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Notiziario Storico dell'Arma dei carabinieri. Scaricabile e leggibile online il numero 2/2026


Il sommario:

Il link:
carabinieri.it/media---comunic…

@Storia

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@storiaweb L'immagine mostra una doppia pagina del sommario di una rivista intitolata "SOMMARIO - N° 2 - ANNO XI". La pagina di sinistra presenta una griglia di nove fotografie storiche, ognuna con un numero di pagina bianco sovrapposto in alto a sinistra. Sotto le foto, un blocco di testo riassume gli argomenti trattati nel numero. La pagina di destra elenca gli articoli in modo testuale, organizzati sotto diverse intestazioni tematiche e accompagnati dal numero di pagina. In fondo a entrambe le pagine è riportata la dicitura "NOTIZARIO STORICO DELL'ARMA DEI CARABINIERI".

SOMMARIO - N° 2 - ANNO XI

[Testo pagina sinistra] In questo numero il ruolo di Cabruna durante la crisi politica di Fiume (pa (pag. 4), la 'vecchia volpe' della Resistenza: il Carabiniere Federico Salvresti (pag. 16), come un maresciallo dei carabinieri salvò 38 Ebrei (pa (pag. 24), sangue e inchiostro (pag. 46), la lettera del bandito Giuliano alla madre del Carabiniere ucciso (pag. 46), il Pittore delle uniformi della Belle Époque (pag. 52), l'anima di una lama, l'arte e i segreti dell' dell'afflature (pag. 62), un eroe dimenticato del Cilento (pag. 68) 3 | NOTIZARIO STORICO DELL'ARMA DEI CARABINIERI - N° 2 - ANNO XI

[Testo pagina destra] SOMMARIO - N° 2 - ANNO XI PAGINA DI STORIA Cabruna e gli eventi del marzo 1922 a Fiume pag. 4 Richetti e la Brigata Centrocorsi pag. 16 Osman Carguno. Giusto tra le nazioni pag. 24 CRONACHE DI IERI Lettera di un bandito pag. 46 A PROPOSITO DI... Quinto Canni. Pittore di soldati pag. 52 CURIOSANDO NEL MUSEO DELL'ARMA L'arrotino pag. 62 CARABINIERI DA RICORDARE Il Maresciallo Alessandro Intini pag. 68 L'ALMANACCO RACCONTA 1826: 16 aprile - Combattente, governatore e colonnello pag. 74 1926: 3 aprile - Salvataggi in galleria pag. 76 NOTIZARIO STORICO DELL'ARMA DEI CARABINIERI - N° 2 - ANNO XI 3

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Il 18 maggio 1953, Jackie Cochran ha infranto il muro del suono (e non era una giovane promessa, aveva 47 anni)


Spesso si pensa ai record aeronautici come a una gara tra giovani piloti militari, ma la storia dell'18 maggio 1953 racconta tutt'altro.

Sopra il lago asciutto di Rogers, in California, Jacqueline "Jackie" #Cochran è entrata nella storia diventando la prima donna a superare la barriera del suono.
Cochran non era una "giovane promessa". Aveva 47 anni, un impero cosmetico tutto suo e una carriera già leggendaria. In un'epoca in cui i jet militari erano territorio quasi esclusivo di uomini in uniforme, lei ha forzato la porta.
Volava su un Canadair F-86 Sabre (versione su licenza del North American F-86), un caccia nato dalla Guerra di Corea, fornito dalla Royal Canadian Air Force.
Ha stabilito un primato di velocità su circuito chiuso di 100 km, con una media di circa 1.050 km/h, superando Mach 1.
A darle il supporto tecnico e ad accompagnarla come pilota di osservazione era Chuck Yeager, l'uomo che per primo aveva rotto il muro del suono nel 1947.

Cochran dimostrò che i limiti della fisica potevano essere superati da chi avesse la competenza, indipendentemente dal genere, e, sul piano culturale mostrò che una donna poteva essere protagonista assoluta della modernità aeronautica, non una semplice eccezione tollerata.
Cochran nel 1964, a 58 anni, volò ancora più in alto su un F-104 Starfighter raggiungendo Mach 2. Alla sua morte nel 1980, deteneva più record di velocità e quota di chiunque altro al mondo.

Un caso di emancipazione conquistata con casco, ossigeno, strumenti e rischio.

difesaonline.it/2026/05/18/18-…

@Storia

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@storiaweb Una fotografia in bianco e nero mostra tre persone vicino alla fusoliera di un aeroplano. Una persona è in piedi sulla parte superiore dell'aereo, indossando una tuta da volo e un casco con la scritta "COCHRANE". Sulla sinistra, una persona di profilo con indosso una tuta da volo guarda verso il centro. Sulla destra, una terza persona è vista di spalle indossando una tuta da volo. La superficie metallica dell'aereo presenta rivetti e scritte, con un edificio sullo sfondo.

