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immagini dall’allestimento della mostra di luigi serafini al labirinto della masone


Immagini dalla mostra
DA SERAFINI A LUIGI
L’UOVO, LO SCHELETRO, L’ARCOBALENO
A cura della Fondazione Franco Maria Ricci e di Luigi Serafini
fino al 13 luglio 2025
Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci
Fontanellato (PR)

mostra di Luigi Serafini al Labirinto della Masone
serafini (1)
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serafini (13)

Per la primavera 2025 il Labirinto della Masone dedica una mostra a Luigi Serafini: Da Serafini a Luigi. L’uovo, lo scheletro, l’arcobaleno si è aperta il 29 marzo e chiuderà il 13 luglio, ed è a cura della Fondazione Franco Maria Ricci insieme all’artista stesso, che per queta sede espositiva, cui è particolarmente legato, ha ideato un percorso originale e un allestimento site-specific.

Il 2025 segna il decimo anno dalla nascita del Labirinto e in occasione di questo anniversario la mostra vuole essere un vero e proprio ritorno alle origini, poiché fu Franco Maria Ricci l’editore che per primo, nel 1981, pubblicò il Codex Seraphinianus di un allora sconosciuto Luigi Serafini. Da Serafini a Luigi. L’uovo, lo scheletro, l’arcobaleno intende ripercorrere dunque la carriera dell’artista, e lo fa rispettando l’unica cronologia da lui stesso mai accettata, ossia la tripartizione tra epoca pre-Codex, epoca Codex ed epoca post-Codex. Dal celebre Serafini al più intimo Luigi, il percorso accompagna alla radice del sogno, inseguendo le ispirazioni del mondo reale che la sua immaginazione ha poi sviluppato nei folli mondi di quest’opera unica.

Un’importante sezione della mostra al Labirinto si concentrerà sulla “preistoria” serafiniana, su quel che ha preceduto la stesura del Codex. Sarà presente la prima opera compiuta dall’artista, che raffigura la casa di famiglia a Pedaso nelle Marche; il rapporto con questo luogo, di cui Luigi Serafini ama definirsi aborigeno, ha segnato profondamente il suo immaginario estetico e poetico, che sarà documentato attraverso opere e testimonianze del tutto inedite, ignote anche ai grandi appassionati dell’artista. Sempre a questa fase “ab-origena” risalgono anche gli anni degli studi di architettura e di un importante viaggio in America, che pure saranno documentati.

Si arriva quindi all’epoca Codex, universalmente riconosciuto come il capolavoro di Serafini: la meticolosa ma delirante enciclopedia di un mondo che non esiste, scritta in una lingua che non esiste, chiarissima ma incomprensibile. L’edizione Ricci del 1981 rimane un tesoro bibliofilo, e da subito l’opera serafiniana ha destato l’interesse di personaggi del calibro di Italo Calvino o di registi cinematografici come Federico Fellini e Tim Burton, per citare solo tre nomi. In mostra ampio spazio sarà dedicato a quest’opera straordinaria, attraverso un’immersione, appositamente ideata da Maddalena Casalis in collaborazione con Luigi Serafini stesso, nelle tavole che lo costituiscono, accostate a sculture che portano nel mondo tridimensionale le visioni di quelle pagine.

Nell’ epoca post-Codex rientrano tutte le opere realizzate successivamente fino ai giorni nostri, raccolte in un’unica fase creativa che ha poco senso periodizzare e segmentare in quanto già tutta contenuta nella precedente, ossia in quell’Altro Universo che Italo Calvino nel primo numero della rivista FMR di Franco Maria Ricci così riassumeva, dando lo spunto per il titolo della mostra: “Direi che le immagini che più scatenano il raptus visionario di Serafini sono tre: lo scheletro, l’uovo, l’arcobaleno”.

Chiudono il progetto alcuni esempi di quel che è stato il post-Codex tra sculture, dipinti e fotografie. Si potrà vivere inoltre l’esperienza di entrare nella casa romana dell’artista, la Domus Seraphiniana, che proprio in questi mesi è al centro dell’attenzione pubblica perché rischia drammaticamente di scomparire.

Rimandi e allusioni, citazioni ironiche ed autoironiche, scherzi e trabocchetti mentali, folgorazioni e amnesie, colpi e strizzate d’occhio, salti, scavi, abbagli condurranno il visitatore a perdersi in un mondo stralunato e geniale, in un percorso che, come è naturale per il Labirinto e in riferimento alla mente labirintica dell’artista, non sarà meccanicamente cronologico ma presenterà la tripartizione serafiniana con originalità e ironia: Da Serafini a Luigi. L’uovo, lo scheletro, l’arcobaleno è l’occasione imperdibile per scoprire o riscoprire l’incredibile artista che è Luigi Serafini.

In occasione della mostra sarà pubblicato un omonimo volume edito da Franco Maria Ricci.

#art #arte #CodexSeraphinianus #FondazioneFrancoMariaRicci #FrancoMariaRicci #LabirintoDellaMasone #LuigiSerafini #scritturaAsemica

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from the ‘tom veitch magazine’ (1970-71)



click to enlarge

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src:
granarybooks.com/pages/books/3…
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#art #arte #TomVeitch #TomVeitchMagazine

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diretta video dell’incontro online su “we exist in order to be happy”, di antonio syxty (foglio benway, 14)


youtube.com/embed/HvgoeAY6nZk?…

Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli sono gli editori che nel 2024 hanno deciso di pubblicare – come Foglio n. 14 di Benway Series – l’opera We exist in order to be happy, di Antonio Syxty: ma non sarà quest’ultimo a fare le domande, semmai gli editori a farle a lui. È una “Finestra al contrario”, insomma…

canali:
youtube = youtube.com/@MTMTeatroMilano/s…
facebook = facebook.com/lafinestradianton…

il foglio: benwayseries.wordpress.com/202…

#aSemanticizedWriting #BenwaySeries #cambioDiParadigma #conversazione #foglio #FoglioBenway #GiulioMarzaioli #LaFinestraDiAntonioSyxty #MariangelaGuatteri #materialiVerbovisivi #MTM #MTMManifattuteTeatraliMilanesi #presentazione #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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publishers for palestine


publishers for palestine


Free Palestine Reading List (Nov. 29 – Dec. 5, 2024) + Free Palestine Reading List (Nov. 29 – Dec. 5, 2023) + 16 Free Zines and More Free Reads for a Free Palestine + Poems for Palestine (chapbook) + ‘Read for Refaat’: Join a Day of Action, a Week of Events + Report Censorship of Solidarity with Palestine

