Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

gli schiaffi in faccia che #Trump continua a dare a #Meloni &Co. e rivelazioni come quella del #WashPost su #BasiMilitariUSA colpite dall'#Iran sono un'occasione formidabile x saltare giù dalla criminale #MacchinaDellaGuerraUSA prima che sia troppo tardi:

washingtonpost.com/investigati…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

da oltre 2 anni, #Israele stermina la popolazione inerme di #Gaza,oltre 20mila bambini macellati sotto gli occhi del mondo, da #X a #TikTok,tutti vediamo tutto, i nostri governi ci sono dentro fino al collo.

Questo è l'Occidente:

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

"Stamattina leggevo di un bambino di Gaza che stava raccogliendo cartoni per la sua famiglia, per accendere un fuoco e cuocere un pasto[..] questo bambino è stato colpito da un drone alla testa"

Da leggere #AlessandroMantovani dalla #GlobalSumudFlotilla:

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

"È inaccettabile il genocidio che continua".

Da leggere #AlessandroMantovani dalla #GlobalSumudFlotilla:

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

"Meno voti prendono Renzi e Calenda [...] più spazi ottengono in talk show e giornali, che non si rassegnano alla loro estinzione e li tengono in vita artificialmente a colpi di interviste e ospitate", scrive #MarcoTravaglio.

La domanda è: perché?

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

poi questa è l'assoluta urgenza del nostro Paese: mettere al centro delle priorità la lotta alla #povertà, non le cazzate del Palazzo che ogni sera vediamo nei talk show, vergogna nazionale
leggete questa storia:

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

oggi molte cose da leggere,ma iniziamo da questo: la crudele, criminale guerra #USA contro #Cuba che #Rubio&Co vogliono distruggere solo x quello che rappresenta: le sanzioni hanno portato a una tragica impennata delle morti infantili

(HT @GuillaumeLong )

cepr.net/publications/us-sanct…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

«Una scelta di design intenzionale».
yoota.it/le-password-salvate-i…


Le password salvate in Edge sono leggibili (in chiaro) nella RAM, e per Microsoft non è un bug


Tutte le password salvate in Microsoft Edge restano in memoria del browser in chiaro per l’intera durata della sessione, non solo quella del sito su cui si sta effettuando il login. La scoperta arriva dal ricercatore norvegese Tom Jøran Sønstebyseter Rønning, che ha pubblicato un video dimostrativo e ha contattato Microsoft. La risposta dell’azienda, come riporta anche PCWorld, è che il comportamento non è un bug ma una scelta di design intenzionale.

Solo Edge tra i browser Chromium


Rønning ha testato Chrome, Brave, Vivaldi, Opera ed Edge. Tutti gli altri browser basati su Chromium decifrano una singola password nel momento in cui serve, per esempio quando l’utente accede al sito corrispondente; Edge invece carica l’intero archivio in memoria all’apertura, indipendentemente dal fatto che le credenziali servano in quella sessione.

Il problema è stato riprodotto anche da Rob VandenBrink del SANS Internet Storm Center, che ha mostrato come basti generare un dump di memoria del processo Edge, senza privilegi particolari, per leggere tutte le credenziali. La schermata che chiede la riautenticazione prima di mostrare una password salvata diventa quindi più scenografica che protettiva, visto che il processo del browser ha già tutto in chiaro.

Il rischio reale, soprattutto in ambienti condivisi


Un utente con accesso locale al proprio computer, e in particolare un eventuale malware che gira con i suoi stessi privilegi, può estrarre l’intero archivio di password senza decifrare nulla. La situazione si fa pesante in contesti come terminal server, desktop remoti, infrastrutture VDI o macchine multiutente, dove un account amministratore compromesso può raccogliere le credenziali di tutte le sessioni in cui Edge è rimasto aperto, comprese quelle disconnesse.

Un dettaglio rende la scelta di Microsoft ancora meno comprensibile. Circa un anno fa l’azienda ha rimosso la gestione password da Microsoft Authenticator, spingendo chi usava quella funzione a salvare le credenziali direttamente in Edge. Gli utenti che hanno seguito quel percorso si trovano ora con un archivio leggibile in memoria a ogni avvio del browser.

Cosa conviene fare


Chi ha salvato password in Edge può limitare il rischio in pochi passaggi: disattivare il password manager del browser, esportare le credenziali e importarle in un gestore dedicato, infine eliminare quelle ancora presenti in Edge. È anche il momento giusto per cambiare le password più sensibili e attivare l’autenticazione a due fattori dove possibile.

