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Decreto Primo maggio, bonus giovani e lavoro femminile: le misure allo studio del governo

@scuola

corriereuniv.it/decreto-primo-…

Il governo guidato da Giorgia Meloni lavora al nuovo decreto sul lavoro atteso per il Primo maggio, giornata simbolica dedicata ai lavoratori. L’obiettivo è rafforzare l’occupazione, in particolare quella giovanile e femminile, e

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PoC Exploit Leaked for Unpatched Windows Privilege Escalation Zero-Day ‘BlueHammer’
#CyberSecurity
securebulletin.com/poc-exploit…
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Fortinet Issues Emergency Patch for Actively Exploited FortiClient EMS Zero-Day CVE-2026-35616
#CyberSecurity
securebulletin.com/fortinet-is…
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Supply Chain Attack Backdoors Smart Slider 3 Pro: 800,000+ WordPress Sites at Risk
#CyberSecurity
securebulletin.com/supply-chai…
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Visual Studio Code 1.116: tutte le novità di aprile 2026
#tech
spcnet.it/visual-studio-code-1…
@informatica


Visual Studio Code 1.116: tutte le novità di aprile 2026


Microsoft ha rilasciato Visual Studio Code 1.116, l’aggiornamento di aprile 2026, che porta con sé una serie di miglioramenti significativi focalizzati sull’Agent Mode, sull’integrazione con Copilot e sulla produttività dello sviluppatore. In questo articolo analizziamo nel dettaglio le novità più rilevanti per chi usa VS Code come ambiente di sviluppo quotidiano.

Agent Mode e Copilot: le novità principali


Il grosso degli investimenti di questa release riguarda ancora una volta l’ecosistema degli agenti AI integrati nell’editor. Microsoft continua a spingere forte su questo fronte, e i risultati iniziano a farsi sentire in termini di produttività concreta.

Storico sessioni agenti nel Debug Panel


Una delle funzionalità più attese arriva finalmente: è ora possibile sfogliare lo storico delle sessioni degli agenti direttamente dall’Agent Debug Panel. Questo significa che non si perde traccia delle conversazioni precedenti con gli agenti, e si può tornare a consultare cosa un agente ha fatto in sessioni passate — utile soprattutto in workflow complessi dove si delega a Copilot l’esecuzione di task multi-step.

Generazione automatica dei nomi di branch


Il Copilot CLI agent può ora generare automaticamente i nomi dei branch Git a partire dal prompt dell’utente. Invece di dover pensare a un nome descrittivo, è sufficiente descrivere cosa si sta facendo e l’agente proporrà un nome di branch appropriato e consistente con le convenzioni del progetto. Una piccola cosa, ma che in team grandi fa davvero la differenza.

Controllo del reasoning effort


VS Code 1.116 introduce il controllo della profondità di ragionamento (reasoning effort) per le sessioni Copilot CLI. Questo permette di bilanciare velocità e qualità delle risposte: per task semplici si può usare un effort minore (risposte più rapide), mentre per problemi complessi si può alzare il livello per ottenere analisi più approfondite. Funzionalità particolarmente utile per chi lavora con modelli che supportano ragionamento esteso come o3 o Claude 3.7.

Strumenti terminale migliorati per gli agenti


Gli strumenti terminale degli agenti ricevono un aggiornamento importante: ora funzionano con i terminali in foreground. Questo vuol dire che send_to_terminal e get_terminal_output possono interagire con qualsiasi terminale visibile nell’interfaccia, non solo con quelli creati dall’agente stesso.

È stato aggiunto anche un pulsante Focus Terminal nel carosello delle domande dell’agente: quando un agente ha bisogno di input diretto (ad esempio una password o una conferma interattiva), l’utente può focalizzare il terminale con un click senza dover navigare manualmente nell’interfaccia.

Viene introdotto anche lo stato NeedsInput nel protocollo Agent Host: un nuovo status che segnala quando una sessione agente è in attesa di input utente. Questo permette alle estensioni e agli strumenti di terze parti di rilevare questa condizione e reagire di conseguenza — ad esempio mostrando notifiche o sbloccando blocchi di automazione.

Miglioramenti all’editor

Breakpoint widget tramite Alt+click


Una piccola ma benvenuta aggiunta: è ora possibile aprire il widget breakpoint con Alt+click direttamente nella gutter (la barra laterale con i numeri di riga) dell’editor. In precedenza era necessario usare click destro e navigare nel menu contestuale. Questo accelera il workflow di debugging, specialmente quando si devono impostare breakpoint condizionali o con log point.

CSS @[url=https://mastodon.social/users/import]Asia Link Import & Export[/url] con risoluzione node_modules


Per chi lavora con CSS e preprocessori, arriva il supporto per la risoluzione dei path node_modules negli import CSS. Ora è possibile fare Ctrl+Click su un import del tipo @import '~bootstrap/scss/bootstrap' e VS Code risolverà correttamente il percorso al modulo installato in node_modules. Funzionalità attesa da tempo, specialmente da chi usa SCSS in progetti con molte dipendenze npm.

Diff editor nei contesti agentic


I diff editor usati dagli agenti ora mostrano un pulsante “Open File” che permette di aprire direttamente il file originale dal diff. Una piccola friction in meno nel workflow di review delle modifiche proposte da Copilot.

TextMate grammars: nuovo token type “regex”


Per chi sviluppa estensioni con grammar TextMate, è stato aggiunto “regex” come token type supportato. Utile per definire regole di colorazione sintattica per espressioni regolari in linguaggi che le supportano natively.

Accessibilità


VS Code 1.116 porta diversi miglioramenti per l’accessibilità, in particolare per gli utenti che usano screen reader:

  • Dialog di aiuto per l’input chat degli agenti: accessibile con ⌥F1 (macOS) o Alt+F1 (Windows/Linux), mostra comandi e scorciatoie disponibili nell’input chat degli agenti con istruzioni specifiche per gli screen reader.
  • Navigazione risultati di ricerca: nuove istruzioni per navigare i risultati di ricerca con Ctrl+Down Arrow usando screen reader.
  • Scorciatoie dedicate nell’app Agents: nuovi shortcut da tastiera per navigare tra la visualizzazione Changes, l’albero dei file nella Changes view e la Chat Customizations view — permettendo la navigazione full-keyboard senza toccare il mouse.


API per sviluppatori di estensioni


Chi sviluppa estensioni per VS Code trova in questa release alcune API nuove interessanti:

Diff cumulativi per sessione


Le API del protocollo Agent Host espongono ora i diff cumulativi per sessione: dopo ogni turno dell’agente sono disponibili statistiche aggregate sulle modifiche ai file effettuate durante l’intera sessione. Utile per costruire strumenti di monitoring o reporting sull’attività degli agenti.

Completamenti contestuali nell’app Agents


I completamenti attivati con il carattere # nell’app Agents ora supportano il context file scoping al workspace selezionato. Questo significa che i suggerimenti di completamento per i file sono limitati al workspace corrente, evitando confusione in setup multi-root.

Scorciatoia per il browser integrato


È stata aggiunta una scorciatoia globale per attivare/disattivare il browser integrato — particolarmente utile per chi fa sviluppo web e alterna frequentemente tra codice e preview.

