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esiste un giornalismo d'inchiesta che cerca i FATTI in modo indipendente ed esiste un giornalismo servo,condotto delle confidenze di generali/spie

Noi avevamo ragione a rivelare che #Meloni non aveva affatto impedito uso #BasiMilitariUSA per #GuerraIran

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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non provo nessuna soddisfazione a dire che le dichiarazioni del segretario generale della #NATO a #FoxNews confermano il nostro scoop sui voli dalle #BasiMilitariUSA in Italia, interamente basato sulle fonti aperte!

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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On 24 June 2024, Julian #Assange was released from the UK’s toughest prison after 14 years of persecution by #US,#UK and their allies for exposing #StateCriminality at the highest levels: #WarCrimes, #Torture, etc.
I keep fighting to unearth the truth through #FOIA litigation
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il 24 giugno 2024, il fondatore di #WikiLeaks,Julian #Assange,lasciava la prigione più dura del Regno Unito,dopo 14 anni di persecuzione da parte di #USA,#UK e loro alleati per aver rivelato #CriminiDiGuerra e #Torture.
Continuo a combattere con #FOIA per scoprire la verità
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L'Africa scommette sul Software Libero per il futuro della scuola: l'unione fa la forza digitale

Dall’Etiopia al Ghana, fino al Kenya, in Africa mi sembra chiaro che la rotta per la digitalizzazione della scuola si faccia anche sotto l'insegna di due principi: open source e sovranità digitale.
Anche l'Africa ha compreso che non conviene adottare tecnologie senza promuovere un'istruzione democratica, accessibile e indipendente dalle costose licenze dei colossi privati.

@Scuola - Gruppo Forum

Tre recenti iniziative dimostrano come la cooperazione e le risorse aperte stiano cambiando la didattica:

- Piattaforme e AI "Made in Africa": La Commissione dell'Unione Africana ha annunciato le linee guida per l'imminente Expo "Innovating Education in Africa" ad Addis Abeba. L'obiettivo macro è ambizioso: definire standard comuni continentali per l'uso di intelligenza artificiale open source, piattaforme libere e robotica accessibile, spingendo su soluzioni software interamente concepite e costruite in Africa (African-built solutions) per colmare il divario nelle materie STEM.
- Risorse educative aperte contro il divario sociale: In Ghana, la Ghana Library Authority e l'organizzazione EIFL hanno unito le forze nel progetto "Digital Learning @ Ghana Public Libraries". Rivolto ai ragazzi tra i 12 e i 18 anni, il piano contrasta la disinformazione e garantisce il diritto allo studio attraverso percorsi formativi basati interamente su OER (Open Educational Resources), assicurando un accesso democratico alla conoscenza.
- Competenze Linux per l'autonomia tecnologica: In Kenya, la digitalizzazione passa dalle competenze di base del sistema operativo del pinguino. Il Linux Professional Institute (LPI), in collaborazione con LANet Consulting Group, ha esteso i programmi di certificazione open source a scuole e università. Un tassello fondamentale del Presidential Digital Talent Program per formare studenti e docenti capaci di gestire autonomamente le infrastrutture scolastiche, abbattendo i costi statali.

Il filo rosso? Che si parli di grandi strategie continentali o di progetti sul campo nelle biblioteche locali, la scuola africana ha iniziato a capire che chi fa da sé fa per tre, che le tecnologie offerte dalle potenze globali sono solo una nuova forma di colonialismo e che la vera inclusione digitale si ottiene solo quando la tecnologia è libera, condivisa e priva di barriere economiche.

Il comunicato ufficiale dell'Unione Africana

Il progetto OER in Ghana su EIFL

Il piano di certificazioni Linux in Kenya

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La teoria del pulmino - Il blog di Mantellini sulle frasi pronunciate da Michele Mari a proposito di Michela Murgia e sui confini della sfera personale

@Arte e Cultura

Nel caso di Michele Mari e delle sue esternazioni durante un viaggio su un pulmino, l’aspetto maggiormente rilevante sul quale soffermarsi non riguarda le frasi di Mari ma, appunto, il pulmino. Perché la sarabanda abbia inizio, lasciando stare l’eventuale interesse privato della scrittrice che ha fatto scoppiare il caso, è necessario dare per scontato che una conversazione privata su un mezzo di trasporto sia un atto pubblico. È un assunto che chi desiderava aprire le danze sul corpo della donna, la sua sessualizzazione da parte del maschio ha dato per scontato. Vale a dire che dentro quel pulmino Mari parlasse ex catedra, quasi fosse con un microfono su un palco.

Trovo che l’individuazione del confine fra ciò che è intimo e ciò che è pubblico e quindi di tutti, messo nella disponibilità di chiunque, sia il vero tema del quale si dovrebbe discutere.

Il tema del bilanciamento fra elementi di vita privata e esternazioni pubbliche è oggi importante, se non altro perché riguarda moltissime persone ogni giorno. Dove terminano i luoghi della nostra riservatezza, quelli che noi chiamiamo casa, quelli in cui le nostre miserie restano in qualche maniera protette e celate ai più?

mantellini.it/2026/06/22/la-te…

in reply to Andrea Russo

provo a spiegare meglio: se riporti ad altri che ho detto in privato che quella persona mi sta antipatica, hai violato la mia privacy. Ma dire che le donne assertive sarebbero più dolci se debitamente usate dai maschi, anche se lo dici in privato, è oggettivamente deprecabile. Ancora di più se poi in pubblico ti mostri persona acculturata, aperta, intelligente. Poi magari non ha detto questo, ma qui si sta buttando sulla privacy e non sul significato e peso delle cose dette.
in reply to Linda Sartini

@Linda Sartini @Andrea Russo senza mettere in dubbio l'oggettiva deprecabilità, si può deprecare in privato¹ ciò che è stato detto in privato, e deprecare in pubblico ciò che viene detto in pubblico.