Per chi cerca un’alternativa con cifratura end-to-end, supporto a passkey e codici 2FA integrati, una delle opzioni più solide del settore è Proton Pass

Rønning ha annunciato che pubblicherà su GitHub uno strumento per consentire a chiunque di verificare in autonomia se le proprie password Edge sono leggibili in memoria.

SOURCE:// proton.me
SOURCE:// pcworld.com
SOURCE:// isc.sans.edu


Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Le password salvate in Edge sono leggibili (in chiaro) nella RAM, e per Microsoft non è un bug


Un ricercatore ha mostrato che Microsoft Edge carica in memoria in chiaro tutte le password salvate, non solo quella in uso. L'azienda risponde che è una scelta di design intenzionale.
The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Tutte le password salvate in Microsoft Edge restano in memoria del browser in chiaro per l’intera durata della sessione, non solo quella del sito su cui si sta effettuando il login. La scoperta arriva dal ricercatore norvegese Tom Jøran Sønstebyseter Rønning, che ha pubblicato un video dimostrativo e ha contattato Microsoft. La risposta dell’azienda, come riporta anche PCWorld, è che il comportamento non è un bug ma una scelta di design intenzionale.

Solo Edge tra i browser Chromium


Rønning ha testato Chrome, Brave, Vivaldi, Opera ed Edge. Tutti gli altri browser basati su Chromium decifrano una singola password nel momento in cui serve, per esempio quando l’utente accede al sito corrispondente; Edge invece carica l’intero archivio in memoria all’apertura, indipendentemente dal fatto che le credenziali servano in quella sessione.

Il problema è stato riprodotto anche da Rob VandenBrink del SANS Internet Storm Center, che ha mostrato come basti generare un dump di memoria del processo Edge, senza privilegi particolari, per leggere tutte le credenziali. La schermata che chiede la riautenticazione prima di mostrare una password salvata diventa quindi più scenografica che protettiva, visto che il processo del browser ha già tutto in chiaro.

Il rischio reale, soprattutto in ambienti condivisi


Un utente con accesso locale al proprio computer, e in particolare un eventuale malware che gira con i suoi stessi privilegi, può estrarre l’intero archivio di password senza decifrare nulla. La situazione si fa pesante in contesti come terminal server, desktop remoti, infrastrutture VDI o macchine multiutente, dove un account amministratore compromesso può raccogliere le credenziali di tutte le sessioni in cui Edge è rimasto aperto, comprese quelle disconnesse.

Un dettaglio rende la scelta di Microsoft ancora meno comprensibile. Circa un anno fa l’azienda ha rimosso la gestione password da Microsoft Authenticator, spingendo chi usava quella funzione a salvare le credenziali direttamente in Edge. Gli utenti che hanno seguito quel percorso si trovano ora con un archivio leggibile in memoria a ogni avvio del browser.

Cosa conviene fare


Chi ha salvato password in Edge può limitare il rischio in pochi passaggi: disattivare il password manager del browser, esportare le credenziali e importarle in un gestore dedicato, infine eliminare quelle ancora presenti in Edge. È anche il momento giusto per cambiare le password più sensibili e attivare l’autenticazione a due fattori dove possibile.

Per chi cerca un’alternativa con cifratura end-to-end, supporto a passkey e codici 2FA integrati, una delle opzioni più solide del settore è Proton Pass

Rønning ha annunciato che pubblicherà su GitHub uno strumento per consentire a chiunque di verificare in autonomia se le proprie password Edge sono leggibili in memoria.

SOURCE:// proton.me
SOURCE:// pcworld.com
SOURCE:// isc.sans.edu

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

𝗖’𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮

Rachel Carson, biologa marina e divulgatrice, è stata tra le prime a descrivere gli oceani come un sistema complesso e dinamico, fondamentale per il funzionamento della Terra. Con una straordinaria capacità di unire rigore scientifico e chiarezza narrativa, ha descritto il ruolo degli oceani negli equilibri del pianeta.

Ritratto di una scienziata: buff.ly/yJlKwV8

reshared this

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

DigiCert Breached via Weaponized Screensaver: Threat Actor Steals EV Code Signing Certificates to Spread Zhong Stealer
#CyberSecurity
securebulletin.com/digicert-br…

194° Mercoledì di Nexa – Macchine dotate di linguaggio. Che cosa l’Intelligenza artificiale generativa ci dice dell’essere umano

Le notizie dal Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino su @Etica Digitale (Feddit)

20 maggio 2026 | CLAUDIO PAOLUCCI (Università di Bologna)
The post 194° Mercoledì di Nexa – Macchine dotate di linguaggio. Che cosa l’Intelligenza artificiale generativa ci dice dell’essere umano

reshared this

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Sparatoria in una scuola in Brasile, due morti e feriti

@scuola

corriereuniv.it/sparatoria-in-…

Due persone sono morte e diversi studenti sono rimasti feriti in una sparatoria avvenuta all’interno dell’istituto São José di Rio Branco, capitale dello Stato brasiliano dell’Acre, nell’Amazzonia occidentale. Secondo quanto riportano i media

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Da bambina non sembra certo predestinata a guidare la più importante azienda spaziale al mondo. Non sogna affatto di fare l’astronauta e quando a cinque anni vede lo sbarco sulla Luna dell’Apollo 11 lo trova piuttosto noioso.

