[2026-01-29] Festa di Autofinanziamento per i Pullman per il 31/01 @ CSOA Ex-Snia
Festa di Autofinanziamento per i Pullman per il 31/01
CSOA Ex-Snia - Via Prenestina 173
(giovedì, 29 gennaio 20:00)
SERATA BENEFIT DEL 29/01 PER LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 31/01 A TORINO
A Torino saremo in tant* contro repressione, attacchi agli spazi sociali e guerra. Abbiamo deciso di organizzare una serata benefit per permettere a tutt* di salire, al prezzo più basso possibile, con i pullman che stiamo organizzando. Perché nessun* resti sol* o venga lasciat* indietro.
Durante la serata proietteremo la partita della Roma e a seguito un accompagnamento musicale del collettivo "Gate Radio". Durante la serata sarà disponibile anche cena Veg. e Vin Brulé per tenersi caldi.
Un momento di convivialità per incontrarsi, confrontarsi e stare insieme prima di Torino.
🗃 Durante la serata sarà presente un banchetto dove poter portare la prima metà quota del viaggio per fermare il posto
📍Se anche tu vuoi salire a Torino ci vediamo la mattina del 31 a Stazione Tiburtina.
[2026-01-30] Il Mega-Inceneritore di Roma Sud @ Casa del Parco delle Energie
Il Mega-Inceneritore di Roma Sud
Casa del Parco delle Energie - Via Prenestina, 175, 00176 Roma RM
(venerdì, 30 gennaio 18:00)
Il Mega-Inceneritore di Roma Sud
Informiamoci sui rischi per la salute, per l'ambiente, per le nostre tasche
Assemblea Pubblica
Venerdì 30 Gennaio 2026
ore 18:00
Sala Ovale - Casa del Parco delle Energie (Ex-Snia) - Via Prenestina 175
Intervengono:
Francesca Mazzoli - pediatra ed endocrinologa
Giuseppe Girardi - ingegnere, Unione dei Comitati contro l'Inceneritore
Fabio Mestici - archeologo, Unione dei Comitati contro l'Inceneritore
Marco Alteri - Rete Tutela Roma Sud
Francesco Cirelli - ingegnere
Modera: Gabriele Germani
[2026-02-02] Assemblea Pubblica verso il Corteo per Valerio Verbano @ Brancaleone
Assemblea Pubblica verso il Corteo per Valerio Verbano
Brancaleone - Via Levanna, 11, 00141 Roma RM
(lunedì, 2 febbraio 18:30)
𝗔𝗦𝗦𝗘𝗠𝗕𝗟𝗘𝗔 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗔 𝗩𝗘𝗥𝗦𝗢 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗥𝗧𝗘𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗩𝗔𝗟𝗘𝗥𝗜𝗢 𝗩𝗘𝗥𝗕𝗔𝗡𝗢
🗓️ 𝗟𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶 𝟮 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼
🕡 𝟭𝟴:𝟯𝟬
🗺️ 𝗖𝗦 𝗕𝗿𝗮𝗻𝗰𝗮𝗹𝗲𝗼𝗻𝗲
📍 𝗩𝗶𝗮 𝗟𝗲𝘃𝗮𝗻𝗻𝗮, 𝟭𝟭
Incontriamoci per costruire collettivamente, a 46 anni dall’omicidio di Valerio Verbano, il corteo antifascista e le giornate di mobilitazione cittadina verso la piazza.
Anche quest’anno vorremmo costruire uno spazio in cui intersecare le lotte, e per questo invitiamo a partecipare collettivi studenteschi, realtà transfemministe, sinistra di base, centri sociali, chi nei territori costruisce pratiche di mutualismo e si batte per la giustizia sociale, chi si batte contro razzismo e suprematismo, contro le destre e il regime di guerra che ovunque si impone con le sue logiche oppressive e patriarcali.
Consegnare la storia di Valerio alla memoria significa assumersi la responsabilità di rendere il corteo per il suo assassinio un’occasione per parlare non solo di ricordo e conflitto, ma anche dell’agibilità e la libertà di chi queste lotte le pratica ogni giorno. Perciò vogliamo mettere al centro la campagna Free All Antifas e discutere dell’antifa ban che dagli Usa all’Europa reprime e minaccia lз antifascistз.
Incontriamoci per costruire anche quest’anno un grande corteo antifascista, tracciare insieme alternative possibili, organizzare insieme forme di resistenza.