Fare escalation di contesto è un ottimo sistema per aumentare la polemica e la polarizzazione, un po' meno per educare le persone.

¹ idealmente nello stesso contesto in cui è stato detto, o almeno con le stesse persone, in modo che il messaggio che quanto detto è non accettabile arrivi a tutti quelli che l'hanno sentito, sia chi lo pensava senza avere il coraggio di dirlo, che chi non ha avuto il coraggio di lamentarsene perché era in una posizione di debolezza.

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Quest'anno avrò il piacere di partecipare alla scuola estiva di astronomia che si terrà presso l'Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d'Aosta e Planetario. Vi parlerò di oggetti interstellari ma se date un'occhiata al programma, ci sono tantissimi altri ospiti e argomenti interessantissimi. Le iscrizioni sono aperte fino a venerdì e la scuola sarà tra il 6 e il 10 luglio. Quindi se vi interessa affrettatevi!

Info: oavda.it/eventi/scuola-estiva-…

@astronomia

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domani, 25 giugno, alla società delle api: secondo incontro di “langue lost, language found”


langue lost language found_ lettura alla società delle api, 25 giugno 2026
cliccare per ingrandire

Langue Lost, Language Found: Poetic Interventions – Part 2

di Allison Grimaldi Donahue

con Riccardo Baruzzi, Paula Bozalongo, Derek MF Di Fabio, Rodrigo Hernández, Vincenzo Ostuni, Catherine Parsonage, June Scialpi

Per registrarsi scrivere a: info@societadelleapi.org

Attraverso performance, letture e workshop, la serie mette in dialogo pratiche artistiche e scrittura, esplorando la poesia come esperienza condivisa e mettendone in luce la dimensione collettiva e la presenza nella vita quotidiana. Per questo secondo appuntamento, Allison Grimaldi Donahue invita poeti e artisti a dialogare sulle rispettive opere.

Le conversazioni iniziano alle ore 18 e si svolgono in sessioni di 30 minuti.

Società delle Api – Via Gregoriana 40, 00187 Roma
#AllisonGrimaldiDonahue #CatherineParsonage #DerekMFDiFabio #JuneScialpi #PaulaBozalongo #RiccardoBaruzzi #RodrigoHernández #VincenzoOstuni

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30 giugno, genova: “plus loin de…”, mostra di opere di maurice lemaître


opera di maurice lemaitre
cliccare per ingrandire

MAURICE LEMAÎTRE
Plus loin de…
a cura di Sandro Ricaldone
in collaborazione con Roberto Peccolo
Entr’acte
via di sant’Agnese 19R – Genova
30 giugno – 17 luglio giugno 2026
orario:
da mercoledì a venerdì, ore 16-19

inaugurazione:
martedì 30 giugno 2026, ore 17

evento fb:
facebook.com/events/1521380759…

Nel 2026 ricorre il centenario della nascita di Maurice Lemaître, nato a Parigi il 23 aprile 1926 e scomparso nella stessa città nel 2018. Pittore, cineasta, poeta e scrittore, fu per diversi decenni il braccio destro di Isidore Isou, fondatore del Lettrismo, l’avanguardia nata a Parigi nel 1946 che proponeva di tornare alla materia sonora e visiva della lettera, oltre la parola tradizionale.

Aderendo al movimento nel 1949, Lemaître ne è diventato uno degli autori più prolifici, attraversando pittura, fotografia, cinema e teatro senza mai abbandonare il nucleo teorico lettrista. Tra le opere più significative restano il film “Le film est déjà commencé?” (1951), anticipatore dell’happening, e la “Sculpture inimaginable” (1964), che prefigura l’arte concettuale. Fu anche pioniere del cinema sperimentale, con l’invenzione del Syncinéma.

Genova ha un legame particolare con questa vicenda. Dopo la rassegna lettrista proposta nel 1989 dal Centre Culturel Franco-Italien Galliera, tra la fine del 2002 e l’inizio del 2003 la città ha dedicato a Lemaître una manifestazione in più sedi: un incontro a Palazzo Ducale, la mostra “Maurice Lemaître: peintures lettristes” presso l’Archivio Caterina Gualco, una rassegna al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce dedicata al suo cinema, con la presenza dell’artista, e la mostra fotografica alla Galleria-Libreria Joyce & Co., mentre più di recente la Galleria Martini & Ronchetti ha allestito “Fin de tournage”, con lavori del 2016.

