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un video low-low-res del 2012, con editing 2026


0101 / differx. 2012
differx.noblogs.org/2026/01/05…
-> youtube.com/shorts/43paQtdc1ag
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due pagine di Silvia Molesini


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così sono le ombre, 1-2 / silvia molesini. 2025
pontebianco.noblogs.org/post/2…


così sono le ombre, 1-2 / silvia molesini. 2025


Silvia Molesini_ così sono le ombre_1_ (2025)

Silvia Molesini_ così sono le ombre_2_ (2025)
#post2026 #silviaMolesini


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note251119 / miron tee. 2025


Miron Tee è, con Rosaire Appel, a mio avviso tra gli artisti maggiori e più interessanti, a livello mondiale, per il versante dell'asemic writing e i territori di confine fra scrittura e astrazione
note251119 / miron tee. 2025
pontebianco.noblogs.org/post/2025/11/21/note251119-miron-tee-2025
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Quando si fanno le iscrizioni a scuola per il 2026-27: come fare domanda per primarie, medie e superiori

@scuola

corriereuniv.it/quando-si-fann…

Con l’inizio del nuovo anno tornano le iscrizioni a scuola. Per l’anno 2026-2027 si parte il 13

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Medicina, al via all’università di Pisa i corsi di recupero

@scuola

corriereuniv.it/medicina-al-vi…

Al via il 19 gennaio all’Università di Pisa i corsi di recupero del semestre filtro. Le lezioni sono rivolte a studentesse e studenti ammessi con riserva a Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e corsi affini. L’Università di Pisa ha però

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Lego lancia gli Smart Bricks: la fantasia diventa digitale
#tech
spcnet.it/lego-lancia-gli-smar…
@informatica
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Tre riforme in cantiere, che rafforzeranno il controllo del #governo su #università e #ricerca. Il nostro comunicato dell'epifania spiega in che cosa consistono questi tre doni, e perché rappresentano anche un'epifania del carattere autoritario della valutazione di stato a cui la ricerca italiana è da lustri sottomessa:aisa.sp.unipi.it/anvur-recluta…


ANDU, FLC-CGIL, Roars, nonché la Rete delle Società Scientifiche, hanno espresso allarme o almeno preoccupazione per i doni che lo stato si appresta a regalare alla ricerca italiana. Questi doni, che rafforzeranno i poteri, già non poco oppressivi, del ministero dell’università e della ricerca, dell’Anvur che gli è sottomesso e delle gerarchie accademiche locali, consistono:
  1. in una riforma del reclutamento, già approvata in senato, che rende i concorsi interamente locali, ma sotto il controllo dell’Anvur sia in ingresso sia in uscita;
  2. in una riforma dell’Anvur, per via regolamentare e non legislativa, volta ad accentuarne ulteriormente la subordinazione al ministero;
  3. in una riforma dell’amministrazione delle università, per via legislativa, che accentuerebbe il dispotismo locale dei rettori e la loro sudditanza al governo nazionale.

La scienza italiana, che nell’età moderna si fondò e perseguì la libertà dell’uso pubblico della ragione e l’emancipazione dal segreto, si trova ora a misurarsi con tre poteri che hanno solo accidentalmente a che vedere con la ricerca della verità: quello, locale, di colleghi e rettori, quello, centralizzato, dell’agenzia sedicente indipendente per la valutazione di stato, la quale attribuisce la quota cosiddetta “premiale” del finanziamento ordinario, e quello del governo a cui essa stessa è sottoposta fin dalla sua istituzione.

Promuovendo la scienza aperta come scienza libera e non come costoso adempimento burocratico, abbiamo sostenuto che la valutazione amministrativa della ricerca, in Italia centralizzata in forma di valutazione di stato, è intrinsecamente dispotica e retrograda: dispotica perché sostituisce alla libera discussione entro le comunità scientifiche una statuizione di un’autorità esterna e non scientifica, in quanto derivante da una gerarchia amministrativa; retrograda perché impone indicatori costruiti sul passato che disconoscono non solo la riflessività dell’azione sociale,1 ma anche la natura aperta della ricerca.