«Publishers for Palestine is a global collective of publishers, and others who work in publishing around the world, who stand for justice, freedom of expression, and the power of the written word. You can read our statement of solidarity in English, en Français, en Català, dalam bahasa Indonesia, اردو میں, بالعربية, 中文, 日本語で, 한국어로, po Polsku, Suomen kielellä, and Στα ελληνικα. More languages are forthcoming.»


src: tumblr.com/garadinervi/7353636…

#Gaza #genocide
#genocidio #Palestine #Palestina
#warcrimes
#starvingpeople #starvingcivilians
#iof #idf #colonialism #sionisti
#izrahell #israelterroriststate
#invasion #israelcriminalstate
#israelestatocriminale

#colonialism #colonialismo #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #massmurders #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #sionistiassassini #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

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oggi, 31 marzo, incontro online: ‘la finestra di antonio syxty’ presenta antonio syxty! “we exist in order to be happy” (foglio benway, 14)


La Finestra di Antonio Syxty dedicata stavolta al suo "Foglio" Benway, We exist in order to be happy
cliccare per ingrandire

La Finestra di oggi, lunedì 31 marzo 2025, sarà un po’ diversa dalle altre. Di solito è Antonio Syxty che “guarda fuori dalla Finestra e incontra gli altri”. In questo caso sono invece “gli altri a guardare verso la Finestra e incontrare Syxty”.
Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli sono gli editori che nel 2024 hanno deciso di pubblicare – come Foglio n. 14 di Benway Series – l’opera We exist in order to be happy, di A.S.: non sarà dunque quest’ultimo a fare le domande, ma gli editori a farle a lui. È una “Finestra al contrario”, insomma!

canali:
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facebook = facebook.com/lafinestradianton…

il foglio: benwayseries.wordpress.com/202…

#aSemanticizedWriting #BenwaySeries #cambioDiParadigma #conversazione #foglio #FoglioBenway #GiulioMarzaioli #LaFinestraDiAntonioSyxty #MariangelaGuatteri #materialiVerbovisivi #MTM #MTMManifattuteTeatraliMilanesi #presentazione #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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d24_hiver / differx. 2024


youtube.com/shorts/V_U_yWQQvZs…

#differx #differxvid #vid #video

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immagini di un salvataggio pubblicate circa 40 minuti fa da ‘eye on palestine’ (luogo: khan younis, 31 mar. 2025, h. 1:33)


video.wordpress.com/embed/ZKeN…

https://www.instagram.com/reel/DH12gpjqnEq/

#Gaza #genocide
#genocidio #Palestine #Palestina
#warcrimes
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#iof #idf #colonialism #sionisti
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please download & share: mega.nz/file/31tBRY4I#bAI0lHwM…

#colonialism #colonialismo #EyeOnPalestine #EyeOnPalestine #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #invasion #IOF #israelcriminalstate #israelestatocriminale #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #massmurders #Palestina #Palestine #reel #rescueTeam #salvataggio #sionismo #sionisti #sionistiassassini #starvingcivilians #starvingpeople #video #warcrimes #zionism

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oggi, 30 marzo, a roma: presentazione e letture del libro di tano d’amico “i nostri anni” (milieu, collana ‘settanta’, 2025)


locandina della presentazione del libro @ Lo Yeti (Roma, Pigneto)

● presentazione del libro di Tano D’Amico, I nostri anni, a Lo Yeti, via Perugia 4 (Pigneto), domenica 30 marzo 2025 dalle ore 11.30
● qui di séguito un testo di Tano tratto da: Ci abbiamo provato. Parole e immagini del Settantasette, di Nanni Balestrini e Tano D’Amico, Bompiani, 2017 (si ringrazia):

A ogni cambio di paradigma sociale corrisponde un nuovo modo di vedere o fissare le immagini nelle fotografie. Anche qui è appropriato il paragone con La Comune di Parigi. Allora come nel 1977 è come se, in un certo senso, le immagini siano state in grado di anticipare i fatti che esse stesse rappresentavano. Al tempo della Comune, Nadar, il pioniere di tutti i fotografi, partecipò attivamente alla rivolta ma stupisce che proprio lui non produsse alcuna fotografia degli avvenimenti salienti. Perché? Per il semplice fatto che era troppo intento a costruire relazioni con le altre persone, e parallelamente elaborare una forma innovativa dello sguardo, ovvero del modo di guardare agli altri e guardare se stessi. È per questo che invece degli eroi e i capipopolo i suoi modelli erano le persone comuni, gli amici con cui pranzava o beveva. Ognuno libero per la prima volta in modo inedito e inebriante di mostrarsi e rappresentarsi per come si sentiva senza pose o ostentazioni. Il suo è uno sguardo figlio dei pittori impressionisti, penso ai quadri di Eduard Manet nella sua «Olympia» o in «Colazione sull’erba» l’importante non è la bellezza di Venere o l’esibizione di status da parte di ricchi ma la maliziosa bellezza dell’amica o il piacere di un pasto tra sodali. Irrompe lo «sguardo degli affetti» nei ritratti fotografici di Nadar così come si ritrova nei volti delle persone che ho fissato per sempre nel 1977. Le mie fotografie sono in gran parte ritratti di persone, più che avvenimenti storici. Questo focus non sull’azione, le celebrità, ma sulle persone comuni è un modo di vedere sovversivo per i tempi della Comune come per il racconto di un fatto storico politico e pubblico. Quando nelle fotografie non compaiono eroi, azioni epiche ma i sentimenti e le emozioni delle persone comuni la rottura è più evidente. Quando questa consapevolezza dell’importanza dei sentimenti diventa insopportabile per i poteri, purtroppo scorre il sangue. Questo è stato per la Comune ed è avvenuto per il Settantasette.


#77 #Anni70 #anniSettanta #fotografia #LoYeti #Milieu #NanniBalestrini #presentazione #Settanta #SettantaMilieu #settantasette #TanoDAmico

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oggi, 30 marzo, a Fiesole: “continuo. repertorio di scritture complesse”


Oggi, domenica 30 marzo, dalle 16, Villa Rondinelli ospita la presentazione del primo volume di “CONTINUO – repertorio di scritture complesse”, edito da [dia•foria

Uno spazio di teoria, ascolto e visione con i lavori di Daniele Bellomi, Alessandro De Francesco, Marco Mazzi, Luigi Severi, niccolò furri, Morena Coppola, Alessandra Greco e Daniele Poletti.