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100 anni fa l'impresa del Norge. Nobile e Amundsen primi sopra al Polo Nord



da sinistra: Amundsen è il secondo, Nobile (con in braccio la inseparabile cagnolina Titina) l'ultimo

Il Norge, col suo equipaggio multinazionale di 16 persone (fino a 21 nelle tappe intermedie), transitò sul Polo geografico il 12 maggio 1926, diventando il primo mezzo aerea a compiere tale impresa documentata e certa. Per quell’ultima tappa da primato, il dirigibile progettato da Nobile era partito dalle isole Svalbard l'11 maggio 1926, per poi atterrare in Alaska il 14 maggio.

Il 10 aprile 1926, il dirigibile semirigido Norge (il progetto originario N1 di Nobile) era decollato da Roma per la trasvolata del Polo Nord, finanziata dall'americano Lincoln Ellsworth e guidata da Amundsen, con Nobile come progettista e comandante.

La spedizione dimostrò che il Polo Nord era una distesa di ghiaccio marino e non un continente sommerso, confermando la superiorità tecnica dei dirigibili semirigidi italiani per l'esplorazione artica

I contrasti successivi


Nonostante il successo, i rapporti tra Nobile e Amundsen si deteriorarono rapidamente dopo l'impresa, trasformandosi in una faida personale e pubblica

La contesa sui meriti: Amundsen, considerandosi il vero capo della spedizione, vedeva Nobile come un semplice "autista" o tecnico di servizio, ritenendo che il pilota italiano non avesse titolo per rivendicare l'impresa o trarne guadagni

La rivalità tecnica e politica: Nobile, dal canto suo, sosteneva che fosse la sua tecnologia e la sua abilità di pilotaggio a rendere possibile il volo, definendo Amundsen un "passeggero" illustre ma passivo.

Questa tensione fu alimentata anche dal contesto politico del tempo, con il regime fascista italiano che fece del Norge un simbolo di prestigio nazionale, esaltando la figura di Nobile e promuovendolo al grado di generale

Il dramma dell'Italia e la riconciliazione tragica


I contrasti sembrarono superati nel 1928 quando Nobile organizzò una nuova spedizione, questa volta interamente italiana, con il dirigibile Italia. Dopo aver raggiunto il Polo, il dirigibile si schiantò, lasciando un gruppo di sopravvissuti (compreso Nobile) intrappolati sulla banchisa nella famosa "Tenda Rossa"

Nonostante le aspre polemiche passate, Amundsen si offrì immediatamente per organizzare e partecipare ai soccorsi, mettendo da parte ogni rancore
Il 18 giugno 1928, mentre sorvolava il Mare di Barents a bordo di un idrovolante Latham 47 alla ricerca dei naufraghi, l'aereo di Amundsen scomparve senza lasciare traccia, tranne alcuni rottami ritrovati successivamente.

La sua morte fu accolta come una tragedia nazionale in Norvegia e segnò il destino di due dei più grandi esploratori del XX secolo, uniti dalla gloria e poi dalla tragedia artica. La vicenda si concluse infatti con il salvataggio dei superstiti dell'Italia grazie a una vasta operazione internazionale, ma lasciò Nobile in Italia sotto l'onta di accuse e l'opposizione del regime fascista, costringendolo all'esilio prima in Unione Sovietica e poi negli Stati Uniti, prima di poter tornare in patria e riabilitare la sua immagine solo dopo la Seconda Guerra Mondiale.

#amundsen #nobile #norge #polonord

@Storia

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@storiaweb Una fotografia in bianco e nero con tonalità seppia mostra un gruppo di sette persone in posa all'aperto. Gli individui indossano abiti d'epoca, tra cui berretti, camicie con cravatte e un maglione con trama evidente. Una persona sulla destra tiene in braccio un piccolo cane bianco con macchie scure. Alcuni soggetti indossano camicie a quadretti, mentre altri indossano camicie a tinta unita. Lo sfondo è costituito da una superficie di tessuto scuro e poco definita.

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80 anni fa, il 5 maggio, nasceva il Totocalcio: caccia al 13


Il Totocalcio è nato nel 1946 per "salvare lo sport italiano".

Dopo la guerra, il giornalista Massimo Della Pergola ebbe un'intuizione geniale: la schedina con 12 partite e i simboli 1, X, 2. Obiettivo riorganizzare lo sport e raccogliere fondi per il CONI e la Federcalcio.

Il primo tentativo fu domenica 5 maggio 1946. Stampate 5 milioni di schedine, ne vennero giocate solo 34.000. Un flop! Ma la svolta avvenne nel 1948: il gioco divenne una "mania" nazionale e (in seguito ad un’accesa battaglia legale) fu nazionalizzato dal CONI, cambiando nome in Totocalcio.
I fondi raccolti permisero di organizzare le Olimpiadi di Cortina '56 e Roma '60.