A questo dispositivo, che Mario Ricciardi descrisse precocemente come un “apparato burocratico di tipo sovietico”, i professori italiani si sono – sostanzialmente – piegati. Fra gli effetti della sottomissione c’è stato il blocco di un’evoluzione verso una scienza aperta nel senso di libera da oligopoli editoriali privati e liste di riviste “scientifiche” ed “eccellenti” di composizione amministrativa. Accettarla, ai più, è parsa una scelta prudente: si tratta però di capire se è stata anche una scelta sapiente.

1. La metamorfosi del “cretino locale”


Pietro Rossi, in un fortunato articolo, criticò i concorsi introdotti nel 1998, in cogestione fra “facoltà e corporazione disciplinare”. Secondo Rossi, in un sistema in cui la sede che fa il favore di bandire una valutazione comparativa può barattare la vittoria del proprio candidato interno con le idoneità di candidati esterni supplementari che trovano cattedra a casa loro, l’ascesa del “cretino locale”, entro comunità di disciplina sempre più frammentate e chiuse, non può che essere irresistibile.

Il disegno di legge approvato in senato abolisce l’Abilitazione Scientifica Nazionale a favore di concorsi esclusivamente locali con vincitori unici, accessibili tramite un’autocertificazione della soddisfazione di criteri stabiliti con decreto ministeriale su proposta dell’Anvur, sentito il CUN, i quali comprenderanno “indicatori minimi di quantità, continuità e distribuzione temporale dei prodotti della ricerca”. I commissari dovranno godere dei medesimi requisiti. Dopo tre anni i vincitori verranno valutati dall’Anvur, con eventuali conseguenze sanzionatorie in termini di finanziamento istituzionale.

Si tornerà dunque al “cretino locale”, o, come scrive più gentilmente Roberta Calvano, a un sistema in cui “il nepotismo e gli abusi sono stati per anni alla radice di un diffuso malcostume accademico”? No: in virtù dell’Anvur e del ministero, questa volta il “cretino”, selezionato tramite valutazione amministrativa in ingresso e in uscita e giudicato da commissari simili a lui, sarà probabilmente bibliometrico, sicuramente governativo, e giocoforza sottomesso ai colleghi disposti a usare il loro potere di ricatto – qualità, queste, che con la scienza libera hanno ben poco a che vedere.

2. L’autoaffermazione dell’università italiana


“Noi vogliamo noi stessi” proclamava un rettore a Friburgo, perorando l’autoaffermazione dell’università. Correva l’anno 1933: Martin Heidegger diceva “noi”, ma era entrato in carica su pressione del governo nazista, dopo che il suo predecessore, riluttante a licenziare gli ebrei, era stato indotto alle dimissioni. Tra poco, forse, anche i rettori italiani, pur più sottilmente e con qualche sbavatura normativa, potranno dire “noi” al modo di Heidegger:

  1. la composizione, legalmente determinata, del consiglio di amministrazione consentirà loro di contare su una maggioranza certa purché ubbidiscano al governo. Eliminato il rappresentante del personale tecnico-amministrativo, degli 11 membri del consiglio uno sarà il rettore stesso, quattro saranno nominati direttamente da lui (due docenti e due componenti esterni); a questi si aggiungerà uno studente eletto, come residuo vestigiale di democrazia, due docenti indicati dal senato, il candidato rettore soccombente e un membro nominato dal governo. Al rettore basterà restare agli ordini di quest’ultimo – esercizio che, probabilmente, non gli sarà difficile – per avere una maggioranza garantita;2
  2. il mandato del rettore sarà prolungato da sei a otto anni, con un eventuale plebiscito di conferma dopo quattro anni, qualora proposto dai 3/5 del senato accademico. A proposito del mandato, dall’ipotetico testo di riforma cadono le parole “non rinnovabile”;
  3. nella programmazione triennale il rettore dovrà tener conto anche di “linee generali di indirizzo stabilite dal Ministro”.