Come aggiornare


VS Code si aggiorna automaticamente, ma se vuoi forzare l’aggiornamento puoi usare il menu Help → Check for Updates (Windows/Linux) o Code → Check for Updates (macOS). In alternativa, puoi scaricare l’installer direttamente da code.visualstudio.com.

Per consultare le release notes complete direttamente in VS Code, usa il comando Show Release Notes dalla Command Palette (Ctrl+Shift+P / Cmd+Shift+P).

Conclusione


VS Code 1.116 consolida ulteriormente l’ecosistema agentic dell’editor, con miglioramenti che rendono gli agenti AI più controllabili, più trasparenti e più integrati nel workflow quotidiano dello sviluppatore. Le novità sull’accessibilità sono benvenute, e le piccole migliorie all’editor (breakpoint widget, CSS imports) dimostrano che Microsoft non trascura nemmeno le funzionalità “classiche” in favore dell’hype sull’AI.

Il trend è chiaro: VS Code sta diventando sempre più un ambiente agentic-first, dove gli strumenti AI non sono plugin aggiuntivi ma cittadini di prima classe dell’editor. Per chi lavora già con Copilot in modalità agente, questo aggiornamento è decisamente consigliato.

Fonte: Visual Studio Code 1.116 Release Notes


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La lettera degli insegnanti precari a Giorgia Meloni: “Situazione a scuola è insostenibile”

@scuola

corriereuniv.it/la-lettera-deg…

“La situazione è insostenibile. Migliaia di insegnanti continuano a lavorare da anni con contratti a tempo determinato, rinnovati di anno in

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IL PAPA È LÌ SOLO GRAZIE A TRUMP

@news
Stavolta gli incursori statunitensi si camufferanno da chierichetti o da suore di Maria Ausiliatrice.
L'articolo IL PAPA È LÌ SOLO GRAZIE A TRUMP proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

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Attacco SCADA nel mirino: le APT iraniane prendono di mira i controllori Unitronics negli Stati Uniti
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/attacc…


Attacco SCADA nel mirino: le APT iraniane prendono di mira i controllori Unitronics negli Stati Uniti


Si parla di:
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A partire da marzo 2026, attori APT affiliati all’Iran hanno intensificato le operazioni di cyberattacco contro l’infrastruttura critica statunitense, sfruttando direttamente le esposizioni di controllori programmabili (PLC) di Unitronics e Rockwell Automation online. Secondo un avviso congiunto pubblicato dal CISA, dall’FBI e dalla NSA l’aprile 2026, questi attacchi rappresentano una minaccia diretta ai sistemi di controllo industriale (SCADA/HMI) che gestiscono funzioni critiche nelle utilities idriche, nei sistemi energetici e nelle strutture governative.

La novità inquietante è che gli attaccanti non stanno sfruttando vulnerabilità zero-day o malware sofisticato: invece, stanno utilizzando il software legittimo Rockwell Automation Studio 5000 Logix Designer per accedere direttamente ai PLC esposti, modificare i file di progetto contenenti la logica ladder, e falsificare i dati visualizzati sulle interfacce HMI (Human-Machine Interface). Una tecnica che trasforma il software di ingegneria industriale in un vettore di attacco praticamente invisibile alle difese tradizionali.

Contesto dell’operazione e portata dell’attacco


Le operazioni di ricognizione hanno identificato almeno 75 dispositivi compromessi distribuiti tra settori critici statunitensi. Tuttavia, il dato più allarmante emerge dall’analisi della superficie d’attacco: Censys ha riportato che oltre 5.219 PLC Rockwell/Allen-Bradley sono attualmente esposti a Internet, creando un bersaglio potenziale massivo per le operazioni offensive iraniane.

Gli attori APT affiliati all’Iran stanno accedendo ai dispositivi utilizzando indirizzi IP forniti da provider di hosting di terze parti, presumibilmente per mascherare la loro origine geografica. Una volta all’interno, stabiliscono connessioni autenticate sfruttando le credenziali ottenute da precedenti ricognizioni o mediante attacchi di brute force contro interfacce web esposte.

L’FBI ha formalmente valutato che questa campagna è motivata da ritorsioni geopolitiche legate alle ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran. Le operazioni si sono intensificate in parallelo ai crescenti attriti regionali, suggerendo che le infrastrutture critiche americane sono state designate come obiettivi di rappresaglia informatica.

Metodologie di attacco e indicatori tecnici


Gli attaccanti mantengono persistenza attraverso la modifica diretta dei file di progetto .ACD (AutoCAD) che contengono la logica ladder, gli script di automazione e le configurazioni dei PLC. Modificando questi file prima di sincronizzarli con i controller, gli attori APT possono inserire comportamenti malevoli che verranno riprodotti ogni volta che il PLC viene alimentato o riavviato.

Le porte di accesso monitorate includono:

  • Porta 44818 (Rockwell Automation native)
  • Porta 2222 (SSH alternativo)
  • Porta 102 (Siemens S7 protocol)
  • Porta 22 (SSH standard)
  • Porta 502 (Modbus TCP)

La molteplicità di protocolli suggerisce che gli attaccanti stanno sfruttando un’unica campagna per accedere a dispositivi di produttori diversi: non solo Rockwell Automation e Unitronics, ma potenzialmente anche controllori Siemens S7 e altri standard OT.

Una volta dentro, gli attori hanno estratto file di configurazione contenenti la logica intera dell’infrastruttura, fornendogli una roadmap completa dell’architettura di controllo. Inoltre, hanno modificato i valori visualizzati sulle interfacce HMI per mostrare false letture agli operatori umani, disaccoppiando quello che gli ingegneri vedono sugli schermi da quello che i PLC stanno effettivamente eseguendo.

Indicatori di compromissione (IoCs)


Sebbene il CISA non abbia pubblicato una lista completa di IoCs nella versione iniziale dell’avviso, gli indirizzi IP utilizzati dagli attaccanti includono range associati a provider di hosting europei. Le organizzazioni dovrebbero monitorare:

  • Connessioni non autorizzate alle porte 44818, 2222, 102, 22, 502
  • Modifiche inaspettate ai file .ACD e .L5K (Rockwell Automation project files)
  • Accessi a Studio 5000 Logix Designer durante ore non-lavorative
  • Alterazioni dei timestamp di accesso ai sistemi HMI/SCADA
  • Estrazione massiva di file di progetto verso destinazioni esterne


Impatto operativo e rischi


Le organizzazioni vittime hanno segnalato varie forme di disruption:

  • Interruzioni nei sistemi di trattamento delle acque
  • Alterazioni nei parametri di controllo energetico
  • Falsificazione dei dati storici di telemetria
  • Potenziale esposizione di procedimenti critici a spilorcare/manipolazione

Una delle implicazioni più insidiose è che i PLC modificati continuano a funzionare apparentemente normalmente secondo le metriche di superficie, mentre la logica sottostante è stata completamente compromessa. Uno scenario di “perfect impersonation” che rende estremamente difficile rilevare l’attacco senza audit tecnici approfonditi della logica ladder.

