Salta al contenuto principale



[2026-01-29] Festa di Autofinanziamento per i Pullman per il 31/01 @ CSOA Ex-Snia


Festa di Autofinanziamento per i Pullman per il 31/01

CSOA Ex-Snia - Via Prenestina 173
(giovedì, 29 gennaio 20:00)
Festa di Autofinanziamento per i Pullman per il 31/01
SERATA BENEFIT DEL 29/01 PER LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 31/01 A TORINO

A Torino saremo in tant* contro repressione, attacchi agli spazi sociali e guerra. Abbiamo deciso di organizzare una serata benefit per permettere a tutt* di salire, al prezzo più basso possibile, con i pullman che stiamo organizzando. Perché nessun* resti sol* o venga lasciat* indietro.

Durante la serata proietteremo la partita della Roma e a seguito un accompagnamento musicale del collettivo "Gate Radio". Durante la serata sarà disponibile anche cena Veg. e Vin Brulé per tenersi caldi.
Un momento di convivialità per incontrarsi, confrontarsi e stare insieme prima di Torino.

🗃 Durante la serata sarà presente un banchetto dove poter portare la prima metà quota del viaggio per fermare il posto

📍Se anche tu vuoi salire a Torino ci vediamo la mattina del 31 a Stazione Tiburtina.


roma.convoca.la/event/festa-di…



[2026-01-30] Il Mega-Inceneritore di Roma Sud @ Casa del Parco delle Energie


Il Mega-Inceneritore di Roma Sud

Casa del Parco delle Energie - Via Prenestina, 175, 00176 Roma RM
(venerdì, 30 gennaio 18:00)
Il Mega-Inceneritore di Roma Sud
Il Mega-Inceneritore di Roma Sud

Informiamoci sui rischi per la salute, per l'ambiente, per le nostre tasche

Assemblea Pubblica
Venerdì 30 Gennaio 2026
ore 18:00
Sala Ovale - Casa del Parco delle Energie (Ex-Snia) - Via Prenestina 175

Intervengono:
Francesca Mazzoli - pediatra ed endocrinologa
Giuseppe Girardi - ingegnere, Unione dei Comitati contro l'Inceneritore
Fabio Mestici - archeologo, Unione dei Comitati contro l'Inceneritore
Marco Alteri - Rete Tutela Roma Sud
Francesco Cirelli - ingegnere

Modera: Gabriele Germani


roma.convoca.la/event/il-mega-…



[2026-02-02] Assemblea Pubblica verso il Corteo per Valerio Verbano @ Brancaleone


Assemblea Pubblica verso il Corteo per Valerio Verbano

Brancaleone - Via Levanna, 11, 00141 Roma RM
(lunedì, 2 febbraio 18:30)
Assemblea Pubblica verso il Corteo per Valerio Verbano
𝗔𝗦𝗦𝗘𝗠𝗕𝗟𝗘𝗔 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗔 𝗩𝗘𝗥𝗦𝗢 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗥𝗧𝗘𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗩𝗔𝗟𝗘𝗥𝗜𝗢 𝗩𝗘𝗥𝗕𝗔𝗡𝗢

🗓️ 𝗟𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶‌ 𝟮 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼
🕡 𝟭𝟴:𝟯𝟬
🗺️ 𝗖𝗦 𝗕𝗿𝗮𝗻𝗰𝗮𝗹𝗲𝗼𝗻𝗲
📍 𝗩𝗶𝗮 𝗟𝗲𝘃𝗮𝗻𝗻𝗮, 𝟭𝟭

Incontriamoci per costruire collettivamente, a 46 anni dall’omicidio di Valerio Verbano, il corteo antifascista e le giornate di mobilitazione cittadina verso la piazza.

Anche quest’anno vorremmo costruire uno spazio in cui intersecare le lotte, e per questo invitiamo a partecipare collettivi studenteschi, realtà transfemministe, sinistra di base, centri sociali, chi nei territori costruisce pratiche di mutualismo e si batte per la giustizia sociale, chi si batte contro razzismo e suprematismo, contro le destre e il regime di guerra che ovunque si impone con le sue logiche oppressive e patriarcali.

Consegnare la storia di Valerio alla memoria significa assumersi la responsabilità di rendere il corteo per il suo assassinio un’occasione per parlare non solo di ricordo e conflitto, ma anche dell’agibilità e la libertà di chi queste lotte le pratica ogni giorno. Perciò vogliamo mettere al centro la campagna Free All Antifas e discutere dell’antifa ban che dagli Usa all’Europa reprime e minaccia lз antifascistз.

Incontriamoci per costruire anche quest’anno un grande corteo antifascista, tracciare insieme alternative possibili, organizzare insieme forme di resistenza.


roma.convoca.la/event/assemble…



[2026-02-04] Pressentazione del libro ASSALTO ALLE PIATTAFORME @ CSOA Forte Prenestino


Pressentazione del libro ASSALTO ALLE PIATTAFORME

CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy
(mercoledì, 4 febbraio 19:00)
undefined
MERCOLEDì 4 FEBBRAIO 2026

Forte infoshop, AvANa e Sala da the interferenze

Presentano insieme all’autore Kenobit:
ASSALTO ALLE PIATTAFORME. RIPRENDIAMOCI INTERNET

Possiamo evadere? Possiamo ribellarci? Possiamo rivendicare una dimensione online libera e rispettosa del nostro tempo?

Un libro che analizza i meccanismi oppressivi del capitalismo sul web e propone un percorso concreto per neutralizzarli. Focalizzando lo sguardo critico sul concetto di content creation qui si tenta di svelare le trappole che si nascondono dietro il “successo” online e le dinamiche che trasformano le nostre passioni in catene.

Le big tech hanno colonizzato tutti i territori della comunicazione, facendo leva sul bisogno umano di socialità e intrattenimento. Le app come Instagram e TikTok ci manipolano per trasformarci in forza lavoro ignara e non pagata. Si nutrono del nostro tempo, dei nostri dati, delle nostre debolezze. Quella delle piattaforme è una fortezza che pare inespugnabile, ma sulle sue mura si intravedono le prime crepe. L’insostenibilità del modello attuale ha causato un disagio che serpeggia sempre di più tra l’utenza. Abbiamo un’occasione imperdibile per rivendicare una dimensione digitale fondata sulla cooperazione invece che sulla competizione.
Nel software libero, nel Fediverso e nella relazione sociale diretta troviamo gli strumenti per cambiare tutto, da subito, senza chiedere il permesso. Scopriamoli, rivendichiamo l’importanza politica del nostro corpo digitale e riprendiamoci internet.

A seguire

PALESTRA DI LIBERAZIONE DIGITALE
Un momento di mutuo aiuto tecnologico! Dopo la presentazione del libro, chi vuole una mano a installare i software liberi troverà persone (incluso Kenobit) ad aiutarlx. Vuoi muovere i primi passi del percorso di liberazione digitale? Non sei solx! Il primo passo è quello che spaventa di più, ma in realtà è facilissimo. Facciamolo insieme.

GAME BOY LIVE SET
Kenobit propone un live set elettronico con due Game Boy del 1989. Musica veloce e potente su hardware di recupero!


roma.convoca.la/event/pressent…


Pressentazione del libro ASSALTO ALLE PIATTAFORME
Inizia: Mercoledì Febbraio 04, 2026 @ 7:00 PM GMT+01:00 (Europe/Rome)

MERCOLEDì 4 FEBBRAIO 2026

Forte infoshop, AvANa e Sala da the interferenze

Presentano insieme all’autore Kenobit:
ASSALTO ALLE PIATTAFORME. RIPRENDIAMOCI INTERNET

Possiamo evadere? Possiamo ribellarci? Possiamo rivendicare una dimensione online libera e rispettosa del nostro tempo?

Un libro che analizza i meccanismi oppressivi del capitalismo sul web e propone un percorso concreto per neutralizzarli. Focalizzando lo sguardo critico sul concetto di content creation qui si tenta di svelare le trappole che si nascondono dietro il “successo” online e le dinamiche che trasformano le nostre passioni in catene.

Le big tech hanno colonizzato tutti i territori della comunicazione, facendo leva sul bisogno umano di socialità e intrattenimento. Le app come Instagram e TikTok ci manipolano per trasformarci in forza lavoro ignara e non pagata. Si nutrono del nostro tempo, dei nostri dati, delle nostre debolezze. Quella delle piattaforme è una fortezza che pare inespugnabile, ma sulle sue mura si intravedono le prime crepe. L’insostenibilità del modello attuale ha causato un disagio che serpeggia sempre di più tra l’utenza. Abbiamo un’occasione imperdibile per rivendicare una dimensione digitale fondata sulla cooperazione invece che sulla competizione.
Nel software libero, nel Fediverso e nella relazione sociale diretta troviamo gli strumenti per cambiare tutto, da subito, senza chiedere il permesso. Scopriamoli, rivendichiamo l’importanza politica del nostro corpo digitale e riprendiamoci internet.

A seguire

PALESTRA DI LIBERAZIONE DIGITALE
Un momento di mutuo aiuto tecnologico! Dopo la presentazione del libro, chi vuole una mano a installare i software liberi troverà persone (incluso Kenobit) ad aiutarlx. Vuoi muovere i primi passi del percorso di liberazione digitale? Non sei solx! Il primo passo è quello che spaventa di più, ma in realtà è facilissimo. Facciamolo insieme.

GAME BOY LIVE SET
Kenobit propone un live set elettronico con due Game Boy del 1989. Musica veloce e potente su hardware di recupero!




[2026-01-30] Aperitivo con l'autore - Andrea Cantone @ Occhieppo Superiore - Villa Mossa


Aperitivo con l'autore - Andrea Cantone

Occhieppo Superiore - Villa Mossa - via Martiri della Libertà, 29 - Occhieppo Superiore
(venerdì, 30 gennaio 18:00)

Presentazione di libri dello stesso autore, sull'Africa


caosbi.eu/event/aperitivo-con-…



Giulio Regeni: a Monfalcone anteprima con il regista


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/giulio-…
Dopo l’anteprima nazionale di Fiumicello, Giulio Regeni – Tutto il male del mondo arriva al Kinemax di Monfalcone per una proiezione-evento domenica 1° febbraio alle ore 17.00. Il documentario è la prima opera



Buildling A Light That Reacts To Radio Waves


When it comes to electromagnetic waves, humans can really only directly perceive a very small part of the overall spectrum, which we call “visible light.” [rootkid] recently built an art piece that has perception far outside this range, turning invisible waves into a visible light sculpture.