I rettori preferiranno continuare a regnare all’inferno o proveranno a servire in paradiso? Non si sa: ma certamente con “rettori che agiscono sotto l’occhiuta vigilanza del ministro e da cui dipenderanno a catena tutte le cariche interne agli atenei (i cui mandati vengono allineati alla durata di quello dei rettori)” l’esercizio della libertà della ricerca, sia in senso negativo sia in senso positivo, sarà ancor più difficile, e rischioso.

3. L’epifania dell’Anvur


Come ha osservato Roberto Caso, l’Anvur, istituita nel 2006 sotto il governo Prodi II, è nata così dipendente da aver ricevuto critiche perfino da una sostenitrice della valutazione amministrativa come Fiorella Kostoris. Il regolamento di riforma – che viola, secondo il Consiglio di Stato, la gerarchia delle fonti3 – renderebbe più intenso un controllo del governo sulla ricerca già in atto, al quale i più, a dispetto del primo comma dell’articolo 33 della costituzione italiana, hanno ritenuto opportuno sottomettersi.

  1. L’Anvur sarà ancor più ministeriale e dipendente: rispetto al regime attuale, il presidente dell’Anvur diverrebbe di nomina ministeriale diretta, così come i comitati di selezione delle rose dei candidati fra i quali il ministro sceglierà i quattro membri del consiglio direttivo, non più costituiti su indicazione di enti esterni.
  2. L’Anvur diverrà la valutatrice generale di stato: l’agenzia, che attualmente valuta solo università ed enti di ricerca vigilati dal MUR (quali CNR, INAF, INDIRE, INFN, INGV, INVALSI), allungherà il suo occhio agli altri enti di ricerca pubblici (ASI, CREA, ENEA, ISPRA, ISS, ISTAT) in base ad accordi con i ministeri vigilanti, alle Accademie e all’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) a enti privati ma finanziati pubblicamente (IIT di Genova, HT di Milano e Fondazione Biotecnopolo di Siena) e simili, nonché, per chi mai volesse richiederlo, in ambito internazionale. E non si occuperà solo di arte, musica e ricerca bensì anche delle cosiddette “competenze trasversali e disciplinari” acquisite dagli studenti e degli “sbocchi occupazionali dei laureati”. Tutto ciò, chiarisce la relazione di accompagnamento, nel “rispetto dell’indirizzo politico dato dal Ministero dell’università e della ricerca, quale Ministero vigilante”.

Il modello dell’università-azienda – si è detto – è neoliberale; quello nei disegni del governo è autoritario. Qui però il “liberale” che segue al “neo-” non ha nulla a che vedere con Benedetto Croce: l’azienda è una struttura non democratica, bensì autoritaria e chi la impone come modello sostiene un’ideologia altrettanto autoritaria, se non totalitaria. In questo senso, il disegno di “riforma” dell’Anvur non è una metamorfosi, bensì un’epifania.

Non esiste una valutazione amministrativa buona o cattiva, così come non esiste un dispotismo cattivo o buono a seconda che sul trono sieda Commodo oppure Marco Aurelio. Se si accetta che la valutazione della ricerca non sia scientifica – e parte della ricerca stessa – bensì amministrativa e a essa esterna, si accetta anche che chi amministra ne fissi e ne muti i criteri e abbia titolo a controllare i suoi eventuali agenti in modo più o meno stretto. Il vizio della valutazione di stato non sta nel modo in cui valuta, come suggerito elusivamente dell’Unione Europea, ma nel fatto che Caesar sia supra grammaticos, non importa se come Marco Aurelio o come Commodo. Non è, questa, un’idea radicale, né sul piano della storia, né su quello della cronaca: lo scorso aprile, in Francia, l’assemblea nazionale ha votato a favore dell’abolizione dell’agenzia di valutazione di stato HCERES.