Raccomandazioni di difesa


Le organizzazioni OT dovrebbero implementare immediatamente:

  • Air-gapping e segmentazione: disconnettere fisicamente i PLC critici da qualsiasi rete esterna. Se la connettività remota è essenziale, implementare DMZ dedicate e controlli di accesso granulari.
  • Protezione dell’accesso remoto: disabilitare gli accessi da Studio 5000 Logix Designer su connessioni remote non crittografate. Implementare VPN con autenticazione multi-fattore.
  • Monitoraggio della logica ladder: implementare sistemi di versioning e change management per i file .ACD. Qualsiasi modifica deve essere confrontata con baseline storiche approvate.
  • Honeypots e deception: distribuire controller PLC decoy connessi a Internet per rilevare e tracciare i tentativi di accesso malevoli.
  • Incident response capability: istituire playbook di risposta per scenari di compromissione PLC.

L’adozione di queste contromisure è critica per le organizzazioni nei settori water, energy, government, e manufacturing. La sofisticazione dell’attacco non risiede nel malware o negli exploit, ma nella comprensione profonda degli ambienti OT e nella capacità di manipolare la realtà percepita dagli operatori umani.


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𝗟𝗲 𝗺𝗲𝗿𝗮𝘃𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗶𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮?
Il progresso tecnologico, se non è accompagnato da azioni di bilanciamento che tengano conto della nostra natura umana, può diventare distruttivo.
Mia riflessione su @StartMagNews@X.com startmag.it/innovazione/le-mer…
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“tregua”? a gaza si continua a morire


youtube.com/shorts/ykwPMAHoYtI

“tregua”? a Gaza si continua a morire / src: instagram.com/reel/DU8Fq_TFdcq…

19 feb. 2026

video-billboard realizzato da Greenpeace e Amnesty international
#AmnestyInternational #bambini #children #colonialism #falsaTregua #Gaza #genocide #genocidio #Greenpeace #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelterroriststate #izrahell #massacri #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #starvingcivilians #starvingpeople #video #warcrimes #zionism

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Adobe Patches Actively Exploited Acrobat Reader Zero-Day CVE-2026-34621 — Exploited Since December 2025
#CyberSecurity
securebulletin.com/adobe-patch…
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Lost Woods (Ocarina of Time) Tuba/Euphonium Quartet

@musica

youtube.com/watch?v=ZUuxz83pKl… 🎺

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online ora l’audio dedicato a “i sassi” e “spin-off”, di giulio marzaioli @ ‘la finestra di antonio syxty’

link: open.spotify.com/episode/1H5sn…

pagina del podcast: open.spotify.com/show/7onZatZD…

i libri: ticedizioni.com/products/i-sas… e ticedizioni.com/products/spin-…

con Marilina Ciaco, Luigi Magno, Massimiliano Manganelli – e il coordinamento di Antonio Syxty
#AntonioSyxty #cambioDiParadigma #chapbooks #GiulioMarzaioli #ISassi #LaFinestraDiAntonioSyxty #LuigiMagno #ManifattureTeatraliMilanesi #MarilinaCiaco #MassimilianoManganelli #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SpinOff #Tic #TicEdizioni #UltraChapBooks

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oggi, 13 aprile, a milano, al ferrobedò: schede “autobiografiche” di elsa morante. proclamazioni di vita — a cura di giuseppe garrera


SCHEDE “AUTOBIOGRAFICHE” DI ELSA MORANTE. PROCLAMAZIONI DI VITA,
a cura di Giuseppe Garrera

Ferrobedò, via della Moscova, 40 – Milano

Inaugurazione della mostra lunedì, 13 aprile 2026 – ore 18:30

Sarà presente il curatore con Giacomo Agosti e Silvia De Laude.

elsa morante_ ferrobedo_ proclamazioni_ giuseppe garrera
cliccare per ingrandire

Sono risaputi lo scrupolo degli interventi e il controllo di Elsa Morante sui paratesti dei suoi libri e sulle scelte editoriali e tipografiche per ogni uscita e ristampa.
In questo apparato propagandistico oculato e mai lasciato al caso e alle decisioni redazionali o ai consigli amministrativi delle case editrici un ruolo centrale assume la Nota biografica che deve o può accompagnare … → continua qui


IG: instagram.com/p/DW6CHRTDLGv/
#biografia #decisioniRedazionali #ElsaMorante #Ferrobedò #GiacomoAgosti #GiuseppeGarrera #letteratura #mostra #notaBiografica #paratesti #proclamazioni #ristampa #ristampe #schede #schedeAutobiografiche #SilviaDeLaude

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:: Victor Orbàn è stato uno dei leader più razzisti, omofobi e fascisti dell'Europa contemporanea.
Il filo spinato anti-immigrati, la paura della "razza mista", la demonizzazione Lgbtqi+ ecc.
Da stasera l'Ungheria e l'Europa sono un posto migliore.

Un pensiero per Meloni e Salvini.

in reply to Antonio Calice

probabilmente sì, i risultati che ho visto gli assegnano meno dei 133 seggi che servono per le modifiche strutturali del sistema Orban ma forse i risultati finali saranno migliori.
Se non si smantella il sistema antidemocratico di Orban, e c'è da sperare che Magyar non voglia sostituirlo semplicemente con un sistema a suo favore, la sinistra non emergerà mai in un paese postcomunista come l'Ungheria dove i giovani che cercano aria lo fanno espatriando.
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In questi tempi in cui finalmente si torna alla Luna con il successo di #Artemis 2, è più che importante "ritornarci" da un punto di vista globale, in tutti i sensi: scientifico certo, ma anche poetico, musicale e visivo (dalla cinematografia ad alcune foto stupende realizzate dai ricercatori di INAF Osservatorio Astronomico di Roma).

Oggi pomeriggio, lunedì 13 aprile, parlo del libro "E tu Luna" (Amazon, 2025), realizzato in collaborazione con Claudio Damiani, alla Conferenza Annuale della Associazione Italiana Studenti di Fisica.

Ore 13.55, Rettorato Roma 3, Via Ostiense 133b (00154 ROMA)

#etuluna

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)

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Molti esultano per la vittoria di Magyar senza considerare che:
1. Sostituire un pezzo di fango a un pezzo di merda non cambia la struttura fortemente autoritaria del potere
2. Tale pezzo di fango è un "conservatore liberale" con politiche e ideologia vaghe cresciuto in Fidesz
3. Chiara gattopardata

Detto questo, godo Orbán down rip bozo

@CrimethInc todon.eu/@CrimethInc/116395222…


It's nice to see Viktor Orbán lose an election, despite support from Trump and Putin.

But until we address the extreme disparities in wealth and power that enabled nationalists to gain popularity, no mere election will suffice to stop fascism.

crimethinc.com/soundandfury

The outcome of the mid-term elections will be determined by what happens in the months ahead—not by how successfully politicians campaign, but rather by the extent to which grassroots resistance makes it impossible for the ruling class to imagine that Trump could continue to advance their interests.

In the long run, only profound social change can put an end to the cycle that has driven the growth of the far right. We must lay bare the connections between fascists, billionaires, militarists, Zionists and Christian nationalists, cryptocurrency hucksters, tech moguls, federal agencies like ICE and the police and sheriffs that abet them, and the centrists and Democrats who paved the way for the tragedies of the second Trump era by suppressing grassroots resistance at the conclusion of the first.