[2026-02-04] Pressentazione del libro ASSALTO ALLE PIATTAFORME @ CSOA Forte Prenestino
Pressentazione del libro ASSALTO ALLE PIATTAFORME
CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy
(mercoledì, 4 febbraio 19:00)
MERCOLEDì 4 FEBBRAIO 2026
Forte infoshop, AvANa e Sala da the interferenze
Presentano insieme all’autore Kenobit:
ASSALTO ALLE PIATTAFORME. RIPRENDIAMOCI INTERNET
Possiamo evadere? Possiamo ribellarci? Possiamo rivendicare una dimensione online libera e rispettosa del nostro tempo?
Un libro che analizza i meccanismi oppressivi del capitalismo sul web e propone un percorso concreto per neutralizzarli. Focalizzando lo sguardo critico sul concetto di content creation qui si tenta di svelare le trappole che si nascondono dietro il “successo” online e le dinamiche che trasformano le nostre passioni in catene.
Le big tech hanno colonizzato tutti i territori della comunicazione, facendo leva sul bisogno umano di socialità e intrattenimento. Le app come Instagram e TikTok ci manipolano per trasformarci in forza lavoro ignara e non pagata. Si nutrono del nostro tempo, dei nostri dati, delle nostre debolezze. Quella delle piattaforme è una fortezza che pare inespugnabile, ma sulle sue mura si intravedono le prime crepe. L’insostenibilità del modello attuale ha causato un disagio che serpeggia sempre di più tra l’utenza. Abbiamo un’occasione imperdibile per rivendicare una dimensione digitale fondata sulla cooperazione invece che sulla competizione.
Nel software libero, nel Fediverso e nella relazione sociale diretta troviamo gli strumenti per cambiare tutto, da subito, senza chiedere il permesso. Scopriamoli, rivendichiamo l’importanza politica del nostro corpo digitale e riprendiamoci internet.
A seguire
PALESTRA DI LIBERAZIONE DIGITALE
Un momento di mutuo aiuto tecnologico! Dopo la presentazione del libro, chi vuole una mano a installare i software liberi troverà persone (incluso Kenobit) ad aiutarlx. Vuoi muovere i primi passi del percorso di liberazione digitale? Non sei solx! Il primo passo è quello che spaventa di più, ma in realtà è facilissimo. Facciamolo insieme.
GAME BOY LIVE SET
Kenobit propone un live set elettronico con due Game Boy del 1989. Musica veloce e potente su hardware di recupero!
[2026-01-30] Aperitivo con l'autore - Andrea Cantone @ Occhieppo Superiore - Villa Mossa
Aperitivo con l'autore - Andrea Cantone
Occhieppo Superiore - Villa Mossa - via Martiri della Libertà, 29 - Occhieppo Superiore
(venerdì, 30 gennaio 18:00)
Presentazione di libri dello stesso autore, sull'Africa
Giulio Regeni: a Monfalcone anteprima con il regista
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/giulio-…
Dopo l’anteprima nazionale di Fiumicello, Giulio Regeni – Tutto il male del mondo arriva al Kinemax di Monfalcone per una proiezione-evento domenica 1° febbraio alle ore 17.00. Il documentario è la prima opera
Buildling A Light That Reacts To Radio Waves
When it comes to electromagnetic waves, humans can really only directly perceive a very small part of the overall spectrum, which we call “visible light.” [rootkid] recently built an art piece that has perception far outside this range, turning invisible waves into a visible light sculpture.
The core of the device is the HackRF One. It’s a software defined radio (SDR) which can tune signals over a wide range, from 10 MHz all the way up to 6 GHz. [rootkid] decided to use the HackRF to listen in on transmissions on the 2.4 GHz and 5 GHz bands. This frequency range was chosen as this is where a lot of devices in the home tend to communicate—whether over WiFi, Bluetooth, or various other short-range radio standards.
The SDR is hooked up to a Raspberry Pi Zero, which is responsible for parsing the radio data and using it to drive the light show. As for the lights themselves, they consist of 64 filament LEDs bent into U-shapes over a custom machined metal backing plate. They’re controlled over I2C with custom driver PCBs designed by [rootkid]. The result is something that looks like a prop from some high-budget Hollywood sci-fi. It looks even better when the radio waves are popping and the lights are in action.
It’s easy to forget about the rich soup of radio waves that we swim through every day.
youtube.com/embed/moBCOEiqiPs?…
Ultimate Picture Frame Combines Walnut and 3D Printing
[Make Something] boasts he has made probably the fanciest picture frame you’ll ever see. He started with an original sign purchased on eBay and then made it to be bigger, brighter, and better. The frame is of solid walnut with back-lighting for the imagery all chasing that classic mid-century modern style. The backlit photo was taken the “hard way”, with an actual film camera and a road-trip to the picturesque site at Yellowstone. [Make Something] then developed the film himself in his home studio.