In questa prospettiva non ha senso limitarsi a chiedere un guinzaglio appena un po’ più lungo, o a sollevare il problema dei finanziamenti alla ricerca senza toccare quello della sua libertà, vale a dire della possibilità stessa di fare scienza – libertà, questa, che non si promuove difendendo l’Anvur attuale4 come se fosse indipendente, bensì considerandone l’abolizione.

Contro il disegno di intensificare il controllo politico di “un’università più piccola, gerarchica e precaria”, FLC-CGIL5 si è appellata alle “forze libere e pensanti dell’accademia e della comunità universitaria”. In effetti, se, dopo lustri di valutazione di stato, esistessero ancora “forze libere e pensanti”, non sarebbe loro difficile promuovere una campagna di ubbidienza civile alla costituzione, a partire dagli articoli 21 e 33. In un momento in cui dovremmo invece parlare, davanti agli stati armati per la guerra, delle condizioni della pace pubblica, continuare a compilare moduli e a supplicare favori ministeriali ci salverà, forse, come impiegati, ma certamente non come studiosi.


  1. Questa riflessività è nota a chi si occupa di valutazione come legge di Goodhart: i soggetti valutati non si limitano a farsi valutare, ma adeguano riflessivamente le loro prestazioni al criterio di valutazione. Così chi viene premiato per il numero di pubblicazioni inflazionerà i testi, mentre chi viene premiato per le citazioni scriverà solo per farsi citare. Le conseguenze sono tristemente note. ↩︎
  2. Per un aggiornamento sugli orientamenti ministeriali si veda però quanto riferito dall’ANDU qui. [nota aggiunta il 7/01/2026]↩︎
  3. Il Consiglio di Stato, nel parere formulato nell’adunanza del 23 settembre 2025, ha ricordato che, proprio in virtù della gerarchia delle fonti del diritto, un regolamento, perfino se riguarda la valutazione di stato, non può cambiare la legge che l’ha istituita. ↩︎
  4. L’agenzia, peraltro, si è mostrata incapace di onorare gli impegni di riforma della valutazione che aveva sottoscritto aderendo alla coalizione europea COARA. ↩︎
  5. ANVUR: un’Agenzia che diventa governativa, con l’intenzione di valutare e quindi disciplinare anche saperi e conoscenze (2025) merita di essere letto per la sua analisi dettagliata della bozza di DPR qui solo sommariamente esposta. ↩︎

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After more than 30 years 😅 (I got distracted by more pressing philosophical questions), I finally finished this paper. It can be read as an intro to the microhistorical papers in the biblio 🤓
"Philosophical Microhistory: Its Nature, Scope, Value, and Challenges"
papers.ssrn.com/sol3/papers.cf…
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Questo è un problema serio anche per le #università che, dopo solenni dichiarazioni di principio, rimangono clienti e collaboratrici di #GAFAM poliversity.it/@macfranc/11584…


I datacenter gestiti dal software USA sono a tutti gli effetti una base militare di Washington


La nostra dipendenza dalla tecnologia statunitense è da tempo un problema, un problema che molti potenti non volevano affrontare per paura che avrebbe irritato gli Stati Uniti. Anche la sola proposta di normative tecnologiche di base ha suscitato critiche da parte del governo statunitense e ha messo a repentaglio la prospettiva di investimenti da parte di quei colonizzatori digitali. Ma questa dipendenza ci ha lasciato senza gli strumenti per gestire le principali vie di comunicazione e commercio.

@eticadigitale

policyalternatives.ca/news-res…

Grazie a @vecna@sociale.network @vecna@retro.pizza per la segnalazione


in reply to Ciriaco Niside

@cniside@mastodon.uno Basterebbe volere - e dunque sapere - usare collettivamente quanto già esiste. Sulla triste storia dell'infeudamento della posta elettronica si veda questa presentazione
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BRAVA LA DELTA FORCE, BRAVISSIMI I CHAVISTI

@news
Tralascio ogni commento sulla barbara operazione statunitense che – se ancora si dispone di un minimo di obiettività – è una inequivocabile e gratuita prepotenza in violazione di qualsivoglia norma o regola.
L'articolo BRAVA LA DELTA FORCE, BRAVISSIMI I CHAVISTI proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