#continuo #visualpoetry #scritturecomplesse

#AlessandraGreco #AlessandroDeFrancesco #Continuo #DanieleBellomi #DanielePoletti #diaforia #LuigiSeveri #MarcoMazzi #MorenaCoppola #NiccolòFurri #scritturecomplesse #visualpoetry

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canali di slowforward et alia


DAL 2003, SLOWFORWARD è il sito più testardo, aggiornato (e anziano) su #scritture di ricerca, #arte contemporanea, #musica sperimentale, materiali verbovisivi, #asemic writing, #poesia concreta, #prosa in prosa, prose brevi, scritture non assertive, littéralité, flarf, sought poetry, #googlism , #fluxus e #anarchia , movimenti, #editoria ‘irregolare’, #glitch , ossessione collezionistica, #audio e #video più o meno deliranti, #network possibili di #sperimentazione , #dada , #derive & compagnia

segui il canale #slowforward su #telegram : t.me/slowforward

o su #whatsapp : tinyurl.com/slowchannel

o su #instagram : https://tinyurl.com/slowforward-ig

e/o l’account #mastodon : mastodon.uno/@differx

(tutti i post sono replicati/linkati inoltre sia su tumblr sia su bluesky)

*
se infine ti interessa in particolare l’asemic writing (scrittura asemica), i canali gemelli dedicati sono t.me.asemic e tinyurl.com/whasemic

*

slowforward – pur con tutte le sue imperfezioni e contraddizioni – sollecita tutti a evitare, per quanto possibile, i canali generalisti (soprattutto twitter, threads e facebook) e ad andare semmai alla fonte dei materiali, privilegiando piattaforme di condivisione presenti nel #fediverso o che comunque limitano le separazioni interne alle comunità, ed evitano o proprio cancellano del tutto l’invadenza pubblicitaria, lo #shadowbanning , la #censura , gli algoritmi demenziali, le violazioni della (o i comportamenti leggeri in tema di) #privacy

#111 #algoritmi #algoritmo #anarchia #arte #asemic #asemicWriting #audio #Bluesky #censura #comunità #dada #dérive #derive #editoria #FEDIVERSO #flarf #fluxus #glitch #googlism #Instagram #littéralité #Mastodon #materialiVerbovisivi #mediaGeneralisti #movimenti #Movimento #musicA_ #musicaSperimentale #network #noFacebook #noThreads #noTwitter #ossessioneCollezionistica #piattaformeGeneraliste #poesia #privacy #prosa #ProsaInProsa #proseBrevi #scritture #scrittureNonAssertive #separazione #separazioni #shadowbanning #slowforward #soughtPoetry #sperimentazione #Telegram #tumblr #video #whatsapp


dip 045, “social”?


l’algoritmo di #Threads (forse il peggior social in cui mi sia imbattuto) sembra perfino più demenziale di quello di #facebook o di #twitter: deve in qualche modo creare una specie di mare magnum in cui tutti perdono tutti.
per non parlare del sistema del “repost”, che funziona con #wordpress e che mi permette di ripostare (appunto) in automatico i materiali che escono su slowforward.net. sono tutti praticamente INVISIBILI. Threads (come facebook e soprattutto twitter) lavora solo per sé stesso, questo è quanto.
la logica, nei social media generalisti, è evidente: la creazione di livelli di #separazione tra piattaforma e piattaforma, e (all’interno di queste) tra utente e utente. l’esatto opposto di quello che succede nel #fediverso.

27 mar. 2025

#creazioneDiSeparazione #dip045 #dip045 #facebook #FEDIVERSO #invisibilitàShadowbanning #mediaGeneralisti #separazione #slowforward #social #socialNetwork #threads #twitter #WordPress


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oggi, 29 marzo, a bologna: presentazione del “libro della natura e del continuo”, di mario corticelli


libro della natura e del continuo
di Mario Corticelli
(déclic edizioni)

L’autore ne parla con Antonio Francesco Perozzi e Sergio Rotino

a Bologna, oggi, 29 marzo, ore 18:30, alla Libreria Modo Infoshop, via Mascarella 24b

evento fb: facebook.com/share/154YcDeehm/

Con un titolo quasi secentesco, il libro della natura e del continuo funziona da prosecuzione per alcune ossessioni testuali di Mario Corticelli, già godibili nei suoi precedenti lavori: una su tutte quella per i fenomeni naturali e gli animali e il loro mondo, meticolosamente de-antropomorfizzato. Oppure il ricorso a un tagliente registro ironico, se non addirittura di scherzo-scherno, diretto tanto al contesto degli umani quanto agli scambi linguistici che questi istituiscono: «e poi si odono feste di mercato / con gioia di genti / nel crollo dei prezzi di mercato / con una qualche distruzione delle genti / perlunga la strada che è lucente / che bello che è il linguaggio delle genti / con una qualche distruzione del linguaggio». Impossibile non vedere nell’intelligenza di simili soluzioni, e di tante altre nel libro, un segno di quella traccia caustica beffarda e insieme paradossalmente leggera – di cui Corticelli è erede/innovatore – che rimonta al nome di Corrado Costa: «petizione per la diffusione dei boschi anche nelle foreste / petizione per la diffusione dei pini anche negli abeti dei boschi / petizione per la diffusione degli aghi anche negli aghi».

In definitiva, questo De rerum natura giocosissimo – che sposta sempre di lato, in un angolo bizzarro e in nuovi inciampi il caosmos che descrive – si disimpegna dal ruolo di riprodurre paesaggi, bestie, regole, mappe e tassonomie, e semmai disorienta con gran gusto quella che pensavamo fosse una stabile visione delle cose, talvolta disturbando le immagini naturali come farebbe un programma di intelligenza artificiale: «un cervo. presenta un eccesso di denti che gli sporgono / dai fianchi e dal dorso, che ce lo fanno immaginare già / mangiato dall’interno, morto tuttavia chi lo ha mangiato. / nei pressi di un burrone, esterno» (Marco Giovenale)

Mario Corticelli ha pubblicato testi poetici nelle antologie rzzzzz! (transeuropa edizioni) e àkusma (metauro edizioni) e su numerose riviste, fra cui versodove, nioques, oei. un modo (gammm.org) è del 2011. Tra il 2014 e il 2015 sono usciti due libri e un ebook legati in una trilogia aperta: aria (comunione) (ikonalíber, 2014), la sezione aria della serie mille idilli (gammm.org, 2014) e costruzione di un animale (arcipelago edizioni, 2015). Del 2018 è qualche parte del cane (Tic edizioni). Su gammm.org è anche possibile leggere tre prose da sottrarre il bambino (2024).