Le interessa capire come funzionano le cose e impara presto a ripararsi la bicicletta da sola, ma da adolescente le piace anche vestirsi con stile e pensa che gli ingegneri siano nerd e disadattati. Così, quando la madre la accompagna a un convegno della Society of Women Engineers, di proposito non le dice dove stanno andando, perché sa che altrimenti si rifiuterebbe di venire.

Assiste agli interventi controvoglia, finché rimane colpita da una relatrice non per le sue parole, ma per le scarpe impeccabili e la borsa abbinata, che smontano i suoi pregiudizi contro gli ingegneri.

Prende la laurea triennale in ingegneria meccanica alla Northwestern University di Chicago, dove è una delle tre donne in un corso con trentasei studenti, per poi conseguire la laurea magistrale in matematica applicata.

Sostiene un colloquio con l’IBM il 28 gennaio 1986: il giorno del disastro dello Space Shuttle Challenger. L’immagine di quel razzo che esplode in diretta televisiva la turba e il colloquio non va bene. Dopo un’esperienza poco felice nel settore automobilistico alla Chrysler, nel 1988 approda all'Aerospace Corporation di El Segundo in California, dove lavora per dieci anni in analisi termica, ingegneria di sistema e project management.

Nel 1998 passa a una piccola azienda di razzi low cost, chiamata Microcosm. Quattro anni dopo va a pranzo con un suo ex collega della Microcosm, Hans Koenigsmann, appena entrato in una nuova startup spaziale. Incontra anche il fondatore della startup e due settimane dopo accetta di diventare la settima dipendente dell’azienda, con il compito di dedicarsi allo sviluppo commerciale. È una scelta rischiosa: le startup nel settore dei razzi di solito hanno vita breve. Ma non sarà il caso di questa. Forse l’avete già sentita nominare: si chiama SpaceX e il suo fondatore è Elon Musk.

I primi anni non sono facili. Il Falcon 1, il primo razzo di SpaceX, fallisce tre lanci consecutivi tra il 2006 e il 2008. Al quarto tentativo, nel settembre 2008, Gwynne guarda il webcast dalla sua camera d'albergo a Glasgow, dove si trova per una conferenza, con la doccia aperta per non svegliare il marito che dorme nell'altra stanza. Quando il Falcon 1 raggiunge l'orbita per la prima volta, non riesce a trattenersi: in pigiama, urla e corre per il corridoio dell'albergo ad abbracciare i colleghi. "Totalmente poco professionale", dirà ridendo. Ma è il momento della svolta.

Pochi mesi dopo, a dicembre 2008, negozia con la NASA il primo contratto da 1,6 miliardi di dollari per i rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale. Il giorno stesso viene promossa presidente e chief operating officer di SpaceX. Da quel momento in poi è lei a tenere in piedi la macchina operativa dell'azienda.

Sotto la sua guida SpaceX ottiene una serie di primati: prima azienda privata a lanciare, mettere in orbita e recuperare un veicolo spaziale; prima a portare astronauti sulla ISS; prima a far atterrare un razzo orbitale su terraferma e su una piattaforma oceanica; prima a riutilizzare un razzo orbitale già volato. Il 30 maggio 2020, con la missione Crew Dragon che trasporta Doug Hurley e Bob Behnken, mette fine a un periodo di quasi dieci anni in cui gli Stati Uniti non erano in grado di portare autonomamente i propri astronauti in orbita e dovevano fare affidamento sulla Sojuz russa.

Considera essenziale promuovere le carriere STEM tra le ragazze, esattamente come quella sconosciuta ingegnera con le belle scarpe ha fatto con lei decenni fa. Contribuisce a raccogliere quasi due milioni di dollari in borse di studio per studenti di ingegneria.

È sposata con un ingegnere del JPL della NASA, ha due figli dal primo matrimonio e un ranch in Texas, che ha tutta l'intenzione di trasformare in un vigneto, non lontano dal sito di test di SpaceX a Boca Chica.

Nel 2020 viene eletta alla National Academy of Engineering. È forse la manager più influente in tutto il settore spaziale mondiale, eppure fuori dall'industria in pochi la conoscono. Ma tra le ragazze che l’hanno sentita parlare in un TED o in un'aula universitaria ce ne sono molte che seguiranno la sua strada e forse qualcuna diventerà importante quanto lei.