Con questa mostra – che vuole restituire la radicalità della ricerca di Lemaître attraverso dipinti, fotografie, volumi, lettere e riviste – l’attività di Entr’acte, iniziata nel marzo 2015, si conclude.
#art #arte #arteContemporanea #EntrActe #inaugurazione #lettrismo #MauriceLemaître #mostra #RobertoPeccolo #SandroRicaldone #vernissage

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Pnrr e scuola, finiti solo la metà dei progetti. Allarme per i ritardi soprattutto al Sud

@scuola

corriereuniv.it/pnrr-e-scuola-…

E’ allarme sui progetti Pnrr per l’educazione, dalla prima infanzia all’università: nonostante l’accelerazione dei primi mesi del 2026 non sembra

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il “dossier italia” ora disponibile in pdf sul sito di ‘ahida’


Dossier Italia_ ora su ahidaonline● Ahida: su ahidaonline.com rendiamo disponibile il pdf che raccoglie tutti i testi del «Dossier Italia» pubblicato nelle scorse settimane.
● Con questa iniziativa si inaugurano «i libri di ahida»
Dalla Introduzione:
Sta emergendo un vasto movimento d’opposizione, in gran parte esterno ai tradizionali partiti politici, ma sostenuto da iniziative di base come comitati e associazioni o dall’iniziativa personale di moltissimi giovani. Le grandi manifestazioni dell’anno scorso contro il genocidio israeliano a Gaza, la vittoria del No al referendum e l’enorme partecipazione alla manifestazione No Kings il 28 marzo a Roma ne sono gli episodi più rilevanti. Un movimento di resistenza o, più, di rifiuto, è nato e sta crescendo, portato ancora dai giovani, come alla fine degli anni ’60.
Per elaborare nuove armi teoriche e politiche atte a contrastare il processo autoritario in corso è necessario analizzare e comprendere l’attuale fase politica. ahida intende contribuirvi con un dossier Italia. Una raccolta di testi che esaminano e commentano vari aspetti della tendenza autoritaria dell’Italia odierna per evidenziarne le fessure e trovare gli spiragli per uscirne.

ahidaonline.com/post/preprint-…
#ahida #ahidaOnline #ahidaonline #dossierItalia #Gaza #genocidio #manifestazioni #noKings #opposizione #opposizioneRadicale #Palestina #pensieroRadicale

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🫦 Online il nuovo numero di "#AN-ICON - Studies in Environmental Images" che esplora il sesso virtuale come spazio privilegiato per capire come la #pornografia si evolva attraverso le tecnologie immersive.

Dalla VR all'AI generativa, passando per le sue origini fotografiche e nei primi spazi di aggregazione digitale, una riflessione su come l’esperienza erotica è ridefinita dai diversi media

@cultura

⬇️ In #OpenAccess qui: riviste.unimi.it/index.php/ani…

#studiculturali #nuovimedia #erotica

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oggi, 24 giugno, a roma, alla fondazione baruchello: la storia non è sepoltura. (tavola rotonda)

Fondazione Baruchello
La Storia non è sepoltura
Tavola rotonda
oggi, 24 giugno 2026
Ore 17:00–19:00
Via del Vascello 35, 00152 Roma


Nell’ambito della mostra di Donatella Landi Pensieri di terra, la Fondazione Baruchello organizza una tavola rotonda a partire dalla trasversalità dei temi che le opere attraversano, sollecitando una riflessione sulla storia, sulla memoria, sul dolore e sull’oblio.

Donatella Landi, Wacht am Rhein, 2013-2021, 67' 31', full HD video, colore, suono. Courtesy dell'artista.

L’opera Sei in un Paese Meraviglioso (2020-2025) ci pone di fronte alla storia italiana in uno dei suoi momenti più tragici: quello delle stragi di Stato. Le maschere, che tra mito e presente ritornano quasi a un’antica rappresentazione della morte, coesistono all’interno della mostra insieme a figure e sculture che, non strettamente connesse al tema del dolore, si riallacciano al mito e quasi a una condizione archetipica dell’identità umana. Anche nel progetto Senza titolo (2024-2025), il montaggio di stampe fotografiche e testi, tra diario e descrizione di un ricordo, porta ad una riflessione sulla memoria. In Wacht am Rhein (2013-2021), la storia torna invece ad essere ricordata attraverso la ripresa delle acque del Reno, non solo un luogo geografico ma soprattutto il luogo di un evento decisivo per la Seconda guerra mondiale.Tutti questi temi sembrano interconnessi ad una visione disincantata sul presente e sul passato.

Proprio su queste questioni la tavola rotonda si vuole soffermare con:

Cecilia Casorati, Critica d’arte e direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma;
Anna Cestelli Guidi, Storica dell’arte e curatrice, responsabile delle arti visive presso Fondazione Musica per Roma all’Auditorium – Parco della Musica di Roma;
Maura Favero, MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano e la Sapienza Università di Roma;
Antonella Gargano, ha insegnato Letteratura tedesca presso la Sapienza Università di Roma e l’Università di Macerata;
Donatella Landi, Artista multimediale di base a Roma e Berlino;
Camilla Miglio, Docente di Germanistica presso la Sapienza Università di Roma;
Claudio Libero Pisano, Docente di Museologia del Contemporaneo presso l’Accademia di Belle Arti di Roma;
Carla Subrizi, Presidente della Fondazione Baruchello e docente di Storia dell’Arte Contemporanea presso la Sapienza Università di Roma;
Paola Ugolini, Storica dell’arte e curatrice presso la Fondazione InBetweenArtFilm.
#AnnaCestelliGuidi #AntonellaGargano #art #arte #CamillaMiglio #CarlaSubrizi #CeciliaCasorati #ClaudioLiberoPisano #DonatellaLandi #FondazioneBaruchello #MauraFavero #PaolaUgolini #stragiDiStato #video #WachtAmRhein