The core of the device is the HackRF One. It’s a software defined radio (SDR) which can tune signals over a wide range, from 10 MHz all the way up to 6 GHz. [rootkid] decided to use the HackRF to listen in on transmissions on the 2.4 GHz and 5 GHz bands. This frequency range was chosen as this is where a lot of devices in the home tend to communicate—whether over WiFi, Bluetooth, or various other short-range radio standards.

The SDR is hooked up to a Raspberry Pi Zero, which is responsible for parsing the radio data and using it to drive the light show. As for the lights themselves, they consist of 64 filament LEDs bent into U-shapes over a custom machined metal backing plate. They’re controlled over I2C with custom driver PCBs designed by [rootkid]. The result is something that looks like a prop from some high-budget Hollywood sci-fi. It looks even better when the radio waves are popping and the lights are in action.

It’s easy to forget about the rich soup of radio waves that we swim through every day.

youtube.com/embed/moBCOEiqiPs?…


hackaday.com/2026/01/29/buildl…



Ultimate Picture Frame Combines Walnut and 3D Printing


A man cutting wood with a circular bench saw

[Make Something] boasts he has made probably the fanciest picture frame you’ll ever see. He started with an original sign purchased on eBay and then made it to be bigger, brighter, and better. The frame is of solid walnut with back-lighting for the imagery all chasing that classic mid-century modern style. The backlit photo was taken the “hard way”, with an actual film camera and a road-trip to the picturesque site at Yellowstone. [Make Something] then developed the film himself in his home studio.

For the chimney [Make Something] used a new trick he learned in Autodesk Fusion: you take a photo of an object, convert to black and white, and then use the light/dark values to emboss or deboss a surface. To do this he took photos of the brick wall outside his shop and used that as the basis of the textured chimney he made with his 3D printer.

If you’re interested in other projects made from solid walnut, check out 3D Printed Spirograph Makes Art Out Of Walnut and Walnut Case Sets This Custom Arduino-Powered RPN Calculator Apart From The Crowd.

youtube.com/embed/80qMQnYRgBA?…


hackaday.com/2026/01/28/ultima…



DK 10x19_ - Post-americani (La versione di Carney)


Quando un uomo dell'establishment come Mark Carne, PM del Canada, va a Davos a dire cose che sentivi al massimo in qualche facoltà di Scienze Politiche, vuol dire che l'era post-americana è cominciata. Sarà un viaggio.


spreaker.com/episode/dk-10x19-…



“Promuovere una comunione sempre più profonda nell’intera Famiglia, condividendo spiritualità e apostolato, vivendo pienamente la vocazione specifica a cui Dio vi ha chiamati come membri della Società a cui appartenete, impegnati a testimoniare con l…


“Non dovete avere paura di sperimentare modelli nuovi di governo, anzi è bene che teniate sempre presente che la ricerca corale di un proprio stile nell’esercizio dell’autorità apre cammini che non solo arricchiscono le società e i loro singoli membr…



“La Chiesa annuncia Cristo, senza protagonismi, né particolarismi, e in essa ciascuno è e deve riconoscersi sempre e solamente ‘un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore’”.


Il tema della trasmissione della fede è un “argomento di grande urgenza nel nostro tempo”. Ne è convinto il Papa, che ricevendo in udienza i partecipanti alla plenaria del Dicastero per la dottrina della fede ha affermato: “Non possiamo ignorare che,…


sinistra è comunismo e non è libertà? non mi pare neppure a destra ci sia tanta libertà e rispetto delle persone.


Anduril è a caccia di talenti. In palio mezzo milione di dollari e un colloquio di lavoro

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Anduril, l’azienda defence-tech guidata da Palmer Luckey, ha annunciato il lancio del suo primo AI Grand Prix, una competizione di drone racing completamente autonoma che mette in palio mezzo milione di dollari per il vincitore. L’evento,




diciamo che nel tempo qualcosa si è chiarito. si è capito che trump è un cretino totale ma non un uomo di putin, visto che sta anche pestando tutti gli alleati di putin nel mondo. sarebbe prioritario rimuovere i russi anche dall'africa.


È passata la prima metà dell'anno scolastico, ma della Carta del docente ancora nessuna traccia. La libertà a scuola si fonda, anche, sulla dignità retributiva di chi ci lavora dentro e sulla sua possibilità di formarsi. Non si fonda sui metal detector #scuola


Docenti schedati, grande preoccupazione dell’Istituto Parri


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/docenti…
L’Istituto nazionale Ferruccio Parri in un documento “esprime grande preoccupazione per la richiesta di schedatura di insegnanti di sinistra – siamo alle liste di proscrizione? – da parte di Azione

Mro reshared this.



🔴 𝟒 𝐅𝐄𝐁𝐁𝐑𝐀𝐈𝐎 𝐒𝐈𝐓-𝐈𝐍 𝐀𝐔𝐁𝐀𝐂


Mercoledì 4 febbraio dalle 10.30 saremo on SIT IN all'Aubac (Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Centrale) per assicurarci che l'Autorità abbia effettivamente piena conoscenza dell'area interessata dallo sciagurato progetto inceneritorista di Gualtieri e Acea.

📣Verso il 19 febbraio: corteo contro l'inceneritore!

#Roma #Gualtieri #NoInceneritore #EmergenzaRifiuti #Politica #RifiutiZero #CittadiniEsasperati #Termovalorizzatore



Il ricordo di Marco Luchetta e il nostro mestiere


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/il-rico…
32 anni dopo Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota e Dario D’Angelo, assassinati a Mostar est il 28 gennaio 1994, ci ricordano che il nostro è un mestiere necessario, anche se non sempre siamo in grado di onorarlo fino in


in reply to Cybersecurity & cyberwarfare

A pagina 52 c’è scritto che Apple iCloud garantisce crittografia end-to-end, ma è opzionale (disabilita di default).
in reply to Cybersecurity & cyberwarfare

ben fatto. Aggiungo che con LUKS è possibile configurare una "nuke key", ovvero una password che, se inserita al posto di quella normale, rende il disco non più decifrabile packages.debian.org/sid/admin/… può essere utile in certi contesti


Le professioni cyber più richieste nel 2026: le 5 sfide che devono affrontare


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Al Richmond Cyber resilience forum, a cui hanno partecipato CISO, manager e professionisti della sicurezza, il report Cybersecurity Statistics 2025 ha delineato le principali tendenze cyber del 2026, a partire dalle figure professionali più richieste.



PODCAST. Perché Xi Jinping purga i vertici dell’esercito


@Notizie dall'Italia e dal mondo
L'arresto del vice capo della commissione centrale militare Zhang Youxia evidenzia la volontà del presidente cinese di mantenere il controllo assoluto su un esercito obbediente. Il Podcast di Michelangelo Cocco
L'articolo PODCAST. Perché Xi Jinping purga i vertici dell’esercito proviene da Pagine



Sentenza Tar, l’intervento dei promotori della raccolta firme


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/sentenz…
Ieri pomeriggio è stato diffuso il comunicato dei promotori della raccolta firme del referendum. “La decisione del TAR del Lazio in tre punti. – scrivono – Abbiamo lanciato una raccolta firme



qr.ae/pCxDL8

e poi ci chiediamo se l'ucraina ha qualche chance di farcela…. intanto ha un pil e un'economia più solida della russia…

la differenza tra gli alleati della russia e gli alleati dellìucraina è che noi stiamo sostenendo l'ucraina senza spolparla, i cinesi che "sostengono" la russia in realtà ci vogliono fare l'affare (tipo petrolio e gas a costo stracciato) e tutto questo alla fine nel lungo periodo potrebbe avere un peso.

reshared this

in reply to simona

è il motivo per cui la campagna di “pace a tutti i costi” è tornata su a batteria (tramite US e varî idioti piú o meno utili sparsi per l'Europa).


Alberto Méndez – I girasoli ciechi
freezonemagazine.com/articoli/…
Sfiniti dalla tragedia e dagli orrori della guerra civile spagnola, vinti, distrutti, svuotati, incapaci di continuare a vivere, i protagonisti dei bellissimi quattro racconti di Alberto Méndez sono come girasoli che non cercano più il sole. Girasoli ciechi. Le loro storie sono l’essenza dell’orrore della guerra dove i fucili e i cannoni distruggono corpi e […]
L'articolo Alberto Méndez


LIBANO DEL SUD. Vite sospese lungo la Blue Line con una nuova guerra alle porte


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Naqoura, Khiyam, Aytaroun e tanti altri villaggi sono stati ridotti in macerie dai bombardamenti israeliani. La tregua del 2024 non è mai stata rispettata. Le testimonianze dei pochi abitanti che hanno scelto di non lasciare ciò che resta delle



Whistleblower who exposed Uyghur camps granted asylum


New York, Jan. 28, 2026 — A judge reportedly granted asylum today to Guan Heng, a whistleblower who secretly filmed Uyghur internment camps in China and shared his footage online after arriving in the United States. The footage he captured became crucial evidence for journalists reporting on the camps, including the team at BuzzFeed News that won a Pulitzer Prize.

The Department of Homeland Security has 30 days to appeal, during which time Guan will remain in detention. Guan and his relatives have said that if he is deported to China, his life would be in serious jeopardy.

Freedom of the Press Foundation (FPF) Chief of Advocacy Seth Stern said:

“This ruling is evidence that even in today’s environment, public pressure still works. All of the journalists, activists, editorial board members, and others who spoke out about Guan’s case deserve enormous credit. They should carry that momentum to other fronts in the very active battles for the rights of whistleblowers, journalists, and people who film government wrongdoing, whether in China or Minneapolis. DHS should not wait the full 30 days to drop this case. It should announce immediately that it will not appeal, so Guan can walk free. And it should give serious thought to why an immigration crackdown supposedly intended to target the worst of the worst is endangering the best of the best.”