Ultimately, we must show how to defeat their program, not just vote against it.


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#13aprile 1966
A 60 anni dalla morte di #CarloCarrà, ricordiamo l'artista attraverso i suoi quadri sul paesaggio realizzati negli anni Venti.
Il saggio di Virginia Magnaghi su L’#UomoNero ricostruisce maestri, riferimenti critici e pratiche pittoriche, e analizza alcuni dipinti realizzati in Versilia mettendoli in relazione alle narrazioni contemporanee diffuse da stampa, propaganda di regime, industria del turismo e riviste culturali.
Qui in #openaccess:
⬇️ riviste.unimi.it/index.php/uom…
#arte @cultura
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"Utenti profilati e algoritmi: così Meta ha interferito nelle elezioni del 2022", di Thomas Mackinson per 'Il Fatto Quotidiano'


un post di ieri di Cosimo De Benedictis (su fb, hélas) che mi spinge a dire quanto sempre più urgente e necessario sia smontare fb, usarlo solo per portare i lettori e gli 'utenti' FUORI dai social generalisti:

>>> Quanto sono americane le “ombre russe” sul voto in Italia, quelle che agitavano timori per la “tenuta democratica” in Europa !

>>> La nuova inchiesta di #Report sul Garante della Privacy che andrà in onda stasera.
>>> "Utenti profilati e algoritmi: così Meta ha interferito nelle elezioni del 2022",
di Thomas Mackinson
per 'Il Fatto Quotidiano'

Privacy. Il colosso ha raccolto dati in modo improprio e sviluppato anche un filtro pro-destra, ma ha evitato la stangata del Garante.

Nell’agosto 2022, a poche settimane dalle elezioni, mentre l’attenzione era tutta su Mosca, sugli smartphone di milioni di italiani si stava apparecchiando una silenziosa profilazione di massa.

Non da parte di hacker del Cremlino, ma del colosso americano Meta. È il punto più clamoroso della nuova inchiesta di Report sul Garante della Privacy che andrà in onda stasera. La trasmissione ricostruisce come, alla vigilia del voto, la multinazionale di Mark Zuckerberg stesse raccogliendo e trattando dati degli utenti italiani legati alle interazioni con contenuti elettorali. E come, una volta venuta a galla, membri del Garante si adoperarono per sventare una mega-multa che avrebbe anche portato alla luce un sistema surrettizio di influenza sul voto. Peraltro a senso unico, grazie alla successiva rimozione selettiva e asimmetrica di un algoritmo che limitava la visibilità dei contenuti politici, che avrebbe favorito la destra.

Nel 2022, in vista delle elezioni politiche Meta lancia su Facebook la funzione EDI (Election Day Information) e su Instagram dei colorati sticker a tema. L’iniziativa si presenta come un comodo servizio civico per reindirizzare gli elettori al sito del ministero dell’Interno, che ne era a conoscenza. L’inchiesta di Report svela che dietro l’apparenza informativa si attiva un trattamento più ampio: età, genere, posizione geografica, dispositivo e interazioni vengono raccolti, conservati e aggregati. La stessa Meta ammette la possibilità di condividere dati aggregati con terze parti, inclusi “partner governativi o comitati elettorali”. Oltre 6 milioni e mezzo di utenti vengono coinvolti. La partecipazione al voto si trasforma in un’opinione politica monetizzabile, in quello che una fonte evoca come un secondo “caso Cambridge Analytica”.

Di fronte a questa attività, il dipartimento tecnico del Garante guidato da Riccardo Acciai chiede un blocco urgente. È qui che si consuma uno scontro ai vertici documentato dai verbali ufficiali: i membri del collegio Guido Scorza e Agostino Ghiglia frenano, chiedendo di attendere le autorità europee. I due peraltro sono indagati per corruzione anche per la vicenda degli occhiali Meta Smart glasses. La resistenza culmina in una mail svelata da Report, in cui Scorza il 24 settembre 2022 blocca i tecnici sostenendo che non ci fosse il necessario fumus. Nelle stesse ore, Mattei ordina ad Acciai di soprassedere.

A metà 2023 si ripropone il problema con le elezioni regionali e i tecnici riescono a far emanare un provvedimento d’urgenza che impedisce a Meta di condividere i dati con terzi. E propongono una multa da 75 milioni. L’anomalia più clamorosa avviene qui. Dai documenti raccolti da Report emerge l’irritazione di Agostino Ghiglia, che il 29 febbraio 2024 definisce la sanzione “ridicola”, aggiungendo che andava “smontata”. Alla fine, la multa viene drasticamente abbassata a 25 milioni, un importo pari ad appena lo 0,02% del fatturato mondiale annuo della società. Eppure, nonostante lo sconto, del 70% sia Scorza che Ghiglia votano contro il provvedimento. Report svela che la Procura ha acquisito i documenti relativi alla vicenda.

Poi l’inchiesta si spinge oltre, toccando il tema dell’influenza algoritmica. Nel 2021 Meta aveva introdotto un filtro per limitare la visibilità dei contenuti politici, dichiarando di averlo rimosso per tutti nel 2025. Un’analisi condotta da un gruppo interno di tecnici del Pd smentisce però questa versione: il filtro sembrerebbe essere stato disattivato in gran segreto già nel novembre 2024, in coincidenza con la vittoria di Donald Trump negli Usa. I grafici mostrati a Report evidenziano che la rimozione ha favorito esclusivamente le posizioni della destra antieuropeista, mentre i contenuti del centrosinistra sono rimasti, per usare le parole del dem Sandro Ruotolo, “sottoterra”. Meta nega formalmente ogni accusa, sostenendo di non raccogliere dati politici e di non aver operato rimozioni asimmetriche. Ma Ruotolo sintetizza: “Sono i signori delle piattaforme che decidono il carattere politico che deve avere un Paese”.

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I #libri non si censurano.

Un grande grazie alla TGR Rai #Toscana per il servizio di oggi sull'iniziativa con la quale la Scuola Normale Superiore ha acquisito alcuni dei volumi rimossi dalla biblioteca dell'Accademia Navale degli #StatiUniti.

Nel video immagini dalla presentazione di oggi e anche alcuni commenti miei e di Donatella della Porta.

rainews.it/amp/tgr/toscana/vid…

#research #ricerca #sociology #politicalscience #politics #politica #nocensura #trump

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Stasera il Tg3 Nazionale ha dato spazio all'iniziativa che abbiamo promosso, come Scuola Normale Superiore per dare risalto a libri che sono stati messi all'indice negli Stati Uniti.

Dal minuto 26 circa è possibile ascoltare un contributo di Donatella Della Porta e mio.

#libri #books #censura #cultura #culture #università #university #ricerca #research

rainews.it/notiziari/tg3/video…

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A quanto pare è finita. Una delle peggiori distorsioni della #democrazia in Europa dalla caduta del muro.

#Orban, tra le altre cose, ha anche portato avanti politiche che hanno limitato i diritti degli #studenti e reso le #scuole luoghi ancor più discriminatori e pericolosi.