#AntonioFrancescoPerozzi #déclic #déclicEdizioni #MarioCorticelli #ModoInfoshop #presentazione #prosa #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SergioRotino

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da oggi, 29 marzo, al labirinto della masone (fontanellato): opere di luigi serafini


DA SERAFINI A LUIGI
L’UOVO, LO SCHELETRO, L’ARCOBALENO

A cura della Fondazione Franco Maria Ricci e di Luigi Serafini

Dal 29 marzo al 13 luglio 2025

Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci

Fontanellato (PR)

Per la primavera 2025 il Labirinto della Masone dedica una mostra a Luigi Serafini: Da Serafini a Luigi. L’uovo, lo scheletro, l’arcobaleno apre al pubblico il 29 marzo e chiuderà il 13 luglio, ed è a cura della Fondazione Franco Maria Ricci insieme all’artista stesso, che per queta sede espositiva, cui è particolarmente legato, ha ideato un percorso originale e un allestimento site-specific.

Il 2025 segna il decimo anno dalla nascita del Labirinto e in occasione di questo anniversario la mostra vuole essere un vero e proprio ritorno alle origini, poiché fu Franco Maria Ricci l’editore che per primo, nel 1981, pubblicò il Codex Seraphinianus di un allora sconosciuto Luigi Serafini. Da Serafini a Luigi. L’uovo, lo scheletro, l’arcobaleno intende ripercorrere dunque la carriera dell’artista, e lo fa rispettando l’unica cronologia da lui stesso mai accettata, ossia la tripartizione tra epoca pre-Codex, epoca Codex ed epoca post-Codex. Dal celebre Serafini al più intimo Luigi, il percorso accompagna alla radice del sogno, inseguendo le ispirazioni del mondo reale che la sua immaginazione ha poi sviluppato nei folli mondi di quest’opera unica.

Un’importante sezione della mostra al Labirinto si concentrerà sulla “preistoria” serafiniana, su quel che ha preceduto la stesura del Codex. Sarà presente la prima opera compiuta dall’artista, che raffigura la casa di famiglia a Pedaso nelle Marche; il rapporto con questo luogo, di cui Luigi Serafini ama definirsi aborigeno, ha segnato profondamente il suo immaginario estetico e poetico, che sarà documentato attraverso opere e testimonianze del tutto inedite, ignote anche ai grandi appassionati dell’artista. Sempre a questa fase “ab-origena” risalgono anche gli anni degli studi di architettura e di un importante viaggio in America, che pure saranno documentati.

Si arriva quindi all’epoca Codex, universalmente riconosciuto come il capolavoro di Serafini: la meticolosa ma delirante enciclopedia di un mondo che non esiste, scritta in una lingua che non esiste, chiarissima ma incomprensibile. L’edizione Ricci del 1981 rimane un tesoro bibliofilo, e da subito l’opera serafiniana ha destato l’interesse di personaggi del calibro di Italo Calvino o di registi cinematografici come Federico Fellini e Tim Burton, per citare solo tre nomi. In mostra ampio spazio sarà dedicato a quest’opera straordinaria, attraverso un’immersione, appositamente ideata da Maddalena Casalis in collaborazione con Luigi Serafini stesso, nelle tavole che lo costituiscono, accostate a sculture che portano nel mondo tridimensionale le visioni di quelle pagine.

Nell’ epoca post-Codex rientrano tutte le opere realizzate successivamente fino ai giorni nostri, raccolte in un’unica fase creativa che ha poco senso periodizzare e segmentare in quanto già tutta contenuta nella precedente, ossia in quell’Altro Universo che Italo Calvino nel primo numero della rivista FMR di Franco Maria Ricci così riassumeva, dando lo spunto per il titolo della mostra: “Direi che le immagini che più scatenano il raptus visionario di Serafini sono tre: lo scheletro, l’uovo, l’arcobaleno”.

Chiudono il progetto alcuni esempi di quel che è stato il post-Codex tra sculture, dipinti e fotografie. Si potrà vivere inoltre l’esperienza di entrare nella casa romana dell’artista, la Domus Seraphiniana, che proprio in questi mesi è al centro dell’attenzione pubblica perché rischia drammaticamente di scomparire.

Rimandi e allusioni, citazioni ironiche ed autoironiche, scherzi e trabocchetti mentali, folgorazioni e amnesie, colpi e strizzate d’occhio, salti, scavi, abbagli condurranno il visitatore a perdersi in un mondo stralunato e geniale, in un percorso che, come è naturale per il Labirinto e in riferimento alla mente labirintica dell’artista, non sarà meccanicamente cronologico ma presenterà la tripartizione serafiniana con originalità e ironia: Da Serafini a Luigi. L’uovo, lo scheletro, l’arcobaleno è l’occasione imperdibile per scoprire o riscoprire l’incredibile artista che è Luigi Serafini.

In occasione della mostra sarà pubblicato un omonimo volume edito da Franco Maria Ricci.

#art #arte #Codex #FondazioneFrancoMariaRicci #FrancoMariaRicci #LabirintoDellaMasone #LuigiSerafini #mostra

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ricordare:
28 dicembre 2024. israele festeggia "hanukkah" bruciando vivi dottori e pazienti al Kamal Adwan Hospital
slowforward.net/2024/12/28/tha…

#kamaladwanhospital #genocide


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31 marzo, incontro online: ‘la finestra di antonio syxty’ presenta antonio syxty! “we exist in order to be happy” (foglio benway, 14)


La Finestra di Antonio Syxty dedicata stavolta al suo "Foglio" Benway, We exist in order to be happy
cliccare per ingrandire

La Finestra di lunedì 31 marzo 2025 sarà un po’ diversa dalle altre. Di solito è Antonio Syxty che “guarda fuori dalla Finestra e incontra gli altri”. In questo caso sono invece “gli altri a guardare verso la Finestra e incontrare Syxty”.Mariangela Guatteri e Giulio Marzaioli sono gli editori che nel 2024 hanno deciso di pubblicare – come Foglio n. 14 di Benway Series – l’opera We exist in order to be happy, di A.S.: non sarà dunque quest’ultimo a fare le domande, ma gli editori a farle a lui. È una “Finestra al contrario”, insomma!canali:youtube = youtube.com/@MTMTeatroMilano/s…facebook = facebook.com/lafinestradianton…il foglio: benwayseries.wordpress.com/202…

#aSemanticizedWriting #BenwaySeries #cambioDiParadigma #conversazione #foglio #FoglioBenway #GiulioMarzaioli #LaFinestraDiAntonioSyxty #MariangelaGuatteri #materialiVerbovisivi #MTM #MTMManifattuteTeatraliMilanesi #presentazione #reading #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

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5 aprile, napoli, il gruppo ‘ossatura’ @ auditorium novecento


gruppo Ossatura, il 5 aprile a NapoliSaturn Return
OSSATURA – live
Auditorium Novecento
Via Enrico De Marinis, 4
Napoli, 5 aprile 2025.
Ore 21:30

Ossatura, una rivoluzione orbitale intorno al suono lunga trent’anni. Formatisi a Roma nel 1995, gli Ossatura hanno da allora fatto lunghe tournée in Europa, Canada e Stati Uniti. Hanno collaborato con musicisti come Tim Hodgkinson, Dagmar Krause, Alvin Curran, Chris Cutler, Peter Kowald, Wolfgang Fuchs, Michiko Hirayama, Fernando Grillo, Gene Coleman, Gendos Chzamirin e Christian Calon. I membri di OSSATURA sono: Luca Venitucci (piano, fisarmonica e dispositivi elettroacustici), Elio Martusciello (chitarra elettrica), Fabrizio Spera (batteria e percussioni).