For the chimney [Make Something] used a new trick he learned in Autodesk Fusion: you take a photo of an object, convert to black and white, and then use the light/dark values to emboss or deboss a surface. To do this he took photos of the brick wall outside his shop and used that as the basis of the textured chimney he made with his 3D printer.
If you’re interested in other projects made from solid walnut, check out 3D Printed Spirograph Makes Art Out Of Walnut and Walnut Case Sets This Custom Arduino-Powered RPN Calculator Apart From The Crowd.
youtube.com/embed/80qMQnYRgBA?…
DK 10x19_ - Post-americani (La versione di Carney)
Quando un uomo dell'establishment come Mark Carne, PM del Canada, va a Davos a dire cose che sentivi al massimo in qualche facoltà di Scienze Politiche, vuol dire che l'era post-americana è cominciata. Sarà un viaggio.
spreaker.com/episode/dk-10x19-…
Anduril è a caccia di talenti. In palio mezzo milione di dollari e un colloquio di lavoro
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Anduril, l’azienda defence-tech guidata da Palmer Luckey, ha annunciato il lancio del suo primo AI Grand Prix, una competizione di drone racing completamente autonoma che mette in palio mezzo milione di dollari per il vincitore. L’evento,
Docenti schedati, grande preoccupazione dell’Istituto Parri
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/docenti…
L’Istituto nazionale Ferruccio Parri in un documento “esprime grande preoccupazione per la richiesta di schedatura di insegnanti di sinistra – siamo alle liste di proscrizione? – da parte di Azione
Mro reshared this.
🔴 𝟒 𝐅𝐄𝐁𝐁𝐑𝐀𝐈𝐎 𝐒𝐈𝐓-𝐈𝐍 𝐀𝐔𝐁𝐀𝐂
Mercoledì 4 febbraio dalle 10.30 saremo on SIT IN all'Aubac (Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Centrale) per assicurarci che l'Autorità abbia effettivamente piena conoscenza dell'area interessata dallo sciagurato progetto inceneritorista di Gualtieri e Acea.
📣Verso il 19 febbraio: corteo contro l'inceneritore!
#Roma #Gualtieri #NoInceneritore #EmergenzaRifiuti #Politica #RifiutiZero #CittadiniEsasperati #Termovalorizzatore
Il ricordo di Marco Luchetta e il nostro mestiere
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/il-rico…
32 anni dopo Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota e Dario D’Angelo, assassinati a Mostar est il 28 gennaio 1994, ci ricordano che il nostro è un mestiere necessario, anche se non sempre siamo in grado di onorarlo fino in
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Guerre di Rete - Scarica il manualetto di sicurezza digitale
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Da oggi rendiamo disponibile per tutti il Manualetto di sicurezza digitale per giornalisti e attivisti.
#GuerreDiRete è la newsletter curata da @Carola Frediani
guerredirete.substack.com/p/gu…
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Le professioni cyber più richieste nel 2026: le 5 sfide che devono affrontare
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Al Richmond Cyber resilience forum, a cui hanno partecipato CISO, manager e professionisti della sicurezza, il report Cybersecurity Statistics 2025 ha delineato le principali tendenze cyber del 2026, a partire dalle figure professionali più richieste.
PODCAST. Perché Xi Jinping purga i vertici dell’esercito
@Notizie dall'Italia e dal mondo
L'arresto del vice capo della commissione centrale militare Zhang Youxia evidenzia la volontà del presidente cinese di mantenere il controllo assoluto su un esercito obbediente. Il Podcast di Michelangelo Cocco
L'articolo PODCAST. Perché Xi Jinping purga i vertici dell’esercito proviene da Pagine
Sentenza Tar, l’intervento dei promotori della raccolta firme
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/sentenz…
Ieri pomeriggio è stato diffuso il comunicato dei promotori della raccolta firme del referendum. “La decisione del TAR del Lazio in tre punti. – scrivono – Abbiamo lanciato una raccolta firme
e poi ci chiediamo se l'ucraina ha qualche chance di farcela…. intanto ha un pil e un'economia più solida della russia…
la differenza tra gli alleati della russia e gli alleati dellìucraina è che noi stiamo sostenendo l'ucraina senza spolparla, i cinesi che "sostengono" la russia in realtà ci vogliono fare l'affare (tipo petrolio e gas a costo stracciato) e tutto questo alla fine nel lungo periodo potrebbe avere un peso.