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26 giugno, genova, in memoria di giuseppe chiari: performance di angelo pretolani, presentazione di “giuseppe chiari – immagine, suono, performance”


giuseppe chiari _ in memoria _ performance di angelo pretolani _ presentazione _ genova 26 giu _ bibl universitaria_
cliccare per ingrandire

_

#AngeloPretolani #art #arte #BibliotecaUniversitaria #BibliotecaUniversitariaDiGenova #CaterinaGualco #GiuseppeChiari #GiuseppeChiariImmagine #GiuseppeChiariInMemoria #inMemoria #PaolaValenti #performance #StefanoBigazzi #suono #WillyMontini

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[1/3] groups.google.com/g/privacy-fo…
gnu.org/philosophy/free-softwa…
gnu.org/philosophy/who-does-th…
stallman.org/glossary.html#glo…

Several Big Tech figures were invited to speak at graduations recently, and talked about how wonderful their Supposed Intelligence was. The graduating students responded with boos. One of the speakers reportedly responded arrogantly by claiming

in reply to Richard Stallman

[3/3] other learn. They need to do an effective job of winning support to win this political battle. Remember, the Republicans are allied with the tech billionaires, and so are the so-called "moderate" corporate Democrats. To stop Supposed Intelligence from being an engine of domination, we need to overcome both groups. But that's the same thing we need for many other life-or-death goals, such as curbing global heating. It's better to fight for a good world than give up!

Maria Chiara Pievatolo reshared this.

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Se questa è un'università: torinocronaca.it/news/torino/6…

Nessuno, prima di autorizzarne l'affissione, si è accorto che il manifesto con #PrimoLevi induceva a chiedersi se il suo lavoro gratuito ad Auschwitz fosse, per UniTo, parte di un tirocinio curricolare. Ora il manifesto è stato rimosso, con questa forse non molto coerente motivazione: unito.it/avvisi/abbiamo-unito-…

Eccone uno stralcio:

Un messaggio che intende essere aspirazionale, che parte dal concetto che tutti i/le nostri/e illustri sono stati matricole, che prima di vincere un premio Nobel o scrivere romanzi di successo mondiale, sono stati ragazzi/e che hanno scelto una disciplina e cominciato a costruire un futuro divenuto poi di successo


...il quale pare suggerire che
"un romanzo di successo mondiale" valga bene sei milioni di morti.

L'incidente torinese è solo un esempio - uno dei molti - della sordità morale e culturale di chi governa le università italiane. Se queste sono università. Se questi sono uomini.

Per chi ancora vuole iscriversi, Il sistema periodico di Primo Levi ne illustra in modo meno pubblicitario la formazione universitaria e il tirocinio coatto all'estero. I passi salienti sono presentati qui:
societachimica.it/sites/defaul…

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«Cosa rende un pianeta abitabile? Beh, per quanto ne sappiamo qui sulla Terra, bastano pochi semplici ingredienti… ma Athena ha parlato con gli esperti Victoria Meadows e Andrew Lincowski, che analizzano gli ingredienti necessari alla vita (COME LA CONOSCIAMO NOI), e diciamo solo che non si tratta solo di acqua e aria!»
mastodon.social/@setiinstitute…

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Il #Fediverso è anche

Piccole Istanze


«Meglio una casa piccola e abitata che un palazzo enorme pieno di stanze vuote».
snowfan.it/@snow/1168009559067…


Su snowfan.it abbiamo scelto una strada semplice, forse poco spettacolare, ma molto sana.

Niente account per fare numero.

Non ci interessa gonfiare le statistiche con migliaia di iscritti fantasma, account abbandonati, profili creati per curiosità e mai più usati, o registrazioni aperte solo per poter dire “siamo grandi”.

Preferiamo una piccola istanza viva.

Secondo FediDB, snowfan.it ha circa 24 account totali e 25 utenti attivi mensili.

Sembra un controsenso, ma non lo è, semplicemente una persona è andata via pochi giorni fa, mentre l’attività mensile la conta ancora nel periodo considerato.

Il dato interessante resta proprio questo, il rapporto fra iscritti e attività reale è altissimo, persino superiore al numero attuale degli account presenti.

Questo significa una cosa molto concreta, gli account non sono decorazione statistica.

Sono persone presenti, account usati, vita reale dentro l’istanza.

E questa scelta ha anche un vantaggio pratico enorme.

Meno account inutili significa meno carico, meno spazio occupato, meno manutenzione, meno costi, meno sprechi.

Un server piccolo, ben tenuto e proporzionato alla comunità che ospita è molto più sostenibile di una grande vetrina piena di numeri morti.

La vera salute di un’istanza non si misura solo dal totale degli account.

Si misura da quanti di quegli account esistono ancora davvero.

Per me la decentralizzazione è anche questo, istanze piccole, gestibili, umane, con numeri onesti e comunità reali.

Meglio pochi account vivi che tanti account parcheggiati.