*
instagram.com/auditoriumnovece…
facebook.com/auditoriumnovecen…
auditoriumnovecento.com/

#AuditoriumNovecento #concert #concerto #ElioMartusciello #FabrizioSpera #improvisedMusic #LucaVenitucci #music #musica #musicaDiImprovvisazione #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #musiqueDeRecherche #Ossatura

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they released hamdan ballal, but what happened?


They released Hamdan Ballal. But what happened?

Shortly after Palestinian residents had finished their daily Ramadan fast dozens of masked Israeli settlers entered the West Bank village of Susiya.

Some of the settlers were armed with batons, others had knives and one of them was holding an M16 rifle. Among them were a group of Israeli soldiers who escorted the settlers inside the village.
Minutes later, the settlers walked straight over to the house of Hamdan Ballal. The settlers started throwing stones against his house, witnesses said, and chased Ballal to his house, beating him and eventually handing him over to the military. Handcuffed and blindfolded by the soldiers, Ballal, bleeding from his head, was moved to a military vehicle.

Hamdan Ballal Hamdan Ballal

#aggressione #Cisgiordania #coloni #criminalIDF #criminalIOF #free #freed #HamdanBallal #IDF #IOF #IsraeliSoldiers #kidnapping #M16Rifle #NoOtherLand #Palestina #Palestine #rapimento #settlers #sionisti #Susiya #WestBank #whatHappened #YuvalAbraham

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intervista a tano d’amico, sul suo libro “i nostri anni” (milieu, collana settanta, 2025)


youtu.be/e5_nxHU-kGs?feature=s…

#77 #Anni70 #anniSettanta #collanaSettanta #FedericoRaponi #INostriAnni #intervista #Milieu #MilieuEdizioni #Movimento #presentazione #TanoDAmico

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dip 046, nazione stwitterata


Nazione indiana, con ragioni condivisibili, ha mollato il proprio account twitter, e ne dà notizia in questo post: nazioneindiana.com/2025/03/24/…. Sui social generalisti mi sento di rimettere in comune due post: slowforward.net/2025/01/13/usc… e slowforward.net/2025/03/27/dip….

Quale sarà la prassi meglio funzionante, in un contesto reticolare?

28 mar 2025

#rete #twitter #nazioneindiana #social #socialmedia

#dip046 #dip046 #NazioneIndiana #nazioneindiana #prassi #rete #social #socialMedia #socialmedia #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #twitter


uscire o non uscire dai social zucki muski trumpi

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shitti shitti quatti quatti, gli oligarchi di cui parla Bernie Sanders si stanno socialmediamente prendendo tutta la torta. allora all’interno della torta medesima sorgono dubbi.

qui dico la mia, o un atomo della mia, con tutti i limiti del soggetto dell’inconscio che sono (verbigerante in un commento qui):

come occorre sostenere #BDS per boicottare #izrahell, così bisogna trovare vari modi per staccare gli sguardi (e i portafogli) dai #socialmedia generalisti. la mia idea è (sempre stata) (soprattutto per quei versanti che – come dice giustamente Terzago – si occupano di linguaggio) quella che Antonio Pavolini descrive nel suo Stiamo sprecando internet a proposito delle zone – diciamo così – ‘virtuose’ della rete.
quindi: diffondere (al limite anche attraverso i social media, perfino generalisti) le frecce direzionali che portano ALTROVE = *direttamente* a quelle zone. (siano esse più o meno temporaneamente autonome).
una di queste zone è #Mastodon. ma finché su Mastodon ci sto solo io e un gruppo di cinque persone, l’acqua scarseggia e la papera non galleggia.
bisogna migrare in massa, cristo santo.
e lasciare che su #facebook resistano e persistano solo ed esclusivamente #link che portano FUORI da facebook. solo ed esclusivamente materiali indigeribili da facebook medesimo.

e bisogna moltiplicare gli spazi autonomi.
non a caso, in varie occasioni e momenti di #esistelaricerca, ho sollecitato (starei per aggiungere: “in modo accorato”) la nascita di più siti, spazi in rete, indipendenti e connessi.
la stessa cosa può succedere anzi già succede da tempo con versanti del #giornalismo indipendente.
che però ha bisogno di noi.
finché ci sarà qualcuno di “noi” che fa cadere la monetina nel bussolotto di Repubblica e del Corsera, hai voglia a parlare di (un pur minimo) #antagonismo in rete.

su #Gaza e sul #genocidio (ampiamente bannato da zucko su fb, meno su #instagram), faccio l’esempio delle decine e decine di immagini, report, link, materiali video e di altro genere che ho caricato su spazi #Mega che poi di volta in volta linko usando *anche* i social media. ma principalmente attraverso #slowforward + uno spazio (da qualche mese da me negletto per mancanza di tempo: ma lo riprenderò) ospitato dalla rete indipendente #noblogs.

poi ognuno può aggiungere proprie iniziative.
la mia idea o impressione, in definitiva, è che su fb si continua sì ad accedere a moltissimi materiali a volte indispensabili, soprattutto relativi all’arte contemporanea (unico motivo per cui mi ero iscritto a fb alle origini, quando ancora il tasto per postare sembrava di gomma), però le cose buone ormai da ANNI bisogna prendersele e spostarle di peso FUORI. dopodiché si può usare fb (finché e SE ha senso) esclusivamente per indirizzare la gente fuori da fb.

oh, magari sbaglio, non so. però fin qui è una #strategia che qualche frutto lo ha portato.