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freezonemagazine.com/articoli/…
Sfiniti dalla tragedia e dagli orrori della guerra civile spagnola, vinti, distrutti, svuotati, incapaci di continuare a vivere, i protagonisti dei bellissimi quattro racconti di Alberto Méndez sono come girasoli che non cercano più il sole. Girasoli ciechi. Le loro storie sono l’essenza dell’orrore della guerra dove i fucili e i cannoni distruggono corpi e […]
L'articolo Alberto Méndez
LIBANO DEL SUD. Vite sospese lungo la Blue Line con una nuova guerra alle porte
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Naqoura, Khiyam, Aytaroun e tanti altri villaggi sono stati ridotti in macerie dai bombardamenti israeliani. La tregua del 2024 non è mai stata rispettata. Le testimonianze dei pochi abitanti che hanno scelto di non lasciare ciò che resta delle
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Whistleblower who exposed Uyghur camps granted asylum
New York, Jan. 28, 2026 — A judge reportedly granted asylum today to Guan Heng, a whistleblower who secretly filmed Uyghur internment camps in China and shared his footage online after arriving in the United States. The footage he captured became crucial evidence for journalists reporting on the camps, including the team at BuzzFeed News that won a Pulitzer Prize.
The Department of Homeland Security has 30 days to appeal, during which time Guan will remain in detention. Guan and his relatives have said that if he is deported to China, his life would be in serious jeopardy.
Freedom of the Press Foundation (FPF) Chief of Advocacy Seth Stern said:
“This ruling is evidence that even in today’s environment, public pressure still works. All of the journalists, activists, editorial board members, and others who spoke out about Guan’s case deserve enormous credit. They should carry that momentum to other fronts in the very active battles for the rights of whistleblowers, journalists, and people who film government wrongdoing, whether in China or Minneapolis. DHS should not wait the full 30 days to drop this case. It should announce immediately that it will not appeal, so Guan can walk free. And it should give serious thought to why an immigration crackdown supposedly intended to target the worst of the worst is endangering the best of the best.”
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Dentro il Social WARM – Parte 2: Lemmy, lo strumento per la discussione strutturata
Il software più fecile del Fediverso (ops... del Social WARM) non è solo facile, ma è una palestra importante per comprendere le dinamiche che vedremo in futuro tra software diversi
Maronno Winchester reshared this.
Springsteen ha pubblicato una canzone sui fatti di Minneapolis:
m.youtube.com/watch?v=wWKSoxG1…
Vi copio qui sotto il testo.
[Verse 1]
Through the winter's ice and cold
Down Nicollet Avenue
A city aflame fought fire and ice
'Neath an occupier's boots
King Trump's private army from the DHS
Guns belted to their coats
Came to Minneapolis to enforce the law
Or so their story goes
[Verse 2]
Against smoke and rubber bullets
In the dawn's early light
Citizens stood for justice
Their voices ringing through the night
And there were bloody footprints
Where mercy should have stood
And two dead, left to die on snow-filled streets
Alex Pretti and Renee Good
[Chorus]Oh, our Minneapolis, I hear your voice
Singing through the bloody mist
We'll take our stand for this land
And the stranger in our midst
Here in our home, they killed and roamed
In the winter of '26
We'll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis
[Verse 3]
Trump's federal thugs beat up on
His face and his chest
Then we heard the gunshots
And Alex Pretti lay in the snow dead
Their claim was self-defense, sir
Just don't believe your eyes
It's our blood and bones
And these whistles and phones
Against Miller and Noem's dirty lies
[Chorus]Oh, our Minneapolis, I hear your voice
Crying through the bloody mist
We'll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis
[Bridge]Now they say they're here to uphold the law
But they trample on our rights
If your skin is black or brown, my friend
You can be questioned or deported on sight
In our chants of ICE out now
Our city's heart and soul persists
Through broken glass and bloody tears
On the streets of Minneapolis
[Chorus]Oh, our Minneapolis, I hear your voice
Singing through the bloody mist
Here in our home, they killed and roamed
In the winter of '26
We'll take our stand for this land
And the stranger in our midst
We'll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis
We'll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis
[Outro]ICE out (ICE out)
ICE out (ICE out)
ICE out (ICE out)
ICE out (ICE out)
ICE out (ICE out)
ICE out
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#Trump e la strategia del caos
Trump e la strategia del caos -
Il presidente americano Trump continua a parlare a ruota libera dei preparativi di un attacco militare contro l’Iran come se quella allo studio fosseMichele Paris (altrenotizie.org)
Match Group says it is investigating claims that a mass of internal data was hacked from its popular dating apps.#hacks #datingapps
“La Corte costituzionale ha riconosciuto che la legge toscana non è incostituzionale”
Intervista a Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni
Il 2025 si è chiuso con la pubblicazione della sentenza della Corte costituzionale a proposito della legge sul fine vita approvata dalla Regione Toscana. La sentenza è stata pronunciata il 4 Novembre, depositata il 29 Dicembre e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 Dicembre del 2025. L’avvocata Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni è stata intervistata nel programma radiofonico Il Maratoneta per commentare questo provvedimento.