Ne scrissi qualche anno fa su #TPI, la speranza è che il risultato elettorale di oggi possa cambiare le cose.

#ungheria #politica @attualita

tpi.it/esteri/ungheria-orban-g…

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un segnale radio non ancora identificato


wired.it/article/segnale-radio…

un estratto:

La prima anomalia di Askap J1424 è che proviene da una sorgente invisibile. Nella maggior parte degli Lpt, il segnale radio coincide con un oggetto rilevabile in un’altra regione dello spettro elettromagnetico – visibile, ultravioletto o infrarosso – come una stella, una galassia o i resti di una supernova. Seguendo la direzione dell'impulso tuttavia non sembra esserci nulla che possa fare luce sulla sua origine.

La seconda stranezza riguarda la durata e la regolarità del segnale radio. Mentre pulsar e magnetar emettono impulsi che durano millisecondi o pochi secondi, questo Lpt era lungo ben 2.147,27 secondi, pari a circa 36 minuti, ed è rimasto attivo per otto giorni. Inoltre, la sua polarizzazione sfiora il 100%, segno di un segnale insolitamente regolare, una caratteristica molto rara anche per oggetti compatti.

Ad oggi, non esiste alcun oggetto conosciuto in grado di riprodurre questo comportamento. Ciononostante, i ricercatori hanno avanzato una possibile spiegazione: Askap J1424 potrebbe provenire da un sistema binario con una nana bianca magnetica. Un'ipotesi che implicherebbe però un comportamento estremamente atipico per questa tipologia di stella.

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il 16 aprile, a roma: nuova presentazione del progetto “quel che non puoi vedere / tentativi di visione”


Una nuova presentazione del progetto Quel che non puoi vedere / Tentativi di visione nel luogo in cui ha avuto origine la performance che ha poi ispirato il libro-cofanetto. A seguire una degustazione di tè verde sencha accompagnato da senbei (cracker di riso giapponesi). giovedì 16 aprile, ore 18, Galleria AOC, via Flaminia 58, Roma
#art #arte

#Arte #Art
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Oggi passeggiata con pranzo al centro buddista ILTK di Pomaia (PI), uno dei più grandi d'Europa.

Un panino, una bottiglietta d'acqua, due dolcetti, un tè (tè in foglia non schifezze in bustine): 8 euro e 60!

Li adoro 😍😍😍

#buddismo #FPMT #ILTK

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Per moltissime persone scegliere la propria #Distro #Linux è un atto di #ricerca e precisione,

Per altri un atto passeggero, volto alla ricerca costante di nuovi sistemi da provare,

Per me è un momento cruciale nella vita tecnologica delle persone e allo stesso tempo un atto coscienzioso e strutturato.

Nel video di oggi vi presento il mio metodo di scelta, che prende in considerazione tutti gli aspetti che, a mio avviso, sono necessari per intraprendere il passaggio a Linux in modo assolutamente indolore ed efficace!

youtu.be/yW9MV2A8b-c?is=gIN0rR…

@informatica

in reply to Lorenzo DM

io ho scelto @ufficiozero :ufficiozero: che praticamente viene fatta in casa da @redflegias @adriano_morselli con il contributo di tanti altri tra cui tu stesso.

La uso per il mondo scuola.

Mi trovo benissimo e si aggiorna in modo automatico sul mio Dell Vostro 4370 sff che ha 4gb di ram e un ssd e basta.

Il sistema non viene rallentato ed è sempre fluido 👍

Avere come padre il fondatore poi è un valore aggiunto ❤️

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ShinyHunters colpisce Rockstar Games attraverso Anodot: la campagna Salesforce-Snowflake mette a rischio 400 aziende
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/shinyh…


ShinyHunters colpisce Rockstar Games attraverso Anodot: la campagna Salesforce-Snowflake mette a rischio 400 aziende


Non è stato bucato Rockstar Games. Non è stato bucato Snowflake. È stato compromesso il fornitore SaaS che monitorava i costi cloud di Rockstar, e attraverso di lui gli attaccanti sono entrati nell’ambiente Snowflake del produttore di GTA come se fossero un servizio interno legittimo. L’11 aprile 2026, ShinyHunters ha pubblicato sul proprio dark web leak site la rivendicazione dell’attacco, fissando al 14 aprile la scadenza per il pagamento o la pubblicazione dei dati. Ma la storia di Rockstar è solo la punta dell’iceberg: il gruppo rivendica l’accesso ai dati di oltre 400 organizzazioni collegate a integrazioni Salesforce, in quella che si configura come una delle campagne di esfiltrazione dati più sistematiche del 2026.

Il vettore: Anodot come cavallo di Troia


Il punto di ingresso non è stato né Rockstar Games né Snowflake direttamente, ma Anodot, una piattaforma SaaS specializzata nel monitoraggio dei costi cloud e nell’anomaly detection per infrastrutture enterprise. Rockstar utilizza Anodot per la governance dei costi sulla propria infrastruttura cloud, e questo ha creato una superficie di attacco inaspettata: ShinyHunters ha compromesso l’infrastruttura di Anodot, estratto i token di autenticazione Snowflake presenti nei dati di configurazione del cliente, e li ha utilizzati per accedere all’ambiente Snowflake di Rockstar con credenziali del tutto legittime agli occhi dei sistemi di controllo.

Il meccanismo è elegante nella sua semplicità: un tool di monitoraggio dei costi cloud deve per definizione avere accesso in lettura alle metriche e ai dati dell’infrastruttura monitorata. Quei token di accesso — validi, non scaduti e provenienti da un IP “conosciuto” — sono diventati le chiavi del regno. I team di sicurezza di Rockstar, abituati a vedere traffico normalizzato da Anodot, non hanno rilevato anomalie per un periodo significativo. Quando l’esfiltrazione è stata individuata, ShinyHunters aveva già portato a termine l’operazione.

I dati in gioco: da GTA Online ai contratti riservati


La portata potenziale dell’esfiltrazione da Rockstar è notevole. I database Snowflake di una società come Rockstar Games contengono strati di dati estremamente sensibili: record finanziari di GTA Online e Red Dead Online, incluse le microtransazioni di decine di milioni di giocatori globali; dati di profilazione geografica e di spesa degli utenti; timeline di marketing interno con dettagli su lanci di prodotto futuri — GTA 6 su tutti — e, potenzialmente, contratti con Sony, Microsoft, doppiatori e label musicali. Se questi ultimi materiali fossero pubblicati, le implicazioni andrebbero ben oltre una multa GDPR: negoziazioni attive su IP, compensi e accordi esclusivi potrebbero essere compromesse.

Rockstar Games ha confermato l’incidente in una dichiarazione breve e misurata, affermando che l’attacco “non ha alcun impatto sulla nostra organizzazione o sui nostri giocatori”. Una posizione che i ricercatori di sicurezza hanno accolto con cauto scetticismo: le conseguenze di una breach su dati di questa natura raramente sono immediate o visibili, e tendono a manifestarsi nei mesi successivi sotto forma di leak mirati, manipolazioni di mercato o negoziazioni pilotate da materiale riservato.