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Rinnovo del contratto scuola, il 12 maggio all’Aran riprende la trattativa

@scuola

corriereuniv.it/rinnovo-del-co…

Prenderà il via a breve la contrattazione sulla sezione normativa del contratto relativo al triennio 2025-27 per il personale scolastico, trattativa che segue quella sulla parte economica

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Premi trash, voti, fan tossici e doppi sensi

@caffeitalia

Su un canale commerciale fra il comico e il trash, sono venuta a conoscenza di una realtà chiamata "webBoh" - visto il nome, è lecito non sapere cosa sia, dove c'è una serie di premi "webboh awards".

Non conoscendo gli altri, evito di mettere lingua su realtà che ignoro ma mi ha colpito il premio "VOCI PER IL FUTURO" assegnato a Jenny Serpi, una ragazza sorda dalla nascita le cui capacità vocali sono in parte compromesse.

Io sono la prima favorevole all'uso del linguaggio corrente in ogni condizione -ciechi e il verbo guardare, sordi e il verbo sentire, espressioni sulle gambe a paraplegici o amputati come "in gamba / di corsa / fai un passo indietro" , ecc- se loro non ne fanno una questione, NESSUNO ha il diritto di parlare per loro -e al loro posto- SENZA vivere la loro condizione in prima persona.
Qui però il problema è il contesto: un gruppo di persone (presumibilmente non in amicizia con Jennifer) ha assegnato il premio "voci del futuro" a una persona impossibilitata a parlare bene, premio che potrebbe anche venire da voti di follower finti messi là apposta per prenderla in giro e lei non se ne accorge, anzi le fa piacere - non perché è sorda, ma perché un "più uno" nel counter di un cattivo, non ha un aspetto diverso da quello di un ammiratore ben intenzionato. Per un sistema a votazioni, non importa chi vota. L'importante è che il numero dia un risultato...

Premiare "voce per il futuro" Jennifer Serpi per me suona come assegnare a Freddie Mercury il premio "persona positiva del 20° secolo" per "the show must go on".

Sapendo com'è morto (e che quindi non può difendersi) solo uno senza scrupoli potrebbe fare una cosa simile!

Io sono la prima a fare i doppi sensi con la parola "positivo" verso chi vive con HIV, ma in faccia a loro. In contesti dove possono apprezzare, ridere, o dire "non mi piace", in prima persona.

Sono convinta che anche Jennifer abbia riso e anzi sia felice del premio. NON voglio parlare per lei. Ma è il contesto il problema. Tiktok, i suoi algoritmi tossici, i cretini che ci girano dentro. Tanto è vero che mi verrebbe da provare a entrare nel circuito col mio collaboratore. E poi vedere cosa succede "non siete abbastanza virali"
Alessandro risponderebbe "sospendo i farmaci, poi quando ho la carica virale di un milione e mezzo ne parliamo"

😂☣️☣️☣️

PS non credo di mettermi a fare ambassador del fediverso su quella realtà, anche se uno sguardo ce lo darò, per capire se valga la pena almeno bussare. Però se vogliamo distogliere i giovani dall'ambiente tossico, da qualche parte dobbiamo almeno tastare il terreno col naso, prima delle unghie, 🐶 sì o no?

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

ANNUNCIAZIO' 📣🌳

Qualcunə sapeva che bolliva in pentola, ma finalmente con i Lecciofanti siamo usciti allo scoperto!

CHIAMIAMO IL #FEDIVERSO A RACCOLTA!

Stiamo costruendo un piccolo vivaio collettivo a #Pisa per combattere la desertificazione della città e del Monte, passando dalle decine alle centinaia di alberi piantati, ma ci servon soldini per l'irrigazione! 💧

Aiutateci donando qui! C'è anche un regalino per voi! 🎁
paypal.com/pools/c/9oPd2FIm3S

Preghiera di massima diffusione! 🌳🔁

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Gracias Presidente Sànchez.
For your words, for your principled stance, and for trying to steer Europe away from the abyss.
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

this investigation by #WashPost (HT Glenn Greenwald) based on satellite images - now available with huge delay - provide evidence that far from protecting host nations, #USMilitaryBasesAndInfrastructures make us a target, hence are a liability

washingtonpost.com/investigati…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

questa inchiesta di #WashingtonPost, ora possibile perché i dati satellitari sono acquistabili con ritardo per censura di guerra, dimostra che #Basi e Infrastrutture USA non solo NON ci rendono sicuri,ma ci rendono un obiettivo in caso di attacco!

washingtonpost.com/investigati…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

today, #MariaAntoniettaCalabro' reveals that the #PopeHospital,#PoliclinicoGemelli, will end its contract with #Palantir

[Italian]ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

Over the last 2 years I've tried hard to get a copy of the #Palantir-#Gemelli contract: I've come up against a strong pushback

in reply to stefania maurizi

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Paradoxically, I obtained some of the contractual agreements between #Palantir and the UK’s public healthcare system, #NHS, but NOT the contract between #Palantir and the #Pope’s hospital, #PoliclinicoGemelli
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

questo è un estratto dell'accordo contrattuale tra #Palantir e il sistema sanitario inglese, #NHS, che ho ottenuto dalle autorità inglesi con il #FOIA.