Perché si tratta di un giudizio così importante?
Ricordiamo in primis che la norma della Regione Toscana n. 16 del 2025 nasce da una proposta di legge di iniziativa popolare dell’Associazione Luca Coscioni, che, emendata, discussa e approvata, disciplina le modalità organizzative per dare attuazione alle sentenze della Corte Costituzionale in materia di fine vita, a partire dalla sentenza Cappato.
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 204 del 2025, afferma che in mancanza di una legge statale le decisioni sul fine vita devono comunque trovare attuazione concreta, e che tale attuazione deve avvenire inevitabilmente nel quadro del Servizio Sanitario Nazionale. In materia di suicidio medicalmente assistito, è quindi costituzionalmente legittimo l’intervento regionale volto a disciplinare i profili organizzativi e procedurali di dettaglio nell’ambito della tutela della salute, anche in assenza di una legge statale organica, a patto però che i principi fondamentali siano desumibili dalla legislazione vigente. Quest’ultimo rappresenta un passaggio importantissimo, perché la Corte Costituzionale ha di fatto confermato assetto e impianto della legge regionale.
La Corte Costituzionale è poi intervenuta anche su singoli aspetti, dichiarando alcune parti incostituzionali. Quindi abbiamo un duplice effetto: da un lato, la conferma del fatto che le regioni possono intervenire in materia, perché previsto dalla Costituzione, dall’altro un messaggio chiaro al legislatore – che nel testo di legge all’esame del Senato ha invece previsto la totale esclusione del Servizio Sanitario Nazionale da ruoli fondamentali come quelli ribaditi dalla Corte Costituzionale con la sentenza Cappato.
Su questa possibile duplice lettura abbiamo osservato che anche i quotidiani si sono divisi, a seconda della linea editoriale e del grado di consenso verso la legge regionale toscana. Quali siano state le analisi più pertinenti da parte della stampa?
Abbiamo finora chiarito che la Corte Costituzionale conferma la legge così come la competenza regionale a intervenire sul piano organizzativo.
Bisogna sottolineare un altro passaggio fondamentale: viene ribadito il ruolo del Servizio Sanitario Nazionale, quindi la giurisprudenza costituzionale è confermata – sempre ricordando che le sentenze della Corte Costituzionale hanno portata di legge, vanno solo applicate.
Come detto, ciò rappresenta un chiaro messaggio al Parlamento, sollecitato ad intervenire con una norma organica. D’altro canto, la Corte Costituzionale ha cancellato una parte della legge toscana, relativa alla determinazione di tempi rigidi nelle varie fasi della procedura. Questo perché la Corte ha evidenziato che, in base all’ipotesi che regioni diverse stabiliscano tempi diversi, si potrebbero creare condizioni di disuguaglianza territoriale – ovvero proprio ciò che noi vogliamo evitare.
La Corte propone poi un’ulteriore osservazione, per cui la valutazione di alcune condizioni patologiche potrebbe richiedere tempi più lunghi rispetto a quelli fissati da una legge regionale. In considerazione di questi aspetti, è stato allora giudicato che una legge regionale non può determinare tempi rigidi, seppur la Corte abbia in ogni caso specificato che vi deve essere una pronta presa in carico della richiesta e che i tempi devono essere compatibili con quelle che sono le condizioni della persona malata.
Noi siamo quindi già a lavoro per capire come emendare la nostra proposta di legge nelle varie regioni in cui essa dovrà andare in discussione, accogliendo i rilievi che sono stati propri della Corte Costituzionale, affinché non ci sia nessuna forma di disuguaglianza. Dovremmo essere bravi nel capire come, in base alle parole della Corte, dare indicazioni alle regioni: per questo motivo, lo scorso 15 Gennaio abbiamo anche convocato un webinar.
Si è trattato di un seminario con costituzionalisti e magistrati finalizzato a elaborare una linea condivisa da inserire nelle nostre proposte di legge, siano esse di iniziativa popolare o, al contrario, avanzate dagli eletti.
In tal caso bisognerà organizzare nuovamente una raccolta firme?
Valuteremo tale opzione, perché si potrebbe procedere anche mediante l’emendamento diretto, su preciso indirizzo, da parte dei consiglieri. Senza dubbio il testo dovrà essere emendato a seguito delle indicazioni della Corte Costituzionale, e quindi sarà necessario trovare una formula che non definisca tempi precisi in modo tale da non determinare disuguaglianze. Ricordiamo che la sentenza Cappato si ancora direttamente a quella che è la legge sulle Dat, quindi la persona deve essere correttamente informata su tutte le opzioni in materia di fine vita.