Please contact us if you would like further comment.


freedom.press/issues/whistlebl…



Dentro il Social WARM – Parte 2: Lemmy, lo strumento per la discussione strutturata


Il software più fecile del Fediverso (ops... del Social WARM) non è solo facile, ma è una palestra importante per comprendere le dinamiche che vedremo in futuro tra software diversi


informapirata.it/2026/01/28/de…


Dentro il Social WARM – Parte 2: Lemmy, lo strumento per la discussione strutturata

Il software più fecile del Fediverso (ops… del Social WARM) non è solo facile, ma è una palestra importante per comprendere le dinamiche che vedremo in futuro tra software diversi

La seconda sessione della vostra scuola guida è dedicata a una prova pratica e no, non giocheremo con Mastodon. Non oggi! A mio parere infatti, iniziare da Mastodon non aiuta a comprendere bene come funziona il Social WARM (cioè quella cosa che quelli istruiti chiamano Fediverso), mentre Lemmy ci aiuterà a capire alcuni meccanismi che ci renderanno molto più consapevoli quando proveremo Mastodon. Ma soprattutto ci farà capire meglio potenzialità, limiti e criticità del Social WARM.

A proposito, il fatto di menzioniare subito la comunità @fediverso oggi sarà più chiaro…

Bene, è ora di salire a bordo!



Il buono, il brutto e il cattivo dl Social WARM (da un'idea di Dominik Chrástecký: <a href=https://chrastecky.dev/technology/activity-pub-the-good-the-bad-and-the-ugly) Tre blocchi con la rappresentazione delle criticità di Activitypub" title="Il buono, il brutto e il cattivo dl Social WARM (da un'idea di Dominik Chrástecký: https://chrastecky.dev/technology/activity-pub-the-good-the-bad-and-the-ugly) Tre blocchi con la rappresentazione delle criticità di Activitypub" class="has-alt-description">Il buono, il brutto e il cattivo dl Social WARM (da un’idea di Dominik Chrástecký: chrastecky.dev/technology/acti…)
Questa non è una vera guida a Lemmy, ma è un modo per aiutarvi a familiarizzare con una delle piattaforme più utilizzate del Social WARM e un modo per farvi capire:

  • la differenza tra ciò che è dentro il vostro server e ciò che è in un altro server Lemmy, quindi fuori dal vostro server ma dentro lo stesso ambiente software
  • la differenza tra ciò che è dentro il vostro server e ciò che è fuori da Lemmy e dentro ambienti software diversi.

Lemmy è probabilmente il software più facile da usare di tutto il Social WARM! Si tratta di una sorta di clone di Reddit ed è pensato per creare discussioni (di solito partendo da un link, ma questo non è necessario) cui altri utenti rispondono.

Le discussioni nascono all’interno di quelle che vengono dette “Comunità” che sono praticamente i “subreddit” o le “categorie” dei vecchi forum.

Iscriversi a Lemmy è facilissimo: il software consente di farlo anche senza utilizzare un’email e, anche se molte istanze richiedono comunque l’email, sul nostro server feddit.it abbiamo deciso di non richiederla, con l’unica condizione di chiedervi di scrivere una breve frase in italiano giusto per capire se non siete bot (ma attenzione: se dimenticherete la vostra password e non vi siete registrati con un’email, allora sarà impossibile rientrare nel vostro account!); se iscriversi è facilissimo, usarlo è ancora più facile!

🧡 Feddit.it è un progetto indipendente e senza pubblicità. Se volete potete aiutare la gestione di questo server con una piccola donazione ricorrente su LiberaPay oppure con una donazione una tantum su Ko-Fi.
Il server utilizzato è quello di Hetzner, in Finlandia. Se volete provarlo potete ottenere 20€ gratuiti con questo link e noi riceveremo un aiuto sotto forma di credito da usare proprio per mantenere Feddit.
Piccolo spazio di autofinanziamento


Appena sarete entrati vedrete una schermata con alcuni “interruttori” in alto (le opzioni che scriveremo in grassetto sono quelle predefinite):
Gli "interruttori" di LemmyGli “interruttori” di Lemmy

  1. interruttore “Pubblicazioni | Commenti”: vi mostra il primo post di un thread oppure i commenti successivi
  2. interruttore “Contenuti nascosti | non nascosti”: vi consente di filtrare alcune conversazioni contrassegnate come mno visibili
  3. interruttore “Iscritto | Locale | Tutti”: vi mostra le conversazioni delle comunità cui siete iscritti, quelle del vostro server locale oppure tutte le conversazioni, incluse quelle di altri server soprattutto quando sono state votate positivamente dai membri della comunità globale

Naturalmente se non vi siete ancora iscritti a nessuna comunità, l’interruttore “Iscritto” non vi mostrerà nulla.

Troverete anche un menu a tendina con i criteri di ordinamento preferiti.

Per cercare l’elenco delle comunità conosciute dal vostro server locale, dovete cliccare in alto al menu “Comunità” che vi porterà a una pagina con indirizzo https://VOSTRO_SERVER/communities che vi mostrerà le comunità in base (anche in questo caso) a diversi criteri a seconda della voce di menu che selezionerete dalla tendina.

Qui potete iscrivervi “alla cieca” oppure potete “entrare” nella comunità e decidere se iscrivervi in base all’interesse che le relative conversazioni potranno avere per voi.

NB: la possibilità di ordinare le voci secondo criteri prestabiliti è l’occasione di ricordarvi che questi “feed” sono progettati per poter “emettere” un vero e proprio feed RSS: se non sapete cosa sono vi siete persi una pietra miliare del WEB, ma in breve un feed RSS non è altro che un flusso di aggiornamenti tempestivi che ricevete su un vostro “Feed Reader”. In Lemmy, ogni server, ogni comunità, ogni lista di messaggi e addirittura ogni utente presenta un proprio feed RSS e potete copiarlo sull’icona a forma di piccola emissione di onde. Questa caratteristica è presente in quasi in tutti i software del Social WARM, anche se su Lemmy è stata progettata con una particolare cura.


Tornando alle Comunità, ricordiamo che anche se il controllo totale del server è appannaggio degli amministratori (coloro che possiedono il server), ogni utente può creare una nuova comunità, diventandone “moderatore”: i moderatori possono:

  1. stabilire le regole della comunità (che devono essere in linea con quelle del server)
  2. fissare una conversazione in cima ai post della comunità
  3. eliminare contenuti contrari alle regole
  4. impedire ad alcuni utenti di pubblicare contenuti nella loro comunità

I moderatori non ricevono una notifica quando un utente si iscrive nella loro comunità e, anche se la prassi è quella di iscriversi senza dire nulla, sarebbe buona educazione presentarsi quando ci si iscrive.

Alcune comunità consentono solo ai moderatori di aprire una nuova conversazione, mentre lasciano a tutti gli utenti la possibilità di commentare.

Chi siamo noi? Cosa sono gli utenti? Cosa sono le comunità?


Quando ci iscriviamo a Lemmy, creiamo un “utente” e un “utente” può anche creare (se vuole) una o più “comunità“; ma che cos’è un utente? E cos’è una “comunità”?

Nel Social WARM, esistono fondamentalmente due tipi di “attori”:

  1. gli utenti, cioè quelli come noi (per esempio: poliverso, skariko, nuovoiscrittodiprova)
  2. i gruppi, che sono a loro volta un tipo particolare di utente; nel caso di Lemmy, i gruppi vengono chiamati “comunità” (per esempio: informatica, lealternative, fediverso).

La caratteristica dei “gruppi” è che quando un utente scrive un nuovo post attivando in qualche modo un particolare gruppo, questo sarà forzato a ricondividere quel post, permettendo quindi di mostrarlo a tutti coloro che “sono iscritti” a quel gruppo.

In Lemmy, quando siamo “dentro” la pagina di una comunità e scriviamo un nuovo post, quella comunità viene “attivata” e ricondivide il nostro post: nell’interfaccia di Lemmy questo significa che il post che avremo pubblicato comparirà nella pagina della comunità.

Ogni “utente” e ogni “gruppo” sono identificati da un link pubblico e univoco, una pagina web, insomma, che li identifica univocamente nel WEB. Per esempio nel caso di Lemmy:

  1. il profilo utente “poliverso”, nel server feddit.it avrà questo link: https://feddit.it/u/poliverso con la U di utente
  2. la comunità “informatica”, nel server feddit.it avrà questo link: https://feddit.it/c/informatica con la C di comunità

Ogni utente e ogni gruppo appartiene al proprio server, ma tutti gli altri server (se ben collegati) duplicano la “pagina utente” originale all’interno del proprio server. Pertanto:

  1. il profilo utente esterno “skariko”, che si trova nel server lemmy.ml avrà questo link: https://lemmy.ml/u/skariko ma se mai lo vedrete quando vi muovete dentro al server feddit.it lo troverete a questo link https://feddit.it/u/skariko@lemmy.ml
  2. la comunità esterna “lemmy_support”, che si trova nel server lemmy.ml avrà questo link: https://lemmy.ml/c/lemmy_support ma se mai la vedrete quando vi muovete dentro al server feddit.it la troverete a questo link https://feddit.it/c/lemmy_support@lemmy.ml

Questo vale anche per gli altri server. Per esempio:

  1. il profilo utente “poliverso”, nel server feddit.it, che come abbiamo visto ha questo link: https://feddit.it/u/poliverso visto dal server lemmy.ml avrà quest’altro link: https://lemmy.ml/u/poliverso@feddit.it
  2. la comunità “informatica”, nel server feddit.it, che come abbiamo visto ha questo link: https://feddit.it/c/informatica vista dal server lemmy.ml avrà quest’altro link: https://lemmy.ml/c/informatica@feddit.it

Come avrete notato, quando un server “richiama” un utente o una comunità esterni, lo fa utilizzando lo stesso tipo di link, ma il “nome utente” sarà seguito da una chiocciola @ e dal dominio del server originale.

Questo ci introduce a un secondo modo, oltre al link, in cui gli utenti possono essere identificati all’interno di un sistema di Social WARM: il cosiddetto “handle” ossia l’identificatore, il “manico”, con cui ogni utente può essere richiamato da un altro utente. Per esempio:

  1. l’handle completo del profilo utente “poliverso”, nel server feddit.it sarà
    @poliverso@feddit.it
  2. l’handle completo della comunità “informatica”, nel server feddit.it sarà sarebbe
    !informatica@feddit.it (con il punto esclamativo, invece che con la chiocciola)

Si tratta di una sorta di standard che ci consente di capire:

  1. con la chiocciola o il punto esclamativo, se si tratta di un utente o di un gruppo
  2. qual è il nome utente
  3. qual è il server cui appartiene

Aggiungiamo però una piccola complicazione tecnica che al momento possiamo tranquillamente ignorare, ossia che:

  1. quando siamo dentro Lemmy, non “vedremo” mai quel punto esclamativo e, grazie a come è stata realizzata l’interfaccia del software, le comunità ci “sembreranno” vere e proprie pagine e non un utenza di tipo “gruppo
  2. il punto esclamativo non è uno standard accolto universalmente


Pubblichiamo qualcosa e vediamo come si vede


Per iniziare possiamo andare sulla comunità di test di feddit.it.