La campagna allargata: 400+ organizzazioni nell’ecosistema Salesforce


Il caso Rockstar non è isolato ma fa parte di una campagna sistematica. ShinyHunters rivendica l’accesso ai dati di oltre 400 organizzazioni legate a integrazioni Salesforce, in quella che appare come un’operazione metodica contro l’ecosistema di fornitori SaaS interconnessi che gestiscono dati enterprise critici. Tra i nomi emersi figurano Cisco, la telco canadese Telus, l’operatore olandese Odido, e — in modo ancora non verificato indipendentemente — riferimenti a dati della Commissione Europea.

Due casi documentati nei giorni precedenti all’annuncio su Rockstar illustrano la dimensione operativa: Marcus & Millichap, società immobiliare statunitense quotata in borsa, ha visto rivendicata l’esfiltrazione di oltre 30 milioni di record Salesforce contenenti dati personali (PII); Abrigo, fornitore di software per il settore bancario, conta 1,7 milioni di record Salesforce potenzialmente compromessi. Entrambe le rivendicazioni portano la stessa firma e la stessa scadenza del 14 aprile 2026. La serialità dell’operazione suggerisce un accesso strutturale all’ecosistema Salesforce, probabilmente attraverso uno o più fornitori di integrazione condivisi.

ShinyHunters: anatomia di un’operazione di estorsione seriale


ShinyHunters non è un gruppo improvvisato. Attivo almeno dal 2020, il collettivo ha costruito un curriculum di breach di alto profilo che include la violazione di Ticketmaster (560 milioni di record nel 2024), Santander Bank, AT&T e decine di altre organizzazioni. Il modello operativo è consolidato e ripetibile: compromissione silenziosa dell’infrastruttura target o di un suo fornitore, esfiltrazione dei dati, pubblicazione della rivendicazione su dark web leak site con scadenza ravvicinata pensata per massimizzare la pressione psicologica sul management della vittima.

La scelta di attaccare la filiera dei fornitori SaaS — piuttosto che i target diretti — è una evoluzione tattica significativa e preoccupante. Strumenti come Anodot, che gestiscono token e credenziali di accesso ai dati cloud delle proprie aziende clienti, sono nodi ad altissimo valore nella catena di fornitura digitale. Un singolo breach di un fornitore SaaS condiviso può moltiplicare esponenzialmente il numero di vittime downstream, esattamente come accade negli attacchi alla supply chain software.

Raccomandazioni: gestire il rischio della fiducia transitiva


Il caso Rockstar-Anodot-Snowflake è un caso di studio esemplare sul concetto di fiducia transitiva non controllata. Quando si delega l’accesso ai propri dati a un fornitore terzo, si estende implicitamente la propria superficie di attacco all’intera catena di sicurezza di quel fornitore. Le misure difensive prioritarie includono: adozione di token di accesso a scope minimo e breve durata con rotazione automatica; IP allowlisting per le credenziali di accesso ai data warehouse; abilitazione obbligatoria di MFA anche per gli account di servizio Snowflake; monitoraggio del volume e dei pattern di query per identificare esfiltrazione massiva; e una procedura sistematica di vendor security assessment che includa evidenze SOC2 Type II e penetration test annuali prima di concedere accesso a dati sensibili.

La domanda che ogni CISO con integrazioni SaaS attive dovrebbe porsi oggi è semplice: sapete esattamente quali fornitori terzi hanno accesso — diretto o indiretto — ai vostri dati cloud? Avete verificato la loro postura di sicurezza di recente? E soprattutto: se uno di loro venisse compromesso domani, sareste in grado di revocare immediatamente l’accesso? La risposta a queste tre domande definisce la differenza tra una gestione proattiva del rischio di terze parti e la prossima vittima di ShinyHunters.


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17-19 aprile: personale di gillo dorfles a milano per miart 2026


via San Maurilio, 14 – Milano


PAULA SEEGY GALLERY DEBUTTA A MIART 2026
con la personale

Gillo Dorfles
Il divenire dell’arte tra estetica e mercato

Milano, 17–19 aprile 2026

Incontro con Renato Diez: collezionismo e mercato
sabato 18 aprile ore 17:00
Level O – Stand A07

Gillo Dorfles, Crisalide gialla, 1994, acrilico su tela, 132×112 cm © Fabio Viganò

In occasione della 30ª edizione di miart, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea di Milano, Paula Seegy Gallery partecipa per la prima volta alla manifestazione presentando la mostra personale Gillo Dorfles. Il divenire dell’arte tra estetica e mercato, questo avvenimento segna l’ingresso della galleria nel circuito internazionale delle grandi fiere. Sabato 18 aprile alle ore 17:00 Renato Diez incontra il pubblico per un approfondimento riguardo i lavori di Dorfles, le quotazioni e il collezionismo.

Il progetto espositivo, in dialogo con il tema dell’edizione 2026 New Directions, propone una selezione di opere che attraversano oltre sessant’anni della ricerca artistica di Gillo Dorfles, una delle figure più autorevoli e poliedriche della cultura italiana del Novecento. Medico psichiatra, filosofo dell’estetica, critico d’arte e pittore, Dorfles ha saputo coniugare riflessione teorica e sperimentazione visiva con un linguaggio autonomo e anticonvenzionale.

La mostra riunisce tele, opere su carta, cartone, litografie e monotipi che ripercorrono l’evoluzione del suo lavoro dagli anni del MAC Movimento Arte Concreta, fondato nel 1948 insieme a Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet, fino alle opere degli anni Duemila. Il percorso espositivo comprende lavori storici come Senza titolo (1946, penna su carta) e Composizione (1949, tecnica mista), legata alle prime sperimentazioni del dopoguerra. Accanto a queste opere figurano monotipi e lavori su carta degli anni Cinquanta, tra cui Composizione (1957) e Senza titolo (1957).

Il percorso prosegue con dipinti della maturità come Mano morta (1987), acrilico su cartone in cui emergono figure e allusioni ironiche, e con le tele della fine degli anni Ottanta, tra cui Il regno vegetale (1989) e Un occhio, una mano (1989), caratterizzate da forme ibride e cromie intense. Di particolare rilievo è Trafitto (1992), in cui segni e tensioni cromatiche costruiscono una composizione fortemente espressiva. Tra i nuclei centrali della mostra spicca la tela Crisalide gialla (1994), uno dei lavori più emblematici della poetica di Dorfles, dove la metamorfosi delle forme e l’energia del colore restituiscono l’idea di un continuo divenire. Il percorso si conclude con opere degli anni Duemila come Due schieramenti (2001), caratterizzata da una costruzione compositiva quasi teatrale, e Il fustigatore (2007), in cui la figura assume un tono ironico e visionario.

Attraverso composizioni dalle forme fluide, segni ironici e cromie vivaci, il percorso evidenzia la costante tensione tra rigore formale e libertà espressiva che attraversa tutta la sua produzione.