Si tratta di una parte importante: la persona dovrà superare le verifiche da parte delle commissioni mediche che riguardano soprattutto le condizioni della persona e la piena capacità di autodeterminarsi, quindi, in un secondo momento, la consapevolezza riguardo l’opzione che si vuole percorrere. La persona deve inoltre avere una patologia irreversibile che produce sofferenze fisiche o psicologiche che quella persona reputa intollerabili, in un quadro di assistenza e cura.
Stiamo dunque parlando di persone con caratteristiche specifiche, che in aggiunta devono essere mantenute in vita da trattamenti di sostegno vitale – così come sono stati definiti dalla Corte Costituzionale.
Infine, deve arrivare il parere del Comitato Etico. Insomma, c’è una serie di funzioni e approfondimenti che sono ben definiti in alcuni casi, mentre in altri essi vengono ulteriormente specificati dalla Corte Costituzionale per fare in modo che quella libertà di scelta della persona in materia di autodeterminazione terapeutica sia rispettata, riconosciuta e affermata.
Quindi, ricapitolando, diciamo che la sentenza n. 204 del 2025 respinge l’impostazione del governo che chiede di cancellare la legge, disciplina l’attività in modo che il Servizio Sanitario Regionale lo svolga, mentre, in merito alle dichiarazioni di illegittimità, esse riguardano singoli profili che non mettono in discussione né il perimetro dei diritti delle persone malate né l’obbligo delle strutture pubbliche di dare attuazione ai principi costituzionali già stabiliti. Tornando alle interpretazioni da parte della stampa, possiamo sicuramente confermare che la Corte non boccia la legge toscana nel suo impianto ma cancella solo le parti che fissavano tempi rigidi e predeterminati, poiché decidere i tempi di queste procedure non è una scelta puramente amministrativa, ma una decisione che incide direttamente sui diritti fondamentali e quindi spetta allo Stato e non alle regioni prendere questa decisione.
Che riflessi ha questa sentenza rispetto alle decisioni di regioni come Lombardia e Piemonte, che hanno negato l’esame e la discussione della legge con la giustificazione dell’assenza di criteri di competenza, invocando addirittura un pregiudizio di costituzionalità?
In quei due consigli regionali è stato sottratto al dibattito un testo di legge d’iniziativa popolare con la scusa della pregiudiziale di costituzionalità, mentre questa sentenza conferma che invece è competenza delle regioni intervenire in questa materia secondo determinate caratteristiche. Quindi ritorneremo nelle regioni che hanno voluto sottrarsi al loro compito, cercando di portare avanti la proposta di legge d’iniziativa popolare.
Hai visto il nuovo film di Paolo Sorrentino, La Grazia, un tuo commento a riguardo.
Si tratta di un film bellissimo da vedere, che a me ha suscitato diverse riflessioni in base al lavoro che ogni giorno con l’Associazione Luca Coscioni portiamo avanti – riflessioni particolari che potete leggere sul mio blog. Non anticipo altro, ma invito chiunque a leggere l’articolo e ad andare a vedere il film, che, oltre alle suggestioni, consegna allo spettatore una domanda particolare: di chi sono i nostri giorni?
Marianna Aprile ha dato dell’Associazione Coscioni la definizione di “supplenti dello Stato”. Credo questa sia una questione cruciale, perché siamo abituati a protestare rispetto alle cose che ci vedono contrari, ma un conto è protestare e un altro è supplire alle carenze dello Stato.
Il quale si deve assumere le proprie responsabilità. Ricordiamo che la carta costituzionale prevede che lo Stato intervenga per rimuovere gli ostacoli all’esercizio delle nostre libertà. In capo ai cittadini ci sono dei diritti fondamentali: il diritto alla salute, all’assistenza, alla cura, così come anche il diritto di poter rifiutare quella cura e di vedere rispettate le proprie scelte che riguardano l’autodeterminazione in materia terapeutica. Questa è la parte che attiene alle scelte di fine vita.
Quindi siamo tutti d’accordo nell’affermare il diritto alla cura e all’assistenza, così come l’opposizione a percorsi e ostacoli per la persona che, in uno stato di fragilità, ha bisogno di cura.
Con il governo concordiamo circa la necessità di fornire maggiori fondi e garanzie e di garantire l’applicazione di leggi come quella sui caregiver, ma ci battiamo anche affinché ci sia libertà di scelta. Non parliamo di interventi dello Stato che entrano in conflitto tra di loro, ma di garanzie costituzionali per tutti noi. Mi riferisco alle ultime dichiarazioni della Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, che recentemente ha voluto evidenziare gli interventi attuati circa la tutela della salute e della vita. Benissimo, ma invito il governo a parlare anche di ricerca scientifica e di diritto alla cura, sottolineando che essi non entrano in contrapposizione con la libertà di scelta degli italiani
L'articolo “La Corte costituzionale ha riconosciuto che la legge toscana non è incostituzionale” proviene da Associazione Luca Coscioni.