Per cercarla possiamo scorrere la pagina o utilizzare la funzione di ricerca del browser (CTRL + F) e cercare “test”. Nel caso in cui non la trovassimo nella prima pagina (tranquilli, è in prima pagina), potremmo andare alla pagina successiva (feddit.it non ha così tant comunità) altrimenti possiamo usare la casella di ricerca di Lemmy, in alto a destra, e cercare semplicemente la parola “test”.

NB: ogni software del Social WARM dispone di una casella di ricerca: questa può essere usata inserendo parole per la ricerca libera, ma anche con i link; infatti inserendo il link originale di un contenuto federato e avviando la ricerca, il sistema vi mostrerà quello che, nel proprio server, è il duplicato della pagina che fa riferimento a quel link
La casella di ricerca


Ci appariranno così diverse comunità, ma anche alcuni utenti, con la parola test, che sono le comunità e gli utenti che troviamo tra tutti i server connessi con feddit.it e la nostra comunità “Test: palestra e allenamenti 🙂” si troverà probabilmente tra le prime dieci.

In ogni caso la comunità la troverete a questo link: feddit.it/c/test

Una volta sulla pagina della comunità, ecco che possiamo “iscriverci”. L’iscrizione è una sorta di “follow” alla comunità, ma (sorpresa!) Lemmy ci consente di scrivere in una comunità anche se non siamo iscritti. La differenza tra iscriversi e non iscriversi è solo per la fruizione: quando andremo nella pagina iniziale di Lemmy, attivando l’interruttore “Locale“, vedremo i contenuti pubblicati nelle comunità in cui ci siamo iscritti.

Quando scrivete un nuovo post, avete a disposizione diversi campi

  1. Titolo: Dove naturalmente vi viene richiesto di scrivere un titolo
  2. URL: dove potete aggiungere il link di un post, un articolo o un qualsiasi contenuto web cui è ispirato il vostro post
  3. Image: dove potete aggiungere un’immagine
  4. Thumbnail URL: dove potete aggiungere un’immagine di miniatura
  5. Contenuto: dove potete scrivere il testo del vostro post, utilizzando anche una formattazione di base avvalendovi della barra di formattazione integrata
  6. Lingua: un menu a tendina dove potete selezionare la lingua che utilizzate

Una volta pubblicato il post, fate attenzione al link della nuova pagina creata, che sarà una sorta di feddit.it/post/XXXXXXXX (dove la x è un carattere numerico), perché questo è il link univoco che individuerà il vostro post nel WEB: copiatevelo perché lo richiameremo in futuro.

Complimenti! Avete pubblicato il vostro primo post nel Fediverso! Vi è piaciuto quello che avete pubblicato o c’è qualcosa che vorreste cambiare? Beh, nel secondo caso, avete la possibilità di modificare il messaggio appena pubblicato: sotto al titolo infatti troverete una piccola barra degli strumenti e l’ultima icona della barra è la solita icona con i tre pallini; cliccando su di essa troverete la voce “Modifica” per modificare il vostro post
Come modificare un post già pubblicatoCome modificare un post già pubblicato
Tutto questo implica che Lemmy, con la sua interfaccia pulita e chiara, potrebbe essere utilizzato come piattaforma di blogging: è sufficiente creare una “comunità” e limitare la creazione di nuovi thread ai soli moderatori!

Ora che avete acquisito maggiore consapevolezza, potete navigare per le comunità del server feddit.it e cercare se ci sono altre comunità di vostro interesse dove pubblicare post oppure se ci sono post scritti da altri utenti sotto i quali lasciare il vostro commento; quando trovate un utente interessante, potete vedere quali altri post e quali commenti ha scritto, ma ATTENZIONE: da Lemmy non potete seguire gli utenti, ma potete solo iscrivervi ai gruppi. Si tratta di una funzionalità pensata per mettere in primo piano le comunità e i contenuti e non, a differenza dei social, gli utenti!

Con il mio account posso davvero vedere tutti i contenuti pubblicati da tutti gli utenti del mondo? No!


Sul vostro server potete trovare contenuti provenienti da tutti i server collegati, ma solo se il vostro server li ha “intercettati” dalla rete globale.

In pratica (con alcune eccezioni che non ci interessano), i post pubblicati sulle comunità di un altro server vengono “intercettati” dal vostro server solo quando almeno un utente del vostro server inizierà a iscriversi a quella comunità e pertanto il vostro server intercetterà solo i post pubblicati dopo il momento dell’iscrizione di quell’utente.

Il corollario a tutto questo è che, se nessun utente del vostro server si è mai iscritto a una certa comunità di un server remoto e quindi voi sarete i primi a esservici iscritti, inizierete a vedere solo i post pubblicati dal momento in cui vi siete iscritti.

Ma se noi visitiamo un altro server e vediamo un post interessante che vorremo commentare, come possiamo commentarlo, se quel post non è mai stato intercettato dal nostro server? Ecco come fare…

“Catturare” un post da un altro server Lemmy


Sì, come per quasi tutti i server Lemmy, anche nel server lemmy.ml esiste una comunità “test”.

Per trovarla, possiamo utilizzare la sintassi standard, per esempio scrivere lemmy.ml/c/test, oppure possiamo andare alla pagina principale del server lemmy.ml/ cliccare sulla ricerca di Lemmy in alto a destra e cercare la parola “test”.

Qui troverete diversi post creati da utenti che volevano fare prove, ma ora andiamo direttamente alla pagina lemmy.ml/post/41887125 dove c’è un vecchio post che ho preparato per voi.

Ricordate quello che vi avevo scritto qui a proposito della casella di ricerca? Ebbene, è arrivato il momento di metterlo in pratica.

Per commentare quel post restando dentro al nostro server feddit.it (senza quindi iscriverci al server lemmy.ml), possiamo:

  • copiare il link di quel post (appunto lemmy.ml/post/41887125)
  • e incollarlo nella casella di ricerca del nostro server feddit.it.

Ecco che la ricerca ci restituirà un solo risultato e, quando ci avremmo cliccato, lo troveremo in una pagina del nostro server (nello specifico quel post si troverà alla pagina feddit.it/post/25874889).

Il link sembra avere esattamente lo stesso aspetto di quello del nostro post precedente perché il nostro server l’ha “intercettato” e l’ha inglobato nella memoria fisica del nostro server. Ma osservando quello stesso post dalle due pagine diverse, noterete che sono presenti alcune particolari differenze, cerchiate in rosso:
Gioco di specchi: stesso post ma su due server Lemmy diversiGioco di specchi: stesso post ma su due server Lemmy diversi
Nel messaggio “originario” scritto nel server in cui è ospitato sia l’utente “@Informapirata”, sia la comunità ![url=https://lemmy.ml/c/test]test[/url], si può notare come sia l’utente, sia la comunità non abbiano la necessità di presentare la seconda parte dell’handle (@lemmy.ml). Ma soprattutto possiamo vedere che le due iconcine (una con il simbolo della catenella, l’altra con il simbolo pentagonale colorato del Fediverso) rimandano allo stesso link, che è il link univoco del post pubblicato dall’utente: lemmy.ml/post/41887125

Al contrario, nel messaggio duplicato come lo vediamo nel server feddit.it, sia l’utente sia la comunità presentano la seconda parte dell’handle, ma soprattutto:


“Catturare” un post da un altro server “non Lemmy”


La forza del Social WARM sta nel fatto che, grazie alla interconnessione tra server e piattaforme diverse, è possibile catturare anche post creati da altre piattaforme.

Vedremo quindi:

  1. come “catturare” un post pubblicato in una “categoria” NodeBB ((i gruppi di NodeBB si chiamano così; ricordate NodeBB? l’abbiamo accennato qui e qui) da un utente NodeBB
  2. come “catturare” un post pubblicato in una “comunità” Lemmy di un altro server, ma da parte di un utente NodeBB
  3. come “catturare” un post pubblicato in una categoria NodeBB da un utente Mastodon
  4. come “catturare” un post pubblicato da un utente Pixelfed in un “gruppo” Friendica
  5. come sia impossibile “catturare” alcun post, se non è pubblicato su un gruppo (comunità, categoria, rivista o comunque la chiamiate)


NodeBB su NodeBB


Questo post citiverse.it/topic/167/chi-vuo… è stato pubblicato dall’utente @macfranc (link univoco: citiverse.it/user/macfranc) sulla “categoria” Test (citiverse.it/category/5/test) del forum federato citiverse.it.

Purtroppo, in NodeBB, il link visualizzato non corrisponde al “vero” link federato e quindi dobbiamo cercare il link federato cliccando sulla rotellina delle impostazioni in basso a destra e selezionare la voce “Copia link permanente”.
Il link visualizzato è quello locale e può non corrispondere al "vero" link federatoIl link visualizzato è quello locale e può non corrispondere al “vero” link federato
Ottenuto questo link (che sarà citiverse.it/post/535) potrete incollarlo nella casella di ricerca di Lemmy e otterrete così il risultato che ci porterà alla pagina feddit.it/post/25876602 dalla quale potrete commentare il post in questione (fatelo, mi raccomando!)

Mastodon su NodeBB


Questo è un post pubblicato da un utente Mastodon: mastodon.uno/@informapirata/11…

L’utente in questione è riuscito a pubblicare il suo post sulla comunità test di citiverse.it semplicemente menzionando l’utente @test (NB sì: mastodon usa la chiocciola anche per i gruppi…) e il risultato è questo: citiverse.it/topic/61aecc3e-5f…

In questo caso, vi basterà copiare il link del post Mastodon, per incollarlo nella casella di ricerca di Lemmy e vedrete questo post: feddit.it/post/25846057

Se invece quel post l’aveste visto da NodeBB, ecco che vi basterà cliccare di nuovo sulla rotellina in basso a destra e selezionare NON “copia link permanente”, ma “apri il post originale”.
Ancora link locali e link federatiAncora link locali e link federati
In questo modo il browser vi farà vedere direttamente il post Mastodon

NodeBB su altro server Lemmy

Dove trovare il link federato su LemmyDove trovare il link federato su Lemmy
Se andiamo a questa pagina lemmy.ml/post/41890897 vedremo un post Lemmy, ma in realtà è stato pubblicato da un utente NodeBB.