I 4 fondatori originali (tra cui Della Pergola) non ricevettero nulla dopo la nazionalizzazione, ma la loro idea ha fatto sognare milioni di italiani per decenni, passando dal "12" al famoso "13".

Un documentario di Rai Storia "1963, Caccia al tredici", parte dal giorno della prima schedina, ricostruendone la storia attraverso una lunga intervista a Massimo Della Pergola

👉 raicultura.it/storia/articoli/…

#StoriaDelloSport #Totocalcio #Italia1946 #Curiosità #CalcioItaliano #MassimoDellaPergola

@Storia

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@storiaweb Un modulo di scommesse sportive d'epoca "Totocalcio", datato 27-10-68, con una colorazione verde. L'intestazione riporta il numero "8", il logo "COMITATO OLIMPICO NAZIONALE ITALIANO", il titolo "Totocalcio", il sottotitolo "«AL SERVIZIO DELLO SPORT»" e la frase "OVOMALTINA dà forza!". Una tabella centrale elenca 13 partite di calcio, tra cui "Fiorentina - Milan", "Inter - Cagliari" e "Juventus - Bologna", con colonne contenenti segni scritti a mano in viola come "1" e "X". Il piè di pagina presenta le scritte "la Birra PERONI augura un bel 13!" e "Sportivi! Brindate alla fortuna con Birra PERONI". Sul lato destro è presente la scritta verticale "SCHEDA PER 2+4 COLONNE".

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Il miracolo Leicester, 10 anni dopo: quando Ranieri scrisse la pagina più improbabile della storia del calcio

Per dare la misura di ciò che accade quel maggio del 2016, basta ricordare un dato che fa il giro del mondo: a inizio stagione, il Leicester è dato campione d’Inghilterra a quota 5000 a 1. Una cifra che, nel linguaggio del betting moderno, equivale praticamente all’impossibile, esattamente allo 0,02% di probabilità stimata.
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La bandiera di San Giorgio noleggiata - a pagamento - dai genovesi agli inglesi. Verità o leggenda?


Simbolo di protezione divina per le flotte genovesi contro i pirati e valore cristiano sin dalle Crociate, Riccardo Cuor di Leone la usò per proteggere i suoi convogli durante la Terza Crociata, per la fama ineguagliata dei marinai genovesi.
Non esiste traccia storica di un canone di locazione nei trattati (nemmeno nel 1421). La storia del pagamento fino al 1771 sembra più un'operazione di marketing turistico del '900 che un fatto di cronaca: nel 2018 il sindaco di Genova ha giocosamente invitato la Regina a saldare 247 anni di arretrati. Buckingham Palace ha risposto con eleganza, ammettendo il legame storico... ma senza bonifici!

#Genova #Londra #Inghilterra #pirati #corsari #bandieradiSanGiorgio

tuttostoria.net/medio-evo.aspx…

!Storia
@Genova

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RRF Caserta La Liberazione comincia con la resa di Caserta firmata a Palazzo Reale tra truppe Alleate e Germania il 29 aprile 1945

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RRF Caserta La Liberazione comincia con la resa di Caserta firmata a Palazzo Reale tra truppe Alleate e Germania il 29 aprile 1945 podbean.com/eas/pb-w37y3-1ab15…
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La strage di Nassiriya, l’attentato in Iraq che sconvolse l’Italia

13 novembre 2003: uno degli eventi più drammatici dei primi anni duemila, capace di sconvolgere profondamente l’Italia e di scuotere l’opinione pubblica internazionale: la strage di Nassiriya
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RRF Focus. Le radio in guerra . Radio Bari

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Bombardamenti sulle città italiane nella II Guerra Mondiale. Il caso emblematico di Foggia, città martoriata

#foggia #bombardamenti #1943 #secondaguerramondiale
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RRF Focus La campagna di Grecia. La più grande farsa del fascismo in guerra avrebbe da insegnare a Putin e Trump.

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RRF Focus La campagna di Grecia. La più grande farsa del fascismo in guerra avrebbe da insegnare a Putin e Trump. podbean.com/eas/pb-27sur-1aaa2…
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Le pergamene medievali non raccontano solo testi: sono archivi biologici pieni di DNA (e la storia si sta riscrivendo)


Una nuova disciplina: la biocodicologia. Da secoli studiavamo i manoscritti medievali solo per quello che c'era scritto sopra, ma oggi gli scienziati stanno "leggendole" come fonti di DNA.

L'idea è folle ma geniale: una pergamena non è solo carta antica. È un reperto biologico che ha conservato per 1000 anni tracce di animali, malattie, clima e persino le mani di chi l'ha toccata.