My Voice, My Choice dimostra che i diritti possono essere conquistati dal basso
Intervista ad Alice Spaccini, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e co-coordinatrice italiana di “My Voice, My Choice”
Dopo il voto favorevole del Parlamento europeo, ora tocca alla Commissione la cui decisione è attesa entro il 2 marzo di quest’anno: la campagna My Voice, My Choice, per un accesso all’aborto sicuro, e gratuito in tutta Europa, si appresta ad affrontare l’ultimo e determinante passaggio. Ma l’Iniziativa dei Cittadini Europei capace di raccogliere più di un milione di firme ha già raggiunto alcuni importanti traguardi.
“Il significato politico di questo risultato è profondo – spiega Alice Spaccini, membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni e Co-coordinatrice italiana della Campagna Europea My Voice My Choice – dimostra che i diritti non avanzano solo dall’alto, ma possono essere conquistati dal basso, attraverso partecipazione, organizzazione e alleanze transnazionali. Dimostra, ancora una volta, che l’Europa dei diritti esiste già, quando cittadine e cittadini la praticano. Ora la responsabilità è chiara ed è in capo alla Commissione europea: trasformare questa vittoria politica in cambiamenti reali nella vita delle persone. Ed è proprio da questa esperienza che nasce il lavoro futuro dell’Associazione Luca Coscioni: rafforzare l’advocacy, allargare le alleanze e fare in modo che My Voice My Choice diventi una realtà europea”. Secondo una stima degli stessi movimenti che si sono impegnati per la raccolta firme nei Paesi dell’Unione Europea sono circa 20 milioni le donne che non possono accedere all’interruzione volontaria di gravidanza per le normative in vigore nei loro stati di appartenenza.
Cosa significa questo risultato?
Il voto favorevole del Parlamento europeo dello scorso 17 dicembre all’Iniziativa dei cittadini europei My Voice My Choice rappresenta un passaggio storico e un segnale politico molto chiaro. Per la prima volta in Europa, una proposta arrivata dal basso (dalle cittadine e dai cittadini) sul tema dell’aborto non solo è giunta all’attenzione delle istituzioni europee, ma ha ottenuto un riconoscimento politico esplicito in plenaria. Questo risultato è ancora più significativo se si considera che il Parlamento europeo uscito dalle elezioni del 2024 riflette una maggiore presenza di forze conservatrici e di destra rispetto alla legislatura precedente, rendendo il sostegno all’iniziativa un segnale ancora più importante soprattutto in questo contesto politico.
C’è un aspetto politico che caratterizza questa ICE?
In primo luogo, la partecipazione democratica funziona, anche oltre le scadenze elettorali: oltre 1,2 milioni di cittadine e cittadini di 19 Paesi UE hanno imposto il tema dei diritti riproduttivi nell’agenda politica europea, dimostrando che l’azione civica organizzata può incidere concretamente sulle decisioni dell’Unione. In secondo luogo, e non meno importante, per la prima volta, l’Unione Europea è chiamata a esaminare una proposta concreta in materia di diritti riproduttivi: un’iniziativa che chiede l’istituzione di un fondo europeo per garantire l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza sicura e gratuita in un altro Stato membro, quando nel Paese di origine questo diritto è negato o fortemente limitato. In altre parole, la voce delle cittadine e dei cittadini europei è entrata ufficialmente nel processo decisionale dell’UE. Un segnale potente, in controtendenza rispetto a chi vorrebbe smantellare l’Unione Europea, che dimostra che un’Europa dei diritti non solo è possibile, ma nasce dal basso, dalla partecipazione e dalla determinazione delle persone.
Qual è il prossimo passo e cosa possiamo aspettarci?
Dopo il sostegno del Parlamento europeo e il voto favorevole del Comitato Economico e Sociale Europeo dello scorso 21 gennaio, il percorso dell’iniziativa entra ora nella sua fase decisiva. Il prossimo ultimo passaggio cruciale sarà la decisione della Commissione europea entro il 2 marzo 2026. In quell’occasione, la Commissione dovrà fornire una risposta formale e motivata all’iniziativa, decidendo se accogliere la proposta e in che modo avviare l’iter legislativo.
Il sostegno del Parlamento in plenaria e del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo) ha rafforzato in modo significativo l’iniziativa, dandole ancora più autorevolezza e un mandato politico chiaro. Ora il compito è duplice: da un lato seguire con attenzione il percorso istituzionale, dall’altro continuare il lavoro di pressione politica, advocacy e costruzione di consenso, affinché questo riconoscimento non resti simbolico ma si traduca in misure concrete e vincolanti.