Paradossale che non sia riuscita a ottenere il contratto #Palantir-#PoliclinicoGemelli

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

cosa contiene il contratto #Palantir- #PoliclinicoGemelli?

Dal 2023 cerco di ottenerlo,incontrando un muro di gomma impressionante da parte del #Gemelli: perché?

Ricostruisco in questo articolo la guerra di trincea per cercare di averne una copia:

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

buongiorno!

non perdete lo scoop di @maria_mcalabro : l'ospedale del Papa, il #PoliclinicoGemelli, disdice il contratto con #Palantir, che da oltre 2 anni, noi proviamo a ottenere incontrando un impressionante muro di gomma da parte del #Gemelli

ilfattoquotidiano.it/in-edicol…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

#eventi
#booksUP! approda a #Cagliari: la fiera dell'editoria universitaria diventa itinerante🌊📚

Ci siamo anche noi:
🌾 7 maggio, ore 16-19 — Monica Massari e Federica Cambras presentano "Amara Terra. Donne migranti, sfruttamento e forme di resistenza nelle campagne siciliane"
🗺️ Presentazione della collana in coedizione con @eum.edizioni "Mare nostrum"
💎 8 maggio, ore 10-13 — Intervento di Paola Galimberti sull' #OpenAccess

#booksUP #editoriauniversitaria #cagliari

@cultura

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

📢 Siete pronti per il DevConf Italia?

🚩 A Pavia, il 7 e 8 Luglio del 2026, presso il Learning Space Cravino in Via Agostino Bassi 2 si terrà il primo convegno nazionale, a cadenza biennale, denominato Dev. Conference Italia.
Verranno affrontati numerosi temi quali: sicurezza, sviluppo applicazioni, didattica, fediverso, libertà e sovranità digitali che potete trovare sul programma.

@devconf

Venite a scoprire di cosa parleremo, vi aspettiamo numerosi!

devconf.it

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

La mappa della pasta d'Italia


Dalla Valle d'Aosta alla Sardegna, ogni formato di pasta ha una sua funzione.

Creata in ogni regione, plasmata dalla storia, pensata per accogliere al meglio il sugo.

Post da X

@cucina

Questa voce è stata modificata (6 giorni fa)
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

La vera priorità è formare le persone a comprendere l'intelligenza artificiale, il rischio non è questa tecnologia in sé ma il modo in cui la interpretiamo.
È il messaggio contenuto nella lettera aperta di oltre 40 accademici italiani che vuole riportare la discussione in materia "su basi chiare e realistiche".
ansa.it/canale_tecnologia/noti…
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Per decenni il timo è stato considerato un organo finito dopo l'adolescenza. Ora 2 studi pubblicati su Nature ribaltano la vulgata generale: chi conserva un timo in salute ha il 50% in meno di rischio di morire, il 63% in meno di morirne per cause cardiovascolari e risponde meglio all'immunoterapia oncologica.

Il dato era già dentro le TAC di routine che facciamo da anni, ma nessuno guardava lì. Quante altre rivoluzioni mediche si nascondono sotto il nostro naso?

futuroprossimo.it/2026/05/nuov…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Il nuovo post di universita-it: Tesi di laurea magistrale: come scegliere il relatore, strutturare la ricerca e consegnare nei tempi

Qui il post completo: universita.it/tesi-laurea-magi…

@universitaly

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Pattern matching in C#: scenari avanzati che probabilmente non conosci
#tech
spcnet.it/pattern-matching-in-…
@informatica


Pattern matching in C#: scenari avanzati che probabilmente non conosci


Il pattern matching in C# non è solo un modo più elegante di scrivere condizioni: è un cambio di paradigma nel modo in cui si ragiona sulla struttura dei dati. A partire da C# 7 e con evoluzioni significative nelle versioni successive, il pattern matching è diventato uno strumento potentissimo per scrivere codice più leggibile, manutenibile e talvolta anche più efficiente.

In questo articolo esploreremo i pattern avanzati che molti sviluppatori .NET tendono a ignorare o a sottoutilizzare, partendo da un progetto concreto che dimostra ogni scenario.