Ecco i punti salienti:

  • Il progetto CODICUM: L'Europa ha investito 13 milioni di euro (2025-2031) per analizzare 50.000 frammenti di pergamena nel nord Europa. L'obiettivo? Ricostruire libri perduti e tracciare le reti intellettuali del Medioevo.
    Tecnica non invasiva: Prima si dovevano tagliare pezzetti di pelle. Ora? Usano spazzole citologiche (tipo quelle per i tamponi) o nastro adesivo forense per prelevare DNA senza rovinare nulla. Hanno persino usato la polvere delle gomme da cancellare vecchie ("erdu") che conteneva collagene e DNA.
  • Sorpresa sulle "Bibbie tascabili": Si pensava fossero fatte con pelli di animali esotici o rari. Le analisi di massa (ZooMS) hanno rivelato che erano fatte di vitello, capra o pecora comuni, lavorati con un'abilità artigianale incredibile.
  • Climatologia e Malattie: Dai lipidi della pergamena si può ricostruire il clima del passato (hanno persino rilevato l'"anno senza estate" del 1816 dovuto al vulcano Tambora). Inoltre, hanno trovato tracce di vaiolo ovino e batteri che indicano la provenienza geografica del sale usato per la lavorazione.
    Un caso misterioso: Su un Vangelo di Luca del XII secolo, hanno trovato un'alternanza intenzionale di pelli (vitello, pecora, capra) proprio in corrispondenza di certi passaggi del testo. Coincidenza o simbolo religioso? Nessuno lo sa ancora.

Per approfondire:
nature.com/articles/s40494-025…

#biocodicologia
@Storia

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@storiaweb Un primo piano di un libro antico aperto, con pagine ingiallite e alcune macchie brune, su uno sfondo nero. Un sottile oggetto scuro e contorto, simile a una piccola radice, attraversa verticalmente la rilegatura centrale tra le due pagine. Le pagine presentano un testo stampato in nero con un carattere serif.

Il testo sulla pagina di sinistra recita: "The isle cale fof mzentl siccorat me hie DIAN Ards, a a bele the rgitle Eals vise that the bish lale is the bawre bent jahener, is Mas of hir hinl, sete rard nnly lasttly of corco tor lalc ind baams, fiul, lalt the it for hie; hit tis sable in kall- lat, in tae furraup in teha Molers chy mglet of the talt, nard, yeye ad Dols bitts, raid, bens lair to dib then bord, on con the teven tning in this bein rnd tile is the synght of the ill ted ton this land, be welk of luvis hesst be whierifee guur beatly for haireted of fhe twey tolncl, it hit duef cried, in as thle tuiel, the bin ceads of tihit foated, to this wan the batle. far mg laid which batterl. eny he laid in they ontrecd. loug by at leatid the tricks, aist of thor, tand of foritether 'Lis he Polles bhard,"

Il testo sulla pagina di destra recita: "The Dughinet Pave u nier a Nad the LNA ther the Larid badd to the, plotd on bintid hurvid, birne pard ard laf ithy hie Flay sn herelo mtols et ofla lait rati, enot bible hie svar, de locr of this land, se he bouldr pf her- sds boter his und the bbreg, if the rved, bighl, scield wis t the roach ad ia apirie off net thit is in the caid, an hey, barh thir be sy fey bdel th. is her at hdl awer and ss life to la birk."

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Oltre le Brigate Garibaldi: il ruolo cruciale (e dimenticato) delle formazioni monarchiche nella Resistenza

Dalla newsletter La buona storia, di Andrea Bosio


Spesso quando parliamo di Resistenza, la narrazione si concentra quasi esclusivamente sulle formazioni comuniste (Brigate Garibaldi) o socialiste. Ma la storia è molto più sfumata. Un aspetto fondamentale che merita attenzione è la presenza attiva e strutturata di formazioni monarchiche e "autonome" che hanno combattuto contro i nazifascisti, spinte non dall'ideologia repubblicana, ma da una ferma scelta antifascista e democratica.

Ecco alcuni punti chiave emersi da recenti approfondimenti storici:

L'unità nell'antifascismo: Il punto di contatto tra tutte le formazioni non era la forma di stato (repubblica o monarchia), ma l'obiettivo comune di liberare l'Italia dall'occupazione nazista e dal fascismo.
Le "Formazioni Autonome": Già nei primi giorni dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, militari del Regio Esercito e civili organizzarono bande (come il gruppo Borgo Martese o Camillo Cavour). Spesso identificati dal fazzoletto azzurro, erano indipendenti dal CLN nelle fasi iniziali e mantenevano una struttura militare rigida, ereditata dall'esercito.
Figure chiave sono state Giuseppe Bellocchio, Generale degli Alpini e monarchico convinto, fu una figura cardine nel comando del Corpo Volontari della Libertà (CVL); Edgardo Sogno: Nobile piemontese e monarchico anticomunista, fondò l'Organizzazione Franchi. La sua figura è complessa: si oppose alle leggi razziali già nel '38 (indossando pubblicamente la stella di David pur non essendo ebreo) e collaborò con gli Alleati. Tuttavia, il suo anticomunismo radicale lo portò poi, nel dopoguerra, a essere implicato in progetti eversivi (il "Golpe Bianco" del 1970) e legami con la CIA e la loggia P2; il Fronte Militare Clandestino a Roma, guidato dal colonnello Montezemolo (poi fucilato alle Fosse Ardeatine), unì piccole formazioni militari in una rete di spionaggio e resistenza urbana.

