranc • • •magari mi metto a scrivere qualcosa di più, ma il punto fondamentale è sempre lo stesso: la matematica è un linguaggio (come diceva Galileo 😀 ) che viene tradotto nei nostri linguaggi e quindi reso incomprensibile.
@matematica
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macfranc
in reply to .mau. • • •@mau questo è vero e in effetti bisognerebbe tenerne conto quando si impostano le teorie della didattica matematica nella prima infanzia. Alcuni bambini infatti non hanno gli strumenti linguistici per comprendere l'astrazione matematica, mentre forse potrebbero capire bene alcuni meccanismi preparando ricette di pasticceria, praticando ritmica e melodia o elaborando centrini e ricami. L'astrazione matematica infatti non è congenita, ma lo è la capacità di cogliere quantità, ricorrenze, ritmi o geometrie
@matematica
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.mau.
in reply to macfranc • • •Però bisogna anche stare attenti a non limitarsi a conoscenze procedurali, perché poi è difficile riuscire a passare all'astrazione. Molto meglio portare i ragazzi a farsi domande, sapendo che non sempre si potrà dare loro una risposta.
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macfranc
in reply to .mau. • • •@mau
...ma come ricorda Odifreddi, quella è l'età in cui ben altre occupazioni impegnano il pensiero... 🤣
Sono d'accordo, ma infatti non bisogna escludere l'aspetto teorico, anche perché ci sono alcuni bambini che già in età prescolare sono in grado di astrarre alla perfezione. La scuola però deve essere vantaggiosa per tutti
NB: ricordo che una volta dovevamo fare un pranzo velocissimo e mia moglie tirò fuori dal freezer due spinacine; allora dissi a mio figlio grande che aveva 4/5 anni che purtroppo le spinacine erano due e quindi non bastavano per tutti 🤣 😈
Lui allora ci pensò un paio di secondi e mi disse che bastava dividere in tre parti ciascuna spinacina e ognuno di noi ne avrebbe potuto mangiare due dei sei pezzetti.
Ovviamente oggi frequenta matematica 😂
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tizero
in reply to macfranc • • •numerical integration method; an alternative name for the trapezoidal rule
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