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I datacenter gestiti dal software USA sono a tutti gli effetti una base militare di Washington


La nostra dipendenza dalla tecnologia statunitense è da tempo un problema, un problema che molti potenti non volevano affrontare per paura che avrebbe irritato gli Stati Uniti. Anche la sola proposta di normative tecnologiche di base ha suscitato critiche da parte del governo statunitense e ha messo a repentaglio la prospettiva di investimenti da parte di quei colonizzatori digitali. Ma questa dipendenza ci ha lasciato senza gli strumenti per gestire le principali vie di comunicazione e commercio.

@eticadigitale

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Grazie a @vecna@sociale.network @vecna@retro.pizza per la segnalazione

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today my colleague Antonio Massari reconstructs how the criminal investigations on the Italian #FiveStarMovement and the Spanish #Podemos - based on information provided by #ElPollo - the star witness against #Maduro - were dropped

[Italian]ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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as @semafor revealed, #NYTimes & #WashPost knew in advance abt the US military attack against #Venezuela,BUT did NOT publish the news

Today we at #FattoQuotidiano reconstruct how the US media have aided and abetted the #USWarMachine for decades

[Italian]ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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molto interessante la ricostruzione di Antonio Massari sul testimone del governo americano contro #Maduro: #ElPollo

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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oggi vi ricostruiamo,grazie alle rivelazioni di @semafor ,come ancora una volta, #NYTimes e #WashingtonPost hanno tradito la loro missione: sapevano dell'attacco,ma non hanno pubblicato la notizia per proteggere il governo e la sua macchina da guerra:

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

in reply to stefania maurizi

Fu proprio la “tradizione” di collaborazione tra le grandi redazioni e il governo americano che venti anni fa spinse Julian #Assange a creare #WikiLeaks per un giornalismo aggressivo e NON supino al complesso militare-industriale

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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In Finlandia la battaglia contro le notizie false inizia già alla scuola dell'infanzia.
Da decenni il Paese nordico integra l'alfabetizzazione mediatica nel curriculum nazionale, inclusa la capacità di analizzare diversi media e riconoscere la disinformazione, per studenti a partire dai 3 anni.
Ora agli insegnanti è richiesto di aggiungere l'alfabetizzazione all'intelligenza artificiale.

it.euronews.com/next/2026/01/0…

@scuola #AlfabetizzazioneMediatica #istruzione #finlandia

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Un nuovo studio ha formulato un modello tettono-termodinamico degli ultimi 1,8 miliardi di anni, un periodo del Proterozoico comunemente noto come "Miliardo Noioso" ma con risvolti eccezionali per la vita!

La disgregazione dei supercontinenti Nuna e Rodinia, avrebbe portato a condizioni stabili e temperate in ambienti marini poco profondi che hanno favorito la diversificazione di organismi eucarioti aerobici.

Qui i video dei movimenti delle placche: buff.ly/AKweZ0X
Fama Clamosa Wiki

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Ottimo aggiornamento: MedMastodon è di nuovo online e i suoi utenti dovrebbero poter accedere ai propri dati. Il post di @wild1145


@fediverso

Ok, gente di #MedMastodon : l'istanza è di nuovo attiva e funzionante, sono lieto di condividerlo. Potrebbe volerci un po' di tempo per aggiornarsi e ho inviato un annuncio, quindi spero che chiunque avesse un account e non lo vedesse riceva un'e-mail che lo informi che tutto è di nuovo online.
Pubblicherò maggiori informazioni sul piano nel prossimo futuro, ma per farla breve non è previsto alcun cambiamento che la gente vedrà; il mio obiettivo principale è quello di rendere il sito operativo, recuperare le attività che sembrano essere in sospeso e mettere a punto un piano per migrare tutto sulla nuova infrastruttura.
Un ringraziamento speciale anche a @mastohost che è stato bravissimo a mantenere il server "in pausa" in modo efficace senza eliminare dati, anche quando non c'era un percorso di migrazione confermato, e un grande ringraziamento a Nick per essere stato disponibile a trasferire il server e a mantenere attiva la community!