Questa storia ci ricorda che la Resistenza non fu un monolite ideologico, ma un mosaico di persone con background diversi uniti da un solo obiettivo: abbattere il fascismo. "Non fu una questione di comunisti vs fascisti", ma una convergenza di forze diverse, a volte con collaborazioni complesse, ma tutte necessarie.

Leggi tutto qui:
open.substack.com/pub/labuonas…

#StoriaItaliana #Resistenza #StoriaContemporanea #Monarchia #Antifascismo

@Storia
@Storiaweb

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@storiaweb Una fotografia in bianco e nero mostra un gruppo di persone che cammina in fila attraverso un'area boschiva. Le persone procedono da uno sfondo di alberi verso il primo piano. Indossano abiti scuri e funzionali. Alcuni individui portano oggetti lunghi e sottili, simili a fucili o bastoni, tenuti vicino al corpo. L'immagine è granulosa e presenta un forte contrasto tra luci e ombre.

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Oggi, 11 aprile, nel 1970, l'Apollo 13 parte per la Luna. E tre giorni dopo: "Houston, abbiamo un problema"


il Centro di Controllo della NASA

Freddo, buio, CO₂ in aumento e una navicella danneggiata.
Ma alla NASA non si arresero: i filtri dell'aria sull'Apollo 13 erano quadrati, ma i connettori della capsula di emergenza erano circolari. Con nastro adesivo e ingegno, riportarono a casa Jim Lovell e il suo equipaggio.

Hollywood trasse dall'avventura un film. Qui il trailer:
youtube.com/watch?v=e3ZtOS4MCk…

Per saperne di più:
storicang.it/a/il-pericoloso-v…

@Storia

#Apollo13 #NASA

Questa foto panoramica mostra un centro di controllo affollato, pieno di file di complesse console e apparecchiature tecniche. Diverse persone, vestite con camicie bianche, sono sedute alle postazioni di lavoro, rivolte verso l'esterno mentre monitorano gli schermi. Due grandi schermi di proiezione dominano la parete anteriore; lo schermo a sinistra mostra una mappa del mondo con una linea gialla, mentre lo schermo a destra mostra un'immagine granulosa e ravvicinata di una persona o di un oggetto. Sul lato destro, una parete presenta una finestra che dà su una stanza adiacente, una bandiera americana e patch a forma di cerchio relative alle missioni. Le postazioni di lavoro sono affollate di pile di documenti, libri e numerosi piccoli monitor e pulsanti.

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L'uovo simbolo pasquale, combinazione di tradizioni cristiane e pagane

L'uovo come simbolo pasquale
L'uovo è diventato un simbolo pasquale per una combinazione di tradizioni cristiane e pagane pre-cristiane:

L'uovo rappresenta il Santo Sepolcro: il guscio chiuso simboleggia la tomba, mentre la schiusa evoca la resurrezione di Cristo.
Secondo una leggenda, Maria Maddalena portò uova al sepolcro il giorno della resurrezione, e queste diventarono rosse miracolosamente — da qui la tradizione delle uova rosse tipica della Pasqua ortodossa.

Molte culture antiche associavano l'uovo alla rinascita, alla fertilità e all'inizio della vita.
Le celebrazioni primaverili pre-cristiane (come quelle in onore della dea germanica Ostara) includevano già l'uovo come simbolo del risveglio della natura dopo l'inverno.

Con la diffusione del Cristianesimo in Europa, la Chiesa incorporò molti simboli pagani già radicati nella cultura popolare, reinterpretandoli in chiave cristiana. L'uovo era già così fortemente legato alla primavera e alla rinascita che divenne naturale adottarlo come simbolo della Resurrezione.

In sintesi: l'uovo simboleggia la vita che emerge, concetto perfettamente in linea sia con la Resurrezione cristiana che con il risveglio primaverile della natura. 🥚

#uovopasquale #pasqua

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Oggi, 1 aprile, Apple compie cinquanta anni

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Apple è stata fondata il 1° aprile 1976 da Steve Jobs (a destra nella immagine), Steve Wozniak (a sinistra) e Ronald Wayne nel garage della casa dei genitori di Jobs a Los Altos, in California.

Jobs e Steve Wozniak erano entrambi appassionati di elettronica e informatica fin da giovani. Si conobbero nel 1971 attraverso un amico comune, Bill Fernandez.