#antagonismo #antagonismoInRete #AntonioPavolini #BDS #ELR #EsisteLaRicerca #esistelaricerca #facebook #FrancescoMariaTerzago #Gaza #genocidio #giornalismo #giornalismoindipendente #Instagram #izrahell #link #Mastodon #Mega #noblogs #slowforward #socialMedia #socialMediaGeneralisti #socialmedia #StiamoSprecandoInternet #Strategia #TAZ #twitter #zoneTemporaneamenteAutonome


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DAL 2003, SLOWFORWARD (=slowforward.net) è il sito più testardo, aggiornato (e anziano) su #scritture di ricerca, #arte contemporanea, #musica sperimentale, materiali verbovisivi, #asemic writing, #poesia concreta, #prosa in prosa, prose brevi, scritture non assertive, e molto altro:

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mostra di opere di William Burroughs a Londra, alla October Gallery.
qui una selezione di opere e un video: gammm.org/2025/03/28/works-by-…

#williamburroughs


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da oggi, 28 marzo, a reggio emilia: marco maria zanin, “acacia” (palazzo dei musei)


Marco Maria Zanin

ACACIA


A cura di
Irene Biolchini, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini

28 marzo – 27 luglio 2025, Palazzo dei Musei
Via Lazzaro Spallanzani, 1 – Reggio Emilia

Venerdì 28 marzo 2025 alle ore 18, presso Palazzo dei Musei a Reggio Emilia, inaugura Acacia, un intervento artistico di Marco Maria Zanin che intreccia arte contemporanea, archeologia, antropologia e memoria personale. Il progetto, realizzato dal Comune di Reggio Emilia – Musei Civici, sostenuto dal PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporaneae promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, si sviluppa all’interno del Museo Gaetano Chierici di Paletnologia, proponendo un dialogo tra epoche diverse attraverso una metodologia che combina pratica artistica e artigianale.

I Musei Civici di Reggio Emilia, grazie alla lunga collaborazione con Italo Rota, si collocano come esempio di sperimentazione e di riflessione sul ruolo e sul significato del museo contemporaneo, in un processo che avvicina, attraverso allestimenti complessi e stratificati, i linguaggi del passato e del presente per costruire un’idea di futuro.

Il progetto nasce da una storia personale dell’artista: la perdita della sorella gemella prima della nascita, da lui chiamata, affettuosamente, Acacia. Attraverso un linguaggio visivo che intreccia scultura, fotografia, ceramica, bronzo, vetro e tessitura, l’artista costruisce un corredo funebre contemporaneo, in cui i manufatti si relazionano con i reperti archeologici della collezione. Il progetto si fonda su un’idea di passaggio e trasformazione, dove la memoria del corpo, le emozioni e il lutto diventano materia viva, in grado di generare nuove possibilità di relazione con il passato e con il futuro. La collezione si trasforma così in un archivio dinamico, capace di stimolare connessioni inedite tra il pubblico e il patrimonio, aprendo spazi di riflessione e nuove prospettive di interpretazione.

La metodologia di lavoro di Zanin è profondamente radicata nel rapporto tra arte e antropologia, con un approccio che concepisce l’opera come un processo di risignificazione della memoria collettiva e della tradizione attraverso la creazione artistica. L’arte diventa un mezzo per attivare nuove letture del patrimonio culturale, interrogando il passato e rielaborandolo nel presente. Acacia si colloca così in uno spazio di tensione tra il personale e il collettivo, tra il simbolico e il tangibile, esplorando la capacità trasformativa degli oggetti e dei materiali.

La mostra si articola attraverso elementi realizzati in collaborazione con artigiani selezionati insieme alla Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, istituzione non-profit la cui missione è proprio la tutela dell’artigianato artistico, partner culturale del progetto. La firma di ogni pezzo riporterà anche il nome del maestro d’arte, riconoscendo così il contributo fondamentale degli artigiani nella creazione delle opere e sottolineando il carattere corale del processo artistico. Le sculture in ceramica, realizzate con Antonino Negri (Lodi), riecheggiano le urne funerarie antiche e custodiscono le memorie delle eredità invisibili. I manufatti in bronzo, frutto del lavoro con Tuorlo (Padova), emergono come tracce di un’infanzia non vissuta, evocando una memoria stratificata nel tempo. I tessuti, realizzati su telai storici presso l’Atelier Giuditta Brozzetti (Perugia), raccontano una storia mitica di separazione e ricerca, mentre le opere in vetro, realizzate con Simone Crestani (Vicenza), si ispirano agli strumenti alchemici della trasformazione, evocando un processo di sublimazione e rinascita.

La fotografia, infine, completa il percorso espositivo con un racconto visivo che ripercorre il ciclo della vita e della perdita, muovendosi tra ricerca scientifica, documentazione antropologica e immaginario poetico.

Acacia si inserisce nel più ampio dibattito sulla funzione del museo contemporaneo, proponendo un modello di produzione artistica relazionale. Il progetto si configura come un atto collettivo, in cui il museo si trasforma in un luogo di sperimentazione e creazione condivisa. È accompagnato da un ciclo di incontri interdisciplinari, che coinvolgeranno studiosi e curatori, tra cui Anna Castelli, Alberto Cavalli, Matteo Lucchetti, Sara Ricciardi, Marco Scotini, per approfondire il ruolo dell’arte nell’attivazione delle collezioni archeologiche, da un catalogo bilingue che raccoglierà contributi critici e immagini della mostra. Il progetto grafico di mostra e catalogo è a cura di Giulia Boccarossa. Il video sul processo di realizzazione delle opere è prodotto da Stefano Rizzato.

La mostra, curata da Irene Biolchini, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini, resterà visibile fino al 27 luglio, trasformando il Museo Gaetano Chierici di Paletnologia in uno spazio di sperimentazione e confronto, in cui l’arte contemporanea si fa strumento di dialogo tra passato e presente, memoria e creazione. Con Acacia, il museo diventa un luogo di rielaborazione collettiva, capace di dare nuova vita al patrimonio e nuove possibilità di lettura alla storia umana.

Marco Maria Zanin (Padova, 1983) è artista, ricercatore e attivista. Si laurea prima in Lettere Moderne e poi in Relazioni Internazionali, attualmente è dottorando in Antropologia presso ISCTE/NOVA di Lisbona con una tesi dal titolo Potenzialità nella frontiera tra arte e artefatto. Sviluppa attività di ricerca sulle forme di relazione tra l’essere umano e la terra, mettendo in luce, con un approccio interculturale, pratiche e rituali utili a rinsaldare il legame tra i membri della comunità umana e tra essi e il territorio, in una forma che metta al centro la vita in tutte le sue forme. Tra le mostre personali recenti si ricordano: Soil Kinships (2021) a cura di Matteo Lucchetti, presso la Galleria Spazio Nuovo di Roma; Strati di tempo nella Chiesa di Sant’Agnese (2021) presso la Casa dei Tre Oci, Venezia; Le Opere e i Giorni (2019) a cura di Antonio Grulli, presso i Musei Civici di Bassano; As Obras e os Dias (2017) a cura di Jacopo Crivelli Visconti, presso Pivô Arte e Pesquisa di San Paolo; Dio è nei frammenti (2017) a cura di Daniele De Luigi, presso la Galleria Civica di Modena; O Lado Direito do Avesso(2015) a cura di Paulo Miyada, presso la Oficina Cultural Oswald de Andrade di San Paolo. Sue opere sono contenute in Collezioni private e pubbliche tra cui MART, Museo Morandi, Fondazione Modena Arti Visive, Fondazione Brodbeck, Fondazione Alberto Peruzzo, MAM Rio de Janeiro, Salsali Museum Dubai.