Meglio una casa piccola e abitata che un palazzo enorme pieno di stanze vuote.🙏

fedidb.com/servers/snowfan.it


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Servizio ferroviario sospeso in tutta #Germania per un guasto informatico
A causa di gravi problemi nel sistema di radiocomunicazione ferroviaria #DeutscheBahn ha sospeso il traffico dei treni su tutto il territorio nazionale

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Il #Fediverso è anche

Istanze Locali


«L'idea delle istanze locali mi ha sempre interessato per cui eccomi su Puntarella.party».
puntarella.party/@emox/1167975…


Sto riprendendo confidenza con Mastodon visto che negli ultimi tre anni e mezzo ho utilizzato Misskey, infatti provengo da Foxyhole.io che sembrerebbe aver cessato la sua attività.
Purtroppo non c'è stato alcun preavviso per cui non ho potuto migrare e ho perso tutta la mia "rete" ma piano piano spero di rimetterla su......non ho fretta.
Se qualcun* mi dovesse incrociare e volesse palesarsi mi faciliterebbe la cosa 😅
Ho anche un account su Misskey.Social visto che lì per lì mi è sembrato naturale ripartire con lo stesso software per rientrare nel fediverso e fare successive riflessioni.
L'idea delle istanze locali mi ha sempre interessato per cui eccomi su Puntarella.party ☺️
Grazie ancora a puntarella.party
#Mastodon #Puntarella #Fediverso

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The #EFF (@eff) is right about the fear of system overloads caused by surging bot traffic:
eff.org/deeplinks/2026/06/free…

"However reasonable these fears may be, the answer is not to change the #IETF #standards from neutral protocols that encourage openness to restrictive requirements designed to monetize internet access."

#AI #Internet #InternetEngineeringTaskForce #OpenInternet

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#GDPR / #Cookies: You CAN NOT make it up: #Google, #Germany and #France are now lobbying to keep (!) the Cookie Banners in the EU, when the European Commission has proposed to replace them with a simple signal. #Lobbying against the vast majority of voters worked. Details: noyb.eu/en/eu-member-states-an…
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📣 Umoja ha una sua stanza Matrix!

E' pubblica, scriveremo su eventuali disservizi e manutenzioni programmate e si potrà entrare in contatto con i gestori del social.

Meglio di una mailing list / newsletter, chat in tempo reale 😎

Unisciti qui!

matrix.to/#/%23umoja:matrix.or…

#umoja

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Dal "cretino locale" al cretino governativo?

Dopo che l' #Anvur è stata resa ancor più dipendente dal governo, è stata approvata in commissione la riforma dell'Abilitazione scientifica nazionale. Ora, per l'epifania della valutazione di stato, manca solo l'approvazione dell'aula della Camera.


Entra in vigore il 19 febbraio il nuovo regolamento dell’ANVUR, firmato dal presidente della repubblica il giorno successivo all’Epifania.
Il Presidente sarà nominato direttamente dal ministro, anziché, come avviene attualmente, essere eletto all’interno del direttivo. Sia il presidente che i quattro membri saranno scelti dal ministro ciascuno all’interno di una terna di nomi. Queste terne saranno predisposte da un “comitato di selezione appositamente costituito con decreto del Ministro”. Il ministro sceglierà direttamente tre dei cinque membri del comitato di selezione, cioè la maggioranza del comitato. Gli altri due membri saranno invece indicati da Accademia dei Lincei e ERC.


Il ministero dell’università, determinando la maggioranza del comitato di selezione dei membri dell’agenzia e nominandone il presidente, ne avrà un controllo ancora più intenso. L’operazione è avvenuta con un tratto di penna perché il dispositivo della soggezione della ricerca al governo era già in funzione, e i suoi vertici non solo si sono già sottomessi, ma hanno anche imposto sottomissione.
- The post’s content. aisa.sp.unipi.it/lanvur-agenzi…


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ERC Advanced Grants 2026: l’Italia della ricerca conquista l’Europa tra scienze dure, humanities e innovazione sociale

@scuola

corriereuniv.it/erc-advanced-g…

Dalla fisica teorica alle scienze umane, passando per medicina e tecnologie avanzate: le università italiane si confermano protagoniste nei finanziamenti dello European

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Sarah Brightman - il mio cuore va - cover di My heart will go on

@musica

Ma cos ...
Questo è un video su una piattaforma streaming commerciale. Ma ho avuto modo di sentirla in originale su cd e un impianto audio immersivo.

Forse era meglio cantarla in inglese, ma di fatto come musica è meglio dell'originale.

youtube.com/watch?v=IHDRpNyyw0…

#musica #UnoRadio

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La "Bolla" dell'Intelligenza Artificiale - Live di Parabellum con Ivan Barbato & Marco Bussi


La potenziale bolla speculativa legata alla #Intelligenzaartificiale e i parallelismi con la crisi delle dot-com.
L'attuale entusiasmo di mercato superi il reale valore aggiunto della tecnologia per molte aziende, spesso adottata solo per logiche di marketing e pressione degli investitori. Pur riconoscendo l'utilità degli LLM nell'automazione di compiti ripetitivi e nella programmazione, gli esperti mettono in guardia dai costi insostenibili di calcolo e dai limiti strutturali dei modelli.

youtube.com/live/QFfEr60N36I

@aitech

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Le cause milionarie di Cipriani-Minetti e la Direttiva Anti-SLAPP inapplicata
@giornalismo
ossigeno.info/le-cause-miliona…
23 giu 2026 - Contro i processi "schiaffo" ci sono nuove norme europee. Ma il governo deve ancora emanare i decreti necessari per invocarle
L'articolo Le cause milionarie di Cipriani-Minetti e la Direttiva Anti-SLAPP inapplicata proviene da Ossigeno per l'informazione.
#Ossigeno
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✨ VBScript via WhatsApp: documenti aziendali falsi installano ManageEngine RMM in campagna globale con tracce cinesi
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/vbscri…