Nel lavoro di Dorfles convivono l’acume del teorico e l’intuizione dell’artista: le sue opere riflettono su temi come la percezione, il gusto e le trasformazioni del sistema dell’arte, in anticipo rispetto alle dinamiche che oggi caratterizzano il rapporto tra estetica, comunicazione e mercato. In questo senso, la sua ricerca si rivela sorprendentemente attuale rispetto alle trasformazioni del panorama culturale contemporaneo.
La partecipazione a miart rappresenta per la galleria un momento particolarmente significativo e l’opportunità di presentare al pubblico internazionale un progetto dedicato a una figura centrale della cultura visiva del Novecento italiano, come Gillo Dorfles. Nel 2025 la Paula Seegy Gallery ha scelto di restituire la giusta centralità a questo protagonista, dopo una lunga assenza dal circuito espositivo, attraverso una mostra personale.
Dichiara Paula Seegy: «Ritengo fondamentale continuare a dare spazio e visibilità a personalità così rilevanti per la storia della cultura contemporanea».
Fondata a Milano nel 2023, Paula Seegy Gallery sviluppa un programma espositivo orientato alla valorizzazione di artisti storici e contemporanei, promuovendo un dialogo tra ricerca artistica, storia dell’arte e riflessione critica.

Cenni biografici. Gillo Dorfles nasce a Trieste nel 1910. In seguito allo scoppio della Prima guerra mondiale si trasferisce con la famiglia a Genova, dove trascorre l’infanzia. Al termine del conflitto rientra a Trieste e si iscrive al Liceo Classico. Si trasferisce a Milano nel 1928 dove studia medicina ma dopo tre anni decide di completare il percorso universitario a Roma come allievo interno nella clinica Cesare Frugoni; si laurea nel 1934, specializzandosi in neuropsichiatria. A partire dagli anni Trenta ha svolto un’intensa attività di critica d’arte e saggistica collaborando a “La Rassegna d’Italia”, “Le Arti Plastiche”, “La Fiera Letteraria”, “Il Mondo”, “Domus”, “Aut Aut”, “The Studio”, “The Journal of Aesthetics”.
Esordisce in pittura negli anni Trenta. Nel 1948 con Bruno Munari, Atanasio Soldati e Gianni Monnet, fonda il Movimento Arte Concreta (MAC) con l’obiettivo di dar vita a un linguaggio artistico nuovo, in grado di assimilare e di superare le ricerche astratte europee dei decenni precedenti. Negli anni Cinquanta ha inizio l’attività teorica e critica di Dorfles, che si presenta decisamente innovativa e dirompente rispetto agli assunti crociani ancora dominanti. L’attenzione di Dorfles è rivolta soprattutto ai fenomeni comunicativi di massa, alla moda e al design, soffermandosi pur sempre sulla pittura, sulla scultura e sull’architettura moderna e contemporanea. Dagli anni Sessanta insegna estetica in diverse università italiane (Milano, Trieste, Cagliari) e dagli anni Ottanta riprende l’attività pittorica e grafica che per i suoi numerosi impegni aveva interrotto.
Tra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Discorso tecnico delle arti (1952), Le oscillazioni del gusto (1958), Il divenire delle arti (1959), Ultime tendenze nell’arte d’oggi (1961), Nuovi riti, nuovi miti (1965), L’estetica del mito (1967), Artificio e natura (1968), Kitsch. Antologia del cattivo gusto (1968), Elogio della disarmonia (1986), L’intervallo perduto (1988), Itinerario estetico (2011).
Nel 2010 è pubblicato “Gillo Dorfles. Catalogue raisonné”, a cura di Luigi Sansone, Edizioni Mazzotta, Milano; il volume documenta tutta l’opera pittorica, grafica e di ceramista di Dorfles. Nel 2015 esce per le edizioni Skira il volume “Gli artisti che ho incontrato”, a cura di Luigi Sansone, una raccolta di saggi sull’arte contemporanea pubblicati da Dorfles dall’inizio degli anni Trenta al 2015.
Moltissimi i riconoscimenti internazionali che ha ricevuto sia come artista che come critico. Negli ultimi anni gli sono state dedicate mostre a Milano, (PAC, 2001, “Il pittore clandestino”, sua prima antologica, Palazzo Reale, 2010, Fondazione Marconi, 2014), Bologna (Circolo Artistico, 2002), Trieste (Museo Revoltella, 2007), Chiasso (Max Museo, 2010), Rovereto (Mart, 2011), Urbino (Casa Raffaello, 2014), Roma (Macro, 2015).

DIRITTI IMMAGINI. Tutte le immagini presenti sul sito IBC o da IBC direttamente distribuite sono libere da diritti d’autore

Coordinate mostra miart
Titolo
Gillo Dorfles. Il divenire dell’arte tra estetica e mercato
Sede miart – Allianz MiCo, South Wing – Milano
Date 17 – 19 aprile 2026
Incontro con Renato Diez sabato 18 aprile, ore 17:00 | Level O – Stand A07
Orari venerdì e sabato 11.30 – 20.00 | domenica 11.00 – 19.00
Ingresso Biglietto €15,00 | ridotto €12,00 | serale €10,00
paula@paulaseegygallery.com | www.paulaseegygallery.com

Ufficio stampa
IBC Irma Bianchi Communication

Via Arena 16/1 – Milano
Irma Bianchi mob. +39 335 8315232
tel. +39 02 8940 4694 – info@irmabianchi.it
Testi e foto scaricabili da www.irmabianchi.it

Questa voce è stata modificata (2 mesi fa)
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‘Incoscienza di classe’ è un libro (necessario) sul lavoro che subiamo

Pierpaolo Capovilla ha scritto la post-fazione del nuovo saggio di Gregorio Carolo (edito da Meltemi) e pure una riflessione per noi sul perché siamo tutti intrappolati in un sistema di cose che non ci appartiene più

rollingstone.it/cultura/incosc…

@lavoro

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UNC1069 trasforma Axios in un vettore di spionaggio: WAVESHAPER.V2 colpisce la supply chain npm
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/unc106…


UNC1069 trasforma Axios in un vettore di spionaggio: WAVESHAPER.V2 colpisce la supply chain npm


Per tre ore e diciannove minuti, tra la mezzanotte e le 03:20 UTC del 31 marzo 2026, chi ha eseguito npm install axios ha involontariamente invitato un RAT nordcoreano nei propri sistemi. L’attacco alla supply chain del pacchetto Axios — 70 milioni di download settimanali, il client HTTP più usato dell’ecosistema JavaScript — porta la firma di UNC1069, un cluster APT legato alla Corea del Nord e motivato finanziariamente che da anni prende di mira sviluppatori e infrastrutture crypto. L’operazione dimostra ancora una volta che il vettore più efficace per infiltrarsi in ambienti protetti non è un exploit zero-day: è la fiducia umana.

L’ingegneria sociale che ha aperto la porta


Tutto comincia mesi prima della compromissione vera e propria. Gli operatori di UNC1069 si sono avvicinati a Jason Saayman, maintainer principale di Axios su npm, fingendosi il fondatore di una società legittima e ben nota nel settore tech. Non si sono limitati a creare un profilo falso: hanno clonato digitalmente l’identità della persona reale, creando una replica convincente sia del soggetto sia dell’azienda. “Hanno calibrato ogni dettaglio specificamente su di me”, ha scritto Saayman nel post-mortem dell’incidente.