Ronald Wayne, il terzo fondatore, era un ingegnere con esperienza in progettazione di hardware e documentazione tecnica. Lasciò la società dopo solo 12 giorni, vendendo la sua quota (10%) per 800 dollari (una delle decisioni più costose della storia!).

Apple nacque con l’obiettivo di vendere il Apple I, un computer assemblato a mano da Wozniak. Era un kit per appassionati, non un prodotto finito.
Il primo vero successo fu l’Apple II (1977), il primo computer personale con tastiera integrata, schermo a colori e case plastico — rivoluzionario per l’epoca.
La società fu incorporata nel gennaio 1977 come Apple Computer Inc. e iniziò a crescere rapidamente, grazie anche all’ingresso di Mike Markkula, un investitore che diede stabilità finanziaria e strategica.

Nel 1984 uscì il Macintosh, il primo computer con interfaccia grafica e mouse accessibile al pubblico — un’idea rivoluzionaria, ispirata dai laboratori Xerox PARC.

Nel 1985, dopo conflitti interni, Jobs fu estromesso da Apple. Fondò poi NeXT e acquistò Pixar, che diventò un gigante dell’animazione.

Nel 1997, Apple, in crisi, acquistò NeXT e riportò Jobs in azienda. Fu nominato CEO ad interim nel 1998, poi CEO a tempo pieno.
Lanciò prodotti iconici: iMac (1998), iPod (2001), iPhone (2007), iPad (2010) — trasformando Apple in una delle aziende più valuable al mondo.

Oggi Apple è una delle aziende più influenti del mondo, con prodotti che vanno dai computer ai dispositivi mobili, passando per servizi come Apple Music, iCloud e Apple Pay.

Steve Jobs morì nel 2011, ma il suo eredità continua sotto la guida di Tim Cook

#Apple #primoaprile

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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Le Origini del Pesce d'Aprile. Una tradizione di 500 anni

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Le vere origini del Pesce d'Aprile rimangono un mistero, ma esistono diverse teorie interessanti

Le principali teorie

Il cambiamento del calendario: Una delle spiegazioni più diffuse sostiene che, quando la Francia spostò ufficialmente il Capodanno al 1° gennaio (Editto di Roussillon, 1564), chi continuava a festeggiarlo il 1° aprile veniva deriso e considerato uno "sciocco"

L'equinozio di primavera: Alcuni credono che la tradizione sia legata all'equinozio di primavera (20-21 marzo), periodo in cui il tempo meteorologico imprevedibile "ingannava" le persone

Il "poisson d'avril": In Francia, la prima menzione del peisson d'avril (pesce d'aprile) risale a una poesia del 1508 di Eloy D'Amerval. L'idea era che i pesci in primavera fossero abbondanti e facili da catturare, quindi più "creduloni"

La prima testimonianza certa

Il primo riferimento documentato alla tradizione risale al 1561, in una poesia fiamminga di Eduard De Dene, in cui un nobile manda il suo servo in giri inutili e assurdi proprio il 1° aprile

In Scozia la celebrazione durava addirittura due giorni: il primo era dedicato al "hunting the gowk" (caccia al cuculo), dove si mandavano le persone in false missioni, e il secondo al Tailie Day, con scherzi legati alla schiena (come appiccicare cartelli "prendimi a calci")

In sintesi: nessuno sa con certezza da dove venga, ma la tradizione è radicata nella cultura europea da almeno 500 anni

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Gesù è davvero esistito? Cosa ne pensa la storia? dalla newsletter di Andrea Bosio

Il Gesù di cui parliamo è il personaggio storico; la storia e gli storici non si occupano dell’aspetto teologico e/o divino.
Di Gesù ci sono attestazioni multiple anche da fonti tra loro indipendenti. È un elemento molto solido, perché autori diversi, che, secondo le ricostruzioni, non si sono vicendevolmente influenzati (“non si conoscono”, si dice in gergo) forniscono su di lui informazioni sostanzialmente compatibili.
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Formula 1 story. Antonelli richiama Ascari e le sue cinque vittorie consecutive nel 1953

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Andrea Kimi Antonelli (Bologna, 25 agosto 2006, nell'immagine a sinistra), pilota della Mercedes, ha vinto il 29 marzo in Giappone il suo secondo Gran Premio di Formula 1 consecutivo.
La sua impresa ricorda quella ancora più clamorosa di Alberto Ascari (Milano, 13 luglio 1918) che, alla guida della Ferrari, nel campionato 1953 (che vinse, il secondo consecutivo) giunse primo al traguardo consecutivamente in cinque Gran Premi: Argentina, partenza dalla pole position; Olanda, partenza dalla pole position; Belgio, partenza dal secondo posto in griglia; Gran Bretagna, partenza dalla pole position; Svizzera, partenza dal secondo posto in griglia.
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Gladiatrice in topless: il mosaico romano, da Focus.it