@informatica


VBScript via WhatsApp: documenti aziendali falsi installano ManageEngine RMM in campagna globale con tracce cinesi


Si parla di:
Toggle

Kaspersky ha documentato una campagna malware attiva in 11 Paesi che utilizza WhatsApp come vettore di distribuzione iniziale. Allegati VBScript pesantemente offuscati, camuffati da documenti aziendali, avviano una catena di infezione multi-stadio che termina con l’installazione silenziosa di ManageEngine Endpoint Central — un software RMM legittimo riconfigurato per dare agli attaccanti accesso remoto persistente. L’infrastruttura mostra sovrapposizioni con campagne Gh0st RAT e ValleyRAT, suggerendo con bassa confidenza un operatore di lingua cinese.

WhatsApp come vettore: la scelta tattica


La scelta di WhatsApp come canale di distribuzione è tutt’altro che casuale. A differenza della posta elettronica, WhatsApp non dispone di gateway di sicurezza aziendali, filtri antimalware inline, o sandbox automatici per gli allegati. I file vengono recapitati direttamente al dispositivo della vittima, bypassando la maggior parte delle difese perimetrali tradizionali. Inoltre, i messaggi arrivano da account WhatsApp precedentemente compromessi — non da numeri sconosciuti — il che aumenta notevolmente la probabilità che la vittima apra l’allegato, fidandosi del mittente apparente.

I file vengono distribuiti come archivi ZIP con nomi volutamente credibili in più lingue: “Financial Reports.vbs”, “Account Statement.vbs”, ma anche varianti in portoghese, francese, tedesco e malese, a riflettere la portata geografica dell’operazione.

La catena di infezione: quattro stadi verso il controllo remoto


Una volta che la vittima apre il file VBScript su Windows, si attiva una sequenza di infezione articolata in quattro fasi.

Stage 1 — VBScript offuscato: il file VBS è pesantemente offuscato per eludere il rilevamento statico. All’esecuzione, contatta l’infrastruttura dell’attaccante e scarica due script aggiuntivi.

Stage 2 — UAC bypass: uno degli script scaricati disabilita le protezioni User Account Control (UAC) attraverso modifiche al registro di sistema di Windows, eliminando i prompt di sicurezza per le operazioni successive.

Stage 3 — Download del payload: viene scaricato un archivio ZIP contenente un deployment preconfigurato di ManageEngine Endpoint Central, comprensivo di installer MSI (UEMSAgent.msi), certificati, file di configurazione e script di installazione.

Stage 4 — Installazione silenziosa: il launcher setup1.vbs esegue l’installazione silenziosa dell’agente tramite msiexec.exe. L’agente viene registrato sull’infrastruttura di controllo dell’attaccante, fornendo accesso remoto completo al sistema della vittima: esecuzione di comandi, trasferimento file, accesso alla shell, e molto altro.

--- CATENA DI INFEZIONE ---

[WhatsApp] → ZIP archive
    └── Financial_Reports.vbs (offuscato)
          ├── Stage 2: Download script → UAC bypass via Registry
          │     HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Policies\System
          │     ConsentPromptBehaviorAdmin = 0 / EnableLUA = 0
          └── Stage 3: Download ZIP (ManageEngine Endpoint Central)
                └── UEMSAgent.msi
                └── setup1.vbs → msiexec.exe /quiet /norestart
                └── Certificati e config preconfigurati
                      └── Registrazione su C2 attaccante

L’abuso degli strumenti RMM legittimi: una tecnica consolidata


L’utilizzo di ManageEngine Endpoint Central come payload finale è una scelta deliberata e strategica. I software RMM legittimi come ManageEngine, AnyDesk, TeamViewer o Atera presentano vantaggi significativi per gli attaccanti: sono firmati digitalmente da vendor riconosciuti, vengono spesso esclusi dalle soluzioni antimalware per evitare falsi positivi operativi, sono difficilmente distinguibili da usi legittimi in ambienti enterprise, e forniscono funzionalità complete di gestione remota. La CISA americana ha già avvertito in passato dell’abuso di strumenti RMM da parte di attori state-sponsored e cybercriminali.

Attribuzione: tracce verso la Cina, confidenza bassa


I ricercatori di Kaspersky hanno identificato sovrapposizioni infrastrutturali con campagne precedenti attribuite a ValleyRAT e Gh0st RAT, due famiglie di malware storicamente associate ad attori di lingua cinese. In particolare, l’indirizzo IP 202.61.160.201 è apparso sia nell’infrastruttura di questa campagna sia in precedenti operazioni Gh0st RAT/ValleyRAT. Nonostante queste sovrapposizioni, Kaspersky mantiene una bassa confidenza nell’attribuzione, in quanto la riutilizzazione di infrastruttura non implica necessariamente la stessa organizzazione — una tecnica che alcune operazioni usano deliberatamente per depistare le attribuzioni.

Distribuzione geografica: Malaysia epicentro, portata globale


Le vittime osservate sono distribuite in 11 Paesi e territori: Malaysia (circa l’80% dei casi), Brasile, India, Messico, Singapore, Regno Unito, Spagna, Taiwan, Australia, Russia e Vietnam. La concentrazione in Malaysia suggerisce che questa possa essere la regione target primaria, con gli altri Paesi colpiti da una distribuzione più opportunistica o da campagne parallele adattate linguisticamente.