Il Museo Gaetano Chierici di Paletnologia, con sede presso il Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, rappresenta un raro esempio di museo ottocentesco rimasto intatto. Ideata nel 1870 da Gaetano Chierici, pioniere della Paletnologia italiana, la collezione offre un racconto cronologico della preistoria e dell’archeologia reggiana, dal Paleolitico al Medioevo. Ordinata per cronologia, materia e tecnica, riflette un approccio scientifico rigoroso, integrato da una visione estetica e democratica che valorizza ogni reperto senza gerarchie. La disposizione originaria, pensata per trasmettere una percezione corale del passato, si apre al dialogo con culture di altre regioni italiane, rispecchiando gli ideali risorgimentali di un’identità nazionale condivisa. L’eredità di Chierici continua nei nuovi allestimenti curati da Italo Rota, dove gli oggetti diventano strumenti di connessione tra memoria storica ed esperienza contemporanea.

Marco Maria Zanin. ACACIA

A cura di: Irene Biolchini, Alessandro Gazzotti e Giada Pellegrini

Date: 28 marzo-27 luglio 2025

Sede: Museo Gaetano Chierici di Paletnologia | Palazzo dei Musei, via Lazzaro Spallanzani 1, Reggio Emilia

Progetto realizzato da: Comune di Reggio Emilia – Musei Civici

Sostenuto da: PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura

In collaborazione con: Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte

Progetto grafico: Giulia Boccarossa

Video documentario: Stefano Rizzato

Orario di apertura da settembre a giugno: martedì, mercoledì e giovedì > 10-13; venerdì, sabato, domenica e festivi > 10-18.
Orario di apertura luglio: martedì, giovedì, domenica e festivi > 10-13; mercoledì, venerdì e sabato > 10-13.00 / 21-24.
Ingresso: gratuito

Sito web: www.musei.re.it

#AlessandroGazzotti #antropologia #art #arte #GiadaPellegrini #IreneBiolchini #MarcoMariaZanin #MuseoGaetanoChiericiDiPaletnologia #PalazzoDeiMusei

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milano, 5 aprile: “ri-materializzazione del linguaggio. 1978-2022”


incontro per
RIMATERIALIZZAZIONE DEL LINGUAGGIO. 1978-2022
con Gaia Ginevra Giorgi, Cristiana Perrella, Andrea Viliani

5 aprile, dalle 20
Viale Stelvio 66, Milano
FREE ENTRY

Sabato 5 aprile, dalle ore 20, nel nuovo spazio di Frittelli Arte Contemporanea e Galleria Michela Rizzo, Cristiana Perrella e Andrea Viliani presentano Ri-Materializzazione del Linguaggio. 1978–2022, il primo tentativo di una ricostruzione filologica della mostra seminale Materializzazione del linguaggio, curata nel 1978 da Mirella Bentivoglio e dedicata alle esplorazioni verbo-visive di ottanta artiste internazionali.

A seguire, in connessione con la ricerca di Bentivoglio, un intervento performativo di Giorgi interroga la rimessa in circolo dei documenti di un archivio impossibile (registrazioni deteriorate, found sounds, lettere mai inviate, pagine di diario, appunti, materiali di scarto) come modo di invenzione di nuovi futuri e temporalità.

L’evento è realizzato grazie al sostegno della Fondazione Antonio Dalle Nogare.

#AndreaViliani #appunti #archivi #archivio #art #arte #CristianaPerrella #documenti #esplorazioniVerboVisive #FondazioneAntonioDalleNogare #foundSounds #FrittelliArteContemporanea #GaiaGinevraGiorgi #GalleriaMichelaRizzo #lettereMaiInviate #materialiDiScarto #materialiVerbovisivi #MaterializzazioneDelLinguaggio #MirellaBentivoglio #nero #NEROEditions #pagineDiDiario #registrazioniDeteriorate #RiMaterializzazioneDelLinguaggio

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dip 045, “social”?


l’algoritmo di #Threads (forse il peggior social in cui mi sia imbattuto) sembra perfino più demenziale di quello di #facebook o di #twitter: deve in qualche modo creare una specie di mare magnum in cui tutti perdono tutti.
per non parlare del sistema del “repost”, che funziona con #wordpress e che mi permette di ripostare (appunto) in automatico i materiali che escono su slowforward.net. sono tutti praticamente INVISIBILI. Threads (come facebook e soprattutto twitter) lavora solo per sé stesso, questo è quanto.
la logica, nei social media generalisti, è evidente: la creazione di livelli di #separazione tra piattaforma e piattaforma, e (all’interno di queste) tra utente e utente. l’esatto opposto di quello che succede nel #fediverso.

27 mar. 2025

#creazioneDiSeparazione #dip045 #dip045 #facebook #FEDIVERSO #invisibilitàShadowbanning #mediaGeneralisti #separazione #slowforward #social #socialNetwork #threads #twitter #WordPress

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80 years of israeli crimes


15 y.o. boy.
Bethlehem, before Oct 7th.
beaten by israeli soldiers for he was playing football near to a checkpoint.
they shot him in the legs.
one leg had to be amputated:

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A post shared by Raise Up Palestine (@raise.up.palestine)

this is #israel – this is #colonization – this has been going on for 76 years now. this is an ongoing and growing heap of crimes against humanity, and #genocide

*
#genocidio #Palestine #Palestina
#warcrimes
#starvingpeople #starvingcivilians
#iof #idf #colonialism #sionisti
#izrahell #israelterroriststate
#invasion #israelcriminalstate
#israelestatocriminale

#colonialism #colonialismo #colonization #Gaza #genocide #genocidio #ICC #icj #IDF #IOF #Israel #israelcriminalstate #israelestatoterrorista #israelterroriststate #izrahell #massmurders #Palestina #Palestine #sionismo #sionisti #sionistiassassini #starvingcivilians #starvingpeople #warcrimes #zionism

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‘sonde poetiche’ @ radioarte, oggi, 27 marzo: “arte altre parole”

SONDE POETICHE


radioarte - sonde poetiche - 27 marzo
cliccare per ingrandire

a cura di Gianluca Codeghini e Andrea Inglese
27 marzo 2025 ore 6.30, 9.30 pm
N. 4 di 5: Arte altre parole