Ce ne accorgiamo posizionandoci con il mouse sul simbolino pentaonale del Fediverso. Da lì possiamo copiare il link citiverse.it/post/536 nella casella di ricerca.

Certo, potremmo anche aprire la pagina, ma poi dovremmo fare la stessa operazione di ripulitura del link che abbiamo visto due capitoli fa…

In ogni caso, la pagina che vedremo sarà questa: feddit.it/post/25877501

Pixelfed su Friendica


Giusto per farvi conoscere due nuovi software, presenteremo un caso in cui un utente Pixelfed pubblica un post su un gruppo Friendica.

A questa pagina, possiamo vedere un account Pixelfed che pubblica un post sul gruppo “testgroup” dell’istanza poliverso.org: poliverso.org/display/6d463554…

Come abbiamo capito, il link che vediamo nella barra degli indirizzi non è quello originale, quindi dobbiamo cercare il link originale. Su Friendica, possiamo cliccare sul simbolo in alto a destra del post che, oltre a farci vedere il simbolo della piattaforma di origine, ci indica anche il link del post originale: pixelfed.social/p/informapirat…
Trovare il link federato su FriendicaTrovare il link federato su Friendica
Anche qui il procedimento sarà lo stesso, cioè copiare il link, incollarlo nella casella di ricerca di feddit.it e voila: feddit.it/post/25877971

…e quei post che Lemmy non vedrà mai


Per concludere, un’ultima nota molto importante: Lemmy è pensato per visualizzare esclusivamente post e risposte che facciano parte di una conversazione “incardinata” in un “gruppo“.

Non importa se il gruppo è una comunità Lemmy o Piefed, una rivista (o magazine) Mbin, una categoria NodeBB, un gruppo Friendica. In teoria potrebbe anche essere un canale Peertube (eh già…), ma deve sempre essere “dentro” un gruppo.

Se il post non fa parte di un gruppo, allora Lemmy non lo vedrà: quella che può sembrare una limitazione è in realtà una delle più importanti caratteristiche per non snaturare quello che è a tutti gli effetti un “forum” di discussione e non un social network basato sui follower.

Rispondere, menzionare o interagire con un altro utente


Quando state su Lemmy e rispondete a un post, state rispondendo all’utente che ha scritto quel post e a tutti gli eventuali utenti cui quel post, a sua volta, rispondeva.

Se volete aggiungere una menzione a un altro utente interessato, potrete digitare la chiocciola @ e iniziare a scrivere il suo handle utente; il sistema inizierà a suggerirvi alcuni utenti conosciuti dal nostro server in base alle sequenze di lettere che state scrivendo
Menzionare qualcuno su LemmyMenzionare qualcuno su Lemmy
Per uno strano difetto di progettazione, le menzioni funzionano solo nelle risposte, mentre le menzioni scritte nel primo post di una conversazione non funzionano

L’utente Lemmy è infine in grado di reagire a un post votandolo positivamente o negativamente; alcune piattaforme non riconoscono il “downvote”, ma l'”upvote” lo interpreteranno quasi sempre come un “like”.

Non esiste invece per l’utente Lemmy il concetto di “ricondivisione” (il retweet), mentre un utente che in una comunità trova una conversazione meritevole di essere ricondivisa in un’altra comunità, può ricorrere a ciò che Lemmy chiama “crossposting“: consiste in una sorta di “inoltro” di un post da una comunità a un’altra.
L'unica ricondivisione è il crossposting, ossia un inoltro non sincrono)L’unica ricondivisione è il crossposting, ossia un inoltro non sincrono)
Sì, l’inoltro è una soluzione non ottimale, dal momento che le due (o più) conversazioni (quella originaria e quella/e “crosspostata/e”) viaggeranno in maniera indipendente. Ma Lemmy si assicura almeno di esplicitare dove si trovano post su diversi server ma con lo stesso link.

Trattamento Lemmy: cosa abbiamo imparato?


L’incontro con Lemmy ci ha fatto capire alcuni concetti molto importanti del Social WARM.

Gruppi/Utenti: In primo luogo abbiamo capito che esiste una dicotomia tra utenti veri e propri e utenti di tipo “gruppo” e che questa dicotomia è importante non solo per quei software per i quali i “gruppi” costituiscono un elemento costitutivo, ma anche per quei software che (a differenza di quelli del “forumverso”) non sono basati sulle conversazioni strutturate, ma che si basano invece sul flusso continuo e cronologicamente ordinato di contenuti. Quando gli utenti del “socialverso” come quelli Mastodon o Friendica o Pixelfed o Pleroma menzionano un “gruppo” o rispondono a una conversazione basata su un gruppo, allora i loro contenuti sono visibili anche nel “forumverso“! In caso contrario, Lemmy non li vedrà.

Ogni contenuto è una pagina WEB: Abbiamo anche capito che a tutti i profili utente, a tutti i profili gruppo e a tutti i contenuti del Social WARM prodotti all’interno di un server, corrisponde una pagina originale e questa può essere replicata come pagina alias all’interno di tutti i server collegati. Ognuno di questi alias è una specie di bambola Vodoo che, quando viene stimolata, trasmette la reazione all’originale…

Nome@Cognome: Abbiamo capito inoltre che ogni account è caratterizzato da un “nome personale” liberamente scelto e da un “cognome” di famiglia che dipende dal dominio del server e che questi nomi somigliano a un indirizzo email salvo che per il fatto che hanno un’altra chiocciola all’inizio.

Questi concetti ci saranno molto utili quando cercheremo di orientarci meglio nell’utilizzo di altri software del Social WARM e il primo che vedremo dopo Lemmi sarà proprio quello che possiamo chiamare il “principe” del Fediverso:

Mastodon: il social a flusso continuo

informapirata.it/2026/01/28/de…


Maronno Winchester reshared this.



Springsteen ha pubblicato una canzone sui fatti di Minneapolis:

m.youtube.com/watch?v=wWKSoxG1…

Vi copio qui sotto il testo.

[Verse 1]
Through the winter's ice and cold
Down Nicollet Avenue
A city aflame fought fire and ice
'Neath an occupier's boots
King Trump's private army from the DHS
Guns belted to their coats
Came to Minneapolis to enforce the law
Or so their story goes

[Verse 2]
Against smoke and rubber bullets
In the dawn's early light
Citizens stood for justice
Their voices ringing through the night
And there were bloody footprints
Where mercy should have stood
And two dead, left to die on snow-filled streets
Alex Pretti and Renee Good

[Chorus]Oh, our Minneapolis, I hear your voice
Singing through the bloody mist
We'll take our stand for this land
And the stranger in our midst
Here in our home, they killed and roamed
In the winter of '26
We'll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis

[Verse 3]
Trump's federal thugs beat up on
His face and his chest
Then we heard the gunshots
And Alex Pretti lay in the snow dead
Their claim was self-defense, sir
Just don't believe your eyes
It's our blood and bones
And these whistles and phones
Against Miller and Noem's dirty lies


[Chorus]Oh, our Minneapolis, I hear your voice
Crying through the bloody mist
We'll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis

[Bridge]Now they say they're here to uphold the law
But they trample on our rights
If your skin is black or brown, my friend
You can be questioned or deported on sight
In our chants of ICE out now
Our city's heart and soul persists
Through broken glass and bloody tears
On the streets of Minneapolis


[Chorus]Oh, our Minneapolis, I hear your voice
Singing through the bloody mist
Here in our home, they killed and roamed
In the winter of '26
We'll take our stand for this land
And the stranger in our midst
We'll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis
We'll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis


[Outro]ICE out (ICE out)
ICE out (ICE out)
ICE out (ICE out)
ICE out (ICE out)
ICE out (ICE out)
ICE out

reshared this



un tempo pensavo che l'universo tendesse alla complessità e all'intelligenza. credo invece tenda alla shitfication (oppure alla sheetfication... ossia alla generazione di fogli, come alternativa alla spaghettizzazione)


#Trump e la strategia del caos


altrenotizie.org/trump-e-la-st…


Fascist Kink Roleplay Subreddit Draws the Line: No More ICE Porn#Reddit #porn


Fascist Kink Roleplay Subreddit Draws the Line: No More ICE Porn


In the wake of the public killings of multiple US citizens, protestors, and legal observers in recent weeks by immigration agents in Minneapolis, January 26, 2025 marked a watershed moment for r/FuckingFascists: they will no longer allow content or roleplay featuring ICE.

The Reddit community r/FuckingFascists is for people with a kink for roleplaying sex with fascists. The subreddit’s description explicitly states that the sub is “about making porn or making fun of authoritarians. REAL FASCISTS, SEXISTS, HOMOPHOBES, TRANSPHOBES AND OTHER BIGOTS ARE NOT WELCOME HERE!,” and “Rule 1: No Fascists”.

On Monday morning, moderator LilyDHM announced a complete ban of Immigration and Customs Enforcement (ICE) content in the sub. “No ICE related content will be allowed in kink posts,” the post reads. “We believe that this is the best option to allow people to still post MAGA content without touching this particular aspect of it, as it directly involves current politics and multiple lost lives.”

The ban comes after several weeks of heightened debate over ICE-related fantasizing on the sub. The discussion apparently came to a head on Sunday when r/FuckingFascists moderator PigSlut182 made a public post in the community, asking “At what point are we complicit?” and suggesting that the sub be completely shut down.

r/FuckingFascists is not the only porn subreddit that has stepped up its political engagement. As reported by The Verge, dick-pic-sharing sub r/MassiveCock came out hard against ICE over the weekend. The sub featured posts like “How hard I get when I think about abolishing ICE” and “ICE can fucking suck it”, accompanied by pictures of huge dicks. Some big-dick-enjoyers seem to have taken offense to the intrusion of politics into their sub, while others have encouraged it, like user BeSG24 who commented on one post: “LickCockNotBoot.” And across Reddit, as reported by Wired, the top posts in many of the most popular non-political subreddits such as r/CrossStich and r/catbongos (as in, playful drumming on cats) are anti-ICE posts.

PigSlut182’s post explained that the amount and intensity of immigration-related and other content in the sub had made it “seemingly clear… that a majority of our users likely are bigots, assholes, authoritarians and bootlickers who are just clever enough to avoid being overt and getting banned.”

Although they acknowledged that their views might not represent the rest of the mod team, PigSlut182 said that they were considering petitioning to kill the sub. “I'm tired of catering to you ingrate, inbred MAGA incel hicks, against my better wishes and judgement,” they said.