Due righe per i difensori


Per mitigare questa minaccia è necessario agire su più livelli. A livello di endpoint, occorre bloccare l’esecuzione di file .VBS, .VBE, .JS e .WSF da parte di utenti non amministratori tramite Group Policy (Software Restriction Policies o AppLocker). È altresì importante monitorare le modifiche alle chiavi di registro relative a UAC (ConsentPromptBehaviorAdmin, EnableLUA) come segnale di compromissione. Sul fronte delle applicazioni, è necessario implementare una whitelist dei software RMM autorizzati e bloccare l’installazione silenziosa di agenti non approvati tramite msiexec. Gli utenti, infine, vanno sensibilizzati a non aprire allegati ricevuti via WhatsApp — specialmente file .ZIP con estensioni .VBS — anche quando provengono da contatti noti, poiché gli account WhatsApp dei mittenti potrebbero essere compromessi.

--- INDICATORI DI COMPROMISSIONE (IoC) ---

IP infrastruttura:
  202.61.160.201  (overlap con Gh0st RAT / ValleyRAT)

File sospetti:
  Financial Reports.vbs
  Account Statement.vbs
  setup1.vbs
  UEMSAgent.msi  (ManageEngine Endpoint Central preconfigurato)

Chiavi di registro modificate (UAC bypass):
  HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Policies\System\ConsentPromptBehaviorAdmin
  HKLM\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Policies\System\EnableLUA

Processo sospetto:
  msiexec.exe /quiet /norestart [lanciato da VBScript]

Paesi colpiti: Malaysia (80%), Brasile, India, Messico, Singapore,
               UK, Spagna, Taiwan, Australia, Russia, Vietnam

Fonte: Kaspersky Securelist, giugno 2026

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🧭 Guardate i pallini piccoli


Quando si guarda una mappa del Fediverso, l’occhio cade subito sui cerchi enormi.

È normale.

Sono grandi.
Occupano spazio.
Fanno impressione.
Sembrano “pesare” più degli altri.

Ma la vera federazione non è lì.


🌱 La vera federazione è altrove


La vera federazione è fatta da quella miriade di pallini piccoli.

Quelle sono le istanze indipendenti.

Quelle locali.
Quelle personali.
Quelle tematiche.
Quelle familiari.
Quelle artigianali.
Quelle gestite da poche persone.
Spesso da una sola.

Senza uffici stampa.
Senza marketing.
Senza grandi numeri da esibire.
Senza bisogno di raccontarsi come “il centro” di qualcosa.

Quella è la decentralizzazione reale.


⚠️ Grande non significa automaticamente sano


Un’istanza enorme può anche avere milioni di account registrati.

Sulla carta fa scena.

Ma quel numero, da solo, dice poco.

Perché dentro agli “account totali” ci sono anche,

account abbandonati
account doppi
account di prova
profili creati e mai più usati
utenti passati altrove
registrazioni vecchie di anni

Sono numeri utili per fare volume.

Molto meno utili per capire se una comunità sia davvero viva.


📊 Il dato serio è il M.A.U.


Il dato che conta davvero è un altro,

M.A.U.


Monthly Active Users.

Gli utenti attivi mensili.

Perché il M.A.U. ci dice chi c’è davvero.

Chi entra.
Chi legge.
Chi scrive.
Chi interagisce.
Chi vive ancora quello spazio.

Gli account totali misurano quanto è grande l’archivio.

Il M.A.U. misura quanto è viva la comunità.

E la differenza non è piccola.

È sostanziale.


🕸️ Federazione non vuol dire concentrazione


Il Fediverso non dovrebbe diventare una gara a chi ha il pallone più grosso sulla mappa.

Non dovrebbe essere,

un grande centro
con attorno tanti satelliti piccoli.

Dovrebbe essere una rete.

Tanti nodi.
Tante comunità.
Tante amministrazioni autonome.
Tante scelte diverse.
Tante culture locali.

Piccole e medie istanze che comunicano fra loro senza dover dipendere da un unico polo dominante.


🧩 I pallini piccoli sono importanti


Le piccole istanze sono quelle dove spesso trovi,

amministratori raggiungibili
regole comprensibili
comunità riconoscibili
moderazione più vicina alle persone
identità locale o tematica chiara
rapporti meno impersonali

Non saranno enormi.

Non faranno effetto sulla mappa.

Non avranno numeri da vetrina.

Ma sono proprio loro a impedire che il Fediverso diventi la copia federata dei vecchi social centralizzati.


🚫 Il problema del “nodo dominante”


Se tutto si concentra in pochi grandi poli, tecnicamente resta federato.

Sì.

Ma culturalmente comincia ad assomigliare troppo al modello da cui molti dicevano di voler scappare.

Perché una federazione dominata da pochi giganti è ancora federazione sul piano tecnico,

ma molto meno sul piano sociale.

E il Fediverso non è nato per sostituire un centro con un altro centro.


✅ Il punto è semplice


La forza del Fediverso non è avere il server più grande.

La forza del Fediverso è che nessun server dovrebbe diventare indispensabile.

La forza è poter scegliere.

Poter cambiare istanza.
Poter crearne una propria.
Poter gestire una comunità piccola.
Poter federare senza diventare periferia di qualcun altro.


🔍 Guardate meglio la mappa


Non fermatevi al cerchio più grande.

Guardate intorno.