Setup del progetto di esempio


Prima di tutto, creiamo un’applicazione console di test:

dotnet new console -n PatternMatchingDemo
cd PatternMatchingDemo

Definiamo i modelli come record, ideali per il pattern matching grazie alla loro natura value-based:
namespace PatternMatchingDemo.Records;

public record Address(string City, string Country);
public record User(string Name, int Age, Address Address, List<string> Roles);
public record Request(string Source, int Priority);
public record Point(int X, int Y);

E popoliamo alcune collezioni di test:
var users = new List<User>
{
    new("Ali", 25, new Address("Milano", "Italy"), new List<string> { "Admin", "User" }),
    new("Sara", 17, new Address("Roma", "Italy"), new List<string> { "User" }),
    new("Kennedy", 65, new Address("London", "UK"), new List<string> { "Guest" })
};

var requests = new List<Request>
{
    new("System", 10),
    new("User", 3),
    new("System", 2)
};

Property Pattern: matching annidato


Uno dei pattern più utili è il property pattern, che permette di verificare le proprietà di un oggetto direttamente nell’espressione di matching, incluse proprietà annidate:

foreach (var user in users)
{
    if (user is { Address.City: "Milano" })
    {
        Console.WriteLine($"{user.Name} è di Milano");
    }
}

Il confronto tradizionale richiederebbe:
if (user != null && user.Address != null && user.Address.City == "Milano")

La versione con property pattern è non solo più compatta, ma anche null-safe per definizione: se user o user.Address sono null, il pattern semplicemente non matcha.

Pattern con not: negazione elegante

foreach (var user in users)
{
    if (user is not { Address.City: "Milano" })
    {
        Console.WriteLine($"{user.Name} non è di Milano");
    }
}

Il keyword not inverte il risultato del pattern, rendendo esplicito il significato senza bisogno di operatori logici aggiuntivi.

Matching su casi multipli con or

foreach (var user in users)
{
    if (user is { Address.City: "Milano" or "Roma" })
    {
        Console.WriteLine($"{user.Name} vive in una grande città italiana");
    }
}

Il combinatore or all’interno di un pattern è molto più leggibile di una serie di condizioni concatenate con ||, specialmente quando le condizioni riguardano la stessa proprietà.

Pattern Matching dentro LINQ


Il pattern matching si integra perfettamente con LINQ, permettendo query molto espressive:

var adultiItaliani = users
    .Where(u => u is { Age: > 18, Address.Country: "Italy" })
    .ToList();

foreach (var user in adultiItaliani)
{
    Console.WriteLine($"{user.Name} è un adulto italiano");
}

Questa combinazione è particolarmente potente per filtrare DTO complessi, validare oggetti di dominio o implementare query su collezioni in memoria.

Pattern relazionali e logici


I pattern relazionali (>, <, >=, <=) combinati con i pattern logici (and, or) permettono di esprimere range e condizioni composite in modo molto naturale:

foreach (var user in users)
{
    if (user.Age is > 18 and < 60)
    {
        Console.WriteLine($"{user.Name} è un adulto lavorativo");
    }
    else if (user.Age is < 18 or > 60)
    {
        Console.WriteLine($"{user.Name} appartiene a una categoria di età speciale");
    }
}

Switch Expression


La switch expression (introdotta in C# 8) è una versione compatta e restituisce un valore. Elimina la verbosità del tradizionale switch statement:

foreach (var user in users)
{
    var categoria = user.Age switch
    {
        < 13 => "Bambino",
        < 20 => "Adolescente",
        < 60 => "Adulto",
        _     => "Senior"
    };

    Console.WriteLine($"{user.Name} => {categoria}");
}

Rispetto allo switch classico, la versione expression è più concisa, obbliga a coprire tutti i casi (o aggiungere il wildcard _) e restituisce direttamente un valore senza variabili intermedie.

Pattern Type + Condition


Il pattern di tipo permette di verificare il tipo di un oggetto e aggiungere una condizione contemporaneamente:

object value = 150;

// Modo tradizionale
if (value is int number && number > 100)
{
    Console.WriteLine("Numero grande (vecchio stile)");
}

// Con pattern matching
if (value is int and > 100)
{
    Console.WriteLine("Numero grande (pattern matching)");
}

Questo è particolarmente utile quando si lavora con object, dynamic, o con gerarchie di tipi complesse.