The comments and opinions on PigSlut182’s thread were split, with some users saying that the sub was just roleplay, and that people should be trusted to differentiate between porn and reality, and others agreeing that limits should be set. User _Sanctityy said that they believed there were real fascists using the sub. “They're hiding in the faceless up votes of maga posts, the baseless pushes for less safety and critical thinking, and the insecure downvoting and attacking of anti-fascist posts like the pussies they are,” they said. “The posts don't feel the same unless I purposefully shut off the part of my brain that wants to check in with neighbors and prepare my friends…Anything with any mention of trump feels disgusting especially if it's about his recent actions or another term.”

The community took a no-kink “aftercare” period of consultation and reflection, in response to the January 7 death of Renee Good, who was shot by ICE agent Jonathan Ross while in her car. That pause seems to have been an era of introspection which resulted, 10 days ago, in an announcement of stricter moderation going forward, and a rule that users should “stick to general themes, rather than explicit current events when creating content.” At that point, fantasy and discussing the sexual thrill of potential immigration enforcement was still ok, according to the announcement: “Talking about deportation or fear of ICE is acceptable. Talking about anything related to any of the people who have been murdered by ICE, is not.” To deal with that change in restrictions, the sub would be taking applications for more moderators.

A look through older posts in the sub shows users exploring the sexual dynamics of fascism with posts about wanting to be “thrown in the back of a van,” or abusing the power of an immigration agent while “negotiating with the families.” Many posts are called things like “I hope that a maga man and women will finally conquer me.” The users and mods of r/FuckingFascists clearly face what might be an impossible challenge: differentiating between people engaging in fantasy and roleplay, and actual Nazis enjoying the freedom to post sexualized fascist content.




Match Group says it is investigating claims that a mass of internal data was hacked from its popular dating apps.#hacks #datingapps


Hackers Say They've Hacked Match Group, Maker of Hinge, OkCupid


Hackers claimed on Wednesday they’ve stolen a mass of internal data from Match Group, which runs dating apps Hinge, Match, and OkCupid.

Match Group, the company that owns the targeted platforms as well as Tinder and other massively popular dating apps, says it is investigating the incident.

404 Media downloaded the data and reviewed portions of its contents. It appears to contain some users' unique advertising IDs; corporate receipts; and other internal company documents.

A spokesperson for Match Group told 404 Media: “We are aware of claims being made online related to a recently identified security incident. Match Group takes the safety and security of our users seriously and acted quickly to terminate the unauthorized access. We continue to investigate with the assistance of external cybersecurity experts. There is no indication that user log-in credentials, financial information, or private communications were accessed. We believe the incident affects a limited amount of user data, and we are already in the process of notifying individuals, as appropriate.”

The group, known as Scattered LAPSUS$ Hunters, posted on their leak site that they accessed 1.7GB of compressed data from AppsFlyer, a mobile marketing cloud platform. The data also contains company documents and invoices for services from other platforms that did business with Match Group, like Doordash and translation services.

A spokesperson for AppsFlyer told 404 Media: "AppsFlyer has confirmed that the incident referenced in recent media reports did not originate from AppsFlyer and did not involve a data breach, security incident, or compromise of AppsFlyer’s systems. AppsFlyer’s infrastructure and security controls were not breached. Any implication that AppsFlyer was the source of the incident, or that data was exposed due to a compromise of AppsFlyer systems, is inaccurate."

A spokesperson for the hacking group told 404 Media in an online chat: “we got in via vishing their Okta SSO.” Vishing is a variant of phishing but involves talking to someone on the phone. Okta is a cybersecurity company that lets companies manage how employees log into systems.

The spokesperson said the group compromised “Match Group itself, once we compromised the parent company (Match Group) Okta SSO dashboard we were able to connect to other apps like Salesforce, Appsflyer, etc.”

The group was previously linked to the doxing of hundreds of DHS, ICE, FBI, and DOJ officials.

A spokesperson for Okta directed 404 Media to its blog about tracking vishing attempts, and told 404 Media in a statement: "Okta Threat Intelligence routinely shares threat research to help companies protect against evolving social engineering techniques. These target organizations in all industries and impersonate a range of identity and cryptocurrency providers. While Okta’s platform and services remain secure, Okta is calling attention to these evolving techniques to help raise awareness and support stronger defenses for customers."

“We have a similar negotiation tactic as Mr. Trump, we ask high and negotiate low (to the ideal amount we want). However, as we had a feeling in the back of our head, the company did reach out, verified the breach and us, and decided that they will halt all discussions. They did not provide a reason,” the spokesperson said.

In 2024, the Mozilla Foundation criticized Match Group’s biggest platforms, including Hinge and OkCupid, for its data collecting and sharing practices.

1/28/26 11:02 a.m. ET: Updated with comment from AppsFlyer.

1/28/26 12:36 p.m. ET: Updated with comment from Okta.




The Doomsday Clock, a symbol of how close humanity is to destroying itself, has moved from 89 seconds to 85 seconds, four seconds closer to “doomsday.” That is the closest the Clock has ever been to midnight.


The Doomsday Clock Ticks Closer to Midnight. Does Anyone Care?


The Doomsday Clock, a symbol of how close humanity is to destroying itself, has moved from 89 seconds to 85 seconds, four seconds closer to “doomsday.” That is the closest the Clock has ever been to midnight. That’s when, in the metaphor proposed by the keepers of the Clock, the world ends. According to the scientists and experts who oversee the ritual setting of the Doomsday Clock, the end of the world is more possible now than it’s ever been.

But In 2026, I feel I don’t need the reminder.
playlist.megaphone.fm?p=TBIEA2…
President Donald Trump’s masked police have executed people in the street, the last nuclear treaty between Russia and the US is about to die, and tech oligarchies are constructing massive resource-sucking datacenters to power an unwanted nuisance technology they say is a path towards a godlike super intelligence.

Why watch the Clock? What is the point of keeping time? I have watched this ritual timekeeping for a decade and, I confess, I am feeling numb and cynical about it.

The Doomsday Clock began ticking in 1947, two years after Albert Einstein and a group of Manhattan Project veterans founded the Bulletin of the Atomic Scientists, the organization that sets the clock. For almost eight decades, generations of the world’s brightest minds have gathered once a year to tell the world how screwed it is.

Alexandra Bell, the current head of the Bulletin, said The Doomsday Clock is worth preserving, of course. Bell describes herself as a late stage Gen Xer. The Clock, she told me in a call last week, has always been a part of her life. “One of every four movies on TV was a nuclear one,” she said. The clear and iconic lines of the Clock have been present in pop culture for decades, most noticeably as a thematic image in Alan Moore’s Watchmen comic book. According to Bell, the symbol is important. “It’s clear that people respond to it. If you simply had a set of scientists deliver a statement about the state of existential risks…would it have the same global reach that the Clock does?”

Nuclear expert Joseph Cirincione also doesn’t recall a time when the Doomsday Clock wasn’t ticking away in the background of his life and work. “It’s part of the fabric of the nuclear age,” he said. Cirincione worked on military reform as a Congressional staffer for nine years before starting a long career in the nuclear world. He’s the former director of non-proliferation at the Carnegie Endowment for International Peace and the retired president of the Ploughshares fund.

Cirincione wasn't exactly skeptical of the Clock when I spoke to him the day before the announcement. “The Doomsday Clock is probably the most cited measure of nuclear risk in the world today,” he said. But he did share some of my concerns. “Being so close to midnight, you’re afraid the metric loses its power,” he said.“What does it mean to go from 89 seconds to 75 seconds?”

“Here's the dilemma: I believe we are seconds away from nuclear catastrophe,” he said. “This is true. This is an accurate reflection of the risk. You can make a long list of what the risks are, but at the top of the list is that a crazy man has the sole unfettered ability to launch a nuclear war, and no one can stop him, and that is our president. That is true. He could do that this afternoon. The President of the United States is increasingly demonstrably mentally unstable, and yet, if he wanted to launch a nuclear weapon, no one could stop him.”

During an interview with New York Magazinepublished on January 26, 2026—the day before the Clock ticked forward—Trump appeared to forget the word “Alzheimer’s” when describing the health issue that felled his father. “Well, I don’t have it,” Trump said after his press secretary filled in the word for him. “I don’t think about it at all. You know why? Because whatever it is, my attitude is whatever.”

These are not inspiring words from a man with the ability to end all life on Earth.
youtube.com/embed/ulvUJuiqwso?…
Cirincione wants the Bulletin to stress Trump’s diminished mental capacity during its announcement, but he’s not hopeful they will. “What holds them back is that the natural desire of experts to be non-partisan and to not explicitly criticize a leader of a country, a leader of a political party, they don't want to be dragged into that,” he said. “Discussing the mental stability of that person that is way too sensitive for a group like the Bulletin to take on. So they will shirk from that.”

During speeches and a question and answer session after the announcement, the experts at the Bulletin mentioned Trump many times. It’s clear they see him as a liar and a threat to world peace. “We’ve seen President Trump using [AI videos] to try to persuade people that things have happened that have not happened,” Steven Fetter, a member of the Bulletin’s Science and Security Board, said. But as Cirincione predicted, they didn’t touch on his mental state.

They did, however, hit on another topic Cirincione worried they would avoid. “The biggest change in nuclear risks over the last 10 years is that seven of the nine nuclear armed states are now led by authoritarian leaders,” he said.

The rising tide of authoritarianism and nationalism were central talking points of the Bulletin’s announcement this year. Nobel Peace Prize Laureate Maria Ressa gave the keynote address of the announcement. Ressa, a journalist from the Philippines, is well aware of the world’s current horrors. Ressa reported on the presidency of Rodrigo Duterte who was a kind of proto-Trump. She said that democracy, diplomacy, and science don’t work without a shared sense of reality, what she calls the world’s operating system.

“The operating system has been corrupted, deliberately, systematically, for profit,” she said during her address. “The platforms that mediate our information were built on an extractive and predatory model. They turned our attention into a commodity and our outrage into their business model…this brings out the worst of humanity. They don't connect us, they divide us, and in that division, they've enabled the collapse of cooperation and the rise of illiberal leaders who exploit chaos. As of last year, 72 percent of the world is now under authoritarian rule.”

In her address, Ressa was critical of big tech. “The old order is not coming back,” Ressa said. “We’re witnessing something more dangerous: the fusion of state power with the tech oligarchy. The men who control the platforms that shape what billions believe have merged with the men who control governments and militaries. Might makes right is the new operating principle and they have the tools to manufacture consent or to simply drown out dissent.”