La legge romana, sotto l'imperatore Settimio Severo (all'incirca intorno al 200 d.C.), aveva tentato di bandire le donne dalle arene, ma questo mosaico dimostra che la pratica è sopravvissuta molto più a lungo, forse fino al IV secolo
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L'Imperialismo statunitense di inizio Novecento

Un fenomeno, pure definito come "imperialismo dal volto umano", che si manifestò in diversi modi, nella “guerra dimenticata” delle Filippine e soprattutto in America Latina e nei Caraibi, dove gli Stati Uniti intervennero ripetutamente per "proteggere" o "modernizzare" paesi da loro considerati instabili o arretrati
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Il British Museum esporrà l’opera che narra la conquista normanna dell’Inghilterra

storicang.it/a/il-british-muse…

Per la prima volta in quasi mille anni, l’Arazzo di Bayeux lascerà la Francia per essere esposto temporaneamente al British Museum di Londra, che ha previsto di assicurare il pezzo con oltre 900 milioni di euro.

Questo trasferimento si inserisce in un accordo culturale tra Francia e Regno Unito volto a rafforzare la cooperazione tra i due paesi attraverso lo scambio di alcune delle opere più emblematiche del loro patrimonio storico.

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Il British Museum esporrà l’opera che narra la conquista normanna dell’Inghilterra

Per la prima volta in quasi mille anni, l’Arazzo di Bayeux lascerà la Francia per essere esposto temporaneamente al British Museum di Londra, che ha previsto di assicurare il pezzo con oltre 900 milioni di euro.

Questo trasferimento si inserisce in un accordo culturale tra Francia e Regno Unito volto a rafforzare la cooperazione tra i due paesi attraverso lo scambio di alcune delle opere più emblematiche del loro patrimonio storico.

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Il Totocalcio nella storia italiana: nascita e diffusione della schedina

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L’arazzo di Bayeux

Secondo lo studio l’arazzo fu concepito per decorare il refettorio di un monastero, uno spazio ideale per osservare durante i pasti un’opera di tale complessità visiva. Questa ipotesi dissiperebbe il dubbio sul fatto che fosse destinato o meno a un pubblico religioso. Secondo Pohl, in mancanza di una prova che ne confermi definitivamente l’uso, l’idea che l’arazzo decorasse un refettorio sembra essere la più coerente con le caratteristiche dell’opera.
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Piero e Raimondo D’Inzeo, i fratelli invincibili dell’equitazione, trionfatori alle Olimpiadi di Roma 1960

Insieme alla Conquista del Mondo
La loro prima Olimpiade insieme fu a Londra nel 1948. Otto anni dopo, a Melbourne 1956, arrivarono le prime medaglie, la prova che erano diventati due campioni di livello mondiale: Raimondo vinse due argenti, uno individuale e uno a squadre, in sella al suo Merano, mentre Piero conquistò un bronzo individuale e l'argento a squadre cavalcando Uruguay.
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Il Progetto Popeye e la guerra invisibile combattuta dagli Stati Uniti in Vietnam

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I bombardamenti dell’Operazione Rolling Thunder, una vasta campagna aerea statunitense condotta tra il 1965 e il 1968 contro il Vietnam del Nord con l’obiettivo di colpire infrastrutture, basi militari e linee di rifornimento, si rivelarono insufficienti: ogni tratto distrutto veniva ripristinato rapidamente, spesso sfruttando la copertura della giungla e le piogge monsoniche. Da questa constatazione nacque un’idea destinata a spostare il confine stesso della guerra: se il clima favoriva il nemico, il clima poteva essere trasformato in un’arma.

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Operazione Underworld: il patto scellerato tra l’Intelligence Navale USA e la Mafia italo-americana

I vertici della Marina statunitense a Washington cercarono in seguito di insabbiare l’intera vicenda, distruggendo file e ordinando a Haffenden di non rilasciare ulteriori dichiarazioni per evitare l’imbarazzo pubblico di aver collaborato con la criminalità organizzata. Solo con il Rapporto Herlands del 1954 (declassificato e reso pubblico nel 1977) il valore effettivo di queste testimonianze fu confermato ufficialmente.
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Milano alle barricate: «Uomini in strada, donne alle finestre! »

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Nel 1848 Milano e Venezia erano in fermento fin dalla rivolta del tabacco dei primi di gennaio, mentre gli austriaci osservavano con crescente preoccupazione la mobilitazione dei liberali.

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Dovremmo portare più rispetto per le mummie egizie?

Anche il mondo della pittura non è stato esente dalla dissociazione tra persona morta e mummia con il colore bruno di mummia.

Mi sembrano riflessioni interessanti, anche se non credo che il parallelo con i nativi americani sia adatto, soprattutto per il diverso tempo passato, certo è indubbio che si tratta sempre di resti umani.