List Pattern (C# 11+)


Introdotto in C# 11, il list pattern consente di matchare la struttura e il contenuto di array e liste:

int[] nums = { 1, 2, 3 };

if (nums is [1, 2, 3])
{
    Console.WriteLine("Match esatto");
}

if (nums is [1, .., 3])
{
    Console.WriteLine("Inizia con 1 e finisce con 3");
}

if (nums is [_, _, _])
{
    Console.WriteLine("Array con esattamente 3 elementi");
}

Il slice pattern .. è molto flessibile: può matchare zero o più elementi nel mezzo di una sequenza. Questo pattern è molto utile per validare payload di API che arrivano come array, controllare header HTTP, o verificare strutture di dati fisse.

Positional Pattern

var point = new Point(10, 20);

if (point is (10, 20))
{
    Console.WriteLine("Il punto è (10,20)");
}

// Con switch expression
var descrizione = point switch
{
    (0, 0) => "Origine",
    (_, 0) => "Sull'asse X",
    (0, _) => "Sull'asse Y",
    _      => $"Punto generico ({point.X},{point.Y})"
};
Console.WriteLine(descrizione);

Il positional pattern decostruisce l’oggetto usando il metodo Deconstruct (disponibile automaticamente per i record) e permette di matchare ogni componente individualmente.

Combined Pattern: la vera potenza


Combinare più pattern insieme permette di esprimere logica di business complessa in modo dichiarativo:

foreach (var user in users)
{
    if (user is
        {
            Age: > 18,
            Address.Country: "Italy",
            Roles: ["Admin", ..]
        })
    {
        Console.WriteLine($"{user.Name} è un admin adulto italiano");
    }
}

Questo esempio combina property pattern annidato, relational pattern e list pattern in un’unica espressione. In scenari reali, questa tecnica è applicabile per authorization checks, validazione di DTO, o routing di request handler.

Null Pattern

User? maybeUser = null;

if (maybeUser is not null)
{
    Console.WriteLine("L'utente esiste");
}
else
{
    Console.WriteLine("L'utente è null");
}

Il null pattern con is not null è semanticamente più preciso di != null in contesti di nullable reference types, ed è la forma raccomandata nelle linee guida di C# moderno.

Guard Clause nelle switch expression

int number = 7;

var result = number switch
{
    int n when n % 2 == 0 => "Pari",
    int n when n % 2 != 0 => "Dispari",
    _ => "Sconosciuto"
};

Console.WriteLine(result);

La clausola when aggiunge una condizione aggiuntiva a un pattern. Utile quando il solo pattern non è sufficiente a discriminare i casi.

Request Handling pattern


Un esempio pratico di uso combinato in un sistema di routing delle request:

foreach (var request in requests)
{
    var response = request switch
    {
        { Source: "System", Priority: > 5 } => "Richiesta di sistema critica",
        { Source: "User",   Priority: <= 5 } => "Richiesta utente normale",
        _ => "Fallback generico"
    };

    Console.WriteLine($"{request.Source} ({request.Priority}) => {response}");
}

Questo schema è applicabile in moltissimi contesti: event sourcing, command dispatcher, middleware pipeline, validazione di business rules.

Considerazioni sulle performance


Oltre alla leggibilità, il pattern matching in C# è progettato per essere efficiente. Il compilatore ottimizza le switch expression in jump table o sequenze di confronto ottimizzate. Per tipi primitivi, le performance sono equivalenti o superiori a catene di if-else.

Per scenari di alta performance con molti branch (es. parser, protocol handler), vale la pena misurare con BenchmarkDotNet, ma nella stragrande maggioranza dei casi applicativi il pattern matching non introduce overhead significativo.

Conclusione


Il pattern matching in C# è uno strumento che va ben oltre il semplice is o lo switch. Combinando property pattern, list pattern, relational pattern e switch expression, è possibile scrivere logica complessa in modo dichiarativo e leggibile.

La chiave per sfruttarlo al meglio è conoscere tutti i tipi di pattern disponibili e riconoscere le situazioni in cui possono sostituire costrutti più verbosi. Un codice che legge come il problema che risolve è un codice di qualità superiore.

Il codice sorgente di esempio è disponibile su GitHub: github.com/elmahio-blog/Patter…


Fonte originale: Pattern matching in C#: Advanced scenarios you didn’t know — elmah.io Blog


Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Amica che lavora in AWS conferma che tra gli ingegneri del software sui colleghi (lo è anche lei) l'uso dell'AI genera mostri.

Ingegnere sbarbino: "L'AI mi ha risolto il problema in un secondo!"

Lei (team lead): "Bene, e come funziona la soluzione?"

IS: "Non lo so, ma funziona!"

Lei: "E chi lo manuterrà questo codice che non si sa come funzioni?"

Così a ripetizione. 🍿

in reply to .mau.

The media in this post is not displayed to visitors. To view it, please go to the original post.