In a world where the tech company Palantir works hand in glove with ICE to figure out which neighborhoods to raid and Flock’s facial recognition technology is used liberally by police across America, Ressa’s words hit the mark more closely than the threat of nuclear weapons. And maybe that’s what I’m feeling too: the sense that nuclear weapons, like the Clock, are a nostalgic fear in the face of Big Tech overreach and the rise of authoritarianism.

And yet. The United States is set to spend trillions of dollars on new and different kinds of nuclear weapons. In less than two weeks, the last remaining treaty that limits the amount of deployed nuclear weapons in America and Russia will expire. Trump has threatened to test nuclear weapons again. China is building more nukes. Multiple countries, including South Korea, have expressed interest in acquiring their own nukes.

The risk of nuclear annihilation can feel abstract and overwhelming. The world has built a series of complicated and interconnected systems that allow a handful of people to destroy everything. When facing the totality of these weapons I feel like the protagonist of a Lovecraft story. I am struck dumb by horrors beyond my comprehension.

Best, then, to keep the metaphors simple. “Other people have tried,” Cirincione said. “None of them have come close to the traction of the Clock. So, the best argument for keeping the Clock is that it works and it has a proven track record, and you'd be foolish to give up that symbol now.”

Bell said that more people are paying attention to the Clock than ever before. She tells me that traffic is up at the Bulletin’s website and more people are reading about nuclear weapons, climate change, and the existential risks of technology like AI. The Clock, Bell said, is still connecting with people. “It’s not just a warning, it’s a call to action,” she said. “The fact that it’s not midnight yet means we have time to fix these problems.”

I ask her how close the Clock has to tick down to midnight before the metaphor breaks down.

“I hope we never have to find out,” she said. “Every metaphorical second counts.”

So the Clock ticks on. Four seconds closer now.

“How long can we go? We go until midnight,” Bell said.




“La Corte costituzionale ha riconosciuto che la legge toscana non è incostituzionale”


Intervista a Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni


Il 2025 si è chiuso con la pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale a proposito della legge sul fine vita approvata dalla Regione Toscana. La sentenza è stata pronunciata il 4 Novembre, depositata il 29 Dicembre e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 Dicembre del 2025. L’avvocata Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni è stata intervistata nel programma radiofonico Il Maratoneta per commentare questo provvedimento.

Perché si tratta di un giudizio così importante?


Ricordiamo in primis che la norma della Regione Toscana n. 16 del 2025 nasce da una proposta di legge di iniziativa popolare dell’Associazione Luca Coscioni, che, emendata, discussa e approvata, disciplina le modalità organizzative per dare attuazione alle sentenze della Corte Costituzionale in materia di fine vita, a partire dalla sentenza Cappato.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 204 del 2025, afferma che in mancanza di una legge statale le decisioni sul fine vita devono comunque trovare attuazione concreta, e che tale attuazione deve avvenire inevitabilmente nel quadro del Servizio Sanitario Nazionale. In materia di suicidio medicalmente assistito, è quindi costituzionalmente legittimo l’intervento regionale volto a disciplinare i profili organizzativi e procedurali di dettaglio nell’ambito della tutela della salute, anche in assenza di una legge statale organica, a patto però che i principi fondamentali siano desumibili dalla legislazione vigente. Quest’ultimo rappresenta un passaggio importantissimo, perché la Corte Costituzionale ha di fatto confermato assetto e impianto della legge regionale.

La Corte Costituzionale è poi intervenuta anche su singoli aspetti, dichiarando alcune parti incostituzionali. Quindi abbiamo un duplice effetto: da un lato, la conferma del fatto che le regioni possono intervenire in materia, perché previsto dalla Costituzione, dall’altro un messaggio chiaro al legislatore – che nel testo di legge all’esame del Senato ha invece previsto la totale esclusione del Servizio Sanitario Nazionale da ruoli fondamentali come quelli ribaditi dalla Corte Costituzionale con la sentenza Cappato.

Su questa possibile duplice lettura abbiamo osservato che anche i quotidiani si sono divisi, a seconda della linea editoriale e del grado di consenso verso la legge regionale toscana. Quali siano state le analisi più pertinenti da parte della stampa?


Abbiamo finora chiarito che la Corte Costituzionale conferma la legge così come la competenza regionale a intervenire sul piano organizzativo.

Bisogna sottolineare un altro passaggio fondamentale: viene ribadito il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale, quindi la giurisprudenza costituzionale è confermata – sempre ricordando che le sentenze della Corte Costituzionale hanno portata di legge, vanno solo applicate.

Come detto, ciò rappresenta un chiaro messaggio al Parlamento, sollecitato ad intervenire con una norma organica. D’altro canto, la Corte Costituzionale ha cancellato una parte della legge toscana, relativa alla determinazione di tempi rigidi nelle varie fasi della procedura. Questo perché la Corte ha evidenziato che, in base all’ipotesi che regioni diverse stabiliscano tempi diversi, si potrebbero creare condizioni di disuguaglianza territoriale – ovvero proprio ciò che noi vogliamo evitare.

La Corte propone poi un’ulteriore osservazione, per cui la valutazione di alcune condizioni patologiche potrebbe richiedere tempi più lunghi rispetto a quelli fissati da una legge regionale. In considerazione di questi aspetti, è stato allora giudicato che una legge regionale non può determinare tempi rigidi, seppur la Corte abbia in ogni caso specificato che vi deve essere una pronta presa in carico della richiesta e che i tempi devono essere compatibili con quelle che sono le condizioni della persona malata.

Noi siamo quindi già a lavoro per capire come emendare la nostra proposta di legge nelle varie regioni in cui essa dovrà andare in discussione, accogliendo i rilievi che sono stati propri della Corte Costituzionale, affinché non ci sia nessuna forma di disuguaglianza. Dovremmo essere bravi nel capire come, in base alle parole della Corte, dare indicazioni alle regioni: per questo motivo, lo scorso 15 Gennaio abbiamo anche convocato un webinar.

Si è trattato di un seminario con costituzionalisti e magistrati finalizzato a elaborare una linea condivisa da inserire nelle nostre proposte di legge, siano esse di iniziativa popolare o, al contrario, avanzate dagli eletti.

In tal caso bisognerà organizzare nuovamente una raccolta firme?


Valuteremo tale opzione, perché si potrebbe procedere anche mediante l’emendamento diretto, su preciso indirizzo, da parte dei consiglieri. Senza dubbio il testo dovrà essere emendato a seguito delle indicazioni della Corte Costituzionale, e quindi sarà necessario trovare una formula che non definisca tempi precisi in modo tale da non determinare disuguaglianze. Ricordiamo che la sentenza Cappato si ancora direttamente a quella che è la legge sulle Dat, quindi la persona deve essere correttamente informata su tutte le opzioni in materia di fine vita.

Si tratta di una parte importante: la persona dovrà superare le verifiche da parte delle commissioni mediche che riguardano soprattutto le condizioni della persona e la piena capacità di autodeterminarsi, quindi, in un secondo momento, la consapevolezza riguardo l’opzione che si vuole percorrere. La persona deve inoltre avere una patologia irreversibile che produce sofferenze fisiche o psicologiche che quella persona reputa intollerabili, in un quadro di assistenza e cura.

Stiamo dunque parlando di persone con caratteristiche specifiche, che in aggiunta devono essere mantenute in vita da trattamenti di sostegno vitale – così come sono stati definiti dalla Corte Costituzionale.

Infine, deve arrivare il parere del Comitato Etico. Insomma, c’è una serie di funzioni e approfondimenti che sono ben definiti in alcuni casi, mentre in altri essi vengono ulteriormente specificati dalla Corte Costituzionale per fare in modo che quella libertà di scelta della persona in materia di autodeterminazione terapeutica sia rispettata, riconosciuta e affermata.

Quindi, ricapitolando, diciamo che la sentenza n. 204 del 2025 respinge l’impostazione del governo che chiede di cancellare la legge, disciplina l’attività in modo che il Servizio Sanitario Regionale lo svolga, mentre, in merito alle dichiarazioni di illegittimità, esse riguardano singoli profili che non mettono in discussione né il perimetro dei diritti delle persone malate né l’obbligo delle strutture pubbliche di dare attuazione ai principi costituzionali già stabiliti. Tornando alle interpretazioni da parte della stampa, possiamo sicuramente confermare che la Corte non boccia la legge toscana nel suo impianto ma cancella solo le parti che fissavano tempi rigidi e predeterminati, poiché decidere i tempi di queste procedure non è una scelta puramente amministrativa, ma una decisione che incide direttamente sui diritti fondamentali e quindi spetta allo Stato e non alle regioni prendere questa decisione.

Che riflessi ha questa sentenza rispetto alle decisioni di regioni come Lombardia e Piemonte, che hanno negato l’esame e la discussione della legge con la giustificazione dell’assenza di criteri di competenza, invocando addirittura un pregiudizio di costituzionalità?


In quei due consigli regionali è stato sottratto al dibattito un testo di legge d’iniziativa popolare con la scusa della pregiudiziale di costituzionalità, mentre questa sentenza conferma che invece è competenza delle regioni intervenire in questa materia secondo determinate caratteristiche. Quindi ritorneremo nelle regioni che hanno voluto sottrarsi al loro compito, cercando di portare avanti la proposta di legge d’iniziativa popolare.

Hai visto il nuovo film di Paolo Sorrentino, La Grazia, un tuo commento a riguardo.


Si tratta di un film bellissimo da vedere, che a me ha suscitato diverse riflessioni in base al lavoro che ogni giorno con l’Associazione Luca Coscioni portiamo avanti – riflessioni particolari che potete leggere sul mio blog. Non anticipo altro, ma invito chiunque a leggere l’articolo e ad andare a vedere il film, che, oltre alle suggestioni, consegna allo spettatore una domanda particolare: di chi sono i nostri giorni?

Marianna Aprile ha dato dell’Associazione Coscioni la definizione di “supplenti dello Stato”. Credo questa sia una questione cruciale, perché siamo abituati a protestare rispetto alle cose che ci vedono contrari, ma un conto è protestare e un altro è supplire alle carenze dello Stato.


Il quale si deve assumere le proprie responsabilità. Ricordiamo che la carta costituzionale prevede che lo Stato intervenga per rimuovere gli ostacoli all’esercizio delle nostre libertà. In capo ai cittadini ci sono dei diritti fondamentali: il diritto alla salute, all’assistenza, alla cura, così come anche il diritto di poter rifiutare quella cura e di vedere rispettate le proprie scelte che riguardano l’autodeterminazione in materia terapeutica. Questa è la parte che attiene alle scelte di fine vita.