Il contatto si è trasformato in una chiamata video su Microsoft Teams. Durante il meeting, gli attaccanti hanno simulato un problema audio e hanno convinto Saayman a installare un componente “mancante” per risolvere l’incompatibilità. Il file che il maintainer ha eseguito non era una patch per Teams: era WAVESHAPER.V2, il RAT cross-platform del gruppo. Da quel momento UNC1069 disponeva delle credenziali npm di Saayman e del controllo sul suo ambiente di sviluppo.

La catena di attacco: da npm al C2 in tre passi


Una volta ottenuto l’accesso all’account npm, gli attaccanti hanno pubblicato due release backdoorate: axios@1.14.1 e axios@0.30.4. Entrambe iniettavano una dipendenza malevola — plain-crypto-js@4.2.1 — che non esiste nel registro legittimo npm. Il pacchetto conteneva SILKBELL, un dropper offuscato che si attivava automaticamente tramite un hook postinstall nello script setup.js, senza alcuna interazione da parte dell’utente o dello sviluppatore.

SILKBELL stabiliva una connessione con l’infrastruttura C2 di UNC1069 e scaricava WAVESHAPER.V2, adattando il payload al sistema operativo rilevato. Il comportamento variava per piattaforma:

  • Windows: copia di powershell.exe in %PROGRAMDATA%\wt.exe, persistenza via chiave di registro HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Run con nome “MicrosoftUpdate” e batch nascosto system.bat.
  • macOS: binario Mach-O installato in /Library/Caches/com.apple.act.mond, eseguito tramite zsh.
  • Linux: backdoor Python scaricato in /tmp/ld.py ed eseguito con nohup.


WAVESHAPER.V2: capacità operative e firma anomala


La versione V2 del backdoor introduce comunicazione via JSON, raccolta estesa di informazioni di sistema e un set ampliato di comandi rispetto alla versione precedente documentata da Mandiant. Le principali funzionalità includono: peinject per l’iniezione in memoria di shellcode e PE, rundir per la ricognizione del filesystem con raccolta di metadati, esecuzione di script arbitrari e terminazione di processi. Il beaconing avviene via HTTP ogni 60 secondi verso la porta 8000 del server C2.

L’anomalia più curiosa — e paradossalmente più utile per i difensori — è la stringa User-Agent hardcodata in tutte e tre le varianti di piattaforma: mozilla/4.0 (compatible; msie 8.0; windows nt 5.1; trident/4.0). Un fingerprint da Internet Explorer 8 su Windows XP è immediatamente anomalo su qualsiasi macchina moderna, e ancor più su host macOS o Linux. Sebbene garantisca un routing coerente lato server C2, è un indicatore di compromissione banalmente rilevabile su qualunque proxy o SIEM moderno.

Attribuzione: UNC1069 e la rete finanziaria di Pyongyang


L’attribuzione a UNC1069 è stata effettuata in modo indipendente da Google Threat Intelligence Group (GTIG), Microsoft Threat Intelligence e Mandiant. Il cluster è tracciato sotto diversi alias: Sapphire Sleet, STARDUST CHOLLIMA, Alluring Pisces, BlueNoroff, CageyChameleon e CryptoCore. Attivo almeno dal 2018, UNC1069 è motivato finanziariamente e ha storicamente preso di mira istituzioni finanziarie, exchange di criptovalute e maintainer di pacchetti open source ad alta diffusione, nella logica di massimizzare il potenziale di accesso a valle.

Il collegamento tecnico più solido emerso dall’analisi è l’infrastruttura C2: il dominio sfrclak[.]com risolve sull’IP 142.11.206[.]73, e le connessioni da questo server sono state tracciate verso un nodo AstrillVPN precedentemente attribuito a UNC1069 in campagne separate. Il binario macOS presenta poi sovrapposizioni significative con WAVESHAPER nella versione originale documentata da Mandiant, rendendo la catena di attribuzione robusta e multi-vendor.

Impatto e analisi del blast radius


La finestra di esposizione — circa tre ore — ha limitato il numero diretto di compromissioni. eSentire ha identificato 19 organizzazioni clienti colpite, principalmente nel settore dello sviluppo software in Nord America ed EMEA. Tuttavia la nuova analisi pubblicata il 12 aprile 2026 sottolinea come il “blast radius” reale vada ben oltre queste cifre dirette: pipeline CI/CD, container Docker, ambienti serverless e toolchain di build che eseguono automaticamente npm ci potrebbero aver scaricato le versioni malevole senza che gli sviluppatori ne fossero consapevoli, specialmente in organizzazioni prive di monitoraggio sui log di installazione npm.

Indicatori di Compromissione (IoC)

# Pacchetti npm malevoli
axios@1.14.1
axios@0.30.4
plain-crypto-js@4.2.1

# Hash file
SILKBELL (setup.js): e10b1fa84f1d6481625f741b69892780140d4e0e7769e7491e5f4d894c2e0e09
Windows RAT:         617b67a8e1210e4fc87c92d1d1da45a2f311c08d26e89b12307cf583c900d101

# Infrastruttura C2
IP:       142.11.206[.]73
Domini:   sfrclak[.]com
          callnrwise[.]com
Endpoint: hxxp://sfrclak[.]com:8000/6202033
Porta:    8000 (beaconing HTTP, intervallo 60s)

# User-Agent anomalo (presente su Windows, macOS e Linux)
"mozilla/4.0 (compatible; msie 8.0; windows nt 5.1; trident/4.0)"

# Persistenza Windows
Chiave registro: HKCU\Software\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Run -> "MicrosoftUpdate"
File: %PROGRAMDATA%\wt.exe (copia mascherata di powershell.exe)
File: system.bat (nascosto)

# Persistenza macOS
/Library/Caches/com.apple.act.mond

# Persistenza Linux
/tmp/ld.py (eseguito con nohup)

Raccomandazioni per i difensori


Chi ha eseguito npm install o npm ci il 31 marzo 2026 tra le 00:21 e le 03:20 UTC deve considerare i propri ambienti compromessi fino a prova contraria. Le azioni prioritarie: verificare i log di installazione npm per la presenza di axios@1.14.1, axios@0.30.4 o plain-crypto-js; controllare il traffico di rete in uscita verso 142.11.206.73 su porta 8000 con il caratteristico User-Agent IE8; cercare la chiave di registro “MicrosoftUpdate” nel percorso Run e il file wt.exe in %PROGRAMDATA% su sistemi Windows.

Sul piano preventivo, le pratiche raccomandate includono: pinning esplicito delle versioni nei file lock, disabilitazione degli aggiornamenti automatici delle dipendenze, implementazione di policy di “release cooldown” supportate dai principali package manager, monitoraggio continuo dell’esecuzione degli hook postinstall, e adozione di soluzioni di Software Composition Analysis (SCA) che alertino su nuove dipendenze transitive non attese. L’incidente Axios dimostra che anche i pacchetti più fidati e consolidati possono diventare vettori di attacco: la fiducia cieca nell’ecosistema open source è un lusso che le organizzazioni non possono più permettersi.


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CISA Warning: Iranian-Affiliated Hackers Targeting US Critical Infrastructure PLCs to Cause Disruption
#CyberSecurity
securebulletin.com/cisa-warnin…
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Nuovo video! La scienza planetaria nascosta nelle foto lunari di Artemis 2
youtu.be/gyaKaL_sjvc

@astronomia