Vincenzo Agnetti di Federica Boragina, Ermanno Cristini, Chiara Pergola, Carlo Dell’Acqua, Antonio Syxty, Cesare Pietroiusti, Luisa Turuani, Pasquale Polidori, Gianluca Codeghini e Andrea Inglese

su/on radioarte.it

COSA è / WHAT is
SONDE POETICHE // POETIC SOUND

Con questa nuova piattaforma ci rivolgiamo principalmente a quel non pubblico che non ha nulla da perdere se non la propria curiosità, il proprio desiderio e lo stupore per le parole. Ogni puntata di SONDE POETICHE sarà caratterizzata da suoni con durata a tempo variabile, da parole e rumori intorno a un concetto o a un autore. Questo numero quattro di cinque è dedicato alla parola in mano ad artisti visivi, una parziale indagine e selezione nel visivo meno visivo, una proporzione in fase di descrizione, una pluralità di forme e media, parole scolpite, sonore, fumo. Una, mille procedure per trasformare la realtà e disertare dal pensiero.

#AndreaInglese #AntonioSyxty #art #arte #CarloDellAcqua #CesarePietroiusti #ChiaraPergola #ErmannoCristini #FedericaBoragina #GianlucaCodeghini #LuisaTuruani #media #parole #PasqualePolidori #poesia #RadioArte #SondePoetiche #VincenzoAgnetti

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memory ciak 2025 / premio zavattini / aamod


APERTE LE ISCRIZIONI PER MEMORY CIAK 2025
COL PREMIO CESARE ZAVATTINI, IL REPERTORIO AAMOD,
IL ROMANZO DI LIBERETÀ
PRIMA ALLE GIORNATE DEGLI AUTORI VENEZIANE
CON BOOKCIAK, AZIONE!

Lo scambio e il dialogo tra generazioni, i temi del lavoro e della solidarietà tornano anche quest’anno con Memory Ciak, sezione speciale del Premio Bookciak, Azione! 2025, realizzata con la Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS e il Premio Cesare Zavattini, in collaborazione con Spi-CGIL, LiberEtà.

La seconda vita di Astolfo Barchiera di Lorenzo Chiabrera (LiberEtà, 2024) è il romanzo di riferimento per la creazione di un bookciak (corto sperimentale di max tre minuti) nell’ambito della speciale sezione dedicata alla memoria. I concorrenti (entro i 35 anni) possono quindi ispirarsi a queste pagine utilizzando gratuitamente il prezioso materiale della Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD), ed essere premiati alla Mostra del Cinema di Venezia, nell’ambito di Bookciak, Azione! 2025, premio cine-letterario ed evento in chiusura delle Giornate degli Autori, ideato e diretto da Gabriella Gallozzi, che si svolgerà al Lido di Venezia, in collaborazione col Sindacato Giornalisti Cinematografici (SNGCI). La direzione del Premio Zavattini sceglierà il cortometraggio vincitore della sezione Memory Ciak.

Il Premio Bookciak, Azione! si propone come prezioso laboratorio creativo per i giovani filmmaker. Tutti gli interessati, entro 35 anni, possono concorrere gratuitamente – e quindi partecipare a una vetrina importante come il Festival di Venezia e poi andare in tour tutto l’anno tra altri festival italiani e stranieri, tra cui Parigi e Lugano – attraverso la realizzazione dei bookciak: corti sperimentali e inediti, di massimo tre minuti, ispirati ai tre libri vincitori della IV edizione di Bookciak Legge, legati insieme, quest’anno, dal tema: “Scappo dalla città – nomadi digitali, agricoltura sostenibile, comunità energetiche, alternative di vita quotidiana”.

L’iniziativa è prodotta dall’Associazione culturale Calipso e da Bookciak Magazine (www.bookciakmagazine.it). Le iscrizioni sono aperte fino al 10 giugno 2025. Per partecipare basta inviare una mail a info@bookciak.it con recapiti e dati personali. Importante è specificare il libro scelto per realizzare il bookciak. La proiezione dei corti sarà il 5 settembre, mentre la premiazione la mattina del 6 settembre 2025 in chiusura delle Giornate degli Autori al Lido di Venezia, in collaborazione con SNGCI e Spi-CGIL.

Il Premio Cesare Zavattini Unarchive è un’iniziativa promossa dalla Fondazione AAMOD, cui possono concorrere, attraverso un bando pubblico, giovani filmmaker di età compresa tra i 18 e i 35 anni, con il progetto di un cortometraggio che preveda l’utilizzazione anche parziale del materiale filmico dell’a Fondazione AAMOD, degli archivi partner o di altri archivi. Tra i progetti pervenuti, una Giuria composta da cinque importanti personalità del cinema italiano sceglie nove finalisti, i cui autori e autrici hanno la possibilità di partecipare gratuitamente a un Workshop formativo e di sviluppo condotto da affermati professionisti. Al termine, la stessa Giuria seleziona tra i finalisti tre progetti vincitori che, oltre a utilizzare liberamente il materiale filmico dell’AAMOD e degli archivi partner, ricevono servizi gratuiti di supporto per la realizzazione dei cortometraggi e la somma di 2.000 euro per ciascun progetto realizzato.

Lorenzo Chiabrera, dopo una vita da dipendente pubblico a Torino, appassionato di cinema e regia ne La seconda vita di Astolfo Barchiera, vincitore del premio letterario LiberEtà 2024, racconta con tratti autobiografici il momento del pensionamento del suo protagonista. Il suo sogno più grande è girare con gli stessi attori il sequel di un film realizzato quarant’anni prima insieme ad alcuni amici di scuola. Per tutto questo servono i soldi del trattamento di fine servizio ma norme assurde spostano molto in là il tempo in cui potrà riceverli e utilizzarli. Può intanto cominciare con i preparativi e la sceneggiatura ma sarà la vita a riservargli il finale più sorprendente.

#AAMOD #agricolturaSostenibile #alternativeDiVitaQuotidiana #archivio #AssociazioneCulturaleCalipso #BookciakMagazine #cinema #comunitàEnergetiche #documentari #film #FondazioneArchivioAudiovisivoDelMovimentoOperaioEDemocraticoETS #GiornateDegliAutori #LaSecondaVitaDiAstolfoBarchiera #LiberEtà #LidoDiVenezia #LorenzoChiabrera #MemoryCiak #nomadiDigitali #PremioBookciak #PremioCesareZavattini #PremioCesareZavattiniUnarchive #premioLetterarioLiberEtà #PremioZavattini #ScappoDallaCittà #SNGCI #SPICGIL #Unarchive #video

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