Guardate quella polvere di piccoli punti.

Lì ci sono le istanze che tengono viva l’idea originale.

Lì c’è la parte più fragile, ma anche più preziosa.

Lì c’è il Fediverso distribuito.

Lì c’è la federazione vera.

Guardate i pallini piccoli.

È lì che il Fediverso respira.


fedidb.com/servers/mastodon.so…

#fediverso

Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)
in reply to Osservatorio Fediverso

Fa sorridere che, davanti a un ragionamento sulla decentralizzazione reale, l’unica risposta sia concentrarsi sull’uso di un’immagine presa come supporto visivo.

Il punto non era “quella specifica immagine”.

Il punto era molto più semplice,

il Fediverso non si misura solo contando account registrati su grandi istanze.

Conta anche,

quanti utenti sono realmente attivi
quante istanze esistono davvero
quanto potere si concentra in pochi nodi
quanto spazio resta alle comunità piccole e indipendenti

Gli account totali fanno volume.

Il M.A.U. racconta molto meglio chi è ancora vivo.

E i tanti pallini piccoli raccontano molto meglio la federazione di qualunque cerchio enorme.

Poi certo, si può anche fare finta di non capire e parlare solo dell’immagine.

Ma il concetto resta lì.

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Un'ottima riflessione riguardo al #Fediverso: i numeri grandi non dicono nulla di significativo.
snowtest.it/@osservatorio/stat…


🧭 Guardate i pallini piccoli


Quando si guarda una mappa del Fediverso, l’occhio cade subito sui cerchi enormi.

È normale.

Sono grandi.
Occupano spazio.
Fanno impressione.
Sembrano “pesare” più degli altri.

Ma la vera federazione non è lì.


🌱 La vera federazione è altrove


La vera federazione è fatta da quella miriade di pallini piccoli.

Quelle sono le istanze indipendenti.

Quelle locali.
Quelle personali.
Quelle tematiche.
Quelle familiari.
Quelle artigianali.
Quelle gestite da poche persone.
Spesso da una sola.

Senza uffici stampa.
Senza marketing.
Senza grandi numeri da esibire.
Senza bisogno di raccontarsi come “il centro” di qualcosa.

Quella è la decentralizzazione reale.


⚠️ Grande non significa automaticamente sano


Un’istanza enorme può anche avere milioni di account registrati.

Sulla carta fa scena.

Ma quel numero, da solo, dice poco.

Perché dentro agli “account totali” ci sono anche,

account abbandonati
account doppi
account di prova
profili creati e mai più usati
utenti passati altrove
registrazioni vecchie di anni

Sono numeri utili per fare volume.

Molto meno utili per capire se una comunità sia davvero viva.


📊 Il dato serio è il M.A.U.


Il dato che conta davvero è un altro,

M.A.U.


Monthly Active Users.

Gli utenti attivi mensili.

Perché il M.A.U. ci dice chi c’è davvero.

Chi entra.
Chi legge.
Chi scrive.
Chi interagisce.
Chi vive ancora quello spazio.

Gli account totali misurano quanto è grande l’archivio.

Il M.A.U. misura quanto è viva la comunità.

E la differenza non è piccola.

È sostanziale.


🕸️ Federazione non vuol dire concentrazione


Il Fediverso non dovrebbe diventare una gara a chi ha il pallone più grosso sulla mappa.

Non dovrebbe essere,

un grande centro
con attorno tanti satelliti piccoli.

Dovrebbe essere una rete.

Tanti nodi.
Tante comunità.
Tante amministrazioni autonome.
Tante scelte diverse.
Tante culture locali.

Piccole e medie istanze che comunicano fra loro senza dover dipendere da un unico polo dominante.


🧩 I pallini piccoli sono importanti


Le piccole istanze sono quelle dove spesso trovi,

amministratori raggiungibili
regole comprensibili
comunità riconoscibili
moderazione più vicina alle persone
identità locale o tematica chiara
rapporti meno impersonali

Non saranno enormi.

Non faranno effetto sulla mappa.

Non avranno numeri da vetrina.

Ma sono proprio loro a impedire che il Fediverso diventi la copia federata dei vecchi social centralizzati.


🚫 Il problema del “nodo dominante”


Se tutto si concentra in pochi grandi poli, tecnicamente resta federato.

Sì.

Ma culturalmente comincia ad assomigliare troppo al modello da cui molti dicevano di voler scappare.

Perché una federazione dominata da pochi giganti è ancora federazione sul piano tecnico,

ma molto meno sul piano sociale.

E il Fediverso non è nato per sostituire un centro con un altro centro.


✅ Il punto è semplice


La forza del Fediverso non è avere il server più grande.

La forza del Fediverso è che nessun server dovrebbe diventare indispensabile.

La forza è poter scegliere.

Poter cambiare istanza.
Poter crearne una propria.
Poter gestire una comunità piccola.
Poter federare senza diventare periferia di qualcun altro.


🔍 Guardate meglio la mappa


Non fermatevi al cerchio più grande.

Guardate intorno.

Guardate quella polvere di piccoli punti.

Lì ci sono le istanze che tengono viva l’idea originale.

Lì c’è la parte più fragile, ma anche più preziosa.

Lì c’è il Fediverso distribuito.

Lì c’è la federazione vera.

Guardate i pallini piccoli.

È lì che il Fediverso respira.


fedidb.com/servers/mastodon.so…

#fediverso


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