mastodonapp.uk/users/wild1145/…

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Da career cushioning a rage applying: il glossario che racconta le nuove esigenze nel lavoro

@scuola

corriereuniv.it/glossario-nuov…

Il mondo del lavoro cambia linguaggio prima ancora che regole e contratti. A fotografare le nuove esigenze di lavoratori e lavoratrici è un’analisi del portale Indeed, che ha individuato una serie di termini sempre più usati per descrivere atteggiamenti,

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Dai campus alle città: gli studenti guidano la svolta sostenibile nelle università

@scuola

corriereuniv.it/studenti-svolt…

Le università possono diventare laboratori di sostenibilità ambientale partendo dal basso, grazie alle iniziative promosse direttamente dagli studenti. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Discover Sustainability, firmato dai

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Il nuovo post di universita-it: Riforma Bernini: aumenta la mobilità per i professori e ricercatori

Qui il post completo: universita.it/riforma-bernini-…

@universitaly

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Competenze trasversali a scuola: parte la sperimentazione nazionale, in arrivo il decreto

@scuola

corriereuniv.it/competenze-non…

Le competenze non cognitive e trasversali entrano ufficialmente nel sistema scolastico italiano. È stato trasmesso al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione il decreto ministeriale che avvia una sperimentazione

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Password manager self-hosting: sostituiamo i grandi classici come Bitwarden?
#tech
spcnet.it/password-manager-sel…
@informatica
in reply to N_{Dario Fadda}

Certo, questo approccio ha un limite: se non puoi installare Tailscale su un dispositivo, quel dispositivo rimane fuori dalla rete. È il caso, tipicamente, dei computer aziendali bloccati.


Questa affermazione è falsa. Esistono soluzioni, incluse offerte nativamente da tailscale, che permettono a dispositivi non in rete di connettersi a servizi hostati via vpn, a patto che ci sia almeno un server che faccia da gateway connesso in rete.

Magari non è intuitivo e richiede un po' di tempo, ma è fattibile.

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Il nuovo post di universita-it: Mobilità docenti, cosa cambia nel 2026?

Qui il post completo: universita.it/mobilita-docenti…

@universitaly

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#newissue
Online l'ultimo numero di #IRLH #ItalianReviewofLegalHistory. Nella sezione "Popoli e governi tra prospettiva storica e attualità" troviamo, tra gli altri, articoli sui rapporti tra popoli, sulla diserzione nella storia e in #Ucraina, sulla cura dei poveri nell' #Inghilterra dei Tudor, sulla ricostruzione della società in #Sudafrica.
La sezione Dibattiti è dedicata alla figura di #ValeriaBenetti e ai diritti delle #donne.

In #OpenAccess qui:
riviste.unimi.it/index.php/irl…

@cultura #diritto

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La linea di confine tra Germania Est e Ovest oggi è un monumento ambientale della storia europea.
Lì dove un tempo c’erano torrette, fili spinati e guardie armate oggi c’è la Grünes Band, una cintura verde abitata da specie animali e vegetali protette. Il merito è di un gruppo di ambientalisti.

wired.it/article/grunes-band-l…

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Nice to read an interview w/ #GuillomeLong abt #Venezuela in my newspaper #IlFattoQuotidiano.

In my book #SecretPower- based on my 15-year-long investigative work on #JA #WikiLeaks-I reconstructed how Long did NOT sell himself out to the US/UK

[Italian]ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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Se oggi non avete proprio il tempo di leggere altro, leggete 2 cose:

1) intervista di Roberto Festa @MashiRafael all'ex ministro degli Esteri dell'Ecuador di @MashiRafael, #GuillomeLong, uno che non si è piegato agli USA nel caso #JA e #WikiLeaks

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

in reply to stefania maurizi

E 2) Marco Lillo sull'imponente scoop di Paolo Mondani #ReportRAI3 sulla strage di Capaci e #StefanoDelleChiaie

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

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