Qual è stato il ruolo dell’Associazione Luca Coscioni?
L’Associazione Luca Coscioni ha avuto un ruolo decisivo nel successo di My Voice My Choice, in Italia e a livello europeo, soprattutto sul piano della mobilitazione dal basso. Dopo una prima fase di raccolta firme esclusivamente online, è stato proprio il confronto con l’Associazione Coscioni a determinare una svolta strategica: la costruzione di una grande mobilitazione territoriale europea, fondata sull’esperienza maturata da ALC in anni di campagne civiche.
In Italia, a partire da settembre 2024, sotto il coordinamento dell’Associazione Luca Coscioni e grazie al lavoro imprescindibile delle cellule territoriali, è stato superato abbondantemente il quorum necessario organizzando oltre 200 eventi in piazze, università e strade, coinvolgendo più di 600 nuovi attivisti e raccogliendo 166.841 firme. Un risultato che ha reso l’Italia il terzo Paese in Europa per numero di sottoscrizioni.
Questo modello “coscioniano” – diffuso, competente e organizzato – è stato riconosciuto a livello europeo come una vera potenza civica, tanto da essere preso a riferimento e replicato anche in altri Paesi.
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Le DAT oggi: cinque verità scomode
A otto anni dall’entrata in vigore della legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT o Testamento Biologico), è bene dirlo chiaramente: la legge c’è, ed è una buona legge. Ha cambiato il rapporto tra cittadini e sanitari, ha dato forza giuridica all’autodeterminazione, ha reso esplicito un principio semplice ma rivoluzionario: sul proprio corpo decide la persona interessata.
I problemi però restano e non sono marginali. Ecco cinque verità scomode sulle DAT che la politica dovrebbe smettere di ignorare.
1. Per le persone intrasportabili le DAT non sono sempre gratuite
È un paradosso crudele: sono spesso proprio le persone più fragili a dover sostenere costi aggiuntivi per rendere vincolanti le proprie volontà. La legge prevede la possibilità di redigere le DAT tramite videoregistrazione per chi non può firmare o muoversi, ma non prevede una modalità di deposito alternativa a quella “di persona” presso l’ufficio di stato civile. Risultato? Chi non può recarsi in Comune è costretto, di fatto, a rivolgersi a un notaio. Con costi che non dovrebbero esistere per l’esercizio di un diritto fondamentale.
2. Le strutture sanitarie restano fuori dal sistema
A eccezione della Toscana, nessuna Regione ha normato la possibilità di raccogliere le DAT all’interno delle proprie strutture sanitarie, anche se la legge nazionale l’aveva previsto. Eppure parliamo di scelte che riguardano direttamente la relazione di cura. Quanto ancora dovremo aspettare prima che le Regioni si assumano questa responsabilità e rendano il sistema davvero accessibile a chi è già inserito in un percorso sanitario?
3. Troppi comuni introducono ostacoli arbitrari
In molti Comuni vengono richiesti adempimenti che la legge non prevede e non giustifica: la presenza obbligatoria del fiduciario al momento del deposito anche se la legge specifica che l’accettazione dell’incarico possa essere fatta anche in un secondo momento; l’uso esclusivo di moduli comunali nonostante la legge richieda la forma libera; interpretazioni restrittive inventate dal nulla. Questi sembrano piccoli ostacoli burocratici ma, sommati, diventano una barriera all’esercizio del diritto.
4. Nessuno sa davvero quante DAT esistano
Mancano dati pubblici, aggiornati e trasparenti. I numeri diffusi dal Ministero della Salute sono parziali, perché si riferiscono solo alle DAT inserite nella Banca Dati Nazionale. Ma cosa succede se un Comune non le trasmette? E se un notaio non lo fa? Nessuno controlla davvero. Senza numeri, il diritto resta invisibile. Per questo, come Associazione Luca Coscioni, siamo costantemente impegnati in accessi agli atti per “liberare” i dati.
5. Le DAT non riguardano solo il fine vita
Le DAT non parlano solo di morte. Parlano di autodeterminazione, di libertà nelle scelte di cura, del rapporto con la medicina qui e ora. Le scelte sono libere in ogni direzione: si può rifiutare l’accanimento terapeutico, ma si può anche scrivere esplicitamente di voler essere curati in tutti i modi possibili fino alla fine. Le DAT non impongono una visione: tutelano la tua.
Otto anni dopo, nonostante tutti i problemi, la legge 219/2017 rimane una grande conquista. Proprio per questo va difesa, applicata correttamente e migliorata. Le verità scomode servono a questo: a non accontentarsi e cercare di migliorare le cose.
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Buccia
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