Se devo dirti la verità, manco io la seguo

Mi ero fermato a questi elementi che ti dicevo, che per me erano sufficienti per dire che c'era qualcosa di poco chiaro e non uno scoop basato sul nulla

Se addirittura nella richiesta di grazia si citano a supporto visite, diagnostica e pareri in enti sanitari *italiani* (non all'estero), e poi questi negano di aver *mai* visto il bambino, per me è già abbastanza grave

Questa voce è stata modificata (6 giorni fa)
Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

La giornalista Hannah Natanson minacciata e perseguitata dal regime di Trump ha vinto il Pulitzer. Il post di Roberto Saviano


"La giornalista del Washington Post Hannah Natanson è stata minacciata, trascinata in tribunale e ha visto l’FBI perquisire casa sua all’alba, sequestrandole telefono, computer e strumenti di lavoro. Non era l’indagata. Era la giornalista.

La sua “colpa” sarebbe questa: aver raccontato come l’amministrazione di Donald Trump, con Elon Musk e il progetto DOGE, volesse smantellare lo Stato dall’interno. Tagli, epurazioni, licenziamenti via mail comunicati all’improvviso, agenzie svuotate, servizi pubblici indeboliti, migliaia di lavoratori espulsi e la macchina pubblica trasformata in un laboratorio ideologico.

Quel lavoro, costruito con oltre mille fonti federali, protette e ascoltate, oggi ha vinto il Pulitzer Prize per il Public Service, il riconoscimento più importante del giornalismo americano.

Il Pulitzer ha premiato proprio questo: aver squarciato il velo di segretezza sulla demolizione del governo federale, raccontandone con precisione il caos e le conseguenze reali e tangibili sulla vita di milioni di persone.

Mentre il potere intimidiva, lei indagava. Mentre cercavano di spaventarla, lei continuava a pubblicare.
Mentre provavano a zittirla, il suo lavoro faceva luce.
Il giornalismo non è un crimine. Il giornalismo è luce nel buio."

t.me/valigiablu/4540

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Il Garante per la protezione dei dati personali partecipa alla Race for the Cure, l’iniziativa di Komen Italia

Il 7 e 8 maggio, al Circo Massimo, all’interno del Villaggio della Salute, il #GarantePrivacy sarà presente con uno spazio informativo dedicato al diritto all’oblio oncologico. Sarà un’occasione aperta a tutti per ricevere informazioni e orientamento su come esercitare tale diritto nei confronti di banche, assicurazioni, datori di lavoro e nell’ambito delle procedure di adozione

@Privacy Pride

gpdp.it/home/docweb/-/docweb-d…

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

1,5 milioni di euro alle scuole che accoglieranno studenti palestinesi

@scuola

corriereuniv.it/15-milioni-di-…

Il governo di Giorgia Meloni sosterrà con 1,5 milioni di euro le scuole che accoglieranno studenti e studentesse palestinesi provenienti dal territorio della Striscia di Gaza. Lo rende noto in un

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

La forza diffusa dell’università che fa ricerca

@scuola

corriereuniv.it/la-forza-diffu…

Dietro la valutazione della qualità della ricerca emerge un sistema universitario meno diviso e più vitale di quanto si racconti. C’è un volto dell’università che si vede meno, ma che conta quanto la didattica: la ricerca. E in un’Italia che spesso descrive il settore

Poliversity - Università ricerca e giornalismo ha ricondiviso questo.

Una cattiva notizia e tre buone da #ilpost.it (o #ilPost)


ilpost.it/2026/05/06/ci-sono-n…

La cattiva: l'abbonamento passa da 80 a 90 euro l'anno, o da 8 a 9 euro al mese per chi ha quello mensile. E vabbè... dicono che sono sette anni che non aumentavano il prezzo... ci sta.

La buona 1: hanno fatto un abbonamento ridotto per studenti universitari da 45 euro l'anno (non c'è la versione mensile). Il controllo viene fatto usando il sistema di autenticazione degli atenei, quindi niente documenti da presentare.

La buona 2: hanno fatto un abbonamento per famiglie da 170 euro l'anno (non c'è la versione mensile). Con questo abbonamento possono accedere ai contenuti le 4 persone che costituiscono la famiglia. Non sono stati fissati limiti sulla definizione di famiglia, si va da quella del Mulino Bianco (un uomo, una donna, un figlio maschio e una figlia femmina) fino alla "famiglia estesa" di cui parlava Michela Murgia.

La buona 3: hanno messo a disposizione 1000 abbonamenti l'anno gratuiti per chi non può permettersi di pagarne uno. Anche qui la definizione di "chi non può permettersi di pagarne uno" è alquanto aperta, se una persona ritiene di essere in quella situazione loro si fidano e glielo danno.