Quindi siamo tutti d’accordo nell’affermare il diritto alla cura e all’assistenza, così come l’opposizione a percorsi e ostacoli per la persona che, in uno stato di fragilità, ha bisogno di cura.

Con il governo concordiamo circa la necessità di fornire maggiori fondi e garanzie e di garantire l’applicazione di leggi come quella sui caregiver, ma ci battiamo anche affinché ci sia libertà di scelta. Non parliamo di interventi dello Stato che entrano in conflitto tra di loro, ma di garanzie costituzionali per tutti noi. Mi riferisco alle ultime dichiarazioni della Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, che recentemente ha voluto evidenziare gli interventi attuati circa la tutela della salute e della vita. Benissimo, ma invito il governo a parlare anche di ricerca scientifica e di diritto alla cura, sottolineando che essi non entrano in contrapposizione con la libertà di scelta degli italiani

L'articolo “La Corte costituzionale ha riconosciuto che la legge toscana non è incostituzionale” proviene da Associazione Luca Coscioni.



My Voice, My Choice dimostra che i diritti possono essere conquistati dal basso


Intervista ad Alice Spaccini, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e co-coordinatrice italiana di “My Voice, My Choice”


Dopo il voto favorevole del Parlamento europeo, ora tocca alla Commissione la cui decisione è attesa entro il 2 marzo di quest’anno: la campagna My Voice, My Choice, per un accesso all’aborto sicuro, e gratuito in tutta Europa, si appresta ad affrontare l’ultimo e determinante passaggio. Ma l’Iniziativa dei Cittadini Europei capace di raccogliere più di un milione di firme ha già raggiunto alcuni importanti traguardi.

“Il significato politico di questo risultato è profondo – spiega Alice Spaccini, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e Co-coordinatrice italiana della Campagna Europea My Voice My Choice – dimostra che i diritti non avanzano solo dall’alto, ma possono essere conquistati dal basso, attraverso partecipazione, organizzazione e alleanze transnazionali. Dimostra, ancora una volta, che l’Europa dei diritti esiste già, quando cittadine e cittadini la praticano. Ora la responsabilità è chiara ed è in capo alla Commissione europea: trasformare questa vittoria politica in cambiamenti reali nella vita delle persone. Ed è proprio da questa esperienza che nasce il lavoro futuro dell’Associazione Luca Coscioni: rafforzare l’advocacy, allargare le alleanze e fare in modo che My Voice My Choice diventi una realtà europea”. Secondo una stima degli stessi movimenti che si sono impegnati per la raccolta firme nei Paesi dell’Unione Europea sono circa 20 milioni le donne che non possono accedere all’interruzione volontaria di gravidanza per le normative in vigore nei loro stati di appartenenza.

Cosa significa questo risultato?


Il voto favorevole del Parlamento europeo dello scorso 17 dicembre all’Iniziativa dei cittadini europei My Voice My Choice rappresenta un passaggio storico e un segnale politico molto chiaro. Per la prima volta in Europa, una proposta arrivata dal basso (dalle cittadine e dai cittadini) sul tema dell’aborto non solo è giunta all’attenzione delle istituzioni europee, ma ha ottenuto un riconoscimento politico esplicito in plenaria. Questo risultato è ancora più significativo se si considera che il Parlamento europeo uscito dalle elezioni del 2024 riflette una maggiore presenza di forze conservatrici e di destra rispetto alla legislatura precedente, rendendo il sostegno all’iniziativa un segnale ancora più importante soprattutto in questo contesto politico.

C’è un aspetto politico che caratterizza questa ICE?


In primo luogo, la partecipazione democratica funziona, anche oltre le scadenze elettorali: oltre 1,2 milioni di cittadine e cittadini di 19 Paesi UE hanno imposto il tema dei diritti riproduttivi nell’agenda politica europea, dimostrando che l’azione civica organizzata può incidere concretamente sulle decisioni dell’Unione. In secondo luogo, e non meno importante, per la prima volta, l’Unione Europea è chiamata a esaminare una proposta concreta in materia di diritti riproduttivi: un’iniziativa che chiede l’istituzione di un fondo europeo per garantire l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza sicura e gratuita in un altro Stato membro, quando nel Paese di origine questo diritto è negato o fortemente limitato. In altre parole, la voce delle cittadine e dei cittadini europei è entrata ufficialmente nel processo decisionale dell’UE. Un segnale potente, in controtendenza rispetto a chi vorrebbe smantellare l’Unione Europea, che dimostra che un’Europa dei diritti non solo è possibile, ma nasce dal basso, dalla partecipazione e dalla determinazione delle persone.

Qual è il prossimo passo e cosa possiamo aspettarci?


Dopo il sostegno del Parlamento europeo e il voto favorevole del Comitato Economico e Sociale Europeo dello scorso 21 gennaio, il percorso dell’iniziativa entra ora nella sua fase decisiva. Il prossimo ultimo passaggio cruciale sarà la decisione della Commissione europea entro il 2 marzo 2026. In quell’occasione, la Commissione dovrà fornire una risposta formale e motivata all’iniziativa, decidendo se accogliere la proposta e in che modo avviare l’iter legislativo.

Il sostegno del Parlamento in plenaria e del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) ha rafforzato in modo significativo l’iniziativa, dandole ancora più autorevolezza e un mandato politico chiaro. Ora il compito è duplice: da un lato seguire con attenzione il percorso istituzionale, dall’altro continuare il lavoro di pressione politica, advocacy e costruzione di consenso, affinché questo riconoscimento non resti simbolico ma si traduca in misure concrete e vincolanti.

Qual è stato il ruolo dell’Associazione Luca Coscioni?


L’Associazione Luca Coscioni ha avuto un ruolo decisivo nel successo di My Voice My Choice, in Italia e a livello europeo, soprattutto sul piano della mobilitazione dal basso. Dopo una prima fase di raccolta firme esclusivamente online, è stato proprio il confronto con l’Associazione Coscioni a determinare una svolta strategica: la costruzione di una grande mobilitazione territoriale europea, fondata sull’esperienza maturata da ALC in anni di campagne civiche.

In Italia, a partire da settembre 2024, sotto il coordinamento dell’Associazione Luca Coscioni e grazie al lavoro imprescindibile delle cellule territoriali, è stato superato abbondantemente il quorum necessario organizzando oltre 200 eventi in piazze, università e strade, coinvolgendo più di 600 nuovi attivisti e raccogliendo 166.841 firme. Un risultato che ha reso l’Italia il terzo Paese in Europa per numero di sottoscrizioni.

Questo modello “coscioniano” – diffuso, competente e organizzato – è stato riconosciuto a livello europeo come una vera potenza civica, tanto da essere preso a riferimento e replicato anche in altri Paesi.

L'articolo My Voice, My Choice dimostra che i diritti possono essere conquistati dal basso proviene da Associazione Luca Coscioni.



Le DAT oggi: cinque verità scomode


A otto anni dall’entrata in vigore della legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT o Testamento Biologico), è bene dirlo chiaramente: la legge c’è, ed è una buona legge. Ha cambiato il rapporto tra cittadini e sanitari, ha dato forza giuridica all’autodeterminazione, ha reso esplicito un principio semplice ma rivoluzionario: sul proprio corpo decide la persona interessata.

I problemi però restano e non sono marginali. Ecco cinque verità scomode sulle DAT che la politica dovrebbe smettere di ignorare.

1. Per le persone intrasportabili le DAT non sono sempre gratuite


È un paradosso crudele: sono spesso proprio le persone più fragili a dover sostenere costi aggiuntivi per rendere vincolanti le proprie volontà. La legge prevede la possibilità di redigere le DAT tramite videoregistrazione per chi non può firmare o muoversi, ma non prevede una modalità di deposito alternativa a quella “di persona” presso l’ufficio di stato civile. Risultato? Chi non può recarsi in Comune è costretto, di fatto, a rivolgersi a un notaio. Con costi che non dovrebbero esistere per l’esercizio di un diritto fondamentale.

2. Le strutture sanitarie restano fuori dal sistema


A eccezione della Toscana, nessuna Regione ha normato la possibilità di raccogliere le DAT all’interno delle proprie strutture sanitarie, anche se la legge nazionale l’aveva previsto. Eppure parliamo di scelte che riguardano direttamente la relazione di cura. Quanto ancora dovremo aspettare prima che le Regioni si assumano questa responsabilità e rendano il sistema davvero accessibile a chi è già inserito in un percorso sanitario?

3. Troppi comuni introducono ostacoli arbitrari


In molti Comuni vengono richiesti adempimenti che la legge non prevede e non giustifica: la presenza obbligatoria del fiduciario al momento del deposito anche se la legge specifica che l’accettazione dell’incarico possa essere fatta anche in un secondo momento; l’uso esclusivo di moduli comunali nonostante la legge richieda la forma libera; interpretazioni restrittive inventate dal nulla. Questi sembrano piccoli ostacoli burocratici ma, sommati, diventano una barriera all’esercizio del diritto.

4. Nessuno sa davvero quante DAT esistano


Mancano dati pubblici, aggiornati e trasparenti. I numeri diffusi dal Ministero della Salute sono parziali, perché si riferiscono solo alle DAT inserite nella Banca Dati Nazionale. Ma cosa succede se un Comune non le trasmette? E se un notaio non lo fa? Nessuno controlla davvero. Senza numeri, il diritto resta invisibile. Per questo, come Associazione Luca Coscioni, siamo costantemente impegnati in accessi agli atti per “liberare” i dati.

5. Le DAT non riguardano solo il fine vita


Le DAT non parlano solo di morte. Parlano di autodeterminazione, di libertà nelle scelte di cura, del rapporto con la medicina qui e ora. Le scelte sono libere in ogni direzione: si può rifiutare l’accanimento terapeutico, ma si può anche scrivere esplicitamente di voler essere curati in tutti i modi possibili fino alla fine. Le DAT non impongono una visione: tutelano la tua.

Otto anni dopo, nonostante tutti i problemi, la legge 219/2017 rimane una grande conquista. Proprio per questo va difesa, applicata correttamente e migliorata. Le verità scomode servono a questo: a non accontentarsi e cercare di migliorare le cose.

L'articolo Le DAT oggi: cinque verità scomode proviene da Associazione Luca Coscioni.