@storia

ilpost.it/2026/03/05/esposizio…

#anticoegitto #mummie #egittologia

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Il blocco commerciale, una storica arma a doppio taglio nelle guerre

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Uno dei primi esempi è il caso di Atene e Sparta durante la Guerra del Peloponneso. All’inizio del conflitto gli Spartani devastarono l’Attica per distruggere i campi che fornivano cibo agli ateniesi, ma questi semplicemente lo importarono dall’esterno. La guerra si trasformò quindi in una contesa commerciale tra le due città-stato, durante la quale Atene invase la Sicilia per assicurarsi il grano, e fu sconfitta solo quando Sparta equipaggiò una flotta con l’oro persiano e chiuse il porto del Pireo.

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Il Mostro di Firenze: omicidi, misteri, giustizia

Il Mostro di Firenze: omicidi, misteri, giustizia fattiperlastoria.it/mostro-di-…

Il caso rimane un enigma di fatto irrisolto, con sospettati solitari o legati ad ambienti familiari indicati come smaniosi di vendetta (il legionario Giampiero Vigilanti; Salvatore Vinci e la "pista sarda"), sino a una presunta rete di complici dediti al commercio di "feticci" (Pietro Pacciani ed i suoi "compagni di merende") ed a ipotesi spintesi ad un "secondo livello" esoterico e occulto. A quaranta anni dall'ultima azione omicidiaria una serie televisiva ha riacceso l'attenzione sulla vicenda.

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La guerra più antica della storia? Lagash e Umma, Mesopotamia, 4.500 anni fa.


Due città-stato in conflitto per confini, risorse idriche e il favore degli dei. La storia si ripete: le guerre sono sempre diplomazia, economia e teologia insieme. Il racconto di Andrea Bosio, dall sua newsletter

open.substack.com/pub/labuonas…

@Storia
@Storiaweb

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Un'infografica storica in lingua italiana, divisa in due pannelli, che illustra eventi dell'antica Mesopotamia. Il pannello di sinistra, intitolato "Origini e Ascesa di Lagash (circa 2600 - 2450 a.C.)", include sezioni come "La disputa per la Gu edena" con il testo "Le tensioni iniziano per il controllo di certi terreni agricoli e delle risorse," "La mediazione di Mesilim" con il testo "Il re di Kish stabilì un confine originale, successivamente violato da Umma," e "Il ruolo degli dei" con il testo "Il conflitto è visto come un'azione del Dio della Terra." Presenta illustrazioni: piramidi, un fiume con persone, un re seduto etichettato "Mesilim, Re di Kish," una figura con un leone etichettata "Nigirish (Lagash)," e due figure etichettate "Lagash" (con il testo "Dio della Terra"), "Umma" (con il testo "Dio della Terra"), e "Shara (Umma)." Il pannello di destra, intitolato "La Guerra Umma-Lagash: Il Primo Conflitto tra Stati della Storia," include il testo "Svoltasi tra il 2600 e il 2350 a.C. nel Sumer (periodo Protodinastico I), la guerra tra Umma e Lagash è la più antica disputa territoriale documentata. Il conflitto sorge per il possesso dell'area tra Umma e Lagash." Ha sezioni come "Triumfo di Umma e Fine del Conflitto (circa 2450 - 2350 a.C.)", "La Stele degli Avvolti" con il testo "Celebre monumento che documenta la vittoria di Enannatum di Lagash su Umma," "Lugalzagesi unifica il Sumer" con il testo "Il re di Umma conquistò Lagash 're della terra'," e "L'Unificazione di Sargon di Accad" con il testo "Sargon sconfisse Umma, integrando Lugalzagesi nel primo impero accadico." Il pannello include immagini di una stele con figure, un re etichettato "RE DELLA TERRA" che tiene uno scettro, e soldati in carri.

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1789 e 1917: rivoluzioni a confronto?

Nella sua newsletter Andrea BOSIO discute il ruolo rivoluzionario della borghesia, così come analizzato da Marx, Engels e Trotsky, sottolineando come la borghesia abbia storicamente smantellato le strutture feudali e instaurato sistemi capitalistici.
Secondo Trotsky la borghesia avrebbe tradito i suoi ideali rivoluzionari, lasciando che fosse il proletariato a custodirne l'eredità.
La visione di Lenin si focalizzava sulla necessità di un partito d'avanguardia per guidare i movimenti rivoluzionari, tracciando parallelismi tra la rivoluzione francese e quella russa, entrambe guidate da élite ristrette e ideologicamente determinate, nonostante la partecipazione di massa.

@Storia

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Chi fu la prima donna serial killer della storia? - Focus.it

focus.it/cultura/storia/chi-fu…

Locusta fu la prima vera serial killer della Storia: esperta di botanica e veleni, aprì una bottega sul Palatino trasformando il delitto perfetto in un'arte.

@Storia

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